Manutenzione pneumatici: i controlli da effettuare

Consigli utili per la manutezione degli pneumatici

Gli pneumatici sono una componente fondamentale di qualsiasi veicolo e giocano un ruolo decisivo nell’ambito della sicurezza stradale: infatti, le gomme rappresentano l’unico punto di contatto tra un veicolo e il suolo. Preservarne l’efficienza è quindi essenziale e qui potete trovare un piccolo approfondimento su come mantenere in buono stato i vostri pneumatici.

INDICE
 Rotazione pneumatici
 Equilibratura gomme
 Convergenza auto fai da te
 Pressione gomme
 Cambiare pneumatici da soli

Qualsiasi pneumatico si usura in maniera diversa a seconda della posizione in cui viene montato sul veicolo: davanti, dietro, a destra o a sinistra. Un’operazione molto importante è dunque lo scambio periodico delle gomme tra gli assi, operazione che rende uniforme il loro consumo e di conseguenza ne garantisce una migliore efficacia, a tutto vantaggio della sicurezza.

Per assicurarsi i massimi benefici, la rotazione dovrebbe essere effettuata ad intervalli regolari: normalmente la rotazione avviene ogni 10.000/15.000 km, ma può essere anche più frequente nel caso in cui il veicolo sia sottoposto a carichi pesanti.

Infine, bisogna ricordare che gli pneumatici anteriori hanno la tendenza a consumarsi molto più velocemente. Qualora si proceda alla loro sostituzione senza cambiare le gomme posteriori, è consigliato montare il nuovo set al retrotreno, spostando le posteriori all’avantreno. Così facendo la vettura risulterà più stabile.

L’equilibratura degli pneumatici, che consiste nel bilanciare in modo uniforme i pesi della gomma evitando zone più pesanti di altre, è un’operazione volta ad evitare fenomeni di usura precoce. Rendendo omogenei gli pneumatici, l’equilibratura elimina possibili vibrazioni e fornisce un’adeguata protezione a sospensioni, cuscinetti e sistema di sterzo. Normalmente questo intervento di manutenzione degli pneumatici viene eseguito nel momento in cui si decide di andare a sostituire uno pneumatico, e vede l’impiego di particolari contrappesi di bilanciatura.

Quando uno pneumatico non è bilanciato e presenta un’area più pesante rispetto alle altre, si consuma in modo irregolare, precoce e sollecitando maggiormente l’avantreno. Anche in questo caso, l’operazione dovrebbe essere effettuata ogni 10.000 km; tuttavia, nel caso di una vettura sportiva, è preferibile ricorrervi già al raggiungimento dei 5.000 chilometri.

Per convergenza degli pneumatici si intende la regolazione meccanica delle ruote al fine di allinearle. Questa operazione viene svolta per uniformare l’usura degli pneumatici, migliorare la tenuta di strada e rendere la guida confortevole e stabilizzare la direzionalità rettilinea.

Ci sono vari occasioni in cui può verificarsi un mancato allineamento: potrebbe essere la conseguenza di un contatto delle gomme con un marciapiede o con una buca piuttosto profonda. Non sempre lo spostamento di pochi millimetri della regolazione della convergenza produce rumori, vibrazioni o provoca un comportamento anomalo del veicolo. Tuttavia, il battistrada è destinato a consumarsi più rapidamente e in modo disomogeneo, inficiando anche la tenuta di strada e quindi la sicurezza.

Per verificare il corretto allineamento è sufficiente scegliere un rettilineo pianeggiante poco trafficato, e lasciare per pochi secondi il volante. Se la vettura tende a spostarsi verso i lati della carreggiata, meglio optare per l’intervento di un gommista.

Tra gli interventi di manutenzione degli pneumatici non può essere sottovalutata l’importanza del controllo della pressione, che si può facilmente misurare con il sensore pressione. Infatti, se le gomme di un veicolo sono gonfiate correttamente si riduce il rischio di perdita di controllo. Inoltre, viaggiare con degli pneumatici a bassa pressione ha come conseguenza un maggior consumo di carburante.

Pressione pneumatici: ecco come controllare la pressione delle gomme

Per la massima sicurezza, bisognerebbe sottoporre gli pneumatici della propria auto a un controllo periodico della pressione almeno una volta ogni 30 giorni, e in generale prima di partire per lunghi viaggi. In più, per garantire una misurazione corretta, è opportuno procedere al controllo a pneumatici freddi.

Ogni modello di auto richiede una pressione delle gomme specifica, a cui è possibile risalire leggendo il capitolo dedicato sul manuale d’uso e manutenzione del veicolo. L’indicazione può anche essere trovata sull’etichetta della portiera o all’interno dello sportellino del carburante. Se scoprite che la pressione delle gomme è troppo bassa, potete procedere a gonfiarle da soli servendovi di un compressore volumetrico oppure farlo gratuitamente presso la maggior parte delle stazioni di servizio.

Anche se di solito la sostituzione dei pneumatici viene affidata al proprio gommista di fiducia, il cambio delle gomme è un’operazione che è possibile svolgere anche da soli se si hanno a disposizione gli strumenti adatti: bastano un cric idraulico e la giusta chiave per i bulloni.

In ogni caso,  se si opta per cambiarsi autonomamente gli pneumatici è sempre utile rivolgersi ad uno specialista per le operazioni di allineamento ed equilibratura. Questo onde evitare di sbagliare e trovarsi con una vettura dalla manovrabilità compromessa e delle gomme dall’usura anomala, a scapito della sicurezza.

 

Come conservare gli pneumatici? Tutto su porta pneumatici e stoccaggio

Come conservare gli pneumatici al cambio di stagione

Ad ogni cambio di stagione, gli automobilisti si chiedono come effettuare il cambio gomme per poter circolare senza incorrere in sanzioni. ma c’è un altro elemento sul quale riporre attenzione una volta effettuato il cambio gomme stagionale, ovvero come conservare le gomme invernali o estive, in attesa del momento di rimontarle. Ecco quindi qui di seguito la spiegazione passo a passo su come conservare adeguatamente le gomme, sia estive che invernali.

INDICE
Come conservare gli pneumatici: le accortezze
Porta gomme auto da box
Scaffali porta gomme auto
Sacchi per conservare pneumatici
Come appendere le gomme in garage
Come conservare pneumatici senza cerchio
Come rovinare le gomme auto: cosa NON fare
Pulizia gomme: ecco cosa fare

Prima di procedere allo smontaggio delle gomme un suggerimento da seguire è quello di gonfiare le stesse e indicare il posizionamento sulla vettura così da procedere all’inversione una volta che si dovranno montare nuovamente sull’auto. Così facendo si potrà godere di un consumo omogeneo del battistrada. Analogamente è sempre consigliato effettuare un lavaggio accurato degli pneumatici con acqua pressurizzata, così da eliminare sporco e residui chimici che possono intaccare il battistrada. Completata questa operazione è fondamentale procedere alla asciugatura delle gomme.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Per evitare che gli pneumatici smontati rischino di deformarsi a contatto con il terreno, è sempre utile dotarsi di un porta gomme auto da box. In commercio sono presenti numerose tipologie in grado di soddisfare tutte le necessità. Quelli più comuni sono a mensola, e consentono di posizionare le gomme auto senza che queste tocchino terra, ma sono presenti anche sistemi a torre, che consentono di impilare gli pneumatici uno sopra l’altro senza che questi tocchino tra loro.

La tipologia di porta gomme auto casalingo è lo scaffale. Questo può essere sia a parete che a terra ed in commercio sono presenti soluzioni di diverse misure, così da accogliere differenti tipologie di gomme auto. Lo scaffale consentirà la conservazione degli pneumatici in tutta sicurezza, dato che la porzione di battistrada a contatto con la lamiera sarà minima e quindi non ci sarà il rischio di deformazione della gomma.

Per i più scrupolosi sono presenti in commercio anche appositi sacchi per conservare gli pneumatici la cui finalità è quella di ridurre l’evaporazione degli oli dalle mescole di gomma ed aumentare, di conseguenza, la durata degli pneumatici. Oltre a proteggere dall’azione dei raggi UV, i sacchi per conservare pneumatici sono dotati anche di comode maniglie che si rivelano utili per trasportare gli stessi nei porta gomme auto.

Se gli spazi a disposizione in garage non sono enormi è possibile conservare le gomme in sospensione. In questo caso sarà necessario appendere le gomme al soffitto o alla parete avendo cura di assicurare il gancio o il cavo ai raggi del cerchio senza che tocchi lo pneumatico per non deformarlo.

I suggerimenti che abbiamo fornito sino ad ora sono tutti relativi alla conservazione delle gomme installate sui cerchi, ma è possibile conservare gli pneumatici anche senza il cerchio ruota. In questo caso, però, una volta rimosse dai cerchioni le gomme non dovranno mai essere appese o impilate una sopra l’altra, pena la deformazione delle stesso, ma dovranno essere conservate in posizione verticale avendo cura di ruotarle almeno una volta al mese.

A parte l’eccessiva vecchiaia e un chilometraggio esagerato, un altro modo per causare il deterioramento degli pneumatici è mantenere l’auto ferma a lungo: rischiamo infatti di ritrovarle ovalizzate. Questa deformazione può diventare semi-permanente nel caso in cui lo stop dell’auto vada oltre il primo mese.  Ciò che accade viene definito nel gergo flat spottingil battistrada si appiattisce a causa del peso dell’auto nel punto in cui le gomme poggiano sulla strada.

Attenzione però se vogliamo rimediare gonfiando gli pneumatici a una pressione maggiore. Non dobbiamo comunque superare il limite massimo per non incorrere in scoppi o altri danni accidentali. Un altro errore frequente che rende i pneumatici ovalizzati, come detto, è quello di appenderli quando sono smontati, invece che conservarli a terra o impilati.

Ulteriori abitudini che danno luogo a pneumatici rovinati sono quelle che riguardano la negligenza nella manutenzione. Occorre infatti evitare di: gonfiare poco le gomme, controllando la pressione 1 volta al mese; invertire la posizione dall’anteriore al posteriore, cosa che invece ne aumenta la durata;  dimenticarsi di procedere all’equilibratura, per evitare anche l’usura delle sospensioni.

Come abbiamo anticipato in precedenza,prima di conservare le gomme è fondamentale procedere alla loro accurata pulizia. Basterà utilizzare acqua e sapone e dotarsi di un pennello per poter pulire anche gli intagli del battistrada, rimuovendo di conseguenza anche lo sporco ed i detriti più ostinati.

Una volta terminata la pulizia, è importantissimo asciugare con estrema attenzione le gomme auto prima di conservarle, così da evitare il formarsi di muffe. I più pignoli potranno cospargere gli pneumatici con talco industriale, in modo tale da migliorarne la conservazione.

Cose da sapere

Come pulire le gomme auto prima dello stoccaggio?

Prima di conservare le gomme è fondamentale procedere alla loro accurata pulizia. Basterà acqua e sapone e un pennello per pulire anche gli intagli del battistrada rimuovendo così anche lo sporco ed i detriti più ostinati. Una volta terminata la pulizia è importantissimo asciugare con estrema attenzione le gomme auto prima di conservarle così da evitare il formarsi di muffe.

Cosa fare prima di smontare le gomme per il cambio stagionale?

Prima di procedere allo smontaggio delle gomme un suggerimento da seguire è quello di gonfiare le stesse e indicare il posizionamento sulla vettura così da procedere all’inversione una volta che si dovranno montare nuovamente sull’auto. Così facendo si potrà godere di un consumo omogeneo del battistrada.

Come conservare le gomme auto?

Per evitare che gli pneumatici smontati si deformino a contatto con il terreno è sempre utile dotarsi di un porta gomme auto da box. La tipologia di porta gomme auto casalingo  più diffusa è lo scaffale. Per i più scrupolosi sono presenti in commercio anche appositi sacchi per conservare gli pneumatici la cui finalità è quella di ridurre l’evaporazione degli oli dalle mescole di gomma ed aumentare, di conseguenza, la durata degli pneumatici

Si possono appendere le gomme in garage?

Se gli spazi a disposizione in garage non sono enormi è possibile conservare le gomme in sospensione. In questo caso sarà necessario appendere le gomme al soffitto o alla parete avendo cura di assicurare il gancio o il cavo ai raggi del cerchio senza che tocchi lo pneumatico per non deformarlo.

Si possono conservare le gomme senza cerchi?

Si, è possibile conservare gli pneumatici anche senza il cerchio ruota. In questo caso, però, una volta rimosse dai cerchioni le gomme non dovranno mai essere appese o impilate una sopra l’altra, pena la deformazione delle stesso, ma dovranno essere conservate in posizione verticale avendo cura di ruotarle almeno una volta al mese

Come smaltire gli penumatici : cosa sapere su ritiro e smaltimento

Come smaltire gli pneumatici e tutelare l'ambiente

I vostri pneumatici hanno perso sicurezza, efficienza ed efficacia? State pensando di montare un nuovo set di gomme sulla vostra automobile? In tal caso, una volta acquistato un nuovo treno di gomme, quello vecchio non può essere semplicemente gettato nell’indifferenziata. Vi spieghiamo passo a passo quali obblighi sono da rispettare scrupolosamente per quanto riguarda lo smaltimento pneumatici usati. Scopriamo cosa dice la normativa.

INDICE
Gomme usate: la normativa
Smaltimento pneumatici fuori uso
Smaltimento pneumatici in discarica: è possibile?
Cos’è e come funziona il contributo smaltimento gomme
Ritiro pneumatici gratis: come funziona? 
Riciclo pneumatici usati: alcune idee
Come trovare il gommista più vicino a me

La normativa vigente che regola lo smaltimento pneumatici usati è contenuta nel Decreto Ministeriale n. 82 del 2011. Questa disciplina ha come obiettivo primario la gestione degli pneumatici fuori uso (PFU) al fine di ottimizzarne il recupero, prevenire la formazione dei rifiuti e proteggere l’ambiente.

I soggetti designati come responsabili dal decreto per ciò che riguarda la gestione degli pneumatici fuori uso sono le ditte specializzate. Altri articoli del decreto si concentrano su come verranno determinate le quantità di pneumatici fuori uso da gestire e i relativi contributi economici, chi dovrà riscuotere  i contributi ambientali e le modalità per ripartire i costi di gestione, chi sono gli organi deputati al controllo e le sanzioni in caso di inadempienze.

Possiamo capire come mai la legge sia così rigida solo tenendo conto di quanto le gomme siano effettivamente rifiuti altamente inquinanti e soggetti a combustione. L’articolo 228 del Decreto Legislativo numero 152/06 S.M.I obbliga infatti i produttori di gomme ad occuparsi anche della fase di smaltimento, mantenendo equilibrio fra pneumatici venduti e smaltiti. Per chi viola questa norma, la sanzione amministrativa sarà commisurata alla gravità e alle conseguenze dell’inadempienza.

Il ritiro degli pneumatici usati, primo passo dello smaltimento, deve essere effettuato dal gommista senza pagare alcun supplemento di costo oltre la manodopera. Il costo dello smaltimento, a partire del 2011, è incluso nel prezzo di acquisto degli pneumatici anche nel caso in cui questo sia avvenuto online. Ovviamente il rivenditore non trattiene per sé questa cifra ma la versa alla casa che ha prodotto gli pneumatici e dalla quale li ha acquistati. La casa produttrice invia ai consorzi di smaltimento i contributi PFU (Pneumatici Fuori Uso) e questi ritirano gli pneumatici dai gommisti.

Si può credere, erroneamente, di potersi disfare degli pneumatici usati in autonomia, magari portando il set di gomme in discarica. In realtà non funziona così. L’unico soggetto autorizzato allo smaltimento degli pneumatici fuori uso è il gommista il quale, una volta ritirate le gomme usate, dovrà contattare l’azienda comunale per i rifiuti e concordare il corretto smaltimento.

In ogni caso si faccia attenzione al divieto di abbandonare ed eliminare in maniera illegale e noncurante gli pneumatici. Il rischio più grande, per l’ambiente e la salute di tutti, è che finiscano bruciati.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Il Decreto 11 aprile 2011 n. 82 dispone il pagamento di un contributo a carico del cliente finale finalizzato alla copertura dei costi necessari per lo smaltimento degli pneumatici fuori uso, che consiste nel prelievo degli pneumatici e nel trasporto presso appositi centri di stoccaggio dove avvengono le operazioni di frantumazione e recupero degli pneumatici usati.

Dopo varie modifiche di legge, il contributo ambientale per lo smaltimento PFU è stabilito in misura variabile in base al tipo di pneumatico, poiché i costi di smaltimento cambiano in base al peso e alle dimensioni dello stesso; ovvero a seconda che siano piccoli, medi e grandi. In media, comunque, lo smaltimento delle quattro ruote comporta la spesa di 10-12 euro.sa

Per gli pneumatici piccoli, con peso compreso tra 0 e 35 kg, il PFU varia tra 0,58 € e 7,56 €; per gli pneumatici medi, con peso compreso tra 35 e 155 kg, il PFU varia tra 11 € e 29,33 €; per gli pneumatici grandi, il PFU varia tra 44,47 € e 228,08 €.

Che l’acquisto avvenga online o meno, quando si procede all’installazione di un nuovo set di gomme,  sarà sempre il gommista a provvedere al ritiro degli pneumatici usati. Lo stesso che effettuerà l’operazione di montaggio del nuovo treno. Come detto, si può stare tranquilli per quanto riguarda il ritiro: è totalmente gratuito.

Il riuso è un’alternativa intelligente al riciclaggio. Se non ci si vuole disfare degli pneumatici usati, con un po’ di fantasia, è possibile inventarsi nuove funzioni per riutilizzare le gomme in mille altri modi. Se però cercate ispirazione, potete pensare a trasformare le gomme in fioriere colorate, semplicemente dipingendo accuratamente tutta la superficie esterna con colori accesi; oppure si possono creare degli interessanti pouf o tavoli da giardino, adottando tavole in compensato che possano fungere da sostengo per il cuscino, o da base da appoggio per il tavolino.

Ora che conoscete la normativa e i dettagli sullo smaltimento degli pneumatici, non resta che recarsi presso il gommista più vicino. Come trovarlo? Se non usate abitualmente le mappe del telefono, a cui potete chiedere aiuto digitando “gommista vicino a me”, potete utilizzare le PagineGialle, anche in versione online, oppure affidarvi ad un sito web specializzato dopo averlo trovato sul motore di ricerca.

 

Cose da sapere

Cosa prevede la normativa sullo smaltimento dei pneumatici?

Il  Decreto Ministeriale n. 82 del 2011 disciplina la gestione degli pneumatici fuori uso (PFU) al fine di ottimizzarne il recupero, prevenire la formazione dei rifiuti e proteggere l’ambiente.

Come funziona lo smaltimento dei pneumatici fuori uso?

Lo smaltimento degli pneumatici usati deve essere effettuato dal gommista senza pagare alcun supplemento di costo oltre la manodopera. Il costo dello smaltimento è incluso nel prezzo di acquisto degli pneumatici anche nel caso in cui questo sia avvenuto online. Il rivenditore versa questa cifra alla casa produttrice, che invia ai consorzi di smaltimento i contributi PFU (Pneumatici Fuori Uso) e questi ritirano gli pneumatici dai gommisti.

Si possono smaltire in autonomia i pneumatici fuori uso?

No, non è possibile: l’unico soggetto autorizzato allo smaltimento degli pneumatici fuori uso è il gommista il quale, una volta ritirate le gomme usate, dovrà contattare l’azienda comunale per i rifiuti e concordare il corretto smaltimento.

Cos’è il contributo smaltimento gomme?

Il Decreto 11 aprile 2011 n. 82 dispone il pagamento di un contributo a carico del cliente finale finalizzato alla copertura dei costi necessari per lo smaltimento degli pneumatici fuori uso. Il contributo ambientale per lo smaltimento PFU è stabilito in misura variabile in base al tipo di pneumatico  poiché i costi di smaltimento cambiano in base al peso e alle dimensioni dello stesso.

Come scegliere le catene da neve: guida all’acquisto

Tutto quello che c'è da sapere sull'obbligo delle catene da neve 2

Con l’arrivo della stagione invernale è sempre opportuno avere a bordo le catene da neve e su alcuni tratti stradali questo è anche un obbligo che scatta dal 15 novembre. Bisogna però capire come scegliere le catene da neve giuste per la propria auto. Ecco come fare. 

INDICE
Catene da neve: a cosa servono?
Come scegliere le catene da neve
Misure catene da neve
Catene da neve universali
Catene da neve: prezzi
Catene da neve omologate
Esiste un’alternativa alle catene da neve?

Quando si parla di catene neve si intende un particolare dispositivo da collegare sulle ruote motrici dell’auto per aumentare l’aderenza in presenza di tratti ghiacciati o innevati. Grazie alle catene da neve gli pneumatici dove verranno montate avranno una presa maggiore sui tratti di asfalto resi insidiosi dalle precipitazioni nevose o dal ghiaccio e consentiranno di guidare in tutta sicurezza mantenendo il controllo della vettura. 

<

h2>

Per scegliere le catene da neve adatte alla propria auto bisogna conoscere esattamente la larghezza della gomma, il rapporto tra altezza e lunghezza e il diametro del cerchione in pollici. Una volta noti questi tre dati si dovrà poi fare attenzione all’omologazione delle catene da neve. Il Ministero dei Trasporti, infatti, ha stabilito come omologazione valida la CUNA NC 178-01 o la omologazione O-NormUtilizzare queste catene da neve omologate impedirà di essere sottoposti a sanzione in caso di controlli. 

Per sapere con certezza se la vostra auto sia catenabile o meno, date un’occhiata al libretto d’uso e manutenzione oppure chiedete consiglio al vostro meccanico di fiducia.

[sta_anchor id="misure" unsan="Misure catene da neve"]Misure catene da neve

Considerando le differenti tipologie di vetture presenti sul mercato è inevitabile che anche le dimensioni dei cerchi varino a seconda del segmento di appartenenza o dell’allestimento. In linea generale si può affermare come tutte le vetture con ruote di diametro compreso tra 13’’ e 17’’ siano catenabili a differenza di quelle con diametro superiore per via dello spazio ridotto tra parafango e sospensione. In quest’ultimo caso si potrà porre rimedio con catene a spessore ridotto e con un set di catena a fissaggio esterno. Ad ogni modo, prima di acquistare le catene da neve, è sempre opportuno consultare il libretto di uso e manutenzione del veicolo.  

In commercio sono presenti anche catene da neve universali. Queste, messe in vendita a differenti fasce di prezzo, consentono di adattarsi a qualsiasi tipo di pneumatico con spessore 165-285 mm. Ovviamente il consiglio è di non preferire il prezzo a discapito della qualità dei materiali utilizzati per la costruzione della catena da neve. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Sono numerose le tipologie di catene da neve presenti sul mercato, adatte a differenti fasce di mercato e dotate di tecnologie all’avanguardia. I prezzi variano a seconda delle dimensioni, dello spessore, del sistema di pensionamento. Le catene a Y, le più comuni, sono in vendita con prezzi a partire da 30 euro per i modelli più economici, mentre le catene a rombosono da preferire se si viaggia spesso su strade innevate ed il loro costo varia da un minimo di 70 ad un massimo di 100 euro. Le catene a ragno, infine, sono quelle più costose per via del fissaggio diretto sul cerchio e la spesa può raggiungere anche i 500 euro per i modelli top di gamma. 

Come anticipato in precedenza, per essere certi di acquistare catene da neve efficienti ed in grado di assicurare una ottima tenuta è necessario che queste siano omologate. Per le auto ed veicoli commerciali sino a 3,5 tonnellate le catene da neve omologate sono quelle contraddistinte dal simbolo “UNI 11313” o dal simbolo O-Norm V-5117”. Il logo dell’omologazione deve essere presente sulla catena da neve così da facilitare il lavoro delle Forze dell’Ordine in caso di controllo. 

Una valida alternativa alle catene da neve è rappresentata dalle calze da neve. Queste, realizzate in poliestere, avvolgono l’intero pneumatico e si installano con maggiore facilità rispetto alle prime grazie ad un pratico sistema a fascette. È tuttavia opportuno evidenziare come anche queste, per poter circolare su strada, devono essere omologate. Inoltre il limite massimo di velocità raggiungibile con le calze da neve installate è di 50 Km/h. A differenza delle catene da neve, le calze da neve devono essere utilizzate solo in presenza di fondo innevato perché la composizione in poliestere rischia di deteriorarsi rapidamente se utilizzate su asfalto asciutto. 

Cose da sapere

Quali sono le tipologie di catene omologate?

Il Ministero dei Trasporti ha imposto l’uso di catene da neve che rispettino l’omologazione CUNA NC 178-01 o O-Norm.

Su quali veicoli si possono montare le catene da neve?

Tutte le vetture che montano ruote di diametro compreso tra i 13″ ed i 17″ vengono considerate catenabili e quindi compatibili con qualsiasi tipologia di catene da neve. Al contrario, le vetture equipaggiate con cerchi di diametro superiore ai 17″ vengono spesso etichettate come non catenabili direttamente dal produttore.

Quali sono le principali tipologie di catene da neve e quanto costano?

Le principali tipologie di catene da neve sono le Catene a Y, ossia la versione più classica e meno costosa; le Catene a rombo, la variante più diffusa; le Catene a ragno, sono le più versatili e facili da montare.

Dove si acquistano le catene da neve?

Le catene da neve possono essere acquistate negli auto ricambi, ma anche all’interno di centri commerciali e ipermercati. Per trovare offerte interessanti si può optare anche per l’acquisto online.

Come montare le catene da neve: la guida

Come montare le catene da neve in modo corretto

A partire dal 15 novembre, e fino al 15 aprile dell’anno successivo, su determinate tipologie di tratte stradali vige l’obbligo di catene a bordo previsto dal Codice della Strada. Spesso, però, non si sa come si montano le catene da neve e in caso di necessità si può perdere molto tempo. Scopriamo come fare in questa guida.

INDICE
Quando montare le catene da neve
Come montare le catene da neve: tutti i passaggi
Catene da neve facili da montare: come sceglierle
Come si smontano le catena da neve
Su quali ruote si montano le catene da neve?i

Nel periodo intercorrente tra il 15 novembre ed il 15 aprile gli automobilisti devono avere a bordo le catene da neve da montare in determinate occasioni. Premesso che queste non lavorano bene quando le temperature sono superiori ai 14°, è fondamentale evidenziare che il loro utilizzo è previsto dal Codice della Strada nel caso in cui lo strato di neve presente sull’asfalto abbia una altezza tale da toccare il fondo della vettura o quando la presenza di neve e ghiaccio sulla strada possano compromettere la direzionalità del mezzo. Sarà sempre il conducente, quindi, a capire quando è il caso di montare le catene da neve per aumentare la sicurezza alla guida.  

Montare le catene da neve non è una operazione particolarmente complessa e sarà seguire i passaggi seguenti per completare il tutto in pochi minuti:

  1. fermare l’auto su una superficie piana con le ruote allineate alla carrozzeria
  2. procedere a distendere le catene da neve eliminando eventuali nodi o grovigli
  3. prendere una catena, posizionarla dietro la ruota, alzarla e fissarla in cima alla stesso collegando le due estremità del cavo di sostegno in plastica
  4. collegare le varie maglie di colore giallo sfruttando i ganci in dotazione per poi prendere in mano la porzione di catena restante, solitamente di colore rosse, e fissarla alla carrucola o all’occhiello presente sull’altra estremità
  5. stringere la catena intorno alla ruota utilizzando il puntale in dotazione e poi agganciarlo ad una delle maglie esterne così da assicurare la giusta tensione. 

In commercio sono presenti differenti tipologie di catene da neve che garantiscono il montaggio anche in pochi minuti. Ad esempio quelle dotate del sistema a tensione automatica richiedono poca manualità, si installano anche in un minuto, e non necessitano di fermarsi per adattare la tensione poiché il loro sistema adatta automaticamente la tensione appena l’automobile si mette in marcia. Quelle a tensione manuale, invece, sono le catene classiche che richiedono di seguire i passaggi indicati in precedenza per essere montate correttamente.  

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Spiegato come si montano le catene da neve, è giunto ora il momento di capire come smontarle. Anche in questo caso si dovranno seguire dei semplici passaggi. In primo luogo si dovrà arrestare la vettura facendo attenzione che la porzione di catena rossa si trovi nella zona superiore dello pneumatico e poi seguire la procedura indicata in precedenza ma in senso inverso, quindi: allentare la tensione, sganciare la maglia rossa e successivamente le maglie gialle ed infine rimuovere le catene dalle ruote facendole passare dalla parte retrostante . Per fare in modo che le catene da neve durino nel tempo, dopo ogni utilizzo è fondamentale pulirle con acqua tiepida così da rimuovere efficacemente tutti i residui e le tracce di sale. 

Prima di procedere a montare le catene da neve è opportuno sapere dove viene trasmessa la forza motrice. Se questa arriverà alle ruote anteriori, allora le catene da neve dovranno essere installate sull’asse anteriore, viceversa su quello posteriore. In caso di vettura dotata di trazione integrale le catene potranno essere montate sia su tutte e quattro le ruote che sul solo asse che riceve la maggiore forza motrice. Per capire quale soluzione adottare, consultate il libretto d’uso e manutenzione della vostra vettura. 

Cose da sapere

Quando montare le catene da neve?

Nel periodo intercorrente tra il 15 novembre ed il 15 aprile gli automobilisti devono avere a bordo le catene da neve da montare in determinate occasioni. Il loro utilizzo è previsto dal Codice della Strada nel caso in cui lo strato di neve presente sull’asfalto abbia una altezza tale da toccare il fondo della vettura o quando la presenza di neve e ghiaccio sulla strada possano compromettere la direzionalità del mezzo. 

Come si montano le catene da neve?

In primo luogo si dovrà fermare l’auto su una superficie piana con le ruote allineate alla carrozzeria e successivamente si dovrà procedere a distendere le catene da neve eliminando eventuali nodi o grovigli. Compiute queste operazioni di dovrà prendere una catena, posizionarla dietro la ruota, alzarla e fissarla in cima alla stesso collegando le due estremità del cavo di sostegno in plastica. Il passo successivo sarà quello di collegare le varie maglie di colore giallo sfruttando i ganci in dotazione per poi prendere in mano la porzione di catena restante, solitamente di colore rosse, e fissarla alla carrucola o all’occhiello presente sull’altra estremità. Completata questa operazione si dovrà stringere la catena intorno alla ruota utilizzando il puntale in dotazione e poi agganciarlo ad una delle maglie esterne così da assicurare la giusta tensione. 

Esistono catene da neve facili da montare?

In commercio sono presenti differenti tipologie di catene da neve che garantiscono il montaggio anche in pochi minuti. Ad esempio quelle dotate del sistema a tensione automatica richiedono poca manualità, si installano anche in un minuto, e non necessitano di fermarsi per adattare la tensione poiché il loro sistema adatta automaticamente la tensione appena l’automobile si mette in marcia. 

Come si smontano le catene da neve?

 In primo luogo si dovrà arrestare la vettura facendo attenzione che la porzione di catena rossa si trovi nella zona superiore dello pneumatico e poi seguire la procedura indicata in precedenza ma in senso inverso, quindi: allentare la tensione, sganciare la maglia rossa e successivamente le maglie gialle ed infine rimuovere le catene dalle ruote facendole passare dalla parte retrostante 

Su quali ruote si montano le catene da neve?

Prima di procedere a montare le catene da neve è opportuno sapere dove viene trasmessa la forza motrice. Se questa arriverà alle ruote anteriori, allora le catene da neve dovranno essere installate sull’asse anteriore, viceversa su quello posteriore. In caso di vettura dotata di trazione integrale le catene potranno essere montate sia su tutte e quattro le ruote che sul solo asse che riceve la maggiore forza motrice. Per capire quale soluzione adottare, consultate il libretto d’uso e manutenzione della vostra vettura. 

Ricarica aria condizionata auto: come fare e i costi

Come ricaricare il gas dell'aria condizionata dell'auto

Con l’arrivo dell’estate, ed il conseguente innalzamento delle temperature, viaggiare in auto diventa una sofferenza che può essere notevolmente alleviata dall’aria condizionata. L’impianto, però, deve essere tenuto in perfetta efficienza e per fare ciò può essere necessaria la ricarica dell’aria condizionata auto. Scopriamo come procedere.

INDICE
Ricarica aria condizionata auto: ogni quanto tempo?
Come fare la ricarica condizionatore auto
Ricarica aria condizionato auto fai da te
Costo ricarica aria condizionata auto
Impianto aria condizionata auto prezzi

Con la ricarica dell’aria condizionata si ripristina la quantità di gas refrigerante presente nel circuito del condizionatore, ma non esistono intervalli di tempo prestabiliti per compiere questa operazione. Se, infatti, non si nota un calo della potenza refrigerante quando il dispositivo è in funzione si potrà evitare di procedere alla ricarica, ma in linea generale si ritiene che un rabbocco del gas debba essere effettuato una volta superati i 60.000 Km. In questa occasione è buona norma sostituire anche il filtro, il cui compito è quello di eliminare umidità ed impurità.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Qualora sia necessario procedere alla ricarica dell’aria condizionata è sempre buona norma recarsi presso una officina specializzata e lasciare fare tutto agli addetti. L’operazione di ricarica è piuttosto semplice, ma solo le officine dispongono degli strumenti utili ad effettuare un check-up che può evidenziare eventuali perdite di gas. Oltre alla ricarica, poi, in officina sarà anche possibile effettuare l’igienizzazione dell’impianto così da eliminare eventuali muffe che possono provocare allergie.

Qualora si voglia procedere alla ricarica aria condizionata col fai da te si dovrà acquistare un kit specifico. Qui sarà presente una lattina contenente il gas refrigerante ed una valvola. Si dovrà aprire completamente la valvola e avvitare la lattina a quest’ultima. La successiva apertura della valvola permette al refrigerante di passare all’interno del condotto dell’auto. Successivamente si dovrà avviare il motore dell’auto e l’impianto di aria condizionata per poi aprire la valvola e consentire al refrigerante di entrare nel condotto.

A meno che non siano necessari interventi di sostituzione delle componenti, il costo della ricarica dell’aria condizionata auto è decisamente contenuto e si aggira sugli 80 euro comprensivi di mano d’opera. Se sarà necessario sostituire il filtro antipolline, operazione consigliata e comunque da effettuare ad intervalli regolari, il costo aumenterà di circa 40 euro.

Decisamente più importante è la spesa qualora si debbano sostituire le componenti dell’impianto di aria condizionata auto. Qualora si possa riparare il compressore la spesa da affrontare sarà nell’ordine dei 200 euro, mentre se sarà necessario sostituire l’intero pezzo allora l’importo salirà sino a circa 600 euro.

 Cose da sapere

Ogni quanto si ricarica l’aria condizionata dell’auto?

Con la ricarica dell’aria condizionata si ripristina la quantità di gas refrigerante presente nel circuito del condizionatore, ma non esistono intervalli di tempo prestabiliti per compiere questa operazione. Se non si nota un calo della potenza refrigerante quando il dispositivo è in funzione si potrà evitare di procedere alla ricarica, ma in linea generale si ritiene che un rabbocco del gas debba essere effettuato una volta superati i 60.000 Km.

Come si ricarica l’aria condizionata dell’auto?

È buona norma recarsi presso una officina specializzata, che dispone degli strumenti utili ad effettuare un check-up che può evidenziare eventuali perdite di gas. Oltre alla ricarica, poi, in officina sarà anche possibile effettuare l’igienizzazione dell’impianto così da eliminare eventuali muffe che possono provocare allergie.

Si può ricaricare l’aria condizionata dell’auto fai da te?

Qualora si voglia procedere alla ricarica aria condizionata col fai da te si dovrà acquistare un kit specifico. Qui sarà presente una lattina contenente il gas refrigerante ed una valvola. Si dovrà aprire completamente la valvola e avvitare la lattina a quest’ultima. La successiva apertura della valvola permette al refrigerante di passare all’interno del condotto dell’auto. Successivamente si dovrà avviare il motore dell’auto e l’impianto di aria condizionata per poi aprire la valvola e consentire al refrigerante di entrare nel condotto.

Quanto costa ricaricare l’aria condizionata dell’auto?

Il costo della ricarica dell’aria condizionata auto è decisamente contenuto e si aggira sugli 80 euro comprensivi di mano d’opera.

Batteria auto scarica improvvisamente: sintomi e cosa fare senza cavi

batteria-auto-scarica-improvvisamente

Prima o poi è capitato a tutti di salire in auto, girare la chiave e trovarsi con la batteria auto improvvisamente scarica. Prima di farsi prendere dal panico è bene leggere i suggerimenti riportati in questa guida, così da capire cosa fare per mettere in moto la propria auto.

INDICE
Batteria auto scarica improvvisamente: le cause
Batteria auto scarica sintomi
Batteria auto scarica: cosa fare
Ricaricare la batteria auto con i cavi
Batteria auto scarica: cosa fare senza cavi
Come non far scaricare la batteria della macchina

Soprattutto nell’ultimo anno, a causa del lockdown determinato dalla pandemia da Coronavirus, molti automobilisti si sono trovati alle prese con la batteria auto scarica improvvisamente. Il mancato utilizzo della vettura per un periodo di tempo prolungato è sicuramente una delle cause che può portare a questo inconveniente, ma non l’unica.

Anche un utilizzo errato dell’auto, però, può contribuire alla perdita di carica della batteria. Dimenticare la radio accesa, così come i fari, ha un effetto nocivo sulla batteria e pertanto è sempre bene controllare che questi siano spenti prima di scendere dalla macchina.

Si può capire quando la batteria dell’auto sta per scaricarsi attraverso alcuni segnali che manda la stessa vettura. Se, ad esempio, la messa in moto non avviene più rapidamente come in passato ma sono richiesti dei secondi in più del dovuto questo è il segnale che si dovrà procedere alla sostituzione della batteria per evitare di restare bloccati al prossimo tentativo di accensione.

Prima di farsi prendere dal panico è bene sapere che anche con la batteria auto scarica improvvisamente è possibile mettere in moto la vettura. Si possono seguire due strade: la ricarica con i cavi o la partenza a spinta. Vediamole nel dettaglio.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Qualora si abbiano a disposizione i cavi di ricarica sarà possibile ricaricare la batteria dell’auto ed avere così modo di recarsi presso un elettrauto di fiducia per sostituire il componente esausto.

Sarà sufficiente aprire il cofano motore dell’auto con batteria scarica e quello di un’altra auto, e collegare, rigorosamente a motore spento, i cavi nella corretta posizione, ed una volta completato questo passaggio mettere in moto la propria auto per rigenerare la batteria.

Completata l’operazione non spegnente il motore ma procedete solo alla disconnessione dei cavetti.

Se non si hanno a disposizione i cavi di ricarica si potrà provare a far partire l’auto a spinta. In questo caso si dovrà trovare un volontario che si metta a spingere il veicolo fermo, mentre chi si troverà alla guida dovrà iniziare l’operazione in folle per poi, una volta raggiunta una velocità adeguata, inserire la seconda e lasciare di colpo la frizione così da consentire al motore di mettersi in moto.

Per evitare che la batteria dell’auto si scarichi improvvisamente il consiglio migliore è quello di utilizzare il più possibile la vettura, ma se non si ha questa opportunità si dovrà mettere in moto almeno una volta al giorno il mezzo e far girare il motore per una decina di minuti.

Se si sa già che non si utilizzerà l’auto per un periodo di tempo prolungato, si potrà scollegare la batteria così da prolungarne la durata quando ci si potrà rimettere alla guida.

Cose da sapere

Quali sono le cause per cui la batteria dell’auto si scarica improvvisamente?

Il mancato utilizzo della vettura per un periodo di tempo prolungato è sicuramente una delle cause che può portare a questo inconveniente, ma non l’unica. Anche un utilizzo errato dell’auto può contribuire alla perdita di carica della batteria. Dimenticare la radio accesa, così come i fari, ha un effetto nocivo sulla batteria.

Quali sono i sintomi della batteria auto che si sta scaricando?

Si può capire quando la batteria dell’auto sta per scaricarsi attraverso alcuni segnali che manda la stessa vettura. Se, ad esempio, la messa in moto non avviene più rapidamente ma sono richiesti dei secondi in più del dovuto questo è il segnale che si dovrà procedere alla sostituzione della batteria per evitare di restare bloccati al prossimo tentativo di accensione.

Come ricaricare la batteria dell’auto con i cavi?

Sarà sufficiente aprire il cofano motore dell’auto con batteria scarica e quello di un’altra auto, e collegare, rigorosamente a motore spento, i cavi nella corretta posizione, ed una volta completato questo passaggio mettere in moto la propria auto per rigenerare la batteria.Completata l’operazione non spegnente il motore ma procedete solo alla disconnessione dei cavetti.

Come ricaricare la batteria dell’auto senza i cavi?

Se non si hanno a disposizione i cavi di ricarica si potrà provare a far partire l’auto a spinta. In questo caso si dovrà trovare un volontario che si metta a spingere il veicolo fermo, mentre chi si troverà alla guida dovrà iniziare l’operazione in folle per poi, una volta raggiunta una velocità adeguata, inserire la seconda e lasciare di colpo la frizione così da consentire al motore di mettersi in moto.

Cosa fare per non far scaricare la batteria dell’auto?

Per evitare che la batteria dell’auto di scarichi improvvisamente il consiglio migliore è quello di utilizzare il più possibile la vettura. Se si sa già che non si utilizzerà l’auto per un periodo di tempo prolungato, si potrà scollegare la batteria così da prolungarne la durata quando ci si potrà rimettere alla guida.

Verniciatura auto fai da te: la guida passo passo

Consigli utili per una verniciatura auto fai da te

Avere un’auto con una carrozzeria splendente ed impeccabile è un qualcosa che dà sempre molta soddisfazione, ma spesso ci si trova a combattere con piccoli o grandi graffi figli di disattenzioni proprie o altrui. Per evitare di spendere una fortuna per riparare il danno è però possibile ricorrere alla verniciatura fai da te.

INDICE
Costo verniciatura auto: i consigli per risparmiare
Verniciatura auto fai da te: cosa sapere prima di iniziare/a>
Come verniciare un auto fai da te
Step 1: Lavaggio auto e rimozione componenti
Step 2: Carteggiare l’auto
Step 3: Applicazione primer auto
Step 4: Verniciatura completa auto
Verniciatura carrozzeria e verniciatura plastiche: le differenze
Verniciare auto: bomboletta o pistola?

Quando si porta l’auto presso una carrozzeria specializzata si è consapevoli che il costo per la verniciatura sarà importante. Per questa ragione è possibile effettuare la verniciatura auto fai da te abbattendo notevolmente la spesa.

Il consiglio, per evitare risultati amatoriali, è quello di non acquistare prodotti economici ma preferire quelli appartenenti alle fasce alte di mercato. È vero che si spenderà qualcosa in più, ma l’effetto finale darà grandi soddisfazioni.

Ovviamente prima di procedere alla verniciatura fai da te si dovranno seguire scrupolosamente alcuni passaggi fondamentali per ottenere un risultato degno di nota. Trattare la carrozzeria, coprire le superfici che non dovranno andare a contatto con il colore ed avere una mano ferma garantiranno un effetto finale da professionista.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

I passaggi da compiere per poter effettuare una verniciatura auto fai da te degna di nota sono molteplici. Vediamoli nel dettaglio.

  • Step 1: Lavaggio auto e rimozione componenti
  • Step 2: Carteggiare l’auto
  • Step 3: Applicazione primer auto
  • Step 4: Verniciatura completa auto

Il primo passaggio da seguire è quello di effettuare un lavaggio accurato della carrozzeria così da rimuovere ogni impurità. Terminata questa operazione si dovrà procedere alla rimozione di elementi come fari, maniglie o paraurti che non dovranno essere verniciati. Le parti che non potranno essere rimosse andranno coperte con del nastro adesivo.

Il secondo passaggio da seguire per effettuare una verniciatura auto fai da te perfetta è quella del carteggio della carrozzeria. Nella fase iniziale è consigliabile utilizzare carta vetrata a grana grossa per poi passare ad una grana fine sino a quando non si vedrà il metallo spuntare da sotto la vernice. Una volta rimossa completamente la vernice dalla parte danneggiata, si potrà passare dello stucco per coprire i graffi più profondi.

Concluso l’operazione di carteggio si potrà applicare il primer, prodotto che consente alla vernice di aderire perfettamente. Per effettuare questa operazione è fondamentale posizionare il veicolo in un luogo al chiuso così da evitare che polvere ed altre impurità vengano a contatto con il primer rovinando il lavoro. Quando il primer si sarà asciugato sarà necessario carteggiare nuovamente la carrozzeria con carta abrasiva a carta finissima e successivamente pulire la parte interessata.

Dopo aver carteggiato il primer è fondamentale sgrassare e ripulire la superficie levigata utilizzando un panno in microfibra ed un detergente al silicone. Successivamente si potrà procedere alla verniciatura completa auto sia con la bomboletta che con la pistola, ma ovviamente i risultati delle due tecniche saranno differenti.

I passaggi che abbiamo analizzato in precedenza sono validi per la verniciatura della carrozzeria dell’auto, mentre per quel che riguarda le plastiche il procedimento sarà differente poiché si dovrà rimuovere il componente in plastica e poi pulirlo accuratamente per rimuovere ogni impurità.

Successivamente si dovrà mescolare dell’acqua tiepida con alcune gocce di acqua ragia ed applicare questa soluzione su un panno per poi passarlo sulla componente interessata dal graffio. Compiuta questa operazione sarà necessario immergere un foglio di carta vetrata nell’acqua tiepida e carteggiate la superficie sino a eliminare la vecchia vernice.

Una volta rimossa la precedente vernice si dovrà ripulire il tutto con il panno imbevuto di acqua ragia ed acqua tiepida e successivamente applicare la vernice prescelta passando più mani fino a quando l’intensità di colore desiderata non sarà raggiunta.

Abbiamo visto che per verniciare l’auto si potrà scegliere di utilizzare sia la bomboletta spray che la pistola collegata al compressore. L’effetto finale sarà maggiormente professionale nel secondo caso, anche a fronte di una spesa decisamente superiore.

Se si sceglierà di utilizzare la bomboletta bisognerà applicare il prodotto rispettando una distanza di 30 centimetri dalla carrozzeria per evitare che si formino gocce di vernice antiestetiche, mentre se si utilizzerà la pistola bisognerà applicare la vernice in maniera uniforme con un movimento orizzontale e in linea retta.

Una volta che la vernice sarà asciutta si dovrà utilizzare una levigatrice dotata di carta a grana fine ed infine pulire nuovamente la superficie trattata per poi lucidarla ed avere così una carrozzeria splendente.

Cose da sapere

Quali sono i passaggi fondamentali per verniciare un’auto fai da te?

I passaggi da compiere per poter effettuare una verniciatura auto fai da te degna di nota sono quattro: lavaggio auto e rimozione componenti, carteggiare l’auto, applicare il primer auto e quindi procedere con la verniciatura completa.

Come si verniciano le plastiche dell’auto?

Per prima cosa si dovrà rimuovere il componente in plastica, pulirlo accuratamente e quindi mescolare dell’acqua tiepida con alcune gocce di acqua ragia ed applicare questa soluzione su un panno per poi passarlo sulla componente. Compiuta questa operazione sarà necessario immergere un foglio di carta vetrata nell’acqua tiepida e carteggiate la superficie. Una volta rimossa la precedente vernice si dovrà ripulire il tutto e successivamente applicare la vernice prescelta passando più mani fino a quando l’intensità di colore desiderata non sarà raggiunta.

Che differenza tra c’è tra la bomboletta e la pistola per verniciare l’auto?

Se si sceglie la bomboletta bisognerà applicare il prodotto rispettando una distanza di 30 centimetri dalla carrozzeria, mentre se si utilizzerà la pistola bisognerà applicare la vernice in maniera uniforme con un movimento orizzontale e in linea retta.

 

Sigle pneumatici: come leggere l’etichetta delle gomme auto

Come leggere gli pneumatici? Tutto sul linguaggio delle gomme

Gli pneumatici sono l’unico punto di contatto tra la vettura e la strada e la loro scelta deve essere valutata attentamente. Le sigle pneumatici indicano differenti tipologie di gomme adatte ad ogni esigenza. Scopriamo cosa significano.

INDICE
Misure pneumatici auto: come si leggono?
La marcatura DOT e la data delle gomme/a>
Tutte le sigle dei pneumatici
Come leggere l’etichetta pneumatici

In commercio esistono differenti tipologie di pneumatici adatte a cerchi di tutte le dimensioni. Nella spalla della gomma sono indicate le misure specifiche che devono essere ben conosciute prima di procedere all’acquisto.

Se, ad esempio, si prende in considerazione degli pneumatici con la sigla 225/55 R 17 97 W, questa indicherà larghezza, altezza, misura del cerchio e indice di carico. Nello specifico 225 indica la larghezza della gomma in millimetri, 55 l’altezza del fianco messa in rapporto percentuale con la larghezza del pneumatico, 17 la misura del cerchio e 97 il carico massimo che il singolo pneumatico può sopportare da sgonfio. La lettera W, infine, indica la velocità massima che un pneumatico può raggiungere in sicurezza. I valori di riferimento sono compresi fra “A” e “Y”, dove “A” è il più basso ed “Y” il più alto. W indica la velocità massima di 270 Km/h.

Altra buona pratica da seguire prima di procedere all’acquisto delle gomme è quella di verificare la data degli pneumatici.

Per conoscere la data di costruzione delle gomme si dovrà leggere la sigla DOT, acronimo di Department of Transportation. Qui saranno indicati il codice dello stabilimento (prime due cifre), il codice delle misure (successive due cifre), l’identificativo del costruttore (opzionale e composto da 4 lettere) e la data di produzione del singolo pneumatico (ultime quattro cifre).

Per venire a conoscenza della data di costruzione sarà sufficiente leggere le ultime quattro cifre che compongono la marcatura DOT.

Sulla spalla di un pneumatico sono presenti numerose sigle. Quella più in evidenza è la marca del costruttore, mentre le altre indicheranno il modello, la destinazione d’uso, l’indicatore di usura, la sigla relativa alla tipologia (invernale, estivo o quattro stagioni) ed infine la sigla tubeless che indica l’assenza di camera d’aria.

Tra tutte queste sigle, quella cui prestare maggiore attenzione è quella relativa alla tipologia perché in determinati periodi dell’anno, in alcuni territori del nostro Paese, è obbligatorio adottare pneumatici estivi o invernali.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

L’etichetta europea sugli pneumatici fornisce informazioni su aspetti ambientali e di sicurezza delle gomme e consente di effettuare con facilità un confronto tra differenti pneumatici in termini di aderenza sul bagnato, resistenza al rotolamento e rumorosità.

Per quanto riguarda l’aderenza sul bagnato indica la tenuta di strada in caso di pioggia, così come lo spazio di frenata. La scala di valore è compresa fra le lettere “A” e “G” e pneumatici con aderenza sul bagnato di classe A posseggono un’aderenza maggiore di circa il 30% rispetto a quelle di classe “G”.

Con riferimento alla resistenza al rotolamento si indica l’efficienza energetica del pneumatico poiché questo fattore incide sul consumo di carburante per il 20%. Anche in questo caso la scala di valori riportata nell’etichetta è compresa fra la lettera “A” e la lettera “G”, dove “A” indica il massimo dell’efficientamento energetico e “G” il minimo.

Infine, con riferimento alla rumorosità, viene indicato l’inquinamento ambientale prodotto all’esterno dal rotolamento degli pneumatici. Questo valore è misurato in decibel ed è riportato sull’etichetta mediante tre barre. Se ne è presente solo una allora ci si troverà di fronte ad uno pneumatico silenzioso, mentre due barre indicano un pneumatico discretamente rumoroso ed infine tre barre segnalano uno pneumatico conforme alla direttiva ma ben più rumoroso degli altri disponibili.

Cose da sapere

Come si leggono le misure dei pneumatici?

Facciamo un esempio con degli pneumatici con la sigla 225/55 R 17 97 W, questa indicherà larghezza, altezza, misura del cerchio e indice di carico. 225 indica la larghezza della gomma in millimetri, 55 l’altezza del fianco messa in rapporto percentuale con la larghezza del pneumatico, 17 la misura del cerchio e 97 il carico massimo che il singolo pneumatico può sopportare da sgonfio. La lettera W, infine, indica la velocità massima che un pneumatico può raggiungere in sicurezza.

Come si legge la data dei pneumatici?

Per conoscere la data di costruzione delle gomme si dovrà leggere la sigla DOT (Department of Transportation). Qui saranno indicati il codice dello stabilimento (prime due cifre), il codice delle misure (successive due cifre), l’identificativo del costruttore (opzionale e composto da 4 lettere) e la data di produzione del singolo pneumatico (ultime quattro cifre).

Cosa indicano le sigle sulla spalle delle gomme?

Quella più in evidenza è la marca del costruttore, mentre le altre indicheranno il modello, la destinazione d’uso, l’indicatore di usura, la sigla relativa alla tipologia (invernale, estivo o quattro stagioni) ed infine la sigla tubeless che indica l’assenza di camera d’aria.

Che tipo di indicazioni fornisce l’etichetta dei pneumatici?

L’etichetta europea sugli pneumatici fornisce informazioni su aspetti ambientali e di sicurezza delle gomme e consente di effettuare con facilità un confronto tra differenti pneumatici in termini di aderenza sul bagnato, resistenza al rotolamento e rumorosità.

Come caricare la batteria auto? Ecco gli step da seguire

Come caricare la batteria della macchina? Ecco i 3 step da seguire

Trovarsi con la batteria auto scarica è un’esperienza che tutti hanno vissuto. La sensazione di impotenza quando si tenta di avviare il motore e non succede nulla è ben nota. Sapere come caricare la batteria dell’auto si rivela fondamentale per evitare di restare bloccati ed essere costretti a chiamare l’assistenza.

INDICE
 Carica batteria auto: come capire se la batteria è scarica
 Come caricare la batteria auto
 Cavi batteria auto: come e quando utilizzarli
 Caricare batteria auto con caricabatterie
 Ricaricare la batteria auto a spinta
 Tempo di ricarica batteria auto
 Quanti km servono per ricaricare batteria auto?
  Ricaricare batteria auto completamente scarica
 La carica batteria auto non funziona: quanto costa comprarne una nuova?

Ci sono alcuni segnali che indicano che la batteria auto è scarica e quello più comune si verifica al momento dell’accensione. Se quando si gira la chiave nel blocchetto si avverte uno strano numero proveniente dal motorino di avviamento, questo è il segnale che la batteria è scarica, mentre se le spie del cruscotto non si accendono assolutamente allora le cause potranno essere o quelle di una batteria che abbia ceduto di colpo o quelle di una batteria scollegata.

Ogni automobilista che si rispetti dovrebbe sapere come caricare la batteria auto così da non trovarsi in difficoltà nell’ipotesi in cui la vettura non si accenda. Si possono provare differenti tecniche che vi indichiamo di seguito.

Caricare la batteria auto con i cavi è il metodo più comune e conosciuto. Si dovranno collegare i cavi prima all’auto dotata di batteria carica e successivamente a quella scarica facendo attenzione a rispettare i poli positivi e negativi. Successivamente si dovrà mettere in moto l’auto con batteria scarica tenendo il motore ad un regime di rotazione di circa 2000 giri per alcuni secondi e successivamente scollegare i cavi lasciando il motore ancora acceso.

Se si ha a disposizione un caricabatterie si potrà procedere all’operazione di ricarica senza la necessità di avere una vettura con batteria carica nelle vicinanze. Si potrà collegare l’auto al caricabatterie facendo sempre attenzione ai poli negativi e positivi. I modelli più recenti di caricabatterie permettono ricariche rapide o d’emergenza e sono quelle indicate nel caso di batteria scarica.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Se non si hanno a disposizione i cavi di ricarica o un caricabatterie si potrà far partire l’auto a spinta. In questo caso sarà necessario trovare un volontario che spinga la vostra vettura mentre voi siete al volante.

Tenete premuta la frizione, inserite la seconda e quando la velocità di spinta sarà sufficiente rilasciate di colpo la frizione per mettere in moto l’auto e recarvi così dal vostro elettrauto di fiducia.

Nel momento in cui si sarà riusciti a mettere in moto la vettura con i metodi indicati in precedenza sarà sufficiente attendere pochi minuti per avere a disposizione una batteria parzialmente ricaricata.

Se, ad esempio, si è effettuata la ricarica con i cavi sarà sufficiente mantenere le due auto collegate con i cavi per una decina di minuti per poi procedere al distacco, partendo dai poli negativi per poi procedere con quelli positivi.

Se non si utilizza con frequenza la propria vettura è comune trovarsi con la batteria auto scarica. Per evitare questo problema è sempre opportuno percorrere almeno 15-20 chilometri per mantenere carica la batteria auto.

Se la batteria risulta completamente scarica si può provare ad eseguire una ricarica lenta per almeno 24 ore e solo al termine di questo periodo provare ad accendere l’auto normalmente con la chiave per vedere se il procedimento ha funzionato o meno.

Se i metodi di ricarica indicati in precedenza non hanno funzionato si sarà costretti ad acquistare  una batteria auto nuova. Il costo varia da 40 a 200 euro a seconda delle caratteristiche del modello, ed a questo prezzo si dovrà aggiungere quello della manodopera dell’elettrauto che procederà alla sostituzione.

Cose da sapere

Come capire se la batteria auto è scarica?

Ci sono alcuni segnali che indicano che la batteria auto è scarica e quello più comune si verifica al momento dell’accensione. Se quando si gira la chiave nel blocchetto si avverte uno strano numero proveniente dal motorino di avviamento, questo è il segnale che la batteria è scarica,

Come ricaricare la batteria dell’auto?

Ogni automobilista dovrebbe sapere come caricare la batteria auto così da non trovarsi in difficoltà nell’ipotesi in cui la vettura non si accenda. Si possono provare differenti tecniche: collegare la batteria alla batteria di un’altra auto con i cavi, utilizzare un caricabatterie e far ripartire l’auto a spinta.

Quanto tempo serve per ricaricare la batteria dell’auto?

Nel momento in cui si sarà riusciti a mettere in moto la vettura con i cavi, il caricabatterie o a spinta, sarà sufficiente attendere pochi minuti per avere a disposizione una batteria parzialmente ricaricata.

Cosa fare se la batteria dell’auto è completamente scarica?

Se la batteria risulta completamente scarica si può provare ad eseguire una ricarica lenta per almeno 24 ore e solo al termine di questo periodo provare ad accendere l’auto normalmente con la chiave per vedere se il procedimento ha funzionato o meno.

Quanto costa una batteria auto nuova?

Il costo di una batteria auto nuova varia da 40 a 200 euro a seconda delle caratteristiche del modello, ed a questo prezzo si dovrà aggiungere quello della manodopera dell’elettrauto che procederà alla sostituzione.