Con il suo magazine “full optional” dedicato a consigli utili e curiosità a tema auto, automobile.it mantiene ferma anche la propria attenzione sull’obiettivo di tenere costantemente aggiornati gli automobilisti sulle ultime novità del mondo dell’auto.
Nella sezione “News” del magazine è possibile trovare costantemente aggiornate tutte le notizie relative alle ultime novità del settore automotive. Al suo interno vengono seguite con particolare interesse non solo le novità auto presentate in occasione dei vari saloni, ma ci si concentra anche sui modelli che le case aggiornano nel corso della produzione allo scopo di guidare il lettore verso la scelta migliore.
Scopo della sezione è non solo quello di prendere in considerazione freddi dati tecnici e numerici, ma anche di descrivere in modo assolutamente imparziale anche le sensazioni di guida ricevute nel corso dei vari test drive.
Il lettore avrà così la sensazione di trovarsi in macchina e comprendere pregi e difetti di tutte le ultime novità presenti sul mercato dell’auto.
Particolare interesse è dedicato alle “auto news” relative alla mobilità sostenibile. Il mondo dell’auto si è evoluto velocemente nel corso dell’ultimo decennio e quasi tutti i costruttori si stanno impegnando con dedizione per abbandonare gradualmente la propulsione tradizionale in favore di motori ibridi od elettrici.
Le notizie sulle auto presenti nella sezione News guardano quindi con grande attenzione anche al mondo delle quattro ruote e della mobilità sostenibile, così da orientare il lettore in un settore in grande espansione ed ancora particolarmente complesso per quel che riguarda, ad esempio, autonomia e tempi di ricarica delle batterie.
Se il tema ambientale riveste oggi uno spazio sempre più importante nel mondo automotive, chi ama le auto vede scoccare il colpo di fulmine quando ammira le linee delle vetture. Per questo motivo, nella sezione News del magazine vengono seguiti con grande interesse anche i classici appuntamenti con i saloni dell’auto ed altri importanti eventi del settore automotive.
Lo stop alle auto termiche in Europa a partire dal 2035 potrebbe finire in tribunale. La Polonia non ci sta e annuncia l’intenzione di presentare ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea. Ripercorrendo le ultime tappe della vicenda, dobbiamo ricordare che alla fine dello scorso marzo c’era stato l’ok definitivo del Consiglio europeo dopo l’accordo tra Ue e Germania sugli e-fuel per salvare le vetture nuove con motore endotermico. Un via libera giunto dopo non poche proteste di vari Stati membri, poco convinti dalla misura comunitaria. Adesso, dopo poco più di due mesi, è la Polonia a tornare alla carica. Anna Moskwa, ministra polacca dell’ambiente, ribadisce la linea del proprio governo, da sempre contrario al pacchetto Fit for 55 e insiste sulla mancanza di uno studio approfondito sulle conseguenze dal punto di vista industriale e sociale della misura. “Non siamo d’accordo con questo e altri documenti del pacchetto Fit for 55 – le parole di Moskwa – Faremo ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea e ci auguriamo che anche altri Stati membri si uniscano alla nostra strategia”.
Le prossime mosse
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, nei prossimi giorni potrebbe arrivare la mozione annunciata dalla Polonia, da sempre contraria alla messa al bando dei carburanti tradizionali per far posto, a partire dal 2035, ai soli veicoli a batteria e a quelli alimentati con e-fuel e idrogeno. Tali perplessità erano state espresse anche da altri Paesi, come Germania, Italia e Romania, anche se alla fine sono soltanto i tedeschi ad aver ottenuto una piccola vittoria con l’apertura da parte della Commissione europea agli e-fuel, i carburanti sintetici ritenuti neutri dal punto di vista climatico anche se non a impatto zero.
Germania arrabbiata per i ritardi
Come detto, l’accordo raggiunto a marzo prevede anche una proposta di deroga al divieto alla vendita di motori endotermici, ma solo se alimentati con e-fuel. La Commissione europea, fino a questo momento, non ha rispettato i patti, scatenando le proteste della Germania.“La dichiarazione della Commissione e i passaggi successivi erano un prerequisito obbligatorio per l’approvazione da parte della Germania della revisione del regolamento – afferma Volker Wissing, ministro tedesco dei Trasporti – Resta la fiducia negli impegni pubblici della Commissione, ma mi aspetto che quanto annunciato venga attuato tempestivamente”. La risposta di Bruxelles non si è fatta attendere: il documento, inizialmente previsto per lo scorso 4 maggio, è slittato per colpa di problemi tecnici e dovrebbe arrivare entro l’estate.
L’Italia insiste per i bio-fuel
Nell’elenco degli Stati non soddisfatti dalle decisioni comunitarie figura anche l’Italia, che insiste sui bio carburanti, soluzione portata avanti da Eni, ma che fino a ora non ha convinto perché non ha fornito prove sulle zero emissioni di gas serra. Parallelamente il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha annunciato l’intenzione di puntate sugli e-fuel con l’investimento di 4 miliardi di euro del Pnrr destinati all’idrogeno.
Be Charge è una società controllata da Plenitude, che fa parte del Gruppo Eni, dedicata alla mobilità elettrica e alla diffusione delle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici. Al momento possiede oltre 15.000 colonnine per la ricarica pubblica in Italia e ha l’obiettivo di arrivare a quota 30.000 entro il 2026. La rete di Be Charge, una delle più vaste presenti sul territorio italiano, è formata da punti di ricarica a corrente alternata (Quick, fino a 22 kW) e a corrente continua (Fast fino a 99 kW, Fast+ fino a 149 kW e Ultrafast superiori a 150 kW).
Be Charge offre una vasta possibilità di scelta agli automobilisti che guidano un’auto elettrica, per venire in contro alle svariate necessità di un numero più alto possibile di utenti. La società controllata da Plenitude propone sia abbonamenti che card prepagate, che si vanno ad affiancare alle tradizionali tariffe al consumo. Passiamo in rassegna le varie offerte della società italiana.
Quattro abbonamenti
L’offerta prevede quattro soluzioni differenti: i prezzi oscillano da 20 a 175 euro al mese e i kWh vanno da 50 a 500. Ovviamente sottoscrivendo un abbonamento, il costo dei kWh si abbassa rispetto alla tariffa al consumo. Il primo abbonamento è il Be Light 50 che assicura 50 kWh con 20 euro al mese (0,40 euro a kWh); mentre Be Regular 100 offre 100 kWh per 38 euro al mese (0,38 euro a kWh). Gli automobilisti che percorrono tanti km con un’auto elettrica possono scegliere tra il pacchetto Be Large 250, da 250 kWh e 90 euro al mese (0,36 euro a kWh) e Be Electric 500 che dà 500 kWh a un costo di 175 euro al mese (0,35 euro a kWh).
Il pay-per-use da 0,60 euro a kWh
Le tariffe a consumo variano a seconda della potenza erogata dalla colonnina di ricarica. Be Charge propone, anche in questo caso, quattro pacchetti. L’offerta base è rappresentata dalla ricarica Quick che fornisce fino a 22 kW in AC a un prezzo di 0,60 euro a kWh; il passo successivo è la ricarica Fast, fino a 99 kW a 0,85 euro/kWh. I kWh salgono a 149 con Fast+, che ha un costo di 0,90 euro a kWh; mentre Ultrafast offre una potenza fino a 150 kW, in DC per 0,95 euro a kWh.
Le ricariche prepagate
Be Charge propone anche i pacchetti prepagati che vanno consumati entro sei mesi dalla data di acquisto. Chi sceglie questa soluzione si assicura un piccolo risparmio rispetto a quanto spenderebbe in pay-per-use. Le offerte sono: Be Card 50 (costa 50 euro e offre 53 euro di credito), Be Card 100 (100 euro, per un valore di 110 euro) e BeCard 150 (150 euro, per 170 euro di credito).
Un patto con Porsche
Nei mesi scorsi Plenitude e Porsche hanno firmato un accordo di interoperabilità che permette alle vetture dello storico marchio di ricaricarsi in tutte le colonnine Plenitude+Be Charge dislocate sul territorio italiano. Gli automobilisti che possiedono un’auto tedesca potranno accedere ai punti di ricarica a corrente alternata, fast e ultrafast presenti in città e nei tratti a media e lunga percorrenza.
Insieme a LeasePlan per agevolare la ricarica delle auto a noleggio
Recentemente Plenitude ha siglato un patto anche con LeasePlan per rendere ancora più facile la ricarica delle auto elettriche acquistate con la formula del noleggio a lungo termine. La partnership tra le due società prevede pacchetti per imprese e privati, erogati dalla controllata Be Charge, come la fornitura di wallbox e colonnine oltre alla reportistica avanzata dei consumi.
Renault Arkana è un Suv di segmento C e rappresenta il primo suv-coupé non di fascia premium. Viene prodotta dal 2019 sulla piattaforma modulare Cmf-B, la stessa usata per Clio e Captur, ma è più grande: è lunga 4,56 metri, larga 1,82 e ha un passo di 2,72 metri. Il bagagliaio ha una capacità di 513 litri, che scendono a 492 nella versione E-Tech. Gli esterni sono caratterizzati dal frontale sportiveggiante con fari a led con firma luminosa a forma di “C” e dal paraurti con grande presa d’aria impreziosita dal profilo satinato che si ispira alla Formula 1. La parte posteriore si distingue per il lunotto molto inclinato, mentre il terzo volume presenta un piccolo spoiler sotto il quale troviamo i gruppi ottici che ricordano quelli della Megane. Sono presenti anche il doppio scarico e altri dettagli stilistici caratteristici dei suv: le modanature in plastica sui parafanghi e le piastre di protezione nella parte bassa dei paraurti.
All’interno Arkana offre tanto spazio, anche in altezza. Le linee e la plancia si rifanno a Captur, con il display da 9,3” del sistema di infotainment, che permette di controllare anche le modalità di guida MySense, Eco e Sport. La vettura viene offerta in tre allestimenti: Techno, la versione di accesso alla gamma; E-Tech Engineered, caratterizzata dalla firma Renault Sport e pensata per gli automobilisti più sportivi e E-Tech Engineered Fast Track, che offre le ultime dotazioni tecnologiche che si avvicinano a una guida autonoma di livello 2.
Due motorizzazioni e consumi contenuti
Il crossover suv francese offre due motori elettrificati. Il primo è il benzina MHEV 1.3 Tce mild hybrid 12V da 140 CV e coppia massima 260 Nm con cambio automatico a 7 rapporti. Il secondo è un full hybrid da 145 CV con tecnologia E-Tech che al 1.6 aspirato affianca un motore elettrico da 36 kW e un alternatore-starter HSG da 15 kW. La parte elettrica della Arkana E-Tech è alimentata da una batteria agli ioni di litio da 1,2 kW che consente di limitare consumi ed emissioni. La Arkana con motore 1.3 TCe dichiara un consumo medio di 5,8-5,9 l/100 km secondo il ciclo WLTP, con emissioni che raggiungono i 131-133 g/km di CO2; mentre la E-Tech riduce i consumi fino a una media di 4,7-4,8 l/100 km e le emissioni a 111-116 g/km di CO2.
Arkana E-Tech in allestimento Techno a 204 euro al mese
La Renault Arkana E-Tech full hybrid da 145 CV in allestimento Techno ha un prezzo di listino di 33.750 euro. Con un anticipo di 8.000 euro, le rate mensili da pagare sono 36 da 204 euro (TAN 5,00%, TAEG 6,01%). La maxi rata finale ammonta a 19.618 euro e si può scegliere di sostituire la vettura, restituirla o riscattarla. In caso di restituzione dell’auto bisogna pagare 0,10 euro per ogni chilometro percorso in più rispetto al limite di 45.000 km. La rata mensile comprende alcuni servizi come i tre anni di assicurazione furto e incendio, un anno di driver insurance, la garanzia e la manutenzione ordinaria per tre anni o 50.000 km. La manutenzione prevede anche il recente servizio door2door Valet, che consente il ritiro e la riconsegna dell’auto a domicilio.
L’abbassamento delle emissioni di CO2, voluto dall’Europa per contrastare il riscaldamento globale, riguarda tutta la filiera dell’auto, compresi i produttori di componenti e accessori. In particolare, le aziende costruttrici di pneumatici sono impegnate da tempo nella realizzazione di prodotti “puliti” con materiali sostenibili e nel far diventare i processi industriali più efficienti.
Michelin è tra le aziende più attive nella riduzione dell’impatto ambientale e ha varato il piano “All Sustainable Strategy” per ottenere la neutralità nelle emissioni di CO2 entro il 2050. Il colosso francese ha messo a punto un piano intermedio con scadenza 2030 per contenere l’impatto ambientale del 50% rispetto al 2010 e portare al 40% l’impiego di materie sostenibili nella struttura e nella mescola dei propri pneumatici.
Materiali sostenibili e pneumatici più efficienti
La strategia aziendale consiste in un insieme di progetti che hanno l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale in tutto il ciclo di vita degli pneumatici, a partire dalla ricerca di materiali sostenibili, all’estrazione “pulita” delle materie prime, fino all’uso di energia rinnovabile nei processi industriali. Nel piano Michelin ricoprono grande importanza gli pneumatici a basso indice di rotolamento, che agevolano la riduzione del consumo di carburante nelle auto tradizionali e di energia elettrica in quelle a zero emissioni. Va ricordato che gli pneumatici incidono per il 20% sul consumo di una vettura e avere gomme efficienti può consentire un risparmio notevole. In quest’ottica si inquadrano i nuovi pneumatici e.Primacy (per auto e suv) e Pilot Sport EV (la prima gomma sportiva per auto elettriche ad alte prestazioni) che contengono varie innovazioni tecnologiche dedicate all’ambiente.
Un taglio a consumi ed emissioni con e.Primacy
Viene realizzato nella fabbrica di Cuneo quello che è il primo pneumatico sul mercato contrassegnato con la Dichiarazione Ambientale di Prodotto: è disponibile in più di 56 misure differenti e punta su prestazioni ed efficienza. La bassa resistenza di rotolamento permette di diminuire il consumo di carburante (fino a 0,21 l/100km) e di energia elettrica (fino a 30 km in più di autonomia) e di ridurre le emissioni di CO2 di 174 kg prendendo in considerazione l’intero ciclo vita.
Pilot Sport EV fa rendere di più le auto elettriche
Michelin Pilot Sport EV nasce per accrescere le prestazioni dinamiche delle auto sportive a batteria senza intaccare i livelli di autonomia. È stato messo a punto grazie all’esperienza della Formula E ed è in vendita in oltre 16 misure, da 18 a 22 pollici. La tecnologia ElectricGrip Compound è una delle innovazioni dello pneumatico premium: si tratta dell’impiego di una mescola più dura nella parte centrale del battistrada e una più efficiente sulla spalla al fine di contenere il consumo di energia nelle distanze più lunghe e consentire un chilometraggio maggiore.
Case produttrici più attente all’ambiente
Michelin non è sola. Anche gli altri produttori più importanti di pneumatici, già da diversi anni, sono impegnati nella riduzione dell’impatto ambientale, con la graduale eliminazione degli oli aromatici usati nella composizione della mescola che sono stati sostituiti con amalgamanti di origine naturale. Questa tecnica è stata usata per la nuova generazione di Michelin Energy Saver, per i nuovi Cinturato Pirelli e i modelli stradali di Yokohama.
Accanto all’utilizzo di materie di origine naturali, le aziende produttrici sono impegnate in prima linea in attività agricole come la coltivazione di caucciù, spesso caratterizzata da disboscamento selvaggio o coltivazione intensiva, progetti di riforestazione e salvaguardia delle riserve naturali. Il rinfoltimento delle aree verdi è una delle azioni più efficaci per centrare l’obiettivo della neutralità nelle emissioni di CO2. È impossibile cancellare le emissioni dalle attività produttive, ma possono essere bilanciate piantando alberi che durante il naturale ciclo vita assorbono quantità corrispondenti a quelle prodotte dagli stabilimenti.
È arrivato il momento dei saluti per la Renault Zoe, giunta alla seconda generazione. L’utilitaria del brand francese, una delle prime vetture elettriche europee, si congederà senza un’erede diretta. Per il momento resta ancora in vendita, ma alla fine sarà sostituita dalle nuove Renault 4 e Renault 5, entrambe elettriche, che dovrebbero arrivare tra il 2024 e il 2025. Non c’è una data precisa per l’uscita di scena di Zoe, fresca di restyling, ma la citycar che è stata l’auto elettrica più venduta in Europa nel 2015 e nel 2016, non rientra nei piani futuri di Renault.
L’annuncio è stato fatto da Fabrice Cambolive, chief operating officer della casa francese, che ha ribadito la futura strategia del marchio, basata su nuovi modelli a batteria che si affiancheranno ad altri ibridi. Renault 4, Renault 5, Scenic e Megane saranno le auto elettriche che avranno il compito di soddisfare le esigenze degli automobilisti per quanto riguarda la fascia media. Successivamente arriveranno le nuove compatte, che prenderanno il posto delle attuali Twingo e Zoe.
La storia inizia nel 2012
L’avventura di Renault Zoe comincia undici anni fa, quando la casa francese decise di produrre una versione elettrica della Clio. Anche se in realtà il progetto parte da più lontano, dal 2005 per la precisione, con un prototipo a benzina poi convertito in elettrico con il concept svelato nel 2009. L’anno seguente arriva Zoe Preview, che anticipa la versione definitiva soprattutto nell’estetica. La Zoe di serie viene presentata al Salone di Ginevra del 2012. È omologata per 5 persone e l’abitacolo, la struttura e altri particolari come il sistema multimediale R-Link a tablet, derivano dalla Clio IV. Il bagagliaio ha una capacità di 338 litri, che diventano 1.225 abbattendo lo schienale posteriore.
La prima Zoe è dotata di motore elettrico sincrono da 88 CV e 220 Nm di coppia massima alimentato da un pacco batterie agli ioni di litio e manganese ricaricabili con la presa elettrica di casa da 3 kW in 6-9 ore; con le colonnine di ricarica da 22 kW che impiegano un’ora per ricaricare le batterie all’80% e con le colonnine da 43 kW che in mezz’ora garantiscono una ricarica all’80%. Zoe raggiunge la velocità massima di 135 km/h e scatta da 0 a 100 km/h in 13,5 secondi.
La seconda serie nel 2019
Nel giugno del 2019 arriva la nuova versione restyling, denominata anche Zoe II, anche se è più un profondo aggiornamento che una seconda generazione vera e propria. Le principali novità estetiche sono le nuove linee del cofano e dei paraurti, l’adozione della tecnologia a led per i fari e una calandra con nuovo logo più grande. Sul piano tecnico arrivano la batteria da 52 kWh e la presa di ricarica rapida in CCS Combo fino a 50 kW. Nell’abitacolo le plastiche rigide lasciano il posto a materiali più morbidi ed ecocompatibili e arriva il gruppo plancia-cruscotto simile a quello della Clio V lanciata poco prima. Due le motorizzazioni disponibili: una da 108 CV e una da 135 CV, che raggiunge i 140 km/h e scatta da 0 a 100 km/h in 9,5 secondi.
Renault 4 e Renault 5
Come detto Zoe sarà sostituita dalle due nuove vetture elettriche. Renault 5 dovrebbe arrivare l’anno prossimo. Sarà sviluppata su una nuova declinazione della versatile piattaforma CMF, la CMFB-EV dedicata ai modelli di segmento B ed elettrici. La base flessibile permette di ottimizzare progettazione e materiali per un contenimento del 30% dei costi rispetto a Zoe. La nuova auto elettrica avrà un motore anteriore e batterie da 400 V di nuovo tipo, meno ingombranti e più leggera del 15% rispetto a quelle di Zoe e con una densità energetica migliore. Il debutto di Renault 4 dovrebbe avvenire nel 2025 come suv di segmento B, con linee squadrate e regolari e il posteriore inclinato ispirato alla R4 originale. Nascerà sulla stessa piattaforma della Renault 5 e dovrebbe montare una batteria da 42 kWh con autonomia di circa 400 km.
Le automobili di ultima generazione sono sempre più ricche di contenuti tecnologici, proprio come un computer o uno smartphone. E proprio come i due dispositivi, che ormai fanno parte della nostra vita quotidiana, ricevono aggiornamenti OTA (over-the-air, da remoto) che le rendono vulnerabili ad attacchi informatici, con conseguenti pericoli per automobilisti e passeggeri. Per evitare di cadere nelle mani degli hacker e salvaguardare la sicurezza di tutti, la Commissione europea ha approvato due regolamenti, il n. 155 e il n. 156, che hanno l’obiettivo di uniformare la protezione “anti-virus” delle vetture.
Gli Stati membri e quindi le istituzioni e le case automobilistiche europee sono tenute al rispetto dei regolamenti europei, senza poterli modificare e per questo decisione ha suscitato più di un interrogativo nei vari soggetti coinvolti nella filiera automotive. I due provvedimenti, che contengono “disposizioni uniformi sull’omologazione dei veicoli in materia di sicurezza informatica e sistema di gestione della sicurezza informatica”, sono già in vigore per i nuovi modelli presentati dal luglio dello scorso anno e saranno obbligatori per tutte le vetture prodotte dal luglio del 2024.
Nuove regole per auto sicure come i computer
I due nuovi regolamenti pretendono che siano riscritte numerose parti del codice di controllo interno di gestione del sistema, al fine di evitare l’entrata di malaware nel sistema informatico dei veicoli. Oltre a questo si aggiungono anche nuovi interventi nella fornitura di aggiornamenti software continui e sicuri, nella gestione dei rischi informatici delle automobili perfino nella catena di approvvigionamento dei materiali e nel rilevamento da parte delle case automobilistiche di eventuali violazioni di sicurezza nelle flotte. Una banco di prova decisamente impegnativo per il settore automotive.
I dubbi delle aziende informatiche
La sicurezza informatica è al centro dei progetti dei vari costruttori, sempre alla ricerca di nuove soluzioni per evitare spiacevoli inconvenienti e attacchi hacker. In linea di massima le aziende di software si dicono favorevoli alle nuove misure, anche se restano alcune perplessità sui due regolamenti europei. L’implementazione degli attuali sistemi informatici richiede lo stanziamento di ingenti capitali sia da parte dei costruttori di auto che dalle imprese che producono software e chip. Nei giorni scorsi i due colossi Bosch e Continental hanno dichiarato all’agenzia di stampa Reuters che le vetture attuali possiedono mediamente 100 milioni di righe di codice di software per la gestione dei sistemi automatici e il funzionamento del powertrain. Con i nuovi regolamenti tutti questi dati andranno attentamente analizzati ed, eventualmente, riscritti da zero; operazione che richiede un grande esborso economico da parte delle case automobilistiche che, per rientrare della spesa, saranno costrette ad alzare i prezzi delle vetture andando a penalizzare gli automobilisti.
Alla fine Mathias Dehm, chief product security and privacy officer di Continental, approva le richieste della Commissione europea, anche se riconosce che richiedono notevoli sforzi. “Cinque anni fa non c’erano nessuno standard o regolamento realmente internazionale in questo campo. Ma adesso con una chiara regolamentazione dell’UNECE e anche dello standard internazionale ISO/SAE 21434, l’industria dispone di una guida migliore per garantire un livello comune di sicurezza informatica in tutto il settore” le sue dichiarazioni alla Reuters.
E quelli delle case automobilistiche
Le case automobilistiche, ovviamente, esprimono qualche perplessità in più rispetto ai produttori di software. Il Ceo del gruppo Volkswagen, Thomas Schafer, ha rivelato all’agenzia Reuters che la citycar elettrica e-UP! non sarà più prodotta da metà del prossimo anno. “Per continuare a fabbricarla avremmo dovuto integrare un’architettura elettronica totalmente nuova, con costi troppo elevati. Per questo abbiamo deciso di sviluppare subito una nuova auto”. Eric Dequi, esperto di sicurezza informatica del gruppo Stellantis, invece è contento dei nuovi regolamenti europei, visto che gli aggiornamenti OTA hanno bisogno di tecnologia avanzata per essere al sicuro dagli attacchi informatici.
Un altro mese con andamento positivo per il mercato italiano dell’auto. A maggio, concluso da poco, le immatricolazioni di vetture nuove sono state 149.411, il 23,1% in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Le auto nuove vendute nei primi cinque mesi del 2023 ammontano a 702.339 unità, con un aumento del 26,1% rispetto al periodo gennaio-maggio 2022. Quando si mettono a confronto le cifre attuali con quelle dello scorso anno, bisogna sempre ricordare che la fase iniziale del conflitto in Ucraina e la crisi delle materie prime hanno influito negativamente sulle vendite di inizio 2022, messe a dura prova dallo stop alla produzione e dai notevoli allungamenti dei tempi di consegna.
Benzina e diesel le più vendute
Le auto a benzina continuano a essere le preferite dagli automobilisti italiani: recuperano qualche decimale e arrivano al 28,6%, con 27,8% nel cumulato dell’anno. Leggero aumento anche per il diesel, 19,5% e 19,6% nei primi 5 mesi del 2023. Il Gpl si porta fino all’8,4% (8,8% dall’inizio dell’anno); mentre il metano, con lo 0,1%, è praticamente scomparso.
Ancora numeri bassi per le vetture elettriche, che non vanno oltre il 4,1% (3,7% nel cumulato). Fanno leggermente meglio le plug-in con il 4,7% (4,5% tra gennaio e maggio); mentre le auto ibride aumentano fino al 34,7%, con questa suddivisione: 10,3% per le full hybrid e 24,4% per le mild hybrid.
La versione berlina della Mazda 3 prende il nome di Sedan. Rispetto alla “gemella” a due volumi si caratterizza per la presenza del terzo volume nella parte posteriore. Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche e le dotazioni base si tratta praticamente della stessa auto che si distingue per l’alto livello di qualità percepita, unito ad una buona dinamica di guida. Disponibile soltanto con motori a benzina mild-hybrid, l’auto può anche ospitare sotto il cofano l’innovativo propulsore Skyactiv-X da 186 CV, un’unità tecnologicamente all’avanguardia, fiore all’occhiello degli ingegneri Mazda.
Arriva la nuova generazione della Mazda 3: il MY 2023 è già a listino con diverse novità. Viene rivista la gamma di allestimenti, ora composto da due opzioni, ma l’auto è stata anche dotata di nuove tecnologie. Il principale cambiamento nelle dotazioni è a livello di infotainment, visto che debutta anche su questo modello il touchscreen da 10,25″. Ma in plancia si trovano anche delle nuove prese USB-C, così come è possibile dotare l’auto di un caricatore wireless per il telefono.
La nuova Mazda 3, poi, fa anche il pieno di dispositivi di sicurezza: vengono aggiornati il sistema di rilevamento della stanchezza e il cruise control adattivo, con funzione di rilevamento di ciclisti e pedoni più precisa. Nulla cambia, invece, sul fronte motori, con potenze che variano dai 122 ai 186 CV e prezzi che partono da 27.750 €.
Mazda 3 Sedan: dimensioni
Le dimensioni della Mazda 3 Sedan sono quelle tipiche del segmento delle berline medie, con una lunghezza di 4,66 metri e un passo molto generoso pari a oltre 2,7 metri. Per questo, ancora più che nella Hatchback, i passeggeri del divano posteriore hanno spazio a sufficienza. Il bagagliaio della berlina, inoltre, ha una capienza di 450 litri, quasi 100 in più rispetto alla 2 volumi.
Dimensioni
Lunghezza
4.660 mm
Larghezza
1.795 mm
Altezza
1.440 mm
Passo
2.725 mm
Mazda 3 Sedan: interni
Aprendo le portiere di Mazda 3 Sedan ci troviamo immersi in un’ambiente elegante e curato, che in termini di qualità non ha nulla da invidiare alle “solite” tedesche. La grande plancia ospita al centro il nuovo schermo touch da 10,25″ pollici del sistema di infotainment che assicura la compatibilità con i protocolli Apple CarPlay e Android Auto. Gli interni in tessuto nero di serie sono poi sostituibili su richiesta con pelle nera.
Mazda 3 Sedan: prezzo, dimensioni e scheda tecnica 4
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Dietro il volante multifunzione in pelle troviamo poi il cruscotto digitale TFT da 7 pollici e l’Head Up Display capace di proiettare informazioni sul parabrezza. A proposito del comfort, dietro i passeggeri sono accolti da un ambiente leggermente più luminoso rispetto a quello della sorella a due volumi. Inoltre, con l’ultimo MY di Mazda 3, a bordo sono stati introdotti dei nuovi ADAS di ultima generazione, come il radar con riconoscimento pedoni e ciclisti o il nuovo sistema di rilevamento della stanchezza del conducente.
Mazda 3 Sedan: esterni
Mazda 3 Sedan rinuncia al design accattivante del montante posteriore visto sulla hatchback ma mantiene comunque un carattere deciso e dinamico. Il design è particolarmente definito, soprattutto nell’anteriore, con linee nette e sportiveggianti. Grazie ai pacchetti Appearance e Design si può rendere poi questa berlina ancora più personale: il primo integra i fari a matrice di Led, mentre il secondo include rivestimenti in pelle e cerchi specifici.
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Mazda 3 Sedan: prezzo, dimensioni e scheda tecnica
Il posteriore poi, rispetto alla “gemella” a due volumi, presenta un disegno più equilibrato, con la coda che si connette in maniera fluida al resto della carrozzeria. Anche con questo terzo volume, la silhouette di questa vettura è slanciata e filante. Scegliendo l’allestimento Exclusive Line, infine, si segnala la possibilità di montare cerchi in lega da 18 pollici con finitura cromata.
Mazda 3 Sedan: motori
La gamma propulsori di Mazda 3 Sedan comprende due unità differenti: la 2.0 e-Skyactiv G e la 2.0 e-Skyactiv X. La prima è dotata di tecnologia mild-hybrid ed è offerta in due livelli di potenza, da 122 CV o da 150 CV. La seconda, invece, è offerta in un’unica variante da 186 CV. Proprio quest’ultima presenta un funzionamento particolare che, come accennato, è frutto dell’innovazione tecnologica di Mazda. Lo Skyactiv-X alimentato a benzina, infatti, funziona nella gran parte delle situazioni con il medesimo rapporto di compressione che è possibile trovare sui motori diesel. Questa scelta aiuta a ridurre decisamente i consumi, aumentando l’efficienza. L’opzione del cambio automatico, infine, è disponibile solamente per i due propulsori più potenti, mentre la trazione è unicamente sulle ruote anteriori.
Mazda 3 Sedan: consumi
Sul fronte consumi ed emissioni, la Casa giapponese dichiara che il fabbisogno del 2.0 Skyactiv-G, in entrambi i livelli di potenza da 122 e 150 CV, è di circa 6,1-6,5 l/100 km. Cifra che si traduce in un livello di emissioni di CO2 pari a 136-147 g/km. D’altra parte, per quanto concerne la motorizzazione Skyactiv-X da 186 CV, i consumi si attestano sui 5,8-6,3 l/100 km, i quali lievitano fino ai 6,2-6,9 l/100 km nel caso in cui si opti per la trazione integrale.
Mazda 3 Sedan: allestimenti
Gli allestimenti disponibile per la Mazda 3 Sedan sono due:
Prime Line: rappresenta l’allestimento di accesso alla gamma.
Exclusive Line: si sale di livello con cerchi in lega da 18″ e clima automatico.
Prime Line: offre di serie cerchi in lega da 16″, radio DAB con 6 altoparlanti e USB-C, Mazda Connect con display da 8,8 pollici, Apple CarPlay wireless e Android Auto, Head Up Display, climatizzatore manuale, interni in tessuto nero, volante multifunzione e pomello del cambio rivestiti in pelle, alzacristalli elettrici, chiusura centralizzata, sensore luci/pioggia, sensori di parcheggio posteriori, cruise control adattivo, sistema di monitoraggio dell’angolo cieco, sistema di rilevazione pericolo in uscita parcheggio posteriore.
Exclusive Line: cerchi in lega da 18″ grigi, clima automatico bi-zona, retrovisore interno fotocromatico, sensori parcheggio anteriori, Smart Key, specchietti retrovisori esterni ripiegabili e riscaldabili elettricamente con oscuramento automatico.
Mazda 3 Sedan: perché comprarla
Equipaggiamento: gli allestimenti sono tutti completi e ricchi di elementi tipici dei modelli premium, con vari utilizzi di materiali di alta qualità.
Sicurezza: danti i dispositivi di ausilio alla guida disponibili di serie.
Estetica: caratterizzata da un design molto personale, l’auto rappresenta una valida alternativa alle “solite” tedesche.
Mazda 3 Sedan: prezzi
Ecco il listino prezzi della Mazda 3 Sedan aggiornato ad giugno 2023.
Lo scorso anno Lancia Ypsilon è stata la seconda vettura più venduta in assoluto in Italia. Lo scorrere del tempo non ha tolto fascino e appeal all’auto di segmento B, nata nel 2003 e prodotta nella seconda generazione dal 2011, che continua a riscuotere grande successo soprattutto tra il pubblico femminile. Prima di cambiare pelle e posizionamento sul mercato nel prossimo futuro, la piccola auto italiana fa un salto di qualità per quanto riguarda la tecnologia di bordo e altri particolari.
Con l’ultimo aggiornamento, infatti, debuttano nell’abitacolo della Lancia Ypsilon il caricatore wireless per smartphone, lo schermo touch da 7 pollici con Apple CarPlay e Android Auto e la telecamera posteriore. Arrivano anche nuovi colori, come il verde rugiada, e gli interni si arricchiscono di rivestimenti blu per plancia e pannelli porta, a cui si aggiungono inserti verdi su cambio, volante e cornici delle bocchette del climatizzatore. Il cruscotto è dotato di nuova interfaccia e i sedili in Seaqual Yarn sono rivestiti in plastica riciclata proveniente dal mar mediterraneo. L’ultimo restyling ha portato novità soprattutto nel frontale, dove spicca la nuova calandra con una diversa trama e listelli cromati verticali. Rinnovati i gruppi ottici, con le calotte che ospitano anche le luci diurne a led.
Le motorizzazioni
La Ypsilon è disponibile nella versione benzina e GPL e in quella ibrida. Il bi-fuel monta un 1.2 GPL da 69 CV che consuma 7,6-7,7 l/100 km quando si viaggia a GPL e 6,1-6,2 l/100 km quando si procede a benzina; mentre la elettrificata è dotata di tecnologia mild-hybrid con la versione aggiornata del tre cilindri 1.0 FireFly da 70 CV che consuma solo 4,8-4,9l/100 km. Per quanto riguarda la Ypsilon a GPL, Lancia dichiara un risparmio di circa 700 euro su una percorrenza annua di 15mila km.
Disponibile in sei allestimenti
La piccola utilitaria italiana viene fornita in sei allestimenti, per soddisfare al massimo le esigenze degli automobilisti. Silver è la versione di accesso alla gamma e offre fari con DRL led, climatizzatore manuale, autoradio con DAB+ e comandi al volante, ABS, EBD, ESC con Hill Holder, TPMS, airbag guidatore, passeggero e laterali, sedile posteriore sdoppiato, sedile guida e volante regolabili in altezza. Silver Plus aggiunge rispetto a Silver alcuni optional come i cerchi style da 15”, l’omologazione quinto posto e sedile posteriore sdoppiato 60/40, gli specchietti retrovisori esterni con comando elettrico e la regolazione lombare del sedile guida.
La versione Ecochic GPL propone la radio 7” touchscreeen con Apple Car Play e Android Auto Wireless, la telecamera posteriore, il caricatore senza fili per smartphone e i cerchi style da 15”. Con Gold abbiamo in più rispetto a Silver Plus la radio con schermo touch da 7” e connettività wireless Apple CarPlay e Android Auto, inserti specifici per gli interni, specchietti elettrici, terminale di scarico cromato, sensori di parcheggio, fendinebbia, volante e cuffia del cambio in pelle. Gold Plus garantisce la radio con schermo touch da 7” e connettività wireless Apple CarPlay e Android Auto, il caricatore senza fili, i cerchi in lega da 15” diamantati bruniti e la telecamera posteriore con sensori di parcheggio posteriori. Infine l’allestimento Alberta Ferretti, messo a punto in collaborazione con l’omonima stilista, offre cerchi in lega 15” nero diamantato, dettagli interni ed esterni rose gold con logo Alberta Ferretti, appoggiatesta posteriori, vernice pastello bianco neve, volante e cuffia del cambio in pelle, radio con schermo touch da 7” e connettività wireless Apple CarPlay e Android Auto.
Lancia Ypsilon mild hybrid Gold a 16.800 euro
La promozione Lancia Più sulla 1.0 FireFly mild hybrid in allestimento Gold fa abbassare il prezzo di listino di 19.000 euro a 16.800 euro senza finanziamento, o fino a 15.000 euro con il finanziamento, sempre consegnando una vettura da rottamare. Versando l’anticipo di 2.700 euro, le rate mensili da pagare sono 35 da 189 euro (TAN 7,99%, TAEG 10,35%), spese di incasso incluse. La maxi rata finale è pari a 8.782 euro, con un massimo di 30.000 km e 0,10 euro per ogni chilometro percorso in più, da versare in caso di restituzione o sostituzione. La cifra include anche l’assicurazione pneumatici e la polizza cristalli. Chi acquista la Ypsilon on-line dal sito ufficiale Lancia, ha diritto a due anni di estensione di garanzia in più.
La berlina a 5 porte si differenza dalla classica a quattro per la presenza di una quinta porta (o portellone) che include anche il lunotto, al posto del baule. Questo tipo di auto ha l’obiettivo di soddisfare al massimo le esigenze della clientela, dando alle berline la funzionalità tipica delle station wagon (o quasi). È la configurazione maggiormente diffusa, in quanto abbina massimo sfruttamento dello spazio interno e compattezza, due caratteristiche molto apprezzate dagli automobilisti.
Le auto a due volumi possono essere anche a 3 porte, ma la minor praticità sta portando alla loro scomparsa. La berlina a due volumi, detta anche hatchbak dall’unione delle parole inglesi hatch (portellone) e back (posteriore), nasce in Francia alla fine degli anni ’30, con una versione particolare della Citroen Traction Avant e si diffonde oltralpe negli anni ’60, grazie a modelli come la Renault 16 e la Simca 1100. Negli anni ’70, invece, si registra un aumento di vetture a due volumi di piccola cilindrata come Renault 5 e Fiat 127 e, con il passare degli anni, questa configurazione sarà la più usata a livello mondiale anche per auto di piccola e media cilindrata, a partire dalla Fiat Ritmo e dalla Volkswagen Golf, per arrivare ai giorni nostri.
Carico più agevole, ma inferiore alle 4 porte
In una berlina a 5 porte il bagagliaio e l’abitacolo sono racchiusi in un blocco unico e separati soltanto dai sedili e dalla cappelliera. Grazie a questa conformazione è più facile caricare oggetti ingombranti e all’occorrenza sfruttare anche l’abitacolo abbattendo una o più porzioni del sedile posteriore che solitamente è diviso almeno in due parti.
Questa possibilità non si traduce necessariamente in più spazio: confrontando i dati dei pochi modelli di auto che hanno sia la versione a 4 che a 5 porte, notiamo come la prima abbia un volume base superiore e, in particolare, una più ampia superficie di carico, anche se con versatilità maggiormente limitata. La vettura a due volumi ha altri vantaggi: ingombri più contenuti e un lunotto più grande oltre il quale la carrozzeria sporge molto poco.
Il peso e il prezzo dipendono dai modelli
Contrariamente a quanto si possa pensare, non sempre una vettura con il portellone è più economica dell’elegante berlina a 4 porte: il prezzo dipende dalle scelte delle case automobilistiche e dalla versione che intendono valorizzare. Quello che non cambia, invece, è la maggior efficienza delle vetture a tre volumi, dovuta soprattutto alla migliore aerodinamica, con risparmi mediamente di almeno 0,1-0,2 litri ogni 100 km.
I pregi delle berline a 5 porte
I punti di forza di queste auto sono gli ingombri contenuti; la maggiore praticità nel carico, compresi gli animali e, salvo casi particolari, il prezzo più accessibile.
I difetti delle berline a 5 porte
Le berline a 5 porte hanno una superficie di carico limitata rispetto a quelle a 4 porte e non hanno il bagagliaio isolato dall’abitacolo. Infine, l’efficienza nei consumi è lievemente inferiore alle “sorelle” a tre volumi.