Quanto costa cambiare la cinghia di distribuzione e ogni quanto fare la sostituzione

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La manutenzione della propria vettura è una pratica da rispettare scrupolosamente per trovarsi sempre alla guida di un mezzo in perfetta efficienza. La sostituzione della cinghia di distribuzione, però, è una operazione spesso dimenticata che può comportare danni enormi.

INDICE
Cinghia di distribuzione: cos’è e a cosa serve
A quanti km si cambia la cinghia di distribuzione
Cinghia di distribuzione: il costo per la sostituzione
Cinghia di distribuzione rotta: cosa fare
Rumore cinghia distribuzione: le possibili cause

Con la definizione cinghia di distribuzione si intende un componente fondamentale del propulsore realizzato in materiale elastico che ha la funzione di sincronizzare l’albero motore con l’albero a camme.

La cinghia di distribuzione è soggetta ad una tensione importante ed una eventuale lacerazione del tessuto elastico può comportare il disallineamento dell’albero motore con quello a camme e la rottura di pistoni, valvole ed in alcuni casi della pompa dell’acqua.

Per capire quando cambiare correttamente la cinghia di distribuzione è sempre opportuno consultare il libretto di uso e manutenzione del proprio veicolo dove saranno indicati gli intervalli chilometrici.

In linea generale si può dire che in caso di utilizzo frequente dell’auto è opportuno effettuare la sostituzione tra i 60.000 ed i 120.000 chilometri, mentre se l’ utilizzo è sporadico si potrà provvedere alla sostituzione della cinghia di distribuzione ogni cinque o sei anni.

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Non esiste un tariffario unico relativo al costo per la sostituzione della cinghia di distribuzione. In generale si può affermare che il prezzo per questa operazione si aggiri sui 100 euro fino ad arrivare a 600 in caso di riparazione dei componenti come la pompa dell’acqua, i tenditori ed i cuscinetti.

Ben più elevato è il costo in caso di rottura della cinghia di distribuzione. Qui l’importo della spesa può arrivare anche a 1.000 euro a seconda dei guasti provocati sul motore perché ad essere interessati saranno i pistoni, le valvole, l’albero motore ed in alcuni casi la pompa dell’acqua. Per questa ragione è sempre bene procedere ad una manutenzione scrupolosa e rispettare gli intervalli di sostituzione indicati nel libretto fornito dalla Casa costruttrice.

In alcuni casi è possibile avvertire un cigolio proveniente dalla cinghia di distribuzione fin quando il motore non raggiunge la corretta temperatura di esercizio. Questo capita maggiormente nei mesi freddi e umidi, due elementi non proprio graditi ai cuscinetti che tengono in tensione la cinghia.

Se questi componenti non sono usurati non sarà necessario procedere alla loro sostituzione, mentre se si è superato l’intervallo prestabilito per il cambio della cinghia di distribuzione sarà fondamentale cambiare anche i cuscinetti oltre alla cinghia.

Cose da sapere

Cos’è la cinghia di distribuzione?

Con la definizione cinghia di distribuzione si intende un componente fondamentale del propulsore realizzato in materiale elastico che ha la funzione di sincronizzare l’albero motore con l’albero a camme.

Ogni quanti chilometri si deve sostituire la cinghia di distribuzione?

Per capire quando cambiare correttamente la cinghia di distribuzione è sempre opportuno consultare il libretto di uso e manutenzione del proprio veicolo dove saranno indicati gli intervalli chilometrici. In linea generale si può dire che in caso di utilizzo frequente dell’auto è opportuno effettuare la sostituzione tra i 60.000 ed i 120.000 chilometri, mentre se l’ utilizzo è sporadico si potrà provvedere alla sostituzione della cinghia di distribuzione ogni cinque o sei anni.

Quanto costa sostituire la cinghia di distribuzione?

Non esiste un tariffario unico relativo al costo per la sostituzione della cinghia di distribuzione. In generale si può affermare che il prezzo per questa operazione si aggiri sui 100 euro fino ad arrivare a 600 in caso di riparazione dei componenti come la pompa dell’acqua, i tenditori ed i cuscinetti.

Quali possono essere le cause se la cinghia di distribuzione fa rumore?

In alcuni casi è possibile avvertire un cigolio proveniente dalla cinghia di distribuzione fin quando il motore non raggiunge la corretta temperatura di esercizio. Questo capita maggiormente nei mesi freddi e umidi, due elementi non proprio graditi ai cuscinetti che tengono in tensione la cinghia.

Ricarica auto elettrica: ecco i costi e i tempi per la carica delle batterie

Ricarica auto elettrica

I costruttori stanno puntando con sempre maggiore convinzione sulle auto elettriche ed il mercato, grazie anche ad incentivi importanti, sta rispondendo con percentuali crescenti anno dopo anno. I consumatori, però, sono spesso dubbiosi in merito ai tempi ed ai costi della ricarica. Scopriamo nel dettaglio tutte le informazioni più importanti.

 INDICE
 Costo ricarica auto elettrica
 Colonnina ricarica auto elettrica: la normativa
 Quanto costa ricaricare un’auto elettrica alla colonnina
 Tempo ricarica auto elettriche
 Come si ricaricano le auto elettriche
 Come ricaricare l’auto elettrica da casa

Abbandonare la dipendenza dal petrolio per non dover più sostenere spese per il pieno di carburante è una delle maggiori attrattive offerte dall’auto elettrica. Tuttavia, nell’affrontare questo cambiamento radicale bisogna valutare il costo di ricarica delle batterie delle auto elettriche.

Se si sfrutta la propria rete domestica il costo sarà di 0,20 euro al kWh, mentre se l’operazione di ricarica sarà effettuata utilizzando una colonnina a corrente alternata da 11 o 22 kW il costo sarà di 0,45 euro al kWh.

Qualora, invece, si opti per una ricarica presso le colonnine fast charge con corrente continua da 50 kW, il costo per ricaricare l’auto elettrica sarà di 0,55 euro kWh.

Grazie al decreto legislativo 257/2016, ed entrato in vigore nel 2018, l’Italia ha recepito la direttiva europea in materia di ricarica auto elettrica .

Stando alla normativa in vigore vi è l’obbligo di predisporre punti di ricarica nei nuovi edifici residenziali con almeno 10 unità abitative, includendo anche edifici a diverso uso con superficie utile superiore a 500 metri quadrati e gli edifici soggetti a ristrutturazione profonda.

Sarà quindi obbligatorio predisporre un numero di punti di ricarica pari al 20% dei posti auto presenti, ed inoltre i distributori di energia elettrica dovranno cooperare su base non discriminatoria con qualsiasi operatore dei punti di ricarica accessibili al pubblico.

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La domanda “Quanto costa ricaricare un auto elettrica alla colonnina?” ha una risposta che potrà far felici tutti coloro che stanno pensando di passare alle auto elettriche.

In generale si può affermare che il costo di ricarica di un’auto elettrica tramite colonnina varia a seconda del fornitore ed oscilla da circa 0,45€ al kW fino ad una potenza di 22 kWh, (ed in questo caso si parla di ricarica lenta), fino a circa 0,50€ per kW per una ricarica veloce.

Uno dei maggior scogli che al momento deve affrontare il mondo delle auto elettriche è quello relativo ai tempi di ricarica.

Sicuramente questa operazione non è immediata come fare il pieno di carburante tradizionale, ma lo sviluppo delle tecnologie sta facendo fare passi da gigante alle Case in questo campo.

Ad oggi per effettuare una ricarica completa sfruttando un impianto tradizionale il tempo per la ricarica di un’auto elettrica è di circa 8 ore. In questo caso l’ideale sarà sfruttare la colonnina di ricarica nel corso della notte così da avere l’auto col pieno la mattina seguente.

La maggior parte dei costruttori, però, promette la possibilità di ricaricare l’80% della batteria in soli 30 minuti così da poter avere una riserva di energia sufficiente per affrontare senza ansia gli spostamenti quotidiani.

Ricaricare l’auto elettrica è un gioco da ragazzi. Ovviamente bisognerà sempre avere a mente la quantità di energia residua e pianificare per tempo la sosta così da programmare tutte le attività da svolgere durante l’operazione.

Una volta individuata la colonnina di ricarica prescelta si dovrà abilitare il pagamento tramite l’app o la scheda di ricarica messa a disposizione dalla compagnia elettrica e successivamente si potrà connettere il cavo con la vettura.

Lo stato di ricarica si potrà controllare anche tramite app così da sapere anche da remoto quando si potrà tornare daccapo alla guida della propria vettura.

È possibile ricaricare un’auto elettrica anche a casa sfruttando una normale presa di corrente. Nella maggior parte dei casi non è necessario richiedere alla propria compagnia elettrica un aumento di kilowatt, ma è una scelta consigliata così da non essere vincolati nell’utilizzo di altri dispositivi mentre la macchina è collegata.

In quest’ultimo caso, se si decide di aumentare la potenza della propria rete domestica, è meglio acquistare o noleggiare una wall box, un dispositivo che viene installato accanto alla presa per ricaricare l’auto in sicurezza.

Cose da sapere

Quanto costa ricaricare un’auto elettrica?

Se si sfrutta la propria rete domestica il costo per la ricarica di un’auto elettrica sarà di 0,20 euro al kWh, mentre se l’operazione di ricarica sarà effettuata utilizzando una colonnina a corrente alternata da 11 o 22 kW il costo sarà di 0,45 euro al kWh.

Qualora, invece, si opti per una ricarica presso le colonnine fast charge con corrente continua da 50 kW, il costo per ricaricare l’auto elettrica sarà di 0,55 euro kWh.

Quanto costa ricaricare l’auto elettrica ad una colonnina?

In generale si può affermare che il costo di ricarica di un’auto elettrica tramite colonnina varia a seconda del fornitore ed oscilla da circa 0,45€ al kW fino a una potenza di 22 kWh, (ed in questo caso si parla di ricarica lenta), fino a circa 0,50€ per kW per una ricarica veloce.

Quanto ci vuole per ricaricare un’auto elettrica?

Ad oggi per effettuare una ricarica completa sfruttando un impianto tradizionale il tempo per la ricarica di un’auto elettrica è di circa 8 ore. In questo caso l’ideale sarà sfruttare la colonnina di ricarica nel corso della notte così da avere l’auto col pieno la mattina seguente.

La maggior parte dei costruttori, però, promette la possibilità di ricaricare l’80% della batteria in soli 30 minuti così da poter avere una riserva di energia sufficiente per affrontare senza ansia gli spostamenti quotidiani.

Si può ricaricare l’auto elettrica a casa?

È possibile ricaricare un’auto elettrica anche a casa sfruttando una normale presa di corrente. Nella maggior parte dei casi non è necessario richiedere alla propria compagnia elettrica un aumento di kilowatt, ma è una scelta consigliata così da non essere vincolati nell’utilizzo di altri dispositivi mentre la macchina è collegata

Ricambi auto online: dove trovare convenienze e sicurezza

Ricambi auto online

Uno dei vantaggi offerti dalla tecnologia con la quale ormai ci interfacciamo ogni giorno è quello di poter acquistare qualsiasi oggetto comodamente da casa. Soprattutto durante il periodo di lockdown si sono impennate le percentuali di soggetti che hanno deciso di acquistare ricambi auto online così da poter dedicare attenzioni alla propria vettura senza la scomodità di doversi recare personalmente in negozio.

INDICE
Ricambi auto usati online
Miglior sito ricambi auto online
Pezzi di ricambio auto online

Spesso, pur di risparmiare qualcosa, si è disposti a recarsi presso un autodemolitore per trovare il pezzo di ricambio desiderato senza essere costretti a sborsare cifre importanti per componenti da installare su vetture con molti anni sulle spalle.

Questa pratica adesso è possibile anche con i ricambi auto online. Sono molti, infatti, i siti internet dove è possibile trovare componenti specifici per la propria vettura con la comodità di non dover uscire di casa e ricevere il pezzo desiderato direttamente a domicilio.

Per essere certi che i ricambi auto online siano specifici per la propria vettura è possibile sia inserire il codice del prodotto cercato che effettuare la ricerca filtrando per tipologia di prodotto, marca ed anno di produzione.

Tra i siti leader del settore dei ricambi auto usati online si segnala Ricambipro.it. Il portale consente non solo di acquistare, ma anche di vendere i pezzi di ricambio ed a questo aderiscono innovative aziende di autodemolizioni.

Per garantire la massima sicurezza agli acquirenti le autodemolizioni sono certificate direttamente da RicambiPro.it attraverso un attento processo di valutazione e approvazione rigoroso. Inoltre grazie alle diverse partnership con le maggiori piattaforme di vendita online consente agli autodemolitori di pubblicare in automatico anche sulle piattaforme partner.

Sul web sono numerosi i siti di ricambi auto online in grado di soddisfare ogni esigenza, ma spesso ci si può mostrare diffidenti di fronte a questa offerta perché non si conosce l’affidabilità del venditore.

Tra i siti più sicuri di ricambio auto online non si può non citare Autodoc. Questo presenta infatti un catalogo con oltre 1,5 milioni di pezzi da 300 diverse marche automobilistiche e per garantire la sicurezza nei pagamenti, che possono avvenire con carta di credito, PayPal o bonifico, offre una connessione crittografata.

Altro negozio online di ricambi auto da tenere in grande considerazione è Autoparti. Anche in questo caso la scelta è vasta ed è presente un database di oltre 75 000 modelli di auto, ma la funzione che rende decisamente semplice la ricerca del ricambio desiderato è quella tramite l’inserimento del numero di targa così da andare a colpo sicuro.

Infine, quando si parla di siti di ricambi auto online, non può mancare un gigante dell’e-commerce come eBay. Sul portale, infatti, sono presenti milioni di inserzionisti che sfruttano questa piattaforma per proporre al mondo intero i prodotti del proprio magazzino a prezzi decisamente competitivi. Basterà inserire nella barra di ricerca il ricambio desiderato ed il modello di auto per il quale si effettua la ricerca e poi filtrare le informazioni in base alla condizione (nuovo o usato), prezzo, formato d’acquisto (asta o compralo subito), provenienza e modalità di spedizione per trovare in pochi click il ricambio auto online che fa al caso vostro.

Sono numerosi i siti web dove è possibile acquistare ricambi auto online ed il numero continua a crescere in considerazione del risparmio di tempo e denaro che questi garantiscono rispetto alla vendita tradizionale.

Un altro portale decisamente apprezzato dagli utenti è Misterauto. Anche in questo caso la ricerca del ricambi auto carrozzeria online può essere effettuata sia inserendo il numero di targa del proprio veicolo che utilizzando i filtri con i quali scegliere marca, modello ed allestimento.

Inoltre è presente un ampio catalogo ricambi auto online con oltre 1 milione di pezzi in magazzino e spesso è possibile poter usufruire di sconti riservati ad alcune categorie di prodotti che rendono l’acquisto ulteriormente conveniente.

Non si può poi concludere la nostra guida sulla vendita ricambi auto online senza menzionare Pezzidiricambio24.it. Il sito offre la spedizione gratuita per tutti gli ordini di un importo superiore a 140 euro ed in caso non si riesca a trovare il pezzo di ricambio desiderato si potrà contattare direttamente l’azienda per procedere all’ordine.

Anche in questo caso si potrà scegliere se acquistare i ricambi auto online tramite numero di targa o selezionando manualmente il modello desiderato per poi procedere al pagamento elettronico in totale sicurezza.

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Come cambiare i tergicristalli in pochi semplici passi

Come sostituire le spazzole del tergicristallo in pochi semplici passi

Quando ci si mette alla guida della propria auto, è fondamentale che tutti i dispositivi presenti siano sempre efficienti in modo da garantire una totale sicurezza a chi si trova alla guida. Tra i vari elementi da controllare, per avere costantemente una visibilità ottimale, non si devono mai sottovalutare le spazzole tergicristallo. Se, infatti, le spazzole tergicristallo sono particolarmente usurate, al momento del loro utilizzo in caso di pioggia il parabrezza, ed anche il lunotto posteriore, non verranno puliti adeguatamente e, di conseguenza, la visibilità risulterà compromessa. Questa guida vuole quindi aiutare l’automobilista a capire come cambiare i tergicristalli in modo semplice e rapido.

INDICE
Cambiare i tergicristalli: le misure
Come cambiare i tergicristalli
Come smontare le spazzole tergicristalli
Come cambiare la spazzola tergicristallo posteriore
Quando cambiare le spazzole tergicristallo

Prima di procedere all’acquisto delle nuove spazzole sarà fondamentale avere ben chiare le misure delle spazzole tergicristallo. Questi elementi, infatti, variano in base alla differente tipologia di auto e alle differenti ampiezze del parabrezza. Bisogna inoltre ricordare come la dimensione della spazzola lato guida differisce di qualche centimetro da quella riservata al lato passeggero.

Le misure delle spazzole tergicristallo potranno essere prese sia manualmente, sia tramite una veloce ricerca sui vari siti web. Una volta individuate, si potranno acquistare i nuovi elementi e procedere al cambio tergicristalli.

Effettuato l’acquisto, è giunto il momento di cambiare le spazzole tergicristallo. Cambiare i tergicristalli è una operazione che può essere compiuta dal rivenditore presso cui si sono acquistate le spazzole, ma data la semplicità della stessa il tutto si può effettuare anche da soli.

In questo caso bisogna alzare entrambi i braccetti dei tergicristalli, mantenendoli fermi in posizione verticale. Successivamente si deve poi cercare il punto in cui la spazzola si collega al braccetto. Trovato questo elemento, con una mano si dovrà tenere fermo il braccetto mentre con l’altra si potrà procedere a smontare il tergicristallo.

Una volta che le spazzole tergicristallo ormai usurate saranno state tolte dal braccetto, si potrà procedere al montaggio dei nuovi elementi. Anche in questo caso l’operazione è semplice da effettuare. Bisognerà soltanto far scorrere le nuove spazzole nel braccetto, compiendo in questo caso una operazione opposta allo smontaggio, e successivamente procedere ad una leggera rotazione sino a quando non si sentirà uno scatto che indicherà che il cambio tergicristalli è stato effettuato correttamente.

Spesso si sottovaluta l’importanza della visibilità dal lunotto posteriore e si procede unicamente alla sostituzione delle spazzole tergicristallo anteriori tralasciando, invece, la sostituzione del tergicristallo posteriore. Per evitare di compiere questo errore, in questa guida verrà spiegato anche come cambiare la spazzola tergicristallo posteriore.

Anche in questo caso bisognerà prendere con precisione le misure della spazzola. Se questa è intercambiabile, l’operazione durerà pochi secondi. Bisognerà infatti sollevare il braccetto per poi sganciare la spazzola e inserire il nuovo prodotto, mentre se la spazzola non è intercambiabile si dovrà comprare l’intero braccetto, svitare il vecchio dal supporto, e avvitare infine il nuovo elemento.

Le spazzole tergicristallo sono elementi realizzati in gomma e quindi sono soggetti all’usura dovuta agli elementi esterni. Uno dei principali nemici delle spazzole è il sole. L’azione dei raggi UV, infatti, è il nemico principale delle spazzole tergicristallo, ma non il solo. Anche l’acidità della pioggia e lo smog contribuiscono a deteriore le spazzole.

Per capire quando i tergicristalli, si dovrà quindi prestare attenzione ai segnali provenienti dalle stesse. Se, infatti, al momento del loro utilizzo in caso di pioggia, il parabrezza o il lunotto posteriore non saranno puliti a dovere e verranno lasciati dei segni sugli stessi, significa che le spazzole tergicristallo sono ormai usurate e devono essere sostituite.

Batteria auto: durata e prezzi per un controllo della vettura al top

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Tra gli elementi da mantenere sotto controllo per il corretto funzionamento della propria vettura, la batteria auto è uno dei più importanti perché consente non solo l’accensione del propulsore, ma anche il funzionamento dei servizi di bordo e l’illuminazione dell’abitacolo a vettura ferma.

Carica batteria auto

Quando parliamo di batteria auto intendiamo un dispositivo che consente l’accumulo di energia elettrica tramite un processo chimico. Sono presenti due elettrodi, uno positivo ed uno negativo, immersi in un elettrolita la cui funzionalità è quella di accumulare energia elettrica e rilasciarla sotto forma di corrente continua.

La batteria auto mantiene la carica sfruttando la potenza in eccesso del motore ed eroga una breve scarica di potenza della durata di alcuni secondi, per consentire l’accensione del motorino di avviamento.

Nei casi in cui si debba procedere alla carica della batteria auto, si deve preliminarmente conoscere il modello adottato sulla propria vettura. Questa informazione può essere reperita controllando direttamente la batteria auto, oppure consultando il sito internet della casa costruttrice della vettura.

Le batterie maggiormente presenti in commercio sono quelle al piombo-acido con elettrolita liquido, mentre le batterie AGM, completamente sigillate, sono meno presenti a meno che non vengano montate come pezzo personalizzato dopo l’acquisto della vettura.

Per poter procedere alla carica batteria auto sarà necessario dotarsi dei cavetti da utilizzare collegandoli ad una batteria funzionante. Si dovrà procedere collegando il cavetto rosso, con i morsetti sui poli positivi, prima alla batteria scarica e poi a quella carica, per poi collegare il cavetto nero, relativo ai poli negativi, sempre collegandolo prima alla batteria scarica e solo successivamente a quella carica.

La batteria auto carica trasmetterà l’energia a quella scarica e vi consentirà di mettere in moto la vostra auto per potervi poi recare presso un’officina e sostituire la batteria auto.

Batteria auto scarica

Se la batteria auto è scarica sarà impossibile accendere il motore della propria vettura girando semplicemente la chiave. In questo caso si potrà tentare o la partenza a spinta o utilizzare il metodo di carica della batteria tramite cavetti, come descritto sopra. L’impossibilità di accensione del motore non è l’unico segnale di batteria auto scarica.

Durata batteria auto

La batteria auto di una vettura appena acquistata ha una durata più lunga perché appena uscita di fabbrica. Solitamente la durata della batteria auto è di 4 o 5 anni, ma qualora si accusassero dei malfunzionamenti prima di questo periodo sarà necessario procedere alla sostituzione anticipata.

Batteria auto: prezzi

Non esiste un prezzo fisso per la batteria auto poiché molto dipende dalle prestazioni, come la portata. In media si parte da un minimo di 40 euro per arrivare sino a 200 euro. Al momento dell’acquisto della batteria auto sarà fondamentale sceglierne una di portata almeno pari a quella presente nel primo equipaggiamento.

Batteria auto: garanzia

Se la batteria auto acquistata dovesse rivelarsi difettosa, si ha diritto alla sostituzione del prodotto entro due anni e questo grazie al D.lgs n.24 del 2004 secondo cui: “Tutti i prodotti godono di 24 mesi di garanzia legale, sia si tratti di vizi o di difetti di conformità o mancanza di qualità promesse”

Se l’acquisto è effettuato da una impresa o da un soggetto possessore di partita IVA, che richiede la fattura, il termine della garanzia della batteria auto scende ad un anno dall’acquisto.

Sostituire batteria auto

I passi da seguire per sostituire la batteria auto sono i seguenti:

  • spegnere il motore dell’auto e disinserire la chiave;
  • togliere le coperture e allentare il morsetto negativo, contrassegnato dal colore nero, e successivamente compiere la stessa operazione con il morsetto positivo di colore rosso;
  • svitare le due viti del supporto della batteria e rimuoverlo;
  • rimuovere la batteria auto scarica ed inserire quella nuova;
  • collegare nuovamente i morsetti partendo prima da quello positivo per poi passare a quello negativo;
  • riposizionare le coperture ed avvitare il supporto della batteria.

Come gonfiare le gomme dell’auto correttamente

Come gonfiare le gomme dell'auto correttamente

Non commettere errori nel gonfiare i pneumatici auto significa garantirne un consumo più omogeneo e una durata prolungata. Per ottenere tale risultato occorre tuttavia seguire alcune regole fondamentali. Vediamo quali.

INDICE
Gonfiare le gomme auto correttamente
Quanto gonfiare le gomme?
Come gonfiare le gomme auto

Gonfiare le gomme ai valori corretti è fondamentale non solo per prolungarne la durata, ma soprattutto per garantire la massima sicurezza alla guida. Un errore all’apparenza banale, come gonfiare i pneumatici dell’auto in maniera inopportuna, può infatti peggiorare la guidabilità del veicolo e provocare comportamenti anomali che cambiano in presenza di valori pressori inferiori o superiori alla norma.

Per evitare di commettere questo errore è sempre necessario utilizzare un misuratore di pressione gomme. Grazie alla scala riportata su questo strumento sarà possibile effettuare il gonfiaggio gomme in maniera corretta rispettando i valori di pressione raccomandati.

Ogni automobile, com’è noto, viene equipaggiata con pneumatici di misura e caratteristiche tecniche adeguate alla sua potenza e alle sue dimensioni. Le pressioni consigliate sul libretto d’uso e manutenzione o sull’apposita etichetta applicata sulla carrozzeria (solitamente nella cornice interna dello sportello del guidatore) possono dunque differire fra un veicolo e l’altro anche a parità di gomme.

Ciò significa che due veicoli diversi, sebbene equipaggiati con le stesse gomme, possono riportare dei range di pressione del tutto differenti. Insieme alla distrazione, questa caratteristica rappresenta inoltre una delle cause più comuni degli errori di gonfiaggio dei pneumatici.

Per scoprire se è necessario gonfiare i pneumatici, ci si può servire del sensore di pressione, uno strumento piccolo ma efficiente, che permette di monitorare in ogni momento lo stato pressorio delle ruote fornendo una rilevazione precisa.

La pressione delle gomme si misura in un valore chiamato “bar”: se per la maggior parte degli pneumatici, il valore corretto si aggira intorno ai 2.0 e 3.0 bar, è sempre opportuno verificare l’etichetta applicata sulla carrozzeria e le condizioni stradali e meteorologiche. Per esempio, in caso di gomme invernali, il valore è diverso: si suggerisce di aumentare il valore normale di 0.2 bar, per via delle condizioni climatiche fredde che condizioneranno la pressione dello pneumatico facendola abbassare leggermente.

Le gomme troppo sgonfie presentano un’impronta a terra maggiorata a causa dell’afflosciamento della spalla, da cui consegue un aumento dell’usura laterale e del rischio di forature. Esse aumentano anche le possibilità di perdere il controllo del veicolo nelle manovre d’emergenza o alle alte velocità, provocando, di conseguenza, un aumento del rischio d’incidenti. Come se non bastasse, circolare con le gomme sgonfie provoca inoltre un maggior consumo di carburante e un degrado precoce del battistrada esterno, facendo così lievitare i costi di manutenzione dell’auto.

Viceversa, una pressione eccessiva dei pneumatici causa una riduzione della loro impronta a terra. Quest’ultima, a sua volta, comporta l’usura precoce del centro del battistrada, l’ovalizzazione delle gomme e, soprattutto, la perdita di aderenza in curva o sulle superfici scivolose.

Prima di gonfiare i pneumatici dell’auto bisogna innanzitutto procedere alla lettura dei range di pressione consigliati sul libretto di manutenzione o sull’apposito adesivo presente sul veicolo. Come regola generale, inoltre, è fondamentale non superare, in eccesso o in difetto, i valori riportati sulla spalla del pneumatico.

In entrambi i casi, infatti, si incide negativamente sulla durata del pneumatico, oltre ad esporsi a rischi relativi ad una scarsa aderenza al fondo stradale e a maggiori costi per il consumo del carburante.

Al fine di garantire un gonfiaggio rapido e ottimale, è opportuno servirsi di un compressore volumetrico (disponibile anche nelle comuni stazioni di servizio) dotato di un’apposita pistola con manometro e di un adattatore compatibile con le comuni valvole Schrader. Gli pneumatici devono poi essere gonfiati rigorosamente a freddo, in quanto il calore prodotto dal rotolamento provoca un aumento della pressione interna, impedendo la corretta misurazione e calibrazione della stessa.

Per gonfiare ognuna delle gomme (inclusa quella di scorta) basta invece rimuovere il cappuccio della valvola, collegare il compressore e azionarlo per pochi istanti, avendo cura di verificare l’aumento di pressione desiderato sul manometro.

La pressione è espressa in bar e viene indicata da due numeri. Il primo si riferisce agli pneumatici anteriori e l’altro a quelli posteriori. Ovviamente, nel gonfiare pneumatici si deve sempre utilizzare la stessa pressione sia per le gomme dell’asse anteriore che per quelle dell’asse posteriore.

 

Come riutilizzare vecchi pneumatici?

Come riutilizzare vecchi pneumatici?

Dalla strada alla discarica: la vita degli pneumatici sembra risolversi così per la maggior parte dei consumatori, dopo che hanno capito che è neccessario sostituire le gomme delle loro auto, e questo sembra esser ancor più vero se si pensa che sono oltre 2 milioni gli pneumatici che ogni anno vengono gettati via come comuni rifiuti. Il danno all’ambiente è evidente, ma è possibile rimediare.

Tra i trend del 2020, data la dirompenza del messaggio di Greta Thunberg e il successo dei FridayForFuture, c’è sicuramente l’attenzione per l’ambiente. In tutti i settori l’eco sostenibilità è diventata un aspetto con cui fare i conti: fra questi vi sono anche il settore dei pneumatici. Vediamo quindi come riutilizzare vecchi pneumatici ispirandoci ad alcune idee creative. Se non avete ancora comprato gli pneumatici nuovi, potete trovarli su ebay.it/pneumatici-per-auto.

Come fare fioriere con pneumatici o vasi pensili

Uno dei modi più semplici per riutilizzare gli vecchi pneumatici usurati è quello di trasformarli in fioriere. Il primo consiglio utile per raggiungere il vostro scopo è quello di lavarli accuratamente. Ovviamente, a seconda dei colori che contraddistinguono il vostro spazio all’aperto, potrete decidere anche di verniciarli. Se avete intenzione di costruire un vaso pensile, allora non dovrete far altro che fissare un chiodo al muro per appendervi la gomma.

A questo punto create dei buchi sulla parte bassa dello pneumatico, indispensabili a drenare l’acqua, e riempite l’incavo in basso con il terriccio più idoneo alla tipologia di piante che volete piantare. Nel caso in cui vi state chiedendo come fare fioriere con pneumatici usati da posare in giardino, allora dopo aver lavato e verniciato la gomma, inchiodate su un lato un foglio di compensato. La fioriera è pronta non resta che riempirla di terra.

Fioriere con pneumatici

Come riciclare pneumatici usati: trasformateli in pouf o tavoli d’appoggio

Gli pneumatici usati possono trasformarsi in bellissimi pouf. Per la costruzione di un pouf avrete bisogno di due gomme. Posizionate i due pneumatici uno sull’altro e con un trapano fate dei buchi utili a fissare delle lunghe viti: bloccateli con dei dadi per rendere la struttura più solida. Verniciate poi la gomma: questo farà sì che il pouf sia in linea con lo stile del resto della casa.

Completate la struttura fissando un cuscino in gommapiuma ad un cerchio di compensato, e foderate il tutto con la stoffa che preferite. Il cuscino realizzato andrà incollato ad un cerchio di compensato più grande: questo passaggio lo renderà più stabile. Infine fissate con della colla bioadesiva la struttura del cuscino alle gomme.

Se desiderate invece dar vita ad un tavolino, realizzate con gli pneumatici la medesima struttura prodotta per il pouf: sostituite però il cuscino con una lastra di vetro, una lamina di legno o anche uno specchio. Incollate, infine, il pianale alla struttura delle gomme.

Come riutilizzare i vecchi pneumatici: trasformateli in una cuccia

Se avete un cane o un gatto, potete trasformare i pneumatici in un comodo giaciglio. La struttura è semplice: basta avere una gomma, lavata e verniciata a vostro piacimento. Per costruire la cuccia ideale, chiudete un lato della gomma con un foglio di compensato. Ora avete un contenitore che basterà riempire con calde coperte per coccolare il vostro cucciolo.

Fare esercizi con gli pneumatici

Col il progressivo diffondersi degli allenamenti funzionali, capita sempre più spesso di vedere utilizzati vecchi pneumatici durante nelle sale fitness o all’aria aperta. Allenarsi con gli pneumatici – pratica che prende il nome di “Tire Training” – serve in particolare per incrementare la forza resistente e la potenza. Dal semplice ribaltamento della ruota al salto dentro e fuori dal buco della gomma, gli esercizi con gli pneumatici possono anche essere divertenti!

Esercizi con pneumatici

Additivo diesel: per una vettura pulita e prestazioni al top

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La manutenzione della propria vettura è una pratica che ogni automobilista che si rispetti deve compiere, per fare in modo che la durata delle componenti si possa prolungare, evitando spiacevoli sorprese.

I moderni motori, specialmente quelli a gasolio, possono essere curati mediante l’utilizzo di additivo diesel. Scopriamo insieme cos’è e come funziona.

Additivo diesel: cos’è

L’additivo diesel è un elemento che consente la pulizia della camera di combustione, degli iniettori e di altre componenti del motore e garantisce al propulsore di funzionare in modo decisamente efficace, diminuendo anche i consumi.

In un motore diesel le impurità del carburante possono causare la sporcizia degli iniettori e intasare la camera di combustione, limitando le prestazioni dell’auto.

Soprattutto i propulsori moderni stanno diventando sempre più sensibili all’aggiunta di sporcizia e sedimenti che si formano nei serbatoi dei benzinai. Inoltre, a seguito della direttiva europea 2003/30/CE, tutte le tipologie di diesel devono contenere una percentuale di biodiesel intorno 15% del totale, per abbassare l’impatto ambientale della produzione di benzina, miscelando ad essa il derivato di una fonte energetica rinnovabile.

In questa miscela, la presenza di biodiesel aumenta il proliferare di batteri sul fondo delle cisterne e dei serbatoi, ed il rischio che questi vengano trasferiti direttamente nelle camere di combustione dei motori è aumentato nel corso degli anni.

L’additivo gasolio ha il compito di eliminare tutte queste impurità tornando a far brillare le prestazioni del motore diesel.

Additivo diesel: come funziona

Sono presenti in commercio esistono due differenti tipi di additivo diesel. Il primo contiene una composizione ricca di sostanze biocide che hanno il compito di eliminare le impurità lasciate da un uso frequente del biodiesel. Il secondo, invece, elimina tutte le impurità pulendo gli iniettori, rimuove i residui del biodiesel, e lubrifica tutte le componenti con cui entra in contatto.

Si possono utilizzare entrambi gli additivi così da garantire prestazioni perfette al motore diesel della propria vettura.

Non esiste una regola generale per quel che riguarda l’utilizzo dell’additivo diesel, ma quando si inizia a notare una perdita di potenza e brillantezza del motore, significa che è giunto il momento di utilizzare l’additivo gasolio. In ogni caso si può utilizzare l’additivo ogni 20.000 Km.

Altri segnali che indicano la presenza di impurità nel motore sono: le emissioni notevoli di gas di scarico, l’accensione difficoltosa del motore, problemi in fase di accelerazione, consumi elevati o arresti frequenti del propulsore.

Additivo diesel: come usarlo

Una volta acquistato l’additivo diesel sarà necessario portare il livello di carburante oltre il livello di riserva, in modo che il serbatoio sia quasi vuoto. Successivamente, si dovrà versare l’additivo nel serbatoio, rispettando scrupolosamente le dosi indicate sulla confezione e poi rifornire di carburante la vettura. Compiute queste operazioni, l’additivo gasolio svolgerà la sua funzione di pulizia del motore. Fate attenzione a ripetere questa procedura ogni 20.000 Km.

Additivo diesel: costi

I costi dell’additivo diesel non sono proibitivi e in media i prezzi variano da 20 a 30 euro al litro. Forse il costo potrà sembrare eccessivo, vista la quantità della confezione, ma il risparmio di carburante garantito dall’utilizzo, ammortizzerà la spesa nel tempo.

Additivo benzina

Gli additivi non sono riservati esclusivamente ai motori diesel ma anche a quelli benzina. Per garantire il perfetto funzionamento di questi, ed avere prestazioni sempre brillanti, può essere utilizzato l’additivo benzina.

Anche in questo caso, così come per i motori diesel, l’additivo benzina viene in soccorso quando si vogliono incrementare le prestazioni del propulsore o quando si vogliono ridurre i consumi ed eliminare le perdite di potenza.

Grazie all’additivo benzina si potrà migliorare la capacità di controllare l’accumulo dei depositi, sia sulla punta dell’iniettore, che all’interno dell’iniettore stesso, e proteggere l’intero impianto di alimentazione.