Hankook, pneumatici invernali Ultra High Performance

Hankook, pneumatici invernali Ultra High Performance 4

Articolo realizzato in collaborazione con Hankook

Lo pneumatico è stato ottimizzato completamente per assicurare una maggiore sicurezza per la guida invernale, dato che le condizioni atmosferiche in questa stagione sono sempre più variabili in Europa. Lo schema, che è già stato premiato con il Red Dot Design Award, è progettato specificamente per i veicoli di classe media superiore e di prestigio, per le berline di lusso e per le auto sportive.

Questa linea di pneumatici, disponibile anche una versione per i SUV – il Winter i*cept evo2 SUV, è stato adattato ai requisiti speciali della popolare categoria degli Sport Utility Vehicle.

Quando le nostre strade sono ricoperte di neve, ghiaccio, forti piogge e foglie bagnate, creando condizioni di guida maggiormente pericolose, l’Hankook Winter icept evo2 e Winter icept evo2 SUV affrontano le sfide del clima freddo con delle mescole ulteriormente migliorate e delle caratteristiche di design potenziate.

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Materiali perfetti per le basse temperature

Nuova mescola del battistrada

La nano-mescola di silicio ad alta dispersione è resistente all’indurimento alle basse temperature, per assicurare una migliore aderenza aumentando l’area di contatto sulle strade invernali e bagnate. Anche l’area di contatto aumentata dello pneumatico con la strada, realizzata attraverso un miglioramento del profilo e dell’impronta dello pneumatico, migliora le prestazioni sulla neve e sul bagnato, prevenendo allo stesso tempo il fenomeno dell’aquaplaning, garantendo una pressione dell’impronta bilanciata.

Battistrada asimmetrico

Lo schema del battistrada asimmetrico di Hankook Winter i*cept evo2 è sinonimo di prestazioni di maneggevolezza e trazione sulla neve migliorate per la parte esterna del battistrada, mentre il design interno assicura delle prestazioni di frenata potenziate sulla neve, sul fango e sulle strade bagnate. Un numero di intagli aumentato supporta ulteriormente le prestazioni di trazione sulla neve intaccando efficacemente la neve.

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Lamelle 3D

Le speciali lamelle 3D applicate su tutto il battistrada dello pneumatico potenziano ulteriormente la stabilità di guida nelle condizioni invernali, minimizzando il movimento del tassello e l’abrasione, potenziando le prestazioni di maneggevolezza complessive massimizzando gli effetti di taglio. Le scanalature laterali a piccozza applicate alla parte interna del battistrada hanno un effetto graffiante sulle strade innevate, generando delle potenti prestazioni sulla neve, ottimizzando l’angolo della scanalatura laterale.

Hankook, pneumatici invernali Ultra High Performance

Scanalature longitudinali larghe

Le due larghe scanalature longitudinali della parte esterna del battistrada sono state progettate con un volume di vuoto aumentato del 30% rispetto ai prodotti esistenti, per ottenere un dislocamento efficiente di acqua e fango. Esse supportano le prestazioni di aderenza sulla neve e di aquaplaning di Hankook Winter i*cept evo2, garantendo un’esperienza di guida stabile sulle strade innevate e bagnate e aiutando anche a ridurre le vibrazioni.

Una parete laterale e una sezione del tallone rinforzate, abbinate alla spalla dello pneumatico più larga e al design del blocco del cubo ottimizzato, producono una risposta di sterzata diretta e un miglioramento delle prestazioni di aderenza in curva e di maneggevolezza sull’asciutto.

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Design all’avanguardia

Il Winter icept evo2 e il Winter icept evo2 SUV forniscono delle prestazioni invernali di classe con un design dello schema che ha vinto il rinomato premio internazionale Red Dot Design Award nel 2015. Sono prodotti soprattutto nell’avanguardistico sito produttivo europeo di Hankook in Ungheria e sono ora disponibili in varie dimensioni. Il Winter i*cept evo2 è disponibile nelle misure da 16 a 20 pollici, nella larghezze del battistrada da 195 a 275 mm.

Il Winter i*cept evo2 SUV è disponibile nelle misure da 16 a 21 pollici, nelle larghezze del battistrada da 215 a 295 mm, dalla serie 35 alla 70, nei codici di velocità da T a V.

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Per ulteriori informazioni visitate il sito www.hankooktire-press.com o www.hankooktire-eu.com

 

Ford Mustang Mach 1, la muscle car tutta da guidare

Ford Mustang Mach 1, la muscle car tutta da guidare 1

Dopo aver debuttato al Festival of Speed di Goodwood, la Ford Mustang Mach 1 torna per la seconda volta in Europa, ma questa volta per rimanerci. Il costruttore americano ha infatti ufficializzato la commercializzazione della Mach 1 anche nel Vecchio Continente.

Pensata per correre

A spingere la Ford Mustang Mach 1 provvede il ben noto 5.0 V8 aspirato che qui raggiunge la bellezza di 460 CV a ben 7.500 giri al minuto. Il picco di coppia pari a 529 Nm, invece, lo si raggiunge già a 4.600 giri. L’unità viene abbinata a richiesta al cambio manuale a sei marce o all’automatico a dieci rapporti.

Ford Mustang Mach 1, la muscle car tutta da guidare

Per raggiungere tali livelli di potenza i tecnici Ford hanno messo mano a molti elementi dell’otto cilindri. Il kit dibaspirazione, ad esempio, è quello della Mustang Shelby GT 350, mentre studiati ad hoc sono la nuova taratura della centralina e lo scarico con valvole attive.

Tutta da guidare

Per rendere quanto più precisa la nuova Ford Mustang Mach 1 anche tra le curve, in Ford hanno rivisto la taratura dell’assetto, mentre il pacchetto aerodinamico dedicato aumenta la downforce della Mach 1 del 22% rispetto alle “normali” Mustang.

Ford Mustang Mach 1, la muscle car tutta da guidare 2

Anche l’occhio vuole la sua parte e così la Mustang Mach 1 è disponibile in otto tinte di carrozzeria, tutte studiate per creare il migliore contrasto con le strisce nere su cofano e tetto. Il disegno dei cerchi in lega da 19 a 21 pollici è inedito, mentre negli interni spiccano le cuciture a contrasto.

Come trasportare il cane in auto: regole e accessori

Come trasportare il cane in auto? Ecco cosa dice la legge

Chi ama gli animali sa quanto è difficile separarsene quando si deve affrontare un lungo viaggio, ma per fortuna il nostro Codice della Strada consente la possibilità di trasportare il cane in auto purché vengano rispettate delle regole in modo scrupoloso così da tutelare l’incolumità sia dell’amico a quattro zampe che del conducente.

INDICE
Norme per il trasporto dei cani in auto
Rete auto per cani
Divisorio auto per cani
Cinture di sicurezza per cani
Trasportino da auto per cani

A regolamentare e consentire il trasporto dei cani in auto è l’articolo 169 del Codice della Strada ai sensi del quale “È vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore a uno, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete o altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.”.

L’articolo, quindi consente di trasportare il cane in auto, anche più di uno, purché l’animale domestico sia circoscritto alla parte posteriore della vettura così da non creare pericolo durante la marcia.

Il nostro Codice della Strada non specifica quali strumenti adottare per consentire di trasportare il cane in auto in sicurezza, ma in commercio esistono numerose tipologie di accessori dedicati al trasporto degli animali domestici.

Tra questi spicca la rete divisoria. Questa è realizzata in nylon elastico a maglia larga e va applicata nella zona del bagagliaio. Con la rete divisoria non si sacrifica nemmeno un centimetro della capacità di carico e non è necessario effettuare modifiche alla vettura dato che questa si applica senza alcuna fatica.

Un altro accessorio che consente di trasportare il cane in auto rispettando il dettato del Codice della Strada è il divisorio regolabile. Così come per la rete indicata in precedenza, anche questo viene posizionato nel bagagliaio dell’auto, ma a differenza della prima è realizzato in materiale rigido. Per garantire una tutela assoluta al vostro amico a 4 zampe è sempre preferibile legarlo con una cintura di sicurezza dedicata.

Se le prime due soluzioni consentono di trasportare il cane in auto rispettando le regole previste dall’articolo 169 del Codice della Strada, è pur vero che per garantire al proprio animale domestico una sicurezza maggiore è sempre preferibile acquistare le cinture di sicurezza per cani. Queste vanno attaccate alla cintura di sicurezza posteriore a tre punti e sono dotate di una pettorina che consentirà al cane di non soffrire alcuno sfregamento ed impedirà all’animale domestico di passare nella zona anteriore dell’abitacolo.

Se non si vuole acquistare una rete o un divisorio, oppure non si vuole legare il cane con le cintura di sicurezza dedicate, è possibile trasportare il proprio animale domestico in auto tramite il trasportino. Grazie a questa soluzione il cane viaggerà più serenamente perché non avrà la visione del paesaggio in movimento, ma per evitare che il trasportino possa muoversi dovrà essere fissato saldamente alla vettura così da garantire la massima sicurezza per il vostro amico a 4 zampe.

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Cose da sapere

Si possono trasportare i cani in auto?

L’articolo 169 del Codice della Strada consente di trasportare il cane in auto, anche più di uno, purché l’animale domestico sia circoscritto alla parte posteriore della vettura così da non creare pericolo durante la marcia.

Come si utilizza la rete auto per cani?

La rete auto per cani è realizzata in nylon elastico a maglia larga e va applicata nella zona del bagagliaio. Con la rete divisoria non si sacrifica nemmeno un centimetro della capacità di carico e non è necessario effettuare modifiche alla vettura dato che questa si applica senza alcuna fatica.

Come si usa il divisorio auto per cani?

Il divisorio auto per cani è un accessorio realizzato con materiale rigido che si posiziona nel bagagliaio dell’auto. Per garantire una tutela assoluta al vostro amico a 4 zampe è sempre preferibile legarlo con una cintura di sicurezza dedicata.

Come funzionano le cinture di sicurezza per cani?

Le cinture di sicurezza per cani vanno attaccate alla cintura di sicurezza posteriore a tre punti e sono dotate di una pettorina che consentirà al cane di non soffrire alcuno sfregamento ed impedirà all’animale domestico di passare nella zona anteriore dell’abitacolo.

Mitsubishi Eclipse Cross, con il restyling debutta anche la versione plug-in

Mitsubishi Eclipse Cross, con il restyling debutta anche la versione plug-in

Lo stile tanto discusso della prima generazione della Mitsubishi Eclipse Cross lascia il posto a linee più “convenzionali” e con il restyling di metà carriera debutta anche un’inedita variante plug-in.

Estetica più tradizionale

A livello estetico le modifiche più evidenti sono quelle che hanno interessato la coda. Qui sparisce lo spoiler che nella precedente generazione collegava i fari dividendo il lunotto in due parti. Novità anche nel frontale, che si allinea all’attuale corso stilistico Mitsubishi e vede il debutto di una nuova calandra oltre che di nuovi gruppi ottici.

Mitsubishi Eclipse Cross, con il restyling debutta anche la versione plug-in 2

All’interno dell’abitacolo, invece, cambia il sistema di infotainment Sda, che ora può contare sulla presenza di uno schermo touch da 8 pollici, inserito a sua volta all’interno della plancia, anch’essa rivista nello stile.

Arriva la plug-in

Le novità più importanti sono però quelle tecniche e che riguardano il powertrain della nuova Mitsubishi Eclipse Cross. Tra le unità disponibili, infatti, spunta un nuovo ibrido plug-in costituito da un 2.4 a benzina abbinato a due unità elettriche.

Mitsubishi Eclipse Cross, con il restyling debutta anche la versione plug-in 1

Il sistema è lo stesso della Mitsubishi Outlander PHEV e permette di poter contare sulla trazione integrale grazie al posizionamento di un motore elettrico per asse, che consente di guidare in modalità completamente elettrica o con l’ibrido in serie o parallelo.

Tesla Model 3, ora fa più strada e costa meno

Tesla Model 3, ora fa più strada e costa meno

Arriva il momento del restyling di metà carriera per la Tesla Model 3, che si aggiorna soprattutto a livello tecnico, assicurando ora un’autonomia maggiore grazie ad alcune modifiche tecniche mirate. Non mancano poi anche piccoli cambiamenti anche a livello estetico.

Cambia (poco) anche il look

Partiamo proprio dall’estetica della rinnovata Model 3. A cambiare negli esterni  è la cornice dei vetri laterali, che abbandona la finitura cromata in favore del nero. Tutto nuovo anche il disegno dei cerchi in lega che hanno un diametro di 18, 19 o 20 pollici.

Tesla Model 3, ora fa più strada e costa meno 1

Rivisto in maniera molto leggera anche l’abitacolo dove ora spicca la presenza di una doppia piattaforma ad induzione per la ricarica wireless di due smartphone, oltre a nuove finiture e materiali per i rivestimenti. Inoltre,  nel vano portaoggetti è stata posizionata una presa Usb-a aggiuntiva alla quale è possibile collegare dei sistemi di archiviazione per salvare le riprese delle dash cam.

Il costo scende e l’autonomia sale

Ma le modifiche più importanti sono quelle che non si vedono. I tecnici Tesla, infatti, hanno lavorato di fino sottopelle per migliorare quanto più possibile l’efficienza della Model 3. Per questo motivo, la berlina americana è stata dotata della medesima pompa di calore della Model Y ed è stato aggiornato il sistema di gestione di motore e batteria. Grazie a questi accorgimenti la Long Range AWD è in grado di percorrere fino a 580 km, 20 in più di prima, che salgono a 567 km sulla Performance.

Tesla Model 3, ora fa più strada e costa meno 2

Mentre l’autonomia della Tesla Model 3 sale, i prezzi scendono. La Long Range è ora disponibile ad un prezzo di 57.920 euro, mentre la Performance a  64.590 euro. In entrambi i casi parliamo di 980 euro in meno rispetto al listino precedente.

Renault Megane eVision, la francese diventa elettrica

Renault Megane eVision, la francese diventa elettrica 2

Nel corso dell’evento Renault eWay, incentrato sul piano strategico legato all’elettrificazione della gamma francese, è stata presentata la Renault Megane eVision, una concept per il momento, il cui arrivo sul mercato è previsto per la fine del 2021.

Non la solita Megane

Con la Renault Megane attualmente in commercio la eVision condivide unicamente il nome e il segmento di appartenenza. Per il resto, la nuova elettrica della Losanga è sviluppatelettricaa sulla piattaforma CMF-EV, la stessa della Nissan Ariya. La lunghezza della Megane eVision è quindi di 4,21 metri e inaugura un nuovo corso stilistico per il costruttore francese.

Renault Megane eVision, la francese diventa elettrica

Gli elementi che maggiormente caratterizzano la nuova Renault Megane eVision sono i gruppi ottici a Led a sviluppo orizzontale, che corrono da un lato all’altro della vettura sia davanti, sia dietro. Per migliorare il coefficiente di penetrazione aerodinamico, poi, non mancano le maniglie a scomparsa delle portiere e le telecamere al posto degli specchietti retrovisori.

450 km di autonomia

A spingere la Renault Megane eVision provvede un motore elettrico con una potenza di 217 CV e 300 Nm di coppia, alimentato da una batteria agli ioni di litio da 60 kWh. Buone le prestazioni, agevolate anche dal peso relativamente contenuto vista la categoria, di 1.650 kg. Per passare da 0 a 100 km/h, infatti, bastano 8 secondi netti.

Renault Megane eVision, la francese diventa elettrica 1

L’autonomia dichiarata da Renault è di 450 km. Inoltre, potendo ricaricare fino a 130 kW, in appena 30 minuti si recuperano 200 km di autonomia. Tra le tecnologie disponibili, inoltre, c’è anche il Vehicle to Grid, che permette di cedere energia alla rete in caso di necessità.

Dacia Spring, arriva l’elettrica low cost

Dacia Spring

Si chiama Dacia Spring ed è il primo modello elettrico del marchio romeno. Ma non solo. Il crossover “alla spina”, stando alle dichiarazioni del costruttore, sarà anche il modello elettrico più economico sul mercato. Questo, senza però comunicare ancora il prezzo.

Piccola ma spaziosa

La Dacia Spring sarà declinata fin dal lancio in tre diverse versioni: standard per i clienti privati, quella per il car sharing e la Cargo per la clientela commerciale. L’elettrica romena è lunga 3,73 metri, ma grazie al passo di 2,42 metri è in grado di offrire spazio a sufficienza per quattro persone e un vano di carico con una capacità che va da un minimo di 300 a un massimo di 600 litri.

Dacia Spring

Semplici ma funzionali gli interni. La plancia è dominata dallo schermo del sistema di infotainment, con una diagonale di 7 pollici, offerto però soltanto come optional. Per il resto l’abitacolo ha un aspetto convenzionale, fatta eccezione per la grafica del quadro strumenti dedicata.

Quasi 300 km di autonomia

Dal punto di vista tecnico la nuova Dacia Spring sfrutta una batteria agli ioni di litio da 26,8 kWh, che assicura un’autonomia di 225 km nel ciclo combinato. Dato che sale a 295 km nel ciclo urbano. Il motore elettrico, invece ha una potenza massima di 44 CV per una coppia di 125 Nm.

Dacia Spring

Per una ricarica all’80% da una presa domestica sono necessarie circa 12 ore. Tempo che scende a meno di tre ore utilizzando il cavo opzionale che permette di collegare la Spring a una wallbox da 6,6 kWh. Caricando ad una colonnina da 30 kW, invece, l’operazione di ricarica si completa in 60 minuti.

 

Mercedes EQC 4×4, l’elettrica per l’offroad estremo

Mercedes EQC 4x4², l'elettrica per l'offroad estremo

Dopo il G500, ora la sigla 4×4 arriva anche sul primo SUV elettrico della Stella. Si tratta della Mercedes EQC 4×4², un prototipo (per il momento) che mostra al mondo le potenzialità fuoristradistiche che può raggiungere il SUV “alla spina” tedesco.

Più grande che mai

Le più importanti modifiche tecniche sono quelle che hanno interessato l’assetto. Questo è stato rialzato di ben 140 millimetri, assicurando così alla Mercedes EQC 4×4² una capacità di guado di 400 millimetri. La maggiore altezza da terra ha permesso di migliorare anche gli angoli di attacco e di uscita della vettura, che ora sono rispettivamente di 31,8 e 33 gradi, migliori di quelli della Classe G.

Mercedes EQC 4x4², l'elettrica per l'offroad estremo 1

Un gran lavoro di fino è stato svolto anche sulla componente elettrica della vettura. Ora la modalità Offroad assicura una migliore gestione della potenza, gestendo in maniera più efficace la potenza a disposizione dei due motori elettrici di cui la EQC 4×4²  è dotata.

Pensata per il fango

Le modifiche proseguono con l’adozione di speciali ruote da 20 pollici con pneumatici specifici per l’uso fuoristrada con misure 285/50, per la cui installazione si sono dovuti montare parafanghi maggiorati, che allargano notevolmente il profilo della vettura. Parliamo di 10 centimetri in più in larghezza per ogni lato.

Mercedes EQC 4x4², l'elettrica per l'offroad estremo 2

Inoltre,  la EQC 4×4² porta al debutto il Lampspeaker, un sistema audio specifico messo a punto per generare un apposito feedback sonoro quando ci si muove lontano dall’asfalto.

Bentley Flying Spur, ora anche con il V8

Bentley Flying Spur, ora anche con il V8

La famiglia della Bentley Flying Spur si amplia e accanto alla variante con il classico propulsore W12 debutta ora l’inedita variante spinta dal più piccolo V8 del Gruppo Volkswagen. Nonostante le dimensioni più contenute però, anche con questa unità la Flying Spur è comunque in grado di prestazioni di tutto rispetto.

Piccoli ritocchi

A livello estetico la si riconosce per piccoli dettagli. Negli esterni, infatti, spiccano i cerchi in lega da 20 pollici dal disegno specifico, i badge sulle fiancate e, soprattutto, i quattro scarichi sdoppiati nella coda.

Bentley Flying Spur, ora anche con il V8 1

Gli interni sono quelli di sempre, caratterizzati dalla grande cura che da sempre contraddistingue i prodotti Bentley, non soltanto dal punto di vista dei materiali scelti, ma anche nell’attenzione agli assemblaggi. Tante poi le personalizzazioni disponibili, che rendono l’abitacolo della Flying Spur, un ambiente totalmente configurabile su misura.

Prestazioni da vera sportiva

Il propulsore V8 della nuova Bentley Flying Spur è caratterizzato da una cubatura di 4 litri. Sovralimentato con due turbocompressori è in grado di erogare una potenza massima di 550 CV e 770 Nm di coppia .

Bentley Flying Spur, ora anche con il V8 2

L’unità, abbinata alla trazione integrale è in grado di far scattare la Flying Spur da 0 a 100 km/h in 4,1 secondi e di raggiungere una velocità massima di 318 km/h. Il tutto contenendo i consumi rispetto alla W12 grazie al peso inferiore di 100 kg e al sistema di disattivazione dei cilindri ai carichi parziali.

Audi Q8 TFSI e quattro, il Suv-coupé diventa plug-in

Audi Q8 TFSI e quattro, il Suv-coupé diventa plug-in

Con l’arrivo dell’ibrido plug-in la famiglia della Audi Q8 è ora ufficialmente al completo. Si chiama Q8 TFSI e quattro ed è la variante “alla spina” della Suv-coupé tedesca. Viene proposta in due livelli di potenza, mentre il powertrain ibrido permette un’autonomia in elettrico che sfiora i 50 km.

Due livelli di potenza

Ad alimentare la nuova Audi Q8 TFSI e quattro provvede il 3.0 benzina V6 turbo da 340 CV, abbinato a un motore elettrico e naturalmente alla trazione integrale, e ad una batteria da 17,8 kWh. Due le versioni disponibili. La prima ha una potenza di sistema di 381 CV, mentre la seconda arriva fino a quota 462 CV, entrambe con un picco di coppia di 600 Nm.

Audi Q8 TFSI e quattro, il Suv-coupé diventa plug-in 1

La velocità massima in modalità 100% elettrica è di 135 km/h, mentre l’autonomia è di 48 km per la versione meno potente e di 49 km per quella da 462 CV. Il consumo di carburante, invece, si attesta su un valore compreso tra 2,8 e 3,1 l/100 km per entrambe le versioni.

Nessuna modifica estetica

Tra le modalità di guida si conferma la presenza delle posizioni: Auto, Comfort, Dynamic, Efficiency, Individual, Allroad e Offroad. A queste, poi, si sommano le modalità di guida legate alla parte elettrificata ovvero Auto, Hold e Charge.

Audi Q8 TFSI e quattro, il Suv-coupé diventa plug-in 2

Nessuna differenza, invece, dal punto di vista estetico. Anche nella variante plug-in la Q8 punta su uno stile massiccio ma dai tratti dal sapore sportiveggiante. Gli interni, invece, sono un tripudio di tecnologia, con schermi dedicati non solo al quadro strumenti, ma anche all’infotainment e alle regolazioni del climatizzatore