Le 10 auto più belle nelle serie tv straniere

Chevrolet Blazer K5

Dopo aver parlato delle auto più famose e (secondo noi) più belle nelle serie tv italiane, usciamo metaforicamente dai confini nazionali per guardare alle serie tv straniere, e in particolare a quelle inglesi e statunitensi.

Serie tv come Breaking Bad, Stranger Things, Narcos e House of Cardshanno conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo, e noi italiani non siamo stati da meno: ma quanti hanno notato le auto che accompagnavano i protagonisti di queste storie?

Dalle auto vintage di Stranger Things e The Crown a quelle futuristiche di Westworld, scopri con noi le 10 auto più belle delle serie tv straniere!

LEGGI ORA: Le 10 auto più belle delle serie tv italiane del momento

INDICE
Breaking Bad: la Pontiac Aztec di Walter White
Le automobili vintage di Stranger Things
Narcos: la Porsche 935 di Pablo Escobar
Le Land Rover in the Crown
House of Cards: la Chevrolet Tahoe di Frank Underwood
Westworld: la Audi Aicon
Chernobyl: GAs 21 e 24 Volga

Tra le serie tv più amate di sempre, Breaking Bad è una produzione statunitense creata da Vince Gilligan (famoso soprattutto per aver lavorato ad X-Files). Il protagonista della serie è Walter White (Bryan Cranston), insegnante di chimica sottopagato che, alla soglia dei cinquanta anni, scopre di avere un cancro terminale ai polmoni. Preoccupato per il futuro della sua famiglia, composta dalla moglie incinta e da un figlio che soffre di paralisi celebrale, e incapace di accettare questa terribile notizia, il professor White decide di sfruttare le sue competenze di chimica per iniziare a produrre metamfetamina insieme a Jesse, un suo ex studente già coinvolto in un giro di spaccio.

Walter White guida un’auto che il Daily Telegraph ha definito, senza giri di parole, “la più brutta di tutti i tempi”: una Pontiac Aztec, un crossover di media grandezza prodotto tra il 2001 e il 2005. Il modello fu lanciato dalla casa madre con lo slogan di “veicolo più versatile del pianeta”, ma ricevette critiche impietose nonostante fosse uno dei primi modelli ad adottare strumenti informatici di rapida visualizzazione come l’head up display.

Pontiac Aztec

Ma perché il professor White guida proprio una Pontiac Aztec? L’auto incarna perfettamente questo personaggio: si tratta di un veicolo che non ha mai avuto successo, un perdente nel mondo del’automotive. Creato come un crossover multifunzionale, in realtà non era né una berlina né un minivan, ma semplicemente un pessimo SUV. E Walter White è indubbiamente, almeno all’inizio delle serie, una persona con poco successo. La Aztec lo rispecchia completamente: un’auto così funzionale da essere brutta, non appariscente, economica e banale. Insomma, La Aztec è Walter White, ma con le ruote.

Stranger Things è una serie tv statunitense di fantascienza, ideata da Matt e Ross Duffer e distrubuita da Netflix.  In soli tre anni la serie è diventata un vero e proprio cult per gli appassionati del genere fantascientifico, ma anche sci-fi e horror.

Ambientata proprio negli anni Ottanta, ad Hawkins, cittadina di fantasia dell’Indiana, Stranger Things racconta la storia di un gruppo di quattro ragazzini nerd e delle loro famiglie, la cui vite sono sconvolte da strani fenomeni, che porteranno alla sparizione di un ragazzo del gruppo, Will Byers. La scomparsa di Will non è l’unico evento inspiegabile: l’arrivo in città di una ragazzina con i capelli rasati, Dodici, fuggita da un laboratorio segreto, è un ulteriore elemento misterioso.

L’enorme successo della serie è dovuto anche ai tanti richiami alla cultura degli anni Ottanta: dai riferimenti al cinema di fantascienza alla musica, fino alle automobili, vere e proprio auto d’epoca tra i classici americani.

Un esempio perfetto è la Ford Pinto guidata dalla mamma dello scomparso Will, Joyce, interpretata dalla famosissima Winona Ryder. L’auto è passata alla storia come “auto assassina”, poiché, per un difetto di progettazione, se tamponata vi era un alto tasso di probabilità che si incendiasse; inoltre il telaio molto debole tendeva a deformarsi anche in caso di impatti a bassa velocità, rendendo impossibile la fuga dell’auto. Fortunatamente, in Stranger Things, nessuno è stato soggetto ad incidenti questo tipo (ma ad eventi ben più bizzarri!).

Lo sceriffo Hopper (interpretato da David Harbour) guida invece una Chevrolet Blazer K5, nota anche come GMC Jimmy K5. Quello che potrebbe sembrare un fuoristrada americano come tanti, è in realtà la prima auto a montare un motore 6.2 V8 a gasolio, usato dai mezzi militari Humvee e Hummer H1. Si tratta di un’auto robusta e affidabile, perfettamente adatta al lavoro del suo conducente.

In Stranger Things non troviamo però solo auto americane, ma anche qualche incursione europea, come la BMW 733 i guidata da Steve Harrington (Joe Kerry), il ragazzo con cui inizia ad uscire Nancy, sorella maggiore di uno dei quattro giovani protagonisti. La BMW 733 i è un classico della casa tedesca e vero e proprio emblema degli anni 80.

Infine, nella prima stagione della serie comprare anche una Volkswagen Cabrio, guidata da Barb (Shannon Purser), migliore amica di Nancy che sarà coinvolta in prima persona negli eventi soprannaturali che sconvolgono Hawkings.

Narcos è una serie tv statunitense-colombiana creata da Chris Brancato, Carlo Bernard e Doug Miro per Netflix. Narcos ripercorre la storia dell’evoluzione e della diffusione in tutto il modo dei cartelli della droga, e degli sforzi messi in campo dalle forze dell’ordine per contrastare il brutale conflitto per il predominio del traffico di stupefacenti.

Protagonista assoluto delle prime due stagioni è Pablo Escobar (interpretato da Wagner Moura), il boss della cocaina più noto e pericoloso dell’Argentina, capo del cartello di Medellin. Escobar è stato il trafficante di droga più famoso mai esistito: Forbes ha stimato che, nel momento della massima espansione del suo impero criminale, che controllava l’80% del traffico di cocaina mondiale, Escobar fosse il settimo uomo più ricco del mondo, con un patrimonio che all’inizio degli anni 90 ammontava a circa 30 miliardi di dollari.

Oltre a possedere case, ville e numerosi animali esotici, Escobar era un grande appassionato di auto. Non un vero e proprio collezionista, perché Escobar ha acquistato auto di ogni tipo, dalle utilitarie alle supercar. La sua scuderia è stata quasi totalmente distrutta da un incendio, ma tra le auto più belle possedute dal narcotrafficante ricordiamo la Porsche 935V, un’auto da corsa che Escobar arrivò a personalizzare con il suo nome. Un’auto che si adatta perfettamente alla natura competitiva del suo proprietario, che partecipò anche a numerose gare automobilistiche.

Porsche 935

The Crown è una serie tv drammatica create da Peter Morgan, con Olivia Colman e Tobias Menzies, e racconta la storia della famiglia reale britannica e degli eventi, nazionali e internazionali, che hanno coinvolto la corona e la politica inglese dalla seconda metà del Ventesimo secolo.

Protagonista della serie è ovviamente la regina Elisabetta II, interpretata per le prime due stagioni da Claire Foy e poi da Olivia Colman, che seguiamo dal 1947, anno del suo matrimonio con Filippo di Edimburgo, fino ai giorni nostri.

In una serie dalla forte vocazione storica come The Crown non potevano mancare le auto d’epoca, come le magnifiche Land Rover 80e 86 che compaiono nella prima stagione. In particolare, è a bordo della Land Rover 86 che Elizabetta e Filippo si muovono durante la loro visita in Kenya, tappa del tradizionale tour del Commonwealth che la principessa intraprende per sostituire il padre, troppo debole e malato per intraprendere il viaggio.

Land Rover 80

Si tratta di auto della prima serie Land Rover, prodotte tra il 1948 e il 1958, quando alla Rover, solitamente impegnata nella produzione di auto di lusso, fu imposto di costruire auto più economiche per rendere più semplici le esportazioni nei difficili anni del Dopoguerra.

House of Cards è una serie tv statunitense diretta da David Fincher e tratta dall’omonimo romanzo di Micheal Dobbs. Ambientata a Washington D.C., la serie segue le vicende di Frank Underwood, interpretato magistralmente da Kevin Spacey, politico spregiudicato che grazie ad una serie di intrighi riesce a raggiungere i vertici del potere americano, aiutato dalla moglie Claire (Robin Wright). Tradimento, manipolazione, potere e spietato pragmatismo sono i temi principali della serie, che ci porta fino al cuore della Casa Bianca.

Frank Underwood si muove spesso a bordo una Chevrolet Tahoe (ovviamente con autista), uno dei SUV full size più venduto negli Stati Uniti. Sofisticata e affidabile, la Chevrolet ha ricevuto numerosi premi, tra cui il “Buyers Most Wanted Large SUV” conferito da Edmunds.com nel 2019 e nel 2018, e l’“Highest Ranked Large SUV in Initial Quality” assegnato nel 2019 dalla società di ricerca J.D. Power.

Chevrolet Tahoe – House of Cards

Un’auto che offre comfort, lusso e tecnologia ai vertici della categoria. Il parabrezza e le portiere della Chevrolet Tahoe sono dotati di tecnologie studiate per garantire il più alto isolamento acustico possibile, mentre la connessione internet è più veloce che mai. Le performance non sono da meno: con il motore EcoTec3 da 355 CV e 519 Nm di coppia massima è il più efficiente tra i grandi SUV americani.

Infine, un accenno alla sicurezza, fondamentale in un’auto che ospita il futuro presidente degli Stati Uniti: Chevrolet Tahoe offre dotazioni di sicurezza avanzate per aiutare nella prevenzione di situazioni potenzialmente pericolose e per proteggere tutti gli occupanti in caso d’incidente.

Westworld è una serie di fantastascienza western, basata sull’omonimo film del 1973, diretto da Micheal Crichton e meglio conosciuto in Italia con il titolo “Il mondo dei robot”.

Westworld ci porta in un futuro prossimo, all’interno del rivoluzionario e avveniristico parco divertimenti Westworld, che ricrea l’atmosfera del vecchio west ed è popolato da figurati androidi, quasi irriconoscibili rispetto agli umani. Il parco divertimenti è frequentato da miliardari, che al suo interno possono soddisfare ogni loro desiderio senza conseguenze legali o fisiche (i robot sono programmati per non nuocere agli umani).

I robot sono forniti di linee narrative standard da seguire, ma hanno un relativo spazio di autonomia per adattarsi alle richieste e ai desideri degli ospiti. Inoltre, per umanizzare i robot, le linee narrative sono arricchite da input chiamati “ricordanze”, che fanno vivere loro dei veri e propri sogni ad occhi aperti. Al termine di ogni giornata, la loro memoria viene cancellata, così da eliminare ogni traccia delle esperienze vissute.

Ad un certo punto, però, qualcosa va storto: Dolores (Evan Rachel Wood), una delle umanoidi più antiche del parco, prende consapevolezza di sé, ed insieme ad un altro gruppo di robot sovversivi, trova il modo di conservare i propri ricordi: ha così inizio la vendetta dei robot di Westword.

Nel mondo avveniristico di Westworld le auto non possono che essere futuristiche: è il caso dell’Audi Aicon che vediamo nella terza stagione della serie. Non è la prima volta che un’auto Audi si trova davanti alla macchina da presa: si tratta del brand preferito di Tony Stark, meglio noto come Iron Man, nei film Marvel.

Audi Aicon

L’auto compare sin dal trailer, dove è impegnata a sfuggire ad un pericoloso inseguimento: non sappiamo chi è a bordo della vettura, che, potenzialmente, potrebbe non avere nessuno al volante.

La concept car Audi infatti ha un livello di autonomia massimo, che ci porta direttamente nel futuro dell’automobile. Basta accomodarsi al suo interno, ed è tutto, letteralmente, nelle mani dell’auto: basta pensare che all’interno non troviamo né volante né pedaliera, ma un vero e proprio salotto con quattro poltrone.

Chernobyl è una miniserie tv statunitense e britannica che, in appena cinque episodi, racconta la storia del peggior incidente nucleare della storia. Più di 30 anni dopo, la serie racconta quanto accaduto, seguendo le vicende di chi quella tragedia l’ha vissuta in prima persona: chi lavorava alla centrale, chi ci viveva vicino, chi è stato chiamato per cercare di arginare i danni, chi prendeva le decisioni che hanno cambiato le sorti un un’intera generazione.

Tutta la serie ruota intorno ad un’unica domanda: qual è il costo delle bugie? Perché quello che poi sarà riconosciuto come il peggior incidente nucleare della storia, inizialmente è stato definito un banale incendio e le istituzioni fecero di tutto per contenere le fuga di notizie ed evitare lo scandalo.

La serie ripercorre i giorni e le settimane seguenti all’accaduto ed esamina tutti i fattori, che nel loro insieme, hanno portato al disastro. Il primo tra tutti: le verità negate.

La ricostruzione storica in Chernobyl è davvero accurata e dettagliata. Sono state utilizzate le auto che circolavano al tempo in Unione Sovietica e perfino le targhe sono state ricostruite in maniera precisa.

Ne sono un esempio le Volga GAZ 21e GAZ 24, due auto che fecero innamorare milioni di sovietici. Nel 1956 la Gaz 21 era un’auto d’avanguardia: prima al mondo con un motore completamente in alluminio, vinse il Gran Prix dell’esposizione internazionale di Bruxelles e venne esportata in 75 paesi. Un’auto che rappresenta il corrispettivo sovietico alle vetture americane degli anni 50, con le quali compete sul piano della tecnologia, delle prestazioni e del comfort.

GAZ 21 Volga

Il sedile reclinabile anteriore, la radio a tre bande, l’impianto di riscaldamento, il lavavetri, l’accendisigari: dotazioni che nel 1956 erano rivoluzionarie e che testimoniano la capacità di ripresa dell’economia Russia nel dopoguerra.

La Gaz 24 Volga non era da meno: un’auto spaziosa e confortevole, caratterizzata dal sedile anteriore unificato (poi modificato nel tempo, per introdurre le cinture di sicurezza). Progettata proprio per sostituire la GAZ 21, ne migliora diversi aspetti, come il comfort dello spazio interno, che poteva ospitare fino a 6 passeggeri.

GAZ 24 Volga - Chernobyl

Volvo XC40 Recharge T5 Plug-in Hybrid: svedese “alla spina”

Volvo XC40 Recharge T5 Plug-in Hybrid: svedese "alla spina" 2

Dopo la versione elettrica, arriva per la Volvo XC40 il momento di ampliare ulteriormente la sua offerta aprendo all’inedita variante plug-in. Si chiama XC40 Recharge T5 Plug-in Hybrid e rappresenta un ulteriore passo del brand svedese verso l’elettrificazione della gamma che dovrebbe portare, entro il 2025 ad avere un mix di vendita costituito per il 50% da modelli elettrici e per il 50% da modelli ibridi.

45 km in elettrico

Sviluppata sulla piattaforma Cma, la  XC40 Recharge T5 Plug-in Hybrid è un’ibrida seriale, quindi con tutti gli elementi propulsivi posizionati sull’assale anteriore. Ad alimentarla provvede un motore benzina di 1,5 litri a tre cilindri sovralimentato da 180 CV abbinato a un motore elettrico posizionato nel cambio, con una potenza di 82 CV. A proposito del cambio, questo è il ben noto Gear Tronic ma con sette rapporto in luogo dei soliti otto, proprio per fare spazio all’unità elettrica.

Volvo XC40 Recharge T5 Plug-in Hybrid: svedese "alla spina" 1

La potenza complessiva del sistema si attesta sui 262 CV, mentre la coppia è di 425 Nm (265 Nm dal motore endotermico e 160 Nm da quello elettrico). A dare energia all’unità elettrica ci pensa una batteria agli ioni di litio da 10,7 kWh di potenza nominale (8,5 kWh la potenza effettiva), che assicura un’autonomia in modalità completamente elettrica di 45 km.

Prezzi da 47.770 euro

Buone le prestazioni. Nonostante il rinnovato powertrain incida sul peso nell’ordine dei 130-150 kg, la Volvo XC40 plug-in è in grado di scattare da 0 a 100 km/h in 7,3 secondi e di raggiungere una velocità autolimitata (come tutte le Volvo in gamma) di 180 km/h, velocità che scende a 120 km/h nel caso in cui si viaggi in modalità elettrica. Stando ai dati dichiarati dalla casa, infine, il consumo dovrebbe aggirarsi intorno ai 2,0-2,4 l/100 km.

Volvo XC40 Recharge T5 Plug-in Hybrid: svedese "alla spina"

La nuova Volvo XC40 Recharge T5 Plug-in Hybrid dovrebbe arrivare nelle concessionarie dopo l’estate. I prezzi partiranno da 47.770 euro della versione Inscription/Expression, per passare ai 50.220 della Inscription e arrivare ai 50.920 euro della R-Design. Inoltre, il modello gode di un eco-incentivo di 2.500 euro in caso di rottamazione.

Coronavirus: il pagamento del bollo è rinviato a giugno

Far fronte a questa difficile situazione venutasi a creare nel nostro Paese dall’insorgere del Covid-19 non è semplice. Le limitazioni alla circolazioni e la chiusura di moltissime attività commerciali hanno reso molto complesso lo svolgimento di molte attività fino a qualche settimana fa normalissime. Per questo motivo, governo e regione stanno attivando una serie di provvedimenti per venire incontro al cittadino in questo momento storico. L’ultimo in ordine di tempo è la proroga al 30 giugno per il pagamento del bollo auto.

I primi quattro esempi

Il decreto Cura Italia varato dal governo prevede il rinvio del pagamento di alcuni tributi, ma tra questi non si fa cenno a quelli legati all’automobile. Questo perché il bollo auto, essendo incassato dalle singole regioni, rimane di competenza delle stesse. Per questo motivo, alcune regioni come Piemonte Lombardia (dove la sospensione fino al 30 giugno riguarda anche la tassa sulle concessioni, l’ecotassa e la riscossione delle rate dei debiti tributari), Emilia Romagna e Campania hanno deciso di posticipare il pagamento del bollo auto, che solitamente andrebbe pagato tra aprile e maggio, a fine giugno, senza naturalmente sanzioni o interessi.

Verifica bollo auto: il check anche online

Anche la Sicilia pare interessata a seguire lo stesso esempio, ma trattandosi di una regione a statuto speciale la procedura per approvare questa proroga è leggermente più lunga. Insieme alla Sicilia anche altre regioni a statuto speciale e non hanno iniziato a lavorare in tal senso per trovare la soluzione migliore per aiutare i cittadini, senza minare gli equilibri dei bilanci regionali.

Opel Insignia Sports Tourer, familiare alla tedesca

Bozza automatica 2

In collaborazione con Opel

Siamo abituati a identificare le ammiraglie nelle berline di grandi dimensioni. Ma quella a tre volumi è davvero l’unica soluzione di carrozzeria per questo segmento di mercato? Secondo Opel no. Con la Insignia Sports Tourer il costruttore tedesco, infatti, offre una soluzione che, senza rinunciare alla qualità e all’immagine tipica di un’ammiraglia, assicura tutto lo spazio che solo le grandi station wagon sanno regalare.

E di familiari, in effetti, Opel se ne intende parecchio. Fin dal 1963, anno in cui venne lanciata sul mercato la Kadett A Caravan, Opel è sempre stata tra le pioniere nel segmento delle vetture station wagon e ancora oggi, nonostante il sempre più forte dominio di SUV e crossover, continua a puntare su questa soluzione. Si tratta dunque di modelli strategici per il marchio tedesco, e che spesso nel corso degli anni, sono stati usati per lanciare sul mercato nuove soluzioni tecniche e tecnologiche.

Curata e spaziosa

Insomma, 57 anni di storia ed esperienza nel segmento delle familiari, che oggi trovano la massima espressione nella Insignia Sports Tourer, la wagon più grande di casa Opel, che si posiziona al vertice della gamma non soltanto per dimensioni, ma anche per contenuti. Con una lunghezza di 4,99 metri, l’Insignia Sports Tourer è una delle station wagon più grandi sul mercato, coniugando alla perfezione lo stile e l’immagine di rappresentanza tipico delle ammiraglie, con tutta la praticità che da sempre contraddistingue le familiari.

Il tutto condito da un’attenta cura nella scelta dei materiali, unita alla proverbiale attenzione tedesca negli assemblaggi per trasmettere quel senso di qualità che ci si aspetta da una vettura di questa categoria. Tuttavia, come dicevamo, il punto forte della Insignia Sports Tourer è lo spazio e a bordo ce n’è tanto non solo per chi si accomoda davanti.

Chi viaggia sul divano posteriore gode di centimetri in abbondanza tanto per le gambe quanto per la testa, ma è nella capacità di carico che il modello da il meglio di sé. In configurazione standard il bagagliaio offre una capienza di 560 litri, che salgono fino a 1.665 litri se si abbatte lo schienale della seconda fila di sedili. Il piano di carico, poi, ha una forma regolare, che permette di sfruttarlo al massimo utilizzando anche i tanti ganci a disposizione per fermare il carico.

Inoltre, vi si accede tramite il portellone ad apertura elettrica, il cui comando può anche essere impartito passando semplicemente il piede sotto il paraurti. Un bel vantaggio quando si hanno le mani occupate.

Tecnologia al top

Detto dello spazio, il secondo elemento in cui spicca l’Insignia Sports Tourer, è la tecnologia. Tecnologia che per Opel deve essere quanto più possibile “democratica”. Non per niente, giusto per fare un esempio, il costruttore tedesco porta la sua tecnologia Led su tutte le sue gamme di prodotto, anche sulla piccola Corsa. Tuttavia, resta comunque sull’Insignia che questa soluzione trova la sua massima espressione.

Sull’ammiraglia di Rüsselsheim trovano infatti posto i fari IntelliLux Led Pixel. Si tratta di un sistema dotato di ben 168 diodi luminosi, ottantaquattro per faro, in grado di modellare il fascio di luce in base alle condizioni della strada e del traffico.

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Ma come funziona? La telecamera montata dietro il parabrezza tiene d’occhio la strada individuando le vetture che si trovano davanti a noi o che stanno giungendo in senso opposto. Recepito l’ostacolo, l’avviso viene mandato alla centralina dei fari che provvederà a spegnere in maniera progressiva i diodi corrispondenti alla posizione dell’altro o degli altri veicoli. In questo modo è praticamente possibile viaggiare sempre con gli abbaglianti accesi, senza correre il rischio di abbagliare nessuno.

Tutta da guidare

Ok, una familiare deve essere comoda e spaziosa, ma chi l’ha detto che non può anche essere piacevole da guidare? Con il sistema Twinster, disponibile per la variante più potente della Insignia Sports Tourer, la GSi da 230 CV, Opel enfatizza le doti dinamiche della sua ammiraglia.

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Si tratta di un particolare schema a trazione integrale che sfruttando un sistema a doppia frizione sull’asse posteriore, è in grado di spostare in maniera dinamica la coppia generata dal motore sulle singole ruote posteriori, creando così un effetto torque vectoring che rende la vettura molto più precisa e coinvolgente quando si guida tra le curve, ma anche più stabile e sicura in tutte le condizioni di utilizzo. Il sistema è abbinato a quattro modalità di guida: Standard, Tour, Sport e, solo sulla GSi, Competition, che variano la risposta della vettura per adattarsi al tipo di strada che si sta percorrendo.

La gamma

Ma se la GSi è la variante più “spinta” della gamma Insignia Sports Tourer, che con il suo 2 litri turbo a benzina in abbinamento alla trazione integrale e al cambio automatico a 9 rapporti strizza l’occhio ai clienti più sportivi, a listino esistono varianti un po’ per tutti i gusti e le necessità. Troviamo un benzina 1.6 da 165 CV e due Diesel: un 1.6 da 136 CV e un 2.0 da 170 CV.

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Tutti i motori sono disponibili con cambio manuale o automatico e con prezzi compresi fra 34.150 euro e 45.850 euro. Non manca poi la variante Country Tourer, pensata per chi ha bisogno di affrontare qualche tratto di fuoristrada leggero dove l’auto si muove con disinvoltura grazie alla trazione integrale e alla maggiora altezza da terra, spinta dal 2.0 BiTurbo Diesel da 210 CV.

Peugeot 108: con il model year 2020 arrivano nuove tinte e accessori

Peugeot 108: con il model year 2020 arrivano nuove tinte e accessori

L’attuale generazione della Peugeot 108 si aggiorna, ma non si tratta di un vero e proprio restyling, quanto più di una “rinfrescata” alla gamma colori, materiali ed accessori. Con il model year 2020, quindi, la più piccola del Leone  si fa più fresca e ricercata.

Nuovi colori e materiali

Partiamo dalle tinte per la carrozzeria. Ora la Peugeot 108 è disponibile nella nuova tinta metallizzata Smooth Green, alla quale si sommano il Bianco Lipizan. Novità anche negli interni, dove per gli allestimenti Active, Style e Allure è ora disponibile la fantasia White Jusa, mentre sulla versione Collection la Adamite Green Jusa.

Peugeot 108: con il model year 2020 arrivano nuove tinte e accessori 1

Per quanto riguarda gli accessori, invece, debutta il tetto nero per l’allestimento Style a un prezzo di 250 euro, mentre il tetto in tela della versione cabrio ora può essere scelto anche nella nuova tinta Gentle Green. L’allestimento Style, infine, rinuncia ai cerchi in lega da 15 pollici in favore di quelli in acciaio, con un risparmio sul prezzo di listino di 250 euro. La variante cabrio Top! inoltre, è ora disponibile unicamente con carrozzeria a cinque porte.

Hyundai Tucson: la gamma si amplia con l’allestimento XLine

Hyundai Tucson: la gamma si amplia con l'allestimento XLine 2

La Hyundai Tucson rappresenta la punta di diamante all’interno dell’intera gamma del costruttore coreano. Con 75.000 esemplari venduti in Italia, è indubbiamente il modello più scelto e proprio per questo i vertici della Casa di Seul hanno scelto di ampliarne l’offerta mettendo a punto l’inedito allestimento XLine che stacca dagli altri a listino per i suoi contenuti particolarmente ricchi.

Per non rinunciare a nulla

A caratterizzare il nuovo allestimento XLine della Hyundai Tucson ci pensano cerchi in lega da 18 pollici ai quali, negli esterni, si sommano anche i fari anteriori Full LED. Negli interni, invece, spicca il sistema di infotainment con schermo touch da 8” con connettività Apple CarPlay e Android Auto. Questo, inoltre, è dotato di navigatore satellitare e riproduce le immagini catturate dalla retrocamera.

Hyundai Tucson: la gamma si amplia con l'allestimento XLine

Al top anche la dotazione di sicurezza grazie al pacchetto Hyundai SmartSense che comprende la frenata autonoma di emergenza con riconoscimento di veicoli e pedoni, oltre al mantenimento attivo della corsia, il riconoscimento dei limiti di velocità e la gestione automatica dei fari abbaglianti.

Tre motorizzazioni

La nuova Hyundai Tucson XLine è disponibile in abbinamento a un propulsore benzina e due Diesel. Il primo è il 1.6 GDI da 132 CV abbinato al cambio manuale a sei marce, mentre il Diesel è il 1.6 CRDi nelle potenze di 115 e 136 CV, abbinabile anche al cambio a doppia frizione e sette rapporti.

Hyundai Tucson: la gamma si amplia con l'allestimento XLine 1

Entrambe le unità a gasolio, inoltre, sono dotate di serie del sistema mild-hybrid con rete di bordo a 48 Volt. Questo assicura un’abbattimento delle emissioni di CO2 nell’ordine dell’11%, stando ai dati riportati da Hyundai.

Volkswagen Nivus: tutto pronto per il lancio nel nuovo suv compatto

Volkswagen Nivus: tutto pronto per il lancio nel nuovo suv compatto 1

I SUV sono ormai il fenomeno del momento. Non solo sul nostro mercato, ma anche fuori dai confini europei. Anche in Sudamerica i modelli a “ruote alte” stanno incontrando un notevole successo e presto tra i modelli compatti appartenenti a questa categoria arriverà anche la nuova Volkswagen Nivus.

La piattaforma è la Mqb

Si tratta di un SUV di dimensioni compatte sviluppato sulla piattaforma Mqb del Gruppo Volkswagen, che dopo una prima fase ci commercializzazione in Sudamerica potrebbe arrivare anche in Europa. Di lei, al momento, si sa ancora poco, ma pare molto probabile l’utilizzo del più piccolo dei motori della famiglia TSI, il 1.0, abbinato alla sola trazione anteriore.

Volkswagen Nivus: tutto pronto per il lancio nel nuovo suv compatto

Dal teaser al momento disponibile è possibile intuire le linee che caratterizzeranno il nuovo Volkswagen Nivus. Si tratterà di un modello di dimensioni compatte, con la carrozzeria che strizza l’occhio ai modelli coupé. Davanti il family feeling stilistico con altri modelli di casa Volkswagen è evidente, pur non trovando una parentela diretta con le linee di alcun modello attualmente in produzione.

INSIEME per sostenere l’emergenza 🧡

INSIEME per sostenere l'emergenza

automobile.it offre il proprio sostegno all’Italia stretta nell’emergenza sanitaria determinata dalla diffusione del COVID-19. Due le azioni intraprese dal brand per offrire un contributo in un momento storico in cui ogni sforzo e ogni aiuto possono fare la differenza. 

La prima è una donazione di 100.000 euro a favore della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. automobile.it invita tutti gli Italiani a sostenere INSIEME con una donazione chi sta aiutando il Paese. Ognuno di noi può contribuire e fare la propria parte. Come? 

  • Dona con un bonifico al Policlinico di Milano per supportare medici, anestesisti, infermieri, e personale non sanitario e per l’allestimento di nuove aree di terapia intensiva:
  IBAN   IT 59 W 03111 01642 000000038863
  Beneficiario effettivo   Fondazione IRCCS Policlinico di Milano
  Causale   CORONAVIRUS
  • Dona con un bonifico all’Ospedale Luigi Sacco di Milano contribuendo all’acquisto di attrezzature necessarie ai reparti maggiormente impattati.
  IBAN   IT 57 W 03111 01603 000000009130
  Beneficiario effettivo   ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano
  Causale   Donazione – Emergenza Coronavirus
  • Dona con un bonifico all’INMI Lazzaro Spallanzani di Roma per contribuire alla ricerca scientifica virologica per contrastare l’emergenza sanitaria.
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  Beneficiario effettivo   INMI Lazzaro Spallanzani di Roma
  Causale   Donazione – Emergenza Coronavirus

Queste sono tre strutture individuate da automobile.it in prima linea nella lotta all’emergenza COVID-19. Tuttavia, siamo consapevoli che ci sono tantissime altre realtà sul territorio italiano che hanno bisogno di aiuto.

Se preferisci, puoi fare una donazione diretta all’ospedale del tuo territorio. Qui puoi trovare un elenco di ospedali italiani cui donare direttamente.

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Oltre all’aiuto economico, automobile.it ha individuato un’ulteriore attività per intrattenere le persone e, insieme a Fjona Cakalli ha ideato e prodotto una web series intitolata “Le auto che hanno appassionato gli Italiani”, rigorosamente dal divano di casa dell’influencer del mondo tech e automotive, composta da sei puntate che saranno pubblicate sul canale YouTube di automobile.it.

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Il contenuto di entertainment è un’iniziativa intrapresa sull’onda dell’impegno che cantanti, attori e personaggi famosi, stanno offrendo per rilanciare la campagna ministeriale #iorestoacasa.

Il soggetto dei sei appuntamenti è quello della auto che hanno fatto la storia dell’Italia, dagli anni Cinquanta ai più vicini anni Duemila. In ogni episodio Fjona guiderà, con il suo stile fresco e simpatico, in un tuffo nel passato alla scoperta delle icone delle nostre strade. Scopri tutte le puntate:

Subaru BRZ: l’ultima è la Final Edition

Subaru BRZ: l'ultima è la Final Edition 1

Insieme alla Toyota GT86, la Subaru BRZ ha rappresentato l’alternativa più pura e abbordabile per tutti gli amanti della guida. Gli ingredienti erano semplici: motore boxer rigorosamente aspirato, cambio manuale e trazione posteriore. Tuttavia, dopo otto anni di onorata carriera. la sportiva delle Pleiadi si appresta ad uscire di produzione. Non prima però, di mostrarsi in un’ultima edizione speciale: la Final Edition.

Più ricca e curata

La Subaru BRZ Final Edition verrà prodotti in soli 100 esemplari, venduti in Germania a un prezzo di 40.270 euro. Ancora nessuna conferma, per il momento, sulla disponibilità di alcuni esemplari anche per il nostro mercato.

Subaru BRZ: l'ultima è la Final Edition

La Final Edition si caratterizza per la tinta della carrozzeria Silice Crystal Black, ma per 100 euro la si può avere nel più classico WR Blue Pearl. Inediti poi, sono i cerchi a 10 razze da 17 pollici che nascondono pinze a quattro pompanti firmate Brembo, mentre l’assetto può contare su ammortizzatori Sachs. Dentro, invece, l’abitacolo è impreziosito dalla presenza delle cuciture blu, dai rivestimenti in pelle e Alcantara per i sedili e dal sistema di infotainment con schermo da 7 pollici.

 

Audi e-tron Sportback: la gamma si amplia con la Edition One

Audi e-tron Sportback: la gamma si amplia con la Edition One

A poca distanza dal lancio commerciale, la gamma della nuova Audi e-tron Sportback, variante con carrozzeria coupé del SUV elettrico tedesco, si amplia con l’ingresso a listino della serie speciale Edition One. SI tratta di una serie numerata in meno di 500 esemplari in consegna nel corso del secondo trimestre dell’anno e in vendita a un prezzo di partenza di 117.500 euro.

La più ricca di tutte

Realizzata sulla base tecnica della versione 55 quattro, la Audi e-tron Sportback Edition One si caratterizza per la presenza di serie di molti accessori solitamente in vendita come optional sugli altri allestimenti della gamma. Tra questi troviamo il pacchetto Audi Innovative Virtual, che include il cruscotto digitale, i gruppi ottici Matrix Led e soprattutto gli specchietti con virtuali dotati di retrocamere. A questo si sommano anche i pacchetti Tour e City, che grazie ai vari sistemi di assistenza alla guida permettono alla e-tron Sportback Edition One di poter contare sulla guida autonoma di livello 2.

Audi e-tron Sportback: la gamma si amplia con la Edition One 2

A completare il quadro delle dotazioni ci sono poi la vernice Blu plasma metallizzato con dettagli in grigio Manhattan, le sospensioni pneumatiche e i cerchi da 21 pollici con finitura specifica. A tutto questo si sommano poi tutti gli elementi del pacchetto S line, oltre alla grafica dedicata per le luci di cortesia sotto la portiera.

446 km di autonomia

A livello tecnico, l’Audi e-tron Sportback Edition One ricalca fedelmente lo schema della 55 quattro. Il powertrain è costituito da una batteria agli ioni di litio da 95 kWh posizionata sotto il pianale, che alimenta due motori elettrici che assicurano una potenza di sistema di 408 CV e 668 Nm di coppia, per un’autonomia di 446 km.

Audi e-tron Sportback: la gamma si amplia con la Edition One 1

Di rilievo le prestazioni, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 5″7. Per quanto riguarda la ricarica, infine, la e-tron Sportback Edition One può essere collegata a colonnine con potenza fino a 150 kW, in questo modo in meno di 30 minuti si recupera l’80% dell’autonomia della batteria.