Come funziona il leasing auto senza anticipo?

Come funziona il leasing auto senza anticipo: ecco cosa devi sapere

Sempre più automobilisti scelgono oggigiorno di abbandonare l’auto di proprietà e preferire il noleggio. Sono al contempo aumentate le offerte basate su queste formule di locazione. Di solito è necessario versare un anticipo alla firma del contratto, ma i Costruttori e le agenzie di noleggio propongono anche il leasing auto senza anticipo.

Questa particolare formula di locazione consente di noleggiare l’auto per un lungo periodo di tempo e di vedere incluse nel canone mensile, senza acconti, tutte le spese fisse legate alla vettura. Con un pagamento mensile ci si occuperà così di manutenzione, bollo, assicurazione e quant’altro. Infine, al termine del contratto, si potrà decidere se riscattare o meno la vettura pagando una maxirata finale.

Auto in leasing senza anticipo

Il leasing auto senza anticipo differisce rispetto alle forme tradizionali proprio perché richiede un canone mensile fisso, senza importi aggiuntivi, già dall’inizio del contratto. Noleggiare un’auto in leasing senza anticipo porta in più il vantaggio di avere un unico canone mensile comprensivo di tutte le spese che talvolta gravano notevolmente sul portafoglio del proprietario di un’auto. Parliamo qui sia della manutenzione che delle spese per il bollo e l’RCA. Scegliendo questa formula di noleggio, inoltre, è possibile cambiare il mezzo con una certa frequenza e quindi poter scegliere, alla scadenza del leasing, di portarsi a casa una vettura nuova, diversamente da chi opta per l’acquisto dell’automobile.

Leasing auto usata senza anticipo

Il leasing auto senza anticipo, inoltre, non si applica solamente per le vetture nuove, ma anche per quelle usate. Sarà quindi possibile, per chi fosse interessato, ricorrere alla formula del leasing per un’auto usata senza anticipo avendo così la possibilità di ridurre parzialmente il costo della rata mensile rispetto a quella che si verserebbe per una vettura nuova.

Optare per il leasing sull’auto usata comporta dei vantaggi e degli svantaggi. Fra i pro troviamo una rata mensile relativamente contenuta, le spese secondarie incluse nel canone, la possibilità di avere ogni due o tre anni un’altra vettura e infine il fatto che l’auto non si svaluti e non sia pignorabile. I contro sono invece rappresentati dai costi del finanziamento, dalle mancate detrazioni fiscali – a meno che non si possegga una partita IVA – e infine dalle spese di istruttoria, che sono spesso elevate.

Come funziona il leasing auto senza anticipo: ecco cosa devi sapere 1

Noleggio auto e leasing senza anticipo: le differenze

Spesso quando si parla di leasing auto senza anticipo si confonde questa formula contrattuale con quella del noleggio a lungo termine, ma tra noleggio auto e leasing senza anticipo in realtà esiste una differenza rilevante. Nel noleggio auto, infatti, a fronte del pagamento di un canone mensile, al termine del contratto il consumatore non avrà mai la possibilità di riscattare il veicolo, mentre nel leasing auto senza anticipo, alla scadenza del contratto indicata dalle parti, il cliente avrà la facoltà di scegliere se porre fine al contratto di leasing, cambiarlo per un’altra vettura, prolungarlo, o concluderlo riscattando il mezzo previo pagamento di una maxi rata finale. Scegliendo il leasing, il cliente non acquista la proprietà del veicolo, ma soltanto il suo utilizzo temporaneo.

noleggio a lungo termine
noleggio a lungo termine

Leasing auto tra privati senza anticipo

Negli anni passati il leasing era una forma contrattuale riservata principalmente ai soggetti muniti di partita IVA, quindi liberi professionisti o agenti di commercio, in grado di poter defalcare i costi del leasing dalla dichiarazione dei redditi. Il leasing auto tra privati senza anticipo, però, sta prendendo sempre più piede anche senza la possibilità per un privato di poter ottenere le detrazioni fiscali per l’utilizzo del veicolo. Spesso si propende per questa formula contrattuale, e non per un finanziamento finalizzato all’acquisto della vettura perché, a fronte di una rata mensile di importo superiore rispetto a quella prevista per un contratto di finanziamento, possono essere incluse le spese inerenti i tagliandi, la manutenzione, la copertura assicurativa ed anche il bollo auto. Il leasing auto tra privati senza anticipo, inoltre, viene spesso scelto da chi ha la necessità, o la voglia, di cambiare frequentemente la vettura senza quindi procedere al riscatto al termine del contratto.

I vantaggi fiscali del leasing senza anticipo

Così come tutti i contratti di leasing, quelli senza anticipo comportano anch’essi dei vantaggi fiscali per chi è possessore di partita IVA. I benefici fiscali sono rappresentati principalmente dalla detrazione dei costi al 20% e dalla deducibilità dell’IVA al 40%; quest’ultima può arrivare al 100% se può essere dimostrato l’uso esclusivo aziendale.

Subentro leasing auto senza anticipo

Nel leasing auto senza anticipo esiste anche la possibilità di far subentrare un nuovo soggetto rispetto all’utilizzatore iniziale del veicolo. Il subentro consiste infatti in un accordo tra concedente, utilizzatore e subentrante con il quale quest’ultimo prende il posto dell’utilizzatore obbligandosi al suo posto al rispetto delle condizioni contrattuali sancite nel contratto originale. Vi è la possibilità che il subentrante possa godere di rate di importo leggermente minore rispetto a quelle previste nel rapporto tra utilizzatore e concedente, ma affinché questo accada è necessario l’espresso consenso proprio del concedente. Il subentro leasing auto senza anticipo comporta inoltre l’obbligo per il subentrante di versare un importo all’utilizzatore. Tale somma si calcola decurtando dal valore nominale della vettura in leasing nel momento in cui avviene il subentro, la cifra relativa alle rate ancora da versare e il prezzo previsto per il riscatto. Con il subentro leasing auto senza anticipo vi sono dei vantaggi per il soggetto che cede il contratto. L’utilizzatore, infatti, qualora non fosse più interessato al possesso di quella determinata vettura, può rinunciare alla prosecuzione del contratto senza essere costretto a pagare una rata di importo elevato per la chiusura anticipata del contratto di leasing.

noleggio a lungo termine
noleggio a lungo termine

Prezzi e offerte di un leasing auto senza anticipo

Nel mondo del leasing auto è progressivamente in crescita il numero di offerte dedicate al leasing auto senza anticipo. Sia le finanziarie che le case automobilistiche sono sempre più propense ad offrire possibilità diverse per l’acquisto del diritto di utilizzo temporaneo.

Una city car media come Fiat Panda con 1.0 Hybrid può costare anche meno di 200 euro al mese: 179 euro con iva inclusa e anticipo zero per la precisione. Con quest’offerta, per esempio, la durata del finanziamento è di 48 mesi, e si pagano solamente i km percorsi. A volte le caratteristiche dell’offerta possono differire: sempre a 199 euro possiamo infatti avere una Lancia Ypsilon con 1.0 Gold Hybrid, ma con un limite di 1.000 km percorribili. Quest’ultima opportunità prevede, inltre, il diritto di prelazione al momento della rivendita dell’auto.

Optando invece per auto più performanti e importanti, come una JEEP Compass con 1.3 Limited PHEV Hybrid, il prezzo del canone mensile può lievitare fino a 459 euro. Un’Alfa Romeo Stelvio, infine, equipaggiato con un 2.2 Super Business Diesel, può costare anche 539 euro al mese. Questo tipo di offerte sono consultabili su siti come Leasys.com, Hertz.it o altre finanziarie nel settore automobilistico.

Impianto GPL: costi, durata e manutenzione

impianto gpl

Il prezzo dei carburanti al distributore può cambiare in fretta, e di molto. Tuttavia, uno dei carburanti che, ad oggi, sembra meno soggetto alle fluttuazioni del mercato è il GPL, quindi, l’acquisto di un’auto a GPL si rivela spesso la soluzione ideale per contenere i costi alla pompa. Nonostante un pieno di gas convenga rispetto a un rifornimento di benzina o diesel, tuttavia, bisogna pensare anche alle spese di manutenzione. Questo articolo spiega come farlo.

INDICE
Impianto GPL: come funziona
Installazione impianto GPL
Costo impianto GPL
Impianto GPL: a chi conviene?
Impianto gpl auto diesel
Manutenzione auto GPL e revisione: info e costi
Quando dura l’impianto gas auto?

Le vetture alimentate a GPL sono dotate di una bombola con funzione di serbatoio. All’interno di questo è contenuto il gas che viene vaporizzato allo stato liquido tramite un vaporizzatore: la sigla sta appunto per Gas di Petrolio Liquefatto. Il GPL, quindi, viene inviato a degli ugelli posti a monte del collettore di aspirazione del sistema di regolazione dell’acceleratore che provvede alla regolazione della quantità di miscela GPL-aria in entrata.

Per installare un impianto GPL ci si dovrà rivolgere necessariamente ai centri specializzati presenti su tutto il territorio nazionale. Questi si accerteranno del corretto funzionamento dell’impianto elettrico e dell’accensione prima di procedere all’operazione.  Il serbatoio del GPL andrà posizionato nel vano bagagli, ma qualora questo abbia forma toroidale è possibile piazzarlo nel vano dedicato alla ruota di scorta così da non sottrarre capacità di carico.

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L’installazione di un impianto GPL può essere effettuata su tutte le vetture a benzina. I costi variano a secondo della tipologia di motore, del marchio dell’auto e dell’omologazione del propulsore.  La forbice di prezzo va da un minimo di 800 euro sino ad un massimo di 1.800 euro. Scopriamo in dettagli:

  •  800 € per un’auto a carburatore o iniezione Euro 0 o  1;
  • 1.200 € per un’auto a iniezione con controllo della carburazione Euro 0 o 1;
  • 1.700 € per un’auto catalizzata con sistema a iniezione gassosa;
  • 2.000 € per un’auto catalizzata con impianto a iniezione sequenziale.

Questi prezzi non comprendono extra per il serbatoio toroidale, pari a circa 100 €, per l’indicatore di livello (50 €), e per il collaudo (130 €). Inoltre, dal momento che l’installazione richiederà, in un’officina specializzata, circa 3 giorni, occorre considerare il costo di un’auto a noleggio per la sostituzione in caso di necessità.

auto gpl usate
auto gpl usate

Impianto GPL a 450 €: è possibile?

450€ rappresenta solitamente il costo della sostituzione decennale della bombola GPL. E’ possibile invece installare un impianto nuovo allo stesso prezzo? Come abbiamo visto, il prezzo dell’installazione va dagli 800€ ai 2.000€. Nel caso in cui si possegga un automobile con sistema di iniezione Euro 0 o Euro 1 e si abbia il tempo e la pazienza di ricercare occasioni sulla rete, accettando anche impianti di seconda mano, 450€ diventa un prezzo difficile, ma raggiungibile.

A fronte di una spesa comunque importante per l’installazione, l’impianto GPL si rivela particolarmente indicato per tutti quegli automobilisti che devono percorrere decine di migliaia di Km l’anno e vogliono tenere sotto controllo i costi del carburante. Se non si dà troppa importanza alle prestazioni dell’auto, e si hanno punti di rifornimento comodi, è decisamente una scelta da tenere in conto.

Considerando come le vetture possono circolare anche nei centri storici in caso di blocco del traffico, l’installazione dell’impianto GPL si rivela una scelta vincente anche nei confronti delle vetture dotate di motore diesel.

Infine, il GPL può convenire anche all’ambiente. Dal momento che è un carburante povero di zolfo, produce meno residui di combustione, riducendo così l’impatto sull’inquinamento atmosferico.

È possibile procedere all’installazione di un impianto GPL anche su vetture diesel, specie quando si tratta di autobus o camion. D’altronde, questa è una scelta davvero poco diffusa fra gli automobilisti, dato che con questa tipologia di alimentazione solamente il 20/30% del carburante è costituito da GPL, mentre il restante è gasolio. I consumi, di conseguenza, saranno sempre contenuti, ma non come quelli previsti per la classica alimentazione a benzina.

La manutenzione dell’impianto GPL è fondamentale per fare in modo che il sistema funzioni sempre correttamente senza compromettere le prestazioni della vettura. Si dovranno quindi sempre tenere puliti gli iniettori e la loro pulizia potrà avvenire sia smontandoli manualmente che tramite additivi chimici che elimineranno lacche, depositi solforosi, ammoniaca, inquinanti e altri residui incombusti legati alla scarsa qualità del GPL utilizzato.

Per l’impianto GPL non è prevista revisione, ma le bombole devono essere sostituite dopo 10 anni di utilizzo dalla data del collaudo in caso di installazione successiva alla prima immatricolazione, mentre dopo 10 anni dalla prima immatricolazione in caso di allestimento originario e previsto sulla carta di omologazione.

Non esiste una durata prestabilita per l’impianto GPL auto, mentre l’unica scadenza che possiamo fornire è quella relativa alla sostituzione delle bombole che, come detto in precedenza, deve avvenire ogni 10 anni. Ad ogni modo una manutenzione accurata consentirà di poter prolungare l’utilizzo dell’impianto per molto tempo.

auto gpl usate
auto gpl usate

Cose da sapere

Come installare un impianto GPL auto?

Per installare un impianto GPL ci si dovrà rivolgere necessariamente ai centri specializzati presenti su tutto il territorio nazionale. Questi si accerteranno del corretto funzionamento dell’impianto elettrico e dell’accensione prima di procedere all’operazione.

Quanto costa installare un impianto GPL auto?

L’installazione di un impianto GPL può essere effettuata su tutte le vetture a benzina. I costi variano a secondo della tipologia di motore e vanno da un minimo di 800 euro sino ad un massimo di 2.000 euro.

A chi conviene installare l’impianto GPL auto?

L’impianto GPL si rivela particolarmente indicato per tutti quegli automobilisti che devono percorrere decine di migliaia di Km l’anno e vogliono tenere sotto controllo i costi del carburante.

Si può installare un impianto GPL su un auto diesel?

È possibile procedere all’installazione di un impianto GPL anche su vetture diesel, ma questa è una scelta davvero poco diffusa dato che con questa tipologia di alimentazione solamente il 20/30% del carburante è costituito da GPL, mentre il restante è gasolio.

Come funziona la manutenzione di un impianto GPL auto?

Si dovranno sempre tenere puliti gli iniettori e la loro pulizia potrà avvenire sia smontandoli manualmente che tramite additivi chimici che elimineranno lacche, depositi solforosi, ammoniaca, inquinanti e altri residui incombusti legati alla scarsa qualità del GPL utilizzato.

Impianto GPL su diesel: ecco come funziona!

Impianto GPL su auto diesel

Quando si tratta di risparmiare sui costi di rifornimento, i moderni motori a gasolio rappresentano una valida alternativa per tutti coloro che macinano migliaia di chilometri all’anno. Ma esiste un modo per rendere ancora più efficienti e parsimoniosi i motori diesel? In effetti si. Siamo soliti vedere gli impianti GPL associati ai motori a benzina, tuttavia, questi possono essere montati anche sui propulsori a gasolio, aumentando così l’autonomia di unità già congenitamente capaci di consumare molto poco.

INDICE
Impianto GPL su diesel: come funziona
Costo impianto GPL su diesel
Kit trasformazione diesel GPL: prezzo
GPL su diesel: quando conviene?
Incentivi impianto GPL su diesel
Impianto GPL su diesel: problemi
Impianto a metano o GPL su diesel: qual è il migliore?

La possibilità di installare un impianto GPL su un motore diesel comporta una modalità di funzionamento totalmente differente da quella “classica” prevista per i benzina. Se in questi ultimi è presente un funzionamento “bi-fuel”, che prevede l’utilizzo di un carburante o l’altro in maniera alternativa, in un motore diesel GPL il funzionamento è “mixed fuel” poiché è necessaria la presenza di una quantità minima di gasolio nella miscela.

La miscela composta da diesel e da GPL arriva nella camera di combustione dove viene mescolata con l’aria. La pressione esercitata dal pistone in risalita incendia il gasolio che a sua volta innesca anche il GPL, avviando la fase di detonazione. Per creare l’accensione spontanea, quindi, il GPL viene mescolato al gasolio secondo un rapporto che varia da motore a motore, ma che, solitamente per i motori di ultima generazione, vede il 40% di Diesel e il 60% di GPL.

Il costo di un impianto a gas su diesel non è sicuramente alla portata di tutte le tasche e prima di procedere all’acquisto si devono valutare numerosi fattori tra i quali anche il valore residuo dell’auto.

In media il costo della trasformazione si aggira intorno ai 3.000 euro. In questa spesa sono incluse anche le pratiche di omologazione, mentre il costo di installazione è di circa 1.200 euro. La spese da affrontare, soprattutto per la manodopera, è decisamente superiore a quella richiesta per l’installazione di un impianto a gas su un’auto a benzina a causa della maggiore complessità del lavoro da effettuare.

Inoltre, l’articolo 78 del Codice della Strada prevede che, nel caso di modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli in circolazione, dopo il montaggio di un impianto GPL su auto diesel, sia responsabilità dell’installatore aggiornare la carta di circolazione. La Motorizzazione approverà il collaudo previa presentazione dei documenti tecnici installativi, e la pratica costerà circa 70 euro.

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Sono molte le ditte che propongono validi kit diesel GPL con prezzi che, come dicevamo, variano da 2.000 a 3.000 euro. I benefici che derivano da questa trasformazione riguardano sia l’incremento della coppia massima fino al 10% e della potenza massima fino al 30%, che l’abbattimento delle emissioni inquinanti tra il 20 e il 40%.

A fronte dei costi di installazione certamente non a buon mercato, è utile chiedersi quando convenga procedere all’installazione di un impianto GPL diesel. La trasformazione è consigliabile solo per vetture con cilindrata superiore ai 1.8 litri ed il risparmio medio è di circa 5 euro ogni 100 chilometri. La spesa, quindi, andrà ammortizzata in circa 40-60.000 km, pertanto è bene valutare quanto si vorrà restare in possesso della vettura modificata e quanti chilometri si percorrono annualmente.

In generale, è più facile approfittare dei bassi costi di utilizzo soprattutto per chi percorre almeno 45.000 chilometri all’anno. La potenza del motore, ovviamente resta lo stesso, ed è inoltre possibile circolare in alcune città anche in presenza di blocchi del traffico.

auto gpl usate
auto gpl usate

Il Governo aveva adottato nel 2018-2020 una serie di incentivi per stimolare il mercato verso l’acquisto di vetture “green”. Alla fine del 2020 è giunta la proposta da parte di Assogasliquidi di inserire nella legge di bilancio un bonus pari a 600 Euro per coloro che opteranno per la conversione a GPL. Al momento, però, questa proposta non è stata convertita in legge.

Nonostante la mancanza di uniformità a livello nazionale, tuttavia, alcune amministrazioni locali riservano degli incentivi per la conversione in diesel GPL dei veicoli commerciali più vecchi e inquinanti. Resta consigliabile in ogni caso verificarne l’effettiva operatività in caso di limitazioni alla circolazione.

Più che di veri e propri problemi, quando si parla di impianto GPL diesel si deve tenere a mente una manutenzione maggiore rispetto ad un motore a gasolio. Saranno infatti necessarie  maggiori attenzioni in fase di revisione, ed inoltre la resa chilometrica di una vettura dotata di questo kit sarà inferiore rispetto ad una vettura dotata del solo motore diesel perché quest’ultima in media garantirà una percorrenza di circa 18 Km/l a fronte dei 12 di una omologa versione dotata di kit.

Bisognerebbe inoltre considerare la sostituzione obbligatoria ogni 10 anni delle bombole del GPL presso un’officina autorizzata, insieme ai costi connessi. In ultimo, è importante controllare che siano presenti distributori GPL in zona, per evitare di percorrere molta strada solo per trovare una stazione di rifornimento.

Con le tecnologie odierne non è solo possibile installare un impianto GPL su motore diesel, ma è anche aperta l’opzione dual Fuel con metano. Le differenze stanno ovviamente nel gas di alimentazione, e in secondo luogo nel fatto che solo il GPL abbia bisogno di iniettori appositi per portare il gas nel condotto di aspirazione, aumentando relativamente i costi di installazione. Inoltre, le proporzioni nella miscela fra metano e diesel sono del 5% e 95%, mentre quelle della miscela GPL diesel, lo ricordiamo, si aggirano sui 30% e 70%.

Perché allora scegliere un auto GPL diesel al posto di una metano diesel? Le motivazioni sono rappresentate innanzitutto dalle minori spese di manutenzione, visto che la revisione è obbligatoria su intervalli più lunghi e i costi di montaggio sono minori. Un altro motivo è che il GPL garantisce performance superiori, non impattando sulla potenza del sistema. Infine, i costi di acquisto e installazione sono spesso minori.

Viceversa, perché scegliere un auto metano diesel al posto di una GPL diesel? Il metano è nettamente superiore sul fronte della resa energetica, cioè un chilogrammo di questo gas permette percorrenze maggiori rispetto al GPL. In più, il metano garantisce costi d’esercizio ridotti e minori emissioni inquinanti, senza presentare i problemi di sicurezza tipici del GPL nel caso di parcheggio al chiuso.

In conclusione, è bene ricordare che le stazioni GPL sul suolo nazionale sono circa il triplo rispetto a quelle con metano: un dettaglio da non trascurare.

Cose da sapere

Come funziona l’impianto GPL su diesel?

In un motore diesel GPL il funzionamento è “mixed fuel” poiché è necessaria la presenza di una quantità minima di gasolio nella miscela. La miscela composta da diesel e da GPL arriva nella camera di combustione dove viene mescolata con l’aria. La pressione esercitata dal pistone in risalita incendia il gasolio che a sua volta innesca anche il GPL, avviando la fase di detonazione. Per creare l’accensione spontanea, quindi, il GPL viene mescolato al gasolio secondo un rapporto che varia da motore a motore, ma che, solitamente per i motori di ultima generazione, vede il 40% di Diesel e il 60% di GPL.

Quanto costa installare un impianto GPL su diesel?

In media il costo della trasformazione si aggira sui 3.000 euro. In questa spesa sono incluse anche le pratiche di omologazione, mentre il costo di installazione dell’impianto GPL diesel su un motore a iniezione con controllo della carburazione è di circa 1.200. La spese da affrontare è decisamente superiore a quella richiesta per l’installazione di un impianto a gas su un’auto a benzina a causa della maggiore complessità del lavoro da effettuare.

Quando conviene installare un impianto GPL su motore diesel?

La trasformazione è consigliabile solo per vetture con cilindrata superiore ai 1.8 litri ed il risparmio medio è di circa 5 Euro ogni 100 chilometri. La spesa, quindi, andrà ammortizzata in circa 40-60.000 km, pertanto è bene valutare quanto si vorrà restare in possesso della vettura modificata e quanti chilometri si percorrono annualmente.

Sono previsti incentivi per l’installazione di un impianto GPL su diesel?

Al momento non sono previsti incentivi statali per questa operazione, ma a fine 2020 è giunta la proposta da parte di Assogasliquidi di inserire nella legge di bilancio un bonus pari a 600 Euro per coloro che opteranno per la conversione a GPL.

Auto diesel oggi: conviene ancora?

Acquistare un'auto diesel conviene ancora?

Il futuro delle auto diesel è ancora incerto, fra detrattori e sostenitori il dibattito continua. Tuttavia, sta di fatto che lo scandalo dieselgate ha portato istituzioni in tutto il mondo ad ostacolare la circolazione delle vetture alimentate a gasolio ed oggi, con la svolta “elettrificata” presa dai vari governi, tutti i costruttori stanno progressivamente abbandonando questo tipo di alimentazione in favore dell’ibrido o dell’elettrico. Considerando non solo le limitazioni, ma anche costi e consumi, conviene ancora comprare auto diesel? Ve lo spieghiamo in questa guida dedicata al diesel.

INDICE
Qual è il futuro della auto diesel?
Comprare auto diesel oggi: una scelta lungimirante?
Quando conviene comprare un’auto diesel?
Auto Diesel Euro 6
Auto Diesel Euro 5
Auto Diesel Euro 4
Meglio diesel o benzina?
Alternativa al gasolio: GPL e metano
Quali sono le migliori auto diesel da comprare nel 2022

Da decenni politici e gruppi di interesse trattano il diesel come il capro espiatorio della crisi climatica. Questi motori, solitamente preferiti da chi può risparmiare dovendo percorrere parecchie migliaia di chilometri l’anno, sono accusati, spesso in maniera infondata, di essere eccessivamente inquinanti. Il futuro del diesel sembra essere a rischio e molte capitali europee, come Atene, hanno deciso di vietarne la circolazione a partire dal 2025.

Molte delle criticità riscontrate nel diesel – che ha consumi ed emissioni mediamente minori del benzina, ma comunque non trascurabili – sono condivise da tutti i modelli endotermici. La Norvegia, infatti, ha bandito nel 2021 la vendita di auto sia benzina che diesel a partire dal 2025. Inoltre, l’UE ha dichiarato che dal 2035 sarà vietata la vendita di veicoli che emettono CO2, seppur in quantità minima. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Giovannini ha confermato che anche l’Italia seguirà questa linea.

Prendendo atto delle tendenze politiche contro i motori termici in generale, e a gasolio in particolare,  valutare l’acquisto di un’auto diesel sembra essere insensato. I sempre più frequenti blocchi del traffico estesi anche alle vetture diesel Euro 6 rischiano di renderne difficile se non impossibile l’utilizzo. Nonostante il diesel rimanga l’alimentazione più efficiente sul mercato, è forse meglio orientarsi sulle alternative ibride, continuando a scegliere il diesel solo nel caso in cui si percorrano davvero tanti chilometri all’anno..

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I consumi delle auto diesel sono già ridotti mediamente rispetto alle auto a benzina, ma diventano decisivi per chi sta al volante per più di 20-25 mila km l’anno . In media è possibile percorrere anche oltre 20 Km/l, ma è bene sottolineare come l’utilizzo di una vettura diesel sia consigliabile a chi percorre prevalentemente tratte autostradali. La guida in città, infatti, sovraccarica il filtro antiparticolato, dando problemi e richiedendo una rigenerazione più frequente.

Qualora si scelga ad acquistare un’auto diesel per esigenze specifiche è bene porsi questa domanda: “Le euro 6 diesel fino a quando possono circolare?”.

A Milano nei prossimi anni verranno imposti limiti alla circolazione delle auto Euro 6 diesel. Dal 1° ottobre 2025 le auto diesel acquistate dopo il 31.12.2018 non potranno circolare in Area, mentre per le vetture diesel acquistate entro il 31.12.2018 il divieto scatterà dal 1° ottobre 2028. Le diesel Euro 6 ed Euro 6 D-Temp, invece, non potranno circolare a partire dal primo ottobre 2030.

Considerando come ogni amministrazione al momento si stia muovendo in modo autonomo è sempre opportuno valutare l’acquisto in base all’orientamento scelto, ma valutando anche le regole nazionali ed europee che limiteranno la vendita di tutti i propulsori endotermici .

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Anche in questo caso ci si deve chiedere: “Le Euro 5 diesel fino a quando possono circolare?”, ed anche in questa volta le limitazioni variano da città a città come visto per le diesel Euro 6.

A Milano, ad oggi, le diesel Euro 5 possono circolare liberamente anche in Area B, salvo condizioni particolari che dispongono il blocco, ma da ottobre 2022 ne sarà vietata la circolazione nella ZTL, mentre a Roma la circolazione nella ZTL Fascia Verde viene sospesa qualora ci siano periodi di inquinamento elevato per otto giorni consecutivi.

Peggio ancora va a chi possiede una vettura diesel Euro 4. Il Comune di Milano, infatti, ha già vietato la circolazione all’interno dall’Area B agli Euro 4 diesel senza FAP, mentre dal prossimo anno il divieto sarà esteso anche alle vetture diesel Euro 4 dotate di FAP.

In molte altre città e regioni italiane, invece, il blocco alla circolazione delle auto diesel Euro 4 viene determinato in considerazione dei livelli di inquinamento dell’aria. In Piemonte, ad esempio, i diesel Euro 4 possono circolare liberamente solo fino a quando non si riscontrano innalzamenti delle polveri sottili, ed identica soluzione è stata adottata attualmente a Roma.

Per rispondere a questa domanda si devono valutare numerosi fattori. È ovvio come il numero di chilometri percorsi in un anno incida profondamente in questa scelta, ma anche sapere che tipo di restrizioni o meno vengono di solito adottate nelle città dove si utilizza più spesso la vettura si riveli fondamentale per capire se convenga acquistare un’auto diesel o benzina. Di sicuro le limitazioni che stanno colpendo in modo duro la auto diesel comportano una maggior considerazione delle vetture dotate di motore benzina.

Alla luce della decisione europea di vietare la vendita di unità endotermiche a partire dal 2035, il modo più sicuro e duraturo di mettersi al riparo diventa però l’acquisto di un auto completamente elettrica.

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Una valida alternativa ad una auto diesel per tenere sotto controllo i costi di gestione in caso di percorrenze chilometriche annue elevate sono le vetture dotate di alimentazione GPL o metano. Grazie alle minori emissioni, infatti, queste auto sono esenti dai blocchi del traffico e possono circolare liberamente.

Le vetture alimentate a metano, tuttavia, comportano l’obbligo per il proprietario di effettuare la revisione delle bombole ogni 4-5 anni, mentre per quelle alimentate a GPL questo obbligo deve essere rispettato ogni 10 anni. I motori GPL, ad ogni modo, non comportano una perdita eccessiva di prestazioni, cosa che invece accade con l’alimentazione a metano. Quest’ultima, però, si rivela una scelta conveniente per chi percorre molti chilometri ed è alla ricerca di una valida alternativa al diesel.

Tenendo a mente quanto detto finora, l’acquisto di un auto a diesel può ancora essere una scelta intelligente. Quali sono però le migliori automobili diesel in commercio? Il primo criterio può certamente essere quello dei consumi: esistono infatti molte offerte di motori diesel con percorrenze che vanno addirittura dai 4,1 l/100 km ai 4,4 l/100 km.

Optando per la versione dai consumi più contenuti, con trasmissione rigorosamente manuale, e senza considerare sistemi elettrificati di alcun tipo, si può stilare una lista delle auto diesel che nel 2022 si presentano come le più efficienti del mercato:

  • Skoda Octavia con carrozzeria berlina e motore 2.0 TDI da 115 CV e 300 Nm, si attesta su un valore medio omologato di appena 4,1 l/100 km.
  • Seat León con motore 2.0 TDI CR da 115 CV con 300 Nm di coppia presenta consumi pari a 4,2 l/100 km.
  • Ford Focus con motore turbodiesel 1.5 EcoBlue da 120 CV e 300 Nm di coppia massima consuma solamente 4,2 l/100 km.
  • Audi A3 Sedan 35 TDI con propulsione 2.0 TDI da 150 CV e 360 Nm di coppia e consumi che ammontano a 4,2 l/100 km.
  • Volkswagen Golf 2.0 TDI da 115 CV e 300 Nm di coppia consuma 4,2 l/100km.
  • Peugeot 308 con motore 1.5 BlueHDi sviluppa 130 CV e 300 Nm presenta un consumo omologato di 4,3 l/100 km.
  • Opel Astra 1.5 TD con motore diesel a 1,5 cilindri, da 130 CV e 300 Nm di coppia, raggiunge un consumo medio di 4,3 l/100 km
  • Citroën C3 con motore 1.5 BlueHDi da 100 CV e 250 Nm di coppia, dal consumoomologato pari 4,3 l/100 km.
  • Citroën C4 dotato di propulsione 1.5 BlueHDi da 110 CV e 250 Nm di coppia, dal consumo medio di 4,4 l/100 km.
  • Hyundai i30 con motore 1,6 litri CRDi da 116 CV e 280 Nm, consuma appena 4,4 l/100 km.

Se invece vogliamo consigli direttamente dal mercato, evitando di considerare solamente i consumi in sé, possiamo riferirci alle tre auto a gasolio che hanno totalizzato le maggiori vendite sul mercato nazionale a gennaio 2022. La terza vettura più venduta è Peugeot 2008 con 1.183 immatricolazioni. La gamma diesel si articola su due motori BlueHDI 1.5 in due potenze da 110 e 131 cavalli. Al secondo posto troviamo sempre un’auto del Leone: la Peugeot 3008, che ha visto immatricolate 1.231 unità grazie al suo BlueHDI 1.5 litri da 131 cavalli. Sul gradino più alto del podio troviamo, infine, la Fiat 500X, capace di totalizzare 1.349 immatricolazioni. Fra i MultiJet più venduti troviamo l’1.3 da 95 cavalli e l’1.6 Multijet da 130 CV.

Cose da sapere

Qual è il futuro delle auto diesel?

Da ormai parecchi anni la politica è scesa in campo per una vera e propria crociata contro il diesel. Questi motori sono accusati, spesso in maniera ingiustificata, di essere eccessivamente inquinanti. Il futuro del diesel sembra essere a rischio e molte capitali europee, come Atene, hanno deciso di vietarne la circolazione a partire dal 2025.

Quando conviene comprare un’auto diesel?

Chi è costretto a percorrere più di 20-25 mila km l’anno si vede obbligato a scegliere un’auto diesel per via dei consumi contenuti garantiti da questa motorizzazione. In media è possibile percorrere anche oltre 20 Km/l, ma è bene sottolineare come l’utilizzo di una vettura diesel sia consigliabile a chi percorre prevalentemente tratte autostradali.

Fino a quando possono circolare le auto diesel Euro 6?

A Milano nei prossimi anni verranno imposti limiti alla circolazione delle auto Euro 6 diesel. Dal 1° ottobre 2025 le auto diesel acquistate dopo il 31.12.2018 non potranno circolare in Area, mentre per le vetture diesel acquistate entro il 31.12.2018 il divieto scatterà dal 1° ottobre 2028. Le diesel Euro 6 ed Euro 6 D-Temp, invece, non potranno circolare a partire dal primo ottobre 2030.

Meglio acquistare un’auto diesel o benzina?

Per rispondere a questa domanda si devono valutare numerosi fattori. È ovvio come il numero di chilometri percorsi in un anno incida profondamente in questa scelta, ma anche sapere che tipo di restrizioni o meno vengono di solito adottate nelle città dove si utilizza più spesso la vettura si riveli fondamentale per capire se convenga acquistare un’auto diesel o benzina.

Auto nuove economiche: tutti i migliori modelli

Nuova Hyundai i10 2020: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7

Il momento della scelta di una nuova auto è sempre molto complicato. Scegliere il modello più adatto alle proprie esigenze non è facile, soprattutto se l’obiettivo principale è quello di non spendere troppi soldi. Muoversi nel grande mare rappresentato dall’attuale offerta automobilistica nel nostro paese può essere difficile, per questo motivo abbiamo messo a punto per voi questa guida che vi accompagnerà nella scelta dell’auto migliore per le vostre esigenze, facendo particolarmente attenzione al portafogli.

INDICE
 Auto nuove sotto i 10.000 euro
 Auto nuove da 10.000 a 15.000 euro
 Utilitarie economiche
 Auto diesel economiche
 Auto sportive economiche 
 Auto elettriche più economiche
 Auto GPL economiche
Auto ibride economiche
 Le migliori auto usate sotto i 10.000 euro

Se si guarda al mercato del nuovo, trovare un modello con un prezzo di listino al di sotto dei 10.000 euro ormai è diventato impossibile. Il modo migliore per avvicinarsi al nuovo rimanendo al di sotto die questa fascia di prezzo è quindi puntare su un modello a KM0, come quelli che vi proponiamo qui sotto.

Auto KM0 sotto i 10.000 euro
Dacia Sandero
Kia Picanto
Fiat Panda
Mahindra KUV100
Toyota Aygo

Dacia Sandero: l’ultima generazione dell’utilitaria rumena è sviluppata sulla medesima piattaforma della Renault Clio, rispetto alla quale si caratterizza per uno stile tutto suo, staccando inoltre con il passato grazie al maggiore livello di qualità negli interni.

Kia Picanto: nel mercato delle Km0 la Kia Picanto si rivela una delle vetture economiche più concorrenziali. Il motore da 1.0 litri è perfetto per gli spostamenti cittadini e piuttosto parco nei consumi. Inoltre, l’ampia gamma di allestimenti le permette di venire incontro ai gusti di tutti.

Fiat Panda: l’utilitaria di riferimento del segmento è sempre in testa alle classifiche di vendita e per portarsi a casa un modello a poco prezzo è utile controllare il mercato delle Km0. Qui le versioni con motore 1.2 benzina e allestimento base hanno prezzi decisamente al di sotto dei 10.000 euro.

Mahindra KUV100: in giro non se ne vedono molte, ma la piccola crossover indiana risponde perfettamente alle esigenze di mobilità urbana, strizzando l’occhio al mondo dell’offroad.

Toyota Aygo: pronta a lasciare il posto alla nuova Toyota Aygo X, l’attuale generazione ha le dimensioni perfette per muoversi tra le vie delle città, assicurando comunque una buona abitabilità interna. Non è più facile da trovare in concessionaria, ma se siete fortunati potreste risparmiare molto.

Aumentando di poco il budget a disposizione si possono trovare molte proposte sul mercato del nuovo. Avendo a disposizione un range compreso tra 10 e 15.000 euro è possibile scegliere un buon numero di modelli, quasi tutti appartenenti al segmento delle piccole utilitarie da città.

Auto nuove da 10.000 a 15.000 euro Prezzo (da)
Hyundai i10 13.450 €
Renault Twingo 15.100 €
Dacia Jogger 14.950 €
Fiat Panda 14.750 €
Mitsubishi Space Star 13.950 €

Hyundai i10: piccola, compatta e vivacissima la Hyundai i10 si rivela una delle migliori citycar in commercio grazie alle dimensioni adatte ad affrontare la jungla urbana e ad un motore 1.0 da 67 CV scattante e parco nei consumi.

Renault Twingo: basata sulla medesima piattaforma della Smart Forfour, la Twingo si differenzia dalla “sorella” per lo stile tutto suo. Motore e trazione sono posteriori, a spingerla provvede un 1.0 da 65 CV perfetto per la città.

Dacia Jogger: unica multispazio offerta nel mercato del nuovo ad un prezzo al di sotto dei 15.000 euro, la Dacia Jogger è la scelta ideale per chi deve coniugare esigenze di abitabilità con un budget contenuto. Disponibile anche a sette posti, monta il 1.0 turbo da 110 CV.

Fiat Panda: immancabile, la Fiat Panda torna anche in questo capitolo della nostra guida. Inoltre, è l’unica in questa fascia di prezzo ad offrire un powertrain ibrido costituito da un motore 1.0 da 70 CV.

Mitsubishi Space Star: La piccola giapponese ha carattere da vendere e uno stile tutto suo. Buona l’abitabilità interna e con il 1.2 da 71 CV si fanno poche tappe dal benzinaio.

Negli anni le utilitarie si sono progressivamente cresciute nelle dimensioni. Ora si aggirano tutte intorno ai quattro metri di lunghezza, prestandosi così ad un utilizzo molto più trasversale, rappresentando delle valide compagne di viaggio tanto in città, quanto nelle gite fuori porta.

Utilitarie economiche Prezzo (da)
Citroen C3 17.150 €
Hyundai i20 15.550 €
Ford Fiesta 18.000 €
Peugeot 208 16.900 €
Skoda Fabia 16.900 €

Citroen C3: nonostante sia sul mercato da parecchi anni, la Citroen C3 continua ad essere una best seller grazie ad uno stile personale e alla ricca dotazione. Per spendere poco c’è il 1.2 da 83 CV.

Hyundai i20: recentemente rinnovata, la Hyundai i20 si presenta adesso con un look molto aggressivo che non passa inosservato e  un’ampia gamma motori. L’unità migliore per tenere basso il prezzo di listino è il 1.2 da 84 CV.

Ford Fiesta: fresca di restyling, la Fiesta rappresenta la scelta ideale per chi cerca un modello compatto ma dal carattere sportiveggiante. Disponibile anche a tre porte (una rarità di questi tempi), può contare su un interessante motore di attacco: un 1.1 da 75 CV.

Peugeot 208: l’auto dell’anno del 2020 si è rivelata un successo commerciale per la Casa del Leone grazie ad un design contemporaneo degli esterni e ad una buona qualità degli interni. Per non spendere troppo c’è il 1.2 da 75 CV.

Skoda Fabia: tra i modelli più recenti nel segmento delle utilitarie, la Fabia è oggi un’auto tutta nuova, più grande e matura. Il suo propulsore 1.0 da 65 CV unito al peso contenuto della vettura promette ottime medie.

Il motore diesel sembra ormai destinato a scomparire dai listini a causa delle politiche di “green” che tendono a privilegiare unità ibride ed elettriche. Tuttavia, ancora oggi il Diesel si rivela impareggiabile per chi deve macinare chilometri e per fortuna, qualche costruttore continua a proporre varianti dotate di questa unità.

Auto diesel economiche Prezzo (da)
Dacia Duster 17.400 €
Fiat Tipo 23.050 €
Opel Corsa 20.100 €
Renault Clio 21.200 €

Dacia Duster: per chi bada alla sostanza più che alla apparenza la Dacia Duster è la scelta ideale. Il Suv rumeno è disponibile in abbinamento ad un motore a gasolio da 1,5 litri per 115 CV di potenza, disponibile sia a trazione anteriore, sia integrale.

Fiat Tipo: la berlina 4 porte della Casa italiana si conferma la migliore alternativa ai brand più blasonati per chi cerca spazio ed economia di esercizio. Il motore diesel Multijet da 1.3 litri è una garanzia di affidabilità e può contare su 95 CV.

Opel Corsa: nata sulla medesima piattaforma della Peugeot 208, la Corsa si differenzia per uno stile molto più rigoroso. Interessante la scelta di motorizzazioni, soprattutto il diesel da 1.5 litri 102 CV.

Renault Clio: tra le utilitarie a gasolio spicca anche l’ultima generazione di Clio, che nonostante una gamma che include anche varianti ibride non rinuncia al diesel con un 1.5 da 100 CV.

Il concetto di “economico” quando si parla di auto sportive è sempre molto relativo. Pretendere di spendere poco quando si cerca un’auto ad alte prestazioni è come volere la botte piena e la moglie ubriaca. Tuttavia, esistono interessanti alternative per gli amanti della guida che non vogliono rinunciare al piacere di fare qualche curva a tutto gas senza spendere una fortuna.

Utilitarie economiche Prezzo (da)
Abarth 595 22.350 €
Ford Fiesta ST 30.750 €
Hyundai i20 N 28.700 €
Mazda MX-5 32.100 €
Suzuki Swift Sport Hybrid 24.200 €

Abarth 595: la piccola dello scorpione rappresenta ormai un vero e proprio status symbol. Compatta e cattiva quanto basta, con il 1.4 turbo da 145 CV promette tanto divertimento soprattutto sulle strade tutte curve.

Ford Fiesta ST: nonostante il 1.5 turbo da 200 CV sia un tre cilindri, ha un carattere notevole e anche una bella voce. Tra le curve è precisa e il posteriore “ballerino” è garanzia di divertimento.

Hyundai i20 N: sorella minore della i30 N, la i20 N è semplicemente una delle sportive migliori della categoria. Il 1.6 turbo da 204 CV spinge come un forsennato e la messa a punto del telaio è a prova del tracciato più impegnativo.

Mazda MX-5: sportiva per antonomasia, la due posti a cielo aperto giapponese regala emozioni anche quando non si va forte. Il 1.5 da 132 CV è aspirato, una rarità di questi tempi.

Suzuki Swift Sport Hybrid: unica alternativa ibrida ada alte prestazioni in questa fetta di mercato, la Swift punta su una dinamica di guida coinvolgente, mantenendo un occhio di riguardo ai consumi. Il suo motore è un 1.4 turbo con sistema mild-hybrid da 129 CV.

I tempi cambiano e il mondo dell’auto va sempre più nella direzione di un futuro completamente elettrico. Per questo motivo è oggi più facile trovare modelli a batteria a prezzi decisamente interessanti. Ecco quelli più economici sul mercato.

Auto elettriche economiche Prezzo (da)
Dacia Spring 20.450 €
Fiat 500e 26.550 €
Smart EQ Fortwo 25.210 €
Renault Twingo E-Tech Electric 22.750 €

Dacia Spring: con la Spring la Casa rumena ha rivoluzionato il mercato delle auto elettriche, proponendo un modello con un prezzo di attacco di poco superiore ai 20.000 euro. La Spring è il primo SUV elettrico del marchio ed offre una batteria da 27 kWh per 230 km di autonomia.

Fiat 500e: la piccola di Torino in variante elettrica  è un modello a se stante. Per risparmiare c’è la versione con batteria da 28 kWh per un’autonomia di 190 km.

Smart EQ Fortwo: ormai tutte le Smart in listino sono offerte solo con motori elettrici dopo l’addio ai propulsori a benzina. La più economica è la fortwo con batteria da 18 kWh e 143 km di autonomia.

Renault Twingo E-Tech Electric: la citycar della Losanga è offerta anche in versione elettrica. Ad alimentarla provvede una batteria da22 kWh che promette un’autonomia di 190 Km.

In un momento storico per l’automobile, in cui i prezzi dei carburanti sono schizzati alle stelle, l’unico a “tenere botta” è il GPL, che continua a mantenere prezzi alla pompa piuttosto contenuti. Ecco quindi i modelli a GPL più economici sul mercato.

Auto GPL economiche Prezzo (da)
Dacia Sandero 12.400 €
DR 4.0 19.900 €
DR F35 25.900 €
Kia Ceed 24.900 €
Fiat 500 17.650 €

Dacia Sandero: la due volumi firmata Dacia ritorna in questa nostra guida anche al capitolo dedicato ai modelli a GPL. Grazie al motore 1.0 sovralimentato ha un carattere brillante, pur mantenendo costi di esercizio contenuti.

DR 4.0: il SUV della Casa molisana, nonostante la provenienza cinese, si presenta con uno stile gradevole ed interni ben realizzati. Il motore bi fuel benzina-GPL offre una potenza massima di 116 CV

DR F35: altra proposta di casa DR è la F35. Ultima arrivata nei listini ha uno stile molto aggressivo che strizza l’occhio agli automobilisti più giovani alla ricerca di un SUV sportivo e parco nei consumi grazie al motore 1.5 da 150 CV.

Kia Ceed: berlina coreana dal look pulito ed aggraziato la Kia Ceed è la vettura ideale per quelle famiglie che cercano spazio interno e costi di gestione contenuti. Il motore bi fuel da 1 litro e 95 CV offre brio e divertimento alla guida.

Fiat 500: la piccola di Torino porta su strada tutto il suo animo cool e alla moda, unito alla praticità e all’economia del propulsore 1.2 a GPL con una potenza di 69 CV.

Di auto ibride è sempre più ricco il mercato. Tuttavia, occorre fare una distinzione tra i modelli mild-hybrid, full-hybrid e plug-in. Questi ultimi sono gli unici ricaricabili alla spina e assicurano percorrenze maggiori in elettrico. I full non hanno bisogno di essere caricati ma permettono di percorrere solo una manciata di chilometri in elettrico. I mild-hybrid non vanno mai in elettrico, ma sono anche i più economici sul mercato. Eccone alcuni.

Auto ibride economiche Prezzo (da)
Fiat Panda 14.750 €
Honda Jazz 22.850 €
Hyundai Bayon 22.150 €
Mazda 2 18.300 €

 Fiat Panda: nuovamente parte della nostra guida, la Panda sfrutta un sistema ibrido basato sul propulsore a tre cilindri da un litro per una potenza di sistema pari a 70 CV.

Honda Jazz: il powertrain ibrido della Jazz è molto particolare e complesso e permette di contenere notevolmente i consumi anche a fronte di una potenza massima di 102 CV.

Hyundai Bayon: se si cerca un modello dallo stile personale e fuori dagli schemi e si ha bisogno di spazio, allora la Bayon potrebbe essere la soluzione giusta. Ad alimentarla provvede un propulsore ibrido da un litro per 100 CV di potenza.

Mazda 2: la Mazda 2 è una scelta fuori dal coro e rappresenta praticamente l’unica alternativa “premium” nel segmento.  Sotto il cofano trova posto un quattro cilindri 1.5 ibrido da 90 CV.

Ovviamente se si vuole trovare una vettura davvero economica ci si deve rivolgere al mercato dell’usato e se si imposta come budget massimo 10.000 euro si possono scovare proposte interessanti.

Migliori auto usate sotto i 10.000 euro Prezzo (da)
Mercedes GLK 9.000 €
Renault Captur 9.000 €
Toyota Auris 9.950 €
Volvo V40  9.250 €

Mercedes GLK: SUV imponente che si fa certamente notare su strada, la Mercedes GLK unisce tutto il lusso proprio della Casa tedesca alle prestazioni del motore diesel da 224 CV. Esemplari con più di 10 anni si trovano sul mercato dell’usato a prezzi da utilitaria.

Renault Captur: il crossover della Casa francese si è rivelato un best seller per la Renault grazie ad uno stile convincente e motorizzazioni adeguate. Il diesel da 1.5 litri e 90 CV promette consumi contenuti.

Toyota Auris: linee fluide e moderne caratterizzano la berlina della Casa giapponese. Vederla su strada è raro e questo aiuta a far calare i prezzi sul mercato dell’usato che per le diesel sono anche inferiori ai 10.000 euro.

Volvo V40: altra vettura diesel presente in questa categoria particolare è la Volvo V40. Il design scandinavo invecchia con molta grazia ed il motore diesel da 1.6 litri e 115 CV promette brio e poche soste al distributore.

Noleggio a lungo termine per privati: conviene davvero?

Noleggio lungo termine privati conviene? Ecco i pro e i contro

Molte formule alternative all’acquisto di una nuova auto si sono fatte strada nel corso degli ultimi anni, ma il noleggio a lungo termine è senza dubbio quella maggiormente apprezzate dai consumatori con un trend di crescita sempre costante.

Fino a qualche tempo fa, tuttavia, si era portati a pensare che questa particolare formula fosse riservata unicamente a professionisti in possesso di partita iva o ad aziende. In realtà, anche i privati possono scegliere il noleggio a lungo termine. Ma questa tipologia di contratto conviene davvero? Facciamo chiarezza.

INDICE
Noleggio a lungo termine per privati: conviene davvero?
Come scegliere il noleggio a lungo termine privati più conveniente
Vantaggi noleggio a lungo termine
Svantaggi noleggio a lungo termine
Noleggio a lungo termine senza anticipo: si può fare?
In conclusione, meglio noleggio a lungo termine o acquisto?

noleggio a lungo termine
noleggio a lungo termine

Grazie al noleggio a lungo termine si può entrare in possesso di una vettura nuova pagando un canone mensile predeterminato che include non solo l’utilizzo del mezzo ma anche servizi accessori come l’assicurazione, il soccorso stradale o la manutenzione.

Quando conviene noleggio a lungo termine? Senza dubbio se si percorrono almeno 15.000 Km l’anno e si vuole essere dispensati dal pensiero delle altre spese accessorie quali manutenzione, bollo auto, copertura assicurativa e soccorso stradale.

Inoltre, se si è in possesso di partita IVA, è possibile detrarre le spese inerenti il noleggio a lungo termine aumentando, di fatto, la convenienza di questa offerta.

Sono numerose le proposte delle varie Case di noleggio a lungo termine a prezzi vantaggiosi. Nel valutare queste offerte, però, bisogna tenere in considerazione non solo il costo mensile del canone di noleggio, ma anche ciò che include la rata ed il chilometraggio massimo previsto. Se i servizi offerti sono minimi, allora è certamente consigliabile valutare offerte dal costo leggermente elevato ma che comprendano tutti quei servizi di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente.

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Tra i vantaggi del noleggio a lungo termine ci sono:

  • possibilità di inserire nell’unica rata mensile il pagamento di tutti quei servizi accessori come l’assicurazione o il soccorso stradale.
  • disponibilità di un’auto sostitutiva gratuita in caso di fermo veicolo.
  • assenza di spese in caso di malfunzionamento della vettura fuori garanzia non imputabile all’utilizzatore.
  • scegliere il noleggio vuol dire poi fare a meno di preoccupazioni relative alla rivendita del veicolo, e quindi anche rispetto alla svalutazione del mezzo.

I lati negativi di questa soluzione riguardano:

  • eventuali spese di ripristino del veicolo a fine contratto
  • tetto di percorrenza chilometrica da rispettare qualora non si sia optato per un chilometraggio illimitato che, inevitabilmente, farà aumentare l’importo del canone mensile.
  • non è possibile accedere ai vantaggi di natura fiscale, consistenti in deduzioni del 20% fino a 3.615,20 euro, o – nel caso di società che concedono vetture come benefit ai dipendenti – nella detrazione dei costi fino al 100%. 

noleggio-a-lungo-termine

Se non disponiamo di liquidità sufficiente, ma necessitiamo di un veicolo in tempi brevi, potremmo chiederci se è possibile eliminare l’anticipo dal contratto di NLT.

Ebbene, nel noleggio a lungo termine, anticipo e rata mensile dipendono l’uno dall’altra. Esistono infatti offerte che permettono, con una sola rata mensile, senza anticipo, di cominciare a guidare una nuova vettura desiderata. Queste occasioni però presentano rate tendenzialmente maggiori rispetto a quelle che prevedono l’anticipo, e sono spesso precedute da una valutazione dell’affidabilità creditizia. Anche la durata del noleggio potrebbe essere allungata.

Infatti, il canone di noleggio a lungo termine in assenza di anticipo include comunque tutti i servizi e i costi presenti nel contratto di nolo, compresa la quota di acconto. In pratica, l’ammontare che non si fornisce all’inizio, è ripartito e inserito nella rata mensile.

Avere un’auto di proprietà non conviene sempre: oltre ai costi relativi all’assicurazione, il proprietario incorre in ulteriori spese per i tagliandi, per la manutenzione, per il cambio degli pneumatici. A questi costi prevedibili vanno poi aggiunte le spese impreviste. Quindi, è meglio noleggiare un’auto a lungo termine o acquistarla?

Per rispondere a questa domanda si deve valutare l’utilizzo che si fa della vettura. Se si percorrono meno di 15.000 Km l’anno e si è soliti tenere l’auto per molti anni allora è senza dubbio consigliabile l’acquisto, mentre se le percorrenze annue superano i 15.000 Km, si è soliti cambiare con frequenza la vettura e non si vuole essere costretti a ricordare tutte le scadenze amministrative allora si può optare senza esitazione per il noleggio a lungo termine.

Per verificare l’effettiva convenienza dell’una o dell’altra soluzione sarà sufficiente calcolare il costo mensile dell’auto di proprietà e confrontarlo con il prezzo previsto per il canone di noleggio a lungo termine escludendo le somme spese per la benzina per poi dividere la somma per i mesi previsti dal contratto di noleggio. In questo sarà importante considerare anche la svalutazione della vettura nel caso di acquisto.

Cose da sapere

Quando conviene il noleggio a lungo termine?

Il noleggio a lungo termine conviene  se si percorrono almeno 15.000 Km l’anno e si vuole essere dispensati dal pensiero delle altre spese accessorie quali manutenzione, bollo auto, copertura assicurativa e soccorso stradale. Inoltre, se si è in possesso di partita IVA, è possibile detrarre le spese inerenti il noleggio a lungo termine aumentando, di fatto, la convenienza di questa offerta.

Quali sono i vantaggi del noleggio a lungo termine?

Tra i vantaggi del noleggio a lungo termine c’è la possibilità di inserire nella rata mensile il pagamento di tutti quei servizi accessori come l’assicurazione o il soccorso stradale, ma anche la disponibilità di un’auto sostitutiva gratuita in caso di fermo veicolo, la totale assenza di spese in caso di malfunzionamento della vettura fuori garanzia non imputabile all’utilizzatore, ed infine la totale assenza di pensieri relativi alla rivendita del veicolo.

Quali sono gli svantaggi del noleggio a lungo termine?

I lati negativi di questa soluzione riguardano le eventuali spese di ripristino del veicolo a fine contratto, il tetto di percorrenza chilometrica da rispettare qualora non si sia optato per un chilometraggio illimitato che, inevitabilmente, farà aumentare l’importo del canone mensile.

 

Leasing auto: che cos’è e come funziona

Come funziona il leasing auto per i privati

Per lungo tempo l’auto è stata considerata non soltanto uno strumento utile ma anche un simbolo di benessere, un oggetto da possedere anche se, tolti casi particolari, difficilmente conserva il suo valore nel tempo. Per questo, oltre all’acquisto, in tempi recenti si sono affermate alcune formule alternative che permettono di utilizzare l’auto per un periodo prestabilito.

Il Leasing è una di queste soluzioni: si tratta della più vecchia delle alternative all’acquisto oggi disponibili, inizialmente disponibile soltanto per professionisti e aziende ma oggi aperta anche a privati, da poco è stata affiancata dal noleggio a lungo e a breve termine, concetti simili ma non uguali. Ecco cosa c’è da sapere su Leasing.

INDICE
Cos’è il leasing?
Leasing auto per privati
Prezzi e offerte auto in leasing
Macchine in leasing: conviene davvero?
Leasing auto e noleggio a lungo termine

Per Leasing si intende una formula che consente di utilizzare un dato bene, in questo caso un veicolo, per un periodo prestabilito pagando un canone mensile, ed era inizialmente riservato ad aziende o professionisti in possesso di Partita IVA. Le rate mensili equivalgono a parte del prezzo del veicolo compresa una quota di interessi. A seconda del contratto possono includere anche i costi di manutenzione e assicurazione, che altrimenti vanno sottoscritti e pagati a parte dal cliente fruitore.

Durante questo periodo, che può variare da 24 a 48 mesi, il cliente usufruisce del mezzo come se questo fosse suo, anche se la proprietà rimane della società di leasing, che la concede in locazione. Al termine del contratto è possibile scegliere se riscattare il veicolo pagando il valore residuo ed entrandone in possesso, oppure stipulare un nuovo contratto per un nuovo veicolo.

Da qualche anno, le società di Leasing e le finanziarie legate alle stese Case auto o alle concessionarie hanno esteso la possibilità del leasing anche a clienti senza partita IVA. Questi contratti prevedono il versamento di un anticipo e la stipula di un accordo che predefinisce durata e chilometraggio annuo o complessivo del contratto, spese e costi, Anche i privati a fine contratto possono scegliere se riscattare il veicolo pagando una maxirata finale, terminare semplicemente il rapporto o stipularne un altro per un nuovo veicolo.

I momenti principali del contratto di leasing auto per privati sono:

  • Preventivo: le parti stipulano un preventivo di spesa che include la durata del contratto, l’anticipo (se previsto), l’importo delle rate mensili e l’importo della maxirata finale in caso di riscatto.
  • Conclusione del contratto: il contratto di leasing si conclude normalmente alla scadenza pattuita tra le parti ed il cliente provvederà alla riconsegna della vettura, ma qualora il cliente non rispetti il pagamento delle rate mensili l’operatore finanziario potrà richiedere la risoluzione del contratto e la restituzione del veicolo.
  • Eventuale riscatto: giunti al termine del contratto di leasing il privato ha la possibilità di riscattare la macchina, versando una cifra corrispondente al valore residuo.

noleggio a lungo termine
noleggio a lungo termine

Il leasing classico per un’utilitaria come ad esempio una Fiat Panda può partire da poco più di 150 euro al mese, a cui però vanno aggiunte le altre spese, che spalmate portano il totale a un po’ più di 200 euro. Passando a un veicolo di categoria superiore, un’utilitaria come una Renault Clio, ci si avvicina ai 300 euro, mentre per una compatta magari di marca premium come una Mercedes Classe A o GLA, il canone lievita e si arriva facilmente a 400-500 euro e senza andare su versioni top di gamma.

Va però sottolineato che oggi le offerte delle Case stesse e delle società intermediarie si stanno spostando sempre più verso formule di noleggio a lungo termine che mischiano un po’ due generi, eliminando la rata inziale e offrendo canoni che comprendono anche i costi accessori. Per avere una panoramica completa delle differenze, vi rimandiamo all’ultimo capitolo di questo articolo.

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Il leasing auto per privati può risultare particolarmente conveniente a chi ha esigenze simili a quelle di un’azienda, a chi percorre parecchia strada (ma attenzione, i contratti hanno limiti di chilometraggio e chi li supera deve pagare dei supplementi) ed è interessato a cambiare spesso l’auto ma non vuole avere i problemi connessi alla rivendita e alla svalutazione del mezzo di proprietà. I privati non hanno gli stessi benefici fiscali delle aziende, ad esempio non hanno diritto a detrazioni.

Le differenze tra leasing e noleggio sta nel fatto che il leasing nasce come contratto d’acquisto parziale con usufrutto, mentre il noleggio è un affitto semplice che quindi non prevede l’anticipo né la possibilità di riscattare l’auto alla fine del contratto. Inoltre, nel canone di noleggio sono compresi i costi di assicurazione e manutenzione e spesso anche la disponibilità di un treno di gomme invernali e relativo montaggio, servizi che di base il Leasing non include anche se oggi alcuni contratti hanno iniziato a offrire questa opzione. Con l’ulteriore vantaggio di mettersi al riparo da eventuali rincari e aumenti per il periodo di durata del contratto.

Leasing auto Noleggio a lungo termine
La rata include solo l’utilizzo della vettura, i rischi per danno e usura sono sull’utilizzatore Il canone comprende tutte le spese ordinarie e straordinarie
Al termine del contratto si può riscattare il mezzo Impossibilità di riscattare la vettura
Maxi rata iniziale Nessuna maxi rata iniziale

 

Cosa da sapere

Cos’è il leasing?

Il leasing è un contratto mediante il quale un operatore finanziario acquista una vettura per conto di un cliente, concedendogli l’utilizzo a fronte del pagamento di un canone mensile e di un anticipo.

A chi conviene il leasing?

Il leasing auto per privati conviene se siete persone abituate a cambiare veicolo ogni due/tre anni, non volete immobilizzare il vostro capitale, e non volete subire la svalutazione.

Quanto costa il leasing?

Il costo del leasing è variabile, in quanto dipende dagli accordi presi con l’operatore finanziario e il tipo di costi coperti dal canone mensile.

A chi spettano assicurazione, bollo e tagliandi nel leasing?

La tassa di proprietà del veicolo spetta sempre al locatore, così come assicurazione e i tagliandi. Per quanto riguarda eventuali multe, queste saranno ricevute dalla società di noleggio che le girerà direttamente al locatario.

Auto che consumano meno: quali sono?

Skoda Fabia: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Esistono diversi fattori che incidono nell’acquisto di una vettura e senza dubbio i consumi sono una delle voci che spesso fanno scegliere un’auto piuttosto che un’altra.

Con il progressivo aumento del livello di elettrificazione dell’attuale proposta commerciale di un po’ tutti i costruttori, i consumi medi dei nuovi modelli sta progressivamente scendendo (per la gioia di tutti noi automobilisti). Abbiamo quindi raccolto i modelli meno assetati di carburante (o di energia) oggi disponibili sul mercato, nella guida che trovate qui sotto.

INDICE
Auto che consuma meno: come si verificano i consumi reali
Auto a benzina che consumano meno
Classifica consumi auto diesel 
Auto ibride che consumano di meno
Auto GPL che consumano meno
Auto sportive che consumano meno
Auto familiari che consumano meno

Dal mese di settembre del 2018 tutte le Case automobilistiche europee hanno l’obbligo di sottoporre le nuove vetture al protocollo di omologazione WLTP. Si tratta di un inedito sistema di valutazione dei consumi e delle emissioni delle vetture di nuova omologazione, chiamato a sostituire il vecchio e meno attendibile NEDC. Rispetto alla precedente normativa NEDC, in vigore dal 1992, i test effettuati secondo il ciclo WLTP consentono di ottenere risultati più in linea con quelli reali.

Per verificare i consumi di un modello la Casa deve effettuare un test suddiviso in quattro fasi, della durata di 30 minuti e di un chilometraggio pari a 23,25 km. La velocità media durante tutto il processo è di 46,5 km/h con punte di 131 km/h mentre le marce utilizzate cambiano in base al tipo di vettura considerata. Le misurazioni vengono, inoltre, effettuate in diverse condizioni ambientali: una a 23°C e una a 14°C. I valori emersi al termine del ciclo di omologazione WLTP saranno decisamente più vicini a quelli che riscontrerà il guidatore nelle normali condizioni quotidiane di utilizzo, anche se un minimo di discrepanza c’è sempre.

Il mercato delle vetture alimentate a benzina continua ad essere quello trainante a livello europeo. Il motivo è da ricercare nella progressiva sparizione delle unità diesel dalle gamme di molti modelli e nella maggiore convenienza nell’acquisto di vetture a benzina per chi ha bisogno di vetture compatte per muoversi prevalentemente in città.

Top 5 benzina  Consumo
Hyundai i10 4,8 l/100 km
Mazda 2 4,8 l/100 km
Kia Picanto 5 l/100 km
Mitsubishi Space Star 5 l/100 km
Skoda Fabia 5 l/100 km

Hyundai i10: l’ultima generazione del modello più piccolo del costruttore coreano punta sulla sostanza senza però tralasciare una certa attenzione allo stile. Curata anche nei contenuti, con il 1.0 aspirato a tre cilindri promette consumi da record, senza alcun auto elettrificato: 4,8 l/100 km. I prezzi partono da 13.450 euro.

Mazda 2: tra le pochissime cittadine di fascia premium, la Mazda 2 spicca per la grande attenzione allo stile oltre che ai contenuti tecnologici. A bordo si viaggia comodi e la sensazione di qualità è sempre molto elevata. Il 1.5 Skyavtiv-G è un quattro cilindri aspirato da 75 CV capace di una media di 4,8 l/100 km. Prezzi a partire da 18.300 euro.

Kia Picanto: imparentata con la Hyundai i10, la Picanto punta su uno stile dal sapore più sportiveggiante. Sotto il cofano il medesimo 1.0 a tre cilindri da 67 CV che qui promette un consumo medio di 5 l/100 km. I prezzi partono da 13.000 euro..

Mitsubishi Space Star: la più piccola del brand giapponese è stata recentemente rinnovata nello stile, allineandosi al più recente linguaggio stilistico del marchio dei tre diamanti. Più curata nell’estetica, è alimentata da un 1.2 a tre cilindri da 71 CV per un consumo medio di 5 l/100 km. Prezzi a partire da 13.950 euro..

Skoda Fabia: la nuova generazione della Fabia stacca con il passato ma continua a puntare su motori privi di elettrificazione. Il suo trucco? una perfetta messa a punto del 1.0 MPI EVO da 65 CV che le assicura medie di 5 l/100 km. I prezzi partono da 16.900 euro.

Se da un lato è vero che sempre più costruttori stanno abbandonando il diesel, dall’altro non si può negare come la domanda per questa motorizzazione sia ancora importante. Del resto, i consumi che questa particolare tipologia di alimentazione è in grado di garantire continuano a restare particolarmente vantaggiosi soprattutto per chi macina tanti chilometri ogni anno.

Top 5 diesel  Consumo
Peugeot 208 3,8 l/100 km
Citroen C3 4 l/100 km
Opel Corsa 4,1 l/100 km
Renault Clio 4,1 l/100 km
Seat Leon 4,2 l/100 km

Peugeot 208: l’ultima generazione della 208 strizza l’occhio a chi è attento allo stile, me non vuole rinunciare all’efficienza di un motore a gasolio. Con il 1.5 BlueHDi da 102 CV ha prestazioni brillanti e consumi molto contenuti: 3,8 l/100 km. i prezzi partono da 21.100 euro.

Citroen C3: l’utilitaria della Casa francese mantiene ancora un grande fascino grazie ad un recente restyling che ne ha aggiornato lo stile e i contenuti. I consumi garantiti dal motore diesel da 1.5 litri sono contenuti: 4 l/100 km. I prezzi partono da 19.650 euro.

Opel Corsa: la compatta tedesca compie un importante salto di qualità con il passaggio all’ultima generazione, ma non rinuncia ancora al Diesel. Con il 1.5 da 102 CV si accontenta di 4,1 l/100 km. Prezzi da 20.100 euro.

Renault Clio: con il passaggio all’ultima serie la Clio non stravolge il proprio stile, ma si ottimizza dal punto di vista del powertrain. Il 1.5 Blue dCi ha una potenza massima di 100 CV e un consumo medio di 4,1 l/100 km. Prezzi a partire da 21.200 euro.

Seat Leon: grazie all’ottimizzazione dei moderni propulsori a gasolio, anche un modello di segmento C come la Seat Leon può contare su consumi molto contenuti. Il suo 2.0 TDI assicura una media di 4,2 l/100 km. Prezzo a partire da 26.750 euro.

Sono sempre di più le vetture ibride presenti nei listini delle varie Case automobilistiche e sono svariate le tipologie di tecnologia disponibili quando si tratta di elettrificazione. Tra tutte spicca il Plug-in, che permette di muoversi per diversi chilometri sfruttando unicamente il motore elettrico:

Top 5 ibride  Consumo
Mercedes C 300 e Plug-in 0,6 l/100 km
Volvo S60 T8 Recharge 0,7 l/100 km
Land Rover Range Rover PHEV 0,8 l/100 km
Volkswagen Golf 1.4 TSI eHybrid 0,9 l/100 km
Suzuki Across Plug-in Hybrid 1 l/100 km

Mercedes C 300 e Plug-in: Mercedes ha messo a punto uno dei sistemi ibridi più efficienti sul mercato, che abbina un motore benzina di 2 litri ad un motore elettrico per una potenza totale di 235 CV e un consumo medio di 0,6 l/100 km. Prezzi da 55.281 euro.

Volvo S60 T8 Recharge: Volvo ha detto addio al diesel e ora punta unicamente su motorizzazioni elettrificate. Al top dell’offerta si posiziona la S60 T8 Rechargeda 455 CV di sistema e 0,7 l/100 km di consumo medio. Prezzi da 68.500 euro.

Land Rover Range Rover PHEV: nonostante le dimensioni imponenti, grazie al sistema ibrido che abbina un motore di 3 litri ad un’unità elettrica, il modello più grande di Land Rover assicura un consumo medio di 0,8 l/100 km. I prezzi partono da 147.800 euro.

Volkswagen Golf 1.4 TSI eHybrid: sono due le varianti “alla spina” proposte per la Golf. Quella di accesso alla gamma, con una potenza di 204 CV assicura consumi da record, con una media di 0,9 l/100 km. Prezzi a partire da 39.950 euro..

Suzuki Across Plug-in Hybrid: il primo modello plug-in del costruttore giapponese eredita molte componenti dalla Toyota Rav 4, offrendo un modello di qualità e poco assetato di benzina. Con i suoi 306 CV assicura una media di 1 l/100 km. Prezzi da 56.900 euro.

L’offerta delle auto alimentate a GPL continua ad affollare i listini dei costruttori e questa scelta si rivela l’ideale per chi vuole tenere sotto controllo i costi di gestione a fronte di percorrenze chilometriche elevate:

Top 5 GPL  Consumo
Hyundai i20 5,2 l/100 km
Dacia Sandero 5,8 l/100 km
Fiat 500 7,1 l/100 km
Ford Fiesta 7,2 l /100 km
Lancia Ypsilon 7,6 l /100 km

Hyundai i20: fresca di passaggio alla nuova generazione, la i20 stacca con il passato proponendo un design più ricercato e contenuti degni di una categoria superiore. Non rinuncia però al GPL, grazie al quale promette medie di 5,2 l/100 km. Prezzi da 19.550 euro.

Dacia Sandero: non chiamatela più low cost. L’ultima generazione della Sandero eredita moltissime componenti dalla cugina Clio, assicurando tanta qualità e un motore GPL con una media di 5,8 l/100 km. Prezzi da 16.650 euro.

Fiat 500: Intramontabile protagonista della storia automobilistica italiana, la 500 continua ad essere disponibile in abbinamento ad un motore GPL da 69 CV per una media di 7,1 l/100 km. Prezzi da 17.650 euro.

Ford Fiesta: recentemente aggiornata nello stile, la Ford Fiesta si rivolge ad un pubblico giovane e dinamico, ma pur sempre attento ai consumi. Con la variante GPL da 75 CV consuma 7,2 l/100 km, con prezzi a partire da 21.600 euro.

Lancia Ypsilon: ormai presente sul mercato da quasi un decennio la Lancia Ypsilon continua a rivelarsi un successo commerciale grazie ad una linea sempre verde ed interni particolarmente confortevoli. Il 1.2 GPL asseconda le esigenze di contenimento dei costi con una media di 7,6 l/100 km. I prezzi partono da 17.450 euro.

Certo, parlare di consumi quando si tratta di auto sportive può sembrare anacronistico, tuttavia, le moderne vetture ad alte prestazioni tengono comunque in considerazione l’elemento consumi. Così, oggi vivere la passione per l’auto e per la guida non va per forza in contrasto con le più attuali tematiche ambientali.

Top 5 sportive  Consumo
Suzuki Swift Sport 5,6 l/100 km
Mazda MX-5 6,3 l/100 km
Alpine A110 6,7 l/100 km
Mini John Cooper Works 6,8 l /100 km
BMW Z4 7,1 l /100 km

Suzuki Swift Sport: con il recente restyling, la piccola giapponese punta ora su un motore mild-hybrid capace di abbattere notevolmente i consumi che si attestano su medie di 5,6 l/100 km. il risultato migliore tra le compatte sportive oggi sul mercato. Il tutto a fronte di una potenza di 129 CV. Prezzi da 24.200 euro.

Mazda MX-5: massima espressione del piacere di guida da ormai trent’anni, la spider giapponese ha tutti gli ingredienti per soddisfare il palato dei puristi: motore aspirato, trazione posteriore e cambio manuale. Con il motore 1.5 da 132 CV ha consumi medi di 6,3 l/100 km. Prezzi da 32.100 euro.

Alpine A110: vera e propria supercar in miniatura, la Alpine offre prestazioni da sportiva di razza, in un abito che strizza l’occhio al passato. Già nella variante da 252 CV offre divertimento in abbondanza, unito a consumi contenuti: 6,7 l/100 km. Prezzi da 60.800 euro.

Mini John Cooper Works: la più cattiva delle mini è una delle compatte a trazione anteriore più estreme sul mercato. Lunga 3,86 metri ha a sua disposizione ben 231 CV, ma nonostante questo ha consumi di 6,8 l /100 km. Prezzi da 34.400 euro.

BMW Z4: per chi cerca l’esclusività e il lusso oltre alle prestazioni, la Z4 può essere una valida scelta. Con il motore da 197 CV di 2 litri ha però consumi contenuti:  7,1 l /100 km. Prezzi da 44.500 euro.

In un mercato sempre più dominato da Suv e crossover, le auto familiari continuano comunque a rappresentare una scelta razionale per tutti coloro che al comfort e allo spazio a bordo vogliono abbinare il piacere di guida e, possibilmente, consumi contenuti.

Top 5 familiari  Consumo
Mercedes CLA Shooting Brake 1 l/100 km
Citroen C5 X 1,2 l/100 km
Ford Focus Station Wagon 4,4 l/100 km
Audi A4 Avant 4,8 l /100 km
BMW Serie 3 Touring 4,8 l /100 km

Mercedes CLA Shooting Brake: nella variante plug-in, la familiare più piccola di Mercedes mette a disposizione 218 CV, ma grazie al sistema ibrido ferma i consumi ad 1 l/100 km. Prezzi per la plug-in da 52.100 euro.

Citroen C5 X: la nuova ammiraglia del Double Chevron è una familiare con rimandi al mondo dei crossover. Con il powertrain plug-in da 222 CV promette percorrenze medie di 1,2 l/100 km. Prezzi per la plug-in da 45.250 euro.

Ford Focus Station Wagon: nella gamma Focus il diesel non si batte e con il 1.5 EcoBlue da 120 CV si riescono a registrare consumi di 4,4 l/100 km. Prezzi per il diesel a partire da 30.300 euro.

Audi A4 Avant: rinunciando alla trazione anteriore e puntando sul diesel più piccolo da 136 CV, l’Audi A4 Avant assicura consumi nell’ordine dei 4,8 l/100 km. Il tutto senza rinunciare alla proverbiale qualità del costruttore dei Quattro Anelli. Prezzi per il diesel a partire da 43.650 euro.

BMW Serie 3 Touring: per chi non rinuncia al piacere di guida nemmeno quando deve portare i figli a scuola o andare a fare la spesa, con il diesel di accesso alla gamma da 122 CV la familiare di BMW assicura medie di 4,8 l/100 km. Prezzi per la diesel da 41.200 euro.

Cose da sapere

Come si verificano i consumi reali di un’auto?

Per verificare i consumi di un modello la Casa deve effettuare un test suddiviso in quattro fasi, della durata di 30 minuti e di un chilometraggio pari a 23,25 km, seguendo il protocollo di omologazione WLTP. I valori emersi sono riportati sul libretto di circolazione

Quali sono le auto a benzina che consumano meno?

Le auto a benzina che consumano meno sono la Renault Clio, la Peugeot 208, la Volkswagen T-Cross, la Volkswagen Up e la Ford Fiesta.

Quali sono le auto diesel che consumano meno?

Le auto diesel con i consumi inferiori sono la Citroen C3, la DS3 Crossback, la Mercedes Classe A e Classe E e la Citroen C4 Cactus.

Quali sono le auto ibride che consumano meno?

Tra le auto ibride che consumano meno possiamo inserire la Toyota Prius, la Kia Niro, la Hyundai Ioniq, la Suzuki Swift e la Suzuki Ignis.

Quali sono le auto GPL che consumano meno?

Le auto GPL che consumano meno sono la Fiat Panda, la Kia Rio, la Dacia Duster, la Lancia Ypsilon e la Kia Sportage.

Patente scaduta? Ecco come risparmiare sul rinnovo

Patente scaduta? Ecco come risparmiare sul rinnovo

A seguito del prolungamento dello stato di emergenza Covid le patenti e i fogli rosa  in scadenza o scaduti in questo periodo saranno validi fino al 29 giugno 2022 su tutto il territorio nazionale.

Tutti sappiamo che guidare con la patente scaduta è un’infrazione al codice della strada e rinnovare la patente nei termini è un obbligo. I costi da sostenere per il suo rinnovo sono un elemento di cui tener conto per programmare la spesa in modo previdente e disporre del documento aggiornato senza alcun ritardo. Per questa ragione, può essere utile scoprire come risparmiare sul rinnovo della patente.

In questo articolo cercheremo quindi di chiarire tutti gli aspetti relativi alla richiesta del nuovo documento con particolare attenzione per quelli riguardanti il risparmio sui costi procedurali, così che in caso di patente scaduta e di rinnovo di questa, tu sappia tutto quello che c’è da fare.

INDICE
Coronavirus: patenti in scadenza prorogate
Patente scaduta: cosa sapere
Multe e sanzioni
Rinnovo patente scaduta: le scandenze
Patente scaduta da 1 anno
Patente scaduta da 3 anni
Patente scaduta: dove rinnovare
Proroga esami patente

A seguito del prolungamento dello stato di emergenza Covid le patenti e i fogli rosa  in scadenza o scaduti in questo periodo saranno valide fino al 29 giugno 2022 su tutto il territorio nazionale.. Questo è quanto stabilito dalla Direzione generale della Motorizzazione, in seguito all’estensione dello stato di emergenza da Coronavirus.

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A prescindere da questo momento di emergenza sanitaria, il documento di autorizzazione alla guida può essere rinnovato già 4 mesi prima della sua scadenza. Procedere per tempo alle pratiche per il rinnovo della patente di guida fa risparmiare sicuramente inutili corse, dato che per la consegna del nuovo documento sono solitamente necessari dai 7 ai 10 giorni. Un apposito documento provvisorio permetterà comunque la guida fino al ricevimento della nuova licenza.

Nel caso in cui la patente sia già scaduta da 3 anni, tempi e costi lievitano notevolmente, poiché in questo caso sarà necessario effettuare nuovamente l’intero percorso per ottenere la licenza, dalla visita medica all’esame teorico, fino a quello pratico. La tempestività nel rinnovo della patente fa così risparmiare tempo e denaro.

I ritmi della vita quotidiana sono ormai sempre più frenetici, al punto che dimenticarsi della scadenza di un documento può davvero essere molto facile. Quando si parla di patente scaduta, però, la dimenticanza può costare estremamente cara. Una multa, che può variare dai 160 € ai 644 €, e il ritiro del documento, infatti, sono le sanzioni cui si va incontro nel caso in cui si venga sorpresi a guidare con la licenza di guida scaduta.

In caso di sinistro stradale con la patente non più in corso di validità il quadro si aggrava ancora di più, in quanto la compagnia assicurativa potrebbe non coprire del tutto i danni. Ecco, così, che un corretto rinnovo della patente fa risparmiare e non poco.

La scadenza della licenza di guida è consultabile sul documento stesso, nello specifico accanto alla voce 4b, ma è comunque anche riportata sulla parte posteriore della licenza. Dare periodicamente uno sguardo al documento può pertanto mettere già al riparo dal ritrovarsi improvvisamente con la patente scaduta. Un ulteriore elemento da tenere in considerazione, quando si parla di una licenza di guida non più in regola, è l’età del patentato stesso, in quanto, a seconda di questa, la licenza ha un rinnovo ciclicamente differente. Ecco la durata di validità della licenza di guida in base alla fascia di età del patentato:

  •     fino a 50 anni la patente ha una validità di 10 anni;
  •     tra i 51 e i 70 anni la licenza di guida ha una validità di 5 anni;
  •     tra i 71 e gli 80 anni la patente ha una validità di 3 anni;
  •     al superamento degli 80 anni la validità della licenza di guida scende a 2 anni.

Patente scaduta? Ecco come risparmiare sul rinnovo 1

Per rinnovare la licenza scaduta, a meno che non siano già trascorsi 3 anni, le scelte sono diverse – le abbiamo descritte nel dettaglio in questa utile guida. Brevemente, ci si può rivolgere ad una scuola guida, alla motorizzazione, ad una ASL oppure ad un’agenzia di pratiche auto, ma in ogni caso l’iter prevede una visita medica che attesti l’idoneità alla conduzione di un veicolo. Oltre ai documenti personali – carta d’identità, codice fiscale e patente in scadenza – dovranno essere presentate due fototessere e le ricevute relative ai pagamenti effettuati dal richiedente e previsti per il rinnovo della patente scaduta.

Come detto in precedenza, nel caso di licenza scaduta da tre anni, l’iter sarà molto più lungo e costoso, in quanto presupporrà anche i due esami, teorico e pratico, da sostenersi presso una scuola guida o alla Motorizzazione. 

Se ci si chiede, per il rinnovo della patente B, come risparmiare, e così per tutte le altre patenti, la risposta è: recandosi presso gli uffici competenti della ASL e della Motorizzazione. In questi due casi, infatti, il richiedente rinnovo deve sostenere le spese esclusivamente necessarie all’assolvimento delle pratiche, anche se deve preoccuparsi egli stesso di assolvere alle stesse.

Nel caso di rinnovo di patente già scaduta presso un’agenzia di pratiche auto, invece, i costi sono più alti, ma si ha la comodità di delegare tutto l’iter alla stessa agenzia, risparmiando così in termini di tempo da dedicare alla questione patente.

Pertanto, alla domanda “Per il rinnovo della patente, dove si risparmia?”, la risposta può essere duplice, in quanto si potrebbe spendere meno sia in termini di denaro, sia in termini di tempo. La scelta non resta a questo punto che al patentato stesso, al quale spetta decidere in base alla valutazione delle priorità. In base a quanto detto, prestare attenzione alla propria licenza di guida ha innumerevoli vantaggi, non solo relativi alla possibilità di guidare, ma anche a quella di risparmiare notevolmente sul rinnovo della patente scaduta

Tra le misure adottate per limitare i contagi il Ministero delle infrastrutte e dei trasporti ha deliberato la possibilità di svolgere gli esami per ottenere la patente di guida fino a un anno dopo l’accettazione dei documenti.

Per chi non potrà sostenere successivamente l’esame, la delibera prevede, inoltre, la proroga fino al 29 luglio 2021 della validità del foglio rosa per potersi esercitare nella guida.

Auto a metano: tutti i migliori modelli e le novità in arrivo nel 2022

Tutti i pro e contro delle auto a metano

L’acquisto di una nuova vettura spesso è legato alla necessità di cambiare il proprio veicolo per orientarsi su uno con consumi minori o che non abbia limiti alla circolazione, come per esempio quelli imposti sui veicoli a gasolio che sono sempre più soggetti a blocchi in diverse città italiane.

Una delle alimentazioni più apprezzate dagli italiani che riesce a soddisfare queste caratteristiche è quella a metano. I powertrain alimentati con questo gas naturale, infatti, offrono notevoli vantaggi non solo dal punto di vista della circolazione, con un impatto ambientale tendente allo zero, ma anche in termini di risparmio.

INDICE
 Auto a metano: le novità in arrivo nel 2022
 Auto a metano 2021: i modelli più venduti
 Qual è la migliore auto a metano per rapporto qualità prezzo?
 Le migliori auto a metano per marca
 Fiat a metano
 Volkswagen a metano
 Renault a metano
 Kia a metano
 Hyundai a metano
 Lancia a metano
 Skoda a metano
 Le migliori auto a metano usate

Con la spinta sempre più decisa verso l’elettrico e l’ibrido le Case stanno pian piano tralasciando l’offerta di modelli alimentati a metano. Poche sono le novità attese per il prossimo anno.

La novità più interessante riguarda senza dubbio la Volkswagen Polo: l’utilitaria tedesca somiglia sempre di più ad una piccola Golf. Lo stile è fortemente influenzato dalla regina del segmento C e gli interni sono davvero ricchi di tecnologia, anche se le plastiche lasciano a desiderare. Sotto il cofano è presente l’ottimo 1.0 TGI da 90 CV, abbinato ad un cambio manuale a 6 rapporti, brioso e scattante. 

Nonostante una crisi scaturita dalla pandemia globale, il settore riservato alle vetture a metano ha saputo reagire a dovere con un’offerta interessante e nei primi mesi del 2021 ha fatto segnare un +21% sullo stesso periodo del 2019. Vediamo la top 10 dei modelli più venduti. 

Posizione Marca Modello Immatricolazioni
1 Volkswagen Polo 2.878
2 Seat Arona 2.596 
3 Skoda Kamiq 1.779 
4 Fiat Panda 1.599 
5 Seat Ibiza 1.050 
6 Volkswagen  Up! 938 
7 Volkswagen  Golf 798 
8 Skoda Octavia 782 
9 Audi A3 663 
10 Skoda Scala 228 

Volkswagen Polo: nome storico, linee solide e senza fronzoli e soprattutto un motore 1.0 TGI in grado di assicurare un buon brio e consumi contenuti. Sono queste le caratteristiche che hanno consentito alla Polo di ottenere il primo posto nella classifica delle auto a metano più vendute nel 2021. I prezzi partono da 20.750 euro. 

Seat Arona: il SUV della Casa spagnola si caratterizza per un design molto ben eseguito, con linee tese e proporzioni azzeccate. La condivisione di componenti con le altre vetture del Gruppo VW ha portato in dote il 1.0 TGI da 90 CV con doppia alimentazione benzina – metano. Si parte da 20.500 euro. 

Skoda Kamiq: SUV dall’aspetto serioso ma al contempo elegante, la Kamiq condivide la piattaforma con la Volkswagen T Cross ma con dimensioni decisamente più importanti. Anche in questo caso la versione con doppia alimentazione benzina – metano presenta sotto il cofano il 1.0 G-Tec da 90 CV. Si parte da 23.890 euro. 

Fiat Panda: la terza generazione è stata di recente sottoposta a restyling e offre un ottimo 0.9 TwinAir da 80 CV prezioso alleato per tenere sotto controllo i costi di gestione. I prezzi partono da 17.650 euro. 

fiat panda metano usate
fiat panda metano usate

Seat Ibiza: nome storico per la Casa spagnola, la Ibiza continua ancora oggi ad essere apprezzata sia per il design che per il motore bifuel benzina – metano in grado di esprimere 90 CV e di dimostrarsi molto equilibrato. I prezzi partono da 18.000 euro. 

Volkswagen Up!: piccola, scattante e dal look intrigante, la Volkswagen Up! continua ancora oggi a riscuotere un discreto successo nonostante sia stata presentata sul mercato da parecchi anni. Il motore 1.0 offre 68 CV, mentre il prezzo di listino parte da 17.400 euro. 

Volkswagen Golf: l’ottava generazione della regina del segmento C si è rinnovata in modo netto sia negli esterni che negli interni, adesso quasi del tutto privi di tasti fisici. La versione a metano offre un interessante 1.5 TGI in grado di esprimere 131 CV. I prezzi partono da 31.000 euro. 

Skoda Octavia: berlina di rappresentanza dotata di un look sobrio ma perfettamente eseguito, la Octavia si dimostra una grande macinatrice di chilometri se dotata del motore 1.5 G-TEC che, in abbinata al cambio DSG, esprime 131 CV. Si parte da 29.850 euro. 

Audi A3: l’ultima generazione della berlina della Casa dei Quattro anelli si presenta con un look molto aggressivo che fa di tutto per non passare inosservato. Il 1.5 g-Tron abbinato al cambio S Tronic rappresenta una ottima scelta per tenere a bada i costi di gestione. I prezzi partono da 32.800 euro. 

Skoda Scala: altra vettura del Gruppo VW presente in classifica è la Skoda Scala. Basata sul medesimo pianale della Polo, si distingue dalla “cugina” per uno stile decisamente più personale ma sempre in linea con i canoni stilistici propri di Skoda. Immancabile sotto il cofano il 1.0 TGI da 90 CV. Prezzi da 23.100 euro. 

Ovviamente nella scelta di una auto a metano si deve tenere in considerazione un leggero sovrapprezzo rispetto ad un analogo modello a benzina. Vediamo alcuni dei modelli migliori nel rapporto qualità prezzo considerando anche il mercato dell’usato. 

Auto a metano con miglior rapporto qualità prezzo Prezzo
Fiat 500L da 7.800 € (usato)
Lancia Ypsilon 18.450 €
Seat Leon 26.050

Fiat 500L: ormai fuori produzione, la Fiat 500L è una delle auto a metano più interessanti se si guarda al mercato dell’usato. Lo spazio interno è davvero notevole, mentre sotto il cofano trova spazio il TwinAir da 84 CV e 0.9 litri. 

Lancia Ypsilon: ancora oggi una vera e propria best seller del suo segmento, la Lancia Ypsilon rappresenta un ottima scelta con la doppia alimentazione benzina – metano in grado di regalare brio grazie a 71 CV espressi dal bicilindrico TwinAir. 

Seat Leon: godere di tutta la qualità di una Golf ad un prezzo decisamente inferiore e con uno stile molto più convincente. La Seat Leon è forse la migliore scelta tra le auto alimentate a metano e offre brio e costi di gestione contenuti grazie al 1.5 TGI da 131 CV. 

Purtroppo non sono ormai molti i costruttori che hanno deciso di proseguire nella strada del metano. A farla da padrone sono le auto del Gruppo VW, mentre per le altre marche è spesso necessario guardare al mercato dell’usato. 

auto metano

auto metano

  • Fiat Panda 
  • Fiat Panda Cross 

Fiat Panda: la Casa italiana limita la propria offerta di auto a metano soltanto alla citycar. Sotto il cofano trova spazio il bicilindrico 0.9 TwinAir da 80 CV. I prezzi partono da 17.650 euro. 

Fiat Panda Cross: nella variante 4×4 la piccola Panda riesce a mettere in imbarazzo anche i fuoristrada più quotati riuscendo a raggiungere posti inarrivabili. Anche in questo caso sotto il cofano è presente il TwinAir da 80 CV. Si parte da 19.850 euro. 

  • Polo 
  • Up! 
  • Golf 
  • Golf Station 

Polo: utilitaria con aspirazioni da berlina di segmento C, la Polo è giunta alla sesta generazione rivoluzionando completamente il proprio look. Sotto il cofano trova spazio il 1.0 TGI da 90 CV. Prezzi da 20.750 euro. 

Up!: citycar per eccellenza, e diretta rivale della Panda, la Up! continua ancora oggi ad essere una delle vetture più apprezzate della Casa tedesca. L’alimentazione a metano mette a disposizione il 1.0 da 68 CV. Si parte da 17.400 euro. 

Golf: l’ottava generazione della vettura simbolo della Casa ha lasciato perplessi per lo stile degli esterni e per degli interni quasi del tutto privi di tasti fisici. Il 1.5 TGI a metano mette a disposizione 131 CV. I prezzi partono da 31.000 euro. 

Golf Station: variante station wagon della berlina, la Golf Station è la soluzione perfetta per chi ha necessità di un vano di carico ampio. Con il motore 1.5 TGI i costi di gestione restano sotto controllo. Si parte da 32.050 euro. 

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  • Clio 
  • Twingo Van 

Renault Clio: la Casa francese non propone più le motorizzazioni a metano nel listino del nuovo, ma sul mercato dell’usato si possono trovare offerte interessanti come la penultima generazione della Clio dotata del 1.2 da 75 CV con prezzi che si aggirano su 8.500 euro. 

Renault Twingo Van: veicolo commerciale dedicato a chi deve percorre parecchi chilometri la Twingo Van è la scelta migliore per tenere a bada i costi di gestione. Il 1.2 offre 74 CV, mentre i prezzi dell’usato si aggirano su cifre inferiori ai 5.000 euro. 

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Nuova Renault Clio 2020: prezzo, dimensioni e caratteristiche 10
Renault Clio

Anche la Casa coreana ha abbandonato le motorizzazioni a metano nel nuovo per concentrarsi sull’elettrificazione della gamma. Per chi volesse puntare ugualmente su bifuel benzina a metano è opportuno controllare gli annunci dell’usato dove spicca la Kia Carens dotata del 1.6 a prezzi inferiori a 2.000 euro. 

Kia Carens: esterni

L’unico modello Toyota a metano attualmente presente sul mercato è la Corolla Verso. Monovolume dallo stile arrotondato e quasi innocuo, la Toyota Corolla Verso è presente attualmente soltanto nel mercato dell’usato e con la motorizzazione 1.6 16V da 110 CV ed un prezzo di soli 1.400 euro si rivela un’ottima scelta tra le auto a metano. 

Toyota Corolla Cross: prezzo, dimensioni e caratteristiche 8

La Casa automobilistica boema che è stata acquistata completamente dal Gruppo Volkswagen nel 2000 offre a listino quattro diversi modelli dotati di alimentazione bi-fuel a benzina-metano:

  • Scala 
  • Kamiq 
  • Octavia 
  • Octavia Wagon

Scala: un look elegante e sobrio, come da tradizione della Casa, contraddistingue la berlina ceca. Con la motorizzazione 1.0 G-Tec da 90 CV sono garantiti brio e costi di gestione contenuti. Si parte da 23.100 euro. 

Kamiq: SUV di medie dimensioni che vuole giocare le sue carte in un segmento sempre più affollato, la Skoda Kamiq è uno dei pochi nel suo segmento a offrire la motorizzazione a metano con 90 CV di potenza. Prezzi da 23.890 euro. 

Octavia: berlina elegante e raffinata, ottima per chi vuole fare dell’undestatement il proprio marchio di fabbrica, la Skoda Octavia si rivela brillante anche con motorizzazione metano grazie al 1.5 G-TEC da 131 CV. I prezzi partono da 29.850 euro. 

Octavia Wagon: nonostante il mercato abbia messo un po’ all’angolo le station, la Casa ceca ha voluto proporre anche questa declinazione della Octavia che si caratterizza per un vano di carico da ben 1560 litri con il divanetto abbassato. Identica la motorizzazione a metano rispetto alla berlina, mentre i prezzi partono da 30.900 euro. 

Il mercato dell’usato rappresenta una interessante opportunità per chi vuole acquistare una auto a metano senza, però, avere a disposizione un budget importante. Vediamo alcuni dei modelli migliori presenti. 

Auto a metano usate Prezzo (da)
Opel Zefira 9.800
Mercedes Classe B 5.999
Fiat Doblò 4.000
Volkswagen Passat 11.200

Opel Zafira: la monovolume tedesca si distingue da tutte le altre per la presenza di ben 7 posti, di cui due ricavati nel bagagliaio. Una trovata utile per chi ha esigenze di trasporto importanti. Il motore 1.6 offre 150 CV così da regalare un bel brio al volante. 

Mercedes Classe B: monovolume raffinata che coniuga il solito, impeccabile, stile della Casa tedesca ad una capacità di carico e spaziosità interna da vertici della categoria. Il 2.0 litri eroga 115 CV e consente costi di gestione contenuti. 

Fiat Doblò: multispazio ideale per chi vuole una vettura adatta a mille usi, il Fiat Doblò si dimostra estremamente versatile grazie alle porte posteriori scorrevoli ed imbattibile nella motorizzazione a metano grazie al propulsore 1.6 da 103 CV.   

Volkswagen Passat: la station wagon tedesca si presenta con una linea rigorosa e piacevole ed uno spazio interno abbondante grazie all’ampia capacità di carico fornita dal bagagliaio. Il motore 1.4 eroga 150 CV, adeguati per la massa dell’auto. 

Cose da sapere

Quale auto a metano comprare?

Le 5 migliori auto a metano del 2021 secondo automobile.it sono: Volkswagen Polo (da € 20.750), Seat Arona (da €20.500), e, tra i modelli usati, Opel Zefira a partire da 9.800 €.

Meglio GPL o Metano?

Dipende dall’utilizzo che si dovrà fare della propria vettura. Le auto alimentate con questo gas naturale offrono notevoli vantaggi non solo dal punto di vista della circolazione, con un impatto ambientale tendente allo zero, ma anche in termini di risparmio.

Ci saranno nuove auto a metano nel 2022?

L’unica novità riguarda la Volkswagen Polo: l’utilitaria tedesca somiglia sempre di più ad una piccola Golf. Lo stile è fortemente influenzato dalla regina del segmento C e gli interni sono davvero ricchi di tecnologia, anche se le plastiche lasciano a desiderare. Sotto il cofano è presente l’ottimo 1.0 TGI da 90 CV, abbinato ad un cambio manuale a 6 rapporti, brioso e scattante.