Euro 7: nuova data per la decisione definitiva

1

Slitta al 20 luglio la decisione sulle regole degli standard Euro 7, inizialmente attesa per la fine del 2021 e già rinviata al 5 aprile. La Commissione Europea ha comunicato la nuova data nella quale saranno resi noti i parametri sulle emissioni che dovranno prendere il posto dell’attuale Euro 6. I continui rinvii creano problemi ai produttori di auto: lo standard Euro 7 dovrebbe entrare in vigore nel 2025, lasciando alle case automobilistiche meno di due anni e mezzo per uniformarsi.

La Commissione Europea ha provato a giustificare l’ennesimo ritardo con il fatto che, per la prima volta nella storia, sta regolamentando contemporaneamente autovetture, furgoni e camion.

Grandi investimenti

Per sviluppare nuovi motori ci vogliono soldi e tempo e se si accorcia il calendario, ai costruttori non resta che smettere di investire sui propulsori a combustione per dedicarsi esclusivamente all’elettrico. Soluzione molto probabile considerato lo stop ai motori endotermici a partire dal 2035 in Europa, anche se il ministro della transizione ecologica Cingolani si è affrettato a puntualizzare che questa data è solamente indicativa.

La Vda (associazione tedesca dell’industria automobilistica) ha lanciato il grido d’allarme: stando alle prime bozze degli standard Euro 7, i motori a combustione non sarebbero più ammessi. I regolamenti rigidi sulle emissioni sono stati ammorbiditi nella bozza dell’aprile 2021, ma l’apertura ancora non è sufficiente.

Nissan ha deciso di giocare d’anticipo e ha annunciato lo stop allo sviluppo dei motori termici mentre BMW è orientata a seguire il colosso giapponese a partire dal 2030. Questa scelta si aggiunge all’abbandono delle citycar (il segmento A) adottato da tanti costruttori a seguito dell’entrata in vigore degli standard Euro 6: le auto più piccole del mercato non sono più remunerative dati gli alti costi di sviluppo dei nuovi motori.

<

div>

Il commento delle associazioni

“Siamo veramente dispiaciuti per questo importante ritardo” ha commentato la Agves (Advisory Group on Vehicle Emission Standards) in una lettera aperta al commissario europeo per il mercato libero Thierry Breton. “È molto preoccupante per la nostra industria europea di controllo delle emissioni perché implicherà ulteriori ritardi nel processo di adozione dell’Euro 7, compresa la sua possibile data di attuazione”.

Con motivazioni diverse anche l’associazione ecologista Transport & Environment si aggiunge alle critiche sullo slittamento. “Dato che il lavoro preparatorio è completo, T&E non vede alcuna giustificazione per un tale ritardo al di là della pressione dell’industria automobilistica” si legge su Automotive News. Inoltre l’associazione ha chiesto il mantenimento della data del 5 aprile perché “aumenterà le possibilità che le nuove regole Euro 7 entrino in vigore entro il 2025, assicurando così che si applichino ad almeno un decennio di motori a combustione interna e ad almeno un ciclo di produzione del veicolo, riducendo in questo modo l’onere della nuova regolamentazione per le case automobilistiche”.

Pneumatici: è il momento di cambiarli!

Pneumatici: è il momento di cambiarli!

Dal prossimo 15 aprile hai un mese di tempo per sostituire gli pneumatici della tua auto passando da quelli invernali agli estivi. Gli unici che non sono tenuti a effettuare il cambio sono gli automobilisti che hanno scelto un treno di gomme “all season”, adatte, appunto a tutte le stagioni.

INDICE
 Scegliere le gomme estive
 Occhio alla multa
 Quali pneumatici monta la tua auto?
 Leggi l’etichetta energetica
 L’importanza della manutenzione
 Occhio alla pressione
 Cerchioni e battistrada
Conservali così

A ogni temperatura la sua gomma. I pneumatici estivi hanno una mescola più dura rispetto a quelli invernali. Se le temperature sono elevate, il materiale di cui sono fatti si ammorbidisce aumentando l’aderenza alla strada e quindi la stabilità e la sicurezza del veicolo. Non è però solo il materiale delle gomme a cambiare, ma anche il loro profilo: hanno infatti scanalature più piccole e quindi un battistrada più adatto a temperature calde su asfalto sia asciutto sia bagnato. A migliori prestazioni nella tenuta di strada e in frenata si accompagna un contenimento dei consumi, un vantaggio non trascurabile né dal punto di vista economico né sotto il profilo ambientale. Tutte le caratteristiche che fanno degli pneumatici estivi il non plus ultra per le temperature miti, li rendono però inadatti all’uso in inverno, con climi rigidi e fondi ghiacciati o innevati. Per questo è importante cambiare il treno di gomme in base alla stagione.

Chi monta gomme estive con l’avvicinarsi dell’inverno può anche non cambiarle, ma dovrebbe evitare di percorrere strade fuori città con velocità sostenute. Se si usa l’auto su una statale in inverno, è caldamente consigliato il pneumatico invernale. Certo, la tenuta di strada con le temperature rigide non è ideale, però le catene garantiscono l’aderenza necessaria su fondi difficili. Chi invece monta gomme invernali con l’arrivo della primavera deve prepararsi a sostituirle con quelle estive. La finestra di tempo è ampia, compresa tra il 15 aprile e il 15 maggio. Passata tale data, se non si è provveduto alla sostituzione del treno di gomme, si rischia una sanzione amministrativa da 422 fino a 1.682 euro, alla quale potrà aggiungersi anche il ritiro del libretto di circolazione. In realtà la sanzione dovrebbe scattare soltanto per chi monta pneumatici con marcatura M+S (invernali), ma con indice di velocità (l’ultima lettera dei codici scritti sullo pneumatico) inferiore a quello che compare sul libretto di circolazione. Questo codice corrisponde alla velocità massima alla quale un pneumatico può viaggiare. In ogni caso la sostituzione è caldamente consigliata a tutti, perché con temperature superiori a 20 gradi il rischio di danneggiare gli pneumatici invernali è reale.

Ogni modello di auto, in base alla propria categoria, può montare solo un numero ristretto di taglie differenti, riportate sul manuale del veicolo. Prima di acquistare o sostituire le gomme è quindi bene controllare quali taglie sono adatte alla tua auto oppure, per comodità, basta orientarsi sulla stessa misura di quelle precedenti. Dove la trovi? È indicata da un codice come questo: 185/60 R14H. Una sigla simile compare sugli pneumatici della tua auto e indica perciò un tipo di gomma adatto a quella specifica vettura. A che cosa corrispondono queste lettere e numeri?

  • 185: il primo numero indica la larghezza dello pneumatico in millimetri.
  • 60: il secondo il rapporto in percentuale tra altezza e larghezza della gomma. Più è basso questo valore, più lo pneumatico è adatto ad auto sportive (che montano gomme più “tozze”).
  • R: questa lettera indica la struttura radiale della carcassa sotto la gomma, la più diffusa in assoluto.
  • 14: è la misura in pollici del diametro esterno del cerchione. Sul libretto spesso è indicato anche una misura diversa di diametro per la gomma invernale. Attenzione, questo implica comprare anche dei cerchi dedicati con relativo costo.
  • H: è la velocità massima omologata dell’auto che monta lo pneumatico.

La nuova etichetta degli pneumatici, in vigore da maggio 2021, assegna a ciascun prodotto due diverse classi espresse in lettere, entrambe su una scala da A a E. La prima lettera, posta a fianco di un’icona che rappresenta un distributore di benzina, è quella che riguarda l’efficienza nei consumi e dipende dalla resistenza dello pneumatico al rotolamento. La lettera A indica il livello di efficienza maggiore, quindi il minor consumo di carburante, viceversa la E corrisponde al consumo massimo.

L’altra lettera, posta a fianco di un disegno che indica la pioggia, esprime il livello di aderenza del pneumatico sul bagnato. Maggiore è l’aderenza (classe A) più corto sarà lo spazio di frenata.

Pneumatici sgonfi o battistrada usurati peggiorano la stabilità dell’auto in curva e la rendono meno sicura su fondo bagnato e quando freni. Inoltre, pneumatici troppo sgonfi fanno aumentare di parecchio i consumi di carburante, e in periodo di prezzi alle stelle non è proprio il caso di consumare più del dovuto. Per questo è importante mantenere sempre gli pneumatici in buono stato.

Anche quando sono correttamente bilanciate, le gomme non si usurano mai in modo uniforme: frenate, tipo di strada e curve possono incidere negativamente più su un lato che sull’altro. Fondamentale è tenere sempre sotto controllo la pressione del gonfiaggio (consulta il libretto di uso e manutenzione del veicolo per conoscere quella giusta, spesso riportata anche sul bordo della portiera del guidatore). Fallo con regolarità, prima e dopo un viaggio o dopo che l’auto è rimasta a lungo ferma.

Una pressione eccessiva può causare un’usura anomala della parte centrale del battistrada, che rimane più a contatto con la strada. Quando invece la pressione è insufficiente, a consumarsi in modo irregolare sarà l’area esterno (spalla) dello pneumatico.  Tieni presente che un gonfiaggio sbagliato può accelerare l’usura anche del 40%. Attenzione: il controllo della pressione va effettuato a temperatura ambiente, cioè con la vettura ferma da qualche ora, altrimenti i valori possono risultare alterati. In caso di perdita di pressione di uno pneumatico, fallo esaminare da un tecnico specializzato.

Oltre alla sicurezza, dicevamo, c’è il discorso consumi. Una gomma con un valore di pressione inferiore a quello ottimale consuma di più e ha vita più breve. Gli pneumatici perdono naturalmente pressione ogni 2 o 3 mesi (circa 0,2 bar) e ogni volta che si abbassa la temperatura di 10 gradi. L’85% di tutte le perdite di pressione è rappresentato da perdite piccole, diluite nel tempo e quindi non facilmente identificabili. Assicurati di utilizzare il valore di pressione “autostrada” quando percorri lunghe distanze o viaggi con carichi pesanti. Ricordati che il consumo di carburante aumenta dell’1-2% ogni 0,2 bar al di sotto la pressione ottimale.

Quando il battistrada (l’intaglio della gomma) arriva a una profondità limite di 3 mm è opportuno prendere di considerazione la sostituzione: le perfomance di guidabilità e sicurezza in frenata diventano peggiori rispetto a pneumatici nuovi. Il Codice della strada indica come limite 1,6 mm, al di sotto si è passibili di sanzioni. Ma è lo stato generale di salute di gomme e cerchioni che va verificato periodicamente. Bolle o tagli che raggiungono la tela laterale, per esempio, dovuti all’attrito contro il marciapiede, costituiscono un motivo sufficiente per decidere di sostituire lo pneumatico. Difetti come questi, infatti, possono provocare uno scoppio dello pneumatico – specialmente con il riscaldamento provocato dai viaggi in autostrada – con evidenti rischi per la sicurezza. Alcuni difetti possono dipendere da un problema nella convergenza delle gomme, ma solo un tecnico specializzato può fare con sicurezza questa diagnosi. Perciò se noti che qualcosa non va, non esitare a portare l’auto in officina per far controllare l’equilibratura delle gomme, che andrebbe comunque verificata ogni 10.000 km percorsi.

L’eventuale scambio degli pneumatici fra gli assi (senza incrociarli) rende uniforme il loro consumo e garantisce un comportamento stradale più equilibrato e quindi sicuro. Lo scambio va fatto a intervalli regolari e a percorrenze di 15.000/20.000 Km in caso di usura regolare. Più spesso in caso di usi particolari (sovraccarichi). Se ti trovassi a dover sostituire le due ruote anteriori per usura, non montare le gomme nuove sull’anteriore, meglio montarle al retrotreno e passare le posteriori davanti (solo se ancora in buone condizioni); tutto ciò per scongiurare il pericolo di instabilità della vettura data dalla differenza di aderenza.

Per una corretta manutenzione anche il modo in cui conservi i pneumatici per il periodo nel quale non li utilizzi è molto importante. La prima cosa da fare, man mano che si rimuovono le gomme, è segnare su ognuna la posizione che aveva nell’auto (per esempio AS – anteriore sinistro, oppure PD – posteriore destro). Quanto le rimonterai potrai cambiarne la posizione in modo da rendere uniforme l’usura. Una volta smontati, è opportuno lavare gli pneumatici con acqua, per togliere eventuali detriti, e asciugarli con cura prima di riporli per l’estate.

In che condizioni vanno tenuti? In un luogo chiuso, mai all’esterno, lontani da fonti dirette di calore, luce e ozono (come tubi e trasformatori elettrici) che, a lungo andare, possono deteriorarne la superficie tramite ossidazione. L’ideale è riporli in apposite borse e poi conservarli in piedi in cantina o in garage, su una superficie precedentemente pulita, dove non vi siano residui oleosi, macchie di benzina o di altre sostanze che possano danneggiarli.

Se non hai uno spazio adatto a conservare gli pneumatici puoi rivolgerti al tuo gommista di fiducia: quasi tutti offrono un servizio di conservazione pneumatici a tariffe intorno agli 80 euro a stagione. In questo caso sarà il professionista a garantirti che le condizioni in cui sono stoccati i tuoi pneumatici siano ottimali e tu non dovrai preoccuparti di nulla.

Bus a guida autonoma: i primi test si svolgono a Torino

Bus a guida autonoma: i primi test si svolgono a Torino 6

I bus a guida autonoma diventano realtà in Italia. Per la prima volta nel nostro Paese è stata autorizzata la sperimentazione su strada di una flotta di navette senza conducente. La novità è stata possibile grazie alla “sandbox”, la normativa che permette a start-up, imprese, università e centri di ricerca di sperimentare progetti innovativi attraverso una deroga temporanea alle norme vigenti.

I primi test saranno effettuati a Torino all’interno del programma “Sperimentazione Italia” grazie alla collaborazione tra il Dipartimento per la trasformazione digitale, il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.

Bus a guida autonoma: i primi test si svolgono a Torino 2

Nuove norme in caso di successo

I dati della sperimentazione ricoprono un’importanza fondamentale: se la novità dovesse funzionare, sarà possibile proporre una modifica normativa per consentire l’estensione su tutto il territorio nazionale dei test. Il permesso a far circolare su strada le navette a guida autonoma è stato concesso al Gruppo Torinese Trasporti (GTT) in ambito del progetto Show, finanziato dal programma europeo Horizon2020, che mira a favorire la transizione verso un trasporto urbano a guida autonoma efficace e sostenibile.

Bus a guida autonoma: i primi test si svolgono a Torino 5

Sperimentazione divisa in due fasi

I test si svolgeranno in due fasi distinte. La prima, una pre-demo, sarà portata avanti fra marzo e aprile e avrà il compito di provare il veicolo in condizioni reali, ma senza passeggeri a bordo. Verranno formati gli operatori, che saranno sempre presenti sul mezzo. La seconda fase, che durerà cinque mesi, inizierà a maggio con l’apertura del servizio ai cittadini e prevede l’impiego di due navette a guida autonoma in un percorso di circa 5 km nella zona dei presidi ospedalieri della Città della Salute e della Scienza. Gli utenti avranno la possibilità di prenotare il trasporto gratuito con un’app dedicata: la navetta li farà salire a bordo alle fermate e agli orari richiesti.

Bus a guida autonoma: i primi test si svolgono a Torino 1

Dopo Torino sarà la vota di Roma

Un progetto simile è stato annunciato anche a Roma: la partenza è prevista per la fine dell’anno, dopo la conclusione dei test a Torino, e si svolgerà nel quartiere EUR su brevi tragitti. La sperimentazione romana fa parte del piano Maas (Mobilty as a Service), istituito con l’obiettivo di facilitare gli spostamenti dei cittadini con mezzi pubblici e privati nelle città italiane, sia nella fase di viaggio sia durante la prenotazione e il pagamento dei servizi di mobilità.

Bus a guida autonoma: i primi test si svolgono a Torino 3

Le caratteristiche tecniche della navetta

Stando alle prime informazioni e alle immagini divulgate dal Mims, la protagonista della sperimentazione dovrebbe essere la navetta Navya Shuttle. Il veicolo, che presto vedrà una seconda generazione, era già stato svelato due anni fa alla presentazione del progetto a Roma e a Torino ed è stato utilizzato anche nella partnership con Tim.

Navya Shuttle è in grado di circolare in totale autonomia lungo un tragitto pre-mappato da lei stessa ed è capace di individuare ostacoli e regolarsi di conseguenza. È dotata di un motore elettrico che assicura un’autonomia di circa otto ore; mentre la velocità è limitata a 35 km/h. Il tutto avviene in completa autonomia attraverso il veicolo e la centrale operativa di controllo che si trova a Lione. Per adesso la sicurezza è garantita, per legge, da un operatore a bordo che può prendere il controllo del veicolo in qualsiasi momento.

Shell torna in Italia: non solo carburanti, spazio anche alle auto elettriche

Shell torna in Italia: non solo carburanti, spazio anche alle auto elettriche 1

Shell torna in Italia con un nuovo piano che comprende anche la mobilità elettrica. Il marchio aveva lasciato lo Stivale nel 2014, quando gli 830 distributori vennero griffati Q8. Otto anni dopo, il colosso dei carburanti rientra con stazioni di servizio al passo coi tempi e con una nuova linea di prodotti.

Il ritorno nel nostro Paese si è concretizzato grazie all’accordo con Pad Multienergy, uno dei maggiori operatori italiani nella distribuzione e commercializzazione di carburanti. L’intesa prevede la presenza di più di 500 stazioni di servizio Shell: la prima sarà inaugurata già a marzo, mentre le altre aperture avverranno nei prossimi mesi. Gli automobilisti italiani avranno di nuovo la possibilità di rifornirsi con il carburante premium Shell V-Power e con i lubrificanti della gamma del marchio anglo-olandese. In più ci sono le importanti novità legate alla transizione energetica.

Shell torna in Italia: non solo carburanti, spazio anche alle auto elettriche

Non solo benzina e Diesel

L’accordo tra Shell e Pad prevede il graduale inserimento sul mercato di nuovi carburanti a basse emissioni, come il Gas Naturale Liquefatto e i Biofuel e l’installazione di punti di ricarica per le auto elettriche. Inoltre i clienti business avranno l’opportunità di usare la Shell card per accedere ai vari servizi di mobilità e per ricaricare la batteria in tutte le colonnine del brand.

Il colosso dei carburanti ha investito molto nel settore della ricarica delle auto a batteria. Le nuove stazioni Shell diventeranno hub della mobilità offrendo soluzioni di vario tipo necessarie alla transizione energetica.

Parola ai protagonisti

Giorgio Delpiano, Senior Vice President Shell Fleet Solutions and E-Mobility, esprime tutta la propria soddisfazione per l’accordo raggiunto. “Siamo entusiasti di tornare sul mercato retail in Italia. Il brand Shell è sinonimo di qualità, di servizi e di innovazione e presto offriremo ai nostri clienti nuove soluzioni per i loro viaggi. È un’ulteriore conferma dell’impegno a mantenere la leadership globale nel mercato mobility e della volontà di essere presenti in oltre 90 Paesi entro il 2025”.

Per Federico Petrolini (ad di Pad Multienergy) “la collaborazione con Shell consentirà di introdurre prodotti e servizi innovativi per soddisfare le esigenze di tutti gli automobilisti italiani. La riconosciuta affidabilità e il grande know-how del marchio rappresentano un’importante opportunità per rafforzare la nostra presenza in Italia”.

Blocco diesel Torino: tutti i limiti alla circolazione dal 2022

blocco-diesel-torino

La guerra alle vetture alimentate con motori a gasolio continua senza sosta e, dopo l’entrata in vigore nel mese di febbraio dell’Area B a Milano, anche in Piemonte sono state prese misure drastiche per abbattere il livello di polveri sottili presenti nell’aria.

INDICE
 Blocco diesel Torino: le novità

Nel Comune di Torino il blocco auto è entrato in vigore tramite l’ordinanza n. 67 del 23/10/2018 con la quale è stata imposta una limitazione permanente della circolazione veicolare per i veicoli maggiormente inquinanti su tutto il territorio cittadino, mentre per le vetture di recente omologazione e meno inquinanti i divieti entreranno in vigore in maniera meno decisa e dilazionata nel tempo.

Le principali novità delle ultime limitazioni introdotte è che adesso tutti i veicoli benzina e diesel Euro 2 sono interdetti dalla circolazione all’interno della città, e anche ai veicoli diesel Euro 3 e 4 viene vietata la circolazione dal lunedì al venerdì, dalle 8.00 alle 19.00, nel periodo 15 settembre – 15 aprile.

Ecco tutte le limitazioni traffico Torino  attive a partire dal 24/10/2018:

TIPO VEICOLO ORARI CHI NON CIRCOLA
Persone (M1, M2, M3), Merci (N1, N2, N3) tutto l’anno, tutti i giorni (festivi compresi) con orario 0:00-24:00 Benzina e diesel Euro 0, 1, 2

GPL e Metano Euro 0, 1

Ciclomotori e Motocicli (L1, L2, L3, L4, L5, L6, L7) 15/09-15/04, tutti i giorni (festivi compresi) dalle 0:00 alle 24:00  Euro 0, 1
Persone (M1, M2, M3), Merci (N1, N2, N3) 15/09-15/04, dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00 Diesel con omologazione uguale a Euro 3, Euro 4

fonte: Comune di Torino

Restano esentati da queste limitazioni le persone con disabilità, quelle che si recano in ospedale e che sono dirette verso centri autorizzati per la revisione, per la rottamazione o il retrofit GPL/metano/elettrico.

Circolazione Euro 1 Torino e Euro 2

Come accennato nella tabella qui sopra gli autoveicoli benzina e diesel Euro 0, 1 e 2 non possono più accedere all’interno del territorio del comune di Torino. Questa limitazione, che vale anche per le vetture a doppia alimentazione GPL e metano Euro 1 e 2, resta in vigore tutti i giorni, tutto l’anno, in tutte le fasce orarie, anche in caso di festività.

Per quanto riguarda ciclomotori e motocicli Euro 0 ed Euro 1, il divieto di circolazione è in vigore tutti i giorni, 24 ore su 24, nel periodo che va dal 15 settembre al 15 aprile.

Euro 3 diesel Torino

Gli autoveicoli diesel Euro 3 non possono circolare all’interno della città di Torino dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.00, nel periodo 15 settembre – 15 aprile.

Ma, anche al di fuori di questo periodo, ulteriori limitazioni sopraggiungono se il livello di particolato nell’aria supera il livello di 50 µg/m³ per 3 giorni di fila: in questo caso, il divieto per gli Euro 3 vale anche nei giorni festivi.

blocco-diesel-torino

Blocco Euro 4 Torino

Gli autoveicoli diesel Euro 4 non possono circolare all’interno della città di Torino dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.00, nel periodo 15 settembre – 15 aprile.

Come per gli Euro 3, al di fuori di questo periodo, ulteriori limitazioni scattano quando il livello di particolato nell’aria supera il livello di 50 µg/m³ per 3 giorni consecutivi: in questo caso, il divieto per gli Euro 4 vale anche nei giorni festivi e al di fuori del periodo 15 settembre – 15 aprile.

Blocco Euro 5 Torino: fino a quando potranno circolare?

Per il momento i veicoli Euro 5 vengono risparmiati dalle limitazioni più severe al traffico cittadino. Tuttavia, se il livello di particolato nell’aria supera il livello di 50 µg/m³ per 3 giorni consecutivi, allora i veicoli diesel Euro 5 M1, M2, M3 per il trasporto persone vengono interdetti dalla circolazione tutti i giorni, festivi inclusi, dalle 8.00 alle 19.00.

Quando per tre giorni di seguito si supera la soglia di 75 µg/m³, allora anche i veicoli diesel Euro 5 di categoria N1, N2, N3 subiscono la stessa limitazione.

Blocco diesel Torino Euro 6

Attualmente i veicoli diesel Euro 6 sono l’unica categoria di vettura a gasolio che può circolare liberamente per il comune di Torino. Infatti, questi veicoli non sono soggetti a nessuna restrizione, neanche in seguito al superamento dei livelli di inquinamento dell’aria per più giorni consecutivi.

Cose da sapere

Quali sono le categorie di veicoli diesel che non possono circolare a Torino?

Gli autoveicoli benzina e diesel Euro 0, 1 e 2 non possono più accedere all’interno del territorio del comune di Torino. Questa limitazione, che vale anche per le vetture a doppia alimentazione GPL e metano Euro 1 e 2, resta in vigore tutti i giorni, tutto l’anno, in tutte le fasce orarie, anche in caso di festività.

I diesel Euro 3 possono circolare liberamente a Torino?

No, gli autoveicoli diesel Euro 3 non possono circolare a Torino dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.00, nel periodo 15 settembre – 15 aprile. Al di fuori di questo periodo, ulteriori limitazioni sopraggiungono se il livello di particolato nell’aria supera il livello di 50 µg/m³ per 3 giorni di fila: in questo caso, il divieto per gli Euro 3 vale anche nei giorni festivi.

I diesel Euro 6 possono circolare liberamente a Torino?

Sì, attualmente i veicoli diesel Euro 6 sono l’unica categoria di vettura a gasolio che può circolare liberamente per il comune di Torino.

 

Blocco diesel Roma: ecco tutte le novità 2022

Blocco diesel Roma: scatta dal 1 novembre 2019

Tutte le grandi città italiane stanno affrontando seriamente la lotta all’inquinamento nei centri storici ed anche nella capitale i motori a gasolio saranno presto banditi. All’interno della cosiddetta Fascia Verde, che copre buona parte del territorio romano all’interno del GRA, il blocco diesel è già scattato per alcune categorie di veicoli. Scopriamo quali.

INDICE
 Diesel Roma 2024
 Diesel Euro 3 Roma
 Quali Euro possono circolare a Roma

La vecchia Giunta della Sindaco Raggi si è distinta sin dal suo insediamento per la lotta alle vetture dotate di motore a gasolio.  In occasione della conferenza C40 a febbraio 2018, infatti, la Raggi aveva annunciato, destando non poco stupore, il divieto totale di circolazione nella centro della Capitale per le auto diesel a partire dal 2024.

Tuttavia, in attesa della fatidica data, già oggi diverse categorie di veicoli alimentati a gasolio non possono circolare liberamente all’interno del territorio della capitale. Infatti, ad oggi i veicoli diesel Euro 0, 1 e 2 non possono accedere alla Fascia Verde (che si estende per buona parte del territorio romano all’interno del GRA) dal lunedì al venerdì, 24 su 24. Restano esclusi dal divieto i giorni festivi infrasettimanali.

Blocco diesel Roma: ecco le novità 2020

Inoltre, in caso di superamento dei limiti di inquinamento atmosferico per 5 giorni consecutivi, anche i diesel Euro 3 sono interdetti dalla circolazione all’interno della Fascia Verde. Questo divieto resta in vigore dal lunedì al venerdì negli orari 7.30-10.30 e 16.30-20.30.

Infine, in caso di superamento dei limiti di inquinamento atmosferico per 8 giorni consecutivi, la circolazione all’interno della Fascia Verde è vietata anche ai diesel Euro 4, 5 e 6, dal lunedì al venerdì negli orari 7.30-10.30 e 16.30-20.30. 

Come accennavamo sopra, anche i veicoli diesel Euro 3 sono soggetti ad alcune limitazioni alla circolazione nel comune di Roma. A questa categoria è infatti interdetto l’accesso alla ZTL Anello Ferroviario, ovvero la zona a traffico limitato centrale della capitale, dal lunedì al venerdì in tutte le fasce orarie.

I veicoli a gasolio Euro 3 possono invece circolare all’interno della Fascia Verde tutti i giorni della settimana, a meno che non scatti l’allarme di secondo livello dell’inquinamento atmosferico. Questo si raggiunge al 5° giorno consecutivo di superamento dei limiti stabiliti per legge e in questo caso i diesel Euro 3 non possono circolare all’interno della Fascia Verde, dal lunedì al venerdì negli orari 7.30-10.30 e 16.30-20.30.

Per il momento, dunque, i veicoli diesel Euro 4, 5 e 6 non sono soggetti a blocchi del traffico in tutto il territorio della Capitale, sia in Fascia Verde che nella ZTL Anello Ferroviario. Questo a meno che non scattino i divieti stringenti imposti dal terzo livello di allarme, ovvero quando per 8 giorni consecutivi vengono superati i limiti di inquinamento atmosferico stabiliti per legge.

Inoltre, sono previste delle deroghe all’accesso nelle zone a traffico limitato che valgono per i veicoli a doppia alimentazione GPL/diesel o metano/diesel, per le vetture con contrassegno disabili e per i motocicli registrati come veicoli di interesse storico-collezionistico.

Cose da sapere

Quali sono le categorie di veicoli diesel che non possono entrare in Fascia Verde?

Ad oggi i veicoli diesel Euro 0, 1 e 2 non possono accedere alla Fascia Verde (che si estende per buona parte del territorio romano all’interno del GRA) dal lunedì al venerdì, 24 su 24. Restano esclusi dal divieto i giorni festivi infrasettimanali.

I diesel Euro 3 possono circolare liberamente a Roma?

I veicoli diesel Euro 3 non possono circolare nella ZTL Anello Ferroviario, ovvero la zona a traffico limitato centrale della capitale, dal lunedì al venerdì in tutte le fasce orarie. Al 5° giorno consecutivo di superamento dei limiti di inquinamento atmosferico, i diesel Euro 3 non possono circolare all’interno della Fascia Verde, dal lunedì al venerdì negli orari 7.30-10.30 e 16.30-20.30.

Quali veicoli diesel non sono soggetti a limitazioni?

Per il momento, dunque, i veicoli diesel Euro 4, 5 e 6 non sono soggetti a blocchi del traffico, né in Fascia Verde né in ZTL Anello Ferroviario. Questo a meno che non si superino i limiti di inquinamento atmosferico per 8 giorni consecutivi: a quel punto la circolazione all’interno della Fascia Verde è vietata anche ai diesel Euro 4, 5 e 6, dal lunedì al venerdì negli orari 7.30-10.30 e 16.30-20.30. 

Blocco diesel Milano: l’Area B e i limiti in vigore nel 2022

blocco-diesel-milano

Cercare di abbassare, o comunque tenere sotto controllo, i valori di PM10 è uno degli imperativi di ogni amministrazione comunale e lo stesso vale anche per Milano dove ormai da qualche anno è entrato in vigore il blocco dei diesel. Scopriamo di cosa si tratta.

INDICE
 Blocco diesel Milano: le proroghe per l’emergenza sanitaria
 Area B Milano 2022
 Diesel Milano: l’Area C
 Limitazioni traffico Milano

La situazione emergenziale dovuta alla pandemia da COVID-19 ha avuto effetti anche sul blocco diesel Milano. Nello specifico, se il blocco all’interno dell’Area C entrato in vigore a partire il 25 febbraio 2021 con orario breve, dal lunedì al venerdì nella fascia oraria compresa tra le ore 10 e le ore 19.30, è stato confermato, dall’altro continua ad essere sospeso il divieto di circolazione per i diesel Euro 4 nell’Area B fino alla fine dello stato di emergenza. Questa decisione è stata adottata per consentire agli automobilisti di poter utilizzare i propri mezzi privati e non essere costretti a sfruttare i mezzi pubblici con il rischio di diffusione del contagio ancora esistente.

L’Area B è una zona a traffico limitato che coincide con gran parte del territorio della città di Milano. È una ZTL con divieto di accesso e circolazione per i veicoli più inquinanti e per quelli con lunghezza superiore ai 12 metri che trasportano merci ed è attiva dal lunedì al venerdì dalle 7:30 alle 19:30, festivi esclusi.

L’Area B ha una estensione di 128 chilometri quadrati. Per evitare che si acceda con veicoli non ammessi, a partire dal 25 febbraio 2019, sono posizionate numerose telecamere che impediranno l’accesso ai veicoli maggiormente inquinanti.

Se non si considera la deroga per i diesel Euro 4 in vigore fino alla fine dello stato di emergenza, ad oggi l’accesso all’Area B è stato vietato alle seguenti categorie di veicoli:

  • Euro 0, 1 benzina
  • Euro 0, 1, 2, 3, 4 diesel senza FAP
  • Euro 3, 4 diesel con FAP di serie e con valore nel campo V.5 della carta circolazione maggiore di 0,0045 g/km
  • Euro 0, 1, 2, 3 diesel con FAP after-market con classe massa particolato inferiore a Euro 4
  • a doppia alimentazione gasolio-GPL e gasolio-metano Euro 0, 1, 2, 3
  • Euro 4 diesel con FAP di serie e senza valore nel campo V.5  della carta circolazione  (in assenza di valore nel campo V.5, è possibile dimostrare la conformità alla disciplina di Area B attraverso il certificato di omologazione rilasciato dalla casa produttrice del veicolo)
  • Euro 0, 1, 2, 3, 4 diesel con FAP after-market installato dopo il 31.12.2018  e con classe massa particolato pari almeno ad Euro 4

Invece, il 1° ottobre 2022 entreranno in vigore i seguenti divieti:

  • Euro 2 benzina
  • Euro 3, 4 diesel con FAP di serie e con valore nel campo V.5 della carta circolazione minore o uguale a 0,0045 g/km
  • Euro 0, 1, 2, 3, 4 diesel con FAP after-market installato entro 31.12.2018 e con classe massa particolato pari almeno a Euro 4
  • Euro 5 diesel

Blocco diesel Milano: ecco i limiti in vigore dal 2019 1

L’Area C è una zona del centro storico di Milano con restrizioni di accesso per alcune tipologie di veicoli, coincide con la ZTL Cerchia dei Bastioni ed è delimitata da 43 varchi con telecamere, di cui 7 ad uso esclusivo del trasporto pubblico.

L’Area C è attiva dal lunedì al venerdì, dalle ore 7:30 alle ore 19:30, mentre non è attiva durante i weekend e nei giorni festivi. Al suo interno possono circolare gratuitamente solo i veicoli elettrici e ibridi, oltre alle persone dirette al pronto soccorso e ai veicoli che trasportano disabili purché dotate di contrassegno. Gli altri veicoli, ad eccezione delle vetture più inquinanti, possono entrare nell’Area C previo pagamento di un ticket giornaliero. Inoltre, a partire dal 1° ottobre 2022 anche i veicoli ibridi di classe M1 con contributo emissivo di CO2 superiore a 100 g/km saranno soggetti al pagamento del ticket.

Di seguito, le categorie di veicoli che ad oggi non possono accedere all’Area C, con o senza ticket:

  • Euro 0, 1 benzina
  • Euro 0, 1, 2, 3, 4 diesel senza FAP
  • Euro 0, 1, 2, 3 diesel con FAP after-market con classe massa particolato inferiore a Euro 4
  • Euro 3, 4 diesel con FAP di serie e con campo V.5 della carta di circolazione superiore a 0,0045 g/km oppure senza valore nel campo V.5 carta circolazione
  • Euro 0, 1, 2, 3, 4 diesel con FAP after-market installato dopo il 31.12.2018 e con classe massa particolato pari almeno a Euro 4
  • a doppia alimentazione diesel-GPL e diesel-metano Euro 0, 1, 2, 3

I seguenti divieti restano sospesi fino alla fine dell’emergenza sanitaria:

  • Euro 2 benzina
  • Euro 3, 4 diesel con FAP di serie e con campo V.5 carta circolazione <= 0,0045 g/km
  • Euro 0, 1, 2, 3, 4 diesel con FAP after-market installato entro il 31.12.2018 e con classe massa particolato pari almeno a Euro 4
  • Euro 5 diesel

Blocco diesel Milano: ecco i limiti in vigore dal 2019

La lotta alle vetture maggiormente inquinanti, nello specifico quelle dotate di motore diesel, ha colpito particolarmente tutti quei mezzi omologati con classe Euro 4 ed inferiore. Tuttavia, con la fine dello stato di emergenza entreranno in vigore nuove limitazioni sia per l’Area B che per l’Area C, che coinvolgeranno veicoli diesel fino a Euro 5 e veicoli benzina fino a Euro 2.

Successivamente, da qui al 2023, saranno colpite anche le categorie di veicoli benzina Euro 3, 4, 5 e diesel Euro 6, 6 D. Di seguito tutte le limitazioni che entreranno in vigore nei prossimi anni.

Diesel Euro 6 Milano

Anche i veicoli Euro 6 diesel non avranno vita lunga nel capoluogo lombardo. Per quanto riguarda l’Area C, a partire dal 1° ottobre 2024 sarà in vigore il divieto di accesso a questa zona ai veicoli Euro 6 diesel A-B-C acquistati dopo il 31.12.2018, mentre nel 2027 entrerà in vigore il divieto anche per quelli comprati prima del 2019. Infine, il 1° ottobre 2029 entrerà in vigore il blocco totale dei Diesel Euro 6 ed Euro 6D.

Le stesse limitazioni ai veicoli Euro 6 entreranno in vigore anche nell’Area B, ma con un anno di ritardo rispetto a quanto previsto per la ZTL centrale.

Milano blocco Euro 5 diesel

Il blocco dei Diesel Euro 5 sarebbe dovuto entrare in vigore nell’Area C il 1° ottobre 2021, ma il divieto è stato sospeso fino alla fine dell’emergenza sanitaria. E, a meno di un prolungarsi dell’emergenza, il 1° ottobre 2022 entrerà in vigore anche il divieto di accesso all’Area B per i veicoli diesel di categoria Euro 5 o inferiore

Euro 4 diesel Milano

I veicoli diesel Euro 4 sono già soggetti a diverse limitazioni sia nella ZTL più centrale che in quella allargata. Solo i diesel Euro 4 con con FAP di serie e con campo V.5 carta circolazione minore o uguale 0,0045 g/km e quelli con FAP after-market installato entro il 31.12.2018 (con classe massa particolato pari almeno a Euro 4) possono ancora circolare in Area C, previo pagamento del ticket. E anche questa possibilità decadrà con la fine dello stato di emergenza.

Dal 1° ottobre 2022, invece, l’accesso all’Area B e all’Area C sarà vietato a tutti i diesel Euro 4 o inferiore.

Limitazioni Euro 3 Milano

Dal 1° ottobre 2022 la circolazione in Area B e in Area C sarà vietata a tutti i veicoli diesel di classe Euro 3 o inferiore. Attualmente, però restano alcune eccezioni.

Fino alla fine dello stato di emergenza potranno entrare in Area C, previo il pagamento del ticket, i diesel Euro 3 con FAP di serie e con campo V.5 carta circolazione minore o uguale 0,0045 g/km, e quelli con FAP after-market installato entro il 31.12.2018 (con classe massa particolato pari almeno a Euro 4). Le stesse categorie di veicoli potranno circolare in Area B fino al 1° ottobre di quest’anno. Tutte le altre tipologie di veicoli diesel Euro 3 o inferiori ricadono già all’interno dei divieti per entrambe le Aree.

Cose da sapere

Quali sono le deroghe al blocco diesel Milano per l’emergenza Covid-19?

L’Area C, entrata in vigore con orario breve (lun-ven tra le ore 10 e le ore 19.30) è stata confermata, mentre continua ad essere sospesa l’Area B per i veicoli diesel Euro 4 fino alla fine dello stato di emergenza.

Quali sono le limitazioni alla circolazione nell’area B?

L’area B coincide con gran parte del territorio della città di Milano. È una zona a traffico limitato con divieto di accesso e circolazione per i veicoli più inquinanti e per quelli con lunghezza superiore ai 12 metri che trasportano merci ed è attiva dal lunedì al venerdì dalle 7:30 alle 19:30, festivi esclusi.

Quali sono i blocchi alla circolazione nell’area C?

L’Area C è un’area del centro storico di Milano con restrizioni di accesso per alcune tipologie di veicoli (lun-ven, 7:30/19:30). Possono circolare gratuitamente  solo i veicoli elettrici oltre alle persone dirette al pronto soccorso e ai veicoli che trasportano disabili, mentre gli altri veicoli, tranne le auto benzina Euro 0, 1 e diesel/gasolio Euro 0,1,2,3 e Euro 4 senza filtro antiparticolato, possono entrare nell’Area C con il pagamento di un ticket giornaliero.

Quali sono i blocchi per le auto diesel a Milano?

Da 1 ottobre 2019 è vietato l’ingresso in area C ai veicoli Euro 4 diesel senza FAP, Euro 3, 4 diesel con FAP di serie e con campo V.5 carta circolazione > 0,0045 g/km, Euro 4 diesel con FAP di serie e senza valore nel campo V.5 carta circolazione, Euro 0, 1, 2, 3, 4 diesel con FAP after-market installato dopo 31.12.2018  e con classe massa particolato pari almeno a Euro 4.

Quali sono i blocchi per le auto a benzina a Milano?

È stato disposto il blocco della circolazione alle auto omologate Euro 0 ed Euro 1, mentre a partire dal 2022 questo sarà esteso anche alle Euro 2 e seguenti.  Dal 1° ottobre 2028, oltre alle Euro 4 benzina, il blocco dell’Area B verrà applicato anche alle Euro 6 diesel A-B-C acquistati prima del 31.12.2018, mentre dal 2030 dovrebbe essere vietata la circolazione anche alle vetture diesel Euro 6 D-Temp e 6 D-Pieno.

Hai detto NO alla Fiat 500 X del 2016

Auto usate senza segreti: l’info-game 5

Auto usate senza segreti: l’info-game 8

Oh no, hai fatto la scelta sbagliata! Scopriamo insieme la VERA storia di quest’automobile: 

Hai scelto la Fiat 500 X del 2016 1

Come ogni storia, se c’è un lieto fine, c’è anche una morale da imparare! 

Hai scelto la Ford C-Max del 2015

Quando acquisti un’auto non affidarti al caso!
Per gli annunci presenti su automobile.it puoi scaricare un report di Carfax molto dettagliato e andare sul sicuro! 

Vuoi conoscere le storie delle altre auto? Clicca qui sotto, e torna all’inizio della nostra storia! 

Hai detto NO alla Fiat 500 X del 2016 2

Hai scelto la Ford C-Max del 2015

Ford C Max esterni

Auto usate senza segreti: l’info-game 9

Oh no, hai fatto la scelta sbagliata! Evidentemente qualcosa non va, scopriamo insieme la VERA storia di quest’automobile.

Storia Ford C Max game

Come ogni storia, si può sempre imparare e c’è sempre una morale da condividere! 

Te la racconto subito. 

Hai scelto la Ford C-Max del 2015

Quando acquisti un’auto non affidarti al caso!
Per gli annunci presenti su automobile.it puoi scaricare un report di Carfax molto dettagliato e andare sul sicuro! 

Vuoi conoscere le storie delle altre auto? Clicca qui sotto, e torna all’inizio della nostra storia! 

Finale game_torna home page

 

 

Hai detto NO alla Ford C-Max del 2015

Auto usate senza segreti: l’info-game 5

Auto usate senza segreti: l’info-game 10

Nonostante le apparenze, hai fatto la scelta giusta! La storia di quest’auto è lunga, te la racconto subito:

LP NO- Auto 1

Come ogni storia, se c’è un lieto fine, c’è anche una morale da imparare! 

Hai scelto la Ford C-Max del 2015

Quando acquisti un’auto non affidarti al caso!
Per gli annunci presenti su automobile.it puoi scaricare un report di Carfax molto dettagliato e andare sul sicuro! 

Vuoi conoscere le storie delle altre auto? Clicca qui sotto, e torna all’inizio della nostra storia! 

LP NO- Auto 1 2