Esenzione bollo auto: ecco tutti i soggetti e le vetture incluse

esenzione bollo auto

Il bollo auto è senza dubbio una delle tasse meno amate dagli automobilisti che, annualmente, devono versare il relativo importo alle casse regionali. In alcuni casi, però, si ha diritto allesenzione. Scopriamo quali. 

BOLLO AUTO 2022: SCARICA LA GUIDA

INDICE
Esenzione bollo auto: tutte le casistiche
Esenzione bollo auto Legge 104
Modulo esenzione bollo auto
Invalidità 67 esenzione bollo auto
Esenzione bollo Regioni
Esenzione bollo auto GPL
Esenzione bollo auto storiche

Sul nostro territorio il bollo auto deve essere versato ogni anno dai proprietari di un’autovettura, e questo a prescindere dall’effettivo utilizzo del mezzo. In alcuni casi, però, sono previste delle esenzioni. I soggetti portatori di handicap beneficiari della Legge 104, ad esempio, sono esentati perennemente dal pagamento, così come esenti dal pagamento sono anche i proprietari di veicoli ecologici anche se per un periodo di tempo determinato. Infine l’esenzione bollo auto riguarda anche le vetture ultratrentennali. 

Come abbiamo anticipato in precedenza, tra i soggetti che possono usufruire dell’esenzione bollo auto perenne ci sono i portatori di handicap beneficiari della Legge 104. Questi sono: 

  • i disabili non vedenti o sordi come risultante dalle certificazioni rilasciate da Commissioni mediche pubbliche di accertamento; 
  • i disabili pluriamputati o con gravi limitazioni della capacità di deambulare, affetti da handicap grave di cui al comma 3, dell’art. 3 della legge n. 104 del 1992, come risulta dalla certificazione rilasciata dalla Commissione medica ASL; 
  • disabili psichici o mentali (di gravità tale da fruire dell’indennità di accompagnamento) affetti da handicap grave di cui al comma 3, dell’art. 3 della legge n. 104 del 1992, come risulta dalla certificazione rilasciata dalla Commissione medica ASL. 

L’esenzione bollo autoLegge 104  è quindi applicabile alle vetture a benzina fino a 2.0 litri di cilindrata ed alle vetture diesel sino a 2.8 00 centimetri cubici e può essere richiesta soltanto per uno dei veicoli di proprietà del portatore di handicap. 

Per poter usufruire dellesenzione bollo auto Legge 104 è obbligatorio compilare il modulo di esenzione. La richiesta può essere prodotta anche dai familiari del portatore di handicap purché questo risulti fiscalmente a carico ed il reddito complessivo annuo non superi 2.840,51 euro. Sarà fondamentale presentare all’ufficio tributi della propria regione tutta la documentazione richiesta entro 90 giorni dal termine ultimo per il pagamento del bollo auto. 

Per godere dellesenzione bollo auto il disabile dovrà sottoporsi a visita medica al termine della quale la commissione redigerà apposito verbale ed indicherà la percentuale di invalidità. Una volta in possesso di questo verbale si potranno richiedere le agevolazioni concesse dalla Legge 104 in materia di auto che includono anche lIVA agevolata al momento dellacquisto ridotta al 4%, la detraibilità in sede di denuncia dei redditi del 19% della spesa sostenuta e l’esenzione del pagamento delle tasse di trascrizione. 

Come abbiamo anticipato in precedenza, il bollo auto è una tassa di competenza esclusivamente regionale e per questa ragione sono le stesse Regioni a decidere singolarmente le specifiche esenzioni. La Regione Lombardia, ad esempio, ha previsto lesenzione triennale dal pagamento del bollo auto in caso di acquisto di auto Euro 6, e trascorso questo termine limporto del bollo auto sarà ridotto del 50% per i due anni successivi, mentre per i veicoli green”, ovvero quelli elettrici, è prevista lesenzione totale. In Piemonteinvece, è prevista lesenzione bollo auto quinquennale per le auto ibride. Per conoscere nel dettaglio tutte le esenzioni previste è opportuno controllare il sito della propria regione di riferimento. 

Bollo auto Regione per Regione

In alcune regioni si cerca di spingere verso vetture meno inquinanti promettendo lesenzione bollo auto in presenza di alimentazioni specifiche. In Lombardia, ad esempio, è stata prevista lesenzione triennale del bollo auto per le vetture alimentate a GPL, mentre in Piemonte lesenzione è quinquennale. In Emilia Romagna è prevista lesenzione bollo auto per i primi 5 anni e trascorso questo termine i proprietari dovranno versare un importo pari a 1/4 del bollo previsto per i corrispondenti veicoli a benzina. Anche in questo caso ogni regione legifera in maniera indipendente, quindi sarà fondamentale controllare le prescrizioni previste nella propria regione di residenza. 

Si è voluto tutelare il patrimonio automobilistico del nostro Paese pensando ad una misura specifica per le auto storiche. Con questa definizione si intendono tutte quelle vetture costruite da oltre 30 anni e non adibite ad uso professionale o utilizzate nell’esercizio di attività di impresa, arti o professioni. Queste vetture godono dellesenzione totale del bollo auto e per poterne usufruire non è necessario presentare alcuna istanza. Nel caso in cui il veicolo ultratrentennale circoli su strade pubbliche, però, si dovrà corrispondere annualmente una tassa di circolazione forfettaria pari a 28,40 euro. 

Cose da sapere

Chi ha diritto all’esenzione del bollo auto?

I soggetti portatori di handicap beneficiari della Legge 104 sono esentati perennemente dal pagamento, così come esenti dal pagamento sono anche i proprietari di veicoli ecologici anche se per un periodo di tempo determinato. Infine l’esenzione bollo auto riguarda anche le vetture ultratrentennali. 

Come funziona l’esenzione bollo auto per i beneficiari della legge 104?

I soggetti che possono usufruire dell’esenzione bollo auto perenne sono i portatori di handicap beneficiari della Legge 104, e in particolare i disabili non vedenti o sordi,  i disabili pluriamputati o con gravi limitazioni della capacità di deambulare e i disabili psichici o mentali. L’esenzione bollo autoLegge 104  è applicabile alle vetture a benzina fino a 2.0 litri di cilindrata ed alle vetture diesel sino a 2.8 00 centimetri cubici e può essere richiesta soltanto per uno dei veicoli di proprietà del portatore di handicap. 

Quali sono le regioni che prevedono esenzioni particolari sul bollo auto?

La Regione Lombardia ha previsto lesenzione triennale dal pagamento del bollo auto in caso di acquisto di auto Euro 6, e trascorso questo termine limporto del bollo auto sarà ridotto del 50% per i due anni successivi, mentre per i veicoli green”, ovvero quelli elettrici, è prevista lesenzione totale. In Piemonte è prevista lesenzione bollo auto quinquennale per le auto ibride. Per conoscere nel dettaglio tutte le esenzioni previste è opportuno controllare il sito della propria regione di riferimento. 

Le auto GPL sono esenti dal bollo auto?

 In Lombardia è stata prevista lesenzione triennale del bollo auto per le vetture alimentate a GPL, mentre in Piemonte lesenzione è quinquennale. In Emilia Romagna è prevista lesenzione bollo auto per i primi 5 anni e trascorso questo termine i proprietari dovranno versare un importo pari a 1/4 del bollo previsto per i corrispondenti veicoli a benzina. 

I possessori di auto storiche sono esenti dal bollo auto?

Le vetture costruite da oltre 30 anni e non adibite ad uso professionale o utilizzate nell’esercizio di attività di impresa, arti o professioni godono dellesenzione totale del bollo auto e per poterne usufruire non è necessario presentare alcuna istanza. Nel caso in cui il veicolo ultratrentennale circoli su strade pubbliche, però, si dovrà corrispondere annualmente una tassa di circolazione forfettaria pari a 28,40 euro. 

Meglio GPL o metano? Differenze e vantaggi delle due alimentazioni

Meglio GPL o metano? Differenze e vantaggi delle due alimentazioni 5

Con i prezzi dei carburanti sempre più alti, la scelta di una nuova automobile al giorno d’oggi viene influenzata anche dalla scelta dell’alimentazione. I costruttori, infatti, propongono nei loro listini non solo vetture dotate di motori benzina o diesel, ma anche propulsori ibridi, elettrici o con doppia alimentazione, benzina e GPL o metano.

Proprio queste ultime due soluzioni sono particolarmente indicate per chi percorre molti chilometri e non vuole vedere il proprio portafoglio prosciugarsi ogni volta che si ferma a fare rifornimento.

Obiettivo di questa guida è quello di mettere a confronto le due alimentazioni a gas per capire se sia preferibile scegliere una vettura a GPL o metano.

INDICE
 GPL o metano?
 Tutti i pro e contro
 I costi di manutenzione
 Quale conviene?

Quando si parla di auto a GPL o metano, spesso non si hanno ben chiare le differenze tra le due forme di alimentazione.

La sigla GPL è l’acronimo di “Gas di Petrolio Liquefatti”, cioè una miscela di idrocarburi derivati dal petrolio costituita principalmente da gas propano in forma liquida e butano.

Quando si parla di metano, invece, si indica un gas volatile estratto da pozzi naturali che rilascia una minima quantità di gas serra e che può essere usato subito come carburante senza bisogno di raffinazione.

Proprio il minore impatto inquinante delle auto a GPL o a metano è un altro fattore da tenere in considerazione al momento della scelta della nuova vettura. Le automobili con questo tipo di alimentazione:

  • non sono soggette ai blocchi della circolazione;
  • in alcune regioni godono della esenzione dal pagamento del bollo per i primi tre anni;
  • hanno notevoli vantaggi ecologici

Le prime hanno valori inferiori del 50% rispetto a quelle a benzina, mentre le seconde emettono il il 20% in meno di CO2 e la concentrazione di ossidi di azoto è inferiore del 95% rispetto al gasolio.

Oltre agli aspetti “green” già descritti per i due tipi di alimentazione, è giusto anche parlare dei pregi delle auto GPL o metano anche per quanto riguarda le spese di rifornimento dato il basso costo del carburante.

I prezzi al distributore sono decisamente più convenienti rispetto alla benzina o al diesel. Il GPL costa circa 0,67 Euro al litro, mentre il prezzo del metano si aggira sugli 0,84 Euro al litro, quindi il maggior costo di acquisto di un’auto GPL o metano può essere rapidamente ammortizzato con la minore spesa per i rifornimenti. Tuttavia, non è tutto oro quel che luccica: quando si tratta di scegliere un’auto GPL o metano si devono anche valutare i difetti di queste due alimentazioni.

Per quel che riguarda le auto GPL, la resa energetica non è delle migliori e viaggiando utilizzando il GPL si  hanno consumi maggiori rispetto all’alimentazione a benzina. Ad ogni modo, l’autonomia di 500 km ed una rete di distributori capillare possono far preferire questo carburante rispetto al metano.

Quest’ultimo, infatti, oltre a garantire un’autonomia quasi dimezzata rispetto al GPL e ad avere meno distributori sparsi nelle strade nazionali, penalizza notevolmente le prestazioni della vettura soprattutto per quel che riguarda la ripresa.

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Tra gli altri fattori da prendere in considerazione quando si deve scegliere tra un’auto GPL o metano, è bene tenere in considerazione anche la manutenzione richiesta da queste due alimentazioni. Chi sceglierà un’auto alimentata a metano deve sapere che le bombole di gas per l’alimentazione devono essere revisionate ogni 4-5 anni, mentre il controllo di un’auto a GPL va effettuato ogni 10 anni, anche se i filtri devono essere costantemente cambiati ma ad un costo minimo.

Altro aspetto da tenere in considerazione nella scelta di un’auto a GPL – qui trovate le migliori auto a GPL –  riguarda le possibilità di posteggiare la vettura in un parcheggio sotterraneo. Essendo il GPL un gas altamente infiammabile, le auto costruite prima del 2002 non possono essere parcheggiate in garage sotterranei e viaggiare nelle navi.

Tuttavia, con la nuova normativa ECE/ONU 67/01, le auto con impianto GPL sono più sicure ma comunque non possono essere parcheggiate oltre il primo piano sottoterra.

Giunti al termine di questa guida è quindi naturale porsi la domanda su cosa conviene tra GPL o metano (qui invece trovate le migliori auto a metano). La risposta a questo quesito dipende dall’utilizzo che si dovrà fare della propria vettura.

Se, infatti, l’auto verrà utilizzata per percorrere molti chilometri all’anno, allora la scelta consigliata è quella di optare per un’auto a metano. Qualora si dovessero percorrere almeno 30.000 km annui, la spesa per il rifornimento di metano sarà pari a circa 2.500 euro l’anno a fronte di una spesa, a parità di chilometri, di 3.300 euro per rifornire la propria vettura di GPL.

Le differenze tra GPL o metano possono orientare l’acquirente tra una scelta o l’altra. Come detto, una vettura alimentata a GPL garantisce prestazioni migliori rispetto ad una a metano. Inoltre la rete di distribuzione del metano non è particolarmente capillare in Italia a differenza di quanto avviene con il GPL, ma con le moderne app presenti sugli smartphone e sui sistemi di infotainment delle vetture sarà possibile localizzare tramite GPS i punti di rifornimento più vicini.

Se siete interessati ad acquistare un’auto a metano, date un’occhiata alla nostra classifica delle 10 auto a metano più ricercate in Italia!

Meglio GPL o metano? Differenze e vantaggi delle due alimentazioni 3

Se siete interessati ad acquistare un’auto ecologica, a metano, a GPL, Ibrida o elettrica, date un’occhiata ai nostri annunci di auto green:

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Cose da sapere

Qual è la differenza tra GPL e metano?

Il GPL è una miscela di idrocarburi derivati dal petrolio costituita principalmente da gas propano in forma liquida e butano, mentre il metano  è un gas volatile estratto da pozzi naturali.

Quali sono i pregi di GPL e metano?

Sicuramente tra i pregi di questo tipo di vetture abbiamo un minore impatto ambientale rispetto agli altri carburanti, oltre che un notevole risparmio sui costi di rifornimento della vettura.

Quali sono i contro di GPL e metano?

Uno dei principali problemi di queste motorizzazioni è dato dalla minore resa energetica rispetto ai tradizionali carburanti. Per quanto riguarda il metano è da prendere in considerazione anche la mancanza di una rete capillare di distributori.

Cosa conviene tra GPL e metano?

La risposta a questo quesito dipende dall’utilizzo che si dovrà fare della propria vettura: se percorrete molti chilometri all’anno, la scelta migliore è optare per un’auto a metano, nonostante la mancanza di una capillare rete di distributori, che può essere superata grazie alle moderne app che permettono di localizzare i distributori più vicini.

Come e quando contestare una multa: tutti gli step

Uno dei momenti peggiori per ogni automobilista è quello in cui si riceve una multa per non aver rispettato le disposizioni del Codice della Strada. In questi casi spesso è la rabbia il sentimento iniziale che prevale, ma a mente fredda si deve ragionare sul perché la multa è stata elevata e se ci sono le condizioni per contestarla.

In questa guida andremo ad affrontare i singoli passaggi per capire come contestare una multa.

INDICE
Come contestare una multa?
Contestare una multa autovelox
Contestare una multa ZTL
Multa già pagata: cosa fare
Contestare la multa dei vigili urbani
Contestare una multa al prefetto
Contestare una multa al giudice di pace

 

Quando si riceve una multa si è obbligati al pagamento di una sanzione pecuniaria e in alcuni casi anche a sanzioni accessorie come la sottrazione dei punti patente. La sanzione pecuniaria deve essere pagata entro un termine o di  60 giorni dalla notifica, o di 5 giorni dalla stessa se si vuole usufruire di una riduzione del 30% dell’importo richiesto.

Trascorso questo termine, la multa verrà iscritta a ruolo e diventerà titolo esecutivo per un importo pari alla metà del massimo previsto. Per capire come proporre un ricorso multa è innanzitutto necessario leggere il verbale di contestazione per rilevare eventuali vizi di forma.

Se, ad esempio, è errata l’indicazione del modello del veicolo o della targa sarà possibile chiedere l’annullamento in autotutela all’Ente che ha imposto la sanzione per vedersi cancellata la multa.

In altri casi, come ad esempio la notifica della multa oltre i 90 giorni dall’accertamento dell’infrazione o la presenza di un verbale incompleto, illeggibile o redatto da un agente esterno al territorio di competenza, sarà necessario fare ricorso per una multa presso il Prefetto o il Giudice di Pace territorialmente competente.

Bisogna prestare massima attenzione anche a quando contestare una multa. Il nostro Codice della Strada prevede infatti termini ristretti. La presentazione del ricorso multe davanti al Giudice di Pace è possibile entro 30 giorni dalla notifica o dall’accertamento, mentre si potrà ricorrere al Prefetto entro 60 giorni.

Tra le varie ipotesi di sanzione una delle più frequenti è quella dell’accertamento del superamento dei limiti di velocità.Si può contestare una multa per eccesso di velocità, ed anche in questo caso è possibile percorrere due strade:

  1. presentare ricorso al Giudice di Pace;
  2. rivolgersi al Prefetto.

Per capire come contestare una multa autovelox bisognerà seguire questi passaggi. In primo luogo bisognerà capire se l’eccesso di velocità è stato rilevato con autovelox fisso o mobile.

Nel primo caso i sistemi di rilevamento della velocità potranno essere posizionati solo su determinate tipologie di strade e devono essere segnalati preventivamente.

Nel secondo caso la presenza della pattuglia in prossimità dell’autovelox deve essere indicata tramite segnaletica posizionata a distanza di 80 metri sulle strade urbane e di 150 metri sulle strade extraurbane secondarie o urbane ad alto scorrimento.

Altra alternativa per capire come contestare una multa autovelox è quella di leggere nel verbale di contestazione gli estremi dell’omologazione e della taratura periodica dell’apparecchiatura, ma la Giurisprudenza spesso non ritiene questa motivazione valida per l’accoglimento del ricorso.

Per capire come procedere per proporre ricorso al prefetto per multa autovelox continuate a leggere questa guida.

Altra ipotesi di multa è quella del transito in una zona a traffico limitato. Queste zone sono ormai presenti in molte città italiane, e per comprendere come comportarsi in caso di sanzione prendiamo ad esempio una città come Milano. Anche in questo caso, per capire come proporre ricorso multa a Milano in ZTL, bisogna seguire alcuni passaggi.

Prima di tutto bisogna sapere che questa tipologia di multe viene elevata quando si transita con la propria vettura in varchi sorvegliati da videocamere. Se la targa appartiene a un veicolo non autorizzato al transito viene immediatamente riscontrata l’infrazione e notificata la multa.

Anche in questo caso per capire come contestare una multa ZTL è necessario leggere con attenzione il verbale e rilevare eventuali errori  relativi al giorno, ora, luogo e località dell’infrazione, oppure se sono errati il tipo di veicolo o la targa.

Inoltre, bisognerà verificare se siano riportati con esattezza gli articoli del Codice della Strada violati e le modalità per presentare il ricorso. Qualora siano presenti questi vizi sarà possibile proporre la contestazione verbale multa presso il Prefetto o presso il Giudice di Pace territorialmente competente.

In alcune occasioni può accadere di aver pagato in passato una multa e vedersi notificata presso la propria residenza una nuova richiesta di pagamento. In questo caso per capire come contestare una multa già pagata si deve seguire un iter più semplice.

Se si è certi di aver effettuato il pagamento e si ha con sé la copia della ricevuta dello stesso, sarà sufficiente proporre istanza di annullamento in autotutela presso l’Ente che ha erogato la nuova sanzione. I termini per la presentazione del ricorso non saranno interrotti dalla istanza di annullamento in autotutela, ma l’Ente avrà tutta la convenienza ad annullare l’ingiusta sanzione per evitare, in caso di ricorso al Giudice di Pace, la condanna al pagamento delle spese legali.

Anche per capire come contestare una multa dei vigili urbani i passi da seguire sono gli stessi indicati prima. Verificata l’eventuale presenza di vizi che possano inficiare la multa, si può optare per l’annullamento in autotutela o, in alternativa, il ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace avendo sempre ben presenti i termini di prescrizione per esercitare il proprio diritto.

Abbiamo già parlato in precedenza della possibilità di contestare una multa al Prefetto o al Giudice di Pace territorialmente competente. È giunto adesso il momento di spiegare nel dettaglio i vari step da seguire nel primo caso. Chi decide di proporre ricorso multa al Prefetto piuttosto che davanti al Giudice di Pace non dovrà pagare alcuna somma per marche da bollo e contributo unificato e non avrà bisogno dell’assistenza di un avvocato.

Questo tipo di ricorso consiste in un controllo formale a seguito dell’invio dell’atto all’organo accertatore o al Prefetto senza la necessità di partecipare a udienze o inviare memorie.

Fondamentale, per proporre il ricorso al Prefetto per la multa, sarà il rispetto del termine di decadenza di 60 giorni dalla notifica della multa. Decorso tale termine non sarà più possibile proporre ricorso al Prefetto.

Il ricorso multa potrà essere inviato in due modi:

  • via PEC 
  • via raccomandata A/R

Il  Prefetto dovrà dare risposta entro 210 giorni dalla spedizione, qualora il ricorso sia spedito direttamente al Prefetto, mentre entro il termine di 180 se questo viene inviato all’Ente accertatore.

Se il Prefetto non decide nei termini indicati si applica il principio del silenzio assenso e il ricorso si considera accolto. Fate tuttavia attenzione nello scegliere questa modalità di ricorso. In caso di rigetto, infatti, il Prefetto vi obbligherà al pagamento della sanzione raddoppiata rispetto a quella indicata nel verbale. In caso di rigetto, in ogni caso, sarà possibile entro trenta giorni proporre ricorso al Giudice di Pace.

Il Giudice di pace ha competenza esclusiva in materia di sanzioni per violazioni al Codice della Strada. A differenza delle modalità indicate per la contestazione davanti al Prefetto, per capire come contestare una multa al Giudice di Pace bisognerà ricordare che i termini per la proposizione del ricorso sono di 30 giorni dalla notifica. 

Il ricorso potrà essere presentato:

  • personalmente presso la cancelleria degli uffici del Giudice di Pace;
  • tramite l’assistenza di un avvocato.

Bisogna comunque evidenziare che in questo caso, oltre alle spese legali, si dovranno pagare anche le spese vive del ricorso consistenti nel contributo unificato del valore di 43 euro (per i ricorsi il cui valore è fino a 1.100 euro) e nella marca da bollo di 27 euro.

I documenti per il ricorso al Giudice di Pace per la multa saranno:

  • un originale e due fotocopie del ricorso;
  • un originale e due fotocopie della cartella esattoriale o del verbale di contestazione o dell’ordinanza prefettizia;
  • una fotocopia degli eventuali documenti che si intendono allegare;
  • copia di un documento di riconoscimento valido del ricorrente.

Il Giudice di Pace avrà varie possibilità:

  • dichiarare inammissibile il ricorso;
  • convalidare la multa con ordinanza;
  • annullare in tutto o in parte la multa se accoglie l’opposizione del ricorrente;
  • rigettare il ricorso determinando a carico del ricorrente una sanzione di importo ricompreso tra il minimo e il massimo stabilito dalla legge per la violazione accertata.

In caso di rigetto sarà possibile proporre appello presso il Tribunale Civile. Dati i costi del ricorso davanti al Giudice di Pace sarà necessario verificare l’importo della sanzione elevata e l’eventuale presenza di sanzioni accessorie che giustifichino questo intervento.

Cose da sapere

Come contestare una multa?

In caso di vizi di forma del verbale di contestazione  sarà possibile chiedere l’annullamento in autotutela all’Ente che ha imposto la sanzione. In altri casi, sarà necessario fare ricorso per una multa presso il Prefetto o il Giudice di Pace territorialmente competente.

Come si contesta una multa già pagata?

Se si è certi di aver effettuato il pagamento e si ha con sé la copia della ricevuta dello stesso, sarà sufficiente proporre istanza di annullamento in autotutela presso l’Ente che ha erogato la sanzione.

Entro quando va contestata una multa?

La presentazione del ricorso multe davanti al Giudice di Pace è possibile entro 30 giorni dalla notifica o dall’accertamento, mentre si potrà ricorrere al Prefetto entro 60 giorni.

 

Ecobonus 2021 auto: ecco tutti i modelli scontati

Ecobonus

L’espansione della mobilità elettrica passa per due fattori fondamentali: lo sviluppo di batterie che possano garantire percorrenze elevate e la diminuzione dei prezzi a listino delle auto elettriche che rimangono, almeno per il momento, dei prodotti di nicchia all’interno del mercato.

Per rendere l’acquisto delle vetture green più accessibile oltre a favorire il ringiovanimento del parco auto circolante e diminuire l’impatto ambientale di quest’ultimo, il Governo italiano ha deciso di confermare anche per il 2021 il fondo statale da cui attingere ai cosiddetti contributi o incentivi statali. Il successo ottenuto dall’Ecobonus ha fatto si che il Governo italiano abbia deciso di rifinanziare il fondo a disposizione.

LEGGI ORA: Incentivi auto regionali 2021

INDICE
Ecobonus auto 2021: come funziona
Ecobonus auto ibride
Ecobonus auto elettriche

Per poter usufruire dei nuovi incentivi devono essere rispettate alcune condizioni fondamentali. L’incentivo statale, infatti, può essere richiesto per l’acquisto di vetture nuove:

  • con al massimo 8 posti, conducente escluso,
  • con un prezzo a listino inferiore a 61.000 euro IVA inclusa
  • immatricolate dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021.

Per quanto riguarda gli sconti, questi vengono divisi in base ai valori di emissioni di CO2 della vettura che si vuole acquistare:

  1. da 0 a 21 g-CO2/km si va da 6.000 a 10.000 euro con la rottamazione di una vettura di classe Euro 1, 2, 3, 4
  2. da 21-60 g-CO2/km si scende rispettivamente a 3.500 e 6.500 euro.
  3. fino a 135 g/km, il bonus è disponibile solo in caso di rottamazione e ammonta a 3.500 euro.

Ecco le fasce riassunte in una tabella:

 Emissioni CO2 nuova vettura Incentivo con rottamazione Incentivo senza rottamazione
Da 0 a 20 g/km 10.000 € 6.000 €
Da 21 a 60 g/km 6.500 € 3.500 €
Da 61 a 135 g/km 3.500 € 0

ll totale per questa seconda tornata di agevolazioni ammonta a 420 milioni, che verranno suddivisi in tre fasce di emissione di anidride carbonica, ovvero 0-20 g/km, 21-60 g/km e 61-135 g/km.

La disponibilità dei nuovi incentivi comincerà il 1° gennaio 2021. Questi saranno naturalmente validi fino ad esaurimento fondi o, comunque, fino al 30 giugno 2021 per le auto nella fascia di emissioni 61-135 g/km e al 31 dicembre 2021 per quelle 0-60 g/km.

A tutto questo si aggiunge un’interessante agevolazione, pari al 40% del prezzo di acquisto per le vetture a emissioni zero rivolta ai cittadini con Isee inferiore a 30.000 euro, anche senza rottamazione. A patto che si acquisti una vettura con un prezzo di listino non superiore ai 30.000 euro più IVA (36.600 euro Iva inclusa).

Nella fascia da 21 a 60 g-CO2/km rientrano le auto con powertrain ibrido plug-in. Le Case automobilistiche stanno ampliando le proprie gamme con questi modelli che possono usufruire degli incentivi 2021 e che garantiscono un’autonomia maggiore di quelle 100% elettriche, senza inquinare come le vetture ad alimentazione tradizionale.

Qui di seguito alcuni dei migliori modelli ibridi plug-in da comprare con gli incentivi 2021:

  1. Jeep Renegade 4XE
  2. Renault Captur
  3. BMW X1
  4. Ford Kuga

Jeep Renegade 4xe – incentivi fino a 6.500 euro – La Jeep Renegade, insieme alla Compass, è il primo modello elettrificato della Casa americana. Prodotti nello stabilimento di Melfi e destinati al mercato EMEA, i due SUV segnano un nuovo punto di partenza per la Casa americana che lancia il badge 4xe che identifica le vetture del marchio che sfruttano powertrain “green”. La Renegade, che occupa il secondo posto tra le vetture ibride plug-in più vendute in Italia ad agosto 2020, è equipaggiata con un 1.3 quattro cilindri da 130 o 180 CV al quale vengono abbinati un motogeneratore sull’anteriore e un’unità elettrica da 60 CV sull’asse posteriore. La batteria agli ioni di litio da 11,4 kWh consente di percorrere fino a 50 km senza emettere CO2. Il prezzo di partenza della Jeep Renegade 4xe è di 38.500 euro che possono scendere fino a 35.000 euro senza rottamazione o a 32.000 euro rottamando una vettura di proprietà.

Jeep Renegade e Compass 4xe: prezzi e caratteristiche delle plug-in americane 3

 

Renault Captur – incentivi fino a 6.500 euro – Il crossover di segmento B della Casa francese occupa il terzo posto delle vetture ibride plug-in più vendute nel mese di agosto. Un modello importante per Renault che, insieme alla più piccola Clio, guida la transizione energetica del marchio sfruttando un powertrain ibrido alla spina, derivato dal sistema ibrido HEV della Clio a cui sono state fatte alcune modifiche. Al 1.6 benzina aspirato da 140 CV sono stati abbinati un motore elettrico da 66 CV e un generatore/starter HSG da 34 CV che ha il compito di stabilizzare quando avviene il cambio rapporto automatico. La potenza complessiva del sistema è di 160 CV mentre l’autonomia in modalità 100% elettrica è di 50 km, grazie alla batteria agli ioni di litio da 9,8 kWh. La Renault Captur Hybrid E-Tech ha un prezzo di partenza di 32.950 euro scegliendo l’allestimento Intens. Sfruttando l’Ecobonus, il prezzo scende a 29.450 e a 26.450 euro con rottamazione.

BMW X1 xDrive25e – incentivi fino a 6.500 euro – La Casa dell’Elica continua il processo di elettrificazione della gamma e lancia sul mercato due vetture identiche per quanto riguarda la piattaforma e la meccanica utilizzate. Stiamo parlando dei due Suv X1 e X2 che, nella versione xDrive25e, vengono equipaggiati con un powertrain ibrido plug-in. Quest’ultimo è costituito da un 3 cilindri da 1,5 litri a benzina con tecnologia TwinPower Turbo che trasferisce la coppia motrice alle ruote anteriori e da un motore elettrico posizionato sull’asse posteriore. La potenza combinata del sistema è di 220 CV. Ad alimentare l’unità elettrica ci pensa una batteria agli ioni di litio da 10 kWh che consente di percorrere fino a 57 km in modalità 100% elettrica. La BMW X1 xDrive25e parte da un prezzo di 49.150 euro nell’allestimento Advantage a cui si possono togliere da 3.500 a 6.500 euro grazie agli incentivi.

Ford Kuga – incentivi fino a 6.500 euro – Il Suv della Casa americana è il modello ibrido plug-in che va a ampliare la gamma delle versioni elettrificate del modello già in commercio. La Kuga plug-in sfrutta la combinazione tra un 2,5 litri a benzina aspirato e un motore elettrico per una potenza complessiva di 225 CV distribuita alle ruote tramite un cambio CVT a variazione continua. La batteria agli ioni di litio da 14,4 kWh permette di viaggiare per 56 km a zero emissioni. La Ford Kuga ha un prezzo di partenza di 38.250 euro nella versione Titanium che possono scendere a 34.750 euro e a 31.750 euro, rottamando una vettura di classe Euro 1, 2, 3 e 4.

 

Toyota Yaris Cross – incentivi fino a 6.500 euro – Non è ancora arrivata sul mercato, ma la nuovissima Yaris Cross sarà presente a listino anche con una versione alla spina e potrà quindi godere degli ecobonus.

Interessante la presenza di una tecnologia così complessa su un modello il cui prezzo di partenza dovrebbe aggirarsi intorno ai 25.000 euro. In questo caso, infatti, aggiungendoincentivi e rottamazione, si potrebbe andare ad una riduzione di 6.500 euro che, in termini percentuali, potrebbe fare davvero la differenza.

Se da una parte è vero che le auto elettriche, guardando al solo prezzo d’acquisto, sono generalmente più costose delle equivalenti a benzina o a gasolio, dall’altra, la minor spesa per il carburante e la minore manutenzione necessaria le rendono appetibili a chi ragiona sul medio e lungo periodo. Se a questo si aggiungono gli incentivi statali fino a 10.000 euro con la rottamazione di una vettura, l’acquisto di un modello 100% elettrico diventa sempre di più da tenere in considerazione.

Con la nuova tornata di incentivi arrivano anche agevolazioni dedicate a chi ha un reddito Isee inferiore ai 30.000 euro. Questi possono acquistare un’auto elettrica nuova, purché con un prezzo di listino non superiore a  30.000 euro più Iva (36.600 euro Iva inclusa), con il 40% di sconto. Giusto per fare un esempio, con questo particolare incentivo è possibile portarsi a casa la nuova Fiat 500e ad un prezzo di 15.690 euro, dai 26.150 euro di listino.

auto elettriche
auto elettriche

Ecco quali sono per noi le 5 migliori auto elettriche da comprare con gli incentivi 2021:

  1. Renault Zoe
  2. Fiat 500 elettrica
  3. Testa Model 3
  4. Nissan Leaf
  5. Peugeot 208

Renault Zoe – incentivi fino a 10.000 euro

La Renault Zoe è una delle vetture 100% elettriche più vendute in Italia dal suo lancio nel 2013. Giunta ormai alla sua terza generazione, la piccola citycar “green” della Casa francese ha saputo rinnovarsi negli anni, migliorando non solo a livello estetico ma anche dal punto di vista meccanico. Si presenta a listino in due varianti di potenza: R110 e R135 equipaggiate tutte e due con una batteria agli ioni di litio da 52 kWh. Quella che cambia è la potenza. La prima è equipaggiata con un motore da 108 CV mentre la seconda riesce ad avere una potenza di picco di 135 CV. La ricarica può essere effettuata in corrente continua fino a 50 kW che permette di ricaricare l’80% della batteria in soli 30 minuti.

Il prezzo della Renault Zoe è di 25.900 euro che possono scendere a 15.900 euro sfruttandogli incentivi.

renault zoe usate
renault zoe usate

Fiat 500 elettrica – incentivi fino a 10.000 euro

Appena presentata ma in vendita a partire da settembre, la Fiat 500 elettrica è la prima elettrica di nuova generazione di FCA. Un modello compatto e elegante che riuscirà a ritagliarsi uno spazio importante nel mercato non solo grazie all’importanza del nome ma anche per il progetto tecnico molto interessante. Tra le novità, ad esempio, c’è la possibilità di ricaricare la batteria agli ioni di litio da 42 kWh con potenza fino a 85 kW.

Al momento è stata svelata soltanto nelle edizioni di lancio “la Prima” sia con carrozzeria Cabrio sia berlina chiusa con prezzi rispettivamente di 37.900 e 34.900 euro. Considerando però gli incentivi 2021 in vigore sulle elettriche, però, soprattutto se si riesce contestualmente a rottamare un veicolo Euro 0, 1, 2 o 3, si può ottenere una riduzione di prezzo di ben 10.000 euro.

Tesla Model 3 – incentivi fino a 10.000 euro

La Tesla Model 3 è senza dubbio uno dei modelli elettrici più interessanti presenti sul mercato, sia per l’autonomia dichiarata di 544 km nella versione Long Range che per gli innovativi sistemi ADAS disponibili.

La vettura americana gode dell’Ecobonus 2020 auto, grazie ad un prezzo di acquisto di 49.480 euro che la fa rientrare per poco all’interno delle normative che regolano gli incentivi statali. Nonostante i 287 CV del motore elettrico posteriore nella versione Standard Range Plus RWD, la Tesla Model 3 ha diritto ad ottenere l’Ecobonus fino a 10.000 euro per l’assenza di emissioni di CO2.

toyota tesla usate
toyota tesla usate

Nissan Leaf – incentivi fino a 10.000 euro

La Nissan Leaf è una delle prime vetture 100% elettriche che ha fatto il debutto sul mercato italiano e che è giunta alla seconda generazione nel 2019. Ha look più curato e moderno e prestazioni migliorate.  Il motore elettrico ha una potenza di 150 CV e viene alimentato da una batteria agli ioni di litio da 40 kWh. L’autonomia dichiarata dalla Casa giapponese è di 385 km. Il prezzo di partenza della Nissan Leaf con l’allestimento entry level Business è di 37.000 euro a cui si possono sottrarre 10.000 euro in caso di rottamazione.

Peugeot 208 – incentivi fino a 10.000 euro

La Peugeot 208 rappresenta un vero e proprio punto di svolta per la Casa del Leone. La berlina francese, infatti, ha portato al debutto la piattaforma CMP sulla quale possono essere sviluppati modelli dotati di qualsiasi powertrain. La versione 100% elettrica, la e-208, è spinta da un motore da 136 CV alimentato da una batteria che garantisce 340 km di autonomia con una sola ricarica. Disponibile in 4 allestimenti, l’auto ha prezzi compresi tra i 33.600 e i 38.400 euro, ecobonus e rottamazioni esclusi.

Realizzate sulla stessa base sono anche la nuova Opel Corsa-e, sorella della Casa della Folgore, e la Peugeot e-2008, variante Suv della più compatta 208 che pur con la stessa base tecnica assicura spazio in più per passeggeri e bagagli.

 

Hyundai Ioniq: prezzi, dimensioni e prova su strada

Hyundai Ioniq: prezzi, dimensioni e caratteristiche 5

Quella della Hyundai Ioniq è una delle gamme più “green” del costruttore coreano. La berlina del brand di Seul, infatti, è disponibile unicamente in abbinamento a motorizzazioni elettrificate, che vanno dalla full-hybrid, fino all’elettrico puro, passando per una variante plug-in, quella oggetto di questa prova su strada di Automobile.it, che rappresenta la scelta ideale per chi non si sente ancora pronto ad abbandonare del tutto il motore endotermico, ma non per questo vuole rinunciare a muoversi a zero emissioni.

Ecco la scheda tecnica della Hyundai Ioniq:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 341/1.518 litri
 Alimentazioni Ibrida / Plug-In / Elettrica
 Classe Euro 6D – Temp
 Cv/kW (da) 141/103
 Prezzo (da) 29.500 €

hyundai ioniq usate
hyundai ioniq usate

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
Come va
 Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzi

Con l’ultimo restyling, la Hyundai Ioniq si è aggiornata tanto nell’estetica quanto nei contenuti, mantenendo però invariate dimensioni e proporzioni che da sempre caratterizzano il modello. La lunghezza, infatti, è rimasta di 4,47 metri, mentre la larghezza si conferma di 1,82 metri. Generoso il passo, che con 2,70 metri di lunghezza assicura spazio in abbondanza anche a chi viaggia dietro.

Dimensioni
Lunghezza 4.470 mm
Larghezza 1.820  mm
Altezza 1.450 mm
Passo 2.700 mm

Il restyling di metà carriera ha portato a grandi novità soprattutto negli interni della Hyundai Ioniq. Il design della plancia è stato profondamente rivisto per fare spazio allo schermo da 10,25 pollici del rinnovato sistema di infotainment che ora ha un ruolo da protagonista all’interno dell’abitacolo. Rispetto alla serie precedente è molto più Smart e connesso e permette di accedere ad informazioni in tempo reale, ad esempio, sulle condizioni del meteo o del traffico. Non mancano naturalmente le compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto e la connessione Bluetooth consente di collegare fino a due dispositivi contemporaneamente.

Con il restyling compie un importante passo avanti anche la qualità percepita a bordo. Merito in primis dei nuovi materiali scelti per i rivestimenti della plancia, così come dei sedili. Questi sono comodi e offrono un ottimo supporto che non stanca nemmeno dopo diverse ore di guida. Spazio in abbondanza per chi viaggia dietro, con il solo passeggero centrale ad essere un po’ sacrificato.

L’approccio stilistico agli esterni è stato più soft rispetto agli interni. Con il restyling di metà carriera, infatti, la carrozzeria della Hyundai Ioniq cambia nei piccoli dettagli. Nel frontale spicca ora la presenza dei nuovi gruppi ottici con tecnologia full led, con firma luminosa verticale che viene ripresa concettualmente dalle prese d’aria dal nuovo disegno nella parte bassa del paraurti. Tutta nuova, poi, la calandra, che ora ospita un logo Hyundai di maggiori dimensioni oltre che una trama più ricercata che in passato.

Più leggeri gli interventi nel posteriore. Forme e proporzioni, infatti, restano quelle di sempre. A cambiare è soprattutto il disegno interno dei gruppi ottici, che sfruttano anch’essi la tecnologia led.

hyundai ioniq usate
hyundai ioniq usate

La nuova Hyundai Ioniq viene proposta in abbinamento a tre powertrain, tutti elettrificati. Alla base dell’offerta si posizione il full hybrid con motore 1.6 a benzina abbinato a un motore elettrico da 44 CV per una potenza complessiva di 141 CV, mentre al vertice del listino troviamo la versione Electric, ovvero quella completamente elettrica da 136 CV con batteria da 38,3 kWh per un’autonomia di 311 km. Nel mezzo si posiziona la variante plug-in, quella oggetto di questa prova su strada di Automobile.it. È alimentata da un motore a benzina da 1.6 litri abbinato ad un motore elettrico da 61 CV, a sua volta alimentato da una batteria da 8,9 kWh. La potenza di sistema arriva (come nel caso della full-hybrid) a 141 CV, mentre l’autonomia in modalità completamente elettrica è di 60 km.

Per la versione Hybrid, Hyundai dichiara un consumo medio compreso tra i 4,4 e i 5,6 l/100 km. Riesce a fare meglio la plug-in, che si accontenta di 1,1 l/100 km. L’Electric, invece, assorbe 138 Wh di energia per ogni chilometro percorso.

Hyundai Ioniq: prezzi, dimensioni e caratteristiche 16

Se fuori le modifiche non sono così evidenti, negli interni il restyling di metà carriera ha donato alla Ioniq un aspetto decisamente più moderno, alzando piacevolmente il livello di qualità percepita. Ma è una volta in movimento che si apprezzano le vere doti della plug-in coreana. Prestazioni a parte (lo scatto da 0 a 100 km/h avviene in 10”6, mentre la velocità massima è di 178 km/h) è la dinamica di guida a stupire positivamente. Grazie anche al peso relativamente contento, parliamo di 1.495 kg, non molti considerando che la Ioniq plug-in ha un bel po’ di componenti elettriche da portarsi dietro, la due volumi coreana si muove egregiamente anche tra le curve. L’assetto assicura il giusto mix tra comfort e rigidezza, permettendo alla Ioniq di essere sempre piatta e stabile anche nei cambi di direzione più bruschi.

Ottimo il livello di insonorizzazione: i fruscii aerodinamici sono ridotti al minimo, mentre il rumore di rotolamento degli pneumatici è avvertibile soltanto alle alte velocità.

L’abbinamento tra il motore a benzina è quello elettrico è perfetto. Il passaggio tra le due alimentazioni avviene in maniera molto fluida e del tutto impercettibile. Con la batteria completamente carica, si riescono a percorrere fino a 60 km e per ricaricarla occorrono circa sei ore dalla classica presa domestica, che scendono a due e mezza utilizzando le colonnine con il cavo da 3,5 kW. A proposito della batteria, è possibile viaggiare in modalità completamente elettrica premendo l’apposito pulsante sulla consolle centrale. Anche quando la batteria è scarica, la Ioniq riesce comunque a recuperare energia sufficiente in frenata e rilascio da muoversi per qualche chilometro a zero emissioni, a tutto vantaggio dei consumi. Al termine del nostro test, infatti, la media registrata è stata di circa 20 km/l. Un ottimo risultato. A contribuire al piacere di guida poi, ci pensa anche il cambio. Si tratta di un doppia frizione a sei rapporti, una soluzione controcorrente rispetto a molte altre ibride per le quali solitamente si sceglie un meno coinvolgente cambio CVT.

Gli allestimenti in cui è possibile scegliere la nuova Hyundai Ioniq sono due, per tutte le varianti di motorizzazione a listino.

  • Tech: rappresenta l’allestimento di accesso alla gamma, ma ha già una dotazione piuttosto ricca.
  • Prime: è il top di gamma e offre molti accessori di serie.

Tech: La versione di partenza della Hyundai Ioniq si caratterizza per una dotazione di serie piuttosto interessante. Tra gli accessori presenti nel prezzo base troviamo infatti l’aria condizionata, i sensori di parcheggio, i cerchi in lega, il cambio automatico, il cruise control. A questi si sommano i cerchi in lega da 17 pollici e il sistema di infotainment con schermo da 8 pollici.

Prime: l’allestimento top di gamma aggiunge alle dotazioni della Tech anche un più ricco pacchetto di sistemi di assistenza alla guida tra i quali spiccano il Rear Cross-Trafic Collision Warning, il Sistema di mantenimento al centro della carreggiata, il Sistema di monitoraggio degli angoli ciechi e il Sistema di rilevazione limiti di velocità. A tutto ciò si somma il sistema di infotainment più evoluto con schermo da 10,25 pollici.

Hyundai Ioniq: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8

Nella versione con alimentazione plug-in la Hyundai Ioniq rappresenta un’ottima soluzione intermedia per chi intende muoversi a zero emissioni, ma non vuole rinunciare alla “tranquillità” di avere comunque un motore a benzina a disposizione. Sempre confortevole, sa anche muoversi con disinvoltura tra le curve e i consumi sono molto contenuti.

  • Consumi: anche senza fare troppa attenzione non si fa troppa fatica a percorrere circa 20 km/l.
  • Dotazioni: tante le componenti tecnologiche offerte di serie. Il sistema di infotainment di serie sulla Prime funziona molto bene e offre tante funzioni interessanti.
  • Handling: la Ioniq non è una sportiva, ma nonostante questo anche tra le curve assicura un buon bilanciamento e una buona reattività.

Di seguito ecco indicato il listino prezzi della Hyundai Ioniq aggiornato al 2021:

Hyundai Ioniq Ibrida Prezzo
Hyundai Ioniq Tech 29.500 €
Hyundai Ionic Prime 32.150 €
Hyundai Ioniq Plug-in Prezzo
Hyundai Ioniq Tech 37.000 €
Hyundai Ionic Prime 39.650 €
Hyundai Ioniq Elettrica Prezzo
Hyundai Ioniq Tech 41.200 €
Hyundai Ionic Prime 43.850 €

La Hyundai Ioniq può rivelarsi un ottimo affare specie considerando gli ecoincentivi di cui potrà godere. Inoltre è una delle auto incluse negli Incentivi 2021:

Perché non controllare su automobile.it quale Hyundai Ioniq è più adatta alle vostre esigenze?

hyundai ioniq usate
hyundai ioniq usate

 

Auto elettriche: incentivi, prezzi e autonomia. Ecco una guida all’acquisto

Peugeot e-208: la citycar del Leone fa il pieno di energia 3

Il settore delle auto elettriche è in rampa di lancio e si prepara l’abbandono dei carburanti tradizionali. La stringente necessità di ridurre le emissioni inquinanti − unita all’esigenza di tagliare i consumi − ha impresso un’accelerazione significativa all’intero comparto, rendendo le autovetture elettriche una realtà presente.

Oggi le auto elettriche godono di numerosi incentivi auto statali che possono arrivare fino ai € 10.000. Questi bonus aiutano ad abbattere il prezzo delle elettriche che rimane ancora per molti inaccessibile.

Parallelamente, i governi provano a sollecitare il passaggio ai nuovi veicoli a basso impatto ambientale, migliorando le infrastrutture e prevedendo incentivi di vario genere. In particolare, l’Unione Europea ha avviato diversi progetti finalizzati all’installazione di colonnine per la ricarica delle batterie elettriche lungo le tratte autostradali dei Paesi membri.

INDICE
Tipologie auto elettriche
Incentivi auto elettriche
Vantaggi e svantaggi auto elettriche
Prezzi auto elettriche
RC auto elettriche
Il futuro delle auto elettriche

I centri urbani sono i luoghi più bersagliati da sostanze inquinanti come le polveri sottili. Per far fronte a un’emergenza dilagante nel mondo industrializzato, diverse metropoli hanno già approvato piani per limitare o vietare del tutto la circolazione di auto diesel in aree cittadine. Il 2025 sarà un anno spartiacque in tal senso, perché entro tale data i motori diesel dovranno “scomparire” dalle strade di Madrid, Atene, Parigi e Città del Messico.

Le auto elettriche sono denominate EV, acronimo di Electric Vehicle, o BEV, acronimo di Battery Electric Veicle, ed alcuni modelli, oltre al motore elettrico, presentano anche un piccolo motore termico che aumenta l’autonomia in caso di necessità.

Le auto elettriche che adottano questa motorizzazione sono definite Range Extender. Questa unità è alimentata a benzina ed ha come unica finalità quella di generare energia fondamentale per ricaricare le batterie ed aumentare così l’autonomia dell’auto senza intervenire sul moto della vettura.

La decisione di acquistare un’auto elettrica deve essere ponderata per bene perché, inevitabilmente, la convivenza con questa tipologia di vetture sarà totalmente differente da quella “classica” di un’auto dotata di motore termico

Ovviamente tra i vantaggi derivanti dall’acquisto di un’auto elettrica ci sono i costi di gestione decisamente più bassi rispetto a quelli tipici di una vettura con motore termico. Un motore elettrico è semplificato rispetto a un propulsore tradizionale e non prevede lo stesso numero di sollecitazioni visto che non è presente il processo di combustione.

Analogamente, poi, il costo di ricarica dell’auto elettrica è irrisorio se paragonato a quello di un pieno di carburante ed inoltre, guidare un’auto elettrica offre la possibilità di accedere alle ormai sempre più numerose ZTL presenti sul territorio nazionale.

Infine, tra i vantaggi delle auto elettriche, non si possono non indicare le emissioni pari a zero ed un comfort di guida superiore rispetto ad una vettura termica per via dell’assenza di rumore del motore e di relative vibrazioni.

Tra gli svantaggi ovviamente al primo punto c’è la scarsa diffusione delle colonnine di ricarica. Acquistare una vettura elettrica, al momento, comporta l’obbligo di pianificare con attenzione ogni viaggio per sapere quando e dove poter ricaricare la batteria.

Altro svantaggio è quello relativo all’autonomia delle auto elettriche. Se è vero che ci sono modelli sul mercato, come la Tesla, in grado di offrire percorrenze vicine ai 700 Km, è altrettanto vero che la maggior parte delle vetture non riesce a superare i 300 Km di autonomia reale.

Infine, l’ultimo svantaggio attuale delle auto elettriche sono i prezzi. Purtroppo i listini delle comuni utilitarie alimentati con motore elettrico partono da ben sopra i 20.000 euro, ma con gli incentivi auto elettriche stanziati dal governo già dal 2019 è possibile, in caso di rottamazione, ottenere uno sconto fino a 10.000 euro.

Gli incentivi auto elettriche sono stati introdotti dal Governo già a fine 2019 e sono stati confermati anche per il 2021.

Come funzionano gli incentivi auto elettriche? Sono stati previsti due differenti scaglioni in base al valore delle emissioni della vettura che si andrà ad acquistare.

Il primo, quello riservato esclusivamente alle auto elettriche con emissioni di CO2 comprese tra 0 e 20 g/km, vede un bonus pari a 6.000 euroIl secondo, riservato invece alle vetture ibride con emissioni comprese tra 20 e 60 g/km di CO2 è pari a 3.500 euro. Fino a qui, se non c’è rottamazione, tutto resta nella sostanza invariato rispetto a prima. In caso di rottamazione di un veicolo che abbia almeno 10 anni d’età, però, per le auto elettriche si arriva a 10.000 euro mentre per le ibride a 6.500 euro.

Questo perché nel caso di auto elettriche si può usufruire di un extra contributo pari a 2.000 euro a patto che la concessionaria (o la Casa) riconosca uno sconto almeno pari ai 2.000 euro messi in campo dallo stato. Nel caso delle auto ibride, invece, lo stato riconosce un contributo di rottamazione di 1.500 euro a fronte di uno sconto della concessionaria di almeno pari importo.

A conti fatti, quindi, per l’acquisto di un’auto elettrica, da oggi, si può beneficiare di uno “sconto” fino a 10.000 euro, mentre per un’ibrida (CO2 tra i 20 e i 60 g/km di CO2) si può arrivare ad un taglio sul listino pari a 6.500 euro.

Per poter usufruire degli incentivi auto elettriche è però fondamentale avere presente che questi sono disponibili per vetture con un prezzo di acquisto fino a 61.000 euro IVA inclusa. Oltre questo valore non si potrà godere degli incentivi governativi.

Con la nuova tornata di incentivi arrivano anche agevolazioni dedicate a chi ha un reddito Isee inferiore ai 30.000 euro. Questi possono acquistare un’auto elettrica nuova, purché con un prezzo di listino non superiore a  30.000 euro più Iva (36.600 euro Iva inclusa), con il 40% di sconto. Giusto per fare un esempio, con questo particolare incentivo è possibile portarsi a casa la nuova Fiat 500e ad un prezzo di 15.690 euro, dai 26.150 euro di listino.

I nuovi incentivi statali prevedono poi un’altra fascia di emissione, riservata alle vetture ad alimentazione tradizionale Euro 6. Quelle con emissioni di CO2 comprese tra i 61 e i 135 g/km. In questo caso, a patto che si rottami un’auto con almeno dieci anni di anzianità, si può accedere ad uno sconto pari a 3.500 euro.

LEGGI ORA: Incentivi per auto diesel e benzina, ecco come funzionano

Per capire quali siano i prezzi medi delle auto elettriche è utile vedere la classifica dei modelli più venduti nel nostro Paese a gennaio 2020.

In prima posizione troviamo una vettura giunta alla sua seconda generazione come la Renault Zoe, aiutata in questo risultato anche dal nuovo motore denominato R135, mentre in seconda posizione in classifica è presenta un’altra vettura transalpina, la Peugeot e-208.

L’ultima generazione della utilitaria del Leone colpisce non soltanto per uno stile affilato e contemporaneo, ma anche per i 136 CV di potenza elettrica che ben si sposano con  la massa della vettura.

L’ultimo gradino del podio delle auto elettriche più vendute a gennaio 2020 è invece occupato dalla Volkswagen e-Up!, simpatica tedesca dalle dimensioni contenute ed ideale per gli spostamenti cittadini.

Volendo guardare nel dettaglio i prezzi delle auto elettriche di questa classifica possiamo notare come la Renault Zoe, nella versione con motore R135, parte da 27.700 euro, mentre con il motore R110 il prezzo di partenza è di 25.900 euro.

Decisamente più caro il prezzo della seconda classificata, la Peugeot e-208. L’ultima nata in casa del Leone offre il meglio della tecnologia disponibile e promette non solo tanto stile, ma anche una autonomia pari a 450 Km ed un divertimento alla guida assicurato dai 136 cavalli elettrici presenti sotto il cofano.

Il listino della Peugeot e-208, come detto, è il tasto dolente perché i prezzi partono da 33.600 euro, ma anche in questo caso è possibile usufruire degli ecoincentivi previsti dal governo.

L’ultima vettura presente sul gradino del podio è la Volkswagen e-Up!. La citycar tedesca, nella conversione dal motore termico a quello elettrico, non ha subito stravolgimenti né nelle linee né nella capacità di carico del bagagliaio.

Le misure, quindi, rimangono immutate e si confermano ideali per affrontare il traffico cittadino, mentre sotto il cofano trova spazio un propulsore elettrico da 83 CV in grado di promettere un autonomia di 260 Km rilevata nel ciclo WLTP. I prezzi per la Volkswagen e-Up! partono da 23.750 euro ed in caso di rottamazione è possibile sfruttare il massimo dell’ecobonus e far scendere il prezzo sotto i 20.000 euro.

Abbracciare il mondo dell’auto elettrica comporta anche la possibilità di risparmiare notevolmente sui costi di gestione come quelli inerenti l’assicurazione auto RC elettriche.

Stando alle stime delle compagnie più conosciute, l’acquisto di un’auto elettrica comporta, in media, un risparmio annuo sul costo dell’assicurazione tra il 30 ed il 50% rispetto ad una analoga polizza per una vettura dotata di motore termico.

Le motivazioni di questo risparmio sono da ricercarsi nella natura delle auto elettriche.

Le vetture dotate di motori termici, infatti, corrono un rischio di sinistri maggiore, proprio a causa del combustibile infiammabile che utilizzano per muoversi, mentre le auto elettriche non presentano questo rischio.

Analogamente la minor autonomia di un’auto elettrica rispetto ad una a motore termico le consente di percorre meno km e quindi di andare incontro a un minor numero di sinistri.

Infine il minor costo della polizza per l’auto elettrica è da attribuirsi anche all’età dell’acquirente medio di questa tipologie di vetture. In genere questo è un soggetto con un’età compresa tra 40 e 60 anni che utilizza la macchina per viaggi in famiglia e ha una buona esperienza di guida.

Com’è facile ipotizzare, il triennio venturo vedrà un considerevole aumento delle auto elettriche in commercio. I modelli della nuova generazione − che possiamo definire 2.0 − promettono sostanziali miglioramenti soprattutto dal punto di vista della durata delle batterie e, quindi, dell’autonomia, vero tallone d’Achille di molte elettriche. Grandi novità si attendono anche dal Sol Levante, dove si parla del prossimo esordio di Toyota con auto elettriche alimentate da batterie allo stato solido (al posto di quelle attuali a ioni di litio). Disponibili sui mercati non prima del 2022, le batterie di nuova concezione cui stanno lavorando Toyota e altri marchi (come BMW) potranno davvero spingere le auto elettriche verso quel salto di qualità di cui hanno bisogno per conquistare definitivamente gli automobilisti di tutto il mondo.

Seat Arona metano: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Nonostante l’impegno delle Case sia tutto focalizzato su vetture ibride ed elettriche c’è ancora chi, come la Seat, punta molto sul metano. La Seat Arona TGI offre tutti i comfort tipici di un SUV di medie dimensioni uniti alla economicità dei costi di gestione di questa alimentazione.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Seat Arona TGI:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 400/1280 litri
 Alimentazioni Metano
 Classe Euro 6 D-Temp
 CV/kW  90/66
 Prezzo (da) 19.900 €

 

INDICE
 Novità
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motorizzazioni
 Consumi
 Configuratore
 Perché comprarla
 Prezzi

Le principali novità per il Model Year 2021 della Seat Arona hanno riguardato i motori benzina, adesso disponibili sia nella versione da 1.5 litri e 150 CV riservata all’allestimento FR, sia nella versione da 1.0 litri da 95 e 100 CV. Nessun aggiornamento è invece stato previsto per la motorizzazione a metano che sfrutta come sempre il 1.0 TGI da 90 CV.

Il corpo vettura della Seat Arona non è per nulla ingombrante e fa ricadere la vettura della Casa spagnola nella categoria dei crossover compatti . La lunghezza, infatti, supera di poco i 4 metri per fermarsi a quota 4.140 mm, mentre il passo di 2.566 mm offre una buona abitabilità interna anche a 4 passeggeri.

Dimensioni
Lunghezza 4.140 mm
Larghezza 1.780 mm
Altezza 1.550 mm
Passo 2.566 mm

seat arona usate
seat arona usate

Nonostante la condivisione della piattaforma e di numerose componenti con le altre vetture del Gruppo VW, la Seat Arona ha una propria personalità stilistica ben definita. Il frontale è reso aggressivo dal disegno particolarmente affilato dei fari che ben si integrano con le linee nette del muso, mentre la coda offre fari a sviluppo orizzontale che si fondono alla perfezione con il design scolpito della coda.

I designer della Casa spagnola hanno preferito puntare su linee sobrie ed essenziali per gli interni. La plancia è molto pulita ed include al centro l’ormai immancabile monitor dedicato all’infotainment. Qualche plastica meno in vista risulta forse troppo economica considerando il DNA dell’auto. Buona l’abitabilità per quattro passeggeri, mentre in 5 si è costretti a qualche sacrificio.

Come abbiamo detto in precedenza la Casa spagnola ha deciso di continuare a scommettere sul metano e per la Seat Arona la possibilità di scelta è limitata esclusivamente al motore 1.0 TGI da 90 CV a 3 cilindri che si rivela dotato di una buona coppia adeguata per la massa della vettura. Chi sceglie questa motorizzazione non si deve aspettare, però, prestazioni da sportiva. Per coprire lo 0-100 Km/h la Seat Arona TGI impiega ben 12,8 secondi.

Scegliere la motorizzazione a metano per la Seat Arona TGI si rivela la scelta più saggia per tenere sotto controllo i costi di gestione. La Casa spagnola, infatti, per la versione dotata del motore bifuel da. 1.0 litri e 90 CV promette percorrenze pari a 18,5 Km/l, di poco inferiori a quelle dichiarate per i propulsori benzina, ma il ridotto costo al distributore del metano rende questa motorizzazione estremamente conveniente.

Sono quattro gli allestimenti disponibili a listino per la Seat Arona TGI:

  • Reference: la versione base per chi vuole puntare al risparmio.
  • Style: dedicata a chi vuole una versione confortevole senza intaccare eccessivamente il portafoglio.
  • Xcellence: pensata per gli amanti della tecnologia e decisamente ben accessoriata.
  • FR: la versione sportiva adesso caratterizzata da un look aggressivo.

Reference: Climatizzatore manuale, DAB, Specchietti retrovisori esterni regolabili elettricamente, Front assist, Schermo touch da 6.5″ a colori.

Style: Cruise control, Sensori di parcheggio posteriori, Cerchi in lega “Design” da 16″, Volante in pelle, Dispositivo di rilevamento della stanchezza conducente, Seat Full Link.

Xcellence: Climatronic bi-zona, Fari posteriori a LED, Funzione Coming & Leaving Home, Touch screen capacitivo 8″ a colori.

FR: Cerchi in lega da 17″ “Dynamic”, Doppio terminale di scarico, Dash pad centrale in similpelle nera con bordature rosse, Sedili anteriori sportivi FR in tessuto, Volante sportivo in pelle con logo FR, Navigation Pack.

  • Parsimoniosa: la motorizzazione a metano rende la Seat Arona uno dei SUV più economici da gestire.
  • Compatta: la lunghezza di poco superiore ai 4 metri la rende perfettamente sfruttabile anche nel traffico.
  • Solida: nasce sulla piattaforma sviluppata da VW per tutte le altre SUV del Gruppo. Una garanzia.

Di seguito ecco il listino prezzi della Seat Arona aggiornato a dicembre 2020:

Seat Arona TGI Prezzo
Arona 1.0 TGI Reference 19.900
Arona 1.0 TGI Style 21.900
Arona 1.0 TGI XCELLENCE 24.100
Arona 1.0 TGI FR 24.100

Cose da sapere

Qual è il prezzo di Seat Arona a metano?

Seat Arona a metano TGI è disponibile nuova a 20.100 euro per la versione base. Su automobile.it puoi trovare Seat Arona usate da circa 16.000 per modelli immatricolati nel 2019.

Come sono gli interni di Seat Arona a metano?

Gli interni di Seat Arona, dotati di sistema infotainment con schermo da 8″ e navigatore, si fanno apprezzare per il design essenziale, ravvivato da cuciture in colore rosso lungo i sedili e il volante.

Quali sono i consumi reali di Seat Arona a metano?

I dati di omologazione forniti da Seat assicurano una percorrenza fino a 18,5 km/l. Da tenere presente che il ridotto costo del metano rende Seat Arona TGI estremamente conveniente.

Quali sono le specifiche della scheda tecnica di Seat Arona a metano?

Seat Arona TGI è dotata di motore turbometano 1.0 a tre cilindri da 90 CV. La velocità massima raggiungibile è di 172 km/h con accelerazione da 0 a 100 km/h in 13,2 secondi.

Quali sono le dimensioni di Seat Arona a metano?

Le misure, 4.140 mm di lunghezza, 1.780 mm di larghezza e 1.550 mm di altezza, simili a quelle della concorrente Volkswagen T-Roc , rendono Seat Arona a metano un crossover compatto adatto anche alla città.

Novità Audi: ecco i modelli in arrivo nel 2021

Novità Audi 2020: ecco tutti i modelli in arrivo 8

Il 2021 sarà un anno ricco di novità in casa Audi. Da una parte, infatti, troviamo l’impegno sul fronte dell’aggiornamento dell’intera gamma, con restyling per un po’ tutti i modelli a listino, per rinfrescarne stile e contenuti. Dall’altra, c’è la gamma elettrica del costruttore tedesco, che proprio il prossimo anno compirà un deciso passo in avanti con l’introduzione di due nuovi modelli.

INDICE
Audi e-tron GT
Audi Q4 e-tron
Audi Q3 plug-in
Audi TT S line Competition Plus
Audi SQ2
Audi RS3

Il processo di transizione all’elettrico di Audi entrerà nel vivo nel corso del 2021, quando verrà presentata la nuova Audi e-tron GT. Si tratta di una berlina completamente elettrica, strettamente imparentata con la Porsche Taycan. La piattaforma, infatti, sarà la medesima e probabilmente anche buona parte della meccanica.

Questa sarà affiancata anche da un’inedita versione RS alimentata da una batteria agli ioni di litio da 83.7 kWh, che alimenta du motori elettrici per una potenza totale di 598 CV, che assicurerà al modello uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi. Ancora sconosciuti i dati sull’autonomia.

Il secondo modello elettrico firmato Audi a vedere la luce nel 2021 sarà la Q4 e-tron, disponibile anche in variante di carrozzeria Sportback. Sarà sviluppata sulla piattaforma MEB, la stessa dei modelli della famiglia ID di Volkswagen. Il pacco batterie avrà una capacità di 82 kWh, per una potenza vicina ai 300 CV, mentre l’autonomia dovrebbe aggirarsi intorno ai 450 km.

Non si esclude, in un secondo momento, l’arrivo anche dei varianti più prestazionali del modello, esattamente come avvenuto con la sorella maggiore e-tron.

Per chi ancora non si sente pronto all’elettrico, nel 2021 Audi proporrà diverse soluzioni elettrificate, come la nuova Q3 45 TFSI e, ovvero la variante ibrida plug-in del Suv compatto dei Quattro Anelli. La parte endotermica è costituita da un 1.4 turbo a benzina da 150 CV e 250 Nm di coppia.

Questo è abbinato a un motore elettrico da 116 CV e 330 Nm, alimentato da una batteria da 13 kWh che assicura un’autonomia in elettrico di 51 km, mentre la potenza massima di sistema si attesta sui 245 CV. Arriverà nelle concessionarie nel primo trimestre dell’anno.

A partire da inizio 2021 la gamma dell’Audi TT si amplierà con l’ingresso a listino del pacchetto S line Competition Plus, riservato alla motorizzazione 45 TFSI da 245 CV e 370 Nm.

Questo si caratterizza per l’assetto ribassato di 1 centimetro e per la veste estetica più sportiva, caratterizzata dalla presenza di prese d’aria più pronunciate nel paraurti anteriore, mentre dietro spicca la presenza di un ampio diffusore che incorpora il doppio terminale di scarico. Non manca in fine lo spoiler fisso sul terzo volume. Dentro, invece, fanno capolino i nuovi sedili sportivi in Alcantara.

Anche la variante sportiva del Suv più piccolo di Audi si aggiorna seguendo il più recente corso stilistico del costruttore tedesco.

Le novità sono principalmente di tipo estetico, con il debutto di nuovi paraurti anteriori e posteriori dal carattere più sportivo, mentre il powertrain rimane quello della serie precedente. Sotto il cofano, infatti, trova posto il 2.0 TFSI da 300 CV e 400 Nm di coppia. I prezzi partono da 50.750 euro.

Non solo elettriche ed elettrificate nel 2021 di Audi. Tra le novità più attese anche la nuova generazione della RS3. Di lei si sa ancora poco, nonostante il debutto dovrebbe avvenire proprio nei primissimi mesi del prossimo anno.

Novità Audi 2020: ecco tutti i modelli in arrivo 18

Pare ormai certo però, che sotto il cofano tornerà a scalpitare il 2.5 a cinque cilindri, con una potenza nell’ordine dei 400 CV. Molto probabile, poi, il debutto anche di una versione potenziata che potrebbe arrivare a quota 450 CV.

Novità Alfa Romeo: ecco i modelli in arrivo nel 2021

Novità Alfa Romeo: ecco i modelli in arrivo nel 2021 1

Dopo le indiscrezioni secondo le quali il lancio della Tonale sarebbe stato rimandato di un anno, ora i vertici di Alfa Romeo hanno confermato che la presentazione avverrà nel corso del 2021, come originariamente pianificato. Sarà quindi un anno molto importante per il marchio del biscione, che accanto al nuovo Suv compatto presenterà anche le versioni aggiornate della Giulia e della Stelvio.

INDICE
 Alfa Romeo Tonale
 Alfa Romeo Giulia
 Alfa Romeo Stelvio

Presentata al Salone di Ginevra del 2019, la Tonale si appresta ad essere un altro modello di svolta per Alfa Romeo, con il quale il brand tenterà l’affondo ad uno dei segmenti più combattuti del mercato.

Sono ancora poche le informazioni rilasciate sul modello, ma pare piuttosto sicuro che tra le varie motorizzazioni disponibili ci sarà anche un’ibrida plug-in con un powertrain ereditato da quello della cugina Jeep Compass 4xe. Sotto il cofano trova posto un 1.3 benzina abbinato a un motore elettrico posteriore alimentato da una batteria da 10 kWh, che dovrebbe assicurare un’autonomia in elettrico di circa 50 km.

La principale novità legata al model year 2021 dell’Alfa Romeo Giulia è rappresentata dall’uscita dal listino della motorizzazione 2.2 Diesel da 136 CV. Ora la gamma motori resta quindi composta dal 2.2 da 160, 190 e 210 CV per quanto riguarda le unità a gasolio e dal 2.0 da 200, 250 e 280 CV per quanto riguarda i benzina. Al vertice dell’offerta resta il 2.9 V6 da 510 CV della versione Qadrifoglio. Tutte le unità a listino sono abbinate al cambio automatico a otto rapporti e sono ora omologate Euro 6 d-Full.

Novità anche sul fronte allestimenti. Sparisce l’allestimento Super ed entra il nuovo Rosso Edizione, che rappresenta l’allestimento di accesso alla gamma in abbinamento al motore Diesel meno potente. Questo si caratterizza per i cerchi in lega da 19 pollici e le pinze dei freni rosse, oltre che per i fari bi-xenon, il sistema di infotainment da 8,8 pollici e il pacchetto di sistemi di assistenza alla guida di cui fanno parte il Lane Departure Warning e il Forward Collision Warning. I prezzi dell’Alfa Romeo Giulia 2021 partono da 45.000 euro.

Modifiche analoghe anche per quanto riguarda la più grande Stelvio. Tutti i motori anche in questo caso seguono la normativa antinquinamento Euro 6 d-Full e offrono potenze che vanno da 200 a 510 CV per i benzina e da 160 a 210 CV per i Diesel.

Anche per la Stelvio Alfa Romeo ha messo a punto l’allestimento Rosso Edizione, che anche in questo caso rappresenta la nuova porta di accesso alla gamma.  I prezzi in questo caso partono da 51.500 euro. Nonostante la sempre più forte svolta “green” del mercato, dunque, Alfa Romeo continua, almeno per il momento, a non offrire varianti elettrificate dei suoi due modelli di punta, che restano alimentati da unità esclusivamente benzina o Diesel.

Novità Toyota: ecco i modelli in arrivo nel 2021

Novità Toyota 2020: ecco i modelli più recenti e le migliori uscite

Continuerà anche nel 2021 il percorso di ampliamento della gamma Toyota. Tanti i nuovi modelli attesi per il nuovo anno, tutti fedeli alla politica a basso ambientale del costruttore giapponese, che porterà al debutto di diversi modelli “green” non soltanto elettrici. Tra le tante new entry, infatti, un posto speciale lo merita la nuova generazione della Mirai alimentata a idrogeno.

INDICE
 Toyota Rav-4 plug-in
 Toyota C-HR GR Sport
 Toyota Yaris Cross
 Toyota Highlander
 Toyota Mirai

La prima novità Toyota che vedremo su strada nel 2021 è la versione plug-in del Rav-4. Questo è alimentato da un propulsore benzina di 2,5 litri a ciclo Atkinson abbinato a due unità elettriche, una per asse, per una potenza complessiva di sistema di 306 CV che assicura uno scatto da 0 a 100 km/h in 6 secondi netti, mentre l’autonomia in modalità completamente elettrica è di 75 km.

Le prime consegne cominceranno dal mese di aprile, mentre i prezzi sono compresi tra 55.500 euro e 60.000 euro.

Per chi sceglie l’ibrido ma non vuole rinunciare ad un tocco di sportività, nel 2021 Toyota proporrà la versione GR Sport della C-HR. Le modifiche sono quasi tutte esclusivamente estetiche. Il paraurti anteriore ospita prese d’aria più grandi e anche i cerchi in lega, qui dal disegno specifico, crescono nelle dimensioni arrivando a 19 pollici.

Piccole note inedite anche negli interni dove spiccano i nuovi sedili e il volante dall’impuntura specifica. Leggermente rivisto anche l’assetto, ha una taratura più sportiva.

Nel 2021 la gamma della Yaris si amplierà con l’ingresso a listino della versione Suv del modello. Si chiamerà Toyota Yaris Cross e con una lunghezza di 4,18 metri sarà leggermente più lunga della versione “standard” del modello.

Due i motori disponibili, un benzina ed un ibrido. In entrambi i casi la base di partenza sarà il 1.5 dotato di cambio CVT e disponibile sia a due che a quattro ruote motrici, ma nella versione elettrificata la trazione sulle quattro ruote sarà garantita non da un albero di trasmissione ma dalla presenza di un motore elettrico posizionato sull’asse posteriore.

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Direttamente dagli Stati Uniti arriverà la Toyota Highlander, enorme Suv a sette posti lungo 4.95 metri pensato per chi ha bisogno di tanto spazio e cerca il massimo del comfort.

Sul nostro mercato sarà proposta unicamente in abbinamento ad un propulsore full-hybrid con un motore endotermico a benzina da 2,5 litri abbinato a due motori elettrici, uno per asse, e una potenza di sistema di 244 CV.

L’ultima proposta di Toyota per il 2021 è anche quella tecnologicamente più interessante. Si tratta della seconda generazione della Toyota Mirai, la berlina a idrogeno del costruttore giapponese che con la seconda serie compie un importante passo avanti in termini di efficienza.

A spingerla provvede un motore elettrico sincrono a magneti permanenti capace di sviluppare 182 CV e 300 Nm di coppia. L’idrogeno utile ad alimentare la Mirai è stipata in tre serbatoi per una capacità che ora arriva a 5,6 kg per un’autonomia di 650 km.