Ferrari Purosangue: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Ferrari Purosangue: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7

Il primo Suv del Cavallino è finalmente realtà, ma lo slogan scelto da Maranello fa subito capire che ci troviamo davanti a un veicolo che esula dal tradizionale concetto di Suv: “Unlike Any Others” (ovvero “Come nessun’altra”), così viene presentata la nuova Ferrari Purosangue. Una lunghezza di quasi 5 metri, 725 CV di potenza e una velocità massima di 310 km/h, sono solo alcune delle caratteristiche che rendono questa supercar unica, portando il concetto di Sport Utility Vehicle ad un altro livello.

Ecco la scheda tecnica di Ferrari Purosangue:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 4
 Bagagliaio 473 litri
 Alimentazioni Benzina
 Classe
 CV/kW (da) 725/533
 Prezzo (da) 390.000 €
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

La nuova Ferrari Purosangue ha delle misure molto generose, che le donano un aspetto imponente: la lunghezza sfiora i 5 metri, mentre larghezza e altezza raggiungono rispettivamente i 2 metri e i 159 cm. Il passo di oltre 3 metri, poi, consente di avere tutto lo spazio necessario a bordo per viaggiare nel massimo comfort in 4 persone, con un bagagliaio da 473 litri di capacità, che possono aumentare se si abbatte la seconda fila di sedili. Rispetto al resto della gamma del Cavallino, inoltre, la Purosangue può contare su uno stacco da terra significativo, per quanto comunque inferiore alla maggior parte dei Suv: 185 mm di luce libera, che con un semplice comando può crescere di 30 mm se si viaggia entro gli 80 km/h.

Dimensioni
Lunghezza 4.973 mm
Larghezza 2.028 mm
Altezza 1.589 mm
Passo 3.018 mm

A colpo d’occhio, le linee della Purosangue ricordano gli stilemi della Ferrari Roma, permeati di una filosofia minimalista. Tuttavia, l’assetto rialzato, l’alta linea di cintura e i possenti cerchi in lega donano alla supercar un aspetto imponente.  Il frontale si fa notare per gli affilatissimi proiettori Led e per una mascherina che sfuma nel disegno delle grandi prese d’aria. La fiancata si distingue per le porte posteriori con apertura in controvento (a 79°) e viene movimentata da una nervatura che fa scivolare la vista verso il retro. Questo è caratterizzato dai sottili gruppi ottici a sviluppo orizzontale e dai doppi tubi di scarico gemellati che aggiungono un tocco di aggressività.

Sempre guardando al posteriore, spicca l’assenza di elementi tipici di ogni auto sportiva, come spoiler e splitter. Ma questo non deve far pensare che l’aerodinamica non sia stata presa in considerazione dagli ingegneri Ferrari, anzi: questa è parte integrante dello stesso design della Purosangue. Ne sono testimoni il peculiare profilo dei passaruota, pensato per ridurre le turbolenze isolando le ruote anteriori, e l’assenza dei tergicristalli posteriori, resi superflui dai flussi d’aria generati dal profilo della supercar che puliscono automaticamente il lunotto.

Entrando nell’abitacolo della nuova Ferrari Purosangue si nota subito quanta differenza fa il passo di 3 metri: lo spazio è abbondante per tutti e quattro i passeggeri, ognuno dei quali può contare su una poltrona singola con regolazione elettrica, riscaldamento e ventilazione. La prima fila, inoltre, dispone anche di diverse funzioni massaggianti. La vista e il tatto vengono inoltre appagati dai rivestimenti di altissimo livello e da materiali di prima scelta.

L’abitacolo della Purosangue si distingue poi per l’assenza di un display centrale: i due schermi da 10,2″ vengono posti dietro al volante multifunzione (per la strumentazione digitale) e di fronte al sedile del passeggero. Altra particolarità sono il sistema di infotainment (con integrazione Apple CarPlay e Android Auto) e il computer di bordo. Tutte le informazioni principali sono riportate sullo schermo del quadro strumenti e su quello posto sul lato del passeggero, entrambi da 10,2”. Parlando del telaio, Ferrari l’ha progettato da zero impiegando materiali leggeri alto-resistenziali per contenere il peso, che resta comunque superiore alle 2 tonnellate, e migliorare la rigidità torsionale del modello.

Per il momento la Purosangue sarà disponibile in un’unica motorizzazione a benzina: sotto il cofano si trova un 6.5 litri V12 aspirato che eroga fino a 725 CV a 7.750 giri e 716 Nm a 6.250 giri. Quest’unità viene abbinata di serie al cambio automatico a doppia frizione ad 8 rapporti, con l’ottava marcia destinata ai viaggi in autostrada grazie ad un rapporto più lungo. Le prestazioni, poi, non possono essere che da fuoriclasse. Infatti, la Purosangue scatta da 0 a 100 km/h in appena 3,3 secondi, mentre 10,6 secondi sono necessari per raggiungere i 200 km/h; il picco di velocità si attesta poi sui 310 km/h.

Per far fronte a questi numeri vertiginosi, Ferrari ha dotato il suo primo crossover di diverse tecnologie che portano al massimo il comfort  e la precisione di guida. Sono di serie le sospensioni attive TASV (regolate in base alla modalità di guida scelta), che riducono il beccheggio e il rollio che ci si potrebbe aspettare da un Suv, così come il Torque Vectoring anteriore per la distribuzione dinamica della coppia e il sistema a quattro ruote sterzanti.

I dati sui consumi non sono ancora stati comunicati poiché la supercar è ancora in fase di omologazione, ma possiamo presumere che vista la potenza del motore non si andrà certo al risparmio.

Il listino della nuova Ferrari Purosangue non prevede allestimenti specifici, ma le possibilità di personalizzazione sono innumerevoli. Le opzioni includono il tetto in fibra di carbonio o panoramico, i rivestimenti in carbonio per gli elementi plastici esterni, i cerchi in lega standard o forgiati, le pinze dei freni in 5 colorazioni, tre scelte per i tubi di scarico e decine di possibilità per i rivestimenti interni.

Ferrari Purosangue, inoltre, potrà essere ordinata in ben 22 tinte diverse: si va da quelle più minimal, come il Grigio Titanio o il Nero Daytona, alle più raffinate Nero Purosangue e Bianco Cervino, passando per 4 iconiche vernici rosse (Dino, Scuderia, Corsa, Mugello).

  • Stile: poche vetture sono speciali quanto una Ferrari, soprattutto se fuori dagli schemi.
  • Prestazioni: nonostante una stazza importante, il potente propulsore da 725 CV regala alla Purosangue delle prestazioni da vera supercar.
  • Piacere di guida: la dinamica di guida, secondo Ferrari, resta quella tipica dei modelli del Cavallino, anche se “a ruote alte”.

Il prezzo di listino della nuova Ferrari Purosangue è di 390.000 €, ma questo può subire grosse variazioni a seconda degli optional scelti.

Mercedes-Benz EQS Suv: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Mercedes-Benz EQS Suv: prezzo, dimensioni e caratteristiche 3

Mercedes EQS Suv è la variante “a ruote alte” della nuova ammiraglia elettrica di Stoccarda. Un tassello importante nella gamma Merceds, che sottolinea l’attenzione del marchio nei confronti di uno dei segmenti più importanti del mercato, quello dei Suv, appunto. Un vero salto nel futuro ma sempre all’insegna del lusso, stavolta per sette persone e con la tranquillità di potersi muovere anche lontano dall’asfalto. La gamma motori arriva fino a 543 CV, garantendo fino a 660 km di autonomia.

Questa la scheda tecnica di Mercedes EQS Suv:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 7
 Bagagliaio 645 – 2.100 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 CV/kW (da) 360/265
 Prezzo (da) 138.669 €

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

Come anticipato, Mercedes EQS Suv è una vera ammiraglia dalle “taglie forti”. La lunghezza supera i 5,1 metri, la larghezza sfiora i 2 metri, mentre l’altezza oltrepassa gli 1,7 metri. L’abitabilità è quasi da limousine, soprattutto grazie a un passo di oltre 3,2 metri. Il sesto e il settimo posto sono confortevoli anche per due adulti e l’accesso alla terza fila è facilitato dalla possibilità di far scorrere in avanti di 13 centimetri la fila centrale. In configurazione a cinque posti la capacità del bagagliaio è di 645 litri, che salgono a 2.100 litri abbattendo tutti i sedili. Quando si viaggia in sette, invece, restano comunque 195 litri di capienza.

Dimensioni
Lunghezza 5.125 mm
Larghezza 1.959 mm
Altezza 1.718 mm
Passo 3.210 mm

L’estetica della nuova Mercedes EQS Suv richiama il moderno corso stilistico dei modelli elettrici della Stella. Ripropone infatti il Black Panel sul frontale, la calandra nera e priva di prese d’aria. La carrozzeria è al contempo dinamica e imponente, pur mantenendo un tocco elegante. Le linee sono morbide, così da migliorare l’aerodinamica.  Nell’equipaggiamento base troviamo le maniglie a scomparsa e le pedane laterali, che migliorano lo scorrimento dei flussi d’aria sulle fiancate ottimizzando l’aerodinamica.

La carrozzeria bianca contrasta con il nero del tetto, sottolineando maggiormente il suo carattere affusolato e la piacevolezza della sua silhouette. I suoi tratti da crossover si notano innanzitutto a partire dall’altezza da terra, aumentabile di ben 25 mm semplicemente selezionando il programma Offroad, disponibile nelle varianti 4Matic. Le altre modalità di guida selezionabili dal Dynamic Select sono Eco, Comfort, Sport e Individual. Nella dotazione di serie, infine, troviamo le sospensioni pneumatiche e l’asse posteriore sterzante.

Gli interni della Mercedes EQS Suv sono eleganti e all’avanguardia. La scena è dominata dall’Hyperscreen inaugurato sulla sorella berlina. Questo sistema multimediale occupa tutta la plancia e avvolge l’abitacolo grazie a un triplo schermo contenuto in un unico pannello vetrato, lungo addirittura 141 centimetri. Il touchscreen centrale ha una dimensione di ben 17,7 pollici, mentre quello del passeggero anteriore si estende per 12,3 pollici. Entrambi sono dotati di tecnologia Oled con feedback aptico e permettono di accedere ad internet e a contenuti di intrattenimento. A ridurre il rischio di distrazioni ci pensa una telecamera di controllo dedicata, capace di oscurare il video sullo schermo del passeggero nel caso in cui il conducente lo guardi per più di due secondi. Il sistema Mbux si estende poi alla fila posteriore grazie a due schermi opzionali gestibili tramite comandi vocali o tablet sul bracciolo.

Nell’abitacolo della EQS Suv tutto ruota intorno al concetto di lusso, enfatizzato dai rivestimenti di pregio, alle modanature di legno, alle finiture e alle molte funzionalità dedicate a comfort e sicurezza. Fra i più degni di nota troviamo l’Energizing Air Control Plus con filtro dell’aria Hepa, le Digital Light che si sommano ai tanti Adas disponibili. Tra questi troviamo l’Active Distance Assist Distronic, il Blind Spot Assist e l’Active Lane Keeping. Fra gli optional troviamo invece l’Active Steering, l’Evasive Steering, il Blind Spot Assist attivo e l’Active Brake Assist con controllo del rischio di incidenti anche negli incroci.

Mercedes-Benz EQS Suv condivide l’architettura e il powetrain con la sorella berlina e il software di controllo sarà aggiornabile over-the-air. Sono tre le varianti inizialmente offerte a listino. La 450+ a trazione posteriore può sviluppare fino a 360 CV di potenza e 568 Nm di coppia motrice. La 450 4Matic a trazione integrale ha la stessa potenza di 360 CV, ma una coppia massima di 800 Nm. Al vertice della gamma si trova invece la 580 4Matic che, grazie ai due motori elettrici può contare sulla trazione integrale, e sviluppa 543 CV e 858 Nm.

La Mercedes EQS Suv impiega un pacco di batterie agli ioni di litio composto da dodici moduli, per un totale di 107,8 kWh di capacità. Si avvale inoltre del caricatore di bordo da 11 kW, in alternativa a quello opzionale da 22 kW, e di un sistema che supporta la ricarica a corrente alternata fino a 200 kW. Per quanto concerne i consumi, la 450+ da 360 CV dichiara una percorrenza di 23-18,6 kWh/100 km e un’autonomia di 536-660 km a seconda degli allestimenti. La 450 4Matic presenta invece consumi di 24-20 kWh/100 km e un’autonomia compresa fra 507 e i 613 km. La più potente 580 4Matic da 543 CV dichiara, infine, consumi di 24-20 kWh/100 km e una medesima autonomia di 507-613 km.

 

Nel listino di Mercedes EQS Suv sono disponibili quattro allestimenti:

  • Electric Art Premium (ITD): l’allestimento di accesso alla gamma, con un ampia dotazione compresa nel prezzo base
  • AMG Line Premium (ITE): riconoscibile per i cerchi in lega da 21 pollici.
  • AMG Line Premium Plus (ITF): con sedili e telematica più accessoriati.
  • AMG Line Business Class (ITG): il massimo offerto da Mercedes per la sua ammiraglia in versione SUV.

Dotazione di serie: inclusi nel prezzo per tutti i modelli Pacchetto USB Plus, Urban Guard Plus, DIGITAL LIGHT, Tetto Panorama, Sistema di assistenza per gli interni MBUX, Entertainment MBUX, Funzioni avanzate MBUX, CONNECT 20 Premium, Head-up display, Navigazione Premium MBUX, Realtà aumentata per la navigazione MBUX, Sound System Surround di Burmester, Integrazione per smartphone Android Auto e Apple CarPlay, Cielo in tessuto nero, Climatizzatore automatico COMFORTMATIC con quattro zone climatiche, Modulo di comunicazione (LTE Advanced) per l’utilizzo dei servizi Mercedes me connect, DYNAMIC SELECT, Active Parking Assist, Pacchetto Parcheggio con telecamera a 360°, Rear belt status indication in the instrument display, Nero ossidiana, Front passenger seat with seat occupancy sensor.

Electric Art Premium (ITD): Cerchi in lega da 20″ a 5 razze in nero, Pacchetto Premium, Interni Electric Art, Electric Art exterior, Tappetini in velluto, Pacchetto display, Consolle centrale in nero lucidato a specchio, Elementi decorativi dall’aspetto di struttura fine nera, Rivestimenti in pelle Nero/grigio,

AMG Line Premium (ITE): Pacchetto AMG Line Premium, Mascherina del radiatore con motivo Mercedes-Benz, Esterni AMG Line, Cerchi in lega leggera AMG da 53,3 cm (21”) a 5 doppie razze con finitura a specchio, con pneumatici, Interni AMG Line , Pacchetto display, Consolle centrale in nero lucidato a specchio, Rivestimenti in pelle Nero / Space grey.

AMG Line Premium Plus (ITF): Pacchetto AMG Line Premium Plus, Mascherina del radiatore con motivo Mercedes-Benz, Esterni AMG Line, Cerchi in lega leggera AMG da 53,3 cm (21”) a 5 doppie razze con finitura a specchio, con pneumatici, Pacchetto AIR-BALANCE, Interni AMG Line, Telematica, Pacchetto ENERGIZING , Pacchetto display , Sedili, Riscaldamento sedili posteriori , Volante, Riscaldamento del volante , Inserti di finitura interna, Consolle centrale in nero lucidato a specchio, Rivestimenti in pelle Nero / Space grey, Proiezione logo animata del motivo Mercedes.

AMG Line Business Class (ITG): AMG Line Business Class, Pacchetto Comfort acustico, Mascherina del radiatore con motivo Mercedes-Benz, Esterni AMG Line, Cerchi in lega leggera AMG da 53,3 cm (21”) a 5 doppie razze con finitura a specchio, con pneumatici, Aletta parasole estraibile, Pacchetto Comfort vanoposteriore, Pacchetto AIR-BALANCE, Interni AMG Line, Sistema di intrattenimento posteriore MBUX, Ricevitore TV, Pacchetto ENERGIZING Plus, Display head-up con Realtà Aumentata MBUX, Hyperscreen MBUX, Telefonia multifunzione, Sedili anteriori Multicontour con cuscini attivi, Riscaldamento sedili posteriori, Riscaldamento del volante, Rivestimenti in pelle nappa Nero / Space grey, Proiezione logo animata del motivo Mercedes.

  • Qualità percepita: dai rivestimenti alle finiture alle modanature, tutto all’interno di EQS Suv comunica lusso e qualità.
  • Tecnologia: l’infotainment e i dispositivi di ausilio alla guida di ultima generazione sono un vero valore per il modello.
  • Prestazioni: nonostante la mole del veicolo, la versione più potente promette ben 543 CV e un’ottima autonomia con una sola ricarica.

Di seguito il listino della Mercedes EQS Suv aggiornato a settembre 2022:

Mercedes EQS Suv Prezzo
EQS 450+ Electric Art Premium 360 CV 138.669 €
EQS 580 4MATIC Electric Art Premium 544 CV 165.991 €

Ford Mustang: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Ford Mustang Mach 1, la muscle car tutta da guidare 1

La Ford Mustang, è una delle muscle car per antonomasia. Nonché una delle pochissime sportive americane ad essere vendute ufficialmente nel nostro Paese. Nel corso di questi ultimi anni si è progressivamente aggiornata e oggi oltre al mitico V8 è disponibile anche in abbinamento ad un più sfruttabile quattro cilindri turbo di 2,3 litri.

Di seguito la scheda tecnica della Ford Mustang:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 2+2
 Bagagliaio 408 litri
 Alimentazioni Benzina
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 450/330
 Prezzo (da) 54.250 €
INDICE
Novità 2022
Dimensioni
Motori
Esterni
Interni
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzo

La nuova generazione della Ford Mustang sarà disponibile dal 2023. Da una parte si ispira all’elettrica Mach-e, per quanto riguarda la dotazione all’avanguardia in fatto di Adas e infotainment, dall’altra se ne discosta invece, scegliendo una meccanica che – in controtendenza rispetto al mercato odierno – non dà spazio all’elettrificazione. Ciò significa che troveremo sotto il cofano della nuova Mustang il ben noto V8 aspirato con trazione posteriore e cambio manuale a sei rapporti o automatico a 10 marce. La sola alternativa, per il momento, è rappresentata dal rinserimento in gamma dell’EcoBoost quattro cilindri di 2.3 litri rivisto e rinnovato. La nuova generazione di Ford Mustang presenta novità su tutti i fronti. Il design esterno è ancora più muscoloso e aggressivo, grazie alle linee più definite, mentre la nuova firma ottica a Led rinfresca sia il frontale che la coda, con giochi di luce personalizzati. Le proporzioni dell’auto restano nel solco della tradizione Mustang, ma trasmettono una sportività ancora più accentuata, sensazione ottenuta tramite l’allargamento dell’area intorno ai passaruota e all’assottigliamento del posteriore. Passando agli interni, aggiornati in maniera decisamente più radicale, non si può non partire dalla nuova plancia, che domina l’abitacolo con un unico grande elemento che unisce il display della strumentazione digitale (12,4 pollici) – rivolto verso il guidatore – a quello dell’infotainment (13,6 pollici).  Lato Adas, infine, troviamo una suite completa e al passo coi tempi – la Ford Co-Pilot 360 – con frenata automatica d’emergenza anche in retromarcia, l’Evasive Steer Assist e il sensore degli angoli bui, solo per citarne alcuni. Inoltre, se si opta per le sospensioni MagneRide i sensori di bordo mettono in funzione l’Active Pothole Mitigation che gestisce la configurazione dell’assetto in base alle asperità del percorso.

Niente rivoluzioni, come dicevamo, per quanto concerne la gamma di motori. Come accennato, la nuova Mustang sarà alimentata dalla quarta generazione del V8 aspirato di 5.0 litri. Le opzioni in fatto di trasmissione sono due: il manuale a sei marce con sistema rev-matching, oppure l’automatico a 10 rapporti. La trazione, invece, è esclusivamente posteriore, ma dotata di differenziale a slittamento limitato. Per i più sportivi c’è il Performance Pack che aggiunge barra duomi anteriore, differenziale Torsen, sospensioni MagneRide e freni Brembo. Tra le novità più succulente spicca poi la versione Dark Horse. Disponibile solo con il V8, potrà contare su una potenza massima di 500 CV grazie ai nuovi pistoni mutuati dalla Shelby GT500 della generazione precedente e al sistema di aspirazione modificato.

La nuova Mustang, giunta alla sesta generazione, conferma le sue dimensioni generose, da vera muscle car americana. Lunga poco meno di 4,8 metri, ha una larghezza che con gli specchietti supera i due metri, per un’altezza di poco superiore a 1,3 metri. Buona la capacità di carico che si attesta sui 408 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.789 mm
Larghezza 1.916 mm
Altezza 1.382 mm
Passo 2.720 mm

La Ford Mustang parla un linguaggio tipicamente americano non soltanto per il grande V8 che nasconde sotto il cofano, ma anche per il design delle sue linee. Il cofano si inarca verso il terreno aprendosi in una grande presa d’aria sul muso dove spicca l’immancabile pony, simbolo da anni del modello. Ai suoi lati trovano posto i gruppi ottici con tecnologia Led. Slanciata la fiancata, con l’immancabile sigla 5.0 subito dietro le ruote anteriori.

Il posteriore rende omaggio alle Mustang degli anni Sessanta, con i gruppi ottici costituiti da tre elementi verticali, anch’essi naturalmente a Led. Nella parte bassa del paraurti i protagonisti sono gli scarichi: due sulla versione GT e quattro sulla Mach 1. La Mustang è disponibile anche in versione cabrio con tetto in tela ad apertura elettroattuata.

Anche lo stile degli interni si ispira alle linee della prima generazione della Mustang. La forma della plancia, infatti, richiama quella del modello della prima metà degli anni Sessanta, anche se con molti elementi “tech”. Su tutti spicca il quadro strumenti digitale dalla grafica personalizzabile, mentre al centro della plancia trova posto lo schermo touch del sistema di infotainment Sync 3.

Nonostante si tratti di una coupé, la Mustang offre un’ottima abitabilità interna soprattutto per chi siede davanti. L’accesso ai due posti posteriori è più complicato e in generale se si è troppo alti difficilmente si viaggerà comodi. Detto questo, la qualità generale dei materiali e degli assemblaggi e il livello di qualità percepito è abbastanza alto. La tecnologia di assistenza alla guida disponibile a bordo delle nuove Mustang prevede il sistema di frenata automatica di emergenza, il riconoscimento dei pedoni e il mantenimento della corsia.

Come dicevamo, dopo l’uscita di scena del piccolo quattro cilindri turbo, l’unico motore disponibile per la Ford Mustang è il mitico 5 litri V8 in due livelli di potenza: 450 CV sulla GT e 460 CV sulla Mach 1. Il motore V8 5.0 con 450 CV e 529 Nm di coppia, è stato ulteriormente aggiornato per offrire più potenza e una gamma di giri più alta rispetto al passato. Il nuovo sistema multi-iniezione diretta, ad alta pressione, aumenta il rendimento ad ogni regime motore e, in abbinamento alla nuova trasmissione automatica a 10 rapporti ha consumi di 12 l/100 km ed emissioni di CO2 pari a 270 g/km. In alternativa è disponibile un più tradizionale manuale a sei rapporti.

Ford Mustang: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1

Sono due gli allestimenti disponibili per la Ford Mustang:

  • GT: rappresenta l’allestimento di accesso alla gamma.
  • Mach 1: è l’allestimento dedicato ai clienti in cerca del massimo delle prestazioni.

GT: sedili in pelle premium, cerchi in lega da 19 pollici, pinze freni nere, telecamera posteriore, sistema di infotainment Sync 3, climatizzatore automatico bizona, retrovisori elettrici, riscaldabili e ripiegabili

Mach 1: sedili in pelle luxury, cerchi in lega da 19 pollici, stripes sul cofano, pinze freni nere, cruscotto con design Mach 1, telecamera posteriore, cruise control, sistema di infotainment Sync 3, impianto audio B&O, climatizzatore automatico bizona, retrovisori elettrici, riscaldabili e ripiegabili

  • Prestazioni: grazie al motore V8 la Mustang ha prestazioni da sportiva vera.
  • Prezzo: con una base al di sotto dei 55.000 euro la Mustang è una sportiva abbordabile.
  • Immagine: con il suo look “yankee” non passa mai di moda

Ecco il listino della Ford Mustang aggiornato a settembre 2022:

Nuova Ford Mustang Coupé PREZZO
5.0 V8 GT 54.250 €
5.0 V8 Mach 1 70.000 €

 

Nuova Ford Mustang Cabrio PREZZO
5.0 V8 GT 58.750 €

 

Pressione pneumatici: ecco come controllare la pressione delle gomme

Pressione pneumatici: ecco come controllare la pressione delle gomme

Per assicurare lunga vita alla propria vettura e alle gomme, ogni automobilista accorto procede al controllo della pressione pneumatici. In tal modo ci si assicura anche di viaggiare sempre in sicurezza. Scopriamo in questa guida come monitorare correttamente la pressione gomme e le soluzioni innovative che risolvono i problemi di manutenzione.

Pressione gomme auto

Gli pneumatici sono l’unico punto di contatto tra la propria vettura e l’asfalto e per questo motivo il loro controllo periodico è di fondamentale importanza per garantire una guida in totale sicurezza. Quando la pressione delle gomme si trova ad un livello ottimale, si evitano spazi di frenata più lunghi, una minore aderenza in curva e il surriscaldamento delle gomme. Al contrario, una corretta pressione rende efficienti i consumi di carburante e le emissioni, riducendo la velocità di usura degli pneumatici.

Anticipiamo fin d’ora, però, che se osserviamo la pressione pneumatici scendere rapidamente è opportuno effettuare un controllo delle valvole. Queste dovrebbero essere sostituite ad ogni cambio gomme ed è necessario che la chiusura del tappo sia in buono stato per evitare che siano rovinate causa dallo sporco raccolto per strada.

Pressione pneumatici: ecco come controllare la pressione delle gomme 3

Pressione insufficiente o eccessiva: i rischi

Viaggiare con la pressione pneumatici inferiore a quella corretta aumenta infatti sia gli spazi di frenata in caso di guida su fondo bagnato che le probabilità di incorrere in acquaplaning. In ogni caso, anche in condizioni metereologiche più favorevoli, la pressione insufficiente rende più pesante la manovrabilità dello sterzo in manovra.

Se ci si dimentica di controllare la pressione pneumatici, e si viaggia con un valore inferiore a quello consigliato, si rischia inoltre il maggior surriscaldamento delle gomme. A lungo andare, questo fenomeno causa la deformazione delle stese ed aumenta, di conseguenza, il rischio di esplosione. La maggior resistenza al rotolamento degli pneumatici che risulta da una pressione insufficiente nelle gomme contribuisce poi a far lievitare il consumo di carburante.

Non è solo una pressione pneumatici bassa ad aumentare i rischi, ma anche un valore troppo alto può avere conseguenze negative per la propria vettura. In questo case si diminuisce l’aderenza delle gomme con l’asfalto agevolando così l’usura anticipata delle componenti dell’auto ed accelerando il consumo del battistrada.

La giusta pressione per gli pneumatici

Per capire quale sia la pressione pneumatici corretta è fondamentale consultare la documentazione del veicolo fornita dal costruttore.

La pressione pneumatici è indicata tramite l’unità di misura dei bar e, solitamente, per le gomme estive il valore oscilla tra i 2.0 ed i 3.0 bar. Per verificare la pressione gomme auto si utilizza uno strumento, denominato manometro, che viene collegato alla valvola degli pneumatici e consente di aumentare o ridurre la pressione in base al valore indicato.

Il controllo della pressione gomme auto deve essere effettuato ogni quattro settimane ed a gomme fredde. Misurare il valore della pressione pneumatici a gomme ancora calde dopo aver utilizzato a lungo il proprio veicolo non è consigliato perché l’aumento della temperature degli pneumatici può falsare il reale valore della pressione.

Cos'è il sensore pressione pneumatici e come funziona?

 

Sistemi automatici di controllo della pressione gomme

Le vetture di nuova concezione sono adesso dotate obbligatoriamente di un sistema di controllo della pressione pneumatici, denominato TPMS (“Tyre Pressure Monitoring System”), che avvisa immediatamente qualora la pressione gomme auto non sia quella standard.

Questi sensori sono obbligatori dal 1 novembre 2014, in seguito all’applicazione del regolamento europeo 661/2009. Vengono montati sugli pneumatici estivi e invernali, nonché sui 4 Stagioni. Rilevano quindi in maniera costante e accurata il livello di gonfiaggio di ogni pneumatico. Bisogna ricordare, però, che le batterie integrate in questo tipo di sensori elettrici hanno, in media, una durata di circa 6-7 anni.

Pneumatici ad azoto

Altra particolarità relativa alla pressione pneumatici riguarda il gas tramite il quale gonfiare le gomme della propria auto. Se, infatti, la maggior parte degli automobilisti è solito compiere questa operazione immettendo aria all’interno della gomma, è tuttavia possibile riempire gli pneumatici con l’azoto.

L’azoto, essendo privo di umidità, evapora molto più lentamente dell’aria e comporta, quindi, una minor frequenza nel controllo della pressione gomme auto, una maggiore sicurezza in strada ed una riduzione dei consumi.

Anche nel caso di utilizzo di azoto è comunque opportuno procedere al controllo della pressione pneumatici ogni quattro settimane giusto per verificare che le gomme non abbiano riportato danneggiamenti nell’utilizzo quotidiano.

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Riparare uno pneumatico danneggiato

Quali possibilità abbiamo nel caso di foratura di uno o più dei nostri pneumatici? Esistono sul mercato spray sigillanti per gomme, in grado di arrestare la fuoriuscita di aria con facilità. In questo caso, però, la soluzione può funzionare solo con danni minimi. Se invece la situazione è più grave si dovrà sostituire la gomma forata con una ruota (o ruotino) di scorta.

In generale, è possibile pensare di riparare una gomma danneggiata se il conducente non ha continuato a viaggiare con la gomma a terra, se il buco non supera i 6 millimetri di diametro e infine se il danno riguarda esclusivamente zona del battistrada; mentre perforazioni e rotture sui fianchi sono irreversibili.

Se si vuole procedere alla riparazione, quando possibile, sempre sotto la guida di uno specialista, la cosa più importante e smontare la gomma, per poter controllare l’integrità e la possibilità di riuso. Se è riutilizzabile, si può applicare un pezzo di riparazione in gomma, ma meglio dall’interno, perché la soluzione sia più duratura.

Ad ogni modo, il futuro degli pneumatici vede le case produttrici sempre più impegnate ad elaborare soluzioni aggiornate e innovative come le gomme a tecnologia di sigillatura integrata, già disponibili sul mercato, oppure gli pneumatici run-flat o senza camera d’aria.

Pneumatici run-flat

Con il termine pneumatici runflat o “run flat”, ovvero autoportanti, ci riferiamo a una serie di gomme che hanno preso diversi nomi e sigle nel tempo: pneumatici ZP (Zero Pressure), EMT (Extended Mobility Tyre), SST (Self-Supporting), ROF (Run On Flat), BSR, etc. Si tratta di una tecnologia già rodata per l’utilizzo sui veicoli sportivi e di fascia premium per evitare incidenti causati da una foratura improvvisa.

Le gomme runflat traggono i loro vantaggi d’uso dai fianchi rinforzati che contribuiscono a sostenere la massadella vettura e consentono la marcia anche in seguito ad una perdita di pressione. La stabilità offerta è di solito sufficiente per raggiungere l’autofficina più vicina senza il tempo e i costi che comporta un carro attrezzi. Sostanzialmente, l’impiego di run-flat ci permette di dire addio ai cambi ruota sul ciglio della strada. La ruota di scorta non sarà più necessaria, e anche la massa della vettura ne beneficerà.

In caso di foratura di uno pneumatico run-flat, la marcia può continuare per circa 80 km a una velocità massima di 80 km/h. I valori, però, possono cambiare al variare del tipo di vettura e di gomme, della temperatura esterna e della strada.

Pneumatici senza camera d’aria

Oltre agli pneumatici run-flat, il futuro delle gomme vedrà presto entrare in gioco anche una nuova tecnologia, progettata per sbarazzarsi della camera d’aria e dei problemi connessi alla possibile foratura. Secondo alcune indiscrezioni, in meno di un decennio troveremo pneumatici senz’aria di serie su alcuni veicoli, uno fra tutti in Europa la MINI Cooper SE.

I vantaggi apportati da questa soluzione non consistono soltanto nell’impossibilità di una foratura, ma anche nella diminuzione degli incidenti correlati e dello spreco di circa 200 milioni di pneumatici che diventano rifiuti ogni anno a causa di usura precoce.

La prima gomma resistente ad ogni foratura sarà la Michelin Uptis, presentata nel 2019 e pronta a ad essere montata sull’americana Chevrolet Bolt. Per progettare questo pneumatico, Michelin ha portato circa 50 brevetti in più di un decennio di prove tra laboratorio e strade di tutto il mondo.

La gomma in questione è priva di camera d’aria e utilizza invece una lamelle in fibra di vetro flessibile irrobustite in grado di reggere l’intera massa della ruota. Lo svantaggio è invece rappresentato dalla irremovibilità del cerchio in lega e dalla maggiore deformabilità rispetto ai modelli attualmente sul mercato. Quest’ultimo contro è infatti l’altro lato della medaglia della maggiore resistenza agli urti e ai percorsi accidentati.

Presto, però. Michelin sarà raggiunta dai concorrenti nella produzione di pneumatici senz’aria. Al lavoro ci sono infatti anche Goodyear, che lo sta testando sui robot di consegna della Starship, e Hankook.

Divieto di sosta e fermata: ecco cosa fare in caso di multa

Divieto di sosta e fermata: ecco cosa fare in caso di multa

Fra i cartelli più capaci di confondere gli automobilisti, e quindi di procurare numerose sanzioni, troviamo di certo il divieto di sosta e fermata. In sintesi, la fermata definisce una sospensione della marcia per un breve periodo, mentre la sosta si prolunga nel tempo. In questa guida illustriamo le disposizioni del Codice della Strada in materia e le indicazioni su come comportarsi qualora venga notificata una multa.

Divieto di sosta e di fermata: quali differenze?

Innanzitutto entrambi i divieti sono rappresentati da segnali verticali (art. 38 del Codice della Strada) definiti dall’art.38 del CdS di “prescrizione”, nel senso che obbligano o pongono limiti al conducente e sono piazzatidove inizia e dove termina la validità di tale regola.

Il segnale di divieto di sosta ha una forma circolare ed è incorniciato di rosso, presenta uno sfondo blu e un’unica fascia diagonale in rosso che. Nelle strade extraurbane, indica un divieto di sosta continuo, anche di notte. Nelle strade urbane, vieta la sosta dalle 8 alle 20, eccezion fatta per pannelli aggiuntivi e specifici.

Il segnale che vieta la fermata vede invece una coppia di bande rosse diagonali incrociate. Quando lo si osserva, significa che è vietata sia la sosta che la fermata sono vietate e, generalmente, è fatto divieto di qualsiasi arresto volontario dell’auto.

Divieto di sosta e fermata: ecco cosa fare in caso di multa 1

La differenza fra sosta e fermata è principalmente temporale, la prima è prolungata, mentre la seconda è di breve durata. Il punto è che durante una fermata, che in ogni caso non può ostacolare la circolazione, il conducente deve essere sempre pronto a ripartire; è allontanandosi dall’auto che si configura la situazione di sosta. Per questo ci si può fermare anche di fronte a un divieto di sosta, mentre davanti a un divieto di fermata di certo non si potrà neanche sostare.

Se, infine, bisogna sostare a causa di un’emergenza rappresentata per esempio da avaria o malessere fisico, si configura una fattispecie a sé.

La sosta di emergenza rappresenta, invece, un caso a parte: questo tipo di sosta prevede l’interruzione della marcia quando il veicolo è inutilizzabile a causa di un’avaria, oppure l’arresto è necessario per malessere fisico del conducente o di un passeggero.

Come posizionare il veicolo in caso di sosta o fermata?

In mancanza di cartelli che specificano i divieti in vigore, ci si potrà fermare parcheggiando l’auto parallelamente alla strada e lasciando – in assenza di un marciapiede, uno spazio maggiore o uguale ad un metro per i pedoni; comunque avendo cura di essere quanto più vicini possibili al lato destro della carreggiata. Si potrà parcheggiare anche sul lato sinistro solo in caso di sensi unici di marcia, e ad ogni modo consentendo un passaggio agevole agli altri veicoli.

Se invece siamo in presenza di spazi dedicati ai parcheggi, la vettura deve essere posizionata entro le linee di demarcazione. Nell’eventualità di una sosta a tempo limitato, bisognerà anche esporre il disco orario con l’ora di arrivo indicata. In ogni caso, infine, bisogna ricordare di spegnere il motore del veicolo prima di abbandonarlo.

Multa divieto di sosta e fermata

Il nostro Codice della Strada disciplina in maniera chiara il divieto di sosta e fermata. Con la prima si indica l’interruzione della marcia del mezzo protratta per un apprezzabile lasso di tempo, mentre con la seconda ci si riferisca ad una sosta temporanea che normalmente non implica l’allontanamento del conducente dal veicolo.Sono più diffusi i cartelli di divieto di sosta rispetto a quelli che vietano la fermata, proprio a causa della differenza temporale fra le due situazioni.

L’art. 158 cds dispone il divieto di sosta e fermata, anche in assenza di cartelli, nei seguenti casi:

  • la sosta è vietata in corrispondenza dei passaggi a livello ma non in loro prossimità;
  • nelle gallerie;
  • nei sottovia;
  • sotto i sovrapassaggi,
  • sotto i fornici e i portici, salvo diversa segnalazione;
  • sui dossi e nelle curve e, fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimità;
  • in prossimità di segnali stradali verticali e semaforici, in modo da impedirne la vista, nonché in corrispondenza dei segnali orizzontali di preselezione e lungo le corsie di canalizzazione;
  • fuori dei centri abitati;
  • in corrispondenza e in prossimità degli incroci stradali;
  • nei centri abitati la fermata è vietata in prossimità delle aree di intersezione, a più di 5 metri, salvo diversa segnalazione;
  • sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti, nonché sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime; sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione.

Inoltre, sempre l’articolo 158 Codice della Strada, disciplina i casi in cui è vietata la sosta mentre è consentita la fermata e sono i seguenti:

  • allo sbocco dei passi carrabili;
  • dovunque venga impedito l’accesso ad un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo la sosta è vietata dovunque venga impedito lo spostamento di veicoli in sosta;
  • in seconda fila, salvo che si tratti di due veicoli a due ruote;
  • negli spazi riservati alla fermata degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia e, ove questi non siano delimitati, a una distanza dal segnale di fermata inferiore a 15 m, nonché negli spazi riservati allo stazionamento dei veicoli in servizio di piazza;
  • sulle aree destinate al mercato e ai veicoli per il carico e lo scarico di cose, nelle ore stabilite; sulle banchine, salvo diversa segnalazione; negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide e in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli;
  • nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici;
  • nelle aree pedonali urbane; nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati;
  • negli spazi asserviti ad impianti o attrezzature destinate a servizi di emergenza o di igiene pubblica indicati dalla apposita segnaletica;
  • davanti ai cassonetti dei rifiuti urbani o contenitori analoghi; limitatamente alle ore di esercizio, in corrispondenza dei distributori di carburante ubicati sulla sede stradale ed in loro prossimità sino a 5 m prima e dopo le installazioni destinate all’erogazione;
  • Nei parcheggi destinati alla ricarica delle auto elettriche.

Le sanzioni pecuniarie per divieto di sosta e fermata

Sempre l’articolo 158 dispone gli importi delle multe in caso di divieto di sosta e fermata. Violare uno qualunque dei divieti di sosta e fermata, nonché violare il divieto di sosta relativo a spazi e carreggiate riservate ai mezzi pubblici e ai mezzi di persone invalide, comporta una multa da un minimo di 41 euro ad un massimo di 168 euro, per ciclomotori e motoveicoli a due ruote, e una multa da un minimo di 87 euro ad un massimo di 344 euro per tutti gli altri mezzi, mentre in tutti gli altri casi previsti dall’art. 158 cds la multa può essere pari nel minimo a 25 euro e nel massimo a 100 per ciclomotori e motoveicoli a due ruote, mentre può andare da un minimo di 42 ad un massimo di 173 euro per tutti gli altri mezzi.

Le sanzioni si applicano per ogni giorno nel quale continua la violazione. L’infrazione del divieto di sosta non comporta la decurtazione dei punti dalla patente, fatta eccezione per le violazioni più gravi, per cui si possono perdere fino a 2 punti.

Cosa fare in caso di multa per divieto di sosta e fermata

Sarà possibile pagare la sanzione entro cinque giorni dall’avvenuta notifica, beneficiando così di uno sconto pari al 30% dell’importo. Se l’infrazione è stata contestata sul posto, tramite verbale, i cinque giorni decorrono da quel momento.
Infine, per i veicoli che infrangono il divieto di fermata, si procederà alla rimozione forzata.

Qualora vi sia stata notificata una multa per divieto di sosta e fermata potrete valutare l’ipotesi del ricorso presso il Giudice di Pace territorialmente competente, affrontando un costo della pratica di 43 euro. Le ragioni che possono spingere a proporre opposizione alla sanzione possono essere varie, come la errata indicazione dei dati del veicolo o del luogo dove è stata rilevata l’infrazione sino alla assenza della apposita segnaletica orizzontale o verticale.

Se invece si decide di presentare ricorso al Prefetto, altra opzione comunque percorribile, il tempo per farlo è di 60 giorni e la pratica è gratuita. È bene considerare le reali possibilità di vincere il ricorso, portando prove concrete dell’ingiustizia della sanzione e possibilmente anche testimoni.

 

 

Peugeot e-308: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Peugeot e-308: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Con la nuova generazione, la Peugeot 308 ha compiuto un passo avanti notevole sotto svariati punti di vista e ora, per la prima volta nella storia del modello, verrà declinata anche in un’inedita variante 100% elettrica. SI chiama Peugeot e-308 e approderà nelle concessionarie verso la metà del 2023, sia in versione hatchback che station wagon. La 308 elettrica sarà spinta da un propulsore da 156 CV alimentato da una batteria di nuova generazione da 54 kWh e potrà contare su una dotazione specifica piuttosto all’avanguardia.

Ecco la scheda tecnica di Peugeot e-308:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 CV/kW (da) 156/115
 Prezzo (da)
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

Anche se il marchio francese non ha ancora dettagliato tutte le specifiche delle nuove 308 elettriche, possiamo presumere che le dimensioni saranno simili a quelle degli attuali modelli con motore endotermico dato che come questi sarà assemblata sulla piattaforma Emp2. La versione hatchback dovrebbe raggiungere i 4 metri e i 37 centimetri di lunghezza, con altezza e larghezza rispettivamente di 144 e 185 cm. Come accennato, però, anche la variante elettrica della 308 avrà una versione station wagon, che aggiunge 30 cm in lunghezza: la Peugeot e-308 SW potrà quindi vantarsi di essere la seconda vettura familiare elettrica ad entrare sul mercato, dopo l’avvento della MG5.

Dimensioni Hatchback Station Wagon
Lunghezza 4.367 mm 4.636 mm
Larghezza 1.852 mm
Altezza 1.444 mm
Passo 2.675 mm 2.732 mm

L’estetica della nuova Peugeot e-308 mostra alcune differenze rispetto ai modelli con motore “tradizionale”: sono stati rivisitati sia il design della calandra che quello del sottoscocca e anche i cerchi da 18″ sono stati ottimizzati da un punto di vista aerodinamico per migliorare l’efficienza della vettura.

Nella vista laterale, la bassa linea di cintura movimenta una fiancata molto pulita, slanciando la figura della vettura. Sul retro, infine, troviamo nuovamente dei gruppi ottici Led, disposti in sottili elementi orizzontali, che sottolineano il grosso lunotto posteriore. Inoltre, elementi estetici specifici si accompagneranno ad ogni allestimento, anche se Peugeot a riguardo non ha ancora rivelato molti dettagli.

Anche l’abitacolo riprende il design delle più nuove 308, includendo diversi elementi tecnologici che regalano all’elettrica un look piuttosto all’avanguardia. Dietro il volante multifunzione troviamo il display del Peugeot i-Cockpit dedicato alla strumentazione digitale, mentre al centro della plancia trova posto il sistema di infotainment con touchscreen da 10″.

Peugeot e-308: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

A bordo, inoltre, saranno presenti anche diversi sistemi di assistenza alla guida e di sicurezza. Oltre al selettore delle modalità di guida (ECO, NORMAL, BRAKE e SPORT), la nuova Peugeot e-308 sarà dotata di Cruise Control adattivo con Stop&Go, del sistema attivo di monitoraggio dell’angolo cieco a lunga portata (75 metri) e del Rear Traffic Alert. 

Per il momento è stata annunciata una sola motorizzazione elettrica per la nuova Peugeot e-308.  Il propulsore, alimentato da una batteria da 54 kWh, avrà una potenza di 156 CV e una coppia di 260 Nm, per una reattività immediata.

La Peugeot e-308 è dotata di una batteria di nuova generazione, un accumulatore ad alta tensione da 54 kWh (51 kWh utili) composto all’80% di Nichel, per il 10% di Manganese e per il 10% di Cobalto, che dovrebbe consentire, in base all’allestimento scelto, un’autonomia di oltre 400 km (ancora in fase di omologazione). Inoltre, la casa dichiara anche degli ottimi tempi di ricarica: collegandosi a una colonnina da 100 kW, è possibile passare dal 20% all’80% in meno di 25 minuti.

Non si conoscono ancora i dettagli sugli allestimenti della Peugeot e-308, ma quelli disponibili dovrebbero essere quattro: Allure, Excellence, Emotion e GT.

  • Batteria innovativa: il pacco batterie di nuova generazione regala alla e-308 un’ottima autonomia e dei tempi di ricarica piuttosto brevi.
  • Station Wagon: le familiari elettriche sono al momento più uniche che rare.
  • Tecnologia: la nuova elettrica Peugeot potrà contare sulle migliori dotazioni, come l’i-Cockpit e le funzioni i-Connect Advanced.

I prezzi di Peugeot e-308 non sono ancora stati comunicati.

Le 5 auto elettriche più veloci al mondo

Le 5 auto elettriche più veloci al mondo

Per molto tempo siamo stati abituati ad associare le auto elettriche a modelli generalmente molto lenti, pensati tendenzialmente per un utilizzo urbano. Ma i powertrain elettrici, pur senza emettere alcun suono, sono in grado in realtà di assicurare prestazioni degne (se non superiori) delle più blasonate supercar. Grazie alla coppia istantanea e alla gestione elettronica della potenza, le moderne auto elettriche sono capaci di scattare da 0 a 100 km/h in un battito di ciglia.

La nostra Top 5

Abbiamo quindi raccolto i cinque modelli a batteria più veloci nel raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo, che è oggi possibile acquistare. Il mondo delle elettriche esula dai tradizionali “segmenti di mercato” e così, non stupisce che nelle primissime posizioni, accanto a modelli dichiaratamente sportivi, trovino posto anche berline concettualmente pensate anche per fare il classico e tranquillo tragitto casa-lavoro. Ma andiamo con ordine.

Le 5 auto elettriche più veloci al mondo 1

Rimac Nevera

Al primo posto la creatura del giovane brand croato: la Rimac Nevera. Si tratta si un vero e proprio mostro su quattro ruote con due soli posti e un’incredibile potenza di ben 1.914 CV. Un numero esorbitante generato da una batteria da 120 kWh e distribuita su tutte e quattro le ruote attraverso ben quattro motori elettrici che permettono al modello di raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo in appena 1,97 secondi. Anche la velocità massima non è da meno: 412 km/h. Praticamente un record per le elettriche.

  • Potenza: 1.914 CV
  • 0-100 km/h: 1,97 secondi
  • V-max: 412 km/h

Tesla Model S: prezzo, dimensioni, caratteristiche 4

Tesla Model S

Al secondo posto della nostra classifica troviamo una “tranquilla” berlina. Si tratta della Tesla Model S, che nella variante Plaid si trasforma in una vera e propria supercar in formato famiglia e a zero emissioni. A sua disposizione ci sono 1.020 Cv, che bastano a lanciare la tre volumi di palo alto da 0 a 100 km/h in soli 2,1 secondi. Di tutto rispetto anche la velocità massima, che si attesta sui 322 km/h.

  • Potenza: 1.020 CV
  • 0-100 km/h: 2,1 secondi
  • V-max: 322 km/h

Tesla Model X: prezzi, dimensioni e caratteristiche 12

Tesla Model X

E dopo una berlina, in questa top 5 c’è spazio anche per un Suv. Si tratta della Tesla Model X. La variante più estrema del Suv di Elon Musk è spinta da ben tre motori molto particolari, con rivestimento in fibra di carbonio, in grado di sviluppare insieme una potenza massima di ben 1.020 CV, sufficienti a spingere la Model X da 0 a 100 km/h in appena 2,6 secondi. Un record assoluto per la categoria.

  • Potenza: 1.020 CV
  • 0-100 km/h: 2,6 secondi
  • V-max: 262 km/h

Maserati GranTurismo Folgore: prezzi, dimensioni e caratteristiche 5

Masertati GranTurismo Folgore

Spazio ad un po’ di orgoglio tutto italiano. La Maserati GranTurismo Folgore sarà in vendita a partire dal prossimo anno e appena arriverà nelle concessionarie, sarà tra le elettriche più veloci sul mercato. Batteria da circa 90 kWh, tre motori elettrici e ben 1.200 CV di potenza massima, per uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 2,7 secondi. Il tutto, mentre si corre guida immersi nel lusso e nell’eleganza che solo Maserati sa regalare.

  • Potenza: 1.200 CV
  • 0-100 km/h: 2,7 secondi
  • V-max: 230 km/h

Porsche Taycan: esterni

Porsche Taycan

Chiude la nostra speciale classifica un’altra berlina con tanta voglia di essere una supercar. Si tratta della Porsche Taycan in versione Turbo S. Si tratta della più potente della gamma e grazie alla trazione integrale e al cambio a due rapporti (una vera rarità tra le elettriche) è capace di raggiugere i 100 km/h in soli 2,8 secondi. Il tutto con famiglia e bagagli al seguito.

  • Potenza: 761 CV
  • 0-100 km/h: 2,8 secondi
  • V-max: 260 km/h

Suzuki S-Cross Hybrid: prezzi, dimensioni e prova su strada

Suzuki S-Cross Hybrid: prezzi, dimensioni e prova su strada

Presentata nel 2013 e aggiornata nel 2018, arriva ora per la Suzuki S-Cross il momento di passare alla nuova generazione che, pur rimanendo sviluppata sul pianale della serie precedente, evolve completamente non soltanto lo stile, ma anche i contenuti. La nuova 4×4 giapponese, infatti, è ora più tecnologica, connessa e sicura, grazie a una suite di Adas che assicura la guida autonoma di Livello 2. Il tutto, mantenendo inalterate le dimensioni e la possibilità di scegliere tra il cambio manuale o automatico e tra la trazione anteriore o integrale. E poi, a completare il tutto ci pensano due efficienti powertrain ibridi.

Ecco la scheda tecnica della Suzuki S-Cross Hybrid:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 430/1.260 litri
 Alimentazioni Ibrida
 Classe Euro 6D
 CV/kW (da) 129/95
 Prezzo (da) 29.090 €

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motorizzazioni
Configuratore
Consumi
Prova su strada
Perché comprarla
Prezzo

Le dimensioni della nuova Suzuki S-Cross Hybrid restano esattamente le stesse della generazione uscente, nonostante le nuove linee della carrozzeria la facciano sembrare più grande di quanto non sia in realtà.  La lunghezza è di 4,30 metri, mentre il passo di ben 3,60 metri assicura centimetri in abbondanza soprattutto per chi siede dietro. Buona anche la capacità di carico che va da un minimo di 430 litri e arriva ad un massimo di 1.260 litri abbattendo gli schienali della seconda fila di sedili.

Dimensioni
Lunghezza 4.300 mm
Larghezza 1.785 mm
Altezza 1.585 mm
Passo 2.600 mm

Conservate le proporzioni, lo stile della nuova Suzuki S-Cross Hybrid è stato completamente stravolto. A tracciarne le linee sono stati i designer del centro stile Suzuki di Robassomero, in provincia di Torino, uno dei tre centri stile del costruttore giapponese. Il frontale è ora dominato da una grande calandra che custodisce al centro il logo Suzuki. Accanto a questa si sviluppano i gruppi ottici, dotati di illuminazione full-led di serie.

Cambia anche la vista laterale, dove ora spiccano i nuovi passaruota dalla forma maggiormente squadrata e al più forte sapore fuoristradistico, mentre nel posteriore i veri protagonisti sono i gruppi ottici. Questi hanno una finitura argentata, sono a Led e sono collegati l’uno all’altro da una sottile striscia cromata che attraversa il portellone, subito sotto il lunotto.

Tutto nuovo è poi anche l’ambiente interno. La plancia è stata profondamente rivista e ora grazie ad un inserto in ecopelle nella sezione davanti al passeggero trasmette un più alto livello di qualità percepita. Qualità che passa anche attraverso i nuovi contenuti tecnologici del modello che trovano la loro massima espressione nel rinnovato sistema di infotainment. Questo è gestibile attraverso lo schermo touch posizionato a sbalzo al centro della plancia: ha una diagonale di 9 pollici e include Apple CarPlay e Android Auto. Inoltre, s di esso vengono proiettate le immagini catturate da una nuova telecamera a 360 gradi.

Il quadro strumenti, invece, continua a puntare sulla fusione di elementi analogici, rappresentati dal contachilometri e dal contagiri, ad elementi digitali quali un piccolo computer di bordo con schermo a colori sul quale vengono proposte anche le informazioni sul funzionamento in tempo reale del sistema ibrido. Detto della tecnologia, ottimo è anche lo spazio a bordo, anche per chi siede dietro: la panca è lunga e non affatica nemmeno nelle trasferte più lunghe e il vano di carico con i suoi 430 litri e la forma molto regolare è sempre facilmente sfruttabile.

La nuova Suzuki S-Cross Hybrid viene proposta in abbinamento ad un solo propulsore a benzina abbinato ad un sistema mild-hybrid a 48 V. Si tratta del 1.4 BoosterJet a 4 cilindri e 16 valvole, che genera un massimo di 129 CV per 235 Nm. Il motore elettrico, che ha funzione di generatore e starter, quando la batteria a 48 V è sufficientemente carica regala poi un surplus di potenza di 13,6 CV.

Novità targata 2022 all’interno della gamma S-Cross è rappresentata dall’arrivo di un’inedita versione Full-Hybrid. Sono tre i protagonisti che lavorando in sinergia si occupano di spingere questa nuova versione: il motore 1.5 a 4 cilindri a ciclo Atkinson capace di sviluppare una potenza massima di 102 CV e una coppia massima di 129 Nm disponibile a 6000 giri, il nuovo modulo ibrido composto da un motogeneratore dalla potenza massima di 24 kW che può contare su un pacco batteria di maggiori dimensioni (56 celle da 2.5V per un totale di 140V) montato nella parte inferiore del baule e integrato con il modulo inverter; e per ultimo il cambio robotizzato AGS capace di cooperare con il motore elettrico, che intervenendo durante i cambi marcia rende questa fase più fluida e lineare. Il lavoro congiunto di questi tre elementi assicura una potenza massima di 116CV. Il tutto, in abbinamento alla trazione anteriore o integrale.

Gli allestimenti disponibili sono due:

  • Top+: è l’allestimento di accesso alla gamma già dotato di una dotazione completa.
  • STARVIEW: l’allestimento top di gamma (unico disponibile per la motorizzazione Full-Hybrid), che aggiunge il tetto panoramico e il cambio automatico.

Top+: Cerchi da 17” bicolor, Fari anteriori full LED e Fari posteriori a LED, Volante regolabile in altezza e profondità, Climatizzatore automatico bizona, sistema di infotainment con schermo da 9 pollici, comandi al volante, Fendinebbia con cornice Chrome, Luci DRL a LED, Bracciolo centrale anteriore, Sensore luce e sensore pioggia, Telecamera 360, Volante in pelle, Keyless push start system & Keyless entry, Apple CarPlay, Android Auto, impianto audio MP3, USB, Bluetooth, comandi al volante, Privacy glass, Adaptive Cruise Control

Starview: aggiunge il tetto panoramico e il cambio automatico.

La versione con trazione anteriore e cambio manuale dichiara 5,3-5,6 l/100 km, con un leggero rialzo per quella a cambio automatico, che consuma 5,8-6 l/100 km. Meno efficienti le versioni a trazione integrale: la S-Cross 4WD con cambio manuale registra un consumo di 5,9-6,1 l/100 km, mentre il modello con cambio automatico ha bisogno di 6,1-6,5 l/100 km.

Suzuki S-Cross Hybrid

Abbiamo messo alla prova la nuova Suzuki S-Cross Hybrid sulle strade collinari che circondano Firenze nel corso della presentazione nazionale del modello. Bastano pochi chilometri a bordo del rinnovato Suv giapponese per apprezzare il buon lavoro svolto dai tecnici Suzuki sul fronte dell’insonorizzazione. A velocità costante la voce del propulsore è appena percettibile e anche i fruscii aerodinamici sono piuttosto contenuti. Il discorso cambia quando con la variante dotata di cambio automatico si chiede potenza affondando il piede destro sul gas. In tal caso i giri schizzano in alto velocemente, con un conseguente aumento della rumorosità. Sempre a proposito del motore, questo spinge con decisione fin dai bassi regimi, con il sistema ibrido che interviene in supporto del motore endotermico soprattutto nella prima fase di spinta ad esempio nelle ripartenze o durante un sorpasso.

Suzuki S-Cross Hybrid: prezzi, dimensioni e caratteristiche 12

Nonostante la vocazione tutt’altro che sportiva, la S-Cross Hybrid se la cava discretamente bene anche in messo alle curve. Merito più che di una particolare messa a punto dell’assetto, del peso molto contenuto della vettura che, anche con la trazione integrale e il cambio automatico non supera mai i 1.385 kg. Un vantaggio questo non soltanto in termini di handling, ma anche per quel che concerne il contenimento dei consumi e delle emissioni. Con la trazione integrale poi, il cui funzionamento è gestibile elettronicamente attraverso un apposito selettore sul tunnel centrale, è possibile affrontare con serenità anche qualche tratto offroad senza particolari patemi, anche grazie alla generosa altezza da terra di 17,5 centimetri.

Suzuki S-Cross Full-Hybrid

Bastano pochi chilometri al volante della variante Full-Hybrid della S-Cross per rendersi conto dell’ottimo lavoro svolto dai tecnici giapponesi nella messa a punto generale della vettura. Lo sterzo è morbido ma dà sicurezza e rende la guida tra le curve una piacevole esperienza. Anche l’assetto ha una taratura piuttosto morbida e riesce a garantire un buon livello di comfort. Le diverse modalità di guida disponibili poi, permettono di modificare la risposta dell’acceleratore e la strategia di intervento dei due motori, quello elettrico e quello benzina, con il fine di minimizzare i consumi e allo stesso tempo soddisfare le richieste di potenza del conducente. Selezionabile tramite un apposito tasto, posto alla sinistra del volante, c’è poi la modalità ECO: durante le accelerazioni o quando si guida a velocità costante, l’uso del motore elettrico prevale, andando a coprire quelle fasi di guida in cui l’efficienza del motore termico è minore.

Suzuki S-Cross Hybrid: prezzi, dimensioni e prova su strada 12

La trazione in modalità puramente elettrica è possibile fino ad una velocità di 80 km/h. L’intervento del motore elettrico è apprezzabile anche durante i cambi marcia, soluzione che garantisce una trazione continua e che permette di sopperire alla maggiore lentezza del cambio AGS rispetto ad un classico doppia frizione. Da vera 4×4 (ma c’è anche a trazione anteriore), la S-Cross diverte anche nell’offroad. L’albero di trasmissione meccanico si occupa di trasferire la coppia fino all’asse posteriore garantendo la trazione a tutte e quattro le ruote indipendentemente dallo stato di carica della batteria. Il sistema 4WD AllGrip Select rimane invariato e si occupa di gestire la ripartizione di coppia tra asse anteriore e asse posteriore in base alla modalità di guida scelta.

  • Versatile: il motore ibrido le permette di contenere i consumi, mentre e la trazione integrale la rende adatta anche alla guida offroad.
  • Design: tutto nuovo lo stile, parla un linguaggio stilistico inedito, che porta la firma del centro stile italiano del brand.
  • Prezzi: semplice la gamma, con due soli allestimenti e prezzi piuttosto contenuti.

Di seguito ecco il listino prezzi della Suzuki S-Cross Hybrid aggiornato a Settembre 2022:

Suzuki S-Cross Hybrid Prezzi
1.4 BoosterJet 2WD 6MT Top+ 29.090 €
1.4 BoosterJet 4WD 6MT Top+ 31.790 €
Suzuki S-Cross Full-Hybrid Prezzi
1.5 Dualjet 140V 2WD Starview 32.890 €
1.5 Dualjet 140V 4WD Starview  35.590 €

 

In Francia si noleggia l’auto elettrica a 100 euro al mese

La Francia è intenzionata ad aiutare le famiglie meno abbienti attraverso il noleggio di una vettura elettrica a prezzo calmierato. Il governo francese vuole tenere fede alla promessa fatta dal presidente Emmanuel Macron durante la recente campagna elettorale che lo ha portato alla rielezione.

I dettagli del piano sono ancora in fase di sviluppo, anche se recentemente il ministro dell’Azione e dei Conti pubblici Gabriel Attal ha confermato alla televisione francese LCI l’intenzione dell’esecutivo di mettere in atto la misura.

Noleggio a soli 100 euro al mese

Il progetto, ancora da definire e mettere a punto nei particolari, prevede la possibilità per le famiglie con reddito basso di poter noleggiare un’automobile a zero emissioni con un canone mensile di 100 euro, cifra molto più bassa rispetto al costo di mantenimento di un veicolo ad alimentazione tradizionale, come si è affrettato a puntualizzare il ministro Attal.

Massimo riserbo anche sui modelli che potranno essere noleggiati con l’incentivo pubblico, ma quasi sicuramente saranno utilitarie entry-level. In totale si parla di circa 100mila vetture a disposizione dei cittadini che ne avranno diritto; mentre i contratti dovrebbero avere una durata di 7-8 anni, con possibilità finale di acquisto. In attesa di ulteriori dettagli, sappiamo che l’operazione sarà finanziata dalla banca Crédit Agricole.

Ricarica auto elettrica

Gli altri incentivi statali

Il “leasing sociale” (termine usato dal presidente Macron) andrà a sommarsi agli altri aiuti decisi dalla Francia al fine di incentivare la mobilità sostenibile. Al momento gli automobilisti francesi possono beneficiare di 6.000 euro di bonus per l’acquisto di una vettura elettrica con un costo inferiore ai 47.000 euro; inoltre c’è il maxi-piano da 30 miliardi di euro annunciato dallo stesso Macron, che prevede 4 miliardi riservati ai trasporti. Infine c’è l’incentivo da 4.000 euro per chi abbandona l’auto a combustione per passare a una e-bike.

In Italia niente, per ora

I partiti italiani, in vista delle elezioni del 25 settembre, hanno riservato pochissime attenzioni alla mobilità sostenibile. Il centrodestra non rivolge nessuna attenzione alle automobili; il Movimento 5 Stelle parla, in maniera generica, di “riduzione delle emissioni dei gas climalteranti attraverso la riconversione del parco auto privato circolante”; il Pd punta soltanto su bollo e colonnine per la ricarica di auto elettriche; mentre il Terzo Polo vuole aumentare gli incentivi per vetture elettriche e ibride plug-in.

Le 5 familiari più veloci al mondo

Audi RS6

Siamo ormai abituati ad etichettare come supercar unicamente i modelli a due posti, magari con motore centrale e dall’estetica esotica e appariscente. Tuttavia, l’appellativo di supercar, oggigiorno, può avere un’accezione molto più trasversale, andando ad identificare modelli che, fino a qualche tempo fa, avevano un’indirizzo d’impiego ben lontano da quello di dare emozioni a chi le guida. Ma si sa, i tempi cambiano e così oggi anche le station wagon, auto tradizionalmente pensate per i viaggi comodi in famiglia, possono trasformarsi in vere e proprie supercar.

La nostra top 5

Con potenze che in molti casi superano i 600 CV, velocità prossime se non superiori ai 300 km/h e accelerazioni inferiori ai 4 secondi, le familiari sportive non hanno davvero nulla da invidiare alle tradizionali supercar. Per questo motivo abbiamo stilato una lista delle cinque station sportive più veloci nello scatto da 0 a 100 km/h oggi disponibili sul mercato. È interessante notare come quattro modelli su cinque siano alimentati da un propulsore V8, mentre a tutti e cinque bastano meno di 4 secondi per arrivare a 100 km/h.

Le 5 familiari più veloci al mondo 2

Porsche Panamera Turbo S

La regina indiscussa delle station wagon sportive è la Porsche Panamera SportTurismo Turbo S. La variante familiare della berlina di Stoccarda è spinta da un V8 di 4 litri sovralimentato tramite due turbocompressori, capace di sviluppare una potenza di 630 CV. A dirla tutta, la variante E-Hybrid della Turbo S è ancora più potente, ma per via del peso extra non è altrettanto veloce nello 0-100 km/h, che la Turbo S archivia in appena 3,1 secondi.

  • Motore: 4.0 V8
  • Potenza: 630 CV
  • 0-100 km/h: 3,1 secondi

Le 5 familiari più veloci al mondo 1

Mercedes Classe E 63S AMG

Al secondo posto della nostra classifica si posiziona la Mercedes E 63 S AMG, un vero e proprio mostro da oltre 600 CV, che tra le auto della nostra top 5 spicca in quanto a coppia disponibile: ben 850 Nm. La familiare della stella è alimentata da un V8 biturbo di 4 litri da 612 CV che, grazie alla trazione integrale, è in grado di scattare da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi.

  • Motore: 4.0 V8
  • Potenza: 612 CV
  • 0-100 km/h: 3,5 secondi

Audi RS6

Audi RS6

Sul terzo gradino del podio troviamo un modello che non ha bisogno di presentazioni. L’Audi RS6 è la famigliare sportiva per antonomasia, una vera e propria supercar in formato famiglia. Sotto il cofano scalpita un V8 da 600 CV tondi, che attraverso la mitica trazione integrale quattro, permette al modello di scattare da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi. Particolare il fatto che tutti i pannelli della carrozzeria ad eccezione di tetto e portiere anteriori, sono stati sostituiti per dare all’RS6 un aspetto ancora più aggressivo.

  • Motore: 4.0 V8
  • Potenza: 600 CV
  • 0-100 km/h: 3,6 secondi

Le 5 familiari più veloci al mondo

Alpina B5 Touring

Alpina è un brand poco conosciuto dalle nostre parti. Si tratta di un piccolo marchio tedesco dedito all’elaborazione dei modelli BMW. Rispetto alle “tradizionali” BMW M, i modelli Alpina hanno un aspetto più sobrio, ma non per questo sono meno prestazionali. Anzi. L’Alpina B5 Touring può contare sulla spinta poderosa di un V8 di 4,4 litri in grado di sviluppare 621 CV, sufficienti a farla scattare da 0 a 100 km/h in soli 3,6 secondi.

  • Motore: 4.4 V8
  • Potenza: 621 CV
  • 0-100 km/h: 3,6 secondi

BMW M3: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

BMW M3 Touring

Chiude la nostra classifica la novità più recente nel segmento delle familiari ad alte prestazioni: La BMW M3 Touring. Si tratta della prima M3 con carrozzeria Touring nella storia del modello e la sua presenza nella nostra classifica spicca poiché rappresenta il modello più piccolo tra quelli in top 5. Non solo in termini di dimensioni, ma anche di potenza. Nella variante Competition, infatti, il 6 cilindri in linea della M3 Touring sviluppa 510 CV, ma grazie alla trazione integrale scatta da 0 a 100 km/h in soli 3,6 secondi.

  • Motore: 3.0 6 cilindri in linea
  • Potenza: 510 CV
  • 0-100 km/h: 3,6 secondi