Quanto costa cambiare la cinghia di distribuzione e ogni quanto fare la sostituzione

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La manutenzione della propria vettura è una pratica da rispettare scrupolosamente per trovarsi sempre alla guida di un mezzo in perfetta efficienza. La sostituzione della cinghia di distribuzione, però, è una operazione spesso dimenticata che può comportare danni enormi.

INDICE
Cinghia di distribuzione: cos’è e a cosa serve
A quanti km si cambia la cinghia di distribuzione
Cinghia di distribuzione: il costo per la sostituzione
Cinghia di distribuzione rotta: cosa fare
Rumore cinghia distribuzione: le possibili cause

Con la definizione cinghia di distribuzione si intende un componente fondamentale del propulsore realizzato in materiale elastico che ha la funzione di sincronizzare l’albero motore con l’albero a camme.

La cinghia di distribuzione è soggetta ad una tensione importante ed una eventuale lacerazione del tessuto elastico può comportare il disallineamento dell’albero motore con quello a camme e la rottura di pistoni, valvole ed in alcuni casi della pompa dell’acqua.

Per capire quando cambiare correttamente la cinghia di distribuzione è sempre opportuno consultare il libretto di uso e manutenzione del proprio veicolo dove saranno indicati gli intervalli chilometrici.

In linea generale si può dire che in caso di utilizzo frequente dell’auto è opportuno effettuare la sostituzione tra i 60.000 ed i 120.000 chilometri, mentre se l’ utilizzo è sporadico si potrà provvedere alla sostituzione della cinghia di distribuzione ogni cinque o sei anni.

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Non esiste un tariffario unico relativo al costo per la sostituzione della cinghia di distribuzione. In generale si può affermare che il prezzo per questa operazione si aggiri sui 100 euro fino ad arrivare a 600 in caso di riparazione dei componenti come la pompa dell’acqua, i tenditori ed i cuscinetti.

Ben più elevato è il costo in caso di rottura della cinghia di distribuzione. Qui l’importo della spesa può arrivare anche a 1.000 euro a seconda dei guasti provocati sul motore perché ad essere interessati saranno i pistoni, le valvole, l’albero motore ed in alcuni casi la pompa dell’acqua. Per questa ragione è sempre bene procedere ad una manutenzione scrupolosa e rispettare gli intervalli di sostituzione indicati nel libretto fornito dalla Casa costruttrice.

In alcuni casi è possibile avvertire un cigolio proveniente dalla cinghia di distribuzione fin quando il motore non raggiunge la corretta temperatura di esercizio. Questo capita maggiormente nei mesi freddi e umidi, due elementi non proprio graditi ai cuscinetti che tengono in tensione la cinghia.

Se questi componenti non sono usurati non sarà necessario procedere alla loro sostituzione, mentre se si è superato l’intervallo prestabilito per il cambio della cinghia di distribuzione sarà fondamentale cambiare anche i cuscinetti oltre alla cinghia.

Cose da sapere

Cos’è la cinghia di distribuzione?

Con la definizione cinghia di distribuzione si intende un componente fondamentale del propulsore realizzato in materiale elastico che ha la funzione di sincronizzare l’albero motore con l’albero a camme.

Ogni quanti chilometri si deve sostituire la cinghia di distribuzione?

Per capire quando cambiare correttamente la cinghia di distribuzione è sempre opportuno consultare il libretto di uso e manutenzione del proprio veicolo dove saranno indicati gli intervalli chilometrici. In linea generale si può dire che in caso di utilizzo frequente dell’auto è opportuno effettuare la sostituzione tra i 60.000 ed i 120.000 chilometri, mentre se l’ utilizzo è sporadico si potrà provvedere alla sostituzione della cinghia di distribuzione ogni cinque o sei anni.

Quanto costa sostituire la cinghia di distribuzione?

Non esiste un tariffario unico relativo al costo per la sostituzione della cinghia di distribuzione. In generale si può affermare che il prezzo per questa operazione si aggiri sui 100 euro fino ad arrivare a 600 in caso di riparazione dei componenti come la pompa dell’acqua, i tenditori ed i cuscinetti.

Quali possono essere le cause se la cinghia di distribuzione fa rumore?

In alcuni casi è possibile avvertire un cigolio proveniente dalla cinghia di distribuzione fin quando il motore non raggiunge la corretta temperatura di esercizio. Questo capita maggiormente nei mesi freddi e umidi, due elementi non proprio graditi ai cuscinetti che tengono in tensione la cinghia.

Garanzia auto usate: cosa vuol dire e come funziona

Garanzia auto usate: cosa vuol dire e come funziona

L’acquisto di un’auto di seconda mano è una pratica in costante crescita nel nostro Paese. La possibilità di trovare veicoli con un chilometraggio limitato ad un prezzo conveniente spesso si dimostra vincente, ma al momento di firmare il contratto è bene avere presente tutte le tutele riservate all’acquirente. Tra queste si segnala la garanzia auto usate. Scopriamo cos’è.

INDICE
Garanzia auto usate: cos’è e come funziona
Garanzia veicoli usati: la legge
Garanzia auto usate privati
Garanzia auto usate da concessionari
Garanzia auto usate oltre 10 anni

Non solo le auto nuove sono coperte da garanzia, ma anche quelle usate. Il nostro Codice Civile ha infatti previsto anche per questi veicoli la tutela per 12 o 24 mesi relativamente ai danni che possono colpire le parti meccaniche, le componenti elettriche e quella della carrozzeria.

La garanzia su auto usate, invece, non si estende a tutti quegli elementi sottoposti ad usura ordinaria come pasticche dei freni, lampadine, spazzole tergicristallo, candele, filtri, frizione, pneumatici e batteria, né ai danni provocati per uso improprio del mezzo.

Il riferimento normativo in materia di garanzia su auto usate è previsto dagli articoli 1490 e seguenti del Codice Civile. In questo caso è prevista una garanzia di un anno a carico del venditore a fronte di vizi che rendano il bene inidoneo all’uso o ne diminuiscano il valore, ma per evitare di cadere in errore è bene distinguere l’ipotesi in cui l’acquisto dell’auto avvenga presso un concessionario da quello concordato da privati.

Nell’ipotesi in cui l’acquisto di un’auto usata avvenga privatamente la garanzia non è obbligatoria, ma lo diventa qualora sia intervenuto un mediatore, come ad esempio chi espone la vettura nei propri locali. In questo caso sarà quest’ultimo ad offrire la garanzia anche se il passaggio di proprietà avviene tra privati.

Qualora non sia presente un mediatore, per poter far valere le proprie ragioni si dovrà adire l’autorità giudiziaria citando il venditore per i vizi del mezzo.

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Ben diversa è la situazione se l’acquisto della vettura avviene presso un concessionario. In questo caso si potrà godere di una garanzia di legge della durata di 24 mesi, ma le parti potranno concordare di ridurre questo termine sino a 12 mesi, ma questa indicazione deve essere espressamente riportata sul contratto di acquisto.

Tutti quei difetti che si manifestano entro i primi sei mesi dall’acquisto dell’auto si presume che esistano già al momento della vendita.

L’acquirente ha quindi due mesi di tempo dalla scoperta del vizio per denunciare il difetto al venditore e tale comunicazione dovrà essere inviata a mezzo raccomandata a.r. presso la sede della concessionaria ove è avvenuto l’acquisto e dovrà essere provata la data in cui è stata consegnata la vettura, magari allegando copia del contratto, così da prevenire eventuali contestazioni in merito alla scadenza della garanzia.

COSA CONTROLLARE PRIMA DI ACQUISTARE UN’AUTO USATA

La garanzia su auto usate non viene meno se la vettura ha parecchi anni di vita. Anche per le vetture con oltre 10 anni è previsto il termine di 12 mesi entro cui il veicolo ricade in garanzia, sempre per i difetti di cui abbiamo parlato in precedenza.

Cose da sapere

Quanto dura e come funziona la garanzia auto usate?

Il Codice Civile ha previsto anche per i veicoli usati la tutela per 12 o 24 mesi relativamente ai danni che possono colpire le parti meccaniche, le componenti elettriche e quella della carrozzeria.

In caso di acquisti tra privati, la garanzia auto usate è obbligatoria?

Nell’ipotesi in cui l’acquisto di un’auto usata avvenga privatamente la garanzia non è obbligatoria, ma lo diventa qualora sia intervenuto un mediatore, come ad esempio chi espone la vettura nei propri locali. In questo caso sarà quest’ultimo ad offrire la garanzia anche se il passaggio di proprietà avviene tra privati.

Coe funziona la garanzia auto usate in caso di acquisto da concessionario?

In caso di acquisto dal concessionario si potrà godere di una garanzia di legge della durata di 24 mesi, ma le parti potranno concordare di ridurre questo termine sino a 12 mesi, ma questa indicazione deve essere espressamente riportata sul contratto di acquisto.

 

 

Coronavirus, ecco le regole per muoversi durante il lockdown

Blocco diesel euro 4 a Milano dal 1° ottobre

Ad un anno di distanza dal primo grande lockdown, l’Italia chiude nuovamente. Il nuovo amento dei contagi da Coronavirus e il crescente numero di ricoveri in terapia intensiva ha portato il governo alla firma di una nuova ordinanza entrata in vigore il 15 marzo. Da tale data e fino al 6 aprile, aumentano dunque le misure di limitazione agli spostamenti personali, al fine di contenere la diffusione del virus e, soprattutto, allentare la pressione sulle strutture ospedaliere nazionali.

Resta la divisione della Penisola in zone di diverso colore. Con l’ultima ordinanza passano in area rossa le regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento che si aggiungono a Campania e Molise che restano in area rossa. Mentre restano in arancione Basilicata e Bolzano.

Per effetto del decreto legge del 12 marzo 2021, alle Regioni in zona gialla nel periodo 15 marzo-6 aprile 2021 si applicano le stesse misure della zona arancione e nei giorni 3, 4 e 5 aprile 2021, sull’intero territorio nazionale, ad eccezione delle Regioni o Province autonome i cui territori si collocano in zona bianca, si applicheranno le misure stabilite per la zona rossa.

Ma vediamo quali sono gli spostamenti consentiti e quali no nelle varie fasce di colore.

INDICE
Spostamenti zona rossa
Spostamenti zona arancione
Spostamenti zona gialla
Proroga revisioni
Proroga rinnovo patente
Mascherina in auto
Chi resta aperto
Obbligo mascherina in auto
Posizione passeggeri

  • Sono vietati gli spostamenti a qualsiasi orario del giorno se non accompagnati da un’autocertificazione che dimostri un motivo valido anche all’interno del proprio comune. Tra questi troviamo: lavoro, necessità (acquisto beni primari) o salute.
  • È sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio.

  • Sono vietati gli spostamenti dalle 22:00 alle 5:00 del mattino, salvo comprovati motivi di salute, necessità e lavoro.
  • Nelle altre ore del giorno è possibile spostarsi all’interno del proprio comune senza dover presentare nessuna autocertificazione
  • Sono vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una regione all’altra salvo comprovati motivi di lavoro, studio, necessità e salute.

Vige il coprifuoco dalle 22:00 alle 5:00 del mattino successivo. La notte risulta così l’unico momento in cui è necessario fornire un’autocertificazione che spieghi i motivi dello spostamento. Sono consentiti spostamenti per motivi di salute, lavoro e necessità.

Attenzione però, con il nuovo DPCM di marzo 2021, e fino al 6 aprile, non ci sono regioni in questa fascia di colore. Tutte quelle che erano gialle, sono passate in zona arancione.

Se già con il precedente Decreto Cura Italia il governo aveva introdotto la proroga per le revisioni in scadenza entro il 31 luglio 2020, posticipandole al 31 ottobre 2020, ora le scadenze si spostano ancora più avanti.

  • Per le revisioni in scadenza dall’1/8/2020 al 31/8/2020 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 marzo 2021.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/9/2020 al 30/9/2020 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 luglio 2021.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/10/2020 al 31/10/2020 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 agosto 2021.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/11/2020 al 30/11/2020  il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 settembre 2021.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/12/2020 al 31/12/2020 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 ottobre 2021.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/1/2021 al 31/1/2021 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 novembre 2021.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/2/2021 al 28/2/2021 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 dicembre 2021.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/3/2021 al 31/3/2021 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 gennaio 2022.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/4/2021 al 30/4/2021 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 28 febbraio 2022.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/5/2021 al 31/5/2021 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 marzo 2022.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/6/2021 al 30/6/2021 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 aprile 2022.

A seguito del prolungamento dello stato di emergenza Covid le patenti così come anche i fogli rosa in scadenza 31 gennaio 2020 e il 30 aprile 2021 saranno valide fino al 29 luglio 2021 su tutto il territorio nazionale.

In base a quanto espresso nell’ultimo decreto, non è prevista la chiusura di officine, gommisti, concessionarie e negozi di vendita accessori, nemmeno nelle zone rosse. Tuttavia, dove previsto resta l’obbligo di esibire un’autocertificazione quando ci si muove verso uno di questi luoghi.

Per quanto riguarda il comportamento da tenere in auto, restano in vigore le direttive del DPCM del 7 ottobre 2020.

In particolare, è esentato dall’utilizzo di mascherine in auto solo chi viaggia con persone che fanno parte dello stesso nucleo familiare e che condividono la stessa abitazione, oppure che semplicemente sono conviventi o coinquilini.

In tutti gli altri casi vige l’obbligo di indossare la mascherina in auto: la mancata osservanza di tale disposizione prevede sanzioni da 400 a 1.000 euro.

Con il tetto panoramico guidare Opel è ancora più divertente

Si deve utilizzare la mascherina in auto? L’utilizzo della mascherina è ora obbligatorio nei luoghi pubblici e si ritengono valide per l’auto privata le stesse regole in vigore per taxi e NCC, anche se si viaggia in auto con persone diverse dal proprio convivente.

Se si viaggia da soli o con il proprio convivente, infatti, è possibile stare in auto anche senza mascherina.

Se invece si trasportano altre persone, è obbligatorio indossarla. Inoltre, non è possibile essere più di tre a bordo di una vettura, cercando di stare quanto più distanziati possibile, con i due passeggeri seduti sui sedili posteriori.

Passeggeri Obbligo mascherina
Solo conducente NO
Conducente + convivente NO
Conducente + 1 passeggero SI’
Conducente + 2 passeggeri SI’

Nel DPCM del 26 aprile 2020 non c’era menzione di regole specifiche per il trasporto privato: si può perciò desumere che l’interpretazione sia quella di mantenere il distanziamento di 1 metro secondo modalità analoghe a quelle applicate per taxi e NCC, quindi con al massimo 3 persone.

Ricordiamo inoltre che i passeggeri devono stare il più possibile lontano tra loro, quindi:

Tipologia di passeggero Posizione
Convivente Sedile anteriore o posteriore
1 passeggero Sedile posteriore
2 passeggeri Sedili posteriori (ai lati)
3 passeggeri Sedile anteriore + posteriori (ai lati)

Con la Fase 2 ripartono molte attività commerciali, comprese le concessionarie. Sarà ora nuovamente possibile quindi recarsi in un autosalone per acquistare una vettura. Ma attenzione però, prima di rimettersi al volante è bene igienizzare la propria vettura.

Come abbiamo spiegato approfonditamente sulla sanificazione auto, è importante pulire a fondo con soluzioni a base di alcool tutte le principali superfici di contatto all’interno dell’abitacolo. Il nostro consiglio è quello di igienizzare l’auto ogni settimana.

Bozza automatica 17

Oltre al volante quindi, anche la leva del cambio, le maniglie e i comandi di climatizzatore e radio. E se poi doveste nuovamente parcheggiare la vostra auto per periodi più o meno lunghi, ecco in questo articolo tutti i suggerimenti per farlo al meglio.

Cose da sapere

Bisogna indossare la mascherina per spostarsi in auto?

Se si viaggia da soli o con il proprio convivente è possibile stare in auto anche senza mascherina. In caso contrario, è obbligatorio l’uso della mascherina.

Dove devono sedersi i passeggeri?

Ricordiamo inoltre che i passeggeri devono stare il più possibile lontano tra loro, quindi, nel caso si trasporta un passeggero (non convivente) questo deve sedersi sul sedile posteriore.

Quanti passeggeri si possono trasportare?

Seguendo i criteri previsti per il trasporto pubblico non di linea (taxi e NCC), si può quindi trasportare un massimo di 3 persone per macchina oltre al conducente.

Auto segmento C: quali sono i migliori modelli sul mercato

Volkswagen Golf: prezzi, dimensioni e caratteristiche 23

Per distinguere le varie tipologie di vetture i costruttori utilizzano le lettere dell’alfabeto indicando con la lettera C le berline di segmento medio, contraddistinte da due o tre volumi. Scopriamo quali sono i modelli più interessanti presenti sul mercato.

INDICE
Segmento C auto: i modelli inclusi
Migliori auto segmento C
Auto segmento C 2020: i modelli più venduti
Auto segmento C che consuma meno
Auto segmento C: quale scegliere nel 2021

Quando si parla di macchine del segmento C si intendono tutte quelle vetture con una lunghezza complessiva tra i 4 metri e 30 ed i 4 metri e 40. Il corpo vettura, quindi, è più ampio rispetto a quello di una utilitaria, ma il design del mezzo può essere a due o tre volumi anche se ultimamente anche molti SUV sono entrati in questo segmento.

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Tutti i costruttori hanno nei propri listini una vettura di segmento C. La lotta tra le varie Case in questo settore è molto accesa e le proposte presenti sul mercato sono varie ed interessanti. Vediamo le migliori.

  • Volkswagen Golf
  • Peugeot 308
  • Ford Focus
  • Audi A3

Volkswagen Golf: la regina del segmento C è senza dubbio la Golf. Giunta all’ottava generazione la vettura di spicco della Casa tedesca è stata profondamente rinnovata nello stile sia degli esterni che degli interni. Ampia la scelta di motori presente in listino. I prezzi partono da 26.100 euro.

Peugeot 308: sensuale come solo una vettura francese sa essere, la Peugeot 308 ha tratto giovamento dal restyling di metà carriera che ne ha ringiovanito il frontale con gruppi ottici ancora più felini. Le motorizzazioni disponibili sono solo benzina e diesel. I prezzi partono da 22.700 euro.

Ford Focus: la terza generazione della berlina di segmento C della Casa dell’Ovale Blu punta tutto su uno stile aggressivo ma al contempo elegante e su una qualità degli interni di categoria superiore. Nel listino è di recente stata inserita anche la motorizzazione ibrida. Si parte da 23.300 euro.

Audi A3: un look aggressivo, affilato e sportivo caratterizza l’ultima generazione della Audi A3. La Casa tedesca si pone al vertice per quel che riguarda la qualità percepita e per l’ampia scelta di motorizzazioni disponibile. I prezzi partono da 28.400 euro.

Nonostante la pandemia il mercato delle auto segmento C ha retto il colpo presentando delle percentuali di vendita tutto sommato buone. Scopriamo i modelli più venduti.

Modelli più venduti auto segmento C Prezzo (da)
Fiat 500X 21.000
Jeep Renegade 22.400
Volkswagen T-Roc 24.600
Dacia Duster 12.600

Fiat 500X: la best seller della Casa italiana ha puntato tutto sullo stile vintage ispirato alla piccola 500. Buona la qualità degli interni, mentre piuttosto limitata è la scelta di motorizzazioni che varia solo tra benzina e diesel.

Jeep Renegade: basata sulla medesima piattaforma della Fiat 500X la Jeep Renegade si distingue per uno stile molto più maschile e squadrato. La gamma motori vede la presenza anche di un motore ibrido plug-in.

Volkswagen T-Roc: realizzata sullo stesso pianale della Golf, la T-Roc si è rivelata un immediato successo commerciale grazie ad uno stile ben realizzato ed equilibrato. Meno convincenti gli interni per via di troppa plastica non di livello.

Dacia Duster: l’alternativa low cost nel settore dei SUV di segmento C è ormai una protagonista delle classifiche di vendita. Lo stile inizia ad accusare il peso degli anni così come la gamma motori che vede la presenza di unità benzina, diesel e GPL.

La ricerca tecnologica ha consentito ai costruttori di adottare motori particolarmente parsimoniosi sulle vetture di segmento C. Scopriamo quelle che consumano meno.

  • Seat Leon
  • Renault Megane
  • Mazda 3

Seat Leon: basata sulla stessa piattaforma della nuova Golf, la Seat Leon è offerta anche con una motorizzazione ibrida da 1.4 litri e 204 CV che promette nel ciclo misto un consumo irrisorio di appena 1 litro per 100 Km. I prezzi partono da 35.400 euro.

Renault Megane: anche la berlina della Casa francese spicca in questa classifica grazie alla inossidabile motorizzazione diesel dCI da 1.5 litri e 116 CV che promette un consumo nel ciclo misto di appena 3,9 l/100 Km. I prezzi partono da 26.550 euro.

Mazda 3: la Casa giapponese ha realizzato una vettura che spicca nel segmento C per la bellezza delle linee, ma non solo. Sotto il cofano l’innovativo motore Skyactiv-X benzina da 2 litri e 186 CV sfiora i consumi di un diesel con un valore nel misto di 4,8 litri per 100 Km. I prezzi partono da 33.900 euro.

Il 2021 segnerà un anno di grandi arrivi nelle concessionarie per quel che riguarda le vetture del segmento C. Vediamo i modelli più attesi.

  • Citroen C4
  • Fiat Tipo restyling
  • Ford Puma ST
  • Mazda CX30

Citroen C4: rinnovata completamente, sia nello stile che nelle motorizzazioni, la Citroen C4 si presenta ora con un corpo vettura a metà strada tra un SUV ed una coupé che sulle prime può lasciare spiazzati. Interessante la versione 100% elettrica offerta in alternativa a quelle benzina e diesel. I prezzi partono da 22.900 euro.

Fiat Tipo restyling: la berlina della Casa italiana è stata recentemente rinnovata nel look ed adesso si presenta con uno “sguardo” decisamente più contemporaneo ed affilato. La versione Cross strizza l’occhio alle crossover grazie a dettagli specifici. I prezzi partono da 17.550 euro.

Ford Puma ST: la Casa americana ha fatto centro con la Ford Puma. Il crossover compatto sta invadendo le strade italiane ed adesso è pronto a solleticare anche i palati sportivi grazie alla versione ST dotata del motore 1.5 Ecoboost in grado di erogare 200 CV. Si parte da 33.000 euro.

Mazda CX30: altro SUV presente in questa classifica delle auto di segmento C più interessanti del 2021 è la Mazda CX30. Una linea filante e molto elegante la rende immediatamente riconoscibile, mentre sotto il cofano si apprezza la motorizzazione ibrida da 2.0 litri con potenze fino a 186 CV. I prezzi partono da 24.950 euro.

Cose da sapere

Quali sono le auto che rientrano nel segmento C?

Quando si parla di macchine del segmento C si intendono tutte quelle vetture con una lunghezza complessiva tra i 4 metri e 30 ed i 4 metri e 40. Il corpo vettura, quindi, è più ampio rispetto a quello di una utilitaria, ma il design del mezzo può essere a due o tre volumi anche se ultimamente anche molti SUV sono entrati in questo segmento.

Quali sono le migliori auto del segmento C?

Tra le migliori auto del segmento C presenti sul mercato possiamo citare: Volkswagen Golf (da 26.100 euro),  Peugeot 308 (da 22.700 euro), Ford Focus (da 23.300 euro) e Audi A3 (da 28.400 euro).

Quali sono le auto segmento C che consumano meno?

La ricerca tecnologica ha consentito ai costruttori di adottare motori particolarmente parsimoniosi sulle vetture di segmento C. Quelle che consumano meno sono la  Seat Leon (da 35.400 euro) Renault Megane (da 26.550 euro) e Mazda 3 (da 33.900 euro).

Quali sono le novità 2021 da tenere d’occhio nel segmento C?

Il 2021 segnerà un anno di grandi arrivi nelle concessionarie per quel che riguarda le vetture del segmento C. I modelli più attesi sono la Citroen C4 (da 22.900 euro), la Fiat Tipo restyling (da 17.550 euro), la Ford Puma ST (da 33.000 euro) e Mazda CX30. (da 24.950).

Segnali stradali: le differenze tra divieto, pericolo, indicazione e obbligo

Segnali stradali: le differenze tra divieto, pericolo, indicazione e obbligo 1

Conoscere il significato dei segnali stradali è fondamentale non solo in occasione dell’esame per il conseguimento della patente, ma nella guida di tutti i giorni per affrontare in sicurezza la circolazione su strada.

INDICE
Segnali stradali: significato
Tipi di segnali stradali
Segnali stradali di indicazione
Segnali stradali di pericolo
Segnali stradali di obbligo
Segnali stradali di divieto

Il nostro Codice della Strada disciplina all’articolo 39 i segnali stradali ed il loro significato, stabilendo la forma, le dimensioni, i colori e le caratteristiche conformi alle norme del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo CdS.

I segnali stradali hanno forme differenti per i differenti significati. Quelli di forma triangolare indicano pericolo, mentre quelli di forma circolare indicano un divieto o un obbligo, a seconda se abbiano il bordo rosso, lo sfondo bianco e il simbolo nero (segnali di divieto) oppure siano bianchi su sfondo blu (obbligo), mentre i segnali di precedenza sono normalmente triangolari, anche se non tutti: esempio emblematico è il segnale di stop, addirittura ottagonale.

Il nostro Codice della Strada prevede quattro differenti tipologie di segnali stradali:

  • Indicazione
  • Pericolo
  • Obbligo
  • Divieto

I segnali di indicazione sono dislocati sulle strade per fornire agli utenti tutte le informazioni necessarie per la corretta e sicura circolazione, nonché per l’individuazione di itinerari, località, servizi ed impianti stradali.

I segnali stradali di indicazione devono essere realizzati e collocati in modo da essere facilmente visibili e riconoscibili e periodicamente sono sottoposti a verifiche di valutazione della rispondenza alle esigenze del traffico e delle necessità degli utenti.

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Questi sono caratterizzati da una forma triangolare  e devono essere installati quando esiste una reale situazione di pericolo sulla strada, non percepibile con tempestività da un guidatore che osservi le normali regole di prudenza.

Sono posizionati sul lato destro della carreggiata e qualora non sia possibile rispettare la distanza di posizionamento prevista dal Codice della Strada il segnale deve essere integrato con un pannello indicante la effettiva distanza dal pericolo.

Questi impongono agli automobilisti uno specifico comportamento da rispettare e sono facilmente riconoscibili perché sono di forma circolare. Si dividono in generici e specifici.

Quelli generici hanno fondo blu e simbolo bianco, mentre quelli specifici hanno fondo bianco, bordo rosso e simbolo nero.

L’ultima categoria presente in questo elenco è quella relativa ai segnali di divieto. Questi, di forma circolare, sono posti nel punto in cui inizia l’obbligo o il divieto, mentre la fine della prescrizione è generalmente indicata dallo stesso segnale munito dal pannello integrativo “fine”.

Il Codice della Strda stabilisce che i segnali di divieto, obbligo e precedenza debbano essere ripetuti dopo ogni intersezione, quando ci si trova su un percorso interessato da una prescrizione.

I cartelli di prescrizione devono avere uno spazio minimo di avvistamento di 250 metri su autostrade e strade extraurbane principali, 150 metri su strade extraurbane secondarie e 80 metri sulle altre strade.

Cose da sapere

Chi stabilisce forma e significato dei segnali stradali?

Il nostro Codice della Strada disciplina all’articolo 39 i segnali stradali ed il loro significato, stabilendo la forma, le dimensioni, i colori e le caratteristiche conformi alle norme del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo CdS.

Quanti sono i tipi di segnali stradali?

Il nostro Codice della Strada prevede quattro differenti tipologie di segnali stradali: indicazione, pericolo, obbligo e divieto.

Come sono fatti i segnali di pericolo?

I segnali di pericolo sono caratterizzati da una forma triangolare  e devono essere installati quando esiste una reale situazione di pericolo sulla strada, non percepibile con tempestività da un guidatore che osservi le normali regole di prudenza. Sono posizionati sul lato destro della carreggiata e qualora non sia possibile rispettare la distanza di posizionamento prevista dal Codice della Strada il segnale deve essere integrato con un pannello indicante la effettiva distanza dal pericolo.

Come sono fatti i segnali d’obbligo?

I segnali di divieto impongono agli automobilisti uno specifico comportamento da rispettare e sono facilmente riconoscibili perché sono di forma circolare. Si dividono in generici e specifici. Quelli generici hanno fondo blu e simbolo bianco, mentre quelli specifici hanno fondo bianco, bordo rosso e simbolo nero.

Come sono fatti i segnali di divieto?

I segnali di divieto, di forma circolare, sono posti nel punto in cui inizia l’obbligo o il divieto, mentre la fine della prescrizione è generalmente indicata dallo stesso segnale munito dal pannello integrativo “fine”. I cartelli di prescrizione devono avere uno spazio minimo di avvistamento di 250 metri su autostrade e strade extraurbane principali, 150 metri su strade extraurbane secondarie e 80 metri sulle altre strade.

Valutazione auto Eurotax: quanto vale il tuo usato?

Verifica bollo auto: il check anche online

E’ un nome sconosciuto ai più, ma molto noto ai professionisti del settore. Stiamo parlando del listino Eurotax, lo strumento totalmente indipendente che consente la valutazione accurata delle vetture usate. Automobile.it mette a disposizione sul proprio sito uno strumento analogo e totalmente gratuito, ma scopriamo adesso come funzionano le quotazioni Eurotax.

INDICE
Cos’è il listino Eurotax
Valutazione auto Eurotax: come funziona?
Quotazioni Eurotax: quanto costano?
Eurotax blu e Eurotax giallo: qual è la differenza
Eurotax online, quali sono i vantaggi?
Le alternative ad Eurotax per la valutazione auto usata

L’ eurotax è un listino utilizzato da tutti gli operatori del settore per conoscere il reale valore di mercato di un’auto usata. Dato che la maggior parte delle compravendite di auto usate avviene tra privati e concessionari, conoscere le quotazioni eurotax si rivela fondamentale anche per i primi in fase di trattative.

Le quotazioni auto usate Eurotax si basano su indagini di mercato aggiornate in media ogni due mesi così da garantire una valutazione il più reale possibile. Le stime vengono raccolte a seguito di riunioni con i concessionari ufficiali, le Case e le associazioni dei concessionari così da raccogliere i dati delle singole realtà e si utilizzano come parametri i chilometri percorsi, all’anno di immatricolazione passando per gli optional presenti e i trend del mercato in tempo reale.

ACQUISTARE UN’AUTO USATA: SCARICA LA CHECKLIST

Consultare le quotazioni Eurotax non è gratuito, ma è necessario corrispondere un importo prestabilito per ogni consultazione eseguita. Il costo del servizio è di 3 euro per le quotazioni standard, 4 euro per le quotazioni personalizzate su Motornet ed 1,50 euro per le quotazioni su cartaceo.

Analizzando i listini delle quotazioni Eurotax si notano due colori: giallo e blu. Il listino di colore blu indica la valutazione che avrebbe la vettura nel caso in cui il concessionario volesse acquistarla, mentre quello giallo indica la quotazione a cui il privato dovrebbe comprare dal concessionario la vettura. Naturalmente la valutazione sull’Eurotax giallo sarà maggiore perché comprende anche i costi di gestione, di manutenzione e un margine a favore del concessionario.

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Poter contare sulle quotazioni Eurotax online consente di avere a portata di mano delle stime costantemente aggiornate e non legate ai tempi di pubblicazione delle riviste cartacee. Certo, il costo rispetto a queste ultime è nettamente superiore, ma in caso di necessità si rivela utile sfruttare il portale dedicato per conoscere la quotazione Eurotax più fedele.

Come abbiamo detto, la consultazione della quotazione Eurotax online non è gratuita ma a pagamento. Tuttavia sul web sono presenti numerosi siti che consentono di consultare le valutazioni  in maniera completamente gratuita. Su automobile.it è possibile consultare gratuitamente il listino dell’usato sulla scorta delle quotazioni Eurotax aggiornate.

Cose da sapere

Cos’è il listino Eutotax?

L’ eurotax è un listino utilizzato da tutti gli operatori del settore per conoscere il reale valore di mercato di un’auto usata. Dato che la maggior parte delle compravendite di auto usate avviene tra privati e concessionari, conoscere le quotazioni eurotax si rivela fondamentale anche per i primi in fase di trattative.

Come funziona la valutazione Eurotax?

Le quotazioni auto usate Eurotax si basano su indagini di mercato aggiornate in media ogni due mesi così da garantire una valutazione il più reale possibile. Le stime vengono raccolte a seguito di riunioni con i concessionari ufficiali, le Case e le associazioni dei concessionari così da raccogliere i dati delle singole realtà e si utilizzano come parametri i chilometri percorsi, all’anno di immatricolazione passando per gli optional presenti e i trend del mercato in tempo reale.

Quanto costano le quotazioni Eurotax?

Consultare le quotazioni eurotax non è gratuito, ma è necessario corrispondere un importo prestabilito per ogni consultazione eseguita. Il costo del servizio è di 3 euro per le quotazioni standard, 4 euro per le quotazioni personalizzate su Motornet ed 1,50 euro per le quotazioni su cartaceo.

Qual è la differenza tra Eurotax blu e giallo?

Analizzando i listini delle quotazioni eurotax si notano due colori: giallo e blu. Il listino di colore blu indica la valutazione che avrebbe la vettura nel caso in cui il concessionario volesse acquistarla, mentre quello giallo indica la quotazione a cui il privato dovrebbe comprare dal concessionario la vettura.

Auto full hybrid: come funzionano e i migliori modelli sul mercato

Toyota CH-R elettrico

Le vetture dotate di motori ibridi sono sempre più diffuse nei listini dei vari costruttori, ma quando si parla di questa tecnologia se deve distinguere tra differenti tipologie di ibrido. Cerchiamo di capire meglio cosa significhi e come funzionino le auto full hybrid.

INDICE
Auto full hybrid: come funzionano
Differenza tra full hybrid e plug in
Mild hybrid vs full hybrid
Full hybrid 2021: le novità
Auto full hybrid 2020: i modelli più venduti
SUV full hybrid: i migliori modelli sul mercato

Il significato di full hybrid applicato al mondo delle auto indica tutte quelle vetture in grado di percorrere alcuni chilometri in modalità completamente elettrica senza la necessità di ricaricare le batterie tramite la presa elettrica. Sotto il cofano è presente sia il motore termico che quello elettrico ed a seconda delle condizioni di marcia possono intervenire singolarmente o entrambi. Se le batterie sono cariche la partenza avviene in modalità elettrica, mentre in accelerazione i due motori collaborano per aumentare prestazioni e efficienza; in rilascio o in frenata il dispositivo elettrico si trasforma in generatore ricaricando le batterie.

La differenza principale tra la tecnologia full hybrid e quella plug-in hybrid consiste nel fatto che le vetture dotate della prima ricaricano le batterie in fase di frenata o di rilascio e possono percorrere solamente pochi chilometri in modalità 100% elettrica, mentre le auto dotate di tecnologia plug-in possono percorrere in media una cinquantina di chilometri in modalità a zero emissioni e la ricarica delle batterie avviene mediante cavo collegato ad una presa di corrente.

Altra tecnologia disponibile sul mercato è quella delle vetture mild hybrid. Queste presentano come unità principale il motore termico, ma a suo supporto interviene anche una unità elettrica alimentata da una batteria che si rivela preziosa in fase di accelerazione (per migliorare lo spunto) ed in materia di emissioni.

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Full hybrid 2021: le novità[/sta_anchor]

Saranno molte le novità in arrivo sul mercato delle full hybrid nel corso del 2021:

  • Kia Niro
  • Honda Jazz
  • Renault Clio
  • Ford Kuga

Kia Niro: la Casa coreana si è messa in luce negli ultimi anni per una ampia varietà di motorizzazioni proposte  in listino. La Kia Niro si pone all’attenzione per un motore full hybrid da 141 CV in grado di regalare buon brio e consumi contenuti. I prezzi partono da 26.750 euro.

Honda Jazz: la piccola utilitaria della Casa giapponese è arrivata in versione completamente rivoluzionata nella sua ultima generazione ed oggi si mette in luce grazie ad un motore full hybrid da 1.5 litri e 97 CV. I prezzi partono da 22.500 euro.

Renault Clio: ormai presente da qualche anno nei listini, l’ultima generazione della Renault Clio è stata aggiornata di recente nella gamma motori con l’introduzione del 1.6 da 144 full hybrid. 21.950 euro è il prezzo di partenza.

Ford Kuga: la Casa dell’Ovale Blu sta puntando forte sull’elettrificazione della gamma e l’ultima generazione del SUV si caratterizza anche per una motorizzazione full hybrid in grado di assicurare una potenza complessiva di ben 190 CV. I prezzi partono da 31.300 euro.

Nonostante la pandemia abbia avuto un impatto sul mercato, le vendite delle auto full hybrid hanno fatto registrare percentuali positive lo scorso anno. Scopriamo i modelli di maggior successo.

  • Hyundai Ioniq
  • Hyundai Kona
  • Toyota Yaris
  • Toyota Corolla

Hyundai Ioniq: lo stile forse lascia un po’ a desiderare, ma non la tecnologia presente sotto il cofano dove trova spazio un 1.6 aspirato in grado di erogare 141 CV di potenza complessiva. I prezzi partono da 29.500 euro.

Hyundai Kona: basata sullo stessa motorizzazione della Ioniq, la Hyundai Kona si differenzia per una carrozzeria da SUV che le dona un’anima molto aggressiva. I prezzi per la full hybrid partono da 27.150 euro.

Toyota Yaris: il successo del mercato le ha consentito di conquistare il titolo di auto dell’anno. Sotto il cofano trova spazio un motore full hybrid da 1.5 litri e 116 CV che ne esalta la sportività. Si parte da 22.000 euro.

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Toyota Corolla: berlina di segmento C dalle linee fluide, la Toyota Corolla incarna alla perfezione lo spirito di macinatrice di chilometri grazie ad una unità full hybrid con potenze fino a 184 CV. I prezzi partono da 31.900 euro.

Sono soprattutto i SUV a beneficiare della tecnologia full hybrid che consente di mantenere sotto controllo consumi ed emissioni. Vediamo i modelli più interessanti:

  • Lexus UX
  • Subaru Forester
  • Toyota CH-R

Lexus UX: SUV di fascia alta dedicato a chi non vuole cedere alla tentazione della “solita” tedesca, il Lexus UX si caratterizza per uno stile d’impatto e per un motore full hybrid da 2.0 litri e 184 CV di potenza. I prezzi partono da 37.900 euro.

Subaru Forester: nome storico nel panorama automobilistico, la Subaru Forester è un SUV adatto anche al fuoristrada più impegnativo. Sotto il cofano è presente un 2.0 litri da 140 CV. I prezzi partono da 35.500 euro.

Toyota CH-R: vera e propria istituzione tra i SUV cittadini, il Toyota CH-R si è rivelato un successo per la Casa giapponese grazie al suo stile moderno che fonde perfettamente la carrozzeria a ruote alte con quella di una coupé. Il motore da 1.8 litri sviluppa fino a 184 CV di potenza. I prezzi partono da 30.500 euro.

Cose da sapere

Come funzionano le auto full hybrid?

Le auto full hybrid sono tutte quelle vetture in grado di percorrere alcuni chilometri in modalità completamente elettrica senza la necessità di ricaricare le batterie tramite la presa elettrica. Sotto il cofano è presente sia il motore termico che quello elettrico ed a seconda delle condizioni di marcia possono intervenire singolarmente o entrambi. Se le batterie sono cariche la partenza avviene in modalità elettrica, mentre in accelerazione i due motori collaborano per aumentare prestazioni e efficienza, mentre in rilascio o in frenata il dispositivo elettrico si trasforma in generatore ricaricando le batterie.

Quali sono le novità full hybrid per il 2021?

Saranno molte le novità in arrivo sul mercato delle full hybrid nel corso del 2021. Tra i modelli da tenere d’occhio ricordiamo la Kia Niro (da 26.750 euro), la Honda Jazz (da 22.500 euro), la Renault Clio (da 21.950 euro) e la  Ford Kuga (da da 31.300 euro).

Quali sono state le migliori auto full hybrid 2020?

I modelli di auto full hybrid di maggior successo nel 2020 sono state  la Hyundai Ioniq (da 29.500 euro),  la Hyundai Kona (da 27.150 euro), la Toyota Yaris (da 22.000 euro) e la Toyota Corolla (da 31.900).

Quali sono i migliori SUV full hybrid sul mercato?

Sono soprattutto i SUV a beneficiare della tecnologia full hybrid che consente di mantenere sotto controllo consumi ed emissioni. Vediamo i modelli più interessanti: Lexus UX (da 37.900 euro), Subaru Forester (da 35.500 euro) e Toyota CH-R (da 30.500 euro).

Avaria airbag: ecco cosa fare quando si accende la spia dell’airbag

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Ormai tutte le vetture sono dotate di dispositivi di sicurezza utili a tutelare l’incolumità dei passeggeri in caso di incidente. L’airbag è uno dei più importanti, ma può capitare in alcune occasioni di rilevare la spia airbag accesa. Scopriamo come procedere.

INDICE
 Spia airbag accesa: le possibili cause
 Spia airbag passeggero
 Spia airbag accesa: cosa fare in autonomia
  Avaria airbag: come comportarsi
 Acquistare una resistenza per spegnere spia airbag: a cosa serve?

Qualora la spia dell’airbag rimanga accesa e fissa è il momento di recarsi presso una officina per verificare la causa del malfunzionamento. È possibile che questa resti accesa anche a seguito di un precedente tamponamento lieve, ma è sempre bene far effettuare una diagnosi da uno specialista per verificare la causa dell’accensione e ripristinare l’airbag. Tra le ulteriori cause dell’accensione spia airbag è possibile che vi sia anche un malfunzionamento delle cinture di sicurezza.

Qualora la vostra vettura sia dotata anche di airbag passeggero è possibile disattivare questo dispositivo qualora sia necessario posizionare sul sedile al fianco del guidatore un seggiolone per bambini. In questo caso la spia airbag accesa fissa andrà ad indicare che il dispositivo è stato spento, mentre in caso di nuova attivazione l’indicazione sul cruscotto non sarà presente.

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Nel caso in cui vi troviate in marcia e non abbiate la possibilità di recarvi presso una officina per far spegnere la spia dell’airbag è possibile effettuare questa operazione in maniera autonoma. Per sapere come resettare la spia dell’airbag sarà sufficiente girare la chiave nel quadro senza mettere in moto l’auto e lasciare il quadro acceso per 7 secondi. Trascorso questo lasso di tempo si dovrà portare nuovamente la chiave in posizione off e ripetere la medesima operazione altre tre volte. Se al termine della procedura la spia dell’airbag dovesse restare accesa è opportuno recarsi quanto prima presso una officina per far analizzare il guasto.

Qualora la spia airbag sia accesa è sempre bene procedere con cautela quando si è alla guida. Non avendo la certezza che il dispositivo di sicurezza sia in funzione è opportuno condurre il proprio veicolo con ancora più attenzione per evitare di incorrere in un incidente e rischiare seri traumi.

Il consiglio, in ogni caso, è sempre quello di portare la propria auto quanto prima presso un’officina per effettuare una analisi approfondita del guasto e procedere alla riparazione del dispositivo.

Nell’ipotesi in cui si siano montate componenti aftermarket, come il volante o i sedili, è possibile riscontrare la spia airbag accesa. Per ovviare a questo inconveniente sarà sufficiente acquistare delle resistenze da 2.2 Ohm che consentiranno di spegnere l’indicazione sul cruscotto. Per evitare l’insorgere di questo problema il nostro consiglio è quello di acquistare sempre delle componenti originali.

Cose da sapere

Quali sono le possibili cause della spia airbag accesa?

È possibile che la spia airbag resti accesa anche a seguito di un precedente tamponamento lieve, ma è sempre bene far effettuare una diagnosi da uno specialista per verificare la causa dell’accensione e ripristinare l’airbag. Tra le ulteriori cause dell’accensione spia airbag è possibile che vi sia anche un malfunzionamento delle cinture di sicurezza.

Cosa si può fare in autonomia se la spia airbag rimane accesa?

È possibile provare a resettare la spia airbag: sarà sufficiente girare la chiave nel quadro senza mettere in moto l’auto e lasciare il quadro acceso per 7 secondi. Trascorso questo lasso di tempo si dovrà portare nuovamente la chiave in posizione off e ripetere la medesima operazione altre tre volte. Se al termine della procedura la spia dell’airbag dovesse restare accesa è opportuno recarsi quanto prima presso una officina per far analizzare il guasto.

Come comportarsi in caso di avaria airbag?

Qualora la spia airbag sia accesa è sempre bene procedere con cautela quando si è alla guida. Non avendo la certezza che il dispositivo di sicurezza sia in funzione è opportuno condurre il proprio veicolo con ancora più attenzione per evitare di incorrere in un incidente e rischiare seri traumi.

Acquistare una resistenza per spegnere spia airbag: a cosa serve?

Nell’ipotesi in cui si siano montate componenti aftermarket, come il volante o i sedili, è possibile riscontrare la spia airbag accesa. Per ovviare a questo inconveniente sarà sufficiente acquistare delle resistenze da 2.2 Ohm che consentiranno di spegnere l’indicazione sul cruscotto.

Mercato Auto 2021: i dati di Febbraio

Fiat 500L: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Continua anche a febbraio, sulla scia degli ultimi mesi, la tendenza decrescente di immatricolazioni auto rispetto al 2020, dettata principalmente dalla crisi Covid19.

Nel nostro report in pdf gratuito puoi trovare tutti i dati sull’andamento del mercato automobilistico nel mese di febbraio.

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INDICE
Mercato auto nuove
Mercato auto usate
Rapporto Usato/Nuovo
Approfondimento auto nuove
Immatricolazioni per alimentazione
Passaggi di proprietà

Come possiamo notare dal grafico sottostante, lo scorso mese abbiamo registrato, rispetto a febbraio 2020 (quando ancora non vi era l’emergenza sanitaria in Italia), un calo del 12,3%, leggermente meno marcato rispetto a quanto successo a Gennaio, quando il calo era stato del 13,8% (e rispetto a dicembre 2020, in cui era stato pari a -14,9%).

Mercato Auto 2021: i dati di Febbraio (Bozza)
Confrontando i dati finora registrati per il 2021 con quelli del 2020 si evince come quest’anno le immatricolazioni del nuovo fino al mese di Febbraio siano state pari a circa 277mila unità, mentre lo scorso anno erano già state immatricolate 319mila vetture, con un calo complessivo nei primi due mesi 2021 del 13,1%.

Bisogna però tenere in considerazione come questo calo  fosse facilmente preventivabile, dal momento che nei primi due mesi del  2020 non era ancora scattata l’emergenza sanitaria.

La crisi economica scaturita dall’emergenza Covid-19 non ha risparmiato neppure il mercato dell’usato.

La drastica flessione del 23,5% registrata a gennaio 2021 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, risulta essere decisamente più contenuta nel mese di febbraio, con un -10%, che ha portato quindi ad un allineamento di questa contrazione con quella registrata nello stesso mese per il mercato del nuovo.

Mercato Auto 2021: i dati di Febbraio (Bozza) 1

Considerando quindi questi primi due mesi del 2021, possiamo contare circa  562mila passaggi di proprietà effettuato, rispetto ai 675mila effettuati nello stesso periodo del 2020, con un calo pertanto del 16,7%.

Anche il mercato dell’usato con l’anno nuovo registra dunque volumi in calo rispetto al 2020.

Un dato interessante da prendere in considerazione è il rapporto tra passaggi di proprietà e immatricolazioni vetture nuove: nel 2020 questo valore si era assestato a 2,19, mentre in questi primi due mesi del 2021 il rapporto usato/nuovo si attesta a 2,03.

Questo dato conferma che il mercato dell’usato sta soffreddo leggermente di più (le vendite sono in calo del 16,7% nel primo bimestre), nonostante sia visibile una buona ripresa nell’ultimo mese: in media infatti il numero complessivo dei passaggi di proprietà auto usate a febbraio è 212 per ogni 100 autovetture nuove, quindi in crescita rispetto a gennaio in cui questo rapporto era pari a 1,93.

Mercato Auto 2021: i dati di Febbraio (Bozza) 2

Nel mese di febbraio 2021 il volume globale delle vendite (446mila autovetture) ha dunque interessato per il 32% auto nuove e per il 68% auto usate, mentre a gennaio le auto nuove avevano raggiunto il 34% del market share.

Mercato Auto 2021: i dati di Febbraio (Bozza) 3

Questo grafico mostra l’andamento del mercato delle auto nuove dei principali 10 Brand automobilistici nel mese di febbraio 2021. I valori restano invariati per quasi tutti i brand rispetto a gennaio 2021, ad eccezione di:

  • BMW: -5%
  •  Audi: -5%

A livello di trend dei singoli marchi è evidente come vi siano alcuni brand molto più in sofferenza di altri:

  • Renault: -33,46%
  • Volkswagen: -32,35%
  • Fiat: -18%
  • Ford: -10%

Al contrario si conferma invece il trend positivo di Toyota (+5%), seppur meno marcato rispetto al gennaio in cui aveva registrato un +20% circa rispetto allo stesso mese del 2020.

Facendo invece un confronto tra l’andamento del mercato rispetto a gennaio 2021, registriamo una ripresa del mercato del +6,7%.

Mercato Auto 2021: i dati di Febbraio (Bozza) 4

A livello di brand bisogna evidenziare un calo abbastanza importante delle vendite per quanto riguarda Mercedes, che perde il -17% rispetto allo scorso mese.
Crescita importante invece per:

  • Opel: +26%
  • Peugeot: +16%
  • Citroen: +16%

Non figurano tra i Top10 ma sono interessanti da segnalare:

  • Tesla: negli ultimi tre mesi sono state registrate 923 immatricolazioni a dicembre 2020, 56 a gennaio e 281 a febbraio. A dicembre però
    erano state anticipate una serie di immatricolazioni per aiutare il brand a raggiungere un traguardo ambizioso.
  • I brand Suzuki e Smart che presentano una crescita rispetto al mese precedente di più del 30%, sicuramente favorite dalla
    gamma di vetture ibride e elettriche che assumono sempre più quota di mercato.

Per quanto riguarda le immatricolazioni per alimentazione, continua ad assumere sempre più importanza l’immatricolato di autovetture elettriche e ibride che, nonostante l’impatto a fine anno di una nuova ondata di crisi, ha continuato ad aumentare la sua quota parte nella vendita di auto nuove, grazie anche alla spinta data dagli incentivi.

A febbraio infatti le immatricolazioni di auto ad alimentazione alternativa registrano rispetto allo scorso anno un aumento del 157% per quanto riguarda l’ibrido e +37% per l’elettrico.

Si conferma quindi l’interesse del consumatore volto sempre più verso tecnologie a basse emissioni, evidente anche dal drastico calo delle quote di mercato detenute dai motori tradizionali.
Pressochè stabile invece il market share detenuto da metano e GPL rispetto a febbraio 2020.

Mercato Auto 2021: i dati di Febbraio (Bozza) 5

Il grafico sopra mostra l’andamento dei passaggi di proprietà avvenuti a febbraio 2021 rispetto allo scorso anno. Possiamo notare come a livello generale abbiamo un calo di quasi il 25%, evidente anche nel trend dei Top10
brand.

Mercato Auto 2021: i dati di Febbraio (Bozza) 6

Appare praticamente immutata la quota di mercato detenuta dai principali brand: quasi ¼ dei passaggi riguarda il brand Fiat che, se considerato a livello di Gruppo FCA, raggiunge il 31% del market share.
Seguono Ford e Volkswagen, mentre il 5% del market share è occupato da un brand premium: Mercedes. Dal mese prossimo vedremo anche i raggruppamenti di brand per Stellantis.

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Nuova Seat Leon 2021: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Nuova Seat Leon: esterni

La Seat Leon arriva alla quarta generazione. Vettura fondamentale per la Casa spagnola, come dimostrano gli oltre 2 milioni di esemplari venduti in tutto il mondo in 21 anni di onorata carriera, condivide molto dell’ultima  Volkswagen Golf. Stesso pianale, stesse motorizzazioni e stesse tecnologie. Il tutto però, condito da un’aspetto più giovanile e sportivo e una dinamica di guida più votata al piacere tra le curve.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Seat Leon:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 380 / 1.301 litri
 Alimentazioni Benzina / Diesel /Ibrida
 Classe Euro 6 D
 Cv/kW (da) 90/66
 Prezzo (da) 22.700 €

 

INDICE
Novità 2021
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motorizzazioni
 Consumi
 Configuratore
Perché comprarla
 Prezzo

Con l’ingresso nel nuovo anno la gamma della Seat Leon si amplia con l’ingresso a listino di nuove motorizzazioni elettrificate. Si parte dal mild-hybrid 1.0 eTSI, per poi passare alla plug-in 1.4 e-Hybrid.  Il primo ha una potenza di 110 CV ed è dotato di rete di bordo da 48 Volt, mentre il secondo ha una potenza di 204 CV e un’autonomia in elettrico di 60 km grazie ad una batteria da 12,8 kWh. La 1.0 eTSI è disponibile in tutti i livelli di allestimento con prezzi a partire da 21.930 euro, mentre la plug-in è disponibile unicamente nei due allestimenti top di gamma da 27.150 euro.

La Seat Leon si inserisce perfettamente nel panorama delle berline di segmento C grazie alla sua lunghezza pari a 4 metri e 37 centimetri, mentre il passo di 269 cm, unito alla larghezza di 1 metro e ottanta ed all’altezza di 1 metro e 46, regala un abitacolo decisamente confortevole anche per 5 passeggeri.

Dimensioni
 Lunghezza 4.370 mm
 Larghezza 1.800 mm
 Altezza 1.460 mm
 Passo 2.690 mm

Il look della nuova Seat Leon è in linea con il recente linguaggio stilistico intrapreso dalla Casa spagnola. Il frontale offre un muso molto pronunciato dove spiccano i fari full LED dall’aspetto aggressivo, mentre la fiancata è particolarmente pulita e resa affilata da delle nervature che creano un bel gioco di contrasti sulle lamiere conferendo alla Leon grande dinamismo. Il posteriore balza all’occhio per la striscia che congiunge i due gruppi ottici e per il nuovo font utilizzato per il logo Leon.

Salendo a bordo si nota un ambiente semplice e moderno. La Seat Leon 2020 ha quasi del tutto abbandonato i tasti fisici all’interno. Le varie funzioni sono attivabili tramite lo schermo touchscreen al centro della plancia, da 8 o 10 pollici (in base all’allestimento). La Seat Leon, da oggi, è anche una vettura sempre connessa. È dotata infatti di una eSIM si potranno scaricare aggiornamenti, avremo un hotspot per i passeggeri e la gestione di alcune funzioni da remoto, attraverso lo smartphone e l’app Seat Connect.

Sul fronte infotainment prevista la compatibilità con Android Auto e Apple CarPlay (questo pure wireless). Anche la strumentazione diventa digitale. È riprodotta in un monitor da 10,25 pollici con una grafica completamente rinnovata.

Decisamente invitante la gamma motori disponibile per la Seat Leon. La berlina spagnola è disponibile con propulsori benzina, diesel ed ibridi in grado di soddisfare ogni esigenza e figli della più recente tecnologia Volkswagen. I motori a benzina sono il 1.0 3 cilindri da 90 CV e 110 CV, il 1.5 4 cilindri declinato in due potenze, 130 CV o 150 CV ed il 2.0 4 cilindri da 190 C, mentre una sola è la motorizzazione diesel, il 2.0 litri 4 cilindri disponibile nella versione da 115 o 150 CV. La versione 1.5 benzina da 150 CV è disponibile anche con tecnologia mild-hybrid.A queste unità si sommano i due nuovi motori rappresentati dal 1.0 eTSI da 110 CV e il 1.4 e-Hybrid da 204 CV.

seat leon usate
seat leon usate

Interessanti i valori dichiarati dalla Casa spagnola relativamente ai consumi della Seat Leon. Le versioni benzina dotate del 1.0 da 90 CV promettono percorrenze nell’ordine dei 21,7 Km/l, mentre il valore scende a 20,4 Km/l per il 1.5 da 150 CV. Il diesel si rivela un motore parco grazie al dato di 29,4 Km/l per la versione da 115 CV, mentre l’ibrido da 150 CV è altrettanto interessante con una media di 27 Km/l. La nuova 1.0 eTSI dichiara percorrenze di circa 17 km/l, mentre la plug-in dichiara circa 80 km/l con la batteria carica.

Sono quattro gli allestimenti disponibili per la Seat Leon:

  • Style: la versione di partenza offre di serie Bluetooth con funzione streaming audio e telefono, Climatronic, Cruise control, DAB, SEAT Connect, Cerchi in lega Urban da 16″, Fari anteriori e posteriori EcoLED, Specchietti retrovisori esterni regolabili elettricamente, Specchietti retrovisori esterni riscaldabili, Illuminazione interna LED, Pomello del cambio in pelle, Regolazione lombare del sedile conducente, SEAT Virtual Cockpit, Volante multifunzione in pelle, Alzacristalli elettrici anteriori e posteriori, Display touch 8,25″ a colori.
  • Business: in questo allestimento troviamo di serie Seat Full Link Wireless, Sensori di parcheggio posteriori, SEAT Full LED con regolazione automatica della profondità e welcome light, SEAT Virtual Cockpit, Convenience Pack, Safe & Driving Pack M, Sistema di Navigazione Plus.
  • Xcellence: salendo di livello sono offerti di serie 2 USB posteriori, Climatronic tri-zona con sistema Air-care, Caricatore wireless per smartphone, Cerchi in lega “Dynamic” da 17″, Griglia anteriore cromata, Fari fendinebbia a LED con luci per funzione cornering, Vetri posteriori oscurati, Pacchetto cromature esterne, Battitacco illuminati, Bracciolo centrale anteriore e posteriore, Sedili anteriori sportivi in tessuto e similpelle. Seat Drive Profile,
  • FR: l’allestimento sportivo della gamma offre di serie, Calotte specchietti retrovisori esterni Grigio Cosmo, Cerchi in lega “Dynamic” da 17″, Paraurti sportivi, Cielo abitacolo in tessuto nero, Sedili anteriori sportivi in tessuto e similpelle, Display touch 10″ a colori.

  • Design: la nuova Seat Leon punta su uno stile giovane e dinamico, ponendo molta attenzione allo stile e alla qualità.
  • Dinamica: il piacere di guida è uno degli elementi cardine intorno ai quali è stata sviluppata la nuova Leon.
  • Motori: molto ampia l’offerta di motorizzazioni, soprattutto elettrificate. A listino anche una plug-in da 204 CV.

Di seguito ecco il listino prezzi della Seat Leon aggiornato al 2020:

Seat Leon benzina Prezzo
Leon 1.0 TSI 90 CV Style 22.700 €
Leon 1.0 TSI 110 CV Style 23.300 €
Leon 1.5 TSI  130 CV Style 23.950 €

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Seat Leon diesel Prezzo
Leon 2.0 TDI 115 CV Style 25.800 €
Leon 2.0 TDI  150 CV Style 28.450 €

seat leon usate
seat leon usate

Seat Leon ibrida Prezzo
Leon 1.0 eTSI 110CV DSG Style 25.650 €
Leon 1.5 eTSI 150CV DSG FR 29.300 €
Leon 1.4 e-Hybrid 204 CV DSG Xcellence 35.400 €
Seat Leon metano Prezzo
Leon 1.5 TGI 130CV DSG Style 27.300 €