Con il suo magazine “full optional” dedicato a consigli utili e curiosità a tema auto, automobile.it mantiene ferma anche la propria attenzione sull’obiettivo di tenere costantemente aggiornati gli automobilisti sulle ultime novità del mondo dell’auto.
Nella sezione “News” del magazine è possibile trovare costantemente aggiornate tutte le notizie relative alle ultime novità del settore automotive. Al suo interno vengono seguite con particolare interesse non solo le novità auto presentate in occasione dei vari saloni, ma ci si concentra anche sui modelli che le case aggiornano nel corso della produzione allo scopo di guidare il lettore verso la scelta migliore.
Scopo della sezione è non solo quello di prendere in considerazione freddi dati tecnici e numerici, ma anche di descrivere in modo assolutamente imparziale anche le sensazioni di guida ricevute nel corso dei vari test drive.
Il lettore avrà così la sensazione di trovarsi in macchina e comprendere pregi e difetti di tutte le ultime novità presenti sul mercato dell’auto.
Particolare interesse è dedicato alle “auto news” relative alla mobilità sostenibile. Il mondo dell’auto si è evoluto velocemente nel corso dell’ultimo decennio e quasi tutti i costruttori si stanno impegnando con dedizione per abbandonare gradualmente la propulsione tradizionale in favore di motori ibridi od elettrici.
Le notizie sulle auto presenti nella sezione News guardano quindi con grande attenzione anche al mondo delle quattro ruote e della mobilità sostenibile, così da orientare il lettore in un settore in grande espansione ed ancora particolarmente complesso per quel che riguarda, ad esempio, autonomia e tempi di ricarica delle batterie.
Se il tema ambientale riveste oggi uno spazio sempre più importante nel mondo automotive, chi ama le auto vede scoccare il colpo di fulmine quando ammira le linee delle vetture. Per questo motivo, nella sezione News del magazine vengono seguiti con grande interesse anche i classici appuntamenti con i saloni dell’auto ed altri importanti eventi del settore automotive.
BMW mette la freccia e supera Mercedes nelle vendite globali tra i brand premium. Il 2021 è stato un anno complicato per l’automotive, a causa della pandemia e della crisi dei chip, fattori che hanno creato problemi a numerosi costruttori e giocato un ruolo importante nei nuovi equilibri di mercato, come testimonia il sorpasso clamoroso operato negli Stati Uniti di Toyota ai danni di General Motors, regina incontrastata delle vendite dal 1931.
I numeri di BMW e Mercedes
Il conteggio delle vendite non include gli altri marchi dei due gruppi tedeschi, ovvero Mini e Rolls-Royce per BMW e Smart e Daimler Trucks per Mercedes. La casa di Monaco di Baviera ha venduto 2.213.795 vetture, il 9,1% in più rispetto al 2020, mentre la il brand dei Quattro Anelli si è fermata a 2.054.962 unità, facendo registrare un calo del 5% rispetto all’anno precedente. Nell’ultimo trimestre del 2021 Mercedes ha dovuto fare i conti con una contrazione della produzione del 25% e, data la situazione, avrebbe deciso di dare la priorità ai modelli con margini di guadagno più elevati. La conseguenza è che vetture come Classe S, Maybach e le versioni sportive AMG hanno registrato un aumento di vendite tra il +51% e il +17% rispetto al 2020.
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Il mercato premium in Italia
Da noi Audi è il marchio che ha venduto di più con 55.719 consegne, BMW si ferma al secondo posto con 51.276 vetture vendute contro le 47.325 di Mercedes. Tutti e tre i produttori hanno avuto numeri migliori rispetto al 2020: BMW ha fatto registrare un +11,4%, Mercedes un +3%, mentre Audi ha guadagnato più di tutti con un +11,8%. La BMW X1 è stata l’automobile premium più venduta in Italia con 13.525 esemplari, davanti ad Audi Q3 (13.056), Volvo XC40 (11.533), BMW Serie 1 (11.200), Mercedes Classe A (11.016) e Audi A3 (10.822).
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Le novità del 2022
Molto probabilmente anche quest’anno i costruttori dovranno fare i conti con la crisi dei chip, che potrebbe condizionare le vendite dei marchi premium, al pari della svolta verso l’elettrificazione. Mercedes e BMW hanno già annunciato di puntare con convinzione sulle auto a emissioni zero. La casa di Stoccarda si affida a Eqb, Eqe ed Eqs. Inoltre nel corso dell’anno appare molto probabile la presentazione dei Suv basati sulle due ammiraglie elettriche e della versione di serie dell’Eqg. BMW, invece, inizierà a consegnare la nuova Serie 2 Active Tourer ibrida e sono previsti anche i debutti delle versioni a emissioni zero di X1, Serie 5 e Serie 7.
La crociata contro le auto diesel prosegue senza sosta. Molte amministrazioni locali hanno stabilito per il 2022 limiti alla circolazione ancora più stringenti. Vediamo quali sono tutte le novità previste.
La politica comunitaria, e di riflesso quella nazionale, ha ormai messo nel mirino le auto diesel indicando questa motorizzazione come la maggiore responsabile della scarsa qualità dell’aria nelle grandi metropoli. Per questa ragione molte amministrazioni hanno stabilito limiti severi alla circolazione di queste vetture anche per il 2022. Tuttavia, complice lo stato di emergenza dettato dalla pandemia e prolungato sino al 31 marzo, il divieto di circolazione delle auto diesel Euro 4 è stato posticipato, anche se non tutti i Comuni si sono adeguati. Di sicuro le auto diesel con una classe di omologazione più bassa, fino ad Euro 3, sono adesso praticamente inutilizzabili per circolare nella maggior parte delle grandi città.
Il futuro delle auto diesel in Italia
Chi si appresta ad acquistare un’auto nuova è assalito da molti dubbi circa la motorizzazione da scegliere. Puntare sul diesel può rivelarsi rischioso perché anche un motore Euro 6 potrebbe subire forti limitazioni alla circolazioni a breve. Per questa ragione il futuro delle auto diesel in Italia sembra orami segnato ed a dimostrazione di questa previsione sono arrivati anche i dati di vendita del 2021 che, per la prima volta, hanno visto il sorpasso delle auto elettriche su quelle diesel.
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Limitazioni diesel: i provvedimenti nelle principali città italiane
Come abbiamo anticipato in precedenza, le amministrazioni locali vanno in ordine sparso in merito alle limitazioni auto diesel. Alcune metropoli come Milano e Torino, alla fine dello scorso anno, hanno adottato provvedimenti severi con il capoluogo lombardo che ha vietato la circolazione alle auto diesel fino alle Euro 4 per il superamento dei livelli di allerta relativi alle polveri sottili, mentre nel capoluogo piemontese il divieto di circolazione è stato esteso anche alle diesel Euro 5. Tuttavia, con la proroga dello stato di emergenza dettato dalla pandemia, a Milano, così come in Veneto, è venuto meno il divieto alla circolazione delle diesel Euro 4 fino al 31 marzo 2022, mentre a Torino il divieto di circolazione è stato esteso fino alle diesel Euro 4 salvando così le Euro 5. A Roma, infine, il divieto di circolazione alle auto dieselEuro 4 scatterà a novembre e coinvolgerà la ZTL “Fascia Verde”.
Blocco auto diesel in base alla classificazione euro
Abbiamo notato come il divieto alla circolazione delle auto diesel varia da città a città in considerazione della classificazione euro. Ovviamente sono maggiormente penalizzate le vetture più anziane, cioè quelle con omologazione da Euro 0 a Euro 3, mentre entro la fine dell’anno anche le Euro 4 subiranno le stesse limitazioni.
Euro 6 diesel: fino a quando possono circolare
Nella categoria delle Euro 6 rientrano tutte le auto immatricolate a partire dal 1 settembre 2015 ed anche queste vetture verranno bandite nei prossimi anni dai centri cittadini. A Milano, ad esempio, sarà vietato l’ingresso in Area B a partire dal 1 ottobre 2024 per tutte le vetture acquistate dopo il 31.12.2018.
Euro 5 diesel, fino a quando possono circolare?
Nella categoria delle Euro 5 rientrano tutte le auto immatricolate a partire dal 1 settembre 2009 e per le auto diesel il divieto alla circolazione nelle principali città italiane, salvo ripensamenti, scatterà dal primo ottobre 2025.
Euro 4 diesel: fino a quando potranno circolare
Come abbiamo visto in precedenza, le auto diesel Euro 4 avrebbero dovuto subire forti limitazioni alla circolazione già a partire dallo scorso mese di dicembre ma, complice la proroga dello stato di emergenza, potranno continuare a circolare almeno fino al 31 marzo 2022.
Euro 3 diesel: limitazioni alla circolazione
Le auto omologate Euro 3 diesel sono quelle che già oggi non possono più circolare in numerose città italiane. A Roma, ad esempio, il divieto è scattato da ottobre 2018, così come a Milano dove la circolazione alle Euro 3 diesel, sempre dal 2018, è vietata per l’accesso in Area B. Dal mese di ottobre 2018 anche a Torino è stata vietata la circolazione alle diesel Euro 3 nella zona urbana centrale.
Cose da sapere
Quali sono le novità in merito al blocco auto diesel per il 2022?
Molte amministrazioni hanno stabilito limiti severi alla circolazione di queste vetture anche per il 2022. Tuttavia, complice lo stato di emergenza dettato dalla pandemia e prolungato sino al 31 marzo, il divieto di circolazione delle auto diesel Euro 4 è stato posticipato, anche se non tutti i Comuni si sono adeguati. Di sicuro le auto diesel con una classe di omologazione più bassa, fino ad Euro 3, sono adesso praticamente inutilizzabili per circolare nella maggior parte delle grandi città.
Quali sono le regole per il blocco della circolazione delle auto diesel euro 6?
Nella categoria delle Euro 6 rientrano tutte le auto immatricolate a partire dal 1 settembre 2015 ed anche queste vetture verranno bandite nei prossimi anni dai centri cittadini. A Milano, ad esempio, sarà vietato l’ingresso in Area B a partire dal 1 ottobre 2024 per tutte le vetture acquistate dopo il 31.12.2018.
Quali sono le regole per il blocco della circolazione delle auto diesel euro 5?
Nella categoria delle Euro 5 rientrano tutte le auto immatricolate a partire dal 1 settembre 2009 e per le auto diesel il divieto alla circolazione nelle principali città italiane, salvo ripensamenti, scatterà dal primo ottobre 2025.
Quali sono le regole per il blocco della circolazione delle auto diesel euro 4?
Le auto diesel Euro 4 avrebbero dovuto subire forti limitazioni alla circolazione già a partire dallo scorso mese di dicembre ma, complice la proroga dello stato di emergenza, potranno continuare a circolare almeno fino al 31 marzo 2022.
Volvo continuerà a puntare su berline e station wagon. La strategia della casa svedese non cambia anche se i dati sulle vendite sono impietosi: nei primi nove mesi dell’anno da poco concluso, il Suv XC60 ha venduto 162.600 esemplari in tutto il mondo, un numero maggiore rispetto alle iconiche S60, V60, S90 e V90 messe insieme.
Se si prendessero in considerazione soltanto le vendite, familiari e berline sembrerebbero al capolinea, invece il marchio scandinavo ha deciso di portare ancora avanti questi due segmenti, che continueranno ad affiancarsi a Suv e crossover.
La gamma del futuro
Il ceo Hakan Samuelsson, in un’intervista alla testata britannica Autocar, ha svelato i piani di Volvo. Il dirigente ha sottolineato che le S e le V saranno sostituite a breve con modelli nuovi dalla linea completamente rivisitata. “Stiamo lavorando su vetture dalla carrozzeria più bassa e con un design meno squadrato per migliorare l’aerodinamica, due aspetti cruciali per aumentare l’efficienza delle auto elettriche e non solo. Questi modelli andranno ad affiancare la nostra gamma di Suv” . Queste le dichiarazioni di Samuelsson, che nei prossimi mesi cederà il proprio posto a Jim Rowan, ex ceo di Dyson, per passare alla direzione di Polestar, il marchio di modelli elettrici ad alte prestazioni del produttore svedese. Le novità per quanto riguarda berline e station wagon non si fermano all’estetica e all’aerodinamica: Volvo ha annunciato che cambierà anche i nomi a queste vetture, abbandonando il tradizionale sistema con lettere e numeri.
Elettrico e guida autonoma
La casa svedese punta a incrementare la percentuale di veicoli elettrici nei prossimi anni. Volvo vuole vendere il 50% di auto a emissioni zero entro il 2025 e per farlo aumenterà la produzione dagli attuali 15.000 esemplari annuali fino a 150.000unità fra quest’anno e il 2023. Molto probabilmente anche le eredi di S60, V60, S90 e V90 avranno una versione elettrica. Inoltre quest’anno dovrebbe arrivare un’altra importante novità con il lancio del nuovo Suv elettrico che andrà a sostituire l’XC90. Il nuovo modello Volvo sarà dotato di sistemi di guida autonoma di livello 4, che nei prossimi anni sarà montata anche sulle altre vetture della gamma della casa svedese.
Nonostante la generale ripresa economica del 2021, il mercato auto chiude comunque in forte sofferenza: se nel 2020 la causa di tale contrazione era l’avvento del Covid19, nell’anno appena chiuso le vendite hanno subito principalmente gli effetti della scarsa disponibilità di prodotto.
Il 2021 si chiude con 1.458mila auto immatricolate, registrando un +5,5% rispetto al 2020, ma un -24% circa rispetto al 2019, un quarto di auto in meno rispetto al «pre-pandemia».
Ad influire principalmente in questa chiusura dell’anno molto «al ribasso» rispetto al 2019 è stato il crollo graduale e sempre più accentuato delle immatricolazioni avvenuto da metà anno. Con dicembre infatti si registra il peggior trend mensile rispetto al 2019 (-38,3%), che ha visto immatricolate 87mila autovetture circa, di molto inferiori anche al 2020 in cui erano pari a 120mila circa (registrando un -27,5%).
Con dicembre risultano inoltre fortemente in sofferenza i privati, con un forte calo della quota di mercato detenuta rispetto ai mesi scorsi.
Mercato auto usate
Anche per il mercato delle auto usate il 2021 si chiude in contrazione rispetto al 2019, registrando un -17,5%.
In totale sono state vendute nell’anno 3.450 auto mentre nel 2019 ne sono state vendute 4.186.
Confrontando lo stesso dato con il 2020 il trend registrato è pari a +14,4%: l’usato sembra chiudersi meno in sofferenza rispetto al nuovo.
A livello mensile dicembre chiude registrando un -14,3% rispetto a dicembre 2019 mentre chiude in pareggio con il 2020.
Rapporto Usato/Nuovo
Interessante osservare la quota di mercato detenuta rispettivamente dall’immatricolato nuovo e dall’usato nel corso del 2020 e 2021, ma soprattutto il rapporto tra passaggi di proprietà e immatricolazioni vetture nuove: nel 2020 questo valore si era assestato a 2,19, di poco superiore al 2019 (era 2,18), a conferma del fatto che l’anno scorso i due mercati hanno subito la stessa contrazione (circa -30%).
È evidente come negli ultimi sei mesi, ovvero da quando ha iniziato a farsi sentire la crisi dei microchip, questo rapporto abbia subito un cambio radicale, ovviamente in drastico aumento rispetto allo storico, evidenziando un mercato del nuovo in crisi.
Questo dato si assesta a novembre ad un valore pari a 3,17, il peggiore registrato nell’anno, a significare una contrazione del nuovo molto più marcata rispetto all’usato.
Si evidenzia quindi come nel mese di dicembre per ogni vendita di auto nuova sia corrisposta mediamente la vendita di poco più di 3 auto usate.
Il volume globale delle vendite a dicembre (362mila autovetture) ha interessato quindi per il 24% auto nuove e per il 76% auto usate, con una ripartizione totalmente differente rispetto ai mesi precedenti in cui il nuovo cubava circa il 33/34%.
Complessivamente nel 2021 la vendita delle auto nuove ha interessato il 30% del volume totale, chiudendo l’anno con un rapporto usato/nuovo pari a 2,37.
Approfondimento auto nuove
Come per gli ultimi due mesi anche a dicembre il confronto Top10 è effettuato con il 2020 e non più con il 2019. Di seguito alcune considerazioni:
Kia e Hyundai escono dalla classifica seppur mostrando ancora un trend positivo rispetto all’anno precedente, rispettivamente pari a +8,4% e +39,8%;
Audi e BMW, seppure in sofferenza rispetto al 2020, in termini assoluti hanno registrato un maggior numero di immatricolazioni rispetto ai sopra citati;
Tra i Top10 brand l’unico marchio che presenta un trend positivo è Dacia, con un +30,2% rispetto a dicembre 2020;
Tutti gli altri brand risultano in forte contrazione, oscillante tra -30% e -40%;
Si riconferma Ford come il brand più in sofferenza (-45%), questo mese assieme anche a Renault;
Anche Toyota questo mese risulta più in sofferenza rispetto ai mesi precedenti, registrando un -25% circa.
Guardando la classifica in alto, relativa all’intero 2021, si evidenzia ovviamente un trend cumulato negativo per tutti i brand, mentre i brand più in sofferenza risultano Ford e Renault.
Guardando la performance di dicembre 2021 rispetto al mese precedente notiamo una performance negativa di tutti i brand ad eccezione di Peugeot.
Immatricolazioni per alimentazione
Con dicembre 2021 si conclude un anno che, come già menzionato ripetutamente, evidenzia le differenze nel comportamento di acquisto da parte del consumatore finale rispetto al 2019, quando quest’ultimo privilegiava l’acquisto di vetture a diesel o benzina.
Focalizzando l’attenzione sull’analisi comparativa tra dicembre 2019 e dicembre 2021 si può notare una crescita significava delle immatricolazioni di vetture nuove elettriche +630% e vetture nuove ibride pari a +228%.
Diminuiscono invece le forme di alimentazioni tradizionali quali metano (-53%), GPL (-24,5%), Diesel (-63%) e benzina (-66,4%).
Continua invece il trend negativo anche se in maniera poco significativa dell’immatricolazione di nuove vetture ibride (36,5% rispetto a novembre 2021 pari a 36,6%), ancora distante dalla quota registrata ad ottobre 2021 pari a 40,2%, la cui causa si ritrova nello stop degli incentivi ed Ecobonus da parte dello Stato.
Complessivamente nell’anno 2021, le vetture ibride ed elettriche hanno riguardato il 38,3% delle vendite totali, dato in costante crescita.
Passaggi di proprietà
Confrontando i dati sui passaggi di proprietà di dicembre 2021 con quelli dello stesso mese del 2020, notiamo come ci sia stato un calo generalizzato di tutti i brand, a dimostrazione della sofferenza del mercato dell’usato nel mese appena trascorso.
Appare praticamente immutata, invece, la quota di mercato detenuta dai principali brand.
Il Coronavirus sta ancora correndo in Italia, con ripercussioni molto serie in diversi settori. Per contenere quanto più possibile il numero dei contagi e agevolare tutta una serie di operazioni il Governo ha stabilito una serie di provvedimenti, tra cui la proroga per il rinnovo della patente.
Slitta tutto a giugno 2022
Dopo le proroghe previsti con i diversi decreti varati nel corso del 2020 e del 2022, il governo torna sul tema dei rinnovi delle patenti, prorogando la validità di queste, così come dei fogli rosa, fino al 29 giugno 2022. Tutti i documenti di idoneità alla guida scaduti o in scadenza tra il 31 gennaio 2020 ed il 31 maggio 2022, restano quindi validi fino alla prossima estate.
I permessi speciali
Nella circolare emessa dal ministero non si sottolineano interventi specifici per quanto riguarda i permessi speciali. Anche il rinnovo delle diverse categoriespeciali, i certificati Cqc per mezzi pesanti e Cfp per il trasporto di merci pericolose restano quindi validi fino al 29 giugno 2022.
L’Italia dice stop alla vendita di auto nuove con motore a combustione interna entro il 2035, mentre per i furgoni e i veicoli da trasporto commerciale leggeri ci sarà tempo fino al 2040. E’ la decisione presa dal Cite, Comitato interministeriale per la Transizione ecologica. L’Italia si allinea alla proposta della Commissione Europea che ha come obiettivo il taglio delle emissioni inquinanti e per ridurre i gas serra del 55% entro il 2030.
Non solo auto elettriche
Il percorso di riduzione delle emissioni va oltre l’elettrificazione e apre le porte anche ad altre alternative. “Bisogna mettere in campo tutte le soluzioni funzionali alla decarbonizzazione dei trasporti – si legge nella nota del Cite – in una logica di ‘neutralità tecnologica’ valorizzando non solo i veicoli elettrici, ma anche le potenzialità dell’idrogeno, nonché riconoscendo, per la transizione, il ruolo imprescindibile dei biocarburanti, in cui l’Italia sta costruendo una filiera domestica all’avanguardia”.
Deroghe per le auto sportive
E’ allo studio anche una deroga per le auto di grossa cilindrata come Lamborghini e Ferrari, che da sempre basano il loro fascino sul rombo dei loro motori. “Per quanto riguarda i costruttori di nicchia, misure specifiche potranno essere eventualmente valutate con la Commissione europea all’interno delle regole comunitarie” precisa la nota ufficiale.
Il nodo posti di lavoro
La sterzata verso i veicoli a zero emissioni, inevitabilmente, si rifletterà sul mondo del lavoro, come ha precisato all’assemblea della Cna il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. “La scelta di andare verso l’auto elettrica ha una conseguenza, già stimata e precisata: oltre la metà della manodopera che attualmente lavora nella filiera dell’automotive, nel motore a combustione, non lavorerà più in quel settore. Questo è un discorso che è giusto porre, senza fare del terrorismo industriale”. Il ministro ha aggiunto che “dobbiamo cambiare anche il tipo di cultura con cui affrontiamo questi temi. Formazione continua vuol dire che, durante la propria vita, bisogna anche immaginare di cambiare lavoro. Non esiste più il posto a tempo indeterminato, fisso. Esisteranno lavori che, in qualche modo, devono anche seguire le trasformazioni in corso”. Secondo l’associazione europea della componentistica, Clepa, l’Italia nel 2040 rischia di perdere circa 73.000 posti di lavoro, di cui 67.000 già nel periodo che va dal 2025 al 2030.
Dal prossimo anno Mercedes potrà usare un sistema di guida assistita di livello 3 su alcune strade pubbliche in Germania. La KBA (Kraftfahrt-Bundesamt), autorità tedesca dei trasporti, ha dato il via libera al sistema drive pilot: è la prima volta che l’ente tedesco autorizza l’uso di un sistema di guida assistita di livello superiore al 2.
Cosa è il livello 3
Il livello 3 prevede l’automazione della guida in alcune circostanze, con la presenza del conducente dietro il volante sempre comunque pronto a prendere il controllo dell’auto, e verrà montato sulle Mercedes Classe S ed EQS. Il sistema, che si attiva premendo un pulsante situato sul volante, è in grado di controllare in autonomia l’auto e fino a una velocità massima di 60 km/h. Una volta che il drive pilot è attivo, il guidatore può disinteressarsi di quello che avviene nel traffico e dedicarsi ad altre attività, come usare lo smartphone o le numerose funzioni dell’infotainment. In pratica è un aiuto in situazioni di traffico intenso in tangenziale o in autostrada. Non è corretto parlare di guidaautonoma, che riguarda soltanto i livelli 4 e 5, con l’auto che è in grado di guidarsi da sola in qualsiasi situazione. Nel livello 5, addirittura, il conducente non ha la possibilità di prendere il controllo della vettura, perché non ci sono volante e pedali.
Come funziona
Il drive pilot utilizza un lidar, sensori a ultrasuoni, una telecamera nel lunotto posteriore e alcuni microfoni in grado di riconoscere le luci blu e altri segnali dei veicoli di emergenza. Il drive pilot può contare anche su una mappa digitale in HD che gli fornisce informazioni sulla conformazione della strada, il percorso, i cartelli stradali e gli imprevisti come incidenti e lavori lungo la carreggiata. Il sistema è in grado di gestire velocità e distanza, mantenendo l’automobile nella propria corsia e controllando tutto quello che avviene lungo il percorso, riuscendo anche a reagire tempestivamente ad eventi imprevisti come sorpassi azzardati da parte di altre vetture.
Gli altri costruttori
Mercedes fa dunque da apripista all’approvazione dei sistemi di guida assistita di livello 3, ma la concorrenza non sta a guardare. Audi, già quattro anni fa, aveva presentato questa tecnologia sulla A8, ma non è mai stata abilitata su strade pubbliche. BMW e il Gruppo Stellantis hanno invece stretto un’alleanza: le vetture tedesche dovrebbero presentare questo sistema l’anno prossimo, mentre la prima vettura dotata di questa tecnologia con uno dei marchi di Stellantis non arriverà prima del 2024. A questi, ovviamente, si somma Tesla, che da anni lavora sul fronte della guida autonoma.
Cerchi un’auto di seconda mano, trovi quella che sembra fare al caso tuo e magari ne apprezzi, tra gli altri aspetti, il fatto che non abbia macinato poi troppi chilometri fino a questo momento. Insomma, usata sì, ma non troppo. Ma chi ti assicura che sia davvero così?
Purtroppo capita di imbattersi in annunci in cui il chilometraggio delle vettura è stato manomesso per aumentare il valore commerciale della vettura, e quindi il prezzo finale. La pratica è nota: spendendo poche decine di euro per pagare un tecnico in grado di ritoccare il contachilometri, se ne guadagna qualche migliaio in più, grazie a questo miracoloso ringiovanimento del veicolo. È facile capire che, per chi non mette l’onestà al primo posto nel proprio lavoro, questo trucchetto rappresenti una allettante tentazione, e possa diventare una prassi consolidata.
Non pensare che il problema esista solo in Italia. Un rapporto del Parlamento europeo pubblicato nel 2018 che affrontava proprio il tema dello schilometraggio, metteva in evidenza che la manipolazione illecita dei contachilometri nei veicoli di seconda mano è molto diffusa nelle auto oggetto di scambi transfrontalieri nell’UE e si stima che riguardi fino al 50% dei casi. Questo tasso, faceva notare il rapporto, può essere ancora più alto nei “nuovi” Stati membri dell’UE, dove la frode del contachilometri nelle auto importate è fino a tre volte più frequente che nei “vecchi” Stati membri.
L’entità del danno
I principali impatti negativi delle frodi sul contachilometri sono a carico dei consumatori, vengono violati i loro diritti alla trasparenza, si riduce la loro fiducia e finiscono per spendere più soldi, anche perché le spese di manutenzione e di riparazione aumentano.
Anche la sicurezza ne risente: nella convinzione di avere per le mani un’auto più “giovane” di quel che è in realtà, si può tardare a farne la manutenzione o sottovalutare segnali che dovrebbero invece mettere in allarme. I costi economici totali delle frodi sul contachilometri delle auto usate scambiate a livello transfrontaliero nell’UE, conclude il rapporto del Parlamento europeo, possono essere stimati in almeno 1,31 miliardi di euro, generando 8,77 miliardi di euro di perdite. Vale la pena ricordare che in Italia la manomissione dei contachilometri è punita sia a titolo di truffa (art. 640 c.p.) che di frode nell’esercizio del commercio (art. 515 c.p.).
Come funziona
La manomissione del contachilometri è un fatto tecnico che non rappresenta una difficoltà per chi è del mestiere: basta portare indietro letteralmente il contachilometri e intervenire sulle centraline elettroniche dell’auto. Occorre però saper scegliere le auto sulle quali la truffa può funzionare al meglio e avere meno probabilità di essere scoperta. Si tratta spesso delle cosiddette “auto aziendali”, seminuove, utilizzate dai dipendenti delle aziende, e che di solito provengono da società di noleggio a lungo termine. Parliamo di veicoli con pochi anni di vita, non più di tre o quattro, che quindi spesso non hanno ancora passato la prima revisione.
Di solito hanno avuto una manutenzione regolare, ma spesso hanno percorso più chilometri rispetto alla media delle auto immatricolate nello stesso anno. Vengono immesse nel mercato dei rivenditori di usato attraverso aste online e fisiche, gestite da società specializzate, dopo averle sottoposte a una perizia, svolta da una società terza che redige un rapporto sullo stato della macchina, con tanto di fotografie che documentano eventuali danni alla carrozzeria, lo stato degli interni e il chilometraggio che risulta dal contachilometri. Una volta acquistato il mezzo, il contachilometri viene riportato indietro anche di 100.000 km e oltre per renderlo più appetibile.
Tre anni fa un’indagine di Altroconsumo ha verificato sul campo sia la pratica sia l’entità dei chilometri tolti alle auto da vendere. I nostri incaricati hanno confrontato per un certo numero di auto se i km riportati nell’asta dalla quale il concessionario ha acquistato il veicolo fossero gli stessi indicati poi dal contachilometri al momento della vendita. La visita a quattro autosaloni in Lombardia ed Emilia-Romagna ha fatto emergere differenze di 24.000, 42.000 e 100.000 km.
Come difendersi
Per capire se un’auto usata può aver davvero percorso solo i km segnati nel contachilometri bisogna diventare un po’ investigatori, con l’aiuto dei giusti mezzi. Ecco qualche consiglio.
Cosa deve farti insospettire
Tieni conto che la documentazione che il venditore, (privato o dealer), ti mostra per convincerti che il chilometraggio è corretto, i libretti di manutenzione, con l’elenco dei tagliandi effettuati nel tempo, possono essere contraffatti oppure falsificati.
Se ti rivolgi a una rivendita di automobili di seconda mano, fatti venire qualche dubbio se noti un numero elevato di veicoli in vendita con le stesse caratteristiche (prezzo, età, km…). Può capitare che i venditori ufficiali abbiano auto identiche che arrivano dalla casa madre, ma potrebbero invece provenire dalla stessa asta e appartenere a quelle categorie a maggior rischio di schilometraggio. Fare ricerche su siti specializzati, come automobile.it, ti permette di avere un riscontro nell’ampio catalogo di annunci presenti. Inserendo alcune caratteristiche sul sito è possibile controllare se esistono auto simili a quella a cui sei interessato, oppure se ci sono valori “anomali” rispetto alla media dei veicoli sul mercato.
Controlla le revisioni
Il controllo più immediato da fare è quello che riguarda le revisioni. Siccome a ogni revisione di un veicolo l’officina che se ne occupa è obbligata ad aggiornare l’apposito registro, gestito dal Ministero dei Trasporti, consultandolo è possibile farsi un’idea almeno di quanti chilometri l’auto aveva percorso al momento dell’ultima revisione. Puoi farlo qui: www.ilportaledellautomobilista.it/web/portale-automobilista/verifica-ultima-revisione. Inserisci la targa e accedi alle informazioni che riguardano l’auto. Se i numeri non tornano, cioè se i chilometri attuali riportati dal venditore sono poco superiori o addirittura inferiori a quelli riportati all’ultima revisione, puoi subito renderti conto che qualcosa non va.
Certo, un’auto può essere stata schilometrata prima di farle passare la revisione. Oppure può avere meno di quattro anni di vita e quindi non aver ancora passato una revisione. Anche in questo caso i siti specializzati possono comunque aiutarti: inserendo l’anno di immatricolazione dell’auto di tuo interesse puoi avere una fotografia accurata del chilometraggio medio delle auto immatricolate quell’anno. E accorgerti così se i conti non tornano.
Verifica la provenienza
Può servire consultare il Pubblico registro automobilistico (Pra), per avere un’idea della provenienza dell’auto e dei passaggi di proprietà che l’hanno interessata. Basta registrarsi su www.aci.it, cliccando alla voce “Visure PRA”: con circa 6 euro si può risalire ai proprietari precedenti. Se dovessi scoprire che il primo proprietario è stata una società di noleggio deve scattare il campanello di allarme, ma va detto che anche un privato potrebbe aver fatto ribassare i km. Anche se l’auto proviene dall’estero e ha fatto parecchi giri prima di approdare nel nostro paese, hai motivo per farti venire qualche sospetto.
Il sito di automobile.it mette a disposizione il servizio CARFAX che, attraverso il numero di targa dell’auto, o del telaio, dà accesso a una banca dati internazionale che consente di vedere in pochi minuti tutte le informazioni principali che riguardano l’auto che stai per comprare. Rispetto alla visura sul sito dell’ACI, il servizio CARFAX consente di ottenere informazioni aggiuntive sul chilometraggio, gli eventuali incidenti e una stima del prezzo del veicolo aggiornato all’attuale valore di mercato. Sul sito di automobile.it puoi acquistare il rapporto di CARFAX sull’auto di tuo interesse al costo di 18 euro.
Controlla bene come si presenta
Al di là dei chilometri segnati, di tutti i pregi che il rivenditore ti decanterà, è importante che tu guardi l’auto con occhio critico. Non basta una carrozzeria lucida per stabilire lo stato di salute reale di una macchina. Verifica lo stato di usura di tutte quelle parti che tendono a consumarsi di più con l’uso, come la leva del cambio, le zigrinature antiscivolo dello sterzo e dei pedali, la tappezzeria. Dopo una ispezione generale che puoi fare anche da te, se davvero sei intenzionato all’acquisto ma non ti fidi di quel che dice il contachilometri, rivolgiti a un meccanico di fiducia, che possa sottoporre la vettura a un esame approfondito e rilevare eventuali problemi, o “segni” che possano far sospettare che l’auto abbia fatto molta più strada di quanto vogliono farti credere. In alternativa al meccanico, esistono dei servizi specializzati in ispezioni certificate, come quelli offerti da Dekra, azienda tedesca che esegue una lista di ben 47 controlli su qualsiasi automobile.
Il kit antitruffa
Un dispositivo chiamato Diogene, distribuito in Italia da Evolvea, promette di smascherare i furbetti che scalano i chilometri. Diogene è in grado di leggere il chilometraggio reale di un veicolo, evidenziando eventuali alterazioni apportate al contachilometri.
Come funziona? Si tratta di un kit che si collega alla centralina dell’auto e, grazie all’uso di un software, ne legge le informazioni, così si può essere sicuri che i chilometri dichiarati siano realmente quelli percorsi. In pratica il sistema interroga tutte le centraline presenti a bordo e legge i dati dei chilometri salvati in ciascuna, ma non può modificarne i dati. In meno di 15 minuti si ottiene un report completo: se i numeri riportati non combaciano significa che il chilometraggio è stato manomesso.
Per richiedere la verifica del contachilometri con Diogene basta contattare la concessionaria partner di automobile.it, che ti offrirà gratuitamente questo servizio e ti rilascerà il documento attestante il chilometraggio reale del veicolo.
Dopo un anno piuttosto avaro di novità, il 2022 si preannuncia carico di buone notizie per gli automobilisti. Le aspettative, in effetti, sono molto alte e molti costruttori hanno già annunciato l’arrivo di una vera e propria pioggia di modelli chiamata a svecchiare l’attuale parco auto circolante e dare un vero e proprio giro di vite ad un mercato ancora profondamente ferito non soltanto dalla pandemia, ma anche dalla crisi dei chip tutt’ora in corso.
Tuttavia, come dicevamo, le prospettive sono buone e già a partire dal mese di gennaio vedremo arrivare in concessionaria un gran numero di modelli, dalle compatte utilitarie da città, fino alle sportive pensate per gli appassionati. Ma a farla da padrona, come prevedibile, saranno i modelli elettrici. Saranno tantissime le nuove auto “alla spina” che faranno il loro debutto nel corso dell’anno, portando di conseguenza a crescere la loro quota di mercato.
Ma andiamo con ordine e vediamo quali novità ci attendono nel 2022, casa per casa.
Abarth
Dopo la 124 la casa dello Scorpione ha passato un momento di calma piatta, ma le cose potrebbero cambiare radicalmente nel corso del 2022. Il prossimo, infatti, potrebbe essere segnato da un momento epocale per il marchio che potrebbe lanciare il suo primo modello completamente elettrico. Si tratta della variante firmata Abarth della 500E. Rispetto alla variante marchiata Fiat, questa sarà caratterizzata da un motore elettrico più prestazionale e, naturalmente, da un’estetica più marcatamente sportiva.
Altra novità, ma su questa aleggia ancora un certo velo di mistero, potrebbe essere la Abarth 500X. Di lei si parla ormai da tanti anni. Chissà che il 2022 non possa essere l’anno buono, arrivando magari proprio in concomitanza con il leggero restyling del modello marchiato Fiat. Nessuna informazione ovviamente riguardo all’eventuale powertrain, ma voci di corridoio tempo fa parlavano del 1.750 turbo di origine Alfa Romeo.
Abarth 500E – nuovo modello
Abarth 500X – nuovo modello
Alfa Romeo
Dopo una gestazione lunghissima, il 2022 dovrebbe finalmente essere l’anno del debutto dell’Alfa Romeo Tonale. Si tratta di un SUV compatto sviluppato sulla medesima piattaforma della Jeep Renegade e Compass, che sarà spinto da una gamma motori piuttosto ampia, che includerà anche una variante ibrida plug-in.
A questa grande novità, dovrebbe poi affiancarsi il debutto del restyling della Giulia e della Stelvio. Per loro molte migliorie dal punto di vista dell’infotainment e qualche importante ritocco estetico.
Alfa Romeo Tonale – nuovo modello
Alfa Romeo Giulia – restyling
Alfa Romeo Stelvio – restyling
Audi
Tantissime le novità firmate Audi e attese per il 2022, tutte tendenzialmente a “ruote alte” o elettriche. Tra le più curiose c’è sicuramente la Audi A3 Allroad. In realtà, il nome del modello non è ancora definitivo, ma ad ogni modo, si tratterà della variante più fuoristradistica del modello. Sarà caratterizzata da un look dedicato e da un assetto più alto da terra, in abbinamento ovviamente alla trazione integrale.
Accanto a lei, è previsto il debutto del restyling dell’imponente Audi Q7, che porterà su strada un’estetica rivista e qualche nuova dotazione tecnologica.
Sempre di restyling si parla anche riguardo alla e-tron, il primo modello elettrico del costruttore dei Quattro Anelli, che proprio nel corso del 2022 dovrebbe tornare a far parlare di se con un piccolo aggiornamento estetico.
Tutta nuova, invece, sarà la Q6 e-tron. Questa andrà ad affiancare la e-tron, rispetto alla quale però sarà sviluppata su una piattaforma dedicata. Ancora pochissime le informazioni rilasciate da auto su questo nuovo modello. Si sa però che potrà essere ricaricata fino a 350 kW e che potrà contare su potenze comprese fra 400 e 600 CV.
Audi A3 Allroad – nuovo modello
Audi Q7– restyling
Audi e-tron – restyling
Audi Q6 e-tron – nuovo modello
BMW
Una vera e propria castaca di novità è attesa per il 2022 da parte di BMW. Il costruttore tedesco, infatti, continuerà a rafforzare la sua proposta di modelli elettrici, senza però per questo dimenticare tutti i suoi appassionati clienti più sportivi, ai quali saranno dedicati alcuni modelli ad alte prestazioni.
Si parte con la X1, la cui nuova generazione è prevista proprio per il 2022. Manterrà lo schema a trazione anteriore o integrale dell’attuale serie, ma offrirà una più ampia gamma di motorizzazioni anche elettrificate dal mild-hybrid fino al plug-in.
Già annunciata quest’anno, ma nelle concessionarie dal 2022, è invece la Serie 2 Active Tourer, che si aggiorna sotto molti punti di vista rispetto alla generazione precedente, puntando su un design profondamente rivisto e su una gamma motori che verrà ricalcata dalla nuova X1.
Sarà poi il passaggio della nuova generazione per la Serie 5 e per la Serie 7, entrambe disponibili in abbinamento a propulsori ibridi plug-in, mentre è atteso un più semplice restytiling per la sportiva Serie 8.
Grande attesa poi intorno al futuro SUV top di gamma X8 che sarà caratterizzato da un piglio molto sportivo: prevista infatti anche una variante con un motore a benzina più due elettrici per oltre 700 CV di potenza.
Come dicevamo, non mancheranno poi diversi modelli ad alte prestazioni. Nel 2022 vedremo la nuova M2 che sarà disponibile in versione standard o Competition con trazione posteriore o integrale. Accanto a lei, si amplierà anche la gamma della M3 con l’arrivo dell’inedita versione Touring con carrozzeria familiare. Ma la ciliegina sulla torta delle M sarà rappresentata dalla M4 CSL, variante più estrema della M4 con una potenza di 550 CV e assetto ed aerodinamica rivisti.
BMW X1 – nuova generazione
BMW Serie 2 Active Tourer – nuova generazione
BMW Serie 5 – nuova generazione
BMW Serie 7 – nuova generazione
BMW Serie 8 – restyling
BMW X8 – nuovo modello
BMW M2 – nuova generazione
BMW M3 Touring – nuovo modello
BMW M4 CSL – nuovo modello
Citroen
In casa Citroen le novità 2022 si concentreranno su due modelli: la C4 e la C5 Aircross. La prima, sul mercato da poco più di un anno, sarà proposta in due ulteriori varianti di carrozzeria, ovvero berlina e SUV. La più grande C5 Aircross, invece, porterà al debutto un leggero restyling che ne rinfrescherà le linee e ne aggiornerà i contenuti.
Citroen C4 – nuove varianti di carrozzeria
Citroen C5 Aircross – restyling
Fiat
Nessuna novità di grande peso per Fiat nel corso del 2022, ma solo il lancio di restyling e aggiornamenti sul fronte motori. Si comincia con la 500X che verrà sottoposta ad un leggero restyling in concomitanza con il quale arriverà anche un’inedita motorizzazione ibrida. La stessa unità, poi, verrà montata anche sotto il cofano della 500L. Sempre nel corso dell’anno arriverà anche la versione Cross della Tipo familiare. Ancora in dubbio, invece, il lancio della nuova Punto.
Fiat 500 X – restyling
Fiat 500L – nuovo motore
Fiat Tipo Cross SW – nuovo allestimento
Ford
Oltre alle già annunciate Focus e Fiesta MY2022, le novità per il nuovo anno di Ford si concentreranno nel debutto del restyling della Kuga, che porterà su strada un look rivisto e il nuovo sistema di infotainment SYNC 4 . Debutterà poi la nuova generazione del pick-up Ranger, con il ben noto propulsore a gasolio di 2 litri affiancato da un nuovo 3 litri a sei cilindri.
Ford Kuga – nuova generazione
Ford Ranger – nuova generazione
Jeep
Molte le novità firmate Jeep che potrebbero debuttare nel corso del 2022. Partiamo da quelle certe. Sicuramente vedremo nelle concessionarie la nuova Jeep Grand Cherokee seguita nella seconda metà dell’anno dal restyling della sempre verde Renegade. Restano in forse, invece, il debutto del Wrangler elettrico e di una “baby Jeep” di Segmento B.
Jeep Grand Cherokee – nuova generazione
Jeep Renegade – restyling
Maserati
Il 2022 sarà l’anno della rivoluzione per Maserati, che dopo la MC20 rivoluzionerà la sua intera gamma. Proprio a proposito della MC20, nel corso dell’anno arriverà la variante Spider del modello, seguita a fine anno dalla Folgore, ovvero la variante 100% elettrica. Il 2022 sarà poi l’anno della Grecale, il tanto atteso SUV di fascia media chiamato a fare concorrenza a modelli quali Porsche Macan e simili. Spazio anche per la nuova generazione della Gran Turismo, anche lei probabilmente declinata anche in variante elettrica.
Maserati MC20 Spider – nuova versione
Maserati MC20 Folgore – nuova versione
Maserati Grecale – nuovo modello
Maserati Gran Turismo – nuova generazione
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Mercedes
In casa Mercedes il 2022 sarà caratterizzato da una forte transizione elettrica. Moltissime infatti le novità in arrivo, tutte in buona parte elettrificate. Si partirà con il restyling della Classe A, soggetta a piccoli ritocchi estetici e al passaggio ad una gamma completamente ibrida. Spazio poi alla CLE il modello disponibile con carrozzeria coupé e cabriolet che si posizionerà tra la Classe C e la Classe E. Arriverà poi la nuova generazione del SUV GLC, mentre la GLE sarà sottoposta ad un più semplice restyling. Sul fronte elettriche dovrebbero arrivare EQE SUV ed EQB SUV ovvero le varianti a “ruote alte” dei rispettivi modelli elettrici a berlina, mentre per i più sportivi si attende l’arrivo della Classe C AMG, che abbandonerà i 6 e 8 cilindri in favore di un più piccolo 4 cilindri di 2 litri abbinato ad un modulo elettrico per oltre 500 CV di potenza.
Mercedes Classe A – restyling
Mercedes CLE – nuovo modello
Mercedes GLC – nuova generazione
Mercedes GLE – restyling
Mercedes EQE SUV – nuovo modello
Mercedes EQS SUV – nuovo modello
Mercedes ClasseC AMG – nuovo allestimento
Opel
In casa Opel, tutte le novità al debutto nel 2022 ruoteranno intorno alla nuova Astra. La media tedesca, infatti, verrà presentata anche in variante completamente elettrica e in un’inedita versione a ruote alte, pensata per chi non disdegna qualche gita lontano dall’asfalto, ma non vuole passare al SUV.
Opel Astra-e – nuova versione
Opel Astra Cross – nuova versione
Peugeot
Oltre alla 308, nel 2022 vedremo uscire dagli stabilimenti Peugeot anche altre versioni del modello. arriverà infatti l’elettrica e-308 e la sportiva 308 PSE. parallelamente, anche la 508 si rivoluzionerà portando su strada un restyling, in attesa della nuova generazione attesa tra qualche anno.
Peugeot e-308 – nuova versione
Peugeot 308 PSE – nuova versione
Peugeot 508 – restyling
Renault
Nel 2022 in casa Renault la scena sarà dominata dalla nuova Megane E-Tech, ovvero versione completamente elettrica della media francese che, di fatto, rappresenta un modello completamente nuovo. Accanto a questa arriverà anche il SUV Austral, chiamato a sostituire la Kadjar. Molto probabile, infine, il lancio della versione definitiva della nuova Renault 5 Electric, che sarà però in vendita solo dal 2023.
Renault Megane E-Tech – nuovo modello
Renault Austral – nuovo modello
Renault 5 Electric – nuovo modello
Toyota
Il marchio giapponese sarà uno dei grandi protagonisti del 2022 con il lancio di diversi modelli, già tutti annunciati. Si partirà con la nuova BZ4x, il primo modello 100% elettrico di Toyota, al quale seguirà la piccola Aygo X, per poi passare ai più grandi SUV Corolla Cross e alla nuova generazione del Rav 4. Spazio anche agli appassionati, ai quali sarà dedicata la GR 86 e la nuovissima Corolla GR.
Toyota BZ4x – nuovo modello
Toyota Aygo X – nuova generazione
Toyota Rav 4 – nuova generazione
Toyota Corolla Cross – nuovo modello
Toyota GR 86 – nuova generazione
Toyota Corolla GR – nuova versione
Volkswagen
Buona parte delle novità marchiate Volkswagen che arriveranno nel corso del 2022 sono già state annunciate e svelate nel corso del 2021. Tra queste spiccano la Polo GTI e il restyling della T-Roc, oltre all’arrivo della Taigo. Accanto a queste, potrebbe arrivare la nuova ID.Buzz, ovvero il promo modello elettrico commerciale del costruttore, declinato poi anche in variante passeggeri.
Oggigiorno l’automobilista che decide di acquistare una nuova auto ha a disposizione varie formule di pagamento. Ai consueti metodi di finanziamento, al leasing, al noleggio a lungo termine, si aggiunge ora il buyback, una soluzione nata negli Stati Uniti che sta prendendo piede anche in Italia.
Questa procedura finanziaria viene detta anche formula “mezza auto” e permette di comprare un’auto nuova finanziandone soltanto una parte del valore complessivo. Il buy back è una via di mezzo tra il leasing e il noleggio a lungo termine per i privati. La differenza principale con le altre formule di acquisto è che, di solito, prevede rate più basse e limiti di chilometraggio più ampi.
Come funziona
Firmando il contratto, viene attivato un finanziamento con la concessionaria il cui importo riguarda soltanto una quota del valore dell’automobile. Questo valore sarà ripagato per un periodo che può arrivare fino a 48 mesi, al termine del quale l’automobilista può scegliere se saldare la quota rimanente, diventando proprietario del veicolo, o restituirlo.
Con la formula buy back, firmando il contratto vengono stabiliti:
L’importo dell’acconto, da versare in contanti o permutando la vecchia automobile.
Il valore futuro garantito, ossia l’importo dell’eventuale maxi rata finale
Il numero e l’importo delle rate mensili.
Il valore delle rate varia a seconda dell’importo dell’acconto e del valore futuro garantito, ma numerose case automobilistiche permettono di rimodulare il finanziamento durante tutta la durata. Al termine del contratto, l’acquirente ha a disposizione varie opzioni: riscattare l’auto pagando la maxi rata; finanziare la maxi rata; riconsegnare la vettura liberandosi di tutti i vincoli contrattuali o stipulare un nuovo contratto analogo. Se al momento della riconsegna, il valore di mercato del mezzo fosse superiore al valore futuro garantito, il concessionario si impegna a decurtare la differenza da un nuovo contratto, che sia questo con la formula buy back o acquisto classico.
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L’offerta delle case automobilistiche
Le stesse case automobilistiche offrono ai propri clienti la possibilità di comprare un veicolo nuovo con il buy back. La formula proposta da Fiat si chiama Fiat Più: può durare al massimo 48 mesi e prevede alcuni servizi aggiuntivi come manutenzione, assicurazione furto e incendio, polizza kasko, estensione della garanzia e sostituzione pneumatici. Toyota Easy è l’offerta del brand giapponese. Questa formula si può attivare anche online e permette di acquistare un veicolo nuovo con la possibilità di modificare le rate in qualsiasi momento. Renault Way consente di comprare un’auto pagandola a rate con possibilità di cambiarla con una certa frequenza, usufruendo di un valore minimo garantito e della possibilità di ricalcolare le rate mensili durante il rimborso. Ford offre la possibilità di acquistare un veicolo pagando una quota mensile minore rispetto al finanziamento classico, a parità di durata e anticipo. L’offerta ha una durata di 24, 36 o 48 mesi.
Quando conviene
Il buy back è flessibile e può risultare conveniente: la rata è più bassa rispetto al finanziamento integrale e al noleggio a lungo termine. In pratica, a parità di importo, l’automobilista può permettersi di acquistare una vettura di fascia più alta, pagando il rimborso solo sulla metà del valore complessivo del veicolo. Ma probabilmente questa formula è più indicata a chi desidera passare da un contratto di buy back a un altro che a chi ha intenzione di diventare proprietario della macchina che, dopo i tre o quattro anni di utilizzo, non vale più l’effettiva somma stipulata all’inizio del contratto.