Manutenzione auto: come farla ripartire dopo lo stop da Coronavirus

Come caricare la batteria della macchina? Ecco i 3 step da seguire

Tempo di quarantena e di pausa forzata. Almeno per la stragrande maggioranza degli italiani, costretti a casa e lontano dalla propria auto, ferma anch’essa in garage o parcheggiata in strada. Ma cosa conviene fare per ritrovare la macchina in buona salute una volta finito il periodo di emergenza sanitaria? Ecco alcuni consigli utili.

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I consigli per fare ripartire l’auto dopo un lungo periodo di fermo

Se l’auto rimante ferma a lungo, può capitare di riscontrare qualche problema al momento dell’accensione, sopratutto se il veicolo è un po’ avanti negli anni. Ecco che cosa consigliamo di fare:

  • Caricare la batteria se scarica
  • Controllare la pressione
  • Fare un pieno di benzina/diesel “premium”
  • Lavare l’auto

Scopriamo i dettagli.

Il sintomo principale della batteria scarica è la mancata accensione dell’auto . Qualora la messa in moto richieda più tempo del normale o, ancora, se le spie di anomalia presenti nel cruscotto rimangono, significa che è giunto il momento di cambiarla. Se ci si trova con la batteria auto scarica si può cercare di ricaricare il dispositivo per poter tornare alla guida della propria vettura.

La prima cosa da fare nel momento in cui ci si appresterà a rimettere in moto l’auto è controllare la pressione delle gomme. Questo perché una lunga sosta, inevitabilmente, comporta una variazione a livello di gonfiaggio pneumatici, che oltre a diminuire il comfort di marcia, può incidere anche sulla sicurezza, andando a modificare in modo significativo l’aderenza. Le pressioni corrette si trovano indicate nel libretto di uso e manutenzione dell’auto.

Altra cosa da fare: un bel pieno di carburante “premium”: 100 ottani o gasolio “costoso” per i turbodiesel. Questo perché in questo modo si ha una combustione migliore, che aiuta a smaltire eventuali sporcizie o residui accumulati durante il periodo di stop forzato.

Infine, sarebbe buona cosa dare una bella lavata alla vostra vettura, dentro e fuori.  Il lavaggio auto a mano è senza dubbio la scelta più economica perché sarete voi stessi ad occuparvi della pulizia della carrozzeria e dell’abitacolo. Sarà sufficiente dotarsi di acqua, spugna, sapone liquido, detergente per vetri, un’aspirapolvere ed un panno in microfibra, per compiere questa operazione.

Procedete al lavaggio auto in una zona ombreggiata per evitare che il rapido asciugarsi del sapone lasci aloni e, una volta effettuato il risciacquo, procedete ad asciugare la carrozzeria con un panno in microfibra, evitando di lasciare residui di acqua. Attenzione però: vi ricordiamo che l’autolavaggio in strada come negli spazi privati è proibito dall’articolo 15 del Codice della Strada.

In questo periodo di emergenza sanitaria a causa della diffusione del COVID-19 sono tante le precauzioni prese per cercare di contenere il contagio. In questo, la corretta pulizia dell’abitacolo della propria auto gioca un ruolo di primaria importanza. Per questo abbiamo raccolto alcuni consigli per la sanificazione dell’auto.

I consigli per tenere l’auto ferma per un lungo periodo

Se siete obbligati a lasciare l’auto ferma per un lungo periodo di tempo, è bene prendere qualche accorgimento prima per evitare poi brutte sorprese. Questi i nostri consigli:

  • Parcheggiare lontano dagli alberi
  • Se avete parcheggiato in piano, non tirare il freno a mano
  • Non staccate la batteria
  • Proteggete plancia e sedili con parasole

Vediamoli nel dettaglio.

Se avete un box privato o una rimessa al coperto è presto detto: non avete di che preoccuparvi. Se invece dovete lasciare l’auto sulle strisce (anche blu, visto che la sosta a pagamento è stata sospesa in quasi tutte le città italiane), abbiate l’accortezza di non piazzarvi sotto gli alberi o molto vicino alle rotaie del tram. Foglie, resina e regalini da parte di pennuti rinvigoriti dalla primavera da una parte e polvere dei freni dei mezzi pubblici dall’altra potrebbero causare non pochi inconvenienti a carrozzeria e superfici vetrate. Attenzione perché i danni potrebbero essere anche permanenti, soprattutto su certe vernici particolarmente delicate. Meglio andare un po’ più lontano da casa e fare due passi ma lasciare l’auto in un posto meno rischioso.

Sempre sul tema, ricordate poi di parcheggiare in piano, lasciando inserita una marcia bassa – meglio la prima o la retro – ma senza tirare il freno a mano. Questo, infatti, agendo meccanicamente su dischi o tamburi, lasciato in funzione per molto tempo potrebbe bloccarsi, restando attaccato anche una volta abbassata la leva e rovinando il sistema frenante una volta che si deciderà di ripartire. È lo stesso rischio che si corre quando si incappa in temperature molto rigide ma… non è il periodo.

Staccare la batteria? Ci sono diverse scuole di pensiero. Il nostro suggerimento è quello di non staccarla, soprattutto se l’auto è recente, potrebbe infatti causare danni alla centralina. Se la vostra vettura ha più di 5/10 anni e decidete di staccare la batteria, però, ricordatevi due cose. Prima di tutto, recuperate prima il codice dell’autoradio, in modo da non ritrovarsi con il sistema resettato. E poi, valutate il rischio di disinserire (staccando la batteria questo accade) sia le centraline (che comandano chiusura centralizzata, finestrini elettrici, apertura a pulsante) sia l’antifurto.

Al contrario: per evitare che la luce diretta del sole rovini plancia e sedili, meglio usare il caro vecchio parasole. Se manca e non potete procurarvelo, un lenzuolo piegato, un vecchio asciugamano da mare possono essere validi sostituti.

Hai messo benzina nel diesel? Ecco cosa fare se sbagli a fare rifornimento

benzina-nel-diesel

Basta un attimo di distrazione e si rischia di combinare un disastro. Effettuare un rifornimento introducendo per errore benzina nel diesel può avere conseguenze nefaste per il motore di una vettura. Scopriamo come porre rimedio.

INDICE
Benzina al posto del diesel: come accorgersi dell’errore
Benzina al posto del gasolio: conseguenze per l’auto
Benzina al posto del diesel: rimedi
Un po’ di benzina nel motore diesel: le percentuali tollerate

Qualora si dovesse commettere l’errore di mettere benzina al posto del diesel ci si accorgerà subito dello sbaglio non appena si metterà in moto l’auto. Il veicolo, infatti, inizierà ad accusare un comportamento irregolare dei giri motore e si potrà notare una importante fuoriuscita di fumo nero dal tubo di scarico.

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Nel caso si sia effettuato il rifornimento per errore con benzina al posto del diesel sarà fondamentale arrestare immediatamente la marcia della vettura per evitare di riportare danni importanti.

Il motore, infatti, rischia una mancata lubrificazione che metterebbe a rischio tutte le componenti meccaniche. Inoltre l’utilizzo della benzina al posto del diesel rischia di provocare il blocco della pompa d’iniezione ed il danneggiamento di valvole e pistoni.

Qualora la vettura sia dotata di filtro antiparticolato, infine, anche questo dispositivo rischia di essere danneggiato perché non è progettato per convertire le sostanze presenti nella benzina incombusta. In questo caso la benzina potrebbe quindi scorrere sul filtro incandescente provocando un incendio.

Se per sbaglio si dovesse mettere benzina al posto del gasolio l’unico rimedio possibile per evitare di danneggiare il motore è quello di svuotare completamente il serbatoio dell’auto. Per questa ragione, se non sarà possibile portare a spinta la vettura presso un’officina di fiducia, sarà fondamentale trasportare l’auto con un carro attrezzi e procedere all’operazione richiesta.

Evitate assolutamente di guidare fino all’officina per non compromettere definitivamente la funzionalità del motore.

Se la quantità di benzina introdotta nel diesel non è eccessiva forse non tutto è perduto. Qualora ci si accorga immediatamente dell’errore si potrà diluire la benzina il più possibile facendo il pieno di gasolio due volte di seguito, senza far svuotare completamente il serbatoio tra una volta e l’altra.

Certo, uno sbaglio simile comporterà una spesa al distributore importante, ma non sarà paragonabile con il conto salato di una riparazione dal meccanico!

Cose da sapere

Come accorgersi di aver sbagliato a fare rifornimento mettendo benzina nel diesel?

Qualora si dovesse commettere l’errore di mettere benzina al posto del diesel ci si accorgerà subito dello sbaglio non appena si metterà in moto l’auto. Il veicolo, infatti, inizierà ad accusare un comportamento irregolare dei giri motore e si potrà notare una importante fuoriuscita di fumo nero dal tubo di scarico.

Quali sono le conseguenze per il motore se si sbaglia mettendo benzina nel diesel?

Il motore rischia una mancata lubrificazione che metterebbe a rischio tutte le componenti meccaniche. Inoltre l’utilizzo della benzina al posto del diesel rischia di provocare il blocco della pompa d’iniezione ed il danneggiamento di valvole e pistoni. anche il filtro antiparticolato rischia di essere danneggiato perché non è progettato per convertire le sostanze presenti nella benzina incombusta. In questo caso la benzina potrebbe quindi scorrere sul filtro incandescente provocando un incendio.

Come si rimedia all’errore se si mette benzina nel gasolio?

L’unico rimedio possibile per evitare di danneggiare il motore è quello di svuotare completamente il serbatoio dell’auto. Per questa ragione, se non sarà possibile portare a spinta la vettura presso un’officina di fiducia, sarà fondamentale trasportare l’auto con un carro attrezzi e procedere all’operazione richiesta.

Acqua tergicristalli: l’importanza della manutenzione

acqua-tergicristalli

Per guidare in tutta sicurezza ed affrontare le numerose condizioni meteo al volante della propria vettura, senza correre rischi, è necessario tenere sempre sotto controllo il liquido tergicristalli, così da poter avere una visibilità costantemente ottimale.

INDICE
 Acqua demineralizzata tergicristalli
 Vaschetta liquido tergicristalli
 Pompa liquido tergicristalli
 Tubo liquido tergicristalli

L’acqua tergicristalli viene utilizzata per la pulizia del parabrezza e del lunotto posteriore, con conseguente rapido esaurimento del liquido. Fondamentale, quindi, è tenere sotto controllo il livello dell’acqua per evitare di dover viaggiare con una visibilità compromessa dallo sporco.

Per il rabbocco dell’acqua tergicristalli si può utilizzare la comune acqua del rubinetto, ma se questa ha forti contaminazioni calcaree si rischia di intasare i condotti e gli ugelli.

La scelta migliore è quella di acquistare acqua demineralizzata reperibile in qualunque supermercato e dal prezzo decisamente economico: circa 20 centesimi al litro. Per poter contare su una pulizia ottimale è consigliabile mescolare l’acqua mineralizzata ad un detergente specifico, mentre è da evitare l’utilizzo di prodotti per la pulizia dei piatti o dei vetri di casa che potrebbero danneggiare il parabrezza e lasciarlo macchiato.

Rabboccare il liquido tergicristalli è una operazione estremamente semplice fai da te, che non necessita dell’ausilio di un professionista.

Sarà sufficiente aprire il cofano motore della vettura, individuare serbatoio acqua tergicristalli, riconoscibile dal simbolo raffigurante il parabrezza con sopra le gocce d’acqua disegnate sul tappo, versare il liquido, avendo cura di non versarlo al di fuori, ed infine richiudere il tappo ed il cofano motore.

Una volta compiuta questa operazione sarà necessario avviare la vettura e provare immediatamente ad azionare l’acqua tergicristalli per verificare che tutto funzioni regolarmente.

Un consiglio utile è quello di effettuare questa operazione di rabbocco acqua tergicristalli a motore freddo per non rischiare ustioni.

La pompa liquido tergicristalli è il dispositivo motorizzato che mantiene sotto pressione il liquido presente nella vaschetta e consente di detergere il parabrezza ed il lunotto, uscendo dagli ugelli dedicati.

Qualora il liquido non dovesse uscire dagli ugelli, e questi siano correttamente puliti e la vaschetta piena, potrebbe essere necessario sostituire la pompa acqua tergicristalli. In questo caso si dovrà sostituire anche la guarnizione che si trova fra il serbatoio e la pompa stessa.

Se l’acqua tergicristalli non dovesse uscire dagli ugelli dedicati, oltre al più grave problema relativo al danneggiamento della pompa dell’acqua, possono esserci altri motivi che ne impediscono il funzionamento.

Uno dei più comuni è l’ostruzione degli stessi ugelli. Riuscire a pulirli è una operazione semplice ma si deve verificare che il problema sia la loro occlusione.

Se, mettendoli in azione, non emettono liquido ma si sente il rumore tipico del motorino, sarete certi che si tratterà di ugelli ostruiti.

In questo caso si dovranno rimuovere le parti di sporco presenti sugli stessi tramite una spilla o un ago. Fondamentale è evitare di inserire l’ago in profondità e di esercitare troppa pressione sulla parte posteriore dello spruzzatore, per non rischiare di spezzare lo spruzzatore stesso o l’ago.

Se con questo metodo non riuscirete a raggiungere la profondità necessaria per rimuovere le impurità, sarà necessario aprire il cofano e procedere alla rimozione del tubo acqua tergicristalli che si trova alla base dello spruzzatore, ed utilizzare un filo metallico per effettuare la pulizia dei condotti e tornare ad avere un dispositivo che funzioni al meglio.

 

Controllo olio motore: ecco una guida in 3 passaggi

controllo-olio-motore

La manutenzione della propria vettura è una operazione fondamentale per poter circolare in condizioni di assoluta sicurezza e prolungare la vita delle componenti dell’auto. Tra le varie attività da compiere il controllo olio motore è una operazione di facile e veloce realizzazione.

Controllo livello olio motore

L’olio motore è un elemento fondamentale per la lubrificazione di tutti gli organi meccanici in movimento, quali l’albero motore, i pistoni e le valvole, permettendo lo scorrimento di queste componenti ed eliminando dannosi attriti.

Per effettuare il controllo olio motore sarà necessario compiere questa operazione a motore spento. Lasciate passare alcuni secondi e successivamente aprite il cofano della vostra vettura per trovare l’asta di verifica posta accanto al propulsore. Questa è solitamente contrassegnata da un anello di colore rosso. Tirate l’astina olio motore verso di voi, fino a quando la stessa non sarà uscita completamente dal cilindro all’interno del quale è inserita. Poi, provvedete a pulirla con un panno.

Successivamente, inserite nuovamente l’asta all’interno del cilindro ed estraetela daccapo. In questo momento il livello dell’olio motore verrà indicato nella parte bassa dell’asta dove vengono segnati sia il livello minimo che quello massimo.

Se l’olio motore si trova poco sotto il massimo, non sarà necessario procedere con il rabbocco, mentre se è vicino all’indicazione del minimo, dovrete provvedere ad effettuare il rabbocco.

Per procedere con questa operazione sarà necessario controllare sul libretto di uso e manutenzione la tipologia di olio indicata dal costruttore e, una volta acquistato il prodotto, procedere alla rimozione del tappo relativo al serbatoio dell’olio.

Posizionate un imbuto e versate in piccole dosi l’olio, controllando tramite l’asta il livello raggiunto fino a quando il lubrificante non sarà tornato vicino al livello massimo.

Il controllo olio motore è un’operazione da compiere ad intervalli regolari, solitamente una volta al mese, per avere la certezza di non danneggiare il propulsore della propria vettura.

Additivo olio motore

Se si vuole tutelare ulteriormente il propulsore si può utilizzare anche un additivo olio motore la cui finalità è quella di aumentare la viscosità e prolungare le proprietà lubrificanti.

Grazie all’additivo olio motore si potrà ottenere un miglioramento della lubrificazione delle parti meccaniche, una minore ossidazione delle stesse, ed una diminuzione dell’attrito e dell’usura.

L’additivo olio motore deve essere utilizzato ad ogni cambio dell’olio rispettando le indicazioni fornite sull’etichetta dello stesso.

Aspiratore olio motore

Chi volesse procedere al cambio dell’olio in totale autonomia, senza doversi rivolgere ad un’officina specializzata, può effettuare questa operazione tramite l’aspiratore olio motore.

Questo apparecchio, tramite funzionamento pneumatico, è composto da diverse sonde per il recupero dell’olio, un vuotometro per il recupero dell’intero olio esausto, un manometro e una vaschetta montata sull’apparecchio per il recupero di parti di olio che potrebbero uscire durante l’operazione.

Il vantaggio derivante dall’aspiratore olio motore è quello di poter compiere il cambio dell’olio senza necessità di mettere la vettura su un ponte sollevatore.

Grazie alle sonde in dotazione, l’olio viene estratto direttamente dalla coppa, senza dover rimuovere la coppa dell’olio, eliminando così il rischio di danneggiamenti e di versare il lubrificante per terra.

Una volta che si è messo in depressione il circuito è importante chiudere la valvola di entrata dell’aria e disconnettere l’aria compressa. In caso contrario si provocherebbe un ricircolo dell’olio nebulizzato che potrebbe sporcare sia l’auto che voi.

Filtro antiparticolato: problemi, prezzi e quando è da rimuovere

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Quando si parla di FAP – filtro antiparticolato si intende un dispositivo di post-trattamento dei gas di scarico presente su tutte le vetture diesel Euro 4 e successive. Scopriamo di più sui problemi che il filtro antiparticolato può avere e quando è il caso si sostituirlo.

Filtro antiparticolato: come funziona

Grazie ad un software di diagnosi e gestione, il filtro viene continuamente monitorato, così da lavorare correttamente. Il filtro antiparticolato è abbinato ad un precatalizzatore che ha la funzione di filtrare fisicamente le polveri sottili. Il sistema raccoglie i gas combustibili nel collettore di scarico e poi li convoglia verso la marmitta catalitica, passando per il filtro vero e proprio, procedendo verso il vaso d’espansione, il silenziatore e infine l’uscita.

Il filtro antiparticolato, tuttavia, richiede una manutenzione accurata per evitare il malfunzionamento.

Filtro antiparticolato: problemi

Uno dei principali problemi del filtro antiparticolato riguarda l’intasamento dello stesso. Quando è il momento di pulire il filtro, il guidatore viene avvisato mediante l’accensione di una spia luminosa. Per poter fare in modo che il filtro si rigeneri è necessario condurre la propria vettura ad una velocità tra i 60 ed i 90 Km/h per tutto il tempo dell’operazione.

La centralina di monitoraggio effettua una diagnosi e, se rileva un’eccessiva otturazione, avvia la pulizia iniettando una maggiore quantità di gasolio. In questo modo, aumenta la temperatura e brucia il PM10.

Chi utilizza la vettura diesel prevalentemente o esclusivamente nella guida cittadina, si troverà penalizzato perché se non riuscirà ad effettuare percorsi extraurbani, nei periodi indicati per la pulizia del filtro, sarà costretto alla sua sostituzione.

Filtro antiparticolato: prezzi

Come detto, la rigenerazione del filtro antiparticolato consiste in un processo di combustione delle polveri sottili attivato automaticamente dal sistema e comunicato al conducente dall’accensione di una spia. In caso di filtro antiparticolato con problemi, solitamente per l’utilizzo della vettura in ambito cittadino, può essere necessaria la sostituzione dello stesso.

In questo casi i prezzi del filtro antiparticolato variano a seconda dell’operazione da compiere. Se è sufficiente una pulizia con un kit fai da te si possono spendere poche decine di euro per l’acquisto dei prodotti specifici; ma se non si è dotati di grande manualità è preferibile ricorrere ad una pulizia professionale, ed in questo caso la spesa è ben più importante, circa 500 euro.

Se, invece, il filtro antiparticolato ha problemi non risolvibili con la semplice pulizia, i prezzi per la sostituzione dell’elemento possono oscillare da 500 ad oltre 5000 euro, in base alla vettura, al tipo di ricambio ed al costo della manodopera.

Rimuovere il filtro antiparticolato

Nel corso degli ultimi anni si è diffusa una pratica illegale: rimuovere il filtro antiparticolato per evitare di incorrere in problemi persistenti e ripetitivi.

Come detto, questa operazione non è legale perché viola il dettato dell’articolo 78 del Codice della Strada secondo il quale è sanzionabile chiunque circoli con un veicolo al quale siano state apportate modifiche alle caratteristiche indicate nel certificato di omologazione o di approvazione, e nella carta di circolazione.

In caso di rimozione del filtro antiparticolato la sanzione amministrativa varia da 422 euro sino a 1697 euro. Inoltre è previsto il ritiro della carta di circolazione del veicolo ed infine vi sarà l’obbligo di ripristinare il filtro antiparticolato così da riportare le emissioni del veicolo a quelle originarie.

Cercare di eliminare il FAP, inoltre, potrebbe comportare conseguenze anche penali. L’articolo 452 bis del Codice Penale punisce con la reclusione da due a sei anni, e con la multa da diecimila a centomila euro, chiunque abusivamente provochi una compromissione o un deterioramento, significativi e misurabili, delle acque, dell’aria o di porzioni considerevoli del suolo o del sottosuolo.

Pneumatici ricostruiti: cosa sono, come riconoscerli e la loro efficienza

pneumatici-ricostruiti

Quando ci si trova a dover effettuare il cambio di tutte e quattro le gomme della propria auto, può capitare di dover affrontare una spesa impegnativa che rischia di alleggerire notevolmente il portafoglio.

Da qualche tempo, tuttavia, è possibile optare per la sostituzione delle gomme con pneumatici ricostruiti. Vediamo insieme cosa sono e quale tipo di vantaggi offrono.

Pneumatici ricostruiti: cosa sono

Quando parliamo di pneumatici ricostruiti intendiamo gomme munite di un battistrada totalmente consumato, che vengono appunto ricostruite, mediante l’applicazione di un nuovo battistrada. Questa tipologia di pneumatici non deve essere confusa con quella delle gomme rigenerate che invece si caratterizzano per la presenza di un battistrada consumato a cui viene applicato un nuovo strato di gomma.

Pneumatici rigenerati: come riconoscerli

Per sapere se si stanno acquistando pneumatici ricostruiti si deve verificare la presenza dell’omologazione agli standard europei.

Sarà quindi necessario verificare che:

  • sul fianco della gomma sia stampato il codice 108 R e sia presente la lettera “E” posizionata all’interno di un cerchio seguita da una cifra a sei numeri;
  • sia stampata la sigla “Ricostruito” o “Retread”, oltre al nome del ricostruttore, alla settimana e all’anno di ricostruzione.

Pneumatici ricostruiti 4X4

Spesso, di fronte alla scelta di acquistare o meno pneumatici ricostruiti per la propria vettura a quattro ruote motrici, ci si lascia spaventare credendo che questi pneumatici non offrano lo stesso livello di aderenza e presa di un modello costruito ex novo.

Tale considerazione è sbagliata. Se gli pneumatici ricostruiti per fuoristrada sono regolarmente omologati, le loro prestazioni sono identiche a quelle un modello nuovo.

Pneumatici invernali ricostruiti

Se per gli pneumatici estivi ricostruiti la regola è quella di verificare l’omologazione e non lasciarsi attrarre da offerte eccessivamente scontate tipiche di uno pneumatico di scarsa qualità, per quanto riguarda gli pneumatici invernali ricostruiti è di fondamentale importanza la profondità del battistrada che possa garantire un’aderenza in condizioni di asfalto viscido.

La differenza tra pneumatici ricostruiti e nuovi riguarda la profondità del battistrada che nel secondo caso è di circa 8-10 mm, mentre nel primo è decisamente inferiore.

Pneumatici ricostruiti: sono sicuri?

Il più grande dubbio quando si deve affrontare la scelta se acquistare pneumatici ricostruiti o meno, riguarda la loro sicurezza.

Gli pneumatici ricostruiti sono sicuri perché vengono sottoposti agli stessi controlli di uno pneumatico nuovo. I costruttori non metteranno in commercio modelli potenzialmente pericolosi o di scarsa qualità, ma per essere certi che gli pneumatici ricostruiti siano all’altezza di quelli nuovi è fondamentale controllare la presenza della sigla dell’omologazione sulla spalla degli stessi.

Ovviamente gli pneumatici ricostruiti hanno un prezzo inferiore rispetto a quelli nuovi. In media si può risparmiare un buon 30% rispetto ad un prodotto non ricostruito, ma è anche possibile trovare sconti ancora più allettanti. Bisogna in ogni caso evitare di spendere poco per avere poco. Fate attenzione alle offerte eccessivamente ribassate, è sempre meglio spendere qualcosa in più per avere un prodotto che garantisca sicurezza alla guida.

Pneumatici ricostruiti ecologici

Non è solo il prezzo uno dei vantaggi degli pneumatici ricostruiti, ma anche la loro eco sostenibilità. Per la produzione di un singolo pneumatico nuovo vengono consumati tra i 20 e i 28 litri di greggio, mentre per gli pneumatici ricostruiti servono circa 5,5 litri. Inoltre, con la ricostruzione, si preserva complessivamente circa l’80% del vecchio pneumatico, evitando così l’eliminazione anticipata in discarica.