Fino a pochi anni fa pensare ad una Jaguar Suv sembrava un’eresia. La Casa inglese, infatti, si è sempre contraddistinta per aver creato vetture che hanno lasciato il segno nel mondo sportivo e berline dal grande fascino e dalle finiture estremamente ricercate. L’ingresso dei costruttori rivali nel mercato degli Sport Utility Veichle ha però spinto la casa inglese a creare delle Jaguar Suv davvero interessanti e dal design tipicamente british. Scopriamo tutti i modelli presenti nel listino del costruttore inglese.
SUV Jaguar: prezzo
Quando si prendono in considerazione le Jaguar Suv, si deve sempre tenere a mente che si tratta di modelli della fascia alta del mercato. Il blasone del marchio inglese, le rifiniture lussuose degli interni e le peculiarità sportive dei motori, specie di quelli benzina, si pagano cari al momento di firmare l’assegno per l’acquisto.
Una vettura come la E-Pace, ovvero il Jaguar Suv compatto, ha un prezzo di partenza di 38.450 euro nella versione dotata di motore 2.0 litri diesel da 150 cavalli, ma si arriva facilmente a superare la soglia dei 60.000 euro per la E-Pace alimentata con il 2.0 litri benzina da 249 cavalli nell’allestimento R-Dynamic HSE. Salendo di livello, e passando alla Jaguar Suv di rappresentanza, ovvero la F-Pace, i prezzi aumentano ulteriormente.
Il Jaguar Suv di fascia alta, infatti, ha un cartellino del prezzo di 48.750 euro, anche in questo caso per la versione dotata di motore diesel 2.0 da 163 cavalli nell’allestimento Pure, ma se si vuole avere il top di gamma, ovvero la F-Pace dotata del benzina 5.0 V8 da 551 cavalli, allora si deve essere pronti a firmare un assegno da ben 104.700 euro.
Chi volesse mettersi alla guida del primo Jaguar Suv elettrico, la I-Pace, sappia che anche in questo caso i prezzi non sono propriamente a buon mercato. La versione di partenza costa 82.460 euro, mentre la top di gamma sfiora quota 97.000 euro.
Suv Jaguar: modelli
Dopo aver parlato dei prezzi dei tre Jaguar Suv presenti nel listino del costruttore britannico, è adesso il momento di scoprire nel dettaglio le peculiarità delle singole vetture.
Jaguar E-Pace
La Jaguar E-Pace è il secondo modello di Jaguar Suv prodotto dalla Casa inglese. La nicchia dei SUV compatti di lusso non poteva essere ignorata dal brand britannico che ha realizzato un modello di grande fascino, caratterizzato dalla impeccabile qualità degli interni, sapientemente rifiniti, e da motori in grado di regalare prestazioni sportive nonostante la massa non indifferente della vettura.
Le dimensioni della Jaguar Suv più piccola della gamma sono pari a 4 metri e 40 centimetri di lunghezza e ben 1 metro e 98 centimetri di larghezza. L’abitacolo ospita comodamente cinque passeggeri, mentre il bagagliaio ha una capienza notevole, se rapportata al corpo vettura, pari a 577 litri.
Gli interni della Jaguar Suv E-Pace sono rifiniti con grande cura. I materiali utilizzati appagano sia la vista che il tatto e gli accoppiamenti tra i vari elementi sono esenti da critiche. La plancia ha un design piuttosto sobrio ma con grande attenzione alla tecnologia. Il virtual cockpit ed il display dedicato all’infotainment fanno bella mostra all’interno dell’abitacolo, mentre la disposizione dei comandi è stata studiata con grande attenzione all’ergonomia.
Le linee esterne sono opera della sapiente matita di Ian Callum. Il designer della Jaguar è riuscito a realizzare un SUV compatto con molti richiami alle altre vetture del brand inglese. Il frontale presenta un muso molto alto al cui centro spicca la classica mascherina quadrangolare. Ai lati di questa sono presenti gruppi ottici dalle linee aggressive che conferiscono grande carattere alla Jaguar Suv, mentre nel paraurti abbondano le griglie di raffreddamento dedicate al motore. La fiancata è piuttosto pulita ed i passaruota importanti sono dotati delle immancabili protezioni in plastica che aumentato alla vista l’altezza da terra della vettura. Il posteriore è forse l’elemento meglio riuscito nel design della Jaguar Suv, ed il merito è di una coda molto snella grazie a tagli sapienti delle lamiere e gruppi ottici sottili e ben inseriti nel disegno complessivo.
La gamma motori della E-Pace è vasta. Tra i benzina si parte dal 2.0 da 200 cavalli abbinato alla trazione integrale per poi salire, restando nella medesima cilindrata, alle versioni con potenze da 249 e 300 cavalli. Chi fosse interessato alle motorizzazioni diesel può trovare ampia scelta nel listino della E-Pace. La versione di partenza è il 2.0 da 150 CV, ma lo stesso propulsore è disponibile anche nella versione da 179 e 241 cavalli. I prezzi della piccola Jaguar Suv partono da 38.450 euro.
Jaguar F-Pace
La F-Pace ha segnato la storia della Casa inglese per essere diventata la prima Jaguar Suv prodotta del brand d’oltremanica.
Le dimensioni della F-Pace sono importanti. La lunghezza, infatti, misura ben 4 metri e 74 centimetri, mentre la larghezza del Jaguar Suv sfiora i due metri e si ferma a quota 194 cm. Cinque passeggeri viaggiano comodamente e coccolati in un abitacolo decisamente ben rifinito. La plancia presenta una linea piuttosto tradizionale, ma il virtual cockpit, l’ampio monitor dedicato all’infotainment e la disposizione dei tasti nella consolle centrale donano alla F-Pace un look moderno e contemporaneo. La capienza del bagagliaio di ben 650 litri con il divanetto in posizione consente di affrontare weekend fuori porta senza dover risparmiare con le valigie.
Il design della Jaguar Suv è decisamente ben riuscito, soprattutto nel frontale. La matita di Ian Callum è stata in grado di minimizzare l’imponenza del muso grazie a linee affusolate e dinamiche. La grande griglia quadrangolare è abbracciata da sottili fari a LED che donano un aspetto aggressivo all’anteriore, mentre la fiancata, molto pulita, presenta un gioco di pieni e vuoti alla base delle portiere che crea un piacevole movimento delle linee. Il posteriore è altrettanto ben realizzato e vede una coda alta resa tale da un lunotto particolarmente inclinato.
La gamma motori della Jaguar Suv top di gamma riesce a soddisfare anche gli animi più sportivi. Tra i motori benzina si parte dal 2.0 litri declinato nelle versioni da 250 e 300 CV, abbinato alla trazione integrale, per poi arrivare al 5.0 V8 da 550 cavalli destinato alla top di gamma SVR. Tra i diesel, invece, si può scegliere tra il 2.0 litri disponibile nelle varianti di potenza da 163, 180 e 241 CV, anche in questo caso abbinato alla trazione integrale, ed il 3.0 da 300 cavalli. I prezzi della Jaguar F-Pace partono da 48.750 euro.
Jaguar I-Pace
L’ultimo modello di Jaguar suv presente nel listino della Casa inglese è la I-Pace. Questa vettura ha segnato una ulteriore svolta nella storia della Jaguar poiché si tratta della prima auto del brand britannico 100% elettrica.
Ciò che colpisce al primo sguardo della Jaguar suv elettrica sono le dimensioni. Il corpo vettura della I-Pace, infatti, fa registrare una lunghezza di 4 metri e 68 centimetri, ma grazie ad una larghezza di poco superiore ai 2 metri e ad una altezza ridotta, il suv elettrico risulta essere slanciato e ben equilibrato.
Anche in questo caso i designer della Casa inglese hanno fatto centro con il look. L’anteriore presenta la classica calandra quadrangolare abbracciata da fari a sviluppo orizzontale che puntano decisi verso il centro e donano un carattere aggressivo, mentre la fiancata colpisce sia per il passo di quasi 3 metri, che per le dimensioni ridotte del cofano anteriore. Molto ben eseguito il lavoro di design del lato B della Jaguar suv elettrica grazie ad una coda accennata, che dona slancio all’insieme, ben sottolineata da fari affilati.
L’abitacolo della Jaguar I-Pace stupisce per la grande dotazione tecnologica. Oltre al virtual cockpit, infatti, a centro plancia sono presenti due display dedicati all’infotainment ed all’impianto di aria condizionata.
Il vero punto di forza della Jaguar suv elettrica è il motore, anzi i motori. Sono infatti presenti due motori elettrici, uno sull’asse anteriore ed uno su quello posteriore, che regalano alla I-Pace la trazione integrale ed una potenza complessiva di 234 cavalli. Le batterie agli ioni di litio sono posizionate sotto il pavimento dell’abitacolo e garantiscono una autonomia dichiarata di 430 Km. Per la ricarica completa, qualora venga effettuata da una presa 220 V e con 7 kW, servono 13 ore, mentre se la medesima operazione viene compiuta da una colonnina di ricarica rapida sono sufficienti soltanto 40 minuti per ottenere l’80% di ricarica. Il prezzo della Jaguar I-Pace non è alla portata di tutti, si parte infatti da 82.460 euro.
Nata nel 2006 a Macchia d’Isernia, in Molise, per volere dell’imprenditore Massimo Di Risio, la DR Auto è un’azienda automobilistica che si differenzia dagli altri costruttori per importare in Italia le componenti delle vetture della cinese Chery Automobile, assemblarle nel nostro territorio e vendere tramite la propria rete commerciale i veicoli brandizzati con il logo DR.
La prima vettura commercializzata dalla DR auto è stata la DR5, un SUV compatto del segmento C riomologato per rispettare gli standard europei. Nel 2006 la distribuzione commerciale della DR5 avveniva tramite la catena di ipermercati Iper, poiché l’azienda non disponeva di una vera e propria rete di vendita.
Le vetture, quindi, potevano essere acquistate ai punti vendita e informativi degli ipermercati, ma nel 2009, in contemporanea al lancio della DR1, la DR auto ha inaugurato la propria rete di vendita italiana. Ad oggi il network dedicato alla distribuzione delle autovetture DR auto conta settanta concessionarie e più di cento officine autorizzate.
La gamma di vetture DR auto è senza dubbio interessante e tendente verso i modelli SUV e crossover. Vediamo nello specifico tutti i modelli presenti in listino.
DR Zero
Basata sulla Chery QQ, la DR Zero è la proposta del gruppo DR auto nel segmento delle citycar. Il look degli esterni è certamente personale anche se non proprio all’ultimo grido. Le linee tondeggianti la fanno da padrone sia nel frontale, grazie agli ampi gruppi ottici ovali, sia nella fiancata, dove i passaruota sono messi ben in evidenza. Gli interni sono essenziali.
La plancia ha un design che accusa il peso dell’età e le plastiche utilizzate sono piuttosto economiche. Buona la dotazione di serie che include cerchi in lega, climatizzatore, autoradio con lettore cd/mp3 e ingressi Aux/Usb, specchietti ripiegabili elettricamente e sensori di parcheggio posteriori. La motorizzazione benzina disponibile, il 1.0 tre cilindri da 69 cavalli, funge da base anche per la versione con doppia alimentazione benzina – GPL. Economici i prezzi di listino che partono da 8.500 euro.
DR Evo5
La gamma di crossover del gruppo DR auto vede la presenza in listino di una vettura dal look piacevole e dalla interessante dotazione di serie, la DR Evo5. Il crossover assemblato in Molise si presenta con un design affilato ed aggressivo, merito di un frontale dove le grandi prese d’aria dedicate alla mascherina ed alla bocca del radiatore sono ornate da luci a LED dal disegno moderno e contemporaneo.
La fiancata è forse meno elaborata, certamente più semplice e pulita con linee squadrate che non colpiscono lo sguardo, mentre il lato B presenta un portellone il cui spazio è occupato dalla grande ruota di scorta e gruppi ottici a sviluppo verticale. Anche in questo caso gli interni non riescono ad appagare il tatto, complici plastiche economiche di qualità non eccelsa. Il design della plancia, comunque, riesce a colpire per linee moderne a la presenza al centro della stessa di un monitor da 8’’ dedicato all’infotainment. Così come per la DR Zero, anche per la DR Evo5 è presente un’unica motorizzazione, il 1.6 benzina 16V da 126 cavalli, utilizzata sia per le versioni alimentate a metano che per quelle alimentate a GPL. I prezzi partono da 14.900 euro.
DR3
Derivata dalla Chery Tiggo 3x, la DR3 rappresenta l’arma del gruppo DR auto nel segmento dei crossover. Il design del corpo vettura è certamente l’elemento che stupisce maggiormente. Le linee sono tese, moderne e piacevoli alla vista. Il frontale è reso aggressivo sia dalle grandi prese d’aria sia dai fari affilati e ricorda vagamente quanto già visto sulla Evoque, mentre la fiancata, molto pulita, porta in dotazione dei passaruota ben evidenziati che sottolineano lo spirito off road della vettura. Il retro della DR3 è snello e compatto, merito di un lunotto di dimensioni ridotte e gruppi ottici quadrangolari che ben si adattano alle linee ricercate.
Anche in questo caso la qualità delle plastiche e delle finiture interne non sono al livello delle rivali ben più costose, ma alcuni elementi di carattere, come la fascia centrale ad effetto simil carbonio ed il grande monitor a centro plancia dedicato all’infotainment, donano un tocco di modernità che certamente non guasta. La dotazione di serie è di tutto rispetto e presenta chicche come la retrocamera e il tetto apribile elettricamente. L’unica motorizzazione disponibile è il 1.5 benzina da 106 CV e 135 Nm di coppia massima abbinato ad un cambio manuale a 5 marce. Anche in questo caso sono presenti disponibili sia le alimentazioni a metano che quelle GPL. I prezzi partono da 15.000 euro.
DR4
Linee muscolose e misure non eccessivamente ingombranti sono le caratteristiche distintive della DR4. Il crossover del gruppo DR auto deriva dalla cinese Jac S3 e presenta un look molto personale a partire dal frontale dove il disegno del paraurti, rivisto rispetto alla versione orientale, dona una grande imponenza. La fiancata è solcata da una nervatura tesa che divide in modo netto la zona dedicata ai finestrini dal resto della carrozzeria, mentre il montate C con profilo a salire snellisce le linee. La plancia colpisce per un disegno contemporaneo.
Gradevole il look del cruscotto, con due elementi circolari distinti per contagiri e contachilometri, mentre posizionato al centro ed a sbalzo spicca il monitor da 8’’ riservato all’infotainment. Ottima la dotazione di serie che prevede sedili riscaldabili e rivestiti in pelle, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, telecamere con visualizzazione a 360°, climatizzatore automatico e tetto apribile. Anche in questo caso è presente in listino una triplice scelta per l’alimentazione, disponibile a benzina, a metano ed a GPL, basata sempre sull’unico motore in dotazione il 1.6 benzina da 114 cv. I prezzi partono da 17.000 euro.
DR6
La gamma di vetture del gruppo DR auto è completata dalla DR6. Il suv Molisano è stretto parente della cinese Chery Twiggo 5 ma si fa notare ed apprezzare dal pubblico italiano per via di un design particolarmente gradevole. Il frontale vede dei gruppi ottici particolarmente elaborati e ben integrati con il disegno della mascherina, mentre i passaruota ben marcati sottolineano l’impronta a terra dei cerchi da 18’’ di serie. Ben riuscito anche il posteriore dove i fari a goccia si inseriscono con molta eleganza nell’ampio portellone.
La vettura top di gamma della DR auto presenta poi un abitacolo ben riuscito sia per quel che riguarda il look che per quel che riguarda le plastiche, finalmente di buona qualità. Non mancano le dotazioni tecnologiche come il monitor dedicato all’infotainment da 8’’ con funzione Mirror Link ed accessori di serie quali il tetto apribile, l’apertura e l’avviamento del motore senza chiave, il climatizzatore automatico, i sensori di distanza posteriori e la telecamera di retromarcia. Il motore 1.5 litri turbo benzina da 150 cavalli, abbinato ad un cambio manuale a 5 marce, è utilizzato anche per le versioni alimentate a metano o a GPL. I prezzi partono da 20.000 euro.
DR auto: opinioni
Le vetture del gruppo DR auto sono destinate a chi cerca un’automobile dal prezzo di acquisto ragionevole e dai costi di gestione contenuti. Ad eccezione della DR Zero, citycar 5 porte destinata ad un utilizzo prettamente cittadino, le altre auto presenti in listino sono tutte SUV e crossover dalle buone finiture e dal design gradevole.
DR auto: recensioni
Particolarità delle vetture DR auto è la loro alimentazione. Oltre ai motori a benzina, infatti, tutte le automobili del gruppo, ad eccezione della DR1, possono essere scelte con la doppia alimentazione benzina – metano o benzina – GPL. Questa scelta del gruppo molisano ha incontrato il favore del pubblico attento ai costi di gestione.
DR auto: prezzi
Come detto, uno dei punti di forza delle vetture DR auto è il loro prezzo di acquisto. La DR Zero, infatti, parte da 8.500 euro, mentre la DR5 Evo ha un cartellino del prezzo di 14.900 euro. Cento euro in più sono invece necessari per acquistare la DR3, crossover dalle linee piacevoli anche per i gusti dei consumatori italiani.
Le due vetture top di gamma della DR auto, la DR4 e la DR6, hanno prezzi di acquisto rispettivamente di 17.000 euro e di 20.000 euro.
Nata nel 2014 come brand di lusso della casa madre Citroen, la DS auto si è affermata nel corso di questi anni grazie a modelli dotati di uno stile unico e rifiniture interne al pari delle ammiraglie. Il marchio DS ha un valore importante per il costruttore francese perché richiama alla mente la storica vettura lanciata nel 1955, la DS appunto, e diventata immediatamente una instant classic grazie alla sua linea senza tempo.
Nel 2009 la Citroen ha rispolverato il marchio DS auto presentando a Parigi, in occasione dei 90 anni della casa, la concept Citroen DS Inside, ovvero l’antesignana della futura DS3. Questa vettura, basata sulla Citroen C3, ha segnato l’ingresso del costruttore transalpino nel mercato delle citycar di lusso sino a quel momento occupato in pianta stabile dalla Mini.
Nel 2014 il brand DS auto ha acquisito la propria indipendenza dalla casa madre ed ha iniziato a sfornare modelli dalle linee sempre più ricercate andando soprattutto ad inserirsi nell’affollato e redditizio segmento dei SUV e delle crossover. Vediamo quali sono i migliori modelli presenti nel listino della DS auto.
DS auto: modelli
Il brand di lusso di casa Citroen, la DS auto, propone 4 vetture nel proprio listino in grado di stuzzicare la fantasia di coloro che sono alla ricerca di un’automobile che si differenzi nettamente dalla massa.
DS3
Basata sulla precedente generazione della Citroen C3, la DS3 rappresenta l’arma di DS auto per competere nel settore delle citycar sfiziose come Mini e 500. Il look della DS3 è decisamente ricercato. Il frontale è dominato da una enorme griglia esagonale a nido d’ape al cui centro spicca il logo della DS auto, mentre ai lati del paraurti sono presenti due nicchie sottili al cui interno sono posizionate le luci diurne a LED. La fiancata presenta la classica pinna di squalo in corrispondenza del montante centrale, firma distintiva di ogni vettura DS auto, mentre il posteriore è impreziosito da una fanaleria con effetto 3D. Gli interni colpiscono per la grande qualità dei materiali utilizzati che appagano sia il tatto che la vista e fanno godere di un grande comfort in marcia. Non molto ampia la gamma motori che vede la presenza esclusivamente di un benzina 1.2 da 110 CV, mentre sono in esaurimento scorte i propulsori da 1.6 litri alimentati a gasolio.
La DS3 è disponibile anche in variante cabrio, caratterizzata dal tetto in tela che scorre lungo i montanti fissi della carrozzeria, destinata agli amanti della guida en plein air.
DS3 Crossback
Il mercato dei crossover compatti si è rivelato una vera e propria miniera d’oro per tutti i costruttori ed anche la DS auto è voluta entrare in questo segmento proponendo una vettura decisamente anticonformista, la DS3 Crossback.
Il crossover transalpino si presenta con misure per nulla esagerate ed ideali per la guida nel traffico cittadino. La lunghezza di 4 metri e 12 centimetri, infatti, è quella tipica della vetture del segmento B ma, a differenza di una normale berlina, l’assetto rialzato e dettagli off road, come le protezioni dei passaruota in plastica, la rendono immediatamente riconoscibile.
Il look della DS3 Crossback è certamente ricercato. Il muso è dominato dalla grande griglia esagonale al cui centro spicca il logo DS auto, mentre il particolare disegno romboidale dei fari e la striscia a “boomerang” di luci diurna a Led conferiscono un carattere decisamente mascolino al crossover della DS auto. Anche in questo caso nella fiancata è presente la pinna di squalo in corrispondenza del montante centrale, ma una ulteriore particolarità è data dalla nervatura a L nella parte bassa delle portiere che contribuisce a donare movimento al design generale. Interessante, inoltre, la scelta di dotare la DS3 Crossback di maniglie a filo con la carrozzeria così da non sporcare le linee della vettura.
Gli interni si fanno apprezzare per la elevata qualità dei materiali e delle rifiniture. Alcantara, tessuti ricercati e pelle sono i materiali con i quali può essere rivestito l’interno, mentre nella plancia viene ripreso il disegno romboidale, apprezzato all’esterno, dedicato ai comandi principali della vettura. I tasti a sfioramento e la presenza del monitor dell’infotainment a sbalzo rendono la DS3 Crossback unica nel suo segmento.
La gamma motori vede la presenza di un solo propulsore benzina, il 1.2 litri 3 cilindri turbo, declinato nelle tre varianti di potenza da 101, 131 e 156 cavalli, mentre l’alternativa a gasolio è data dal 1.5 proposto in versione da 102 ed in quella da 131 cavalli.
DS7 Crossback
La vettura top di gamma del brand DS auto è senza dubbio la DS7 Crossback. Il SUV transalpino presenta misure decisamente maggiori rispetto alla sorella minore DS3 Crossback. La lunghezza di ben 4 metri e 57 centimetri ed una larghezza di un metro e novanta rendono la vettura del gruppo DS auto molto imponente su strada, mentre il comfort interno dei passeggeri posteriori è garantito dal passo di 2.738 mm.
Lo stile della DS7 Crossback è immediatamente riconoscibile. Il frontale è reso imponente dall’immancabile griglia esagonale a nido d’ape incastonata in una cornice ad effetto alluminio, mentre la fanaleria a LED di disegno rettangolare sottolinea l’immagine cattiva della vettura. Altra particolarità è poi data dai sottili fari diurni a LED posizionati ai lati del paraurti, in un alloggiamento dedicato, che abbracciano idealmente i fendinebbia.
La fiancata è molto elaborata, specie nella zona dei passaruota. Sia quello anteriore che quello posteriore sono ben marcati e sovrastati da una nervatura che delimita in modo netto la parte dedicata ai finestrini da quella riservata alla lamiera creando anche un gradevole effetto di pieni e vuoti che movimenta le linee.
Gli interni della DS7 Crossback colpiscono per la grande attenzione dedicata a materiali e finiture. La plancia presenta plastiche morbide ed elementi a contrasto che donano un tocco di eccentricità al SUV della DS auto, mentre gli allestimenti più ricchi portano in dotazione materiali pregiati come la pelle Nappa o l’Alcantara. Immancabile la presenza del monitor dell’infotainment posizionato al centro della plancia.
Ampia la gamma motori della DS7 Crossback che offre tra i benzina la possibilità di scelta tra il 1.2 da 131 cavalli ed il 1.6 turbo declinato nelle potenze di 181 e 224 CV ed abbinato al cambio automatico, mentre tra i diesel la scelta varia tra il 1.5 da 131 cavalli ed il 2.0 litri da 177.
Presente, infine, una variante ibrida in grado di offrire la trazione integrale grazie a due motori elettrici posizionati uno all’anteriore ed uno al posteriore. La potenza complessiva, grazie anche al motore 1.6 benzina, è di 300 cavalli.
DS Auto elettrica
Il gruppo DS auto non si caratterizza esclusivamente per le sue vetture ricercate e rifinite con qualità quasi artigianale, ma anche per la presenza in listino di motorizzazioni alternative. Se, infatti, la DS7 Crossback è disponibile, come visto, in variante ibrida, la DS3 Crossback presenta una alternativa 100% elettrica.
La DS3 Crossback E-Tense, questo il nome completo del crossover, propone un motore elettrico con potenza di 100 kW (136 CV) e 260 Nm di coppia, alimentato da una batteria agli ioni di litio da 50 kWh, per un’autonomia dichiarata nel ciclo WLTP di 320 km e supporto alla ricarica rapida a 100 kW (80% dell’autonomia in 30 minuti). I clienti potranno anche acquistare la DS Smart Wallbox trifase per ricaricare da casa in 5 ore (8 ore in versione monofase).
Tre le modalità di guida disponibili, ECO per massimizzare l’autonomia, Normale e Sport in grado di garantire più coppia e potenza, mentre i sistemi di recupero di energia sono due, Normale, per simulare il comportamento di un motore termico e Brake per massimizzare la rigenerazione in frenata.
DS auto: prezzi
Per quel che riguarda i prezzi delle vetture del gruppo DS auto si deve evidenziare come la ricercatezza dei materiali e la qualità delle finiture si faccia notare al momento di firmare l’assegno. La DS3, infatti, ha un prezzo di partenza di 21.000 euro, mentre per la variante cabrio si parte da ben 26.400 euro. La DS3 Crossback, invece, parte da 26.200 euro nell’allestimento So Chic, ma la variante elettrica è decisamente più cara ed ha un cartellino del prezzo di ben 39.600 euro. La top di gamma DS7 Crossback, parte invece da 31.350 euro sino ad arrivare ai 54.350 euro della versione ibrida nell’allestimento Grand Chic.
L’abbiamo immaginata, scoperta online, osservata negli spot in tv e ammirata negli showroom: di cosa parliamo? Dell’auto dei sogni, per la quale si sacrificherebbero risparmi, viaggi e hobby!
Ma quale modello desiderano possedere gli italiani e perché? Ve lo sveliamo noi!
Abbiamo indagato gusti e preferenze, delineando motivazioni e comportamenti. C’è chi si lascia affascinare dal design, chi dalla tecnologia, mentre i più esperti guardano al motore. Gli uomini sono più orientati verso le auto sportive, le donne invece hanno un debole per le berline.
In quest’articolo vi proponiamo una interessante infografica che illustra le 10 auto più sognate dagli italiani. Siete curiosi? Nella nostra infografica troverete numerosi spunti per un eventuale acquisto!
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Auto dei sogni: perché si desidera proprio quel modello
Nella classifica delle 10 auto più sognate dagli italiani ciò che maggiormente stuzzica la fantasia degli automobilisti è il design delle vetture. Il 39% degli intervistati, infatti, ha rivelato che sono proprio le linee delle auto a far desiderare di possedere un determinato modello. Mentre tecnologia, motore e brand sono elementi considerati meno rilevanti ed apprezzati, rispettivamente, dal 17% e 10% degli intervistati. Prezzo, rispetto per l’ambiente, consumi e velocità riscontrano, invece, un interesse minore con percentuali che oscillano tra il 5 ed il 4%.
A cosa si rinuncerebbe per l’auto dei sogni
Interessanti le risposte fornite dagli intervistati quando è stato chiesto loro a cosa rinuncerebbero per l’auto dei sogni. Il 12% degli intervistati ha infatti dichiarato che pur di possedere la vettura dei propri sogni sarebbe disposto a rinunciare agli hobby nel tempo libero, ai viaggi pianificati da tempo ed infine ad una parte del proprio stipendio per richiedere un finanziamento.
Le auto più belle di sempre
La classifica delle auto più belle di sempre vede il podio con una grande presenza di vetture tricolore. Il gradino più alto è occupato da una vettura divenuta vera e propria icona degli anni 80, la Ferrari Testarossa, scelta dal 15% degli intervistati, mentre il secondo posto, con il 3% dei favori, è andato alla Mercedes davanti alla Fiat 500 con la medesima percentuale di consensi.
Le auto protagoniste di serie TV e film
Altra classifica interessante, che ancora una volta ha visto una vettura di Maranello in prima posizione, è quella relativa alle auto più desiderate protagoniste di serie TV e film. L’influenza di Magnum P.I. ha fatto sì che la Ferrari 308 sia stata indicata da ben il 36% del campione di intervistati, mentre la saga di James Bond ha spinto il 21% ad esprimere il proprio consenso per la stupenda Aston Martin DB5. Chiude il podio, con un percentuale del 10%, una vettura mai entrata in produzione ed utilizzata solo al cinema, la Batmobile.
Le auto storiche più amate
La top 3 delle auto storiche più amate dagli italiani vede, a differenza delle altre graduatorie, una netta prevalenza di vetture tedesche. Il gradino più alto del podio è occupato da un grande classico del mondo automotive, la Porsche 911 che è stata indicata dal 20% degli intervistati, mentre il Maggiolino della Volkswagen ha occupato la seconda posizione con il 17% dei consensi. Altra vettura iconica, indicata dal 12% del campione, è la Fiat 500 che ha chiuso il podio piazzandosi al terzo posto.
Le auto più sognate dagli italiani
La classifica delle 10auto più sognate dagli italiani vede al primo posto la Ferrari Testarossa, il sogno proibito di molti dei nostri intervistati. A dispetto di quanto si possa pensare però, le altre posizioni della classifica non seguono questo trend e rivelano interessi piuttosto comuni verso city car tutto sommato alla portata di tutti. Siete curiosi? Scoprite la nostra top ten!
Signori e signore vi presentiamo Sua Maestà TDI. E che TDI! Sulle ingombranti Audi S6, S6 Avant e AudiS7 Sportback 2019 debutta infatti un sontuoso quanto rinnovato motore TDI che sulla propria carta d’identità scrive numeri a dir poco succulenti. La cilindrata da 3.0 litri diesel è assecondata dall’architettura del propulsore V6 – e il tutto basta a garantire una potenza di 349 CV, abbinata ad un dato sulla coppia massima da auto sportiva, di 700 Nm.
Chiude la scheda tecnica la tecnologia cosiddetta “mild-hybrid”, soluzione da non sottovalutare se si vogliono tenere a bada i consumi e le emissioni del “cattivissimo” motore diesel. Insomma, le case automobilistiche fanno il proprio lavoro e, probabilmente a qualcuno non andrà giù, Audi lo sa fare “discretamente” bene. Si continua così allora, sulla strada del diesel; lavorando sulla tecnologia per elevarne sempre più potenza e piacere di guida con un occhio (anzi due occhi) su ambiente e consumi.
E a fare tutto questo (discreto) lavoro non è un brand qualunque, ma quello che con la sigla “TDI” ha avuto più di una semplice gatta da pelare. La casa dei quattro anelli continua così con lo sviluppo di quello che potremmo chiamare “concept tecnico” visto con Audi SQ7 TDI. Si abbina così un compressore elettrico ad una rete di bordo da 48 Volt. Il tutto gestito dal cambio automatico firmato Tiptronic a 8 marce e alla trazione integrale permanente “quattro” di casa Audi.
Prima di entrare nel dettaglio di quelle che sono le prestazioni delle nuove Audi S6, S6 wagon ed S7 Sportback, val probabilmente la pena spendere due parole sulla tecnologia “mild-hybrid” messa a punto dagli ingegneri tedeschi. Il compressore elettrico garantisce quindi un’efficienza pressoché ideale in qualsiasi momento della propria attività – tanto quando si accelera che durante le fasi di ripresa. Riduce quasi del tutto il cosiddetto turbo lag, tipico dei motori a gasolio, così da garantire una ripresa del V6 TDI praticamente “real time”.
Un compressore all’opera con tempi di reazione inferiori ai 250 millesimi di secondo e attivo viaggiando praticamente a fil di gas: ad appena 1.650 giri per minuto. Ok, siamo in un campo complicato ai più, quindi fatta questa dovuta premessa vediamo nel pratico cosa consente la tecnologia (quasi) ibrida a bordo di queste Audi. La parte bella parla quindi di una risposta immediata alla minima pressione dell’acceleratore, condita da scatti brucianti e accelerazioni degne di un’auto per scendere in pista la domenica pomeriggio.
E uno dei motivi per cui si consuma (e inquina) meno sta poi nel fatto che la tecnologia MHEV limita le cambiate della trasmissione tenendo il rapporto più basso e a pochi giri. Inoltre il sistema si occupa di gestire anche la funzione di Start/Stop, attivo fin da 22 Km/h – consentendo di risparmiare fino a 0,4 litri di gasolio. Senza contare la possibile di viaggiare “a vela”, cioè avanzando per inerzia, con il motore spento per un tempo massimo di 40 secondi.
Numeri più divertenti? Ok, eccoli. Grazie a questo motore V6 TDI tutti e tre i modelli Audi scattano da 0 a 100 Km/h in un tempo di 5 secondi, con S6 Avant ed S7 Sportback più lente di un decimo. La velocità massima garantita per tutte è invece autolimitata a 250 Km/h. Per quanto concerne invece i consumi e le emissioni inquinanti abbiamo a che fare in media per l’Audi S6 con 6,2 litri di gasolio consumati ogni 100 Km e 164 grammi di CO2 realizzati per Km. Con l’Audi S6 Avant saliamo invece a 6,5 litri per 100 Km e 171 grammi per Km. Stessi numeri anche per quanto riguarda la S7 Sportback.
Quanto alla trazione, come per tutti i modelli della famiglia S, eccoci alle prese con la famigerata “quattro” integrale by Audi. Quando si viaggia quindi in condizioni di marcia “normale” il differenziale centrale autobloccante ripartisce la coppia motrice tra l’asse anteriore e quello posteriore in un rapporto del 40 e 60%. In caso di perdita di aderenza, la coppia viene inviata elettronicamente verso l’asse con maggior grip con i limiti massimi del 70% all’anteriore e dell’85% al posteriore.
Se poi per errore, dovessimo entrare in curva a velocità eccessiva la trazione selettiva si occuperà di gestire la coppia anche sulle singole ruote. Tutto è ovviamente gestito dall’elettronica che si occupa di frenare (seppur in modo impercettibile) la ruota interna alla traiettoria. Giusto in tempo affinché le gomme non perdano aderenza e si consenta al differenziale di capire a quale asse “mandare più coppia”.
E il design? Beh, ovvio. Tutti i modelli della casa di Ingolstadt giocano su un look accattivante, sensazione che ovviamente si accresce se guardiamo all’interno della ben più cattiva famiglia targata S. I nuovi stilemi della casa dei quattro anelli quindi ripropongono il mitico single frame della calandra, ma sulle S arrivano anche minigonne più aggressive e al posteriore un bellissimo estrattore con gli scarichi cromati realizzati ad hoc per queste versioni.
Poi è chiaro: la nuova S6, S6 Avant ed S7 Sportback hanno differenti modi stilistici per enfatizzare il concetto di sportività. Su quest’ultima, ad esempio, la calandra anteriore ci regala listelli orizzontali realizzati in alluminio. Mentre le prese d’aria hanno un profilo volutamente più voluminoso. Tutte e tre hanno invece lo stesso impatto estetico se le guardiamo di lato, dove dominano gli imponenti cerchi in lega.
Che dire. Audi colpisce ancora con una gamma di vetture premium, ma capaci di emozionare tanto quanto farebbero dei modelli sportivi. Con un messaggio ben chiaro che grida a gran voce quanto la tecnologia possa rendere sempre più efficienti le motorizzazioni diesel. Spesso, senza motivo, viste come una specie di “nemico da combattere”. Qui, invece c’è efficienza, sportività e lo stile e il piacere di guida tipico delle auto della scuola tedesca.
Parlare delle case automobilistiche francesi significa analizzare e ripercorrere la storia dell’automobilismo. I numerosi costruttori transalpini, infatti, hanno realizzato nel corso dei vari anni numerosi modelli di grandissimo successo e, in alcune occasioni, sono stati in grado di regalare agli amanti delle auto alcune tra le vetture più iconiche mai prodotte.
Le case automobilistiche francesi, inoltre, hanno segnato la storia dell’automotive non solo grazie a carrozzerie dalle forme senza tempo, ma anche grazie a soluzioni tecniche spesso rivelatesi all’avanguardia.
Auto francesi
Un tempo note al grande pubblico per il grande lusso e comfort su strada, le macchine francesi sono adesso apprezzate soprattutto nel segmento medio del mercato, quello dominato da utilitarie e berline. In questa fascia le case automobilistiche francesi continuano a fare la voce grossa grazie a modelli particolarmente riusciti ed in grado di farsi rispettare in settori di mercato decisamente affollati ed agguerriti.
Bugatti
Non sono soltanto i costruttori “generalisti” ad aver fatto la storia dell’automobilismo transalpino. Le case automobilistiche francesi, infatti, trovano l’apice della loro espressione in un marchio simbolo di lusso e sportività, Bugatti. Le radici di questa azienda risalgono alla volontà di Ettore Bugatti di realizzare automobili francesi dalle grandi prestazioni sportive.
Fondata nel 1903, l’azienda ha vissuto fortune alterne ed ha sfornato modelli entrati di diritto nell’immaginario collettivo. Nel 1998 è stata acquistata dal gruppo Volkswagen ed ha trovato nuova linfa grazie ai capitali tedeschi riuscendo a regalare al mondo hypercar da sogno come la Veyron o la Chiron, auto realizzate con cura artigianale ed in grado di superare la soglia dei 400 Km/h di velocità massima.
Se la Bugatti è la punta di diamante tra le case automobilistiche francesi, meritano cmq una grande considerazione anche costruttori “generalisti” come Peugeot, Renault e Citroen che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia automotive grazie a modelli divenuti iconici ed entrati di diritto nell’immaginario collettivo di ogni appassionato delle quattro ruote.
Renault
Fondata nel 1898 dai fratelli Marcel e Fernand Renault, la casa della Losanga ha vissuto una storia travagliata soprattutto durante il periodo della seconda guerra mondiale. Terminato il conflitto, 16 gennaio 1945 la è divenuta un’azienda pubblica, ma si è dovuta attendere sino agli anni 70 affinché il brand transalpino conquistasse il favore del pubblico con due modelli divenuti iconici, la Renault 4 e la Renault 5.
Quest’ultima ha segnato un decennio diventando uno dei modelli simbolo della Casa. Arrivata sul mercato nel 1972, ha subito ottenuto un grande successo di mercato grazie ad una linea piacevole, caratterizzata da grandi fari squadrati all’anteriore e da una inedita fanaleria a sviluppo verticale al posteriore.
Rimasta in listino sino al 1984, la Renault 5 ha colpito l’immaginario degli appassionati con la irriverente versione Turbo. La R5 Turbo era una piccola bomba dotata di motore 4 cilindri da 1.4 litri montato in posizione posteriore centrale, trazione posteriore, una potenza di ben 160 cavalli ed una velocità massima superiore ai 200 Km/h.
La Renault è riuscita a replicare il successo della R5 con altre due vetture che hanno subito conquistato ampie fette di mercato, la Supercinque e la Clio.
Proprio quest’ultima è divenuta un’auto simbolo tra le macchine francesi e di recente è stata presentata la quinta generazione dell’utilitaria Renault. Se gli esterni possono trarre in inganno, e far pensare ad un semplice restyling, la quinta serie della Clio è in realtà una vettura totalmente rinnovata.
Il frontale richiama il recente linguaggio stilistico della Casa e vede la presenza di grandi fari a LED con disegno a “C” ben integrati con la mascherina movimentata al cui centro spicca il grande logo Renault, mentre la fiancata riprende quanto visto nella precedente versione con forme morbide e sinuose.
Gli interni hanno beneficiato di un importante rinnovamento e presentano rivestimenti morbidi sulla plancia, sulle portiere e sulla console centrale. Moderno lo smart cockpit con doppio display per strumentazione e infotainment comprensivo di schermo verticale da 9,3”, mentre il quadro strumenti digitale è su display TFT da 7” o 10”.
Non è soltanto la Clio uno dei modelli che ha segnato la storia della Renault. Il costruttore transalpino si è messo in luce tra le case automobilistiche francesi anche per altri modelli iconici ed attualmente presenti in listino come l’Espace, la Scenic o la Megane, segnando per prima la strada con veicoli spesso innovativi ed in grado di creare nuove nicchie di mercato.
Peugeot
La Casa del Leone, oggi parte del gruppo PSA, ha legato il proprio nome alle competizioni sportive per spiccare tra le case automobilistiche francesi.
Vetture come l’indimenticabile Peugeot 205 Turbo 16 o la Peugeot 206 WRC hanno consentito al costruttore transalpino di conquistare numerosi allori iridati e sfruttare questi successi per la promozione dei propri modelli, ma la Peugeot, oltre al mondo dei rally, può vantare ben 3 vittorie alla prestigiosa 24 Ore di Le Mans nel 1992 e nel 1993 con la 905 e nel 2009 con la 908 HDi grazie alla quale riesce a sconfiggere la corazzata Audi.
Anche la Peugeot, così come la Renault, ha creato modelli iconici che hanno riscontrato un grande successo di mercato. La 205, ad esempio, ha consentito alla casa francese di lottare ad armi pari con gli altri costruttori ed imporsi nelle vendite registrando un successo senza precedenti con ben 5 milioni di esemplari venduti.
La sua erede, la Peugeot 206, ha raccolto con coraggio una eredità pesante ed anche in questo caso il riscontro del mercato è stato ottimo con numerosi milioni di esemplari venduti in tutto il mondo.
Gli anni 2000 hanno visto la Peugeot entrare con successo anche nell’affollato settore dei SUV e delle crossover realizzando modelli dal grande fascino, come la 3008 e la 5008, in grado di dare nuova luce alle automobili francesi in un periodo di turbolenze societarie risolto egregiamente dall’amministratore delegato Carlos Tavares.
Citroen
Nata nel 1919, e giunta al suo centenario, la Citroen può considerarsi una delle case automobilistiche francesi più innovative sia per quel che riguarda la ricerca tecnologica che per le modalità di comunicazione.
Il fondatore, André Citroen, è stato uno dei primi ad utilizzare la pubblicità per massificare le vendite della sua azienda ed accanto agli espedienti più tradizionali, sono rimaste impresse nella mente trovate pubblicitarie decisamente stravaganti come quella di scrivere il nome Citroen sulla Torre Eiffel grazie all’utilizzo di ben duecentomila lampadine collegate fra loro da cento chilometri di filo elettrico.
Tra le numerosissime macchine francesi realizzate dalla Citroen, due hanno segnato la storia della casa: la 2CV e la DS. La prima è rimasta in produzione per ben 42 anni diventando una vettura simbolo del movimento hippy così come il Maggiolino ed il Bulli, mentre la seconda ha consacrato la casa francese grazie ad una linea senza tempo ed inimitabile e soluzioni tecniche come le sospensioni idropneumatiche in grado di mantenere costante l’altezza da terra della vettura.
Dopo un periodo di crisi nel corso degli anni 70, concluso con l’ingresso nel gruppo PSA, la Citroen conosce un momento d’oro negli anni 2000 grazie al successo di modelli come la C3 che, nelle prime due versioni, richiamavano nel design alcuni dei dettagli che avevano reso popolare la 2CV.
La terza generazione dell’utilitaria francese, ha rivoluzionato il precedente look ponendosi sul mercato con un stile da SUV in miniatura che ha immediatamente riscontrato il gradimento del pubblico.
Nel 2014 la Citroen ha deciso di creare un brand premium da affiancare alla linea di modelli standard ed ha denominato questo marchio DS.
DS
L’arrivo sul mercato, nel 2010, della Citroen DS3 ha fatto capire alla Casa francese di potersi inserire nel segmento premium con modelli dal design ricercato e dalle finiture di grande livello, e la conferma di poter lottare ad armi pari con i rivali è giunta con l’arrivo della DS4 e della DS5.
Dal 2014 il marchio DS Automobiles diviene ufficialmente un’entità autonoma ed al Salone di Ginevra del 2015 viene presentata la prima vettura a non recare più il marchio Citroen, la DS5, ma il successo di vendite delle vetture del brand non ha rispettato le aspettative della dirigenza.
Per questo motivo il management del brand DS ha deciso di virare verso il più profittevole settore dei SUV con la DS7 Crossback, crossover di medie dimensioni caratterizzato da un design estremamente ricercato ed un abitacolo rifinito con cura quasi artigianale.
Venturi
La nostra carrellata sulle case automobilistiche francesi si conclude con un marchio meno noto, Venturi. Fondata dagli ingegneri Claude Poiraud e Gerard Godfroy nel 1984, a seguito dell’acquisizione da parte del monegasco Gildo Pallanca Pastor 2001 ha la sua sede legale nel Principato di Monaco.
I primi due modelli prodotti dalla Venturi, la 200 Coupé e la 200 Spider, montavano inizialmente un 6 cilindri da 2.5 litri in grado di erogare 200 CV di potenza, ma il successo commerciale non è mai arrivato.
Altro modello della Venturi da ricordare nonostante le vendite modeste è la 300 Atlantique, in grado di raggiungere i 280 Km/h grazie ad una potenza di 281 CV. Rimase in produzione fino al 1998 con soli 57 esemplari venduti.
Il passaggio di proprietà avvenuto nel 2001 ha segnato una svolta per la Venturi. Il marchio, infatti, viene oggi utilizzato per commercializzare automobili sperimentali dotate di motori elettrici e dal 2014 partecipa con un proprio team al campionato mondiale di Formula E.
Tutto pronto, o praticamente quasi, per il lancio della Volkswagen ID – di fatto la prima auto elettrica ad impatto neutro della casa tedesca. Non solo elettrica quindi, ma “neutra” prima e dopo la vendita – sempre che il proprietario che sceglierà di piazzarla nel proprio garage avrà la cura di ricaricarla scegliendo regolarmente energia verde. Un po’ come a dire: le auto elettriche non inquinano è vero, ma se per fare il pieno di energia dobbiamo mettere in piedi dal nulla dieci centrali elettriche, magari a carbone – ecco fatto che abbiam fatto più danni di prima. Per impatto neutro s’intende anche l’opera di produzione che nelle intenzioni del quartier generale teutonico s’intende 100% verde.
Tornando al modello che a breve vedrà la produzione in serie, si è quindi puntato tutto su un unico ambizioso obiettivo: evitare – o quantomeno ridurre il più possibile – le emissioni di anidride carbonica. Tutto, ma proprio tutto, a cominciare dalle celle batteria che saranno prodotte proprio qui nella vecchia e cara Europa e che deriveranno da “fonti verdi”. A rendere ancora più concreta la riduzione di inquinanti nell’ambiente sarà poi la stessa catena di fornitura, compreso il reperimento delle materie prime.
Scendendo nel concreto, la stessa fabbrica di Zwickau nella regione tedesca della Sassonia – già oggi sta utilizzando energia realizzata al proprio esterno ottenuta da fonti energetiche rigorosamente rinnovabili. Poi è chiaro: qualche “kg di CO2” inevitabilmente scapperà fuori, ma a dire della dirigenza Volkswagen sarà idealmente compensato da investimenti su progetti inediti ed ecologicamente corretti.
Come dicevamo una buona parte di responsabilità arriverà però anche dal cliente finale, al quale Volkswagen raccomanderà di ricaricare le batterie dell’auto scegliendo energia frutto di fonti rinnovabili, magari da eolico o idroelettrico. Quel che suona come un miracolo, se pensiamo alla nostra attuale realtà produttiva energetica, in Germania e su altre strade europee è (ahinoi) molto meno complicato e utopico. Proprio una controllata del marchio tedesco, la Elli, sta vendendo energia ottenuta da fonti rigenerate – prendendo il nome di Volkswagen Narurstrom.
Di fatto abbiamo a che fare con il completamento di quel dettaglio che mancava all’appello e che vedeva le auto elettriche “verdi”, solo perché con una spina al posto di un serbatoio – e non nella filiera. Oggi, se davvero l’energia per ricaricare arrivasse da fonti a propria volta rispettose dell’ambiente il cerchio potrebbe chiudersi. E pare che Volkswagen ID sia sulla strada giusta proprio per questo. A fine anno spazio quindi alle vendite della ID alla quale seguirà il SUV ID Crozz, il bus ID Buzz e la berlina ID Vizzion.
Qualcuno potrebbe chiamarla erroneamente Seat Leon Cupra R ST, e invece no: questa è semplicemente una Cupra Leon R ST. Proprio Cupra è infatti da circa un anno il nuovo brand della casa spagnola, così da sottolinearne ulteriormente l’anima sportiva, quasi estrema. E questa edizione speciale battezzata proprio Leon Cupra R ST 2019 ha tutte le caratteristiche per definirsi estrema, a cominciare dall’oggetto con il compito che più di tutti ha l’obbligo di emozionare: il motore. I tecnici spagnoli hanno quindi piazzato sotto il cofano un potente propulsore da 2 litri di cilindrata benzina TSI da 300 CV di potenza e ben 400 Nm di coppia. Il tutto con un assetto praticamente chirurgico, figlio della trazione integrale che gli spagnoli di Seat, pardon Cupra! – chiamano 4Drive.
E da qui si apre il capitolo più ghiotto, almeno quando si ha a che fare con automobili che nascondono al proprio interno gli stessi cavalli che troveremmo nella somma di cinque utilitarie. La Cupra Leon R ST conquista quindi un’accelerazione da 0 a 100 Km/h chiusa sotto la soglia psicologica dei 5 secondi – 4,9 se proprio non riusciamo a distogliere gli occhi dal cronometro. Meno sorprendente forse è la velocità massima, incollata a quei 250 Km/h a cui ormai le sportive che contano sono tanto abituate quanto auto-limitate.
Numeri che se abbiamo la fortuna di avere una pista a portata di ruota si raggiungono grazie ad un telaio impeccabile, ma anche in virtù di un sistema di trazione integrale 4Drive che impeccabile lo è ancor di più. Chiude il cerchio la trasmissione automatica che di aggettivi ne richiede davvero pochi: DSG a 7 marce – così che l’eco di “mamma Volkswagen” arrivi anche in Spagna. Le prime consegne italiane della nuova Cupra Leon R ST sono previste a primavera inoltrata, e sotto data sarà svelato anche il listino che ad occhio viaggerà attorno i 40 mila Euro.
Ultimo, ma non meno importante, anzi, quando si parla di un’auto sportiva con caratteristiche del genere è il look. La Cupra Leon R ST si fa notare fin dai colori scelti per la carrozzeria: dal Magnetic Tech al Nero Midnight – passando per il Bianco Nevada o chiudendo con il Blackness Grey, creato “ad hoc” per lei. E poi i loghi e le scritte realizzate in color rame aiutano, non poco, ad enfatizzare l’essenza estrema di questa vettura – stessa colorazione che tra l’altro trova spazio sui cerchi in lega da 19” con coprimozzi a nascondere i bellissimi freni Brembo anteriori. Che dite: ci è piaciuta la nuova Cupra Leon R ST?
Il mercato dell’auto è in costante fermento grazie agli enormi passi avanti compiuti dalla recente tecnologia. La necessità per i costruttori di mettere in vendita vetture sempre più connesse ed ecologiche, ha fatto in modo che le novità auto 2019 siano di sicuro interesse.
È stato inoltre di recente approvato un emendamento in commissione Bilancio alla Camera, che prevede un Ecotassa e Ecobonus 2019fino ai 6.000 euro per l’acquisto di auto a basse emissioni quindi elettriche, ibride o a gas naturale e una penalizzazione per le auto con alte emissioni.
Quali sono le più importanti auto nuove in uscita nel 2019?
Skoda Scala
Land Rover Defender 2019
Mercedes-Benz EQC
Porsche Cayenne Coupé 2019
Opel Corsa 2019
Audi e-tron
Audi Q3 2019
Audi Q5 Plug-in
BMW Serie 7
BMW X6 2019
BMW X7 2019
Volkswagen T-cross
Toyota Corolla
Toyota RAV4 2019
LAND ROVER DEFENDER 2020
L’arrivo sui mercati della Land Rover Defender 2020 è previsto per la metà del 2019 e la nuova fuoristrada inglese promette di essere una vettura decisamente rivoluzionaria. Il telaio sarà interamente in alluminio, ed abbandonerà la struttura a longheroni, mentre il passo sarà corto con sbalzi ridotti. Si conosce ancora poco circa lo stile della nuova Land Rover Defender, ma le indiscrezioni parlano di un design moderno, spigoloso ed immediatamente riconoscibile.
La Land Rover Defender adotterà i propulsori Ingenium a benzina, declinati nelle versioni a tre, quattro e sei cilindri; mentre più avanti dovrebbero entrare in commercio anche le varianti ibride ed elettriche. Secondo i rumors, infine, oltre alle versioni a tre e cinque porte potrebbero essere disponibili anche: la versione con passo lungo, sette posti con il passo allungato, quella pick-up e quella telonata.
MERCEDES-BENZ EQC
La nuova Mercedes-Benz EQC, dove EQ sta per “Electric Intelligence” fa parte di una famiglia in crescita di Mercedes-Benz a trazione puramente elettrica. Ora il primo SUV elettrico è pronto per fare il suo debutto sul mercato a metà del 2019 e si presta a diventare una delle novità più interessanti tra le auto elettriche del 2019 insieme all’Audi e-tron.
Il cuore pulsante della Mercedes EQC, e vera e propria novità per il costruttore tedesco, sono i motori. Il SUV della Stella, infatti, sarà dotato di due motori elettrici, uno per asse, per una potenza complessiva di 408 CV e 760 Nm di coppia, alimentati da batterie agli ioni di litio. I dati emersi dal ciclo WLTP promettono una percorrenza che varia da 374 sino a 417 km.
Con la recente apertura degli ordini, sono stati anche comunicati i prezzi per il mercato tedesco. La Mercedes EQC parte da 71.281 euro, mentre la versione ECQ 1886 Edition parte da 84.930 euro.
Altra novità nel mondo dei SUV 2019 da guardare con particolare interesse è la Porsche Cayenne Coupé. La Casa tedesca non vuole lasciare inesplorata la nicchia di mercato occupata al momento dalla BMW X6 e dalla Mercedes GLE coupé e nel 2019 introdurrà nei suoi listini una variante del proprio SUV di successo, caratterizzato da una linea particolare e filante. L’elemento che spicca maggiormente è la coda grazie al lunotto inclinato e al tetto spiovente. Questo dettaglio, tuttavia, dovrebbe andare a discapito dell’abitabilità interna riservata a solo quattro occupanti. L’abitacolo della Porsche Cayenne Coupé dovrebbe ricalcare in tutto e per tutto quello già visto sulla versione tradizionale attualmente in commercio.
Per quel che riguarda la gamma motori, oltre al 3.0 V6 340 CV ed al V8 4.0 da 550 CV è da poco disponibile anche la versione S che porta in dote il V6 2.9 da 441 CV e 550 Nm abbinatp al cambio Tiptronic S otto marce ed alla trazione integrale. I prezzi partono da 89.213 euro per sfiorare quota 154.000 euro nella versione dotata di motore V8.
OPEL CORSA 2019
Nel 2019 Opel lancerà la nuova generazione di Corsa, una delle utilitarie più vendute sul mercato. La nuova Opel Corsa avrà dimensioni molto simili a quelle della generazione precedente, mentre il design sarà rivoluzionato poiché verrà inserito il nuovo modulo ‘Opel Compass‘. Questo sfoggerà una nuova calandra chiama ‘Vizor’ e nuovi gruppi ottici con una forma diversa.
A partire dall’estate del 2019 sarà inoltre possibile ordinare l’Opel Corsa elettrica ed entro la fine del 2020 ci saranno in totale quattro modelli di auto elettriche che garantiranno un elevato piacere di guida e contribuiranno a incrementare considerevolmente la domanda di vetture elettriche.
Novità Audi
AUDI E-TRON SPORTBACK
Audi e-tron è il primo SUV completamente elettrico a trazione integrale di casa Audi e sarà il capostipite di una famiglia di veicoli 100% elettrici. In attesa di conoscere le specifiche finali, ecco alcuni di numeri di Audi e-tron destinata ad diventare una delle migliori auto elettriche del 2019: Ecco alcune caratteristiche:
accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi
velocità massima di 210 km/h
potenza fino a 408 CV
autonomia: 400 Km
batteria: 95 kWh + 150 kWh per la ricarica ultraveloce
Tra i SUV 2019 più attesi c’è di sicuro l’Audi Q3. La seconda generazione del SUV della casa dei quattro anelli è stata svelata a luglio ed ha colpito per un cambio di stile deciso. Via le linee morbide della precedente generazione e spazio a tagli netti e decisi che conferiscono un look più urbano ed aggressivo. Le misure dell’Audi Q3 2019 sono cresciute rispetto al modello precedente. La lunghezza è di 4 metri e 48 centimetri, con un passo allungato di quasi 8 centimetri, a tutto vantaggio dell’abitabilità interna. Mentre la larghezza è cresciuta di 18 millimetri ed è pari a 184 centimetri.
Quattro gli aggiornamenti previsti in listino, base, Business, Business Advanced e S Line Edition, mentre la gamma motori vede la presenza di due motori benzina, il 1.5 litri da 150 CV e 250 Nm di coppia ed il 2.0 declinato nelle due versioni da 190 e 230, e due diesel 2.0 litri di cilindrata disponibili nelle potenze da 150 e 190 cavalli.
I prezzi partono da 34.200 euro per l’Audi Q3 35 TFSI.
Altra novità auto 2019 decisamente attesa è l’Audi Q5 plug-in. Il SUV della Casa tedesca, punto di riferimento nella categoria, si presenterà sul mercato con l’attesa alimentazione ibrida plug-in, finalizzata alla riduzione di consumi ed emissioni. Rinnovato in chiave moderna il look dell’Audi Q5 con tecnologia plug-in grazie a linee tese e dinamiche che donano un aspetto piacevole alla vettura.
Il frontale è sempre dominato dall’imponente calandra single frame e dai fari a led affilati, mentre la fiancata vede una linea di cintura alta sottolineata da un taglio netto che percorre l’intera carrozzeria, donando movimento. Curati, come sempre, gli interni che adesso dispongono della tecnologia dell’Audi Virtual Cockpit.
L’Audi Q5 plug-in è stata svelata al recente Salone di Ginevra ed ha portato in dote un nuovo pacco batterie agli ioni di litio da 14,1 kWh per le quali sono sufficienti al massimo 5 ore per la ricarica completa. La ricarica delle batterie, inoltre, avviene anche in fase di decelerazione grazie ad un motogeneratore che recupera una parte dell’energia e alimenta le pile. L’ Audi Q5 plug-in può viaggiare in modalità a zero emissioni per un massimo di 40 km. I prezzi per il SUV ibrido partono da 56.100 euro.
AUDI A6 ALLROAD
La Casa dei quattro anelli proporrà nel 2019 un’altra vettura di grande successo, l’Audi A6 Allroad. La station wagon con vocazione da fuoristrada si presenterà sul mercato con un design decisamente rinnovato e figlio del recente corso stilistico intrapreso ad Ingolstadt. Le linee spigolose si fondono alla perfezione in un corpo vettura cresciuto nelle dimensioni. Il posteriore è la zona maggiormente modificata rispetto alla passata generazione dell’Audi A6 Alloroad e presenta una coda filante e dei gruppi ottici a led uniti idealmente tra loro da un listello cromato che divide perfettamente in due parti il portellone.
Le foto spia dell’Audi A6 Alloroad non hanno consentito di vedere le linee definitive della vettura tedesca, ma si presume che l’altezza da terra sarà aumentata rispetto alle versioni stradali, così da consentire l’attraversamento di percorsi accidentati.
Nessuna conferma per quel che riguarda i motori, ma è plausibile che saranno adottati propulsori 6 cilindri. Nello specifico la versione diesel dovrebbe portare in dote il V6 3.0 litri TDI da 231 cavalli, mentre per versione top di gamma il la potenza disponibile dovrebbe essere di 286 CV. Per i prezzi si dovrà attendere il mese di giugno quando la Audi A6 Allroad arriverà nei concessionari.
Novità BMW
BMW SERIE 1
Disponibile da ottobre 2019, la BMW Serie 1 è una delle best seller di casa BMW. Con il recente restyling del modello di punta, la Serie 1 è caratterizzata da un corpo vettura lungo 4 metri e 33 centimetri e delle dimensioni in grado di offrire una buona abitabilità ai passeggeri che si dovranno accomodare sul divano posteriore. Qui di seguito una descrizione dettagliata delle novità inserite nella BMW Serie 1 MY 2019.
BMW SERIE 7
La BMW Serie 7 arriverà sul mercato entro i primi mesi del 2019 così da rinnovare la sfida alle eterne rivali Mercedes e Audi. La berlina tedesca sarà caratterizzata nella parte anteriore dalla classica griglia a “doppio rene” dalle dimensioni generose e da fari sottili ed affilati. Mentre i gruppi ottici posteriori, dallo sviluppo orizzontale, sono connessi tra di loro da un listello che sottolinea in tutta lunghezza il portellone.
Decisamente nutrita la gamma motori, adeguata al blasone della vettura. I propulsori benzina disponibili in listino sono il 4.4 litri V8 da 530 CV ed il 4.4 V12 da 585 cavalli destinato alla sportiva versione M, mentre i diesel presenti sono il 3.0 litri 6 cilindri da 265, 320 e 400 cavalli. Disponibile anche una versione ibrida 3.0 litri in grado di esprimere 394 CV di potenza e basata su un 3.0 a benzina da 286 CV abbinato ad un motore elettrico da 113 CV. I prezzi per la BMW Serie 7 partono da 96.200 euro.
BMW X6
La terza generazione della BMWX6: la SUV sportiva della Casa tedesca, è stata ritratta in numerose uscite nel corso dei test ed è quindi possibile intuire quella che sarà la sua linea definitiva, nonostante la presenza di camuffature. Il frontale andrà a riprendere quanto visto sulla X5 con la griglia dallo sviluppo classico abbracciata da fari dal design aggressivo, mentre l’elemento che caratterizzerà maggiormente la BMW X6 sarà la coda.
Come sempre interessante la gamma motori. Tra questi spiccano i benzina a sei cilindri 3.0 da 340 CV ed i diesel a sei cilindri 3.0, declinati nelle due versioni da 265 CV o 400 CV. Grande attesa anche per la versione top di gamma M e per la motorizzazione ibrida della quale, al momento, si ritiene che porterà in dote un propulsore 3.0 litri da 394 CV totali, 286 forniti dal motore termico ed i rimanenti dall’unità elettrica. I prezzi non sono stati ancora comunicati ma dovrebbero partire da circa 70.000 euro.
BMW X7
La Casa di Monaco sfornerà numerose novità auto 2019, rinnovando così la propria offerta. Tra queste le aspettative sono decisamente elevate per la BMW X7, uno dei SUV 2019 più attesi. Il SUV premium andrà a stravolgere le linee cui sono abituati gli affezionati della Casa tedesca per riprendere il design moderno anticipato con il prototipo X7 iPerforamance Concept. La calandra a “doppio rene” si sviluppa in verticale e non più in orizzontale ed andrà ad evidenziare un muso decisamente imponente, in grado di conquistare i mercati di elezione, ovvero quello cinese e americano.
I motori disponibili, unicamente benzina e diesel, sono tutti sei cilindri. Per i primi è presente in listino esclusivamente il 3.0 litri da 350 cavalli in grado di far raggiungere alla BMW X7 la velocità massima di 245 Km/h, mentre per i secondi il 3.0 litri è disponibile nelle due varianti da 265 e 400 cavalli. I prezzi partono da 94.900 euro.
Novità Volvo
VOLVO V40 2019
Altra novità auto 2019 attesa con grande interesse dagli appassionati è la Volvo V40. La Casa svedese si è ormai rilanciata con modelli che hanno riscosso immediato successo ed adesso punta al segmento delle vetture medie con un modello che richiamerà il nuovo corso stilistico fatto di linee decise e nette ed un’alimentazione che potrà essere anche totalmente elettrica.
Sempre dalla Casa svedese è attesa una interessante novità auto 2019. La Volvo V60 2019 è una station wagon dal design elegante, decisamente nordico, caratterizzato da un frontale dove spiccano i fari a led dal disegno a martello di Thor che abbracciano la imponente griglia cromata. Elegantissimo l’abitacolo della Volvo V60. Il disegno della plancia è semplice, pulito e lineare, quasi a voler rilassare chi si trova alla guida, ed al centro della stessa è presente il monitor dedicato all’infotainment. La gamma motori vede l’adozione di propulsori benzina e diesel da 2.0 litri e le varianti ibride plug-in, il T6 Twin Engine da 340 CV ed il T8 Twin Engine da 380 CV
41.580 euro è il prezzo di partenza per portarsi a casa la Volvo V60 2019, ma le versioni top di gamma, come la Volvo V60 T8 Twin Engine AWD Geartronic R sfiorano quota 64.000 euro.
VOLVO S40 2019
Tra le indiscrezioni circolate in questi ultimi mesi vi è anche quella di una versione tre volumi della V40. La Volvo S40 2019 dovrebbe quindi caratterizzarsi per la presenza della coda che andrebbe ad integrarsi alla perfezione col nuovo corso del design svedese.
VOLVO S60 2019
Il fermento della Casa svedese per le novità auto 2019 continua grazie ad un modello che riceverà senza dubbio una ottima accoglienza dal mercato, la Volvo S60. La berlina tre volumi si presenta con un design molto elegante, caratterizzato da un frontale dominato dai gruppi ottici con fari a led che cingono una griglia snella. Il paraurti anteriore è scolpito da linee nette, specie per quel che riguarda le prese d’aria, mentre la fiancata presenta un bel gioco di pieni e vuoti che donano dinamicità.
Particolarità della Volvo S60 2019 è l’abbandono delle motorizzazioni diesel a favore di quelle a benzina ed ibride. Le unità a benzina saranno turbo nelle versioni T5 e T6 con potenze rispettivamente di 254 CV e 310 CV, mentre quelle ibride denominate T6 Twin Engine e T8 Twin Engine erogheranno rispettivamente 340 e 400 CV.
Due gli allestimenti disponibili nel listino della Volvo S60 2019, R-Design e Inscription. La versione di partenza, la Volvo S60 T4 Geartronic Inscription, è in vendita al prezzo di 43.950 euro, mentre la top di gamma, l’ibrida S60 T8 Twin Engine AWD Geartr. R-design, parte da 60.400 euro.
Novità Volkswagen
VOLKSWAGEN T-CROSS
L’ampio listino delle vetture marchiate Volkswagen ha visto l’ingresso di un crossover che ha riscosso subito un ottimo successo di mercato, la Volkswagen T-Cross.
L’auto viene realizzata sul pianale modulare MQB A0, lo stesso da cui deriva la Polo. Una piattaforma pensata per le sole trazioni anteriori. Ecco perché la definizione di crossover è più calzante di quella di SUV La famiglia di unità a benzina di T-Cross, tutte dotate di filtro anti-particolato, si articola in questa maniera: propulsori 1.0 TSI con potenze di 95 cv (solo cambio manuale) e 115 cv (manuale e automatico), oltre al 1.5 TSI da 110 kW/150 cv. Il propulsore Turbodiesel TDI di 1,6 litri sviluppa invece una potenza di 70 kW/95 cv.
Quattro gli allestimenti previsti: Urban, Style, Advanced e First Edition. I prezzi per la Volkswagen T-Cross partono da 19.000 euro.
VOLKSWAGEN GOLF 2019
La Volkswagen Golf 2019 è senza dubbio una delle novità auto 2019 maggiormente attese, dato che da decenni la vettura tedesca è diventata il punto di riferimento del segmento C. Non si conoscono ancora dettagli sulla linea della Volkswagen Golf 2019 dato che il prototipo paparazzato nel corso di test al Nurburgring ha girato sul tracciato tedesco con ancora il corpo vettura dell’attuale generazione, basato sulla piattaforma MQB, seppur leggermente modificato nella lunghezza, mentre in altri scatti più recenti è stata utilizzata una carrozzeria dallo stile fin troppo simile a quella della Polo.
I bozzetti circolati negli ultimi giorni hanno fatto intuire che l’ottava generazione della Volkswagen Golf adotterà un design moderno e filante oltre ad un abitacolo dotato di un doppio monitor che svolgerà funzioni di virtual cockpit e infotainment.
Se del look poco si è intravisto, ben più interessanti sono le indiscrezioni sulla gamma motori. La Casa tedesca vuole puntare molto sull’innovazione dei motori e dovrebbe proporre alimentazioni sia ibride, disponibile anche abbinate a motori Diesel, che integralmente elettriche.
Novità Toyota
TOYOTA COROLLA
La Casa giapponese ha presentato, in occasione dello scorso salone di Ginevra, la Toyota Corolla. La Toyota Corolla 2019 è tornata al nome originario utilizzato in tutto il mondo. In Europa era giunta alla 3°generazione con il nome di Toyota Auris, ma ora è stato unificato e sarà disponibile soltanto in versione ibrida con potenze di 122 cavalli per le versioni dotate di motore da 1.8 litri e 180 cavalli per quelle da 2.0 litri.
Pratica e versatile, grazie all’ampio baule da 598 litri, la Toyota Corolla è un’auto dal look moderno e accattivante: ha sottili fari anteriori ben integrati nella mascherina, un taglio sulla fiancata che vivacizza l’insieme e il lunotto inclinato.
La nuova Corolla sarà disponibile in versione berlina tradizionale e Touring Sports, ovvero station wagon, con un prezzo di partenza di 27.300 euro. Saranno disponibili quattro diversi allestimenti: Active, Business, Style e Lounge, dotati del pacchetto Safety Sense che comprende diversi sistemi di sicurezza.
TOYOTA RAV4
L’antesignano dei moderni SUV arriverà sui mercati con un design totalmente inedito. La Toyota RAV 4, infatti, rappresenta un taglio netto col passato e propone adesso uno stile decisamente urbano, maschile e di ispirazione made in USA. Il frontale è la parte che maggiormente caratterizza la vettura grazie ad una griglia di dimensioni generose e un paraurti eccessivamente squadrato. Anche la fiancata presenta linee nette.
Il SUV della casa giapponese è disponibile sul mercato italiano esclusivamente con motorizzazione ibrida denominata Hybrid Sinergy Drive, basata sul motore a benzina da 2,5 litri di cilindrata ed abbinata al cambio CVT Direct Shift a 8 marce. Sarà sicuramente uno dei migliori SUV ibridi del 2019.
Tre gli allestimenti disponibili: Active, Style, Lounge, mentre il listino prezzi della Toyota RAV4 parte da 34.550 euro.
La Jeep Renegade si è rivelata un autentico successo commerciale per la FCA. Il SUV compatto, infatti, ha conquistato il mercato grazie ad una linea convincente e motori in grado di fornire prestazioni adeguate sia in città che nel fuoristrada leggero. In seguito alla presentazione del piano industriale degli scorsi mesi è emersa la volontà di elettrificare la gamma e dare vita alla Jeep Renegade plug-in.
Entro il 2022 la Jeep Renegade monterà propulsori puliti e dirà addio alle motorizzazioni diesel, mentre le model year 2018 adottano già i nuovi motori benzina Multiair III, disponibili nelle versioni da 1.0 litri da 110 CV e 1.3 litri da 150 cavalli in grado di ridurre del 20% i consumi.
La Jeep Renegade Plug-in è stata mostrata in anteprima al Salone di Ginevra ed in questa occasione sono state svelate anche le caratteristiche tecniche del SUV. Il motore adottato è un 4 cilindri turbo benzina 1.3 FireFly che lavora in sinergia con quello elettrico, alimentato da una batteria agli ioni di litio e montato sull’asse posteriore. La produzione inizierà a fine anno.
Che storia quella della Toyota RAV4. Nata nell’ormai lontano 1994, il primo SUV della casa nipponica ne ha fatta di strada e oggi raggiunge quella maturità votata al rispetto dell’ambiente che solo una vettura ibrida sa avere. Vero, Toyota RAV4 Hybrid non è una novità di oggi – la vocazione ibrida si era già vista con l’edizione 2015, ma oggi possiamo dire come il pubblico, soprattutto quello europeo, sia ancor più pronto a mettersi al volante di una vettura con questo tipo di alimentazione. Sarà uno dei migliori SUV Ibridi nel mercato.
Sotto il vestito di lamiera della nuova Toyota RAV4 2019 troviamo quindi un motore tradizionalmente alimentato a benzina da 2,5 litri di cilindrata abbinato ad un’unità elettrica da 88 kW. La potenza combinata dei due motori porta quindi a casa la bellezza di 218 CV – con una crescita quindi di una ventina di cavalli rispetto a quella che oggi possiamo considerare una Toyota RAV4 usata!
Altra ghiotta novità del SUV della casa fondata da Kiichiro Toyoda arriva poi dal debutto del nuovissimo telaio dall’acronimo quanto impronunciabile quanto utile alla guida di tutti i giorni! Si chiama TNGA-K, leggi Toyota New Global Architecture-K, che migliora – di tanto, le virtù della vettura. Ad esempio è più rigido, il che si traduce con un piacere di guida migliorato a braccetto col comfort di bordo. Ma quello che probabilmente fa meglio è distribuire in modo equilibrato i pesi garantendo una tenuta di strada ancor più efficace.
Tutto contribuisce quindi a regalare una guida nel relax più completo, complice senz’altro anche l’andatura silenziosa. Inoltre, se la tecnologia ha bussato anche alla porta della sicurezza lo apprezziamo ad esempio dall’introduzione, per la prima volta su una vettura di casa Toyota – del sofiticato pacchetto battezzato “Safety Sense 2.0”.
In “lui” troviamo tutti i progressi conquistati in termini di guida semi-autonoma; cercando di prevenire ed evitare, ad esempio con la frenata automatica, collisioni con altre auto indipendentemente dalla velocità con la quale stiamo viaggiando. Questo se si viaggia con Toyota RAV4 Hybrid nel traffico cittadino, senza dimenticare che quando l’asfalto finisce entra in gioco “Trail Mode”, di fatto il nuovo controllo del differenziale a slittamento limitato – ideale per tirarci d’impaccio dalle situazioni più al limite dell’aderenza. Unica nota negativa, soprattutto in questo periodo storico in cui tutti posseggono e connettono il proprio smartphone praticamente a tutto, è l’assenza della connessione Android Auto o Apple CarPlay – preferiti ad un sistema dedicato.
Decisamente interessante è però il prezzo di Toyota RAV4 2019, a partire da 34.550 euro in allestimento AWD Style. Per la versione top di gamma, AWD Lounge, servono invece almeno 43.450 Euro.
Scopri la nostra selezione dei 5 migliori SUV, in cui la Toyota RAV4 è uno dei migliori.