App parcheggio: come trovare il posto auto e pagare dal telefono

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Chi ha un’automobile sa che il viaggio non finisce quando si arriva a destinazione, ma quando si trova parcheggio. Soprattutto nelle città più abitate, spesso si devono compiere giri infiniti degli isolati per trovare un posto che possa ospitare la propria vettura. Fortunatamente, l’avvento degli smartphone ha consentito di sviluppare delle soluzioni anche a questo problema: ad oggi esistono numerose applicazioni che permettono di trovare parcheggio (e pagarlo quando necessario), consultabili con estrema semplicità dal proprio telefono. Ecco una breve guida con le migliori app sul mercato.

INDICE
App per trovare parcheggio
App per pagare il parcheggio: EasyPark
App per pagare il parcheggio: myCicero
App per pagare il parcheggio: Phonzie
App per pagare il parcheggio: Telepass Pay
Altre app per pagare il parcheggio

Ci sono diverse applicazioni che permettono di cercare parcheggio per la propria auto ovunque ci si trovi, disponibili sia per dispositivi Android sia per quelli con sistema operativo iOS.

Tra le migliori segnaliamo Parkopedia, app tramite la quale è possibile trovare i parcheggi disponibili nelle vicinanze inserendo l’indirizzo o indicando la propria posizione. Tramite la selezione dei filtri è possibile scegliere tra posteggi in garage, all’aperto, custoditi e non. Inoltre, una volta scelto un parcheggio si possono ottenere le indicazioni stradali per raggiungerlo, informazioni sugli orari di apertura e, nel caso in cui si acquisti l’abbonamento premium, sulla disponibilità di posti liberi.

Altra app parcheggio auto da considerare è Park TAG. Anche questa consente di selezionare il parcheggio nella zona che si desidera e ottenere le indicazioni stradali. Ma tramite Park Tag è anche possibile condividere con gli altri utenti la situazione del posteggio in tempo reale, così da fornire un aggiornamento costante.

La maggior parte delle città sono ormai invase dalle strisce blu ed è quindi diventata un’impresa riuscire a posteggiare senza pagare la sosta. Ma servirsi delle apposite colonnine per il ticket può spesso rivelarsi più facile a dirsi che a farsi. Per fortuna, però, ci sono diverse app che rendono più facile il pagamento della sosta, sia per iOS che per Android.

Tra le migliori si segnala Easy Park. Questa applicazione, scaricabile gratuitamente, sarà sufficiente registrare un account al quale collegare il numero di targa della propria auto e selezionare un metodo di pagamento a scelta tra Visa, Mastercard e Paypal. Compiuta questa operazione sarà sufficiente selezionare il parcheggio in cui ci si trova e quanto si desidera sostare, pagando il ticket direttamente dal proprio telefono con una piccola commissione (che varia a seconda della città e del tempo di permanenza).

Inoltre, se la sosta dura meno di quanto inizialmente selezionato, verrà addebitato solamente l’importo corrispondente al tempo effettivo di permanenza del parcheggio e quel che resta potrà essere usato per pagare in un’altra occasione. Per farlo, una volta tornati al parcheggio in anticipo, bisogna ricordarsi di interrompere il timer. Allo stesso modo, in caso di necessità è possibile prolungare la sosta direttamente dall’applicazione, senza dover far ritorno alla propria auto.

Easy Park è attiva in 9 paesi europei e in migliaia di città italiane, rendendo facile gestire tutti i pagamenti dalla stessa applicazione in moltissime località diverse. L’app dispone anche di abbonamenti per privati e aziende, che permettono di non pagare le commissioni pagando un canone fisso: tutte le informazioni dettagliate a riguardo sono disponibili sul sito.

Un’altra famosa applicazione per il pagamento della sosta è My Cicero. Come EasyPark, l’app permette di pagare il parcheggio direttamente dal proprio telefono semplicemente creando un account con i dati dell’automobilista e del veicolo. La principale differenza con la precedente applicazione è che per pagare la sosta con myCicero bisogna prima ricaricare il proprio conto sull’app, da cui poi vengono scalati i pagamenti. Se si opta per l’addebito diretto sulla carta di credito, invece, salgono le commissioni.

In più, una volta creato il profilo myCicero, è possibile attivare o disattivare la sosta in diversi modi, oltre che dall’applicazione: con una chiamata gratuita, un sms o tramite il risponditore vocale. Infine l’applicazione, che funziona in centinaia di città italiane, permette in alcuni casi di acquistare biglietti dei trasporti pubblici, abbonamenti e permessi ZTL.

Un’altra applicazione consigliabile per pagare il parcheggio direttamente dal proprio smartphone è Phonzie. Anche in questo caso è possibile acquistare, oltre al ticket per la sosta, i biglietti dei trasporti pubblici delle località convenzionate.

Similmente a myCicero, per usare Phonzie è necessario creare un profilo legato al proprio veicolo e ricaricare il conto dell’applicazione, chiamato “borsellino”, da cui scalare l’importo dovuto per la sosta. Ma esiste anche una funzionalità piuttosto peculiare e interessante: tramite l’app è possibile condividere il proprio “borsellino” con chi si desidera, per esempio figli o partner, e attingere così in più persone allo stesso conto sull’applicazione.

Chi fosse cliente Telepass forse può essere interessato anche a un’altra app. Telepass Pay è un’applicazione che permette di pagare la sosta sulla strisce blu addebitando il costo direttamente sul proprio conto Telepass, senza bisogno di ricariche aggiuntive. Inoltre, se l’esercente è convenzionato, l’app permette anche di pagare il carburante, i taxi e il bollo auto.

Oltre alle applicazioni presentate fin qui ne esistono molte altre che, per quanto funzionali, non sono convenzionate con moltissime città e spesso possono essere usate solo nei centri abitati più grandi. Tra le tante ricordiamo:

  • ParkAppy: questa app permette di pagare i minuti effettivi della sosta in modo semplice e veloce con pagamento tramite carta di credito.
  • ParkMan: consente di cercare parcheggio e di pagare la sosta in pochi istanti, anche in questo caso pagando solo i minuti effettivi di stazionamento; è dotata anche di una funzione che permette di trovare il percorso per tornare al veicolo.
  • Tap&Park: anche questa applicazione permette sia di pagare la sosta effettiva (ottenendo un rimborso del tempo inutilizzato), sia di cercare un parcheggi; inoltre permette anche di confrontare le zone di sosta per cercare quelle più economiche.

 

Le 10 cose che devi assolutamente includere nel tuo kit invernale auto

Le 10 cose che devi assolutamente includere nel tuo kit invernale auto 3

Con l’arrivo dell’inverno è fondamentale per ogni automobilista preparare il proprio veicolo alle intemperie della stagione. È quindi utile avere sempre a bordo tutti gli strumenti che permettono di porre rimedio ai problemi o agli inconvenienti che si possono incontrare viaggiando con condizioni meteo ostili, come neve o ghiaccio. Per questo, abbiamo raccolto in questa piccola guida gli accessori che devi assolutamente includere nel tuo kit auto per l’inverno: scoprili nella nostra checklist.

INDICE
Telo antighiaccio
Raschietto
Antigelo universale
Detergente antighiaccio
Catene da neve
Pala pieghevole
Guanti e berretto
Torcia
Bandiera SOS
Kit pronto soccorso
Kit riparazione gomme

Ogni kit invernale per auto che si rispetti deve avere assolutamente un telo antighiaccio. Questo elemento si rivela fondamentale quando, non avendo un box auto, si è costretti a posteggiare la tua vettura all’aperto nei rigidi mesi invernali. Il telo non ti farà perdere tempo a raschiare via il ghiaccio dal parabrezza e ti consentirà di metterti subito in viaggio, anche in caso di neve o temperature particolarmente basse.

Un altro elemento essenziale da includere nel vostro kit invernale per auto è il raschietto per rimuovere il ghiaccio dai cristalli dell’auto. Il raschietto è infatti utile anche per chi possiede un telo antighiaccio, che spesso copre solo il parabrezza. Questo strumento vi permetterà, invece, di essere sempre in grado di rimuovere il ghiaccio accumulato sui vetri dell’auto, anche finestrini laterali e lunotto posteriore.

Il freddo clima invernale è il nemico di ogni auto. Per proteggere la tua vettura è quindi fondamentale includere nel kit auto per l’inverno un flacone di liquido antigelo così da tutelare l’efficienza del motore. Infatti, se i fluidi dell’auto si raffreddano troppo possono creare svariati problemi alle componenti meccaniche del veicolo, che risulteranno meno lubrificate (quindi più soggette all’usura) o potrebbero essere danneggiate dall’espansione del liquido congelato. Di norma, il liquido antigelo deve essere essere miscelato all’acqua del radiatore mediamente ogni 2-4 anni, ma si consiglia comunque di metterlo anche più spesso in caso di viaggi lunghi.

Quando le temperature invernali diventano decisamente rigide, è importante avere nel proprio kit invernale per auto un detergente antigelo per parabrezza in grado di pulire e rimuovere lo sporco efficacemente dal parabrezza della tua vettura senza il rischio che congeli. In alternativa, a un normale detergente per parabrezza si possono miscelare degli antigelo specifici, che impediscono il congelamento del liquido.

Specialmente nelle regioni più fredde è sempre bene portare con sé delle catene da neve, da applicare alle ruote motrici della propria vettura per migliorare la tenuta anche su strade ghiacciate o innevate. Se si ricorre alle catene da neve, è bene ricordarsi che quando queste sono montate si può viaggiare ad un massimo di 50 km/h.

Qualora la neve ti sorprendesse e ti facesse impantanare, toglierla a mani nude per liberare il veicolo potrebbe non essere praticabile. Per questo, nel tuo kit auto non può mancare una pala pieghevole, più comoda da trasportare e non occupa troppo spazio sul veicolo. Questo pratico accessorio ti consentirà di spalare la neve che blocca le ruote per permetterti di tornare rapidamente alla guida.

Sembra scontato, ma non sempre un kit invernale per auto contiene un paio di guanti ed un berretto. Questa accoppiata potrebbe rivelarsi salvifica in diverse situazioni: un malfunzionamento del riscaldamento, l’auto ferma a causa di un guasto, in attesa di soccorsi o per una riparazione fai da te. Tutte eventualità in cui ti aiuterà a non patire le rigide temperature invernali.

Altro elemento importante, ma spesso sottovalutato, è la presenza di una torcia nel tuo kit auto. Se, infatti, fosse necessario aprire il cofano della tua vettura nel cuore della notte per verificare la presenza di un eventuale guasto, la torcia si rivelerà un alleato prezioso per controllare minuziosamente tutte le componenti. A maggior ragione, dunque, questa diventa utile nelle brevi giornate invernali, quando la maggior parte delle persone si trova a dover viaggiare con il buio praticamente tutti i giorni.

Potrebbe non sembrare molto importante, ma la bandiera di SOS può preservare l’incolumità tua e degli altri utenti della strada, rivelandosi imprescindibile in ogni kit invernale per auto. Grazie a questo dispositivo potrai infatti segnalare la tua posizione agli altri automobilisti di passaggio, soprattutto in strade particolarmente isolate o con visibilità ridotta, comunicando così immediatamente la tua richiesta di aiuto e rendendo nota la tua posizione.

Un automobilista previdente deve prendersi cura non solo della propria auto, ma anche della sua incolumità. Ecco perché è importantissimo avere sempre con sé un kit di pronto soccorso per auto, specialmente in inverno, quando le strade ghiacciate e il meteo avverso rendono più pericolosa la guida. Sul web si trovano numerose opzioni adatte ad ogni tasca ed esigenza. Un kit di pronto soccorso per auto completo deve contenere cerotti per il trattamento di piccole ferite, bende, garze per il trattamento di ferite più estese o esposte, 1 coperta isotermica, fazzolettini umidi per la pulizia della pelle priva di ferite e, infine, guanti usa e getta.

Oltre ai 10 accessori specifici per l’inverno, un altro elemento che è sempre bene ricordare di portare con sè è il kit per la riparazione delle gomme. Infatti, le auto odierne sono spesso prive del ruotino di scorta e quando si fora una ruota è fondamentale ripristinare immediatamente il danno. I kit di riparazione gomme per auto attualmente in commercio contengono nella confezione sia il sigillante per coprire il buco, sia un compressore da collegare alla presa dell’accendisigari, per gonfiare nuovamente la gomma.

Come scegliere e montare il portasci per la propria auto?

Come scegliere il portasci per auto

Ogni appassionato di sport invernali che si rispetti sa che non si può far a meno di possedere un portasci per auto, in modo da poter viaggiare ovunque con il proprio fedele paio di sci o snowboard. Ma quale scegliere e come montarlo? Sono molteplici le soluzioni per trasportare in auto sci e tavole: portasci applicabili sulle barre al tetto, magnetici, da applicare sul portellone posteriore, sul gancio traino o sulla ruota di scorta. Qui una piccola guida per permettervi di scegliere il modello più adatto alle vostre esigenze.

INDICE
Portasci su barre preinstallate
Portasci magnetico
Portasci posteriore
Portasci sulla ruota di scorta
Il montaggio perfetto del portasci

Dopo aver montato sul tetto della propria auto le barre portatutto, ci sono diversi modelli di portasci che posso essere fissati sopra di esse. Normalmente questa soluzione consente di trasportare al massimo 6 paia di sci o 4 snowboard, ma il numero esatto dipende dalla vettura e dal portasci scelto.

Inoltre, se state pensando di acquistare un portasci per barre portatutto è utile considerare che, se lo spazio fra il tetto e le barre è minimo, allora è meglio acquistare un portasci rialzato. Al contrario, se il tetto dell’auto è piuttosto alto, è preferibile optare per un portasci con scivolo scorrevole.

Coloro che non possiedono le barre sul tetto possono scegliere un portasci che aderisce all’auto mediante magneti. Se è vero che il numero di sci o tavole che si possono trasportare con questo modello si ferma a due, è anche vero che un portasci magnetico garantisce un montaggio semplice e rapido.

Bisogna però tenere presente che non tutte le vettura possono essere allestite con portasci di questo tipo: dipende dal materiale di cui è fatto il tetto dell’auto. Infatti, non è possibile agganciare portasci magnetici sui tetti in alluminio, in fibra di vetro o i tetti con vetro panoramico. Da evitare l’uso di portasci magnetici anche sui tetti bombati e nervati, i quali non consentono un aggancio solido e completo sulla lamiera rendendo pericoloso il trasporto.

Come scegliere e montare il portasci per la propria auto?

Si tratta di portasci dotati di un solido aggancio sul portellone posteriore dell’auto. Questa soluzione risulta molto stabile e consente di avere gli sci subito a portata di mano. Inoltre, permette di trasportare sino a 4 snowboard oppure sino ad 8 paia di sci.

In alternativa, si può optare anche per dei portasci da applicare al gancio traino, sempre che la vostra vettura ne sia provvista. Esistono varie soluzioni in commercio, che permettono di trasportare fino a 6 paia di sci o 4 tavole.

Come fare se si desidera un portasci posteriore ma possiede un 4×4 con annessa ruota di sicurezza sul portello? Nessun problema: sono in commercio specifici portasci da fissare sulla ruota di scorta. Si tratta di una buona opzione, anche se possiede diverse limitazioni che riguardano la grandezza e la larghezza della ruota. Prima di acquistare un modello specifico sarà meglio valutare se il pneumatico è adatto ad accogliere un portasci.

Per montare un portasci sul tetto dell’auto, è innanzitutto indispensabile distinguere fra i modelli che si installano sulle barre dell’auto e quelli magnetici.

I modelli che si montano sulle barre fisse sono molto versatili e possono essere montati in fai da te, senza far ricorso ad un operatore specializzato. Essi sono spesso dotati di agganci con viti di fissaggio, che si accomodano allo spessore e alle distanze delle barre montate. Altrettanto semplici e veloci da montare sono i portasci magnetici, che letteralmente si agganciano magneticamente al tetto. Ad ogni modo, il miglior consiglio è quello di seguire attentamente le istruzioni fornite dal produttore del portasci acquistato.

 

Ovetto neonato auto: tutto quello da sapere

Come montare il seggiolino per bambini in auto

Il trasporto di bambini in macchina deve seguire regole scrupolose per tutelare la sicurezza e l’incolumità dei più piccoli. L’ovetto neonato è uno strumento utile a questo scopo. Scopriamo i modelli migliori e come scegliere e montare il seggiolino in auto in modo pratico e veloce.

INDICE
Seggiolino auto: regole e normativa
Dispositivo anti abbandono ovetto: gli obblighi previsti0
Seggiolino auto neonato: le tipologie
Il sistema ISOFIX
Ovetto in macchina con cinture di sicurezza
Seggiolino per auto: come sceglierlo in base all’età del bambino
Come mettere l’ovetto in macchina
Come montare l’ovetto con sistema ISOFIX
La posizione corretta del neonato nell’ovetto
Ovetto: fino a quanti mesi serve?

Per essere certi di acquistare un ovetto neonato omologato è fondamentale che su questo dispositivo sia riportato il codice ECE R44-03.R44-03. Questo indicherà la corretta omologazione dell’ovetto neonato. Inoltre, per utilizzalo anche in caso di viaggi all’estero, è fondamentale che sia presente l’ulteriore codice UN, che identifica l’ovetto neonato come universale.  

A partire dal 7 Novembre 2019 è obbligatorio l’utilizzo di un dispositivo che segnali la presenza in automobile del bambino per tutti i conducenti con passeggeri di età inferiore ai 4 anni. Questo dovrà essere in grado di attivarsi automaticamente senza che sia azionato dal conducente e deve dare un segnale di conferma al momento dell’avvenuta attivazioneIn caso di violazione e non adozione è prevista una multa da 81 a 326 euro, come succede nel caso di mancato utilizzo delle cinture di sicurezza. 

L’obbligo di utilizzo del seggiolino auto è previsto fino ai 12 anni o fino ai 150 cm di altezza. Andando nello specifico, fino ai 18 kg di peso del bambino si potranno usare i seggiolini, mentre oltre questo peso e fino ai 12 anni si potranno installare gli adattatori, dei piccoli sedili che permettono di sollevare il bambino e le cinture di sicurezza. 

Per agevolare l’installazione del seggiolino auto tutte le Case costruttrici dispongono sul divanetto posteriore il sistema ISOFIX. Per una corretta installazione sarà sufficiente appoggiare l’ovetto negli incastri dedicati ed  agganciarlo con un click. Solitamente un simbolo verde conferma il corretto inserimento del meccanismo. 

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Per fissare correttamente l’ovetto neonato in macchina si dovranno utilizzare le cinture di sicurezza posizionate nel divanetto posteriore. Una volta appoggiato l’ovetto sul sedile è possibile utilizzare una base da fermare con le cinture e su cui attaccare il seggiolino. Tuttavia  in commercio sono presenti anche modelli già pronti per l’uso che consentono di utilizzare l’ovetto in macchina senza base. 

In commercio sono presenti differenti tipologie di seggiolini auto suddivise in base alla categoria di omologazione. Fino a qualche hanno fa la suddivisione era determinata soltanto in funzione del peso dei bambini, mentre adesso, sulla scorta della nuova normativa, i seggiolini auto possono essere catalogati anche in funzione dell’altezza del bambino. Vediamo le varie categorie: 

Seggiolino Auto Gruppo 0 – Navicella
– È studiato per i bambini da 0 a 10 kg, più o meno fino a 9 mesi di età
– Deve essere installato obbligatoriamente anche sul sedile posteriore tramite un apposito kit di fissaggio

Seggiolino Auto Gruppo 0+ – Ovetto
– È studiato per bambini da 0 a 13 kg, fino a circa 15 mesi di età
– Va montato sul sedile posteriore in senso contrario alla marcia
– Prevede l’utilizzo di una Base Auto

Seggiolino Auto Gruppo 1 – Seggiolino
– È studiato per i bambini da 9 a 18 kg, fino a circa 5 anni di età
– Può essere fissato anche sul sedile anteriore, disattivando l’airbag

Seggiolino Auto Gruppo 2 – Seggiolino
– È studiato per i bambini da 15 a 25 kg, fino a circa 6 anni di età
– Sostiene il bambino nei punti corretti: sopra il bacino e sopra la spalla, senza correre rischi
– Può essere fissato sul sedile anteriore, disattivando l’airbag

Seggiolino Auto Gruppo 3 – Alzaposto
– È studiato per i bambini fino a 12 anni
– Serve per aumentare l’altezza del bambino e permettergli così di indossare la cintura di sicurezza
– Lo si può installare sul sedile anteriore, dopo aver disattivato l’airbag

L’installazione dell’ovetto neonato in macchina è più semplice di quanto si possa pensare. Sarà sufficiente far passare le cinture negli appositi punti di ancoraggio, davanti e dietro il seggiolino, e fare attenzione affinché queste rimangano ben tese. Per una corretta installazione è necessario ricordarsi come il seggiolino debba essere posizionato in senso contrario a quello di marcia. Se avete dubbi potete comunque controllare il manuale di istruzione fornito in dotazione con l’ovetto neonato. 

Per montare correttamente un ovetto neonato con sistema ISOFIX sarà sufficiente seguire questi passaggi:

  1. estrarre i connettori dalla base auto grazie all’apposita maniglia di regolazione e togliere i cappucci protettivi;
  2. posizionare la base Isofix con i connettori rivolti verso il sedile e spingere per farli agganciare sui supporti auto;
  3. estrarre e sistemare il piede d’appoggio in modo stabile;
  4. fissata la base, prendere la cintura di sicurezza e come per un qualsiasi ovetto, farla passare negli appositi spazi frontali e agganciarla al sedile;
  5. attaccare l’ovetto alla base e spingere finché una luce verde non ne conferma l’avvenuto aggancio;
  6. far passare la restante parte della cintura attorno all’ovetto fissandola nell’apposita guida e far ruotare il maniglione del seggiolino fino a farlo scattare. 

Oltre alla corretta installazione del seggiolino, è importante anche la posizione giusta del neonato all’interno dell’ovetto auto. Questo dovrà sempre essere poggiato sul sedile posteriore, possibilmente dietro al guidatore, ma va bene anche la posizione centrale, e la direzione deve essere quella opposta al senso di marcia perché in caso di urto si limita notevolmente il movimento della testa in avanti. 

A differenza del seggiolino auto, che può essere utilizzato fino al compimento dei 12 anni, l’ovetto neonato è omologato per essere utilizzato dalla nascita fino ai 15 mesi di età e per un peso che si aggira fino ai 13 kg. 

Cose da sapere

Come riconoscere un ovetto neonato omologato?

Per essere certi di acquistare un ovetto neonato omologato è fondamentale che su questo dispositivo sia riportato il codice ECE R44-03.R44-03. Questo indicherà la corretta omologazione dell’ovetto neonato. Inoltre, per utilizzalo anche in caso di viaggi all’estero, è fondamentale che sia presente l’ulteriore codice UN, che identifica l’ovetto neonato come universale.  

Qual è la normativa sui seggiolino anti abbandono?

A partire dal 7 Novembre 2019 è obbligatorio l’utilizzo di un dispositivo che segnali la presenza in automobile del bambino per tutti i conducenti con passeggeri di età inferiore ai 4 anni. Questo dovrà essere in grado di attivarsi automaticamente senza che sia azionato dal conducente e deve dare un segnale di conferma al momento dell’avvenuta attivazione

Cos’è il sistema ISOFIX?

Per agevolare l’installazione del seggiolino auto tutte le Case costruttrici dispongono sul divanetto posteriore il sistema ISOFIX. Per una corretta installazione sarà sufficiente appoggiare l’ovetto negli incastri dedicati ed  agganciarlo con un click. Solitamente un simbolo verde conferma il corretto inserimento del meccanismo. 

Come mettere l’ovetto in macchina?

Sarà sufficiente far passare le cinture negli appositi punti di ancoraggio, davanti e dietro il seggiolino, e fare attenzione affinché queste rimangano ben tese. Per una corretta installazione è necessario ricordarsi come il seggiolino debba essere posizionato in senso contrario a quello di marcia. Se avete dubbi potete comunque controllare il manuale di istruzione fornito in dotazione con l’ovetto neonato. 

Quanto costa il Telepass e come si richiede: la guida

Quanto costa il Telepass e come funziona

Quando si è costretti a viaggiare quotidianamente in autostrada una delle maggiori preoccupazioni è rappresentata dalle file ai caselli. Utilizzando il Telepass, invece, si può transitare senza attese risparmiando tempo a fronte di un canone mensile irrisorio. 

INDICE
Cos’è il Telepass
Come funziona il Telepass
Telepass: costi
Costo Telepass Family
Telepass Pay costi
Come richiedere il Telepass
Punto Blu Telepass
Richiesta Telepass online
Punto Blu Telepass
Telepass Poste Italiane
Telepass senza conto corrente
Attivazione Telepass
Dove posizionare il Telepass

Con la definizione di Telepass si intende un sistema di riscossione automatica del pedaggio autostradale presente in tutti i caselli autostradali d’Italia. Il dispositivo ha la forma di una scatolina di colore grigio e non appena l’auto passa nella corsia riservata un impianto ottico riconosce il veicolo e manda un segnale che viene captato dal trasponder facendo così alzare la sbarra e consentendo il transito. 

Il funzionamento del Telepass è semplice. Grazie al transponder il Telepass comunica via radio con le varie antenne in tre passaggi: il primo registra l’avvicinamento del veicolo al casello autostradale, e lo prepara alla transazione, il secondo rileva il veicolo, attiva la transazione e fa alzare la sbarra ed il terzo registra l’avvenuto passaggio e pagamento e chiude la sbarra. 

Utilizzare il Telepass si rivela davvero conveniente anche per via dei costi mensili decisamente ridotti. Il canone di abbonamento, infatti, è pari a soli 1,26 euro al mese e la fattura viene inviata con cadenza trimestrale. Ovviamente al costo del canone debbono essere aggiunti i costi dei pedaggi e dei vari servizi come parcheggi, Area C e traghetti. 

Se si vuole utilizzare il Telepass su due vetture differenti si può richiedere il contratto Telepass family. Il costo è sempre di 1.26 euro mensili in formula trimestrale, ma se si supera il tetto massimo di 258.23 euro il pagamento diventa mensile con aggiunta di una quota associativa pari a 3.72 euro. 

Altra offerta molto vantaggiosa è rappresentata dal Telepass Pay. Sottoscrivendo questo contratto con un  canone mensile di 2,5 euro si avrà anche la possibilità di pagare sosta nelle strisce blu, il taxi e il carburante utilizzando un’app dedicata.  

Può sembrare un’operazione complicata quella relativa alla richiesta del Telepass, ma in realtà questa può essere effettuata in numerosi modi: online, alla posta, presso un Punto Blu o anche in banca. 

La via più tradizionale per richiedere il Telepass è quella di recarsi personalmente presso un Punto Blu. In questi sportelli dedicati si potrà sottoscrivere il contratto e, dopo aver indicato il conto corrente dove addebitare gli importi, si riceverà immediatamente il dispositivo Telepass. 

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Se non si ha voglia o tempo per recarsi presso un Punto Blu si potrà richiedere il Telepass online semplicemente collegandosi al sito www.telepass.it. Completata la registrazione si dovrà poi fornire il numero di targa della vettura sulla quale verrà utilizzato il dispositivo, l’IBAN del proprio conto corrente, la fotocopia di un documento di identità ed inviare il contratto firmato. Per il pagamento degli importi si potrà decidere di canalizzare la spesa sul proprio conto oppure utilizzare la carta di credito. 

Altra possibilità per richiedere il Telepass è quella di recarsi presso un ufficio postale, ma è bene sottolineare che la richiesta potrà essere effettuata soltanto da chi è titolare di un Conto Banco Posta. Questa, infatti, è condizione necessaria per richiedere l’addebito dei costi direttamente sul proprio conto corrente. Anche in questo caso, una volta compilati tutti i documenti e sottoscritto il contratto verrà consegnato il Telepass e si potrà utilizzare il dispositivo da subito. 

Se non si vuole associare il Telepass ad un conto corrente, ma si vuole ugualmente usufruire della comodità del dispositivo, si potrà acquistare il Telepass ricaricabile al prezzo di 49,90 euroIl Telepass ricaricabile non prevede alcun canone e non richiede conto corrente perché il pagamento avviene in modo e automatico scalando l’importo del pedaggio del credito disponibile. 

Nel momento in cui si è sottoscritto il contratto, indicato l’IBAN del proprio conto corrente ed indicato il numero di targa da associare al dispositivo il Telepass è immediatamente pronto per essere utilizzato e non si dovrà attendere un secondo di più. 

Per un corretto funzionamento del dispositivo, ed evitare che la sbarra del casello non si alzi durante il transito, è sempre opportuno posizionare il Telepass in alto nel parabrezza in posizione centrale sfruttando l’adesivo con velcro fornito in dotazione al momento del ritiro del Telepass. 

Cose da sapere

Cos’è il Telepass?

Il Telepass è un sistema di riscossione automatica del pedaggio autostradale presente in tutti i caselli autostradali d’Italia. Il dispositivo ha la forma di una scatolina di colore grigio e non appena l’auto passa nella corsia riservata un impianto ottico riconosce il veicolo e manda un segnale che viene captato dal trasponder facendo così alzare la sbarra e consentendo il transito. 

Come funziona il Telepass?

 Grazie al transponder il Telepass comunica via radio con le varie antenne in tre passaggi: il primo registra l’avvicinamento del veicolo al casello autostradale, e lo prepara alla transazione, il secondo rileva il veicolo, attiva la transazione e fa alzare la sbarra ed il terzo registra l’avvenuto passaggio e pagamento e chiude la sbarra. 

Quanto costa il Telepass?

 Il canone di abbonamento Telepass è pari a soli 1,26 euro al mese e la fattura viene inviata con cadenza trimestrale. Ovviamente al costo del canone debbono essere aggiunti i costi dei pedaggi e dei vari servizi come parcheggi, Area C e traghetti. 

Come si richiede il Telepass?

Il Telepass può essere richiesto in diversi modi: online, alla posta, presso un Punto Blu o anche in banca. 

Dove posizionare il Telepass in auto?

Per un corretto funzionamento del dispositivo, ed evitare che la sbarra del casello non si alzi durante il transito, è sempre opportuno posizionare il Telepass in alto nel parabrezza in posizione centrale sfruttando l’adesivo con velcro fornito in dotazione al momento del ritiro del Telepass. 

Spoiler auto: cos’è e a cosa serve e come funziona

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Bastano pochi elementi per rendere più aggressivo il design di una vettura. Lo spoiler auto è un accessorio che oltre ad enfatizzare il carattere sportivo di una macchina, contribuisce in maniera determinante all’efficienza aerodinamica.

INDICE
Cos’è lo spoiler auto
Come è fatto e come funziona l’alettone auto
Alettone auto universale e tuning auto
Spoiler posteriore e spoiler anteriore auto: le differenze
Mini spoiler auto
Macchine con spoiler: esempi in commercio

Per rendere più affilato e cattivo il look di una vettura i designer utilizzano spesso lo spoiler auto. Con questo termine si intende sia il classico alettone posizionato nella zona posteriore della vettura, che il “labbro” piazzato in quella anteriore.

Qualora la vettura sia a tre volumi, lo spoiler auto verrà piazzato sulla coda, mentre in caso di due volumi questo sarà posizionato alla sommità del lunotto posteriore.

La funzione dello spoiler auto è quella di aumentare la portanza aerodinamica della vettura compromettendo leggermente il coefficiente di penetrazione complessivo così da garantire una maggiore aderenza in curva alle alte velocità.

Non esiste un unico modello di spoiler auto ma, nella maggior parte dei casi, questo è dotato di paratie laterali la cui funzione è quella di indirizzare correttamente il flusso d’aria e ridurre i vortici d’estremità.

Lo spoiler auto viene fissato alla vettura tramite supporti che hanno anche la funzione di reggere il carico aerodinamico supplementare che investe il componente. Se questo è installato nella parte superiore del lunotto, nella maggior parte dei casi, avrà un design omogeneo con il portellone e sarà privo di supporti.

Nell’ultimo decennio anche nel nostro Paese è esplosa la moda del tuning. Prendere una vettura di serie ed elaborarla, sia esteticamente che meccanicamente, sino a renderla del tutto differente da un modello di produzione ha alimentato un mercato parallelo che può contare su numerose industrie.

In questo caso un elemento fondamentale per il tuning è l’alettone auto universale posizionato nella zona posteriore della vettura che oltre ad avere funzioni aerodinamiche contribuisce ad incattivire e rendere più aggressivo il look dell’auto.

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Come abbiamo visto in precedenza, quando si parla di spoiler auto si intende non solo il classico alettone posteriore, ma anche il profilo posizionato nella zona anteriore della vettura.

In quest’ultimo caso sarà presente un “labbro” che sporgerà dalla zona sottostante il paraurti la cui funzione principale è quella di tenere ancora più incollato al terreno l’avantreno. Con lo spoiler posteriore, invece, si intendono sia i classici alettoni posizionati sulla coda che i profili piazzati sui montanti la cui funzione è quella di aumentare la deportanza del retrotreno alle alte velocità.

Oltre ai classici alettoni dalle dimensioni importanti, in commercio sono presenti pure mini spoiler auto decisamente più discreti. Questi sono caratterizzati da misure ridotte così da non apparire eccessivi una volta installati sulla vettura, ma conferiscono ugualmente un tocco di sportività in più all’auto.

I costruttori hanno capito che esiste una buona fetta di mercato attratta da vetture sportive già dotate di spoiler. Vediamo alcune delle protagoniste più intriganti.

Ford Fiesta ST: la compatta dell’Ovale Blu riesce ad unire le grandi performance del motore Ecoboost da 200 CV ad un telaio apprezzato dalla stampa internazionale per l’ottimo feeling di guida. Lo spoiler posteriore ha un design discreto e svolge un ruolo fondamentale per tenere a terra il retrotreno. 33.000 euro è il prezzo di partenza.

Porsche 911: un classico senza tempo ed un punto di riferimento tra le supercar. La Porsche 911 ha mantenuto inalterata la sua linea nel corso degli anni, ma per tenere a bada i 510 CV della versione GT3 i tecnici tedeschi hanno deciso di adottare uno spoiler esagerato e molto aggressivo.

Lamborghini Aventador: design brutale, così come la sua potenza, la Aventador rappresenta la massima espressione della tecnologia della Casa emiliana. Per tenere sotto controllo la potenza dei 770 CV i tecnici hanno studiato accuratamente l’aerodinamica non solo del sottoscocca ma anche della zona superiore adottando un alettone posteriore immenso e collegato alla vettura anche tramite una deriva centrale.

Pagani Huayra: nel campo delle hypercar la creatura di San Cesario si caratterizza per quattro alettoni mobili controllati elettronicamente. In base all’angolo di sterzo i flap si alzano e si abbassano autonomamente così da aumentare la deportanza senza sporcare lo splendido design.

Cose da sapere

Cos’è lo spoiler auto?

Con questo termine si intende sia il classico alettone posizionato nella zona posteriore della vettura, che il “labbro” piazzato in quella anteriore. Qualora la vettura sia a tre volumi, lo spoiler auto verrà piazzato sulla coda, mentre in caso di due volumi questo sarà posizionato alla sommità del lunotto posteriore.

A cosa serve lo spoiler auto?

La funzione dello spoiler auto è quella di aumentare la portanza aerodinamica della vettura compromettendo leggermente il coefficiente di penetrazione complessivo così da garantire una maggiore aderenza in curva alle alte velocità.

Cos’è il tuning auto?

Il tuning auto consiste nel prendere una vettura di serie ed elaborarla, sia esteticamente che meccanicamente, sino a renderla del tutto differente da un modello di produzione. In questo caso un elemento fondamentale per il tuning è l’alettone auto universale posizionato nella zona posteriore della vettura.

Qual è la differenza tra spoiler anteriore e posteriore?

Lo spoiler anteriore è un “labbro” che sporge dalla zona sottostante il paraurti la cui funzione principale è quella di tenere ancora più incollato al terreno l’avantreno. Con lo spoiler posteriore, invece, si intendono sia i classici alettoni posizionati sulla coda che i profili piazzati sui montanti la cui funzione è quella di aumentare la deportanza del retrotreno alle alte velocità.

Cos’è il mini spoiler?

Oltre ai classici alettoni dalle dimensioni importanti, in commercio sono presenti pure mini spoiler auto decisamente più discreti. Questi sono caratterizzati da misure ridotte così da non apparire eccessivi una volta installati sulla vettura, ma conferiscono ugualmente un tocco di sportività in più all’auto.

App navigatore: le migliori per Android e iPhone

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Perdersi mentre si è alla guida sembra ormai essere diventato impossibile. Grazie alla diffusione degli smartphone, infatti, è possibile consultare in tempo reale le app navigatore per trovare immediatamente la direzione corretta. Scopriamo in questa guida le migliori app presenti sia per iPhone che per Android.

INDICE
App navigatore: le più diffuse
Le migliori app navigatore per Android
App navigatore iPhone
Navigatore online e offline: le differenze
App navigatore satellitare gratis

Utilizzare il proprio smartphone come navigatore mentre si è alla guida è diventata ormai una prassi. Sia collegando il telefono al sistema di infotainment, che posizionando lo smartphone a centro plancia, è possibile ottenere in tempo reale informazioni sul percorso da seguire.

Sono molteplici le app di navigazione presenti negli store. La più conosciuta è senza dubbio Waze, che si basa sulla condivisione delle informazioni da parte degli utilizzatori così da poter scegliere sempre il percorso più veloce, ma anche ViaMichelin che si caratterizza per la possibilità di pianificare l’itinerario personalizzando il tragitto. Tra le più diffuse, poi, non può non essere nominata Tom Tom Go che, a differenza, delle prime due, richiede la sottoscrizione di un abbonamento.

Chi ha tra le proprie mani uno smartphone Android può contare su una numerosa scelta di app navigatore. Scopriamo le migliori.

  • Google Maps
  • Here We Go
  • Maps.me
  • Sygic

Google Maps: vero e proprio punto di riferimento per tutti i sistemi Android, Google Maps consente di usufruire di mappe sempre aggiornate, di poter utilizzare lo Street View e di godere di sistema di ricalcolo percorso molto preciso oltre che ad una costanza segnalazione degli autovelox.

Here We Go: la particolarità di questa app è data dal suo funzionamento anche offline. Le mappe sono molto precise, con dettagli 3D sui monumenti più famosi e indicazioni sui nuovi sensi unici o divieti.

Maps.me: forse la meno conosciuta ma non per questo una app navigatore di livello inferiore rispetto alle precedenti, Maps.me offre mappe gratuite, dettagliate e interamente offline con navigazione turn-by-turn, aggiornate ogni giorno da milioni di utenti.

Sygic: è una delle app “storiche” presenti sullo store e sfrutta le stesse mappe di TomTom integrando alcune funzionalità come la condivisione del tragitto e del percorso sui social o sulle chat più famose, navigazione tramite comandi vocali, radar attivo su traffico ed incidenti oltre agli avvisi sonori in caso di superamento dei limiti di velocità.

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Sebbene molte app presenti per Android siano disponibili anche per iPhone, per i telefonini della Mela esistono anche navigatori specifici.

  • Guru Maps Pro
  • NavMii GPS
  • Apple Maps

Guru Maps Pro: fornisce le mappe offline sia su iPhone che su iPad. Le mappe sono molto dettagliate e precise, ma per scaricare il programma è necessario pagare al momento del download per poi godere di tutte le funzioni senza dover effettuare successivamente altri pagamenti.

NavMii GPS: totalmente gratuita, questa app ha un funzionamento simile a Waze visto che offre indicazioni precise e dettagliate su traffico e punti d’attenzione anche grazie alle segnalazioni degli altri utenti. Punto a favore è la possibilità di scaricare le mappe così da utilizzare l’app anche senza connessione dati.

Apple Maps: la risposta di Apple a Google Maps è stata aggiornata ed include adesso, oltre che alle ovvie funzioni di navigazione, anche gli avvisi per la segnalazione di autovelox, incidenti, pericoli e altre informazioni utili volte a rendere più completa e pratica l’esperienza di utilizzo.

Quelle che abbiamo elencato in precedenza sono alcune delle migliori app di navigazione presenti sugli store ed alcune possono essere consultate anche offline. Cosa significa? Semplice. Sarà sufficiente scaricare la mappa sul proprio telefono e poter utilizzare il navigatore anche in assenza di connessione internet utilizzando il segnale GPS dello smartphone.

La maggior parte delle app di cui abbiamo parlato sono scaricabili in maniera assolutamente gratuita. Google Maps e Waze, solo per citare due tra le più diffuse, non richiedono alcuna spesa al momento in cui si installano sul proprio telefono, mentre altre come Tom Tom Go richiedono il pagamento di un canone, mensile o annuale, che senza dubbio tiene alla larga una nutrita fetta di pubblico.

Cose da sapere

Quali sono le migliori app navigatore per Android?

Chi ha tra le proprie mani uno smartphone Android può contare su una numerosa scelta di app navigatore. Scopriamo le migliori: Google Maps, Here We Go, Maps.me e Sygic.

Quali sono le migliori app navigatore per iPhone?

Sebbene molte app presenti per Android siano disponibili anche per iPhone, per i telefonini della Mela esistono anche navigatori specifici, come: Guru Maps Pro, NavMii GPS e Apple Maps.

Ci sono app navigatore gratuite?

La maggior parte delle app navigatore sono scaricabili in maniera assolutamente gratuita. Google Maps e Waze, solo per citare due tra le più diffuse, non richiedono alcuna spesa al momento in cui si installano sul proprio telefono, mentre altre come Tom Tom Go richiedono il pagamento di un canone, mensile o annuale.

Portapacchi auto: prezzi, caratteristiche e consigli

Portapacchi auto: caratteristiche e prezzi

Riuscire ad aumentare la capacità di carico di una vettura è una esigenza molto sentita per chi deve affrontare lunghi viaggi con la famiglia a bordo. Per questo motivo è importante scegliere il portapacchi auto più adatto alle proprie esigenze.

INDICE
 Portapacchi per auto: le tipologie
 Box portapacchi auto
 Baule portapacchi auto
 Portapacchi posteriore auto
 Portapacchi tetto auto
 Portapacchi auto universale
 Barre portapacchi auto
 Portapacchi per auto: prezzi
 Portapacchi per auto usato
 Montare il portapacchi auto
 Come caricare il portapacchi auto

In commercio sono differenti tipologie di portapacchi auto, alcuni anche estremamente specifici come i portasci o i portabici, ma chi ha bisogno di ampliare notevolmente la capacità di carico è solito scegliere tra le barre portapacchi e i box. Vediamo nel dettaglio differenze e specificità.

Quando si parla di box portapacchi si intende un contenitore di differenti forme in grado di contenere una capienza da 300 a 500 litri. I box portapacchi sono impermeabili ed in commercio sono presenti differenti tipologie di prezzo dotate di sistemi di chiusura a prova di furto.

Altra definizione con la quale vengono identificati i box portapacchi è quella di baule. Le differenze sono solamente linguistiche perché sostanzialmente gli accessori sono identici e devono essere fissati sfruttano le barre portapacchi poste sul tetto della vettura.

Una valida alternativa al portapacchi da fissare al tetto della vettura è data dal portapacchi posteriore. Questo viene fissato al retro dell’auto e nella maggior parte dei casi è utilizzato per il trasporto delle biciclette. Punto a sfavore di questo dispositivo è quello di ridurre sensibilmente la visibilità posteriore.

In commercio sono presenti numerose tipologie di portapacchi auto da applicare al tetto. Queste consentono di aumentare la capacità di carico a fronte di un peggioramento del coefficiente di penetrazione aerodinamico e, di conseguenza, dei consumi.

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Se si vuole risparmiare sul prezzo di acquisto è possibile optare per portapacchi universali, delle valide alternative ai dispositivi griffati dalle Case automobilistiche. Online sono presenti numerosi modelli con prezzi decisamente abbordabili che partono da poco più di 40 euro sino a 100 euro.

Per capire quali barre portapacchi auto scegliere tra le numerose opzioni presenti in commercio è opportuno valutare la tipologia di tetto della propria vettura, così da capire se siano presenti o meno elementi come i railing, e cosa si debba trasportare. Da valutare, inoltre, anche il carico massimo trasportabile solitamente indicato nel libretto di istruzioni.

Spulciando le offerte presenti sul web si può notare come i prezzi per i portapacchi auto siano vari ed adatti a tutte le tasche. Se per le barre portapacchi la spesa richiesta è davvero irrisoria, ed in media si aggira sui 50 euro, per i box portapacchi è necessario mettere in conto cifre più importanti solitamente sui 300 euro.

Se si vuole risparmiare è possibile acquistare un portapacchi auto usato. Sono numerosi i siti web dove è possibile trovare questi dispositivi di seconda mano a prezzi davvero convenienti. La raccomandazione è sempre quella di verificare che il portapacchi sia applicabile sul vostro modello di vettura.

Prima di procedere al montaggio del portapacchi auto è fondamentale calcolare la larghezza e la lunghezza totale del tettuccio per evitare che le barre sporgano e si rivelino pericolose per la sicurezza. Sono possibili due modalità di montaggio del portapacchi auto: diretto sul tetto, consentito a quelle auto che già dispongono delle barre portatutto di serie, oppure indiretto attraverso la prima installazione delle barre o traverse e solo successivamente del portapacchi auto, tenuto in posizione da specifiche morse gommate. Ricordate, infine, di rispettare sempre il carico massimo consentito.

Il portapacchi deve essere caricato con attenzione in modo da evitare la possibile caduta degli oggetti riposti e non deve impedire o ridurre la visibilità del conducente né mascherare la fanaleria della macchina e la targa identificativa. Infine il carico non deve sporgere in senso longitudinale dalla parte anteriore della macchina, mentre può sporgere da quella posteriore, ma solo fino ai tre decimi della lunghezza complessiva della vettura.

Cose da sapere

Quali sono le tipologie di portapacchi auto?

In commercio sono differenti tipologie di portapacchi auto, alcuni anche estremamente specifici come i portasci o i portabici, ma chi ha bisogno di ampliare notevolmente la capacità di carico è solito scegliere tra le barre portapacchi e i box, un contenitore di differenti forme in grado di contenere una capienza da 300 a 500 litri.

Qual è la differenza tra un portapacchi da tetto e uno posteriore?

Il portapacchi da tetto consente di aumentare la capacità di carico a fronte di un peggioramento del coefficiente di penetrazione aerodinamico e dei consumi.  Un’alternativa al portapacchi  è il portapacchi posteriore, nella maggior parte dei casi è utilizzato per il trasporto delle biciclette. Punto a sfavore di questo dispositivo è quello di ridurre sensibilmente la visibilità posteriore.

Come scegliere le barre portapacchi?

Per capire quali barre portapacchi auto scegliere è opportuno valutare la tipologia di tetto della propria vettura, così da capire se siano presenti o meno elementi come i railing, e cosa si debba trasportare. Da valutare, inoltre, anche il carico massimo trasportabile solitamente indicato nel libretto di istruzioni.

Quanto costa un portapacchi auto?

Spulciando le offerte presenti sul web si può notare come i prezzi per i portapacchi auto siano vari ed adatti a tutte le tasche, per i box portapacchi è necessario mettere in conto cifre sui 300 euro. Se si vuole risparmiare è possibile acquistare un portapacchi auto usato.

Come si monta un portapacchi auto?

Sono possibili due modalità di montaggio del portapacchi auto: diretto sul tetto, consentito a quelle auto che già dispongono delle barre portatutto di serie, oppure indiretto attraverso la prima installazione delle barre o traverse e solo successivamente del portapacchi auto, tenuto in posizione da specifiche morse gommate

Come trasportare il cane in auto: regole e accessori

Come trasportare il cane in auto? Ecco cosa dice la legge

Chi ama gli animali sa quanto è difficile separarsene quando si deve affrontare un lungo viaggio, ma per fortuna il nostro Codice della Strada consente la possibilità di trasportare il cane in auto purché vengano rispettate delle regole in modo scrupoloso così da tutelare l’incolumità sia dell’amico a quattro zampe che del conducente.

INDICE
Norme per il trasporto dei cani in auto
Rete auto per cani
Divisorio auto per cani
Cinture di sicurezza per cani
Trasportino da auto per cani

A regolamentare e consentire il trasporto dei cani in auto è l’articolo 169 del Codice della Strada ai sensi del quale “È vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore a uno, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete o altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.”.

L’articolo, quindi consente di trasportare il cane in auto, anche più di uno, purché l’animale domestico sia circoscritto alla parte posteriore della vettura così da non creare pericolo durante la marcia.

Il nostro Codice della Strada non specifica quali strumenti adottare per consentire di trasportare il cane in auto in sicurezza, ma in commercio esistono numerose tipologie di accessori dedicati al trasporto degli animali domestici.

Tra questi spicca la rete divisoria. Questa è realizzata in nylon elastico a maglia larga e va applicata nella zona del bagagliaio. Con la rete divisoria non si sacrifica nemmeno un centimetro della capacità di carico e non è necessario effettuare modifiche alla vettura dato che questa si applica senza alcuna fatica.

Un altro accessorio che consente di trasportare il cane in auto rispettando il dettato del Codice della Strada è il divisorio regolabile. Così come per la rete indicata in precedenza, anche questo viene posizionato nel bagagliaio dell’auto, ma a differenza della prima è realizzato in materiale rigido. Per garantire una tutela assoluta al vostro amico a 4 zampe è sempre preferibile legarlo con una cintura di sicurezza dedicata.

Se le prime due soluzioni consentono di trasportare il cane in auto rispettando le regole previste dall’articolo 169 del Codice della Strada, è pur vero che per garantire al proprio animale domestico una sicurezza maggiore è sempre preferibile acquistare le cinture di sicurezza per cani. Queste vanno attaccate alla cintura di sicurezza posteriore a tre punti e sono dotate di una pettorina che consentirà al cane di non soffrire alcuno sfregamento ed impedirà all’animale domestico di passare nella zona anteriore dell’abitacolo.

Se non si vuole acquistare una rete o un divisorio, oppure non si vuole legare il cane con le cintura di sicurezza dedicate, è possibile trasportare il proprio animale domestico in auto tramite il trasportino. Grazie a questa soluzione il cane viaggerà più serenamente perché non avrà la visione del paesaggio in movimento, ma per evitare che il trasportino possa muoversi dovrà essere fissato saldamente alla vettura così da garantire la massima sicurezza per il vostro amico a 4 zampe.

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Cose da sapere

Si possono trasportare i cani in auto?

L’articolo 169 del Codice della Strada consente di trasportare il cane in auto, anche più di uno, purché l’animale domestico sia circoscritto alla parte posteriore della vettura così da non creare pericolo durante la marcia.

Come si utilizza la rete auto per cani?

La rete auto per cani è realizzata in nylon elastico a maglia larga e va applicata nella zona del bagagliaio. Con la rete divisoria non si sacrifica nemmeno un centimetro della capacità di carico e non è necessario effettuare modifiche alla vettura dato che questa si applica senza alcuna fatica.

Come si usa il divisorio auto per cani?

Il divisorio auto per cani è un accessorio realizzato con materiale rigido che si posiziona nel bagagliaio dell’auto. Per garantire una tutela assoluta al vostro amico a 4 zampe è sempre preferibile legarlo con una cintura di sicurezza dedicata.

Come funzionano le cinture di sicurezza per cani?

Le cinture di sicurezza per cani vanno attaccate alla cintura di sicurezza posteriore a tre punti e sono dotate di una pettorina che consentirà al cane di non soffrire alcuno sfregamento ed impedirà all’animale domestico di passare nella zona anteriore dell’abitacolo.

Portabici auto: tipologie e montaggio

Il portabici per auto: quale scegliere e come montarlo

Affrontare percorsi immersi nella natura in sella ad una bicicletta è una delle attività preferite da migliaia di italiani, ma per molti di questi sarebbe impossibile raggiungere queste mete senza avere la possibilità di trasportare il proprio mezzo a due ruote su un portabici per auto. In commercio ne esistono di differenti tipologie in grado di assecondare ogni esigenza ed ogni fascia di prezzo.

 INDICE
 Portabici auto posteriore
 Portabici auto tetto
 Il gancio traino
 Prezzi portabici auto/a>
 Come montare il portabici auto

Uno dei modelli più comuni di portabici auto è quello posteriore che viene fissato direttamente sul portellone della vettura e rimane stabile grazie ad una serie di ganci che si inseriscono nelle fessure dello stesso. Con questa tipologia di portabici auto è possibile trasportare sino a 3 biciclette contemporaneamente e grazie alle cinghie fornite in dotazione le due ruote saranno agganciate in modo ancora più saldo al portabici.

Altra tipologia di portabici auto molto apprezzata dagli amanti delle due ruote ed in commercio da parecchio tempo è il portabici da tetto. In questo caso sono presenti due traverse che percorrono tutta la larghezza del tetto dell’auto sulle quali andranno posizionate le biciclette. A seconda del modello prescelto sarà possibile posizionare la bicicletta sul telaio o sulla forcella, ma a prescindere da ciò la stabilità della bici sarà garantita dalle cinghie di ritenzione presenti nella dotazione di serie.

L’ultima tipologia di portabici auto disponibile in commercio è il gancio traino. Questo dispositivo, ovviamente, presuppone la presenza del gancio traino per poter essere adottato altrimenti sarà necessario acquistarlo a parte ed installarlo sulla propria vettura. Come si evince dal nome, questo portabici viene ancorato al gancio di traino, è possibile fissarlo con delle morse al telaio e consente di trasportare fino a 4 biciclette contemporaneamente. In commercio sono presenti modelli dalla semplice installazione ed anche specifici per le bici elettriche.

Abbiamo visto come in commercio esistano differenti tipologie di portabici auto e questa varietà di tecnologie disponibili comporta anche una varietà di prezzi. Il modello più economico è senza dubbio il portabici auto posteriore che viene offerto con prezzi a partire da poco inferiori a 60 euro a salire, mentre in una fascia di prezzo leggermente più alta, da 90 euro in su, troviamo i portabici auto da tetto. Chi non ha problemi di budget può considerare anche i portabici con gancio traino dato che il prezzo di acquisto per questi dispositivi è più impegnativo ed in media parte da 300 euro.

Non esiste un’unica guida con la quale si possa spiegare come montare il portabici auto perché ogni modello richiederà indicazione specifiche che saranno fornite all’interno della confezione del prodotto. Se, tuttavia, le difficoltà nel montaggio dovessero essere importanti si può decidere o di seguire un tutorial su YouTube o di acquistare un modello già assemblato.

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Cose da sapere

Come funziona il portabici auto posteriore?

Il portabici posteriore che viene fissato direttamente sul portellone della vettura e rimane stabile grazie ad una serie di ganci che si inseriscono nelle fessure dello stesso. Con questa tipologia di portabici auto è possibile trasportare sino a 3 biciclette contemporaneamente.

Come funziona il portabici auto da tetto?

Il  portabici auto da tetto è composto da due traverse che percorrono tutta la larghezza del tetto dell’auto sulle quali andranno posizionate le biciclette. A seconda del modello prescelto sarà possibile posizionare la bicicletta sul telaio o sulla forcella, ma a prescindere da ciò la stabilità della bici sarà garantita dalle cinghie di ritenzione presenti nella dotazione di serie.

Come funziona il portabici auto con gancio traino?

Il portabici viene ancorato al gancio di traino, è possibile fissarlo con delle morse al telaio e consente di trasportare fino a 4 biciclette contemporaneamente. In commercio sono presenti modelli dalla semplice installazione ed anche specifici per le bici elettriche.