SUV 2022-2023: nuovi modelli, prezzi e i migliori in commercio

Jeep Avenger: prezzo, dimensioni e caratteristiche 13

Il segmento dei SUV non sembra conoscere crisi. Le vetture a ruote si sono ormai impadronite delle nostre città ed i consumatori chiedono a gran voce modelli sempre nuovi. Scopriamo le novità in arrivo ed i SUV più interessanti presenti sul mercato. 

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INDICE
Nuovi SUV in arrivo nel 2023
I migliori SUV del 2022
Migliori SUV qualità prezzo
SUV economici
I migliori SUV ibridi
Miglior SUV 4×4
I migliori SUV elettrici

C’è un grande fermento per il 2023 nel segmento dei SUV. Molte Case, infatti, presenteranno modelli totalmente inediti o aggiornati. Vediamo i più interessanti: 

  • Mercedes EQE SUV
  • Smart #1 
  • Toyota C-HR
  • Jeep Avenger

Mercedes EQE Suv: con una lunghezza di 4,8 metri, la Mercedes EQE SUV si posiziona un gradino sotto alla EQS SUV. Variante rialzata della EQE, offre spazio in abbondanza per passeggeri e bagagli, ai quali è riservato un vano di carico di 580 litri. A spingerla provvedono motori elettrici con potenze fino a 687 CV, mentre grazie alla batteria da 90 kWh con un pieno di energia si fanno poco meno di 600 km.

Smart #1: è il modello della grande rivoluzione in cada Smart. Primo SUV del costruttore, è lungo 4,30 metri, ma nonostante le dimensioni compatte può contare su potenze fino a 438 CV. Disponibile unicamente in abbinamento a powertrain elettrici, può percorrere fino a 440 km quando la batteria da 66 kWh è completamente carica.

Toyota C-HR: modello strategico per il costruttore giapponese, la nuova generazione punterà non soltanto su un design tutto nuovo, ma anche su powertrain tutti nuovi. Accanto alla versione full-hybrid, infatti, sarà disponibile anche un’inedita plug-in.

Jeep Avenger: il piccolo SUV di casa Jeep è tra i modelli più attesi del 2023. Proposto in versione elettrica con motore da 156 CV, nel nostro Paese sarà disponibile anche in abbinamento al 1.2 turbo a benzina da 100 CV.

In attesa di toccare con mano i SUV che arriveranno sul mercato nei prossimi mesi scopriamo quali sono stati i modelli migliori del 2022. 

I migliori SUV 2022 Prezzo
Alfa Romeo Stelvio da € 53.500
Cupra Formentor da € 32.500
Ford Kuga da € 29.550
Jeep Compass da € 30.700
Skoda Kodiaq da € 30.950
Toyota CH-R da € 30.900
Audi Q3 da € 37.300
BMW X5 da € 71.00
Ford Explorer da € 82.900

Alfa Romeo Stelvio: il primo SUV della Casa del Biscione si è fatto apprezzare per le sue doti sportive che non hanno intaccato lo storico DNA del brand italiano. I motori disponibili regalano potenze fino a 510 CV. 

Cupra Formentor: il brand spagnolo ormai indipendente da Seat si è fatto notare sul mercato con un SUV dalle linee seducenti ed affilate. Sotto il cofano la scelta di motorizzazioni è notevole e passa da i classici benzina e diesel sino ad arrivare alle unità ibride. 

Ford Kuga: l’ultima generazione del SUV della Casa dell’Ovale blu si è presentata con uno stile fluido e convincente che rompe decisamente con le linee del passato. Inedite anche le motorizzazioni dove spicca l’ibrido plug-in da 225 CV. 

Jeep Compass: il SUV del brand americano si è rivelato un vero e proprio successo commerciale nel nostro Paese grazie ad uno stile davvero riuscito. Da qualche mese è disponibile una inedita motorizzazione ibrida plug-in che affianca i classici benzina e diesel. 

Skoda Kodiaq: il SUV di taglia XXL della Casa ceca non passa di certo inosservato per via delle sue dimensioni importanti, ma lo stile elegante riesce a mascherare in parte una lunghezza di 4,7 metri. I motori disponibili sono solo benzina e diesel. 

Toyota CH-R: ormai presente sul mercato da qualche anno, e da poco sottoposta al restyling di metà carriera, la CH-R ha immediatamente conquistato il mercato grazie ad uno stile aggressivo che non invecchia. I motori disponibili sono esclusivamente ibridi. 

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Audi Q3: vero e proprio best seller per il costruttore tedesco, la Q3 è arrivata alla seconda generazione con uno stile rivisto ma non aggressivo come gli ultimi modelli della Casa. Anche per il SUV compatto le motorizzazioni disponibili sono benzina, diesel e ibride. 

BMW X5: grande successo commerciale per il marchio di Monaco di Baviera, l’ultima generazione della X5 affina ulteriormente lo stile, restando fedele ai gusti europei, ma amplia la gamma motori con unità anche ibride plug-in. Chi vuole le prestazioni, però, può scegliere la M Competition da 625 CV. 

Ford Explorer: le dimensioni enormi, con un corpo vettura che supera i 5 metri di lunghezza, ed uno stile molto americano sono i tratti distintivi del SUV della Casa americana adatto a chi non si accontenta. Per provare a tenere sotto controllo i consumi è presente un’unica motorizzazione ibrida plug-in da 457 CV. 

Grazie ad una offerta praticamente infinita sono molti i SUV in grado di offrire ottime qualità a prezzi contenuti. Scopriamo i migliori. 

Migliori SUV qualità prezzo Prezzo
Dacia Duster da € 13.350
Fiat 500X da € 22.100

Dacia Duster: il rapporto qualità prezzo offerto dalla SUV rumena è imbattibile ed il mercato se n’è accorto rapidamente premiando il costruttore con numeri da record. Le motorizzazioni presenti in listino sono ampie: benzina, GPL e gasolio. 

Fiat 500X: il SUV della Casa italiana ha immediatamente fatto centro grazie ad uno stile che strizza l’occhio al vintage ma dimensioni adatte anche ad una famiglia numerosa. Niente ibrido in listino ma motori benzina e diesel. 

Escludendo la Dacia Duster, il mercato del nuovo non offre moltissimo per quanto riguarda i SUV economici, ma spulciando bene i listini è possibile trovare offerte interessanti. 

SUV più economici Prezzo
DR3 da € 15.400
Dacia Duster da € 13.600
Mahinda KUV 100 da € 12.900

DR 3: il SUV cinese assemblato in Molise ha superato gli scetticismi iniziali ed ha conquistato fette di mercato sempre più importanti. I motori disponibili sono benzina e GPL. 

Dacia Duster: con l’ultima generazione il best seller di casa Dacia ha raggiunto la piena maturità. Migliorato il livello di qualità percepita a bordo, continua ad essere disponibile in versione benzina, diesel e GPL, anche in abbinamento alla trazione integrale.

Mahindra KUV 100: un SUV estremamente compatto adatto principalmente alla guida cittadina. La vettura indiana non ha paura di sfigurare nella sfida con le rivali europee e punta tutto su prezzi contenuti, come le sue dimensioni, e motori benzina e GPL. 

Le motorizzazioni ibride stanno ormai invadendo anche il segmento dei SUV e sono numerosi i modelli offerti con queste unità. 

  • Peugeot 3008
  • Honda CR-V 
  • Renault Arkana 

Peugeot 3008: dopo l’aggiornamento di metà carriera la Peugeot 3008 continua a confermarsi una delle vetture più scelte dagli automobilisti italiani. Accanto alle unità benzina e diesel propone anche un’efficiente versione plug-in disponibile in due livelli di potenza.

Honda CR-V: la quinta generazione del SUV giapponese punta più sulla sostanza che sulla forma. Se le linee esterne possono non colpire, sono i contenuti sotto pelle a farla apprezzare. Il motore ibrido da 2.0 litri e 184 CV è scattante e parco nei consumi. I prezzi partono da 37.150 euro. 

Renault Arkana: ultima arrivata nel listino del costruttore francese, la Arkana ha uno stile controverso che unisce il design di un SUV a quello di una coupè. Ben definita, invece, la personalità dei motori  con un’unità ibride da 1.3 e 1.6 litri. Si parte da 30.450 euro. 

È vero, la maggior parte dei SUV proposti dalle Case è offerto con la sola trazione anteriore ma ci sono modelli votati anche alle escursioni off road. Scopriamo i migliori: 

  • Suzuki Vitara
  • Jeep Renegade 
  • Toyota Yaris Cross 

Suzuki Vitara: quando si parla di SUV a trazione integrale la Suzuki Vitara non ha bisogno di presentazioni. Il fuoristrada giapponese per antonomasia è oggi un modello trasversale, efficace su tutti i terreni, ma con un’abitabilità ottima anche nell’utilizzo quotidiano.

Jeep Renegade: il SUV della Casa americana ha fatto breccia nel mercato europeo e continua ancora oggi ad essere uno dei più venduti. Lo stile è tipicamente Jeep, mentre le misure sono adeguate al traffico cittadino. La versione 4×4 è quella dotata di motori ibridi plug-in. Si parte da 39.500 euro. 

Toyota Yaris Cross: l’ultima arrivata della Casa giapponese è la declinazione in chiave SUV della Yaris. Da quest’ultima si differenzia per lo stile molto più squadrato e la presenza della trazione integrale su alcune versioni. I prezzi partono da 30.600 euro. 

Molti sono anche i SUV elettrici che si stanno facendo largo nei listini dei vari costruttori. Scopriamo i modelli più interessanti: 

  • BMW iX 
  • Renault Megane E-Tech
  • Audi Q4 e-tron 

BMW iX: uno stile di rottura e particolarmente controverso è ciò che salta subito all’occhio quando si osserva il SUV elettrico della Casa tedesca. Le linee possono dividere, ma i contenuti sono di prim’ordine. Il motore elettrico offre potenze da 326 a 523 CV così da mantenere inalterato il DNA sportivo del marchio. I prezzi partono da 84.000 euro. 

Renault Megane E-Tech: il SUV elettrico di Renault condivide il nome con la rinomata berlina francese ma, di fatto, rappresenta un modello a se stante. Ha una potenza massima di 220 CV, erogati sulle sole ruote anteriori e un’autonomia di 470 km. I prezzi partono da 42.300 euro

Audi Q4 e-tron: SUV di taglia media che mette in mostra tutta la competenza della Casa dei quattro anelli nel mondo delle elettriche, la Q4 e-tron si presenta con uno stile futurista sia fuori che dentro. Sotto il cofano le potenze elettriche vanno da 170 a 265 CV. I prezzi partono da 45.700 euro. 

Auto a trazione posteriore: ecco i migliori modelli sul mercato

Alfa Romeo Giulia: prezzo, dimensioni e caratteristiche 14

Da sempre la trazione posteriore è sinonimo di sportività: ancora oggi, infatti, le ruote posteriori motrici sono ciò che contraddistingue i modelli più potenti e prestanti in circolazione. Sebbene questa soluzione abbia diversi vantaggi rispetto alla trazione anteriore, risulta spesso costosa, ed è per questo che spesso è stata relegata alle fasce premium del mercato automobilistico.

Da qualche anno a questa parte, però, la trazione posteriore si è ritagliata una fetta sempre più ampia del mercato grazie all’avvento delle auto elettriche. Su questi modelli, infatti, la coppia viene di sovente ripartita sul retrotreno: la trazione posteriore sta dunque diventando sinonimo di efficienza, oltre che di alte prestazioni.

In questo breve guida presentiamo alcuni dei più recenti modelli a trazione posteriore, divisi per categoria, portando esempi sia di vetture che arrivano dal mondo dell’elettrico, sia di vere e proprie supercar.

INDICE
Auto piccole a trazione posteriore
Berline a trazione posteriore
Station Wagon a trazione posteriore
Auto sportive a trazione posteriore

Se si pensa ad automobili a trazione posteriore di certo non vengono subito in mente le minicar, tuttavia questo segmento è uno di quelli con il maggior numero di modelli a trazione posteriore. I motivi sono essenzialmente due: spesso sulle vetture più piccole il motore viene posto sull’asse posteriore, come nel caso di Smart, che l’ha sperimentato a partire dalla sua seconda generazione; perché in questo segmento si concentrano molti modelli elettrici, che come accennato spesso si servono delle ruote posteriori motrici.

Smart EQ Fortwo

In attesa dell’arrivo del primo Suv della casa, l’offerta di Smart è adesso interamente elettrica e a trazione posteriore. Attualmente, infatti, il listino del marchio include solo la Smart EQ Fortwo, anche in versione Cabrio. L’auto non è certo una vettura sportiva, anzi: è celebre per la sua utilità in contesti urbani. Anche per questo, le prestazioni non sono certo da fuoriclasse: l’auto conta su un propulsore da 82 CV, mentre l’autonomia dichiarata si ferma a 132 km. I prezzi partono da 20.090 euro.

Honda e

Chi cercasse un’auto piccola a trazione posteriore ma con 4 posti per i passeggeri potrebbe invece optare per l’Honda e. La citycar giapponese è più prestante della rivale Smart, per quanto anche in questo caso la scelta della trazione posteriore è stata dettata più dalla motorizzazione elettrica che per aumentarne le prestazioni. Attualmente, l’unica versione disponibile in Italia è quella con motore da 156 CV, che dichiara un’autonomia di oltre 210 km e che ha un prezzo di listino che parte da 40.600 euro.

A differenza delle minicar, in questa categoria di vetture troviamo dei modelli che puntano sulla trazione posteriore non tanto per motivi di efficienza, quanto per aumentarne le potenzialità di guida. Questo aumento delle prestazioni grazie alla trazione posteriore, però, si riflette certamente sui prezzi, che per accaparrarsi queste berline non sono certo bassi.

Alfa Romeo Giulia

Alfa Romeo sta per lanciare la nuova generazione di Giulia, ma nel frattempo le soluzioni disponibili a listino sono esclusivamente a quattro ruote motrici o a trazione posteriore. Queste ultime sfruttano la coppia sull’assale posteriore per permettere al guidatore di avere una maggior manovrabilità e sfruttare al meglio tutte le potenzialità del veicolo. I modelli a trazione posteriore di Alfa Romeo Giulia sfruttano tutti lo stesso motore: il 2.2 turbodiesel da 160 CV. In questo caso, i prezzi partono da 47.050 euro.

Mercedes Classe C

Se si parla di berline a trazione posteriore non si può non citare la Mercedes Classe C, forse la più celebre di tutte. Come per la Giulia, anche in questo caso la scelta della trazione integrale è dettata principalmente dal desiderio di spingere al massimo le prestazioni. Attualmente il listino di Classe C include diversi modelli a trazione posteriore. Tra le diesel MHEV troviamo la C200d da 163 CV, la C220d da 200 CV e la C300d da 265 CV. Chi volesse un benzina può invece scegliere la C200 da 204 CV. In questo caso i prezzi vanno dai 51.641 euro ai 58.309 euro.

Ma il top di gamma per quanto riguarda la trazione posteriore è costituito dai modelli plug-in: l’ibrida diesel-elettrica C300de da 326 CV e l’ibrida benzina-elettrica C300e da 333 CV, che costano rispettivamente 67.988 euro e 64.328 euro. Entrambi i modelli possono contare su ottime prestazioni, con scatto 0-100 km/h in appena 6,1-6,2 secondi e autonomia elettrica di oltre 110 km.

Esistono poi vetture che, pur avendo una vocazione da familiari, puntano sulla trazione posteriore per non rinunciare alle prestazioni. In questa categoria troviamo specialmente Station Wagon di fascia premium perché, come accennavamo, la trazione posteriore aumenta le potenzialità aumentando allo stesso tempo anche i costi di produzione.

BMW Serie 3 Touring

Una delle più celebri vetture familiari a trazione posteriore è sicuramente la BMW Serie 3 Touring, che unisce una grande abitabilità di bordo con ottime prestazioni. Tutti i modelli della gamma Serie 3 che non dispongono della trazione integrale xDrive, siano essi benzina, diesel o ibridi, adottano la trazione posteriore.

Partendo dai diesel, sono disponibili i modelli 316d da 122 CV, 318d da 150 CV, e 320d da 190 CV e 330d da 286 CV, con prezzi di listino che vanno dai 47.400 euro ai 60.700 euro. Tre invece i benzina: la 318i da 156 CV, la 320i da 184 CV e la 330i da 245 CV, con prezzi compresi tra i 47.200 euro e i 59.700 euro. Anche in questo caso, però, la vera prestanza si raggiunge con i modelli che sono anche più efficienti, ovvero quelli plug-in: si tratta della 320e da 204 CV e della 330e da 292 CV, che costano rispettivamente 56.500 euro e 61.300 euro.

Jaguar XF Sportbrake

Un’altra icona delle familiari di fascia premium che dispongono della trazione posteriore e certamente la Jaguar XF Sportbrake, che come la Serie 3 cerca un punto di incontro tra le prestazioni e la spaziosità. In questo caso, però, la gamma è meno articolata e dispone solamente di una motorizzazione diesel e una a benzina, entrambe dotate di impianto mild-hybrid. La prima, chiamata D200, eroga fino a 204 CV e il costo parte da 70.760 euro. La seconda, denominata P250, può contare su un propulsore da ben 250 CV e si può ottenere per non meno di 72.090 euro.

Infine, proponiamo qui alcune auto dalla vocazione prettamente sportiva, ovvero quelle che tradizionalmente di più hanno usato la trazione posteriore. In questo caso l’efficienza c’entra poco: la coppia viene ripartita sul retrotreno per esprimere tutte le potenzialità delle vetture e rendere la guida molto più divertente.

Toyota GR86

Una delle più recenti novità in questo segmento è l’ultima generazione della Toyota GR86, lanciata nel 2021. L’auto è una delle vetture più votate alle prestazioni prodotte dalla casa giapponese e si propone come una sportiva alla portata di tutti. Effettivamente, stando ai listini, per mettere le mani su una GR86, che monta un potente 2,4 litri benzina da 235 CV, basterebbero poco più di 34.000 euro. Tuttavia, ad oggi le GR86 in stock sono terminate e bisognerà aspettare la ripartenza della produzione per accaparrarsene una nuova.

Mazda MX-5

Un’altra icona delle sportive a trazione posteriore è sicuramente la Mazda MX-5. La piccola due posti è disponibile sia in versione coupé che cabrio e, se si tiene conto della qualità degli equipaggiamenti e del motore, risulta anche abbastanza abbordabile. Attualmente il listino prevede solo due motorizzazioni, entrambe benzina a trazione posteriore: l’1,5 litri da 132 CV e il 2,0 litri da 184 CV (anche con cambio automatico). I prezzi partono da un minimo di 29.900 euro per i modelli meno potenti, e da 34.950 euro per le versioni con unità da 184 CV.

 

SUV BMW: ecco tutti i nuovi e i migliori modelli

SUV BMW: ecco tutti i nuovi e i migliori modelli

Suv e crossover rappresentano la moda del momento. Tutti le vogliono e un po’ tutti i costruttori ne propongono almeno uno in gamma. Ma c’è chi, come  BMW è stato antesignano di questa categoria di veicoli. Proprio il marchio di Monaco, è stato uno dei primo ad esplorare questa fetta di mercato ormai oltre vent’anni fa con la prima generazione della X5. Oggi, a molti anni di distanza, la gamma dei Suv BMW si è allargata molto. Ecco quindi una guida completa a tutti i modelli a “ruote alte” del costruttore tedesco.

INDICE
BMW X1
BMW X2
BMW X3
BMW X4
BMW X5
BMW X6
BMW X7
BMW XM

Partiamo con BMW X1, il crossover più piccolo di casa BMW, che con l’ultimo restyling è cambiato sotto tutti i punti di vista. La terza generazione del Suv BMW ha un look in linea con gli stilemi che ormai caratterizzano la casa, come il doppio rene di grandi dimensioni, incorniciato dagli aggressivi fari bi-Led. Inoltre, grazie ad alcuni accorgimenti per aumentare le proprietà aerodinamiche della nuova gamma, il coefficiente Cx scende a 0,26.

Per quanto riguarda gli interni, salta subito all’occhio lo schermo curvo unico che include il quadro comandi (da 10,25″) e il display per l’infotainment (da 10,7″). Per il resto, l’abitacolo della X1 è caratterizzato da uno stile elegante, con materiali che appagano il tatto e la vista e finiture molto curate, rispettando i canoni di un modello di fascia premium.

La novità più importante della nuova generazione, però, è rappresentata dal debutto di un’inedita variante 100% elettrica, che affianca le motorizzazioni benzina, diesel e plug-in. Il nuovo powertrain a impatto zero sprigiona fino a 313 CV, e grazie alla batteria da 66,5 kWh (64,7 kWh netti) dispone di un’autonomia di 415-440 km. A listino anche due varianti plug-in, entrambe basate su un 1,5 litri benzina unito a un secondo motore elettrico: le due versioni disponibili hanno una potenza di sistema di 245 CV e 326 CV rispettivamente.

Per quanto riguarda i propulsori a benzina, si parte con un 1.5 a 3 cilindri, declinato in una versione da 136 CV e una da 170 CV, dotata di impianto mild hybrid 48 V. Top di gamma benzina, il 2,0 litri e 4 cilindri MHEV da 218 CV. Anche i diesel a listino sono 3, con un’offerta articolata tutta sul propulsore 4 cilindri 2.0: l’accesso alla gamma è rappresentato dal modello da 150 CV, ma si sale di livello con le MHEV da 163 CV e da 211 CV. Per quanto riguarda i prezzi, si va dai 39.900 € del benzina meno potente ai 58.400 € dell’elettrica.

La BMW X2, invece, si pone a metà strada tra un Suv e una coupé. Lanciata sul mercato nel 2018, la X2 condivide la piattaforma UKL con la BMW X1 e come quest’ultima è stata aggiornata di recente. Anche questa si caratterizza per il doppio rene sul frontale e dai fari Bi-Led con cornering lights, a cui aggiunge delle particolari prese d’aria triangolari alle estremità del paraurti.

L’abitacolo mantiene l’eleganza che caratterizza i modelli BMW grazie materiali di alta qualità con cuciture e assemblaggi ben curati, ma d’altra parte presenta delle tecnologie meno innovative visti gli anni sulle spalle. Sulla plancia infatti troviamo, al centro, lo schermo da 6,5″ o 8,8″ (in base alla versione scelta) del sistema di infotainment, a cui si accompagna un cruscotto analogico con diplay TFT da 2,4″ o 5,7″.

Sono ben 7 le motorizzazioni che BMW ha deciso di mettere a disposizione dei suoi clienti per la X2, benzina, diesel e plug-in. Per quanto riguarda i benzina si parte dal 3 cilindri 1,5 litri da 136 CV, fino ad arrivare al 2 litri 4 cilindri declinato in una versione da 178 CV e nel modello M35i da ben 306 CV. Sullo stesso 1,5 litri benzina si basa anche la versione plug-in, che grazie al secondo motore elettrico alimentato raggiunge una potenza di sistema di 220 CV.

Tre anche i diesel, il cui accesso alla gamma è rappresentato dal 3 cilindri 1,5 litri da 116 CV. Gli altri due powertrain sono invece caratterizzati da un 2 litri 4 cilindri rispettivamente da 150 CV e 190 CV. Per quanto riguarda i prezzi si va dai 35.950 € del modello benzina meno potente ai 59.500 € della versione M35i.

La BMW X3 ha riscontrato un ottimo successo commerciale grazie all’ottimo mix tra prestazioni sportive e comfort degli interni. La terza generazione del SUV BMW non ha visto stravolte le linee che hanno conquistato molti consensi nel corso degli anni e si propone con un look in linea con la tradizione della casa tedesca.

Il frontale è caratterizzato dall’immancabile doppio rene abbracciato da aggressivi fari a Led, mentre la fiancata vede passaruota ben marcati ed una zona molto ampia dedicata ai finestrini così da garantire una ottima luminosità interna. L’abitacolo, invece, presenta materiali e finiture di ottima qualità in grado di soddisfare anche gli automobilisti più esigenti, mentre la gamma motori è molto ampia, includendo propulsori endotermici ed elettrificati.

Tra i benzina si parte dal 2.0 litri 4 cilindri, declinato nelle varianti da 184 CV e 245 CV, mentre la versione M40i utilizza un 3.0 litri 6 cilindri che raggiunge ben 360 CV. Per quel che riguarda i motori diesel, apre la gamma un 2.0 litri proposto nelle potenze di 150 CV e 190 CV, ma è disponibile anche un 3.0 nelle varianti da 249 CV, 286 CV e 340 CV con quest’ultimo dedicato alla M40d.

Presente anche una variante ibrida plug-in, che al 2,0 litri 4 cilindri benzina unisce un secondo motore elettrico per un potenza complessiva di 292 CV. I orezzi di listino di BMW X3 vanno dai 57.950 € ai 79.350 € della versione M40i.

La BMW X4 è giunta alla sua seconda generazione e rappresenta il Suv-coupé più piccolo del costruttore, si si esclude la X2 che ha un andamento del tetto meno discendente. Inoltre, entrando nell’abitacolo si può notare anche il grande passo avanti fatto dal punto di vista della tecnologia di bordo: la X4 dispone ora del BMW Live Cockpit, che comprende un display da 5,1″ nel quadro strumenti e un Control Display da 10,25″. Per il resto, gli interni rispettano i canoni di eleganza, comfort e qualità che contraddistinguono il marchio tedesco.

Buona l’offerta di motorizzazioni, che include esclusivamente powertrain endogeni ma tutti con impianto mild-hybrid a 48 V. Per quanto riguarda i diesel, si parte con il propulsore 2,0 litri 4 cilindri da 190 CV, ma si sale di livello con l’unità 3,0 litri 6 cilindri: questa viene declinata in tre versioni, che raggiungono rispettivamente i 249 CV, i 286 CV e i 340 CV (versione M40d).

I benzina disponibili, invece, sono solo tre. Si parte con il 2,0 litri 4 cilindri, di cui a listino troviamo una versione da 184 CV e una da 245 CV. Ma chi cerca più potenza può optare per il 3,0 litri 6 cilindri da 360 CV riservato alla versione M40i. I prezzi variano molto in base alla motorizzazione e si va da un minimo di 65.650 per la versione meno potente a un massimo di 84.450 € per il 3,0 litri 6 cilindri benzina.

bmw x4 usate
bmw x4 usate

La quarta generazione della BMW X5  segue l’impianto stilistico del nuovo design della casa tedesca, fatto di linee imponenti e nette. Ritroviamo dunque la mascherina a doppio rene e i fari Led, accompagnati da prese d’aria ancora più grandi agli estremi del paraurti.

Il Suv BMW, basato sulla piattaforma della berlina Serie 5, si presenta in strada con dimensioni importanti grazie ad una lunghezza che sfiora i 5 metri ed una altezza che tocca quota 2 metri. Queste misure consentono a 5 passeggeri di viaggiare in tutta comodità coccolati da un abitacolo sapientemente rifinito con materiali di qualità eccelsa. Spicca il nuovo design della plancia dove al centro della stessa si fa notare il display completamente digitale da 12,3’’ per l’infotainment e il Live cockpit professional, con schermo della stessa diagonale.

La gamma BMW X5  può contare su un’ampia scelta di motorizzazioni, diesel, benzina e plug-in. Per quanto riguarda i primi, si parte dal 2,0 litri 4 cilindri da 231 CV, ma chi cerca più potenza può optare per il 3,0 litri 6 cilindri, declinato in una versione da 286 CV e una da 340 CV. Due invece i motori benzina: il meno potente è un 3,0 litri 6 cilindri da ben 333 CV, ma il top di gamma è rappresentato dal propulsore 4,4 litri 8 cilindri che raggiunge i 530 CV.

Disponibile anche una versione ibrida plug-in, che combina il potente propulsore benzina 3,0 con una seconda unità elettrica, per una potenza complessiva di 394 CV. La batteria da 24 kWh (netti 22,3 kWh) regala inoltre un’autonomia elettrica di 77-88 km. Il prezzo di partenza per godere di questo crossover top di gamma è di ben 72.600 €, ma ne servono 107.000 € per la versione più potente.

Tra i SUV BMW maggiormente apprezzati a livello globale troviamo la BMW X6. Lo strano mix tra corpo da coupé ed assetto rialzato ha da sempre diviso le opinioni degli automobilisti tra chi la ama follemente e chi la odia, ma l’obiettivo della casa tedesca era proprio quello di creare una nuova nicchia, quella degli Sport Activity Veichle.

La BMW X6 si presenta con dimensioni importanti. La lunghezza, infatti, misura 4 metri e 94 cm, mentre l’altezza sfiora quota 1 metro e 70 cm. Cinque passeggeri viaggiano comodamente, anche se quelli posteriori sono costretti a qualche sacrificio per via della linea del tetto digradante verso la coda.

Gli interni sono estremamente curati, con materiali di alta qualità ed appagano sia il tatto che la vista. La plancia è sapientemente rifinita ed anche in questo caso ospita i due display da 12,3″ per infotainment e strumentazione digitale. La linea della BMW X6 è l’elemento che maggiormente colpisce l’attenzione. Se il frontale rispecchia i classici canoni estetici della casa tedesca, la fiancata e la coda stravolgono il concetto classico di SUV, complice una linea del tetto digradante che confluisce in una coda corta così da ricordare il corpo vettura di una coupé.

La gamma motori si articola su motori benzina e diesel, quasi tutti dotati di impianto mild hybrid a 48 V. Per quanto riguarda i primi, si parte con un 3.0 litri 6 cilindri da 333 CV, ma per prestazioni migliori si può scegliere il 4.4 litri 8 cilindri da 530 CV (unica unità non MHEV). Le motorizzazioni diesel, invece, sono tutte basate sullo stesso propulsore 3.0 litri 6 cilindri che viene declinato in una versione da 286 CV e una da 340 CV. I prezzi di listino oscillano tra gli 83.900 € e i 110.400 €, per il modello più potente.

bmw x6 usate
bmw x6 usate

Imponente. Non esiste altro termine per descrivere la regina dei Suv BMW, la nuova X7. La Sport Utility Veichle del marchio tedesco ha alzato l’asticella per quel che riguarda la categoria premium del segmento realizzando una vettura dallo spazio interno molto ampio in grado di ospitare nel lusso fino a 7 passeggeri. Le misure della nuova BMW X7 sono infatti di tutto rispetto: la lunghezza, infatti, supera i 5 metri e 18 cm, mentre l’altezza si assesta sui di 2 metri e 22 cm.

Inoltre l’ultimo restyling, introdotto proprio quest’anno, ha rappresentato un importante passo avanti nel design della X7, che ha abbandonato gli stilemi visti fin qui per uniformarsi alla nuova linea BMW. Questo si traduce in una mascherina a doppio rene ancora più imponente, una sottile fanaleria bi-Led e tanta tecnologia a bordo, come il quadro strumenti digitale da 12,3″ e display centrale digitale da 14,9″ per l’infotainment.

I motori della nuova BMW X7 sono adeguati alla massa importante della vettura e sono tutti almeno 6 cilindri disponibili. A listino troviamo una sola motorizzazione diesel, un propulsore 3,0 litri da 340 CV e 700 Nm di coppia. Invece, i benzina in gamma sono due: si parte con un potente 3,0 litri da 381 CV e 520 Nm di coppia, per poi passare all’unità da 4,4 litri 8 cilindri da 530 CV, riservata alla variante M60i. I prezzi partono da 107.300 €, ma sono necessari 136.400 € per portarsi a casa la versione più potente.

Per celebrare i primi 50 anni di attività della divisione M di BMW, quest’anno la casa tedesca ha lanciato la prima vettura sviluppata interamente dal suo reparto sportivo: la nuova BMW XM. La vettura è il primo modello ibrido di M, un’inedita motorizzazione plug-in da ben 653 CV, che vede la componente elettrica molto focalizzata sulle prestazioni.

Anche per questo l’autonomi in modalità solo elettrica si ferma a 83 km, con un consumo dichiarato di circa 1,5-1,6 l/100 km. Le prestazioni, invece, sono da fuoriclasse: nonostante la stazza imponente, BMW XM raggiunge i 250 km/h (aumentabili a 270 km/h con apposito pacchetto) e brucia lo 0-100 in appena 4,3 secondi.

La gamma motori di BMW XM è però destinata ad espandersi il prossimo anno, quando dovrebbe entrare a listino la versione Label Red. La potenza del powetrain salirà a 748 CV e 1.000 Nm di coppia, ottenuti lavorando esclusivamente sul V8.

A livello estetico, invece, lo stile resta quello degli altri grandi Suv BMW, con tutti i principali tratti caratteristici come la mascherina a doppio rene. Tuttavia XM conta su alcune peculiarità, come le colorazioni, le cornici di calandra e finestrini in oro, i cerchi in lega ad hoc da 21 o da 23″. Certo, però, questo modello non è paragonabile in tutto con gli altri della gamma X: i prezzi partono da 178.800 €.

Lexus UX: prezzo, dimensioni, caratteristiche

Lexus UX: prezzo, dimensioni, caratteristiche 3

Nonostante la presenza a listino di diverse berline, nel nostro Paese il brand Lexus è conosciuto soprattutto per i suoi Suv. Non poteva quindi mancare all’appello anche un modello compatto, ovvero la Lexus UX. E non è tutto, viaggiando un po’ controcorrente rispetto ad altri rivali, la UX è disponibile sia a trazione anteriore, sia integrale. È un modello che punta sull’agilità e sulla tecnologia di bordo, mostrando al contempo uno stile moderno e personale.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Lexus UX:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
Bagagliaio (2WD/4WD) 320/283 litri
 Alimentazioni ibrida
 Classe Euro 6 d-Temp
 CV/kW (da) 184/135
 Prezzo (da) 42.000 €

 

INDICE
 Novità 2022
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motorizzazioni
 Consumi
 Configuratore
Perché comprarla
 Prezzi

Debutta il Model Year 2023 di Lexus UX. Si notano innanzitutto i ritocchi negli  interni, specialmente queli legati all’infotainment, ma anche una nuova versione, denominata Design, e ritocchi tecnici per una maggiore sportività per l’allestimento F Sport. Il trackpad è sostituito da uno schermo touch a disposizione di chi guida, che a seconda dell’allestimento misura 8 o 12,3 pollici, e può sfruttare una maggiore potenza di calcolo. L’infotainment si aggiorna da remoto e gode di connettività Apple CarPlay e Android Auto. Fra le dotazioni interne aggiuntive anche la Digital Key e il Panoramic View Monitor. Tramite la applicazione dedicata My Lexus, poi, si può monitorare l’autonomia residua in ogni momento e attivare in anticipo il sistema di climatizzazione durante la ricarica. La nuova funzione My Car Start Lock aggiunge poi un antifurto in grado di disattivare completamente il powertrain a distanza.

L’estetica si rinnova soprattutto sull’allestimento Design. Basato su quello F Sport, include la colorazione bitono, in sei tinte disponibili combinate con tetto nero a contrasto. All’interno, invece, troviamo non solo i rivestimenti dei sedili di pelle sintetica e le sedute anteriori riscaldate, ma anche il “clima” automatico bizona con sistema Nanoe-X, la telecamera per la retromarcia, i fari a Led con abbaglianti automatici e l’infotainment con schermo da 8”. L’aggiornamento tecnico, poi, riguarda maggiormente la versione F Sport. UX è stata infatti ritoccata per quanto riguarda la taratura delle sospensioni.  . Lato Adas infine, il pacchetto Lexus Safety System+ è ora aggiornato e comprende funzionalità inedite, tra le quali il riconoscimento dei ciclisti (alla luce del giorno) e quello dei pedoni (anche di notte) sistema anti-collisione, una nuova versione del Dynamic Radar Cruise Control e le novità Emergency Steering Assist, Lane Tracing Assist ed Emergency Driving Stop System

Grazie alle sue dimensioni compatte, la nuova Lexus UX si dimostra un’auto ideale per gli spostamenti quotidiani così come per le gite fuoriporta. Lunga 4,5 metri, larga 184 cm e alta 154 cm, il crossover garantisce una buona abitabilità interna per cinque persone. Non troppo grande la capacità del bagagliaio, pari a 320 litri nelle versioni a trazione anteriore e a 283 litri in quelle a trazione integrale.

Dimensioni
Lunghezza 4.500 mm
Larghezza 1.840 mm
Altezza 1.540 mm
Passo 2.640 mm

Gli interni della nuova Lexus UX sono stati pensati intorno al conducente. L’abitacolo si caratterizza per un aspetto raffinato e lussuoso, caratterizzato da rivestimenti piacevoli al tatto e curati nei dettagli, come da tradizione per il marchio. Dietro al volante multifunzione in pelle troviamo un grande schermo per la strumentazione digitale, accompagnato dal nuovo schermo touch in posizione comoda per il guidatore, che a seconda della versione misura 8 o 12,3 pollici, e vanta una maggiore CPU. Con il Model Year 2023 troviamo nell’equipaggiamento interno anche Digital Key, Panoramic View Monitor, aggiornamenti automatici in remoto (OTA), compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto, navigazione su base cloud e assistente virtuale Hey Lexus. L’applicazione dedicata My Lexus, infine, permette al contempo di controllare l’autonomia rimanente da remoto e di attivare funzioni come la climatizzazione durante la ricarica. Come se non bastasse, grazie a My Car Start Lock, si aggiunge un’ulteriore antifurto capace di disattivare il powetrain del tutto a distanza.

Sempre tra i due sedili anteriori troviamo anche i controlli del climatizzatore S-Flow, mentre i comandi del lettore CD sono posizionati sotto ai bocchettoni centrali dell’aria condizionata. Ottima anche la dotazione di dispositivi di sicurezza e assistenti alla guida inclusi nel Lexus Safety System+, ulteriormente aggiornato per il Model Year 2023. Ora comprende anche il Pre-Collision System con riconoscimento di ciclisti e pedoni (i primi solo di giorno), un nuovo Dynamic Radar Cruise Control per la stabilità in curva, l’Emergency Steering Assist, il Lane Tracing Assist e l’Emergency Driving Stop System.

Il design esterno della Lexus UX si è contraddistingue per i suoi tratti spigolosi e aggressivi. Il frontale è dominato dalla grande calandra centrale a forma di “X”, al cui centro brilla lo stemma della casa nipponica, le cui linee si estendono fino al parabrezza grazie a due nervature oblique sul cofano. I gruppi ottici, disposti in un disegno sottile e appuntito, vengono evidenziati da una tagliente firma luminosa a LED, che insieme alle prese d’aria verticali poste in basso contribuiscono a donare al veicolo il suo look tanto personale.

La fiancata presenta due nervature che partendo dal passaruota anteriore si alzano verso il retro, sottolineando i volumi del veicolo. Il retro stupisce invece per l’innovativa disposizione dei fari, posti in un unico elemento sporgente e allungato che percorre il posteriore da parte a parte, integrandosi con il portellone. Anche qui le linee dividono lo spazio disegnando una “X”, riprendendo il design del frontale. Chiudono il quadro il grande lunotto posteriore e un secondo stemma Lexus posto nel centro. Con il Model Year 2023 troviamo infine un nuovo colore esterno e sospensioni adattive variabili (AVS).

Il Italia la Lexus UX è presente a listino solo in versione ibrida, a trazione anteriore o integrale. Il crossover viene spinto da un propulsore 2.0 benzina a iniezione diretta che genera 146 CV, supportato nel suo lavoro da un motore elettrico sincrono da 109 CV (80 kW): la potenza massima che si può ottenere combinando i due propulsori raggiunge i 184 CV, che permettono alla Lexus UX di viaggiare fino a 177 km/h con uno scatto da 0 a 100 Km/h in 8,5 secondi. Il modello a trazione integrale aggiunge un secondo motore elettrico da 7 CV (5,3 kW) per fornire coppia aggiuntiva alle ruote posteriori in caso di terreni difficili e per aumentare la stabilità.

La tecnologia ibrida permette alla UX di abbattere i consumi, soprattutto se paragonati a quelli di altri crossover con motore endotermico di pari categoria. Per percorrere 100 km, la nuova Lexus UX 2WD necessita di soli 4,1-4,3 litri di carburante con delle emissioni di CO2 che si fermano a 94-97 g/km (dati calcolati su ciclo combinato NEDC). Un po’ meno efficiente la versione a quattro ruote motrici, che su ciclo combinato registra un consumo di 4,5 litri ogni 100 km e 103 grammi di CO2 emessa ogni chilometro.

La nuova Lexus UX viene offerta in quattro allestimenti:

  • Urban: rappresenta l’allestimento base, con una buona dotazione di serie di partenza, disponibile solo 2WD.
  • Design: le dotazioni di serie sono maggiori e più estetiche.
  • F-Sport: pensata per i clienti più sportivi.
  • Luxury: allestimento al vertice dell’offerta, completo di tutti i dispositivi di sicurezza, disponibile solo 4WD.

Urban: l’allestimento di base include di serie Cerchi in lega da 17″ Bruniti, Lexus Safety System+, Fari automatici AHB, Antenna integrata, Lexus Link Connect Chiave Smart, Clima automatic, Retrovisore interno elettrocromatico, Retrovisori esterni regolabili elettricamente.

Design: questa versione è dotata di Cerchi in lega da 18″ F-Sport, Pelle Tahara Nera, Lexus Safety System+, Fari automatici AHB, Avviso angoli ciechi BSM, Antenna integrata, Lexus Link Connect, Chiave Smart, Clima automatico, Retrovisore interno elettrocromatico, Retrovisori esterni regolabili elettricamente, Sensori di parcheggio, Privacy Glass.

F-Sport: l’allestimento F-Sport aggiunge Cerchi in lega da 18″ F-Sport, Flare Red F SPORT leather, Lexus Safety System+, Avviso angoli ciechi BSM, Head-up display, Antenna integrata, Display multimedia da 12.3”, Lexus Link Pro, Impianto audio 10 altoparlanti, Cambio al volante, Chiave Smart, Clima automatico, Retrovisore interno elettrocromatico, Retrovisori esterni, regolabili elettricamente, Sensori di parcheggio, Privacy Glass.

Luxury: la versione top di gamma include di serie Cerchi in lega da 18″ a 5 razze, Pelle nera, Lexus Safety System+, Avviso angoli ciechi BSM, Head-up display, Antenna integrata, Panoramic View Monitor, Display multimedia da 12.3”, Lexus Link Pro, Mark Levinson 13 altoparlanti, Chiave Smart, Clima automatico, Retrovisore interno elettrocromatico, Retrovisori esterni regolabili elettricamente, Sensori di parcheggio, Privacy Glass.

  • Design: stile ricercato e dal carattere forte.
  • Consumi: la motorizzazione ibrida consente di avere dei consumi contenuti rispetto a un normale crossover.
  • Tecnologia: ampia offerta di serie di dispositivi di sicurezza e sistemi di assistenza alla guida.

Di seguito i prezzi della Lexus UX aggiornato a ottobre 2022:

Lexus UX Ibrida Prezzo
UX 250h 184 CV Urban 2WD 42.000 €
UX 250h 184 CV Design 4WD 48.000 €

 

BMW Serie M: ecco tutti i modelli più sportivi dell’Elica

BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 3

La divisione M di BMW affonda le sue radici nel 1972 e rappresenta l’anima più sportiva della casa automobilistica tedesca BMW. Da allora, si è sempre dedicata allo sviluppo di modelli ad alte prestazioni su base BMW. Con il passare degli anni e col cambiamento dei gusti della clientela, alla gamma delle sportive di BMW si sono aggiunti modelli sempre diversi arrivando oggi ad includere anche station wagon e SUV. Ma non solo, con BMW XM, infatti la divisione sportiva M offrirà anche modelli ibridi seguendo questo concetto di elettrificazione che ormai coinvolge anche chi è sempre stato dedito a modelli ad alte prestazioni.

INDICE
M2
M3
M4
M5
M8
XM
Serie M su base BMW

L’attuale BMW M2 è pronta a lasciare spazio alla nuova generazione del modello. Questa sarà alimentata dal medesimo motore di M3 e di M4. Si tratterà cioè di un sei cilindri, e la sua potenza sarà inevitabilmente minore rispetto a quella delle sorelle maggiori. Si potrà scegliere se abbinarvi il cambio manuale a sei marce oppure quello automatico a otto marce ZF. La trazione, neanche a dirlo, è esclusivamente posteriore. La potenza si aggirerà intorno ai 450 CV.

BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 5

BMW M3 è offerta con un unico propulsore benzina da 3.0 litri a 6 cilindri declinato in due varianti di potenza: 480 CV e 550 Nm di coppia (M3) e 510 CV e 650 Nm (M3 Competition), disponibile anche con trazione integrale M xDrive. Quest’ultimo motore è l’unico disponibile per la versione station wagon M3 Touring, che può spingersi fino a 280 km/h grazie al M Driver’s Package. M3 scatta da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi, dato che si riduce a 3,9 secondi per la versione da 510 CV e a 3,5 secondi per il modello xDrive.BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 4

L’M4 è anch’essa dotata del classico 3.0 litri sei cilindri in linea, un vero e proprio marchio di fabbrica dell’Elica riservato alle vetture più prestazionali. Il motore vanta 480 CV e 550 Nm di coppia nella versione base e 510 CV e 650 Nm nella variante Competition, la quale rende disponibile anche la trazione integrale xDrive, di serie per la variante cabrio. Le prestazioni parlano chiaro, la più prestante Competition M xDrive brucia lo “0-100” in soli 3,5 secondi, mentre la versione da 480 CV ferma il cronometro a 4,2 secondi.

BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 3

La versione più potente, infine, che spinge ancora più in là le prestazioni del 3.0 sei cilindri turbo è la M4 CSL. Sotto il cofano ospita un motore da 550 CV di potenza e 650 Nm di coppia, capace di completare l’accelerazione 0-100 km/h in soli 3,7 secondi e di toccare la velocità massima di 307 km/h.

BMW M5 punta sia alla sportività che all’eleganza. I 635 CV e l’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 3,0 secondi rendono la BMW M5 CS il modello più performante della gamma. La M5 Competition con M xDrive vanta invece una potenza massima di 625 CV e un assetto tarato per massimizzare le performance.

BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 2

Il modello M8 è disponibile in tre carrozzerie: coupé, cabrio e gran coupé. Le performance sono notevoli grazie al potente V8 con tecnologia M TwinPower Turbo, che può sviluppare fino a 625 CV e 750 Nm. A questo propulsore è abbinabile il cambio M Steptronic a 8 rapporti con Drivelogic e il sistema di trazione integrale M xDrive. La loro combinazione consente un’accelerazione da fermo a 100 km/h in soli 3,2 secondi per BMW M8 Competition Coupé e BMW M8 Competition Gran Coupé. La M8 Cabrio Competition può raggiungere i 305 km/h di velocità massima se dotata di M Driver’s Package.

XM è il primo modello sviluppato interamente dal reparto M, ed è anche il primo modello dotato di sistema ibrido plug-in M, con un propulsore che vanta ben 653 CV e proporzioni da SUV. Si tratta di un sistema composto da un 4.4 TwinPower Turbo da 489 CV e 650 Nm e da un motore elettrico da 197 CV e 280 Nm abbinati al cambio automatico otto marce M Steptronic. Scatta da 0 a 100 km/h in 4,3 secondi, nonostante la stazza, e può arrivare fino a 250 km/h di velocità massima. Quest’ultimo dato può essere aumentato di 20 km/h grazie al pacchetto M Driver’s.

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Quelle che vi abbiamo mostrato qui sopra sono le M “vere”. Ma la divisione Motorsport di BMW mette mano anche a modelli più “tranquilli” delle auto a listino producendo versioni come l’M135i o l’i4 M50. La prima è dotata di trazione integrale e può sviluppare fino a 306 CV: può raggiungere i 250 km/h e completare lo “0-100” in soli 4,8 secondi. La seconda è la prima M di derivazione BMW puramente elettrica: con due motori elettrici eroga 544 CV grazie alla modalità Sport Boost e scatta da 0 a 100 km/h in meno di 4 secondi.

 

I segnali per capire che è arrivato il momento di cambiare l’auto

Quattro segnali per capire che è arrivato il momento di cambiare l'automobile

Cambiare la propria auto rappresenta una momento importante per ogni automobilista. Ma al netto della nostra voglia di cambiare e di metterci al volante di un modello nuovo, esiste un modo per capire se la nostra auto è davvero da cambiare? In effetti si ed è per questo motivo che abbiamo realizzato questa guida pratica per capire quando è il momento di cambiare la propria auto.

Ma prima di iniziare, occorre fare una premessa: tutte le auto sono soggette ad una svalutazione, che può essere più o meno forte a seconda del modello in questione. In media, comunque, un’auto perde circa il 20% del suo valore nei primi 12 mesi dall’acquisto. Da quel momento in avanti, può perdere fino al 10% ogni anno.

1. Cambiamenti significativi del modello

La maggior parte dei modelli evolvono nella generazione successiva ogni sei anni, mentre solitamente ogni due o tre anni vengono apportate piccole migliorie e modifiche superficiali con il cosiddetto restyling. Se quindi vuoi assicurarti il massimo in termini di dotazioni e avanguardia tecnologica con la minima spesa, fai una ricerca sulle auto che ti interessano, per vedere se si avvicinano al momento in cui andranno incontro a un cambiamento radicale. Nei periodi che precedono l’uscita del modello rivisto o della nuova generazione è meno raro trovare offerte convenienti, dato che sia i proprietari che i rivenditori staranno guardando ai nuovi modelli in arrivo.

Ricordati anche di tenere d’occhio il calendario. Alcuni periodi dell’anno sono migliori per trovare buone offerte su modelli di auto specifici. Consulta la guida di automobile.it per scoprire quando è il momento migliore per comprare una nuova auto.

2. Manutenzione sempre più frequente

Le auto oggi sono sempre più affidabili, ma mai infallibili. Nel mercato dell’automotive non si parla certo di obsolescenza programmata, ma in ogni caso dopo alcuni anni le visite dal meccanico diventano sempre più frequenti, in particolare quando la garanzia è scaduta. Anche la più meticolosa manutenzione preventiva difficilmente riesce ad arrestare l’usura generale, in particolare con un clima sempre meno prevedibile.

Ci si chiede quindi periodicamente: vale la pena riparare la vecchia auto o è meglio comprarne una nuova? In generale conviene confrontare i costi di manutenzione annuali più la svalutazione della tua auto per controllare se superano la probabile svalutazione di un’auto nuova. Quando si presenta questa eventualità, allora è davvero arrivato il momento di guardarsi intorno. Proprio per poter difendere al meglio la valutazione della propria auto usata è raccomandabile conservare tutti i documenti degli interventi di manutenzione che hai eseguito sulla tua auto.

Auto elettriche e riparazioni: come lavorano i meccanici 1

3. Se la tua auto ha avuto un incidente

È impossibile misurare la probabilità di incorrere in un incidente, ma raramente, quando questi accadono, l’auto ne esce veramente illesa. Se la tua auto ha avuto un incidente e le riparazioni non sono state eseguite da un professionista certificato, potrebbe non essere più così sicura per te e per la tua famiglia. Un’auto riparata male non è pericolosa solamente in caso di un altro incidente, ma può incidere negativamente anche su chilometraggio, prestazioni e maneggevolezza. Per qualsiasi riparazione che vada oltre un intervento superficiale, di norma è meglio essere prudenti. Prendi in considerazione se passare a un’auto usata, in quanto questa dovrà passare delle procedure di controllo rigorose prima della

4. Cambiamenti nello stile di vita

Può accadere che il proprio stile di vita cambi, per esempio quando c’è un bambino in arrivo, e allora una cabrio o una citycar a due posti può diventare scomoda e insufficiente per le esigenze quotidiane. In questo caso, dai un’occhiata alla sezione sulle auto familiari di automobile.it, dove potrai trovare centinaia di potenziali auto perfette per viaggiare con la famiglia. Altri cambiamenti che hanno un impatto sulle nostre abitudini automobilistiche sono ad esempio il trasferimento dalla città alla provincia e viceversa oppure una nuova occupazione che richiede maggiori o minori spostamenti Potremmo avere bisogno di un auto che è più facile da parcheggiare o che sia particolarmente efficiente. Le soluzioni elettriche sono poi particolarmente adatte alla guida in città.

Tornando ai fattori famigliari, poniamo che i bambini nel frattempo siano cresciuti e abbiano abbandonato il nido. Forse quella monovolume parcheggiata nel vialetto di ingresso potrebbe lasciare spazio a qualcosa di più compatto ed economico, magari proprio a un’auto elettrica o ibrida. E infine, per chiudere il cerchio, perché non tornare a quella decappottabile? Puoi guardare le auto cabrio disponibili su automobile.it per trovare quella che fa per te. Qualunque sia la motivazione dietro a questa scelta, vorrai massimizzare il potenziale di investimento della tua vecchia auto. Se hai preso la tua decisione, leggi la nostra guida su come negoziare la vendita della tua auto usata. Una volta considerate tutte queste informazioni, potrai stabilire con sicurezza se è davvero il momento di vendere la tua automobile. Se lo è, comincia il tuo viaggio per trovare la tua nuova auto con automobile.it.

auto ecologiche usate
auto ecologiche usate

5. Chilometraggio

In generale, un’automobile può restare in condizioni efficienti per circa 250.000 km. Più ci si avvicina a questa cifra, però, più gli interventi di manutenzione si fanno frequenti. Eppure non basta considerare il numero di chilometri per avere un’idea delle condizioni reali di un’auto. Un ruolo importante è infatti giocato dalle abitudini di guida, dall’assenza di guasti importanti e dalla buona qualità delle riparazioni. Se l’uso del veicolo si riduce a quello famigliare, con brevi tragitti quotidiani e pochi viaggi lunghi, il veicolo manterrà probabilmente una buona resa più a lungo. Viceversa, se l’auto viene spesso usata per tragitti lunghi è più probabile che si usuri in fretta.

Come verificare i chilometri reali di un’auto usata

6. Alimentazione dell’auto

Il tipo di alimentazione dell’auto incide fortemente sulla sua progressiva usura. Se si opta per un benzina, si può aspirare ad arrivare fino ai 300.000 km. Se si tratta però di auto di piccola cilindrata la durata può ridursi fino a 150.000 – 180.000 km. Scegliendo un propulsore diesel si potrà ambire a una durata di circa 400.000 km – 500.000 km. Diventano quindi la scelta migliore se si percorrono spesso molti chilometri. Anche qui, la durata del motore diesel dipende dalla cilindrata e può scendere fino a 300.000 km per le cilindrate più piccole.

7. Classe ambientale

Visto che sempre più spesso i regolamenti nazionali e cittadini impediscono alle auto più inquinanti di circolare, soprattutto in percorsi urbani, è necessario tenere conto della classe ambientale della propria auto per sapere quando cambiarla. Progressivamente, gli Euro 0, 1, 2, 3, 4 e 5 saranno sempre meno liberi di circolare. Potrebbe, di conseguenza, diventare necessario l’acquisto di un’auto nuova, magari con un motore elettrico, per non pensarci più.

 

Guida autonoma: ecco come funziona, le caratteristiche ed i modelli

Guida autonoma

La guida autonoma è, al momento, una delle maggiori sfide che sta affrontando il mondo automotive. Ma per quanto se ne parli da molto, creare vetture con un’intelligenza artificiale sviluppata a tal punto da poter guidare senza l’intervento dell’uomo, ed in grado di prendere decisioni fondamentali in pochi millesimi di secondo non è per nulla semplice. In fase di test sulle strade aperte alla circolazione non è mancato qualche incidente, ma passo dopo passo si sta arrivando a modelli sempre più evoluti che non richiedono l’intervento umano alla guida.

INDICE
 Auto a guida autonoma
 Guida autonoma: livelli
 A che punto siamo in Europa
In Germania prevista guida autonoma di livello 4
Google guida autonoma
 Tesla guida autonoma
 Guida autonoma: vantaggi e svantaggi

Fino a qualche decennio fa parlare di auto a guida autonoma poteva sembrare fantascienza e come punto di riferimento si poteva, ma oggi questa tecnologia non è più un miraggio e sempre più case automobilistiche stanno sviluppando modelli a guida autonoma in grado di affrontare ogni tipo di condizione.

Con auto a guida autonoma si intende un veicolo in grado di soddisfare le principali capacità di trasporto di una macchina tradizionale in grado di rilevare l’ambiente e la navigazione senza intervento umano. Le auto a guida autonoma esplorano l’ambiente circostante con strumenti quali radar, GPS e visione artificiale, mentre sistemi di controllo avanzati interpretano le informazioni ricevute per individuare percorsi appropriati, ostacoli e segnaletica.

Guida autonoma: ecco come funzionano, le caratteristiche ed i modelli

I vantaggi derivanti dallo sviluppo della guida autonoma sono numerosi. In primo luogo, secondo gli intenti delle case automobilistiche che stanno lavorando a questa tecnologia, si andrà a ridurre sensibilmente la percentuale di incidenti stradali dato il maggior livello di attenzione alla guida garantito dall’intelligenza artificiale. Analogamente, le persone anziane o con disabilità guadagnerebbero una maggiore libertà di movimento. Infine, grazie alla capacità di comunicazione e connessione alla rete delle auto a guida autonoma, si potrà garantire un migliore scorrimento del traffico e, di conseguenza, una riduzione della congestione delle aree urbane.

Tuttavia questo sistema propone anche degli interrogativi, al momento, di difficile soluzione. Da un punto di vista etico ci si chiede come potrà e dovrà comportarsi un’auto a guida autonoma in caso di situazione di pericolo: la vettura andrà a tutelare la vita dei passeggeri o quella dei pedoni? Inoltre, altro aspetto ancora di difficile soluzione, in caso di sinistro la responsabilità andrà a ricadere sul proprietario di questa tipologia di auto, sull’azienda che produce l’auto o sull’azienda che produce il software di guida? Quest’ultimo aspetto dovrà essere disciplinato a livello legislativo in maniera uniforme se si vorrà garantire uno sviluppo importante del sistema autonomo.

Come abbiamo accennato, lo sviluppo della guida autonoma sta avvenendo in maniera progressiva e, per questo motivo, ne possiamo identificare diverse categorie. La SAE International Automotive, ente di normazione nel campo dell’industria aerospaziale, automobilistica e veicolistica composto da scienziati, ingegneri e apprendisti impegnati nello sviluppo e approfondimento delle conoscenze relative a veicoli e sistemi semoventi in un forum neutrale a beneficio della società, ha individuato 6 livelli che identificano i possibili stadi di guida autonoma dei veicoli.

Si parte dal livello 0, il più basso, per arrivare a quello più elevato, il livello 5, ma con lo sviluppo di nuove tecnologie non è esclusa la possibilità di aumentare il numero di livelli individuati.

Il livello 0 è quello privo di guida autonoma. Il guidatore è l’unico elemento in grado di gestire direzione e velocità all’automobile cosi come decidere di incrementare o rallentare la propria velocità. Il livello zero si applica a tutte le automobili prodotte nei primi anni 2000 e in quelle di low cost prive di supporti elettronici.

Il livello 1 è quello dotato di sistemi per la guida assistita. In questo livello il guidatore prende le decisioni in merito a frenate, accelerazioni e direzione ma viene supportato a livello informativo da altri sistemi che possono indicare la presenza di pericoli o condizioni avverse ed inviare segnali visivi o acustici al conducente.

Il livello 2 prevede una basilare integrazione di guida con il pilota. La vettura gestisce accelerazione e frenate attraverso sistemi come frenata assistita o frenata di emergenza anticollisione, ma la direzione ed il controllo del traffico restano esclusive del guidatore.

Il livello 3 è il primo livello di vera e propria automazione. L’auto è in grado di guidare da sola gestendo accelerazione, frenate e direzione mentre il conducente interviene in situazioni problematiche o nel caso in cui la guida autonoma non sia permessa o sia troppo pericolosa.

Il livello 4 prevede la gestione autonoma di accelerazione, frenata, direzione e controllo del traffico. L’automobile gestisce le tipiche situazioni dovute al traffico o alla percorrenza di strade urbane o extraurbane ed è in grado di guidare in completa autonomia. Il guidatore riprendere il pieno e totale controllo dell’auto su richiesta. Da questo livello si inizia a parlare di guida autonoma a tutti gli effetti, perché il veicolo è effettivamente in grado di spostarsi senza intervento umano nella maggior parte delle situazioni.

Il livello 5 è quello di piena espressione della guida autonoma. L’auto guida esclusivamente in maniera autonoma gestendo completamente tutti gli aspetti tipici della guida, e si occupa in autonomia di individuare il percorso da seguire, prendere la giusta direzione, accelerare o rallentare in base alle condizioni di traffico o alle situazioni emergenti.

Il Parlamento Europeo ha spinto per l’ingresso sul mercato delle auto a guida autonoma per ridurre il numero di persone che perdono ogni anno la vita in incidenti stradali. Secondo le statistiche, infatti, il 95% dei sinistri sono provocati da errori umani, spesso dovuti a disattenzione alla guida. Con auto e camion dotati della tecnologia per la guida autonoma, questa percentuale potrebbe ridursi sensibilmente e, di conseguenze, migliorare la sicurezza stradale.

Inoltre, sempre secondo il Parlamento UE, le tecnologie digitali possono diminuire gli ingorghi stradali, ridurre di conseguenza l’inquinamento, migliorare l’accesso alla mobilità e garantire nuovi posti di lavoro con profitti, entro il 2025, pari a 620 miliardi di euro per il settore automotive e a 180 miliardi per quello elettronico.

Attualmente, però, nel Vecchio Continente non esistono vetture in circolo con una guida autonoma superiore al Livello 3. Bisognerà aspettare ancora qualche anno per un viaggio on the road attraverso l’Europa senza che sia necessario l’intervento del conducente.

Lo scorso anno il Bundestag, il parlamento tedesco, ha approvato un disegno di legge che aggiorna le norme del codice della strada e prevede la possibilità della circolazione di auto con guida autonoma fino al livello 4, ovvero che non richiede l’intervento umano nella maggior parte delle circostanze.

Ma anche in questo caso, ci vorrà ancora un po’ di tempo per vedere delle auto con un autopilota così avanzato. Attualmente, però, sulle strada tedesche possiamo trovare delle vetture con guida autonoma di livello 3. Pochi mesi fa hanno infatti debuttato le nuove Mercedes Classe S ed EQS, dotate di autopilota di livello 3 utilizzabile su oltre 13.000 km di strade tedesche fino ad una velocità massima di 60 km/h. Già dallo scorso anno, inoltre, Mobileye (controllata di Intel) aveva reso disponibile un servizio di robotaxi nei principali aeroporti tedeschi, dotati sempre di guida autonoma di livello 3.

Giganti del web come Google hanno capito prima degli altri le infinite possibilità che la guida autonoma avrebbe potuto offrire e già dal 2009 ha iniziato la sperimentazione con la Pod Car, ovvero un’auto senza guidatore impiegata come piattaforma per lo sviluppo della tecnologia, mentre nel 2016 è stata creata la società Google Waymo, destinata esclusivamente alle self driving cars.

La mossa della casa di Cupertino è stata azzeccata. Gli anni di sviluppo hanno consentito a Google di raggiungere una posizione di leader nel settore della guida autonoma e, nel gennaio 2018, è stato siglato un accordo con Fiat Chrysler per la fornitura di migliaia di minivan Chrysler Pacifica equipaggiati con la tecnologia di Google tra cui sensori, telecamere e Lidar. Oltre alla Fiat Chrysler, di recente, si è aggiunta anche la Jaguar che fornirà ben 20.000 SUV Jaguar I-Pace.

Guida autonoma: ecco come funziona, le caratteristiche ed i modelli

Inoltre, già dal 2019 Waymo gestisce un sistema di veri robotaxi, con guida completamente automatizzata senza la necessità di alcun intervento da parte dei passeggeri, in tutta l’area della città di Phoenix, Stati Uniti. E lo scorso anno lo stesso sistema ha iniziato ad essere testato anche a San Francisco.

Le auto del brand Tesla non si caratterizzano soltanto per la loro propulsione 100% elettrica, ma anche per la presenza di serie di un hardware avanzato in grado di offrire sin da ora le funzioni di guida autonoma

L’Autopilot è una piattaforma che comprende otto videocamere che forniscono una visibilità a 360 gradi attorno all’auto in un raggio di 250 metri. Dodici sensori a ultrasuoni completano questo sistema di visione, consentendo il rilevamento di oggetti duri e morbidi a una distanza e con un’accuratezza quasi doppie rispetto al sistema precedente.

Un sistema radar rivolto in avanti con capacità di elaborazione migliorate fornisce ulteriori dati sull’ambiente circostante su una lunghezza d’onda ridondante in grado di vedere attraverso la pioggia forte, la nebbia, la polvere e persino al di là delle auto precedenti.

Tutti questi dati, inoltre, vengono elaborati da un computer di bordo fornito dalla Nvidia oltre 40 volte più potente di quello della generazione precedente. Nel complesso, questo sistema consente una visione del mondo che un singolo conducente non può avere, poiché vede in ogni direzione contemporaneamente e su lunghezze d’onda al di là di quelle dei sensi umani.

La maggiore sicurezza e le funzioni Autopilot sono pensate per aumentare il piacere di guida. La Tesla adatterà la velocità alle condizioni di traffico, manterrà la corsia o la cambierà automaticamente senza richiedere interventi da parte del conducente, passerà da un’autostrada all’altra, uscirà dall’autostrada all’approssimarsi della destinazione, parcheggerà da sola in prossimità di uno spazio libero ed entrerà o uscirà autonomamente dal garage.

Le attuali funzioni Autopilot richiedono comunque la supervisione attiva del conducente e non consentono la completa guida autonoma del veicolo. Tesla si è però posta l’obiettivo di lanciare un sistema di Autopilot di livello 4 entro il 2023.

VANTAGGI

  • Multitasking – Il conducente potrà dedicarsi a tutt’altra attività.
    Sicurezza – Sensori e algoritmi predittivi permetteranno alle auto senza conducente di valutare e in alcuni casi prevedere i rischi. Grazie alla guida sicura, il numero di incidenti stradali andrebbe a diminuire.
  • Efficienza – Si potranno evitare brusche frenate e accelerazioni improvvise, ottimizzando così il consumo di carburante. .
  • Meno traffico – Una volta in strada, i veicoli comunicherebbero continuamente tra di loro, scambiandosi dati su posizione, velocità di marcia e altre informazioni utili e conformi al codice della strada.
  • Nessuno escluso – Le auto a guida autonoma potranno essere utilizzate anche da soggetti che normalmente non potrebbero guidare, come persone anziane o disabili. Basterà indicare alla propria auto la destinazione e il gioco sarà fatto.

SVANTAGGI

  • Come in treno – In mezzo al traffico nelle strade del centro cittadino, potrebbe capitare che si sia costretti a frequenti soste e ripartenze e, come succede ai treni, si dovrebbe intervenire sugli spazi di accelerazione e frenata che inciderebbero in maniera negativa sul traffico cittadino.
  • Tilt – Nel caso in cui l’auto autonoma dovesse finire in un ingorgo stradale con altre auto tradizionali, potrebbe andare in tilt: le driverless, infatti, comunicano continuamente tra di loro e non avendo punti di riferimento potrebbero causare incidenti stradali.
  • Nuova legislazione – Al momento solo alcuni paesi hanno aperto tratti stradali dedicati al transito delle auto autonome, gli altri Paesi sono indietro, in attesa che accada qualcosa. Ma è proprio l’assenza di una regolamentazione che potrebbe impedire la loro libera circolazione.
  • Quanto mi costi? – Il prezzo di listino minimo di un’auto autonoma è di circa 100 mila dollari (circa 90 mila euro); non di certo alla portata di tutti.
  • Posti di lavoro a rischio – Le auto senza pilota saranno le principali concorrenti di tassisti e autotrasportatori: migliaia di posti di lavoro potrebbero scomparire in futuro.
  • Metereopatia – La pioggia e la neve potrebbero rendere la auto a guida autonoma inutilizzabili. Questi fenomeni atmosferici, infatti, secondo gli esperti, interferirebbero con i sensori montati sul tetto del veicolo, e renderebbero “cieche” le telecamere all’interno dell’abitacolo.
  • Hacker – Non esiste un computer che sia immune agli hacker. Anche i sistemi air gap, ritenuti inviolabili sino a non molto tempo fa, possono essere bucati senza troppe difficoltà.

 

Acquisto auto da privati: tutti i metodi di pagamento e i consigli

Qual è il miglior metodo di pagamento per comprare un’auto usata?

Il mercato dell’usato rimane vivace anche nei momenti di crisi. Proprio quando i prezzi diventano proibitivi sul listino del nuovo, gli automobilisti tendono maggiormente ad optare per l’acquisto un’auto usata che spesso può essere conveniente comprare da un privato. Per evitare spiacevoli sorprese, occorre però fare attenzione ai vantaggi e agli svantaggi delle diverse tipologie di pagamento. Vediamo quali sono.

 INDICE
Procedura acquisto auto da privato
Contratto di vendita auto tra privati
Acquisto auto da privati: quali sono i rischi?
Acconto per acquisto auto usata
Metodi di pagamento più sicuri
Comprare l’auto in contanti
Compravendita auto tra privati: pagamento con bonifico
Acquisto auto con assegno circolare

Su automobile.it sono presenti centinaia di annunci di auto usate messe in vendita da privati. La convenienza, in questo caso, è data tutta dalla possibilità di trattare sul prezzo e portarsi a casa la vettura desiderata alle migliori condizioni possibili. Dal sito sarà possibile contattare il venditore, iniziare la trattativa e programmare un’incontro per valutare lo stato della vettura.

ACQUISTO AUTO USATE: SCARICA LA CHECKLIST

Effettivamente, nella compravendita di un’auto tra privati non c’è obbligo di redazione del contratto per finalizzare l’acquisto. Tuttavia, la redazione di questo documento si rivela fondamentale quando ci si trovi a far valere le proprie ragioni in caso di inadempienza di una delle parti. Non sarà necessario un avvocato, ad ogni modo, per la redazione del contratto: basta rivolgersi ad un’agenzia di disbrigo pratiche e scaricare il modello presente sul web.

Nel caso di acquisto auto da privato il rischio maggiore è rappresentato dall’incertezza su alcune fondamentali informazioni sulla condizione dell’auto. Di conseguenza, è sempre opportuno valutare in maniera accurata la meccanica della vettura e la documentazione allegata, nonché le condizioni delle varie funzionalità in dotazione.

La presenza di tutte le ricevute dei tagliandi e delle riparazioni effettuate in officina può, d’altra parte, rappresentare un vantaggio contrattuale il venditore. Potrà evitare di scendere sul prezzo e offrire una garanzia ulteriore all’acquirente.

Qualora si sia trovata la giusta auto usata, ma non si abbia nell’immediato la disponibilità della somma richiesta, si potrà concordare col venditore il versamento di un acconto. Così facendo si eviterà che il mezzo venga venduto ad un altro soggetto. Al momento del versamento dell’acconto è fondamentale registrare la somma corrisposta nel contratto di vendita tra privati, o in una scrittura privata.

Arriviamo al momento più importante dell’acquisto auto da privato: il pagamento. In questo caso è sempre buona regola diffidare da chi pretende forme di pagamento poco trasparenti. Si potrà corrispondere l’importo pattuito tramite contanti, bonifico o assegno. Ma attenzione, le ultime due modalità sono quelle che garantiscono di fatto una maggiore sicurezza.

Allo stesso modo, i pagamenti elettronici rappresentano una soluzione altrettanto sicura per comprare un’auto usata da privato. Tramite Paypal, ad esempio, potrai effettuare transazioni tramite il tuo smartphone o altro device mobile. Così, non dovrai portare con te una ingente somma di denaro, e potrai allo stesso tempo tracciare facilmente il pagamento. Precauzione utile in caso dovesse sorgere una controversia dopo qualche tempo.

Inoltre i servizi di pagamento elettronico offrono spesso una garanzia per il pagamento acquisto auto usata. Il provider del sito potrà infatti aiutarti ad ottenere rapidamente indietro i tuoi soldi qualora tu voglia cancellare la transazione per frode o appropriazione indebita.

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Si può pagare un’auto usata in contanti, ma il valore della stessa non deve essere superiore a 2.000 euro. Le normative antiriciclaggio attualmente in vigore nel nostro Paese, infatti, fanno divieto il pagamento in contanti di somme superiori a tale soglia. Inoltre, è sempre fondamentale che il pagamento venga registrato nel contratto o in altra scrittura privata. Così facendo  si eviteranno controversie riguardanti l’effettiva corresponsione dell’importo già versato.

Probabilmente il sistema più sicuro per procedere all’acquisto auto tra privati è quello di pagare tramite bonifico. Il vantaggio è in questo caso rappresentato dalla tracciabilità del versamento effettuato. Solo aspettando  i tempi tecnici per l’accredito sul conto del venditore, ci si potrà mettere al volante della vettura usata.

Usare un assegno circolare è un ulteriore modo per pagare l’auto usata. In questo caso, prima di potersi mettere al volante del mezzo acquistato, si dovrà attendere che l’acquirente si rechi presso la banca che lo ha emesso per versare l’assegno, così da  assicurarsi della presenza del denaro richiesto. L’assegno circolare trova ancora utilizzo nel campo del mercato automobilistico per via della sua maggiore sicurezza. La banca, infatti, si impegna a pagare al portatore una cifra già presente presso l’istituto.

Cose da sapere

Nel caso di compravendita auto tra privati, è necessario stilare un contratto?

Nella compravendita di un’auto tra privati non c’è obbligo di redazione del contratto per finalizzare l’acquisto, ma la redazione di questo documento si rivela importante per far valere le proprie ragioni qualora una delle due parti si riveli inadempiente.

Si può lasciare l’acconto per l’acquisto auto da privati?

Qualora si sia trovata l’auto usata di proprio gradimento, ma non si abbia al momento la disponibilità della somma richiesta, si potrà concordare col venditore il versamento di un acconto così da evitare che il mezzo venga venduto ad un altro soggetto. In tal caso è fondamentale indicare la somma corrisposta nel contratto di vendita tra privati o in una scrittura privata.

Si può pagare un’auto usata in contanti?

È possibile pagare un’auto usata in contanti, ma il valore della stessa non deve essere superiore a 2.000 euro. In ogni caso è sempre fondamentale che il pagamento venga indicato nel contratto o in altra scrittura privata per evitare che il venditore possa vantare la mancata corresponsione dell’importo già versato.

Qual è il metodo più sicuro per pagare un’auto usata da un privato?

Il sistema più sicuro per finalizzare l’acquisto auto tra privati è quello di pagare il prezzo pattuito tramite bonifico. In questo caso resterà traccia del versamento effettuato ed una volta trascorsi i tempi tecnici per l’accredito sul conto del venditore ci si potrà mettere al volante della vettura usata.

È possibile comprare un’auto usata pagando con assegno circolare?

Si, ma prima di potersi mettere al volante del mezzo acquistato, si dovrà attendere che l’acquirente si rechi presso la banca che lo ha emesso per versare l’assegno ed assicurarsi così della presenza del denaro richiesto.

Auto a idrogeno: cosa sono, pro e contro e come funzionano

Nuova Toyota Mirai: esterni

Il mondo dell’auto sta attraversando un momento storico. Per cento anni siamo stati abituati a guidare automobili alimentate a benzina o diesel, ma ora, l’importante processo di elettrificazione che ha travolto l’automobile, ci sta portando già oggi a guidare veicoli con alimentazioni diverse. L’elettrico è ormai senza dubbio il nostro presente. Tutti i brand stanno puntando su questo tipo di alimentazione, ma cosa c’è nel futuro dell’automobile? Secondo molti l’elettrico potrebbe essere solo un momento di passaggio verso una nuova e ancora più efficiente tecnologia che, per molti, potrebbe essere l’idrogeno. Scopriamo come funzionano.

INDICE
 Motore a idrogeno: come funziona
 È possibile convertire un’auto a idrogeno?
  Auto a idrogeno: pro e contro
 Auto a idrogeno in Italia
 Auto a idrogeno: prezzo
 Auto a idrogeno in commercio
Auto a idrogeno soluzione alternativa

Le auto a idrogeno immagazzinano questo gas in bombole ad alta pressione e lo immettono poi in una pila a combustibile denominata fuel cell, il cuore delle auto a idrogeno perché in questa avviene una reazione elettrochimica che genera elettricità ed emette della semplice acqua. Le celle a combustibile ricevono due flussi in entrata: dal polo negativo l’idrogeno e dal polo positivo l’ossigeno. Il catalizzatore contenuto nel motore a idrogeno provoca la separazione degli elettroni dal nucleo e questa reazione a sua volta sprigiona energia elettrica.

Gli elettroni si spostano verso il polo positivo e si uniscono agli atomi di ossigeno, che ricevono una carica negativa. L’unione dell’idrogeno con l’ossigeno dà vita ad una reazione chimica il cui prodotto finale è acqua ed è proprio vapore acqueo quello che viene immesso nell’atmosfera dalle auto a idrogeno.

auto ecologiche usate
auto ecologiche usate

Sul web sono presenti parecchi annunci di kit di conversione per l’auto a idrogeno, ma occhio a non cadere in trappola. Se da un lato è ormai comune convertire un’auto per installare un impianto GPL o metano, dall’altro è una mera illusione effettuare la stessa operazione con l’idrogeno.

I lati positivi delle auto a idrogeno sono tutti legati alla totale assenza di emissioni di Co2 dato che dal tubo di scarico verrà emesso unicamente vapore acqueo. Inoltre, grazie all’energia elettrica proveniente dalle celle a combustibile, si possono ricaricare le batterie del motore elettrico in maniera più rapida rispetto ad una vettura elettrica pura, ed infine il tempo necessario per effettuare un rifornimento varia dai 3 ai 5 minuti.

I lati negativi delle auto a idrogeno sono, ad oggi, il prezzo di acquisto decisamente elevato e la quasi totale assenza sul nostro territorio di stazioni di rifornimento dedicate.

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Dal 2019 le auto a idrogeno possono essere vendute anche nel nostro Paese grazie all’intervento del Governo che ha deciso di far rientrare l’idrogeno nel piano per le infrastrutture dei carburanti alternativi. Il Dafi, decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE, prevede 25 stazioni di rifornimento e la legge è stata modificata per consentire un impiego più efficiente dell’idrogeno.

Nonostante questo intervento la diffusione delle auto a idrogeno in Italia è praticamente nulla data la quasi totale assenza di stazioni di rifornimento dedicate che rende pressoché impossibile utilizzare queste vetture.

auto ecologiche usate
auto ecologiche usate

Nota dolente per le poche auto a idrogeno al momento in commercio è data dal prezzo di acquisto decisamente elevato che, in media si aggira sui 70.000 euro, il doppio di un’auto elettrica o ibrida con caratteristiche analoghe. Questo prezzo è dovuto non solo al numero ridotto di veicoli in circolazione e al livello di industrializzazione ancora arretrato nella produzione, ma anche alla necessità di utilizzare il platino in questa tecnologia come catalizzatore per generare corrente. La quantità di platino necessaria per le celle a combustibile delle auto, tuttavia, è già stata notevolmente ridotta.

Come detto, non sono molte le auto a idrogeno in commercio e sono soprattutto le Case orientali a farla da padrona in questa lista.

Auto a idrogeno Prezzi (da)
Toyota Mirai 66.000 €
Hyundai Nexo 77.200 €
Honda Clarity 70.000 €

Toyota Mirai: la Casa giapponese ha puntato con decisione sulla tecnologia a idrogeno e crede fortemente nella Mirai. Lo stile è influenzato dall’aerodinamica ma allo stesso tempo gradevole, mentre i tre allestimenti consentono di personalizzare a piacimento la vettura.

Hyundai Nexo: crossover che nello stile richiama molto la Tucson, la Hyundai Nexo si differenzia per quello che nasconde sotto pelle. I tre serbatoi, ognuno da 52,2 litri, promettono un’autonomia di oltre 650 km e grazie ai 120 kW del suo motore elettrico scatta da 0 a 100 km/h in meno di 10″.

Honda Clarity: il design non è certamente il punto di forza della vettura giapponese, ma è la filosofia che rappresenta a renderla affascinante. L’autonomia promessa è di ben 700 Km mentre i cavalli disponibili sono 176, decisamente adeguati alla massa dell’auto.

Toyota sta lavorando ad un nuovo sistema che non sfrutta le fuell cell, bensì sfrutta l’idrogeno per alimentare direttamente il motore. Spieghiamoci meglio: L’idrogeno viene stipato sempre all’interno di bombole ad alta pressione, ma in questo caso non viene utilizzato per generare energia elettrica per alimentare il motore, ma viene mandato direttamente al motore per alimentarlo in maniera diretta la posto della benzina. Il concept presentato da Toyota è basato sulla GR Yaris e il propulsore, infatti, è il medesimo della versione a benzina, solo che qui è alimentato a idrogeno. Rispetto a un motore a benzina, l’idrogeno brucia a una velocità maggiore, con conseguente buona reattività e prestazioni ambientali di gran lunga migliori.

Cose da sapere

Come funziona il motore ad idrogeno?

Le auto a idrogeno immagazzinano questo gas in bombole ad alta pressione e lo immettono poi in una pila a combustibile denominata fuel cell, nella quale avviene una reazione elettrochimica che genera elettricità ed emette della semplice acqua.

Quali sono i pro e i contro delle auto ad idrogeno?

I lati positivi delle auto a idrogeno sono tutti legati alla totale assenza di emissioni di Co2 . Inoltre si possono ricaricare le batterie del motore elettrico in maniera più rapida rispetto ad una vettura elettrica pura, ed il tempo necessario per effettuare un rifornimento varia dai 3 ai 5 minuti. I contro delle auto a idrogeno sono il prezzo di acquisto elevato e la quasi totale assenza sul nostro territorio di stazioni di rifornimento dedicate.

Quanto sono diffuse le auto ad idrogeno in Italia?

La diffusione delle auto a idrogeno in Italia è praticamente nulla data la quasi totale assenza di stazioni di rifornimento dedicate che rende pressoché impossibile utilizzare queste vetture.

Quanto costano le auto ad idrogeno?

Al momento il prezzo di acquisto di un’auto a idrogeno è decisamente elevato: in media si aggira sui 70.000 euro, il doppio di un’auto elettrica o ibrida con caratteristiche analoghe.

Quali sono le auto ad idrogeno in commercio?

Le auto ad idrogeno in commercio sono poche e quasi tutti orientali: la Toyota Mirai (da 66.000 euro), la Hyundai Nexo (da 70.000 euro) e la Honda Clarity (da 70.000 euro).

Incentivi auto Euro 6: tutte le novità per il 2022

Fiat Panda 2020: ecco tutte le novità 9

Finalmente è arrivato il nuovo DPCM che stanzia i fondi per finanziare gli incentivi per lacquisto di vetture Euro 6 nuove anche nel 2022. La misura regola il contributo in base alle emissioni di CO2 del veicolo che si intende comprare, che può essere di qualsiasi motorizzazione purché a basse emissioni, e in base alla disponibilità o meno di un’auto da rottamare. Scopriamo tutti i dettagli. 

LEGGI ORA: Incentivi auto ibride ed elettriche, come funzionano

LEGGI ORA: Incentivi regionali, tutto quello che dovete sapere

INDICE
 Incentivi auto Euro 6 usate: le novità 2022
Incentivi auto Euro 6 nuove: le novità 2022
Auto euro 6: quali sono?
Le migliori macchine euro 6 da acquistare
Auto euro 6 economiche
Ecobonus auto diesel

Fino allo scorso anno era possibile godere di un incentivo per l’acquisto di vetture usate. Il governo aveva previsto tre differenti fasce di emissioni – 0/60 g/Km di CO2, 61/90 g/kM di CO2 e 91/160 g/Km di C02 – alle quali corrispondevano rispettivamente un incentivo di 2.000, 1.000 e 750 euro. La legge di Bilancio 2022 non ha confermato questa misura, prevedendo incentivi soltanto per l’installazione di colonnine elettriche e per la sostituzione del motore termico della propria auto con uno elettrico, o per l’acquisto di una vettura nuova a basse emissioni. Si spera in una misura specifica che arrivi nel corso dell’anno. 

Fascia di emissioni veicolo Incentivo previsto nel 2021
Da 0 a 60 g/km di CO2 2.000 euro
Da 61 a 90 g/km di CO2 1.000 euro
Da 91 a 160 g/km di CO2 750 euro

La nuova Legge di Bilancio 2022 ha rinnovato gli incentivi per l’acquisto di auto a basse emissioni, legando in alcuni casi il contributo alla rottamazione di un veicolo inquinante. Il governo ha previsto tre differenti fasce di emissioni per differenziare i contributi: 0/20 g/Km di CO2, 21/60 g/kM di CO2 e 61/135 g/Km di C02. 

Chi acquista un veicolo di prima fascia, ovvero che emette da 0 a 20 g/km di CO2, ha diritto a un contributo di 3.000 €, somma che sale a 5.000 € in caso di rottamazione di un’auto inquinante (Euro 0-5). In questa categoria emissiva rientrano i veicoli elettrici e le più efficienti vetture ibride plug-in.

Per chi compra un veicolo della seconda fascia emissiva, che comprende principalmente vetture plug-in con emissioni di CO2 comprese tra 21 e 60 g/km, è previsto un incentivo di 4.000 € con auto da rottamare. Il contributo scende a 2.000 € se non si possiede una vecchia auto inquinante da sostituire.

Infine, per la terza fascia, che include quelle vetture che emettono da 61 a 135 g/km di CO2, è previsto un contributo esclusivamente in caso di rottamazione di un veicolo maggiormente inquinante, per un ammontare di 2.000 €. In questa categoria rientrano auto di tutte le motorizzazioni: ibride, benzina, diesel, metano, GPL.

Sono previsti anche dei tetti di spesa: il prezzo del veicolo non può superare i 35.000 € se di prima o di terza fascia, mentre il tetto si alza a 45.000 € in caso di mezzo di seconda fascia. Questi limiti sono calcolati escludendo IVA, IPT e messa su strada.

g/km CO2 Motorizzazione Incentivo 2022
Tetto di spesa
  con rottamazione senza rottamazione escluso IVA, IPT e messa su strada
0-20 elettrica, plug-in 5.000 € 3.000 € 35.000 €
21-60 plug-in 4.000 € 2.000 € 45.000 €
61-135 ibride, benzina, diesel, metano, GPL 2.000 € 35.000 €

Con la dicitura auto Euro 6 si intendono tutte quelle vetture immatricolate dal mese di settembre 2015. Queste, poi, si differenziano nelle sottocategorie Euro 6A, 6B, 6C, e 6D-Temp. Per poter beneficiare degli incentivi previsti sino allo scorso anno era necessario che le emissioni fossero ricomprese tra 0 e 160 g/Km, ma quest’anno il limite si è abbassato a 135 g/km.

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A prescindere dall’assenza degli incentivi, vediamo quali sono attualmente le migliori auto Euro 6 presenti sul mercato: 

  • Alfa Romeo Giulia
  • Audi A3
  • Toyota CH-R
  • BMW Serie 3

Alfa Romeo Giulia: il modello che ha fatto esultare gli amanti del marchio per il ritorno alla trazione posteriore è un capolavoro di stile ed ingegneria. Il DNA sportivo del Biscione è intatto ed è esaltato dai motori benzina e diesel disponibili. I prezzi partono da 47.000 euro. 

Audi A3: l’ultima generazione della berlina della Casa dei quattro anelli si presenta con un look molto aggressivo figlio di linee tese ed affilate. All’interno dell’abitacolo c’è tanta tecnologia così come sotto il cofano dove spicca l’ibrido con potenze fino a 250 CV. Si parte da 28.750 euro. 

Toyota CH-R: il crossover della Casa giapponese continua ancora oggi ad essere un punto di riferimento nella sua categoria. Lo stile futurista non sente assolutamente il peso degli anni, mentre le motorizzazioni ibride da 2.0 litri promettono consumi contenuti. I prezzi partono da 30.500 euro. 

BMW Serie 3: l’ultima generazione della storica berlina tedesca ha fatto storcere il naso agli appassionati della Casa per via di quel doppio rene XXL che non fa nulla per passare inosservato. Le motorizzazioni disponibili, benzina e ibride, fanno però dimenticare presto il dettaglio di stile. Si parte da 39.100 euro. 

Se quelle indicate in precedenza sono vetture di fascia medio alta, è possibile trovare ottime auto Euro 6 a prezzi ben più alla portata di tutti: 

Auto Euro 5 economiche Prezzo (da)
Dacia Sandero  9.050
Fiat Panda 14.300
Ford Fiesta 17.050
Lancia Ypsilon 14.800 €

Dacia Sandero: l’ultima generazione della vettura rumena ha conquistato subito il mercato non solo grazie allo stile rinnovato sia degli esterni che degli interni, ma anche grazie ad un rapporto qualità prezzo davvero imbattibile. 

Fiat Panda: vero e proprio mito per la Casa italiana, la Panda è giunta alla terza generazione ed ancora oggi continua ad essere un best seller grazie anche all’introduzione della motorizzazione mild hybrid perfetta per contenere i consumi in città. 

Ford Fiesta: fresca di restyling, che ha rinnovato soprattutto il frontale, l’ultima generazione della berlina di casa Ford è ancora oggi il punto di riferimento nel segmento e le motorizzazioni mild hybrid promettono tanto brio al volante senza incidere sui consumi. 

Lancia Ypsilon: nonostante sia sul mercato ormai da diversi anni, la Ypsilon continua ad essere una delle vetture preferite dal mercato. Il merito è tutto di una linea indovinata, interni curati e motori briosi e parchi nei consumi. Anche in questo caso è disponibile un mild hybrid da 69 CV. 

Anche le auto diesel Euro 6 più efficienti godono degli incentivi governativi riservati alle auto a basse emissioni: nonostante la campagna di demonizzazione contro questi motori, le unità più recenti si sono rivelate poco inquinanti e sempre parche nei consumi. Il futuro del diesel, però, sembra essere segnato nel nostro Paese e molte amministrazioni hanno già messo al bando la circolazione di queste vetture anche se dotate dei motori Euro 6.  

Cose da sapere

Auto Euro 6 quali sono?

Tutte le auto immatricolate dal 1° settembre 2015 rientrano per le legge nella classe Euro 6. Per le auto immatricolate prima di tale data è necessario verificare caso per caso. Scopri di più sulle classi ambientali.

Quali sono le auto Euro 6 coperte dagli incentivi?

La legge di Bilancio 2022 ha confermato gli incentivi per le auto Euro 6 che emettono fino a 135 g/km di CO2, prevedendo incentivi soltanto per l’installazione di colonnine elettriche per la sostituzione del motore termico della propria auto con uno elettrico. Si spera in una misura specifica che arrivi nel corso dell’anno. 

Quali sono le migliori auto Euro 6 da comprare?

A prescindere dall’assenza degli incentivi, le migliori auto Euro 6 presenti sul mercato sono Alfa Romeo Giulia (da 47.000 euro)Audi A3 (da 28.750 euro)Toyota CH-R (da 30.500 euro) BMW Serie 3  (da 39.100 euro).