Sospensione della patente: i motivi e come fare per riaverla

sospensione patente

Entrare in possesso della patente è un momento che segna un traguardo di autonomia ed indipendenza: per questo è bene ricordarsi sempre di rispettare scrupolosamente le norme del Codice della Strada. Infatti, la violazione di alcune norme prevede non solo una multa, ma anche la sospensione e, in casi più gravi, il ritiro del documento di guida.

INDICE
Che cosa significa sospensione della patente?
Sospensione delle patente, quali sono i motivi?
Cause sospensione della patente: velocità eccessiva
Ritiro patente per incidente
Sospensione patente per stato di ebbrezza
Sospensione patente per recidiva
Sospensione patente neopatentati
Durata sospensione patente
Come riavere la patente dopo la sospensione
Ricorso sospensione patente
Restituzione patente dopo sospensione

La sospensione della patente è una misura che può essere disposta a seguito della violazione del Codice della Strada o in seguito alla perdita dei requisiti psicofisici necessari alla guida. Quando la patente viene sospesa non ci si può mettere alla guida o si rischiano multe salate, la revoca del documento e il fermo del veicolo. Oltre a ciò, se si guida con la patente sospesa e questa viene revocata, bisogna aspettare due anni per richiederne una nuova.

Come abbiamo accennato, la sospensione della patente di verifica in due casi:

  • Quando la violazione di una norma del Codice della Strada comporta, oltre alla multa, la sanzione accessoria della sospensione della patente per un periodo di tempo determinato.
  • Quando viene attestata la perdita dei requisiti psicofisici richiesti per la guida; in questo caso la sospensione perdura fino a quando l’interessato non produce la certificazione della commissione medica locale che certifica il recupero dei citati requisiti.

Di seguito potete trovare nel dettaglio i casi nei quali una violazione del Codice della Strada comporta anche la sospensione della patente di guida.

Il nostro Codice della Strada prevede la sospensione patente da 1 a 3 mesi  per chi supera il limite di velocità di 40-60 km/h; la sanzione accessoria è aumentata per i neopatentati per i quali la sospensione va dai 3 ai 6 mesi. Nell’ipotesi di superamento del limite di velocità di oltre 60 km/h è prevista la sospensione per un periodo che va dai 6 ai 12 mesi. Qualora si compia una recidiva di quest’ultima infrazione sarà disposta la revoca della patente.

Anche in caso di incidenti reiterati, specialmente nel caso comportino lesioni per altre persone, si può incorrere nella sospensione della patente. Qualora un conducente abbia provocato per la seconda volta nel giro di due anni un incidente con gravi danni ai veicoli per non aver mantenuto la distanza di sicurezza, è prevista la sospensione della patente per incidente da 1 a 3 mesi.

Invece, la durata della sospensione è diversa se dal sinistro derivano lesioni personali colpose: in questo caso, si va da 15 giorni a 2 anni. Ancora più pesante la sanzione se nell’incidente si commette un omicidio colposo: la sospensione può arrivare a 4 anni.

Mettersi alla guida dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo non è mai una buona idea e se si viene fermati per in stato di ebbrezza viene disposta la sanzione accessoria della sospensione patente.

La durata della sospensione va dai 3 ai 6 mesi qualora il tasso alcolemico sia compreso tra 0,5 e 0,8 g/l. Se un conducente con questi valori del tasso alcolemico provoca un incidente, allora la sospensione della patente durerà 2 anni.

Più aspre le sanzioni se i valori sono superiori a 0,8 e inferiori a 1,5 g/l: in questo caso è prevista la sospensione patente da 6 mesi a 1 anno. Infine, se il tasso alcolemico è superiore a 1,5 g/l è prevista la sospensione della patente di guida da 1 a 2 anni.

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Un’ipotesi particolare di sospensione della patente si verifica in caso di recidiva, ovvero quando il conducente commette due violazioni uguali nel corso di un biennio: in questo caso la durata della sanzione varia a seconda della norma violata due volte.

Ad esempio, nell’ipotesi di recidiva nel superamento dei limiti di velocità tra 40 e 60 Km/h è prevista la sospensione della patente di guida per un periodo che va dagli 8 ai 18 mesi, mentre se la recidiva avviene per aver superato di oltre 60 Km/h i limiti di velocità sarà prevista la revoca e non la sospensione della patente.

Sanzioni ben più severe sono previste per i neopatentati, ovvero coloro che siano in possesso della patente di guida da meno di 3 anni, che violino il dettato del Codice della Strada. In caso di superamento dei limiti di velocità, per questa categoria è prevista la sospensione della patente dai 3 ai 6 mesi; in caso di recidiva, inoltre, la sospensione della patente di guida dura per un periodo andrà da 8 a 18 mesi.

Vale poi il criterio della tolleranza zero per quanto riguarda la guida in stato di ebbrezza ed anche un valore dello 0,1% del tasso alcolemico comporterà la sospensione della patente, con una durata della sanzione variabile a seconda dei valori del tasso alcolemico. Anche in questo caso, però, con valori oltre a 1,5 g/l si incorre nella revoca del documento di guida. Inoltre, i neopatentati con tasso alcolemico che supera gli 0,81 g/l compiono anche un reato penale, per il quale è previsto l’arresto fino a 6 mesi.

Non esiste un termine unico per la durata della sospensione della patente, ma questo viene stabilito dal nostro Codice della Strada a seconda dell’infrazione commessa. Qui trovate una piccola sintesi di quanto dura la sospensione a seconda delle principali infrazioni:

Superamento del limite di velocità di più di 40 Km/h Da 1 a 3 mesi (da 3 a 6 per neopatentati)
Superamento del limite di velocità di più di 60 Km/h Da 6 a 12 mesi
Guida in stato di ebbrezza Da 3 a 6 mesi con tasso alcolemico fra 0,5 e 0,8 g/l

Da 6 mesi a 1 anno con tasso alcolemico fra 0,8 e 1,5 g/l

Da 1 a 2 anni con tasso alcolemico maggiore di 1,5 g/l

Non dare precedenza o circolare contromano Da 1 a 3 mesi
Guida in caso di assunzione stupefacenti Da 1 a 2 anni
Guida in stato di ebbrezza e si provoca un incidente 2 anni
Guida senza patente o documenti validi Da 3 a 12 mesi
Passaggio con semaforo rosso Da 1 a 3 mesi
Non fermarsi dopo aver provocato incidente Da 15 giorni a 5 anni a seconda della gravità

Per ottenere la patente dopo la sospensione, al termine del periodo indicato, si potrà contattare l’ufficio preposto per sapere se la patente di guida è disponibile per il ritiro. Se, invece, si ritiene che la sanzione accessoria non sia stata applicata correttamente si può scegliere di presentare ricorso.

Si può presentare ricorso contro la sospensione della patente presso  il Prefetto o presso il Giudice di Pace. Nel primo caso il ricorso dovrà essere presentato entro sessanta giorni dalla notifica della sospensione patente, mentre nel secondo i termini sono ridotti alla metà e sono di 30 giorni dalla notifica. In caso di sospensione della patente l’agente accertatore sarà obbligato ad inviare entro 5 giorni il documento di guida al prefetto allegando anche il verbale. Dal momento in cui il prefetto riceve la documentazione la notifica della sospensione deve avvenire entro i 15 giorni successivi.

In caso di ricezione della notifica sospensione patente dopo 20 giorni il provvedimento non sarà valido e ci si potrà appellare al prefetto per la restituzione del documento di guida o rivolgersi al Giudice di Pace.

Al termine del periodo di sospensione fissato, la patente viene restituita da parte dell’organo incaricato della notifica del provvedimento sanzionatorio. Sul sito prefettura.it, utilizzando la procedura ” Dov’è la mia patente “, sarà possibile ottenere informazioni su dove e quando poterne rientrare in possesso.

La patente può essere ritirata dal titolare o da un delegato munito di delega scritta e fotocopia del documento di identità del delegante.

Cose da sapere

Cosa significa sospensione della patente?

La sospensione della patente può essere sia una sanzione accessoria a seguito di una violazione del Codice della Strada (oltre alla multa), oppure può verificarsi in concomitanza con la perdita dei requisiti psicofisici richiesti per la guida.

Quali sono le motivazioni per le quali la patente può essere sospesa?

I casi specifici per i quali può essere disposta la sospensione della patente sono: guida in strato di ebbrezza, superamento dei limiti di velocità, recidiva di una violazione del Codice della Strada, aver provocato per la seconda volta nel giro di due anni un incidente con gravi danni ai veicoli per non aver mantenuto la distanza di sicurezza.

Quanto dura la sospensione della patente?

Non esiste un termine unico per la sospensione della patente, ma questo viene stabilito dal nostro Codice della Strada a seconda dell’infrazione commessa.

Come si fa ricorso contro la sospensione della patente?

Il ricorso contro la sospensione della patente può essere rivolto al Prefetto, entro 60 giorni dalla notifica di sospensione, oppure al Giudice di Pace, entro 30 giorni dalla notifica.

Come si può riavere la patente dopo il periodo di sospensione?

Al termine del periodo di sospensione fissato, la patente viene restituita da parte dell’organo incaricato della notifica del provvedimento sanzionatorio.

Come superare l’esame della patente: tutti i consigli e trucchi

Consigli quiz patente

Prepararsi per l’esame di teoria per la patente crea sempre una certa apprensione. Si può essere degli ottimi conducenti dotati di grandi doti di guida, ma se non si conoscono le norme che regolamentano la guida su strada rimarrà una chimera poter conseguire la patente. Esistono però dei trucchi per il quiz patente, o per meglio dire dei consigli, da seguire per superare senza stress l’esame.

INDICE
Esame della patente ed emergenza Covid-19
Trucchi quiz patente: le parole rivelatrici
Come superare l’esame di guida teorico: i trabocchetti da riconoscere
Come superare l’esame teorico della patente: attenzione ai sinonimi
Trucchi quiz patente per riconoscere i segnali
Come superare l’esame di guida: consigli pratici per la preparazione

L’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia da COVID-19 ha avuto un impatto anche sui termini previsti originariamente per sostenere l’esame di teoria. A causa di “ingorghi burocratici” causati dalla chiusura temporanea degli uffici della Motorizzazione Civile e dall’impossibilità di lavorare in presenza, è stato prorogato il termine per superare l’esame di teoria della patente.

In particolare, chi ha presentato la domanda per sostenere l’esame di teoria tra il primo gennaio 2021 e il 31 marzo 2022 ha tempo un anno, invece dei soliti 6 mesi, per sostenere l’esame, a decorrere dalla data di accettazione della domanda. Per le domande presentate dopo la fine di marzo 2022, vista la conclusione dello stato di emergenza sanitaria, si ritorna invece alle normali scadenze: si hanno 180 giorni per sostenere l’esame a decorrere dalla data di presentazione e accettazione della domanda.

C’è anche un’altra novità comportata dalla fine dello stato di emergenza: a partire dal 1° aprile 2022 non è più necessario il green pass per accedere ai pubblici uffici. Quindi, trattandosi gli esami teorici della patente di guida di atti pubblici, anche per questi decade l’obbligo di pass vaccinale.

Per essere certi di superare senza intoppi l’esame di teoria esistono dei trucchi da tenere sempre a mente, che possono guidare nella soluzione del quiz.

Ad esempio, se nel testo sono presenti domande contenenti le parole “mai”, “sempre”, “solo”, “comunque”, “in ogni caso”, allora nella maggior parte dei casi la risposta sarà falsa. Quando invece vi trovate davanti le parole “reato”, “sostituisce” e “segnale complementare” le domande saranno tendenzialmente vere, così come nel caso in cui nel quesito siano presenti due negazioni.

Ancora, se nella domanda sono presenti le parole “spinterogeno”, “luci d’ingombro”, “cerchi”, “cerchioni”, “provincia”, “albero di trasmissione”, “coppa”, “denso”, “fluido”, la risposta giusta sarà probabilmente “falso”.

Nell’esame della patente sono frequenti le domande trabocchetto. Oltre alle parole indicate sopra, da tenere a mente per andare a colpo sicuro con la risposta corretta, si dovrà fare attenzione non soltanto all’utilizzo del plurale e del singolare nel quesito, ma anche all’utilizzo di sinonimi che possono far cadere in errore.

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Come accennato, al momento di sostenere il quiz dell’esame di guida teorico è fondamentale ricordarsi di alcuni termini presenti nelle domande che possono sembrare simili ma che non sono sinonimi tra loro. Esempi eccellenti sono, ad esempio, le parole “carreggiata” e “corsia“, ma anche termini come “attraversamento ferroviario” e “attraversamento tranviario”, “attraversamento pedonale (o ciclabile)” e “passaggio pedonale (o ciclabile)”, “freno a mano” e “freno di servizio“.

Ricordate poi che qualora nella domanda sia presente la parola “ovvero” questa è sempre intesa nel suo significato avversativo, quindi nel senso di  “oppure” e non “cioè”.

I segnali stradali sono centinaia, ma esistono alcuni piccoli suggerimenti che consentiranno di memorizzarli senza difficoltà. In particolare, può essere utile catalogare i segnali in base alla loro forma.

Quelli di forma circolare possono indicare un divieto o un obbligo: se hanno il bordo rosso, lo sfondo bianco e il simbolo nero allora ci troviamo davanti a segnali di divieto, se sono bianchi su sfondo blu indicano invece obbligo. I segnali di forma triangolare, invece, indicano pericolo: infatti, i segnali di precedenza sono normalmente triangolari. Esistono però delle eccezioni a quest’ultima regola: esempio emblematico è il segnale di stop, dalla caratteristica forma ottagonale per distinguerlo da tutti gli altri.

quiz patente

A prescindere dai trucchi che abbiamo indicato in precedenza per superare l’esame teorico della patente, che possono rivelarsi utili in situazioni di dubbio o difficoltà, il consiglio migliore che possiamo fornire è quello di esercitarsi senza sosta così da arrivare pronti e preparati il giorno dell’esame.

Online sono presenti numerosi siti che consentono di simulare il quiz della prova teorica, ma è anche possibile acquistare e consultare manuali cartacei così da avere sempre a disposizione un ottimo alleato per prepararsi.

Cose da sapere

Quali sono le parole da riconoscere nelle domande della patente per non sbagliare risposta?

Se nel testo della domanda sono presenti le parole “mai”, “sempre”, “solo”, “comunque”, “in ogni caso”, nella maggior parte dei casi la risposta sarà falsa, mentre se sono presenti le parole “reato”, “sostituisce” e “segnale complementare” le domande saranno vere così come se nella domanda saranno presenti due negazioni. Ancora, se nella domanda sono presenti le parole “spinterogeno”, “luci d’ingombro”, “cerchi”, “cerchioni”, “provincia”, “albero di trasmissione”, “coppa”, “denso”, “fluido”, la risposta corretta sarà falsa.

Quali sono i sinonimi ai quali prestare attenzione nei quiz della patente?

Tra i trucchi quiz patente da tenere a mente è fondamentale ricordarsi di alcuni termini presenti nelle domande che possono sembrare simili ma che non sono sinonimi come, ad esempio, carreggiata e corsia; attraversamento ferroviario e attraversamento tranviario, attraversamento pedonale (o ciclabile) e passaggio pedonale (o ciclabile), freno a mano e freno di servizio. Ricordate poi che qualora nella domanda sia presente la parola “ovvero” questa significa oppure e non cioè, così come il “carrello appendice” non è mai la risposta esatta.

Quali sono i trucchi per riconoscere i segnali nei quiz della patente?

I segnali stradali sono centinaia, ma esistono alcuni piccoli suggerimenti che consentiranno di memorizzarli senza difficoltà. I segnali di forma triangolare indicano pericolo; quelli di forma circolare indicano un divieto o un obbligo, a seconda se abbiano il bordo rosso, lo sfondo bianco e il simbolo nero (segnali di divieto) oppure siano bianchi su sfondo blu (obbligo), mentre i segnali di precedenza sono normalmente triangolari, anche se non tutti: esempio emblematico è il segnale di stop, addirittura ottagonale.

Revisione dell’auto: ogni quanto farla, normativa e sanzioni

La normativa sulla revisione auto: ogni quanto farla, costi e sanzioni

La normativa sulla revisione periodica auto ha introdotto un nuovo obbligo: dal 31 marzo 2019, infatti, dopo le varie verifiche alla vettura effettuate dai meccanici autorizzati, dovrà essere consegnato il certificato di revisione, un documento che contiene sia i dati identificativi dell’auto che quelli relativi alle verifiche, compreso anche il chilometraggio. Questo è il documento ufficiale che i centri di revisione, ACI e Motorizzazione dovranno rilasciare ai proprietari delle vetture, una volta terminati tutti i controlli.

Con l’introduzione di questo certificato si vuole cercare di porre un freno alle frodi nazionali ed europee sul chilometraggio delle auto. I dati indicati verranno poi riversati nel Documento unico dell’auto che a sua volta sarà caricato online sul Portale dell’Automobilista. Consultando il sito sarà quindi possibile conoscere il reale chilometraggio di un’auto in vendita.

INDICE
Nuova proroga scadenza revisione auto
Revisione auto: ogni quanto farla?
Revisione: quanto costa?
Prima revisione auto: cosa prevede la normativa
Revisione auto dopo 10 anni: cosa sapere
Verifica storico revisioni auto
Mancata revisione auto: sanzioni e punti patente

Negli anni passati il Governo aveva previsto delle proroghe sulla revisione auto. per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Dopo aver recepito il regolamento UE 2021/267 del 16 febbraio 2021 si è deciso di prorogare la scadenza della revisione auto di 10 mesi per tutti i controlli che ricadevano nel periodo compreso tra il 1° settembre 2020 e il 30 giugno 2021. 

Ormai la maggior parte dei veicoli sono tornati nel regime ordinario: le proroghe per l’emergenza Covid rimaste in vigore sono ormai poche.

Il 31 gennaio scade quella per chi aveva il termine originario fissato a marzo 2021. Entro il 28 febbraio tocca a chi aveva la scadenza normale ad aprile 2021, entro il 31 marzo a chi l’aveva a maggio 2021 ed entro il 30 aprile a chi l’aveva a giugno 2021. Nessuna proroga per chi ha scadenze originarie da luglio 2021 in poi.

La prima revisione di un auto nuova deve sostenuta dopo 4 anni  dall’immatricolazione. Tutte le autovetture immatricolate da più di 4 anni, dovranno effettuare la revisione ogni due anni. In particolare, la normativa del Ministero dei Trasporti stabilisce che la revisione dell’auto debba avvenire entro 24 mesi dall’ultima revisione: quindi, se la vecchia revisione è stata fatta a marzo 2020, la nuova revisione deve avvenire entro marzo 2022.

Bisogna tenere presente che queste scadenze sono applicate a tutte le autovetture, gli autoveicoli indicati come mezzi per trasporto promiscuo, gli autocaravan e infine gli autoveicoli con massa inferiore ai 3.500 kg, adibiti ad usi speciali o per il trasporto di cose. Tale calendario di scadenze deve essere seguito anche da tutti i ciclomotori e i motocicli a partire dal 2003.

Se invece i veicoli da revisionare posseggono un numero di posti maggiore di nove e sono destinati al trasporto di persone, la revisione deve essere effettuata ogni anno. Allo stesso modo, annualmente è necessario revisionare taxi, vetture adibite al noleggio con autista, e tutti i mezzi per il trasporto di cose o per usi speciali con massa superiore ai 3.500 kg (in pieno carico). Oltre a questi mezzi sono inclusi nella revisione annuale anche gli autobus, autocaravan e rimorchi (di peso superiore ai 3.500 kg) ed infine le autoambulanze e le vetture atipiche.

Ogni quanto si fa la revisione auto GPL

Come per tutte le altre autovetture, la prima revisione auto per i veicoli alimentati GPL è prevista 4 anni dopo la prima immatricolazione e, successivamente, ogni biennio. Il termine ultimo per effettuare la revisione per un mezzo GPL è l’ultimo giorno del mese dell’ultima revisione. Inoltre, ogni 10 anni devono essere sostituite le bombole del GPL.

Ogni quanto si fa la revisione auto d’epoca

Secondo la normativa vigente, la revisione periodica auto d’epoca deve essere eseguita ogni due anni. La norma riguarda tutti i veicoli ai quali è stato riconosciuto un interesse collezionistico o storico. Chi possiede un autoveicolo immatricolato dopo il 1° gennaio del 1960, può rivolgersi indistintamente ad un’officina autorizzata o ad un centro revisioni, mentre le vetture immatricolate prima di quella data possono essere sottoposte a revisione solo presso gli uffici della Motorizzazione Civile di pertinenza.

I costi per effettuare la revisione della macchina oscillano fra poco più di 46 euro e poco meno di 79 €. Di fatto chi sceglie di portare il proprio mezzo presso un’officina autorizzata dovrà versare un totale di 78,75 €, di cui 54,95 €  per la revisione, 12,09 € di IVA, 10,20 per i diritti Motorizzazione e 1,51 € per il bollettino PagoPa. Chi preferisce effettuare la revisione periodica auto presso un ufficio della Motorizzazione Civile, dovrà versare invece 45 € per la revisione, più 1,51 € per il versamento. Dovrà, inoltre, sbrigare le pratiche burocratiche, fra cui la compilazione del modello MC 2100.

La normativa è molto chiara su questo punto: la prima revisione di un auto nuova deve essere sostenuta dopo 4 anni dall’immatricolazione, per tutte le vetture. Questo significa che se il veicolo nuovo viene immatricolato a marzo 2022, la prima revisione dovrà avvenire entro e non oltre marzo 2026.

Infatti, l’articolo 80, comma 3, del Codice della Strada dispone “per le autovetture, per gli autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 t e per gli autoveicoli per trasporto promiscuo, la revisione entro quattro anni dalla data di prima immatricolazione e successivamente ogni due anni”.

Nessuna categoria di veicolo prevede la possibilità di revisione ad intervalli di 10 anni. Infatti, raggiunti i 10 anni dall’immatricolazione ogni veicolo sarà stato revisionato 4 volte: la prima volta a 4 anni dalla data di prima immatricolazione e le successive 3 a cadenza biennale. L’unica eccezione sono le bombole per il GPL, che vanno sostituite ogni 10 anni.

Costo della revisione auto, dove conviene farla?

Per verificare quando è stata fatta l’ultima revisione del proprio veicolo è sufficiente andare sul Portale dell’Automobilista, messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile. Qui, nell’apposita sezione, si può conoscere la data di ultima revisione della propria vettura, indicando semplicemente il tipo di veicolo e la targa.

Una volta chiarito ogni quanto si fa la revisione, è bene avere presente cosa si rischia in caso di mancata verifica periodica. Chi circola con un mezzo privo della revisione periodica auto va incontro ad una sanzione amministrativa di una somma variabile fra 173 e 694 €. Se il mezzo risulta possedere a suo carico altre mancate revisioni, tale sanzione può raddoppiare. L’autorità che ha colto in flagrante il conducente alla guida di un mezzo non revisionato annota sul libretto che il veicolo non può circolare, sino a quando la revisione della macchina non sarà stata eseguita. La circolazione del mezzo è consentita solo nel giorno in cui è previsto l’appuntamento presso il centro di revisione o presso la Motorizzazione.

Chi prova a circolare comunque con un mezzo sospeso e viene fermato nuovamente dall’autorità può ricevere un’ulteriore multa, compresa fra 1.998 e 7.993 €. A questo punto il mezzo subisce un fermo di 90 giorni in caso di reiterazione si procede alla confisca del mezzo. Una multa ingente è commutata anche a chi mente, dichiarando di aver effettuato la revisione dell’auto: essa è compresa fra i 430 e i 1.731 €, ed è accompagnata dal ritiro della carta di circolazione.

Cose da sapere

Ogni quanto bisogna fare la revisione?

La prima revisione di un auto nuova deve sostenuta dopo 4 anni  dall’immatricolazione e successivamente ogni due anni.

Quanto costa la revisione auto?

Il prezzo varia a seconda del officina scelta per fare la revisione. Il posto più economico (ma dove più lunga è l’attesa) è sicuramente la Motorizzazione civile, dove la revisione può essere sostenuta per 46,51 €. In tutti gli altri casi (officine autorizzate, delegazioni ACI etc), il costo è di 78,75 €.

Come verificare la data dell’ultima revisione auto?

Per verificare quando è stata fatta l’ultima revisione del proprio veicolo è sufficiente andare sul Portale dell’Automobilista, messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, e nell’apposita sezione indicare tipo di veicolo e numero di targa.

Controllo punti patente : come e dove verificare il saldo

patente a punti

Nel 2003 in Italia è stata introdotta la patente a punti. Si tratta di un tipo di patente che comporta la decurtazione di un certo numero di punti in base all’infrazione commessa che ha lo scopo di scoraggiare comportamenti contrari al Codice della Strada. Inizialmente la patente ha un certo numero di punti. Ne può guadagnare e perdere in base a certe logiche.

Ma come si fa a conoscere il saldo dei punti patente? Vediamolo.

INDICE
Punti patente: la normativa
Verifica punti patente
Dove vedere il saldo dei punti patente
Verifica punti patente ACI

Ogni possessore di patente di guida ha un punteggio di partenza pari a 20 punti. Se non si commettono infrazioni, si guadagnano 2 punti ogni 2 anni, fino a un massimo di 30. Se si commettono infrazioni, invece, si subisce un decurtamento di punti proporzionale all’infrazione commessa secondo quanto stabilito all’articolo 126 bis del Codice della Strada.

Se a causa di multe e sanzioni si ha un punteggio della patente inferiore a 20, si torna a 20 dopo 2 anni senza aver commesso infrazioni. Al contrario, se si esauriscono tutti i punti, si deve sostenere l’esame di revisione della patente. Chi commette più infrazioni in una volta sola può perdere fino a un massimo 15 punti, purché l’infrazione non comporti la sospensione o revoca della patente.

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Per sapere quanti punti della patente vengono decurtati in base all’infrazione commessa, vi alleghiamo qui sotto una tabella riassuntiva. Ricordiamo che per conducenti di meno di 21 anni e per i neopatentati (patente da meno di 3 anni), i punti decurtati raddoppiano.

  • Decurtazione di 10 punti patente: avviene quando si superano i limiti di velocità di oltre 60 km/h; quando si circola contromano o si effettua un sorpasso in situazioni gravi e pericolose; quando si trasportano materie pericolose senza le adeguate precauzioni e le dovute autorizzazioni; in caso di manovre pericolose in autostrada; in caso di guida in stato di ebbrezza o di fuga in caso di incidente.
  • Decurtazione di 8 punti patente: avviene in caso di mancato rispetto della distanza di sicurezza che abbia causato un incidente; quando si fanno inversioni di marcia in condizioni pericolose; nel caso in cui si violi l’obbligo di precedenza ai pedoni.
  • Decurtazione di 6 punti patente: quando si superano i limiti di velocità di oltre 40 km/h, ma non di oltre 60 km/h; quando si violano obblighi di fermata, come lo stop, il semaforo rosso o i passaggi a livello.
  • Decurtazione di 5 punti patente: violazione di obblighi e regole di precedenza e sorpasso; mancato allacciamento di casco o cinture di sicurezza; del mancato rispetto del riposo minimo giornaliero per gli autisti di camion e autobus.
  • Decurtazione di 4 punti patente: quando si circola contromano; si omette di occupare la corsia più libera a destra; in caso di trasporto di cose o persone con eccedenza di carico; qualora non si consenta al pedone l’attraversamento di una strada sprovvista di strisce pedonali.
  • Decurtazione di 3 punti patente: nei casi di mancata osservanza delle distanze di sicurezza nei confronti di determinate categorie di veicoli; in caso di uso degli abbaglianti in condizioni vietate; se non si rispettano gli obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti.
  • Decurtazione di 2 punti patente: mancato rispetto della segnaletica; sosta nelle corsie riservate al transito degli autobus o veicoli su rotaia, negli spazi riservati a veicoli per persone invalide o in quelli riservati alla fermata degli autobus o dei taxi; mancata segnalazione con l’apposito triangolo il veicolo fermo sulla carreggiata fuori dei centri abitati; violazione delle prescrizioni per la circolazione sulle autostrade e sulle superstrade.
  • Decurtazione di 1 punto patente: avviene principalmente qualora non si faccia uso dei dispositivi di illuminazione o segnalazione visiva quando è prescritto oppure in caso di uso improprio dei fari.

Per recuperare i punti patente è sufficiente frequentare i corsi dedicati presso le autoscuole e i centri autorizzati dal ministero dei Trasporti. Sostenendo 12 ore di lezione si potranno recuperare fino a 6 punti senza però andare a superare il limite massimo di 20. Non sarà necessario sostenere un esame finale ma sarà sufficiente la presenza al singolo corso.

Una delle domande che spesso si fanno gli automobilisti è quella relativa a come sapere quanti punti si hanno sulla patente. Uno dei modi è quello di consultare gli appositi portali via internet.

  • Portale dell’automobilista
  • iPatente

Portale dell’Automobilista: consultando il sito web creato dal Ministero dei Trasporti sarà sufficiente procedere alla registrazione indicando il proprio codice fiscale, il numero e la data di scadenza della patente per poi cliccare sul link “saldo patente” e conoscere il totale dei punti presenti in modo totalmente gratuito.

iPatente: se non si ha a disposizione un PC e si vuole controllare il saldo dei punti patente direttamente dal proprio smartphone sarà sufficiente scaricare l’app iPatente, disponibile sia su Apple Store che Google Play, e trovare tutte le informazioni necessarie.

Per verificare il saldo dei punti della propria patente si può anche telefonare a un numero 848.782.782 messo a disposizione dall’ACI. Il numero è raggiungibile solo da telefono fisso, digitando successivamente la data di nascita e il numero di patente seguito dal tasto cancelletto. Il numero punti patente è attivo 24 ore su 24 e ha il costo di una chiamata urbana.

Cose da sapere

Quali sono le principali norme sulla patente a punti?

L’articolo 126 bis del Codice della Strada indica tutto il sistema di punteggio con le relative infrazioni così da conoscere in anticipo quanti punti si possono perdere in caso di violazione delle norme di comportamento su strada. Ogni possessore di patente di guida ha un punteggio di partenza pari a 20 punti ed in base alla gravità dell’infrazione commessa questo può essere decurtato.

Come si verifica il saldo punti sulla patente?

Esistono varie vie per conoscere il saldo dei punti sulla patente: collegandosi al Portale dell’automobilista, attraverso l’app iPatente oppure chiamando il numero 848.782.782.

Come si recuperano i punti patente persi?

Per recuperare i punti patente è sufficiente frequentare i corsi dedicati presso le autoscuole e i centri autorizzati dal ministero dei Trasporti. Sostenendo 12 ore di lezione si potranno recuperare fino a 6 punti senza però andare a superare il limite massimo di 20. Non sarà necessario sostenere un esame finale ma sarà sufficiente la presenza al singolo corso.

 

 

Smarrimento patente: dalla denuncia al duplicato, ecco cosa fare

smarrimento-patente

Lo smarrimento della patente è una di quelle cose che vorremmo non capitasse mai. L’auto, infatti, resta per molti di noi un mezzo di trasporto che viene usato quotidianamente e non poterne più usufruire può comportare scomodità da non sottovalutare.

Fortunatamente, se si perde la patente, o se se ne subisce il furto, la procedura da seguire per ottenerne un duplicato è snella e relativamente poco costosa. In più, grazie al rilascio di un attestato provvisorio, si può tornare subito al volante della nostra auto nell’attesa dell’arrivo del documento definitivo.

INDICE
 Smarrimento patente: cosa fare
 Denuncia smarrimento patente
 Duplicato patente: dove richiederlo
 Costo duplicato patente
Patente rubata: cosa fare?

Se si smarrisce la patente si deve seguire un iter preciso per avere in breve tempo un documento provvisorio che consenta di tornare alla guida di un veicolo nell’attesa del duplicato della patente di guida.

L’iter si compone di due step:

  • Denuncia smarrimento patente;
  • Richiesta duplicato patente.

Nel momento in cui ci si accorge di aver smarrito la propria patente di guida sarà necessario recarsi presso una caserma dei Carabinieri per procedere con la denuncia di smarrimento. Questo procedimento deve essere compiuto entro 48 ore dalla scoperta dello smarrimento e sarà fondamentale portare con sé un documento di identità valido e due fototessere per poter successivamente procedere alla richiesta di duplicato.

Completata la denuncia, e presentato il documento di identità e le foto tessere richieste, verrà rilasciato un permesso provvisorio di guida con validità 90 giorni con il quale sarà possibile circolare in attesa del duplicato.

Completata la procedura di denuncia di smarrimento patente, ed entrati in possesso del permesso di guida provvisorio, si potrà procedere con la richiesta di duplicato patente smarrita all’Ufficio Centrale Operativo del Ministero dei Trasporti.

Per poter procedere con questa istanza sarà necessario essere in possesso dei documenti richiesti ed effettuare il pagamento dell’operazione. Il Ministero dei Trasporti provvederà all’invio del duplicato entro 45 giorni dalla denuncia.

La richiesta potrà essere presentata:

  • dal diretto interessato, previa esibizione di un documento d’identità in corso di validità;
  • da una persona delegata, che dovrà portare con sé il documento d’identità valido, una delega su carta semplice sottoscritta dal titolare ed una fotocopia del documento d’identità valido del delegante;
  • da uno studio di disbrigo pratiche automobilistiche o da un’autoscuola;
  • Se la patente smarrita è meccanizzata, cioè censita nell’archivio nazionale dei cittadini italiani abilitati alla guida ed è duplicabile, saranno i carabinieri o la polizia ad inoltrare la richiesta per il duplicato.

L’interessato dovrà consegnare due fotografie formato tessera ed apporre una firma nell’apposito riquadro presente sul permesso provvisorio di guida. Saranno poi le autorità di pubblica sicurezza a provvedere agli adempimenti per il duplicato trasmettendo tutta la documentazione ai competenti uffici della motorizzazione civile. La foto e la firma saranno scansionate e riportate sulla nuova patente.

Se la patente smarrita è non meccanizzata, sarà il titolare del documento a doversi recare alla motorizzazione civile per richiedere il duplicato della patente smarrita. L’iter da seguire è questo: compilare e presentare il modello TT 2112 per la richiesta del duplicato, fornire la copia di un documento di riconoscimento in corso di validità, l’attestazione del versamento postale, due fototessere, la denuncia di smarrimento ed il permesso provvisorio di guida.

Qualora la patente di guida smarrita sia di un cittadino extracomunitario sarà fondamentale esibire anche il permesso di soggiorno o la carta di soggiorno.

Duplicato patente online

Qualora non si abbia la possibilità di recarsi presso i Carabinieri o un ufficio di Polizia e un altro ufficio di polizia locale, si potrà procedere alla denuncia anche online tramite il sito extranet.carabinieri.it/DenunciaViaWeb/.

Una volta compilato il form con tutti i dati richiesti si dovrà stampare la denuncia per poi procedere alla stessa presso una stazione dei Carabinieri. Questo permetterà di risparmiare tempo, potendo usufruire di una corsia preferenziale. Una volta giunti presso la Stazione o Tenenza del Carabinieri, si dovranno comunque presentare il documento di identità e le foto tessere richieste. Verrà così rilasciato un permesso provvisorio di guida con validità 90 giorni con il quale sarà possibile circolare in attesa del duplicato.

Nel caso in cui il duplicato non arrivi entro 45 giorni è possibile contattare il numero verde 800232323. Il numero è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 e il sabato dalle 8 alle 14.

patente-digitalizzazione

In caso di smarrimento, i costi per ottenere il duplicato della patente sono tutto sommato contenuti ed ammontano a poco meno di 19 euro. Sono così composti:

  • Diritti DDT: 10,20 €
  • Spese postali: 6,86 €
  • Commissioni: 1,70 €

In caso di deterioramento della patente, invece, i costi cambiano leggermente. Se si ha avuto poca cura nel conservare il documento fino a renderlo illeggibile in alcune parti, si dovrà mettere in conto un costo maggiore, di poco superiore ai 40 euro.

  • Versamento sul c/c 9001: 10,20 €
  • Versamento sul c/c 4028: 32 €

Nel caso in cui la patente sia rubata, magari a seguito del furto del portafoglio o della borsa all’interno della quale veniva custodita, l’iter da seguire per ottenerne un duplicato è identico a quello suggerito in caso di smarrimento.

Non ci sono differenze né di procedura né di costi. Ci si reca preso una stazione dei Carabinieri o della Polizia e si procede alla denuncia. Anche in questo caso, per snellire l’iter, si può procedere a una prima compilazione dei moduli online, sempre collegandosi al sito extranet.carabinieri.it/DenunciaViaWeb/.

Cose da sapere

Cosa fare in caso di smarrimento della patente?

In caso di smarrimento della patente si deve innanzitutto procedere con la denuncia entro 48 ore alla polizia o ai carabinieri, e poi alla richiesta del duplicato.

Dove si sporge denuncia per lo smarrimento della patente?

La denuncia di smarrimento patente può essere effettuata presso una caserma dei carabinieri o presso la polizia,  portando con sé un documento di identità valido e due fototessere per poter successivamente procedere alla richiesta di duplicato.  Si può sporgere denuncia anche online, tramite il sito https://extranet.carabinieri.it/DenunciaViaWeb/ ed un volta compilato il form con tutti i dati richiesti si dovrà stampare la denuncia.

Come si richiede il duplicato patente smarrita?

Il duplicato della patente può essere richiesto all’Ufficio Centrale Operativo del Ministero dei Trasporti. Per poter procedere con questa istanza sarà necessario essere in possesso dei documenti richiesti ed effettuare il pagamento dell’operazione. Il Ministero dei Trasporti provvederà all’invio del duplicato entro 45 giorni dalla denuncia.

Quanto costa il duplicato della patente?

Il costo del duplicato della patente è di circa 17 euro.

Targa auto : le verifiche e come ottenere tutte le informazioni e risalire al proprietario

Targa auto: le ricerche da effettuare e i costi da sostenere 2

L’automobile è un bene mobile registrato. Questa definizione comporta un inquadramento particolare di questo “oggetto”, che ha la particolarità di non essere collocato in un luogo preciso, come una casa o, più generale, un immobile, ma essere soggetto a una registrazione che ne certifica la proprietà e che comporta una serie di altri obblighi.

Proprio per questa sua natura, l’automobile è dotata di una targa di riconoscimento. Questa targa permette di risalire velocemente a tutta una serie di dati e informazioni. Scendiamo più nel dettaglio.

INDICE
Informazioni della targa
Come risalire al proprietario dalla targa
Storia delle targhe italiane

Come detto, conoscendo la targa di un’auto sono molte le informazioni a cui si può avere accesso. Prima di tutto, se si vuole risalire al solo importo da pagare per il bollo auto, sarà sufficiente sfruttare le apposite sezioni del sito dell’Agenzia delle Entrate o dell’ACI.

Se invece si vuole accedere a informazioni più dettagliate, si può chiedere una visura. La si ottiene in due modi:

  • Recandosi presso uno sportello ACI, sostenendo un costo pari a 6€;
  • Richiedendola tramite il sito internet ACI, pagando oltre i 6,9 €.

Un altro sito da tenere in considerazione per risalire ai dati tecnici di un determinato veicolo è Sevim. Tramite questo portale, inserendo il numero di targa auto, si potrà conoscere la cilindrata, la classe Euro di appartenenza, il peso, il numero di posti e tutte le altre caratteristiche tecniche della vettura. Attenzione: questo tipo di operazione trova targa non è effettuabile con le targhe auto di tutti i veicoli della Comunità Europea.

targa portabile

Qualora abbiate la necessità di risalire al proprietario di una vettura potrete conoscere i dati del soggetto tramite la targa auto. In questo caso, per scoprire i dati personali targa auto, l’operazione sarà a pagamento, ma potrà rivelarsi necessaria in caso di coinvolgimento in un sinistro stradale, o in caso stiate acquistando un veicolo usato e vogliate conoscere l’esistenza di eventuali pignoramenti o fermi amministrativi.

Anche in questo caso le vie da percorrere sono due:

  • Recarsi presso un ufficio provinciale ACI per chiedere una visura al Pubblico Registro Automobilistico.
  • Effettuare la richiesta dei dati auto da targa tramite il sito internet dell’ACI.

La prima soluzione è utile poiché nel Pubblico Registro Automobilistico sono effettuate le iscrizioni, le trascrizioni e le annotazioni relative agli autoveicoli, ai motoveicoli e ai rimorchi. Se si sceglie la seconda soluzione, sarà sufficiente effettuare il pagamento online tramite il sistema PagoPA, che consente a cittadini e imprese di effettuare qualsiasi pagamento verso le pubbliche amministrazioni in modalità elettronica, e dopo aver versato un importo di 8,50 €, si potrà ottenere la visura in formato PDF.

Le prime due alternative hanno un costo abbordabile, ma se si vuole delegare a terzi l’onore di effettuare questa operazione, mettendo in conto un costo più elevato, ci si potrà rivolgere ad un’agenzia di disbrigo pratiche.

Negli anni le targhe italiane hanno subito alcune modifiche. Essendo create con una combinazione di lettere e numeri, lo stato si è visto costretto a cambiare metodo di composizione per evitare che si esaurissero le combinazioni possibili. Ecco i principali metodi adottati:

Anno Caratteristiche
1901-1905 si adotta una targa bianca con numero seriale a una, due e poi tre cifre anticipato dalla provincia di appartenenza scritta per intero. Ad esempio: “TORINO 19”.
1905-1927 si opta per una prima cifra scritta in rosso che equivale alla provincia seguita da un numero seriale in nero.
1927-1932 si passa al fondo nero, con numero seriale prima e sigla della provincia dopo, entrambe in bianco. Ad esempio: “966 AO”.
1932-1976 le targhe posteriori diventano “quadrate”, con sigla della provincia e numero seriale in bianco su fondo nero disposti su due righe.
1976-1984 si mantiene la formula della sigla della provincia e del numero seriale a 5 o 6 cifre. La sigla della provincia è scritta in arancione, i numeri restano bianchi.
1985-1994 si passa ai caratteri neri su sfondo bianco. Il codice numerico è preceduto dalla provincia di immatricolazione della vettura.
1994-1999 combinazione di sette caratteri alfanumerici costituiti da lettere nelle prime due e nelle ultime due posizioni e cifre nelle tre posizioni centrali.
1999-oggi si basa sulla tipologia adottata fino al 1999, ma ha due fasce blu ai lati: in quella sinistra sono presenti le 12 stelle dell’Unione europea e in colore bianco la lettera “I” dell’Italia, mentre sulla destra possono essere indicati, su richiesta del proprietario, l’anno della prima immatricolazione e la sigla della provincia o città metropolitana di residenza dell’intestatario.

Quali informazioni si possono ottenere dai dati personali targa auto?

Con i dati personali targa auto, sfruttando vari siti web, è possibile verificare  il modello di vettura, i dati tecnici, il calcolo del bollo auto ed altre utili informazioni.

Come posso ottenere le informazioni di una vettura tramite la sua targa?

Per ottenere queste informazioni ci può recare presso uno sportello ACI per chiedere una visura, o utilizzare il sito internet ACI.

Quanto costa ottenere queste informazioni?

Il costo cambia a seconda del modo in cui le informazioni vengono richieste, se ci si reca presso uno sportello ACI sarà di 6 €, per via telematica bisognerà pagare un supplemento di 2,83 €.

È possibile risalire al proprietario di un veicolo tramite la targa?

Sì, l’operazione è a pagamento e può essere svolta presso uno sportello ACI o tramite il sito internet dell’ACI.

Ritiro patente: quali sono i motivi e come riaverla

Ogni automobilista ha l’obbligo di rispettare le disposizioni del Codice della Strada per tutelare la propria e l’altrui incolumità. Questo assunto deve essere sempre ben impresso nella mente di chiunque si metta alla guida di una vettura, consapevole che, in caso di infrazioni, si potranno subire sanzioni sempre più importanti, sino ad arrivare alla sospensione della patente o al ritiro patente. Quali ragioni possono portare le Forze dell’Ordine a sospendere l’abilitazione alla guida? Eccole di seguito analizzate nel dettaglio.

INDICE
Ritiro della patente: quali sono i motivi?
Ritiro della patente per alcol
Ritiro patente per guida con cellulare
Guida con patente scaduta
Ritiro patente per superamento dei limiti di velocità
Sospensione della patente
Per quanto tempo può essere sospesa o ritirata la patente?
Ritiro patente: come riaverla 

Come detto, il nostro Codice della Strada prevede una serie di sanzioni crescenti in rapporto alla violazione commessa, e il ritiro patente si pone quale sanzione accessoria al pagamento della multa imposta in caso di violazione delle norme del Codice.

Quando parliamo di ritiro della patente intendiamo la materiale sottrazione del documento da parte degli agenti del traffico a seguito della specifica infrazione commessa. Il ritiro può poi comportare:

  • la successiva sospensione o revoca,
  • la restituzione dello stesso documento.

Di seguito indichiamo quando avviene il ritiro della patente elencando le specifiche ipotesi previste dal Codice della Strada.

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Una delle ipotesi in cui è previsto il ritiro patente è la guida in stato di ebbrezza. Il nostro Codice della Strada ha affrontato il tema del ritiro patente per alcol in maniera giustamente severa stabilendo, agli articoli 186 e 186 bis, sanzioni economiche e accessorie che puniscono in modo importante chi si mette alla guida dopo aver alzato eccessivamente il gomito.

Il  valore limite legale del tasso alcolemico è pari a 0,5 g/litro, un limite decisamente basso ma fondamentale per garantire la sicurezza degli utenti della strada. Chi venga fermato, sottoposto ad alcoltest e trovato con un valore superiore a questo, può subire diverse sanzioni.

Limite Sanzione
da 0,5 a 0,8 g/litro Sanzione amministrativa da 532 a 2.127 euro, più sanzione accessoria di sospensione della patente da 3 a 6 mesi
da 0,8 a 1,5 g/litro La violazione diventa reato, è prevista una sanzione amministrativa da 800 a 3.200 euro, più la sanzione accessoria della sospensione della patente da 6 mesi a un anno,  e si potrà rischiare l’arresto fino a un massimo di 6 mesi 
superiore a 1,5 g/litro La sanzione amministrativa varia da 1.500 sino a 6.000 euro, è prevista una  sanzione accessoria della sospensione della patente da uno a due anni oltre a rischiare l’arresto da 6 mesi a un anno. In caso di recidiva, la patente viene revocata qualora l’infrazione sia commessa in un arco temporale di due anni.

In caso di rifiuto dell’alcoltest si applicano le pene massime e l’eventuale confisca del veicolo. Per quel che riguarda la restituzione patente dopo sospensione per guida stato di ebbrezza, è possibile tornare in possesso del documento di guida solo se è trascorso il periodo di sospensione della patente e si è ottenuta l’idoneità dalla Commissione medica locale. In caso contrario, la patente rimane sospesa fino all’esibizione della certificazione medica.

Altra cattiva abitudine che può portare al ritiro patente è la guida con il cellulare.

Molti automobilisti, infatti, continuano a sottovalutare la pericolosità di questa condotta che distrae in maniera eccessivamente rischiosa dalla guida.

Il nostro Codice della Strada disciplina questo comportamento all’articolo 173, recentemente inasprito nel 2017 e prevede:

  • una sanzione amministrativa da 161 a 647 euro (sia che si stia telefonando sia che si stia inviando un messaggio)
  • sospensione della patente in caso di recidiva entro i due anni successivi e, in questo caso, il ritiro oscilla da 1 a 3 mesi.

Altro caso in cui la patente può essere ritirata è quello della guida con patente scaduta. Il documento che consente la circolazione su strada, infatti, deve essere rinnovato:

  • ogni 10 anni sino al compimento dei 50 anni di età,
  • ogni 5 anni per gli automobilisti di età compresa tra 50 e 70 anni,
  • ogni 3 anni per gli automobilisti tra 70 e 80 anni di età,
  • ogni 2 anni per gli ultraottantenni.

Chi viene fermato con la patente scaduta rischia una sanzione amministrativa che varia da 160 sino a 644 euro, mentre la sanzione accessoria sarà proprio il ritiro della patente scaduta.

Entro dieci giorni dal ritiro patente l’automobilista avrà la possibilità di effettuare la visita medica obbligatoria e sbrigare tutte le pratiche burocratiche per tornare in possesso del documento ritirato, mentre, qualora sia decorso questo termine, per poter tornare in possesso della patente ci si dovrà recare presso la prefettura muniti del certificato medico che accerti l’idoneità alla guida e il rinnovo del documento scaduto.

LEGGI ORA: Tutto sul rinnovo della patente

Uno dei casi più comuni di ritiro della patente è il superamento dei limiti di velocità. Il nostro Codice della Strada disciplina due ipotesi in cui può avvenire questa sanzione accessoria.

Primo caso, il superamento del limite di velocità tra i 40 e i 60 km/h prevede:

  • una multa compresa tra i 527 e 2.108 euro,
  • la decurtazione di 6 punti
  • la sospensione della patente per un periodo che va da uno a tre mesi che possono variare da otto a diciotto in caso di recidiva in un biennio

Secondo caso, il superamento di oltre 60 km/h del limite di velocità prevede:

  • sanzione amministrativa che varia da un minimo di 821 ad un massimo di 3.287 euro
  • la decurtazione di 10 punti
  • la sospensione della patente di guida per un periodo che va da sei mesi a un anno (in caso di recidiva in un biennio è prevista la revoca della patente)

La sospensione può precedere in alcuni casi il ritiro della patente, ma i due provvedimenti non sono equivalenti. Dobbiamo infatti precisare una distinzione importante: la sospensione è una sanzione accessoria comminata dal Prefetto o comunque dall’Autorità giudiziaria nei casi più gravi, che rende temporaneamente illecito condurre i veicoli per i quali quella patente è stata conseguita.

Il ritiro invece non è una sanzione, ma un provvedimento di tipo amministrativo. Può arrivare in seguito ad una sospensione, oppure ad opera delle Forze dell’Ordine quando queste ritengano – ad esempio per la perdita di requisiti psicofisici – di dover limitare il rischio che deriva da permettere al conducente di continuare a guidare.

Per intenderci, succede che venga disposta in alcuni casi una sospensione della patente senza ritiro immediato. In quel caso, infatti, il provvedimento è notificato successivamente, nei giorni che seguono l’infrazione.

Il tempo in cui la patente può essere sospesa o ritirata varia in base alle cause e alla gravità dell’infrazione del Codice della Strada.

Innanzitutto, la sospensione della patente per eccesso di velocità prevede una durata diversa a seconda che il limite venga sforato per 40 o 60 km/h. Nel primo caso, va da 1 a 3 mesi. Nel secondo caso, si va da un minimo di 6 a un massimo di 12 mesi.

Da 1 a 3 mesi il periodo di sospensione, in caso di recidiva nei 24 mesi, per passaggio con semaforo rosso. Lo stesso che occorre nel caso di recidiva, stavolta biennale, per guida con cellulare.

Infine, la lunghezza della sospensione può raggiungere anche i diversi anni nei casi più gravi. Nell’eventualità in cui l’infrazione sia rappresentata da un incidente che comporta il reato di omicidio, la sospensione può arrivare fino a 4 anni, con l’aggiunta della revoca in seguito alla condanna.

A seguito di una multa per ritiro patente, sarà possibile ottenere nuovamente il documento seguendo iter diversi a seconda dell’infrazione commessa. L’iter per la restituzione patente dopo sospensione non è univoco.

In caso di ritiro per scadenza della patente di guida, sarà sufficiente sostenere gli esami medici previsti per tornare in possesso del documento.

Nelle altre ipotesi di ritiro patente, come ad esempio in caso di tasso alcolemico elevato, sarà necessario sostenere un colloquio presso la sede del Dipartimento della prevenzione – medicina legale.

La commissione inviterà il soggetto della sanzione allo svolgimento di un programma terapeutico composto da un colloquio di accoglienza, una visita medica, esami clinici e quattro sedute di counselling.  In caso di esito positivo la patente sarà restituita.

Nei casi più gravi, infine, quando la patente è direttamente revocata, occorre attendere minimo 2 anni prima di poter rifare l’abilitazione di guida. Quando la ragione della revoca è legata a requisiti psicofisici, un incidente grave con feriti o l’assenza di revisione valida del documento di guida, è d’obbligo ottenere un certificato da visita medica o superare di nuovo gli esami di teoria e pratica.

Cose da sapere

Cosa intendiamo con ritiro della patente?

Quando parliamo di ritiro della patente intendiamo la materiale sottrazione del documento da parte degli agenti del traffico a seguito della specifica infrazione commessa. Il ritiro può poi comportare o la successiva sospensione o revoca, oppure la restituzione dello stesso documento

In quali casi è previsto il ritiro della patente?

Il ritiro della patente può avvenire nei seguenti casi: tasso alcolemico superiore a 0,5 g/litro, uso del cellulare durante la guida, guida con patente scaduta e superamento dei limiti di velocità.

Come posso riavere la mia patente?

In caso di ritiro per patente scaduta sarà sufficiente sostenere gli esami medici previsti; nelle altre ipotesi di ritiro patente, sarà necessario sostenere un colloquio presso la sede del Dipartimento della prevenzione  medicina legale.

 

Passaggio di proprietà auto: calcolo, costi e i documenti necessari nel 2022

Come risparmiare per il passaggio di proprietà dell'auto

L’automobile è un bene mobile (appunto) e registrato. Questo significa che quando la si acquista si ottiene anche il relativo certificato di proprietà. E quando la si acquista usata, si deve adempiere al relativo passaggio di proprietà che certifica il fatto che un precedente proprietario ha ceduto la vettura a un proprietario nuovo.

Quando il veicolo di seconda mano è acquistato presso una concessionaria la faccenda è semplice, perché sarà il venditore stesso ad accompagnare il cliente durante tutta la procedura per adempiere agli obblighi di legge e sciogliere i nodi burocratici.

Ma se la compravendita di un’auto di seconda mano avviene tra privati cittadini, allora ci sono due strade. Ci si può affidare a un’agenzia di pratiche auto o ci si può muovere in autonomia. Nel primo caso, come accade in concessionaria, sarà l’agenzia a occuparsi di tutto. Nel secondo caso si dovrà chiaramente provvedere da soli. La procedura per effettuare il passaggio di proprietà non è così complicata, ma è bene sapere alcune cose che possono semplificare la vita.

Prima di tutto, ci si deve ricordare che, dal momento della sottoscrizione del contratto, c’è un periodo di 60 giorni entro i quali si deve procedere alla modifica del libretto di circolazione, che deve essere aggiornato con l’inserimento dei dati del proprietario subentrante. Ma andiamo nel dettaglio.

INDICE
Cosa serve?
Costo passaggio di proprietà auto
Come calcolare il passaggio di proprietà?
Dove costa meno?
Il documento unico di circolazione
Dove fare il passaggio di proprietà?
Tutti i documenti necessari
Mini passaggio di proprietà

La prima cosa da sapere per affrontare la procedura del passaggio di proprietà riguarda i documenti necessari per le pratiche. Non sono molti. Bastano:

  • Carta d’identità dell’acquirente (o altro documento);
  • Marca da bollo da 16 euro.

Una volta muniti di documento di riconoscimento e marca da bollo ci si deve recare presso un ufficio della motorizzazione o, in alternativa, al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e compilare due moduli. Volendo, si possono anche scaricare online e compilarli a casa. I due moduli sono:

  • Documento con richiesta di passaggio di proprietà;
  • Documento per l’aggiornamento dei dati riportati sul libretto di circolazione.

La cosa importante da tenere a mente è che entrambi i documenti devono riportare obbligatoriamente sia la firma dell’acquirente sia quella del venditore. Si può quindi decidere di recarsi presso gli uffici dove si vogliono depositare i documenti insieme. In alternativa, la pratica può essere portata avanti soltanto dall’acquirente, che in questo caso dovrà munirsi di firma autenticata del venditore. Anche per questa operazione è richiesto il pagamento di una marca da bollo da 16 euro.

Una volta consegnata tutta la documentazione allo sportello dell’ufficio di competenza, il gioco è fatto. La finalizzazione del passaggio avviene nel giro di qualche giorno lavorativo, con la consegna del Certificato di Proprietà aggiornato.

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Per capire quanto costa il passaggio di proprietà auto, si dovrà tenere presente che per la trascrizione è necessario versare:

  • Bollo per aggiornamento Carta di Circolazione: 16 euro
  • Bollo per trascrizione al PRA: da 32 euro
  • Emolumenti al PRA: 27 euro
  • Diritti di motorizzazione: 10,2 euro
  • IPT (Tassa Provinciale di Trascrizione): viene calcolata in base alla potenza dell’auto e varia in base alla provincia di residenza, che può avere un costo compreso tra 3,51 e 4,56 euro al kW.

Quanto detto finora si applica nel caso la vettura che viene acquistata sia dotata di Certificato di Proprietà tradizionale (cartaceo). Diverso è il caso invece del Certificato di Proprietà Digitale, che è stato introdotto nel 2015, che richiede una procedura simile sia nelle operazioni da compiere sia nei costi finali, ma che necessita della cosiddetta “materializzazione”, che fortunatamente è gratuita.

Come detto, il passaggio di proprietà richiede il pagamento di una parte di costi fissi e una parte di costi variabili. Per la questione dei costi variabili, che sono legati alla potenza della vettura che si acquista, ci sono una serie di aspetti da tenere presenti.

  • Per vetture con potenza fino a 53 kW, il costo fisso dell’IPT è di 150,81 euro.
  • Per vetture con potenze superiori ai 53 kW, per ogni kW in più si paga un sovraprezzo pari a 3,5119 euro che però può essere aumentato fino a un massimo del 30% su disposizione della Provincia, arrivando a un massimo di 4,56 euro.

Vendere un’auto usata: tutti i passaggi da seguire

Quanto costa, quindi, il passaggio di proprietà? I costi fissi, tra marche da bollo, competenze e tributi, ammontano a 85,2 euro. A questo si aggiungono i 150,81 di IPT, che rappresentano la quota minima che si può spendere per la tassa provinciale di trascrizione senza maggiorazioni legate a potenza o aumenti decisi dalle singole Province. Da un rapido calcolo, quindi, si capisce che l’importo minimo ammonta a 236,01 euro.

Questo agendo in autonomia, metodo che permette di risparmiare al massimo ma che richiede un po’ di attenzione su procedure e pagamenti. In alternativa ci si può rivolgere a quale agenzia di consulenza automobilistica, che chiaramente chiederà il proprio contributo per il servizio.

Dal primo gennaio 2020, con l’entrata in vigore del Decreto legislativo n. 98/2017, è stata avviata la progressiva introduzione del Documento Unico di Circolazione e di Proprietà del veicolo (DU), in sostituzione della Carta di Circolazione e del Certificato di Proprietà del veicolo (CDP cartaceo o CDPD digitale). Il DU è costituito dall’attuale modello di Carta di Circolazione nel quale sono annotati anche i dati relativi alla situazione giuridico patrimoniale del veicolo presenti nel Pubblico Registro Automobilistico. Il DU viene rilasciato dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS).

Come per la carta di circolazione, il DU è il documento necessario per la circolazione del veicolo che il conducente deve sempre portare a bordo del mezzo per poter circolare. Dal 1° ottobre 2021, data di entrata a regime dei nuovi processi del DU, per tutte le operazioni che comportano il rilascio dei documenti di circolazione verrà sempre rilasciato il DU al posto della Carta di Circolazione e del CDPD.

Per i veicoli iscritti al PRA precedentemente al 1° ottobre 2021 e non ancora dotati di DU, il DU verrà rilasciato in occasione della prima operazione effettuata per la quale è previsto il rilascio di un nuovo DU:

  • trasferimento di proprietà
  • reimmatricolazione
  • rinnovo di iscrizione
  • rilascio DU a seguito di carta di circolazione e/o CdP smarrito, deteriorato o rubato.

Per i veicoli iscritti al PRA prima del 1° ottobre 2021, la Carta di Circolazione e il Certificato di Proprietà continueranno ad essere validi fino a quando non verrà rilasciato un nuovo DU.

Il passaggio di proprietà “Fai da te” può essere fatto in Comune, in Motorizzazione o presso l’ACI

  • Per il passaggio di proprietà auto in Comune sarà necessario che il venditore si rechi presso uno degli uffici preposti alla autenticazione della firma. In questo caso sarà necessario pagare un importo pari a 16 euro necessari per l’applicazione della relativa marca da bollo. Effettuata questa operazione, l’acquirente avrà 60 giorni di tempo per chiedere il nuovo certificato di proprietà al PRA e aggiornare la carta di circolazione presso la Motorizzazione Civile.
  • Per il passaggio di proprietà presso la Motorizzazione, lo stesso passaggio dovrà avvenire contestualmente all’autentica così da garantire l’aggiornamento dei dati del nuovo proprietario dell’auto.
  • Per il passaggio di proprietà auto presso l’ACI, dopo l’autenticazione della firma, sarà necessario provvedere, entro 60 giorni, alla registrazione del passaggio di proprietà presso l’unità territoriale ACI – Pubblico Registro Automobilistico (PRA), che rilascerà il certificato di proprietà digitale aggiornato e, successivamente, richiedere l’aggiornamento della carta di circolazione all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile. Se l’autentica della firma avviene presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista, sarà obbligatorio richiedere la immediata registrazione del passaggio di proprietà.

Ecco, infine, un utile prospetto dei documenti necessari per il passaggio di proprietà auto:

  • Certificato di proprietà originale del veicolo;
  • Fotocopia e originale del documento di identità e del codice fiscale dell’acquirente e del venditore;
  • Fotocopia e originale della carta di circolazione;
  • Eventuale dichiarazione sostitutiva con cui l’acquirente dichiara la residenza, se diversa da quella indicata nel documento di identità;
  • Eventuali deleghe, necessarie qualora l’acquirente nomini un delegato per effettuare il passaggio di proprietà della sua auto.

Il mini passaggio di proprietà, conosciuto anche come minivoltura, si fa quando si vende la propria auto a una concessionaria. Il mini passaggio di proprietà consente al venditore di risultare esente da ogni responsabilità nei confronti del veicolo. La pratica è necessaria vista lo stato temporaneo in cui si viene a trovare l’auto, che passa di mano alla concessionaria per un periodo limitato prima di essere venduta a un successivo acquirente.

Il mini passaggio di proprietà risulta conveniente anche perché non prevede il versamento dell’Imposta Provinciale di Trascrizione e dimezza gli emolumenti ACI.

Da un punto di vista pratico, per effettuare il mini passaggio di proprietà si deve presentare la stessa documentazione necessaria a un passaggio di proprietà tradizionale. Ci si recherà quindi allo Sportello Telematico dell’Automobilista con i seguenti documenti:

  • Certificato di proprietà
  • Nota di presentazione al PRA
  • Fotocopia di un documento di identità
  • Carta di circolazione (o fotocopia)
  • Atto unilaterale di vendita comprensivo della marca da bollo del valore di 16 euro con firma autenticata del venditore oppure atto bilaterale, con apposte le firme autenticate di venditore e acquirente

Cose da sapere

Quanto costa il passaggio di proprietà?

Ha un costo base di 224,41 € che deriva dalla somma delle marche da bollo, competenze, tributi e quant’altro pari a circa 74 € e dell’imposta di registro variabile non inferiore a 150,41 €.

Dove costa meno il passaggio di proprietà?

Per risparmiare si può optare per il fai da te sbrigando la pratica in totale autonomia senza rivolgersi alle agenzie di consulenza automobilistica.

Come fare il passaggio di proprietà?

Generalmente il passaggio di proprietà auto si può fare o in Comune o presso la Motorizzazione Civile. n alternativa, si potrà effettuare il passaggio di proprietà auto presso l’ACI.

Che cos’è il documento unico di circolazione?

È un solo certificato che contiene sia il libretto di circolazione emesso dalla Motorizzazione civile sia la certificazione che attesta la proprietà del veicolo rilasciata dall’ACI.

Libretto di circolazione auto: come leggerlo, le sigle e le indicazioni sui kw

Ci sono documenti che ogni automobilista deve sempre avere con sé quando si trova alla guida della propria vettura. Tra i più importante c’è il libretto di circolazione, una sorta di carta di identità dell’auto all’interno del quale sono racchiuse tutte le informazioni del mezzo oltre alle generalità del proprietario.

La sua forma è regolata da una specifica direttiva europea,  1999/37/CE del 29/4/1999, che ne armonizza aspetto e dimensioni in tutta l’unione. Di seguito è spiegato nel dettaglio come leggere il libretto, capirne le sigle e trovare le indicazioni sui kw del veicolo.

 INDICE
 Libretto auto: che cos’è?
 Come leggere il libretto auto
 Sigle carta circolazione: la legenda
 Smarrimento libretto macchina: cosa fare?
 Dove trovare i kw sul libretto auto

La carta di circolazione è il documento che contiene tutte le informazioni della vettura ed è rilasciata al momento dell’immatricolazione o della reimmatricolazione di un’auto, insieme al numero di targa.

Grazie alla carta di circolazione viene confermata l’idoneità del mezzo alla circolazione su strada grazie alla presenza di tutti quei requisiti richiesti dalla Motorizzazione Civile.

Nella carta di circolazione vengono riportate le informazioni principali della vettura quali marca, modello, anno di immatricolazione, pneumatici omologati, classe di emissione, consumi dichiarati e potenza massima oltre ai dati anagrafici del proprietario del mezzo. Sul suo retro, insieme alla legenda dei vari codici, si trovano poi i trasferimenti di proprietà del veicolo ed i risultati delle revisioni.

Arriva il Documento Unico per la circolazione e la proprietà

La carta di circolazione è composta da quattro quadranti, analizziamo il loro contenuto.

  • Facciata posteriore: questa è riservata alla legenda del libretto di circolazione, all’applicazione dei bollini relativi al superamento della revisione periodica del mezzo e alle annotazioni inerenti gli eventuali passaggi di proprietà.
  • Facciata anteriore, 1° quadrante: vengono riportati i dati che identificano il veicolo e il suo proprietario. In alto è riportata prima la sigla dello Stato membro che ha emesso il documento, ma anche il nome per esteso dello Stato e l’autorità competente. Nella parte inferiore viene indicato il numero del libretto di circolazione, mentre in basso è presente il numero d’immatricolazione con un codice alfanumerico che identifica la registrazione alla Motorizzazione Civile.
  • Facciata anteriore, 2° quadrante: qui vengono riportati i dati relativi alla Casa costruttrice, al nome del modello, il numero di telaio, la massa, la data di immatricolazione, la categoria del veicolo, il numero di omologazione del modello, i dati inerenti del motore, le emissioni ed il colore della carrozzeria.
  • Facciata anteriore, 3° quadrante: nel terzo quadrante, infine, sono riportate varie informazioni come le dimensioni del veicolo, il rapporto potenza/tara, le misure dei pneumatici e per esteso la classe di omologazione Euro, compresa, eventualmente, quella come veicolo ibrido con alimentazione benzina o diesel.

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Leggere il libretto di circolazione non è certamente semplice, ma è sufficiente consultare la legenda posta nella facciata posteriore per capire il significato delle singole lettere presenti. Vediamo le più importanti.

  • A: targa del veicolo
  • B: data della prima immatricolazione del veicolo
  • 2.1: cognome del proprietario del veicolo
  • 2.2: nome e data di nascita del proprietario
  • 2.3: indirizzo del proprietario
  • 1: nome del costruttore
  • 2: tipo di veicolo
  • 3: nome dell’auto
  • E: numero di telaio dell’auto
  • 1: massa massima ammissibile a pieno carico
  • 2: massa massima ammissibile a pieno carico in servizio
  • 3: massa massima ammissibile dell’insieme costituito dal veicolo a pieno carico e dal rimorchio

Legenda libretto auto: gli altri codici

Nel libretto auto poi sono indicati altri codici. Eccoli di seguito:

Codice Significato
G massa del veicolo in circolazione carrozzato e munito del dispositivo di attacco per i veicoli trattori di categoria diversa dalla M1
I data di immatricolazione alla quale si riferisce la carta di circolazione. Se l’auto è stata ritargata, questa datà sarà successiva a quella del paragrafo B.
J Categoria de veicolo, e in particolare:

J: categoria del veicolo

J.1: destinazione ed uso del veicolo

J.2: carrozzeria del veicolo

K numero di omologazione del tipo (se disponibile)
L numero di assi
M interasse
N Ripartizione tra gli assi della massa massima a carico tecnicamente ammissibile per i veicoli con massa totale superiore a 3500 kg. In particolare:

N.1: asse1 (kg)

N.2: asse 2 (kg), se del caso

N.3: asse 3 (kg), se del caso

N.4: asse 4 (kg), se del caso

N.5: asse 5 (kg), se del caso

O O.1: massa massima a rimorchio tecnicamente ammissibile con rimorchio frenato (kg)

O.2: massa massima a rimorchio tecnicamente ammissibile con rimorchio non frenato (kg)

P P.1: cilindrata (cm3)

P.2: potenza netta massima (kW)

P.3: tipo di combustibile o di alimentazione

P.5: numero di identificazione del motore

Q rapporto potenza/massa in kW/kg (solo per i motocicli)
S S.1: numero di posti a sedere, compreso quello del conducente

S.2: numero di posti in piedi (se del caso)

U U.1: livello sonoro a veicolo fermo [dB(A)]

U.2: livello sonoro a regime del motore (giri×min−1)

V V.1: CO (g/km o g/kWh)

V.2: HC (g/km o g/kWh)

V.3: NOx (g/km o g/kWh)

V.5: particolato per i motori diesel (g/km o g/kWh)

V.7: CO2 (g/km)

V.9: indicazione della classe ambientale di omologazione CE

 

In caso di furto o smarrimento del libretto di circolazione si deve seguire scrupolosamente il seguente iter burocratico.

In primo luogo è obbligatorio procedere con la denuncia agli organi di polizia per ottenere un duplicato del documento entro 48 ore dallo smarrimento libretto di circolazione. Al momento della denuncia l’organo di Polizia verifica se il documento è duplicabile direttamente senza richieste ulteriori da parte dell’utente oppure se il duplicato del libretto di circolazione dovrà essere richiesto dall’interessato ad un Ufficio motorizzazione civile. Una volta ricevuta la domanda, quest’ultimo ha precisamente 45 giorni di tempo per completare l’invio.

In entrambi i casi verrà rilasciato un permesso provvisorio fondamentale per circolare con il proprio veicolo. Dal momento del rilascio del permesso provvisorio, la carta di circolazione identificata nella denuncia non è più valida ed in caso di ritrovamento o restituzione deve essere distrutta.

Se al momento della denuncia si potrà duplicare il libretto di circolazione l’organo di polizia invia la richiesta di duplicato al Ministero e rilascia un permesso provvisorio di circolazione del veicolo.

Successivamente il nuovo documento sarà spedito all’indirizzo di residenza dell’intestatario del veicolo con posta assicurata, al costo di € 10,20 più le spese postali da pagare al postino che effettua la consegna.

Se, invece, la carta di circolazione  non potrà essere duplicabile l’interessato dovrà fare la richiesta di duplicato ad un Ufficio motorizzazione civile ed in questo caso sarà necessario presentare la domanda su modello TT 2119, effettuare il versamento di € 10,20 sul c/c 9001 ed allegare la denuncia di smarrimento presentata agli organi di polizia, un documento di riconoscimento in corso di validità ed il permesso provvisorio di circolazione rilasciato all’atto della denuncia.

Se la motorizzazione civile non risponde entro i 45 giorni limite, come già detto, ricordiamo che è possibile rivolgersi al call center. Il numero verde attivo dalle ore 08:00 alle 20:00 dal lunedì al venerdì e dalle ore 08:00 alle ore 14:00 il sabato è il seguente: 800 23 23 23.

Le informazioni sulla carta di circolazione che concernono i kW dell’auto si trovano sotto al codice “P”, accanto al quale troviamo tutto ciò che riguarda il suo motore. Precisamente, si deve cercare nel secondo quadrante della facciata anteriore. Di fianco al codice “P.2”, troveremo la potenza massima espressa in kilowatt.

Cose da sapere

Cos’è il libretto di circolazione?

La carta di circolazione è il documento che contiene tutte le informazioni della vettura ed è rilasciata al momento dell’immatricolazione o della reimmatricolazione di un’auto, insieme al numero di targa.

Come leggere la carta di circolazione?

Il libretto di circolazione è suddiviso in quadranti e ognuno contiene delle informazioni specifiche. Ad esempio, nel quadrante posteriore è riportata  la legenda del libretto di circolazione, l’applicazione dei bollini relativi al superamento della revisione periodica del mezzo e alle annotazioni inerenti gli eventuali passaggi di proprietà. La facciata anteriore può essere suddivisa in tre quadranti: nel primo vengono riportati i dati che identificano il veicolo e il suo proprietario, nel secondo  i dati relativi alla Casa costruttrice e al modello e nel terzo le altre informazioni, come quelle relative a pneumatici e omologazione.

Cosa fare i caso di furto o smarrimento del libretto?

La prima cosa da fare è denunciare il furto o lo smarrimento alle forze di polizia, che procederanno con il rilascio di un permesso provvisorio di circolazione. Successivamente, si riceverà un duplicato del documento direttamente a casa, al costo di € 10,20 più le spese postali da pagare al postino che effettua la consegna.

Tagliando auto: ogni quanto farlo, quanto costa e cosa comprende

Tagliando auto: dove farlo, cosa prevede e quanto costa

Prendersi cura della propria vettura è fondamentale per essere certi di avere un’auto sempre in perfetta efficienza. Il tagliando auto è una pratica da rispettare scrupolosamente alle scadenze programmate. Scopriamo come effettuare i vari controlli. 

INDICE
Cos’è il tagliando auto
Tagliando auto: cosa comprende?
Ogni quanto si fa il tagliando auto 
Costo tagliando auto
Costo tagliando auto diesel
Le Case più economiche
Primo tagliando auto: quando farlo

Quando si parla di tagliando auto si intende una verifica periodica delle componenti di una vettura da effettuare ad intervalli prestabiliti dalla Casa costruttrice e finalizzata a mantenere la massima efficienza meccanica del mezzo in relazione allo stato di usura complessivo. Rispettando gli intervalli di manutenzione previsti dalla Casa si potrà contare su una maggiore affidabilità della propria auto. Questi, però, non sono identici per tutte le vetture, ma variano a seconda dello specifico modello solitamente sono indicati nel suo manuale di uso e manutenzione. 

Sono molteplici i controlli e gli interventi che vengono effettuati nel corso del tagliando auto. In primo luogo viene effettuato un esame visivo per verificare la necessità o meno di sostituire componenti usurate e successivamente si passa alcontrollo dei liquidi, come quello del radiatore, dell’olio motore, dei freni, il liquido lavavetri ed il refrigerante. Altro intervento previsto nella maggior parte dei tagliandi auto è la sostituzione del filtro dell’olio, dell’aria e anche quello dell’abitacolo. Infine l’intervento si concluderà con la verifica dello stato di usura degli pneumatici ed il controllo di trasmissione, climatizzatoremarmitta, ammortizzatori, sospensioni e impianto frenante. 

Come anticipato, non esiste un termine unico di riferimento valido per tutte le vetture per capire quando si deve fare il tagliando auto. Sono le singole Case che prevedono gli intervalli di tempo o chilometrici entro i quali è opportuno recarsi presso le officine per effettuare i controlli. In linea generale, tuttavia, si può affermare come per le auto nuove sia corretto procedere al primo tagliando dopo un anno o 10.000. Le vetture che fanno uso di lubrificanti standard potranno essere sottoposte a tagliando ogni 20.000 Km, mentre quelle che utilizzano lubrificanti “longlife” ogni 30.000/50.000 Km. 

Anche in questo caso è impossibile fornire una cifra ufficiale perché il costo del tagliando auto varia a seconda della marca della vettura, del modello e della tipologia di interventi richiesti. In linea generale si può dire che per una utilitaria moderna il primo tagliando, a meno di interventi imprevisti, si aggira sui 200 euro ed in questa cifra solitamente sono inclusi la sostituzione dell’olio motore e del relativo filtro, la sostituzione filtro dell’aria e dell’abitacolo ed il controllo dei livelli tutti i fluidi. 

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Le auto diesel si rivelano più economiche rispetto ai modelli a benzina per quel che riguarda le spese di carburante, ma i costi relativi al tagliando sono leggermente più elevati per le frequenze maggiori con cui tale controllo è richiesto. In generale il costo del tagliando auto diesel si aggira sui 250 euro se non è necessario sostituire pezzi usurati.  

In tempi come quelli attuali dove in molti fanno attenzione alle spese è importante sapere quali sono i costi medi per il tagliando auto previsti dalle varie Case. Tra i più economici si segnala la Toyota, con una spesa media di 230, la Suzuki, con una spesa media per il tagliando di 240 euro, e marchi generalisti come Dacia, Fiat, Peugeot e Seat che in media richiedono un importo di 250 euro per il costo del tagliando.  

Un momento delicato per chiunque acquisti un’auto nuova è quello relativo al primo tagliando. In questo caso si può spesso cadere in errore nel capire quando debba essere effettuato. Buona pratica è quella di recarsi presso l’officina autorizzata per procedere al primo tagliando auto entro il primo anno dall’immatricolazione indipendentemente dai chilometri percorsi. 

Cose da sapere

Cos’è il tagliando auto?

Il tagliando auto è un controllo periodico cui deve essere sottoposta la vettura ad intervalli previsti dalla Casa costruttrice. Durante il tagliando auto l’officina procederà ad effettuare una serie di verifiche fondamentali per valutare lo stato delle varie componenti ed in caso procederà alla loro sostituzione.

Quali controlli si prevedono durante il tagliando auto?

Il tagliando auto inizia con un esame visivo per verificare la necessità o meno di sostituire alcuni componenti e poi procedere con il controllo dei liquidi e alla sostituzione del filtro dell’olio, dell’aria e anche quello dell’abitacolo. Si passa poi all’analisi degli pneumatici ed alla verifica della trasmissione, del climatizzatore, della marmitta, degli ammortizzatori, delle sospensioni e dell’impianto frenante.

Ogni quanto si deve fare il tagliando auto?

In generale l’intervallo di tempo con cui effettuare il tagliando è di un anno o 10.000/20.000 Km per le vetture che fanno uso di lubrificanti standard o che circolano in condizioni d’utilizzo gravose, mentre per le vetture che utilizzano lubrificanti “longlife” gli intervalli possono anche arrivare a 2 anni o 30.000/50.000 Km. Di regola il primo tagliando per un’auto nuova è di 12 mesi o 10.000 Km, mentre per un’auto usata è sempre bene controllare quanto previsto dalla Casa nel libretto di uso e manutenzione.

Quanto costa il tagliando auto?

Non si può fare una stima esatta del costo del tagliando auto perché sul conto finale andranno ad incidere non solo la marca ed il tipo di vettura, ma anche la quantità di elementi da sostituire e le ore di lavoro da impiegare. Possiamo dire che le spese standard sono quelle relative alla sostituzione  dell’olio motore e del relativo filtro, alle quali bisogna aggiungere il filtro dell’aria e dell’abitacolo. Quasi tutte le officine includono nel costo del tagliando il controllo dei livelli di tutti i fluidi.

Quali sono le case automobilistiche più economiche per il tagliando auto?

Volendo stilare una classifica delle Case più economiche con il tagliando auto troviamo nelle prime posizioni la Toyota con 230 euro di media, seguita da Suzuki con 240 euro e da Dacia, Fiat, Kia, Lancia, Peugeot, Renault e Seat tutte con una media di 250 euro per il tagliando auto.