Hummer, la seconda vita è a zero emissioni

Hummer, la seconda vita è a zero emissioni

Negli anni Novanta e ancor più nei primi anni del nuovo millennio, l’Hummer è stato uno dei veicoli simbolo del “Made in USA”. Il fuoristrada per eccellenza a Stelle e Strisce che, sull’onda del fallimento di General Motors, nel 2009 è sparito dal mercato. Ma certi miti sono destinati a non morire mai e così, il brand americano ha annunciato che, proprio nel corso del 2020, l’Hummer tornerà in scena, ma rompendo con la tradizione. La nuova generazione del “gigante” americano, infatti, sarà alimentato unicamente da un powertrain elettrico.

Potenza a 1.000 CV

Via i vecchi e grandi propulsori V8, dentro un motore elettrico. Così l’Hummer 2.0 si appresta a tornare su strada. Al momento, però, le informazioni tecniche sul modello sono ancora molto poche. Ciò che si sa per certo è che il fuoristrada americano sarà proposto con carrozzeria pick-up e che a spingerlo provvederà un powertrain elettrico accreditato di una potenza massima di ben 1.000 CV, sufficienti a spingere il modello da 0 a 60 miglia orarie, ovvero poco meno di 100 km/h, in soli 3 secondi.

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Ma il dato più impressionante è quello sulla coppia. Il produttore dichiara ben 15.590 Nm. Prima di rimanere a bocca aperta, però, bisogna tenere in considerazione che non è stato specificato se questo dato si riferisce alla misura alla ruota oppure no. Detto questo, le potenze in gioco e la scelta di puntare su una carrozzeria pick-up, fanno del nuovo Hummer un potenziale rivale del Tesla Cybertruck. Insomma, una sfida tutta americana.

Stile massiccio

Anche sul design del nuovo Hummer restano molti dubbi. Dal fugace teaser rilasciato fino a questo momento è possibile fare alcune ipotesi unicamente sulla sezione frontale del modello. Stando a questo, pare che i designer americani abbiano lavorato sulla “continuità”, cercando di reinterpretare in chiave moderna gli elementi stilistici tipici del modello. Tra questi la mascherina anteriore nella quale una firma luminosa tra i due fari crea la scritta Hummer.

Produzione a Detroit

Il debutto del nuovo Hummer dovrebbe avvenire nel mese di maggio, mentre la commercializzazione comincerà, molto probabilmente, nel corso del 2022. La produzione avverrà all’interno del rinnovato stabilimento di Hamtramck di Detroit, dando così una seconda vita al sito produttivo americano.

Peugeot 508 Hybrid, ammiraglia “alla spina”

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Continua il percorso di elettrificazione della gamma Peugeot. Dopo aver presentato le varianti completamente elettriche delle nuove 208 e 2008, ora il marchio del Leone punta sul plug-in proponendo una variante “alla spina” della sua ammiraglia. Stiamo parlando della 508 Hybrid, disponibile sia con carrozzeria berlina, sia station wagon, che sfruttando un motore elettrico montato sull’asse anteriore, accanto all’unità endotermica, è in grado di percorrere fino a 54 km in modalità completamente elettrica, usufruendo, inoltre, di tutti i vantaggi in termini fiscali e di mobilità assicurati ai modelli ibridi.

Due motori, una batteria

Ma vediamo come è fatta la nuova Peugeot 508 Hybrid. Ad alimentare l’ammiraglia francese provvede un propulsore a benzina 1.6 PureTech (il ben noto quattro cilindri turbo del Gruppo PSA), accreditato di una potenza massima di 180 CV. L’Unità è abbinata a un motore elettrico, montato anch’esso tra le ruote anteriori, capace di sviluppare una potenza massima di 110 CV. Questo è alimentato da una batteria agli ioni di litio con una capacità di 11,8 kWh che, una volta completamente carica, permette alla 508 plug-in di percorrere fino a 54 km a zero emissioni.

 

L’unione dei due propulsori assicura una potenza di sistema di 225 CV, che permettono all’ibrida francese di raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo in 7”9 (che diventano 8” se si sceglie la variante station wagon) e di raggiungere una velocità massima di 240 km/h. A proposito di velocità massima, se si viaggia in modalità 100% elettrica la velocità di punta scende a 135 km/h. In ultimo parliamo del cambio. La Peugeot 508 Hybrid viene proposta di serie con il cambio automatico e-EAT8.

Per conservare la carica

A proposito della batteria della 508 Hybrid, questa può essere caricata attraverso una normalissima presa di corrente domestica. In questo caso, però, per raggiungere il 100% della carica bisognerà attendere fino a circa 7 ore. Per abbattere i tempi, meglio quindi utilizzare una colonnina fast, che permette di raggiungere la massima capacità di carica dell’accumulatore in circa 2 ore.

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Sempre in tema batteria, è particolarmente interessante la modalità di guida e-save, che permette di scegliere quanta autonomia mantenere per, eventualmente, sfruttarla nel momento in cui si raggiunge un centro abitato. Si può scegliere se conservare 10 o 20 km, oppure l’intera capacità della batteria.

Spazio in abbondanza

Nonostante la presenza del motore elettrico e della batteria, lo spazio a bordo della 508 ibrida non cambia rispetto alle varianti ad alimentazione “tradizionale”. La batteria, infatti, è montata sotto la panca posteriore, lasciando quindi invariato lo spazio a disposizione di passeggeri e bagagli. Il vano di carico, infatti, conserva una capacità minima di 487 litri sulla berlina e di 530 litri sulla SW.

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La nuova Peugeot 508 Hybrid è già in vendita a un prezzo di partenza di 46.880 euro per la variante di carrozzeria berlina e 47.880 euro per quella familiare. In entrambi i casi, si ha accesso agli incentivi statali sull’acquisto di auto a basso impatto ambientale che, nel caso della 508 plug-in arrivano fino a 2.500 euro.

Jeep Renegade e Compass 4xe: prezzi e caratteristiche delle plug-in americane

Jeep Renegade e Compass 4xe: prezzi e caratteristiche delle plug-in americane 1

Quando mancano ormai pochi mesi all’arrivo delle Jeep Renegade e Compass 4xe, il produttore americano ha diramato tutte le informazioni tecniche definitive dei due primi modelli elettrificati del brand, compreso il listino prezzi. Al momento, le uniche versioni disponibili per entrambi i modelli sono le First Edition. Entrambe ordinabili fino al 9 marzo su un sito dedicato versando un acconto di 500 euro, hanno un prezzo di 40.900 euro per la Renegade e di 45.900 euro per la Compass. Il tutto con una garanzia di 5 anni sulla vettura e di 8 anni sulla batteria.

Per prime le First Edition

L’allestimento First Edition si caratterizza per la dotazione di serie molto ricca. Entrambi i modelli sono ordinabili nella variante Urban oppure Offroad. La prima ha un carattere più cittadino e la si distingue a colpo d’occhio grazie alla presenza dei cerchi in lega da 19 pollici in luogo di quelli da 17 pollici della Offroad. Su entrambe, poi, è di serie il sistema di infotainment Uconnect Nav con schermo touch da 8,4 pollici e strumentazione digitale con schermo da 7 pollici. Attraverso quest’ultimo, inoltre, è possibile tenere sotto controllo il funzionamento del sistema ibrido in tempo reale.

Jeep Renegade e Compass 4xe: prezzi e caratteristiche delle plug-in americane 3

Su entrambi i modelli sono presenti il Blind Spot Monitor, il Park Assist, i sensori di parcheggio e la retrocamera. Le uniche differenze tra i due modelli, almeno in termini di contenuti, sono rappresentate dalla presenza dei fari full Led sulla Renegade e dei bi-xeno sulla Compass. Cinque, infine, i colori per la carrozzeria: Carbon Black, Alpine White, Granite Crystal, Sting Grey, Blue Shade.

La tecnica delle Jeep 4xe

Ma l’elemento più interessante quando si parla delle nuove Jeep Renegade e Compass 4xe è naturalmente il powertrain. Entrambi i modelli sono alimentati dal motore 1.3 turbo benzina FireFly cui è abbinata un’unità elettrica montata sull’asse posteriore a garanzia della trazione integrale, che prende energia da una batteria agli ioni di litio da 11 kWh. La potenza di sistema arriva così a 240 CV, sufficiente a far scattare i due modelli da 0 a 100 km/h in circa 7 secondi e di raggiungere una velocità massima di 200 km/h.

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I consumi dichiarati, secondo il ciclo WLTP, si attestano sui 2,01 l/100 km per la Renegade 4xe, che scendono a 1,97 l/100 km sulla Compass 4xe. In modalità completamente elettrica le due plug-in di Jeep sono in grado di percorrere 50 km, fino a una velocità massima di 130 km/h. I tempi di ricarica previsti sono di un’ora e quaranta minuti tramite una wallbox da 7,4 kW, oppure tre ore e mezzo se si utilizza l’impianto domestico.

 

BMW X1 e X2 xDrive25e: i Suv compatti diventano plug-in hybrid

La famiglia dei SUV plug-in hybrid di BMW passa da 2 a 4. Dopo X3 e X5, infatti, oggi tocca ai più piccoli X1 e X2. Le versioni “alla spina” si chiamano xDrive25e e promettono prestazioni brillanti a fronte di consumi ridotti all’osso. Secondo il ciclo WLTP, infatti, necessitano di solo 2 litri di benzina per percorrere 100 km (con emissioni di CO2 contenute tra i 43 e i 48 g/km).

Le nuove X1 e X2 xDrive25e sono inoltre in grado di percorrere in modalità completamente elettrica circa 57 km e, sempre a zero emissioni, e possono raggiungere i 135 km/h. Parlando di prestazioni pure, X1 e X2 xDrive25e scattano da 0 a 100 rispettivamente in 6”8 e 6”7 e sfiorano i 200 km/h (193 per la X1 e 195 per la X2) di velocità massima.

Un motore per asse

I due nuovi Suv plug-in hybrid BMW ospitano sotto il cofano motore un tre cilindri a benzina da 1,5 litri dotato di sovralimentazione e, al posteriore, un’unità elettrica alimentata da una batteria agli ioni di litio da 10 kWh di capacità. Il primo eroga 125 CV e 220 Nm, il secondo 95 CV e 165 Nm. Così, le versioni xDrive25e di X1 e X2 possono contare su una potenza complessiva di 220 CV e su 385 Nm di coppia massima. Interessante il fatto che, grazie alla presenza di un motore all’avantreno e uno al retrotreno i due modelli possano godere di tutti i vantaggi delle quattro ruote motrici.

Entrambi montano di serie il cambio automatico Steptronic a 6 rapporti ed entrambe possono contare su 3 diversi programmi di guida: Comfort, Sport ed Eco Pro.

Due modi per fare il pieno d’energia

Dotati di tecnologia plug-in, X1 e X2 possono ricaricare la batteria sia attraverso la classica presa di casa, impiegando poco meno di 4 ore per arrivare all’80% e circa 5 per arrivare al 100%, oppure attraverso un BMW i Wallbox. In questo caso, per ricaricare all’80% bastano 2 ore e mezza e in 3 ore si raggiunge il 100%. BMW non ha ancora diramato i prezzi di xDrive25e di X1 e X2. Ma ha già reso noto che le due nuove plug-in hybrid saranno inserite a listino in 4 livelli di allestimento: Advantage, Advantage Plus, MSport e Msport X.

 

Toyota Yaris GR, la più cattiva di sempre

Toyota Yaris GR, la più cattiva di sempre

C’è stato un tempo in cui i costruttori automobilistici impegnati nel Mondiale Rally erano soliti presentare varianti stradali dei loro modelli impegnati nelle prove speciali di tutto il mondo. Erano vetture dure e pure, pensate da appassionati, per gli appassionati. Con gli anni le cose sono andate scemando e i vari brand si sono limitati a realizzare versioni solo “sportiveggianti” dei modelli già in gamma. Ma oggi le cose stanno per cambiare e, in un certo senso, tornare alle origini. Il merito è di Toyota e della nuova Yaris GR.

Potenza da record

Presentata al Salone di Tokyo, la GR rappresenta non soltanto la Toyota Yaris più prestazionale mai prodotta, ma anche la cosa più vicina a un’auto da corsa oggi disponibile nel Segmento B. La spiegazione è tutta nella sua scheda tecnica.

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Sotto il cofano della Yaris GR, infatti, trova posto un propulsore tre cilindri sovralimentato di 1,6 litri capace di sviluppare 261 CV e 360 Nm di coppia, abbinato a un cambio rigorosamente manuale a sei marce.

Trazione integrale e differenziali autobloccanti

Basterebbero questi dati per fare della Yaris GR una delle piccole più cattive sul mercato, ma in Toyota si sono voluti spingere ancore oltre. La potenza del propulsore, infatti, viene trasmessa a terra da tutte e quattro le ruote attraverso un sofisticato sistema a trazione integrale.

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Il conducente può selezionare tre modalità di funzionamento: Normal, che manda il 40% della trazione alle ruote posteriori, Track, che ripartisce la trazione equamente tra i due assali e Sport, pensata per gli animi più irruenti, con ben il 70% della coppia che viene spostato sulle ruote dietro. E non è tutto, perché a proposito della trazione integrale, con il Performance Pack la Yaris GR adotta due differenziali Torsen uno tra le ruote anteriori e uno tra quelle posteriori.

Più bassa e leggera

I tecnici Toyota, inoltre, hanno lavorato di fino sull’handling della vettura per rendere l’esperienza di guida al volante della Yaris GR quanto più vicina possibile a quella di un’auto da corsa. Per questo motivo, il tetto è stato abbassato di 10 cm e la carrozzeria è solo a tre porte, mentre il motore è montato 2,1 cm più in basso rispetto a qualsiasi altra Yaris. Non contenti, in Giappone hanno anche tolto 40 kg dal peso complessivo della vettura, che ferma così l’ago della bilancia a 1.280 kg. Inedito poi, è il comparto sospensivo, con schema McPherson davanti e a doppio braccio oscillante dietro.

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Il tutto, in termini prestazionali, si traduce in uno scatto da 0 a 100 km/h in meno di 5″5 e una velocità massima autolimitata di 230 km/h. A frenare tanta esuberanza ci pensa un impianto frenante con pinze anteriori a quattro pompanti, che mordono dischi da ben 356 mm. Ma a prestazioni tanto elevate corrisponde (purtroppo) un prezzo altrettanto elevato in proporzione al segmento di appartenenza dell’auto. La Yaris GR, infatti, è già ordinabile in Giappone in due serie speciali RZ First Edition ed RZ High-Performance First Edition, con prezzi rispettivamente di 32.563 euro e 37.497euro.

 

Fiat 500 e Panda ora sono anche Hybrid

Fiat, ora 500 e Panda sono anche Hybrid 2

Le piccole Fiat per eccellenza si affacciano al nuovo anno con interessanti novità di gamma. Proprio a inizio 2020 infatti, Fiat 500 e Fiat Panda diventano Hybrid, accogliendo sotto il cofano un powertrain mild hybrid che sfrutta i nuovi motori 3 cilindri 1.0 T3 FireFly abbinati ad un motorino elettrico a 12 Volt in grado di sviluppare una potenza massima di 3,6 kW. È alimentato da una piccola batteria agli ioni di litio da 11 Ah. 

Fiat, ora 500 e Panda sono anche Hybrid 10

È il primo passo per Fiat verso quella mobilità elettrica che con la 500 BEV attesa per il 4 luglio di quest’anno (quella sì, a batteria e a zero emissioni) rappresenterà allo stesso tempo un punto di arrivo e un punto di partenza. Ma torniamo al presente.

Anima “green”

Fiat 500 e Fiat Panda Hybrid si riconoscono, oltre che per il logo identificativo “Hybrid” sul portellone e per il badge “H” sul montante centrale, anche per l’inedita vernice esterna “Verde Rugiada”. Dentro le versioni Hyrbid si riconoscono per rivestimenti dei sedili realizzati interamente con plastiche riciclate (10% dal mare e 90% di origine terrestre) e per inserti e finiture prodotti e verniciati con processi dal basso impatto ambientale.

Fiat, ora 500 e Panda sono anche Hybrid 12

Il nuovo schema propulsivo, che garantisce 70 CV di potenza massima, rispetto al precedente 1.2 da 69 CV permette di abbattere consumi ed emissioni di circa il 20% (valore calcolato sulla media dei modelli proposti) e raggiunge un picco del 30% per quanto riguarda la Panda Cross. Il 1.0 tre cilindri, che ha una coppia massima di 92 Nm a 3.500 giri, è supportato dal motorino elettrico, che è collegato direttamente al motore e che trasferisce potenza tramite la cinghia dei servizi e che contribuisce alla spinta nelle fasi di massima accelerazione.

Fiat, ora 500 e Panda sono anche Hybrid 14

Alla riduzione dei consumi, contribuisce anche il fatto che Fiat 500 e Fiat Panda Hybrid sono dotate di uno Start&Stop evoluto, in grado di spegnere il motore termico quando si viaggia al di sotto dei 30 km/h, a patto che si inserisca la folle. 

Si parte da 10.900 euro

Fiat 500 e Fiat Panda Hybrid sono ordinabili dal 10 gennaio ad un prezzo di partenza di 10.900 euro, con consegne a partire da febbraio. La nuova gamma elettrificata delle due citycar torinesi, grazie al sistema mild hybrid, può avvantaggiarsi degli incentivi statali e locali sulla mobilità sostenibile e possono aggirare ZTL e soste a pagamento, in base ai singoli regolamenti comunali.Fiat, ora 500 e Panda sono anche Hybrid

 

CES 2020, tutte le novità di Las Vegas

CES 2020, tutte le novità di Las Vegas 10

Il CES di Las Vegas ha ufficialmente aperto i battenti e, come ogni hanno, permette di gettare uno sguardo sul futuro delle tecnologie nei settori più svariati, dalla telefonia, fino all’automobile. E proprio quest’ultimo settore è uno di quelli in più forte crescita tra i padiglioni della kermesse americana, che proprio in occasione dell’edizione 2020, ha visto allargarsi ulteriormente il parterre dei partecipanti tra i costruttori automobilistici, con anche qualche interessante e inaspettata intrusione.

Tra le principali novità troviamo:

  • Nissan Ariya
  • Fiat Centoventi
  • Fiat 500 elettrica
  • Nissan  e-NV200
  • Ford Mustang Mach-E
  • BMW i3 Urban Suite
  • Audi AI:ME

Vediamo qui di seguito tutte le novità presentate al CES 2020:

Sony Vision-S, dai cellulari alle automobili

Tra i tanti modelli che vengono presentati al CES quest’anno, quello che più di tutti sta calamitando l’attenzione del pubblico, è l’unico (paradossalmente) ha non appartenere ad alcun brand automobilistico. Stiamo parlando della Vision-S di Sony.

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Dopo anni di attività nel settore della telefonia, dell’intrattenimento e della tecnologia in generale, il brand giapponese si lancia ora nel segmento dell’automotive con un prodotto inedito, sviluppato per mostrare al mondo le nuove soluzioni per la guida autonoma e l’infotainment messe a punto da Sony.

Il modello è sviluppato intorno a una piattaforma elettrica nata dalla collaborazione con Magna Steyr, Nvidia, Continental, Bosch, ZF e Qualcomm. Al momento non sono ancora disponibili dati su batteria e autonomia, ma si sa che la Vision-S è spinta da due motori elettrici, ognuno con una potenza di 272 CV, sufficienti a spingere la prima vettura di Sony da 0 a 100 km/h in 4”8 e di raggiungere una velocità massima di 240 km/h. Ma il vero punto di forza della Vision-S è rappresentato da i sistemi di guida autonoma montati a bordo. L’insieme assicura una guida autonoma di Livello 2, ma attraverso dei semplici aggiornamenti tutti i dispositivi sono già ottimizzati per passare al Livello 4.

Honda Augmented Driving Concept, due posti a guida autonoma

Tra i produttori nopponici presenti si annovera anche Honda, che con la sua Augmented Driving Concept punta a rivoluzionare il modo di approcciarsi all’auto. Si tratta infatti di una barchetta a due posti che racchiude il massimo della tecnologia firmata Honda in tema di guida autonoma.

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La concept, infatti, permette di scegliere fino a otto diverse modalità di guida, tra le quali, resta comunque presente quella manuale. Altra interessante caratteristica è rappresentata dal volante, che sul prototipo giapponese perde la funzione alla quale siamo abituati e si trasforma in uno strumento in gradi di aumentare o diminuire la velocità di avanzamento. Se il conducente tira il volante verso di se, infatti, l’auto comincerà a rallentare, viceversa, se il volante viene spinto in avanti, l’auto prenderà velocità. Curioso, infine, lo stile, che unisce tratti classici ad altri più moderni, dando all’insieme un aspetto molto futuristico.

Nissan Ariya, si punta al premium

Tra i giapponesi presenti al CES 2020 spicca anche Nissan, che al salone di Los Angeles mostra anche al pubblico americano la Ariya, il modello con il quale il costruttore del Sol Levante intende offrire un’alternativa a chi cerca un Suv elettrico di classe premium.

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Ancora pochi i dati tecnici rilasciati da Nissan. Per il momento si sa soltanto che a spingerlo provvederanno due motori, molto probabilmente montati uno per asse a garanzia della trazione integrale. Secondo alcune indiscrezioni, comunque, dovrebbe essere in grado di percorrere circa 480 km con una ricarica. Il lancio di questo nuovo modello sottolinea come Nissan, nonostante il maggiore impegno sul fronte ibrido che è stato recentemente annunciato dal product strategist del brand, continuerà comunque ad investire anche sull’elettrico, settore nel quale ormai dieci anni fa è stata pioniera con la Leaf.

Oltre alla Ariya, allo stand Nissan è presente anche una curiosa versione per il trasporto dei gelati del furgone elettrico e-NV200. Qui la caratteristica principale è costituita dalla presenza del Nissan Energy Roam, il sistema di alimentazione di frigo e freezer realizzato sfruttando vecchie batterie riciclate.

FCA, prospettiva elettrificata

Il Gruppo FCA si presenta al CES 2020 con tre dei suoi brand, presentando alcune importanti novità. Tanto per cominciare, presenta per la prima vola sul suolo Nord Americano la Fiat Centoventi, la concept lanciata lo scorso anno al Salone di Ginevra, che anticipa alcune delle soluzioni tecniche che probabilmente verranno applicate sulla nuova 500 elettrica il cui reveal è atteso per il mese di luglio. Tra queste spicca il sistema modulare delle batterie, che in base alle necessità del cliente permette di scegliere il livello di autonomia della vettura, da un minimo di 100 a un massimo di 500 km.

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Per quanto riguarda Jeep, invece, al CES il costruttore ha annunciato il nome che avranno i futuri modelli ibridi del brand, a partire da Renegade, Compass e Wrangler: 4Xe. Si tratta di tre modelli molto importanti non solo per Jeep, ma per FCA in generale, in quanto rappresentano il primo passo del Gruppo verso un importante percorso di elettrificazione che vedrà il debutto entro il 2022 di ben 30 modelli a basso impatto ambientale.

In ultimo, c’è la AirflowVirsion, una concept realizza sulla base di una Chrysler Pacifica PHEV, che intende offrire un’esperienza quanto più immersiva possibile con la tecnologia a bordo di un’auto. L’interno dell’abitacolo, infatti, è dominato dalla presenza di schermi touch e soluzioni in grado di intrattenere i passeggeri e tenerli sempre connessi con il mondo esterno.

Ford Mustang Mach-E, la muscle car diventa un Suv

Ad un salone americano come il CES non poteva di certo mancare un brand come Ford, che all’evento di Las Vegas, in realtà, non presenta alcuna novità, ma coglie l’occasione per mostrare la Mustang Mach-E.

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Il Suv elettrico ispirato alla Mustang, è disponibile in tre livelli di potenza: 255, 282 e 333 CV. In realtà a questi si somma la versione GT, della quale non sono ancora stati diffusi i dati ufficiali, ad eccezione di quello sullo 0-100 km/h, che dovrebbe attestarsi intorno ai 3”5. Ad ogni modo, tutti gli allestimenti sono disponibili a due e quattro ruote motrici, con autonomie che arrivano fino a 480 km a seconda della versione scelta. I prezzi, infine, partiranno da poco meno di 40.000 euro.

BMW i3 Urban Suite, un salotto viaggiante

Nonostante per diversi mesi si sia parlato di un suo possibile pensionamento, al CES 2020 BMW porta un’inedita variante della i3 denominata Urban Suite. Il design esterno dell’elettrica di Monaco, così come il powertrain, sono i medesimi della versione attualmente in commercio.

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Le novità, infatti, si concentrano negli interni. Con la Urban Suite BMW intende permettere ai passeggeri di viaggiare con tutti i comfort che è possibile avere nel tranquillo salotto di casa propria. Per questo motivo, dietro è presente un unico posto, e l’assenza del sedile per il passeggero anteriore permette di stendersi comodamente. Inoltre, non si tratta soltanto di un semplice prototipo. Al CES 2020, infatti, è presente una piccola flotta di i3 Urban Suite disponibili per i testdrive.

Audi AI:ME, la massima espressione della guida autonoma

Anche Audi segue il filone del comfort a bordo con la AI:ME. Si tratta di una concept pensata, progettata e sviluppata intorno al concetto di guida autonoma. L’unico compito dei passeggeri a bordo della AI:ME, infatti, è quello di rilassarsi mentre l’auto, sfruttando il suo sofisticato sistema di guida autonoma di Livello 5, guida automaticamente verso la destinazione.

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Ma non è tutto, l’ultimo modello della famiglia AI, il quarto per la precisione, porta al debutto anche qualche altra “chicca” tecnologica, come l’head-up display 3D per tenere tutte le principali informazioni sul veicolo sempre sott’occhio senza distogliere l’attenzione dalla strada e i visori VR, che attraverso un software in realtà aumentata sfruttano i movimenti dell’auto per creare una realtà alternativa da far vivere ai passeggeri.

Fisker Ocean, prima elettrica a “ruote alte”

Altro Suv elettrico ad essere mostrato per la prima volta al CES 2020 è la Fisker Ocean, il primo modello di questo genere del costruttore.

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Di lui si sa ancora poco, ma pare che la batteria avrà una capacità di circa 80kWh, per un’autonomia di circa 480 km e uno scatto nel classico 0-100 km/h che sulla variante più prestazionale dovrebbe attestarsi sui 3 secondi circa. Il suo arrivo sul mercato è previsto per il 2021, con prezzi a partire da circa 33.000 euro

 

Seat Leon 2020: tutto pronto per la nuova generazione

Seat Leon 2020: tutto pronto per la nuova generazione

Seat è una delle Case che sono cresciute di più negli ultimi anni. In Italia ha chiuso il 2019 con un incremento dei volumi a doppia cifra. Il risultato è stato raggiunto grazie all’introduzione di nuovi modelli ad alto gradimento – leggasi la famiglia SUV composta da Arona, Ateca e Tarraco – e al processo di costante evoluzione di quelli storici, Seat Ibiza in testa. Oggi tocca alla Seat Leon.

Un pianale nuovo di zecca

La Seat Leon 2020 sarà mostrata ufficialmente al pubblico soltanto il 28 gennaio. Ma già oggi sono tante le informazioni ufficiali sul nuovo modello. L’auto, prima di tutto, nascerà sull’ultima evoluzione della piattaforma MQB che ha fatto da base anche per la nuova Volkswagen Golf (giunta all’ottava generazione). Per questo motivo la nuova Leon, che è arrivata invece alla quarta generazione, sfrutterà gli stessi motori mostrati dalla famosa cugina targata Wolfsburg. L’auto, infatti, sarà proposta sia con motorizzazioni tradizionali, benzina e turbodiesel, sia in diverse versioni ibride. Vediamole nel dettaglio.

Seat Leon 2020: tutto pronto per la nuova generazione 2

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal mild hybrid all’ibrido plug-in

Sul primo fronte, la Seat Leon 2020 punterà su motori moderni ed efficienti come il 1.0 e il 1.5 a benzina e il 1.6 e il 2.0 a gasolio. In entrambi i casi le potenze saranno comprese tra i 110 CV e i 150 CV.

A fianco di queste versioni, la nuova Seat Leon proporrà anche modelli ibridi. Saranno di due tipi: mild hybrid, con motorino di supporto e rete elettrica a 48 V, disponibile sia sul 1.0 sia sul 1.5 a benzina, e plug-in hybrid, con batteria da 13 kWh, possibilità di ricarica attraverso la rete domestica o wall box, e la capacità di percorrere circa 50 km in modalità esclusivamente elettrica. In questo caso, il motore termico associato al modulo “a zero emissioni” sarà il solo (più datato) 1.4 TSI, sempre a benzina. Più avanti la gamma si amplierà con le versioni più ad alte prestazioni, come la Cupra, che dovrebbero arrivare ad avere 300 CV di potenza. Come sempre, l’auto avrà sia versioni a cambio manuale sia versioni con trasmissione DSG, automatica a doppia frizione.

Seat Leon 2020: tutto pronto per la nuova generazione 1

Un infotainment connesso

Dalle prime immagini rilasciate dalla Casa si ricevono anche alcune informazioni inerenti l’aspetto della Seat Leon, che avrà fari anteriori full Led con design più affusolato e filante, pur mantenendo nella forma quegli spigoli vivi che hanno caratterizzato le ultime generazioni. Interessante, al posteriore, la presenza di una luce orizzontale che taglia il portellone in tutta la sua lunghezza. L’auto, look a parte, introdurrà anche la strumentazione digitale e un sofisticato sistema di infotainment che, come da tradizione, sarà gestito da un grosso touchscreen centrale. Comandato da soli tasti a sfioramento, sarà dotato anche di connessione a internet. Potrà essere sfruttato come hot spot e sarà anche dotato di app dedicate.

 

Skoda: arrivano sul mercato la Kamiq e la Scala a metano

Skoda Scala

C’è grande fermento in Casa Skoda. Negli ultimi anni il costruttore ceco ha beneficiato della condivisione delle componenti con le altre vetture del Gruppo Volkswagen ed ha introdotto sul mercato modelli convincenti dotati di un ottimo rapporto qualità-prezzo.Le ultime arrivate, la Skoda Scala e la Skoda Kamiq, hanno ampliato ulteriormente il listino della Casa coprendo segmenti di mercato sempre strategici come quello riservato alle berline compatte ed ai SUV e da poco sono disponibili anche con alimentazioni a metano. Scopriamo le novità.

Skoda Scala G-Tec

Nata sulla piattaforma modulare Mqb A0, dotata di linee tese e moderne e di un frontale in linea con il family feeling delle ultime produzioni, la Skoda Scala è l’arma realizzata dal costruttore ceco per aggredire il segmento C.
Lunga 4 metri e 36 centimetri, la Skoda Scala è in grado di accogliere comodamente cinque passeggeri ed è dotata di un bagagliaio dalla capienza decisamente buona e pari a 467 litri. Gli interni richiamano il design tipico delle ultime produzioni, cioè rigoroso ed ordinato ma non per questo privo della più recente tecnologia.

Da novembre è possibile ordinare la Skoda Scala anche con alimentazione a metano. Il motore utilizzato è il “classico” 1.0 litri 3 cilindri da 90 CV che promette una percorrenza di 410 Km se alimentato proprio con il carburante alternativo.
L’adozione delle tre bombole comporta una perdita di capacità del bagagliaio che scende a 339 litri. I prezzi partiranno da 22.280 euro, ma in fase di lancio la versione Ambition sarà offerta a partire da 17.800 euro.

Skoda Kamiq

Anche il SUV ceco è adesso disponibile nella variante alimentata a metano. La Skoda Kamiq G-Tec è un crossover di medie dimensioni dallo stile algido ed adatto anche agli spostamenti cittadini.

Ciò che caratterizza il design della Skoda Kamiq è senza dubbio il frontale dove spicca una doppia linea di fari che conferisce molto carattere alla vettura e la differenzia dal resto della gamma della Casa ceca.
L’abitacolo, come da tradizione, non brilla per originalità nel design, ma i materiali utilizzati per i rivestimenti e la dotazione tecnologica disponibile non fanno assolutamente sfigurare il crossover ceco nel confronto con le rivali più blasonate.
La versione alimentata a metano sfrutta anche in questo caso il motore benzina 3 cilindri da 1.0 litri in grado di esprimere 90 Cv di potenza. Rispetto alla Scala la Skoda Kamiq vede l’autonomia a gas scendere di 10 Km e fermarsi a quota 400. I prezzi partiranno da 22.590 euro, mentre le prime consegne avverranno entro marzo.

Bollo auto 2020: si pagherà solo su circuito PagoPA

Bollo auto 2020

Automobilisti italiani, preparatevi al cambiamento. A partire dal primo gennaio 2020, infatti, si dovrà pagare il bollo auto esclusivamente tramite la piattaforma PagoPA.

La novità sarà introdotta a seguito dei correttivi al decreto fiscale collegato alla manovra di fine anno, approvati dalla Commissione Finanze della Camera, ma non comporta l’obbligo di effettuare questo pagamento esclusivamente online.

Il bollo auto 2020, infatti, potrà essere corrisposto sia tramite il proprio servizio di home banking, sia sul sito di PagoPa o tramite la app dedicata, che direttamente in banca, negli uffici postali o presso gli sportelli ATM abilitati, nonché presso i punti vendita di SISAL, Lottomatica e Banca 5. 

Già da diversi mesi, comunque, era possibile effettuare il pagamento del bollo auto tramite la piattaforma PagoPA, ad eccezione del caso in cui la vettura fosse intestata a un soggetto residente in una regione diversa. 

Adesso questo vincolo è venuto meno non è più necessario effettuare il pagamento del bollo auto 2020 tramite bollettini presso le agenzie territoriali ACI.

La novità introdotta dai correttivi al decreto fiscale non ha comportato alcuna variazione in merito alle scadenze per il pagamento del bollo auto. Questo andrà corrisposto dal primo giorno del mese successivo a quello di scadenza, o dopo qualche giorno dalla data di immatricolazione nel caso di primo pagamento.

Si potrà continuare a pagare il bollo auto 2020 anche continuando a rivolgersi presso le agenzie di disbrigo pratiche automobilistiche, già in regola con la novità introdotta.

La modifica relativa alla modalità di pagamento potrà invece comportare un leggero aumento del costo complessivo del bollo auto per quel che riguarda la commissione della transazione.

Se il pagamento verrà effettuato tramite home banking, nella maggior parte dei casi, a seconda del tipo di contratto stipulato con la banca, potranno non essere richieste commissioni, mentre se l’operazione verrà effettuata presso uno sportello bancario o un ATM il costo della commissione sarà pari 2 euro.

Identica commissione è prevista se il pagamento del bollo auto 2020 avverrà presso i punti vendita di SISAL, Lottomatica e Banca 5, mentre il versamento effettuato presso un ufficio postale comporterà una commissione di 1,50 euro.