Consigli utili per pulire gli interni della propria auto

Consigli utili per pulire gli interni della propria auto

Dopo aver lavato con cura gli esterni dell’auto, come si fa a pulire bene gli interni dell’auto? La pulizia dell’auto, soprattutto degli interni, non sempre è facile. Bastano però alcuni pratici e semplici accorgimenti per ottenere risultati ottimali, scacciare i cattivi odori e igienizzare a fondo l’abitacolo.

Inoltre, In questo periodo di emergenza sanitaria a causa della diffusione del COVID-19 sono tante le precauzioni prese per cercare di contenere il contagio. In questo, la corretta pulizia dell’abitacolo della propria auto gioca un ruolo di primaria importanza. Per questo abbiamo raccolto alcuni consigli per la sanificazione dell’auto.

Il primo strumento? L’aspirapolvere

L’aspirapolvere è l’accessorio ideale per iniziare a pulire gli interni, poiché consente di eliminare lo sporco superficiale in pochi secondi. Prima di utilizzarla, tuttavia, è fondamentale eliminare eventuali rifiuti presenti, quali sassi, rametti, foglie e quant’altro potrebbe bloccarsi all’interno del tubo. Un trucco per rendere la pulizia ancora più efficace consiste nel cospargere i tappetini, e i sedili, di bicarbonato. Lasciarlo agire per circa 30 minuti e, solo successivamente, passare l’aspirapolvere sulle parti interessate.

Un punto difficile da pulire è la zona posta sotto i sedili che, tra l’altro, è destinata a raccogliere innumerevoli briciole e una quantità elevata di polvere. Rimuovendo i tappetini, portando avanti i sedili e ribaltandoli, si godrà di maggiore spazio di manovra. Per quanto riguarda le “guide”, è sufficiente ricorrere ad un pennello a setole dure, ideale per rimuovere briciole e piccoli detriti, da aspirare successivamente con l’aspirapolvere.

Cosa utilizzare per la pulizia dei tappetini?

Passando alla pulizia dei tappetini, e al lavaggio della tappezzeria dell’auto, è possibile scegliere tra un detersivo spray generico per tappeti e una soluzione “fai da te”. Per la preparazione di un detergente fatto in casa è sufficiente versare in un catino 250 ml di acqua, un paio di cucchiai di bicarbonato, alcune gocce di sapone per i piatti e un bicchiere di aceto di mele. Ovviamente, i tappetini dovranno essere rimossi dall’auto prima di procedere. Una volta passata la soluzione strofinate con una spazzola con setole dure. Proseguite con il risciacquo e concludete appendendo i tappetini per l’asciugatura.

Nel caso in cui sulla superficie siano presenti macchie “pesanti” (ad esempio quelle d’olio), meglio optare per un prodotto specifico. Contro la formazione di muffa cercate di non esagerare con le quantità.

Lavere vetri

Pulire i sedili auto

Se per i sedili è sufficiente il detersivo fatto in casa, suggerito nelle righe precedenti, una maggiore attenzione è richiesta quando i sedili stessi sono rivestiti in pelle. In tal caso, la soluzione più indicata è rappresentata da un detergente apposito per questo delicato rivestimento. La tappezzeria in pelle, infatti, non gradisce i detersivi tradizionali, che potrebbero rivelarsi troppo aggressivi, rovinandola irrimediabilmente. Come alternativa è consigliato un panno in microfibra inumidito.

Parabrezza, finestrini e specchietti: come pulirli

Anche in questo caso un detersivo fai da te può rappresentare un rimedio efficace contro lo sporco. In un secchio occorrerà miscelare 3 litri d’acqua, due tazze colme d’alcol e una di bicarbonato. Dopo aver immerso uno straccio in questa soluzione, strizzarlo e passarlo sui vetri, cercando di compiere movimenti verticali (o orizzontali), e controllando di non lasciare aloni. Quando l’abitacolo avrà raggiunto il grado di pulizia desiderato ricordatevi di inserire del bicarbonato nel vano posacenere; così facendo verranno assorbiti in poche ore eventuali cattivi odori.

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Lavere vetri

Lavaggio auto: meglio quello a mano o presso un autolavaggio?

Lavaggio auto: meglio quello a mano o presso un autolavaggio?

Per avere cura della propria autovettura non è sufficiente soltanto procedere alla manutenzione delle componenti meccaniche del veicolo, ma è anche fondamentale effettuare il lavaggio auto con regolarità, così da preservare la carrozzeria ed curare gli interni e avere una macchina dall’aspetto brillante.

Sono numerose le modalità con le quali è possibile effettuare il lavaggio auto e la scelta dipende sia dal tempo che si può e vuole dedicare a questa operazione, che dal costo della stessa.

Prima di andare avanti con i diversi consigli sul lavaggio auto, è importante una precisazione: si può lavare l’auto in quarantena? Sicuramente sì, ma bisogna utilizzare alcune accortezze: ad esempio, lavare l’auto in strada è illegale. Vediamo quindi tutto quello che devi sapere per dedicarti alla pulizia della tua macchina senza incorrere in denunce o sanzioni.

INDICE
Autolavaggio a mano
Autolavaggio in strada
Autolavaggio e Coronavirus
Autolavaggio self-service
Lavaggio auto a secco
Lavaggio auto a vapore
Lavaggio auto automatico
App per il lavaggio 

Il lavaggio auto a mano è senza dubbio la scelta più economica perché sarete voi stessi ad occuparvi della pulizia della carrozzeria e dell’abitacolo. Sarà sufficiente dotarsi di acqua, spugna, sapone liquido, detergente per vetri, un’aspirapolvere ed un panno in microfibra, per compiere questa operazione.

Procedete al lavaggio in una zona ombreggiata per evitare che il rapido asciugarsi del sapone lasci aloni e, una volta effettuato il risciacquo, procedete ad asciugare la carrozzeria con un panno in microfibra, evitando di lasciare residui di acqua.

Lavaggio auto: meglio quello a mano o presso un autolavaggio? 1

Completato l’esterno potete passare alla pulizia dell’abitacolo, utilizzando un normale aspirapolvere dotato anche di una punta sottile per rimuovere le impurità dagli spazi più angusti. Successivamente, provvedete a detergere il lato interno dei vetri, così da ottenere una visibilità impeccabile.

In questo periodo di emergenza sanitaria a causa della diffusione del COVID-19 sono tante le precauzioni prese per cercare di contenere il contagio. In questo, la corretta pulizia dell’abitacolo della propria auto gioca un ruolo di primaria importanza. Per questo abbiamo raccolto alcuni consigli per la sanificazione dell’auto.

LEGGI ORA: Patente, revisione, collaudo, RC Auto: tutte le novità del decreto Cura Italia per gli automobilisti

Ma dove lavare la macchina? Forse non tutti sanno che l’articolo 15 del Codice della Strada stabilisce che lavare l’auto in strada, ma anche in spazi privati, è illegale: questo perché si riverserebbero inevitabilmente nella rete fognaria numerose sostanze inquinanti (come saponi e le polveri che si depositano sulle parti meccaniche dell’auto). In caso di controlli si rischiano sanzioni fino a 92 euro.

Attenzione poi se si vive in un condominio: numerosi regolamenti condominiali, infatti, vietano l’utilizzo dell’acqua e degli spazi comuni per lavare la propria auto.

Il lavaggio auto a mano è senza dubbio il modo più economico di pulire la propria vettura, ma anche quello più faticoso. Chi volesse evitare di stancarsi nel compiere questa operazione, può portare la propria auto presso un autolavaggio.

Gli autolavaggi, secondo quanto stabilito dalle misure del Governo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, sono inseriti tra le attività produttive necessarie ad offrire un servizio a chi deve spostarsi per lavoro o altre necessità. Ecco perché gli autolavaggi, inclusi quelli self service e quelli dei benzinai, possono rimanere aperti in questo periodo di lockdown. Ovviamente ogni gestore può decidere in piena autonomia se tenere aperta o meno la propria attività.

Chi si sposta per attività lavorative dimostrabili, quindi, può recarsi all’autolavaggio per la pulizia del proprio veicolo: parliamo ad esempio di tassisti, autisti NCC ed operatori sanitari.

Per tutti gli altri automobilisti, lavare la macchina non rappresenta una necessità inderogabile: in caso di controllo delle Forse dell’Ordine, quindi, si rischia una multa dai 400 ai 3.000 euro, più la maggiorazione di un terzo prevista per chi è alla guida di un’auto senza un reale motivo di necessità.

L’autolavaggio self service è una via di mezzo tra il lavaggio auto a mano e l’autolavaggio. Sono numerosi, infatti, i punti dove è possibile usufruire di tutto l’occorrente per pulire rapidamente la propria vettura, spendendo davvero poco. Nell’autolavaggio self service sarà sufficiente comprare i gettoni necessari per compiere tutte le operazioni di pulizia, quali prelavaggio, risciacquo, pulizia cerchi etc…, risparmiando tempo e fatica rispetto ad una operazione compiuta esclusivamente a mano.

Lavaggio auto: meglio quello a mano o presso un autolavaggio? 2

Il lavaggio auto è sempre stato inteso come quel procedimento di pulizia della vettura che necessità di acqua per compiere tale operazione. In realtà è possibile effettuare questa procedura senza l’ausilio dell’acqua. In questo caso si parla di lavaggio auto a secco.

Questa tipologia di lavaggio auto è possibile grazie ad alcuni prodotti di recente commercializzazione che non necessitano di risciacquo e contengono al loro interno dei polimeri che aggrediscono lo sporco. Questi prodotti sono a base d’acqua e non danneggiano la carrozzeria poiché contengono cere emulsionate, ed inoltre non lasciano alcun tipo di alone. Per effettuare il lavaggio auto a secco sarà sufficiente spruzzare il prodotto sulla carrozzeria e stenderlo con un panno in microfibra, per poi passare nuovamente il panno ed ottenere una pulizia ancora più approfondita.

Secondo quanto dispone il Codice della Strada, il lavaggio a secco dell’automobile è consentito in casa, purché si utilizzino prodotti specifici.

Lavaggio auto: meglio quello a mano o presso un autolavaggio?

Altra metodologia di lavaggio auto che consente un notevole risparmio di acqua è il lavaggio auto a vapore. Con questo sistema si pulirà in modo brillante la carrozzeria della vettura, senza danneggiarla e senza utilizzo di saponi o altri detersivi chimici. Ulteriore vantaggio è la diminuzione dei tempi di pulizia di circa il 30% rispetto al lavaggio auto tradizionale e la netta diminuzione dei tempi di asciugatura.

Ultima alternativa presente è il lavaggio auto automatico. Il sistema di pulizia tramite rulli è utilizzato da decenni ma spesso è guardato con diffidenza per paura che i rulli possano graffiare la carrozzeria della propria vettura. Per evitare brutte sorprese affidatevi ad un lavaggio auto che abbia rulli con fibre sintetiche in grado di rimuovere lo sporco senza aggredire la carrozzeria, e che utilizzi detergenti di qualità.

Per chi invece vuole semplicemente un’auto lavata risparmiando tempo e sforzi, ecco una speciale lista di App per aiutare anche l’automobilista inesperto o un po’ pigro a occuparsi di questo compito. Si possono infatti trovare servizi che permettono di lavare l’auto a domicilio agendo nel contempo nel rispetto dell’ambiente grazie a prodotti eco sostenibili.

Wash Out

Wash Out è un servizio di lavaggio auto e moto a domicilio. Il lavaggio è eseguito a mano con prodotti 100% ecologici che permette di prenotare dove e quando richiederlo. Il costo del lavaggio varia in base alle dimensioni del veicolo ed è possibile selezionare un lavaggio interno, esterno o completo. Disponibile attualmente a Milano, Roma, Torino e Firenze.

Data la situazione sanitaria, Wash Out ha momentaneamente sospeso la propria attività, per garantire la sicurezza dei propri dipendenti e clienti.

Mister Lavaggio

Mister Lavaggio è il primo sistema di lavaggio auto a domicilio che si prenota tramite applicazione mobile. Con Mister Lavaggio è possibile richiedere la pulizia della propria auto senza spostarla neanche di un metro, ovunque ci si trovi. Il sistema, infatti, non prevede l’utilizzo di acqua o energia elettrica, ma viene effettuato con l’ausilio di un prodotto innovativo, esclusivo, certificato ed ecosostenibile, che garantisce il massimo risultato.

Lavygo

Lavygo, l’app disponibile per Google Play e iTunes Store, è attiva solo a Roma e permette di prenotare facilmente un lavaggio specificando giorno, fascia oraria e una posizione indicativa del veicolo che rimane anche aggiornabile successivamente. Una volta che il lavaggio viene accettato dall’operatore, l’app informa l’utente in tempo reale durante tutte le fasi del servizio e propone anche un notiziario meteo utile nei mesi invernali per pianificare al meglio il giorno del lavaggio.

Washora

L’app consente, in modo semplice e veloce, di richiedere un lavaggio auto dove si desidera: basta scaricare l’app e scorrere l’elenco delle strutture convenzionate. Il lavaggio manuale, realizzato da washer professionisti, viene effettuato senz’acqua e senza lasciare residui, e garantendo risultati migliori rispetto al lavaggio tradizionale. Washora permette di ricevere fattura e ha convenzioni con aziende e hotel.

Lavaggio auto: meglio quello a mano o presso un autolavaggio? 3

Manutenzione auto: come farla ripartire dopo lo stop da Coronavirus

Come caricare la batteria della macchina? Ecco i 3 step da seguire

Tempo di quarantena e di pausa forzata. Almeno per la stragrande maggioranza degli italiani, costretti a casa e lontano dalla propria auto, ferma anch’essa in garage o parcheggiata in strada. Ma cosa conviene fare per ritrovare la macchina in buona salute una volta finito il periodo di emergenza sanitaria? Ecco alcuni consigli utili.

LEGGI ORA: Patente, revisione, collaudo, RC Auto: tutte le novità del decreto Cura Italia per gli automobilisti

I consigli per fare ripartire l’auto dopo un lungo periodo di fermo

Se l’auto rimante ferma a lungo, può capitare di riscontrare qualche problema al momento dell’accensione, sopratutto se il veicolo è un po’ avanti negli anni. Ecco che cosa consigliamo di fare:

  • Caricare la batteria se scarica
  • Controllare la pressione
  • Fare un pieno di benzina/diesel “premium”
  • Lavare l’auto

Scopriamo i dettagli.

Il sintomo principale della batteria scarica è la mancata accensione dell’auto . Qualora la messa in moto richieda più tempo del normale o, ancora, se le spie di anomalia presenti nel cruscotto rimangono, significa che è giunto il momento di cambiarla. Se ci si trova con la batteria auto scarica si può cercare di ricaricare il dispositivo per poter tornare alla guida della propria vettura.

La prima cosa da fare nel momento in cui ci si appresterà a rimettere in moto l’auto è controllare la pressione delle gomme. Questo perché una lunga sosta, inevitabilmente, comporta una variazione a livello di gonfiaggio pneumatici, che oltre a diminuire il comfort di marcia, può incidere anche sulla sicurezza, andando a modificare in modo significativo l’aderenza. Le pressioni corrette si trovano indicate nel libretto di uso e manutenzione dell’auto.

Altra cosa da fare: un bel pieno di carburante “premium”: 100 ottani o gasolio “costoso” per i turbodiesel. Questo perché in questo modo si ha una combustione migliore, che aiuta a smaltire eventuali sporcizie o residui accumulati durante il periodo di stop forzato.

Infine, sarebbe buona cosa dare una bella lavata alla vostra vettura, dentro e fuori.  Il lavaggio auto a mano è senza dubbio la scelta più economica perché sarete voi stessi ad occuparvi della pulizia della carrozzeria e dell’abitacolo. Sarà sufficiente dotarsi di acqua, spugna, sapone liquido, detergente per vetri, un’aspirapolvere ed un panno in microfibra, per compiere questa operazione.

Procedete al lavaggio auto in una zona ombreggiata per evitare che il rapido asciugarsi del sapone lasci aloni e, una volta effettuato il risciacquo, procedete ad asciugare la carrozzeria con un panno in microfibra, evitando di lasciare residui di acqua. Attenzione però: vi ricordiamo che l’autolavaggio in strada come negli spazi privati è proibito dall’articolo 15 del Codice della Strada.

In questo periodo di emergenza sanitaria a causa della diffusione del COVID-19 sono tante le precauzioni prese per cercare di contenere il contagio. In questo, la corretta pulizia dell’abitacolo della propria auto gioca un ruolo di primaria importanza. Per questo abbiamo raccolto alcuni consigli per la sanificazione dell’auto.

I consigli per tenere l’auto ferma per un lungo periodo

Se siete obbligati a lasciare l’auto ferma per un lungo periodo di tempo, è bene prendere qualche accorgimento prima per evitare poi brutte sorprese. Questi i nostri consigli:

  • Parcheggiare lontano dagli alberi
  • Se avete parcheggiato in piano, non tirare il freno a mano
  • Non staccate la batteria
  • Proteggete plancia e sedili con parasole

Vediamoli nel dettaglio.

Se avete un box privato o una rimessa al coperto è presto detto: non avete di che preoccuparvi. Se invece dovete lasciare l’auto sulle strisce (anche blu, visto che la sosta a pagamento è stata sospesa in quasi tutte le città italiane), abbiate l’accortezza di non piazzarvi sotto gli alberi o molto vicino alle rotaie del tram. Foglie, resina e regalini da parte di pennuti rinvigoriti dalla primavera da una parte e polvere dei freni dei mezzi pubblici dall’altra potrebbero causare non pochi inconvenienti a carrozzeria e superfici vetrate. Attenzione perché i danni potrebbero essere anche permanenti, soprattutto su certe vernici particolarmente delicate. Meglio andare un po’ più lontano da casa e fare due passi ma lasciare l’auto in un posto meno rischioso.

Sempre sul tema, ricordate poi di parcheggiare in piano, lasciando inserita una marcia bassa – meglio la prima o la retro – ma senza tirare il freno a mano. Questo, infatti, agendo meccanicamente su dischi o tamburi, lasciato in funzione per molto tempo potrebbe bloccarsi, restando attaccato anche una volta abbassata la leva e rovinando il sistema frenante una volta che si deciderà di ripartire. È lo stesso rischio che si corre quando si incappa in temperature molto rigide ma… non è il periodo.

Staccare la batteria? Ci sono diverse scuole di pensiero. Il nostro suggerimento è quello di non staccarla, soprattutto se l’auto è recente, potrebbe infatti causare danni alla centralina. Se la vostra vettura ha più di 5/10 anni e decidete di staccare la batteria, però, ricordatevi due cose. Prima di tutto, recuperate prima il codice dell’autoradio, in modo da non ritrovarsi con il sistema resettato. E poi, valutate il rischio di disinserire (staccando la batteria questo accade) sia le centraline (che comandano chiusura centralizzata, finestrini elettrici, apertura a pulsante) sia l’antifurto.

Al contrario: per evitare che la luce diretta del sole rovini plancia e sedili, meglio usare il caro vecchio parasole. Se manca e non potete procurarvelo, un lenzuolo piegato, un vecchio asciugamano da mare possono essere validi sostituti.

Come gonfiare le gomme dell’auto correttamente

Come gonfiare le gomme dell'auto correttamente

Non commettere errori nel gonfiare i pneumatici auto significa garantirne un consumo più omogeneo e una durata prolungata. Per ottenere tale risultato occorre tuttavia seguire alcune regole fondamentali. Vediamo quali.

INDICE
Gonfiare le gomme auto correttamente
Quanto gonfiare le gomme?
Come gonfiare le gomme auto

Gonfiare le gomme ai valori corretti è fondamentale non solo per prolungarne la durata, ma soprattutto per garantire la massima sicurezza alla guida. Un errore all’apparenza banale, come gonfiare i pneumatici dell’auto in maniera inopportuna, può infatti peggiorare la guidabilità del veicolo e provocare comportamenti anomali che cambiano in presenza di valori pressori inferiori o superiori alla norma.

Per evitare di commettere questo errore è sempre necessario utilizzare un misuratore di pressione gomme. Grazie alla scala riportata su questo strumento sarà possibile effettuare il gonfiaggio gomme in maniera corretta rispettando i valori di pressione raccomandati.

Ogni automobile, com’è noto, viene equipaggiata con pneumatici di misura e caratteristiche tecniche adeguate alla sua potenza e alle sue dimensioni. Le pressioni consigliate sul libretto d’uso e manutenzione o sull’apposita etichetta applicata sulla carrozzeria (solitamente nella cornice interna dello sportello del guidatore) possono dunque differire fra un veicolo e l’altro anche a parità di gomme.

Ciò significa che due veicoli diversi, sebbene equipaggiati con le stesse gomme, possono riportare dei range di pressione del tutto differenti. Insieme alla distrazione, questa caratteristica rappresenta inoltre una delle cause più comuni degli errori di gonfiaggio dei pneumatici.

Per scoprire se è necessario gonfiare i pneumatici, ci si può servire del sensore di pressione, uno strumento piccolo ma efficiente, che permette di monitorare in ogni momento lo stato pressorio delle ruote fornendo una rilevazione precisa.

La pressione delle gomme si misura in un valore chiamato “bar”: se per la maggior parte degli pneumatici, il valore corretto si aggira intorno ai 2.0 e 3.0 bar, è sempre opportuno verificare l’etichetta applicata sulla carrozzeria e le condizioni stradali e meteorologiche. Per esempio, in caso di gomme invernali, il valore è diverso: si suggerisce di aumentare il valore normale di 0.2 bar, per via delle condizioni climatiche fredde che condizioneranno la pressione dello pneumatico facendola abbassare leggermente.

Le gomme troppo sgonfie presentano un’impronta a terra maggiorata a causa dell’afflosciamento della spalla, da cui consegue un aumento dell’usura laterale e del rischio di forature. Esse aumentano anche le possibilità di perdere il controllo del veicolo nelle manovre d’emergenza o alle alte velocità, provocando, di conseguenza, un aumento del rischio d’incidenti. Come se non bastasse, circolare con le gomme sgonfie provoca inoltre un maggior consumo di carburante e un degrado precoce del battistrada esterno, facendo così lievitare i costi di manutenzione dell’auto.

Viceversa, una pressione eccessiva dei pneumatici causa una riduzione della loro impronta a terra. Quest’ultima, a sua volta, comporta l’usura precoce del centro del battistrada, l’ovalizzazione delle gomme e, soprattutto, la perdita di aderenza in curva o sulle superfici scivolose.

Prima di gonfiare i pneumatici dell’auto bisogna innanzitutto procedere alla lettura dei range di pressione consigliati sul libretto di manutenzione o sull’apposito adesivo presente sul veicolo. Come regola generale, inoltre, è fondamentale non superare, in eccesso o in difetto, i valori riportati sulla spalla del pneumatico.

In entrambi i casi, infatti, si incide negativamente sulla durata del pneumatico, oltre ad esporsi a rischi relativi ad una scarsa aderenza al fondo stradale e a maggiori costi per il consumo del carburante.

Al fine di garantire un gonfiaggio rapido e ottimale, è opportuno servirsi di un compressore volumetrico (disponibile anche nelle comuni stazioni di servizio) dotato di un’apposita pistola con manometro e di un adattatore compatibile con le comuni valvole Schrader. Gli pneumatici devono poi essere gonfiati rigorosamente a freddo, in quanto il calore prodotto dal rotolamento provoca un aumento della pressione interna, impedendo la corretta misurazione e calibrazione della stessa.

Per gonfiare ognuna delle gomme (inclusa quella di scorta) basta invece rimuovere il cappuccio della valvola, collegare il compressore e azionarlo per pochi istanti, avendo cura di verificare l’aumento di pressione desiderato sul manometro.

La pressione è espressa in bar e viene indicata da due numeri. Il primo si riferisce agli pneumatici anteriori e l’altro a quelli posteriori. Ovviamente, nel gonfiare pneumatici si deve sempre utilizzare la stessa pressione sia per le gomme dell’asse anteriore che per quelle dell’asse posteriore.

 

Cos’è il sensore pressione pneumatici e come funziona?

Cos'è il sensore pressione pneumatici e come funziona?

Piccolo ma efficiente, il sensore di pressione degli pneumatici permette di monitorare in ogni momento lo stato pressorio delle ruote fornendo una rilevazione precisa.

INDICE
Cos’è?
Come funziona?
Come usarlo?

La sigla utilizzata per indicare il nuovo sensore di pressione degli pneumatici, introdotto con la normativa del 1 novembre 2014, è TPMS, che sta per Tire Pressure Monitoring System. Uno dei vantaggi di questo innovativo strumento tecnologico sta nella possibilità di monitorare la pressione di ogni singolo pneumatico in maniera indipendente. Sapere in tempo reale quale sia la pressione delle gomme dell’auto può rivelarsi senza dubbio un elemento fondamentale per la propria sicurezza su strada.

Dalla pressione degli pneumatici, siano essi invernali o estivi, dipende, infatti, il livello di attrito e di aderenza rispetto al manto stradale, il che a sua volta assicura il giusto equilibrio tra buone prestazioni dell’auto ed elevato livello di sicurezza. Non è inoltre un mistero il legame esistente tra la pressione delle gomme ed il consumo di carburante. Ciò significa che un controllo di routine dello stato complessivo degli pneumatici della propria vettura può garantire anche un risparmio economico piuttosto significativo.

Sempre secondo la normativa introdotta a livello europeo il 1 novembre del 2014, le auto nuove messe in circolazione devono montare un sistema TPMS per poter essere in regola. Sono presenti sul mercato diversi modelli di TPMS, che possono essere classificati sostanzialmente in due categorie:

  • Diretti. I TPMS diretti sono contraddistinti dalla presenza di un sensore su ognuna delle 4 ruote, da cui partono le informazioni inviate al monitor centrale.
  • Indiretti. I sistemi indiretti invece sono privi di sensori ma sono in grado di calcolare la pressione dello pneumatico facendo riferimento alla velocità di rotazione della ruota.

Grazie al loro differente meccanismo di rilevamento, i sensori di pressione diretti sono in grado di garantire un valore più preciso ed accurato. L’alimentazione elettrica del sistema è affidata ad una batteria integrata, la cui vita media si aggira tra i 6 e i 7 anni.

Il controllo della pressione ottimale degli pneumatici della propria auto rientra nelle operazioni di manutenzione da eseguire con una certa periodicità. Grazie alla presenza del sistema TPMS si può disporre in qualunque momento del valore pressorio, provvedendo a portarlo al livello ottimale, in caso di necessità. I sensori di pressione vengono montati a livello della valvola o bloccati all’interno del battistrada degli pneumatici, dove catturano il valore pressorio e lo inviano direttamente alla centralina di controllo, che a sua volta riporta il dato ricevuto su di un indicatore a scala.

Nel caso in cui la pressione rilevata superi in un senso o nell’altro il range consigliato, può scattare un segnale d’allarme, che invita il conducente a prendere le dovute misure di sicurezza. In caso contrario, qualora la pressione sia inferiore al livello consigliato, è necessario procedere a gonfiare le gomme. Il sistema TPMS è in grado di registrare anche la temperatura delle gomme ed ha il vantaggio di non dover essere riprogrammato in caso di sostituzione degli pneumatici.

Sistema di infotainment auto: cos’è e qual è il migliore

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 4

Se una volta nell’acquisto di un’auto si guardava alle prestazioni, allo spazio o all’aspetto esteriore, oggi, sempre di più, si prende in considerazione anche il pacchetto di tecnologia che offre. I sistemi di infotainment, così, stanno assumendo un ruolo primario anche nella scelta della vettura. E l’impegno delle Case nello sviluppo di apparecchi sempre più moderni e ricchi lo dimostra chiaramente.

Se fino a qualche anno fa, l’aggiornamento delle funzioni dei sistemi di infotainment, come la navigazione, poteva essere effettuato portando la vettura nel centro d’assistenza ufficiale della Casa automobilistica, oggi, alcuni brand offrono gli aggiornamenti OTA (Over-the-Air) che permettono di aggiornare da remoto tutte le centraline all’interno della vettura (dalla navigazione al powertrain passando per le centraline che gestiscono le sospensioni adattive).

INDICE
 Infotainment auto: cos’è?
 Sistemi di infotainment Apple e Android
 Come funziona Android Auto?
 App compatibili Apple CarPlay
 Meglio Android Auto o Apple CarPlay? Le differenze
 Infotainment: sistemi nativi preinstallati

Quando parliamo di infotainment auto, intendiamo la possibilità di comandare comodamente dall’abitacolo della propria vettura tutti quei sistemi come il navigatore satellitare, la radio, i dispositivi per la riproduzione di DVD e anche il proprio smartphone tramite comandi semplici e intuitivi. Con i sistemi di infotainment è quindi possibile svolgere una molteplicità di operazioni senza distrarsi dalla guida.

Grazie ai comandi vocali si possono inviare messaggi o mail, ricevere ed effettuare telefonate evitando di incorrere in infrazioni al Codice della Strada. Oltre a queste operazioni, effettuabili grazie alla connessione internet del sistema infotainment, è anche possibile tenere sotto controllo lo stato della propria auto per quel che riguarda, ad esempio, la pressione delle gomme.

Ma quali sono le tecnologie che rendono possibile effettuare questa molteplicità di operazioni? Esistono diverse opzioni possibili, da quelle preinstallate nelle auto di ultima generazione – i sistemi nativi di infotainment – ai sistemi Apple CarPlay e Android Auto.

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 5

La corsa alla dotazione dei sistemi di infotainment ha spinto anche produttori fuori dal mondo automotive, come Apple e Android, ad investire in questo mercato. I due principali produttori di sistemi operativi per smartphone hanno sfruttato le loro conoscenze per rendere i propri device sempre connessi con le vetture.

La Casa della mela ha sviluppato il sistema denominato Apple CarPlay, mentre Android Auto è quello sviluppato dalla società concorrente. Una volta connesso il proprio smartphone con uno dei due sistemi è possibile visualizzare sul monitor dell’infotainment della propria auto la maggior parte delle app installate nel telefono.

Vengono quindi visualizzate le icone per le chiamate, per i sistemi di messaggistica, per la musica, Google Maps, quelle riservate al navigatore satellitare, Spotify o Waze – nel caso in cui queste ultime siano presenti sul proprio smartphone.

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 1

Capire come funziona Android Auto è decisamente semplice. Il possessore di un telefono con sistema operativo Android può connettere il proprio smartphone all’infotainment della propria vettura grazie alla tecnologia realizzata da Google nel 2015. Questa consente di comunicare tramite comandi vocali, effettuare e ricevere chiamate, inviare e ricevere messaggi e anche navigare con Google Maps.

Per poter fare tutto ciò è necessario avere un telefono Android 5.0 o successivo, un cavo USB e il sistema Android Auto installato nel proprio infotainment. Basta poi scaricare l’app Android Auto da Google Play e collegare lo smartphone al sistema infotainment con il cavo USB per effettuare la prima configurazione, e successivamente utilizzare al massimo tutte le app disponibili.

Per i possessori di iPhone è possibile far dialogare il proprio smartphone con l’infotainment dell’auto tramite CarPlay. Per poter utilizzare CarPlay è necessario avere un iPhone con il sistema operativo iOS 7.1 o successivi. Bisogna poi connettere lo smartphone all’infotainment tramite cavo USB o wireless e iniziare la prima configurazione del sistema. Effettuata questa operazione apparirà l’assistente vocale iPhone, Siri, sullo schermo centrale, dove sarà proiettata la schermata del telefono. Anche in questo caso, così come per Android Auto, è possibile chiamare e ricevere telefonate, inviare e ricevere messaggi, utilizzare le funzioni di navigazione e ascoltare musica tramite iTunes.

La domanda tra quale dei due sistemi sia il migliore divide da sempre i sostenitori delle due aziende. Android Auto ha tra le proprie peculiarità quella di una connessione dello smartphone al sistema di infotainment molto veloce e intuitiva. Basta infatti collegare il telefono alla vettura con il cavetto USB e in pochi secondi la schermata home dello smartphone viene riprodotta sullo schermo dell’infotainment.

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 3

Identica procedura e facilità di connessione è quella prevista per il sistema Apple CarPlay, ma sfruttando questo sistema si ha un vantaggio in più: poter godere di icone delle app di dimensioni maggiori, e quindi più facilmente leggibili rispetto a quelle di Android Auto.

Per uscire da Apple CarPlay o da Android Auto e tornare alla schermata del sistema di infotainment prodotto dalla casa automobilistica è sufficiente cliccare sull’icona con il logo del costruttore. L’unica differenza è che per Android Auto, sotto all’icona del logo, è presente la scritta “esci”, mentre Apple CarPlay riporta il nome della casa costruttrice.

Se si è in procinto di cambiare vettura e si vuole sapere se questa sarà dotata di connettività Apple CarPlay o Android Auto, è sufficiente visitare i siti web delle due compagnie e consultare l’elenco di vetture omologate per questa connessione.

A questo punto sorge spontanea una domanda: “Qual è il sistema migliore tra Apple CarPlay e Android Auto?”. La risposta è del tutto soggettiva: la motivazione che può far propendere per l’uno piuttosto che per l’altro sistema è la stessa che avrà spinto ad acquistare uno smartphone dotato di sistema operativo Android piuttosto che per uno con iOS.

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 6

Le vetture più moderne sono dotate di sistemi di infotainment preinstallati tramite i quali gestire numerose funzioni come radio, navigatore e climatizzatore. L’evoluzione di questi sistemi è stata decisamente rapida e, se all’inizio erano presenti tasti fisici per comandare l’infotainment di bordo, adesso questi sono spariti per far spazio ai comandi gestuali, vocali e al touch screen.

Gli schermi dei sistemi di infotainment moderni presentano dimensioni decisamente maggiori rispetto al passato e grafiche molto più dettagliate. Le informazioni consultabili tramite questi sistemi, inoltre, sono aumentante notevolmente e adesso è possibile avere notizie in tempo reale sia sul traffico che sul meteo.

 1. Sistema di infotainment Tesla IVI

A svettare in cima è il sistema di infotainment di una vettura che ha fatto dell’innovazione il proprio cavallo di battaglia, la Tesla. Il sistema IVI della Tesla ha ottenuto l’86% di pareri favorevoli da parte dei proprietari della vettura americana. L’enorme monitor touch screen da 15 pollici presente a centro plancia è il vero e proprio centro di comando della berlina.

Sono assenti del tutto i tasti fisici, cosa che potrebbe disorientare in un primo momento, ma la loro mancanza è sopperita da un sistema di comandi vocali davvero ben realizzato e da un ottimo feedback del touchscreen.

Tesla Model 3 interni

2. Sistema di infotainment BMW iDrive

La seconda posizione della classifica vede la presenza dell’iDrive della BMW. L’infotainment delle vetture tedesche ha ricevuto l’80% dei consensi e di recente è stato aggiornato alla versione 7.0. Il nuovo sistema è utilizzabile tramite comandi vocali e grazie alla presenza del BMW Intelligent Personal Assistant la vettura è in grado di riconoscere automaticamente le preferenze del guidatore relative a impostazioni di guida, luci interne, temperatura dell’aria e tragitti maggiormente frequentati.

L’X5 e l’X7 del 2019 introducono una nuova versione di Drive (chiamata versione 7.0) con uno schermo touchscreen da 12,3 pollici e un quadro strumenti di uguali dimensioni. La Serie 3 2019, la Serie 8 2019 e la 24 2019 hanno iDrive 7.0 anche se con uno schermo da 10,25 pollici. BMW sta inoltre introducendo una nuova funzionalità simile ad Alexa chiamata Intelligent Personal Assistant. Disponibile nelle serie 3 e 8, oltre a Z4 e X7, la tecnologia di riconoscimento vocale è in grado di soddisfare molte richieste effettuate dai passeggeri. La Casa dell’Elica ha anche implementato gli aggiornamenti OTA da remoto per tutte le centraline presenti nella vettura.

BMW Serie 3 Touring: dal 2020 anche ibrida plug-in

3. Sistema di infotainment Genesis Display

Il terzo posto nella classifica è occupato dal Genesis Display, sistema di infotainment adottato dalle vetture del gruppo Genesis in Italia presente con Hyundai che ha soddisfatto il 77% dei possessori. La versione top di gamma presenta un sistema di navigazione con schermo touch da 8 pollici che integra tutte le funzioni di navigazione e infotainment, inclusi Apple CarPlay e Android Auto. Tramite il sistema di infotainment è possibile accedere alle opzioni LIVE Services: alle informazioni aggiornate in tempo reale su meteo, traffico, autovelox e ricerche online per luoghi d’interesse e parcheggi disponibili.

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 10

4. Sistema infotainment Sync3 Ford

Alla quarta posizione della classifica Consumer Reports è presente il sistema Sync3 di Ford, che controlla tutte le modalità relative all’intrattenimento oltre al navigatore. L’infotainment auto è comandato da un monitor touchscreen da 8 pollici ad alta risoluzione e capacitivo con funzione pinch & swipe. È possibile comandare il proprio smartphone sia attraverso il controllo vocale delle app del catalogo AppLink, sia grazie al supporto per i sistemi Apple CarPlay e AndroidAuto, con i quali si può telefonare, navigare online, inviare e ricevere messaggi, ascoltare musica e ottenere indicazioni stradali in base al traffico.

ford ka interni

5. Sistema di infotainment Fiat UConnect

Al quinto posto della classifica spicca il sistema di infotainment di Casa Fiat chiamato UConnect. La quarta generazione è stata apprezzata dal 72% dei proprietari che hanno elogiato sia la facilità di utilizzo tramite tasti fisici, che la comodità di accedere alle funzioni principali, quali audio e ventilazione, senza particolari complessità. La versione top di gamma dell’infotainment UConnect presenta uno schermo da 8’’ con grafica rinnovata, comandi multi touch e possibilità di connettere il proprio smartphone sia tramite Android Auto che Apple CarPlay.

Fiat 500X interni

6. Sistema di infotainment Alfa Connect

Il restyling MY2020 di Giulia e Stelvio ha portato con sé importanti aggiornamenti a livello di infotainment. I display da 6,5 e 8 pollici, gestibili solamente tramite un controller rotativo sulla console centrale, offrono adesso la compatibilità con le funzioni Apple CarPlay e Android Auto, mentre la navigazione rimane optional su entrambi i sistemi.

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 7

7. Sistema infotainment Audi MMI Touch Response

La maggior parte dei modelli meno recenti della Casa dei Quattro Anelli utilizza un sistema di infotainment chiamato MMI, che presenta una manopola con pulsanti di scelta rapida necessaria per accedere a tutte le informazioni sul display. I nuovi modelli proposti da Audi, soprattutto negli allestimenti più costosi, consentono anche ai conducenti di interagire con il sistema di infotainment tramite Virtual Cockpit, un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici che si può gestire dai comandi sul volante.

Questa nuova tecnologia permette al guidatore di tenere sotto controllo molte informazioni, dalla navigazione ai dati sulla guida, senza distogliere lo sguardo dalla strada in uno schermo con grafica nitida e luminosa. Questa soluzione è stata adottata di serie in vetture sportive incentrate sul guidatore, come la TT e la R8, che non hanno uno schermo centrale nella plancia centrale ma forniscono tutte le informazioni tramite il cruscotto digitale.

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 9

A6, A7, A8, Q3 ed e-tron sono solo alcuni dei modelli che utilizzano il sistema di infotainment MMI Touch Response, con feedback tattile sui due schermi nella plancia centrale. Il display principale è 10,1 pollici e viene utilizzato per la navigazione, il sistema multimediale e i supporti di Apple CarPlay e Android Auto mentre quello inferiore da 8,6 pollici serve per controllare il clima e inserire informazioni come gli indirizzi di navigazione. A disposizione dei clienti Audi anche la possibilità di collegare il sistema di infotainment della propria vettura con l’account Amazon per sfruttare le funzionalità di Alexa.

8. Sistema infotainment Mercedes MBUX

I modelli della Casa di Stoccarda vengono equipaggiati con il nuovo sistema di infotainment chiamato MBUX. A seconda del modello in cui è implementato, questo sistema viene dotato di schermi touchscreen di dimensioni differenti dai 7 ai 12,3 pollici e supporta le funzioni Apple CarPlay e Android Auto. A questo si aggiungono comandi vocali per attivare il servizio “Hey, Mercedes” che riesce a soddisfare le richieste dell’utente.

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 8

Come funziona il motore elettrico per auto?

Come funziona il motore elettrico per auto? 2

Le stringenti normative mondiali in materia di emissioni hanno spinto la maggior parte dei costruttori a puntare sulla mobilità elettrica. Nonostante il motore elettrico per auto sia stato sperimentato per la prima volta sulle vetture già nella prima metà dell’Ottocento, il maggior ostacolo ancora oggi difficile da superare per questa tecnologia riguarda l’autonomia delle batterie e la velocità di ricarica delle stesse, oltre alla rapida diffusione delle stazioni di ricarica.

INDICE
 Motore elettrico auto
 Come funziona il motore elettrico auto
 Consumo motore elettrico auto

Come anticipato, il motore auto elettrica ha fatto le sue prime apparizioni nella prima metà dell’Ottocento con la carrozza elettrica realizzata da Robert Anderson, mentre il primo prototipo di auto elettrica fu realizzato da Thomas Parker nel 1884, utilizzando batterie speciali ad alta capacità da lui progettate. Tra le fine del Diciannovesimo secolo e l’inizio del Ventesimo, il motore elettrico per auto poteva essere senza dubbio considerato uno dei metodi preferiti di trasporto, di sicuro più confortevole rispetto alla vetture alimentate a carburante dell’epoca. Purtroppo lo sviluppo dei motori elettrici fu limitato dalle conoscenze di quel periodo e la velocità massima che poteva raggiungere il motore elettrico per auto era pari a soli 32 Km/h.

Come funziona il motore elettrico per auto? 1

Completata la breve premessa storica, è giunto adesso il momento di capire come funzionano le auto elettriche. Il motore elettrico per auto utilizza l’energia elettrica accumulata dalla batteria trasformandola nell’energia meccanica necessaria a far muovere la vettura. L’energia elettrica accumulata dalla batteria viene trasferita al motore elettrico grazie all’inverter. Questo dispositivo trasforma la corrente continua dell’accumulatore in corrente alternata e la invia al motore. In fase di rilascio dell’acceleratore, il motore elettrico auto funge da generatore e ricarica la batteria; identica funzione si attiva in fase di frenata.

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Su strada, l’auto elettrica procede in modo fluido e totalmente silenzioso e può godere di una coppia istantanea che consente una spinta immediata e decisamente più veloce rispetto a una vettura dotata di un motore di tradizionale. Elemento fondamentale nel motore elettrico per auto sono le batterie. Questa componente è, ad oggi, il cruccio dei vari costruttori dato che l’elemento penalizzante delle vetture elettriche è l’autonomia. Per i modelli dotati di batterie al litio, le case costruttrici dichiarano un’autonomia che varia da 200 a 400 Km, ma ovviamente questa può variare in base allo stile di guida adottato dal conducente.

Come funziona il motore elettrico per auto?

Le singole batterie sono di solito raggruppate in grandi sistemi di varia tensione e capacità per ottenere l’energia richiesta. La durata delle batterie dovrebbe essere considerata quando si calcola il costo di investimento, dato che le batterie si consumano e devono essere sostituite. Il decadimento delle batterie dipende da numerosi fattori, anche se si stanno progettando batterie che durano di più dello stesso veicolo.

Le batterie delle vetture elettriche devono essere ricaricate. La maggior parte delle auto elettriche possono essere ricaricate all’80% della loro capacità in 30 minuti, ma la velocità di ricarica domestica è vincolata dai contratti di fornitura di energia elettrica dell’impianto. Un’attenta programmazione dell’utilizzo dell’auto può comunque consentire di evitare di ricorrere alla ricarica rapida e usufruire della ricarica convenzionale quando la vettura è ferma nel parcheggio di casa o in quello del luogo di lavoro. Un’alternativa alla ricarica di un’auto con motore elettrico sarebbe quella di sostituire rapidamente il pacco batterie ormai scarico con un altro già carico, ma il costo totale di una simile operazione è al momento antieconomico.

Spiegato il funzionamento motore elettrico, è giunto il momento di passare a un argomento che interessa particolarmente chi sceglie questa tipologia di vetture, ossia il consumo del motore elettrico auto. Considerando i differenti modelli presenti sul mercato, possiamo affermare come la Tesla Model S sia la vettura che garantisce il miglior rapporto autonomia/costo. L’autonomia dichiarata per la vettura della casa di Elon Musk è di 600 km con un pieno da 40 euro e consuma circa 0,067 euro a km, mentre per la Model X, altro modello della Tesla, viene dichiarata un’autonomia di 565 km con un pieno da 40 euro e costa 0,071 euro a km.

Volendo trovare un’alternativa europea si può guardare con interesse alla Renault Zoe. La compatta francese, grazie alla batteria da 41 kWh riesce ad avere un’autonomia di 380 km con un pieno di energia da 16,40 euro e un costo/km di 0,043 euro; volendo salire di dimensioni e di prezzo, si può optare per la Hyundai IONIQ con la quale si potranno percorrere fino a 280 km con un pieno di 11,20 euro e un rapporto costo/Km di 0,040 euro.

Prendendo in considerazione una pietra miliare tra le auto elettriche, la Nissan Leaf con batteria da 30 kWh può percorrere fino a 250 km con un pieno da 12 euro e un rapporto costo/Km di 0,048 euro, mentre quella da 24 kWh garantisce 160 km di autonomia con un pieno da 9,60 euro. È quindi palese come le caratteristiche del motore elettrico per auto garantiscano un notevole risparmio economico rispetto a una vettura dotata di propulsore tradizionale, ma la scelta per un modello simile deve essere valutata con attenzione in funzione dei chilometri percorsi quotidianamente e della conseguente autonomia disponibile.

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Hai messo benzina nel diesel? Ecco cosa fare se sbagli a fare rifornimento

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Basta un attimo di distrazione e si rischia di combinare un disastro. Effettuare un rifornimento introducendo per errore benzina nel diesel può avere conseguenze nefaste per il motore di una vettura. Scopriamo come porre rimedio.

INDICE
Benzina al posto del diesel: come accorgersi dell’errore
Benzina al posto del gasolio: conseguenze per l’auto
Benzina al posto del diesel: rimedi
Un po’ di benzina nel motore diesel: le percentuali tollerate

Qualora si dovesse commettere l’errore di mettere benzina al posto del diesel ci si accorgerà subito dello sbaglio non appena si metterà in moto l’auto. Il veicolo, infatti, inizierà ad accusare un comportamento irregolare dei giri motore e si potrà notare una importante fuoriuscita di fumo nero dal tubo di scarico.

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Nel caso si sia effettuato il rifornimento per errore con benzina al posto del diesel sarà fondamentale arrestare immediatamente la marcia della vettura per evitare di riportare danni importanti.

Il motore, infatti, rischia una mancata lubrificazione che metterebbe a rischio tutte le componenti meccaniche. Inoltre l’utilizzo della benzina al posto del diesel rischia di provocare il blocco della pompa d’iniezione ed il danneggiamento di valvole e pistoni.

Qualora la vettura sia dotata di filtro antiparticolato, infine, anche questo dispositivo rischia di essere danneggiato perché non è progettato per convertire le sostanze presenti nella benzina incombusta. In questo caso la benzina potrebbe quindi scorrere sul filtro incandescente provocando un incendio.

Se per sbaglio si dovesse mettere benzina al posto del gasolio l’unico rimedio possibile per evitare di danneggiare il motore è quello di svuotare completamente il serbatoio dell’auto. Per questa ragione, se non sarà possibile portare a spinta la vettura presso un’officina di fiducia, sarà fondamentale trasportare l’auto con un carro attrezzi e procedere all’operazione richiesta.

Evitate assolutamente di guidare fino all’officina per non compromettere definitivamente la funzionalità del motore.

Se la quantità di benzina introdotta nel diesel non è eccessiva forse non tutto è perduto. Qualora ci si accorga immediatamente dell’errore si potrà diluire la benzina il più possibile facendo il pieno di gasolio due volte di seguito, senza far svuotare completamente il serbatoio tra una volta e l’altra.

Certo, uno sbaglio simile comporterà una spesa al distributore importante, ma non sarà paragonabile con il conto salato di una riparazione dal meccanico!

Cose da sapere

Come accorgersi di aver sbagliato a fare rifornimento mettendo benzina nel diesel?

Qualora si dovesse commettere l’errore di mettere benzina al posto del diesel ci si accorgerà subito dello sbaglio non appena si metterà in moto l’auto. Il veicolo, infatti, inizierà ad accusare un comportamento irregolare dei giri motore e si potrà notare una importante fuoriuscita di fumo nero dal tubo di scarico.

Quali sono le conseguenze per il motore se si sbaglia mettendo benzina nel diesel?

Il motore rischia una mancata lubrificazione che metterebbe a rischio tutte le componenti meccaniche. Inoltre l’utilizzo della benzina al posto del diesel rischia di provocare il blocco della pompa d’iniezione ed il danneggiamento di valvole e pistoni. anche il filtro antiparticolato rischia di essere danneggiato perché non è progettato per convertire le sostanze presenti nella benzina incombusta. In questo caso la benzina potrebbe quindi scorrere sul filtro incandescente provocando un incendio.

Come si rimedia all’errore se si mette benzina nel gasolio?

L’unico rimedio possibile per evitare di danneggiare il motore è quello di svuotare completamente il serbatoio dell’auto. Per questa ragione, se non sarà possibile portare a spinta la vettura presso un’officina di fiducia, sarà fondamentale trasportare l’auto con un carro attrezzi e procedere all’operazione richiesta.

Come riutilizzare vecchi pneumatici?

Come riutilizzare vecchi pneumatici?

Dalla strada alla discarica: la vita degli pneumatici sembra risolversi così per la maggior parte dei consumatori, dopo che hanno capito che è neccessario sostituire le gomme delle loro auto, e questo sembra esser ancor più vero se si pensa che sono oltre 2 milioni gli pneumatici che ogni anno vengono gettati via come comuni rifiuti. Il danno all’ambiente è evidente, ma è possibile rimediare.

Tra i trend del 2020, data la dirompenza del messaggio di Greta Thunberg e il successo dei FridayForFuture, c’è sicuramente l’attenzione per l’ambiente. In tutti i settori l’eco sostenibilità è diventata un aspetto con cui fare i conti: fra questi vi sono anche il settore dei pneumatici. Vediamo quindi come riutilizzare vecchi pneumatici ispirandoci ad alcune idee creative. Se non avete ancora comprato gli pneumatici nuovi, potete trovarli su ebay.it/pneumatici-per-auto.

Come fare fioriere con pneumatici o vasi pensili

Uno dei modi più semplici per riutilizzare gli vecchi pneumatici usurati è quello di trasformarli in fioriere. Il primo consiglio utile per raggiungere il vostro scopo è quello di lavarli accuratamente. Ovviamente, a seconda dei colori che contraddistinguono il vostro spazio all’aperto, potrete decidere anche di verniciarli. Se avete intenzione di costruire un vaso pensile, allora non dovrete far altro che fissare un chiodo al muro per appendervi la gomma.

A questo punto create dei buchi sulla parte bassa dello pneumatico, indispensabili a drenare l’acqua, e riempite l’incavo in basso con il terriccio più idoneo alla tipologia di piante che volete piantare. Nel caso in cui vi state chiedendo come fare fioriere con pneumatici usati da posare in giardino, allora dopo aver lavato e verniciato la gomma, inchiodate su un lato un foglio di compensato. La fioriera è pronta non resta che riempirla di terra.

Fioriere con pneumatici

Come riciclare pneumatici usati: trasformateli in pouf o tavoli d’appoggio

Gli pneumatici usati possono trasformarsi in bellissimi pouf. Per la costruzione di un pouf avrete bisogno di due gomme. Posizionate i due pneumatici uno sull’altro e con un trapano fate dei buchi utili a fissare delle lunghe viti: bloccateli con dei dadi per rendere la struttura più solida. Verniciate poi la gomma: questo farà sì che il pouf sia in linea con lo stile del resto della casa.

Completate la struttura fissando un cuscino in gommapiuma ad un cerchio di compensato, e foderate il tutto con la stoffa che preferite. Il cuscino realizzato andrà incollato ad un cerchio di compensato più grande: questo passaggio lo renderà più stabile. Infine fissate con della colla bioadesiva la struttura del cuscino alle gomme.

Se desiderate invece dar vita ad un tavolino, realizzate con gli pneumatici la medesima struttura prodotta per il pouf: sostituite però il cuscino con una lastra di vetro, una lamina di legno o anche uno specchio. Incollate, infine, il pianale alla struttura delle gomme.

Come riutilizzare i vecchi pneumatici: trasformateli in una cuccia

Se avete un cane o un gatto, potete trasformare i pneumatici in un comodo giaciglio. La struttura è semplice: basta avere una gomma, lavata e verniciata a vostro piacimento. Per costruire la cuccia ideale, chiudete un lato della gomma con un foglio di compensato. Ora avete un contenitore che basterà riempire con calde coperte per coccolare il vostro cucciolo.

Fare esercizi con gli pneumatici

Col il progressivo diffondersi degli allenamenti funzionali, capita sempre più spesso di vedere utilizzati vecchi pneumatici durante nelle sale fitness o all’aria aperta. Allenarsi con gli pneumatici – pratica che prende il nome di “Tire Training” – serve in particolare per incrementare la forza resistente e la potenza. Dal semplice ribaltamento della ruota al salto dentro e fuori dal buco della gomma, gli esercizi con gli pneumatici possono anche essere divertenti!

Esercizi con pneumatici

Cambio sequenziale: ecco come funziona e tutte le caratteristiche

Cambio sequenziale

L’evoluzione tecnologica che ha investito il mondo automotive ha riguardato non solo l’ingresso sulle vetture di componenti in grado di rendere le auto perennemente connesse, vedi i sistemi di infotainment, ma, soprattutto, di sistemi in grado di alleviare lo stress alla guida come il cambio sequenziale. Scopriamo come funziona e su quali vetture è presente.

INDICE
Come funziona il cambio sequenziale
Cambio sequenziale Smart
Cambio sequenziale Renault
Cambio sequenziale BMW
Cambio sequenziale Ford
Differenza tra sequenziale e automatico

L’evoluzione del cambio automatico ha portato i vari costruttori a dotare alcuni modelli presenti in gamma del cambio sequenziale. Questa terminologia indica una particolare modalità di funzionamento del cambio automatico, ossia quella che consente al guidatore di decidere quando cambiare marcia.

A differenza che con un tradizionale cambio automatico, in presenza di un cambio sequenzialeil guidatore non dovrà premere alcun pedale della frizione per effettuare il passaggio di rapporto, ma sarà sufficiente spostare la leva posta sul tunnel centrale, o azionare i paddle dietro il volante, per compiere il cambio marcia.

Sulla maggior parte dei modelli spostando la leva del cambio verso l’alto si sale di rapporto, mentre tirando la leva verso il basso si effettua una scalata. Se, invece, l’auto è dotata di cambio sequenziale con paddle al volante sarà sufficiente tirare verso di sé la levetta di destra per salire di marcia oppure quella di sinistra per scalare rapporto.

La Smart è una delle vetture più popolari dotata di cambio sequenziale. Sarà sufficiente utilizzare la leva posta sul tunnel centrale per decidere in quale momenti effettuare il cambio marcia, ma se si vuole demandare questo compito all’elettronica di bordo sarà possibile inserire il funzionamento del cambio automatico e godersi una guida in totale relax.

Uno dei vantaggi dell’utilizzo del cambio sequenziale è dato dalla possibilità di decidere autonomamente quando effettuare il passaggio di marcia evitando così l’intervento della centralina di bordo.

La Renault ha voluto offrire su tutta la propria gamma il cambio automatico EDC, proponendo così una alternativa valida al cambio manuale.

Il cambio EDC a doppia frizione è un fiore all’occhiello del costruttore transalpino. Secondo la Renault, infatti, questo dispositivo riesce unire tutto il relax di un classico automatico all’efficienza di un cambio manuale.

I ricordi passati di consumi elevati per le auto dotate di cambio automatico sono ormai un ricordo. Inoltre il sistema EDC ha anche la possibilità di essere utilizzato come cambio sequenziale con paddle al volante seppure nelle versioni più sportive della gamma, ovvero le RS.

Il cambio sequenziale, come detto, consente al guidatore di decidere quando effettuare il passaggio di marcia ed è quindi il dispositivo ideale per tutte quelle vetture che fanno della sportività il proprio marchio di fabbrica.

Cambio sequenziale BMW

Tra le Case in grado di creare vetture decisamente sportive c’è senza ombra di dubbio la BMW. Il costruttore tedesco ha affascinato milioni di automobilisti con le sue auto dotate di motori 6 cilindri in linea e trazione posteriore, e negli ultimi anni ha proposto sul mercato lo Steptronic.

Con questa denominazione è indicato il cambio sequenziale made in BMW dotato di convertitore di coppia. Il guidatore avrà la possibilità di scegliere se far fare tutto alla propria vettura, e quindi utilizzare il cambio automatico, oppure decidere lui quando effettuare il cambio marcia, e utilizzare i paddle posti dietro le razze del volante, per estrarre il massimo delle performance dal propulsore grazie alle 8 marce disponibili.

La Casa americana ha introdotto nei listini, come alternativa al cambio manuale, un dispositivo automatico denominato Powershift.

Questo è dotato di due frizioni a secco che innescano due cambi manuali accoppiati e robotizzati ed hanno compiti separati: la prima serve i rapporti dispari, mentre la seconda i rapporti pari.

Entrambe sono regolate da una centralina robotizzata che alterna automaticamente le marce analizzando la velocità del veicolo e la pressione sull’acceleratore: se la velocità aumenta, la marce salgono, viceversa, quando la velocità diminuisce, le marce scalano automaticamente.

Anche il sistema Powershift può essere utilizzato come cambio sequenzialelasciando scegliere al guidatore quando effettuare il passaggio di marcia, ma la rapidità di cambiata garantita dal doppia frizione potrebbe far propendere per un utilizzo prettamente automatico.

Le auto con cambio sequenziale sono ormai una presenza costante nei listini dei costruttori e non è più raro trovare per strada vetture dotate di questa tecnologia.

Spesso, tuttavia, si confonde la funzione di cambio sequenziale con quella propria del cambio automatico. In realtà la differenza tra le due modalità di funzionamento è netta e semplice da comprendere.

Le auto dotate di cambio automatico sono tutte quelle macchine nelle quali la funzione di passaggio di marcia è affidata esclusivamente al’elettronica, mentre nelle auto dotate di cambio sequenziale, nonostante la possibilità di sfruttare il cambio automatico, sarà il conducente che potrà decidere di attivare il cambio sequenziale a prendere lui il comando quando si tratterà di salire di rapporto o scalare di marcia neutralizzando così l’intervento della centralina della vettura.

Con entrambi i dispositivi, quindi, non sarà presente il pedale della frizione, ma in una vettura dotata di cambio sequenziale sarà il guidatore a scegliere a quale regime di rotazione del motore effettuare il cambio marcia ottimale.