Pneumatici 4 stagioni: come scegliere i migliori

Pneumatici 4 stagioni: caratteristiche e prestazioni

Con l’arrivo della stagione invernale milioni di automobilisti sono costretti ad effettuare il cambio gomme per montare quelle adatte ad affrontare terreni resi scivolosi da pioggia, fango e neve. Le gomme 4 stagioni sono una ottima via di mezzo tra gli pneumatici estivi e quelli invernali e consentono di circolare tutto l’anno senza l’obbligo del cambio gomme.

INDICE
Cosa sono le gomme 4 stagioni
Come capire se le gomme sono 4 stagioni
Simbolo gomme 4 stagioni
Cosa significa m+s?
Gomme quattro stagioni: normativa
Gomme invernali o quattro stagione: quali scegliere?
Come scegliere i migliori pneumatici 4 stagioni
Prezzi gomme 4 stagioni

Con la definizione di gomme auto 4 stagioni si intende quella particolare tipologia di pneumatici studiati per offrire ottime performance sia nel periodo invernale che in quello estivo. Grazie alla particolare tecnologia del battistrada, le gomme 4 stagioni offrono un ottimo livello di aderenza in ogni condizioni di asfalto e consentono all’automobilista di non essere costretto due volte l’anno al cambio pneumatici per passare dalle gomme estive alle invernali e viceversa.

Per evitare di cadere in errore ed essere certi di acquistare gomme 4 stagioni si devono tenere a mente alcune caratteristiche specifiche di questi pneumatici. Basterà guardare il battistrada per accorgersi di una maggiore profondità dello stesso rispetto alle gomme estive, mentre sul fianco delle gomme 4 stagioni è presente una sigla, M+S, che indica la tipologia di pneumatico “all season”.

Per essere certi di acquistare pneumatici 4 stagioni si dovrà guardare con attenzione la spalla della gomma. Qui, oltre ad essere indicata la misura dello pneumatico e la marca, sarà presente anche la sigla M+S che indica espressamente come quella sia una gomma 4 stagioni. In alcuni casi può essere presente la sigla 4S, con la quale si indicano appunto le quattro stagioni. Su alcuni modelli di gomme 4 stagioni, oltre a questa sigla, può essere presente anche il simbolo del fiocco di neve rappresentato all’interno di una montagna con tre cime. Questo, in realtà, è il simbolo caratteristico degli pneumatici invernali e delle gomme termiche, utilizzato per attestare la buona tenuta della gomma anche in condizioni estreme, come strada ghiacciata ed innevata, e ad una temperatura al di sotto dei 7°C.

Se vi state chiedendo cosa significa la sigla M+S la risposta è presto detta. Con le due lettere ed il simbolo matematico, infatti, si indicano le parole inglese Mud e Snow, ovvero fango e neve.

Ciò che differenzia i modelli più recenti di pneumatici 4 stagioni dai modelli tradizionali è la possibilità di poter essere utilizzati in ogni periodo dell’anno. La conformazione strutturale del loro battistrada fa in modo che questo particolare tipo di pneumatico sia in grado di garantire la giusta aderenza al manto stradale a prescindere dalle condizioni meteo esterne.

Il nostro Codice della Strada, all’articolo 122  comma 8 del Regolamento, dispone l’obbligo di utilizzare catene da neve o pneumatici da neve in presenza del determinato segnale di obbligo. Gli automobilisti dotati di gomme 4 stagioni hanno però la possibilità di circolare liberamente perché questa tipologia di pneumatici, secondo la normativa italiana, è in grado di sostituire le catene da neve. Il Ministero dei Trasporti ha quindi evidenziato la perfetta uguaglianza tra l’uso degli pneumatici 4 stagioni e le catene da neve montate.

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Per capire se convenga montare gomme 4 stagioni o gomme invernali si deve considerare la tipologia di utilizzo della propria vettura. Le gomme 4 stagioni, infatti, sono maggiormente indicate a chi percorre pochi chilometri l’anno dato che le specifiche tecniche del battistrada comportano un deterioramento rapido rispetto ad una gomma estiva.

Le gomme invernali, invece, sono indicate per chi utilizza frequentemente la propria vettura. Al termine del periodo di obbligo, sarà sufficiente effettuare il cambio gomme, montare quelle estive e riporre quelle invernali in modo certosino per poterle riutilizzare senza problemi al ritorno della stagione fredda.

Non esiste una regola generale che consenta di stabilire a priori quale siano le migliori gomme 4 stagioni presenti in commercio. Ovviamente, grazie alla continua ricerca ed al costante sviluppo, le aziende più note proporranno sul mercato prodotti sempre più performanti in ogni condizione di asfalto.

Il nostro consiglio è quello di essere costantemente aggiornati sulle ultime novità presenti in rete e di chiedere informazioni al gommista di fiducia per effettuare la scelta più adeguata alle proprie esigenze.

Le gomme 4 stagioni hanno un prezzo mediamente più alto rispetto agli pneumatici estivi o a quelli prettamente invernali. In linea di massima, considerando solo le marche più note, si può affermare come il prezzo per le gomme 4 stagioni parta da circa 50 euro a pneumatico per arrivare a sfiorare anche i 250 euro. Ovviamente nella valutazione del prezzo devono considerarsi le misure della gomma 4 stagioni e la tecnologia adottata per il battistrada.

Cose da sapere

Cosa sono i pneumatici 4 stagioni?

Le gomme auto 4 stagioni sono una particolare tipologia di pneumatici studiati per offrire ottime performance sia nel periodo invernale che in quello estivo. Grazie alla particolare tecnologia del battistrada, le gomme 4 stagioni offrono un ottimo livello di aderenza in ogni condizioni di asfalto.

Come si riconoscono i pneumatici 4 stagioni?

Basterà guardare il battistrada per accorgersi di una maggiore profondità dello stesso rispetto alle gomme estive, mentre sul fianco delle gomme 4 stagioni è presente una sigla, M+S, che indica la tipologia di pneumatico “all season”.

Cosa significa la sigla M+S sui pneumatici 4 stagioni?

Con le due lettere ed il simbolo matematico, infatti, si indicano le parole inglese Mud e Snow, ovvero fango e neve

Come scegliere se montare i pneumatici 4 stagioni?

Le gomme 4 stagioni sono maggiormente indicate a chi percorre pochi chilometri l’anno dato che le specifiche tecniche del battistrada comportano un deterioramento rapido rispetto ad una gomma estiva. Le gomme invernali, invece, sono indicate per chi utilizza frequentemente la propria vettura.

Quanto costano le gomme 4 stagioni?

Le gomme 4 stagioni hanno un prezzo mediamente più alto rispetto agli pneumatici estivi o a quelli prettamente invernali. In linea di massima, si può affermare come il prezzo per le gomme 4 stagioni parta da circa 50 euro a pneumatico per arrivare a sfiorare anche i 250 euro.

Filtri condizionatore auto: ecco come fare la manutenzione

Manutenzione, pulizia e sanificazione dell'aria condizionata

L’utilizzo del climatizzatore auto si accentua soprattutto con l’arrivo dell’estate, quando le temperature torride rendono invivibile la guida sotto il sole cocente. Per poter godere di condizionatore in perfetta efficienze è fondamentale effettuare la pulizia e l’igienizzazione periodica di tutte le componenti. Vediamo come procedere.

INDICE
Pulizia filtri condizionatore: perché effettuarla?
Ogni quanto pulire filtri aria condizionata
Ogni quanto cambiare filtro aria auto
Come pulire i filtri del condizionatore: la guida fai da te
Igienizzante climatizzatore: cos’è?e
Schiuma igienizzante per condizionatori
Come pulire le bocchette auto

Soprattutto in questo periodo funestato dalla pandemia da COVID-19, procedere alla pulizia ed all’igienizzazione del condizionatore auto si rivela fondamentale per evitare che all’interno dell’abitacolo circolino batteri e virus potenzialmente pericolosi. La pulizia dei filtri è quindi necessaria per garantire che l’aria all’interno dell’abitacolo rimanga sana e non inquinata.

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Non esiste una tempistica prestabilita per la pulizia dei filtri dell’aria condizionata auto, ma è buona prassi procedere a questa operazione almeno una volta l’anno o quantomeno ogni 10.000 Km. Così facendo si potrà utilizzare il condizionatore in tutta sicurezza e non si avvertiranno sgradevoli odori all’interno dell’abitacolo.

Anche in questo caso non esiste un limite di utilizzo per i filtri dell’aria condizionata, ma almeno una volta l’anno è bene controllare il loro stato. Il filtro aria auto, infatti, è soggetto a usura e se si utilizzasse il condizionatore  auto in questo caso la funzione di protezione da polline, batteri e virus sarebbe notevolmente compromessa.

Per procedere alla pulizia del filtro aria condizionata non è sempre necessario rivolgersi ad uno specialista, ma si può anche procedere con il fai da te. Il metodo più semplice è quello di controllare il libretto di uso e manutenzione della vettura per sapere dove è posizionato il filtro, estrarlo e poi procedere alla sua pulizia utilizzando un aspirapolvere o l’aria compressa così da rimuovere detriti ed impurità. In alternativa è possibile procedere ad una pulizia più approfondita ed alla igienizzazione dei filtri.

Per potersi trovare alla guida di una vettura sanificata è sempre bene recarsi presso una officina specializzata e procedere alla igienizzazione del condizionatore così da ridurre notevolmente i rischi di diffusione di virus e batteri. Il procedimento di igienizzazione verrà svolto tramite l’utilizzo di ozono con un macchinario specifico che erogherà il gas direttamente nelle bocchette del climatizzatore. La durata dell’operazione di igienizzazione dura circa 15 minuti ed al termine della stessa si dovrà far arieggiare l’abitacolo per circa un minuto.

Chi volesse procedere alla igienizzazione del condizionatore in autonomia potrà acquistare la schiuma igienizzante. Questa viene venduta in bombolette pressurizzate dotate di una sonda che dovrà essere inserita in ognuna delle bocchette di aerazione. Sarà sufficiente spruzzare la schiuma ed una volta che questa avrà raggiunto l’esterno si potrà passare alla bocchetta successiva. Prima di avviare il condizionatore auto si dovrà attendere che la schiuma igienizzante si sia asciugata.

Ovviamente procedere alla pulizia dei filtri e dell’impianto del climatizzatore auto e tralasciare la pulizia delle bocchette renderebbe tutto il lavoro praticamente inutile. Per essere sicuri di un risultato impeccabile si dovrà passare una spugna imbevuta di detergente nei singoli interstizi ed attendere che il prodotto si asciughi prima di avviare il condizionatore. Si potrebbe anche utilizzare l’aria compressa per rimuovere sporco e polvere, ma non consigliamo questo metodo perché il getto metterà soltanto in circolo lo sporco nell’abitacolo e non lo eliminerà.

Cose da sapere

Perché è importante sanificare l’impianto dell’aria condizionata?

Sottoporre l’impianto aria condizionata d igienizzazione è fondamentale, perché è proprio nelle bocchette del climatizzatore che spesso si annidano batteri ed impurità potenzialmente nocivi. La pratica di igienizzazione da seguire è quella effettuata con ozono e per essere sicuri di compiere la procedura corretta è fondamentale rivolgersi a ditte specializzate.

Ogni quanto bisogna pulire i filtri dell’aria condizionata?

Così come per gli impianti di casa, anche il filtro aria condizionata auto deve essere pulito almeno una volta l’anno specie considerando che la propria vettura è a contatto con tutte le impurità presenti su strada.

Ogni quanto bisogna sostituire i filtri dell’aria condizionata?

Non esiste un limite di utilizzo per i filtri dell’aria condizionata, ma almeno una volta l’anno è bene controllare il loro stato. Il filtro aria auto, infatti, è soggetto a usura e se si utilizzasse il condizionatore in questo caso la funzione di protezione da polline, batteri e virus sarebbe notevolmente compromessa.

Come si puliscono i filtri dell’aria condizionata?

Per pulire i filtri dell’aria condizionata si può utilizzare una schiuma  igienizzante che va spruzzata nei condotti di aspirazione della ventola, dopo aver lasciato il condizionatore per una decina di minuti alla massima potenza.

Come si puliscono le bocchette dell’aria condizionata?

Si dovrà passare una spugna imbevuta di detergente nei singoli interstizi ed attendere che il prodotto si asciughi prima di avviare il condizionatore. Si potrebbe anche utilizzare l’aria compressa per rimuovere sporco e polvere, ma non consigliamo questo metodo perché il getto metterà soltanto in circolo lo sporco nell’abitacolo e non lo eliminerà.

Batterie auto elettriche: costo, durata e smaltimento

batterie delle auto elettriche

Le auto elettriche sono ormai una realtà e le quote di mercato crescono ogni mese. Molti sono gli automobilisti che stanno abbracciando questa nuova filosofia di guida, ma in tanti non conoscono i dettagli delle batterie come la durata o lo smaltimento di queste componenti.

INDICE
Batterie auto elettriche: come sono fatte e come funzionano
Batterie al litio per auto elettriche
Cosa sono gli accumulatori auto elettriche
Quanto durano le batterie delle auto elettriche?
Costo batterie auto elettriche
Costo sostituzione batteria auto elettrica
Costo carica batteria auto elettrica
Costo sostituzione batteria auto elettrica

Le batterie delle auto elettriche sono uno degli elementi fondamentali di queste vetture perché garantiscono differenti capacità di autonomia a seconda della loro potenza espressa in kWh. Queste sono in grado di accumulare energia chimica e di rilasciarla sotto forma di elettricità trasferita al motore elettrico. Quest’ultimo, poi, la trasforma in energia meccanica, consentendo così all’auto di muoversi.

Le batterie più comuni presenti sulle auto elettriche sono quelle al litio. Queste sono piuttosto compatte e leggere, generano notevoli quantità di energia elettrica e non necessitano di cicli di carica e di utilizzo completi. Purtroppo, però, queste batterie lavorano correttamente soltanto in un range ristretto di temperature che va da -10° a +30° C.

Quando si parla di accumulatori per le auto elettriche si intendono le batterie in dotazione su queste vetture. Quasi tutti gli accumulatori utilizzati sulle auto elettriche sono agli ioni di litio, ma differiscono per il tipo di chimica delle celle contenute all’interno del pacco batteria. In passato non era raro trovare batterie a nichel idrato con prestazioni inferiori in termini di densità di energia e di durata rispetto a quelle al litio.

Uno dei grandi punti interrogativi che sorge quando ci si appresta ad acquistare un’auto elettrica riguarda la durata delle batterie. A differenza di quanto avviene con gli smartphone, dove in media una batteria dura dai due ai tre anni, per un veicolo elettrico la durata delle batterie è di circa 8 anni, con un decadimento di circa il 10% della capacità dopo ben 500 cicli di ricarica.

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Uno dei maggiori ostacoli alla diffusione delle auto elettriche è dato dal costo delle batterie, ancora molto elevato. Se, malauguratamente, si fosse costretti alla sostituzione della batteria ci si troverebbe di fronte ad una spesa davvero importante. Basti pensare che per una Smart Fortwo EQ il prezzo per questo elemento è di ben 9.043 euro, mentre per una Mercedes EQC si arriva addirittura a 40.120 euro!

Al fine di non scoraggiare gli acquirenti, le Case propongono garanzie per le batterie per un periodo non inferiore a 8 anni e con chilometraggi variabili a seconda della marca e del modello. La garanzia, inoltre, non riguarda soltanto anomalie, malfunzionamenti o guasti, ma anche il mantenimento del livello di efficienza considerato minimo, ossia il 70%, al di sotto del quale la batteria è considerata non più adeguata al compito, per il periodo di copertura. Una bella mossa per evitare brutte sorprese.

Uno dei punti a favore delle auto elettriche è dato dai minori costi di gestione. Non trovandosi costretti a dipendere dal petrolio sarà possibile ottenere risparmi corposi nel corso degli anni. Per ricaricare un’auto elettrica tramite colonnina il prezzo varia a seconda del fornitore, ma in media è di 0,45€ al kW per una ricarica lenta con potenza di 22 kWh per poi salire a 0,50€ per kW per la ricarica veloce. Se invece si vuole sfruttare la ricarica domestica il costo medio è pari a 0,21€ a KW.

Un punto dolente per quel che riguarda le auto elettriche riguarda lo smaltimento delle batterie. In Italia sono presenti aziende che provvedono allo smaltimento del litio e di tutte le sostanze nocive contenute negli accumulatori come il manganese o il cobalto, con costi però importanti per compiere questa operazione.

In molti casi, tuttavia, le batterie trovano una seconda vita e vengono adottate, ad esempio, per alimentare i lampioni stradali, come accade in Giappone, o per spingere i battelli elettrici dedicati alle crociere private o professionali come accade a Parigi. Più che di smaltimento, quindi, al momento si può parlare di riutilizzo delle batterie delle auto elettriche.

Cose da sapere

Come funzionano le batterie delle auto elettriche?

Le batterie delle auto elettriche sono in grado di accumulare energia chimica e di rilasciarla sotto forma di elettricità trasferita al motore elettrico. Quest’ultimo, poi, la trasforma in energia meccanica, consentendo così all’auto di muoversi. Le batterie auto elettriche più diffuse sono quelle al litio.

Quanto durano le batterie delle auto elettriche?

A differenza di quanto avviene con gli smartphone, dove in media una batteria dura dai due ai tre anni, per un veicolo elettrico la durata delle batterie è di circa 8 anni, con un decadimento di circa il 10% della capacità dopo ben 500 cicli di ricarica.

Quanto costano le batterie auto elettriche?

Se si fosse costretti alla sostituzione della batteria ci si troverebbe di fronte ad una spesa davvero importante. Per una Smart Fortwo EQ il prezzo per questo elemento è di ben 9.043 euro, mentre per una Mercedes EQC si arriva a 40.120 euro. Per questo motivo, le Case propongono garanzie per le batterie per un periodo non inferiore a 8 anni e con chilometraggi variabili a seconda della marca e del modello.

Quanto costa ricaricare le batterie dell’auto elettrica?

Per ricaricare un’auto elettrica tramite colonnina il prezzo varia a seconda del fornitore, ma in media è di 0,45€ al kW per una ricarica lenta con potenza di 22 kWh  per poi salire a 0,50€ per kW per la ricarica veloce. Se invece si vuole sfruttare la ricarica domestica il costo medio è pari a 0,21€ a KW.

Come si smaltiscono le batterie dell’auto elettrica?

In Italia sono presenti aziende che provvedono allo smaltimento del litio e di tutte le sostanze nocive contenute negli accumulatori, con costi però importanti. In molti casi, tuttavia, le batterie trovano una seconda vita e vengono adottate, ad esempio, per alimentare i lampioni stradali.

Rodaggio auto: perché farlo e per quanti chilometri?

rodaggio

Quando si acquista un’auto nuova è buona regola rispettare un periodo di rodaggio nei periodi iniziali così da tutelare le componenti meccaniche e non stressarle prima dell’assestamento. Scopriamo come effettuarlo e quanto dura.

INDICE
 Rodaggio auto: significato
 Rodaggio auto nuova
  Come fare il rodaggio auto
 Rodaggio auto diesel e benzina: le differenze
 Quanto dura il rodaggio auto
 Rodaggio auto moderne: serve ancora?

Con la definizione di rodaggio auto si intende la procedura che solitamente viene effettuata al momento dell’acquisto di una vettura nuova per fare in modo che nei primi 1000 Km di vita del veicolo le componenti meccaniche abbiano modo di assestarsi.

Durante questo periodo, quindi, si dovrà evitare di sforzare l’auto nuova di fabbrica ed evitare di tirare al massimo il motore per far sì che le componenti raggiungano determinate tolleranze di assemblaggio.

La procedura di rodaggio, come detto, deve essere effettuata in caso di acquisto di auto nuova così da preservare a lungo la meccanica. Nei primi 1000 Km di utilizzo si dovrà rispettare particolarmente il mezzo in modo che tutti gli ingranaggi possano assestarsi per poi rendere al meglio quando sarà terminata questa fase.

Per eseguire correttamente il rodaggio auto sarà sufficiente non stressare la propria vettura nuova nei primi mesi di vita. Se si è tentati dal cercare subito il massimo delle prestazioni del motore è bene tenere a freno questi pruriti sportivi ed attendere il compimento dei primi 1000 Km nel corso dei quali si dovrà adottare una particolare cautela rispettando tutte le componenti meccaniche quando si è alla guida. Se, ad esempio, si utilizza il mezzo in autostrada sarà opportuno evitare di superare i 2.500 giri nella fase di rodaggio così da consentire al motore di assestarsi completamente.

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Sia che si acquisti un’auto a benzina che diesel il rodaggio deve essere effettuato. La differenza, però, risiede nella durata di questa procedura. Se per i motori a benzina è bene effettuare il rodaggio per i primi mille chilometri di vita del veicolo, per quelli diesel è consigliabile effettuare questa operazione per un periodo pari a 3.000 chilometri. Questa differenza è dovuta da un periodo d’assestamento delle parti in movimento un po’ più prolungato sulle vetture diesel rispetto alle componenti di un motore a benzina.

Non esiste una regola generale circa la durata del rodaggio ma, come abbiamo già indicato in precedenza, per le vetture alimentate a benzina è opportuno non sforzare il motore nei primi 1000 Km di vita dell’auto, mentre per quelle alimentate a gasolio questo procedimento deve essere effettuato nel corso dei primi 3000 Km. La procedura di rodaggio viene solitamente riportata nel libretto di uso e manutenzione di ogni veicolo e una buona prassi è quella di scaldare il motore per qualche minuto all’avvio, così da consentire al lubrificante di entrare in circolo correttamente anche nei punti più critici. Analogamente è consigliabile utilizzare spesso il cambio per viaggiare a regimi intermedi e quindi non mantenere velocità costanti così da differenziare il livello di vibrazioni che interessano le parti meccaniche e le condizioni di lubrificazione.

Si sente spesso dire che il rodaggio non è più necessario con le vetture moderne. In realtà, nonostante il progresso tecnologico, è sempre opportuno rispettare la meccanica dell’auto nei primi chilometri di vita della stessa così da garantire una maggiore durata alle componenti. Anche per le auto moderne, quindi, oltre alle precauzioni nell’utilizzo del motore, sarà importante avere particolare cura sia dell’impianto frenante che di tutte le altre componenti di utilizzo quotidiano come l’impianto di aria condizionata, l’impianto di illuminazione, i sistemi di assistenza alla guida ed ogni altro accessorio presente sulla vettura per verificare l’effettivo funzionamento.

Cose da sapere

Cos’è il rodaggio?

Con la definizione di rodaggio auto si intende la procedura che solitamente viene effettuata al momento dell’acquisto di una vettura nuova per fare in modo che nei primi 1000 Km di vita del veicolo le componenti meccaniche abbiano modo di assestarsi.

Come fare il rodaggio ad un’auto nuova?

La procedura di rodaggio deve essere effettuata in caso di acquisto di auto nuova così da preservare a lungo la meccanica. Nei primi 1000 Km di utilizzo si dovrà rispettare particolarmente il mezzo in modo che tutti gli ingranaggi possano assestarsi per poi rendere al meglio quando sarà terminata questa fase.

Quanto dura il rodaggio?

Per eseguire correttamente il rodaggio auto sarà sufficiente non stressare la propria vettura nuova nei primi mesi di vita.  Se, ad esempio, si utilizza il mezzo in autostrada sarà opportuno evitare di superare i 2.500 giri nella fase di rodaggio così da consentire al motore di assestarsi completamente.

Ci sono differenze tra il rodaggio di un’auto diesel e di un’auto a benzina?

Se per i motori a benzina è bene effettuare il rodaggio per i primi mille chilometri di vita del veicolo, per quelli diesel è consigliabile effettuare questa operazione per un periodo pari a 3.000 chilometri.

Le auto moderne hanno bisogno di rodaggio?

Si sente spesso dire che il rodaggio non è più necessario con le vetture moderne. In realtà, nonostante il progresso tecnologico, è sempre opportuno rispettare la meccanica dell’auto nei primi chilometri di vita della stessa così da garantire una maggiore durata alle componenti.

Revisione bombole metano: guida con costi e dettagli

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Nonostante la presenza di vetture ibride ed elettriche stia aumentando nei listini dei costruttori, la scelta di un’auto a metano è ancora la preferita da chi è costretto a percorrere molti chilometri per tenere sotto controllo i costi di gestione. La revisione delle bombole a metano deve essere effettuata scrupolosamente per evitare brutte sorprese. Scopriamo come funziona.

INDICE
Revisione bombole auto a metano: le proroghe per l’emergenza Covid-19
Ogni quanto fare la revisione bombole auto a metano
Dove fare la revisione bombole metano auto
Costo revisione bombole metano
Cambio bombole metano: come funziona
Collaudo bombole metano

L’emergenza Coronavirus ha imposto delle proroghe a tutta una serie di scadenze burocratiche e queste hanno riguardato anche la revisione delle bombole auto a metano. Il governo è intervenuto lo scorso anno posticipando la revisione per le bombole in scadenza tra il 31 gennaio ed il 15 aprile fino al 29 ottobre 2020.

LEGGI ORA: Patente, revisione, collaudo, RC Auto: tutte le novità del decreto Cura Italia per gli automobilisti

Per sapere quando deve essere effettuata la revisione delle bombole auto a metano è fondamentale verificare se queste sono state omologate secondo la normativa nazionale (DGM), o secondo la normativa europea R110 ECE/ONU.

Per le prime, la revisione dell’impianto metano dell’auto dovrà essere effettuata ogni cinque anni, mentre per le seconde dovrà seguire gli intervalli di revisione della vettura, cioè la prima volta al quarto anno e successivamente ogni due anni.

auto metano usate
auto metano usate

Il proprietario di un’auto a metano non potrà rivolgersi a qualsiasi autofficina per effettuare la revisione delle bombole, ma questa potrà essere svolta presso i centri di collaudo GFBM, un ente gestito direttamente dall’Eni Spa. Per conoscere i centri autorizzati si potrà consultare l’elenco presente sul sito federmetano.it.

Il costo della revisione delle bombole metano è gratuito, ma il proprietario del veicolo dovrà sostenere le spese inerenti lo smontaggio, l’installazione delle bombole e delle elettrovalvole.

Per le bombole soggette a revisione quinquennale il costo si aggira in media sui 10 euro a bombola, mentre per quelle a soggette revisione quadriennale il prezzo varia a seconda del modello di auto. Il costo della revisione non include il prezzo delle elettrovalvole.

Si spende molto di più qualora si circoli con bombole prive di revisione. L’articolo 80 del Codice della Strada prevede, per chi effettua rifornimento senza rispettare la scadenza di revisione, una sanzione amministrativa da 173 a 694 euro ed il ritiro della carta di circolazione.

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In occasione della revisione delle bombole metano gli addetti procederanno alla pesatura e ad una ispezione interna ed esterna per poi concludere la verifica con l’utilizzo di ultrasuoni e quello con pressione idrostatica a 300 bar.

Se le bombole non dovessero superare la revisione dovranno essere sostituite con delle bombole nuove senza alcun aggravio di costi a carico dell’utente. Il cambio bombole metano è obbligatorio qualora queste abbiano superato i 20 anni di età.

Durante la revisione gli addetti dell’officina specializzata procederanno al collaudo delle bombole seguendo la procedura indicata in precedenza; pesatura, ispezione e prova tramite ultrasuoni e pressione idrostatica.

Compiute queste operazioni, se le bombole avranno superato il collaudo, verranno punzonate con l’indicazione della data dell’ultima revisione.

Cose da sapere

Ogni quanto fare la revisione delle bombole auto a metano?

Se le bombole sono omologate secondo la normativa nazionale (DGM), la revisione dell’impianto metano dell’auto dovrà essere effettuata ogni cinque anni, mentre se sono omologate secondo la normativa europea R110 ECE/ONU dovrà seguire gli intervalli di revisione della vettura, cioè la prima volta al quarto anno e successivamente ogni due anni.

Dove fare la revisione delle bombole auto a metano?

La revisione bombole auto a metano potrà essere svolta presso i centri di collaudo GFBM, un ente gestito direttamente dall’Eni Spa. Per conoscere i centri autorizzati si potrà consultare l’elenco presente sul sito federmetano.it.

Quanto costa le revisione bombole auto a metano?

Il costo della revisione delle bombole metano è gratuito, ma il proprietario del veicolo dovrà sostenere le spese inerenti lo smontaggio, l’installazione delle bombole e delle elettrovalvole.

Quando si cambiano le bombole auto a metano?

In occasione della revisione delle bombole metano gli addetti procederanno alla pesatura, ad una ispezione interna ed esterna e alla verifica con l’utilizzo di ultrasuoni e quello con pressione idrostatica a 300 bar: se le bombole non dovessero superare la revisione dovranno essere sostituite. Il cambio bombole metano è obbligatorio qualora queste abbiano superato i 20 anni di età.

Quanto costa avere un’auto in Italia?

Quanto costa avere un'auto in Italia? 6

Fin dal momento del boom della motorizzazione di massa, avvenuta ormai più di mezzo secolo fa, quella dell’automobile ha sempre rappresentato una delle principali voci di spesa nel bilancio annuale delle famiglie italiane. Oggi le cose sono leggermente cambiate. Soprattutto nell’ultimo anno, a causa della pandemia da Coronavirus, le finanze degli italiani si sono spostate su beni diversi. In primis per una questione puramente economica e, in secondo luogo, per via dei lunghi periodi di chiusura che hanno inevitabilmente portato a periodi relativamente lunghi di inutilizzo delle automobili.

Ad ogni modo, le spese inerenti l’assicurazione RCA, il bollo, il tagliando e soprattutto il carburante comportano ogni anno un investimento importante per gli automobilisti italiani. Ma questi costi non sono identici in tutta la Penisola, ma variano da regione a regione, soprattutto quando si parla di premi assicurativi.

 

INDICE
Media nazionale e confronti regionali
RC Auto
Carburante
Tagliando e bollo
Calcolo costo annuale: come fare

 

Come dicevamo, la pandemia da Coronavirus ha modificato leggermente i costi di manutenzione di un’auto in Italia. Nel 2019, il costo medio annuo per il mantenimento di un’auto si attestava sui 1.600 euro, mentre nel 2020, questa cifra è scesa fino a 1.492 euro, ovvero il 7,4% in meno. Su questa cifra una delle componenti con il peso maggiore è rappresentata dal carburante, che incide mediamente per circa 775 euro, mentre per l’assicurazione occorrono in media 532 euro.

Tuttavia, queste cifre possono variare anche in maniera considerevole in base alla regione nella quale ci si trova a vivere. La regione migliore sotto questo punto di vista è la Valle d’Aosta, che nel 2020 ha registrato un costo medio di 1.240 euro. Quella più cara per il mantenimento di un’auto è stata invece la Campania, con un prezzo medio annuale che è arrivato fino a 2.032 euro.

 Regione Costi manutenzione
Friuli Venezia Giulia 1.563 euro
Lombardia 1.535 euro
Emilia Romagna 1.388 euro
Sardegna 1.431 euro
Marche 1.419 euro
Valle d’Aosta 1.240 euro
Basilicata 1.357 euro
Lazio 1.606 euro
Piemonte 1.432 euro
Sicilia 1.444 euro
Liguria 1.341 euro
Abruzzo 1.452 euro
Puglia 1.443 euro
Toscana 1.466 euro
Trentino 1.579 euro
Calabria 1.593 euro
Veneto 1.550 euro
Molise 1.475 euro
Umbria 1.508 euro
Campania 2.032 euro

Come dicevamo, la Polizza RC Auto, che oltre tutto è obbligatoria per poter circolare con la propria vettura, rappresenta una delle principali voci di spesa ogni anno per gli automobilisti italiani. Questa nel 2020 ha inciso per un importo medio di 532 euro, dato in calo rispetto al 2019 quando il costo medio era di 573 euro, pur rappresentando ancora comunque il 35% del costo totale del mantenimento annuale di un’auto.

Anche in questo caso, il costo della RC Auto cambia notevolmente da regione a regione. Anche in questo caso, la Campania detiene la maglia nera dei costi assicurativi, con una media di 1.505 euro, ovvero il 50% della spesa complessiva di mantenimento dell’auto. La regione più virtuosa per quanto concerne l’RC Auto è invece la Valle d’Aosta, con un costo medio di 340 euro.

Assicurazione auto a rate

 

Altra importante voce di spesa nel bilancio annuale di mantenimento di un’auto in Italia è il carburante. Come dicevamo, il prezzo medio per il rifornimento nel nostro Paese si attesta intorno ai 775 euro. Una cifra comunque al ribasso rispetto al 2019 quando questa voce di spesa pesava per 891 euro.

La regione in cui il costo medio del carburante è più basso è il Molise, dove all’anno si spendono in media 678 euro. All’opposto, le regioni in cui questa voce di spesa ha il prezzo più alto sono il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia. In entrambe queste regioni la spesa media per il carburante si posiziona a 985 euro.

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Ultima voce da considerare quando si devono calcolare i costi di manutenzione auto è quella inerente le spese per la revisione e il bollo auto.

L’influenza di questi costi è marginale rispetto alle altre voci di spesa annuali. In Media, nel 2020 per bollo e revisione si sono spesi circa 242 euro sull’intero territorio nazionale. In questo caso la regione in cui si spende meno è la Liguria, con un prezzo medio di 189 euro, mentre quella più cara è il Lazio, con un prezzo medio di ben 443 euro, ovvero quasi il doppio della media nazionale.

Come si controlla la scadenza della revisione dell'auto

 

Quanto costa mantenere una macchina all’anno? Per effettuare un calcolo dei costi manutenzione auto annuali si possono scegliere due alternative. Se sei già proprietario di un’auto e sei deciso a tenere sotto controllo le spese che ne riguardano la gestione, la soluzione più semplice consiste nel tenere traccia di tutti i costi sostenuti mensilmente ed effettuare la somma al termine di ogni anno.

La seconda, utile se sei intenzionato ad acquistare un’auto nuova o usata,  consiste nell’utilizzare i calcolatori presenti online, in cui è possibile indicare valori come il costo di acquisto dell’auto, il tasso di interesse per il finanziamento, i chilometri percorsi all’anno, il costo dell’assicurazione, del bollo e del carburante, l’età della vettura, le spese di manutenzione straordinaria ed ordinaria, per conoscere con dovizia di particolari i costi di manutenzione auto da sostenere ogni anno.

 

FAP: cos’è e a cosa serve il filtro antiparticolato

Alla scoperta del filtro antiparticolato

La lotta alle emissioni ha colpito in maniera particolarmente dura i motori diesel, ma i costruttori sono riusciti a rendere questi propulsori meno inquinanti grazie all’adozione del filtro antiparticolato.

 

INDICE
Cos’è il FAP e come funziona
Rigenerazione FAP: cos’è e a cosa serve
Pulizia filtro antiparticolato
Differenza tra FAP e DPF
Quanto costa pulire o sostituire un filtro antiparticolato?

La sigla FAP è l’acronimo per Filtre à Particules e si tratta di un dispositivo adottato su tutte le vetture diesel di categoria Euro 4 e successive. Grazie al FAP è possibile ottenere una riduzione notevole di tutte le particelle di PM10 diminuendo, di conseguenza, le emissioni inquinanti nell’atmosfera.

Il funzionamento del FAP è possibile grazie alla presenza di un filtrante in carburo di silicio dotato di canali e celle alveolari che hanno il compito di trattenere il particolato.

Analogamente, all’interno del filtro antiparticolato è presente un additivo a base di cerina grazie al quale si favorisce l’aggregazione del PM10 in agglomerati più grandi e, di conseguenza, più facilmente filtrabili.

Per mantenere in perfetta efficienza il filtro antiparticolato è fondamentale effettuare e portare a compimento la rigenerazione. Questa operazione avviene automaticamente grazie ad un software che procede all’autodiagnosi del sistema di filtraggio e che avvia la rigenerazione ogni 400 – 500 km in base alla quantità di particolato presente nel filtro.

La durata dell’operazione è di circa 2 o 3 minuti e durante questo periodo è consigliabile tenere una velocità di circa 60 km/h sino a compimento della rigenerazione.

Al termine della rigenerazione potrebbe essere necessario il ripristino del livello di additivo presente nel filtro, anche se nelle vetture più moderne i filtri sono concepiti e prodotti per operare senza l’utilizzo di additivi e richiedono quindi una manutenzione minore.

Per fare in modo che il FAP sia sempre in perfetta efficienza è fondamentale procedere alla pulizia del filtro antiparticolato rispettando gli intervalli di rigenerazione del FAP.

Il FAP solitamente tende a saturarsi ogni 10-15 ore di funzionamento ed è dotato di un sistema di pulizia automatizzato che elimina il PM10 eseguendo un’ulteriore combustione, grazie all’aiuto di post-iniezioni di gasolio.

Durante questo processo di rigenerazione vengono raggiunte temperature decisamente elevate che consentono di trasformare il PM10 in particelle più piccole e meno inquinanti successivamente espulse insieme agli altri gas di scarico.

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Spesso si tende a fare confusione tra FAP e DPF, ma i due dispositivi sono differenti.

Il xb, acronimo di Diesel Particulate Filter, identifica una tipologia di filtro standard comune alla maggior parte delle automobili, mentre il FAP è un dispositivo presente sulle vetture del gruppo Peugeot-Citroen in grado di funzionare senza l’ausilio di additivi coadiuvanti a temperature comprese fra i 600 e i 650°C.

Il DPF utilizza un additivo a base di cerina capace di abbassare la temperatura di rigenerazione fino a 400°C, mentre il FAP sfrutta temperature più elevate durante la rigenerazione ed offre il vantaggio di generare una minore contro-pressione dei gas di scarico.

Come abbiamo affermato in precedenza, tenere in perfetta efficienza il filtro antiparticolato è fondamentale per evitare noie meccaniche e per non dover affrontare spese importati per la pulizia o la sostituzione.

I costi non sono fissi e variano in base a differenti fattori come la tipologia del FAP e la necessità o meno di ricaricare il serbatoio dell’additovo.

In media un kit fai da te per la pulizia ha un prezzo di circa 500 euro, mentre per la sostituzione si può arrivare a spendere anche 5000 euro per i dispositivi più costosi.

Cose da sapere

Cos’è il filtro antiparticolato?

La sigla FAP è l’acronimo per Filtre à Particules e si tratta di un dispositivo adottato su tutte le vetture diesel di categoria Euro 4 e successive. Grazie al FAP è possibile ottenere una riduzione notevole di tutte le particelle di PM10 diminuendo, di conseguenza, le emissioni inquinanti nell’atmosfera.

Come funziona la rigenerazione FAP?

La rigenerazione FAP avviene automaticamente grazie ad un software che procede all’autodiagnosi del sistema di filtraggio e che avvia la rigenerazione ogni 400 – 500 km in base alla quantità di particolato presente nel filtro. La durata dell’operazione è di circa 2 o 3 minuti e durante questo periodo è consigliabile tenere una velocità di circa 60 km/h sino a compimento della rigenerazione.

Qual è la differenza tra FAP e DPF?

Il DPF, acronimo di Diesel Particulate Filter, identifica una tipologia di filtro standard comune alla maggior parte delle automobili, mentre il FAP è un dispositivo presente sulle vetture del gruppo Peugeot-Citroen in grado di funzionare senza l’ausilio di additivi coadiuvanti a temperature comprese fra i 600 e i 650°C.

Quanto costa la sostituzione o la pulizia del filtro antiparticolato?

I costi non sono fissi e variano in base a differenti fattori come la tipologia del FAP e la necessità o meno di ricaricare il serbatoio dell’additovo.

In media un kit fai da te per la pulizia ha un prezzo di circa 500 euro, mentre per la sostituzione si può arrivare a spendere anche 5000 euro per i dispositivi più costosi.

Cambio gomme invernali: date, costi e normativa per il 2020/2021

Cambio gomme estive 2018: date, costi e normative 1

Dal 15 ottobre al 14 novembre 2020 è possibile montare gli pneumatici invernali. L’obbligo di montare gomme invernali scatta dal 15 novembre 2020.

A partire dal 15 aprile 2021, entra in vigore l’obbligo di cambiare le gomme invernali, ma sono a disposizione ulteriori 30 giorni per adeguarsi. Il termine ultimo è quindi quello del 15 maggio 2021.

INDICE
Cambio gomme invernali
Cambio gomme estive
Sanzioni previste
Esenzioni
Differenze tra gomme estive e invernali
Costo cambio gomme
Come risparmiare

Quando farlo? Ogni anno a partire dal 15 novembre scatta l’obbligo in gran parte d’Italia di effettuare il cambio pneumatici invernali. Si possono invece iniziare a montare a partire dal 15 ottobre.

Con questa disposizione viene imposta agli automobilisti l’adozione di gomme recanti la dicitura M+S, ovvero Mud and Snow (fango e neve) per poter circolare su strada senza incorrere in sanzioni, oppure di avere a disposizione nel bagagliaio le catene da neve da utilizzare in caso di necessità.

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Per le gomme invernali il periodo in cui dovranno essere obbligatoriamente adottate decorre dal 15 novembre e termina il 15 aprile dell’anno successivo. Il cambio con le gomme estive, quindi, deve avvenire a partire dal 15 aprile ed entro il 15 maggio di ogni anno.

È obbligatorio cambiare le gomme prima dell’estate? Sì! Se montate gomme invernali la legge prevede l’obbligo di installare pneumatici adeguati alla stagione estiva. Quindi il cambio gomme estive è obbligatorio! Ci sono però delle eccezioni all’obbligatorietà sul cambio gomme.

Stando al dettato della normativa, disciplinata dal nostro Codice della Strada, l’automobilista che circola su strade in cui vige l’obbligo delle gomme invernali, sprovvisto di questa tipologia di pneumatici o di catene a bordo, rischia una sanzione da 41 a 168 euro se viene fermato mentre circola nei centri abitati e da 84 a 355 euro se l’accertamento avviene al di fuori. L’agente accertatore può inoltre disporre il fermo del veicolo finché questo non viene messo in regola.

Ci sono due eccezioni importanti. Primo, l’obbligo non vale per chi monta un set di gomme 4 stagioni. Secondo, se le vostre gomme hanno un indice di velocità uguale o superiore a quello indicato dalla carta di circolazione, allora potete utilizzarle tutto l’anno. Riconoscere l’indice di velocità è facile: è un codice alfabetico presente sul fianco di uno dei vostri pneumatici. Esso corrisponde alla velocità massima alla quale un pneumatico può viaggiare: per esempio, il codice Q corrisponde ad una velocità massima di 160 km/h, mentre il codice T di 190 km/h.

È un vero obbligo? Sì! L’obbligo sul cambio gomme estive deve essere rispettato, altrimenti si incorre in sanzioni amministrative che partono da un minimo di 422 euro e arrivano a un massimo di 1.682 euro e ritiro del libretto di circolazione.

La principale differenza consiste nei tasselli che nelle gomme estive sono pieni a differenza degli pneumatici invernali (i sottili intagli infatti permettono di far presa sulla neve). In più, gli estivi sono dotati di tre scanalature longitudinali che permettono di fronteggiare meglio l’asfalto bagnato e il rischio di aquaplaning. Infine, la miscela delle gomme è diversa: gli pneumatici estivi hanno meno gomma naturale, che, presente in percentuali maggiori in quelli invernali, rende i battistrada più elastici.

Che vantaggi ci sono a montare gli pneumatici estivi? Risparmio e prestazioni! Non incorrendo infatti nel surriscaldamento, gli pneumatici estivi hanno prestazioni decisamente migliori e quindi un minor consumo di carburante. Aumenta, inoltre, anche la sicurezza: le gomme estive hanno una migliore tenuta di strada sia su fondo asciutto che bagnato.

Il cambio gomme stagionale implica tre voci di costo: 1. l’acquisto delle gomme; 2. il montaggio; 3. la custodia delle gomme. Per uno pneumatico estivo si va da un minimo di 70 euro (low cost) e si arriva a 140 euro per marche premium come Bridgestone o Pirelli. Il prezzo del montaggio varia da città a città: il costo minimo che abbiamo riscontrato noi di automobile.it è di 30 euro, ma ci siamo visti chiedere anche 70/80 euro da alcuni gommisti milanesi. Infine, per la custodia la media si aggira intorno ai 40 euro.

Ecco quattro consigli che abbiamo raccolto per voi per risparmiare al momento del cambio gomme.

  1. Se si possiede un’auto piccola e si percorrono pochi chilometri, è conveniente ricorrere agli pneumatici quattro stagioni.
  2. Se avete spazio (un garage o una cantina vanno più che bene), potete custodire voi i vostri pneumatici e risparmiare 40 euro al mese.
  3. Confrontate i prezzi online: ci sono molti siti che oggi vendono gomme online e alcuni offrono non solo il miglior prezzo ma anche ottimi strumenti per la comparazione dei prezzi. Prima di recarvi dal vostro gommista di fiducia, perdete qualche minuto in rete e fatevi un’idea dei prezzi.
  4. Potete pensare di acquistare pneumatici usati: sempre più consumatori scelgono gomme usate per la propria auto. In questo caso però vi consigliamo di ispezionare con attenzione le gomme prima dell’acquisto e di valutare il loro livello di usura. Controllate sempre la differenza di prezzo rispetto agli pneumatici nuovi; se è minima, non esitate a optare per quest’ultima soluzione.

 

Cose da sapere

Quando cambiare le gomme invernali?

L’obbligo di montare gomme invernali quest’anno scatta il 15 novembre, in gran parte d’Italia di effettuare il cambio pneumatici invernali. Si possono invece iniziare a montare già dal 15 ottobre 2020.

Quando mettere le gomme estive?

La sostituzione delle gomme invernali con quelle estive deve essere fatta entro il 15 aprile 2021, ma sono a disposizione ulteriori 30 giorni per adeguarsi. Il termine ultimo è quindi quello del 15 maggio 2021.

Quanti anni si possono tenere gli pneumatici?

In linea di massima, chi utilizza l’auto soprattutto per lavoro, dovrebbe sostituire gli pneumatici della propria vettura una volta compiuto un tragitto compreso fra 20.000 e 40.000 km. Leggi il nostro approfondimento qui.

Quanti km si possono percorrere con pneumatici 4 stagioni?

Gli pneumatici 4 stagioni hanno una durata inferiore di circa il 10-15% rispetto a pneumatici stagionali specifici, usurandosi più velocemente nel periodo estivo. Si consiglia quindi di cambiarli ogni 20.000/30.000 km.

 

Auto in inverno: gli accessori indispensabili

Le 10 caratteristiche che un'auto deve avere per una guida sicura in inverno

Non esiste una stagione durante la quale è preferibile acquistare un’auto, ma se aveste la necessità di procedere a questa operazione durante i mesi più freddi allora è bene tenere in considerazione quali siano gli accessori ai quali non si deve mai rinunciare per poter guidare nel comfort assoluto.

INDICE
Acquistare un’auto in inverno
Accessori auto in inverno
Pneumatici invernali
Spazzole tergicristallo antighiaccio
Volante riscaldato
Sistema antibloccaggio (ABS)
Riscaldatore blocco motore
Specchietti laterali riscaldati
Impianto lavafari
Trazione integrale
Sistema di controllo della trazione (TCS)
Controllo elettronico della stabilità (ESP)

Procedere con l’acquisto di un’auto in inverno comporta la necessità che la vettura sia equipaggiata con una serie di dispositivi in grado di garantire la massima sicurezza per affrontare l’asfalto freddo e scivoloso e per assicurare una ottima qualità di vita a bordo così da non dover patire i rigori del clima.

Sarà quindi fondamentale controllare prima dell’acquisto di un’auto in inverno che la macchina sia dotata di gomme termiche, così da non essere costretti a pagare di tasca propria il cambio di pneumatici, così come sarà importante valutare che nella dotazione di serie sia presente anche il volante riscaldato per evitare di trovarsi con le mani congelate una volta saliti a bordo.

Evitate però tutti quegli accessori superflui che magari saranno utilizzati in rare occasioni ma che incidono decisamente sul prezzo finale di acquisto.

Tra le dotazioni fondamentali da valutare quando si acquista un’auto in inverno si deve assolutamente tenere in considerazione la presenza dei seguenti accessori:

  • Pneumatici invernali
  • Spazzole tergicristallo antighiaccio
  • Sistema di controllo della trazione
  • Sistema di controllo della stabilità

Qualora si acquisti un’auto in inverno è sempre opportuno verificare che la vettura sia dotata di pneumatici invernali. Questi sono caratterizzati da un battistrada disegnato specificamente per garantire il massimo grip in condizioni di bassa aderenza ed aumentare così la sicurezza al volante.

Avere una ottima visibilità quando si è alla guida consente di viaggiare in tutta sicurezza. Per questo motivo un altro accessorio da avere in caso di acquisto di un’auto in inverno sono le spazzole tergicristallo antighiaccio in grado di sciogliere proprio la neve ed il ghiaccio incrostato grazie alla presenza di elementi riscaldati.

Una vettura dotata di volante riscaldato consente di non dover subire lo shock di toccare con le mani nude un elemento freddo ed evita la necessità di utilizzare i guanti con il fastidio che ne deriva.

Viaggiare su strade fredde e spesso scivolose può comportare grandi rischi per la sicurezza in caso di frenata improvvise. Per questa ragione in caso di acquisto di un’auto in inverno è sempre bene scegliere vetture dotate di ABS così da non perdere la direzionalità in caso di frenate brusche. Dal 2012 l’ABS è ormai di serie su tutte le vetture nuove.

Il freddo e le auto non vanno particolarmente d’accordo, specie se si è costretti a posteggiare la propria vettura all’aperto. Per evitare che la batteria subisca cali di potenza è sempre bene dotare la propria vettura del riscaldatore blocco motore così da mantenere la stessa sempre in perfetta efficienza.

Avere gli specchietti laterali riscaldati è di grande utilità per liberarli velocemente da umidità, ghiaccio e neve. Questa funzionalità può essere programmata per attivarsi automaticamente quando la temperatura cala sotto una certa soglia.

Grazie all’impianto lavafari puoi pulire i fari da neve, ghiaccio, sale e fanghiglia per avere sempre il massimo della visibilità anche in condizioni meteorologiche non ottimali. Alcune vetture sono dotate di spazzole tergicristallo per i fari, che facilitano ulteriormente l’operazione di pulizia. Ricordati di controllare il livello dei liquidi dell’auto.

La trazione integrale fornisce la forza motrice a tutte e quattro le ruote del veicolo, permettendo un maggiore controllo durante la guida su neve e fondo ghiacciato. Se un’auto con trazione integrale non è nel tuo preventivo, puoi optare per un veicolo a trazione anteriore.

Nell’acquistare un’auto in inverno è sempre opportuno verificare che la vettura sia dotata del sistema di controllo della trazione. Questo, infatti, impedisce il pattinamento delle ruote e consente così di accelerare senza scivolare su ghiaccio e neve garantendo una presa a terra ottimale.

Tra i migliori dispositivi da valutare al momento dell’acquisto di un’auto in inverno c’è anche il controllo elettronico della stabilità. Questo rileva quando alcune ruote girano più veloci rispetto ad altre, ad esempio in caso di slittamento sul ghiaccio, e si attiva per ridistribuire la potenza dove serve maggiore trazione.

 

Optional: ecco quelli ai quali è impossibile rinunciare

Acquistare un’auto nuova oggigiorno è tutt’altro che semplice. Non basta più scegliere semplicemente motorizzazione e colore della carrozzeria. A questi due elementi che rappresentano la base della scelta al momento dell’acquisto si sommano una serie infinita di elementi che rientrano nella (in alcuni casi) lunghissima lista degli optional che ormai tutti i produttori, indipendentemente dal segmento di appartenenza della vettura, offrono per ogni loro auto a listino.

Insieme a Fjona abbiamo quindi spulciato tra i cataloghi dei vari brand per scovare tutti quegli optional ai quali non bisognerebbe proprio fare a meno.

Sistemi avanzati di assistenza alla guida

Partiamo da quelli forse più importanti in quanto legati alla sicurezza, gli ADAS. Negli ultimi anni la tecnologia in fatto di guida assistita ha fatto passi da gigante, portando su strada soluzioni in grado di affiancare chi siede al volante nella guida di tutti i giorni. Tra questi sistemi troviamo ad esempio, il mantenitore di corsia. Questo è studiato per avvisare il conducente nel caso in cui si superino involontariamente le linee di demarcazione della corsia.

Il sistema, inoltre, può anche essere di tipo attivo e quindi non limitarsi solo ad avvisare chi guida del pericolo tramite un segnale visivo e sonoro, ma intervenendo attivamente per riportare la vettura in carreggiata.

Più sicuri grazie al Rear Traffic Alert con Blind Spot Monitor

A questo si somma anche il sensore per l’angolo cieco. Molto utile soprattutto in autostrada, avvisa chi guida del sopraggiungere di un’automobile da dietro, mentre si sta per affrontare una svolta o un sorpasso. Ma anche in città, mentre si esce da un parcheggio. Se si parla di sicurezza, poi, è impossibile non citare il sistema di frenata automatica che, per dovere di cronaca, proprio da quest’anno è in realtà obbligatorio su tutti i modelli di nuova produzione.

Tra comfort e sicurezza

A cavallo tra sicurezza e comfort troviamo tutta una serie di accessori studiati non solo per rendere più rilassata la vita a bordo, ma anche più sicura. Tra questi troviamo il cruise control. Questo sistema permette di impostare una velocità di avanzamento che l’auto manterrà in maniera costante senza la necessità di intervenire sul pedale del gas.

Per i più esigenti poi, c’è anche il cruise control adattivo, che oltre a mantenere la velocità impostata, è anche in grado di adeguarla alle condizioni del traffico, rallentando e accelerando in base ai movimenti della vettura che precede.

Tutto quello che c'è da sapere sul cruise control 3

Sempre all’insegna del binomio tra comfort e sicurezza troviamo anche l’head-up display. Questo altro non è che un sistema in grado di riportare le informazioni del quadro strumenti come velocità e giri motore, direttamente sul parabrezza o su un piccolo schermo posizionato sopra il cruscotto. Ma non è tutto. L’head-up display, infatti, è in grado di proiettare anche le informazioni di navigazione e quelle sui media in riproduzione. Il tutto senza mai dover distogliere lo sguardo dalla strada.

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L’ultimo optional che vi consigliamo in questa categoria, anche se più attinente alla sfera del comfort, sono i sedili riscaldati. Questi, oltre a regalare un piacevole tepore al corpo nei mesi più freddi dell’anno, sono anche in grado di aumentare l’efficienza energetica della vettura. Elemento questo’ultimo particolarmente importante soprattutto se si parla di auto elettriche o ibride.

Questo perché il sistema di riscaldamento dei sedili impiega molta meno energia rispetto al riscaldamento dell’abitacolo, un vantaggio che si traduce in una maggiore autonomia della vettura.

Per vedere meglio

Quando ci si trova in auto la visibilità è tutto. Ecco perché tra gli optional che proprio non possono mancare sulla vostra nuova auto proprio non possono mancare i fari Full Led. Rispetto ai fari allo xeno e ancor più ai tradizionali fari alogeni, quelli a Led sono in grado di aumentare notevolmente la visibilità nelle ore notturne.

Se li si sceglie a matrice di led, inoltre, questi sono in grado di modificare il fascio di luce in base alle condizioni del traffico, permettendo di viaggiare con gli abbaglianti sempre accesi, senza correre il rischio di infastidire gli altri automobilisti. Si tratta di una tecnologia in costante diffusione e oggi disponibile anche su modelli compatti come Opel Corsa o Seat Ibiza.

Opel insignia: con il restyling arrivano anche i fari IntelliLux Led Pixel 12

Ma vedere bene è importante anche quando si fa retromarcia. Per questo tra gli optional che non possono mancare vi suggeriamo anche la telecamera posteriore, molto utile in abbinamento ai sensori di parcheggio quando ci si muove in retromarcia magari per entrare in un parcheggio.

Sempre connessi

Non potevamo chiudere questa carrellata sugli optional più interessanti disponibili per le moderne vetture, senza citare un paio di soluzioni tecnologiche. La prima è sicuramente rappresentata dai protocolli di connessione Apple CarPlay e Android Auto. Questi permettono di collegare il proprio smartphone al sistema di infotainment della vettura, replicando molte funzioni del cellulare sullo schermo dell’auto, permettendo così a chi è al volante di accedere a moltissimi contenuti, senza dover tenere in mano il telefono mentre si è alla guida.

In conclusione, vi segnaliamo il sistema keyless. Questo sostituisce la tradizionale chiave della macchina con una chiave elettronica che, senza che questa venga mai sfilata dalla tasca, permette di aprire e chiudere la vettura e anche di metterla in moto. Una comodità non da poco.