Incentivi auto: i cinque migliori modelli mild-hybrid da comprare

Fiat, ora 500 e Panda sono anche Hybrid 6

Tra le fasce di mercato prese in considerazione degli incentivi auto 2022, quella più ampia è indubbiamente quella che comprende i modelli con emissioni di CO2 comprese tra 61 e 135 g/km. In questa fascia bonus rientrano modelli non necessariamente elettrificati, anche se, a farla da padrona, sono inevitabilmente i modelli mild-hybrid. A queste vetture è riservato un incentivo pari a 2.000 euro, ma solo a fronte della rottamazione di un modello usato e con un limite di spesa fissato a 35.000 euro + Iva.

La nostra Top Five

Dunque, come dicevamo, i modelli che è più facile trovare in questa fascia di emissione sono quelli alimentati da powertrain mild-hybrid. Si tratta di vetture non in grado di muoversi in maniera completamente elettrica, ma che sfruttano la presenza di una piccola batteria collegata ad un generatore-starter, capace di far funzionare il sistema start e stop e di aiutare il motore endotermico nelle fasi di maggiore richiesta di potenza.

Abbiamo quindi stilato una lista dei cinque modelli mild-hybrid più efficienti oggi sul mercato e che è possibile acquistare sfruttando i 2.000 euro di bonus messi a disposizione dal governo con gli ecoincentivi 2022.

Fiat 500: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1

Fiat 500 Hybrid

Tra i modelli più efficienti ce n’è uno di “casa nostra”. Si tratta della Fiat 500 Hybrid. In abbinamento al powertrain mild-hybrid la piccola di Torino è in grado di assicurare consumi molto contenuti, riuscendo a sfruttare al massimo le potenzialità del sistema ibrido, unite ad un peso molto contenuto della vettura, che supera di poco i 1.000 kg. Il sistema ibrido è costituito da un motore 1.0 a tre cilindri unico ad un generatore-starter, per una potenza totale di 70 CV.

  • Motore: 1.0 tre cilindri benzina da 70 CV
  • Consumo: 4,6 l/100 km
  • Prezzo con incentivi: 15.000 euro

BMW Serie 3: prezzo, dimensioni e caratteristiche 29

BMW 318d

Anche se non si tratta di una delle auto più economiche sul mercato, la BMW 318d rientra nella top five delle vetture mild-hybrid più interessanti da acquistare con gli incentivi grazie al suo powertrain molto efficiente. Il motore Diesel di due litri da 150 CV è abbinato ad un modulo a 48 Volt ed è capace di percorrenze davvero da record, accontentandosi di appena 4,4 litri di carburante per percorrere 100 km. Il tutto nonostante un peso che sulla bilancia sfiora i 1.500 kg.

  • Motore: 2.0 quattro cilindri Diesel da 150 CV
  • Consumo: 4,4 l/100 km
  • Prezzo con incentivi: 41.800 euro

Suzuki Swift: esterni

Suzuki Swift

Da diversi anni ormai Suzuki ha puntato sull’ibrido, elettrificando la sua intera gamma. La capostipite di questa svolta green del costruttore di Hamamatsu è stata la Swift, che anche a diversi anni dal lancio continua ad essere una delle mild più efficienti sul mercato. Il suo 1.2 benzina abbinato ad una piccola batteria e ad un generatore-starter, assicura percorrenze medie al di sotto dei 5 l/100 km, anche grazie ad un peso che si ferma ad appena 970 kg. Il tutto, inoltre, unito ad un rapporto qualità-prezzo-contenuti.

  • Motore: 1.2 quattro cilindri benzina da 83 CV
  • Consumo: 4,7 l/100 km
  • Prezzo con incentivi: 17.050 euro

Kia Sportage: prezzo, dimensioni e caratteristiche 20

Kia Spotage

La nuova generazione della Kia Sportage stacca fortemente con il passato non soltanto dal punto di vista stilistico ma anche in termini di powertrain. Tutti i motori sono ora elettrificati e tra i mild-hybrid disponibili spicca il 1.6 alimentato a gasolio, che nonostante i quasi 1.600 kg della vettura coreana, permette di consumare in media meno di 5 l/100 km. Tanta poi la tecnologia a bordo e anche il livello di qualità percepita è cresciuto molto rispetto alla precedente generazione.

  • Motore: 1.6 quattro cilindri diesel da 136 CV
  • Consumo: 4,8 l/100 km
  • Prezzo con incentivi: 29.950 euro

Hyundai Kona: prezzo, dimensioni e caratteristiche 26

Hyundai Kona

La Kona è il Suv compatto di casa Hyundai condivide il powertrain con la cugina Sportage. Si tratta del 1.6 Diesel da 136 CV che qui, però, è chiamato a spingere una vettura ben più leggera, che ferma l’ago della bilancia a 1.415 kg. Un vantaggio in termini di peso che si traduce in un consumo medio leggermente migliore, pari a 4,7 l/100 km. Interessante poi la possibilità di scegliere il cambio Manuele iMT con frizione a controllo elettronico, che rende la guida più fluida e comoda.

  • Motore: 1.6 quattro cilindri diesel da 136 CV
  • Consumo: 4,7 l/100 km
  • Prezzo con incentivi: 23.400 euro

Incentivi auto: i cinque migliori modelli full-hybrid da comprare

Toyota Prius

Con la nuova tornata di incentivi, la fascia di mercato che più agevolmente rientra nei bonus messi a punto dal governo è quella dei modelli full-hybrid. Questi infatti, anche per via di un prezzo di listino più basso, riescono a rientrare nel piano di incentivi più agevolmente rispetto a quanto non facciano molti modelli elettrici.

Gli incentivi, in questo caso, vengono assegnati a vetture con un livello di emissioni di CO2 che rientra nella fascia 21-60 g/km, per un tetto di spesa massimo di 45.000 euro + Iva. Se si rispettano questi parametri si può accedere ad un bonus di 2.000 euro, che salgono a 4.000 euro in caso di rottamazione.

La nostra Top Five

Abbiamo quindi selezionato i 5 modelli full-hybrid più efficienti che rientrano nella fascia dei bonus di 21-60 g/km di CO2, scelti tenendo in considerazione soprattutto i loto consumi. Per dovere di cronaca, in questa fascia di emissioni rientrano anche modelli mild-hybrid, ma abbiamo voluto concentrarci in questo caso unicamente sui modelli full.

Giusto per rinfrescarvi la memoria, le vetture full-hybrid sono quelle in grado di muoversi per qualche chilometro in modalità completamente elettrica, ma senza aver bisogno di essere collegate ad una fonte di energia esterna per caricare la batteria, che recupera energia unicamente nelle fasi di decelerazione e frenata.

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Toyota Prius 2020

Toyota Prius

La regina della nostra top-five non poteva che essere lei, la Toyota Prius. Vera e propria capostipite di questa tipologia di vetture, con la prima generazione che ha fatto il suo debutto nell’ormai lontano 1995, la Prius assicura percorrenze medie davvero molto contenute e per i più esigenti c’è anche la variante i-AWD a trazione integrale che può contare sulla presenza di due motori elettrici.

  • Motore: 1.8 quattro cilindri benzina da 122 CV
  • Consumo: 4,2 l/100 km
  • Prezzo con incentivi: 28.400 euro

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Nuova Renault Clio 2020: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

Renault Clio

Quello della Renault Clio è uno dei powertrain full-hybrid più interessanti degli ultimi anni. È costituito da un motore benzina di 1,6 litri abbinato ad un cambio privo di frizione e sincronizzatori, sostituiti da un modulo elettrico. Il tutto, unito ad un peso di poco superiore ai 1.300 kg, permette di contenere i consumi a poco più di 4 l/100 km.

  • Motore: 1.6 quattro cilindri benzina da 143 CV
  • Consumo: 4,3 l/100 km
  • Prezzo con incentivi: 19.600 euro

Suzuki Swace: prezzo, dimensioni, caratteristiche 22

Suzuki Swace

Tra tanti modelli mild-hybrid, la Suzuki Swace spicca per il suo powertrain full-hybrid messo a punto in collaborazione con Toyota. Questo, di fatto, è lo stesso in uso sulla Corolla ed è in grado di assicurare ottime medie, il tutto a fronte di prestazioni brillanti. Tanto poi lo spazio a bordo e molto ricca la suite di Adas offerta di serie.

  • Motore: 1.8 quattro cilindri benzina da 122 CV
  • Consumo: 4,5 l/100 km
  • Prezzo con incentivi: 27.500 euro

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Honda Jazz

Honda Jazz

Anche la piccola Honda Jazz viene oggi offerta in abbinamento a sole motorizzazioni elettrificate. La full-hybrid, insieme al sistema messo a punto da Renault, rappresenta uno dei moduli ibridi più interessanti sul mercato. Di fatto, il motore a benzina funge da generatore, per fare i un modo che la trazione venga sempre garantita dal motore elettrico ad eccezione degli spostamenti a velocità elevate, quanto interviene direttamente sulla trasmissione per contribuire alla spinta.

  • Motore: 1.5 quattro cilindri benzina da 109 CV
  • Consumo: 4,5/100 km
  • Prezzo con incentivi: 20.900 euro

Toyota Corolla Hybrid: prezzo, dimensioni e caratteristiche 22

Toyota Corolla

Oltre alla Prius, nella nostra top-five rientra anche la sorella Toyota Corolla, che rispetto alla Prius assicura una dinamica di guida più coinvolgente. Il tutto, naturalmente, senza perdere di vista i consumi e l’efficienza: la media, infatti, si attesta su un più che rispettabile 4,2 l/100 km. Plus importante, inoltre, è rappresentato dalla possibilità di sceglierla in variante due volumi oppure station wagon.

  • Motore: 1.8 quattro cilindri benzina da 122 CV
  • Consumo: 4,2 l/100 km
  • Prezzo con incentivi: 27.000 euro

Stellantis diventa ancora più digital grazie a Qualcomm

Amazon e Stellantis insieme per l'auto connessa del futuro 4

Stellantis e Qualcomm Technologies si uniscono per anticipare il futuro. L’obiettivo dell’accordo di durata pluriennale è implementare le nuove piattaforme per proporre su tutte le automobili del gruppo sistemi software-oriented in grado di offrire servizi digitali di ultima generazione.

Stellantis utilizzerà il digital chassis Snapdragon dell’azienda britannica su tutti i 14 marchi, partendo da Maserati, che per prima monterà il nuovo software. Il sistema Snapdragon adotta una tecnologia pensata per veicoli intelligenti, connessi e altamente personalizzabili.

L’evoluzione di STLA SmartCockpit

La piattaforma Snapdragon verrà usata per la realizzazione di sistemi di infotainment avanzati come STLA SmartCockpit, ideato e progettato da Stellantis in collaborazione con Amazon e Foxconn. Le piattaforme Snapdragon sono in grado di offrire molto di più di una grafica touch ad alta definizione e comandi a controllo vocale: sono progettate per fornire un’esperienza di guida più evoluta, assicurando una qualità audio eccellente e comunicazioni vocali perfettamente nitide all’interno dell’abitacolo. La nuova tecnologia dell’azienda britannica ha l’obiettivo di elevare l’intelligenza artificiale di STLA Brain a un livello superiore e garantire un’esperienza sempre più personalizzabile per gli automobilisti, assecondando le loro preferenze e le loro abitudini.

Guida autonoma

Obiettivo piattaforme sempre più smart

Secondo Carlos Tavares, ceo di Stellantis, “la collaborazione con Qualcomm Technologies permetterà di soddisfare al meglio le necessità legate agli stili di vita dei clienti, attraverso funzionalità sicure, personalizzate e sempre connesse e consentirà di integrare verticalmente alcuni elementi chiave delle nuove piattaforme”.

“Con la creazione di piattaforme automotive aperte, scalabili e globali, che comprendano semiconduttori, sistemi, software e servizi, offriamo a Stellantis tutte le potenzialità, oltre a un più ampio ecosistema automotive, per guidare la trasformazione verso l’era digitale delle automobili”, le parole di Cristiano Amon, presidente e ceo di Qualcomm.

Il Parlamento europeo ha deciso: dal 2035 stop alla vendita di auto benzina e Diesel

Blocco diesel Roma

Arriva lo stop ai motori termici. Il Parlamento europeo ha votato a favore del divieto alla vendita delle automobili nuove a benzina, diesel e con motori a combustione a partire dal 2035. Questa data si riferisce soltanto alle auto nuove: quelle tradizionali e ibride già immatricolate saranno ancora libere di circolare. La decisione, sofferta e controversa, è arrivata dopo una lunga trattativa e con 339 voti favorevoli, 249 contrari e 24 astensioni.

Strasburgo ha bocciato l’emendamento per l’abbassamento della riduzione della CO2 dal 100% al 90%, che avrebbe permesso di allungare la vita a una quota di motori a combustione. Approvato, invece, l’emendamento bipartisan a prima firma di Massimiliano Salini (Ppe) che “salva” fino al 2036 i costruttori più piccoli, come quelli della Motor Valley, dall’aggiornamento dei limiti alle emissioni di CO2 (-15% al 2025 e -55% al 2030 rispetto al 2021). L’iter legislativo prosegue e ora è la volta del Consiglio europeo che dovrà confrontarsi con la Commissione Ue e l’Europarlamento nel “trilogo”, ovvero i negoziati informali dai quali scaturirà la decisione definitiva dell’Europa.

Dal 2035 stop alla vendita di auto con motore endotermico in Italia

Politica divisa e lunghe discussioni

La trattativa che ha portato fino a questo punto è stata in salita e costellata da polemiche e pareri discordanti. Lo stop ai veicoli inquinanti fa parte del pacchetto di riforme climatiche Fit for 55, presentato dall’esecutivo Ue a luglio 2021 con lo scopo di ridurre le emissioni totali di CO2 dell’economia europea del 55% – rispetto al 1990 – entro il 2030, per arrivare alla totale neutralità climatica nel 2050, come previsto dal Green Deal europeo. Ma il voto allo stop dei motori termici ha spaccato in due, tra favorevoli e contrari, la politica italiana e quella europea. Gli eurodeputati del Partito democratico si sono schierati per il sì, mentre Forza Italia ha da subito puntato sull’emendamento del Partito popolare europeo che propone di ridurre dal 100% al 90% lo stop alle auto non elettriche. Secondo Forza Italia, la misura avrebbe salvato migliaia di posti di lavoro e in questo modo i produttori di automobili avrebbero potuto ancora vendere vetture a combustione. Dello stesso parere anche Lega e Fratelli d’Italia. Il Movimento 5 Stelle ha invocato un fondo per la transizione energetica dell’automotive al fine di attenuare l’impatto sull’occupazione e norme ad hoc per evitare possibili delocalizzazioni.

Divisioni anche nel governo italiano, contrario allo stop totale di benzina e diesel e favorevole ai biocarburanti; nonostante il Cite avesse già dichiarato a fine 2021 che l’Italia avrebbe messo al bando le auto a combustione a partire dal 2035. In più il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani ha recentemente affermato che la proposta del Ppe per uno stop parziale sarebbe stata “ragionevole”.

Diesel o benzina? La domanda del secolo!

Preoccupazioni per il mondo del lavoro

La decisione epocale del Parlamento europeo ha scatenato le preoccupazioni dei sindacati e di tutto il settore automotive. Il segretario nazionale della Fim, Ferdinando Uliano, chiede “un tavolo ministeriale del comparto per non perdere ulteriore tempo davanti a una transizione che mette a rischio, se non governata, oltre 75.000 posti di lavoro in Italia”. Gli fa eco Simone Marinelli, coordinatore nazionale automotive Fiom-Cgil.

Gilberto Pichetto, viceministro allo Sviluppo Economico, considera il voto del Parlamento europeo “una soluzione molto ideologica e poco realistica. È difficile immaginare come sarà il 2035, sarebbe stato più appropriato ridurre le emissioni in maniera graduale”. Anche Anfia lancia l’allarme: “Ci sono 70.000 posti di lavoro a rischio nell’industria automobilistica italiana, legata alla produzione di componenti che non serviranno per l’elettrico. A oggi l’elettrico non è in grado di compensare la perdita di questi posti di lavoro, non basta costruire colonnine di ricarica o altri componenti”. Giorgio Airaudo, segretario generale della Cgil Piemonte, esce dal coro dei no alla decisione di Strasburgo. “Il sistema industriale italiano legato alla produzione dell’endotermico non deve lasciarsi sfuggire questa occasione e deve adeguarsi e innovare. È inutile fare gli ultimi di un vecchio processo produttivo, dobbiamo approfittare del salto tecnologico, senza lasciare indietro nessuno”.

Le prossime mosse

Dopo il voto del Parlamento Europeo, adesso la parola passa al Consiglio Ambiente dell’Ue, in programma il 28 giugno. In questa sede verranno definite le posizioni dei vari Stati membri nella trattativa con le altre due istituzioni continentali. Il discorso dovrebbe chiudersi entro l’autunno: la decisione presa dall’Europarlamento avrà un peso determinante, anche se il futuro dell’automotive nel vecchio continente non è stato ancora scritto.

Porsche: non solo elettrico nel prossimo futuro

Porsche 911 Turbo S: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

Porsche scommette sui carburanti sintetici. Lo storico marchio tedesco si è schierato in prima linea nella ricerca di alternative alla benzina tradizionale. La casa produttrice ha deciso di unirsi a vari finanziatori che hanno investito 240 milioni di euro in una start-up che punta a produrre e-fuel sfruttando l’energia eolica. Porsche ha messo nel progetto 68,5 milioni di euro, acquisendo il 12,5% delle azioni della Hif Global, la società che sta ultimando un impianto a Punta Arenas, nella Patagonia cilena. La struttura, che sorgerà in Sud America, avrà il compito di produrre carburanti sintetici partendo dall’elettricità ottenuta da idrogeno e anidride carbonica attraverso energia eolica.

Manca poco all’apertura dell’impianto

Il sito cileno aprirà i battenti a breve e nei piani di Hif Global dovrebbe essere il primo di dodici impianti sparsi per il mondo, dall’Australia al Texas per un investimento complessivo che si aggira intorno ai 40 miliardi di euro. L’azienda è convinta di poter essere in grado di produrre circa 150.000 barili di carburante al giorno utilizzando 25 GW di energie rinnovabili e 25 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Questo progetto rappresenta una novità non trascurabile alla luce dei costi elevati e delle procedure molto inquinanti per la produzione degli attuali carburanti sintetici.

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Porsche 911 Turbo S: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

Non solo Porsche

Michael Steiner, consigliere d’amministrazione di Porsche con delega alla ricerca e sviluppo, farà parte del consiglio di amministrazione di Hif. Nella start-up hanno investito anche altre realtà internazionali come i fondi EIG Global Energy Partners e Baker Hughes e altri soggetti tra i quali gli azionisti di maggioranza della Andes Mining & Energy of Chile e Gemstone Investments.

Il futuro dei carburanti sintetici

Porsche è convinta che gli e-fuel possano essere utili anche in futuro: il marchio tedesco li ritiene fondamentali per raggiungere il Carbon Zero. Inoltre questi carburanti alternativi si prestano per la 911 (e per gli altri modelli iconici del presente e del passato), permettendo agli automobilisti di allungare la vita utile delle loro amate auto con motore endotermico.

Auto elettrica: le soluzioni alternative per la mobilità di domani

Auto elettrica: la batteria del futuro è allo stato solido

L’auto elettrica, ad oggi, rappresenta per molti il futuro della mobilità. Tuttavia, quello dell’efficienza continua ad essere il punto focale delle moderne auto a batteria. I costruttori, quindi, accanto alle soluzioni “classiche”, stanno lavorando a tecnologie innovative che, probabilmente, vedremo nelle vetture che potremo comprare in concessionaria nei prossimi anni. Vediamo quindi quali sono quelle più interessanti o, semplicemente, più fuori dagli schemi.

Pannelli solari

I costruttori le provano un po’ tutte per aumentare quanto più possibile l’autonomia delle moderne auto elettriche. Una soluzione apparsa ormai diverso tempo fa è quella dei pannelli solari montati direttamente sula carrozzeria. L’idea, tuttavia, è stata ben presto accantonata a causa della scarsa capacità dei pannelli di immagazzinare energia. Per dirla senza tanti giri di parole, per poter ricaricare kWh sufficienti ad aumentare davvero l’autonomia di un’auto alla spina bisognerebbe ricoprire tutto il veicolo con pannelli solari, e anche in questo modo probabilmente l’energia recuperata non sarebbe sufficiente. La soluzione, quindi, è stata decisamente ridimensionata e oggi su alcuni modelli vengono proposti come optional dei pannelli solari di dimensioni contenute, capaci di alimentare ad esempio il climatizzatore a vettura spenta.

Toyota Prius PHV: pannelli

Motori nelle ruote

La soluzione dei motori nelle ruote affonda in realtà le sue radici nei primi del ‘900 quando apparse per la prima volta le Lohner-Porsche, spinta proprio da una serie di motori elettrici montati direttamente nei mozzi delle ruote. Il sistema, almeno sulla carta, è molto efficiente. Questo infatti permette di liberare spazio all’interno dell’abitacolo grazie al minore ingombro rappresentato dalla meccanica. Ma c’è un rovescio della medaglia: questo è rappresentato dal notevole aumento delle masse non sospese, quelle quindi collegate alle ruote, che vanno ad influire in maniera importante sulla dinamica del veicolo.

Batteria nella carrozzeria

C’è chi come Volvo ha tentato di ridurre gli ingombri rappresentati dalle batterie inserendole direttamente al posto di interi pannelli come cofani e portiere. Questa tecnologia si basa sull’applicazione di batterie al litio in laminato che, oltre ad essere meno soggette a surriscaldamento, permettono anche di contenere il peso della vettura nell’ordine del 15% rispetto alle altre auto elettriche. Un primo prototipo è stato presentato nel 2013, ma quest’applicazione pare, almeno per il momento, non avere futuro.

Auto elettriche e pneumatici: come sono fatte le gomme per le vetture green 1

Ruote cinetiche

Anche i costruttori di pneumatici stanno lavorando allo sviluppo di sistemi inediti per il recupero dell’energia. Lo fa ad esempio Michelin con il suo pneumatico Vision, che è in grado di recuperare energia attraverso il rotolamento stesso della gomma. Una particolare struttura interna di tipo flessibile è capace di recuperare energia da inviare poi alla batteria, sfruttando un sistema simile a quello del recupero dell’energia attraverso le sospensioni messo a punto da Audi.

 

Auto elettrica: il problema etico dietro la produzione delle batterie

Auto elettrica: come funziona una Gigafactory per la produzione di batterie

Realizzare la batteria per un’automobile elettrica non è per niente un gioco da ragazzi. Per la sua produzione sono necessari diversi materiali, molti dei quali sono di difficile estrazione e il cui reperimento è possibile solo in alcune particolari zone del pianeta. Tutto questo, unito alla sempre crescente domanda di materie prime per la produzione delle batterie, ha portato ad un esponenziale innalzamento dei prezzi, unito ad una sempre più alta attenzione sociale sul tema.

Prezzi in salita

Ma andiamo per gradi e cominciamo a parlare di costi. Ad oggi le materie prime principali utilizzate per la produzione delle batterie sono il cobalto, il litio e il nichel. Nel 2019 il cobalto veniva venduto ad un prezzo di 32.700 dollari per tonnellata, il litio a 13.000 dollari per tonnellata e il nichel a 14.000 dollari per tonnellata. Ora, a distanza di tre anni, il cobalto è schizzato a 80.000 dollari per tonnellata, il litio a 54.000 dollari e il nichel a 36.500 dollari. Tuttavia, secondo gli analisti, questo “gioco al rialzo” sarebbe destinato ad esaurirsi presto e nei prossimi due anni i prezzi dovrebbero tornare a medie più ragionevoli, pur restando lontane dai prezzi del 2019.

Auto elettriche: oltre lo stato solido ecco le batterie LFP e agli ioni di sodio 1

Il problema dello sfruttamento

Ma alla questione economica, quando si tratta di batterie si somma la ben più pressante questione etica. L’estrazione delle materie prime porta ad un pesante problema sociale rappresentato dallo sfruttamento degli operai all’interno delle miniere. In molti siti di estrazione, specialmente in Congo, non esistono enti di controllo e spesso nelle miniere si trovano a lavorare anche donne e bambini in condizioni precarie.

C’è chi ha la soluzione

Proprio per questo motivo, sono sempre di più i costruttori che stanno cercando di mettere a punto processi produttivi quanto più trasparenti possibile. Tra questi spicca BMW, che nonostante ad oggi non produca le batterie in autonomia, ma si affidi a terzi, ha deciso di acquistare personalmente le materie prime per avere un maggiore controllo sulla filiera, per poi fornire le materie acquistate al costruttore di batterie. E BMW non è l’unica. Anche Volvo ha annunciato processi simili sfruttando le blockchain.

Auto elettrica: il futuro passa per le rinnovabili

Auto elettrica: il futuro passa per le rinnovabili

L’auto elettrica nasce con l’obiettivo di abbandonare i combustibili fossili fino ad oggi utilizzati per la mobilità su gomma, in favore di forme di alimentazione più sostenibili. Ma per far si che ciò avvenga, il fatto che nel sui utilizzo un’auto elettrica non emetta inquinanti non è sufficiente. Per rendere la mobilità di oggi e di domani davvero green, occorre che anche l’energia prodotta alla fonte, ovvero quella che attraverso le colonnine viene poi stipata nelle batterie delle auto elettriche, sia prodotta in maniera sostenibile.

Crescita importante

Dunque, è in questo quadro che si inseriscono le cosiddette rinnovabili. Si tratta si fonti di energia prodotte in maniera pulita, sfruttando tutti quegli elementi che è il pianeta stesso a mettere a nostra disposizione: l’acqua, il sole, il vento ecc. Ma come siamo messi in Italia? Stando ai dati riportati sul “Renewables 2021 market report” redatto dall’Agenzia internazionale dell’energia, il 2021 è stato un anno molto positivo per le fonti di energia rinnovabili. Nel corso dello scorso anno, infatti, si sono aggiunti 290 GW di energia, ovvero il 3% in più rispetto al 2019. A fare da traino sono stati i sistemi fotovoltaici, che da soli hanno garantito un aumento di 160 GW, rappresentando da soli il 60% delle nuove installazioni.

Auto elettrica: il futuro passa per le rinnovabili 1

Le prospettive future

Uno scenario estremamente positivo quindi, che fa ben sperare per gli anni a venire. Secondo il report dell’Agenzia, infatti, entro il 2026 la produzione di energia da fonti rinnovabili dovrebbe aumentare di oltre il 60%, superando in questo modo una produzione di 4.800 GW. Il fotovoltaico continuerà a farla da padrona: il 95% delle nuove installazioni da qui ai prossimi cinque anni, infatti, sarà rappresentato da sistemi a pannelli solari. Tra i nuovi leader in questo settore troveremo la Cina. Nel paese del Dragone, ad oggi, la produzione di energia dipende ancora per il 70% dal carbone, ma entro il 2026 la produzione attraverso energia eolica e solare raggiungerà i 1.200 GW, raggiungendo così l’obiettivo con quattro anni di anticipo rispetto a quanto programmato.

Non è tutto oro quello che luccica

Ma tutto questo basterà a sostenere e affrontare la sempre maggiore richiesta di energia data dalla notevole crescita di veicoli elettrici in circolazione? Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia no. Stando al report, la capacità necessaria per soddisfare la richiesta sarà quasi doppia rispetto al tasso di crescita previsto da qui al 2026. Ad ostacolare lo sviluppo delle rinnovabili c’è in primis la burocrazia che, ad oggi, obbliga ancora a lungaggini notevoli sul fronte di autorizzazioni e permessi, che rallentano così l’installazione di nuovi sistemi green per la produzione dell’energia.

Mercato auto maggio: il mese migliore dall’inizio dell’anno

ad Aprile immatricolazioni auto +6,47% su anno

Le immatricolazioni auto del mese di maggio sono in calo rispetto a un anno fa (-15,1%). La piattaforma per prenotare gli incentivi è online soltanto dal 25 maggio: troppo poco tempo per vedere una svolta sul mercato, che in ogni caso ha fatto registrare il dato migliore dall’inizio del 2022.

Lo scorso mese in Italia sono state immatricolate 121.299 vetture contro le 142.932 del maggio del 2021, pari a un calo del 15,1%. I dati dei primi cinque mesi parlano di un mercato in rosso, con sole 556.974 immatricolazioni e un crollo del 24,3%, pari a oltre 178.000 vetture in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando furono vendute 735.420 automobili.

Occhio agli incentivi

Nelle prossime settimane la situazione dovrebbe migliorare grazie agli incentivi dello Stato, anche se l’ Unrae, tramite il presidente Michele Crisci, continua a criticarne la struttura. “L’impianto dei sostegni contiene ancora alcune debolezze che l’Unrae ha più volte indicato – le parole di Crisci – a cominciare dalla richiesta avanzata dall’intero comparto di allungare da 180 a 300 giorni dalla firma del contratto il termine per usufruire degli incentivi. Resta inoltre ancora irrisolto il problema dell’esclusione dal beneficio delle persone giuridiche (aziende e società di noleggio), omissione che di fatto riduce l’apporto dell’automotive al percorso di decarbonizzazione del Paese”. Inoltre, anche il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, è intevenuto sulla questione dei 180 giorni, rassicurando il comparto: “I 180 giorni sono, come spesso succede in Italia, un termine ordinatorio e non perentorio, poi faremo delle modifiche. Ci sarà una proroga”.

benzina-nel-diesel

Crollo per benzina e diesel, in leggera risalita le ibride

 

Guardando i dati divisi per alimentazione, si nota il crollo di benzina e diesel, rispettivamente al 28,4% e 19,5% di quota di mercato nel mese di maggio, mentre il gpl cresce attestandosi al 7,8%. Tracollo per il metano, sprofondato all’1%.
L’attesa per gli incentivi potrebbe aver bloccato le immatricolazioni per quanto riguarda le auto elettriche ed elettrificate. Le elettriche sono ferme al 3,7%, le ibride plug-in al 6,1%; mentre le ibride fanno registrare una leggera risalita al 33,5% (8% le full hybrid e 25,5% le mild hybrid).

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Volkswagen T-Cross prezzo, dimensioni e caratteristiche 3

Le auto a benzina più vendute a maggio 2022

  • Volkswagen T-Cross: 2.190
  • Volkswagen T-Roc: 2.097
  • Citroen C3: 2.095
  • Toyota Aygo X: 1.948
  • Opel Corsa: 1.886
  • Peugeot 208: 1.714
  • Fiat 500X: 1.314
  • Hyundai i10: 1.212
  • Volkswagen Polo: 1.055
  • Volkswagen Taigo: 919

Peugeot 3008: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6

Le auto diesel più vendute a maggio 2022

 

  • Peugeot 3008: 1.680
  • Jeep Renegade: 1.068
  • Volkswagen T-Roc: 1.061
  • Audi Q3: 1.047
  • Alfa Romeo Stelvio: 989
  • Fiat 500X: 959
  • Dacia Duster: 879
  • Jeep Compass: 860
  • Ford Kuga: 812
  • Citroen C3: 663

Dacia Duster: prezzo, dimensioni e prova su strada 25

Le auto a GPL più vendute a maggio 2022

 

  • Dacia Duster: 1.336
  • Fiat Panda: 1.311
  • Renault Captur: 1.182
  • Dacia Sandero: 946
  • Dacia Jogger: 555
  • DR 5.0: 550
  • Lancia Ypsilon: 541
  • Kia Picanto: 302
  • DR 6.0: 299
  • Nissan Micra: 293

Volkswagen e-up!: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Le auto a metano più vendute a maggio 2022

 

  • Volkswagen Up!: 255
  • Seat Arona: 224
  • Skoda Kamiq: 212
  • Volkswagen Golf: 181
  • Volkswagen Polo: 150
  • Seat Ibiza: 68
  • Audi A3: 55
  • Seat Leon: 49
  • Skoda Octavia: 23
  • Skoda Scala: 22

Fiat Panda: prezzi, dimensioni e caratteristiche 13

Le auto ibride più vendute a maggio 2022

 

  • Fiat Panda: 10.705
  • Lancia Ypsilon: 3.708
  • Fiat 500: 2.957
  • Toyota Yaris Cross: 2.388
  • Toyota Yaris: 1.720
  • Ford Puma: 1.697
  • Nissan Qashqai: 1.374
  • Kia Sportage: 1.247
  • Renault Captur: 932
  • Hyundai Tucson: 811

Jeep Compass ibrida: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1

Le auto ibride plug-in più vendute a maggio 2022

 

  • Jeep Compass: 1.982
  • Jeep Renegade: 725
  • Bmw X1: 593
  • Lynk&Co. 01: 403
  • Cupra Formentor: 390
  • Renault Captur: 196
  • Mercedes GLE: 176
  • Volvo XC40: 174
  • Bmw X3: 172
  • Ford Kuga: 159

Fiat 500 elettrica: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

Le auto elettriche più vendute a maggio 2022

 

  • Fiat 500: 749
  • Smart Fortwo: 450
  • Peugeot 208: 297
  • Renault Twingo: 275
  • Dacia Spring: 269
  • Peugeot 2008: 219
  • Mini: 177
  • Renault Zoe: 177
  • Volkswagen Up!: 164
  • Volkswagen ID.3: 154

Renault Scénic Vision: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Renault Scénic Vision: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7

La Renault Scénic del futuro ha le ruote alte e un motore elettrico range extended. La prossima generazione della monovolume francese, infatti, assecondando il mercato, sarà elettrica e avrà una carrozzeria dalle linee inedite, a metà tra il design di un SUV e quello di una berlina. Scénic Vision, così si chiama il prototipo presentato, arriverà nel 2024 dotata della stessa piattaforma (Cmf-Ev) e dello stesso motore di Mégane E-Tech, con alcuni probabili aggiunte alla gamma di batterie.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Renault Scénic Vision:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 Cv/kW (da) 218/160
 Prezzo (da)

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori

La trasformazione da monovolume a SUV dell’erede di Scénic ha sempre dimensioni da segmento C. Nello specifico la lunghezza sfiora i 4,5 metri, la larghezza si attesta sugli 1,9 metri, mentre l’altezza arriva a 1,6 metri circa. Il passo, che supera i 2,8 metri, garantisce più spazio nell’abitacolo.

Dimensioni
Lunghezza 4.490 mm
Larghezza 1.900 mm
Altezza 1.590 mm
Passo 2.835 mm

Gli interni del prototipo Renault Scénic Vision sono sicuramente futuristici, e tanto per cominciare una parte delle dotazioni e della tecnologia a bordo sarà commercializzata solo verso la fine del decennio. Salta subito all’occhio il volante a cloche, accanto all’infotainment accessibile da undici schermi: uno principale e dieci minori dedicati a funzioni precise. Fra cruscotto e parabrezza si trova poi un altro pannello, per aumentare la visibilità del conducente: permetterà infatti di visionare a basse velocità le immagini dello spazio circostante, a tutto beneficio dell’angolo di visione.

Dalle foto dell’abitacolo di Scénic Vision, inoltre, si notano i sedili differenziati per guidatore e passeggero, il primo più avvolgente e il secondo più comodo, provvisti di speaker e altoparlanti in ogni poggiatesta. Anche in fatto di sicurezza, infine, le innovazioni sono molte, a partire dall’airbag avvolgente “cocoon” al Safety Coach che incrocia le informazioni di navigazione con i dati ambientali. La vettura terrà anche traccia delle abitudini di guida del conducente e del grado di distrazione e attribuirà un Safety Score, ovvero un punteggio in sicurezza, con tanto di incentivi per la guida prudente e corretta.

L’estetica del modello di serie resta presente nelle linee di Scénic Vision, e il prototipo in foto non si allontanerà di molto dalla vettura finale. Dinamismo e sportività, ecco cosa comunicano gli spigoli della nuova crossover francese. La carrozzeria ibrida, a metà fra quella di un SUV e quella di una berlina, mantiene non solo dimensioni simili alla monovolume, ma anche il design caratteristico di Scénic.

Dalle foto della concept possiamo poi notare le ruote da 21 pollici, destinate a rimanere anche sul modello di serie, seppur senza l’aletta aerodinamica, che entra in funzione al di sotto di 10 km/h per il raffreddamento dell’impianto frenante.

La nuova Rénault Scénic in arrivo nel 2024 avrà lo stesso powetrain completamente elettrico della sorella Mégane E-Tech, e sarà basata sulla piattaforma elettrica nativa del marchio francese, la CMF-EV. Probabilmente la sua propulsione svilupperà anch’essa 130 CV circa.

Renault Scénic Vision: prezzo, dimensioni e caratteristiche

La concept Vision è invece spinta da un sistema Range Extended. Quest’ultimo ha un’alimentazione ibrida elettrica e a idrogeno, con serbatoio dedicato da 2,5 chili, motore elettrico da 160 kW sull’asse posteriore e batteria agli ioni di litio da 40 kWh. L’idrogeno, che alimenta la cella a combustibile da 16 kW, contribuisce ad aumentare l’autonomia fino a un totale di 800 km.