Blocco diesel Torino: tutti i limiti alla circolazione dal 2022

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La guerra alle vetture alimentate con motori a gasolio continua senza sosta e, dopo l’entrata in vigore nel mese di febbraio dell’Area B a Milano, anche in Piemonte sono state prese misure drastiche per abbattere il livello di polveri sottili presenti nell’aria.

INDICE
 Blocco diesel Torino: le novità

Nel Comune di Torino il blocco auto è entrato in vigore tramite l’ordinanza n. 67 del 23/10/2018 con la quale è stata imposta una limitazione permanente della circolazione veicolare per i veicoli maggiormente inquinanti su tutto il territorio cittadino, mentre per le vetture di recente omologazione e meno inquinanti i divieti entreranno in vigore in maniera meno decisa e dilazionata nel tempo.

Le principali novità delle ultime limitazioni introdotte è che adesso tutti i veicoli benzina e diesel Euro 2 sono interdetti dalla circolazione all’interno della città, e anche ai veicoli diesel Euro 3 e 4 viene vietata la circolazione dal lunedì al venerdì, dalle 8.00 alle 19.00, nel periodo 15 settembre – 15 aprile.

Ecco tutte le limitazioni traffico Torino  attive a partire dal 24/10/2018:

TIPO VEICOLO ORARI CHI NON CIRCOLA
Persone (M1, M2, M3), Merci (N1, N2, N3) tutto l’anno, tutti i giorni (festivi compresi) con orario 0:00-24:00 Benzina e diesel Euro 0, 1, 2

GPL e Metano Euro 0, 1

Ciclomotori e Motocicli (L1, L2, L3, L4, L5, L6, L7) 15/09-15/04, tutti i giorni (festivi compresi) dalle 0:00 alle 24:00  Euro 0, 1
Persone (M1, M2, M3), Merci (N1, N2, N3) 15/09-15/04, dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00 Diesel con omologazione uguale a Euro 3, Euro 4

fonte: Comune di Torino

Restano esentati da queste limitazioni le persone con disabilità, quelle che si recano in ospedale e che sono dirette verso centri autorizzati per la revisione, per la rottamazione o il retrofit GPL/metano/elettrico.

Circolazione Euro 1 Torino e Euro 2

Come accennato nella tabella qui sopra gli autoveicoli benzina e diesel Euro 0, 1 e 2 non possono più accedere all’interno del territorio del comune di Torino. Questa limitazione, che vale anche per le vetture a doppia alimentazione GPL e metano Euro 1 e 2, resta in vigore tutti i giorni, tutto l’anno, in tutte le fasce orarie, anche in caso di festività.

Per quanto riguarda ciclomotori e motocicli Euro 0 ed Euro 1, il divieto di circolazione è in vigore tutti i giorni, 24 ore su 24, nel periodo che va dal 15 settembre al 15 aprile.

Euro 3 diesel Torino

Gli autoveicoli diesel Euro 3 non possono circolare all’interno della città di Torino dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.00, nel periodo 15 settembre – 15 aprile.

Ma, anche al di fuori di questo periodo, ulteriori limitazioni sopraggiungono se il livello di particolato nell’aria supera il livello di 50 µg/m³ per 3 giorni di fila: in questo caso, il divieto per gli Euro 3 vale anche nei giorni festivi.

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Blocco Euro 4 Torino

Gli autoveicoli diesel Euro 4 non possono circolare all’interno della città di Torino dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.00, nel periodo 15 settembre – 15 aprile.

Come per gli Euro 3, al di fuori di questo periodo, ulteriori limitazioni scattano quando il livello di particolato nell’aria supera il livello di 50 µg/m³ per 3 giorni consecutivi: in questo caso, il divieto per gli Euro 4 vale anche nei giorni festivi e al di fuori del periodo 15 settembre – 15 aprile.

Blocco Euro 5 Torino: fino a quando potranno circolare?

Per il momento i veicoli Euro 5 vengono risparmiati dalle limitazioni più severe al traffico cittadino. Tuttavia, se il livello di particolato nell’aria supera il livello di 50 µg/m³ per 3 giorni consecutivi, allora i veicoli diesel Euro 5 M1, M2, M3 per il trasporto persone vengono interdetti dalla circolazione tutti i giorni, festivi inclusi, dalle 8.00 alle 19.00.

Quando per tre giorni di seguito si supera la soglia di 75 µg/m³, allora anche i veicoli diesel Euro 5 di categoria N1, N2, N3 subiscono la stessa limitazione.

Blocco diesel Torino Euro 6

Attualmente i veicoli diesel Euro 6 sono l’unica categoria di vettura a gasolio che può circolare liberamente per il comune di Torino. Infatti, questi veicoli non sono soggetti a nessuna restrizione, neanche in seguito al superamento dei livelli di inquinamento dell’aria per più giorni consecutivi.

Cose da sapere

Quali sono le categorie di veicoli diesel che non possono circolare a Torino?

Gli autoveicoli benzina e diesel Euro 0, 1 e 2 non possono più accedere all’interno del territorio del comune di Torino. Questa limitazione, che vale anche per le vetture a doppia alimentazione GPL e metano Euro 1 e 2, resta in vigore tutti i giorni, tutto l’anno, in tutte le fasce orarie, anche in caso di festività.

I diesel Euro 3 possono circolare liberamente a Torino?

No, gli autoveicoli diesel Euro 3 non possono circolare a Torino dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.00, nel periodo 15 settembre – 15 aprile. Al di fuori di questo periodo, ulteriori limitazioni sopraggiungono se il livello di particolato nell’aria supera il livello di 50 µg/m³ per 3 giorni di fila: in questo caso, il divieto per gli Euro 3 vale anche nei giorni festivi.

I diesel Euro 6 possono circolare liberamente a Torino?

Sì, attualmente i veicoli diesel Euro 6 sono l’unica categoria di vettura a gasolio che può circolare liberamente per il comune di Torino.

 

Blocco diesel Roma: ecco tutte le novità 2022

Blocco diesel Roma: scatta dal 1 novembre 2019

Tutte le grandi città italiane stanno affrontando seriamente la lotta all’inquinamento nei centri storici ed anche nella capitale i motori a gasolio saranno presto banditi. All’interno della cosiddetta Fascia Verde, che copre buona parte del territorio romano all’interno del GRA, il blocco diesel è già scattato per alcune categorie di veicoli. Scopriamo quali.

INDICE
 Diesel Roma 2024
 Diesel Euro 3 Roma
 Quali Euro possono circolare a Roma

La vecchia Giunta della Sindaco Raggi si è distinta sin dal suo insediamento per la lotta alle vetture dotate di motore a gasolio.  In occasione della conferenza C40 a febbraio 2018, infatti, la Raggi aveva annunciato, destando non poco stupore, il divieto totale di circolazione nella centro della Capitale per le auto diesel a partire dal 2024.

Tuttavia, in attesa della fatidica data, già oggi diverse categorie di veicoli alimentati a gasolio non possono circolare liberamente all’interno del territorio della capitale. Infatti, ad oggi i veicoli diesel Euro 0, 1 e 2 non possono accedere alla Fascia Verde (che si estende per buona parte del territorio romano all’interno del GRA) dal lunedì al venerdì, 24 su 24. Restano esclusi dal divieto i giorni festivi infrasettimanali.

Blocco diesel Roma: ecco le novità 2020

Inoltre, in caso di superamento dei limiti di inquinamento atmosferico per 5 giorni consecutivi, anche i diesel Euro 3 sono interdetti dalla circolazione all’interno della Fascia Verde. Questo divieto resta in vigore dal lunedì al venerdì negli orari 7.30-10.30 e 16.30-20.30.

Infine, in caso di superamento dei limiti di inquinamento atmosferico per 8 giorni consecutivi, la circolazione all’interno della Fascia Verde è vietata anche ai diesel Euro 4, 5 e 6, dal lunedì al venerdì negli orari 7.30-10.30 e 16.30-20.30. 

Come accennavamo sopra, anche i veicoli diesel Euro 3 sono soggetti ad alcune limitazioni alla circolazione nel comune di Roma. A questa categoria è infatti interdetto l’accesso alla ZTL Anello Ferroviario, ovvero la zona a traffico limitato centrale della capitale, dal lunedì al venerdì in tutte le fasce orarie.

I veicoli a gasolio Euro 3 possono invece circolare all’interno della Fascia Verde tutti i giorni della settimana, a meno che non scatti l’allarme di secondo livello dell’inquinamento atmosferico. Questo si raggiunge al 5° giorno consecutivo di superamento dei limiti stabiliti per legge e in questo caso i diesel Euro 3 non possono circolare all’interno della Fascia Verde, dal lunedì al venerdì negli orari 7.30-10.30 e 16.30-20.30.

Per il momento, dunque, i veicoli diesel Euro 4, 5 e 6 non sono soggetti a blocchi del traffico in tutto il territorio della Capitale, sia in Fascia Verde che nella ZTL Anello Ferroviario. Questo a meno che non scattino i divieti stringenti imposti dal terzo livello di allarme, ovvero quando per 8 giorni consecutivi vengono superati i limiti di inquinamento atmosferico stabiliti per legge.

Inoltre, sono previste delle deroghe all’accesso nelle zone a traffico limitato che valgono per i veicoli a doppia alimentazione GPL/diesel o metano/diesel, per le vetture con contrassegno disabili e per i motocicli registrati come veicoli di interesse storico-collezionistico.

Cose da sapere

Quali sono le categorie di veicoli diesel che non possono entrare in Fascia Verde?

Ad oggi i veicoli diesel Euro 0, 1 e 2 non possono accedere alla Fascia Verde (che si estende per buona parte del territorio romano all’interno del GRA) dal lunedì al venerdì, 24 su 24. Restano esclusi dal divieto i giorni festivi infrasettimanali.

I diesel Euro 3 possono circolare liberamente a Roma?

I veicoli diesel Euro 3 non possono circolare nella ZTL Anello Ferroviario, ovvero la zona a traffico limitato centrale della capitale, dal lunedì al venerdì in tutte le fasce orarie. Al 5° giorno consecutivo di superamento dei limiti di inquinamento atmosferico, i diesel Euro 3 non possono circolare all’interno della Fascia Verde, dal lunedì al venerdì negli orari 7.30-10.30 e 16.30-20.30.

Quali veicoli diesel non sono soggetti a limitazioni?

Per il momento, dunque, i veicoli diesel Euro 4, 5 e 6 non sono soggetti a blocchi del traffico, né in Fascia Verde né in ZTL Anello Ferroviario. Questo a meno che non si superino i limiti di inquinamento atmosferico per 8 giorni consecutivi: a quel punto la circolazione all’interno della Fascia Verde è vietata anche ai diesel Euro 4, 5 e 6, dal lunedì al venerdì negli orari 7.30-10.30 e 16.30-20.30. 

Blocco diesel Milano: l’Area B e i limiti in vigore nel 2022

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Cercare di abbassare, o comunque tenere sotto controllo, i valori di PM10 è uno degli imperativi di ogni amministrazione comunale e lo stesso vale anche per Milano dove ormai da qualche anno è entrato in vigore il blocco dei diesel. Scopriamo di cosa si tratta.

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 Blocco diesel Milano: le proroghe per l’emergenza sanitaria
 Area B Milano 2022
 Diesel Milano: l’Area C
 Limitazioni traffico Milano

La situazione emergenziale dovuta alla pandemia da COVID-19 ha avuto effetti anche sul blocco diesel Milano. Nello specifico, se il blocco all’interno dell’Area C entrato in vigore a partire il 25 febbraio 2021 con orario breve, dal lunedì al venerdì nella fascia oraria compresa tra le ore 10 e le ore 19.30, è stato confermato, dall’altro continua ad essere sospeso il divieto di circolazione per i diesel Euro 4 nell’Area B fino alla fine dello stato di emergenza. Questa decisione è stata adottata per consentire agli automobilisti di poter utilizzare i propri mezzi privati e non essere costretti a sfruttare i mezzi pubblici con il rischio di diffusione del contagio ancora esistente.

L’Area B è una zona a traffico limitato che coincide con gran parte del territorio della città di Milano. È una ZTL con divieto di accesso e circolazione per i veicoli più inquinanti e per quelli con lunghezza superiore ai 12 metri che trasportano merci ed è attiva dal lunedì al venerdì dalle 7:30 alle 19:30, festivi esclusi.

L’Area B ha una estensione di 128 chilometri quadrati. Per evitare che si acceda con veicoli non ammessi, a partire dal 25 febbraio 2019, sono posizionate numerose telecamere che impediranno l’accesso ai veicoli maggiormente inquinanti.

Se non si considera la deroga per i diesel Euro 4 in vigore fino alla fine dello stato di emergenza, ad oggi l’accesso all’Area B è stato vietato alle seguenti categorie di veicoli:

  • Euro 0, 1 benzina
  • Euro 0, 1, 2, 3, 4 diesel senza FAP
  • Euro 3, 4 diesel con FAP di serie e con valore nel campo V.5 della carta circolazione maggiore di 0,0045 g/km
  • Euro 0, 1, 2, 3 diesel con FAP after-market con classe massa particolato inferiore a Euro 4
  • a doppia alimentazione gasolio-GPL e gasolio-metano Euro 0, 1, 2, 3
  • Euro 4 diesel con FAP di serie e senza valore nel campo V.5  della carta circolazione  (in assenza di valore nel campo V.5, è possibile dimostrare la conformità alla disciplina di Area B attraverso il certificato di omologazione rilasciato dalla casa produttrice del veicolo)
  • Euro 0, 1, 2, 3, 4 diesel con FAP after-market installato dopo il 31.12.2018  e con classe massa particolato pari almeno ad Euro 4

Invece, il 1° ottobre 2022 entreranno in vigore i seguenti divieti:

  • Euro 2 benzina
  • Euro 3, 4 diesel con FAP di serie e con valore nel campo V.5 della carta circolazione minore o uguale a 0,0045 g/km
  • Euro 0, 1, 2, 3, 4 diesel con FAP after-market installato entro 31.12.2018 e con classe massa particolato pari almeno a Euro 4
  • Euro 5 diesel

Blocco diesel Milano: ecco i limiti in vigore dal 2019 1

L’Area C è una zona del centro storico di Milano con restrizioni di accesso per alcune tipologie di veicoli, coincide con la ZTL Cerchia dei Bastioni ed è delimitata da 43 varchi con telecamere, di cui 7 ad uso esclusivo del trasporto pubblico.

L’Area C è attiva dal lunedì al venerdì, dalle ore 7:30 alle ore 19:30, mentre non è attiva durante i weekend e nei giorni festivi. Al suo interno possono circolare gratuitamente solo i veicoli elettrici e ibridi, oltre alle persone dirette al pronto soccorso e ai veicoli che trasportano disabili purché dotate di contrassegno. Gli altri veicoli, ad eccezione delle vetture più inquinanti, possono entrare nell’Area C previo pagamento di un ticket giornaliero. Inoltre, a partire dal 1° ottobre 2022 anche i veicoli ibridi di classe M1 con contributo emissivo di CO2 superiore a 100 g/km saranno soggetti al pagamento del ticket.

Di seguito, le categorie di veicoli che ad oggi non possono accedere all’Area C, con o senza ticket:

  • Euro 0, 1 benzina
  • Euro 0, 1, 2, 3, 4 diesel senza FAP
  • Euro 0, 1, 2, 3 diesel con FAP after-market con classe massa particolato inferiore a Euro 4
  • Euro 3, 4 diesel con FAP di serie e con campo V.5 della carta di circolazione superiore a 0,0045 g/km oppure senza valore nel campo V.5 carta circolazione
  • Euro 0, 1, 2, 3, 4 diesel con FAP after-market installato dopo il 31.12.2018 e con classe massa particolato pari almeno a Euro 4
  • a doppia alimentazione diesel-GPL e diesel-metano Euro 0, 1, 2, 3

I seguenti divieti restano sospesi fino alla fine dell’emergenza sanitaria:

  • Euro 2 benzina
  • Euro 3, 4 diesel con FAP di serie e con campo V.5 carta circolazione <= 0,0045 g/km
  • Euro 0, 1, 2, 3, 4 diesel con FAP after-market installato entro il 31.12.2018 e con classe massa particolato pari almeno a Euro 4
  • Euro 5 diesel

Blocco diesel Milano: ecco i limiti in vigore dal 2019

La lotta alle vetture maggiormente inquinanti, nello specifico quelle dotate di motore diesel, ha colpito particolarmente tutti quei mezzi omologati con classe Euro 4 ed inferiore. Tuttavia, con la fine dello stato di emergenza entreranno in vigore nuove limitazioni sia per l’Area B che per l’Area C, che coinvolgeranno veicoli diesel fino a Euro 5 e veicoli benzina fino a Euro 2.

Successivamente, da qui al 2023, saranno colpite anche le categorie di veicoli benzina Euro 3, 4, 5 e diesel Euro 6, 6 D. Di seguito tutte le limitazioni che entreranno in vigore nei prossimi anni.

Diesel Euro 6 Milano

Anche i veicoli Euro 6 diesel non avranno vita lunga nel capoluogo lombardo. Per quanto riguarda l’Area C, a partire dal 1° ottobre 2024 sarà in vigore il divieto di accesso a questa zona ai veicoli Euro 6 diesel A-B-C acquistati dopo il 31.12.2018, mentre nel 2027 entrerà in vigore il divieto anche per quelli comprati prima del 2019. Infine, il 1° ottobre 2029 entrerà in vigore il blocco totale dei Diesel Euro 6 ed Euro 6D.

Le stesse limitazioni ai veicoli Euro 6 entreranno in vigore anche nell’Area B, ma con un anno di ritardo rispetto a quanto previsto per la ZTL centrale.

Milano blocco Euro 5 diesel

Il blocco dei Diesel Euro 5 sarebbe dovuto entrare in vigore nell’Area C il 1° ottobre 2021, ma il divieto è stato sospeso fino alla fine dell’emergenza sanitaria. E, a meno di un prolungarsi dell’emergenza, il 1° ottobre 2022 entrerà in vigore anche il divieto di accesso all’Area B per i veicoli diesel di categoria Euro 5 o inferiore

Euro 4 diesel Milano

I veicoli diesel Euro 4 sono già soggetti a diverse limitazioni sia nella ZTL più centrale che in quella allargata. Solo i diesel Euro 4 con con FAP di serie e con campo V.5 carta circolazione minore o uguale 0,0045 g/km e quelli con FAP after-market installato entro il 31.12.2018 (con classe massa particolato pari almeno a Euro 4) possono ancora circolare in Area C, previo pagamento del ticket. E anche questa possibilità decadrà con la fine dello stato di emergenza.

Dal 1° ottobre 2022, invece, l’accesso all’Area B e all’Area C sarà vietato a tutti i diesel Euro 4 o inferiore.

Limitazioni Euro 3 Milano

Dal 1° ottobre 2022 la circolazione in Area B e in Area C sarà vietata a tutti i veicoli diesel di classe Euro 3 o inferiore. Attualmente, però restano alcune eccezioni.

Fino alla fine dello stato di emergenza potranno entrare in Area C, previo il pagamento del ticket, i diesel Euro 3 con FAP di serie e con campo V.5 carta circolazione minore o uguale 0,0045 g/km, e quelli con FAP after-market installato entro il 31.12.2018 (con classe massa particolato pari almeno a Euro 4). Le stesse categorie di veicoli potranno circolare in Area B fino al 1° ottobre di quest’anno. Tutte le altre tipologie di veicoli diesel Euro 3 o inferiori ricadono già all’interno dei divieti per entrambe le Aree.

Cose da sapere

Quali sono le deroghe al blocco diesel Milano per l’emergenza Covid-19?

L’Area C, entrata in vigore con orario breve (lun-ven tra le ore 10 e le ore 19.30) è stata confermata, mentre continua ad essere sospesa l’Area B per i veicoli diesel Euro 4 fino alla fine dello stato di emergenza.

Quali sono le limitazioni alla circolazione nell’area B?

L’area B coincide con gran parte del territorio della città di Milano. È una zona a traffico limitato con divieto di accesso e circolazione per i veicoli più inquinanti e per quelli con lunghezza superiore ai 12 metri che trasportano merci ed è attiva dal lunedì al venerdì dalle 7:30 alle 19:30, festivi esclusi.

Quali sono i blocchi alla circolazione nell’area C?

L’Area C è un’area del centro storico di Milano con restrizioni di accesso per alcune tipologie di veicoli (lun-ven, 7:30/19:30). Possono circolare gratuitamente  solo i veicoli elettrici oltre alle persone dirette al pronto soccorso e ai veicoli che trasportano disabili, mentre gli altri veicoli, tranne le auto benzina Euro 0, 1 e diesel/gasolio Euro 0,1,2,3 e Euro 4 senza filtro antiparticolato, possono entrare nell’Area C con il pagamento di un ticket giornaliero.

Quali sono i blocchi per le auto diesel a Milano?

Da 1 ottobre 2019 è vietato l’ingresso in area C ai veicoli Euro 4 diesel senza FAP, Euro 3, 4 diesel con FAP di serie e con campo V.5 carta circolazione > 0,0045 g/km, Euro 4 diesel con FAP di serie e senza valore nel campo V.5 carta circolazione, Euro 0, 1, 2, 3, 4 diesel con FAP after-market installato dopo 31.12.2018  e con classe massa particolato pari almeno a Euro 4.

Quali sono i blocchi per le auto a benzina a Milano?

È stato disposto il blocco della circolazione alle auto omologate Euro 0 ed Euro 1, mentre a partire dal 2022 questo sarà esteso anche alle Euro 2 e seguenti.  Dal 1° ottobre 2028, oltre alle Euro 4 benzina, il blocco dell’Area B verrà applicato anche alle Euro 6 diesel A-B-C acquistati prima del 31.12.2018, mentre dal 2030 dovrebbe essere vietata la circolazione anche alle vetture diesel Euro 6 D-Temp e 6 D-Pieno.

Blocco auto diesel: le novità 2022

biodiesel

La crociata contro le auto diesel prosegue senza sosta. Molte amministrazioni locali hanno stabilito per il 2022 limiti alla circolazione ancora più stringenti. Vediamo quali sono tutte le novità previste. 

LEGGI ORA: Incentivi auto 2022, le novità in Manovra

INDICE
 Blocco auto diesel 2022
 Il futuro delle auto diesel in Italia
  Limitazioni diesel: i provvedimenti nelle principali città italiane
 Blocco auto diesel in base alla classificazione euro
 Euro 6 diesel
 Euro 5 diesel
 Euro 4 diesel
 Euro 3 diesel

La politica comunitaria, e di riflesso quella nazionale, ha ormai messo nel mirino le auto diesel indicando questa motorizzazione come la maggiore responsabile della scarsa qualità dell’aria nelle grandi metropoli. Per questa ragione molte amministrazioni hanno stabilito limiti severi alla circolazione di queste vetture anche per il 2022. Tuttavia, complice lo stato di emergenza dettato dalla pandemia e prolungato sino al 31 marzo, il divieto di circolazione delle auto diesel Euro 4 è stato posticipato, anche se non tutti i Comuni si sono adeguati. Di sicuro le auto diesel con una classe di omologazione più bassa, fino ad Euro 3, sono adesso praticamente inutilizzabili per circolare nella maggior parte delle grandi città. 

Chi si appresta ad acquistare un’auto nuova è assalito da molti dubbi circa la motorizzazione da scegliere. Puntare sul diesel può rivelarsi rischioso perché anche un motore Euro 6 potrebbe subire forti limitazioni alla circolazioni a breve. Per questa ragione il futuro delle auto diesel in Italia sembra orami segnato ed a dimostrazione di questa previsione sono arrivati anche i dati di vendita del 2021 che, per la prima volta, hanno visto il sorpasso delle auto elettriche su quelle diesel.  

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Come abbiamo anticipato in precedenza, le amministrazioni locali vanno in ordine sparso in merito alle limitazioni auto diesel. Alcune metropoli come Milano e Torino, alla fine dello scorso anno, hanno adottato provvedimenti severi con il capoluogo lombardo che ha vietato la circolazione alle auto diesel fino alle Euro 4 per il superamento dei livelli di allerta relativi alle polveri sottili, mentre nel capoluogo piemontese il divieto di circolazione è stato esteso anche alle diesel Euro 5. Tuttavia, con la proroga dello stato di emergenza dettato dalla pandemia, a Milano, così come in Veneto, è venuto meno il divieto alla circolazione delle diesel Euro 4 fino al 31 marzo 2022, mentre a Torino il divieto di circolazione è stato esteso fino alle diesel Euro 4 salvando così le Euro 5. A Roma, infine, il divieto di circolazione alle auto diesel Euro 4 scatterà a novembre e coinvolgerà la ZTL “Fascia Verde”. 

Abbiamo notato come il divieto alla circolazione delle auto diesel varia da città a città in considerazione della classificazione euro. Ovviamente sono maggiormente penalizzate le vetture più anziane, cioè quelle con omologazione da Euro 0 a Euro 3, mentre entro la fine dell’anno anche le Euro 4 subiranno le stesse limitazioni. 

Nella categoria delle Euro 6 rientrano tutte le auto immatricolate a partire dal 1 settembre 2015 ed anche queste vetture verranno bandite nei prossimi anni dai centri cittadini. A Milano, ad esempio, sarà vietato l’ingresso in Area B  a partire dal 1 ottobre 2024 per tutte le vetture acquistate dopo il 31.12.2018. 

Nella categoria delle Euro 5 rientrano tutte le auto immatricolate a partire dal 1 settembre 2009 e per le auto diesel il divieto alla circolazione nelle principali città italiane, salvo ripensamenti, scatterà dal primo ottobre 2025. 

Come abbiamo visto in precedenza, le auto diesel Euro 4 avrebbero dovuto subire forti limitazioni alla circolazione già a partire dallo scorso mese di dicembre ma, complice la proroga dello stato di emergenza, potranno continuare a circolare almeno fino al 31 marzo 2022 

Le auto omologate Euro 3 diesel sono quelle che già oggi non possono più circolare in numerose città italiane. A Roma, ad esempio, il divieto è scattato da ottobre 2018, così come a Milano dove la circolazione alle Euro 3 diesel, sempre dal 2018, è vietata per l’accesso in Area B. Dal mese di ottobre 2018 anche a Torino è stata vietata la circolazione alle diesel Euro 3 nella zona urbana centrale. 

auto ecologiche usate
auto ecologiche usate

Cose da sapere

Quali sono le novità in merito al blocco auto diesel per il 2022?

Molte amministrazioni hanno stabilito limiti severi alla circolazione di queste vetture anche per il 2022. Tuttavia, complice lo stato di emergenza dettato dalla pandemia e prolungato sino al 31 marzo, il divieto di circolazione delle auto diesel Euro 4 è stato posticipato, anche se non tutti i Comuni si sono adeguati. Di sicuro le auto diesel con una classe di omologazione più bassa, fino ad Euro 3, sono adesso praticamente inutilizzabili per circolare nella maggior parte delle grandi città. 

Quali sono le regole per il blocco della circolazione delle auto diesel euro 6?

Nella categoria delle Euro 6 rientrano tutte le auto immatricolate a partire dal 1 settembre 2015 ed anche queste vetture verranno bandite nei prossimi anni dai centri cittadini. A Milano, ad esempio, sarà vietato l’ingresso in Area B  a partire dal 1 ottobre 2024 per tutte le vetture acquistate dopo il 31.12.2018. 

Quali sono le regole per il blocco della circolazione delle auto diesel euro 5?

Nella categoria delle Euro 5 rientrano tutte le auto immatricolate a partire dal 1 settembre 2009 e per le auto diesel il divieto alla circolazione nelle principali città italiane, salvo ripensamenti, scatterà dal primo ottobre 2025. 

Quali sono le regole per il blocco della circolazione delle auto diesel euro 4?

Le auto diesel Euro 4 avrebbero dovuto subire forti limitazioni alla circolazione già a partire dallo scorso mese di dicembre ma, complice la proroga dello stato di emergenza, potranno continuare a circolare almeno fino al 31 marzo 2022 

Ecotassa 2021: tutte le novità e le auto penalizzate

Ecotassa 2019: le novità previste e le auto penalizzate

Anche per il 2021 il governo ha deciso di confermare l’ecotassa, cioè un balzello che colpisce le vetture maggiormente inquinanti per disincentivare l’acquisto di questa tipologia di veicoli.

L’ecotassa auto è stata introdotta nel 2019 e per quest’anno si è deciso di applicare questa tassazione sulla scorta delle riviste fasce di emissioni di CO2 valutate in base ai cicli di omologazione WLTP.

INDICE
 Ecotassa 2021: le novità 
 Ecotassa 201 e ecotassa 2020: cosa cambia
 Quando si deve pagare l’ecotassa
 Ecotassa auto 2021: le auto penalizzate
 Ecotassa auto usate

A partire dal 1 gennaio 2021 tutte le auto nuove immatricolate da questa data potranno essere soggette all’ecotassa qualora i limiti di emissioni di CO2 rientrino nelle nuove fasce previste dal governo.

Le novità dell’ecotassa auto 2021 riguardano i valori di emissioni perché da quest’anno, per tutti i veicoli nuovi, si andrà a calcolare l’importo dovuto non più sulla base dei valori di omologazione rilevati col ciclo NEDC ma sulla base di quelli emersi dall’omologazione WLTP.

Per conoscere i valori di emissione sarà sufficiente consultare il libretto di circolazione dove verranno indicati i riferimenti relativi.

Dato il nuovo riferimento sono state riviste le fasce dell’ecotassa auto. Le vetture con emissioni da 191 a 210 g/km saranno soggette ad un’ecotassa pari a 1.100 euro, mentre quelle con valori da 211 a 240 g/Km verranno tassate con una imposta pari a 1.600 euro.

Ancora più pesante il tributo da versare per le vetture maggiormente inquinanti. Quelle con valori da 241 a 290 g/Km saranno penalizzate con un importo pari a 2.000 euro, mentre chi acquisterà un’auto con emissioni di CO2 da 291 g/Km in su dovrà versare ben 2.500 euro.

auto ibride usate
auto ibride usate

A differenza di quanto visto sino allo scorso anno, a far data dal primo gennaio 2021 sulle vetture di nuova immatricolazione verrà riportato nel libretto di circolazione esclusivamente il ciclo di omologazione WLTP.

Per questa ragione l’ecotassa auto è stata calcolata su questo nuovo valore e non più sulla scorta dei dati emersi dal ciclo NEDC.

Di conseguenza sono state modificate le fasce di imposizione escludendo dal pagamento dell’ecotassa tutte quelle vetture con emissioni da 161 a 190 g/Km, mentre sino al 2020 le auto con emissioni da 161 a 175 g/Km erano soggette ad una ecotassa di 1.000 euro e quelle rientranti nella fascia da 176 a 200 g/Km ad una imposizione pari a 1.600 euro.

L’unica magra consolazione relativa all’ecotassa è relativa al suo pagamento. Questo, infatti, non deve essere ripetuto nel tempo ma deve essere effettuato una tantum al momento dell’acquisto.

L’ecotassa deve essere pagata direttamente dall’acquirente della vettura utilizzando il modello F24 Elide inserendo il codice tributo 3500 denominato ‘Ecotassa – imposta per l’acquisto e l’immatricolazione in Italia di veicoli di categoria M1 con emissioni eccedenti la soglia di 190 Co2 g/km’ (articolo 1 comma 1042 della legge n. 145 del 2018, poi modificato dalla legge n. 178 del 2020 mediante l’aggiunta del comma 1042-bis).

Nonostante l’esclusione delle vetture con valori di emissione di CO2 da 161 a 190 g/Km, sono ancora molte le auto penalizzate dall’ecotassa. Ecco l’elenco completo:

 

 Marca Modelli colpiti 
 Alfa Romeo Giulia, Stelvio
 Aston Martin DB11 Coupé, DB11 Volante, DBS Superleggera, DBX, Vantage
 Audi A8, Q7, Q8, R8 Coupé e Spyder, RS3 Sedan, RS4 Avant, RS5 Coupé e Sportback, RS6 Avant, RS7 Sportback, RS Q3 Coupé e Sportback, RS Q8, S8, SQ7, SQ8
 Bentley Bentayga, Mulsanne
 BMW M2 Coupé, M3 Berlina, M4 Coupé, M5 Berlina, M8 Cabrio, Coupé e Gran Coupé, Serie 5, Serie 7, Serie 8 Cabrio, Coupé e Gran Coupé, X3 M, X4 M, X5 M, X6, X6 M, X7;
 Cadillac XT4
 Ferrari 812 GTS e Superfast, GTC4 Lusso, Portofino
 Ford Mustang Coupé e Convertible
 Honda NSX
 Jaguar E-Pace, F-Pace, F-Type Coupé e Convertible, XJ
 Jeep Grand Cherokee, Wrangler, Wrangler Unlimited
 KIA Stinger
 Lada 4x4M
 Lamborghini Aventador, Huracán
 Land Rover Defender 90, Defender 110, Discovery, Range Rover, Range Rover Sport e Range Rover Velar
 Lexus LC Hybrid, RC Hybrid
 LOTUS Evora, Exige
 Mahindra XUV500
 Maserati Ghibli, Levante, Quattroporte
 McLaren 540C, 570GT, 570S e 570S Spider, 720S
 Mercedes AMG GT e AMG GT Roadster, AMG GT4 Coupé, Classe C Berlina, Cabrio, Coupé e Station Wagon, Classe E Berlina, Cabrio, Coupé e Station Wagon, Classe G SUV, CLS Coupé, GLA, GLC e GLC Coupé, GLE Coupé e SUV, GLS SUV
Morgan Plus 8, Roadster
Nissan GT-R
Porsche 718 Boxster e Cayman, 911 Coupé, Cabrio, Speedster e Targa, Cayenne e Cayenne Coupé, Macan, Panamera e Panamera Sport Turismo
Rolls Royce Cullinan, Dawn, Phantom, Wraith
Ssangyong Rexton e Rexton Sports
Subaru BRZ
Tata Aria
Volkswagen Touareg

Così come avvenuto negli scorsi anni, anche per il 2021 l’ecotassa si applicherà esclusivamente alle vetture di nuova immatricolazione e non a quelle usate o a Km zero. Bisogna tuttavia fare attenzione perché in caso di importazione di una vettura dall’estero al momento della registrazione in Italia si dovrà procedere al pagamento dell’ecotassa qualora i valori di emissioni riportati nell’omologazione rientrino nelle fasce indicate dal governo.

auto ecologiche usate
auto ecologiche usate

 

Cose da sapere

Come cambia l’ecotassa nel 2021?

Le novità dell’ecotassa auto 2021 riguardano i valori di emissioni perché da quest’anno, per tutti i veicoli nuovi, si andrà a calcolare l’importo dovuto non più sulla base dei valori di omologazione rilevati col ciclo NEDC ma sulla base di quelli emersi dall’omologazione WLTP. Per conoscere i valori di emissione sarà sufficiente consultare il libretto di circolazione dove verranno indicati i riferimenti relativi.

Quali sono le vetture che pagano l’ecotassa?

Le vetture con emissioni da 191 a 210 g/km saranno soggette ad un’ecotassa pari a 1.100 euro, mentre quelle con valori da 211 a 240 g/Km verranno tassate con una imposta pari a 1.600 euro. Ancora più pesante il tributo da versare per le vetture maggiormente inquinanti. Quelle con valori da 241 a 290 g/Km saranno penalizzate con un importo pari a 2.000 euro, mentre chi acquisterà un’auto con emissioni di CO2 da 291 g/Km in su dovrà versare ben 2.500 euro.

Quando si deve pagare l’ecotassa?

L’ecotassa si paga la momento dell’acquisto dell’auto utilizzando il modello F24 e inserendo il codice tributo 3500.

L’ecotassa si paga anche sulle auto usate o a km0?

Anche per il 2021 l’ecotassa si applicherà esclusivamente alle vetture di nuova immatricolazione e non a quelle usate o a Km zero. Tuttavia in caso di importazione di una vettura dall’estero, al momento della registrazione in Italia si dovrà procedere al pagamento dell’ecotassa qualora i valori di emissioni riportati nell’omologazione rientrino nelle fasce indicate dal governo.

Ecobonus 2021 auto: ecco tutti i modelli scontati

Ecobonus

L’espansione della mobilità elettrica passa per due fattori fondamentali: lo sviluppo di batterie che possano garantire percorrenze elevate e la diminuzione dei prezzi a listino delle auto elettriche che rimangono, almeno per il momento, dei prodotti di nicchia all’interno del mercato.

Per rendere l’acquisto delle vetture green più accessibile oltre a favorire il ringiovanimento del parco auto circolante e diminuire l’impatto ambientale di quest’ultimo, il Governo italiano ha deciso di confermare anche per il 2021 il fondo statale da cui attingere ai cosiddetti contributi o incentivi statali. Il successo ottenuto dall’Ecobonus ha fatto si che il Governo italiano abbia deciso di rifinanziare il fondo a disposizione.

LEGGI ORA: Incentivi auto regionali 2021

INDICE
Ecobonus auto 2021: come funziona
Ecobonus auto ibride
Ecobonus auto elettriche

Per poter usufruire dei nuovi incentivi devono essere rispettate alcune condizioni fondamentali. L’incentivo statale, infatti, può essere richiesto per l’acquisto di vetture nuove:

  • con al massimo 8 posti, conducente escluso,
  • con un prezzo a listino inferiore a 61.000 euro IVA inclusa
  • immatricolate dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021.

Per quanto riguarda gli sconti, questi vengono divisi in base ai valori di emissioni di CO2 della vettura che si vuole acquistare:

  1. da 0 a 21 g-CO2/km si va da 6.000 a 10.000 euro con la rottamazione di una vettura di classe Euro 1, 2, 3, 4
  2. da 21-60 g-CO2/km si scende rispettivamente a 3.500 e 6.500 euro.
  3. fino a 135 g/km, il bonus è disponibile solo in caso di rottamazione e ammonta a 3.500 euro.

Ecco le fasce riassunte in una tabella:

 Emissioni CO2 nuova vettura Incentivo con rottamazione Incentivo senza rottamazione
Da 0 a 20 g/km 10.000 € 6.000 €
Da 21 a 60 g/km 6.500 € 3.500 €
Da 61 a 135 g/km 3.500 € 0

ll totale per questa seconda tornata di agevolazioni ammonta a 420 milioni, che verranno suddivisi in tre fasce di emissione di anidride carbonica, ovvero 0-20 g/km, 21-60 g/km e 61-135 g/km.

La disponibilità dei nuovi incentivi comincerà il 1° gennaio 2021. Questi saranno naturalmente validi fino ad esaurimento fondi o, comunque, fino al 30 giugno 2021 per le auto nella fascia di emissioni 61-135 g/km e al 31 dicembre 2021 per quelle 0-60 g/km.

A tutto questo si aggiunge un’interessante agevolazione, pari al 40% del prezzo di acquisto per le vetture a emissioni zero rivolta ai cittadini con Isee inferiore a 30.000 euro, anche senza rottamazione. A patto che si acquisti una vettura con un prezzo di listino non superiore ai 30.000 euro più IVA (36.600 euro Iva inclusa).

Nella fascia da 21 a 60 g-CO2/km rientrano le auto con powertrain ibrido plug-in. Le Case automobilistiche stanno ampliando le proprie gamme con questi modelli che possono usufruire degli incentivi 2021 e che garantiscono un’autonomia maggiore di quelle 100% elettriche, senza inquinare come le vetture ad alimentazione tradizionale.

Qui di seguito alcuni dei migliori modelli ibridi plug-in da comprare con gli incentivi 2021:

  1. Jeep Renegade 4XE
  2. Renault Captur
  3. BMW X1
  4. Ford Kuga

Jeep Renegade 4xe – incentivi fino a 6.500 euro – La Jeep Renegade, insieme alla Compass, è il primo modello elettrificato della Casa americana. Prodotti nello stabilimento di Melfi e destinati al mercato EMEA, i due SUV segnano un nuovo punto di partenza per la Casa americana che lancia il badge 4xe che identifica le vetture del marchio che sfruttano powertrain “green”. La Renegade, che occupa il secondo posto tra le vetture ibride plug-in più vendute in Italia ad agosto 2020, è equipaggiata con un 1.3 quattro cilindri da 130 o 180 CV al quale vengono abbinati un motogeneratore sull’anteriore e un’unità elettrica da 60 CV sull’asse posteriore. La batteria agli ioni di litio da 11,4 kWh consente di percorrere fino a 50 km senza emettere CO2. Il prezzo di partenza della Jeep Renegade 4xe è di 38.500 euro che possono scendere fino a 35.000 euro senza rottamazione o a 32.000 euro rottamando una vettura di proprietà.

Jeep Renegade e Compass 4xe: prezzi e caratteristiche delle plug-in americane 3

 

Renault Captur – incentivi fino a 6.500 euro – Il crossover di segmento B della Casa francese occupa il terzo posto delle vetture ibride plug-in più vendute nel mese di agosto. Un modello importante per Renault che, insieme alla più piccola Clio, guida la transizione energetica del marchio sfruttando un powertrain ibrido alla spina, derivato dal sistema ibrido HEV della Clio a cui sono state fatte alcune modifiche. Al 1.6 benzina aspirato da 140 CV sono stati abbinati un motore elettrico da 66 CV e un generatore/starter HSG da 34 CV che ha il compito di stabilizzare quando avviene il cambio rapporto automatico. La potenza complessiva del sistema è di 160 CV mentre l’autonomia in modalità 100% elettrica è di 50 km, grazie alla batteria agli ioni di litio da 9,8 kWh. La Renault Captur Hybrid E-Tech ha un prezzo di partenza di 32.950 euro scegliendo l’allestimento Intens. Sfruttando l’Ecobonus, il prezzo scende a 29.450 e a 26.450 euro con rottamazione.

BMW X1 xDrive25e – incentivi fino a 6.500 euro – La Casa dell’Elica continua il processo di elettrificazione della gamma e lancia sul mercato due vetture identiche per quanto riguarda la piattaforma e la meccanica utilizzate. Stiamo parlando dei due Suv X1 e X2 che, nella versione xDrive25e, vengono equipaggiati con un powertrain ibrido plug-in. Quest’ultimo è costituito da un 3 cilindri da 1,5 litri a benzina con tecnologia TwinPower Turbo che trasferisce la coppia motrice alle ruote anteriori e da un motore elettrico posizionato sull’asse posteriore. La potenza combinata del sistema è di 220 CV. Ad alimentare l’unità elettrica ci pensa una batteria agli ioni di litio da 10 kWh che consente di percorrere fino a 57 km in modalità 100% elettrica. La BMW X1 xDrive25e parte da un prezzo di 49.150 euro nell’allestimento Advantage a cui si possono togliere da 3.500 a 6.500 euro grazie agli incentivi.

Ford Kuga – incentivi fino a 6.500 euro – Il Suv della Casa americana è il modello ibrido plug-in che va a ampliare la gamma delle versioni elettrificate del modello già in commercio. La Kuga plug-in sfrutta la combinazione tra un 2,5 litri a benzina aspirato e un motore elettrico per una potenza complessiva di 225 CV distribuita alle ruote tramite un cambio CVT a variazione continua. La batteria agli ioni di litio da 14,4 kWh permette di viaggiare per 56 km a zero emissioni. La Ford Kuga ha un prezzo di partenza di 38.250 euro nella versione Titanium che possono scendere a 34.750 euro e a 31.750 euro, rottamando una vettura di classe Euro 1, 2, 3 e 4.

 

Toyota Yaris Cross – incentivi fino a 6.500 euro – Non è ancora arrivata sul mercato, ma la nuovissima Yaris Cross sarà presente a listino anche con una versione alla spina e potrà quindi godere degli ecobonus.

Interessante la presenza di una tecnologia così complessa su un modello il cui prezzo di partenza dovrebbe aggirarsi intorno ai 25.000 euro. In questo caso, infatti, aggiungendoincentivi e rottamazione, si potrebbe andare ad una riduzione di 6.500 euro che, in termini percentuali, potrebbe fare davvero la differenza.

Se da una parte è vero che le auto elettriche, guardando al solo prezzo d’acquisto, sono generalmente più costose delle equivalenti a benzina o a gasolio, dall’altra, la minor spesa per il carburante e la minore manutenzione necessaria le rendono appetibili a chi ragiona sul medio e lungo periodo. Se a questo si aggiungono gli incentivi statali fino a 10.000 euro con la rottamazione di una vettura, l’acquisto di un modello 100% elettrico diventa sempre di più da tenere in considerazione.

Con la nuova tornata di incentivi arrivano anche agevolazioni dedicate a chi ha un reddito Isee inferiore ai 30.000 euro. Questi possono acquistare un’auto elettrica nuova, purché con un prezzo di listino non superiore a  30.000 euro più Iva (36.600 euro Iva inclusa), con il 40% di sconto. Giusto per fare un esempio, con questo particolare incentivo è possibile portarsi a casa la nuova Fiat 500e ad un prezzo di 15.690 euro, dai 26.150 euro di listino.

auto elettriche
auto elettriche

Ecco quali sono per noi le 5 migliori auto elettriche da comprare con gli incentivi 2021:

  1. Renault Zoe
  2. Fiat 500 elettrica
  3. Testa Model 3
  4. Nissan Leaf
  5. Peugeot 208

Renault Zoe – incentivi fino a 10.000 euro

La Renault Zoe è una delle vetture 100% elettriche più vendute in Italia dal suo lancio nel 2013. Giunta ormai alla sua terza generazione, la piccola citycar “green” della Casa francese ha saputo rinnovarsi negli anni, migliorando non solo a livello estetico ma anche dal punto di vista meccanico. Si presenta a listino in due varianti di potenza: R110 e R135 equipaggiate tutte e due con una batteria agli ioni di litio da 52 kWh. Quella che cambia è la potenza. La prima è equipaggiata con un motore da 108 CV mentre la seconda riesce ad avere una potenza di picco di 135 CV. La ricarica può essere effettuata in corrente continua fino a 50 kW che permette di ricaricare l’80% della batteria in soli 30 minuti.

Il prezzo della Renault Zoe è di 25.900 euro che possono scendere a 15.900 euro sfruttandogli incentivi.

renault zoe usate
renault zoe usate

Fiat 500 elettrica – incentivi fino a 10.000 euro

Appena presentata ma in vendita a partire da settembre, la Fiat 500 elettrica è la prima elettrica di nuova generazione di FCA. Un modello compatto e elegante che riuscirà a ritagliarsi uno spazio importante nel mercato non solo grazie all’importanza del nome ma anche per il progetto tecnico molto interessante. Tra le novità, ad esempio, c’è la possibilità di ricaricare la batteria agli ioni di litio da 42 kWh con potenza fino a 85 kW.

Al momento è stata svelata soltanto nelle edizioni di lancio “la Prima” sia con carrozzeria Cabrio sia berlina chiusa con prezzi rispettivamente di 37.900 e 34.900 euro. Considerando però gli incentivi 2021 in vigore sulle elettriche, però, soprattutto se si riesce contestualmente a rottamare un veicolo Euro 0, 1, 2 o 3, si può ottenere una riduzione di prezzo di ben 10.000 euro.

Tesla Model 3 – incentivi fino a 10.000 euro

La Tesla Model 3 è senza dubbio uno dei modelli elettrici più interessanti presenti sul mercato, sia per l’autonomia dichiarata di 544 km nella versione Long Range che per gli innovativi sistemi ADAS disponibili.

La vettura americana gode dell’Ecobonus 2020 auto, grazie ad un prezzo di acquisto di 49.480 euro che la fa rientrare per poco all’interno delle normative che regolano gli incentivi statali. Nonostante i 287 CV del motore elettrico posteriore nella versione Standard Range Plus RWD, la Tesla Model 3 ha diritto ad ottenere l’Ecobonus fino a 10.000 euro per l’assenza di emissioni di CO2.

toyota tesla usate
toyota tesla usate

Nissan Leaf – incentivi fino a 10.000 euro

La Nissan Leaf è una delle prime vetture 100% elettriche che ha fatto il debutto sul mercato italiano e che è giunta alla seconda generazione nel 2019. Ha look più curato e moderno e prestazioni migliorate.  Il motore elettrico ha una potenza di 150 CV e viene alimentato da una batteria agli ioni di litio da 40 kWh. L’autonomia dichiarata dalla Casa giapponese è di 385 km. Il prezzo di partenza della Nissan Leaf con l’allestimento entry level Business è di 37.000 euro a cui si possono sottrarre 10.000 euro in caso di rottamazione.

Peugeot 208 – incentivi fino a 10.000 euro

La Peugeot 208 rappresenta un vero e proprio punto di svolta per la Casa del Leone. La berlina francese, infatti, ha portato al debutto la piattaforma CMP sulla quale possono essere sviluppati modelli dotati di qualsiasi powertrain. La versione 100% elettrica, la e-208, è spinta da un motore da 136 CV alimentato da una batteria che garantisce 340 km di autonomia con una sola ricarica. Disponibile in 4 allestimenti, l’auto ha prezzi compresi tra i 33.600 e i 38.400 euro, ecobonus e rottamazioni esclusi.

Realizzate sulla stessa base sono anche la nuova Opel Corsa-e, sorella della Casa della Folgore, e la Peugeot e-2008, variante Suv della più compatta 208 che pur con la stessa base tecnica assicura spazio in più per passeggeri e bagagli.

 

Viaggi in auto ai tempi del Coronavirus: ecco come viaggiare in sicurezza

Viaggi in auto ai tempi del Coronavirus: ecco come viaggiare in sicurezza

Ci siamo, è arrivata finalmente l’estate e si può finalmente pensare all’ultimo sprint lavorativo prima di concedersi le meritate vacanze. Quest’anno, però, le ferie saranno decisamente diverse rispetto al passato.

L’epidemia di Coronavirus che ha flagellato il nostro Paese sin dall’inizio dell’anno ha stravolto le nostre abitudini ed anche la possibilità di trascorrere qualche giorno all’estero in totale relax sembra ormai un lontano ricordo.

Nonostante le difficoltà, però, gli italiani non hanno perso la voglia di concedersi qualche settimana di meritato riposo ed i viaggi in auto sembrano essere la prima scelta di chi vuole andare in ferie in questa estate particolare.

 

INDICE
Estate 2020 e viaggi in auto
Quante persone possono viaggiare in macchina?
Come affrontare un lungo viaggio in auto
Cosa fare prima di un viaggio in auto
Musica da viaggio in auto

L’obbligo, sempre di difficile rispetto, di mantenere le corrette distanze interpersonali ed i prezzi per i biglietti aerei a cifre esorbitanti hanno spinto buona parte degli italiani a preferire i viaggi in auto per raggiungere le mete dove trascorrere le meritate ferie.

E’ vero che prendere un aereo e raggiungere in breve tempo la località desiderata è una comodità che non può reggere confronto, ma in un periodo particolare come quello attuale, caratterizzato dalla pandemia da Coronavirus, è altrettanto vero che organizzare dei viaggi in auto, magari con delle soste in località meno note del nostro Paese, può rivelarsi un modo intrigante e forse sottovalutato di recarsi in vacanza.

Con l’inizio della Fase 3 sono cadute le ultime restrizioni che vietavano alla popolazione gli spostamenti fuori regione per motivi che non fossero di lavoro, salute o necessità e si è così dato il via libera al turismo di prossimità, vero e proprio must di questa estate 2020.

Uno dei fattori positivi dei viaggi in auto è senza dubbio quello di evitare il rischio di venire a contatto con persone sconosciute, tuttavia è sempre bene ricordare che anche negli spostamenti in macchina devono essere seguite delle regole ben precise per ridurre le possibilità di diffusione del Coronavirus.

Se i soggetti che affrontano i viaggi in auto sono tutti conviventi non vi sarà alcun limite da rispettare e questi potranno sedersi anche a fianco l’un l’altro, mentre se in auto vi saranno soggetti non conviventi, come ad esempio gli amici, questi saranno costretti ad accomodarsi sul divanetto posteriore lasciando libero il posto centrale, così da rispettare la distanza di un metro, e dovranno indossare la mascherina obbligatoriamente.

Qualora abbiate la fortuna di possedere una vettura a 7 posti potrete ovviamente trasportare più soggetti non conviventi rispettando sempre le corrette distanze interpersonali.

Abbiamo detto che il turismo di prossimità sarà la scelta preferita dalla maggior parte degli italiani per questa estate, ma saranno molti anche coloro che decideranno di affrontare lunghi viaggi in auto per raggiungere le mete desiderate.

Prima di mettersi al volante e stare alla guida per ore ed ore è bene seguire alcuni accorgimenti. In primo luogo è sempre bene controllare l’itinerario da percorrere così da avere conoscenza delle aree di sosta dove effettuare una pausa.

Probabilmente sarà difficile entrare in un Autogrill per prendere un caffè o mangiare qualcosa dato che il rischio di assembramenti potrà essere elevato. Per questa ragione è opportuno portare con voi bibite e snack da consumare durante le soste così da rendere più piacevoli i viaggi in auto.

Se non avete dei portabevande refrigerati portate con voi anche delle borse termiche dove tenere al fresco dell’acqua. Le temperature elevate del periodo estivo comportano una elevata disidratazione e per questa ragione è sempre bere ad intervalli regolari così da essere sempre efficienti.

Prima di mettersi in macchina per affrontare i viaggi in auto programmati è sempre una buona regola quella di effettuare dei controlli preventivi così da evitare spiacevoli sorprese.

Si può scegliere la strada del fai da te per controllare i vari livelli dei liquidi e la pressione delle gomme, ma il nostro consiglio è quello di recarsi presso un’autofficina di fiducia e procedere ad un controllo approfondito anche delle componenti meccaniche così da avere la certezza di guidare una vettura in perfetta efficienza.

Non dimenticate poi di sanificare l’abitacolo della vostra vettura. Al fine di ridurre al minimo il rischio di contagio è bene recarsi presso un autolavaggio che provvederà non solo a rendere splendente la carrozzeria, ma anche a igienizzare tutte le superfici interne con le quali si viene spesso a contatto.

Una volta compiute tutte queste operazioni è giunto il momento di partire, ma non sottovalutate mai che una ottima colonna sonora aiuta ad alleggerire il peso di lunghi viaggi in auto.

Fortunatamente la tecnologia è arrivata in soccorso degli automobilisti e grazie ad app di streaming musicale, come Spotify, è possibile avere a disposizione una libreria infinita di brani che potranno soddisfare ogni gusto.

Se la vostra vettura ha qualche anno e non è dotata di sistema di infotainment potrete caricare le vostre playlist preferite su una chiavetta o collegare il vostro smartphone all’autoradio così da poter affrontare i viaggi in auto con la vostra musica preferita.

Italia on the road: sei gite fuori porta da non perdere

Italia on the road: sei gite fuori porta da non perdere 12

L’estate è ufficialmente iniziata ed è tempo di iniziare a pensare alle vacanze. Per gli italiani, quest’anno l’estate sarà all’insegna dei viaggi on the road alla scoperta delle bellezze del nostro Paese: montagna, mare, laghi, colline e borghi medievali, ogni regione offre paesaggi e attrazioni uniche, e ovviamente una cultura enogastronomica da scoprire e gustare.

Per ammirare tutta questa bellezza non sono per forza necessarie lunghe percorrenze e molti giorni di ferie a disposizione: oggi ti mostriamo sei itinerari on the road da fare in giornata, intorno a sei importanti città del nostro Paese. Fai il pieno alla tua auto e preparati a viaggiare!

INDICE
Tour tra le montagne piemontesi
Borghi medioevali a due passi da Milano
 In giro per i colli bolognesi
 I castelli romani
 Napoli: in viaggio verso il mare
 On the road da Bari

Il primo itinerario on the road che abbiamo studiato si snoda intorno a Torino: 202 chilometri che ti porteranno a scoprire una cittadina dichiarata patrimonio Unesco, il comune più alto d’Italia e infine uno dei laghi più suggestivi ospitati dalla Val di Susa.

Italia on the road: sei gite fuori porta da non perdere 9

La prima tappa dell’itinerario è Ivrea, cittadina industriale profondamente influenzata dalla presenza di una delle più note aziende italiane, la Olivetti: da sempre all’avanguardia, Ivrea e la sua peculiare storia sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Ma cosa vedere una volta arrivati in questa cittadina dinamica ed elegante? Senza dubbio il Laboratorio-Museo Tecnologic@mente, dove scoprire il genio Olivetti, ma anche il MaAM, il Museo a Cielo Aperto dell’Architettura Moderna, simbolo dell’avanguardia che da sempre caratterizza Ivrea.

Partiti da Ivrea, ci si dirige verso Stupinigi, un borgo medievale caratterizzato da un castello, antiche case e botteghe che ti trasporteranno indietro nel tempo. Da non perdere la visita alla Palazzina di caccia, simbolo dell’intensa attività venatoria che si praticava in queste zone. Arriviamo poi a Sestriere, che con i suoi 2035 metri sopra al livello del mare è il comune più alto d’Italia, nato per la volontà del fondatore della Fiat Giovanni Agnelli, che voleva creare un luogo per lo sci che fosse accessibile a tutti. La storia di Sestiere si intreccia infatti con quella dello sci moderno: è qui che Alberto Tomba conquistò le sue cinque vittorie, come il primo slalom notturno in Coppa del Mondo vinto nel 1994.

Arriviamo infine in Val di Susa, un luogo splendido e pieno di bellezze naturali, tra le quali spicca, passando il confine, senza dubbio il Lago Gignoux, anche noto come il Lago dei 7 colori, per le tonalità cangianti delle sue acque, che vanno dal blu intenso al verde chiaro. Il lago si trova a 2.393 metri e a 100 metri oltre il confine con la Francia, e può essere raggiunto con diversi percorsi di trekking.

Prima di tornare verso Torino, non dimenticare di assaggiare i piatti tipici della zona: ad esempio, ad Ivrea puoi trovare il bollito misto, specialità culinaria tipica della regione, servito con il bagnet verd. A Sestiere invece si trova la tipica minestra di castagne e latte, ma anche l’imperdibile risotto al barolo.

Un piccolo consiglio per chi guida: ad Ivrea c’è la ZTL, e in molti segnalano molta attenzione all’autovelox all’uscita per Stupinigi.

Se hai più tempo a disposizione, puoi approfittare per visitare i numerosi parchi naturali che costeggiano l’itinerario, come La Mandria, il Parco Naturale di Stupinigi, l’Orsiera Rocciavrè e il Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand.

Italia on the road: sei gite fuori porta da non perdere 10

Partiamo da Milano per esplorare borghi medioevali e monasteri, alcuni ospitati dalla cornice suggestiva del lago Maggiore.

Italia on the road: sei gite fuori porta da non perdere 15

Il primo borgo che incontriamo è Vigevano, tra le cittadine più belle d’Italia, il cui cuore pulsante è piazza Ducale, elegante e armoniosa, costruita per volontà del signore di Milano Ludovico il Moro, che si trasferì qui con tutta la corte. La piazza è infatti anticamera dell’imponente Castello visconteo-sforzesco, tra i più grandi e suggestivi d’Europa.

Lasciata Vigevano, abbandoniamo per un attimo la Lombardia per entrare nel vicino Piemonte e visitare il centro storico di Novara con il Duomo, il Palazzo Tornielli Bellini, il biscottificio Camporelli, famoso per i biscotti che vengono definiti gli antenati dei savoiardi. Non può infine mancare una visita alla Basilica di san Gaudenzio, la cui maestosa cupola dell’Antonelli è diventata simbolo della città. Sia a Novara sia a Vigevano occhio alla ZTL!

Novara è una meta imperdibile anche per la sua cucina: da provare il piatto tipico della città, la Paniscia, un piatto povero a base di riso di cui ogni famiglia ha la sua ricetta. Un altro classico della cucina novarese è il risotto al gorgonzola, ma anche le rane fritte. Dopo un pranzo a base di prodotti tipici, puoi spostarti sulle rive del lago Maggiore e in particolare a Rocca di Angera, uno dei pochi edifici fortificati medioevali integralmente conservato. Circondata dalle Prealpi lombarde, la Rocca ospita anche un interessante “Museo della bambola e del giocattolo”.

L’ultima tappa dell’itinerario lombardo è l’Eremo di Santa Caterina del Sasso, un suggestivo monastero a strapiombo sul lago Maggiore. Puoi raggiungere l’eremo, che sembra incastonato nella montagna che lo ospita, sia via terra, con una scalinata di 268 gradini, che via lago.

Anche in questo caso, se hai più tempo a disposizione puoi visitare il Parco del Ticino e i diversi parchi che si sviluppano intorno al Lago Maggiore.

Italia on the road: sei gite fuori porta da non perdere 3

Cesare Cremonini non sbaglia: andare in giro per i colli bolognesi è un’esperienza davvero incredibile, perché i dintorni di Bologna offrono davvero paesaggi mozzafiato. Ecco quindi un itinerario on the road di un giorno nei dintorni di Bologna, alla scoperta di borghi medievali e tradizioni culinarie.

Italia on the road: sei gite fuori porta da non perdere 2

La prima tappa del tour è Brisighella, un borgo medievale circondato da tre pinnacoli rocciosi, ognuno sormontato da una rocca posta a protezione della cittadina. Una di questa è la Rocca Manfrediana, che a giugno si trasforma in un vero e proprio castello incantato grazie alle rievocazioni storiche che vi hanno luogo. Se invece preferisci la natura alla storia, puoi organizzare un’escursione nel Parco regionale della vena del Gesso, che nasconde anche molte grotte visitabili.

Lasciata Brisighella, arriviamo a Dozza, una cittadina che è una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto, grazie agli oltre 100 dipinti realizzati su case e botteghe. I dipinti sono realizzati durante la Biennale del Muro Dipinto, che dagli anni ‘60 ha trasformato i muri di questa cittadina in opere d’arte: l’evento si svolge negli anni pari i primi giorni di settembre. Da non perdere, per gli amanti del vino, anche la sede dell’Enoteca nazionale, dove è possibile gustare un calice proveniente dai vigneti circostanti prima di ripartire.

Proseguiamo quindi per Malacappa, un paesino molto suggestivo che nasce sulle sponde del fiume Reno. Visitare Malacappa vuol dire immergersi nella quiete e nella natura: questa borgata di appena 100 abitanti è circondata infatti da piccole oasi naturali con fauna selvatica e flora spontanea. Un piccolo consiglio: meglio mantenere un’andatura prudente sulla SS 9 e sulla Strada Provinciale 27.

Concludiamo il tour on the road tra i colli Bolognesi a Monteveglio Antica, tra le più importanti roccaforti della zona. Posizionata sulla cima di un colle, il borgo è dominato dalla torre castellana e dall’imponente Abbazia di Santa Maria. Una volta visitate le attrazioni, tocca alle osterie tipiche: non perdere una degustazione del tartufo bianco dei colli bolognesi e dello gnocco fritto, che, insieme a tortellini e lasagne, è una delle specialità di questa zona.

Italia on the road: sei gite fuori porta da non perdere 1

Roma offre indubbiamente tantissimo da vedere: dai monumenti di epoca romana a quelli più recenti, non basta una vita per poter conoscere a fondo questa città millenaria. Tuttavia anche i dintorni della capitale nascondono tesori da esplorare, come quelli da scoprire nel tour dei Castelli romani, una serie di borghi arroccati sui Colli Albani e circondati da un parco regionale di circa 10.000 ettari.

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Il primo castello romano che si incontra partendo da Roma è Frascati, la città delle ville. In questa cittadina infatti la nobiltà romana era solita trascorrere il periodo estivo, grazie ad un clima più fresco e piacevole: potrai quindi visitare la Villa e le Scuderie Aldobrandini, Villa Tuscolana e Villa Sciarra. Attenzione agli autovelox mobili sulla Via Tuscolana, possibile ZTL nei centri storici.

Proseguendo troviamo Grottaferrata, anch’essa caratterizzata da ville nobiliari. Da non perdere l’abbazia di Santa Maria da Grottaferrata, di origini medioevali ma poi ricostruita in stile barocco, e il Borghetto, un castello proprio fuori dal centro storico eretto intorno al X secolo.

Come anticipato, i castelli romani sono circondati da un parco regionale che ospita al suo interno ben due laghi, il lago di Albano, anche detto di Castel Gandolfo, e il lago di Nemi. Entrambi i due bacini d’acqua offrono molte possibilità per passeggiate ed escursioni più o meno impegnative, ma tutte a stretto contatto con la natura.

Infine, i Castelli romani sono noti e apprezzati, soprattutto dagli abitanti della capitale, per la loro cultura enogastronomica. Sono infatti numerosi i prodotti tipici da assaggiare in queste zone: dal vino locale, noto come “Romanella”, alle fragoline di Nemi, fino a salumi e formaggi, tra cui la famosa porchetta di Ariccia. Tutti piatti che è possibile gustare nelle fraschette, tipiche osterie dei Castelli romani caratterizzati da un servizio informale e cucina tradizionale.Italia on the road: sei gite fuori porta da non perdere 7

Il tour on the road che sfiora Napoli non può che portarci verso il mare e le meraviglie della costiera amalfitana, senza però dimenticare luoghi di enorme importanza storica come Pompei ed Ercolano.

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Impossibile arrivare a Caserta senza visitare la sua Reggia, imperdibile nel suo splendore. La cittadina si identifica totalmente nella Reggia, che non ha nulla da invidiare alle dimore reali europee di Versailles o Vienna. Tuttavia, Caserta offre anche altro: a pochi minuti d’auto dalla Reggia si trova il borgo medioevale di Casertavecchiae il Belvedere di San Leucio, città voluta dai Borbone che per molto tempo è stata un punto di riferimento per architetti, urbanisti e sociologi.

Dopo questo tuffo nella storia borbonica di questo territorio, puoi immergerti ancora di più nel passato con una visita a Pompei ed Ercolano. Pompei è l’unico posto al mondo in cui è possibile rivivere la quotidianità dell’antica Roma: in questa cittadina, sepolta dall’eruzione del Vesuvio più di duemila anni fa, il tempo sembra essersi davvero fermato.

Occhio al pedaggio: costa 3,60 €, spesso ci sono ZTL estive sulla costiera amalfitana; attenzione a divieti e limiti di velocità, come sempre.

Infine, immergiti nella natura della costiera amalfitana, una delle strade più panoramiche al mondo, caratterizzata da un lungo susseguirsi di piccole cittadine: Sorrento, Positano, Amalfi sono perle imperdibili grazie ai loro scorci da cartolina e un mare limpido e turchese. Questa zona offre davvero tantissimo: angoli tranquilli e movida notturna, spiagge dove rilassarsi e sentieri di trekking. Un esempio è la Riserva Naturale della Valle delle Ferriere, sito Unesco e di interesse comunitario.

Per quanto riguarda il capitolo cibo, poi, c’è davvero l’imbarazzo della scelta: il pesce fresco la fa sicuramente da padrone, ma bisogna assaggiare anche altre ricette tipiche, come gli scialatielli all’amalfitana, le alici di Cetara e i meravigliosi limoni locali.

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Grotte marine, città d’arte, spiagge mozzafiato: ecco cosa offre un tour on the road che ruota intorno a Bari, in Puglia.

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La prima tappa dell’itinerario pugliese è Terlizzi, nota anche come “città dei fiori” per forte vocazione alla floricultura dei suoi abitanti. Se ci si vuole tornare dopo l’estate, una data da segnare sul calendario di certo è il primo martedì di marzo, quando si festeggia la Madonna di Costantinopoli insieme alla sagra delle nocelle, ossia della frutta secca.

Ci spostiamo poi a Triggiano, un piccolo borgo dominato dalla Chiesa di Santa Maria Veterana. La particolarità di questa chiesa è un suggestivo percorso sotterraneo, in cui si mescolano i resti di epoche differenti, specchio delle evoluzioni di cui è stato oggetto l’edificio.

Arriviamo poi a Rutiglianocittà d’arte simbolo della Puglia grazie al suo patrimonio architettonico e museale. Tra il Cinquecento e l’Ottocento questo borgo ha visto nascere oltre 400 palazzi nobiliari, tra i quali possiamo citare il Palazzo De Franceschis, il Palazzo Moccia dell’Erba, Casa De Leone e Palazzo Antonelli. Questi edifici eleganti fanno da contraltare alle più rustiche masserie, simbolo delle campagne pugliesi, come la Masseria fortificata Panicelli.

Dopo questa immersione nell’arte e nella storia ci dirigiamo a Polignano a Mare, una tappa imperdibile per gli amanti del mare, grazie a spiagge incantevoli come Lama Monachile e Lido Cala Paura, e suggestive grotte marine.

Anche in questo caso la gita fuori porta prevede un pedaggio di 1,80 €, con frequenti autovelox sulle strade statali costiere (come la SS 16).

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Ultima tappa di questo on the road pugliese è Acquaviva delle Fonti, famosa per la sua festa della Cipolla Rossa, il prodotto che più caratterizza questo borgo. E a proposito di cibo, in questo itinerario sarà d’obbligo assaggiare i piatti tipici pugliesi, come il “polpo in acqua sua” (cotto nella sua acqua) e le orecchiette.

Con un po’ più di tempo a disposizione, è possibile visitare anche alcune delle numerose riserve naturali vicino Bari, come il Parco Alta Murgia, il Parco Lama Balice e l’area naturalistica Capotenda Gravina.

In Italia e in auto: ecco le vacanze estive 2020 secondo gli italiani

In Italia e in auto: ecco le vacanze estive 2020 secondo gli italiani

Come sarà l’estate degli italiani dopo i mesi passati in casa a causa dell’emergenza Coronavirus? Il Covid-19 ha modificato le scelte e le preferenze degli italiani in fatto di viaggi estivi?

Sono alcune delle domande alle quali noi di automobile.it abbiamo cercato di rispondere attraverso il sondaggio “Le abitudini degli automobilisti in viaggio”, nel quale abbiamo chiesto ad un campione di quasi 600 persone quali fossero i loro programmi per l’estate 2020.

Rispetto a quanto emerso lo scorso anno, non ci sono dubbi: questa estate sarà alla scoperta delle meraviglie del nostro Paese. Ben l’88% degli intervistati, infatti, ha dichiarato che trascorrerà le vacanze estive in Italia: se lo scorso anno tra le mete più ambite c’era la Route 66 americana, quest’anno la meta più ambita per il coast to coast è la splendida Sardegna.

Se il viaggio on the road ha sempre fatto breccia nel cuore degli italiani, l’estate 2020 sarà ufficialmente l’estate dei viaggi in auto: ben il 77,2% degli intervistati ha dichiarato che sceglierà l’auto come mezzo di trasporto, contro il 57,3% dello scorso anno. Tra le ragioni di questa scelta, però, non ci sarebbe il timore del Covid-19: il 62,8% del campione ha infatti dichiarato di non essere stato influenzato da ragioni legate all’emergenza sanitaria.

Uno degli effetti più importanti causati dal Covid-19 potrebbe invece essere un certo ritardo nella programmazione delle vacanze: il 68,3% dichiara di essere ancora indeciso, contro il 53,6% dello scorso anno.

Ma come viaggeranno gli automobilisti quest’anno? Dove andranno? E con chi passeranno le loro vacanze? Scopriamolo subito!

Al mare, in auto e con la famiglia: ecco l’identikit degli italiani in vacanza

Se molti degli intervistati non hanno ancora programmato le vacanze estive, tra i più previdenti non ci sono dubbi: il 59,2% sceglie le vacanze al mare, mentre solo il 22,8% preferisce la montagna.
Il 51,6% andrà in vacanza con la propria famiglia, mentre il 17,4% preferirà una vacanza di coppia e l’11,4% invece viaggerà in solitaria.
Come anticipato, il mezzo preferito per spostarsi è senza dubbio l’automobile e il 52,4% degli intervistati ha dichiarato che la utilizzerà anche per più giorni consecutivi.
La maggior parte, poi, si regalerà una vacanza di più di due settimane (38,6%).

Abitudini e preferenze in auto

Gli italiani in viaggio amano guidare: la maggior parte (34,1%) partirà con un compagno di viaggio, ma preferirà non cedere mai il posto al volante (ben il 78%). Indispensabili quindi le soste, che per il 29,1% saranno orientativamente ogni due ore di viaggio, anche se il 23,8% degli automobilisti sta pensando di non fermarsi mai fino a destinazione.
Rispetto allo scorso anno, gli automobilisti in partenza saranno meno mattinieri: il 49,9% sta programmando di partire in mattinata, ma non prima dell’alba, contro il 58,9% dell’anno precedente.
Infine, la musica è una compagna di viaggio irrinunciabile per tutti: il 90,2% degli intervistati ascolta musica al volante, con una netta preferenza per il rap (43,5%).

Organizzazione della vacanza e budget

Solo il 24,5% degli automobilisti intervistati si è affidato ad un portale online per organizzare il viaggio: di questi, il 15,9% lo ha fatto per affittare un’auto, mentre ben il 70,5% per trovare un alloggio.
A tal proposito, il 23,4% ha scelto di alloggiare in hotel o B&b, mentre il 33,7% alloggerà in case di proprietà.
Il 25% degli intervistati ipotizza di spendere tra i 500 e i 1000 euro totali, mentre il 21,7% avrà un budget tra i 1.000 e 1.5000 euro. Di questo budget, il 44,5% prevede di spendere tra i 50 e i 150 per il rifornimento di benzina, diesel o gas.

Viaggi on the road sempre più amati

Quello tra i viaggi on the road e gli italiani è un amore destinato a crescere: il 65,5% degli intervistati ha detto di essere attratto di questo tipo di viaggio caratterizzato da estrema libertà. E in particolare, sono sempre più amati i viaggi lunghi, da oltre 2000 km: il 34,6% degli intervistati ha dichiarato di averli percorsi nel viaggio on the road più lungo mai fatto.
Anche in questo caso il mezzo di trasporto preferito è l’auto: il 38,7% del campione ha infatti dichiarato di non essere interessato a viaggi in camper o roulotte.

Itinerari on the road: la top 5 del 2020

Accantonati per il momento i viaggi oltreoceano, quest’anno gli itinerari italiani dominano la classifica dei viaggi on the road più amati.
In testa alla classifica ci sono le nostre isole maggiori: Sardegna e Sicilia Coast to Coast sono tra le mete più sognate per l’estate 2020. Seguono poi le Dolomiti, le Cinque Terre e le Colline Senesi.

1. Sardegna Coast to Coast

1.897 chilometri di costa e centinaia di spiagge: il tour coast to coast della Sardegna è indimenticabile. Gli itinerari sono diversi, ognuno con le sue bellezze e particolarità: ad esempio puoi partire da Cagliari per raggiungere Oristano, toccando località come Pula, la baia di Chia e Porto Pino. Partendo invece da Oristano, puoi arrivare ad Olbia passando per Alghero, Stintino e Santa Teresa di Gallura. O ancora, puoi partire da Olbia e arrivare a Villasimius, passando per San Teodoro, Arbatax e Cala Gonone.

2. Sicilia Coast to Coast

La Sicilia è una terra incredibile che offre spiagge meravigliose, città piene di arte e una cultura enogastronomica invidiabile. Un possibile itinerario coast to coast dell’isola permette di percorrerla da est ad ovest attraverso la strada statale 120, chiamata anche “dell’Etna e delle Madonie”: 215 km punteggiati da boschi, borghi e paesaggi mozzafiato.

3. Dolomiti

Per chi ama la montagna e i paesaggi naturali, gli itinerari on the road nelle Dolomiti sono imperdibili. Partendo da Belluno, la capitale delle Dolomiti, si arriva a San Martino di Castrozza, Predazzo e lo stupendo lago di Carezza, Bolzano, i paesaggi da fiaba della Val di Funes, l’elegante Cortina e molto altro. Ad ogni tappa ti aspettano incredibili percorsi di trekking tra paesaggi mozzafiato.

4 – Cinque Terre

Le Cinque Terre, patrimonio mondiale dell’umanità Unesco, sono tre borghi medievali e due frazioni a ridosso del mare caratterizzati da architetture bellissime: Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore. Spostarsi in auto tra un paesino e l’altro è il modo migliore per ammirare le bellezze naturalistiche di questo territorio.

5 – Colline Senesi

Quella delle Colline Senesi è senza dubbio la Route 66 italiana, caratterizzata da borghi e paesaggi magnifici. Lungo la strada da Creta ad Asciano si possono infatti ammirare paesaggi che spesso vengono definiti “lunari”, per via dei piccoli rilievi grigiastri di creta che caratterizzano questo territorio.

AutomotiveLab, un convegno per rilanciare l’auto

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L’Italia dell’auto e dei motori si sta faticosamente buttando alle spalle i difficili mesi di lockdown. Marzo e aprile, a causa della chiusura di stabilimenti produttivi e concessionarie, hanno fatto registrare numeri da profondo rosso con le immatricolazioni che sono scese rispettivamente dell’85 e del 98%.

Ma come ripartire? Noi di automobile.it ce lo chiediamo in un convegno virtuale aperto al pubblico, chiamato AutomotiveLab, che vedrà la partecipazione di Davide Archetti, General Manager di automobile.it. L’iniziativa, che si terrà il 18 giugno, è stata organizzata dalla rivista Auto in collaborazione con Corriere dello Sport – Stadio, Tuttosport e automobile.it e si pone l’obiettivo di esplorare criticità ed opportunità del rilancio del settore.

Iscriviti gratuitamente e partecipa all’evento, troverai numerose stanze per approfondire le tematiche, ascoltare dibattiti, partecipare a workshop.

Alla giornata interverranno numerosi addetti ai lavori. Oltre al già citato Davide Archetti, anche responsabili di associazioni di categoria, manager dell’automotive, rappresentanti delle istituzioni, docenti universitari e illustri esponenti del mondo della finanza e dell’economia.

Temi concreti e interazione con il pubblico

Tra conferenze e workshop tematici si affronteranno questioni concrete, dal futuro dei concessionari alla necessità di apportare modifiche alla viabilità urbana, dalla diffusione delle infrastrutture a sostegno della mobilità elettrica ai vantaggi offerti dalle nuove tecnologie. Al convegno, i cui dettagli su date e modalità di accesso saranno resi noti a breve, il pubblico potrà avere anche un ruolo attivo. Una serie di moderatori, infatti, selezionerà le domande poste dall’audience e le sottoporrà agli esperti.

Le proposte dell’Unrae

Quello dell’automotive è un comparto trainante per l’economia italiana. Tra produttori, filiera e indotto, si calcola che valga tra il 9 e il 10% del Pil: per questo motivo sostenere il settore significa dare vero slancio alla ripresa post-Coronavirus. Le proposte non mancano. L’Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Veicoli esteri) chiede che si intervenga su tre fronti, aumentando il fondo previsto per l’Ecobonus e allargando le agevolazioni anche ad una terza fascia di veicoli con emissioni di CO2 comprese tra i 61 e il 95 g/km, allineando il peso fiscale sulle auto aziendali a quello di altri paesi europei e eliminando per tutto il 2020 l’ecomalus.

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L’ACI chiede incentivi alla rottamazione

All’Unrae fa eco l’Automobile Club d’Italia, che in linea con quanto sostenuto all’associazione dei costruttori stranieri ritiene che un incentivo alla rottamazione di vetture e veicoli commerciali con immatricolazione Euro 0, 1, 2 e 3 permetta di accelerare il rinnovamento del parco circolante con un duplice beneficio, economico e ambientale. Senza dimenticare che le auto nuove sono anche più sicure e che una misura di questo tipo porterebbe benefici anche a livello sociale, con meno sinistri e conseguenze meno gravi in caso di incidente.

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Le Case concordano

A sostegno di Aci e Unrae arrivano anche i manager delle Case, che vedono nella serie di misure richieste l’unica via di uscita da una crisi che bisogna mettersi alle spalle al più presto. Numerose sono le voci che sperano che con il Decreto Rilancio e iniziative successive il governo ponga maggiore interesse al comparto nel suo complesso. Non resta che partecipare ad AutomotiveLab per scoprire tutti i dettagli.