Fabbrica Volkswagen: dove nascono i modelli del brand tedesco

Fabbrica Volkswagen: dove nascono i modelli del brand tedesco 1

Lo stabilimento di Emden, situato in Germania nella Bassa Sassonia, è la casa delle Volkswagen Passat wagon, Arteon e ID.4 e produrrà anche la ID.7, la vettura che prenderà il posto della Passat berlina. Il sito tedesco si estende su una superficie di 4.300.000 metri quadrati, nei quali lavorano oltre 8.000 dipendenti per una capacità produttiva di circa 200.000 veicoli l’anno. La fabbrica di Emden nasce nel 1964 per dare una mano a quella di Wolfsburg nella produzione del Maggiolino e sfruttare il porto commerciale della città per l’esportazione delle automobili. La produzione della vettura principale di Volkswagen, a cui si affiancano il Transporter di seconda generazione (T2) e la 1500 o Typ 3, va avanti fino al 1978, con l’ultimo Maggiolino del vecchio continente che lascia il posto alla Passat, la berlina media assemblata dall’anno prima.

La fabbrica della Bassa Sassonia assume il ruolo di punto di riferimento nella produzione della Passat alla quale, per un breve periodo, si affianca anche la cugina sudamericana, la Santana. Negli anni seguenti, oltre alla berlina e alla Variant, vengono prodotte anche la Passat CC, sportiva a quattro porte successivamente ribattezzata semplicemente “CC”, e l’erede, la Arteon, anche in versione station wagon denominata “Shooting Brake”.

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Il passaggio all’elettrico

L’impianto di Emden è il primo, per Volkswagen, tra quelli dedicati quasi esclusivamente a un solo modello. Fa parte della lista dei primi stabilimenti strategici destinati al rinnovamento e alla conversione dalla produzione di modelli con motori endotermici a quelli totalmente elettrici su piattaforma MEB, come annunciato nel 2019 dal brand con il piano di elettrificazione. L’elenco comprende, fra gli altri, anche i siti di Salzgitter e Dresda per veicoli completi, motori e altri componenti. Le novità all’interno dello stabilimento di Emden non riguardano solo l’evoluzione delle linee di assemblaggio: vengono sviluppati anche i programmi per incrementare la sostenibilità energetica, la digitalizzazione e la lotta ai rifiuti, grazie all’implemento dell’automazione, dei sistemi di trasporto intelligenti a guida autonoma e nuove postazioni di assemblaggio.

Fabbrica Volkswagen: dove nascono i modelli del brand tedesco

Il processo di rinnovamento arriva a compimento nella primavera del 2022, dopo tre anni, con l’inizio della produzione del secondo modello ID in ordine di lancio, il suv compatto ID.4, sommandosi alla fabbrica di Zwickau, dove questa vettura esce insieme alla ID.3. Intanto, la linea di produzione della Passat berlina si ferma definitivamente in attesa dell’erede designata, la prima berlina a tre volumi interamente elettrica della famiglia ID. In un primo momento questa nuova vettura riceve il nome Aero B dato alla concept e dopo viene battezzata ufficialmente ID.7: la produzione prenderà il via questa estate.

Fabbrica Volvo: dove nascono i modelli del brand scandinavo

Fabbrica Volvo: dove nascono i modelli del brand scandinavo 2

Lo stabilimento principale di Volvo per numero di auto prodotte, contrariamente a quanto si possa pensare, si trova fuori dalla Svezia. Sorge a Gent, in Belgio, ed è anche il primo sito costruito dal marchio scandinavo fuori dai confini nazionali. È stato la casa di generazioni di auto medie e compatte e attualmente sforna i primi modelli di serie elettrici con alti standard di sostenibilità. Il complesso belga, situato nelle Fiandre Orientali, ospita circa 5.500 dipendenti e ha una capacità produttiva di 260.000 unità l’anno.

A inizio anni ’60 Volvo è alla ricerca di un posto fuori dalla Svezia dove costruire una fabbrica in grado di favorire l’esportazione di automobili: la scelta cade sul Belgio, un tempo sede della Cee e oggi dell’Unione Europea. Anche la vicinanza con Anversa, uno dei principali porti commerciali del vecchio continente divenuto nel corso degli anni sempre più strategico anche per le auto, gioca un ruolo fondamentale nella decisione. Nel 1965 viene inaugurato lo stabilimento di Gent (Gand in francese e Ghent in fiammingo), formalmente di proprietà della filiale belga istituita appositamente, la Volvo Belgium N.V., controllata dalla casa madre.

Fabbrica Volvo: dove nascono i modelli del brand scandinavo 2

La casa di medie e compatte

L’attività dell’impianto prevede, fin dall’apertura, l’assemblaggio e la verniciatura delle scocche, grazie a un reparto di saldatura, e quella finale delle vetture. Non sono presenti la lastroferratura e la produzione dei gruppi meccanici, provenienti da altri stabilimenti. Le prime automobili prodotte sono la famosa Serie 120 o Amazon, a cui si sommano modelli di taglia media come 740/760 e 850, in affiancamento all’impianto svedese di Torslanda. Agli inizi del 2000, dopo la cessione della divisione auto a Ford, la fabbrica di Gent produce tutti i modelli compatti sviluppati sulla piattaforma della Ford Focus: la C30 e le nuove S40 e V50, che prendono il posto delle precedenti S/V40, prodotte a Born, in Olanda, sulla base sviluppata insieme a Mitsubishi, e le medie S60 e V70, che rappresentano la maggior parte dei modelli della gamma di quell’epoca.

Il record a livello di produttività arriva dieci anni più tardi, dopo il passaggio alla cinese Geely. Nel nel 2011 Gent festeggia i 5 milioni di auto sfornate dalla fondazione. Nel 2016 taglia il traguardo dei 6 milioni e l’anno successivo ottiene la cifra record di 265.000 unità annuali. Più di un terzo della produzione complessiva e globale di Volvo fino a questo momento è uscita dallo stabilimento belga.

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Capofila nella lotta al taglio delle emissioni

Volvo inizia con largo anticipo, rispetto alle altre case automobilistiche, la corsa alla neutralità nelle emissioni nell’impianto di Gent. Nel 2015, grazie alla collaborazione con la società belga Stora Enso e con il contributo del governo fiammingo, viene montata una conduttura per portare il teleriscaldamento in fabbrica e sfruttare l’acqua calda a 125 gradi anche per le cabine di verniciatura. Dal 2016 ai giorni nostri la nuova installazione ha ridotto il fabbisogno energetico del sito abbassandone del 40% le emissioni di CO2 e del 24% la media di quelle delle attività europee di Volvo e avvicinando l’obiettivo della neutralità da centrare entro il 2025.

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Due anni dopo, con XC40, prende il via la produzione di auto basate sulla piattaforma CMA predisposta per accogliere anche l’alimentazione elettrica. Il primo modello a batteria è, nel 2020, la XC40 Recharge a cui, da fine 2021, si affianca il modello derivato C40 Recharge, nato esclusivamente elettrico. Grazie a C40 Recharge, la casa svedese abbraccia una nuova strategia produttiva che fa leva su una maggior razionalizzazione della gamma e degli equipaggiamenti, al fine di aumentare l’efficienza anche della logistica e della produzione stessa nell’ottica di una miglior gestione delle risorse.

Fabbrica Citroen: dove nascono i modelli del Double Chevron

Fabbrica Citroen: dove nascono i modelli del Double Chevron 2

Lo stabilimento Citroen di Vigo, nel nord-ovest della Spagna, è stato costruito nel 1958 per aggirare le limitazioni all’export di auto all’estero. Questo sito, insieme agli altri nati fuori dai confini nazionali, ricopre un’importanza strategica per i colossi dell’automotive che si sono costituiti in questi anni. La fabbrica situata in Galizia, al confine con il Portogallo, è uno dei tre impianti di proprietà Stellantis in Spagna, assieme a quelli di Madrid e Saragozza ed è impegnato nella produzione dei veicoli commerciali e multispazio compatti del gruppo, tra i primi a mettere a listino varianti a batteria. L’impianto occupa una superficie complessiva di 663.876 metri quadrati e dà lavoro a 6.500 dipendenti, per una capacità produttiva di 2.250 veicoli al giorno, 406.000 l’anno, con un potenziale massimo di 547.000 veicoli l’anno.

La nascita dopo la seconda guerra mondiale

Alla fine del secondo conflitto mondiale Citroen decide di puntare sul mercato spagnolo, in crescita economica e con l’obiettivo della motorizzazione di massa, come dimostra la nascita della prima grande azienda locale, la Seat, fondata nel 1950. Per aggirare le barriere doganali bisogna creare uno stabilimento in Spagna e produrre in loco: nella primavera del 1958 apre la Citroen Hispania in località Balaidos a Vigo, che inizialmente occupa vecchi magazzini nei quali lavorano un centinaio di addetti. La scelta della città galiziana è dovuta alla presenza della cosiddetta Zona Franca e di un porto commerciale molto attivo.

Fabbrica Citroen: dove nascono i modelli del Double Chevron

L’esordio con i veicoli commerciali

All’inizio le risorse a disposizione sono limitate e, di conseguenza, i tempi di lavorazione molto lenti. La produzione parte con veicoli commerciali, la furgonetta AZU su base Citroen 2CV: il primo lotto è di sole 25 unità, destinate al Marocco, e ci vuole un mese per ultimarlo, mentre la produzione annuale si ferma a 400 veicoli. In contemporanea prende il via la costruzione dello stabilimento vero e proprio, portato a termine grazie all’acquisto di una serie di terreni agricoli per una superficie complessiva di 400.000 metri quadrati, che verrà inaugurato nell’agosto del 1959. A fine anno inizia anche l’assemblaggio della 2CV e la produzione arriva a 1.700 unità; mentre l’anno successivo sale a 3.600 con 500 lavoratori impiegati.

La produzione dei primi anni si limita a 2CV, AZU e al furgoncino Type-H; poi l’area viene allargata fino al superamento di 600.000 metri quadrati, dei quali 70.000 coperti da edifici, più o meno la superficie attuale. Alla fine degli anni ’60 arriva una prima flessione, per colpa della diminuzione della domanda sul mercato nazionale e l’aumento della concorrenza. Citroen fa partire anche a Vigo la produzione di Mehari e Dyane e in un secondo momento della GS per allargare l’offerta. La decisione dà i propri frutti: la casa francese resiste anche alla successiva crisi petrolifera di inizio anni ’70 in parte grazie alla relativa economia, anche nei consumi, delle proprie vetture.

Fabbrica Citroen: dove nascono i modelli del Double Chevron 1

L’entrata in PSA

Nel 1975 Vigo riprende il percorso di crescita con 6.000 addetti e 110.000 vetture costruite dal momento della fondazione e arriva Peugeot. Citroen viene acquistata dai connazionali ed entra nel nuovo Gruppo Psa, che sposta in Spagna anche l’assemblaggio di modelli con il marchio del Leone. Il primo, a partire dal 1977, è Peugeot 504, una delle vetture più vendute di sempre per la casa di Sochaux, a cui segue 505. La fabbrica viene aggiornata con vari macchinari, tra cui una moderna linea di saldatura flessibile robotizzata, e produce modelli di segmenti molto diversi e di successo come le Citroen AX, BX e Visa e, dal 1984, il furgoncino leggero C15 rimasto in produzione fino al 2005 per oltre 1.180.000 di unità in totale. A Vigo vengono curati anche progettazione e sviluppo, cosa che permette allo stabilimento di diventare centro di competenza per i commerciali leggeri.

Da metà anni ’90 inizia la produzione anche dei più moderni “gemelli” Partner e Berlingo, anche nelle varianti multispazio, che superano i due milioni di unità prodotte. Il ricorso a processi produttivi e logistici più moderni accresce la flessibilità dello stabilimento, in grado di sfornare modelli di varie taglie e segmenti in volumi rilevanti, tra cui la Citroen ZX, costruita in più di mezzo milione di unità in sei anni, e le successive Xsara e Xsara Picasso, che ha inaugurato la fortunata saga delle monovolume. Nel 2002 Vigo raggiunge quota 476.000 veicoli in un anno, che lo rende l’impianto Psa più prolifico al mondo; mentre nel 2007, con 547.000 unità, segna il proprio record annuale e centra il primato tra tutti i siti produttivi di Spagna. Nel 2009 celebra i 10 milioni di veicoli prodotti dal 1958, che diventano 11 milioni nel 2012 e 12 milioni nel 2015.

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La svolta elettrica

Tra il 2014 e il 2018 lo stabilimento di Vigo si ammoderna con una serie di cambiamenti, come la rivoluzione della logistica e l’implementazione delle tecnologie digitali. Le logiche di distribuzione dei componenti alle postazioni di assemblaggio e la sinergia con i fornitori vengono riviste per correggere le procedure meno efficienti e vengono realizzati due nuovi magazzini logistici. Nel 2018 Psa acquisisce anche Opel e decide di incrementare ancora la presenza sul mercato dei veicoli commerciali leggeri, scelta rafforzata dalla successiva entrata in Stellantis, che assegna all’impianto spagnolo la produzione di Berlingo e Berlingo Van, Peugeot Partner e Rifter, Opel Combo Life e Combo Cargo più il Proace City, quarto “gemello” a marchio Toyota.

Dall’autunno 2021, Vigo vede l’inizio della produzione delle varianti elettriche da poco lanciate sul mercato, che non sono le prime vetture a batteria nate in questo stabilimento. Risale al 2019 la produzione del Suv Peugeot 2008 che dal 2020 vede anche la variante 100% elettrica e-2008 che, pur nascendo da una piattaforma differente, usa lo stesso powertrain dei piccoli commerciali. A fine 2021 Stellantis annuncia la nascita di un progetto, sostenuto anche dalla regione galiziana, per un investimento complessivo di 22 milioni di euro, con l’obiettivo di accelerare la trasformazione di Vigo in fabbrica digitalizzata e “green”, consolidando il proprio ruolo nella strategia del gruppo.

La Tesla Model Y è l’auto elettrica più venduta da inizio 2023

Tesla Model Y: la piccola Tesla che dovrebbe costare meno di 40 mila dollari 4

L’inizio del 2023 è tutto di Tesla Model Y. Il Suv di Elon Musk si conferma l’auto elettrica più venduta in Europa sia a marzo che nel primo trimestre di quest’anno. Secondo i dati diffusi da Jato, società inglese di analisi specializzata nel mercato delle quattro ruote, nei primi tre mesi del 2023 sono stati immatricolati 430.700 veicoli full electric. I numeri certificano la crescita del 33% rispetto allo stesso periodo del 2022. Le vetture Tesla hanno totalizzato il 28% delle immatricolazioni di auto elettriche nel mese di marzo e il 22% in tutto il trimestre. Toyota ha fatto registrare una crescita del 437% nel trimestre, grazie alle oltre 3.700 bZ4X vendute, anche se i volumi dei veicoli elettrici del colosso giapponese restano minimi.

In calo Tesla Model 3

Sono 71.683 gli automobilisti che hanno scelto Tesla Model Y nei primi tre mesi del 2023, consentendo al Suv elettrico di compiere un’impennata del 173% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; pareggiata solo da Volvo XC40, che però non va oltre la sesta posizione con 13.786 unità. A completare il podio troviamo Model 3 (19.621, -40%) e Volkswagen ID.3 (17.316, +105%). La berlina Tesla accusa la concorrenza della sorella a ruote alte e Felipe Munoz, Global analyst di Jato, prova a spiegare il perché. “Data la popolarità dei Suv, forse non sorprende che la Model Y sia aumentata in termini di domanda rispetto alla sua omologa berlina. L’aumento della produzione, insieme a un minor numero di problemi nella catena di approvvigionamento, ha permesso a Tesla di consegnare finalmente veicoli ai propri clienti al ritmo desiderato. La Model Y sarà probabilmente tra i cinque prodotti più venduti in Europa alla fine di quest’anno”, sottolinea l’esperto.

Tesla Model Y: la piccola Tesla che dovrebbe costare meno di 40 mila dollari 5

Le auto elettriche più vendute nel primo trimestre 2023

Passando in rassegna le posizioni dopo il podio nella classifica di vendita, notiamo la Volkswagen ID.4 (16.646, +52%), seguita da Dacia Spring (14.066, +56%) e Volvo XC40. C’è posto anche per l’Italia grazie a Fiat 500e (13.543, -1%) e alla cugina francese del gruppo Stellantis, la Peugeot 208 (13.266, +48%). Chiudono la graduatoria MG 4 (12.720) e Renault Megane (10.876).

  • Tesla Model Y: 71.683 (+173%)
  • Tesla Model 3: 19.621 (-40%)
  • Volkswagen ID.3: 17.316 (+105%)
  • Volkswagen ID.4: 16.646 (+52%)
  • Dacia Spring: 14.066 (+56%)
  • Volvo XC40: 13.786 (+173%)
  • Fiat 500e: 13.543 (-1%)
  • Peugeot 208: 13.266 (48%)
  • MG 4: 12.720 (nuova)
  • Renault Megane E-Tech Electric: 10.876 (+5.565)

Human Horizons HiPhi Z: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Human Horizons HiPhi Z: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8

L’HiPhi Z di Human Horizons è una berlina elettrica dal look avveniristico, caratterizzata da una sorprendente autonomia di 700 km con una sola carica. L’azienda automobilistica cinese, già attiva sul mercato nazionale con un Suv elettrico, presenterà l’HiPhi Z in anteprima al Chengdu Motor Show di agosto, promettendo di fornire ulteriori dettagli sulla commercializzazione. In Cina, la vettura sarà venduta a prezzi compresi tra circa 88.000 e 128.000 euro, ma non ci sono ancora notizie riguardo una possibile espansione del marchio al di fuori del territorio nazionale.

Ecco la scheda tecnica della Human Horizons HiPhi Z:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio
 Alimentazioni elettrica
 Classe
 CV/kW (da)
 Prezzo (da)
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Perché comprarla

La Human Horizons HiPhi Z si presenta con dimensioni imponenti: con una lunghezza di circa 5,3 metri e una larghezza di circa 2 metri, la vettura si fa notare per le sue dimensioni generose. Tuttavia, grazie alla scelta tecnica adottata dal produttore, l’HiPhi Z risulta comunque agile anche negli spazi più stretti, senza perdere in maneggevolezza. Il passo della vettura è di circa 3,2 metri, mentre l’altezza si attesta sui 1,4 metri.

Dimensioni
Lunghezza 5.306 mm
Larghezza 2.018 mm
Altezza 1.439 mm
Passo 3.150 mm

Il design della Human Horizons HiPhi Z è senza dubbio uno dei punti di forza della vettura. Con linee complesse e geometriche, la berlina quattro porte sportiva adotta un tema originale, caratterizzato da accostamenti cromatici a contrasto per cofano, fiancate e tetto. Sul frontale, in particolare, spiccano i Led verticali, orizzontali e diagonali che creano una sorta di linguaggio grafico capace di comunicare con i passeggeri e con le altre auto.

Le fiancate, invece, presentano passaruota molto allargati rispetto alle portiere e sensori speciali per gestire l’angolo di apertura in base alla situazione circostante. Il tetto, che ospita il sensore Lidar, è caratterizzato da un taglio geometrico della parte posteriore, mentre in coda è prevista un’ala attiva. Un particolare interessante della HiPhi Z è l’inedito Star-Ring, un insieme di 4066 Led che circondano l’intera carrozzeria e che permettono di creare animazioni grafiche e di interagire con i passeggeri. La vettura monta inoltre sospensioni di alluminio a doppio triangolo anteriori e multi-link posteriori con ammortizzatori a controllo elettronico, oltre all’asse posteriore sterzante.

L’abitacolo della Human Horizons HiPhi Z si presenta innovativo e tecnologico, con un volante a due razze e un singolo display sospeso per il controllo delle funzioni principali. Inoltre, i passeggeri possono dialogare con l’intelligenza artificiale HiPhi Bot per qualsiasi necessità. Ma la vera novità degli interni è rappresentata dal braccio robotico a bordo, con una precisione di movimento di 0,001 millimetri, la cui funzione è ancora da svelare.

I quattro passeggeri, posizionati su poltrone singole rivestite di microfibra Bio-Galaxy ad alto contenimento, possono godere anche di un sistema audio Meridian con 23 diffusori. La HiPhi Z è inoltre dotata di un impressionante set di 34 sensori, incluso il lidar sul tetto, per implementare i sistemi di assistenza alla guida di livello 3 HiPhi Pilot. Il chip NVIDIA Orin X integrato nel sistema operativo proprietario QNX Neutrino permette inoltre la funzione di controllo remoto in parcheggio e il summoning, per farsi venire a prendere dall’auto in un luogo preciso.

La Human Horizons HiPhi Z monta batterie al litio da 120 kWh, che garantiscono  un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 3,8 secondi. Nonostante questi dati interessanti, l’azienda non ha ancora fornito informazioni dettagliate sulla potenza massima dei motori elettrici adottati sulla berlina quattro porte sportiva.

La Human Horizons HiPhi Z si presenta come una vettura con consumi efficienti grazie alle batterie al litio da 120 kWh che permettono di raggiungere fino a 705 km di autonomia, sebbene i calcoli siano stati effettuati nel ciclo cinese. Tuttavia, al momento non sono state fornite informazioni dettagliate sui tempi di ricarica previsti.

  • Immagine: i LED creano un design originale e l’auto ha nel complesso un aspetto futuristico e personale.
  • Adas: grazie al sistema lidar apposto sul tetto, la vettura permette di accedere agli aiuti alla guida di livello 3.
  • Interni: il livello di tecnologia a bordo è tale da coinvolgere intelligenza artificiale e bracci robotici.

BYD Dolphin: prezzi, dimensioni e caratteristiche

BYD Dolphin: prezzi, dimensioni e caratteristiche 14

BYD ha annunciato che la sua compatta elettrica, la BYD Dolphin, sarà presto disponibile anche in Italia. La vettura, che dovrebbe essere consegnata a partire dall’autunno del 2023, si presenta come una valida alternativa per chi è alla ricerca di un’auto compatta ed ecologica. La BYD Dolphin, insieme alla berlina medio-grande Seal, si affiancherà alla già presente gamma di veicoli elettrici BYD in Europa, tra cui il Suv medio Atto 3, la berlina Han e il Suv di grosse dimensioni Tang. Con un prezzo atteso di circa 35.000 euro, la BYD Dolphin è destinata a sfidare direttamente la Volkswagen ID.3 sul mercato delle auto elettriche.

Ecco la scheda tecnica della BYD Dolphin:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 345/1.310 litri
 Alimentazioni elettrica
 Classe
 CV/kW (da) 204/150
 Prezzo (da)
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Perché comprarla
Prezzi

La BYD Dolphin è una vettura dalle dimensioni ben proporzionate, che rispetta le proporzioni tipiche del Segmento C. Con una lunghezza di 4,3 metri circa, una larghezza di 1,8 metri circa e un’altezza di quasi 1,6 metri, la vettura offre spazio sufficiente per ospitare comodamente fino a 5 passeggeri. La distanza tra gli assi della vettura è di 2,metri, il che garantisce una maggiore stabilità sulla strada e un migliore comfort. Il bagagliaio, infine, vanta una capacità che va dai 345 ai 1.310 litri abbattendo il divano posteriore

Dimensioni
Lunghezza 4,290 mm
Larghezza 1.770 mm
Altezza 1.570 mm
Passo 2.700 mm

La BYD Dolphin è una berlina di segmento C dalle linee moderne ed eleganti, che attinge al mondo dei crossover con la sua posizione di guida elevata e la discreta altezza da terra. Le forme proporzionate e la linea pulita donano alla vettura un aspetto accattivante e sobrio, senza esagerazioni stilistiche.

La fiancata è caratterizzata da profonde nervature, che conferiscono un tocco di personalità alla vettura, sebbene non siano del tutto coerenti con lo stile generale. La Dolphin è disponibile in una vasta gamma di colori, tra cui il classico bianco, il nero intenso e il grigio metallizzato. Le luci a LED a forma di “L” sono slanciate e si fondono armoniosamente con la griglia anteriore, creando un frontale moderno ed elegante

L’abitacolo della BYD Dolphin offre un ambiente spazioso e confortevole per cinque passeggeri. Il design interno è semplice e lineare, con una console centrale che ospita il display touch per controllare il sistema multimediale. Il display può essere posizionato sia in verticale che in orizzontale per soddisfare le preferenze del conducente. Di fronte al volante, si trova un compatto pannello lcd che funge da strumentazione. I sedili ergonomici sono realizzati con poggiatesta in pelle vegana e offrono un’elevata comodità. Quelli anteriori sono dotati di riscaldamento e regolazione elettrica a sei vie per il guidatore e a quattro vie per il passeggero.

Le sedute posteriori sono frazionabili 60:40 e possono essere ribaltate per aumentare la capacità del bagagliaio. La vettura è dotata di numerosi sistemi di assistenza alla guida, tra cui il cruise control adattivo e l’allarme dell’angolo cieco. Inoltre, la BYD Dolphin offre quattro modalità di guida – Sport, Normal, Economy e Snow – per adattarsi a tutte le condizioni stradali e soddisfare le preferenze del conducente.

La BYD Dolphin è equipaggiata con motore elettrico a magneti permanenti da 204 CV e 290 Nm di coppia, posizionato sull’asse anteriore, in grado di offrire elevate prestazioni. Infatti, l’accelerazione da 0 a 100 km/h fa registrare solamente 7 secondi, mentre la velocità massima tocca i 160 km/h.

La BYD Dolphin monta una batteria Blade da 60 kWh con chimica al litio ferro fosfato e tecnologia Cell-to-Pack, che consente un’autonomia dichiarata di 427 km. Il powertrain elettrico 8-in-1 della vettura, che integra l’unità di controllo, il sistema di gestione della batteria, l’unità di distribuzione dell’energia, il motore, il controller del motore, la trasmissione, il DC-DC e il caricabatterie di bordo, garantisce inoltre  un’efficienza del sistema dell’89%. Per quanto riguarda la ricarica, poi,  la Dolphin può essere ricaricata sia in corrente continua (DC) fino a 88 kW di potenza, che in corrente alternata (AC) a 11 kW. Infine, il sistema a pompa di calore contribuisce a preservare l’autonomia della vettura anche a temperature basse.

  • Dimensionila compattezza della vettura trova un equilibrio fra spaziosità e agilità.
  • Internimolte e aggiornate le tecnologie a bordo, sia in fatto di infotainment che per quanto riguarda gli Adas.
  • Efficienzal’autonomia dichiarata supera largamente i 400 km, permettendo una guida quotidiana senza pensieri.

Presto apriranno gli ordini per BYD Dolphin, probabilmente entro l’estate 2023, con un prezzo di partenza stimato compreso fra i 30.000 e i 32.000 euro.

Human Horizons HiPhi Y: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Human Horizons HiPhi Y: prezzi, dimensioni e caratteristiche 6

Human Horizons ha presentato al Salone di Shanghai 2023 la sua nuova Suv elettrica HiPhi Y, terzo modello del marchio cinese dopo la Suv X e la berlina Z. La HiPhi Y si presenta con un design elegante e moderno, caratterizzato dalle porte posteriori sdoppiate, una soluzione innovativa che promette di offrire maggiore praticità e comfort ai passeggeri. La Casa cinese ha annunciato anche i suoi piani di espansione, con l’obiettivo di entrare presto sul mercato europeo e la HiPhi Y sembra essere il modello giusto per farlo, essendo stata progettata anche in vista dell’omologazione alle norme UE.

Ecco la scheda tecnica della Human Horizons HiPhi Y:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio
 Alimentazioni elettrica
 Classe
 CV/kW (da) 336/247
 Prezzo (da)
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Perché comprarla

La nuova HiPhi Y di Human Horizons si presenta come un Suv dalle dimensioni importanti. Infatti, la lunghezza di quasi 5 metri e la larghezza di quasi 2 metri la rendono più grande della X, il precedente modello della Casa cinese. L’altezza si attesta sopra gli 1,6 metri, mentre il passo si aggira intorno ai 3 metri circa. Queste dimensioni generose conferiscono alla vettura un’imponente presenza sulla strada e una spaziosità interna notevole, che permette di viaggiare comodamente anche a pieno carico.

Dimensioni
Lunghezza 4.938 mm
Larghezza 1.958 mm
Altezza 1.658 mm
Passo 2.950 mm

La HiPhi Y presenta un design esterno accattivante e innovativo, con alcune peculiarità che la rendono unica nel suo genere. Una delle soluzioni tecniche più originali è rappresentata dalle porte posteriori sdoppiate, che richiamano alla mente (almeno in parte) la Tesla Model X. Inoltre, la parte posteriore del tetto può essere aperta per agevolare l’accesso ai passeggeri, senza essere vincolata alla porta inferiore tradizionale.

Questa scelta di design non solo conferisce alla vettura un aspetto futuristico, ma permette anche di migliorare l’ergonomia e la praticità d’uso. Inoltre, la HiPhi Y è dotata di un frontale slanciato e aggressivo, con una griglia cromata che si estende fino ai fari, conferendole un’immagine moderna e sofisticata.

Purtroppo, non sono ancora disponibili foto degli interni della Human Horizons HiPhi Y, ma l’azienda ha svelato comunque alcuni dettagli. Si parla di un design futuristico e minimalista, con la presenza di un display curvo che attraverserà probabilmente l’intera larghezza del cruscotto. Inoltre, la HiPhi Y sarà dotata di un sistema di intelligenza artificiale che potrà essere controllato tramite la voce, riconoscendo i comandi del conducente e rispondendo alle sue richieste. Gli interni saranno probabilmente realizzati impiegando materiali di alta qualità e finiture di pregio, come pelle e legno, per garantire un’esperienza di guida confortevole e di lusso.

La Human Horizons HiPhi Y monta batterie al litio da 76,6 kWh o 115 kWh. I due pacchi batteria garantiscono due livelli di potenza, rispettivamente pari a 336 CV per la variante a motore singolo e 505 CV per quella bimotore.

La HiPhi Y, disponibile in due tagli di batterie da 76,6 o 115 kWh, offre un’autonomia di 810 km con una sola carica, secondo il ciclo di omologazione cinese CLTC. Tuttavia, non si conosce ancora la velocità di ricarica della vettura elettrica.

  • Immagine: le porte posteriori sdoppiate richiamano lo stile della Tesla Model X, ma con un’identità propria.
  • Abitabilità: adatta a chi cerca uno spazio interno generoso.
  • Motori: entrambe le versioni offerte sono potenti ed efficienti al tempo stesso.

MG 4 Cyberster: prezzi, dimensioni e caratteristiche

MG 4 Cyberster: prezzi, dimensioni e caratteristiche 4

MG Cyberster è il nuovo modello del marchio automobilistico di origini inglesi, rinato nato sotto la guida della Saic, che vuole tornare a rivivere la propria storia d’oro fatta di auto sportive. Finora la gamma di MG si è concentrata principalmente su Suv, berline, station wagon ed elettriche, senza però trascurare la passione per le performance. Con la Cyberster, MG torna alle sue radici e presenta un’auto sportiva dalle linee audaci e futuristiche, capace di attirare l’attenzione di chi cerca emozioni e tecnologia. La MG Cyberster rappresenta l’ennesima dimostrazione della determinazione del colosso cinese a espandersi nel mercato globale dell’auto elettrica.

Ecco la scheda tecnica della MG Cyberster:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 2
 Bagagliaio (min/max)
225 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 CV/kW (da) 314/231
 Prezzo (da)
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Perché comprarla

La MG Cyberster è una spider dalle dimensioni contenute ma dalle linee filanti e sportive. Con i suoi 4,5 metri di lunghezza, la vettura riesce a coniugare il piacere di guida con l’agilità tipica di una spider. La larghezza, di circa 1,9 metri, si sposa perfettamente con l’andamento della carrozzeria, mentre l’altezza supera di poco l’1,3 metri. Il passo, invece, si attesta poco sotto i 2,7 metri, contribuendo a garantire stabilità e tenuta di strada in ogni condizione di guida.

Dimensioni 
Lunghezza 4.535 mm
Larghezza 1.913 mm
Altezza 1.329 mm
Passo 2.690 mm

La MG Cyberster è una sportiva a due posti dal design dinamico e moderno, che si ispira alle vetture sportive del passato, ma con un’attenzione particolare all’aerodinamica e alle tecnologie elettriche. Il logo ottagonale, simbolo storico del marchio MG, è presente sulla griglia anteriore e sulle ruote, ma le forme della vettura sono decisamente più moderne rispetto alle MG del passato.

La capote di tela conferisce un tocco classico alla vettura, ma il design è tutto nuovo, con una silhouette compatta e sportiva, che sembra suggerire alte prestazioni. Con una lunghezza di circa 4,5 metri e una larghezza di circa 1,9 metri, la MG Cyberster si presenta come una vera e propria sportiva anche sotto il profilo degli ingombri.

Al momento non ci sono informazioni specifiche sugli interni della MG Cyberster, ma dalle immagini si nota che saranno caratterizzati da un design futuristico e hi-tech, con l’utilizzo di materiali di qualità e tecnologie avanzate. La MG ha dichiarato che gli interni saranno “uno spazio dedicato alla guida di una sportiva del futuro”, con un mix di comfort, lusso e tecnologia.

In particolare, saranno presenti elementi come un sistema di infotainment di ultima generazione, schermi digitali e connessione internet. Resta da vedere se ci saranno anche elementi di personalizzazione, come ad esempio la possibilità di scegliere tra diversi colori e tessuti per i sedili.

La MG Cyberster si presenta sul mercato come una vettura dalle prestazioni notevoli, grazie ad un powertrain elettrico che offre fino a 544 CV di potenza. Tuttavia, la presenza delle batterie fa sentire il suo peso sulla bilancia, con una massa che varia tra i 1.850 e i 1.985 kg. Secondo le informazioni ufficiali, saranno disponibili due versioni: una con motore singolo e trazione posteriore da 314 CV e l’altra bimotore da 544 CV, entrambe capaci di raggiungere i 200 km/h.

Non è noto il consumo di energia o l’autonomia delle batterie per la versione di produzione della Cyberster. Tuttavia, si sa che la concept presentata nel 2021 prometteva un’ampia autonomia di 800 km, il che indica una grande attenzione per l’efficienza energetica.

 

  • Motori: sebbene la presenza del powertrain elettrico possa influire sulla massa della vettura, le prestazioni si annunciano brillanti.
  • Design: la vettura attirerà l’attenzione di chi cerca un’auto dallo stile distintivo e classico al tempo stesso.
  • Esperienza di guida: per chi cerca un’auto elettrica ma non vuole all’adrenalina della guida sportiva.

Mercedes-Maybach EQS Suv: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Mercedes-Maybach EQS Suv: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Mercedes-Maybach, sinonimo di pregio e lusso, ha lanciato la nuova EQS Suv, un’evoluzione diretta del modello marchiato Mercedes, che si pone come un nuovo punto di riferimento nel panorama delle auto elettriche di lusso. Con 658 CV e 950 Nm di coppia generati da due motori sincroni a magneti permanenti, la nuova EQS 680 Suv è l’elettrica a ruote alte più potente di Stoccarda, offrendo trazione integrale e prestazioni degne di una sportiva. Nonostante il peso attorno alle tre tonnellate, la Suv a batteria brucia lo 0-100 in 4,4 secondi e raggiunge i 210 km/h di velocità massima.

Questa la scheda tecnica di Mercedes EQS-Maybach Suv:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 440 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 CV/kW (da) 658/484
 Prezzo (da)
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Perché comprarla
Prezzi

La Mercedes-Maybach EQS Suv è una vettura imponente. Con i suoi oltre 5 metri di lunghezza (con 3,2 metri circa di passo), supera di gran lunga la media delle SUV attualmente in commercio, offrendo un’abitabilità notevole. La larghezza, invece, raggiunge i 2 metri, conferendo maggiore spazio a bordo, mentre l’altezza supera gli 1,7 metri, donando alla vettura un’aria maestosa e imponente.

Dimensioni
Lunghezza 5.125 mm
Larghezza 2.034 mm
Altezza 1.721 mm
Passo 3.210 mm

La Mercedes-Maybach EQS SUV si presenta con un design moderno ed elegante, caratterizzato da dettagli esclusivi che ne fanno un’auto unica nel suo genere. Tra questi, spicca la mascherina del radiatore Maybach, che dona alla vettura un tocco di classe e raffinatezza. Le luci posteriori a LED, dal design ad elica 3D, completano l’estetica curata ed elaborata della vettura.

Come ulteriore conferma della sua eleganza, la Maybach EQS SUV consente una scelta fra esclusive vernici bicolore. I cerchi, di grande diametro (da 21 pollici quelli anteriori e da 22 pollici i posteriori), completano l’aspetto imponente e sportivo dell’auto, conferendole una presenza importante sulla strada. Complessivamente, l’esterno della Mercedes-Maybach EQS SUV cerca il connubio tra innovazione e lusso, per soddisfare i gusti dei clienti più esigenti.

Parlando degli interni della nuova Mercedes-Maybach EQS Suv, grande attenzione è stata rivolta ai sedili posteriori. Qui, il comfort è al massimo livello, grazie a comandi elettrici che permettono di personalizzare la posizione oltre al sistema di massaggio e di climatizzazione che garantiscono un relax totale durante i viaggi. La seduta è ampia e spaziosa, con morbidi cuscini e tanto spazio per gambe e testa. Con il pacchetto Chauffeur, è inoltre possibile far avanzare il sedile del passeggero anteriore, guadagnando ulteriori centimetri.

Ma non è solo una questione di comfort: la tecnologia è al servizio della comodità, con nuovi materiali fonoassorbenti che garantiscono un’esperienza di guida ancora più silenziosa, e un sistema d’illuminazione interna e un climatizzatore con filtro Hepa che garantiscono un’aria più pulita. Infine, anche la tecnologia di bordo è all’avanguardia, con l’MBux hyperscreen aggiornato in alcune funzioni, e un impianto audio Burmester di alta qualità.

La nuova Mercedes-Maybach EQS Suv è equipaggiata con due motori sincroni a magneti permanenti, che generano una potenza di 658 CV e una coppia di 950 Nm. Questa configurazione permette alla vettura di raggiungere prestazioni degne di una sportiva, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 4,4 secondi e una velocità massima di 210 km/h. Nonostante il peso di circa tre tonnellate, la trazione integrale garantisce una buona tenuta di strada e un’esperienza di guida piacevole e dinamica.

Mercedes-Maybach EQS Suv si presenta come un’auto elettrica con consumi veramente interessanti, in grado di percorrere fino a 600 chilometri con una sola carica, secondo il ciclo Wltp. La vettura monta una batteria da 108 kWh a 396 volt, che può essere caricata con una potenza massima di 200 kW, consentendo di recuperare fino a 220 km d’autonomia in soli 15 minuti. In alternativa, la vettura è dotata di un caricatore trifase da 22 kW, che permette di effettuare una ricarica completa in circa sei ore.

 

 

  • Dimensioni: le dimensioni generose offrono una buona abitabilità e un buono spazio per i bagagli.
  • Lusso: sono molti gli elementi che donano classe all’auto, dalla scelta dei materiali, al modo in cui questi sono inseriti a bordo.
  • Motori: i due motori elettrici assicurano prestazioni sportive, con tutti i vantaggi rappresentati dal “muoversi elettrico”.

I listini non sono stati ancora annunciati ma si dovrebbe partire da un prezzo di circa 170.000 euro.

Aston Martin DBS: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Aston Martin DBS Superleggera: la sportiva da 340 Km/h 13

Le Aston Martin sono il sogno nel cassetto di tutti coloro che cercano un’auto sportiva ma di classe. E tra queste, la nuova DBS, denominata Superleggera fino al MY22, rappresenta la punta di diamante della Casa britannica: il peso ridotto rispetto alle precedenti versioni e il potente motore da 725 CV garantiscono all’auto prestazioni da sportiva vera. Il tutto condito da una ricca dotazione tecnologica e dalla tipica qualità Aston Martin. La gamma si articola in due varianti di carrozzeria (la classica 3 porte Coupé e la scoperta Volante), e con la variante Ultimate include anche una serie limitata. La DBS più potente di sempre: da 770 CV.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Aston Marin DBS:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 2+2
 Bagagliaio 270 litri
 Alimentazioni Benzina
 Classe Euro 6 d-temp
 CV/kW  725/533
 Prezzo (da) 325.815 €

 

INDICE
 Novità 2023
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzi

Aston Martin ha presentato una serie limitata dedicata alla DBS che rappresenta il canto del cigno del modello . In consegna a partire dall’estate 2023, DBS 770 Ultimate sarà infatti l’ultima DBS prodotta e al tempo stesso la più potente di sempre. Con i suoi 770 CV vince il titolo di sportiva più performante mai prodotta dalla Casa inglese e grazie alla sua velocità di picco pari a 340 km/h si attesta anche questo record. Il valore di questo modello è confermato in partenza dalla produzione limitata in soli 499 esemplari (300 Coupé e 199 Volante), i quali hanno tutti trovato un compratore già prima della presentazione. Motivo innanzitutto dell’inedita messa a punto del V12 di Gaydon che dichiara 770 CV a 6.500 giri/min e 900 Nm di coppia a partire da 1.800 giri/min fino a 5.000 giri/min. Un salto di qualità permesso dall’incremento del 7% della pressione massima di sovralimentazione del turbo.

Tutta la potenza così sviluppata viene scaricata a terra da una trasmissione ZF con 8 marce, calibrata per cambi di rapporto più immediati, con l’ausilio di un differenziale posteriore meccanico. I freni carboceramici, invece, sono quelli mutuati dalla DBS “normale”. Inoltre, l’assetto è stato rivisto in senso di maggior rigidità e di ammortizzatori più precisi grazie all’aggiornamento del software di gestione elettronica. DBS 770 Ultimate esprime quindi tutta la sua unicità attraverso un design dedicato, progettato su misura. Lo dimostrano le prese d’aria maggiorate, compresa quella a forma di “U” sul cofano, gli elementi in fibra di carbonio, il diffusore specifico e i cerchi speciali da 21 pollici di derivazione Valkyrie dotati di pneumatici Pirelli P Zero 265/35 R21 all’anteriore e 305/30 R21 al posteriore. Ad una carrozzeria più aggressiva corrisponde un abitacolo ancora più sportivo, dotato di sedili Sports Plus con pelle semianilina e Alcantara, paddle di fibra di carbonio sul volante e placche con logo specifico e numero dell’esemplare.

Aston Martin DBS 770 Ultimate Volante

Dopo il debutto della variante coupé, arriva anche per la cabrio il momento di accogliere a listino l’allestimento 770 Ultimate Volante. Si tratta del modello più esclusivo della serie, disponibile in soli 199 esemplari, ancora meno rispetto ai 300 della versione coupé. Lato prestazioni, la Ultimate Volante è dotata di un potente motore V12 biturbo da 770 CV e 900 Nm di coppia, il quale le consente di raggiungere i 340 km/h di velocità massima.

Inoltre, la vettura presenta numerose modifiche rispetto alla versione base della DBS, tra cui paraurti, cofano, passaruota, cerchi in lega da 21 pollici, interni con sedili Sport Plus in pelle semi-anilina e Alcantara, e elementi di carbonio. Ai clienti che hanno prenotato un esemplare della DBS 770 Ultimate Volante è permesso accedere al programma di personalizzazione “Q by Aston Martin”, per creare dei veri e propri pezzi unici.

La nuova Aston Martin DBS Superleggera ha il classico aspetto basso e allungato delle gran turismo di grandi dimensioni: alta solo 1,28 metri, supera invece i 4,7 metri di lunghezza, con un passo che si attesta sui 2,81 metri. Come molti dei veicoli di questa categoria, lo spazio riservato ai bagagli non è moltissimo, ma comunque più che sufficiente per un weekend fuoriporta in due. Il bagagliaio ha infatti una capienza di appena 270 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.720 mm
Larghezza 1.970 mm
Altezza 1.280 mm
Passo 2.810 mm

Appena ci si accomoda a bordo della nuova Aston Martin DBS Superleggera si viene pervasi da una forte sensazione di qualità. I rivesti e gli assemblaggi sono tra i più ricercati che è possibile trovare in questo segmento di mercato. Davanti al sedile del guidatore occupa la scena il volante multifunzione a tre razze, dal disegno sportivo schiacciato ai lati. Dietro a questo spiccano i display del cruscotto digitale, che è accompagnato dal touchscreen centrale per gestire l’infotainment. Nello stesso alloggiamento in cui si trova lo schermo multimediale vengono inseriti anche i comandi del clima automatico e, più in basso, tra i sedili anteriori, i piccoli comandi del cambio.

Tanta poi la tecnologia a bordo. L’offerta di dispositivi di sicurezza e assistenti alla guida è infatti molto ampia. Tra questi spiccano l’Adaptive Damping System con tecnologia Skyhook e tre modalità (GT, Sport and Sport Plus), i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, il parking assist, il sensore pressione pneumatici e l’Aston Martin premium audio system.

Il look della Aston Martin DBS Superleggera è aggressivo ma elegante allo stesso tempo. Da vera GT. Le linee taglienti e aerodinamiche le donano un aspetto sportivo e grintoso, che rispecchia l’animo della gran turismo inglese. Il frontale è in larga parte occupato dalla grande calandra, alle cui estremità inferiori si posizionano le prese d’aria. Le nervature che partono dalla griglia evidenziano ancor di più la forma slanciata dei fari LED, mettendo in risalto anche lo stemma Aston Martin. Sono presenti altre quattro prese d’aria, due sul cofano e due poste tra ruote e specchietti retrovisori, chiamate a sfogare la grande quantità di calore generata dal propulsore.

La fiancata riprende le linee che partono dal frontale, sviluppandosi fino al retro: il disegno del veicolo risulta in questo modo slanciato, sinuoso, scolpito dalla linea di cintura bassa e dalle nervature all’altezza delle maniglie. Sul retro si compie infine il gioco di volumi, con le linee che convergono verso il portellone con al centro la scritta “Aston Martin”. Questa è ulteriormente sottolineata dai fari posteriori, disposti in orizzontale all’interno di un unico elemento, che percorre tutto il retro da parte a parte integrandosi nel portellone. La versione Volante, infine, si distingue a livello di design per la capote di tela, gli elementi di carbonio, i cerchi in lega da 21 pollici, nonché per i paraurti, il cofano e i passaruota originali.

La nuova Aston Martin DBS Superleggera monta un moderno V12 biturbo da 5.2 litri e 48 valvole capace di sviluppare 725 CV di potenza e 900 Nm di coppia. Questi dati si traducono in prestazioni eccezionali, con una velocità massima di circa 340 km/h e uno scatto 0-100 km/h in appena 3,4 secondi (3,6 nella versione Volante). Anche il cambio automatico 8 marce di tipo transaxle, ovvero montato a sbalzo dietro l’asse posteriore, è di ultima generazione, collegato a un albero di trasmissione in fibra di carbonio.

La gamma motori si è poi ampliata con Ultimate. Questa serie limitata monta infatti una versione specifica del V12 di Gaydon, capace di sviluppare 770 CV a 6.500 giri/min e 900 Nm di coppia a partire da 1.800 giri/min fino a 5.000 giri/min. Abbinata alla trasmissione ZF con 8 rapporti, ancora più rapida e fluida nei cambi di marcia, monta gli stessi freni carboceramici della DBS “base”. Grazie alla velocità di picco di 340 km/h, questa variante è la DBS più potente di sempre.

Aston Martin DBS Superleggera: la sportiva da 340 Km/h 14

Le prestazioni estreme non possono che riflettersi in consumi piuttosto alti, ma che comunque rientrano nella media della categoria. La nuova Aston Martin DBS Superleggera registra un consumo di 12,4 litri di carburante ogni 100 km su ciclo combinato, litri che su ciclo urbano salgono fino a 18, mentre scendono a 9,1 in extra urbano. Le emissioni medie di CO2 si attestano invece sui 285 g/km. I consumi di 770 Ultimate non sono ancora stati dichiarati, ma saranno certamente superiori rispetto alla versione “base”.

 

L’Aston Martin DBS è disponibile in due allestimenti e in due varianti di carrozzeria.

  • DBS: rappresenta l’allestimento di accesso alla gamma, già molto ricco.
  • Ultimate: la serie speciale che rappresenta la versione più performante e il canto del cigno del modello, disponibile per entrambe le carrozzerie.

Entrambe le varianti di carrozzeria Coupé e Volante vengono offerte con un equipaggiamento molto ricco, che include Adaptive Damping System (ADS) con tecnologia Skyhook e tre modalità (GT, Sport and Sport Plus), cerchi in lega Argento da 21″ a “Y”, pneumatici frontali 21” Pirelli P Zero 265/35/21, pneumatici posteriori 21” Pirelli P Zero 305/30/21, clima automatico, keyless entry, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, parking assist e display, sensore pressione pneumatici, allarme e funzione di blocco, Aston Martin premium audio system, touchpad, schermo LCD 8” con integrazione iPod, iPhone e USB, radio DAB con interfaccia bluetooth, sistema di navigazione satellitare integrato, camera 360°, sedili memory riscaldabili, Dynamic Stability Control (DSC), Anti-lock braking system (ABS), Electronic Brakeforce Distribution (EBD), Emergency Brake Assist (EBA), Traction Control (TC), Hydraulic Brake Assist (HBA), Positive Torque Control (PTC) Dynamic Torque Vectoring (DTV), freno di stazionamento elettrico, gruppi ottici LED, luci ambiente interne, coda con firma LED per stop e indicatori di direzione, Aeroblade II, sedili Sport Plus, rivestimenti in pelle e Alcantara, volante in pelle Obsidian Black, inserti Dark Chrome, Aston Martin Tracking.

Ultimate: Porta conducente e porta passeggero a battente, Assistenza al parcheggio posteriore e parch compl autom/perpend/uscita, indicazione spazio di parcheggio, Regolatore di velocità, Selettore modalità di guida include mappatura motore, include sterzo, include sospensioni, include controllo stabilità e include controllo trazione, Sensore di sorpasso, Sistema di controllo distanza di parcheggio anteriore, posteriore e laterale con sensore & telecamera, Sistemi di navigazione vista satellitare, memoria interna/HD, a colori, 8,00, info traffico e 20,3, Telecamera parcheggio a 360 gradi, 10 altoparlanti subwoofer, Sistema audio comprende radio AM/FM, include lettore CD integrato, digital media card, radio digitale, Sedile conducente, passeggero sportivo , riscaldati e reg. elettrica con 6 posizioni e elettrica a 2 vie, Climatizzatore a controllo automatico,, schermo a colori e 640, Rivestimento sedili in scamosciato sintetico (principale) e pelle (addizionale), Display digitale sedile pass., Sistema di ventilazione con display digitale e filtro antipolline riscaldatore motore, Volante in pelle reg. elettricamente, reg. in altezza, reg. in profondità e multifunzione, Inserti pregiati, 12,00 display multifunzionale Pannello strumenti 1 e 30,5, 8,00 display multifunzionale Plancia centrale 1, 20,3, fisso, controllo con rotella, controllo con t pad e no, 4 freni a disco con 4 dischi ventilati, Assistenza alla frenata di emergenza, Freni in ceramica, Fari principali ellissoidali , anabbagl. LED , abbagl. LED, Spoiler sul cofano post., Rivestimento lusso padiglione in scamosciato sintetico, Pneumatici anteriori con larghezza 265, profilo 35 e indice di velocità Y misura pneumatico catalogo ufficiale e 21, pneumatici posteriori con larghezza 305, profilo 30 e indice di velocità Y misura pneumatico catalogo ufficiale e 21, Ruote anteriori di lega leggera 21″, calettatura cerchio 9,5, 53,3 e 24,1, ruote posteriori di lega leggera 21″, calettatura cerchio 11,0, 53,3 e 27,9.

  • Design: lo stile ricercato, sportivo ed elegante, sono una garanzia per non passare inosservati.
  • Equipaggiamento: la dotazione di serie include tutti i migliori ADAS e assistenti di guida.
  • Motori: il V12 da 725 CV regala un’esperienza di guida indimenticabile.

Di seguito i prezzi della Aston Martin DBS aggiornato ad aprile 2023:

Aston Martin DBS Prezzo
5.2 V12 Coupe 325.815 €
5.2 V12 Volante 343.414 €
5.2 V12 Coupe Ultimate 392.622 €
5.2 V12 Volante Ultimate 410.153 €