Skoda Enyaq: elettrica da famiglia

Skoda Enyaq: elettrica da famiglia

Dopo Volkswagen ID.3 e della più recente Volkswagen ID.4, la piattaforma MEB del Gruppo Volkswagen approda anche in casa Skoda, fungendo da base per la nuova elettrica del produttore boemo, la Enyaq. Si tratta di un modello molto importante per il brand. Non è la prima elettrica firmata Skoda. Prima di lei è arrivata la Citygo elettrica, ma la Enyaq è la prima a proporre un’alternativa a zero emissioni anche per chi ha bisogno di più spazio ed autonomia. Il tutto, naturalmente, senza rinunciare al concetto di “simply clever” tanto caro a Skoda.

Spazio in abbondanza

Le immagini della vettura senza le camuffature tipiche dell’ultima fase di sviluppo non sono ancora state rilasciate, tuttavia è comunque possibile farsi un’idea di quello che potrebbe essere l’aspetto definitivo della vettura finita. Le proporzioni, per incominciare, restano quelle della sorella ID.3. La Skoda Enyaq, infatti, è lunga 4.64 metri e offre spazio in abbondanza a cinque passeggeri e relativi bagagli, ai quali è riservato uno spazio di 585 litri.

Skoda Enyaq: elettrica da famiglia 1

Restano ad ora avvolti nel mistero gli interni. Dalle informazioni trapelate fino a questo momento, si sa che a dominare la plancia sarà il grande schermo del sistema di infotainment con una diagonale di ben 13 pollici, che include i comandi del climatizzatore, mentre dietro il volante troverà posto un quadro strumenti digitale.

Fino a 500 km di autonomia

Il powertrain della Skoda Enyaq ricalcherà quello della ID.3. Saranno infatti disponibili vari tagli di batteria, da 52, 62 oppure 82 kWh, per un’autonomia massima di 500 km e diversi motori elettrici con potenze comprese fra 140 e 306 CV. La trazione sarà sulle ruote posteriori, ad eccezione delle versioni più potenti che potranno contare sulle quattro ruote motrici.

Skoda Enyaq: elettrica da famiglia 2

Per quanto riguarda la ricarica, la Enyaq potrà essere caricata alla normale presa domestica o, in alternativa, alle colonnine veloci con potenza fino a 125 kW. In questo modo sarà possibile passare dal 10% all’80% della carica in circa 40 minuti. Ancora poche informazioni riguardo i prezzi che, comunque, dovrebbero andare da 35.000 a 50.000 euro circa.

DR F35, top di gamma accessibile

DR F35, top di gamma accessibile 1

Continua ad allargarsi la famiglia di modelli DR. L’ultima ad entrare a listino è la nuova F35, che si posiziona al vertice della gamma, superando per dimensioni anche la recente DR5. La filosofia del modello è quella che caratterizza l’intera offerta DR, ovvero il rapporto molto vantaggioso tra prezzi e contenuti.

Aerodinamica curata

La DR F35 è il modello più grande del costruttore molisano. Lunga 4,47 metri offre spazio a sufficienza per cinque persone e relativi bagagli. Ma l’elemento davvero caratteristico della vettura è rappresentato dalla cura con la quale è stata messa a punto l’aerodinamica. Grazie a soluzioni come la griglia frontale inclinata e ad altri piccoli accorgimenti, la F35 garantisce un Cx di 0,33.

DR F35, top di gamma accessibile 2

Sotto il cofano della nuova DR F35 trova posto un solo propulsore. Si tratta di un quattro cilindri da 1,5 litri sovralimentato tramite turbocompressore capace di sviluppare una potenza di 156 CV e 230 Nm di coppia. Come tutti gli altri modelli DR a listino, anche la F35 è disponibile anche a GPL.  L’unità è abbinata di serie al cambio manuale, ma in opzione è presente anche un automatico a doppia frizione a sei rapporti. La trazione, invece, è solo anteriore.

Tutto di serie

La nuova DR F35 viene proposta in un unico allestimento già particolarmente ricco. Di serie ci sono i cerchi in lega da 19 pollici, ma a richiesta è possibile avere quelli da 20 pollici. Dentro poi non mancano i sedili in ecopelle, il tetto apribile e il sistema di infotainment con schermo da 9 pollici compatibile con Apple CarPlay e Android Auto.

DR F35, top di gamma accessibile

Nonostante la ricca dotazione di serie, però, mancano all’appello molti dei sistemi di ausilio alla guida che oggigiorno vengono proposti (spesso anche di serie) su modelli di segmento inferiore. La F35 viene proposta in quattro colori: rosso, nero, bianco o blu a un prezzo di accesso di 23.900 euro.

Jeep Compass 2020: più connessa ed efficiente

Jeep Compass 2020: più connessa ed efficiente

Non si tratta di un vero e proprio restyling. L’estetica, infatti, fatta eccezione per il nuovo disegno dei cerchi in lega e le cinque nuove tinte per la carrozzeria, non è stata modificata. Il Model Year 2020 di Jeep Compass porta in dote solo novità sul fronte tecnico. Debutta il nuovo propulsore 1.3 a benzina e una versione aggiornata del sistema di infotainment.

Turbo con due step di potenza

La novità principale legata alla rinnovata Jeep Compass è rappresentata dall’arrivo del propulsore 1.3 T4. Si tratta di un’unità a benzina declinata in due livelli di potenza. Si parte da 130 CV in abbinamento al cambio manuale e si arriva a 150 CV in accoppiata alla trasmissione automatica alla quale si aggiunge anche un’inedita modalità di guida “Sport” per sfruttare al massimo le potenzialità del propulsore. Entrambi i motori sono abbinati alla sola trazione anteriore.

Jeep Compass 2020: più connessa ed efficiente 1

Sia nella variante da 130 CV, sia in quella da 150 CV, il nuovo 1.3 della Jeep Compass è capace di sviluppare 270 Nm di coppia, che si traducono in uno scatto da 0 a 100 km/h in 10″3 nel caso della 130 CV e in 9″1 se si tratta della variante più potente. La nuova unità, conforme alle normative antinquinamento Euro 6 d-Final, assicura consumi ridotti del 30%, con percorrenze medie dichiarate da Jeep rispettivamente di 5,7 e 5,5 l/100 km.

Sempre connessa

Fa il suo debutto sulla Jeep Compass 2020 anche il sistema di infotainment UConnect, disponibile con schermo touch da 7 oppure 8,4 pollici. Il sistema permette di essere sempre connessi, ottenendo così informazioni in tempo reale su traffico e meteo, giusto per fare due esempi.

Jeep Compass 2020: più connessa ed efficiente 2

Jeep, inoltre, ha messo a punto l’applicazione App My Uconnect, attraverso la quale è possibile controllare alcune funzioni della vettura da remoto, come ad esempio l’apertura o la chiusura delle portiere o l’accensione dei fari.

 

Skoda Kamiq- Le migliori auto a metano

Skoda Kamiq

La Skoda Kamiq è il Suv più piccolo della gamma del costruttore boemo, ma non per questo rinuncia a tutte quelle piccole attenzioni legate al concetto di “Simply clever” che caratterizza la produzione Skoda. Scelta con il piccolo 1.0 turbo a metano, poi, è perfetta per macinare chilometri, senza spendere troppi soldi nei rifornimenti

Come è fatta

Lunga 4,24 metri ha le dimensioni giuste per muoversi anche nel traffico cittadino. Ma a discapito di queste, dentro assicura spazio in abbondanza per cinque passeggeri. Unica pecca, la capacità del bagagliaio, che per via della presenza delle bombole di metano scende notevolmente, fermandosi a 278 litri. Un po’ pochi in effetti, anche se il piano di carico resta sempre ben sfruttabile. 

Buona la dotazione, che fin dall’allestimento di accesso alla gamma, Ambition, è abbastanza ricco. Elemento da non trascurare, la variante a metano della Kamiq è guidabile anche dai neopatentati.

LEGGI ORA: Skoda Kamiq: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Quanto costa

I prezzi della Skoda Kamiq a metano nuova partono da 23.140 euro. Il motore è un 1.0 turbo a tre cilindri con una potenza di 90 CV. Trattandosi di un modello monovalente il serbatoio della benzina ha una capacità di soli 9 litri, mentre quello del metano di 13,8 kg. Il consumo di metano è di circa 3,4 kg/100 km. Per chi vuole risparmiare, il mercato dell’usato è ricco di offerte.

auto metano usate
auto metano usate

Mini Countryman 2020: è il momento del restyling

Mini Countryman 2020: è il momento del restyling 2

E’ arrivato il momento del restyling di metà carriera per la Mini Countryman, il modello più grande di casa Mini. Negli ultimi anni le vendite, in tutte le sue varianti, sono cresciute in modo esponenziale e oggi la Countryman incide sui volumi del marchio per il 30%. Di conseguenza, per il restyling è stato scelto il filone della continuità, per non perdere quelle caratteristiche che fino ad oggi hanno contribuito al successo del modello.

Piccoli interventi estetici

I ritocchi hanno interessato un po’ tutta la vettura, senza però stravolgere le proporzioni originali. Davanti cambia il disegno dei gruppi ottici a Led e le prese d’aria si fanno più pronunciate, dando all’insieme un carattere più deciso.  Dietro, invece, si aggiorna il design dei fari, che ora sfoggiano la trama della bandiera inglese. Nuovo anche il paraurti, con elementi verticali che riprendono le forme delle prese d’aria anteriori.

Mini Countryman 2020: è il momento del restyling

Piccoli interventi hanno interessato anche gli interni. Qui la novità più importante è rappresentata dal debutto del quadro strumenti digitale, offerto come optional. Si tratta dello stesso modello utilizzato sulla Cooper elettrica e sulla potente John Cooper Works GP, ma qui ha una grafica dedicata.

Benzina, Diesel o plug-in

Piccoli aggiornamenti arrivano anche dal fronte propulsori. Ora tutti i motori sono stati aggiornati per rispettare la vigente omologazione Euro 6 d-Temp. Per questo motivo, tutte le unità a benzina sfruttano ora il filtro antiparticolato, mentre i Diesel adottano l’Scr con AdBlue. La gamma dei benzina è attualmente composta dalla One da 102 CV, la Cooper da 136 CV e la Cooper S da 178 CV. Per chi preferisce i motori a gasolio troviamo invece la One D da 116 CV, la Cooper D da 150 CV e la Cooper SD da 190 CV.

Mini Countryman 2020: è il momento del restyling 1

Al top dell’offerta si posiziona la Mini Cooper SE Countryman ALL4, ovvero la variante plug-in da 220 CV, che grazie alla batteria da 9,6 kWh è in grado di percorrere fino a 61 km in modalità completamente elettrica.

AutomotiveLab, un convegno per rilanciare l’auto

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L’Italia dell’auto e dei motori si sta faticosamente buttando alle spalle i difficili mesi di lockdown. Marzo e aprile, a causa della chiusura di stabilimenti produttivi e concessionarie, hanno fatto registrare numeri da profondo rosso con le immatricolazioni che sono scese rispettivamente dell’85 e del 98%.

Ma come ripartire? Noi di automobile.it ce lo chiediamo in un convegno virtuale aperto al pubblico, chiamato AutomotiveLab, che vedrà la partecipazione di Davide Archetti, General Manager di automobile.it. L’iniziativa, che si terrà il 18 giugno, è stata organizzata dalla rivista Auto in collaborazione con Corriere dello Sport – Stadio, Tuttosport e automobile.it e si pone l’obiettivo di esplorare criticità ed opportunità del rilancio del settore.

Iscriviti gratuitamente e partecipa all’evento, troverai numerose stanze per approfondire le tematiche, ascoltare dibattiti, partecipare a workshop.

Alla giornata interverranno numerosi addetti ai lavori. Oltre al già citato Davide Archetti, anche responsabili di associazioni di categoria, manager dell’automotive, rappresentanti delle istituzioni, docenti universitari e illustri esponenti del mondo della finanza e dell’economia.

Temi concreti e interazione con il pubblico

Tra conferenze e workshop tematici si affronteranno questioni concrete, dal futuro dei concessionari alla necessità di apportare modifiche alla viabilità urbana, dalla diffusione delle infrastrutture a sostegno della mobilità elettrica ai vantaggi offerti dalle nuove tecnologie. Al convegno, i cui dettagli su date e modalità di accesso saranno resi noti a breve, il pubblico potrà avere anche un ruolo attivo. Una serie di moderatori, infatti, selezionerà le domande poste dall’audience e le sottoporrà agli esperti.

Le proposte dell’Unrae

Quello dell’automotive è un comparto trainante per l’economia italiana. Tra produttori, filiera e indotto, si calcola che valga tra il 9 e il 10% del Pil: per questo motivo sostenere il settore significa dare vero slancio alla ripresa post-Coronavirus. Le proposte non mancano. L’Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Veicoli esteri) chiede che si intervenga su tre fronti, aumentando il fondo previsto per l’Ecobonus e allargando le agevolazioni anche ad una terza fascia di veicoli con emissioni di CO2 comprese tra i 61 e il 95 g/km, allineando il peso fiscale sulle auto aziendali a quello di altri paesi europei e eliminando per tutto il 2020 l’ecomalus.

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L’ACI chiede incentivi alla rottamazione

All’Unrae fa eco l’Automobile Club d’Italia, che in linea con quanto sostenuto all’associazione dei costruttori stranieri ritiene che un incentivo alla rottamazione di vetture e veicoli commerciali con immatricolazione Euro 0, 1, 2 e 3 permetta di accelerare il rinnovamento del parco circolante con un duplice beneficio, economico e ambientale. Senza dimenticare che le auto nuove sono anche più sicure e che una misura di questo tipo porterebbe benefici anche a livello sociale, con meno sinistri e conseguenze meno gravi in caso di incidente.

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Le Case concordano

A sostegno di Aci e Unrae arrivano anche i manager delle Case, che vedono nella serie di misure richieste l’unica via di uscita da una crisi che bisogna mettersi alle spalle al più presto. Numerose sono le voci che sperano che con il Decreto Rilancio e iniziative successive il governo ponga maggiore interesse al comparto nel suo complesso. Non resta che partecipare ad AutomotiveLab per scoprire tutti i dettagli.

Alfa Romeo Giulia e Stelvio: arriva il nuovo 2.0 da 250 CV

Alfa Romeo Giulia e Stelvio: arriva il nuovo 2.0 da 250 CV 2

C’è aria di novità in casa Alfa Romeo, che dopo aver lanciato il Model Year 2020 su Giulia e Stelvio, annuncia un’altra importante novità per i suoi due modelli di punta. Si tratta del nuovo propulsore 2.0 turbo benzina da 250 CV. Una potenza “intelligente” che rappresenta uno scalino intermedio fra le già disponibili varianti da 200 e 280 CV. Il suo punto di forza? I consti di gestione più contenuti, rientrando nella potenza limite del superbollo.

Meno potente, ma più economica

Con 30 CV in meno alla variante più potente del 2.0 disponibile sia per la Giulia, sia per la Stelvio, la nuova variante da 250 CV assicura un risparmio annuo superiore ai 400 euro sui costi di gestione. L’unità viene offerta nel solo allestimento Veloce su entrambi modelli.

Alfa Romeo Giulia e Stelvio: arriva il nuovo 2.0 da 250 CV 1

Questo si caratterizza per i cerchi in lega da 19 pollici, l’estrattore posteriore più pronunciato e i sedili sportivi negli interni. Il 2.0 da 250 CV, inoltre, sulla Giulia viene abbinato alla sola trazione posteriore, mentre sulla Stelvio alla sola trazione integrale Q4.

Dotazioni e prezzi

Dall’ultimo Model Year 2020 inoltre, le nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio 2.0 da 250 CV ereditano la rinnovata dotazione di sicurezza, che può contare sulla presenza del Cruise Control Adattivo, del sistema di mantenimento della corsia e naturalmente sulla frenata automatica d’emergenza.

Alfa Romeo Giulia e Stelvio: arriva il nuovo 2.0 da 250 CV

I prezzi restano allineati a quelli della variante da 280 CV. Per la Giulia il listino si apre da 57.900 euro, mentre per la Stelvio da 65.200 euro.

 

Driver in Sicurezza con Auto No Problem: come sanificare l’auto

Driver in Sicurezza con Auto No Problem: sanificare l’auto per una corretta prevenzione

Contenuto realizzato in collaborazione con Auto No Problem

Auto No Problem lancia la campagna di prevenzione “Driver in Sicurezza” in modo da permettere a tutti gli utilizzatori di un’auto di poter viaggiare durante la Fase 2 in totale sicurezza.

Il progetto nasce per supportare i clienti che utilizzano un veicolo a Noleggio a Lungo Termine nella fase del post lockdown in modo che durante la ripartenza possano essere ridotti al minimo i rischi di contagio a causa di una non corretta prevenzione durante l’utilizzo di un veicolo.

Un kit da tenere sempre in auto

Ne abbiamo parlato con Tommaso De Bortoli – CEO di Auto No Problem – per capire come è nata l’esigenza e la volontà di creare un kit per la prevenzione dei Driver che si trovano costretti a uscire dagli uffici per questioni legate alla vendita o alla rappresentanza della propria azienda.

“In un momento storico dove il mercato auto (di cui fa parte anche il Noleggio a Lungo Termine) ha fatto registrare una flessione di oltre il 90% abbiamo pensato che dovevamo fare qualcosa che potesse essere veramente utile e permettesse alle aziende di far ripartire la mobilità delle proprie risorse viaggianti senza perdere troppo tempo.

Il Kit è componibile da una selezioni di prodotti per sanificare la vettura e per igienizzare le mani che sono sempre a contatto con elementi potenzialmente compromettenti in termini di contagio:

  • Bomboletta spray contro virus e batteri da aprire in auto per sanificare sia l’ambiente sia il sistema di ricircolo dell’aria
  • Gel igienizzante da 100 ml
  • Salviette igienizzanti ALX per pulire le zone di contatto esterne del veicolo
  • Gel igienizzante da 500 ml o uno spray igienizzante da 200 ml

Driver in Sicurezza con Auto No Problem: sanificare l’auto per una corretta prevenzione

Grazie a questo kit le aziende che hanno dei veicoli – non necessariamente a Noleggio a Lungo Termine con Auto No Problem – possono ripartire nella Fase 2 del Covid-19 con la giusta prevenzione dimostrando grande attenzione alla salute di tutta la forza lavoro che lavora in mobilità.

Dopo solo 15 giorni dal lancio di questa campagna, commenta De Bortoli, abbiamo ottenuto dei risultati molto interessanti, molti dei nostri clienti hanno subito aderito, inoltre, abbiamo avuto un ordine di 1000 kit da un’azienda che era non nel nostro portafoglio clienti.

Vogliamo essere un esempio nel settore del Noleggio a Lungo Termine, infatti, Auto No Problem donerà parte del ricavato alla Fondazione Ospedale Pediatrico Mayer per sostenere il difficile momento che le strutture sanitarie si trovano ad affrontare in questo periodo storico.

Rilanciare il settore automotive con il Noleggio a Lungo Termine

Anche se non ci siamo quasi mai fermati in questo momento la richiesta di auto è ancora molto distante dal numero di richieste di inizio anno, mentre, la nostra divisione Furgone No Problem (specializzata nel Noleggio a Lungo Termine su Furgoni e Veicoli Allestiti) sta ricevendo molte richieste di contatto soprattutto su veicoli frigo o coibentati e ciò dimostra che il food delivery ha potenzialmente tutte le caratteristiche per affermarsi come soluzione di successo anche fuori dalle grandi città che lo utilizzano ormai da qualche anno, conclude De Bortoli.

Land Rover Discovery ed Evoque P300e Phev: le inglesi diventano ibride

Land Rover Discovery ed Evoque P300e Phev: le inglesi diventano ibride 1

Continua il processo di elettrificazione all’interno della gamma Land Rover. Gli ultimi modelli ad “attaccarsi alla spina” sono le nuove generazioni della Evoque e della Discovery, che con la sigla P300e Phev portano al debutto un nuovo powertrain ibrido plug-in. A livello estetico Evoque e Discovery plug-in sono del tutto identicche alle rispettive varianti ad alimentazione tradizionale. Per scoprirne le differenze bisogna guardare sotto il cofano.

Due modelli, un motore

Ad alimentare le nuove Land Rover Evoque e Discovery plug-in, infatti, provvede il medesimo schema propulsivo costituito da un motore endotermico turbo a tre cilindri di 1,5 litri. Questo è capace di sviluppare una potenza i 200 CV e lavora insieme a un motore elettrico da 109 CV, per una potenza complessiva di sistema di 309 CV e 540 Nm di coppia.

Land Rover Discovery ed Evoque P300e Phev: le inglesi diventano ibride 2

A dare energia al motore elettrico provvede una batteria agli ioni di litio con una capacità di 15 kWh, che assicura un’autonomia in modalità completamente elettrica che va da 62 a 66 km. A tal proposito, se si viaggia sfruttando unicamente la spinta dell’unità elettrica la velocità massima è di 135 km/h.

Integrale on-demand

In Land Rover hanno scelto di posizionare il motore elettrico sull’asse posteriore della Evoque e Discovery plug-in. Questo permette ai due modelli di poter contare sulla trazione integrale, senza però dover ricorrere al tradizionale albero di trasmissione. Il motore elettrico, infatti, trasmette in maniera diretta la potenza alle ruote posteriori, mentre quello endotermico muove quelle anteriori.

Land Rover Discovery ed Evoque P300e Phev: le inglesi diventano ibride

A proposito della ricarica, infine, sfruttando le colonnine a ricarica rapida, in 32 minuti si raggiunge l’80% della capacità dell’accumulatore, mentre se si sfrutta una tradizionale wallbox a 7 kW è necessaria circa un’ora e mezza.

Le 10 automobili più famose nelle serie tv italiane

Porsche 911

Gomorra, Romanzo Criminale, 1992, L’amica geniale: negli ultimi anni le serie tv italiane hanno conquistato milioni di spettatori e fatto parlare di sé per la grande qualità delle storie e delle ambientazioni.

I più attenti avranno notato, accanto ai protagonisti delle storie che ci hanno tenuti incollati allo schermo, delle compagne silenziose, ma altrettanto importanti: le automobili che accompagnano i personaggi.

Ecco quindi una lista delle 10 auto più belle delle serie tv italiane: e tu, quante ne hai riconosciute?

LEGGI ORA: Le 10 auto più belle delle serie tv straniere

INDICE
Suburra: la Jeep Wrangler di Aureliano
Suburra: la Lamborghini di Spadino
Romanzo criminale: la Porsche 911 del Libanese
Romanzo criminale: la Lancia Fulvia di Dandi
Le automobili di Gomorra 
La Fiat Tipo del commissario Montalbano
La Fiat 1500S Cabriolet in L’amica geniale
La Porsche Carrera Cabrio 911 in 1992

Suburra è la prima serie televisiva italiana originale distribuita da Netflix: ispirata all’omonimo film del 2015 e al romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, la serie è ambientata a Roma e vede Chiesa, politici corrotti e criminalità organizzata scontrarsi in una violenta lotta per il controllo del litorale di Ostia. Tra i protagonisti c’è Aureliano Adami, interpretato da Alessandro Borghi, secondogenito della famiglia criminale Adami: sempre in contrasto con il padre, è un mix di ambizione, violenza e rabbia.

Nella prima stagione della serie, Aureliano guida una nera Jeep Wrangler Unlimited, l’auto che più di tutte incarna l’emblema del fuoristrada duro e puro. Un’auto che, dal suo debutto nel 1941, ha saputo mantenere inalterato il suo fascino, rinnovandosi di generazione in generazione con un design spigoloso e virile che si adatta perfettamente al carattere di Aureliano.

Jeep Wrangler

Decisamente diversa l’auto guidata dall’altro protagonista di Suburra, Alberto “Spadino” Anacleti, intrepretato da Giacomo Ferrara. Spadino appartiene alla famiglia Anacleti, di etnia sinti, dedita allo strozzinaggio. Fratello minore del boss del clan, Manfredi, Spadino è oppresso dalla famiglia, alla quale nasconde la propria omosessualità, rifiutando di sottomettersi ad alcune tradizioni.

Nella prima stagione, vediamo spesso Spadino a bordo di una Lamborghini Murcielago Roadster: si tratta dell’auto protagonista dell’incontro con Teo, altro ragazzo omosessuale che Spadino sarà costretto ad uccidere per evitare che riveli il suo segreto al clan.

Lamborghini Murcielago Roadste

L’auto sportiva della casa italiana, già utilizzata nel film Batman Begins (e non è un caso, visto le somiglianze tra il personaggio di Spadino e quello di Pinguino), promette prestazioni invidiabili: la potenza massima di 580 Cv lancia la Murcielago Roasdter a quasi 320 km/h e fino ai 100 orari in 3,8 secondi.

Come Suburra, anche la serie Romanzo criminale è basata sull’omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo: si tratta del secondo adattamento del libro, dopo il film diretto da Michele Placido, che ha collaborato anche alle serie come consulente artistico.

La serie è ambientata nella Roma degli anni 70 e racconta le vicende di un gruppo di criminali che, dal 1977 al 1992, ha quasi dominato la Capitale. Tra amori, affari, faide e rancori si ripercorre in parte la vera storia della banda della Magliana e dei suoi protagonisti: tre giovani malavitosi che si accordano per formare una banda criminale che in poco tempo assume il controllo assoluto del traffico di droga. Il Libanese, il Freddo e il Dandi sono i protagonisti di questa storia, raccontata in modo inedito dai cattivi, dagli sbandati: i protagonisti sono gli anti eroi per eccellenza.

Personaggio affascinante, istintivo e determinato, il Libanese è il capo e il fondatore della banda della Magliana. Nella serie è interpretato da Francesco Montanari: è lui il vero motore e leader della banda, quello con un sogno e una visione a lungo termine, capace di raccogliere sotto a sé gli uomini migliori.

Il Libanese guida diverse auto, sempre più costose man mano che la banda prosegue nella sua scalata al potere, ma non possiamo non ricordare la sua Porsche 911 Cabrio, che rappresenta una delle poche imprecisioni storiche in una serie altrimenti quasi perfetta: la Porsche 911 guidata dal Libano infatti non uscirà prima del 1983, mentre le vicende narrate si svolgono quasi tutte prima del 1980.

Porsche 911

La Porsche 911 presentava standard di sicurezza elevatissimi per l’epoca e un design d’avanguardia caratterizzato dall’originale tetto asportabile e ripiegabile, che poteva essere riposto nel bagagliaio anteriore. Inoltre, i motori della Porsche 911 potevano essere alimentati con benzina a ridotto numero di ottani ed erano quindi meno inquinanti, pur mantenendo la notevole potenza di 130 cv.

Un altro dei protagonisti indiscussi di Romanzo Criminale è il Dandi, interpretato da Alessandro Roja. Miglior amico di infanzia del Libanese, avrà un ruolo fondamentale nell’intreccio. Ambizioso, egoista, vanesio e spietato, il Dandi ama il lusso: è il membro della banda che possiede più automobili in assoluto.

Il suo amore per il lusso si riflette magnificamente nella Lancia Fulvia HF Coupè azzurra, un’auto allo stesso tempo elegante e sportiva che ha goduto di un grande successo commerciale, sia per la bellezza delle sue linee che per le numerose vittorie rally di cui è stata protagonista. Una vera e propria berlinetta sportiva, dall’aspetto raffinato, a due posti più due e con finiture curatissime, come la plancia rivestita in vero legno.

Fulvia Coupé

Gomorra è una serie tv italiana distribuita da Sky Italia e liberamente ispirata al libro omonimo di Roberto Saviano. Ambientata nella periferia di Napoli, la serie racconta le vicende di camorristi e spacciatori di droga in un contesto dominato dalle organizzazioni criminali, che spesso si ramificano nel mondo degli affari e della politica.

La vita del camorrista è vorticosa e violenta: le automobili devono essere di lusso, ma senza dare troppo nell’occhio. Devono essere grandi, ma anche veloci, per dileguarsi ogni volta che serva.

Ecco quindi che nel primo episodio della prima stagione Ciro Di Marzo, uno dei protagonisti della serie interpretato da Marco D’Amore, guida una Volkswagen Tuareg di prima generazione, mentre insieme al compagno De Rosa si reca a casa della madre di Salvatore Conte per una spedizione punitiva.

Sempre nella prima stagione, Genny Savastano, altro protagonista interpretato da Salvatore Esposito, guida una Alfa Romeo 156 quando viene coinvolto per la prima volta negli affari loschi del padre Pietro Savastano. Il boss camorrista guida invece una Mercedes classe E, auto in cui viene sorpreso dalla polizia e quindi arrestato per detenzione di stupefacenti.

In Gomorra anche le due ruote meritano però una menzione speciale: ogni ragazzo ha uno scooter di bassa cilindrata ma sogna le grandi moto da corsa, come la Yamaha R6 guidata da Genny o la Triumph Speed Triple di Ciro.

Finora abbiamo visto serie tv in cui i protagonisti erano i criminali: spietati, violenti, alla guida di auto spesso di lusso.

Con Montalbano cambiamo completamente punto di vista: il protagonista questa volta è dalla parte della legalità. La serie, trasmessa dalla Rai e tratta dai romanzi di Andrea Camilleri, racconta le vicende del commissario Salvo Montalbano nell’immaginaria cittadina siciliana di Vigata: in ogni episodio Montalbano, interpretato da Luca Zingaretti, è alle prese con crimini di mafia, omicidi e rapimenti, che riesce a risolvere grazie ad uno spiccato acume investigativo e un profondo intuito.

Salvo Montalbano è un personaggio amato e potente, perché è facile per lo spettatore immedesimarsi nei suoi vizi e nelle sue debolezze, al suo essere al contempo schivo e appassionato, burbero e generoso, allergico alle gerarchie e fedele servitore dello Stato. Un uomo in fin dei conti normale, al quale Camilleri ha affidato un’automobile scelta da milioni di italiani e che è entrata di diritto nell’iconografia del nostro Paese: la Fiat Tipo.

Fiat Tipo

Montalbano guida infatti una Tipo DGTprima serie grigia, prodotta tra il 1988 e il 1991: è l’auto con la quale Fiat rispose alla Volkswagen Golf, dotandola di una strumentazione digitale notevole, composta da contagiri, chiusura centralizzata, vetri elettrici anteriori e pannello di controllo. Altra caratteristica fondamentale della Fiat Tipo sono le sospensioni a ruote indipendenti, fondamentali per muoversi nelle contrade che circondano Vigata e nelle dissestate strade di campagna siciliane.

Dall’assolata Sicilia torniamo nella caotica Napoli con L’amica geniale, serie televisiva italo-statunitense tratta dall’omonima quadrilogia di Elena Ferrante. La serie racconta lo speciale legame di amicizia, ma anche rivalità, che unisce Elena Greco e Raffaela Cerullo, Lenù e Lila, due bambine che crescono negli anni Cinquanta in un rione di Napoli. La storia seguirà le due protagoniste dall’infanzia fino all’età adulta, e ripercorre la storia d’Italia, il dopo guerra, gli anni 60 del Boom, attraverso gli occhi di chi è stato quasi sempre in seconda fila, spesso spettatore: le donne.

Lenù e Lila vivono la loro infanzia e adolescenza nel rione Luzzatti, alla periferia est di Napoli: in questo microcosmo si condensa l’Italia intera, a partire dalle differenze sociali e di reddito tra gli abitanti dello stesso quartiere. Da una parte povertà, dall’altra ricchezza, spesso ostentata. E il simbolo della ricchezza e del potere sono spesso le automobili: la Fiat 1500 S Cabriolet guidata da Stefano Carracci, rampollo di una delle famiglie più importanti e temute del rione, è un esempio perfetto.

Fiat 1500

La Fiat 1500S Cabriolet è un’auto dal gusto elegante ed europeo, caratterizzata da una carrozzeria molto classica raffinata disegnata da Pininfarina e un motore bialbero OSCA capace di erogare fino a 80 cv e freni anteriori a disco.

Nata da un’idea di Stefano Accorsi, che ritroviamo anche tra i protagonisti della serie, 1992 racconta l’Italia a cavallo tra la prima e la seconda Repubblica, il Paese delle tangenti sulle prime pagine dei giornali e di Mani Pulite: al centro della storia c’è la vicenda nota come Tangentopoli, narrata da sei diversi personaggi, le cui storie di intrecciano tra loro e con altri volti noti dell’Italia dell’epoca.

Gli anni Novanta, però, non sono solo Tangentopoli: sono gli anni di Non è la Rai, degli zaini Invicta, dei walkman, del Commodore 64, ma anche di automobili che sono entrare definitivamente nel nostro immaginario.

Una di queste è la Porsche Carrera Cabrio guidata da Leonardo Notte, il personaggio interpretato da Stefano Accorsi, un’auto sportiva prodotta da Porsche a partire dal 1963 e ancora in produzione, seppur con notevoli cambiamenti nel corso degli anni. Un’auto dal design senza tempo e una tecnologia ispirata alle grandi vittorie in gara, sempre un passo avanti.

Porsche Carrera

La Porsche guidata da Leonardo Notte è una 911 serie 964, lanciata a giugno 1989 con numerosi aggiornamenti derivati dalla Porsche 959 versione Carrera 4, a trazione integrale permanente sulle quattro ruote. Dotata di un motore con doppia accensione e 250 CV, la Porsche 911 scritturata per 1992ha un’estetica caratterizzata da un design più moderno, con l’innovativo alettone posteriore a completa scomparsa e comando elettronico.