Brand cinesi in arrivo in Italia: Seres

Seres 5: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Seres è un marchio originario degli Stati Uniti, della California più precisamente, ma adesso di proprietà cinese. La casa automobilistica nasce nel 2016 con il nome di SF Motors per dedicarsi alla produzione di veicoli elettrici: del primo gruppo dirigente faceva parte anche Martin Forest Eberhard, uno dei co-fondatori di Tesla. Successivamente gli interessi del gruppo si spostano in Cina, a seguito dell’acquisizione da parte di Chongqing Sokon Industry Group, che permette a Seres di poter beneficiare del know-how tecnico di Dongfeng, uno dei nuovi partner, per produrre le prime vetture. Seres vende Suv e assembla le proprie batterie acquistando i componenti da aziende come Calb, Samsung e Byd, mentre per i motori elettrici ha una partnership con Huawei.

L’azienda ha dislocato i reparti di R&D in Cina, Giappone, Stati Uniti e Germania con l’obiettivo di consolidarsi come marchio globale impegnato in prima linea per affrontare il futuro della mobilità ecosostenibile, come testimonia, fra le altre cose, la partnership con l’Innovation Center dell’Università Mcity del Michigan per la trasformazione dei veicoli connessi e a guida autonoma. Il marchio cinese, presente nel vecchio continente in Belgio, Olanda e Spagna, è arrivato sul mercato italiano grazie al gruppo Koelliker. Il debutto da noi è affidato a Seres 3, modello nel segmento dei C-Suv, e Seres 5, D-Suv equipaggiato con motore elettrico sviluppato da Huawei proposto in modalità range extender oltre che full electric.

Seres 3: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6

Seres 3

La Seres 3 è dotata di batteria da 53,6 kWh e si ricarica dal 20% all’80% in DC fino a 50 kW in 30 minuti. L’autonomia è di oltre 320 chilometri in ciclo Wltp e raggiunge la velocità massima di 170 km/h. Nell’abitacolo troviamo il display da 10,25”, connessione con smartphone, Dashcam, telecamera a 360° e interni in pelle con tetto panoramico. Ha una garanzia di 5 anni 100,000 km sul veicolo e 7 anni 120.000 km sul pacco batteria.

Seres 5: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6

Seres 5

La Seres 5 è un Suv premium medio 100% elettrico che promette di fare concorrenza a modelli affermati come la Tesla Model Y. Sarà disponibile in tre versioni, anche quella a trazione integrale, e ha un nuovo tipo di batteria allo stato semi-solido da 90 kWh. La versione base ha due ruote motrici e un pacco batterie “tradizionale” al litio ferro fosfato da 80 kWh che le permette di percorrere fino a 500 km con una sola carica, secondo il ciclo omologativo Wltp. Poi c’è la versione intermedia, la prima a trazione integrale che può percorrere con una sola carica, sempre secondo il ciclo omologativo Wltp, 530 km. Il top di gamma è la Flasgship, la versione più potente con 960 Nm di coppia e potenza di picco di 430 kW, con uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 3,7 secondi. Anche questo modello ha la trazione integrale, ma con batteria da 90 kWh allo stato semi-solido.

Nell’abitacolo domina la tecnologia, con il sistema infotainment composto da tre schermi diversi: quello centrale da 15,6 pollici ingloba tutte le informazioni principali di navigazione e di intrattenimento dei passeggeri; quello davanti al guidatore da 12,3 pollici ha funzione di computer di bordo e fornisce le informazioni utili durante la marcia ed è affiancato da un grande head-up display che si trova sopra, con tutte le altre informazioni “accessorie” durante la guida, per non distrarsi. Per gli interni in pelle è possibile scegliere fra cinque tinte diverse; mentre i sedili anteriori sono dotati di memoria e possono essere regolati in 12 posizioni diverse ed essere raffrescati o riscaldati.

Brand cinesi in arrivo in Italia: Ora

Ora Cat: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1

Ora è una casa automobilistica cinese fondata nel 2018 e specializzata nella produzione di auto elettriche. Appartiene alla Great Wall Motors e ha la sede principale a Baoding, città a 140 km a sud di Pechino. In Cina il gruppo della grande muraglia (la traduzione in italiano di Great Wall) è uno dei leader nel mercato dei suv ed è un punto di riferimento del mercato globale dell’automobile. Il brand, per quanto riguarda i volumi di vendita, si piazza al sesto posto tra i gruppi presenti sul mercato grazie a vari marchi presenti in Cina e in altri mercati internazionali. Great Wall è anche partner di Xiaomi per il lancio della prima auto elettrica dell’azienda di tecnologia cinese.

In questo contesto l’arrivo in Europa è una mossa imprescindibile per portare avanti la crescita del marchio, che nel novembre del 2021 ha inaugurato il quartier generale in Europa: il centro si trova a Monaco di Baviera e accoglie 300 lavoratori. Per differenziare l’offerta e per conquistare altri mercati, Great Wall ha creato il marchio Ora, dedicato alle auto elettriche, e Wey, brand premium che offre vetture di gamma più alta rispetto a Great Wall e Haval. La casa della grande muraglia ha progetti ambiziosi nel vecchio continente e per questo ha voluto la partnership con Emil Frey, il più grosso concessionario auto europeo con quasi 700 sedi in tutto il continente: il distributore svizzero in passato ha trattato il lancio in vari mercati europei di altri brand dell’est come Toyota, Hyundai e Mitsubishi. La decisione di affidarsi a Emil Frey invece di aprire una propria rete consentirà a Ora di poter accedere fin dall’arrivo in Europa a centinaia di concessionarie e sfruttare la capillare rete di e assistenza, limitandosi a formare venditori e meccanici, senza dover acquistare nuovi spazi e partire da zero.

Ora Cat: prezzi, dimensioni e caratteristiche 4

 

Ora Cat, la compatta in tre versioni a batteria

Al Salone di Parigi, Great Wall ha mostrato tre auto a marchio Ora. La compatta Funky Cat punta sullo stile retrò, originariamente somigliava molto al Maggiolino della Volkswagen, ma con un powertrain 100% elettrico e autonomia Wltp di 310 km. La Ora Funky Cat sarà disponibile anche in versione GT con estetica dedicata e look più sportivo. A questi due modelli si aggiunge la coupé a quattro porte, sempre 100% elettrica, chiamata “The Next Ora Cat”. È dotata di quattro ruote motrici, sviluppa una coppia di 680 Nm e accelera da 0 a 100 in 4”3. Cat è lunga 4,23 metri, larga 1,82, alta 159 e ha un passo di 2,65 metri per un peso di 1.510 kg. Alla compatta cinese non manca la tecnologia. È dotata di numerosi sistemi Adas di assistenza: un chip Intel di nuova generazione per la guida intelligente garantisce potenza di calcolo ad alta velocità; mentre Highway Assistant e l’intelligenza artificiale per il parcheggio automatizzato facilitano la guida di Ora Cat.

È la prima auto di questo segmento ad avere di serie un radar a onde da 5 millimetri, 12 radar a ultrasuoni, 4 telecamere per una visione a 360 gradi e una telecamera anteriore ad alta percezione, che assicura la guida autonoma di Livello 2. Il riconoscimento facciale comprende il rilevamento della fatica e della distrazione, contribuendo a garantire il viaggio sicuro. Sempre in tema di sicurezza, Cat ha la scocca in acciaio ad altissima resistenza su un telaio in acciaio extra rinforzato, sei airbag, il sistema Esp più recente e l’assistenza automatica in caso di incidente e guasto tramite e-call. La piccola cinese offre il sistema di intrattenimento 4G e la possibilità di aggiornare i sistemi mediante gli aggiornamenti Ota, via etere.

Brand cinesi in arrivo in Italia: Gac

Brand cinesi in arrivo in Italia: Gac 1

Gac Motor (Guangzhou Automobile Group Motor) ha sede a Canton, nel Guangdong, ed è stata fondata nel 1955. È una filiale del Guangzhou Automobile Industry Group (Gac Group), società per azioni controllata dallo stato cinese. Gac nel 2017 ha creato Gac Aion New Energy Automobile, più semplicemente Gac Aion. Si tratta di una affiliata dedicata alla produzione di auto elettriche, fondata nel 2017 come produttore di veicoli elettrici e prodotti e servizi new energy. In un primo momento, nel 2017, la nuova società viene presentata come sussidiaria di Gac e, due anni dopo, come un vero e proprio brand.

La società è già diventata un colosso: attualmente è presente sul mercato con cinque modelli elettrici e ha da poco avviato il secondo impianto di produzione, in anticipo sui tempi stimati. Grazie al nuovo stabilimento, Gac Aion è in grado di produrre 400mila veicoli all’anno e in futuro potrà raggiungere le 600mila unità. Lo scorso mese di ottobre, 53 investitori hanno immesso 2,5 miliardi di dollari nella startup cinese. Questi fondi saranno utilizzati per l’implementazione di risorse industriali per i veicoli a zero emissioni e per lo sviluppo di batterie di nuova generazione, ricerca e sviluppo per propulsori elettrici, cockpit intelligenti e guida autonoma.

Brand cinesi in arrivo in Italia: Gac 2

L’arrivo in Italia con una concept e un centro design

Gac è sbarcata in Italia, per il momento non con i propri prodotti, ma con un centro di design e una concept car. Per il proprio R&D Center europeo, il colosso di Guangzhou ha scelto lo stabile in via Tortona 16 a Milano. La nuova struttura si unisce a quelle fondate cinque anni fa a Shanghai e Los Angeles, ultimando un trittico fondamentale di centri per il design avanzato, un investimento da 42 miliardi di euro. Le tre sedi avranno il compito di tracciare lo stile dei modelli che saranno proposti nei vari mercati di tutti i continenti, compresa l’Italia anche se per il momento non ci sono date ufficiali.

Gac ha scelto di insediarsi nel distretto del design milanese, più precisamente nell’edificio che ospitò lo studio del fotografo e scrittore Giovanni Gastel. La nuova sede ha un “open space” per design tradizionale e modellazione digitale, un’area free, un’elegante libreria e una sala per le simulazioni 3D per lo sviluppo di progetti virtuali. Stephane Janin è il capo della struttura. Per 20 anni ha ricoperto il ruolo di responsabile del dipartimento Concept Car di Renault: ha sviluppato la famiglia EZ e ha collaborato alla realizzazione di studi e prototipi anche per gli altri marchi dell’Alleanza come Alpine, Dacia, Infiniti e Nissan. Nella sede di Milano lavoreranno 25 persone: stilisti, designer ed esperti di virtual modelling, alcuni italiani e alcuni provenienti dagli altri centri. Dovranno scoprire e coltivare talenti e individuare l’identità visiva di Gac, dandole l’inconfondibile tocco italiano.

Brand cinesi in arrivo in Italia: Gac

La prima della specie

Il primo prodotto del centro milanese è una concept car hi-tech ma essenziale, chiamata Barchetta per rendere omaggio alla tradizione italiana delle auto scoperte. Per ora non andrà nei Saloni dell’auto, ma resterà in esposizione permanente all’ingresso del centro R&D. La Barchetta è formata da una struttura portante essenziale, con un pianale tipo skateboard in carbonio che integra una batteria ultrapiatta a una carrozzeria in alluminio in un unico pezzo con superficie perfettamente liscia con appoggiatesta e retrovisori ad azionamento elettrico. Sedili e volante sono “sospesi”, ancorati sotto alla scocca.

Brand cinesi in arrivo in Italia: BYD

BYD Tang: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

BYD Auto è stata fondata nel 2003 e fa parte di BYD Company, nata nel 1995. La linea di veicoli Seal, nel maggio dell’anno scorso, ha segnato il via della produzione delle prime auto elettriche con tecnologia cell-to-body, con la batteria integrata nel corpo del veicolo, che prende il posto della cell-to-pack. L’anno scorso BYD ha anche prodotto l’ultimo modello con solo motore endotermico, per dedicarsi esclusivamente alla realizzazione di vetture elettriche e ibride plug-in.

Il colosso cinese è specializzato in mezzi di trasporto pubblici elettrici, commercializzati anche in Europa, ma anche batterie (è il secondo produttore in Cina) e componenti per smartphone (tra gli altri rifornisce Apple, Xiaomi e Huawei). BYD può contare su una rete di circa 30 impianti che sorgono in Brasile, Stati Uniti, Giappone e India, per un totale di 230.000 dipendenti, più del doppio di quelli di Tesla. L’azienda cinese è quotata in borsa e tra i suoi investitori annovera anche l’imprenditore americano Warren Buffet, con una quota che sfiora l’8%.

BYD Seal: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Marchio giovane ma promettente

BYD ha iniziato a produrre auto due anni fa con la Dolphin, una piccola utilitaria elettrica. È la prima vettura realizzata sulla e-platform 3.0 ed è dotata dell’innovativa Blade Battery, con celle litio-ferro-fosfato. Il brand cinese produce in proprio le batterie per le auto e ha un vasto know how in questo settore. Byd, al momento, è presente in oltre 70 mercati e nel 2022 ha venduto 1,85 milioni di auto tra elettriche (911mila) e ibride plug-in (946mila), affermandosi come principale produttore di modelli a ricarica esterna al mondo. L’anno scorso ha segnato una crescita del 208% delle vendite rispetto al 2021, sbaragliando la concorrenza. Al secondo posto della classifica di vendite delle auto elettriche c’è Tesla con 710mila vetture immatricolate e, nettamente più indietro, Volkswagen con 155.700, Neta con 152mila e Nio con 122mila.

Un marchio di lusso per crescere ancora

Yangwang è il nuovo brand di fascia alta voluto da BYD: si rivolge agli automobilisti più esigenti con Suv e sportive a batteria. I primi due modelli sono il Suv U8 e la supercar U9, che nascono su una piattaforma rivoluzionaria. U8 è lungo cinque metri e largo due, con un passo di tre metri e costa un milione di yuan, quasi 138.000 euro. Questo Suv ha la protezione IP68, che lo rende impermeabile e gli consente di galleggiare sull’acqua, come mostrato dal costruttore cinese durante la presentazione. Il Suv ha quattro motori, uno per ruota, con una potenza singola di 220-240 kW. La velocità di rotazione è di 20.500 giri al minuto, la coppia massima di 320-420 Nm e scatta da 0 a 100 km/h in meno di quattro secondi. Le batterie sono le blade batteries al litio-ferro-fosfato (Lfp) proposte da BYD. La casa, per il momento, non ha rivelato i dati tecnici della supercar U9: di sicuro è in grado di scattare da 0 a 100 km/h in due secondi e dovrebbe costare più o meno 140.000 euro.

Accordo con Sixt per l’Europa

La conquista dell’Europa da parte di BYD passa anche dalle auto a noleggio. Il colosso cinese ha stretto un accordo con Sixt, che rinnova la flotta puntando alla transizione ecologica. L’accordo fra le due società prevede la fornitura di 100.000 auto elettriche in sei anni all’azienda di noleggio bavarese. Il primo lotto di vetture destinate a Sixt sarà interamente composto dal Suv elettrico Atto 3, a cui dovrebbero seguire anche le berline Tang EV e Han EV.

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Byd debutta in Italia

Alcuni modelli della gamma del colosso cinese sono già presenti nel nord Europa. In Italia il debutto è affidato ad Atto 3, un Suv compatto lungo 4,46 metri, con una Blade Battery da 60,48 kW, un motore elettrico anteriore da 150 kW e 204 CV, la pompa di calore di serie e 420 km di autonomia. Oltre alla Atto 3 ci sarà posto anche per la Tang, più grande della Atto 3 con i suoi 4,87 metri di lunghezza per 1,95 di larghezza e 1,73 di altezza. È dotato di strumentazione interamente digitale e 25 sistemi di assistenza e ha uno spazio di carico massimo di 1.655 litri. L’alimentazione è affidata a una Blade Battery da 86,4 kWh e due motori elettrici per 517 CV. Scatta da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi e ha un’autonomia di 400 km, mentre la ricarica veloce permette di passare dal 30 all’80% in mezz’ora. In Germania e nel nord Europa è in vendita già dal 2021.

Brand cinesi in arrivo in Italia: Nio

Nio ET7: prezzi, dimensioni e caratteristiche 5

Nio nasce nel 2014 a Shanghai per volontà di William Li, già presidente di Bitauto e NextEV. L’imprenditore, nato nel 1974, è considerato l’Elon Musk cinese e dopo Bitauto Holdings, società di servizi digitali, investe in varie aziende, anche nel settore automotive. Nel 2013 la svolta: vende la propria società, raccoglie soldi da 56 investitori e fonda Nio, grazie anche al contributo di Lihong Qin.

La start up cinese si fa conoscere al mondo con la EP9, la supercar elettrica prodotta dal 2016 a oggi in serie limitata di 50 unità. Il bolide, nel 2017, risulta l’auto di serie più veloce al mondo sul circuito del Nurburgring (primato successivamente superato da altre supercar) e ottiene il record di velocità per auto a guida autonoma sul tracciato texano Circuit of the Americas. Dopo EP9, il marchio cinese passa a produrre modelli più accessibili come Suv e berline a batteria, basati sulla stessa piattaforma modulare. Gli inizi, come per Tesla, sono difficili e sfiora la bancarotta; poi arrivano nuovi investimenti e le vendite iniziano a crescere. Dal 2018 Nio è quotata alla Borsa di New York e nel 2020 ha registrato incrementi del 1.200%, una delle poche imprese a superare Tesla.

Servizi esclusivi

Nio punta su una serie di servizi e tecnologie esclusive, come il battery swap e le batterie allo stato solido, per sbaragliare la concorrenza. Il brand ha realizzato una rete di quasi mille stazioni in Cina, dove è possibile cambiare in cinque minuti la batteria della propria auto elettrica con un’altra carica e sta iniziando ad aprire le stazioni di cambio batteria anche in Europa. L’altra novità riguarda sempre gli accumulatori: la casa cinese vuole introdurre una superbatteria allo stato solido da 150 kWh di capacità in grado di assicurare alle auto un’autonomia di 1.000 km. Sarà compatibile con le batterie attuali e potrà essere montata anche sui modelli già in circolazione.

Nio ET5: prezzi, dimensioni e caratteristiche 4

Auto low cost per conquistare l’Europa

Grande obiettivo del costruttore cinese è quello di avviare la produzione di modelli elettrici a basso costo da vendere in Europa a partire dal 2024. Il produttore cinese vuole espandersi su altri mercati esteri e i modelli a costi contenuti potrebbero aiutare ad affermarsi in realtà come l’Italia, dove le vetture a batteria hanno numeri bassi e le auto più vendute sono quelle meno costose. I modelli Nio attualmente in vendita in Europa partono da 50mila euro.

Berline e Suv

Al momento la gamma è formata dalle berline ET5 ed ET7 e dai Suv EC6, ES6, ES7 ed ES8. Nel vecchio continente, esattamente in Germania, Norvegia, Svezia, Danimarca e Paesi Bassi, oltre alle due berline, c’è anche il Suv ES7, che però in Europa si chiama EL7. In Europa Nio venderà modelli alto di gamma, sviluppati sulla stessa piattaforma modulare sulla quale il marchio cinese realizza tutte le vetture attualmente in produzione: possono contare su due motori, trazione integrale e due tagli di batteria, da 75 kWh o da 100 kWh. ET5 è considerata una specie di anti-Model 3: è lunga 4,79 metri e ha 490 CV di potenza. La ET7 è un’ammiraglia da 5,1 metri di lunghezza (8 centimetri più lunga di Tesla Model S) con una potenza di 652 CV. Il Suv, con i suoi 4,91 metri di lunghezza, si colloca a metà tra le due berline.

Nio EC7: prezzi, dimensioni e caratteristiche 10

Le novità del 2023

Tra le novità più interessanti targate Nio attese per il 2023 spicca la EC7, un Suv-coupé disponibile in tre versioni, a seconda delle dimensioni della batteria: 75 kWh (autonomia di 490 km) a 65.936 euro, 100 kWh (autonomia di 635 km) a 73.777 euro, e 150 kWh (autonomia di 940 km), che sarà sul mercato in un secondo momento. È lungo 4,96 metri per 1,97 di larghezza. Le consegne della EC7 inizieranno a maggio in Cina e successivamente potrebbe arrivare anche in Europa. L’altra novità di quest’anno è la versione aggiornata della ES8, Suv elettrico di quasi 5 metri già in vendita in alcuni mercati del nord Europa. Il restyling è offerto con tre diverse batterie: 75 kWh con 465 km di autonomia, 100 kWh con 605 km e 150 kWh con 900 km. Al pari di EC7, la ES8 è sviluppata sulla piattaforma tecnologica NT 2.0 e ha un powertrain a doppio motore da 653 CV, che le consente di scattare da 0 a 100 km/h in 4,1 secondi.

Brand cinesi in arrivo in Italia: Aiways

Aiways U6: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7

Aiways Automobiles Company, conosciuta più semplicemente come Aiways, è stata fondata nel 2017 da Fu Qiang, ex capo delle vendite in Cina di Volvo, e Gary Gu. La casa automobilistica low cost cinese si occupa oggi di progettazione, sviluppo e produzione di veicoli elettrici.

Il nome deriva dall’unione di intelligenza artificiale (Ai) e viaggio su strada (ways) e lascia intendere come l’obiettivo dell’azienda sia una mobilità tecnologicamente avanzata, ma senza tralasciare la passione: Ai in cinese vuol dire amore. Il marchio ha sede a Shanghai, in Cina, e una filiale europea a Monaco di Baviera in Germania, che comprende un centro di ricerca e sviluppo.

Aiways U5: prezzo, dimensioni e caratteristiche 10

300.000 vetture all’anno

Le vetture vengono prodotte nello stabilimento di Shangrao, città cinese che si trova nella provincia dello Jiangxi. Aiways ha investito ingenti somme in questa fabbrica, costruita secondo gli standard dell’Industria 4.0 con un sistema di controllo basato sulla tecnologia cloud sviluppata da Siemens. Lo stabilimento è dotato di apparecchiature e attrezzature della ABB, che fornisce il 90% di tutti i macchinari presenti nell’impianto; mentre nel reparto carrozzeria lavorano i robot dell’azienda tedesca Kuka. Il produttore tedesco Eisenmann ha ultimato il reparto di verniciatura e Durr, costruttore con sede a Stoccarda, ha realizzato il reparto assemblaggio. La fabbrica di Shangrao è in grado di sfornare, a pieno regime, circa 300.000 veicoli all’anno.

Batterie fatte in casa

Dal 2018 Aiways ha iniziato a produrre i pacchi batteria nel proprio impianto di Changshu, città-contea nella provincia cinese del Jiangsu. Lo stabilimento produce pacchi batteria brevettati dalla stessa Aiways con struttura a “sandwich”, che sono montati sui modelli U5 e U6. Il marchio cinese è presente in 14 Paesi dell’Unione Europea, tra cui Croazia, Slovenia e Islanda dove è sbarcato nel 2022. In Italia le vendite delle vetture Aiways sono iniziate con la U5 a fine 2021, importate dal gruppo Koelliker.

Vediamo le caratteristiche delle novità previste per il 2023.

Aiways U6: prezzo, dimensioni e caratteristiche 12

Aiways U6

La Aiways U6 è un Suv coupé derivato dal Suv U5, ma con proporzioni e prestazioni leggermente diverse: il passo è più corto di 10 mm, la lunghezza aumenta di 130 mm raggiungendo i 4,81 metri e la coda è più slanciata. È anche più largo e più basso (1,89 e 1,56 metri, differenze di circa un centimetro), e può contare su un bagagliaio da 472 litri contro i 432 di U5. Nasce sulla stessa piattaforma di U5, la Mas (More Adaptable Structure), e anche la batteria da 63 kWh che si ricarica fino a 11 kW in AC trifase e a 90 kW in CC è identica. Le prestazioni sono leggermente superiori: la potenza passa da 204 a 218 CV, la copia da 310 a 315 Nm e lo scatto da 0 a 100 km/h scende a 6,9 secondi; mentre l’autonomia è confermata intorno ai 400 km.

Aiways U7

Al momento Aiways non ha comunicato informazioni sulle altre novità per il 2023 e sui piani futuri. Quello che è certo è che l’arrivo sul mercato del marchio cinese è stato preceduto da tre concept e due sono diventate altrettante modelli di serie: potrebbe succedere lo stesso anche con la terza. La U7 Ion Concept, a essere precisi, è la seconda concept, presentata nel 2019, dopo U5 e prima di U6, e anticipa la probabile terza opzione per rendere completa una classica gamma di modelli di taglia media: l’auto più spaziosa delle tre, con sette posti e una lunghezza compresa tra 4,9 e 5 metri.

Il Gruppo Volkswagen vende meno auto, ma guadagna di più

Volkswagen ID.3: prezzo, dimensioni e caratteristiche 35

Il Gruppo Volkswagen chiude il 2022 con un fatturato cresciuto del 12% rispetto all’anno precedente. Il colosso tedesco segue lo stesso trend degli ultimi anni comune anche ad altre case automobilistiche: vendite in calo e aumento di ricavi e margini. I ricavi complessivi, nello specifico, sono aumentati dell’11,6%, toccando 279,2 miliardi di euro, frutto delle vendite di veicoli più equipaggiati e di un mix dei prezzi migliore.

Sono cresciute sensibilmente le consegne dei veicoli full electric, a fronte della diminuzione del 7% di mezzi consegnati, 8,263 milioni di unità contro 8,882 milioni nel 2021, per effetto della carenza di semiconduttori, delle interruzioni nella catena logistica e delle interruzioni delle forniture in Cina. In una nota ufficiale viene indicato il numero totale di auto full electric consegnate, che rappresentano il 7% delle consegne complessive: 572.100, il 26% in più rispetto all’anno precedente.

Cresce il guadagno sulle vendite

L’utile operativo prima delle partite straordinarie è salito a 22,5 (20) miliardi di euro, per un Ros (Return on sales o rendimento operativo sulle vendite) dell’8,1% contro l’8% del 2021. L’utile prima delle imposte è cresciuto del 9,5% a 22 (20,1) miliardi di euro; mentre l’utile al netto delle imposte è aumentato del 2,6% a 15,8 (15,4) miliardi di euro. Al 31 dicembre 2022 la liquidità netta della Divisione Automotive è salita a 43 miliardi di euro, comprensivi dei proventi di 16,1 miliardi di euro dovuti al successo dell’Ipo di Porsche AG dello scorso settembre. A gennaio 2023 agli azionisti sono stati pagati 9,5 miliardi di euro come dividendo speciale.

Rialzo anche per il dividendo

Il Consiglio di gestione e il Consiglio di sorveglianza offrono un dividendo di 8,70 euro per azione ordinaria e di 8,76 euro per azione privilegiata: un aumento di 1,20 euro per azione ordinaria e privilegiata sui dati dell’anno precedente, per un payout ratio del 29,4%. L’utile di ogni azione ordinaria è stato di 29,63 euro (29,59); mentre quello dell’azione privilegiata di 29,69 euro (29,65).

Audi Q5 Sportback: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Le parole di Arno Antlitz, Cfo e Coo del Gruppo Volkswagen

“La performance dello scorso anno ha dimostrato la maggiore capacità di recupero del Gruppo Volkswagen in un contesto globale difficile. Nonostante le significative sfide della catena di fornitura, che hanno portato a un calo del numero complessivo di consegne, abbiamo consegnato 572.100 veicoli completamente elettrici e allo stesso tempo abbiamo aumentato ulteriormente i profitti operativi. Questi risultati dimostrano ancora una volta la solidità delle basi finanziarie su cui implementiamo coerentemente la nostra strategia. Prevediamo che le strozzature della catena di fornitura si attenueranno gradualmente nel corso del 2023, consentendoci di gestire l’elevato portafoglio ordini”.

Più spese per la produzione delle nuove auto

Il gruppo Volkswagen è attento alla transizione ecologica e sta investendo nel software, nelle batterie e nelle piattaforme Bev e Ice per poter arrivare preparato al meglio al lancio di importanti prodotti a partire dal prossimo anno. Per questo motivo, la spesa per la R&S è cresciuta a 18,9 miliardi di euro nel 2022, con un rapporto di R&S dell’8,1% nei confronti dei ricavi del settore automobilistico.

Skoda Enyaq iV: prezzo, dimensioni e prova su strada

Le previsioni per il 2023

Volkswagen stima che le consegne complessive di veicoli saliranno a circa 9,5 milioni nel 2023, grazie principalmente al portafoglio ordini, mentre i problemi della catena logistica e di fornitura dei semiconduttori dovrebbero attenuarsi nei prossimi mesi. Inoltre il gruppo tedesco prevede un aumento del fatturato del 10-15% rispetto all’anno precedente. Per il 2023 è previsto un rendimento operativo sulle vendite compreso tra il 7,5 e l’8,5%. Volkswagen è preparata ad affrontare le prossime sfide che derivano, principalmente, dal contesto economico, dalla crescente intensità della concorrenza, dalla volatilità dei mercati delle materie prime, dell’energia e dei cambi e dai requisiti sempre più severi in materia di emissioni.

Brand cinesi in arrivo in Italia: Chery

Chery Omoda 5: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9

Chery ha scelto l’Italia, oltre che la Spagna, per il debutto nel vecchio continente. Il marchio cinese è conosciuto da noi per per la partnership con DR Automobiles, ma per questa nuova avventura userà una propria rete di vendita e assistenza e presenterà modelli inediti, proprio a marchio Chery.

Chery: la storia

L’azienda cinese nasce nel 1997 ed è suddivisa in quattro industrie principali: Chery Group, Chery Automobile, Chery International e Chery Product, che si sommano a sette settori di attività principali (automobili, ricambi auto, servizi, finanza, spedizioni, rete elettrica intelligente e immobili). Il marchio ha da sempre puntato sull’innovazione e su cinque centri di ricerca e sviluppo, creando un vero e proprio ecosistema automobilistico. Chery può contare su un team di più di 7.000 tecnici, ingaggiati da oltre dieci nazioni, con esperienze pregresse presso altre case automobilistiche. Il colosso cinese ha sviluppato autonomamente più di 20 motori, portato avanti la produzione di veicoli con cilindrata compresa tra 0.8 e 2.0 litri e può contare su un patrimonio di oltre 14.000 brevetti. Attualmente il marchio conta su dieci stabilimenti e 1.500 punti vendita e assistenza al di fuori della Cina e, negli ultimi anni, ha affermato la propria presenza nei mercati di Asia, Europa, Africa, Sud America e Nord America. Le sue vetture sono vendute in 80 mercati, numeri che fanno di Chery il primo marchio automobilistico cinese con un volume annuale di esportazioni superiore ai 200.000 veicoli.

La gamma è completa e va dai modelli base a quelli di lusso, sia per quanto concerne le autovetture che per i veicoli commerciali. Chery è da sempre attenta alla tecnologia “NEV” (New Energy Vehicles), con modelli elettrici puri (BEV), ibridi plug-in (PHEV), auto a celle a combustibile e a idrogeno. Il debutto in Italia è affidato alla versione elettrica di Omoda 5.

L’esordio con Omoda 5

Il modello con cui la casa cinese debutterà in Italia e in Europa è Omoda 5, un Suv compatto lungo 4,40 metri e largo 1,83 venduto in Cina anche in versione benzina e ibrida. Da noi, invece, sarà commercializzato soltanto con motore elettrico da 204 CV con garanzia di 5 anni o 150.000 km. Ha un aspetto dinamico ed è ricco di tecnologia. Sulla plancia troviamo due monitor: quello dietro al volante riservato alla strumentazione e quello centrale per l’infotainment, con tecnologia Cerence ASR, assistente vocale evoluto e massima connettività.

La Chery Omoda 5, inoltre, è dotata di una serie di dispositivi di assistenza alla guida, costituita da ben 16 sistemi presenti a bordo, tra i quali spiccano il cruise control adattativo, il riconoscimento dei pedoni e dei ciclisti, il mantenimento attivo di corsia, la frenata automatica d’emergenza e la segnalazione dell’arrivo di un’altra auto mentre usciamo a retromarcia da un parcheggio. Il Suv cinese elettrico monta una batteria agli ioni di litio da 64 kWh che alimenta un motore elettrico a magneti permanenti da 204 CV di potenza posto in prossimità delle ruote anteriori. È in grado di accelerare da 0 a 100 in 7”8 e promette fino a 450 km di autonomia con una ricarica. Collegato a una colonnina a corrente continua passa dal 10% di carica all’80% in circa 35 minuti.

Parcheggi auto: ecco le tariffe per il 2023

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I parcheggi nelle città sono un costo con cui devono fare i conti tutti gli automobilisti. Al momento non sono ancora scattati gli aumenti delle tariffe per le strisce blu in metropoli come Roma e Milano, ma è molto probabile che i prezzi siano destinati a salire nel corso del 2023 più o meno ovunque. In molte città italiane si è parlato di rincari dei parcheggi anche al fine di assicurare un ricambio di auto in sosta più costante e incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici, oltre che per garantire una fonte di introito ai comuni.

L’assessore alla Mobilità del comune di Roma, Eugenio Patané, durante l’Open Summit di Green&Blue dello scorso novembre, aveva illustrato un piano per abbattere le emissioni di CO2 provenienti dai veicoli privati con varie misure, tra le quali l’aumento del costo delle strisce blu e il passaggio al pagamento anche per i veicoli ibridi ed elettrici. “L’Italia ha subito due condanne dalle istituzioni UE per lo sforamento di Pm10 e NO2 in 12 siti tra cui Roma – le parole di Patanè – che ha una delle peggiori qualità dell’aria, la cui causa maggiore è il trasporto privato, soprattutto per via di motori vetusti come Euro 0, 1 e 2 e diesel fino a Euro 3. Dobbiamo agire in due direzioni: aumentare qualità e quantità del trasporto pubblico e attuare politiche di disincentivo ai veicoli privati, a partire dall’aumento delle tariffe dei parcheggi”.

La situazione cambia di città in città: in molti comuni gli aumenti delle tariffe dei parcheggi sono già scattati con l’inizio del nuovo anno.

Le tariffe a Roma

La tariffa ordinaria è di un euro l’ora fuori dalle Ztl e 1,20 euro l’ora all’interno delle Ztl. Ci sono le tariffe agevolate che sono valide in tutte le zone: 0,20 euro per 15 minuti di sosta (sosta breve, con pagamenti effettuati soltanto dal parcometro); 4,00 euro per 8 ore continuative di sosta e 70 euro per un mese solare. Sono esentati dal pagamento del parcheggio nelle strisce blu i residenti con permesso e le auto elettriche, ibride e car sharing, oltre alle categorie previste per legge. In alcune strade, che si trovano in aree a strisce blu non residenziali, è in vigore la tariffa di prossimità pensata per chi va al lavoro, che vale anche per i residenti: 0,50 euro la prima ora, 0,50 euro la seconda ora, 2 euro per 12 ore e 3 euro per 16 ore. Solitamente il parcheggio nelle strisce blu va pagato solo dal lunedì al sabato dalle 8 alle 19, anche se non mancano le eccezioni.

La situazione a Milano

Nessun aumento per il ticket di accesso all’Area C nel capoluogo lombardo: il sindaco Sala ha escluso rincari “almeno per tutta la prima parte dell’anno”. Il prezzo per entrare nella zona resta fermo a 5 euro al giorno, solo per alcune tipologie di vetture; mentre continueranno a poter accedere gratuitamente autoveicoli elettrici, autoveicoli ibridi con emissioni inferiori a 100 g/km, scooter, moto, tricicli e quadricicli elettrici, veicoli che trasportano disabili e persone dirette al pronto soccorso. Le notizie poco gradite per gli automobilisti sono l’aumento delle zone con le strisce blu anche nelle zone periferiche (Rogoredo, Corvetto, nell’area di via Porpora, in piazza Udine e nelle zone vicine alle fermate della nuova linea M4) e la modifica degli orari in cui va pagato il parcheggio: non più dalle attuali 8-13, ma dalle 8 alle 19.

Trovare parcheggio e risparmiare con EasyPark

Lo smartphone può aiutare l’automobilista nella ricerca di un parcheggio nelle strisce blu. L’app più diffusa in Italia e in Europa è EasyPark: è un servizio quasi interamente gratuito, disponibile sia per Android sia per iPhone, online da oltre 20 anni. Per registrarsi è sufficiente inserire numero di telefono, carta di credito o PayPal e la targa del veicolo.

L’applicazione usa un sistema di ricerca aggiornato in tempo reale, che permette all’automobilista di cercare, prenotare e pagare il parcheggio direttamente dallo smartphone, a Roma, Milano, Torino e in altre 600 città italiane e 400 europee. Una delle caratteristiche più apprezzate dagli utenti è la possibilità di effettuare pagamenti al minuto: è possibile concludere la sosta in qualsiasi momento, potendo mettere da parte la somma non utilizzata come credito per le prossime soste. Un’altra grande comodità è la facoltà di estendere la durata della sosta anche a distanza, direttamente dall’applicazione.

Manutenzione auto 2023: aumenta il conto dal meccanico

Auto elettriche e riparazioni: come lavorano i meccanici 2

Portare l’auto dal meccanico e dal carrozziere costerà di più quest’anno. A illustrare la situazione è Federcarrozzieri, l’associazione delle autocarrozzerie italiane, che lancia un duplice allarme sia per l’aumento dei costi delle riparazioni di autovetture e motocicli, sia per l’aumento dei tempi di attesa per i cittadini.

Già lo scorso anno si erano registrati rincari per le riparazioni dovuti all’aumento dei costi dei materiali di consumo delle carrozzerie per colpa del caro-energia e del rincaro dei pezzi di ricambio, che incide più o meno per il 70% del costo medio delle riparazioni. Per il 2023 sono previsti ulteriori aumenti, con i costi degli interventi che saliranno in media del 15% rispetto ai primi mesi del 2022.

Il dettaglio dei costi

Il Centro Studi Federcarrozzieri fornisce uno studio sui rincari relativi alle riparazioni più comuni, dovuti al caro-energia e ai maggiori costi dei pezzi di ricambio. Per esempio aggiustare il paraurti posteriore di una piccola utilitaria danneggiato dopo un tamponamento costerà in media 1.950 euro contro i circa 1.700 euro di inizio 2022, con un aumento del 14,7%. Sostituire un parabrezza di una citycar passerà da una media di 1.120 euro a 1.300 euro circa (+16%); mentre nel caso di danneggiamento delle porte laterali di un Suv di alta gamma il costo passerà dai 9.700 euro dei primi mesi del 2022 agli 11.200 euro del 2023 (+15,4%).

Ai rincari, per gli automobilisti, si aggiunge anche l’aumento dei tempi di attesa che può arrivare fino al 20% in più rispetto all’anno scorso. La crisi delle materie prime e della componentistica ha aumentato le difficoltà di approvvigionamento di ricambi e materiali, dilatando i tempi di riconsegna del veicolo. Tempi che aumentano ulteriormente per le auto con più tecnologia, che hanno bisogno di più tempo per il loro ripristino.

Auto elettriche e riparazioni: come lavorano i meccanici 1

Parola di presidente

“A fronte di tale situazione, un numero crescente di consumatori si rivolge a carrozzieri improvvisati privi di qualsiasi autorizzazione, che per marginalizzare i costi ricorrono a ricambi di costo e qualità inferiore, spesso eseguendo lavori in modo approssimativo per ridurre i tempi, con conseguenze sia sulla qualità del servizio, sia sulla sicurezza stradale” è l’allarme lanciato dal presidente di Federcarrozzieri Davide Galli, che invita gli automobilisti a seguire le linee guida che l’associazione ha contribuito a compilare. Le disposizioni contengono varie tutele per l’automobilista: fin dal preventivo delle riparazioni le officine devono fornire informazioni sui ricambi identificati ciascuno con il proprio codice, permettendo in questo modo al consumatore di sapere esattamente che pezzo verrà montato, il prezzo e la specifica tipologia. In più il preventivo deve contenere il numero di ore di manodopera, la tariffa della manodopera, il costo dei materiali per la verniciatura, dei materiali di consumo e, per la tutela dell’ambiente, i costi di smaltimento dei rifiuti.

Riparazioni più care del 30% per le auto elettriche

La spesa aumenta ancora di più quando si tratta di auto elettriche. Al momento le vetture a batteria in Italia rappresentano solo il 2,6% delle immatricolazioni, dato che ci colloca all’ultimo posto in Europa: gli elevati costi di acquisto e gestione scoraggiano gli automobilisti italiani. Per riparare guasti e danni che riguardano anche la trasmissione e l’alimentazione, e quindi non solo la carrozzeria, in un’elettrica i costi aumentano del 18% o addirittura del 30% rispetto alle vetture a benzina o diesel.

“Le auto elettriche, appena entrano in una carrozzeria, devono essere messe in sicurezza, e per fare questo occorre almeno un addetto abilitato con patentino Pes-Pav – dice Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri – Procedura che inevitabilmente comporta spese maggiori per gli operatori e di conseguenza per gli automobilisti. In più c’è l’elettronica particolare che caratterizza queste vetture e che determina attività più lunghe e costose per smontaggio, rimontaggio, sostituzione, programmazione, ricalibrazione, ecc. Le carrozzerie dovranno aggiornarsi per far fronte al cambiamento del mercato, ricorrendo a personale sempre più specializzato e a strumentazione sempre più complessa, con un incremento notevole dei costi a loro carico che determinerà, di conseguenza, un aumento esponenziale dei costi di riparazione delle autovetture”.