Incentivi auto Euro 6: tutte le novità per il 2022

Fiat Panda 2020: ecco tutte le novità 9

Finalmente è arrivato il nuovo DPCM che stanzia i fondi per finanziare gli incentivi per lacquisto di vetture Euro 6 nuove anche nel 2022. La misura regola il contributo in base alle emissioni di CO2 del veicolo che si intende comprare, che può essere di qualsiasi motorizzazione purché a basse emissioni, e in base alla disponibilità o meno di un’auto da rottamare. Scopriamo tutti i dettagli. 

LEGGI ORA: Incentivi auto ibride ed elettriche, come funzionano

LEGGI ORA: Incentivi regionali, tutto quello che dovete sapere

INDICE
 Incentivi auto Euro 6 usate: le novità 2022
Incentivi auto Euro 6 nuove: le novità 2022
Auto euro 6: quali sono?
Le migliori macchine euro 6 da acquistare
Auto euro 6 economiche
Ecobonus auto diesel

Fino allo scorso anno era possibile godere di un incentivo per l’acquisto di vetture usate. Il governo aveva previsto tre differenti fasce di emissioni – 0/60 g/Km di CO2, 61/90 g/kM di CO2 e 91/160 g/Km di C02 – alle quali corrispondevano rispettivamente un incentivo di 2.000, 1.000 e 750 euro. La legge di Bilancio 2022 non ha confermato questa misura, prevedendo incentivi soltanto per l’installazione di colonnine elettriche e per la sostituzione del motore termico della propria auto con uno elettrico, o per l’acquisto di una vettura nuova a basse emissioni. Si spera in una misura specifica che arrivi nel corso dell’anno. 

Fascia di emissioni veicolo Incentivo previsto nel 2021
Da 0 a 60 g/km di CO2 2.000 euro
Da 61 a 90 g/km di CO2 1.000 euro
Da 91 a 160 g/km di CO2 750 euro

La nuova Legge di Bilancio 2022 ha rinnovato gli incentivi per l’acquisto di auto a basse emissioni, legando in alcuni casi il contributo alla rottamazione di un veicolo inquinante. Il governo ha previsto tre differenti fasce di emissioni per differenziare i contributi: 0/20 g/Km di CO2, 21/60 g/kM di CO2 e 61/135 g/Km di C02. 

Chi acquista un veicolo di prima fascia, ovvero che emette da 0 a 20 g/km di CO2, ha diritto a un contributo di 3.000 €, somma che sale a 5.000 € in caso di rottamazione di un’auto inquinante (Euro 0-5). In questa categoria emissiva rientrano i veicoli elettrici e le più efficienti vetture ibride plug-in.

Per chi compra un veicolo della seconda fascia emissiva, che comprende principalmente vetture plug-in con emissioni di CO2 comprese tra 21 e 60 g/km, è previsto un incentivo di 4.000 € con auto da rottamare. Il contributo scende a 2.000 € se non si possiede una vecchia auto inquinante da sostituire.

Infine, per la terza fascia, che include quelle vetture che emettono da 61 a 135 g/km di CO2, è previsto un contributo esclusivamente in caso di rottamazione di un veicolo maggiormente inquinante, per un ammontare di 2.000 €. In questa categoria rientrano auto di tutte le motorizzazioni: ibride, benzina, diesel, metano, GPL.

Sono previsti anche dei tetti di spesa: il prezzo del veicolo non può superare i 35.000 € se di prima o di terza fascia, mentre il tetto si alza a 45.000 € in caso di mezzo di seconda fascia. Questi limiti sono calcolati escludendo IVA, IPT e messa su strada.

g/km CO2 Motorizzazione Incentivo 2022
Tetto di spesa
  con rottamazione senza rottamazione escluso IVA, IPT e messa su strada
0-20 elettrica, plug-in 5.000 € 3.000 € 35.000 €
21-60 plug-in 4.000 € 2.000 € 45.000 €
61-135 ibride, benzina, diesel, metano, GPL 2.000 € 35.000 €

Con la dicitura auto Euro 6 si intendono tutte quelle vetture immatricolate dal mese di settembre 2015. Queste, poi, si differenziano nelle sottocategorie Euro 6A, 6B, 6C, e 6D-Temp. Per poter beneficiare degli incentivi previsti sino allo scorso anno era necessario che le emissioni fossero ricomprese tra 0 e 160 g/Km, ma quest’anno il limite si è abbassato a 135 g/km.

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A prescindere dall’assenza degli incentivi, vediamo quali sono attualmente le migliori auto Euro 6 presenti sul mercato: 

  • Alfa Romeo Giulia
  • Audi A3
  • Toyota CH-R
  • BMW Serie 3

Alfa Romeo Giulia: il modello che ha fatto esultare gli amanti del marchio per il ritorno alla trazione posteriore è un capolavoro di stile ed ingegneria. Il DNA sportivo del Biscione è intatto ed è esaltato dai motori benzina e diesel disponibili. I prezzi partono da 47.000 euro. 

Audi A3: l’ultima generazione della berlina della Casa dei quattro anelli si presenta con un look molto aggressivo figlio di linee tese ed affilate. All’interno dell’abitacolo c’è tanta tecnologia così come sotto il cofano dove spicca l’ibrido con potenze fino a 250 CV. Si parte da 28.750 euro. 

Toyota CH-R: il crossover della Casa giapponese continua ancora oggi ad essere un punto di riferimento nella sua categoria. Lo stile futurista non sente assolutamente il peso degli anni, mentre le motorizzazioni ibride da 2.0 litri promettono consumi contenuti. I prezzi partono da 30.500 euro. 

BMW Serie 3: l’ultima generazione della storica berlina tedesca ha fatto storcere il naso agli appassionati della Casa per via di quel doppio rene XXL che non fa nulla per passare inosservato. Le motorizzazioni disponibili, benzina e ibride, fanno però dimenticare presto il dettaglio di stile. Si parte da 39.100 euro. 

Se quelle indicate in precedenza sono vetture di fascia medio alta, è possibile trovare ottime auto Euro 6 a prezzi ben più alla portata di tutti: 

Auto Euro 5 economiche Prezzo (da)
Dacia Sandero  9.050
Fiat Panda 14.300
Ford Fiesta 17.050
Lancia Ypsilon 14.800 €

Dacia Sandero: l’ultima generazione della vettura rumena ha conquistato subito il mercato non solo grazie allo stile rinnovato sia degli esterni che degli interni, ma anche grazie ad un rapporto qualità prezzo davvero imbattibile. 

Fiat Panda: vero e proprio mito per la Casa italiana, la Panda è giunta alla terza generazione ed ancora oggi continua ad essere un best seller grazie anche all’introduzione della motorizzazione mild hybrid perfetta per contenere i consumi in città. 

Ford Fiesta: fresca di restyling, che ha rinnovato soprattutto il frontale, l’ultima generazione della berlina di casa Ford è ancora oggi il punto di riferimento nel segmento e le motorizzazioni mild hybrid promettono tanto brio al volante senza incidere sui consumi. 

Lancia Ypsilon: nonostante sia sul mercato ormai da diversi anni, la Ypsilon continua ad essere una delle vetture preferite dal mercato. Il merito è tutto di una linea indovinata, interni curati e motori briosi e parchi nei consumi. Anche in questo caso è disponibile un mild hybrid da 69 CV. 

Anche le auto diesel Euro 6 più efficienti godono degli incentivi governativi riservati alle auto a basse emissioni: nonostante la campagna di demonizzazione contro questi motori, le unità più recenti si sono rivelate poco inquinanti e sempre parche nei consumi. Il futuro del diesel, però, sembra essere segnato nel nostro Paese e molte amministrazioni hanno già messo al bando la circolazione di queste vetture anche se dotate dei motori Euro 6.  

Cose da sapere

Auto Euro 6 quali sono?

Tutte le auto immatricolate dal 1° settembre 2015 rientrano per le legge nella classe Euro 6. Per le auto immatricolate prima di tale data è necessario verificare caso per caso. Scopri di più sulle classi ambientali.

Quali sono le auto Euro 6 coperte dagli incentivi?

La legge di Bilancio 2022 ha confermato gli incentivi per le auto Euro 6 che emettono fino a 135 g/km di CO2, prevedendo incentivi soltanto per l’installazione di colonnine elettriche per la sostituzione del motore termico della propria auto con uno elettrico. Si spera in una misura specifica che arrivi nel corso dell’anno. 

Quali sono le migliori auto Euro 6 da comprare?

A prescindere dall’assenza degli incentivi, le migliori auto Euro 6 presenti sul mercato sono Alfa Romeo Giulia (da 47.000 euro)Audi A3 (da 28.750 euro)Toyota CH-R (da 30.500 euro) BMW Serie 3  (da 39.100 euro).

Incentivi auto usate 2022: le novità su acquisto e rottamazione

6 step per comprare un’auto nuova da un concessionario

La legge di bilancio 2022 stanzia nuovi fondi per incentivare l’acquisto di auto a basse emissioni: non sono solo rivolti alle vetture elettriche, ma anche a quelle benzina, diesel, metano e GPL. Fino allo scorso anno, grazie ai soldi stanziati dal governo, anche chi decideva di acquistare veicoli usati poteva accedere all’ecobonus, ricevendo uno sconto sul prezzo dell’auto in base alla categoria emissiva del mezzo. Quest’anno, invece, questa disposizione è stata rimossa dalla legge di bilancio: pertanto, per comprare vetture usate non si riceveranno più incentivi, neanche nel caso in cui queste siano ecologiche.

LEGGI ORA: Incentivi auto 2022: cosa cambia con la nuova Manovra

INDICE
 Incentivi auto usate 2022: le novità
 Incentivi auto usate 2021: cosa era previsto lo scorso anno

La finalità degli incentivi per l’acquisto di auto a basse emissioni è nobile: svecchiare il parco auto circolante nel nostro Paese, uno dei più anziani d’Europa, per agevolare il passaggio a vetture con emissioni ridotte rispetto a quelle portate in rottamazione. Una delle strade individuate per raggiungere quest’ambizioso obiettivo erano proprio gli incentivi per l’acquisto di vetture usate ecologiche: in questo modo si dava la possibilità a chi non poteva permettersi veicoli nuovi di acquistare auto a basse emissioni a prezzi inferiori, limitando anche gli “sprechi”, ovvero l’inutile rottamazione di auto ancora valide. 

Purtroppo la legge di Bilancio 2022  ha eliminato qualsivoglia forma di incentivi per l’acquisto dell’usato, lasciando scontenti sia gli automobilisti che i concessionari e le case costruttrici. La speranza è che il governo intervenga nel corso dell’anno con un provvedimento specifico che possa reintrodurre questi incentivi, ma per il momento non se ne hanno indicazioni: sembra che quest’anno l’ecobonus sarà riservato esclusivamente all’acquisto di vetture nuove.

Vediamo nello specifico come si applicavano gli incentivi auto usate sino allo scorso anno. Il governo aveva previsto tre classi di emissioni: 0-60 g/km, 61-90 g/km e 91-160 g/km. In caso di acquisto di una vettura della prima categoria, con contestuale rottamazione, si poteva godere di uno sconto sul prezzo pari a 2.000 euro, mentre in caso di acquisto di una vettura con emissioni tra 61 e 90 g/Km lincentivo era pari a 1.000 euro sempre con rottamazione. Infine, per lacquisto di unauto rientrante nella terza categoria di emissioni, a fronte della rottamazione di una vettura pre Euro 6 si poteva godere di uno sconto sul prezzo pari a 750 euro. 

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Cose da sapere

Come funzionano gli incentivi auto usata 2022?

La nuova legge di Bilancio approvata a dicembre ha eliminato qualsivoglia forma di incentivi sia per l’acquisto dell’usato lasciando così scontenti sia gli automobilisti che i concessionari e le case costruttrici. La speranza è che il governo intervenga nel corso dell’anno con un provvedimento specifico che possa reintrodurre gli incentivi. 

Come funzionavano gli incentivi 2021 per l’acquisto di auto usate?

Gli incentivi auto usate 2021 prevedevano uno sconto sul prezzo finale, calcolato in base alla fascia di emissioni del veicolo acquistato: 2.000 euro per l’acquisto di un’auto usata con emissioni da 0 a 60 g/Km; 1.000 euro per l’acquisto di un’auto usata con emissioni da 61 a 90 g/Km; 750 euro per l’acquisto di un’auto usata con emissioni da 91 a 160 g/km. Per accedere all’ecobonus era sempre necessario rottamare un veicolo immatricolato prima dell’1 Gennaio 2011 o comunque da almeno 10 anni.

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, la versione sportiva della gamma Alfa 1

L’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio è una di quelle auto che qualsiasi appassionato di motori vorrebbe guidare almeno una volta nella propria vita. Un’Alfa come non se ne vedeva da anni: sotto il cofano ospita un V6 da 510 CV realizzato in collaborazione con Ferrari, che le regala delle prestazioni da supercar. Ma a bordo non mancano diversi dispositivi tecnologici di ultima generazione, che assistono la guida e rendono il viaggio più sicuro. I prezzi partono da 99.000 euro.

Ecco la scheda tecnica della Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 480 litri
 Alimentazioni benzina
 Classe Euro 6D – Final
 CV/kW (da) 510/375
 Prezzo (da) 99.000 €

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

L’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio ha delle misure generose, soprattutto in lunghezza, che le garantiscono degli interni spaziosi senza rinunciare a un aspetto sportiveggiante. Grazie al passo da 282 cm, in lungo l’auto misura 4 metri e 65 cm, mentre larghezza e altezza raggiungono rispettivamente i 187 e i 144 cm. Buona anche la capacità del bagagliaio, che ha una capacità di 480 litri con i sedili posteriori in posizione.

Dimensioni
Lunghezza 4.650 mm
Larghezza 1.874 mm
Altezza 1.438 mm
Passo 2.820 mm

L’aspetto della Quadrifoglio si distingue da quello delle altre versioni di Alfa Romeo Giulia non solo per la meccanica estrema, ma anche per molti aspetti relativi al design. Un motore con centinaia di cavalli come quello di quest’Alfa ha quindi bisogno di ossigeno ed aria per respirare e rendere al meglio. Perciò, sulla carrozzeria della Quadrifoglio troviamo un gran numero di prese d’aria aggiuntive: dalle aperture presenti sul cofano motore a quelle installate sia sui paraurti che subito dietro i parafanghi anteriori. La calandra, poi, si distingue per la caratteristica mascherina triangolare, ai cui lati vengono posizionati gli affilati fari con luce diurna Led.

Spostando lo sguardo verso la zona posteriore ad attirare l’attenzione è lo sportivissimo spoiler realizzato in leggera fibra di carbonio e gli scarichi che sulla Quadrifoglio sono addirittura quattro. Spazio anche all’aerodinamica, migliorata grazie all’estrattore dell’aria posizionato proprio in mezzo alle due coppie di scarichi. Restando dietro si apprezza sicuramente il look con tanta carrozzeria e poca superficie vetrata, tipico dell’anima sportiva di questa Giulia. 

Aprendo le portiere dell’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio eccoci all’interno di un abitacolo spazioso e curato nei minimi dettagli. I larghi sedili sportivi riscaldabili sono rivestiti in pelle e anche le plastiche sono di prima qualità. La pedaliera in alluminio aggiunge poi un tocco di sportività. Dietro al volante multifunzione si scorge la strumentazione analogica, mentre al centro della plancia spicca uno schermo touch da 8,8″ per il sistema di infotainment con navigatore integrato di serie.

Di serie anche il clima automatico bizona e il sistema audio Hi-Fi con 14 altoparlanti, di cui un subwoofer da 900 W Harman/Kardon. Ma i dispositivi a bordo della Giulia Quadrifoglio non finiscono qui: sono moltissimi anche i sistemi di assistenza e sicurezza. Tra i tanti citiamo: il Cruise Control adattivo, il sistema di monitoraggio precollisione con riconoscimento dei segnali stradali, il sistema di mantenimento della corsia e l’Alfa Chassis Domain Control.

Sotto il cofano urla a gran voce un motore benzina da 2,9 litri dalla raffinata architettura V6 biturbo, realizzato a quattro mani con i cugini di Ferrari. Gli ingegneri della casa di Maranello hanno così contribuito a spremere i meno di 2,9 litri di cilindrata di questa Alfa Giulia portando a casa una potenza di addirittura 510 CV, condita da una coppia massima che segna i 600 Nm. Numeri che permettono alla Quadrifoglio di sfrecciare a 307 km/h e di scattare da 0 a 100 km/h in appena 3,9 secondi. Il propulsore viene abbinato di serie al cambio automatico a 8 rapporti.

I 510 CV dell’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio si traducono in consumi ed emissioni non proprio irrilevanti. Alfa dichiara un consumo di carburante di 10-10,1 litri ogni 100 km, con emissioni pari a 227-228 g/km di CO2. Dati calcolati su ciclo combinato WLTP.

L’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio è disponibile in un unico allestimento:

  • Quadrifoglio: allestimento sportivo top di gamma, con tutto il meglio della dotazione Alfa Romeo.

Quadrifoglio: include di serie cerchi in lega da 19” bruniti Quadrifoglio, fari anteriori Bi-Xenon 35 W con Adaptive Frontlight System, fari posteriore bruniti LED, nuovo Alfa Connect Navi 8.8’’ Multitouch (Radio, Navigatore, Mp3, Aux-in, Bluetooth) Apple CarPlay e Android Auto, sistema audio Hi-Fi con 14 altoparlanti, incluso subwoofer 900 W Harman/Kardon, sensori di parcheggio ant/post, retrocamera, accensione automatica anabbaglianti e abbaglianti, clima automatico bizona, Adaptive Cruise Control, Forward Collision Warning, Keyless Entry, Active Blind Spot, Driver Attention Assist, Traffic Sign Recognition, Lane Keep Assist, Traffic Jam Assist, Highway Assist Beam, Intelligent Speed Control, Alfa Chassis Domain Control, Alfa Active Suspension, Alfa Active Torque vectoring, Integrated Brake System, Autonomous Emergency Brake, Wireless Charger, sedili sportivi in pelle, anteriori con regolazione elettrica a 6 vie riscaldati, Volante quadrifoglio in pelle con inserti Alcantara, inserti in fibra carbonio, rivestimenti in pelle, pedaliera sportiva in alluminio, quattro terminali di scarico Quadrifoglio, pinze freno con finitura anodizzata, parabrezza atermico.

  • Stile: l’animo sportivo e di classe della Quadrifoglio si traduce in un auto che si distingue dalla massa per grinta ed eleganza.
  • Motore: il propulsore V6 biturbo realizzato con Ferrari regala prestazioni impressionanti, per un’esperienza di guida unica.
  • Tecnologia: l’auto dispone delle migliori tecnologie Alfa Romeo, sia a livello di sicurezza, che di comfort e intrattenimento.

Ecco il listino prezzi dell’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, aggiornato ad aprile 2022:

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Prezzi
Quadrifoglio 2.9 V6 510 CV 99.000 €

 

 

 

Incentivi auto regionali: tutto quello che c’è da sapere

Ecobonus

Oltre agli incentivi previsti a livello nazionale per l’acquisto di veicoli a basse emissioni, anche alcune regioni hanno mobilitato delle risorse che possono contribuire ad abbassare il prezzo di acquisto di un modello nuovo. Scopriamo le misure regionali nel dettaglio.

LEGGI ORA: Incentivi auto 2022: tutto quello che c’è da sapere

INDICE
Incentivi auto regionali: le regole regione per regione
Incentivi auto Emilia Romagna
Bonus auto regione Piemonte
Incentivi auto Abruzzo
Incentivi regionali auto Lombardia
Incentivi auto Milano
Incentivi auto Sardegna
Incentivi auto Valle d’Aosta
Incentivi auto Veneto
Incentivi auto Bolzano e Trento
Incentivi auto L’Aquila

Così come per il bollo auto, anche per quel che riguarda gli incentivi auto regionali le regole sono diverse da regione a regione. A seconda del budget messo a disposizione dai singoli enti si potrà usufruire di uno sconto più o meno sostanzioso per abbandonare il proprio veicolo con ormai parecchi anni sulle spalle e passare ad un modello meno inquinante. 

Nel 2021, la Regione Emilia Romagna ha stanziato un fondo pari a 3 milioni di euro per stimolare gli automobilisti allacquisto di vetture ibride. L’incentivo prevedeva il versamento di 3 tranche annuali a rimborsare l’importo della tassa automobilistica regionale, per un massimo di 191 euro a tranche (573 in 3 anni). Questa disposizione non è però stata prorogata per le vetture acquistate dopo il 31 dicembre 2021.

LEGGI ORA: Bollo auto Emilia Romagna

La Regione Piemonte ha messo a disposizione fino al 30 aprile 2022 8 milioni di euro per stimolare il passaggio a veicoli meno inquinanti. In questa categoria rientrano le elettriche, le auto ad idrogeno, le ibride, quelle a metano, GPL o bifuel purché con potenze inferiori ai 130 kW o a 100 kW. La misura, però, si rivolge esclusivamente alle vetture aziendali (di categoria M o N con emissioni non inferiori alla classe Euro 6D-Temp), lasciando fuori le auto private.

LEGGI ORA: Bollo auto Piemonte

La Regione Abruzzo ha invece previsto delle agevolazioni per il bollo auto dedicate alle vetture meno inquinanti. Nello specifico, in caso di acquisto di unauto elettrica si potrà godere di unesenzione dal pagamento quinquennale, mentre per le ibride lesenzione ha una validità di 3 anni a decorrere dalla data di prima immatricolazione.

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La Regione Lombardia ha rinnovato anche per il 2022 i suoi ecoincentivi regionali. In particolare, è stato stanziato un fondo per stimolare lacquisto di vetture meno inquinanti che consente di sommare i bonus governativi con quelli regionali ed ottenere sconti decisamente importanti. Gli ecoincentivi lombardi prevedono l’esenzione dal pagamento del bollo per 3 anni per chi acquista un’auto Euro 5 o 6 con alimentazione bifuel (benzina/GPL o benzina/metano), ibrida (benzina/elettrica) o a benzina e, allo stesso tempo, rottama un veicolo inquinante. Inoltre, è previsto anche un piccolo contributo per la rottamazione del veicolo.

LEGGI ORA: Bollo auto Lombardia

Anche il Comune di Milano si era mosso per spingere verso una mobilità più green con una serie di incentivi destinati ai residenti all’interno dell’Area B che necessitavano di sostituire il proprio veicolo per poter circolare all’interno della ZTL. L’incentivo, che poteva essere cumulato con quelli nazionali, aveva un importo variabile a seconda dellalimentazione si poteva godere di uno sconto sullacquisto da 9.000 a 4.000 euro, ma per il momento non è stato rinnovato per il 2022.

Sino al 2020 era possibile per le piccole-medie imprese che operano in Sardegna da almeno 5 anni richiedere un contributo regionale pari al 75% del prezzo di acquisto (fino a un tetto variabile a seconda della categoria compreso tra i 10 e i 25 mila euro) di un veicolo a zero impatto ambientale. La Regione Sardegna dovrebbe essere in procinto di lanciare un nuovo bando, che andrà a rifinanziare il fondo messo a disposizione dei cittadini per l’acquisto di veicoli aziendali a basso impatto ambientale, ma attualmente non se ne conoscono i dettagli.

Da qualche anno in Valle dAosta è possibile beneficiare di ecoincentivi anche senza possedere un veicolo da rottamare, semplicemente acquistando un’auto rientrante nelle fascia di emissione da 0 a 70 g CO2/km, quindi elettrica o ibrida. Il bonus è stato prorogato anche per i veicoli acquistati nel 2022 e prevede contributi fino al 25% della spesa sostenuta (per un massimo di 5.000 euro IVA esclusa). La somma può salire ulteriormente se contemporaneamente all’acquisto di un veicolo ecologico, nuovo o usato, si rottama un mezzo inquinante. Trovate tutti i dettagli qui.

Nel 2021 la Regione Veneto aveva stanziato degli incentivi che andavano da 3.500 euro a 8.000 euro per l’acquisto di vetture esclusivamente nuove, escludendo quindi le Km0 e le usate, dotate di alimentazione elettrica, ibrida, bifuel, benzina o gasolio. L’erogazione del contributo era anche legata alla rottamazione un veicolo inquinante. Al momento, però, non ci sono notizie sulla disponibilità di bandi per l’ecobonus 2022 Veneto.

LEGGI ORA: Bollo auto Veneto

La Provincia di Bolzano prevede incentivi per lacquisto di vetture a basso impatto ambientale. Nello specifico ai privati vengono concessi contributi dedicati alle vetture elettriche o ibride il cui costo complessivo non sia superiore a 50.000 euro IVA esclusa. L’incentivo consiste in un contributo di 2.000 euro per l’acquisto di auto elettriche o a idrogeno, di 1.000 euro per le ibride plug-in con emissioni di CO2 entro 70 g/km.

Anche la Provincia di Trento prevedeva dei contributi per l’acquisto di veicoli ecologici, pari a 3.000 euro in caso di rottamazione ed a 2.000 in caso di sostituzione di un veicolo inquinante, ma per il momento il bando non è stato rinnovato nel 2022.

Il capoluogo abruzzese ha deciso di stanziare un fondo di 380.000 euro per l’acquisto, anche in leasing, di auto elettriche sotto forma di un contributo a fondo perduto, pari al 30% del costo totale del veicolo. Gli incentivi sono disponibili sia per privati che per professionisti. I primi potranno godere di uno sconto fino a 4.000 euro, mentre i secondi fino a 8.000. Il termine per presentare le richieste è scaduto il 31 gennaio 2022.  

Cose da sapere

Come funzionano gli incentivi auto regionali?

Come per il bollo auto, anche per quel che riguarda gli incentivi auto regionali le regole sono diverse da regione a regione. A seconda del budget messo a disposizione dai singoli enti si potrà usufruire di uno sconto più o meno sostanzioso per abbandonare il proprio veicolo con ormai parecchi anni sulle spalle e passare ad un modello meno inquinante. 

Quali regioni prevedono incentivi per l’acquisto auto nel 2022?

Le regioni che hanno stanziato incentivi per l’acquisto di auto nel 2022 sono l’Emilia Romagna, il Piemonte, le Province di Bolzano e Trento, oltre alla città de L’Aquila. Inoltre l’Abruzzo ha previsto delle agevolazioni per il bollo auto dedicate alle vetture meno inquinanti.

Quali sono gli incentivi previsti in Emilia Romagna per l’acquisto auto nel 2022?

La Regione Emilia Romagna aveva stanziato un fondo pari a 3 milioni di euro per stimolare gli automobilisti allacquisto di vetture ibride. Queste somme venivano stanziate in 3 tranche e consentivano di rimborsare un importo massimo pari a 573 euro, ovvero 191 euro lanno. Il bando, però, per il momento non è stato rinnovato.

Quali sono gli incentivi previsti in Piemonte per l’acquisto auto nel 2022?

La Regione Piemonte ha messo a disposizione fino al 30 aprile 2022 8 milioni di euro per stimolare il passaggio a veicoli meno inquinanti. In questa categoria rientrano le elettriche, le auto ad idrogeno, le ibride, quelle a metano, GPL o bifuel purché con potenze inferiori ai 130 kW o a 100 kW. 

Quali sono gli incentivi previsti nelle Province di Bolzano e Trento per l’acquisto auto nel 2022?

L’incentivo previsto dalla Provincia di Bolzano consiste in un contributo di 2.000 euro per l’acquisto di auto elettriche o a idrogeno, di 1.000 euro per le ibride plug-in con emissioni di CO2 entro 70 g/km. Quello previsto dalla Provincia di Trento, pari a 3.000 euro in caso di rottamazione ed a 2.000 in caso di sostituzione di un veicolo inquinante, non è attualmente stato rinnovato per il 2022. 

Incentivi auto 2022: le novità della Legge di Bilancio

incentivi-auto-2019

Il governo ha approvato i nuovi incentivi 2022 per le auto a basse emissioni, che permettono di risparmiare sull’acquisto di un nuovo veicolo ecologico soprattutto se contemporaneamente si rottama un vecchio mezzo inquinante (Euro 0-5).  A differenza degli anni scorsi, però, quest’anno non sono previsti contributi per l’acquisto di auto usate, indipendentemente dalla classe emissiva. Continuano, invece, i sussidi per chi sceglie di installare una colonnina elettrica o per eseguire il retrofit elettrico.

INDICE
Nuovi incentivi auto: cosa dice la Legge di Bilancio 2022
 Incentivi colonnine elettriche 2022
 Il bonus fiscale per l’installazione di motori elettrici
Incentivi auto 2021: gli ecobonus dello scorso anno
 Incentivi rottamazione auto 2021
 Che fine ha fatto l’ecotassa?
 Incentivi auto elettriche

L’ultimo DPCM stanzia i fondi necessari a coprire gli incentivi per l’acquisto di auto a basse emissioni per tutto il triennio 2022-2024, legando in alcuni casi il contributo alla rottamazione di un veicolo inquinanteIl governo ha previsto tre differenti fasce di emissioni per differenziare i contributi: 0/20 g/Km di CO2, 21/60 g/kM di CO2 e 61/135 g/Km di C02. 

Chi acquista un veicolo di prima fascia, che emette da 0 a 20 g/km di CO2, ha diritto a un contributo di 3.000 €, somma che sale a 5.000 € in caso di rottamazione di un’auto inquinante (Euro 0-5). In questa categoria emissiva rientrano i veicoli elettrici puri e le più efficienti vetture ibride plug-in.

Per l’acquisto di un veicolo della seconda fascia emissiva, che comprende principalmente vetture plug-in con emissioni di CO2 comprese tra 21 e 60 g/km, è previsto un incentivo di 4.000 € se con auto da rottamare. Il contributo, però, scende a 2.000 € se non si possiede una vecchia auto inquinante da sostituire.

Infine, per la terza fascia, che include quelle vetture che emettono da 61 a 135 g/km di CO2, è previsto un contributo esclusivamente in caso di rottamazione di un veicolo maggiormente inquinante, per un ammontare di 2.000 €. In questa categoria rientrano auto di tutte le motorizzazioni: ibride, benzina, diesel, metano, GPL.

Sono previsti anche dei tetti di spesa: il prezzo del veicolo non può superare i 35.000 € se di prima o di terza fascia, mentre il tetto si alza a 45.000 € in caso di mezzo di seconda fascia. Questi limiti sono calcolati escludendo IVA, IPT e messa su strada.

g/km CO2 Motorizzazione Incentivo 2022
Tetto di spesa
  con rottamazione senza rottamazione escluso IVA, IPT e messa su strada
0-20 elettrica, plug-in 5.000 € 3.000 € 35.000 €
21-60 plug-in 4.000 € 2.000 € 45.000 €
61-135 ibride, benzina, diesel, metano, GPL 2.000 € 35.000 €

Infine, nel decreto il governo ha stanziato delle risorse anche per incentivi ai veicoli commerciali di categoria N1 e N2, con contributi che vanno dai 4 ai 12 mila euro a seconda della categoria e della classe emissiva.

Ben diversa, invece, è la questione in merito agli incentivi per l’installazione di colonnine elettriche poiché la legge di Bilancio ha prorogato fino al 2024 il bonus con un incentivo pari al 40% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di colonnine e infrastrutture di ricarica per auto elettriche. L’80% dei fondi è destinato agli interventi delle imprese, con valore complessivo inferiore a 375 mila euro, mentre alle installazioni richiedenti cifre superiori è destinato il 10%. Per le persone fisiche, invece, i fondi a disposizione sono pari a 9 milioni di euro. 

Inoltre, l’installazione delle colonnine elettriche nella propria residenza viene anche coperta dal Bonus 110%: nel caso si acceda il bonus eseguendo uno degli interventi trainanti necessari (come il cappotto termico dell’edificio), si può inserire nel progetto anche l’installazione di una stazione di ricarica, ottenendo un rimborso di importo maggiore della spesa.

Altra misura confermata, e prorogata fino al 31 dicembre 2022, è quella relativa al retrofit elettrico. Con questo termine si intende l’installazione di un motore elettrico al posto di uno termico, diesel o benzina. Il bonus fiscale previsto è pari al 60% della spesa totale per un contributo massimo di 3.500 €. Inoltre è previsto anche un contributo pari al 60% delle spese relative all’imposta di bollo per l’iscrizione al Pubblico registro automobilistico, all’imposta di bollo e all’imposta provinciale di trascrizione. 

Sino allo scorso anno, oltre agli incentivi previsti per l’acquisto di auto nuove a basse emissioni, si poteva usufruire di ecobonus per l’acquisto di vetture usate poco inquinanti. Lo scopo del legislatore è stato quello di svecchiare il parco auto circolante nel nostro Paese e spingere gli automobilisti verso vetture meno inquinanti.

Quest’anno, tuttavia, le vetture usate non rientrano più tra i veicoli coperti dagli incentivi per le auto ecologiche. Inoltre, i contributi previsti per quest’anno hanno dei massimali più bassi dello scorso anno, a causa dei minori fondi stanziati.

Nello specifico, nel 2021 per l’acquisto di una vettura con emissioni da 0 a 20 g/Km, e contestuale rottamazione, era previsto un incentivo pari a 10.000 euro, mentre l’importo calava a 6.000 euro senza rottamazione, Per le vetture con emissioni da 21 a 60 g/Km l’incentivo variava da 6.500 euro con rottamazione sino a 4.500 senza rottamazione, mentre per l’ultima categoria di auto, con emissioni da 61 a 135 g/Km, l’unico incentivo possibile era quello di 3.500 euro esclusivamente con rottamazione. 

Per l’acquisto di auto usate rientranti nella classe di emissioni da 0 a 60 g/km, in caso di rottamazione, l’incentivo disponibile era pari a 2.000 euro, mentre calava rispettivamente a 1.000 e 750 euro per l’acquisto di auto usate rientranti nella classe di emissione 61-90 g/Km e 91-160 g/Km. In entrambi casi è necessaria la rottamazione.  

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Nella nuova legge di Bilancio 2022 non è stata inclusa la cosiddetta ecotassa. Questa rappresentava un balzello da pagare una tantum al momento dell’acquisto che andava a colpire le vetture maggiormente inquinanti costringendo il proprietario a versare un importo da 1.100 euro a 2.500 euro. L’esclusione dell’ecotassa dalla legge di Bilancio non ha però impedito che questa misura potesse essere riproposta. In effetti, una specie di ecotassa è presente anche nel nuovo Decreto Energia approvato a fine marzo, ma non se ne conoscono ancora i dettagli.

LEGGI ORA:  Tutti gli incentivi auto regionali e comunali

L’acquisto di auto elettriche viene incentivato anche quest’anno grazie ai finanziamenti governativi. I veicoli a impatto zero rientrano nella prima fascia emissiva, che permette di accedere a un contributo di importo variabile tra i 3.000 € e, in caso di rottamazione di un vecchio mezzo inquinante, i 5.000 €. Per accedere a questo contributo, tuttavia, la spesa per il nuovo veicolo non deve superare i 35.000 € (IVA, IPT e messa su strada escluse). L’importo dell’incentivo è più basso rispetto ai precedenti pacchetti di sussidi per l’acquisto di auto elettriche, ma è comunque piuttosto sostanzioso.

Cose da sapere

Sono previsti incentivi auto per il 2022?

Nella Legge di Bilancio 2022 sono stati previsti nuovi incentivi per l’acquisto di auto elettriche, ibride, plug-in ed Euro 6 di nuova generazione. Previsti anche gli incentivi relativi all’installazione di colonnine elettriche e una proroga dei termini per usufruire dell’incentivo al retrofit elettrico. Spariscono, invece, i finanziamenti per l’acquisto di veicoli usati a basse emissioni.

Cosa prevedono gli incentivi sulle colonnine elettriche?

La legge di Bilancio ha prorogato fino al 2024 il bonus con un incentivo pari al 40% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di colonnine e infrastrutture di ricarica per auto elettriche. Per le persone fisiche, invece, i fondi a disposizione sono pari a 9 milioni di euro. Inoltre, l’installazione di colonnine elettriche è anche uno degli interventi coperti dal Bonus 110%.

Cosa prevedono gli incentivi sull’installazione di motori elettrici?

Gli incentivi fiscali relativi al cosiddetto retrofit sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2022. Con questo termine si intende l’installazione di un motore elettrico al posto di uno termico. Il bonus fiscale previsto è pari al 60% per una spesa massima ammissibile di 3.500 euro

Renault Mégane E-Tech: prezzi, dimensioni e prova su strada

Toyota Aygo X: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Dopo il primo capitolo rappresentato dalla più piccola Zoe, con la nuova Mégane E-Tech, Renault apre un nuovo importante capitolo nel suo processo di elettrificazione, puntando su un modello che, dalla sua famosa cugina endotermica, riprende più che altro solo il nome. La nuova elettrica francese è già ordinabile e le prime consegne cominceranno a luglio 2022.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Renault Mégane E-Tech:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 440 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 Cv/kW (da) 130/96
 Prezzo (da)

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
Allestimenti
Prova su strada
Perché comprarla
Prezzi

Le misure di Renault Mégane E-Tech la rendono perfetta per competere nel segmento dei Suv di medie dimensioni e la nuova piattaforma CMF-EV rende possibile un’organizzazione intelligente e confortevole dell’abitacolo. Il modello ha infatti una lunghezza di 4,21 metri, che unita a buone misure in larghezza e altezza, rispettivamente pari a 178 e 150 centimetri, regala un’ottima abitabilità interna. Anche la dimensione del passo, lungo 2,7 metri, garantisce un buon livello di comfort a bordo.

Dimensioni
Lunghezza 4.210 mm
Larghezza 1.780 mm
Altezza 1.500 mm
Passo 2.700 mm

Gli interni della nuova Renault Mégane E-Tech prendono fortemente le distanze dall’attuale linguaggio stilistico dei modelli della Losanga. La nuova plancia denominata OpenR ha infatti un’estetica peculiare:  due grandi schermi, il quadro strumenti digitale da 12,3’’ e il touchscreen verticale da 12’’, vengono inseriti in un elemento a forma di L rovesciata, che da dietro il volante finisce al centro della plancia. A bordo sono disponibili servizi d’infotainment OpenR Link compatibile con Android Auto e AppleCar e che include, negli allestimenti Techno e Iconic, l’assistente virtuale di Google, un elementio quest’ultimo, che facilita notevolmente la vita a bordo e l’interazione tra l’uomo e la vettura. Disponibile anche l’update del Firmware Over The Air gratuito per i primi cinque anni.

La nuova elettrica di Renault presenta poi una certa cura nei materiali utilizzati, soprattutto all’interno. Fra le varie opzioni troviamo tessuto, pelle, Alcantara e inserti in Nuo (legno lavorato al laser), capaci di avvolgere ogni passeggero in un ambiente confortevole e accogliente. Una simile attenzione ai dettagli si può apprezzare anche guardando all’illuminazione interna, con luci che cercano idealmente di seguire l’orologio biologico, per questo chiamate Living Lights. A bordo sono presenti anche tanti assistenti di ultima generazione. Degno di nota l’Active Driver Assist, il pacchetto di Adas di Livello 2 avanzato che comprende il Cruise Control Adattivo con Stop & Go e il Lane Keep Assist, così come il limitatore (disinseribile) che adegua la velocità massima dell’auto al tipo di strada percorso, senza spingersi in ogni caso oltre i 160 km/h.

Anche l’aspetto esterno della nuova Renault Mégane E-Tech si caratterizza per originalità e innovazione. Ai tratti stilistici tipici della Casa francese, questa nuova elettrica aggiunge linee e soluzioni estetiche inedite, che traghettano il marchio verso un nuovo linguaggio stilistico. Lo si nota innanzitutto dal taglio dei gruppi ottici Full Led anteriori e Led 3D posteriori.

L’estetica della Megane elettrica non manca poi di una certa sportività, grazie ai grandi cerchi da 20 pollici, in alternativa a quelli da 18, di serie, ma soprattutto grazie alle grandi prese d’aria sui paraurti e ai passaruota bombati. Tutti elementi che, di fatto, assolvono anche a particolari funzioni aerodinamiche, per rendere la vettura quanto più efficiente possibile. La dinamicità che guadagna grazie alla linea curva del tettuccio, sullo falsa riga di una coupé, ha però il suo costo in termini di visibilità dal lunotto, alla quale si rimedia grazie alla presenza dello specchietto posteriore virtuale, dalla grafica sempre chiara e precisa. Inoltre, la Megane E-Tech è anche la prima a sfoggiare il nuovo logo di Renault.

Per il momento Renault ha annunciato due diversi powertrain per la Mégane E-Tech, dotati di motore sincrono singolo, con due livelli di potenza. Il primo, chiamato EV40, può sviluppare fino a 130 CV di potenza e 250 Nm di coppia. Il secondo e più potente EV60 arriva invece a 220 CV e 300 Nm, riuscendo così a coprire lo 0-100 in soli 7,4 secondi. Le batterie LG abbinate sono da 40 kWh nel primo caso e da 60 kWh nel secondo e godono di una maggiore densità energetica rispetto agli altri modelli elettrici di Renault, garantendo una buona efficienza e versatilità.

Grazie ai due tagli di batteria, la nuova Renault Mégane E-Tech promette una buona autonomia, riuscendo infatti a percorrere fino a 450 km con una sola carica, nel caso in cui si scelga la variante con la batteria più grande da 60 kWh. Buoni anche i tempi di ricarica: bastano 30 minuti con colonnina da 130 kW per ricaricare l’equivalente di 300 km di autonomia. Disponibili in aggiunta anche quattro diversi livelli per regolare l’intensità della frenata rigenerativa.

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La nuova Megane elettrica rappresenta un importantissimo punto di svolta per il costruttore francese. Non è il primo modello elettrico per il brand, ma rappresenta quello chiamato a traghettare il marchio in una nuova era a zero emissioni. Abbiamo quindi scelto di metterci al volante della variante più potente della nuova Megane E-tech, ovvero quella che molto probabilmente la farà da padrona nelle vendite nel nostro Paese. A spingerla provvede un motore da 220 CV, alimentato da una batteria agli ioni di litio da 60 kWh, che si dimostra sin da subito molto brillante nell’erogazione. Il merito però non è soltanto dell’unità elettrica, ma anche del profondo lavoro svolto dai tecnici Renault sul fronte del contenimento del peso. L’ago della bilancia, infatti, si ferma ad appena 1.700 kg, un ottimo risultato per un’auto elettrica, che si traduce non solo in ottime prestazioni, ma anche in un’ottimizzazione dei consumi, a tutto vantaggio dell’autonomia.

Toyota Aygo X: prezzo, dimensioni e caratteristiche 10

Convince anche la dinamica di guida che, grazie anche allo schema sospensivo piuttosto ricercato per la categoria costituito da un MacPherson all’anteriore e da un  multilink al posteriore, permette di muoversi tra una curva e l’altra con una buona disinvoltura. A tal proposito, una gommatura più generosa avrebbe aiutato la Megane elettrica a scaricare più facilmente tutta la potenza di cui dispone a terra soprattutto in uscita di curva. Ma i tecnici francesi hanno preferito privilegiare l’efficienza energetica, dotando il modello di ruote piuttosto strette, che limitano di conseguenza l’impronta a terra delle gomme. Ottimo lo sterzo, che con un rapporto di 12:1 non costringe a grandi movimenti nemmeno in manovra. Ma dove la Megane E-Tech eccelle è nel comfort acustico: i tecnici della Losanga hanno messo a punto un inedito sistema fonoassorbente per isolare l’abitacolo dalla batteria sottostante, con il risultato che all’interno della Megane elettrica si viaggia sempre in assoluta souplesse. Non male nemmeno i consumi: nel corso del nostro primo contatto con la vettura, durante il quale abbiamo potuto percorrere circa 200 km tra città, extraurbane e anche un po’ di autostrada, avviamo registrato un consumo medio di circa 17 kWh/100 km.

Sono tre gli allestimenti in cui è possibile scegliere la nuova Renault Megane E-Tech:

  • Equilibre: l’allestimento di accesso alla gamma.
  • Techno: scelta intermedia caratterizzata da una buona dotazione di serie.
  • Iconic: dotato di tutti i più recenti contenuti tecnologici firmati Renault.

Equilibre: il primo, più economico, prevede un interessante equipaggiamento di serie. ABS, AFU e ESP, sette airbag, alzacristalli elettrici impulsionali, assistenza alla partenza in salita, Automatic Emergency Braking System, cambio e-Shifter al volante, cavo di ricarica Modo 3 con presa Tipo 2 cerchi in lega da 18 “ OSTON, climatizzazione manuale, controllo pressione pneumatici, Cruise Control, Dashboard OpenR con Driver Display digitale da 12,3 “ HD e display multimediale 9”, Distance Warning, Driver Attention Alert, E-call, Emergency Lane Keep Assist, Fari full LED anteriori e posteriori con firma luminosa elettrica e indicatori di direzione dinamici anteriori, fireman access, frenata rigenerativa a quattro livelli con palette al volante, freno distanziamento elettrico con funzione Auto-Hold, Hands-free card per apertura-chiusura porte, avviamento motore, animazione, benvenuto e arrivederci, Lane Departure Warning, Lane Keep Assist, Luci diurne a LED, maniglie porte esterne elettriche a scomparsa, paraurti anteriore e posteriore con lama F1 tinta carrozzeria, parking camera posteriore, plancia con rivestimento in tessuto riciclato, due prese USB-C anteriori (ricarica e dati), retrovisori esterni elettrici riscaldabili, retrovisori esterni tinta carrozzeria, sedile conducente regolabile in altezza, sedili posteriori ripiegabili in 1/3-2/3, sensori di parcheggio posteriori, sistema multimediale openR link con display da 9 “, Classic Arkamis Sound System (quattro altoparlanti) con radio DAB, compatibile con Android Auto e AppleCarPlay, Traffic Sign Recognition, volante multifunzione in TEP soft touch, volante regolabile in altezza e profondità.

Techno: la versione Techno amplia l’equipaggiamento: previsti accensione automatica fari e tergicristalli con sensore pioggia, ambient lighting con living lights (48 colori), caricatore smartphone wireless, cerchi in lega da 20 SOREN, climatizzatore automatico bizona, commutazione automatica abbaglianti/anabbaglianti, console centrale alta con vano portaoggetti e bracciolo scorrevole in TEP, cornice finestrini cromata, dashboard openR con Driver Display digitale da 12,3 ” HD e display multimediale 12 “, fari full LED Adaptative vision con funzione fendinebbia integrata, fari posteriori full LED ad effetto 3D filigranato, con indicatori di direzione dinamici, montanti porte esterne nero lucido (shiny black), multi-sense a quattro modalità con comandi vocali e al volante, over speed prevention, plancia e pannelli porte con inserti in alcantara, due prese USB-C posteriori, privacy glass, retrovisore interno elettrocromico, retrovisori esterni tinta tetto, retrovisori esterni elettrici riscaldabili e ripiegabili elettricamente con Puddle Lamp, sedile conducente con regolazione lombare, sedili anteriori riscaldabili, sellerie miste in TEP/tessuto riciclato, shark antenna, sistema multimediale openR link con display da 12 “, Auditorium Arkamis Sound System (sei altoparlanti) con radio DAB, navigazione, servizi Google, compatibile con Android Auto ed Apple Car, vano aperto sotto il display centrale con rivestimento in TEP e doppia impuntura, volante multifunzione in pelle, volante riscaldabile.

Iconic: la versione Iconic, la più cara di tutte, si prsenta anche come la più ricca. Equipaggiamento di serie (da aggiungere o sostituire a quello Techno): cerchi in lega da 20 ” diamantati ENOS, paraurti anteriore e posteriore con lama F1 dorata warm titanium, plancia e pannelli porte con inserti in legno Nuo, sedili anteriori con regolazione elettrica lombare e funzione massaggio, sellerie in pelle enra titanio con impunture warm titanium, sensori di parcheggio anteriori e laterali, sistema multimediale openR link con display da 12 “, Premium Harman Kardon Sound System (otto altoparlanti + un subwoofer) con radio DAB, navigazione, servizi Google, compatibile con Android Auto e Apple CarPlay, tinta bitono (tetto, montante tetto e retrovisori)

  • Qualità dei materiali: l’abitacolo di Mégane E-Tech è particolarmente ecosostenibile grazie all’impiego di diversi materiali riciclati, per i rivestimenti e per la plancia. Anche per questo, a fine vita, il 95% dell’auto sarà riciclabile.
  • Sicurezza: la suite di Adas che equipaggia questa media francese è davvero ampia e aggiornata.
  • Immagine: il design è accattivante e originale. Ha le carte in regola per diventare un modello di stile per le future elettriche di Renault.

Di seguito il listino prezzi della Renault Megane E-Tech aggiornato ad aprile 2022.

Renault Megane E-Tech Prezzo
EV40 130 CV Equilibre 37.100 euro
EV 60 220 CV Equilibre 41.700 euro

 

Toyota GR Corolla: prezzo, dimensioni e caratteristiche

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Ancora fuori, per il momento, dal mercato europeo, Toyota GR Corolla è la versione più prestazionale dell’utilitaria nipponica. Si tratta di un modello pensato per gli appassionati più puri, che non ha ceduto al moderno concetto di elettrificazione puntando su uno scoppiettante motore a benzina da 304 cavalli.

Ecco la scheda tecnica del nuovo Toyota GR Corolla:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio
 Alimentazioni benzina
 Classe
 CV/kW (da) 304/224
 Prezzo (da)

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motorizzazioni
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzo

La GR Corolla è costruita a partire dalla variante a cinque porte presente anche in Italia. Supera i 4,4 metri di lunghezza e si attesta poco sotto gli 1,5 metri di altezza totale, antenna inclusa. La larghezza che sfiora gli 1,9 metri e il passo che supera i 2,6 metri permettono invece una buona abitabilità interna. La nuova sportiva di Toyota può infatti ospitare fino a cinque passeggeri. Dove la GR cambia rispetto alla Corolla normale è nella larghezza, cresciuta di 6 centimetri davanti e 8,5 centimetri dietro per fare spazio alle nuove carreggiate. Di seguito le misure nel dettaglio:

Dimensioni
Lunghezza 4.410 mm
Larghezza 1.850 mm
Altezza 1.455 mm
Passo 2.640 mm

La grinta e la sportività dell’auto sono espresse inequivocabilmente nella carrozzeria, dotata di elementi tipici e caratterizzata da linee nette e decise. Rispetto alla variante a cinque porte commercializzata in Italia, GR Corolla ha paraurti modificati, parafanghi specifici e sfoghi d’aria sui passaruota anteriori. Inoltre, la carreggiata anteriore e posteriore sono state allargate, rispettivamente, di 6 e 8,5 centimetri. Il frontale spicca per il cofano motore specifico in alluminio, mentre il posteriore è dominato dal frande alettone e da tre terminali di scarico.

Il tetto della Circuit Edition è in fibra di carbonio forgiata e contribuisce ad ad abbassare il baricentro della vettura, contenendone il peso. Di profilo, invece, risaltano i cerchi di lega da 18” con pneumatici 235/40. L’assetto sportivo è poi completamente rinnovato grazie alle molle, agli ammortizzatori, alle barre e ai supporti specifici. Le sospensioni posteriori, inoltre, seguono uno schema multilink, mentre l’impianto frenante si compone di dischi anteriori da 355 mm con pinze a quattro pistoncini, e di dischi posteriori da 279 mm dotati di pinze a due pistoncini.

Gli interni della Toyota GR Corolla riflettono quel design sportiveggiante che già si osserva dall’esterno. Aprendo le portiere, ciò che subito salta all’occhio è la leva del cambio a corsa corta, che occupa una posizione ottima per effettuare cambi di marcia rapidi. Il freno di stazionamento è rigorosamente manuale. I sedili, invece, sono decisamente avvolgenti, in pieno stile racing.

Al centro della plancia spicca il display touch da 8″ dedicato all’infotainment Toyota Touch. La sua connettività via smartphone è garantita da Apple CarPlay e da AndroidAuto. Dietro al volante troviamo invece la nuova strumentazione digitale TFT da 12,3”, anch’essa con grafica ispirata alle auto da corsa. Tramite questa è possibile accedere a info specifiche in tempo reale sulla ripartizione della coppia, sulla pressione di sovralimentazione del turbo e sulla marcia inserita.

La Toyota GR Corolla è spinta dal nuovo 3 cilindri turbobenzina da 1.6 litri, potenziato per sviluppare fino a 304 CV e 370 Nm di coppia motrice. Cifre che fanno intuire le ottime prestazioni della vettura, nonostante i dettagli dello scatto da 0 a 100, probabilmente intorno ai 5 secondi, non siano ancora stati ufficializzati. Come la sorella minore, la GR Yaris, la Corolla GR adotta il cambio manuale a sei marce e la trazione integrale GR-Four a ripartizione variabile su triplo schema: 50:50, 60:40 e 70:30.

Per Totota GR Corolla sono disponibili due allestimenti.

  • Core: rappresenta l’allestimento di base, il primo a debuttare.
  • Circuit: arriverà nel 2023 in edizione limitata.

Core: offerta nelle tinte White, Black e Supersonic Red con interni neri e cuciture argento, Toyota Safety Sense, display touch da 8″ Toyota Touch, AndroidAuto, Apple CarPlay, strumentazione digitale TFT da 12,3 pollici, cerchi di lega da 18’’.

Circuit: in più rispetto a Core aggiunge tinta Heavy Metal, il tetto di carbonio forgiato, lo spoiler nero in coda, i sedili sportivi elettrici di pelle sintetica e microfibra Brin Naub con cuciture rosse, il pomello del cambio Morizo, i differenziali anteriori e posteriori Torsen, le pinze dei freni rosse con badge GR, l’impianto audio JBL, i fendinebbia Led e la finitura nero lucido su elementi dei paraurti e dell’alettone posteriore.

    • Prestazioni: il tre cilindri che arriva addirittura a 304 CV, l’assetto tarato a puntino e la trazione integrale con differenziali autobloccanti promettono tanto divertimento.
    • Sicurezza: la nuova GR Corolla garantisce una guida senza pensieri grazie agli Adas del pacchetto Toyota Safety Sense.
    • Equipaggiamento: entrambi gli allestimenti hanno una dotazione ricca e funzionale, sia sul fronte della performance che su quello tecnologico.

Il listino prezzi della Toyota GR Corolla non è ancora disponibile. Ancora non si sa, infatti, se la vettura sarà commercializzata anche in Europa, oltre che in Giappone e Nordamerica.

Impianto GPL: costi, durata e manutenzione

impianto gpl

Il prezzo dei carburanti al distributore può cambiare in fretta, e di molto. Tuttavia, uno dei carburanti che, ad oggi, sembra meno soggetto alle fluttuazioni del mercato è il GPL, quindi, l’acquisto di un’auto a GPL si rivela spesso la soluzione ideale per contenere i costi alla pompa. Nonostante un pieno di gas convenga rispetto a un rifornimento di benzina o diesel, tuttavia, bisogna pensare anche alle spese di manutenzione. Questo articolo spiega come farlo.

INDICE
Impianto GPL: come funziona
Installazione impianto GPL
Costo impianto GPL
Impianto GPL: a chi conviene?
Impianto gpl auto diesel
Manutenzione auto GPL e revisione: info e costi
Quando dura l’impianto gas auto?

Le vetture alimentate a GPL sono dotate di una bombola con funzione di serbatoio. All’interno di questo è contenuto il gas che viene vaporizzato allo stato liquido tramite un vaporizzatore: la sigla sta appunto per Gas di Petrolio Liquefatto. Il GPL, quindi, viene inviato a degli ugelli posti a monte del collettore di aspirazione del sistema di regolazione dell’acceleratore che provvede alla regolazione della quantità di miscela GPL-aria in entrata.

Per installare un impianto GPL ci si dovrà rivolgere necessariamente ai centri specializzati presenti su tutto il territorio nazionale. Questi si accerteranno del corretto funzionamento dell’impianto elettrico e dell’accensione prima di procedere all’operazione.  Il serbatoio del GPL andrà posizionato nel vano bagagli, ma qualora questo abbia forma toroidale è possibile piazzarlo nel vano dedicato alla ruota di scorta così da non sottrarre capacità di carico.

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L’installazione di un impianto GPL può essere effettuata su tutte le vetture a benzina. I costi variano a secondo della tipologia di motore, del marchio dell’auto e dell’omologazione del propulsore.  La forbice di prezzo va da un minimo di 800 euro sino ad un massimo di 1.800 euro. Scopriamo in dettagli:

  •  800 € per un’auto a carburatore o iniezione Euro 0 o  1;
  • 1.200 € per un’auto a iniezione con controllo della carburazione Euro 0 o 1;
  • 1.700 € per un’auto catalizzata con sistema a iniezione gassosa;
  • 2.000 € per un’auto catalizzata con impianto a iniezione sequenziale.

Questi prezzi non comprendono extra per il serbatoio toroidale, pari a circa 100 €, per l’indicatore di livello (50 €), e per il collaudo (130 €). Inoltre, dal momento che l’installazione richiederà, in un’officina specializzata, circa 3 giorni, occorre considerare il costo di un’auto a noleggio per la sostituzione in caso di necessità.

auto gpl usate
auto gpl usate

Impianto GPL a 450 €: è possibile?

450€ rappresenta solitamente il costo della sostituzione decennale della bombola GPL. E’ possibile invece installare un impianto nuovo allo stesso prezzo? Come abbiamo visto, il prezzo dell’installazione va dagli 800€ ai 2.000€. Nel caso in cui si possegga un automobile con sistema di iniezione Euro 0 o Euro 1 e si abbia il tempo e la pazienza di ricercare occasioni sulla rete, accettando anche impianti di seconda mano, 450€ diventa un prezzo difficile, ma raggiungibile.

A fronte di una spesa comunque importante per l’installazione, l’impianto GPL si rivela particolarmente indicato per tutti quegli automobilisti che devono percorrere decine di migliaia di Km l’anno e vogliono tenere sotto controllo i costi del carburante. Se non si dà troppa importanza alle prestazioni dell’auto, e si hanno punti di rifornimento comodi, è decisamente una scelta da tenere in conto.

Considerando come le vetture possono circolare anche nei centri storici in caso di blocco del traffico, l’installazione dell’impianto GPL si rivela una scelta vincente anche nei confronti delle vetture dotate di motore diesel.

Infine, il GPL può convenire anche all’ambiente. Dal momento che è un carburante povero di zolfo, produce meno residui di combustione, riducendo così l’impatto sull’inquinamento atmosferico.

È possibile procedere all’installazione di un impianto GPL anche su vetture diesel, specie quando si tratta di autobus o camion. D’altronde, questa è una scelta davvero poco diffusa fra gli automobilisti, dato che con questa tipologia di alimentazione solamente il 20/30% del carburante è costituito da GPL, mentre il restante è gasolio. I consumi, di conseguenza, saranno sempre contenuti, ma non come quelli previsti per la classica alimentazione a benzina.

La manutenzione dell’impianto GPL è fondamentale per fare in modo che il sistema funzioni sempre correttamente senza compromettere le prestazioni della vettura. Si dovranno quindi sempre tenere puliti gli iniettori e la loro pulizia potrà avvenire sia smontandoli manualmente che tramite additivi chimici che elimineranno lacche, depositi solforosi, ammoniaca, inquinanti e altri residui incombusti legati alla scarsa qualità del GPL utilizzato.

Per l’impianto GPL non è prevista revisione, ma le bombole devono essere sostituite dopo 10 anni di utilizzo dalla data del collaudo in caso di installazione successiva alla prima immatricolazione, mentre dopo 10 anni dalla prima immatricolazione in caso di allestimento originario e previsto sulla carta di omologazione.

Non esiste una durata prestabilita per l’impianto GPL auto, mentre l’unica scadenza che possiamo fornire è quella relativa alla sostituzione delle bombole che, come detto in precedenza, deve avvenire ogni 10 anni. Ad ogni modo una manutenzione accurata consentirà di poter prolungare l’utilizzo dell’impianto per molto tempo.

auto gpl usate
auto gpl usate

Cose da sapere

Come installare un impianto GPL auto?

Per installare un impianto GPL ci si dovrà rivolgere necessariamente ai centri specializzati presenti su tutto il territorio nazionale. Questi si accerteranno del corretto funzionamento dell’impianto elettrico e dell’accensione prima di procedere all’operazione.

Quanto costa installare un impianto GPL auto?

L’installazione di un impianto GPL può essere effettuata su tutte le vetture a benzina. I costi variano a secondo della tipologia di motore e vanno da un minimo di 800 euro sino ad un massimo di 2.000 euro.

A chi conviene installare l’impianto GPL auto?

L’impianto GPL si rivela particolarmente indicato per tutti quegli automobilisti che devono percorrere decine di migliaia di Km l’anno e vogliono tenere sotto controllo i costi del carburante.

Si può installare un impianto GPL su un auto diesel?

È possibile procedere all’installazione di un impianto GPL anche su vetture diesel, ma questa è una scelta davvero poco diffusa dato che con questa tipologia di alimentazione solamente il 20/30% del carburante è costituito da GPL, mentre il restante è gasolio.

Come funziona la manutenzione di un impianto GPL auto?

Si dovranno sempre tenere puliti gli iniettori e la loro pulizia potrà avvenire sia smontandoli manualmente che tramite additivi chimici che elimineranno lacche, depositi solforosi, ammoniaca, inquinanti e altri residui incombusti legati alla scarsa qualità del GPL utilizzato.

Vendita auto tra privati: come fare e i documenti necessari

Vendere un’auto usata: tutti i passaggi da seguire

Per vendere un’auto usata ad un privato è importante seguire alcuni passi fondamentali, per evitare di commettere errori e incorrere in diversi problemi. In questa piccola guida, vi spieghiamo punto per punto tutto quello che bisogna fare per concludere la vendita nel modo migliore.

In particolare, abbiamo dettagliato tutto il percorso che va dallo stabilire il prezzo del veicolo che si vuole vendere, fino alle pratiche necessarie per concludere l’affare, passando per i possibili metodi di pagamento e le operazioni di autentica delle firme.

INDICE
 Vendere un’auto usata: stabilire il giusto prezzo
Atto di vendita auto: che cos’è?
 Vendita auto da privato a privato: il pagamento
 Vendita auto tra privati: l’autentica delle firme
  I documenti per vendere l’auto e le pratiche necessarie

Per evitare di mettere in vendita la propria vettura ad un prezzo troppo alto, o troppo basso, è sempre importante effettuare una corretta valutazione dell’auto. Per questa ragione è sempre opportuno compiere un confronto il proprio veicolo con gli annunci presenti sui vari siti dedicati facendo particolare attenzione non solo all’anno di produzione, ma anche alla motorizzazione, ai chilometri percorsi ed agli optional. Ricordate, infine, che una documentazione completa relativa agli interventi di manutenzione potrà essere una carta in più da giocare per alzare il prezzo nella trattativa.

L’atto di vendita è il documento che attesta l’avvenuta vendita del mezzo e che riporta gli estremi di identificazione del venditore e dell’acquirente e la somma versata per l’acquisto dell’auto. Acquirente e venditore, alla conclusione della compravendita, devono obbligatoriamente redarre quest’atto in una delle seguenti forme:

  • una dichiarazione unilaterale di vendita con firma autenticata del venditore, in bollo, redatta sul retro del Certificato di Proprietà cartaceo o digitale;
  • atto di vendita in bollo redatto in forma bilaterale, con firma autenticata sia del venditore sia dell’acquirente;
  • atto pubblico, o sentenza in copia conforme all’originale, in bollo.

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Momento fondamentale per concludere la trattativa è quello del pagamento. Possono essere proposte dall’acquirente differenti soluzioni, ma quella preferibile è sempre l’assegno circolare. Una volta incassato potrete consegnare chiavi e documenti all’acquirente e concludere così la trattativa senza preoccupazioni.

Per tutelare degli interessi del compratore, affinché l’atto di vendita risulti valido è necessario che venga fatta l’autentica della firma del venditore.

Questa operazione può essere effettuata recandosi allo Sportello Telematico dell’Automobilista presente presso le unità territoriali ACI oppure rivolgendosi a notai, funzionari della Motorizzazione Civile, funzionari degli uffici comunali o titolari degli studi di consulenza automobilistica aderenti allo sportello telematico.

A seconda della modalità scelta per autenticare le firme si possono pagare prezzi diversi per l’operazione: la soluzione più economica è solitamente quella di rivolgersi al proprio comune, dove è necessario pagare solo i diritti di segreteria per pochi centesimi.

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I documenti per vendere l’auto e le pratiche necessarie/sta_anchor]

Al fine di completare correttamente la vendita dell’auto è fondamentale che siano presenti tutti i documenti richiesti: certificato di proprietà dell’auto in formato cartaceo o digitale, carta di circolazione o fotocopia, atto di vendita, documento di identità dell’acquirente e codice fiscale, permesso di soggiorno valido se chi compra è un cittadino extracomunitario ed eventuale delega se la procedura viene svolta da personale incaricato.

Tutti questi documenti dovranno essere presentati presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista insieme al modulo NP3C per la nota di presentazione al PRA, ed al modulo TT2119 per la richiesta di aggiornamento della carta di circolazione.

Cose da sapere

Come si vende un’auto usata?

Per vendere un’auto usata in modo facile e veloce basta seguire alcuni semplici passaggi: stabilire il prezzo, fotografare l’auto per inserire le foto nell’annuncio,  accordarsi per la forma di pagamento, procedere con atto di vendita e autentica delle firme e infine procedere con il passaggio di proprietà.

Come si stabilisce il prezzo di un’auto usata?

Per stabilire il prezzo corretto di un’auto usata è opportuno fare un confronto con i centinaia di siti dedicati dove poter controllare i prezzi di mercato in base all’anno di immatricolazione, i chilometri percorsi e le condizioni generali. Sarà possibile chiedere un prezzo maggiore qualora sia presente una documentazione impeccabile.

Dove si autenticano le firme per l’atto di vendita?

Questa pratica può essere espletata presso i funzionari degli Uffici Provinciali dell’ACI che gestisce il P.R.A., oppure presso notai, funzionari della Motorizzazione Civile, funzionari degli uffici comunali o titolari degli studi di consulenza automobilistica aderenti allo sportello telematico.

Come si registra il passaggio di proprietà dell’auto?

il passaggio di proprietà si effettua presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista così da ottenere immediatamente il rilascio dei documenti e l’aggiornamento automatico degli archivi del Pubblico Registro Automobilistico e della Motorizzazione Civile.

Impianto GPL su diesel: ecco come funziona!

Impianto GPL su auto diesel

Quando si tratta di risparmiare sui costi di rifornimento, i moderni motori a gasolio rappresentano una valida alternativa per tutti coloro che macinano migliaia di chilometri all’anno. Ma esiste un modo per rendere ancora più efficienti e parsimoniosi i motori diesel? In effetti si. Siamo soliti vedere gli impianti GPL associati ai motori a benzina, tuttavia, questi possono essere montati anche sui propulsori a gasolio, aumentando così l’autonomia di unità già congenitamente capaci di consumare molto poco.

INDICE
Impianto GPL su diesel: come funziona
Costo impianto GPL su diesel
Kit trasformazione diesel GPL: prezzo
GPL su diesel: quando conviene?
Incentivi impianto GPL su diesel
Impianto GPL su diesel: problemi
Impianto a metano o GPL su diesel: qual è il migliore?

La possibilità di installare un impianto GPL su un motore diesel comporta una modalità di funzionamento totalmente differente da quella “classica” prevista per i benzina. Se in questi ultimi è presente un funzionamento “bi-fuel”, che prevede l’utilizzo di un carburante o l’altro in maniera alternativa, in un motore diesel GPL il funzionamento è “mixed fuel” poiché è necessaria la presenza di una quantità minima di gasolio nella miscela.

La miscela composta da diesel e da GPL arriva nella camera di combustione dove viene mescolata con l’aria. La pressione esercitata dal pistone in risalita incendia il gasolio che a sua volta innesca anche il GPL, avviando la fase di detonazione. Per creare l’accensione spontanea, quindi, il GPL viene mescolato al gasolio secondo un rapporto che varia da motore a motore, ma che, solitamente per i motori di ultima generazione, vede il 40% di Diesel e il 60% di GPL.

Il costo di un impianto a gas su diesel non è sicuramente alla portata di tutte le tasche e prima di procedere all’acquisto si devono valutare numerosi fattori tra i quali anche il valore residuo dell’auto.

In media il costo della trasformazione si aggira intorno ai 3.000 euro. In questa spesa sono incluse anche le pratiche di omologazione, mentre il costo di installazione è di circa 1.200 euro. La spese da affrontare, soprattutto per la manodopera, è decisamente superiore a quella richiesta per l’installazione di un impianto a gas su un’auto a benzina a causa della maggiore complessità del lavoro da effettuare.

Inoltre, l’articolo 78 del Codice della Strada prevede che, nel caso di modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli in circolazione, dopo il montaggio di un impianto GPL su auto diesel, sia responsabilità dell’installatore aggiornare la carta di circolazione. La Motorizzazione approverà il collaudo previa presentazione dei documenti tecnici installativi, e la pratica costerà circa 70 euro.

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Sono molte le ditte che propongono validi kit diesel GPL con prezzi che, come dicevamo, variano da 2.000 a 3.000 euro. I benefici che derivano da questa trasformazione riguardano sia l’incremento della coppia massima fino al 10% e della potenza massima fino al 30%, che l’abbattimento delle emissioni inquinanti tra il 20 e il 40%.

A fronte dei costi di installazione certamente non a buon mercato, è utile chiedersi quando convenga procedere all’installazione di un impianto GPL diesel. La trasformazione è consigliabile solo per vetture con cilindrata superiore ai 1.8 litri ed il risparmio medio è di circa 5 euro ogni 100 chilometri. La spesa, quindi, andrà ammortizzata in circa 40-60.000 km, pertanto è bene valutare quanto si vorrà restare in possesso della vettura modificata e quanti chilometri si percorrono annualmente.

In generale, è più facile approfittare dei bassi costi di utilizzo soprattutto per chi percorre almeno 45.000 chilometri all’anno. La potenza del motore, ovviamente resta lo stesso, ed è inoltre possibile circolare in alcune città anche in presenza di blocchi del traffico.

auto gpl usate
auto gpl usate

Il Governo aveva adottato nel 2018-2020 una serie di incentivi per stimolare il mercato verso l’acquisto di vetture “green”. Alla fine del 2020 è giunta la proposta da parte di Assogasliquidi di inserire nella legge di bilancio un bonus pari a 600 Euro per coloro che opteranno per la conversione a GPL. Al momento, però, questa proposta non è stata convertita in legge.

Nonostante la mancanza di uniformità a livello nazionale, tuttavia, alcune amministrazioni locali riservano degli incentivi per la conversione in diesel GPL dei veicoli commerciali più vecchi e inquinanti. Resta consigliabile in ogni caso verificarne l’effettiva operatività in caso di limitazioni alla circolazione.

Più che di veri e propri problemi, quando si parla di impianto GPL diesel si deve tenere a mente una manutenzione maggiore rispetto ad un motore a gasolio. Saranno infatti necessarie  maggiori attenzioni in fase di revisione, ed inoltre la resa chilometrica di una vettura dotata di questo kit sarà inferiore rispetto ad una vettura dotata del solo motore diesel perché quest’ultima in media garantirà una percorrenza di circa 18 Km/l a fronte dei 12 di una omologa versione dotata di kit.

Bisognerebbe inoltre considerare la sostituzione obbligatoria ogni 10 anni delle bombole del GPL presso un’officina autorizzata, insieme ai costi connessi. In ultimo, è importante controllare che siano presenti distributori GPL in zona, per evitare di percorrere molta strada solo per trovare una stazione di rifornimento.

Con le tecnologie odierne non è solo possibile installare un impianto GPL su motore diesel, ma è anche aperta l’opzione dual Fuel con metano. Le differenze stanno ovviamente nel gas di alimentazione, e in secondo luogo nel fatto che solo il GPL abbia bisogno di iniettori appositi per portare il gas nel condotto di aspirazione, aumentando relativamente i costi di installazione. Inoltre, le proporzioni nella miscela fra metano e diesel sono del 5% e 95%, mentre quelle della miscela GPL diesel, lo ricordiamo, si aggirano sui 30% e 70%.

Perché allora scegliere un auto GPL diesel al posto di una metano diesel? Le motivazioni sono rappresentate innanzitutto dalle minori spese di manutenzione, visto che la revisione è obbligatoria su intervalli più lunghi e i costi di montaggio sono minori. Un altro motivo è che il GPL garantisce performance superiori, non impattando sulla potenza del sistema. Infine, i costi di acquisto e installazione sono spesso minori.

Viceversa, perché scegliere un auto metano diesel al posto di una GPL diesel? Il metano è nettamente superiore sul fronte della resa energetica, cioè un chilogrammo di questo gas permette percorrenze maggiori rispetto al GPL. In più, il metano garantisce costi d’esercizio ridotti e minori emissioni inquinanti, senza presentare i problemi di sicurezza tipici del GPL nel caso di parcheggio al chiuso.

In conclusione, è bene ricordare che le stazioni GPL sul suolo nazionale sono circa il triplo rispetto a quelle con metano: un dettaglio da non trascurare.

Cose da sapere

Come funziona l’impianto GPL su diesel?

In un motore diesel GPL il funzionamento è “mixed fuel” poiché è necessaria la presenza di una quantità minima di gasolio nella miscela. La miscela composta da diesel e da GPL arriva nella camera di combustione dove viene mescolata con l’aria. La pressione esercitata dal pistone in risalita incendia il gasolio che a sua volta innesca anche il GPL, avviando la fase di detonazione. Per creare l’accensione spontanea, quindi, il GPL viene mescolato al gasolio secondo un rapporto che varia da motore a motore, ma che, solitamente per i motori di ultima generazione, vede il 40% di Diesel e il 60% di GPL.

Quanto costa installare un impianto GPL su diesel?

In media il costo della trasformazione si aggira sui 3.000 euro. In questa spesa sono incluse anche le pratiche di omologazione, mentre il costo di installazione dell’impianto GPL diesel su un motore a iniezione con controllo della carburazione è di circa 1.200. La spese da affrontare è decisamente superiore a quella richiesta per l’installazione di un impianto a gas su un’auto a benzina a causa della maggiore complessità del lavoro da effettuare.

Quando conviene installare un impianto GPL su motore diesel?

La trasformazione è consigliabile solo per vetture con cilindrata superiore ai 1.8 litri ed il risparmio medio è di circa 5 Euro ogni 100 chilometri. La spesa, quindi, andrà ammortizzata in circa 40-60.000 km, pertanto è bene valutare quanto si vorrà restare in possesso della vettura modificata e quanti chilometri si percorrono annualmente.

Sono previsti incentivi per l’installazione di un impianto GPL su diesel?

Al momento non sono previsti incentivi statali per questa operazione, ma a fine 2020 è giunta la proposta da parte di Assogasliquidi di inserire nella legge di bilancio un bonus pari a 600 Euro per coloro che opteranno per la conversione a GPL.