Come scegliere le gomme invernali migliori per la tua auto

5 consigli per scegliere le gomme invernali migliori per la tua auto 2

Con la fine della stagione estiva e l’arrivo di quella fredda scatta l’obbligo per buona parte degli automobilisti italiani di procedere alla sostituzione delle gomme estive per adottare quelle invernali sulle proprie auto così da circolare nella massima sicurezza anche su fondi scivolosi. Di seguito ecco alcuni consigli per capire come scegliere le migliori gomme invernali per la propria vettura.

INDICE
Le migliori gomme invernali per auto: guida all’acquisto
Pneumatici invernali: attenzione allo spessore
Come scegliere le gomme invernali: il simbolo
I migliori pneumatici invernali
Quando si montano le gomme termiche
Gomme invernali per tutte le stagioni

Quando ci si appresta a fornire consigli sulle gomme invernali si deve avere presente innanzitutto la differenza tra gomme da neve e gomme termiche. Le prime non sono ormai più disponibili in commercio perché sono state sostituite dalle seconde, decisamente più performanti su fondi scivolosi.

Le gomme termiche presentano un battistrada dotato di una mescola specifica che, unita a delle piccole lamelle, si riscalda più velocemente con garantendo così una migliore aderenza in presenza di asfalto freddo.

In Italia l’obbligo di adottare gomme invernali scatta dal 15 novembre e cessa il 15 aprile dell’anno successivo, ma questo non è in vigore su tutto il territorio nazionale. Per il montaggio e lo smontaggio delle gomme invernali il nostro Codice della Strada concede una tolleranza di 30 giorni.

A differenza delle gomme estive gli pneumatici invernali si caratterizzano per uno spessore specifico del battistrada che, come abbiamo visto in precedenza, ha la capacità di riscaldarsi più velocemente così da garantire una migliore aderenza su fondi scivolosi e freddi. Per essere certi di guidare sempre in condizioni di massima sicurezza è fondamentale controllare lo spessore delle gomme termiche. Se questo, infatti, è inferiore ad 1,6 millimetri si dovranno sostituire gli pneumatici invernali per evitare di incorrere in sanzioni e di trovarsi alla guida di una vettura difficile da controllare.

Per capire come scegliere le gomme termiche si deve sempre fare riferimento ai simboli impressi sulla spalla dello pneumatico. La scritta “M+S”, infatti, indica la caratteristica “mud and snow” (cioè fango e neve) ed è propria delle gomme invernali. Su queste, inoltre, può essere anche presente il simbolo di un fiocco di neve, ma la differenza è relativa esclusivamente al rispetto dell’omologazione americana.

Praticamente tutti i costruttori hanno nei propri cataloghi gomme termiche e spesso si può entrare in confusione per capire quali siano le migliori gomme invernali per auto. Per non sbagliare la scelta si deve sempre tenere a mente l’utilizzo che si fa della propria vettura.

Se, infatti, l’auto viene usata prevalentemente per lunghi viaggi allora ci si dovrà orientare su pneumatici Touring pensati proprio per massimizzare il comfort di guida, mentre se quando ci si siede al volante non si può rinunciare al brivido delle prestazioni allora sarà fondamentale orientarsi verso pneumatici performance.

Tra i primi spiccano il Continental WinterContact TS 860, il Michelin Alpin A4, adatto a tipologie differenti di vetture compatte e familiari, e l’Hankook W452 Winter i*cept RS 2, mentre tra i secondi in cima alla lista delle nostre preferenze si posiziona il Pirelli Winter 210 Snowcontrol Serie III seguito dal Goodyear Ultra Grip Performance e dal classico Pirelli Cinturato Winter.

Come abbiamo anticipato in precedenza l’obbligo di montare le gomme invernali scatta a partire dal 15 novembre per poi concludersi il 15 di aprile, ma agli automobilisti sono concessi 30 giorni di tolleranza per procedere al montaggio ed allo smontaggio delle gomme termiche.

Tale obbligo non vige, però, su tutto il tratto stradale nazionale ma saranno gli enti proprietari a prescrivere, tramite ordinanza, che i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o su ghiaccio.

Per evitare di trovarsi costretti ad effettuare il montaggio delle gomme termiche nei termini previsti dal Codice della Strada è possibile scegliere una valida alternativa come le gomme all season. Questi pneumatici garantiscono la stessa tenuta di strada delle gomme invernali, grazie ad un battistrada dotato di intagli maggiorati nella sezione centrale, ma consentono anche una ottima performance in curva sull’asciutto grazie alla particolare lavorazione della spalla.

Le gomme per tutte le stagioni sono quindi la soluzione definitiva? Dipende sempre dall’uso che si fa della propria vettura perché il loro degrado aumenta nei mesi estivi e se si è amanti della velocità non sono del tutto indicate per esaltare le performance della vettura.

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Come pulire i sedili dell’auto utilizzando il vapore

Come pulire i sedili dell’auto utilizzando il vapore

Mantenere la propria vettura in perfetta efficienza è una delle principali regole che dovrebbe seguire ogni automobilista che si rispetti, ma oltre alla funzionalità delle componenti meccaniche è fondamentale che gli interni del veicolo siano anche puliti e sanificati per viaggiare in tutta sicurezza. Per questo motivo è bene seguire i nostri consigli per capire come pulire i sedili dell’auto.

INDICE
Pulire i sedili con il vaporetto
Come pulire i sedili in tessuto
Come pulire i sedili in pelle

Per ottenere il massimo della pulizia nel momento in cui ci si appresta a sanificare l’abitacolo della propria vettura è sempre bene utilizzare il vapore. Grazie alle alte temperature sprigionate, infatti, le superfici trattate vengono pulite approfonditamente rispettando i materiali ed eliminando i batteri che si annidano anche nei punti più difficili.

Quando ci si chiede, quindi, come pulire i sedili dell’auto la nostra risposta non può che essere quella di utilizzare un vaporetto per ottenere un risultato perfetto anche con il semplice fai da te.

Prima di procedere al lavaggio è sempre opportuno rimuovere dall’abitacolo tutti gli oggetti non necessari e svuotare anche il posacenere e tutti i cassetti. Una volta compiuta questa operazione si dovrà poi utilizzare un aspirapolvere per rimuovere tutti i residui di sporco presenti sulle superfici e successivamente si potrà provvedere al lavaggio con il vapore.

Sarà fondamentale regolare l’intensità del getto di vapore per poi procedere alla pulizia utilizzando le spazzole in dotazione così da non rischiare di rovinare i tessuti ed i rivestimenti dell’abitacolo con una procedura troppo aggressiva.

Uno dei punti dell’auto con i quali si sta perennemente a contatto, oltre al volante, sono i sedili ed averli sempre puliti e sanificati è una regola da rispettare soprattutto in un periodo di emergenza sanitaria da Coronavirus come quella attuale.

Molti si chiedono come pulire i sedili dell’auto qualora questi siano in tessuto perché la paura di rovinarli con un lavaggio errato è sempre elevata.

Se non si vuole usare il vapore, o non si ha a disposizione un vaporetto, sarà possibile procedere a questa operazione creando un composto fai da te con il bicarbonato oppure effettuare il lavaggio a secco. Nel primo caso, sarà sufficiente mischiare il bicarbonato a dell’acqua per avere un prodotto in grado di smacchiare e rimuovere gli odori sgradevoli dai tessuti, mentre nel secondo caso esistono in commercio numerosi prodotti in grado di lavare a secco che non bagnano i sedili e non necessitano di risciacquo.

Questi vengono erogati in forma di schiuma, devono essere lasciati agire per qualche minuto e successivamente vanno rimossi con un panno in microfibra. Nonostante non necessitino di acqua, subito dopo il lavaggio a secco sarà necessario tenere aperte le portiere dell’auto per un’oretta così da far asciugare l’umidità residua dai sedili in tessuto.

A differenza dei sedili in tessuto capire come pulire i sedili dell’auto con rivestimenti in pelle è particolarmente importante perché la procedura da seguire è più complessa onde evitare di rovinare o macchiare irrimediabilmente la pelle del sedile.

Anche in questo caso è sempre fondamentale passare preventivamente l’aspirapolvere per rimuovere la sporcizia accumulata e successivamente utilizzare un detergente poco aggressivo da passare sui sedili in pelle con una spazzola a setole morbide.

Per il risciacquo del prodotto si dovrà utilizzare acqua demineralizzata ed un panno in microfibra così da evitare di segnare i sedili.

Altro trucco da seguire per capire come pulire i sedili dell’auto in pelle è quello di effettuare questa operazione all’ombra per evitare che il calore del sole possa macchiare i rivestimenti e di procedere alla pulizia con il riscaldamento acceso (qualora sia inverno) così da far assorbire meglio il detergente alla pelle.

 

Portabici auto: tipologie e montaggio

Il portabici per auto: quale scegliere e come montarlo

Affrontare percorsi immersi nella natura in sella ad una bicicletta è una delle attività preferite da migliaia di italiani, ma per molti di questi sarebbe impossibile raggiungere queste mete senza avere la possibilità di trasportare il proprio mezzo a due ruote su un portabici per auto. In commercio ne esistono di differenti tipologie in grado di assecondare ogni esigenza ed ogni fascia di prezzo.

 INDICE
 Portabici auto posteriore
 Portabici auto tetto
 Il gancio traino
 Prezzi portabici auto/a>
 Come montare il portabici auto

Uno dei modelli più comuni di portabici auto è quello posteriore che viene fissato direttamente sul portellone della vettura e rimane stabile grazie ad una serie di ganci che si inseriscono nelle fessure dello stesso. Con questa tipologia di portabici auto è possibile trasportare sino a 3 biciclette contemporaneamente e grazie alle cinghie fornite in dotazione le due ruote saranno agganciate in modo ancora più saldo al portabici.

Altra tipologia di portabici auto molto apprezzata dagli amanti delle due ruote ed in commercio da parecchio tempo è il portabici da tetto. In questo caso sono presenti due traverse che percorrono tutta la larghezza del tetto dell’auto sulle quali andranno posizionate le biciclette. A seconda del modello prescelto sarà possibile posizionare la bicicletta sul telaio o sulla forcella, ma a prescindere da ciò la stabilità della bici sarà garantita dalle cinghie di ritenzione presenti nella dotazione di serie.

L’ultima tipologia di portabici auto disponibile in commercio è il gancio traino. Questo dispositivo, ovviamente, presuppone la presenza del gancio traino per poter essere adottato altrimenti sarà necessario acquistarlo a parte ed installarlo sulla propria vettura. Come si evince dal nome, questo portabici viene ancorato al gancio di traino, è possibile fissarlo con delle morse al telaio e consente di trasportare fino a 4 biciclette contemporaneamente. In commercio sono presenti modelli dalla semplice installazione ed anche specifici per le bici elettriche.

Abbiamo visto come in commercio esistano differenti tipologie di portabici auto e questa varietà di tecnologie disponibili comporta anche una varietà di prezzi. Il modello più economico è senza dubbio il portabici auto posteriore che viene offerto con prezzi a partire da poco inferiori a 60 euro a salire, mentre in una fascia di prezzo leggermente più alta, da 90 euro in su, troviamo i portabici auto da tetto. Chi non ha problemi di budget può considerare anche i portabici con gancio traino dato che il prezzo di acquisto per questi dispositivi è più impegnativo ed in media parte da 300 euro.

Non esiste un’unica guida con la quale si possa spiegare come montare il portabici auto perché ogni modello richiederà indicazione specifiche che saranno fornite all’interno della confezione del prodotto. Se, tuttavia, le difficoltà nel montaggio dovessero essere importanti si può decidere o di seguire un tutorial su YouTube o di acquistare un modello già assemblato.

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Cose da sapere

Come funziona il portabici auto posteriore?

Il portabici posteriore che viene fissato direttamente sul portellone della vettura e rimane stabile grazie ad una serie di ganci che si inseriscono nelle fessure dello stesso. Con questa tipologia di portabici auto è possibile trasportare sino a 3 biciclette contemporaneamente.

Come funziona il portabici auto da tetto?

Il  portabici auto da tetto è composto da due traverse che percorrono tutta la larghezza del tetto dell’auto sulle quali andranno posizionate le biciclette. A seconda del modello prescelto sarà possibile posizionare la bicicletta sul telaio o sulla forcella, ma a prescindere da ciò la stabilità della bici sarà garantita dalle cinghie di ritenzione presenti nella dotazione di serie.

Come funziona il portabici auto con gancio traino?

Il portabici viene ancorato al gancio di traino, è possibile fissarlo con delle morse al telaio e consente di trasportare fino a 4 biciclette contemporaneamente. In commercio sono presenti modelli dalla semplice installazione ed anche specifici per le bici elettriche.

Auto elettriche: come guidarle?

MINI Cooper SE: prezzo, dimensioni e caratteristiche 3

Superati i timori su autonomia ridotta e tempi di ricarica lunghissimi (due luoghi comuni che vengono sfatati giorno dopo giorno) ci si accinge finalmente all’acquisto di un’auto elettrica. E poi, una volta al volante, si scopre che è parecchio diversa da una vettura a benzina o a gasolio. Perché non ha il cambio (a meno che non abbiate acquistato una Porsche Taycan o qualche esotica supercar), scarica a terra tutta la coppia in modo fulmineo a partire da zero giri, ha baricentro molto basso e… non fa rumore.

Non lascia disorientati, ma costringe a qualche accortezza. Ecco allora tutti i consigli per guidare un’auto a zero emissioni.

INDICE
 Come si accende un’auto elettrica
 Come si accelera con un’auto elettrica
 Attenti ai limiti di velocità
 Come si frena con un’auto elettrica
 Come si affrontano viaggi lunghi con un’auto elettrica

Una volta raggiunto il posto guida, si deve premere il pulsante di start per accendere l’auto. Sulle Tesla no, perché si accendono in automatico quando rilevano la presenza di una persona a bordo, ma non è questo il punto. Il punto è che un’auto elettrica, una volta accesa, è esattamente come un’auto elettrica spenta: perfettamente silenziosa.

Alcune per far capire che sono pronte a partire illuminano tutto il quadro strumenti, altre accendono una spia con scritto “Ready”, altre emettono una musichetta. Insomma, provano a catturare in qualche modo l’attenzione del conducente, che se inesperto di fronte a questo tipo di auto, non è raro possa premere di nuovo il tasto di accensione spegnendo la macchina.

Start and stop: scopriamo vantaggi e funzionamento

Superato il primo scoglio, non resta che inserire la marcia e partire. Anche se, ricordate, le auto elettriche non hanno un cambio vero e proprio. Eppure, per gestire le varie modalità di guida (Parking, Drive, Retro), hanno spesso una leva che ricorda molto da vicino quella di una trasmissione automatica tradizionale.

Inserita la marcia, si preme sul pedale dell’acceleratore. E qui, di nuovo, l’auto elettrica mette in mostra la propria natura. Per quanto si pensi che le vetture a batteria siano pensate per risparmiare e per non inquinare, basta guidarne una per accorgersi subito che sono generalmente molto scattanti. Il motore, infatti, non ha ritardi nel trasferire coppia e potenza alle ruote: lo fa in modo istantaneo ed eroga il massimo della trazione fin dal minimo.

Quindi, il consiglio, è quello di accelerare con cautela, in modo da non essere sbalzati in avanti con inutili sprechi di energia e una bella sforbiciata al comfort. Sarà proprio imparando ad accelerare in modo progressivo che si potrà godere dell’enorme fluidità con cui un’auto a zero emissioni si lascia condurre.

Tesla Model X esterni

Un’auto elettrica, si è detto, non fa rumore. Tanto che una legge Europea ha obbligato le Case a dotare i nuovi modelli di un suono artificiale che devono emettere fino a 20 km/h. Poi, fruscii e rumori di rotolamento, iniziano a rendere udibile l’auto anche ai più distratti. Provate ad avventurarvi nel parcheggio di un centro commerciale affollato alla ricerca di un posto per capire quanto vorreste che anche la vostra auto fosse più rumorosa.

C’è un secondo problema, oltre a quello dei pedoni che sbucano all’improvviso senza guardare, ed è quello inerente i limiti di velocità. L’auto elettrica è scattante, silenziosa e senza cambio. Facile trovarsi ad andare oltre il consentito se non si presta attenzione al tachimetro.

C’è un aspetto della guida di un’auto elettrica che è davvero differente da una vettura con motore a combustione interna. È la frenata. Su una vettura a batteria, quando si frena, si sfrutta l’energia cinetica dell’auto per ricaricare la batteria. Avviene anche quando si lascia l’acceleratore. Si avverte un attrito maggiore delle componenti meccaniche e si rallenta molto più in fretta. Sfruttare al massimo queste fasi permette di gestire in modo molto più efficiente la batteria e, in sintesi, di percorrere più strada.

La frenata rigenerativa, questo il nome del fenomeno, può essere generalmente impostata su vari livelli e, se messa al massimo, rallenta l’auto in modo talmente vistoso da poter rendere inutile la pressione sul pedale del freno (si chiama one pedal drive). Per guidare correttamente un’auto elettrica, conviene sempre prevedere dove ci si vorrà fermare e alzare il piede dall’acceleratore con anticipo, in modo da sfruttare una fase di rilascio più duratura. Viceversa, inutile se non dannoso, arrivare al semaforo o allo stop a velocità sostenuta e poi premere bruscamente il freno per arrestarsi in tempo utile.

Nuova Renault Zoe: la mobilità elettrica cambia

La guida “one pedal” dà i frutti più consistenti in città. È nella guida urbana, infatti, che l’auto elettrica consuma meno energia. Dove invece il consumo energetico è maggiore è in autostrada. Eppure, grazie a batterie sempre più capienti e powertrain efficienti, le auto elettriche possono ormai essere usate anche per viaggi lunghi, magari con qualche accortezza.

La prima, fondamentale, è quella di programmare il tragitto. Lo si può fare prima di partire, controllando lo stato di carica dell’auto al via, le condizioni di traffico, la presenza di colonnine sulla strada. Nel caso, si può anche prenotare una ricarica in modo da raggiungere la stazione di rifornimento evitando brutte sorprese.

Lexus elettrica 2020: app

Tutte queste operazioni possono essere svolte attraverso le app dedicate alla guida a zero emissioni che le Case hanno sviluppato per gestire al meglio i propri modelli a batteria anche in remoto. Sono comode, facili da utilizzare, e dialogano perfettamente con i sistemi di infotainment presenti a bordo, in modo che una volta in moto sia il navigatore dell’auto a gestire la marcia.

Grandine auto: protezione, tutela e costi di riparazione

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Le intemperie mettono a dura prova la resistenza della carrozzeria della propria vettura. In particolare la grandine auto è l’elemento maggiormente dannoso per la purezza delle linee dato che, in occasione di grandinate particolarmente violente, si rischia di ritrovare una macchina sfigurata da numerose ammaccature.

La grandine auto è uno degli incubi maggiori di ogni automobilista. Chi, infatti, non ha la possibilità di posteggiare la propria vettura in un luogo coperto, o non ha preso le dovute precauzioni proteggendola con un telo specifico, rischia di trovare la carrozzeria seriamente danneggiata o con parecchi graffi all’auto.

Come tutelarsi? Ecco i nostri consigli:

  • assicurazione eventi naturali e atmosferici
  • acquistare un telo copriauto antigrandine

Assicurazione grandine auto

Per evitare di dover pagare un conto salato dal carrozziere si può inserire nella propria RC Auto la garanzia accessoria degli eventi naturali. A seguito del pagamento di un prezzo superiore del premio assicurativo annuale, la compagnia provvederà a risarcire l’assicurato per i danni materiali e diretti, causati al veicolo dagli eventi naturali presenti tra le condizioni di polizza.

L’assicurazione contro eventi naturali, per esempio, copre i danni materiali e diretti causati da grandine e ghiaccio, inondazioni, esondazioni, alluvioni, trombe d’aria, mareggiate, frane e altro

Controllate scrupolosamente le clausole contrattuali, alcune ipotesi di danneggiamento dovute ad imperizia dell’assicurato comportano l’esclusione dal risarcimento. Riscontrati i danni grandine auto si dovrà denunciare l’evento alla propria assicurazione. Questa incaricherà un perito per visionare il mezzo e redigere una stima dei danni e dei costi di riparazione. Per velocizzare la pratica potete includere nella denuncia un preventivo di parte, redatto dal vostro carrozziere di fiducia ed allegare anche le foto dell’auto danneggiata, oltre alle prove dell’avvenuto evento.

Come proteggere l’auto dalla grandine

Se non volete sborsare una somma ulteriore per la copertura assicurativa per le auto gradinate potete proteggere la vostra vettura con dei teli specifici. Sono numerose le alternative presenti in commercio, adatte a tutte le tasche. La più dispendiosa è denominata hail protector ed è un telo antigrandine per auto elettrico che si gonfia proteggendo la carrozzeria. Grazie ad una specifica app che segnala in tempo reale il rischio di grandine, si può preventivamente gonfiare il telo e tutelare la vettura. I prezzi di partenza sono di circa 100 €.

Se si vuole risparmiare ed utilizzare la fantasia si può proteggere la carrozzeria con un telo pluriball. Posizionando più strati di questo materiale, sia sulla parte superiore che sulla fiancata della vettura, si riuscirà a minimizzare gli effetti dannosi della grandine di medie dimensioni. Una volta impacchettata l’auto con il pluriball si dovrà posizionare un classico telo protettivo per tenere il tutto unito.

Auto gradinata: costo riparazione

La grandine auto, oltre a deturpare la carrozzeria della propria vettura, comporta costi elevati per le riparazioni. Se non avete stipulato una polizza assicurativa specifica sappiate che il prezzo di riparazione per piccoli danni in zone facilmente accessibili varia da 30 a 45 euro, mentre la riparazione di ammaccature più importanti possono costare anche 75 o 80 euro.

Se ai danni alla carrozzeria si aggiungono anche quelli al parabrezza o al lunotto, preparatevi ad un esborso consistente: tra i 150 e i 300 euro per l’acquisto del nuovo componente.

 

App autovelox: ecco le migliori per Apple e Android

App autovelox: ecco le migliori per Apple e Android

Guidare rispettando il dettato del Codice della Strada deve essere sempre il primo principio cui ispirarsi quando si ci trova al volante della propria vettura. Tuttavia ci sono occasioni nelle quali si esagera, anche inconsapevolmente, con la velocità e si rischia di ricevere una multa anche salata. Per cercare di prevenire queste situazioni è possibile installare le app autovelox in grado di indicare in anticipo la presenza dei dispositivi fissi o mobili.

INDICE
App autovelox gratis
Migliore app autovelox
App autovelox fissi e mobili gratis
App autovelox autostrada

Lo smartphone è diventato ormai un compagno di viaggio inseparabile per ciascuno di noi, e tra le varie app, presenti sia nello store Apple che in quello Android, sono disponibili anche molte app autovelox totalmente gratuite.

Molte di queste sono incluse nelle app dedicate alla navigazione satellitare ed offrono una comodità ulteriore perché consentono non solo di seguire le indicazioni stradali, ma anche di venire a conoscenza con avvisi sonori e visivi della presenza di autovelox.

Riuscire ad indicare quale sia la migliore app autovelox non è semplice data la corposa offerta presente sul mercato, ma è comunque possibile indicarne alcune tra le più valide presenti sugli store dei vari dispositivi.

Waze è senza dubbio una delle app autovelox più apprezzate dagli utenti sia per la sua precisione nel calcolare il percorso meno trafficato, sia per la grande condivisione di informazioni proprio da parte degli utilizzatori che consente di essere sempre aggiornati sulla eventuale presenza di autovelox.

Altra app autovelox molto utilizzata, e presente praticamente di default su tutti gli smartphone android, è Google Maps. Il navigatore del colosso statunitense è utilizzabile anche per muoversi a piedi o con i mezzi pubblici, ma chi lo sfrutta come navigatore per l’auto ha potuto apprezzare non solo i continui aggiornamenti ma anche le indicazioni sulla presenza di autovelox e T-Red.

L’offerta di app autovelox non si esaurisce qui. Negli store Apple e Android sono infatti presenti altre app autovelox gratis valide.

Tra queste si segnala TomTom Navigatore GPS – Traffico e Autovelox. Questa app, oltre ad essere una delle più apprezzate come navigatore satellitare, è anche utilissima per individuare la presenza di autovelox. L’app segnala inoltre l’eventuale superamento limite di velocità su un determinato tratto di strada e funziona anche in background.

Ultima, ma non per importanza, è Autovelox fissi e mobili. Il nome dice già tutto e la app è dotata di una interfaccia semplice ed una grafica in grado di fornire informazioni chiare e precise. Anche questa app autovelox è in grado di avvisare l’utente anche se sta lavorando in background, così come già visto con Waze, le segnalazioni della presenza dei dispositivi è costantemente aggiornata tramite la community degli utenti.

Tutte le app di cui abbiamo parlato sino ad ora, ed elencato in base alla popolarità, sono anche delle ottime app autovelox autostrada.

Non sono soltanto le quattro elencate sopra le più interessanti app autovelox presenti online. Negli store dei vari dispositivi si possono infatti scovare altri programmi molto scaricati come Radarbot.

Questa app autovelox avvisa immediatamente il guidatore della presenza di autovelox fissi, mobili, rilevatori di galleria, postazioni tutor e semafori controllati da fotocamere oltre a fornire indicazioni sempre aggiornate sul traffico.

Il tachimetro registra e visualizza i diversi limiti di velocità a cui attenersi e permette di stabilire un proprio limite e di impostare manualmente un avviso acustico che si attiva ogni volta che il limite di velocità impostato viene superato.

Le app autovelox di cui abbiamo parlato sino ad ora sono utili non solo per essere avvisati della presenza di questi dispositivi sulle strade cittadine, ma anche sulle autostrade.

Inoltre, proprio chi percorre con una certa frequenza i tratti autostradali può beneficiare dell’installazione delle app autovelox e tutor così da evitare di rischiare di pagare multe anche salate e perdere punti patente.

Ricordiamo, infine, che le app indicate in precedenza sono compatibili con la maggior parte dei dispositivi in commercio in quanto gli sviluppatori hanno creato sia app autovelox per android auto che app autovelox iphone.

Come cambiare i tergicristalli in pochi semplici passi

Come sostituire le spazzole del tergicristallo in pochi semplici passi

Quando ci si mette alla guida della propria auto, è fondamentale che tutti i dispositivi presenti siano sempre efficienti in modo da garantire una totale sicurezza a chi si trova alla guida. Tra i vari elementi da controllare, per avere costantemente una visibilità ottimale, non si devono mai sottovalutare le spazzole tergicristallo. Se, infatti, le spazzole tergicristallo sono particolarmente usurate, al momento del loro utilizzo in caso di pioggia il parabrezza, ed anche il lunotto posteriore, non verranno puliti adeguatamente e, di conseguenza, la visibilità risulterà compromessa. Questa guida vuole quindi aiutare l’automobilista a capire come cambiare i tergicristalli in modo semplice e rapido.

INDICE
Cambiare i tergicristalli: le misure
Come cambiare i tergicristalli
Come smontare le spazzole tergicristalli
Come cambiare la spazzola tergicristallo posteriore
Quando cambiare le spazzole tergicristallo

Prima di procedere all’acquisto delle nuove spazzole sarà fondamentale avere ben chiare le misure delle spazzole tergicristallo. Questi elementi, infatti, variano in base alla differente tipologia di auto e alle differenti ampiezze del parabrezza. Bisogna inoltre ricordare come la dimensione della spazzola lato guida differisce di qualche centimetro da quella riservata al lato passeggero.

Le misure delle spazzole tergicristallo potranno essere prese sia manualmente, sia tramite una veloce ricerca sui vari siti web. Una volta individuate, si potranno acquistare i nuovi elementi e procedere al cambio tergicristalli.

Effettuato l’acquisto, è giunto il momento di cambiare le spazzole tergicristallo. Cambiare i tergicristalli è una operazione che può essere compiuta dal rivenditore presso cui si sono acquistate le spazzole, ma data la semplicità della stessa il tutto si può effettuare anche da soli.

In questo caso bisogna alzare entrambi i braccetti dei tergicristalli, mantenendoli fermi in posizione verticale. Successivamente si deve poi cercare il punto in cui la spazzola si collega al braccetto. Trovato questo elemento, con una mano si dovrà tenere fermo il braccetto mentre con l’altra si potrà procedere a smontare il tergicristallo.

Una volta che le spazzole tergicristallo ormai usurate saranno state tolte dal braccetto, si potrà procedere al montaggio dei nuovi elementi. Anche in questo caso l’operazione è semplice da effettuare. Bisognerà soltanto far scorrere le nuove spazzole nel braccetto, compiendo in questo caso una operazione opposta allo smontaggio, e successivamente procedere ad una leggera rotazione sino a quando non si sentirà uno scatto che indicherà che il cambio tergicristalli è stato effettuato correttamente.

Spesso si sottovaluta l’importanza della visibilità dal lunotto posteriore e si procede unicamente alla sostituzione delle spazzole tergicristallo anteriori tralasciando, invece, la sostituzione del tergicristallo posteriore. Per evitare di compiere questo errore, in questa guida verrà spiegato anche come cambiare la spazzola tergicristallo posteriore.

Anche in questo caso bisognerà prendere con precisione le misure della spazzola. Se questa è intercambiabile, l’operazione durerà pochi secondi. Bisognerà infatti sollevare il braccetto per poi sganciare la spazzola e inserire il nuovo prodotto, mentre se la spazzola non è intercambiabile si dovrà comprare l’intero braccetto, svitare il vecchio dal supporto, e avvitare infine il nuovo elemento.

Le spazzole tergicristallo sono elementi realizzati in gomma e quindi sono soggetti all’usura dovuta agli elementi esterni. Uno dei principali nemici delle spazzole è il sole. L’azione dei raggi UV, infatti, è il nemico principale delle spazzole tergicristallo, ma non il solo. Anche l’acidità della pioggia e lo smog contribuiscono a deteriore le spazzole.

Per capire quando i tergicristalli, si dovrà quindi prestare attenzione ai segnali provenienti dalle stesse. Se, infatti, al momento del loro utilizzo in caso di pioggia, il parabrezza o il lunotto posteriore non saranno puliti a dovere e verranno lasciati dei segni sugli stessi, significa che le spazzole tergicristallo sono ormai usurate e devono essere sostituite.

Optional: ecco quelli ai quali è impossibile rinunciare

Acquistare un’auto nuova oggigiorno è tutt’altro che semplice. Non basta più scegliere semplicemente motorizzazione e colore della carrozzeria. A questi due elementi che rappresentano la base della scelta al momento dell’acquisto si sommano una serie infinita di elementi che rientrano nella (in alcuni casi) lunghissima lista degli optional che ormai tutti i produttori, indipendentemente dal segmento di appartenenza della vettura, offrono per ogni loro auto a listino.

Insieme a Fjona abbiamo quindi spulciato tra i cataloghi dei vari brand per scovare tutti quegli optional ai quali non bisognerebbe proprio fare a meno.

Sistemi avanzati di assistenza alla guida

Partiamo da quelli forse più importanti in quanto legati alla sicurezza, gli ADAS. Negli ultimi anni la tecnologia in fatto di guida assistita ha fatto passi da gigante, portando su strada soluzioni in grado di affiancare chi siede al volante nella guida di tutti i giorni. Tra questi sistemi troviamo ad esempio, il mantenitore di corsia. Questo è studiato per avvisare il conducente nel caso in cui si superino involontariamente le linee di demarcazione della corsia.

Il sistema, inoltre, può anche essere di tipo attivo e quindi non limitarsi solo ad avvisare chi guida del pericolo tramite un segnale visivo e sonoro, ma intervenendo attivamente per riportare la vettura in carreggiata.

Più sicuri grazie al Rear Traffic Alert con Blind Spot Monitor

A questo si somma anche il sensore per l’angolo cieco. Molto utile soprattutto in autostrada, avvisa chi guida del sopraggiungere di un’automobile da dietro, mentre si sta per affrontare una svolta o un sorpasso. Ma anche in città, mentre si esce da un parcheggio. Se si parla di sicurezza, poi, è impossibile non citare il sistema di frenata automatica che, per dovere di cronaca, proprio da quest’anno è in realtà obbligatorio su tutti i modelli di nuova produzione.

Tra comfort e sicurezza

A cavallo tra sicurezza e comfort troviamo tutta una serie di accessori studiati non solo per rendere più rilassata la vita a bordo, ma anche più sicura. Tra questi troviamo il cruise control. Questo sistema permette di impostare una velocità di avanzamento che l’auto manterrà in maniera costante senza la necessità di intervenire sul pedale del gas.

Per i più esigenti poi, c’è anche il cruise control adattivo, che oltre a mantenere la velocità impostata, è anche in grado di adeguarla alle condizioni del traffico, rallentando e accelerando in base ai movimenti della vettura che precede.

Tutto quello che c'è da sapere sul cruise control 3

Sempre all’insegna del binomio tra comfort e sicurezza troviamo anche l’head-up display. Questo altro non è che un sistema in grado di riportare le informazioni del quadro strumenti come velocità e giri motore, direttamente sul parabrezza o su un piccolo schermo posizionato sopra il cruscotto. Ma non è tutto. L’head-up display, infatti, è in grado di proiettare anche le informazioni di navigazione e quelle sui media in riproduzione. Il tutto senza mai dover distogliere lo sguardo dalla strada.

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L’ultimo optional che vi consigliamo in questa categoria, anche se più attinente alla sfera del comfort, sono i sedili riscaldati. Questi, oltre a regalare un piacevole tepore al corpo nei mesi più freddi dell’anno, sono anche in grado di aumentare l’efficienza energetica della vettura. Elemento questo’ultimo particolarmente importante soprattutto se si parla di auto elettriche o ibride.

Questo perché il sistema di riscaldamento dei sedili impiega molta meno energia rispetto al riscaldamento dell’abitacolo, un vantaggio che si traduce in una maggiore autonomia della vettura.

Per vedere meglio

Quando ci si trova in auto la visibilità è tutto. Ecco perché tra gli optional che proprio non possono mancare sulla vostra nuova auto proprio non possono mancare i fari Full Led. Rispetto ai fari allo xeno e ancor più ai tradizionali fari alogeni, quelli a Led sono in grado di aumentare notevolmente la visibilità nelle ore notturne.

Se li si sceglie a matrice di led, inoltre, questi sono in grado di modificare il fascio di luce in base alle condizioni del traffico, permettendo di viaggiare con gli abbaglianti sempre accesi, senza correre il rischio di infastidire gli altri automobilisti. Si tratta di una tecnologia in costante diffusione e oggi disponibile anche su modelli compatti come Opel Corsa o Seat Ibiza.

Opel insignia: con il restyling arrivano anche i fari IntelliLux Led Pixel 12

Ma vedere bene è importante anche quando si fa retromarcia. Per questo tra gli optional che non possono mancare vi suggeriamo anche la telecamera posteriore, molto utile in abbinamento ai sensori di parcheggio quando ci si muove in retromarcia magari per entrare in un parcheggio.

Sempre connessi

Non potevamo chiudere questa carrellata sugli optional più interessanti disponibili per le moderne vetture, senza citare un paio di soluzioni tecnologiche. La prima è sicuramente rappresentata dai protocolli di connessione Apple CarPlay e Android Auto. Questi permettono di collegare il proprio smartphone al sistema di infotainment della vettura, replicando molte funzioni del cellulare sullo schermo dell’auto, permettendo così a chi è al volante di accedere a moltissimi contenuti, senza dover tenere in mano il telefono mentre si è alla guida.

In conclusione, vi segnaliamo il sistema keyless. Questo sostituisce la tradizionale chiave della macchina con una chiave elettronica che, senza che questa venga mai sfilata dalla tasca, permette di aprire e chiudere la vettura e anche di metterla in moto. Una comodità non da poco.

Batteria auto: durata e prezzi per un controllo della vettura al top

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Tra gli elementi da mantenere sotto controllo per il corretto funzionamento della propria vettura, la batteria auto è uno dei più importanti perché consente non solo l’accensione del propulsore, ma anche il funzionamento dei servizi di bordo e l’illuminazione dell’abitacolo a vettura ferma.

Carica batteria auto

Quando parliamo di batteria auto intendiamo un dispositivo che consente l’accumulo di energia elettrica tramite un processo chimico. Sono presenti due elettrodi, uno positivo ed uno negativo, immersi in un elettrolita la cui funzionalità è quella di accumulare energia elettrica e rilasciarla sotto forma di corrente continua.

La batteria auto mantiene la carica sfruttando la potenza in eccesso del motore ed eroga una breve scarica di potenza della durata di alcuni secondi, per consentire l’accensione del motorino di avviamento.

Nei casi in cui si debba procedere alla carica della batteria auto, si deve preliminarmente conoscere il modello adottato sulla propria vettura. Questa informazione può essere reperita controllando direttamente la batteria auto, oppure consultando il sito internet della casa costruttrice della vettura.

Le batterie maggiormente presenti in commercio sono quelle al piombo-acido con elettrolita liquido, mentre le batterie AGM, completamente sigillate, sono meno presenti a meno che non vengano montate come pezzo personalizzato dopo l’acquisto della vettura.

Per poter procedere alla carica batteria auto sarà necessario dotarsi dei cavetti da utilizzare collegandoli ad una batteria funzionante. Si dovrà procedere collegando il cavetto rosso, con i morsetti sui poli positivi, prima alla batteria scarica e poi a quella carica, per poi collegare il cavetto nero, relativo ai poli negativi, sempre collegandolo prima alla batteria scarica e solo successivamente a quella carica.

La batteria auto carica trasmetterà l’energia a quella scarica e vi consentirà di mettere in moto la vostra auto per potervi poi recare presso un’officina e sostituire la batteria auto.

Batteria auto scarica

Se la batteria auto è scarica sarà impossibile accendere il motore della propria vettura girando semplicemente la chiave. In questo caso si potrà tentare o la partenza a spinta o utilizzare il metodo di carica della batteria tramite cavetti, come descritto sopra. L’impossibilità di accensione del motore non è l’unico segnale di batteria auto scarica.

Durata batteria auto

La batteria auto di una vettura appena acquistata ha una durata più lunga perché appena uscita di fabbrica. Solitamente la durata della batteria auto è di 4 o 5 anni, ma qualora si accusassero dei malfunzionamenti prima di questo periodo sarà necessario procedere alla sostituzione anticipata.

Batteria auto: prezzi

Non esiste un prezzo fisso per la batteria auto poiché molto dipende dalle prestazioni, come la portata. In media si parte da un minimo di 40 euro per arrivare sino a 200 euro. Al momento dell’acquisto della batteria auto sarà fondamentale sceglierne una di portata almeno pari a quella presente nel primo equipaggiamento.

Batteria auto: garanzia

Se la batteria auto acquistata dovesse rivelarsi difettosa, si ha diritto alla sostituzione del prodotto entro due anni e questo grazie al D.lgs n.24 del 2004 secondo cui: “Tutti i prodotti godono di 24 mesi di garanzia legale, sia si tratti di vizi o di difetti di conformità o mancanza di qualità promesse”

Se l’acquisto è effettuato da una impresa o da un soggetto possessore di partita IVA, che richiede la fattura, il termine della garanzia della batteria auto scende ad un anno dall’acquisto.

Sostituire batteria auto

I passi da seguire per sostituire la batteria auto sono i seguenti:

  • spegnere il motore dell’auto e disinserire la chiave;
  • togliere le coperture e allentare il morsetto negativo, contrassegnato dal colore nero, e successivamente compiere la stessa operazione con il morsetto positivo di colore rosso;
  • svitare le due viti del supporto della batteria e rimuoverlo;
  • rimuovere la batteria auto scarica ed inserire quella nuova;
  • collegare nuovamente i morsetti partendo prima da quello positivo per poi passare a quello negativo;
  • riposizionare le coperture ed avvitare il supporto della batteria.

Tutti i consigli per lavare gli esterni dell’auto

5 consigli per lavare gli esterni dell'auto

Vi siete mai chiesti come mantenere pulita l’auto come se fosse nuova? La prima cosa da sapere è che un lavaggio auto periodico è importante per evitare che lo sporco si incrosti, cosa che accade facilmente lasciando l’auto sporca sotto il sole nei mesi estivi.

Pulizia esterni auto: i primi passi

Prima di tutto, per effettuare un lavaggio auto accurato e a livelli professionali è necessario distinguere i vari tipi di sporco presenti sulla superficie dell’auto. In caso di sporco ostinato, si consiglia di rivolgersi ad un operatore professionista o all’autolavaggio.

L’auto si sporca normalmente in base al modo in cui viene utilizzata, alla stagione e al luogo in cui viene parcheggiata. Inoltre, i vari lati della vettura raccolgono diversi tipi di sporco. La parte frontale, ad esempio, è di solito la più sporca e viene intaccata da insetti e da altri oggetti che involontariamente si travolgono mentre l’auto è in moto. Per effettuare una corretta toilettatura dell’auto è necessario quindi utilizzare prodotti e tecniche specifici a seconda dello sporco.

Inoltre, In questo periodo di emergenza sanitaria a causa della diffusione del COVID-19 sono tante le precauzioni prese per cercare di contenere il contagio. In questo, la corretta pulizia dell’abitacolo della propria auto gioca un ruolo di primaria importanza. Per questo abbiamo raccolto alcuni consigli per la sanificazione dell’auto.

Lavaggio dell’auto a mano: si può fare?

Attenzione perché l’Articolo 15 del Codice della Strada stabilisce che lavare l’auto con l’uso dell’acqua in strada o in spazi privati è vietato per via dello scarico di sostanze inquinanti che possono inquinare l’ambiente. Questo quello che dice il codice: “Art. 15. Atti vietati. Su tutte le strade e loro pertinenze è vietato: (…) h) scaricare, senza regolare concessione, nei fossi e nelle cunette materiali o cose di qualsiasi genere o incanalare in essi acque di qualunque natura;”. Viceversa è consentito il lavaggio a secco con specifici prodotti.

Il discorso è diverso se si abita in campagna. Lavare spesso l’auto a mano aiuta a conservare meglio la carrozzeria nel tempo. C’è da considerare inoltre che una superficie liscia e pulita fa sì che lo sporco si attacchi con più difficoltà, poiché scivola via. Il primo step per ottenere un buon lavaggio dell’auto a mano consiste nell’ammorbidire tutto lo sporco trattandolo con un detergente neutro.

Una volta ammorbidito, lo sporco va tolto dall’auto con un’apposita spugna pulita, sciacquandola spesso e partendo sempre dalla parte alta della vettura verso il basso.

Al termine del lavaggio è opportuno utilizzare abbondante acqua, meglio se depurata, in modo da eliminare qualsiasi residuo di shampoo o agenti chimici dalla carrozzeria.

Come lucidare l’auto

Una lucidatura eseguita in modo professionale ha inizio con la protezione, tramite nastro di carta adesivo, di tutte le parti in plastica non verniciate e le guarnizioni, in modo da non sporcarle con la pasta abrasiva. La lucidatura può essere effettuata a mano o con l’utilizzo di una lucidatrice su cui viene montato un apposito tampone in gomma morbida.

Si utilizza inizialmente una pasta abrasiva per la rimozione dei graffi superficiali e di tutti i segni e difetti eliminabili. Il secondo passaggio consiste nella lucidatura vera e propria, che si effettua passando in modo energico un polish o una cera lucidante su tutte le superfici verniciate, sia con la lucidatrice che con del cotone idrofilo nuovo, se si esegue a mano. Il polish, una volta essiccato, va necessariamente rimosso con cotone idrofilo a mano.

Lucidare l'auto

Come lucidare i fari dell’auto

Oltre ad essere poco gradevole a livello estetico, l’invecchiamento delle plastiche dei fanali anteriori compromette la funzionalità del gruppo ottico stesso. Quando un fanale è invecchiato non deve necessariamente essere sostituito. È possibile infatti lucidarlo, come si fa con la vernice, avendo cura di proteggere le zone attorno al fanale con il nastro adesivo.

Un risultato ottimale si ottiene con una pasta abrasiva a grana grossa e con una a grana più fine per la finitura, avendo cura di raffreddare spesso la superficie con una spugna e dell’acqua fredda.

Lucidare i fari dell'auto

Come togliere la resina dall’auto

Il modo più tradizionale per eliminare la resina dalla vernice è utilizzare dell’acqua molto calda e una spugna, avendo la pazienza di effettuare più applicazioni in modo da sciogliere la resina con il calore per poi eliminarla con la spugna. Sul mercato esistono inoltre prodotti formulati per sciogliere incrostazioni e resine, da utilizzare con attenzione e seguendo scrupolosamente le indicazioni fornite sulla confezione.

Se dopo aver lavato gli esterni della vostra auto, volete passare agli interni, leggete il nostro approfondimento su come lavare gli interni dell’auto.

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