DS 7 Crossback: arriva l’Advanced Traction Control

DS 7 Crossback: arriva l'Advanced Traction Control 1

Piccoli aggiornamenti tecnici in vista per il SUV di punta della gamma DS. Stiamo parlando della DS 7 Crossback, che con l’ultimo aggiornamento porta al debutto sul modello qualche interessante novità tecnica per i modelli a trazione anteriore.

Anteriore per tutti i terreni

Il costruttore francese ha infatti aggiornato i motori benzina Puretech da 180 CV e Diesel BlueHDi da 130 CV e 180 CV. Ma la vera novità è ora rappresentata dalla possibilità di montare come optional su queste motorizzazioni il sistema Advanced Grip Control.

DS 7 Crossback: arriva l'Advanced Traction Control

Si tratta di un sistema appositamente pensato per le versioni a trazione anteriore della DS 7 Crossback, in grado di aumentare il grip della vettura su fondi a scarsa aderenza. Questa tecnologia lavora in accordo con il controllo della trazione e in base alla modalità di guida selezionata modifica la soglia di intervento dell’ESP per limitare quanto più possibile il pattinamento delle ruote. Tre le modalità di guida disponibili: Neve, in cui il sistema è attivo fino a 80 km/h, Fango attivo fino a 50 km/h e Sabbia attivo fino a 120 km/h. Il prezzo dell’Advanced Traction Control va dai 150 ai 400 euro in base all’allestimento scelto.

 

Hyundai i20 restyling, si aggiorna e diventa ibrida

Hyundai i20 restyling, si aggiorna e diventa ibrida 3

Accanto alla nuova i30, Hyundai ora presenta la versione aggiornata anche della più piccola i20, che con il restyling di metà carriera non si limita a rifarsi il look, ma si aggiorna profondamente anche nei contenuti e nella tecnologia. Migliora la qualità degli interni e aumentano le soluzioni legate all’infotainment e alla sicurezza. Ma l’elemento di maggiore interesse è rappresentato dall’arrivo di una versione mild-hybrid.

Benzina e ibrida

Partiamo dunque proprio dalla gamma motori per descrivere la nuova Hyundai i20. Al momento del lancio saranno disponibili due motorizzazioni benzina. La prima è un 1.2 aspirato da 84 CV alla quale si affianca il tre cilindri 1.0 T-GDI da 100 e 120 CV che, proprio nella sua variante più potente, viene proposto in abbinamento a un sistema mild-hybrid a 48 Volt.

Hyundai i20 restyling, si aggiorna e diventa ibrida 1

Questo sistema, inoltre, può essere richiesto come optional e montato anche sulla variante da 100 CV del 1.0 T-GDI. su entrambi i livelli di potenza, poi, è disponibile oltre al cambio manuale a sei marce, anche un automatico a sette rapporti, mentre il motore di accesso alla gamma, il 1.2, è disponibile unicamente con il manuale a cinque marce.

Più grande e spaziosa

A cambiare, poi, è anche l’estetica della nuova Hyundai i20, che abbandona completamente le vecchie linee del modello, seguendo il nuovo corso stilistico inaugurato dal costruttore di Seul. Crescono nelle dimensioni le prese d’aria e ora i fari anteriori si uniscono alla grande calandra dalla trama a nido d’ape. Dietro, invece, i gruppi ottici sono collegati da una sottile striscia che aumenta la percezione di larghezza della vettura.

Hyundai i20 restyling, si aggiorna e diventa ibrida

Rispetto alla serie precedente cambiano anche le dimensioni. La nuova i20 è cresciuta di 5 mm portando la lunghezza totale a 4,04 metri. A fronte di ciò, però, il passo è aumentato di 10 mm, mentre l’altezza è scesa di 20 mm e la larghezza è cresciuta di 30 mm. più grande anche il bagagliaio che ora ha una capacità di 351 litri.

A tutta tecnologia

In ultimo c’è la tecnologia. Sulla nuova Hyundai i20 debutta un nuovo sistema di infotainment con schermo da 10,25 pollicci, abbinato al sistema di ricarica wireless per i cellulari e alla compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto senza cavo. Accanto a questo, c’è un altro schermo delle stesse dimensioni, che funge da quadro strumenti.

Hyundai i20 restyling, si aggiorna e diventa ibrida 4

Migliora anche la dotazione di sicurezza, che ora può fare affidamento su la presenza del pacchetto SmartSense che include, tra gli altri, anche lo Smart Cruise Control collegato con le mappe del sistema di navigazione, il Lane Following Assist e  il Forward Collision-Avoidance Assist con riconoscimento di pedoni e ciclisti.

Peugeot 208: arriva la Allure Navi Pack

Peugeot 208: arriva la Allure Navi Pack 2

La nuova Peugeot 208 piace e i numeri di vendita lo dimostrano. Per questo motivo la filiale italiana della Casa del Leone ha deciso di allargare la gamma di allestimenti del modello presentando l’Allure Navi Pack. Si tratta di una versione inedita pensata unicamente per il mercato italiano che punta tutto sui contenuti tecnologici, offrendo di serie molti elementi solitamente disponibili come optional.

Tanta tecnologia

Per rendere la Peugeot 208 Allure Navi Pack quanto più appetibile possibile l’anno dotata di serie di tutti gli accessori che fino a questo momento sono andati per la maggiore tra chi ha acquistato la vettura.

Peugeot 208: arriva la Allure Navi Pack

Di serie, infatti, oltre a auanto già offerto dall’allestimento Allure, la Navi Pack aggiunge i fari anteriori EcoLedl’infotainment 3D Connected con display da 7 pollici e il sistema di navigazione TomTom Traffic, proposto in abbinamento alla strumentazione analogica.

Benzina o Diesel

Il nuovo allestimento per la Peugeot 208 è disponibile in abbinamento ai due propulsori Diesel e benzina più potenti a listino. Parliamo nel primo caso del BlueHDi 100 da 100 CV, mentre per quanto riguarda il benzina il PureTech 100, con la medesima potenza dell’unità a gasolio. Entrambe le motorizzazioni sono disponibili con il cambio manuale a sei marce con con l’automatico a otto rapporti EAT8.

Peugeot 208: arriva la Allure Navi Pack 1

Il prezzo della Peugeot 208 Allure Navi Pack va dai 19.950 ai 21.450 euro in base che si scelga la versione Diesel o benzina, con cambio manuale o automatico.

 

Volkswagen ID.4: arriva il SUV elettrico

Volkswagen ID.4: arriva il SUV elettrico

La famiglia dei modelli elettrici della gamma ID di Volkswagen è pronta ad allargarsi con l’arrivo della nuova ID.4. Si tratta del primo SUV completamente elettrico del costruttore tedesco, pensato per dare ulteriore slancio al processo di elettrificazione che il brand di Wolkfsbourg e di azzeramento delle emissioni inquinanti nel processo produttivo entro il 2050.

Aerodinamica al top

Esattamente come la sorella ID.3, anche la nuova Volkswagen ID.4 nasce sulla piattaforma MEB, appositamente sviluppata dal Gruppo Volkswagen per i modelli 100% elettrici. Anche in questo caso, quindi, la caratteristica principale della vettura è rappresentata dagli sbalzi anteriori e posteriori molto contenuti e da un passo invece molto generoso. Questo non soltanto per poter ospitare le batterie sotto il pianale, ma anche per poter garantire un miglior bilanciamento dei pesi e maggiore spazio a disposizione dei passeggeri.

Volkswagen ID.4: arriva il SUV elettrico 1

Un grande lavoro, poi, è stato svolto a livello aerodinamico. I tecnici tedeschi hanno modellato la carrozzerie per ridurre quanto più possibile il coefficiente aerodinamico della Volkswagen ID.4, al fine di poter raggiungere un’autonomia con una carica completa nell’ordine dei 500 km.

In vendita entro fine anno

La nuova Volkswagen ID.4 entrerà in commercio entro la fine dell’anno. Nella prima fase di commercializzazione sarà disponibile unicamente in abbinamento alla trazione posteriore, ma non si esclude l’arrivo anche di varianti a trazione integrale, magari con lo stesso sistema di batterie modulari della più piccola ID.3.

Cupra Formentor: la prima della specie

Cupra Formentor: la prima della specie 1

Si, è vero, ad una prima occhiata potrebbe sembrare la concept presentata lo scorso anno al Salone di Ginevra e invece si tratta del modello definitivo. Stiamo parlando della Cupra Formentor, che si mostra per la prima volta nella sua veste definitiva che, a ben vedere, ricalca molto fedelmente le forme e le linee della concept che l’ha anticipata. Si tratta di un modello particolarmente importante per il brand sportivo spagnolo, dal momento che rappresenta il primo progetto nato internamente all’azienda e non sviluppato sulla base di un modello a marchio Seat.

Carattere sportivo

Nonostante si tratti di un SUV, la Cupra Formentor mette in luce linee dal forte sapore sportivo, sottolineate da proporzioni che pur senza limitare l’abitabilità interna (la lunghezza della vettura è di 4,45 metri, mentre il passo è di 2,68 metri) donano all’insieme un look particolarmente aggressivo. Merito soprattutto del rapporto tra la larghezza e l’altezza della vettura: 1,84 metri di larghezza, per appena 1,51 di altezza.

Cupra Formentor: la prima della specie

Tanta tecnologia invece negli interni, dove la scena è dominata da lgrande schermo del sistema di infotainment con una diagonale di 12 pollici. Se si parla di tecnologia, poi, non si possono non citare i tanti sistemi di assistenza alla guida che, lavorando insieme, assicurano una guida autonoma di livello 2. Tra questi troviamo il Predictive Adaptive Cruise Control, l’Emergency Assist e il Travel Assist, giusto per citarne alcuni.

Benzina o ibrida

Passando ai propulsori, invece, la nuova Cupra Formentor sarà proposta in abbinamento a due unità. La prima è un 2.0 a benzina della famiglia TSI accreditato di una potenza massima di 310 CV e 400 Nm di coppia, abbinato di serie alla trazione integrale e al cambio automatico a doppia frizione a sette rapporti.

Cupra Formentor: la prima della specie 2

In alternativa, è possibile scegliere la variante ibrida plug-in. Questa sfrutta un powertrain ben noto all’interno del Gruppo Volkswagen, costituito da un 1.4 TSI da 150 CV, abbinato a un’unità elettrica da 115 CV, per una potenza di sistema di 245 CV e 400 Nm di coppia. La componente elettrica è alimentata da una batteria agli ioni di litio da 13 kWh, capace di assicurare un’autonomia a zero emissioni pari a 60 km.

 

Skoda Octavia RS iV: sportiva “alla spina”

Skoda Octavia RS iV: sportiva "alla spina"

Quello dell’elettrificazione è un concetto che si sta sempre più applicando a tutte le fasce di mercato, compresa quella dei modelli più sportivi. Seguendo dunque questo filone green ad alte prestazioni, anche l’ultima generazione della Skoda Octavia RS si evolve presentandosi per la prima volta al mondo in un’inedita versione plug-in che, pur non rinunciando alle prestazioni, permette anche di muoversi a zero emissioni.

Look sportivo, ma senza eccessi

Realizzata sulla base della quarta generazione della Octavia, la RS (che nel nome ora aggiunge la sigla iV, quella riservata da Skoda ai suoi modelli ibridi plug-in) è disponibile come da tradizione con carrozzeria berlina e station wagon. Si differenzia dalle altre Octavia a listino per la presenza di piccoli dettagli dal piglio più sportivo, come le prese d’aria maggiorate, la calandra nera, oltre allo spoiler posteriore e il doppio terminale di scarico.

Skoda Octavia RS iV: sportiva "alla spina" 2

Inediti anche gli interni dove a dominare sono i toni di nero, spezzati da inserti rossi su plancia e pannelli porta. Diversi anche i sedili con poggiatesta incorporato e fianchetti più profilati rivestiti in parte in Alcantara.

60 km in elettrico

Ma l’elemento davvero nuovo sulla Octavia RS iV è rappresentato dal powertrain. Per la prima volta a spingere la più sportiva delle Octavia ci pensa un sistema plug-in composto da una parte termica costituita dal 1.4 TSI da 150 CV e da una elettrica con un motore da 115 CV, per una potenza di sistema di 245 CV e 400 Nm di coppia.

Skoda Octavia RS iV: sportiva "alla spina" 1

Il 1.4 è abbinato alla trasmissione automatica DSG, mentre il motore elettrico è alimentato da una batteria agli ioni di litio da 13 kWh, che assicura un’autonomia di 60 km in modalità completamente elettrica.  Buone le prestazioni: la velocità massima è di 225 km/h, mentre per lo scatto da 0 a 100 km/h sono sufficienti 7,3 secondi.

Suzuki Ignis: con il restyling solo ibrida, con batteria più grande e cambio CVT

Suzuki Ignis: con il restyling solo ibrida, con batteria più grande e cambio CVT 10

Arrivata a metà del proprio ciclo di vita, la Suzuki Ignis aggiorna la gamma con il classico restyling di metà carriera. Esteticamente l’auto cambia poco, anche perché il look originale e simpatico (tra i principali fattori del successo del modello) è difficile da modificare senza tradire la filosofia stilistica che lo ha ispirato. Ma le novità, su questa evoluzione targata 2020, non mancano.

 

INDICE
 Esterni
 Interni
 Motorizzazioni
 Prezzi

Esteticamente la nuova Suzuki Ignis cambia solo a livello di calandra, con un nuovo motivo, e di paraurti, che hanno un disegno inedito e con fendinebbia piazzati leggermente più in alto. Oltre a questo, l’auto, che mantiene il classico profilo con tetto sospeso all’anteriore e con un montante D trapezoidale con le ormai note feritoie, si fregia di nuovi colori carrozzeria: Avorio Nairobi metallizzato, Giallo Nepal e Verde Dublino metallizzato, con i primi due dotati di serie di tetto nero a contrasto. L’auto, grazie anche a sospensioni dalla diversa taratura, aumenta l’altezza da terra di 10 mm.

Suzuki Ignis: con il restyling solo ibrida, con batteria più grande e cambio CVT 9

Salendo a bordo si scopre un ambiente più maturo: gli inserti bianchi lasciano il posto a rivestimenti dai toni scuri che rendono l’abitacolo più elegante e curato. I tocchi di colore non mancano (sugli interni porta e sul tunnel centrale) ma sono limitati a qualche dettaglio. Al centro della plancia, l’ormai immancabile touchscreen del sistema di infotainment.

Suzuki Ignis: con il restyling solo ibrida, con batteria più grande e cambio CVT

Per quanto riguarda i motori, la Suzuki Ignis introduce interessanti novità. Perché la versione ibrida, che ancora adotta un sistema a 12 Volt e non a 48V come le più grandi Suzuki Vitara e Suzuki S-Cross, sfrutta una batteria più grande, passata da 3 a 10 Ampere/ora. Questa motorizzazione sarà l’unica in gamma e sarà disponibile, a richiesta, abbinata ad un cambio CVT a variazione continua.

Suzuki Ignis: con il restyling solo ibrida, con batteria più grande e cambio CVT 6

La nuova Suzuki Ignis è disponibile sia a trazione anteriore sia a trazione integrale. In questo secondo caso, oltre alla tecnologia AllGrip, l’auto è equipaggiata anche con l’assistenza alla discesa Hill Descent Control.

A listino la Suzuki Ignis si presenta in due allestimenti: Cool e Top. Sui modelli a due ruote motrici hanno prezzi, rispettivamente, di 16.500 e 17.750 euro. Una sola la variante a quattro ruote motrici, la Top, che costa 18.950 euro se si sceglie in cambio manuale e 19.250 euro se si preferisce l’automatica CVT.

Alfa Romeo Giulia GTA, supercar a quattro porte

Alfa Romeo Giulia GTA, supercar a quattro porte

A quindici anni dalla sua ultima comparsa, la sigla GTA torna a risplendere sul portellone posteriore di un modello firmato Alfa Romeo. Stiamo parlando della Giulia GTA, la versione più prestazionale della famiglia Giulia, sviluppata partendo dalla base tecnica della Giulia Quadrifoglio. I tecnici Alfa sono intervenuti su tutti gli aspetti della vettura, dal motore all’assetto, fino all’aerodinamica, con un solo obiettivo, fare della Giulia GTA, una supercar a tutti gli effetti. Ma con quattro porte.

Aerodinamica firmata Sauber

Basta uno sguardo veloce per riconoscere la nuova Alfa Romeo Giulia GTA. Rispetto alla Quadrifoglio le carreggiate sono state allargate di 50 mm e ora ad inglobare i nuovi cerchi da 20″ con monodado ci pensano dei passaruota rivisti che all’anteriore accolgono una più ampia griglia per lo sfogo dell’aria. A proposito di aria, dell’aerodinamica della Giulia GTA se n’è occupata direttamente la Sauber, che ha messo a punto uno splitter anteriore più pronunciato e in grado di aumentare il carico dell’avantreno, oltre a nuove minigonne e un rinnovato alettone posteriore.

Alfa Romeo Giulia GTA, supercar a quattro porte 3

Cambia naturalmente anche l’assetto, che ora può fare affidamento su nuove molle, nuovi ammortizzatori e nuove boccole. Il tutto per rendere la Giulia GTA quanto più precisa e coinvolgente possibile nella guida.

La Giulia più potente di sempre

Novità, naturalmente, anche sul fronte propulsore. Il ben noto motore 2.9 V6 della Quadrifoglio, sulla Giulia GTA è stato portato fino a 540 CV, che ora sono chiamati a spingere una massa complessiva di 1.520 kg, ovvero 100 kg in meno rispetto alla Quadrifoglio.

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Una cura dimagrante che porta in dote risvolti positivi non soltanto dal punto di vista della guidabilità e delle performance, con uno scatto da 0 a 100 km/h che si risolve in appena 3,6 secondi. A dare voce al V6, inoltre, ora ci pensa un nuovo sistema di scarico firmato Akrapovič.

GTAm, pensata per la pista

Per gli animi più sportivi, poi, c’è la Giulia GTAm, versione “track oriented” della Giulia GTA, dalla quale si differenzia per la presenza di un’ala posteriore di maggiori dimensioni e uno splitter anteriore più pronunciato.

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La potenza non cambia, mentre negli interni scompare la panca posteriore, sostituita da un rollbar. La Giulia GTA e la Giulia GTAm verranno prodotte in totale in 500 esemplari, 250 per ciascuna versione.

Dacia Spring: la prima elettrica della Casa romena si veste da City-SUV

Dacia Spring: la prima elettrica della Casa romena si veste da City-SUV 1

Che una Dacia elettrica sarebbe arrivata in tempi brevi era nell’aria da un po’. Oggi la Casa romena rompe gli indugi e mostra quello che sarà il primo modello a zero emissioni della sua storia.

Non è una novità assoluta

Come già si era vociferato, la Dacia Spring, al momento ancora allo stadio di concept ma molto vicina a quello che sarà il modello di serie, non è stata progettata da zero. L’auto sfrutta pianale e meccanica della Renault City K-ZE, vettura elettrica che la Casa francese già produce e vende in Cina.

La parentela è evidente soprattutto nel frontale, dove la Spring mostra una calandra che la la tipica forma sinuosa di molte vetture della Losanga. In Europa, però, si è preferito rimarchiarla per poterla posizionare più in basso sul mercato. Il modello Dacia sarà sottoposto a modifiche anche per rispettare i diversi standard di sicurezza in vigore nel Vecchio Continente.

Dacia Spring: la prima elettrica della Casa romena si veste da City-SUV

A partire da 15.000 euro?

L’auto, che ha una lunghezza di 3,7 metri ed è omologata per 4 occupanti, sarà venduta con prezzi di partenza intorno ai 15.000 euro. Metteteci Ecobonus e incentivi regionali e capite che sarà davvero alla portata di quasi tutti.

Dacia Spring: la prima elettrica della Casa romena si veste da City-SUV 2

Autonomia da 200 km

In attesa di un listino ufficiale, che sarà diramato più avanti, essendo l’auto programmata per il 2021, intanto sappiamo che grazie ad una batteria agli ioni di litio da 26,8 kWh di capacità e ad un piccolo motore elettrico dalla potenza di 45 CV (33 kW) l’auto sarà capace di percorrere circa 200 km (valore omologato sul ciclo WLTP) con un solo pieno di energia.

Renault Twingo Z.E.: la citycar francese diventa elettrica

Renault Twingo Z.E.: la citycar francese diventa elettrica 1

È arrivato anche per la Renault Twingo il momento di avere una versione elettrica: si chiama Z.E. La Casa francese ha scelto però una strada diversa rispetto a smart che ha deciso di produrre la forfour ormai soltanto con motorizzazioni elettriche. Twingo continuerà ad avere anche motori termici in gamma. Al momento non ci sono informazioni circa prezzi e dotazioni sui vari mercati.

Batteria da 22 kWh per Twingo Z.E.

La Twingo Z.E. ha batteria da 22 kWh, superiore a quella delle smart (che si fermano a 17,6 kWh) grazie ad una diversa struttura che ha permesso un incremento di capacità. La batteria, prodotta da LG Chem, alimenta un motore da 82 CV e 160 Nm di coppia che permette di muoversi agilmente nel traffico cittadino, terreno d’elezione per Twingo. Infatti lo spunto da fermo è buono, richiede solo 4,2 secondi per raggiungere i 50 km/h e la velocità di punta è 135 km/h. L’autonomia dichiarata è pari a 180 km nel ciclo WLTP.

Renault Twingo Z.E.: la citycar francese diventa elettrica

Renault Twingo Z.E. tante possibilità di ricarica

La Twingo Z.E. vanta un’ampia scelta di possibilità per la ricarica. Possibile fare il pieno di energia dalle prese domestiche da 2,4 e 3,7 kW, tramite wallbox da 7,4 kW. Prevista anche la compatibilità con i sistemi rapidi fino a 22 kW e Renault prevede, almeno in alcuni mercati di rendere disponibile di serie il caricatore da 22 kW. Con la ricarica a 22 kW si potrebbe arrivare al 100% in circa 60 minuti partendo da zero. Per aumentare ulteriormente l’autonomia è prevista una funzione ECO che incrementa il recupero d’energia in rilascio e frenata, inoltre la rigenerazione d’energia è regolabile su tre livelli d’intensità.

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Renault Twingo Z.E.: la citycar francese diventa elettrica 2
CS – Renault Twingo Z.E.: Twingo è più che mai la regina della città

Rimane l’agilità nel traffico di Twingo

Finora abbiamo visto le novità di Twingo Z.E., abbiamo anche conferme. Innanzitutto l’abitabilità non cambia, come non cambia il proverbiale raggio di sterzata pari a 4,30 metri, favorito dalla disposizione della meccanica tutta al posteriore. Infatti Twingo elettrica mantiene il motore e la trazione al posteriore. Varia invece il sistema di infotainment che incorpora la tecnologia Easy Link con aggiornamenti della navigazione in diretta e studio del percorso basato sulla dislocazione dei punti di ricarica. È prevista anche la possibilità di aggiornamenti al software over the air.