Kia Stinger: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Stinger, l'ammiraglia sportiva Kia

Con la Kia Stinger, Kia è atterrata per la prima volta nel segmento delle ammiraglie premium, che da sempre sono state presidiate dalle tedesche. Si tratta di una grande berlina sportiva con il look sportivo/coupé. Il frontale largo e basso, oltre alle fiancate filanti, danno uno slancio fuori dal comune alla vettura.

Ecco la scheda tecnica della Kia Stinger:

Numero Posti Bagagliaio Alimentazioni
5 406/1114 litri Benzina/Diesel
Classe CV/kW (da) Prezzo (da)
Euro 6 200/147 51.000 €

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
 Prezzi

La Kia Stinger ha la base per entrare di prepotenza nel segmento delle “automobili importanti”: le ammiraglie gran turismo di lusso.

Dimensioni
Lunghezza 4.830 mm
Larghezza 1.870 mm
Altezza 1.400 mm
Passo 2.910 mm

Kia Stinger ‘sorprende al primo appuntamento’ anche grazie ai suoi interni, funzionali, spaziosi e ricchi di ottime finiture. Il posto di guida, come del resto quello del passeggero è comodo, avvolgente, votato alla guida sportiva e dotato di 10 regolazioni elettriche, memory system e supporto lombare.

Dietro si sta comodissimi in quattro, anche se c’è spazio – seppur molto piccolo – per un quinto passeggero. Sconsigliato sedersi sui sedili posteriori se si è più alti di 1.85 m. Il vero must è però la capacità del vano porta bagagli, che è di 406 litri che diventano 1.114 litri abbattendo i sedili posteriori.

Sinuosità nelle linee esterne ed eleganza senza fronzoli nelle rifiniture interne contraddistinguono lo stile della Stinger del gruppo coreano, con muso basso e cattivo in stile ‘Tiger nose‘, reso ancora più aggressivo dalle due prese d’aria poste sul cofano motore. Si fanno notare anche le due prese d’aria nell’anteriore e nella zona bassa delle portiere, utili oltre che per l’estetica, anche per far respirare i freni. Sinuose e slanciate le fiancate, che si allungano fino al posteriore, creando un piccolo spoiler, mentre la coda è molto compatta ed illuminata con la tecnologia Led. Comode le luci alle maniglie.

La GT Line monta un motore 2.2 turbo diesel che si dimostra equilibrato e fluido, abbinato ad un cambio automatico a otto rapporti, in grado di gestire a dovere la coppia e conferire alla vettura un’ottima ripresa, fluida e senza strappi. Cinque le opzioni di guida del cambio automatico, dalla ‘Eco‘ utilizzata per risparmiare carburante alla ‘Smart‘, dalla ‘Comfort‘, adatta al traffico cittadino e caratterizzata da un’accelerazione progressiva alle modalità ‘Sport‘ e ‘Sport+‘.

Quanto ai consumi, considerate le caratteristiche dell’auto, con una guida accorta è difficile far meglio di 8 km /l (9,4 km/l il dato dichiarato).

Tutte le funzioni della vettura di punta dell’ovale rosso sono gestite tramite uno schermo touch grande (8 pollici) e comodo, con integrazione Apple CarPlay, Android Auto e Head Up display. La Stinger è equipaggiata anche da un ottimo head off display, da un cruise control adattivo, avviso di uscita involontaria dalla carreggiata, allerta angolo cieco, fari adattivi, telecamera a 360° consultabile anche durante la marcia e frenata d’emergenza assistita con riconoscimento dei pedoni. Dispositivi che, insieme ai 7 airbag, hanno fatto guadagnare alla Kia Stinger le 5 stelle EuroNCAP.

La Stinger viene proposta in Italia in soli due allestimenti:

  • GT Line per la motorizzazione diesel, che prevede la possibilità di scelta tra la trazione posteriore o quella integrale
  • GT per quella a benzina, che è disponibile solo con la trazione integrale.

Gli optional disponibili sono solo la possibilità di scelta tra oltre 19 colorazioni e tetto apribile. Anche per la Kia Stinger sono confermati i 7 anni di garanzia della Casa.

Ecco i prezzi della Kia Stinger aggiornati al 2019:

Kia Stinger Prezzo (da)
Stinger 3.3 T-GDI GT AUTO 4WD benzina 57.000
Stinger 2.2 CRDI GT LINE AUTO diesel 49.000

 

Polestar: storia, modelli e prezzi di una vettura ad elevate prestazioni

polestar

Il nome Polestar è intimamente legato al brand Volvo da decenni ed indica le vetture maggiormente prestazionali del costruttore scandinavo. Dopo l’acquisto della Volvo da parte del gruppo cinese Geely, che ha portato grande liquidità nelle casse, è stato deciso di utilizzare il marchio Polestar per identificare vetture sempre caratterizzate dall’anima sportiva ma dal cuore elettrico. Non c’è dubbio che Polestar sarà una delle novità più interessante nel campo delle auto elettriche del 2019.

Polestar: storia, modelli e prezzi di una vettura ad elevate prestazioni 2

Volvo Polestar

La storia della Polestar è relativamente recente. Nel 1996 il pilota Jan Nilsson ha fondato la propria scuderia, la Flash Engineering, stringendo un accordo con la Volvo per rappresentarla come team ufficiale nel campionato svedese turismo.

Nel 2004 la scuderia è stata acquistata da Christian Dahl, e nel 2005 è stata rinominata in Polestar Racing. Nel 2009 sono state create due divisioni distinte, la Polestar Perfomance, divisione sportiva dedicata alla produzione di componenti per le Volvo stradali, e la Polestar Racing, vera e propria scuderia automobilistica.

Polestar: storia, modelli e prezzi di una vettura ad elevate prestazioni

L’anno successivo è stata presentata la prima stradale costruita dalla Polestar, la Volvo C30 Polestar Concept, seguita nel 2012 dalla Volvo S60 Polestar Concept, mentre il 2013 ha visto la nascita delle prime due vetture di serie prodotte dalla Polestar, la Volvo S60 Polestar e la Volvo V60 Polestar.

Il 2017 ha segnato la svolta per il brand sportivo della Volvo. Il costruttore svedese, infatti, ha deciso di utilizzare il marchio Polestar per produrre una gamma di vetture sportive dotate di motore elettrico, e la prima auto di questa nuova avventura è stata la Polestar 1.

Polestar: storia, modelli e prezzi di una vettura ad elevate prestazioni 1

Polestar 1

La Polestar 1 è una coupè ibrida dal design molto elegante e tecnicamente evoluta grazie all’utilizzo della fibra di carbonio per la realizzazione di numerosi elementi della carrozzeria e come rinforzo per il pianale nella zona tra l’abitacolo e il baule.

Vera e propria chicca della Polestar 1 è il motore ibrido. Accanto al tradizionale propulsore benzina 4 cilindri sovralimentato, supportato da un motore elettrico che funge anche da generatore per le batterie, vi sono due motori elettrici collegati alle ruote posteriori.

La combinazione di questi motori regala alla Polestar 1 una potenza di 600 cv ed in modalità esclusivamente elettrica la percorrenza dichiarata è di 150 Km.

Polestar: storia, modelli e prezzi di una vettura ad elevate prestazioni 3

Volvo C30 Polestar

La Volvo C30 Polestar Performance Concept, anche se presentata esclusivamente come prototipo, ha lasciato il segno tra gli amanti della Casa svedese, grazie a prestazioni di grande livello e ad un design muscoloso ma per nulla esagerato.

Il cuore pulsante della vettura è il 5 cilindri benzina T5 di 2,5 litri dotato di un turbocompressore KKK 26 che, grazie all’intercooler maggiorato, regala una potenza di ben 405 cavalli.

Per scaricare a terra tutta questa potenza è presente la trazione integrale con sistema AWD Haldex abbinata ad un differenziale meccanico Quaife su ogni assale, mentre per riuscire ad assicurare una frenata efficiente sono stati montanti dischi Brembo da 380 e 330 mm a 6 pistoncini davanti e 4 dietro.

Volvo V40 Polestar

La Volvo V40 Polestar ha consentito alla Casa svedese di inserirsi nel settore delle berline compatte ad alte prestazioni grazie all’upgrade fornito proprio dalla Polestar.

Il motore utilizzato è un benzina 2.0 quattro cilindri in grado di regalare 250 cavalli di potenza, di bruciare lo 0-100 Km/h in poco più di sei secondi e raggiungere la ragguardevole velocità massima di 240 Km/h.

Discreta, come sempre, la personalizzazione estetica realizzata dalla Polestar. Le linee della vettura non sono state appesantite e rimangono sempre molto eleganti.

La presenza del doppio scarico e dello spoiler posteriore dal design particolare, oltre ai cerchi specifici ed ai badge azzurri, fanno intuire a chi ammira la vettura dall’esterno che si tratta di una Volvo V40 Polestar.

Polestar: storia, modelli e prezzi di una vettura ad elevate prestazioni 5

Suzuki Ignis vs Dacia Duster: prova doppia

Suzuki Ignis vs Dacia Duster: prova doppia

Ignis: la piccola di casa Suzuki

Suzuki Ignis: Le dimensioni di una berlina, la trazione di un fuoristrada, la comodità di un Suv tutto questo è la Suzuki Ignis, il mini crossover originale nelle sue linee che grazie ai suoi 18 cm di altezza lo mette nel segmento dei Suv. Se esternamente le sue linee squadrate possono far pensare a un modulo lunare da film fantasy americano, all’interno la sua dimensione ridotta per i passeggeri non si sente anche se a pagarne è il vano portabagagli.

La motorizzazione da 1200 cc insieme al motore elettrico che lavora in simultanea in fase di accelerazione fanno di questo minisuv un’auto divertente da guidare con la massima sicurezza. Tutto questo con un prezzo, chiavi in mano, che va dai 14200 per la versione iCool con due ruote motrici a 18.300 euro per la versione iTop 4X4.

Duster il SUV economico di casa Dacia

Dacia Duster: Economico, familiare, silenzioso queste sono le tre parole che riassumono il “Suv per tutti”: la Dacia Duster. Uscito nel 2010 ha subito conquistato il grande pubblico per la sua duttilità e il prezzo che permette di conquistare due fette di mercato: gli amanti dei Suv e le famiglie. Tante le novità su questa versione a partire dal ritorno del Gpl montato sulla versione 1600 benzina. Un suv per tutti proprio grazie al prezzo che parte dai 13.350 euro per la versione Essential per arrivare ai 16.000 della Prestige, a cui bisogna solo aggiunte i 600 euro per la vernice metallizzata e, volendo, altri 200 per la ruota di scorta il cui vano è occupato dal serbatoio del Gpl.

Certo non si può dire che sia per gli amanti della guida sportiva o delle rifiniture di pregio ma a questo prezzo è difficile trovare un mezzo altrettanto grande e affidabile. Lo spazio interno è notevole visto che si parla di un’auto di 4 metri e 30 di lunghezza e 1 metro e 80 di larghezza, dove possono trovare comodamente spazio 5 persone e si ha un portabagagli che parte da una capienza di 445 litri fini ad arrivare a 1623 litri.

Esterni

Suzuki Ignis: L’originalità delle sue linee fanno si che guardandola ci si chiede se sia più suv o più citycar. Il frontale è quello di un crossover, così come i parafanghi larghi rispetto al resto della carrozzeria, il posteriore sembra quello di una berlina sportiva accentuato dai tre “graffi” laterali che ne accentuano lo spirito sportivo. Internamente pur nella sua semplicità è molto elegante con un gioco di colori tra il nero della plancia, il bianco del vano portaoggetti e il rosso che circonda la zona del cambio, che la rende adatta ai ragazzi. I sedili sono avvolgenti e quelli posteriori possono scorrere avanti e indietro per poter dare maggior spazio ai passeggeri. Mentre il guidatore può decidere l’altezza della propria guida.

suzuki ignis usate
suzuki ignis usate

Dacia Duster: Si presenta possente dal muso molto americano e linee tondeggianti, a tratti ricordo un Freelander. Internamente lo spazio è ampio anche per dei giganti con sedili avvolgenti e, grazie alla sua altezza da terra, con una comoda entrata. Niente radica o pelle, questo è un Suv per famiglie, quindi tanto plastica ma ben rifinita, un cruscotto essenziale, con una attenzione particolare ai pulsanti e le manopole per l’aria condizionata. A disposizione anche il bracciolo per il guidatore che, però, è scomodo perché troppo alto rispetto alla leva del cambio, manuale, così come lascia un po’ delusi la poca accuratezza nell’indicatore del serbatoio Gpl, messo alla sinistra del volante sembra aggiunto in un secondo momento e non è possibile sapere nessun dato sul consumo.

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dacia duster usate
dacia duster usate

Interni

Suzuki Ignis: Lo spazio che non ti aspetti per tutti, peccato sia omologata solo per 4 persone. L’insonorizzazione dell’abitacolo è buona alle basse velocità ma man mano che si accelera il rumore delle gomme porta a dover alzare il volume dell’autoradio. I sedili sono avvolgenti e comodi al centro regna l’ampio schermo che somiglia molto ad un tablet. Al di sotto di questi la pulsantiera dell’aria condizionata che ricorda quella di un aereo di linea e le due prese, usb e 12V, chiuse da di coperchi che servono per la simmetria di questi interni. Dal volante si può governare tutto dal telefono, al touchscreen fino al computerino di bordo vicino al contachilometri.

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Dacia Duster: Essenziale, questo è quello che descrive il Duster al suo interno. Le sedute sono comode e ampie per tutti, anche se si è dei giocatori di basket, stando all’interno per i passeggeri posteriori ci sono dei vetri oscurati, comodi in presenza di bambini, e il silenzio rispetto al traffico esterno è notevole. Questo isolamento dall’esterno fa si che si abbia la sensazione di un motore un po’ troppo rumoroso. Per il guidatore il sedile è regolabile in altezza così come il volante, per cui si può scegliere anche la profondità. Il vano portabagagli è perfetto una famiglia con bambini piccoli che, in caso di ferie, deve portarsi dietro mezza casa: 445 litri di spazio bastano e avanzano.

Tecnologia e sicurezza

Suzuki Ignis: C’è tutto e anche di più. Da un punto di vista dei sistemi di sicurezza si va dal sistema di frenata d’emergenza al sistema di allerta in caso di uscita di guida dalla carreggiata, fino al sistema contro i colpi di sonno, tutti equipaggiamenti che potrebbero essere facilmente disattivati ma perché farlo. Airbag ovunque, anteriori, laterali e a tendina, ABS e controllo della stabilità oltre al controllo della trazione nella versione Adventure. Per i bambini più piccoli c’è Sistema ISO-FIX per ancoraggio seggiolino bambino. A livello di tecnologia il cuore è lo schermo da 7” al centro. Facile e immediato il collegamento con lo smartphone grazie al Bluetooth e grazie all’Apple Car si ha il sistema Siri che permette di poter ascoltare i messaggi di testo e fare chiamate senza mai togliere le mani dal volante.

Dacia Duster. Nuovi motori e Media Nav Evolution

suzuki ignis usate
suzuki ignis usate

Dacia Duster: Tutto quello che serve c’è. Un computer di bordo sul cruscotto da cui si possono monitorare i km percorsi, lo stato dei pneumatici e altri dati utili al guidatore. Grazie all’ampio schermo centrale si ha un controllo del navigatore, del telefono, che si può collegare tramite Bluetooth, e della radio. Lo stesso schermo è utile per quando si manovra in retromarcia grazie alla telecamera posteriore che aiuta in caso di parcheggi molto stretti. C’è anche una presa 12v è una Usb per poter collegare un iPod oltre al telefono, connesso via Bluetooth. A livello di sicurezza scarseggia un po’ negli airbag, presenti solo per guidatore e passeggero anteriore, è presente il Cruise control. La macchina è comunque massiccia e lo si avverte chiudendo gli sportelli che fanno un rumore pieno.

Suzuki Ignis vs Dacia Duster: prova doppia 1

dacia duster usate
dacia duster usate

Motore e guida

Suzuki Ignis: Divertente e agile come una citycar fa dimenticare di essere su un minisuv. Il doppio motore benzina e elettrico danno sprint e brio che permette sorpassi veloci in poco spazio. Il cambio è preciso mentre lo sterzo appare un po’ troppo rigido, qualche problema con la frenata in alcuni casi troppo lunga ma c’è il sistema di frenata assistito in caso di pericolo che aiuta per i più distratti. Il lunotto è un po’ piccolino e nonostante le sue dimensioni ridotte, vista la sua altezza da terra, la telecamera posteriore che si accende sullo schermo da 7” è più che utile in caso di parcheggi. I consumi sono ridotti grazie al doppio motore ai 16,4 km/l in città e 21 km/l nel ciclo misto

Dacia Duster: Il 1600 eroga 115 cv mentre quando si passa al Gpl si perde un po’ di potenza passando a 109. Certo non si può parlare di un’auto potente e briosa ma è un motore regolare e poco rumoroso. La guida è morbida Grazie ad uno sterzo leggero che fa sembrare ogni manovra più facile del previsto, nonostante le dimensioni. Forse c’è poca rigidità alle alte velocità, rimane troppo morbido. Il cambio manuale a 5 rapporti manca di una sesta marcia, che avrebbe potuto far abbassare ulteriormente i consumi tanto più che il computerino all’interno del cruscotto ogni 2000 giri indica il cambio di marcia, in 5 marcia ci sia arriva ad una velocità poco sotto i 90 km/h. La velocità massima dichiarata dalla casa è di 172 km/h in modalità benzina, 169 km/h a Gpl. Il consumo medio è di 16,7 km/l mentre per il gas è impossibile capirlo visto che manca un collegamento con il computer di bordo, anche se con oltre 33 litri di serbatoio a cui si aggiungo i 50 di benzina la casa madre dichiara oltre 1100 km di autonomia.

Scheda tecnica

SUZUKI IGNIS 4WD 5MT

  • Alimentazione: Benzina 4 cilindri 1.242 cc. 90 Cv/ Elettrico
  • Cambio: manuale 5 rapporti Vel Max: 165 Km/h
  • Comsumo Combinato: 4,7 l/100 Km
  • Emissioni: 106 g/km
  • Dimensioni:  Lunghezza 3.700 mm, Larghezza 1.660 mm (1.690 mm max) Altezza 1.595 mm
  • Prezzo: 14.200 Euro
  • Di Serie: Cerchi in lega da 16″ BLACK, Fari full LED con luci diurne DRL a LED integrate, Griglia anteriore BLACK/CHROME, Climatizzatore automatico, Navigatore con mappe 3D, Barre al tetto color SILVER ed estensioni passaruota BLACK, Griglia anteriore BLACK, Privacy glass, Sistema multimediale con schermo Touch Screen + USB + AUX + Smartphone integration + Bluetooth + 4 altoparlanti, Volante in pelle a 3 razze regolabile in altezza con comandi AUDIO e Bluetooth, Telecamera posteriore con misuratore di distanza, Sedili in tessuto con impunture ORANGE o TITANIUM, Sedili posteriori scorrevoli indipendentemente sdoppiati (50:50), Sedili riscaldabili anteriori (passeggero regolabile in altezza), Consolle centrale e interni porta BiColor BLACK & WHITE, Fari fendinebbia, Cruise Control con limitatore di velocità, sistema “attentofrena” (DCBS), sistema “guidadritto”, sistema “restasveglio”, sistema “chiavintasca”, Hill Hold Control, Indicatori di direzione integrati negli specchi retrovisori, Tunnel centrale, maniglie porta anteriori ORANGE o TITANIUM, Sistema “accompagnami”, Specchietti retrovisori in tinta riscaldabili e regolabili elettricamente, Alzacristalli elettrici anteriori, Chiusura centralizzata con telecomando integrato nella chiave, Luci automatiche con Light Sensor, 6 airbag + ESP + TCS + ABS + Sis

 

DACIA DUSTER Prestige 4×2

  • Alimentazione: 1598 cc SCe benzina 115cv GPL S&S E6
  • Cambio: Manuale a 5 rapporti Vel Max: 167 Km/h
  • Emissioni: 130 g/Km
  • Dimensioni: Lunghezza/larghezza/altezza cm 432/182/163
  • Prezzo: 17.203 euro
  • Di Serie : Airbag frontali e laterali (passeggero e conducente), ABS, Alzacristalli anteriori/posteriori elettrici, Blind Spot Warning, Bracciolo centrale anteriore, Cerchi in lega da 17” Maldive, Chiusura centralizzata, Clima automatico, Cruise Control, EBA, ESC, ECO Mode, Fendinebbia, Firma luminosa con luci diurne a LED, Ganci Isofix, Griglia frontale cromata, HSA, Interni specifici Prestige con finiture in TEP, Kit gonfiaggio pneumatici,  Limitatore di velocità, Maniglie interne satinate,  Maniglie portiere in tinta carrozzeria, Media Nav Evolution (navigatore, radio, bluetooth, Aux-in, USB, comandi al volante),  Panchetta posteriore frazionabile 1/3 – 2/3, Paraurti anteriore e posteriore in tinta carrozzeria, Presa da 12V sulla consolle centrale, Protezioni sottoscocca anteriori e posteriori Dark Metal, Retrocamera posteriore, Retrovisori esterni elettrici, Retrovisori, barre tetto Dark Metal, Security speed locking, Sensore luci, Sensori di parcheggio posteriori, Servosterzo elettrico, Supporto e regolazione lombare, Terminale di scarico cromato,  Vetri posteriori e lunotto scuri,  Volante regolabile in altezza e profondità
  • Optional: ruota di scorta

 

BMW i8: prezzo, dimensioni e caratteristiche

bmw-i8

Avveniristica, non può essere definita in altro modo la BMW i8. La supercar tedesca – l’auto ibrida più cara in commercio – è un inno alla tecnologia grazie alla scossa in fibra di carbonio ed al motore ibrido plug-in che regala prestazioni da pelle d’oca e consumi da utilitaria. Il design, poi, ha reso la BMW i8 una vera e propria opera d’arte che non accusa minimamente il peso degli anni.

INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motorizzazioni
 Configuratore
 Consumi
 Prezzo

Bassa e filante, la BMW i8 ha dimensioni tipiche da supercar. La lunghezza non è indifferente, ben quattro metri e sessantanove centimetri, ma l’altezza di appena un metro e ventinove e la larghezza di 194 centimetri regalano alla BMW i8 una immagine aggressiva. L’abitabilità interna è buona solo per due passeggeri.

Il look della BMW i8 è immediatamente riconoscibile e, nonostante siano passati cinque anni dal lancio ufficiale, rimane ancora piacevole e per nulla superato. Il frontale è basso ed aggressivo e la classica calandra a doppio rene è abbracciata da fari aggressivi e da un paraurti dal design moderno che unisce l’estetica alle funzionalità aerodinamica.

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La fiancata colpisce per la ridotta altezza del tetto e per le portiere con apertura ed elitra. La linea del tetto e quella della parte inferiore della fiancata confluiscono verso la coda senza mai toccarsi.

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Il posteriore è altrettanto complesso nel disegno complice anche la separazione dei montati posteriori dalla fiancata della vettura per consentire un migliore scorrimento dei flussi.

bmw i8 usate
bmw i8 usate

Se il design esterno colpisce al primo sguardo, anche l’abitacolo della BMW i8 regala subito stupore. La plancia, come da tradizione BMW, è orientata verso il guidatore e le linee sono fluide.

bmw-i8-interni

Il cruscotto è digitale e personalizzabile mentre al centro dell’abitacolo spicca il monitor dell’infotainment comandabile dalla manopola iDrive posta al centro del tunnel.

Il cuore pulsante della BMW i8 è il motore ibrido, unico presente nel listino. Il motore termico è un tre cilindri a benzina in grado di erogare 231 cavalli collegato alle ruote posteriori, mentre sull’asse anteriore è presente un motore elettrico da 131 CV. È possibile guidare la BMW i8 in modalità esclusivamente elettrica e percorrere un totale di 37 Km senza superare la velocità di 120 km/h. Il totale di potenza espresso dalla power unit ibrida è di 362 CV e, grazie anche al peso ridotto, lo zero cento viene coperto in 4,4 secondi.

La BMW i8 è prevista in un unico allestimento ed offre di serie un notevole numero di accessori quali, ad esempio, cerchi in lega, climatizzatore automatico bizona, interni in pelle, monitoraggio superamento involontario corsia, navigatore, retrovisori esterni elettrici, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, sensori pressione pneumatici, sistema Stop&Start.

BMW i8: prezzo, dimensioni e caratteristiche

La velocità massima di 250 Km/h, la potenza di 374 cavalli e lo 0-100 Km/h coperto in poco più di quattro secondi potrebbero far pensare alla BMW i8 come una vettura super sportiva e per nulla parca nei consumi, ma la realtà è incredibilmente diversa. L’alimentazione ibrida plug-in, infatti, promette percorrenze record con 1,9 litri di benzina necessari per coprire 100 Km.

La tecnologia si paga cara. Per posteggiare nel garage di casa un gioiellino come la BMW i8 serve avere una buona disponibilità nel conto in banca. Il prezzo, infatti, parte da ben 147.600 euro, optional esclusi.

BMW i8 Ibrida Prezzo
 BMW i8 Coupé 1.5 CV 374 147.600
 BMW i8 Roadster 1.5 CV 364 163.270

BMW i8: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1

bmw i8 usate
bmw i8 usate

Le 10 auto a metano usate più cercate dagli Italiani

Le 10 auto a metano usate più cercate dagli Italiani

Comprare un’auto a metano usata può rivelarsi una scelta davvero conveniente e, soprattutto, ecosostenibile.

Scopri in questa utile infografica perché conviene scegliere il metano rispetto agli altri carburanti, quali sono i suoi vantaggi per il nostro portafogli e per l’ambiente in cui viviamo. Inoltre, ti sei mai chiesto quanto è diffuso il metano nel nostro Paese? Saperlo è importante, se stai pensando di acquistare un’auto a metano.

Per guidarti al meglio nell’acquisto, nell’infografica abbiamo realizzato anche una classifica delle 10 auto a metano usate più cercate su automobile.it, di cui potrai scoprire tutte le caratteristiche nelle schede successive!

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Le 10 auto a metano usate più cercate su automobile.it

 

I SUV usati più desiderati dagli italiani: ecco la top 10

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Capiente, imponente, comodo e dalle elevate prestazioni: il SUV è senz’altro la scelta giusta se si intende acquistare un’auto dalle dimensioni importanti, ma che sia perfetta anche per il traffico cittadino. Una categoria in grado di garantire ampio spazio nel bagagliaio e per i passeggeri, oltre che una migliore visibilità. Dopo le berline, infatti, i SUV sono le auto preferite dalle donne, scelti soprattutto nel colore bianco e con motore diesel.

Ma quali sono i SUV usati più desiderati dagli italiani?

In quest’articolo vi proponiamo un’utile infografica che illustra i 10 SUV più ambiti. Una descrizione chiara e dettagliata dei modelli preferiti dai guidatori, con cilindrata, tipo di alimentazione, prezzi e caratteristiche.

Quando si decide di acquistare un’auto importante come il SUV, è necessario raccogliere tutte le informazioni utili, affinché si effettui una scelta consapevole. Considerare i parametri di riferimento principali, come budget a disposizione e dimensioni, ma anche l’utilizzo che se ne farà; è fondamentale per vivere un’esperienza di guida sicura e confortevole.

Per orientarvi nella scelta ed effettuare il giusto acquisto, nella nostra infografica troverete la classifica dei 10 SUV usati più desiderati dagli italiani, di cui potrete scoprire tutte le caratteristiche nelle schede che seguono.

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Salone dell’auto di Torino 2018: ecco date, orari e programma

Il Salone dell’auto di Torino ha segnato la storia automobilistica della città piemontese sino al 2000, anno in cui si è tenuta l’ultima esposizione prima che gli organizzatori decidessero di annullare l’evento numero sessantanove, che si sarebbe dovuto svolgere nel 2002, a causa della crisi che aveva investito il mercato automobilistico. Le polemiche per questa cancellazione non sono mancate, ma nel 2014 l’imprenditore Andrea Levy, in occasione di una conferenza stampa, ha annunciato la rinascita del Salone dell’auto di Torino proponendo un format totalmente rinnovato e ambientato nella splendida location del Parco Valentino. Il successo è stato immediato. Nel 2015, infatti, la presenza di 25 case automobilistiche e l’afflusso di 300.000 visitatori hanno confermato la visione di Levy focalizzata proprio sull’auto come protagonista assoluta del Salone auto Torino, e le edizioni successive hanno visto crescere costantemente le presenze di marchi e pubblico sino a raggiungere le oltre 700 mila presenze della passata edizione.

Salone dell’auto Torino: orari dell’edizione 2018

L’edizione 2018 del Salone dell’auto di Torino al Parco Valentino è ormai giunta ai nastri di partenza, e in questa guida intendiamo fornire tutte le informazioni necessarie a chi volesse godere dal vivo una manifestazione divenuta ormai imperdibile. La quarta edizione del Salone auto di Torino prenderà il via mercoledì 6 giugno e si concluderà domenica 10 giugno. Come ormai di consueto, la location dell’evento sarà il confermato Parco Valentino situato lungo le rive del Po. Chi volesse recarsi per ammirare le numerose creazioni esposte, deve sapere che il Salone dell’auto di Torino ha i seguenti orari: si potrà accedere dal 6 al 10 giugno dalle ore 14:00 alle 24:00.

Salone dell’auto Torino: prezzi di mostra e Gran Premio

Uno dei punti forti del Salone dell’auto di Torino è dato dal costo nullo dell’ingresso. Gli organizzatori, infatti, hanno puntato su un accesso libero per consentire a tutti gli amanti delle quattro ruote di osservare da vicino non solo le novità del mercato, ma anche veri e propri pezzi unici che difficilmente potrebbero essere ammirati sulle strade di tutti i giorni. Per poter accedere gratuitamente, sarà necessario andare sul sito della  location Parco Valentino, cliccare sul link “biglietto gratuito” e registrarsi per poi poter scaricare la copia elettronica che consentirà di assistere  alla mostra dei prototipi e agli eventi speciali nel Cortile del Castello del Valentino. Chi volesse partecipare con la propria vettura al Gran Premio Parco Valentino, che si svolgerà domenica 10 giugno 2018 a Torino, potrà inoltrare la richiesta di iscrizione sempre sul sito della manifestazione. Previa valutazione da parte dell’organizzazione, il possessore di una vettura storica o di una supercar avrà la possibilità di percorrere piazza Castello, via Roma e i tornanti di Superga fino a giungere alla Reggia di Venaria. Per poter partecipare all’evento clou della 5 giorni torinese i prezzi sono i seguenti: € 300,00 per vettura comprensiva di un driver e di un accompagnatore; € 100,00 per ogni accompagnatore aggiuntivo, mentre i bambini dai 6 ai 12 anni pagheranno un contributo di € 50,00. Tale contributo è escluso per i bambini di età inferiore ai 6 anni.

Salone auto Torino: il programma

Uno degli elementi che hanno reso il Salone dell’auto di Torino al Parco Valentino un vero successo, nonostante la giovane età dell’iniziativa, è il vasto programma di eventi. Mercoledì 6 giugno, dopo l’apertura riservata alla stampa, si terrà dalle 16 alle 18 il Car Design Award, premio internazionale organizzato da Auto&Design che premia concept car, production car e il brand design language. Sempre nella stessa giornata, ma dalle 21 alle 22, si svolgerà la Supercar Night Parade, durante la quale i proprietari di Porsche, Ferrari, Lamborghini, McLaren, Maserati, Pagani, Aston Martin, Bentley, Rolls Royce, Jaguar, Lotus e altri marchi sfileranno nelle vie del centro città fino al Parco Valentino. Per tutti i cinque giorni del Salone auto di Torino sarà inoltre possibile partecipare alla mostra di prototipi, one off e vetture speciali e sarà quindi possibile vedere da vicino le auto che hanno fatto la storia del car design, modelli provenienti da tutto il mondo che hanno precorso e indirizzato il cammino dell’industria automotive mondiale. Dal mercoledì al venerdì si terrà presso il Politecnico di Torino la CO2 Reduction for Transportation System Conference, un convegno tecnico internazionale per promuovere il dialogo fra industrie, università e centri di ricerca di diversi Paesi, e sempre in materia di mobilità sostenibile, sabato 8 giugno si terrà una conferenza italiana sullo stato dell’arte della mobilità elettrica ribattezzata Tesla Revolution.

Dal 9 al 10 giugno, in Piazza Carlo Alberto, saranno protagoniste le vetture storiche con l’appuntamento Car & Vintage, mentre solo nella giornata del 9 giugno, dalle 10 alle 20 in Piazza Bodoni, si terrà 457 Stupinigi Experience By Ruzza Torino, manifestazione che celebrerà la Fiat 500 con una rappresentanza di vetture in arrivo da Stupinigi, sede natia dell’utilitaria italiana. In Piazza Vittorio Veneto, sempre nelle giornate del 9 e del 10 giugno, si svolgerà Independent Cars Italia, raduno concepito per celebrare la gloriosa Lancia Delta. Nella giornata conclusiva del 10 giugno l’appuntamento di spicco sarà il Gran Premio. Motorsport, supercar, prototipi e one-off si daranno appuntamento per la parata del Gran Premio, che porterà i partecipanti a guidare attraverso piazza Castello, via Roma, e poi su per i tornanti di Superga, fino a giungere alla Reggia di Venaria. La partenza dell’evento è programmata alle ore 8:30 in Piazza Castello. Infine, le ultime due giornate del Salone dell’auto di Torino saranno dedicate alle vetture americane e a quelle elettriche. Le prime saranno radunate al Parco Dora e sarà possibile ammirare automobili made in USA sia del passato che del presente, mentre in Piazza San Carlo ci si concentrerà sulle nuove propulsioni, con la possibilità di provare le vetture elettriche e ibride plug-in di vari brand.

Ecco tutte le novità auto più attese del 2018

Ecco tutte le novità auto più attese del 2018 2

In termini di novità auto, il 2018 sembra presentarsi come un anno davvero florido. Molti dei più importanti brand, nazionali e non, sono in procinto di lanciare sul mercato dei modelli totalmente nuovi oppure dei semplici restyling di alcune delle loro vetture più rappresentative.

Per quanto concerne i costruttori italiani, Alfa Romeo e Fiat si preparano a rinnovare la loro gamma dei SUV, categoria che vedrà delle novità auto per il 2018 anche per BMW, con il marchio tedesco che però non si limiterà soltanto agli Sport Utility Vehicle, ma che lancerà anche altri modelli in differenti categorie. Tra gli altri brand tedeschi, Audi e Volkswagen lanceranno alcune nuove vetture, per le quali la casa dai quattro anelli sembra, ancora una volta, pronta a concentrarsi sulla tecnologia. Le novità auto del 2018 provenienti dal mercato giapponese, invece, coinvolgono sicuramente Toyota, pronta ad aggiornare alcune automobili che, seppur in modo nettamente differente, hanno contribuito alla storia, più o meno recente, della casa del Sol Levante.

Ma analizziamo allora, per singola marca, quelle novità auto per il 2018 che abbiamo finora soltanto accennato, così da capire meglio cosa si prospetta nel mercato dell’auto.

Novità Alfa Romeo 2018, ecco la Stelvio Quadrifoglio

Casa da sempre legata a filo diretto con la ricerca delle prestazioni e delle emozioni di guida, lo storico brand italiano si appresta a coinvolgere in tale logica il primo SUV dall’Alfa, la Stelvio. La novità di Alfa Romeo del 2018, pertanto, sarà la versione ad alte prestazioni del suo primo Sport Utility Vehicle, che avrà il nome di Stelvio Quadrifoglio. È proprio quest’ultimo suffisso che contraddistingue appunto i modelli più sportivi firmati Alfa. La novità di Alfa Romeo per il 2018 si distingue per il suo design sportivo e aggressivo. Le prese d’aria sono più grandi, il cofano ha degli sfoghi per agevolare il raffreddamento del motore, sotto le portiere scorrono delle minigonne e le marmitte sono ben quattro.

All’estetica si aggiunge un motore totalmente rivisto, dal suono potente, che permette delle prestazioni da vera sportiva.  Ma ecco alcuni numeri della novità auto 2018 di Alfa Romeo:

  • Motore 6 cilindri biturbo;
  • Cilindrata di 2.981 cc;
  • 510 cv di potenza;
  • 283 Km/h di velocità massima;
  • Accelerazione 0-100 Km/h in 3,8 secondi;
  • Prezzo di listino a partire da 95.000. 

Ecco tutte le novità auto più attese del 2018

Novità Fiat 2018, restyling in arrivo per la 500X

A quattro anni dalla messa in commercio, il marchio di Torino ha deciso di rinnovare il suo SUV compatto, la 500X. Più che di vera e propria novità di Fiat per il 2018, quindi, si può parlare di un restyling di quello che recentemente è stato uno dei suoi modelli di maggior successo. L’aggiornamento dovrebbe riguardare soprattutto il complesso dei fari, sia all’anteriore sia al posteriore, con questi che dovrebbero riprendere nel disegno quelli già adottati sugli altri modelli della gamma 500, oltre che utilizzare la tecnologia al LED.

Le novità di Fiat per il 2018 applicate alla 500X, poi, potrebbero riguardare anche gli interni e l’infotainment, in modo particolare con un aggiornamento del sistema multimediale. Per la Fiat 500X, introdotta sul mercato 4 anni addietro, è arrivato il momento di un primo restyling di lieve entità sotto il profilo estetico, ma aggiornamenti importanti riguardano la meccanica. Sarà presentata ad inizio di settembre a Torino e subito dopo messa in vendita.

Oltre alla 500X “model year 2019” si parla della variante crossover 500L: entrambi i modelli disporranno di una versione ibrida dopo che nel 2020 arriverà la 500 elettrificata, in due varianti, mild hybrid e full eletric. Nel 2022 Fiat presenterà il remake della 500 Giardiniera. Si attende l’annuncio del piano programmatico 2018-2022 al Capital Market Day, il 17 settembre a Maranello: si parla di una Ferrari dedicata al compianto Sergio Marchionne, una “one-off” per i collezionisti del Cavallino.

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Novità Audi 2018: SUV e tecnologia

Sicuramente più consistenti le novità di Audi per il 2018. Il marchio tedesco, infatti, si prepara a presentare ben due modelli completamente nuovi, l’Audi E-Tron Quattro e l’Audi Q8, due SUV, quindi, ma con caratteristiche differenti. Audi il 23 agosto svelerà la PB18, prototipo di una supercar elettrica che vuole omaggiare le numerose vittorie nelle gare di durata. L’Audi in gran copia: Q3, Q8 e A3.

  • Audi E-Tron. Potrebbe essere la “vera” novità tra le auto del 2018, essendo uno Sport Utility Vehicle elettrico a trazione integrale, dotato anche di sistema di ricarica rapida, capace di raggiungere i 210 Km/h e di erogare una potenza di 370 kw. Il design della novità 2018 di Audi dovrebbe, poi, richiamare molto quello della E-Tron Quattro Concept, inserendosi così per dimensioni tra la Q5 e il Q7, e assicurando una linea alquanto futuristica. Questo modello rappresenta, quindi, il concreto impegno della casa di Ingolstandt a fornire una mobilità a emissioni zero;
  • L’Audi Q8, altra novità tra le auto del 2018 firmata dalla casa dai quattro anelli, avrà invece lo stesso pianale della Q7, ma si differenzierà da questa per le forme, che la inseriscono in quella nicchia di mercato popolata dai così detti SUV-coupè. Tale modello andrà pertanto a far concorrenza alla BMW X6 e alla Mercedes-Benz GLE Coupè.

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Nuovi modelli e restyling: le novità BMW del 2018

Due SUV, una berlina e una spider sportiva, dovrebbe bastare questo per assegnare a BMW il titolo di brand più attivo in fatto di novità auto del 2018. La prima Mercedes che vedremo in autunno è la GLE, sarà più lunga di 8 cm (493 in totale) e avrà uno stile affinato. Poi l’AMG A 35 con un motore da 300 cv. La EQC sarà il primo suv elettrico di Mercedes, atteso nella seconda metà del 2019, 400 cv e 400 km di autonomia.

  • BMW X4. La casa di Monaco di Baviera aggiorna il suo Sport Utility Vehicle aumentandone le dimensioni: è più lungo di 8 cm rispetto alla prima edizione, il tutto a vantaggio dell’abitabilità, e ridisegnando frontale e posteriore.
  • BMW X2. È questa la reale novità di BMW per il 2018, un SUV dalla linea di una coupè, ma dalle dimensioni contenute. Il risultato è un’auto dall’aspetto dinamico e sportivo, che strizza l’occhio ai più giovani. Molte le versioni disponibili con motorizzazioni sia ad alimentazione benzina sia diesel.
  • BMW Serie 3. Subisce un leggero restyling la più piccola delle berline di Monaco, non è pertanto una vera e propria novità di BMW per il 2018, ma subisce comunque degli interventi che ne aggiornano la linea e la rendono più abitabile.
  • BMW Z4. Torna la rivale della Mercedes-Benz SLK che, seppur aggiornata nel design, mantiene gli elementi tipici della sua linea, cofano lungo, coda tronca e la configurazione a due posti secchi. Il grande cambiamento è il tetto, si passa dall’hard top alla capote in tela.

Per sfidare Range Rover e Bentley Bentayga, BMW sfoggerà poi la X7, più grande di X5 e X6. Dopo la berlina BMW Serie 3 sarà il turno della station wagon Touring. Arriverà invece nel 2019 la terza generazione della X6. Si parla anche della BMW Z4 con tetto in tela, trazione posteriore e della X5 attesa in autunno.

Pronta al debutto la nuova BMW X2

Le novità Volkswagen per il 2018: T-ROC, T-Cross e nuove motorizzazioni

Come per le altre case, anche le novità di Volkswagen previste per il 2018 sono per lo più concentrate sul segmento dei SUV, nello specifico su due modelli in particolare.

Volkswagen T-Roc. Si tratta di un SUV compatto, sviluppato attorno al concetto di sportività. L’auto è difatti ben piazzata, merito dei passaruota e dei paraurti ampi, ma con la coda filante, grazie al lunotto posteriore inclinato, che attribuisce allo stesso tempo un senso di dinamicità.

Nuova Volkswagen T-Roc 7

La prima delle due novità auto del 2018 firmate della casa di Wolfsburg è poi disponibile con motore benzina, prezzi che variano dai 22.850 € ai 27.250 €, e con propulsore diesel, con prezzi dai 30.400 € ai 34.400 €.

Volkswagen T-Cross. È parente stretta della SEAT Arona, con cui condivide il pianale, ed è di conseguenza un SUV dalle dimensioni ridotte, ponendosi difatti come entry level della gamma. Sarà probabilmente presentata ufficialmente al Salone di Ginevra di quest’anno.

Tra le novità auto del 2018 del brand tedesco si annovera anche l’inserimento della sportiva versione GTI su due dei suo modelli più “piccoli”, la up! e la Polo.

L’intramontabile Land Cruiser ma non solo: le novità Toyota nel 2018

La casa giapponese ha sviluppato la nuova versione del SUV che, oramai, è per lei un vero e proprio simbolo, la Land Cruiser, che abbiamo provato per voi su strada. La novità firmata Toyota per il 2018 è pertanto un fuoristrada duro e puro, un’auto grande, robusta e inarrestabile, che guadagna ora anche qualche centimetro di lunghezza al fine di aumentare la comodità riservata ai suoi passeggeri. Rivisitato in alcuni dettagli estetici, la Toyota Land Cruiser trova le vere innovazioni nell’elettronica che, agendo contemporaneamente su più componenti dell’auto, è ora capace di mettere a disposizioni ben 5 modalità di guida differenti. I prezzi del SUV giapponese variano a seconda della versione, 3 o 5 porte, e sono compresi tra 41.300 € e 54.300 € per la prima, e tra 55.000 € e 67.200 € per la seconda.

Le novità auto del 2018 di Toyota, però, comprendono anche il face lift della Aygo, praticamente un restyling riservato all’anteriore, alla coda e agli interni della citycar giapponese, per la quale sono però contemplati anche degli interventi al motore e all’assetto. Ma la vera esclusiva, in merito alle novità di Toyota del 2018, è la probabile presentazione al Salone di Ginevra della concept car che anticiperà la nuova Supra, la leggendaria sportiva cara agli amanti di Fast and Furious.

Tutte le altre novità auto 2018

  • In ottobre sarà in vendita la quarta generazione del fuoristrada Suzuki Jimny che ha debuttato al Salone di Tokyo.
  • Via le camuffature dalla Porsche 911 serie 992, è più muscolosa. A pochi giorni dalla presentazione del facelift della Porsche Macan sono stati portati a termine con successo i test. Per la Cayenne sarà disponibile nel prossimo anno anche il Coupè, motori a 6 e 8 cilindri, a benzina o ibridi. Test positivo sulle strade della Sardegna con Boxter e Cayman nelle versioni 718 GTS, prezzi rispettivamente di 81.500 e 79.500 euro.
  • Land Rover proporrà ad inizio del prossimo anno la prima elettrica (potrebbe chiamarsi Road Rover, prima di una gamma di auto con la…scossa).
  • Dal 2019 Seat lancerà un SUV a 7 posti, la Seat Tarraco, lungo 474 cm con motori benzina e diesel fino a 190 cv.
  • A fine anno la Hyundai i30N sarà anche Fastback.
  • Aggiornamento per la nuova Skoda Fabia, potenze da 75 a 110 cv, già in listino (da 14.720 a 19.720 euro) ma anche SW (da 15.170 a 20.520 euro).
  • L’elettrica Renault Zoe, nell’autunno del 2019 utilizzerà una inedita piattaforma. La casa francese sta preparando il suo primo modello di crossover. A Goodwood alzati i veli sulla nuova Toyota Supra (in vendita a metà del 2019). Per la DS3 Crossback, debutto in ottobre.
  • La quarta generazione della Ford Focus sembra dire “Suv? No grazie!”. Provata sulle strade della Provenza questo modello suscita interesse. Cresciuto poco fuori ma tanto dentro l’abitacolo. È lunga 4,378 m la cinque porte, mentre la SW si concede ben 108 mm in più a 4,668 m. Abitabilità migliorata, bagagliaio di 375 litri sulla berlina e 608 litri sulla SW. Motori benzina e diesel poi arriveranno le ibride. Offerta benzina da 100 e 125 cv, sul diesel da 95 fino a 150 cv, cambi manuali a 6 marce o automatico a 8 rapporti. I prezzi da 20 a oltre 34.000 euro.

Suv compatti a confronto: Jaguar E-Pace VS Jeep Compass

Prova Comparata: Jaguar E-Pace VS Jeep Compass

Nel 2017 le vendite complessive di SUV sono cresciute del 12% rispetto al 2016. Pensate che su circa 2 milioni di auto venduto nel 2017, 600 mila appartengono a questa categoria! Per questa ragione, possiamo dire che al primo posto nel cuore degli italiani ci sono crossover e Suv, la cui offerta oggi è talmente ricca che non è facile scegliere quale Suv comprareorientarsi nel mondo dei crossover. Nel 2017, infatti, rispetto al 2016 le vendite di crossover sono cresciute del 30,3%, passando da 341.288 a 444.463 unità, alle quali bisogna aggiungere le 164.707 unità fatte registrare dai fuoristrada.

Per orientarvi nella scelta ed effettuare il giusto acquisto, ecco la classifica dei 10 SUV più desiderati e ricercati dagli italiani, di cui potrete scoprire tutte le caratteristiche.

Meglio GPL o metano? Differenze e vantaggi delle due alimentazioni 3

E-Pace 2018, un Suv Jaguar grintoso e di classe

Emulando la sorella maggiore (F-Pace) la E-Pace irrompe nel mercato dei SUV del segmento medio con tutta la grinta, la classe e l’affidabilità del marchio del Giaguaro. Ecco le dimensioni della Jaguar E-Pace: è lunga 4,395 metri, larga 1,984 e alta 1,649. Il modello da noi testato ha un prezzo di listino di 49.450 euro che arriva a 55.720 con i cerchi in lega da 19′ a 10 razze ‘Style 1039’ (1.281 euro), l’Adaptive Dynamics (535), i doppi terminali di scarico con finitura (401), l’Head-up Display (1.174), il portellone bagagliaio con apertura e chiusura automatica (535), le prese ausiliarie aggiuntive (226), i vetri posteriori Privacy (428), il rivestimento del padiglione Ebony in tessuto Morzine (268), i sedili anteriori elettrici riscaldabili a 10 posizioni (406), i tappetini (108) e la vernice metallizzata Santorini Black (908).

Gli allestimenti disponibili della nuova Jaguar E-Pace sono tre, oltre alla versione base: Jaguar E-Pace S, che aggiunge esclusive finiture interne in pelle goffrata, Jaguar E-Pace SE, una combinazione innovativa di raffinatezza, funzionalità e tecnologia avanzata, e Jaguar E-Pace HSE, il top di gamma con sedili in pelle Windsor a 18 regolazioni con funzione memoria per il conducente e il passeggero anteriore, Keyless entry, funzione di apertura portellone bagagliaio “Hands Free” e display interattivo da 12,3”.

I prezzi della Jaguar E-Pace 2018 partono da 44.400 euro per il benzina 2.0 da 250 Cv, da 36.800 euro per il diesel 2.0 da 150 Cv: da 42.250 in allestimento S, da 51.200 per SE e da 58.250 per HSE. La versione top di gamma, anche a livello di motorizzazioni, è la Jaguar E-Pace 2.0D 240 Cv a trazione integrale in allestimento HSE per la quale si deve sborsare 65.750 euro.

Jeep Compass 2018, un Suv elegante e aggressivo

Jeep Compass è un Suv compatto dal design aerodinamico, elegante e allo stesso tempo aggressivo. Il modello in prova è un 2000 Turbo Diesel 170 cavalli multijet con trazione 4×4 e cambio automatico a nove rapporti, con possibile utilizzo manuale sequenziale. L’allestimento è quello Limited (top di gamma) e di serie ha molto. È proposto al prezzo di 39.750 euro, cifra che scende a 36.000 euro per la versione 140 cavalli con allestimento Business e a 34.000 euro per quello Longitude. Jeep Compass si lascia guidare con facilità grazie allo sterzo leggero, ha una buona tenuta di strada e grazie all’altezza da terra di 22 centimetri non teme lo sterrato, inoltre, le sospensioni attutiscono efficacemente le vibrazioni dovute a buche, al pavé cittadino o a manti stradali dissestati. La spaziosità a bordo non manca, ma va a discapito del bagagliaio, meno capiente del previsto. Le dimensioni della Jeep Compass sono lunghezza 4,39 metri; larghezza 1,82 metri, altezza 1,63 centimetri.

Scopriamo i prezzi della Jeep Compass 2018. Escluse le edizioni speciali, gli allestimenti disponibili sono quattro:

  • Jeep Compass Sport, la versione di ingresso sulla quale è presente una dotazione di serie completa,
  • Jeep Compass Longitude, con design di prima categoria e estremo comfort
  • Jeep Compass Business, fusione perfetta tra contenuti tecnologici ai massimi livelli e comfort di guida da regina del segmento,
  • Jeep Compass Limited, top di gamma sia a livello di design che di tecnologia

Il modello entry-level è un 1.4 MultiAir benzina 140 Cv a trazione anteriore Sport da 25.000 euro. La versione diesel più economica è il 1.6 MultiJet trazione anteriore da 120 Cv Longitude da 27.500 euro. Per l’allestimento Limited bisogna invece spendere 31.250 euro.

Jaguar E-Pace: gli esterni

Linee filanti e accattivanti all’esterno, con un posteriore muscoloso e con un cofano scolpito che scende verso un ‘muso’ che colpisce e intimorisce le avversarie, con le luci diurne LED che gli danno una linea filante. La vernice metallizzata Santorini Black, le rende merito, nel giusto mix tra sportività ed eleganza. Il bagagliaio con apertura e chiusura automatica (sia con il pulsante sotto e dentro il portellone che con il telecomando in dotazione) ha una capacità di 577 litri che diventano 1234 se si abbattono i sedili posteriori. Davvero carina la luce di cortesia degli specchietti retrovisori che proiettano a terra la scritta Jaguar e l’immagine di un giaguaro adulto seguito da un cucciolo.

Jeep Compass: gli esterni

Il Suv Jeep, prodotto in Messico, è lungo 4,39 metri e si colloca a metà strada tra la più piccola Renegade e l’imponente Grand Cherokee che invece misura 43 centimetri in più. Inclusi gli specchietti, è larga 1,82 metri, mentre grazie al suo metro e 63 centimetri di altezza, la posizione di guida è rialzata e garantisce una buona visibilità. Come ogni Jeep, l’anteriore si distingue per le tipiche sette feritoie verticali delle prese d’aria che si allungano fino ai gruppi ottici. Sull’esemplare in prova, le luci diurne sono corredate da una fascia di illuminazione Led, mentre i fari bi-Xenon al calar del sole si accendono in automatico. La carrozzeria è valorizzata da una modanatura cromata che avvolge il profilo dei finestrini e il posteriore, conferendo all’auto un aspetto più sofisticato. Il dettaglio cromato si ritrova anche nel paraurti anteriore e nelle barre portapacchi, che per l’allestimento Limited sono di serie, mentre non lo è il tettuccio elettrico panoramico con tendina parasole, un optional che costa 1.500 euro in più. Elettrici sono anche gli specchietti retrovisori, riscaldati e con luci di cortesia. Infine i cerchi sono in lega da 19 pollici con pneumatici 235/45, un dettaglio che incide per 600 euro rispetto a quelli da 18 che sono previsti sull’allestimento Limited.

Jaguar E-Pace: gli interni

Gli interni sono il compendio di quello che da sempre contraddistingue il marchio di Coventry: lusso e classe. Pelle con effetto goffrato di ottima fattura per i sedili, per il cruscotto, per la pannelleria, tutto ebony su ebony. Davvero ben armonizzata la maniglia che è stata ricavata a lato del sedile del passeggero, ricavata lungo il tunnel centrale. I sedili anteriori sono elettrici, riscaldabili a 10 regolazioni. Il grande touchscreen posto al centro della plancia è configurabile a secondo delle proprie esigenze e consente di comandare ogni sistema presente a bordo. Il sistema di condizionamento permette a guidatore e passeggero di scegliere la temperatura più idonea alle proprie necessità; ma anche gli occupanti del divano posteriore possono regolare la fruizione della climatizzazione. Nel vano porta oggetti ricavato tra i due sedili anteriori, con sportellino ricoperto in pelle, troviamo anche delle prese usb, 12v e la pendrive con le mappe satellitari del navigatore. Anche i passeggeri che siedono dietro hanno a disposizione delle prese per collegare e ricaricare il proprio smartphone.  C’è anche un tutorial – diviso in due lezioni – che spiega ogni funzione possibile con la tua E-Pace.

Jeep Compass: gli interni

L’interno si presenta spazioso ed elegante, a partire dai rivestimenti pregiati dell’interno porta. Nell’auto in prova, i sedili anteriori sono riscaldabili, dotati di supporto lombare per il guidatore, regolabili elettricamente, con la possibilità di memorizzare fino a due posizioni di guida e rivestiti in pelle chiara, un comfort che però costa 1.600 euro in più rispetto al prezzo di base. Sono di serie invece il volante e pomello del cambio in pelle. La plancia è rivestita in materiale morbido, mentre altre plastiche dell’abitacolo sono più economiche come quella del cassetto destro o quella che ricopre il piantone dello sterzo. Oltre ai classici vani porta oggetti, risulta pratico il contenitore a scomparsa sotto il bracciolo, profondo ma non illuminato. I comandi, disposti sia verticalmente sulla plancia sia sulle razze e il retro del volante, sono tanti, grandi ed ergonomici. Tra questi le manopole per regolare il volume dell’audio e il climatizzatore (che è sia manuale che automatico bi-zona di serie per la Limited). Sia davanti che dietro, è presente una presa Usb, ma anche una di tipo domestico da 12V. La spaziosità e la comodità dell’abitacolo si notano soprattutto nella parte posteriore, ma non si può dire lo stesso del bagagliaio (di serie ha il portellone automatico) che ha una capacità di carico che va da 438 litri a un massimo di 1251 (con 200 euro in più è possibile acquistare la ruota di scorta per uso temporaneo che ha la stessa dimensione delle altre).

Jaguar E-Pace: tecnologie, connettività e sicurezza

Il grande schermo presente sulla E-Pace è diviso in quattro parti in cui il guidatore può decidere di inserire, ad esempio, la connettività con il proprio smartphone, il climatizzatore, la sorgente sonora (radio, lettore multimediale, etc.) e il navigatore. L’impianto audio del Suv Jaguar da 80 watt è gestito sempre attraverso il touchscreen e può variare l’intensità e la provenienza del suono in maniera diversa per ogni occupante. Grazie alla connettività bluetooth ed alla chiamata vocale si possono effettuare o ricevere chiamate in tutta sicurezza. Al centro tra i due tachimetri, è posto il quadro strumenti con display centrale TFT da 5′. Notevole la presenza dell’Head-up Display che proietta sul parabrezza le informazioni più importanti. Così come è essenziale la telecamera posteriore, vista la coda alta della E-Pace e il sistema di assistenza al parcheggio. In dotazione airbag guidatore e passeggero anteriori e laterali con sensore di rilevamento presenza. Airbag a tendina per l’intera lunghezza del finestrino laterale e airbag pedoni.  Non mancano poi l’Hill Launch Assist, per rendere più agevole a partenza in salita; il Cruise Control, il Traffic Sign Recognition con Adaptive Speed Limiter, il Lane Departure Warning + il Lane Keep Assist, che segnalano e correggono l’invasione di corsia.

Jeep Compass: tecnologie, connettività e sicurezza

Sul modello in prova è il display touchscreen da 8.4 pollici a rubare la scena. Una comodità che però costa 1.150 euro in più. Infatti nell’allestimento Limited è previsto quello da sette pollici con sistema Uconnect e radio Dab, ma acquistando il pacchetto Infotainment, si ottiene lo schermo più grande, l’impianto audio beats a 9 altoparlanti dotati di amplificatore e subwoofer e il navigatore. Il nuovo sistema Uconnect di quarta generazione è compatibile con Android Auto e Apple Car Play, è rapido, ha una grafica moderna e presenta le molte informazioni con chiarezza, inoltre le destinazioni sul navigatore possono essere inserite mediante comandi vocali. Sulla versione Limited è di serie anche il quadro strumenti a colori da sette pollici personalizzabile, mentre tachimetro e contagiri sono analogici.

I sistemi di assistenza alla guida non mancano, a cominciare da quello per l’aiuto alla partenza in salita, passando per la frenata automatica di emergenza e il sistema di mantenimento di corsia. Di serie è anche il sistema antifurto, il cruise control adattivo, lo Stop&Start e il freno di stazionamento elettrico. Infine, oltre alla trazione integrale, si può scegliere se impostare l’auto in base al tipo di fondo che si sta percorrendo (oltre la posizione automatica si può scegliere tra neve, sabbia e fango). Non è di serie invece il pacchetto Parking. Spendendo 850 euro in più, si hanno  sensori di parcheggio anteriori, retrocamera, park assist, il sistema di avviso dell’angolo morto e il dispositivo che segnala al guidatore il rilevamento di traffico in arrivo durante la retromarcia.

Jaguar E-Pace: motori e guida

Il motore 4 cilindri di 1999cc Diesel S&S che equipaggia la E-Pace 2.0D 180 cavalli AWD automatica S fa il suo dovere erogando la potenza a 4000 giri/min, con una coppia massima di 430 Nm a 1750 giri che, viene ben gestita dal cambio automatico a 9 rapporti a controllo elettronico, con la possibilità di usarlo in sequenziale per una guida quasi manuale. La velocità massima è di poco superiore ai 200 (205 Km/h, ndr) ma quello che si apprezza nella guida della E-Pace è la fluidità nell’erogazione della potenza, l’ottima ripresa anche ai bassi regimi e le doti di manegevolezza anche nel traffico cittadino. Davvero molto comoda nei medi-lunghi spostamenti extra-urbani. Con i suoi 1843 chili, l’accelerazione 0/100 è buona (9’3) e i consumi sono nella media con i suoi 5.6 litri nel misto. Le emissioni di CO2 sono di 147 gr/Km.

La trazione anteriore, con posteriore a inserimento automatico tramite giunto viscoso, le permettono di affrontare in tutta sicurezza, tornanti di montagna, strade di campagna e anche pietraie. Il sistema Adaptive Dynamics, monitorando la posizione della ruota e il movimento della scocca, assicura una dinamica perfetta per una guida fluida. Gli ammortizzatori a controllo elettronico si regolano automaticamente ottimizzando la configurazione delle sospensioni e garantendo un equilibrio ideale fra comfort, raffinatezza e agilità in ogni fase della guida. Il JaguarDrive Control ti permette di selezionare le modalità di guida tra Normale, Eco, Dynamic o Winter, ognuna con diverse mappature per lo sterzo e per la risposta dell’acceleratore. Davvero indispensabile l’Head-up Display che ti proietta sul parabrezza le informazioni più importanti, come la velocità massima consentita, impedendo al guidatore – se non indisciplinato – di incappare in multe più o meno salate e detrazione di punti dalla patente.

Jeep Compass: motori e guida

Jeep Compass non tradisce il suo Dna se messa alla prova su strade sterrate, mentre è piacevole la guida sugli altri fondi con rapidi e dolci cambi di marcia. Secondo quanto dichiarato dalla casa, Jeep Compass, il cui serbatoio è di 60 litri, in città consuma 6,6 l/100 km, che scendono a 5,1 l/100 km percorrendo le strade extraurbane, con un combinato di 5,7 l/100 km, mentre le emissioni di anidride carbonica si attestano sui 148g/Km.

SCHEDA E-PACE

Alimentazione:  1999 cc. diesel 180 Cv
Cambio: automatico 9 rapporti a controllo elettronico, con possibile utilizzo manuale sequenziale
Velocità max:  205 Km/h
Consumo: combinato 5,6 l/100 Km
Emissioni: 147 gr/Km
Dimensioni: 4,395 Lu, 1,984 La, 1,649 h
Prezzo: 49.450 euro
Di serie: Badge – S, Fari a LED con luci diurne caratteristiche, pneumatici estivi, sedili in pelle goffrata Ebony con interni Ebony/Ebony, specchietti regolabili e ripiegabili elettrici, illuminazione di avvicinamento e indicatori di direzione trasparenti
Optional: cerchi in lega da 19″ a 10 razze “Style 1039”, Adaptive Dynamics, doppi terminali di scarico con finitura, Head-up Display, portellone bagagliaio con apertura e chiusura automatica, prese ausiliarie aggiuntive, vetri posteriori Privacy, rivestimento del padiglione Ebony in tessuto Morzine, sedili anteriori elettrici riscaldabili a 10 posizioni, tappetini, vernice metallizzata Santorini Black

SCHEDA JEEP COMPASS

Alimentazione: 2000 Turbo Diesel 170 cavalli multijet S&S 4×4
Cambio: cambio automatico a nove rapporti, con possibile utilizzo manuale sequenziale
Velocità max: 196 Km/h
Consumo combinato: 5,7 l/100 km
Emissioni: 148g/Km
Dimensioni: lunghezza 4,39 metri; larghezza 1,82 metri, altezza 1,63 centimetri
Prezzo: 39.750 euro
Di Serie: Allestimento Limited, Uconnect e radio Dab, quadro strumenti a colori da 7″ personalizzabile, mentre tachimetro e contagiri sono analogici. Antifurto, cruise control adattivo, Stop&Start, freno di stazionamento elettrico, Hill Launch Assist
Optional: tettuccio elettrico panoramico con tendina parasole (1500 euro), Cerchi in lega da 19″ (600), sedili anteriori riscaldabili, con supporto lombare per il guidatore, regolabili elettricamente, con la possibilità di memorizzare fino a due posizioni di guida e rivestiti in pelle chiara (1.600), display touchscreen da 8,4″ (1.150), ruota di scorta (200), pacchetto Parking (850).

Storia della Porsche 911, sportiva dal fascino immutabile

Storia della Porsche 911, sportiva dal fascino immutabile 8

La Porsche 911, con la sua lunga storia, è senza ombra di dubbio una delle sportive diventate ormai una icona nel mondo automobilistico. Le sue linee, rimaste pressoché immutate dall’ormai lontano 1963, sono diventate un vero e proprio marchio di fabbrica della casa di Stoccarda, e il suo comportamento su strada ha conquistato i cuori di tutti gli amanti dei motori. La storia della Porsche 911 è affascinante e ricca di curiosità. Proprio il nome della vettura, ormai un simbolo universale, avrebbe dovuto essere diverso. Quando, infatti, la Porsche presentò la sua ultima creatura al Salone di Francoforte del 1963, questa venne battezzata 901, ma solo pochi mesi dopo i vertici della Porsche furono costretti a modificare il nome in 911, poiché Peugeot aveva già registrato tutte le sigle con lo “zero” in mezzo.

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La più antica Porsche 911 conservata al Porsche Museum di Stoccarda: si tratta della Porsche n. 57 assembrata nell’ottobre del 1964.

Porsche 911: una storia fatta di tecnica e design

Corretto il nome di battesimo, la Porsche 911 entrò nella storia. Il design della coupé fu opera di Ferry Porsche, che volle creare una vettura sportiva ma con quattro posti. In realtà la seduta posteriore non è mai stata un simbolo di comodità, e per questo motivo la Porsche 911 venne presto definita una 2+2. Non è stato solo il design della vettura e decretarne il successo, ma anche le soluzioni tecniche adottate. La storia della Porsche 911, infatti, è saldamente legata alla scelta di adottare un motore divenuto una vera e propria icona per la casa tedesca, ovvero il 6 cilindri boxer raffreddato ad aria e montato a sbalzo sull’asse posteriore dalla cilindrata di 2 litri.

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Altre soluzioni tecniche d’avanguardia furono le sospensioni a quattro ruote indipendenti con barra di torsione, i freni a disco, il cambio a quattro marce, con la quinta optional, e un peso leggermente superiore ai 1000 kg per una potenza di ben 130 cavalli. La Porsche 911 ha fatto storia anche per l’impegno richiesto nella guida al limite. Proprio la disposizione a sbalzo del motore montato posteriormente rendeva l’anteriore troppo leggero, e la leggenda narra che i proprietari erano soliti inserire nel bagagliaio dei sacchi di sabbia per ottenere una migliore stabilità.

Dalla Porsche 911 S alla Porsche 911 Targa: storia di un mito

Il successo della Porsche 911 è immediato e dopo soli 3 anni dal lancio, nel 1966, la casa di Stoccarda fa debuttare sul mercato la 911 S, che si distingue dalla primogenita per un aumento di potenza del motore sino a 160 cavalli. L’anno successivo viene realizzata la Porsche 911 R, prodotta in appena 20 esemplari e caratterizzata non solo da un propulsore twin spark dotato di ben 210 cavalli, ma anche dalla notevole riduzione di peso dovuta all’adozione delle portiere in alluminio e del carter in magnesio. La Porsche 911 è entrata nella storia anche grazie alla versione Targa. Presentata al mondo nel 1965, questa versione si caratterizzava per la presenza del roll bar fisso che consentiva di rimuovere agevolmente il tettuccio per poter viaggiare con il vento tra i capelli.

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Porsche 911 Carrera 4S Coupé e Porsche 911 2.0 Coupé 1964)

Questa configurazione si diffuse rapidamente negli USA negli anni ‘60 soprattutto per questioni economiche. Con l’adozione delle scocche autoportanti, infatti, il tetto era ormai divenuto un elemento strutturale della vettura e, per evitare di diminuire la rigidità torsionale della stessa e ridurre così i costi di produzione di un pianale dedicato, si scelse di adottare un traverso superiore al quale collegare il tettuccio rimovibile. Una curiosità: la denominazione “Targa” fu adottata dalla Porsche per omaggiare la vittoria di Umberto Maglioli al volante della Porsche 550 Spyder alla Targa Florio, che segnò il primo successo della casa di Stoccarda in una gara internazionale valida per il Campionato Mondiale Vetture Sport.

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Porsche 911 S 2.7 Coupé del 1974

Porsche 911 Turbo: la storia continua

Nel raccontare la storia della Porsche 911, non si può non parlare della gloriosa 911 Turbo. Presentata al mondo nel 1975, la vettura di Stoccarda entra nella leggenda per essere la prima Porsche dotata di motore sovralimentato. Il design della Porsche 911 Turbo è aggressivo, al pari delle sue prestazioni. I passaruota, infatti, vennero ridisegnati per ospitare pneumatici di dimensioni maggiorate, mentre per garantire una migliore stabilità i tecnici tedeschi adottarono un enorme spoiler posteriore ed uno splitter anteriore più ampio. Il cuore pulsante della Porsche 911 Turbo era il 3 litri sovralimentato con turbocompressore dotato di basamento in alluminio, cilindri in Nikasil ed iniezione meccanica. Le prestazioni erano di tutto rispetto, visto che per raggiungere i 100 Km/h bastavano appena 6,5 secondi e la velocità massima era di 251 Km/h. La presenza del turbocompressore era all’origine dell’improvvisa e furiosa esplosione di potenza che richiedeva un grande manico a chi si trovava alla guida della vettura. La Porsche 911 Turbo venne aggiornata nel 1978, quando fu adottato un motore di 3.3 litri di cilindrata dotato di iniezione elettronica che garantiva una potenza di 300 cavalli, e che si contraddistingueva per il particolare disegno dell’alettone posteriore maggiorato per consentire l’inserimento dell’intercooler.

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Porsche 911 Turbo

Porsche 911 SC: la storia della SuperCarrera

La storia della Porsche 911 si conclude con un altro modello che ha segnato il percorso della casa di Stoccarda, la 911 SC. La vettura fu presentata nel 1977 e le due lettere SC indicavano la dicitura SuperCarrera. La Porsche 911 SC fu introdotta come modello entry level nella gamma della casa tedesca e andava a sostituire tutte le vetture non dotate di motore turbo, ovvero la standard, la S e la Carrera. Nonostante si trattasse del modello di ingresso, le prestazioni della Porsche 911 SC non erano affatto sbiadite. Il motore di 3 litri garantiva una velocità massima di 233 Km/h e i 100 Km/h si raggiungevano in appena 6,3 secondi.

La Porsche decise di introdurre la 911 SC in vista dell’ingresso in listino della 928. Secondo i vertici di Stoccarda la 928 avrebbe dovuto rimpiazzare la 911, ma le prestazioni e il carattere della Porsche 911 erano ormai talmente impresse nella mente e nel cuore degli appassionati, mentre le vendite non accennavano a diminuire, che il management tedesco fu costretto a ricredersi e decise di proseguire la produzione della 911. In seguito, numerosi furono gli aggiornamenti del modello diventato ormai simbolo della casa di Stoccarda. La Porsche 911 SC del 1981 vide aumentare la potenza del motore a 204 cavalli, mentre nel 1984 debuttò sul mercato la Porsche 911 Carrera 3.2 caratterizzata dalla cilindrata di 3164 cm³, dall’alimentazione a iniezione elettronica e da una potenza di 231 CV.

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Porsche 911 SC 3.0 (1978-79)

Serie 964-991: la storia della Porsche 911 continua

Cinque anni dopo, il mondo vide l’arrivo della Porsche 911 serie 964, caratterizzata da un design profondamente rivisto specie nella fanaleria posteriore, che avvolgeva con una fascia di colore rosso il retrotreno della vettura, e nella presenza di un innovativo alettone a scomparsa a comando elettrico integrato nel cofano posteriore. Nel 1993 la Porsche realizzò l’ultima 911 caratterizzata dal motore raffreddato ad aria, la serie 993, oltre che dal disegno dei fanali anteriori più inclinato e da un nuovo cinematismo delle sospensioni che garantiva una fantastica aderenza su strada. Anche in questo caso, il boxer della Porsche 911 ricevette un aggiornamento importante. Il 6 cilindri tedesco di 3,6 litri era infatti capace di erogare sulle ruote posteriori una potenza di 272 cavalli che garantiva il raggiungimento della velocità massima di ben 296Km/h.

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Porsche 911 Carrera 4 (1989-93

La storia della Porsche 911 vede poi un passaggio fondamentale nel 1997, quando fu svelata al mondo la serie 996, prima Porsche 911 dotata di motore raffreddato ad acqua. La 996 era spinta da un propulsore sei cilindri boxer di 3,4 litri con 4 valvole per cilindro e 296 cavalli di potenza. I puristi del marchio, tuttavia, non amarono mai del tutto il nuovo modello, complice non tanto l’abbandono del motore raffreddato ad aria, quanto i pesanti interventi estetici all’anteriore che avevano stravolto l’originale disegno tondo dei fanali per introdurre un design ad ogiva mai del tutto digerito.

Le critiche degli aficionados del marchio furono recepite a Stoccarda, e nel 2005 la 996 lasciò il posto alla Porsche 911 serie 997, caratterizzata dal ritorno ad un disegno maggiormente in linea con la tradizione della casa tedesca e dal ritorno ai fari tondi, elemento caratterizzante della Porsche 911. Il successo della nuova vettura fu immediato e il modello del 2005 è stato successivamente sostituito nel 2011 dalla nuova Porsche 911 serie 991 dotata di propulsore da 3.4 litri e da 350 CV, nella versione Carrera, e di 3.8 litri e 400 CV, nella versione Carrera S. Il modello 991 è entrato a far parte della storia della Porsche 911 per l’adozione, per la prima volta su una vettura di serie, di un cambio manuale a sette marce.