Con il suo magazine “full optional” dedicato a consigli utili e curiosità a tema auto, automobile.it mantiene ferma anche la propria attenzione sull’obiettivo di tenere costantemente aggiornati gli automobilisti sulle ultime novità del mondo dell’auto.
Nella sezione “News” del magazine è possibile trovare costantemente aggiornate tutte le notizie relative alle ultime novità del settore automotive. Al suo interno vengono seguite con particolare interesse non solo le novità auto presentate in occasione dei vari saloni, ma ci si concentra anche sui modelli che le case aggiornano nel corso della produzione allo scopo di guidare il lettore verso la scelta migliore.
Scopo della sezione è non solo quello di prendere in considerazione freddi dati tecnici e numerici, ma anche di descrivere in modo assolutamente imparziale anche le sensazioni di guida ricevute nel corso dei vari test drive.
Il lettore avrà così la sensazione di trovarsi in macchina e comprendere pregi e difetti di tutte le ultime novità presenti sul mercato dell’auto.
Particolare interesse è dedicato alle “auto news” relative alla mobilità sostenibile. Il mondo dell’auto si è evoluto velocemente nel corso dell’ultimo decennio e quasi tutti i costruttori si stanno impegnando con dedizione per abbandonare gradualmente la propulsione tradizionale in favore di motori ibridi od elettrici.
Le notizie sulle auto presenti nella sezione News guardano quindi con grande attenzione anche al mondo delle quattro ruote e della mobilità sostenibile, così da orientare il lettore in un settore in grande espansione ed ancora particolarmente complesso per quel che riguarda, ad esempio, autonomia e tempi di ricarica delle batterie.
Se il tema ambientale riveste oggi uno spazio sempre più importante nel mondo automotive, chi ama le auto vede scoccare il colpo di fulmine quando ammira le linee delle vetture. Per questo motivo, nella sezione News del magazine vengono seguiti con grande interesse anche i classici appuntamenti con i saloni dell’auto ed altri importanti eventi del settore automotive.
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Stellantis e Amazon uniscono le forze per dare vita alle auto del futuro. Il costruttore collaborerà con il colosso dell’e-commerce allo sviluppo del nuovo software che sarà montato sullo SmartCockpit, la piattaforma per l’abitacolo utilizzata sui veicoli del gruppo a partire dal 2024. Le due realtà hanno annunciato un accordo per realizzare i servizi e le esperienze connesse che aiuteranno la casa automobilistica ad accelerare l’evoluzione digitale.
Un accordo globale
L’oggetto della collaborazione tra i due gruppi è la piattaforma digitale che sta prendendo forma per mano della joint venture MobileDrive, costituita l’anno scorso da Stellantis e Foxconn e focalizzata proprio sulle nuove interfacce digitali. Il costruttore di auto potrà contare su Amazon Web Service come provider cloud e le divisioni Amazon Devices e Amazon Last Mile, che lavoreranno insieme ai tecnici di Mobile Drive a progetti di ingegneria digitale condivisa. La collaborazione riguarderà anche la progettazione e lo sviluppo delle piattaforme elettroniche delle automobili e la formazione di ingegneri specializzati. In più, a partire dal prossimo anno, Amazon arricchirà la flotta con il nuovo Ram ProMaster BEV, il primo veicolo elettrico della gamma Ram, andando ad aumentare le consegne a zero emissioni.
I servizi alla guida e in casa
In pratica, oltre a fornire il servizio di connettività, Amazon dovrà sviluppare prodotti e servizi su misura per i veicoli del gruppo Stellantis. Questo pacchetto digitale formerà parte dell’ecosistema connesso che rappresenta il futuro della mobilità del gruppo. Nello specifico, l’automobilista avrà la possibilità di monitorare a distanza la propria casa quando è in viaggio, integrando i servizi di sicurezza e di domotica di Amazon. Inoltre sarà in grado di gestire la macchina attraverso i dispositivi smart abilitati anche per mezzo di Alexa, che aggiungerà nuove funzioni personalizzate estese anche alla manutenzione o all’impostazione della temperatura a bordo.
Dall’inizio del viaggio fino all’arrivo a casa, sia su strada che off-road, STLA SmartCockpit si adatterà a comportamenti, passioni e interessi dell’automobilista. Per esempio, ai proprietari di ChryslerPacifica potrebbe essere offerto un “pacchetto” per famiglie che raccomandi contenuti multimediali, punti di interesse e altre fermate divertenti lungo il percorso. I modelli Jeep potrebbero essere dotati invece di un “coach” digitale off-road in grado di aiutare l’automobilista a calibrare la vettura e a ottimizzarne le prestazioni prima di affrontare i terreni più difficili.
Vantaggi per tutti
“Siamo entusiasti di collaborare all’innovazione dell’industria automobilistica e reinventare l’esperienza a bordo dei veicoli” – le parole di AndyJassy, CEO di Amazon – “Stiamo implementando soluzioni che aiuteranno Stellantis ad accelerare le esperienze connesse e personalizzate sulle automobili, in modo da rendere ogni spostamento più smart, sicuro e a misura di viaggiatore. Insieme, creeremo le basi per la trasformazione di Stellantis in un leader globale nello sviluppo e nell’ingegneria basati su software”.
“Questa partnership apporterà conoscenze significative a una delle nostre piattaforme chiave, STLA SmartCockpit”, ha affermato CarlosTavares, CEO di Stellantis. “Sfruttando intelligenza artificiale e soluzioni cloud, trasformeremo i nostri veicoli in spazi di vita personalizzati e miglioreremo l’esperienza globale del cliente. Le nostre automobili diventeranno più accattivanti e ricercate, apprezzabili anche quando non si guida”.
Nel corso della presentazione del piano industriale per il 2030 di Stellantis, il Gruppo ha annunciato uno storico cambio di passo che porterà tutti i marchi facenti parte del Gruppo a proporre unicamente modelli 100% elettrici entro il 2030. Il primo di questi sarà una B-Suv a batteria marchiata Jeep che potrebbe andare a sostituire l’attuale Renegade, ormai in commercio dal 2014.
Su base francese
La nuova B-Suv di Jeep nascerà sulla piattaforma e-Cmp sviluppata dall’ex gruppo PSA e appositamente pensata per le vetture elettriche. Le dimensioni dovrebbero essere molto simili a quelle dell’attuale Renegade e proprio per questo è plausibile che il modello venga chiamato a sostituire l’attuale entry-level di casa Jeep. Secondo altre indiscrezioni, tuttavia, pare che il primo modello elettrico di Jeep sarà invece più piccolo, posizionandosi un gradino sotto la Renegade. Nessuna informazione per il momento riguardo i motori. Si sa però che si potrà scegliere tra almeno due tagli di batteria e tra una versione a motore singolo a trazione anteriore o a doppio motore e trazione integrale.
Fedele alla tradizione
Se della meccanica non si conoscono ancora i dettagli, lo stesso non si può dire del design. La stessa Jeep ha infatti diramato le prime immagini ufficiali del modello, mostrando quello che potrebbe essere lo stile della versione definitiva del B-Suv elettrico di Jeep. Lo stile è indiscutibilmente Yankee, con il frontale dominato dalla calandra a sette feritoie verticali, che inglobano i gruppi ottici. Muscolosa la fiancata, con i grandi passaruota bombati, mentre nel posteriore tornano le luci a Led dalla tipica forma ad X.
Prosegue il trend negativo per il mercato delle auto. In Italia a febbraio 2022 sono state immatricolate 110.869 nuove vetture, il 22,6% in meno rispetto allo stesso mese del 2021, quando il totale ammontava a 143.161 unità grazie anche agli incentivi statali.
Se si sommano le immatricolazioni di gennaio registriamo un calo totale del 21,1%, 60.000 unità in meno rispetto ai primi due mesi del 2021; mentre il confronto con lo stesso periodo del 2019, l’anno precedente alla pandemia, dice di 125.000 auto nuove vendute in meno. Continua invece la crescita del mercatodell’usato, che a febbraio 2022 ha fatto registrare un +34,3%, con 406.956 passaggi di proprietà al lordo delle minivolture. La corona per l’auto più venduta del mese, invece, spetta alla Fiat Panda, con 9.196 unità immatricolate.
Parola di presidente
Il presidente dell’Unrae, Michele Crisci, analizza i motivi del nuovo crollo del mercato. “Siamo consapevoli della situazione gravissima e delle evidenti priorità che essa pone al Governo italiano e a noi tutti come cittadini. Auspichiamo un immediato e definitivo successo della diplomazia, ma non possiamo ignorare l’andamento ormai critico del mercato auto. Nelle ultime settimane l’attesa del varo di nuovi incentivi ha contribuito a deprimere ancora di più la domanda. Ci auguriamo, pertanto, che ricomposta al più presto la crisi internazionale, il Governo possa trovare lo spazio necessario per l’emanazione del Decreto attuativo che consenta la più rapida fruizione del fondo, sia pur ridotto a 700 milioni di euro, previsto nel recente Decreto Legge Energia, per il rifinanziamento degli incentivi”.
Calano benzina e diesel, risalgono ibride e Gpl
I veicoli a benzina e diesel perdono ancora quote di mercato, scendendo rispettivamente al 26,4% (dal 32,8%) e al 22,3% rispetto al 25,1% del febbraio dell’anno scorso. Risalgono fino all’8,2% le auto a Gpl, contro il 5,2% di febbraio del 2021. In netto calo le vetture a metano, che dimezzano la loro quota scendendo all’1,2% (erano al 2,3%). Le auto ibride (mild e full hybrid) continuano a fare la voce grossa con il 34,2% del mercato, quota in aumento se paragonata al 28,8% dell’anno scorso. La mancanza degli incentivi statali ha di fatto bloccato le vendite di auto elettriche, che si attestano al 2,8% delle immatricolazioni contro il 2,4% di febbraio 2021.
Auto benzina: 29.669 (-37,3%)
Auto diesel: 25.040 (-31,0%)
Auto Gpl: 9.237 (+23,3%)
Auto metano: 1.391 (-59,0%)
Auto ibride full hybrid: 9.691 (+1,0%)
Auto ibride mild hybrid: 28.842 (-10,0%)
Auto ibride plug-in: 5.473 (+11,3%)
Auto elettriche: 3.175 (-8,2%)
Le auto a benzina più vendute a febbraio 2022
Citroen C3 – 2.067
Opel Corsa – 1.629
Peugeot 208 – 1.577
Volkswagen T-Cross – 1.372
Volkswagen Polo – 1.293
Dacia Sandero – 1.076
Kia Picanto – 923
Ford EcoSPort – 919
Peugeot 2008 – 910
Nissan Juke – 807
Le auto diesel più vendute a febbraio 2022
Fiat 500X 1.860
Ford Kuga – 1.606
Peugeot 3008 – 1.493
BMW X1 – 1.155
Jeep Renegade – 1.062
Jeep Compass – 1.058
Peugeot 2008 – 918
Dacia Duster – 877
Volkswagen Tiguan – 692
Peugeot 208 – 647
Le auto a GPL più vendute a febbraio 2022
Dacia Duster – 1.579
Dacia Sandero – 1.476
Renault Captur – 1.410
Renault Clio – 790
Fiat Panda – 784
Lancia Ypsilon – 362
Dr 5.0 – 304
DR F35 – 268
DR 5 – 258
Dr Evo 3 – 224
Skoda Kamiq – 367
Seat Arona – 268
Volkswagen Polo – 233
Volkswagen Golf – 128
Audi A3 – 82
Volkswagen up! – 81
Fiat Panda – 54
Skoda Octavia – 47
Seat Leon – 44
Seat Ibiza – 35
Le auto ibride più vendute a febbraio 2022
Fiat Panda – 9.196
Lancia Ypsilon – 3.521
Ford Puma – 2.994
Toyota Yaris – 1.900
Toyota Yaris Cross – 1.588
Fiat 500 – 1.280
Hyundai Tucson – 1.091
Kia Sportage – 962
Toyota C-HR – 876
Suzuki Ignis – 856
Le auto ibride plug-in più vendute a febbraio 2022
Il 2022 dell’automobile inizia con un nuovo segno negativo. In tutta Italia sono state immatricolate 107.814vetture, oltre 26mila in meno rispetto a gennaio dello scorso anno (-19,7%), quando c’erano però gli incentivi del governo. Il settore automotive aspetta un piano di aiuti a lungo termine, misura che sembra quanto mai giustificata a vedere i numeri di un mercato in flessione. “Bisogna portare avanti con urgenza – le parole di Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE – i progetti del Ministero dello sviluppo economico a sostegno dell’acquisto di veicoli a basse emissioni, per non bloccare il processo di elettrificazione nel nostro Paese”.
Momento favorevole invece per il mercato dell’usato. Gennaio ha fatto registrare 348.137 passaggi di proprietà al lordo delle minivolture, +34,3% rispetto a gennaio dell’anno scorso che, va detto, aveva visto numeri molto bassi.
Benzina e diesel giù, bene le ibride
Vediamo l’andamento delle immatricolazioni a seconda dell’alimentazione. Continuano a scendere le quote di auto a benzina e diesel: 27,2% (contro il 36% del 2021) e 19% (rispetto al 25% dell’anno scorso). Il Gpl è riuscito a recuperare tre punti portandosi al 9,2% di quota (6,1% l’anno scorso), mentre il metano si è praticamente dimezzato (1,3% contro il 2% del 2021).
La palma di leader del mercato spetta alle vetture ibride, con il 34,9% di quota: le full hybrid si attestano al 10% (contro il 6,1% dell’anno scorso); mentre le mild hybrid fanno registrare il 24,9% (nel 2021 erano al 18,2%).
Le vetture totalmente elettriche (BEV) e le ibride plug-in hanno incassato un netto calo rispetto al mese precedente, dicembre 2021, bloccandosi al 3,4% e al 5% di quota (più o meno 5 punti in meno del mese scorso).
Hyundai non abbandona lo sviluppo dei motori tradizionali. La precisazione arriva direttamente da Michael Stewart, Senior Group Manager di Hyundai Motor America, che nelle scorse settimane ha smentito le voci riportate da Business Korea e The Korea Economic Daily. Le due testate coreane avevano parlato della chiusura del reparto di ricerca e sviluppo dei propulsori a combustione interna a favore della produzione esclusiva di auto a zero emissioni.
“A seguito delle recenti speculazioni dei media, Hyundai Motor Group conferma che non sta arrestando lo sviluppo dei motori termici – le parole del costruttore coreano -. Il Gruppo si impegna a fornire una solida gamma di propulsori ai clienti globali, che include una combinazione di motori ad alta efficienza e unità elettriche a emissioni zero”.
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In linea con le normative europee
Lo scorso settembre Hyundai aveva annunciato che avrebbe prodotto modelli esclusivamente a batteria nel Vecchio Continente non prima del 2035, la data scelta dalla Commissione Europea come deadline per lo stop alle vendite di auto nuove con motore a combustione interna. Negli ultimi tempi anche il Governo italiano ha deciso di allinearsi alla normativa europea.
Il futuro “pulito” di Hyundai
Ad ogni modo, il gruppo coreano ha già iniziato a puntare sulle auto elettriche: l’anno scorso sono stati lanciati il crossover Ioniq 5 e la “sorella” Kia EV6, basate sull’inedita piattaforma E-GMP. Hyundai prevede che entro il 2040 le vetture elettriche alimentate a batteria e a celle di combustibile rappresenteranno l’80% delle vendite annuali del marchio.
L’azienda coreana ha smentito anche le indiscrezioni della testata The Chosun Ilbo sull’interruzione della ricerca e lo sviluppo della tecnologia full cell di terza generazione per quando riguarda i motori a idrogeno. Hyundai ha dichiarato di voler investire sulle celle a combustibile di prossima generazione e di voler utilizzare questa soluzione sul brand di lusso Genesis.
Le batterie allo stato solido rappresentano il futuro dell’automobile. A parità di dimensioni, rispetto a quelle al litio garantiscono maggiore autonomia e ricariche più rapide. Per questi motivi numerose case automobilistiche si stanno muovendo nella nuova direzione. Durante il CES di Las Vegas, Toyota ha confermato che entro il 2025 inizierà a montare le batterie allo stato solido sui suoi modelli elettrificati.
La strategia del marchio giapponese
Gill Pratt, direttore scientifico del Toyota Research Institute, ha dichiarato in un’intervista ad Autoline che la casa giapponese in un primo momento utilizzerà la nuova tecnologia su una vettura ibrida e non su una interamente elettrica. La scelta è dovuta esclusivamente a ragioni economiche: Pratt sostiene che una vettura 100% elettrica, già più cara rispetto alle auto con motore termico, con le batterie allo stato solido diventerebbe inaccessibile per la maggior parte degli automobilisti. I costi di produzione dei nuovi accumulatori dovrebbero ridursi entro il 2025, ma in maniera non sufficiente se montati sui modelli a emissioni zero. L’intenzione di Toyota è di usare le nuove batterie sulle auto elettriche soltanto quando i costi si saranno abbassati ulteriormente.
Dopo le ibride sarà la volta delle supercar
La grande autonomia e le prestazioni che sembrano poter garantire le batterie allo stato solido potrebbero rappresentare un punto di svolta anche per il processo di elettrificazione delle moderne supercar. Per questa ragione i prossimi modelli performance di Toyota e Lexus potrebbero integrare batterie di questo tipo. La casa giapponese ha già svelato la Electrified Sport, la concept car di casa Lexus che potrebbe usufruire della nuova tecnologia e che è considerata l’erede della Lexus LFA. Secondo il costruttore è in grado di percorrere 700 km con una ricarica e di scattare da 0 a 100 km/h in meno di 2,5 secondi.
Come funzionano le batterie allo stato solido
La corrente generata dalle batterie allo stato solido è maggiore fino a cinque volte rispetto alle batterie al litio. Le celle hanno una densità di energia doppia e potrebbero alimentare un veicolo elettrico minimo per 500 km con una singola carica. In questo tipo di batterie l’elettrolita solido prende il posto di quello liquido presente nelle batterie agli ioni di litio: tale soluzione permette agli accumulatori di produrre più densità di energia e di occupare meno spazio. La maggior compattezza ed efficienza, l’autonomia superiore e i tempi di ricarica ridotti costituiscono una svolta per l’automotive: il modello su cui sta lavorando Toyota raggiunge i 400 Wh/litro, ma gli esperti del marchio giapponese assicurano che possa arrivare a 700 Wh/litro entro il 2025.
Dopo Mercedes, anche Volvo si appresta a lanciare la guida autonoma, ma gli svedesi fanno un ulteriore passo avanti puntando su quella di livello 4. La tecnologia adottata dalla casa svedese si chiama Ride Pilot: i test di sicurezza, con la collaborazione di Zenseact, saranno intensificati a breve sulle strade della California, luogo scelto per il clima, le condizioni del traffico e il quadro normativo favorevoli per soluzioni del genere. Volvo è uno dei brand più attivi per quanto riguarda l’elettrificazione e le nuove tecnologie, al pari di Tesla da sempre in prima linea con Autopilot per la guida intelligente.
I vantaggi di Ride Pilot
Il costruttore svedese assicura che, quando la tecnologia sarà perfezionata e messa a punto, il guidatore potrà togliere le mani dal voltante e dedicarsi ad altre attività come scrivere, leggere e anche lavorare. L’intelligenza artificiale si occuperà della guida e Volvo se ne assumerà la responsabilità, permettendo al conducente di evitare lo stress e la tensione da traffico intenso e ingorghi e arrivare a destinazione più riposato.
Come funziona
Ride Pilot è composto da una fitta rete di sensori. Il sensore LiDAR fornito da Luminar integra la dotazione di cinque radar, otto telecamere e sedici sensori a ultrasuoni. Questa tecnologia, unita ai sensori di serie e al continuo aggiornamento del software in modalità over-the-air, garantisce un’ottima affidabilità, con la vettura che sarà in grado di “vedere” e “leggere” tutte le situazioni che via via si verificano sulla strada.
L’esordio sul nuovo Suv
La guida autonoma sarà installata nella prossima generazione di auto elettriche: l’esordio di questa tecnologia avverrà sul Suv elettrico erede della XC90, che sarà presentato entro quest’anno. All’inizio Ride Pilot verrà offerto soltanto agli acquirenti della California che dovranno pagare un abbonamento aggiuntivo; in una seconda fase Volvo punterà a vendere le auto intelligenti anche in altri Paesi, che per adeguarsi dovranno rivedere le proprie normative sulla responsabilità in caso di incidente.
Il Governo rimette il settore dell’auto al centro delle politiche industriali dopo aver escluso gli incentivi all’acquisto dalla legge di Bilancio 2022. L’ultimo stanziamento di risorse del Ministero dello Sviluppo economico (Mise) prevede 2,2 miliardi di euro a sostegno della competitività delle filiere industriali strategiche del Paese, delle quali fanno parte automotive, batterie, rinnovabili e tutela dell’ambiente, microelettronica, semiconduttori, metallo ed elettromeccanica; oltre a turismo, design, moda, arredo e agroindustria.
I dettagli
Il Mise ha specificato la ripartizione delle cifre stanziate. L’importo complessivo comprende i 450 milioni di euro previsti dalla Manovra, da aggiungere al fondo del Pnrr, pari a 750 milioni di euro di investimenti riservati in digitalizzazione, innovazione e competitività delle filiere del made in Italy, più un miliardo nelle principali filiere della transizione ecologica, favorendo anche i processi di riconversione industriale con la costruzione di Gigafactory per realizzare batterie e pannelli fotovoltaici e per l’eolico. L’obiettivo dichiarato del Ministero è la realizzazione di “almeno 40 nuovi progetti d’investimento su tutto il territorio nazionale attraverso lo strumento agevolativo dei contratti di sviluppo nei settori”.
Il ruolo fondamentale del lavoro
Il Mise sottolinea che ogni progetto che sarà sostenuto economicamente dal Governo dovrà essere funzionale alla nascita, allo sviluppo o al rafforzamento di imprese appartenenti a filiere strategiche che siano in grado di aumentare la produttività e la crescita economica del Paese oltre che generare un impatto positivo sull’occupazione. Le imprese che presenteranno richiesta di accesso ai fondi, nel caso in cui il piano preveda l’aumento del personale, dovranno impegnarsi ad assumere in via prioritaria i percettori di interventi di sostegno al reddito, disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo e lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi attivi presso il Mise.
Un segnale per i lavoratori
La misura impatterà anche i lavoratori. “Lo strumento dei contratti di sviluppo è stato ridisegnato proprio con l’obiettivo di agevolare la realizzazione di progetti d’investimento che favoriscono la reindustrializzazione e la valorizzazione del nostro patrimonio industriale – sottolinea il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti – incentivando programmi di ricerca e di trasferimento tecnologico che sono la chiave per vincere la sfida della transizione digitale e green”. “In quest’ottica – ha concluso il titolare del Mise – abbiamo anche voluto dare un segnale chiaro e concreto ai lavoratori coinvolti in aree territoriali e aziende in crisi, legando la concessione di incentivi agli impegni degli investitori ad assumerli”.