Costo della revisione auto, dove conviene farla?

Costo della revisione auto, dove conviene farla?

Il costo della revisione auto – che deve essere effettuato ogni due anni e che è regolato da un’apposita normativa – dipende innanzitutto dal luogo in cui si esegue.

La revisione auto è un controllo obbligatorio a cui sottoporre periodicamente la propria auto per verificare che la vettura possa circolare sulla pubblica strada in condizioni di sicurezza, e che le sue emissioni inquinanti e rumorose non superino i livelli stabiliti dalla legge.

Il Governo, con il decreto Cura Italia, aveva stabilito delle proroghe per la revisione auto dei veicoli, ma ormai le proroghe per l’emergenza Covid rimaste in vigore sono poche.

Il 31 gennaio scade quella per chi aveva il termine originario fissato a marzo 2021. Entro il 28 febbraio tocca a chi aveva la scadenza normale ad aprile 2021, entro il 31 marzo a chi l’aveva a maggio 2021 ed entro il 30 aprile a chi l’aveva a giugno 2021. Nessuna proroga per chi ha scadenze originarie da luglio 2021 in poi.

INDICE
Quanto costa?
Costo presso la motorizzazione
Costo presso un’officina
Coronavirus: proroga revisioni

La revisione auto deve essere effettuata a scadenze rigorose: la prima revisione di un’auto deve essere sostenuta dopo 4 anni dalla prima immatricolazione, mentre tutte le autovetture immatricolate da più di 4 anni, dovranno effettuare la revisione auto ogni due anni. Il prezzo revisione auto varia a seconda che questa verifica venga effettuata presso la Motorizzazione Civile piuttosto che presso una officina autorizzata.

Nella tabella di seguito è indicato chiaramente quanto costa fare la revisione auto, a seconda di dove si effettui il controllo:

Costo Revisione Auto 2020 Prezzo
Motorizzazione Civile € 45
Officine Autorizzate € 66,88

Sarà capitato a tutti di revisionare l’auto presso un ufficio della Motorizzazione Civile così come presso una delle officine autorizzate sparse sul territorio italiano. Se avete provato a fare la revisione in entrambi i luoghi saprete che il prezzo revisione auto differisce sensibilmente, così come i tempi d’attesa.

Le Officine Autorizzate ad eseguire la revisione dell’auto, presenti sul territorio italiano, sono circa 5.000 contro le sedi della Motorizzazione Civile che corrispondono agli uffici provinciali.

La differenza in euro fra i due luoghi si concretizza in poco più di 20 euro. Presso i centri autorizzati il costo della revisione dell’auto è pari a 66,88 euro contro quello della Motorizzazione Civile che è pari a 45 euro.

Il costo presso le Officine autorizzate è così suddiviso:

  • € 45 costo revisione
  • € 9,90 costo IVA
  • € 10,20 diritti fissi

A prima vista sembrerebbe che rivolgersi alla Motorizzazione sia il modo migliore per risparmiare. Se quest’affermazione è realistica in termini economici lo è meno in quanto a tempo, vediamo perché.

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Se si sceglie di effettuare il controllo periodico presso gli uffici della Motorizzazione Civile ci si chiede sempre, oltre a quali documenti portare con sé, quanto costi questa operazione. Quando si opta per la revisione della propria autovettura presso l’ufficio più vicino della Motorizzazione Civile, è necessario esser pronti ad eseguire alcune procedure burocratiche. La prima cosa da fare una volta giunti in sede è compilare il modello MC 2100. In realtà è possibile giungere presso la Motorizzazione con il modulo già compilato: basta scaricarlo online, stamparlo ed inserirvi i dati richiesti. Inoltre è indispensabile aver versato 45 euro sul conto corrente 9001 corrispondente al Dipartimento dei Trasporti Terrestri, equivalente al prezzo revisione auto.

Quando ci si presenta presso la sede della motorizzazione, inoltre, è necessario portare con sé il libretto di circolazione: a questo punto l’operatore fornirà il giorno dell’appuntamento per eseguire la revisione. Disbrigo dei pagamenti a parte, chi sceglie quest’opzione è bene che sappia che deve recarsi presso la Motorizzazione con settimane d’anticipo: dal momento in cui si richiede l’appuntamento al giorno in cui esso viene fissato, solitamente trascorrono diversi giorni.

A differenza di quanto avviene rivolgendosi alla Motorizzazione Civile, revisionare l’auto in un centro autorizzato rappresenta un’operazione più veloce. Non ci saranno versamenti da eseguire personalmente, visto che si occuperà di tutto il responsabile dell’officina stessa. Il Per questa revisione auto il costo complessivo è pari a 66,88 euro, in questo caso è così ripartito: 45 euro saranno versate al Dipartimento dei Trasporti Terrestri ai quali si aggiungono 9,90 euro, corrispondenti all’IVA, calcolata al 22%. A questi 54,90 euro si devono sommare altri 10,20 euro di diritti e 1,80 euro del costo del bollettino postale. Visto che si occuperà di tutto l’officina, il titolare non dovrà far altro che recarsi presso il centro con l’auto da revisionare munita di libretto di circolazione: solitamente la revisione viene effettuata in giornata o al massimo nei giorni immediatamente successivi.

La differenza di prezzo revisione auto tra l’operazione compiuta presso la Motorizzazione Civile e quella effettuata presso una officina autorizzata non è eccessiva, ma la cifra spesa in più per la seconda opzione può far avere benefici in termini di tempo. Ricordiamo infine che, secondo la nuova normativa, una volta compiuta la revisione auto dovrà essere consegnato il certificato di revisione contenente sia i dati identificativi dell’auto, inclusi i chilometri percorsi al momento della revisione, che quelli relativi alle verifiche.

L’introduzione di questo certificato si è resa necessaria per arginare la pratica delle vetture di seconda mano vendute con un chilometraggio inferiore a quello reale. Collegandosi al Portale dell’Automobilista, infatti, ed inserendo i dati della vettura oggetto della compravendita, sarà possibile verificare il reale chilometraggio dell’auto.

Se già con il precedente Decreto Cura Italia il governo aveva introdotto la proroga per le revisioni in scadenza entro il 31 luglio 2020, posticipandole al 31 ottobre 2020, con il Decreto Semplificazioni le date slittano ancora di più.

Revisioni in scadenza entro il 31 agosto 2020

  • Il termine ultimo per effettuare la revisione della vettura è sette mesi dopo la scadenza.

Revisione in scadenza tra il 31 agosto e il 30 settembre 2020

  • Il termine ultimo per effettuare la revisione è il 31 dicembre 2020

Revisioni in scadenza tra il 1°ottobre e il 31 dicembre 2020

  • Gli automobilisti avranno tempo fino al 28 febbraio 2021 per mettere in regola le proprie vetture.

Come si controlla la scadenza della revisione dell’auto

Come si controlla la scadenza della revisione dell'auto

Avere la possibilità di controllare quando è stata effettuata la revisione di un veicolo può essere funzionale a diversi scopi. In primis tale verifica rappresenta un promemoria importante per i proprietari di una vettura, grazie al quale è possibile rammentare qual è la data dell’ultima revisione e di conseguenza anche capire la scadenza revisione auto, regolato da un’apposita normativa.

Inoltre, tale controllo risulta significativo anche per tutti coloro i quali sono in procinto di acquistare un’auto usata: esso consente, infatti, di conoscere i chilometri posseduti dal mezzo al momento dell’ultima revisione, dato divenuto oggi ancora più veritiero grazie all’introduzione del nuovo certificato di revisione.

INDICE
Proroga scadenza revisione auto
Controllo revisione auto: a cosa serve?
Calcolo scadenza revisione auto: come fare
Verifica revisione auto: quando fidarsi dei chilometri inseriti

Negli anni passati il Governo aveva previsto delle proroghe sulla revisione auto. per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Dopo aver recepito il regolamento UE 2021/267 del 16 febbraio 2021 si è deciso di prorogare la scadenza della revisione auto di 10 mesi per tutti i controlli che ricadevano nel periodo compreso tra il 1° settembre 2020 e il 30 giugno 2021. 

Ormai la maggior parte dei veicoli sono tornati nel regime ordinario: le proroghe per l’emergenza Covid rimaste in vigore sono ormai poche.

Il 31 gennaio scade quella per chi aveva il termine originario fissato a marzo 2021. Entro il 28 febbraio tocca a chi aveva la scadenza normale ad aprile 2021, entro il 31 marzo a chi l’aveva a maggio 2021 ed entro il 30 aprile a chi l’aveva a giugno 2021. Nessuna proroga per chi ha scadenze originarie da luglio 2021 in poi.

Come molti automobilisti sanno, la revisione dell’auto consiste in un controllo obbligatorio, indispensabile a verificare l’idoneità del mezzo a circolare. Durante tale controllo, il tecnico accerta lo stato della meccanica e della carrozzeria del mezzo, oltre ai suoi livelli di sicurezza durante la marcia.

Controllare la revisione auto online consente di avere un quadro chiaro del mezzo stesso, in quanto ad ogni revisione l’accertatore inserisce i dati, le condizioni del veicolo e i chilometri posseduti.

Dopo le varie verifiche alla vettura effettuate dai meccanici autorizzati, verrà poi consegnato il certificato di revisione, un documento contenente i dati identificativi dell’auto, quelli relativi alle verifiche ed anche il chilometraggio della vettura sottoposta a revisione. Queste informazioni si rivelano molto importanti per chi è in procinto di acquistare un’auto usata: se un acquirente vorrà effettuare la verifica revisione auto da targa basterà inserire la targa di un veicolo per accedere a queste informazioni, finora considerate sensibili.

Per verificare la scadenza revisione auto basterà collegarsi al sito ufficiale del Portale dell’Automobilista. Una volta nella Homepage è necessario raggiungere la sezione dei “Servizi Online” e da qui la funzione di “Verifica Ultima Revisione”. La schermata che si apre richiede la compilazione di pochi campi. Dopo aver inserito la tipologia del mezzo e la targa corrispondente, basta avviare la ricerca. La schermata indicherà il tipo di mezzo, la sua targa, la data dell’ultima revisione, l’esito della revisione ed infine i chilometri posseduti dal veicolo in quel momento.

Per conoscere quindi quando eseguire la nuova revisione non si dovrà far altro che calcolare 2 anni esatti dall’ultimo controllo: la revisione è ritenuta valida entro i limiti di legge se eseguita a due anni dall’ultima e comunque entro l’ultimo giorno del mese corrispondente.

Se ad esempio, l’ultima revisione è stata effettuata l’11 ottobre 2020, la prossima dovrà essere completata entro il 31 ottobre 2022. Generalmente, il costo per la revisione auto va dai 45 e ai 70 euro.

Controllare la revisione auto online, quindi, è una procedura estremamente semplice e veloce che in pochi click consente di conoscere tutti i dati della propria vettura o di quella usata che si vuole acquistare.

Se in passato poteva essere complesso verificare la veridicità dei chilometri percorsi da un’automobile, a partire dal 31 marzo 2019 questo controllo è diventato decisamente più agevole e veritiero. Da questa data, infatti, una volta effettuata la revisione verrà rilasciato il certificato di revisione, un documento che contiene sia i dati identificativi dell’auto che quelli relativi alle verifiche, compreso anche il chilometraggio.

Con l’introduzione di questo certificato, che verrà rilasciato al proprietario della vettura, si vuole ottenere una banca dati veritiera relativa al chilometraggio delle vetture. I dati indicati nel certificato di revisione vengono inseriti nel Documento unico dell’auto che a sua volta sarà caricato online sul Portale dell’Automobilista.

Consultando il sito sarà quindi possibile conoscere non solo il reale chilometraggio di un’auto in vendita, ma anche verificare la scadenza revisione auto.

Portale dell'Automobilista

Revisione auto: ogni quanto farla, scadenza e costi

Qual è la differenza tra leasing e noleggio a lungo termine? 1

Sono numerose le scadenze che ogni automobilista deve ricordare e tra queste la revisione auto è una delle più importanti. Scopriamo ogni quanti anni va effettuata, come si esegue e quanto costa alla luce delle recenti novità. 

INDICE
Revisione auto: ogni quanto?
Revisione auto, cosa controllano
Revisione e tagliando: differenza
Costo revisione auto 2021
Scadenza revisione auto
Proroga revisione auto
Calcolo scadenza revisione auto dalla targa
Prima revisione auto nuova
Dove fare la revisione auto
Il rilascio del bollino blu
Il certificato di revisione
Cosa succede se non si passa la revisione auto?
Multa revisione scaduta: le sanzioni previste
Revisione auto GPL
Revisione Auto Metano

La revisione auto ha scadenze diverse. Chi acquista un’auto nuova da un concessionario sarà obbligato ad effettuare la revisione dopo quattro anni dalla prima immatricolazione, mentre successivamente a questo periodo la revisione auto dovrà essere effettuata ad intervalli di due anni. Se si acquista una vettura usata, invece, la revisione dovrà sempre essere effettuata ogni due anni. 

Tipologia Quando
Prima revisione 4 anni dopo l’immatricolazione
Seconda revisione e successive Ogni 2 anni

Per quanto riguarda la categoria dei veicoli atipici, la revisione delle auto d’epoca o di interesse storico, va effettuata, secondo il decreto del 2009, con scadenza biennale, entro il mese di rilascio della carta di circolazione, o entro il mese corrispondente a quello in cui è stato effettuato l’ultimo controllo di revisione.

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Nel corso della revisione auto viene controllato il perfetto funzionamento di numerosi dispositivi della vettura. Nello specifico le parti sottoposte ad esame sono:

  • Impianto frenante: quindi freno a mano, di servizio, freni, pasticche, dischi;
  • Sterzo: cuscinetti, fissaggio, stato meccanico;
  • Vetri: vetri, specchietti, lavavetri;
  • Impianto elettrico: proiettori, luci, indicatori;
  • Telaio: carrozzeria, porte, serrature, serbatoio
  • Rumori: gas di scarico inquinanti bollino blu;
  • Identificazione del veicolo tramite targa e telaio;
  • Sicurezza dispositivi: Clacson, cinture di sicurezza anteriori e posteriori. 

Non bisogna confondere la revisione auto col tagliando. La prima è imposta dalla legge e deve essere compiuta ad intervalli temporali prestabiliti, mentre il tagliando indica la serie di controlli previsti dalla Casa madre da effettuare ad intervalli di chilometraggio regolari per garantire la perfetta efficienza del mezzo. 

Purtroppo il costo della revisione auto 2021 è aumentato. Dal primo novembre sono entrate in vigore le nuove tariffe che comporteranno un aggravio di spesa per gli automobilisti pari 9,95 euro, al netto di IVA e altre spese. Il costo della revisione passa così da 45 a 54,95 euro qualora questa sia effettuata presso la Motorizzazione Civile, mentre passa da 66,88 a 79,02 euro qualora la revisione auto sia effettuata presso una officina autorizzata. 

Motorizzazione Civile 54,95 euro
Agenzia ACI 72,20 euro
Centri di revisione e Officine Autorizzate 79,02 euro

Come abbiamo anticipato in precedenza, se si è proprietari di una vettura sottoposta a prima immatricolazione, la scadenza revisione auto cadrà al quarto anno, mentre per le revisioni successive alla prima, o in caso di acquisto di auto usata, la revisione dovrà essere effettuata obbligatoriamente ogni due anni. 

Negli anni passati il Governo aveva previsto delle proroghe sulla revisione autoDopo aver recepito il regolamento UE 2021/267 del 16 febbraio 2021 si è deciso di prorogare la scadenza della revisione auto di 10 mesi per tutti i controlli che ricadevano nel periodo compreso tra il 1° settembre 2020 e il 30 giugno 2021. 

Ormai la maggior parte dei veicoli sono tornati nel regime ordinario: le proroghe per l’emergenza Covid rimaste in vigore sono ormai poche.

Il 31 gennaio scade quella per chi aveva il termine originario fissato a marzo 2021. Entro il 28 febbraio tocca a chi aveva la scadenza normale ad aprile 2021, entro il 31 marzo a chi l’aveva a maggio 2021 ed entro il 30 aprile a chi l’aveva a giugno 2021. Nessuna proroga per chi ha scadenze originarie da luglio 2021 in poi.

Se non ci si ricorda quando scade la revisione auto è possibile collegarsi sul “Il Portale dell’Automobilista e verificare quando è stata effettuata l’ultima revisione inserendo il tipo di veicolo e la targa. 

Il portale restituisce:

  • Data ultima revisione
  • Esito delle revisione
  • KM rilevati dall’operatore

Si precisa che che il numero dei chilometri totali percorsi dal veicolo, riportati nella colonna ‘km rilevati dall’operatore’, è un dato che viene rilevato manualmente dalla strumentazione di bordo dall’operatore che esegue la revisione del veicolo.

La successione storica dei dati di revisione viene resa disponibile solo agli utenti registrati e per le operazioni effettuate successivamente al 1° giugno 2018.

Se si acquista un’auto nuova è bene ricordare che la prima revisione dovrà essere effettuato allo scadere dei quattro anni dall’immatricolazione, entro l’ultimo giorno utile del mese del quarto anno. Quindi se la vettura è stato immatricolata, ad esempio, il 15 maggio 2018 la revisione auto dovrà essere effettuata entro e non oltre il 31 maggio 2022. 

Per effettuare la revisione auto si può scegliere di recarsi presso i centri revisione e le officine autorizzate da parte del Ministero dei Trasporti, presso un’agenzia ACI oppure presso la Motorizzazione Civile dell’area di competenza. Ovviamente nel primo caso i costi saranno più alti a differenza della revisione auto effettuata presso la Motorizzazione. 

Superata positivamente la revisione auto verrà consegnato un bollino blu che certifica l’avvenuto controllo periodico dei gas di scarico di un’auto. Tale certificazione viene rilasciata contestualmente alla revisione dell’auto, sia essa a benzina, a diesel, a metano e a GPL. Se il controllo dei gas dovesse far emergere qualche anomalia, il bollino blu potrebbe non essere rilasciato e l’auto dovrà essere sottoposta a manutenzione per poterlo ottenere. 

Al termine della revisione, qualora dia esito positivo, al proprietario della vettura verrà consegnato il certificato di revisione all’interno del quale saranno indicati:

  • Numero di identificazione del veicolo;
  • Targa del veicolo e simbolo dello Stato di immatricolazione;
  • Luogo e data di revisione;
  • Lettura del contachilometri al momento del controllo;
  • Categoria del veicolo;
  • Carenze individuate e livello di gravità;
  • Risultato del controllo tecnico;
  • Data del successivo controllo tecnico o scadenza del certificato di revisione;
  • Dati identificativi dell’ispettore responsabile del controllo;

In caso di mancato superamento della revisione auto possono verificarsi tre ipotesi: 

  • Ripetere la revisione: l’auto non passa una o più prove e deve essere riparata prima di effettuare di nuovo la revisione. Le riparazioni vanno effettuate entro un mese e la revisione deve avvenire nello stesso centro e va pagata nuovamente tutta la procedura.
  • Sospensione dalla circolazione e ripetizione della revisione: le prove hanno evidenziato guasti piuttosto gravi e ritenuti troppo pericolosi per autorizzare la libera circolazione del veicolo. In questo caso bisogna riparare in breve tempo l’auto e pagare una seconda revisione.
  • Sospensione interna: se durante la revisione vengono segnalati guasti di entità minima, la revisione viene sospesa temporaneamente per effettuare le dovute operazioni e tutti gli accertamenti dovuti, riguardo al corretto funzionamento di ogni singola parte meccanica.

Guai a circolare su strada con la revisione scaduta perché si rischiano sanzioni pesanti. La multa varia da 155 fino a 625 euro e si può arrivare anche al fermo amministrativo del veicolo qualora questa l’infrazione venga rilevata su autostrada. Se si circola senza revisione alla guida di un veicolo già sospeso si rischia una multa da 1.842 a 7.369 euro oltre al fermo amministrativo per 90 giorni. In caso di reiterazione si arriva alla confisca della vettura. 

Per quanto riguarda le auto GPL le bombole dell’impianto non sono soggette a revisione secondo la legislazione italiana attualmente vigente perché sono presenti particolari elettrovalvole perfettamente in grado di mettere in sicurezza la vettura. La revisione in questo caso consiste nella sostituzione delle bombole ogni 10 anni.

Il costo per questo tipo di intervento varia dai 300 ai 500€ e prevede un check completo anche di queste altre componenti:

  • Il funzionamento delle tubazioni e raccordi
  • La sostituzione dei filtri GPL qualora vene fosse la necessità
  • Il funzionamento degli iniettori
  • In funzionamento del sistema elettrico
  • La sostituzione del riduttore verso i 100.000 Km

Differente la situazione per la revisione auto a metano. Per queste vetture il controllo è da effettuare ogni 4 o 5 anni tenendo sempre conto dell’immatricolazione del veicolo e in particolare dell’ultima revisione effettuata. 

Se le bombole presenti sono omologate secondo la norma europea (R110 ECE/ONU) si devono calcolare 4 anni dalla prima immatricolazione o dall’installazione dell’impianto; se le bombole sono omologate secondo la norma europea (R110 ECE/ONU) di tipo IV, si devono calcolare 4 anni dalla prima immatricolazione o dall’installazione dell’impianto e successivamente dovrà essere effettuata la revisione auto ogni 2 anni; se, infine, le bombole sono omologate secondo la normativa nazionale (DGM) si devono calcolare 5 anni dalla prima immatricolazione o dall’installazione dell’impianto. 

I costi per questo tipo di revisione variano a seconda di quante bombole sono installate all’interno del veicolo, e si può spendere dai 150€ fino a 400/500€. Evitare di effettuare periodicamente questa tipologia di revisione porterà il conducente del veicolo a subire una multa per mancata revisione auto davvero salata, con immediato ritiro della carta di circolazione.

Cose da sapere

Quanto costa la revisione auto 2021?

Il costo della revisione auto 2021 è aumentato. Dal primo novembre sono entrate in vigore le nuove tariffe che comporteranno un aggravio di spesa per gli automobilisti pari 9,95 euro, al netto di IVA e altre spese. Il costo della revisione passa così da 45 a 54, 95 euro qualora questa sia effettuata presso la Motorizzazione Civile, mentre passa da 66,88 a 79,02 euro qualora la revisione auto sia effettuata presso una officina autorizzata. 

Ogni quanto fare la revisione auto?

Nella maggior parte dei casi la revisione scade ogni 2 anni. Ma, nel caso di un’auto nuova la revisione auto nuova andrà eseguita dopo 4 anni dall’immatricolazione.

Come controllare la scadenza della revisione auto?

Il Portale dell’Automobilista permette di verificare l’ultima revisione, semplicemente inserendo il tipo di veicolo (autoveicolo, motoveicolo o ciclomotore) e la targa.

Come funziona la revisione auto GPL?

Le bombole dell’impianto GPL non sono soggette a revisione secondo la legislazione italiana attualmente vigente perché sono presenti particolari elettrovalvole perfettamente in grado di mettere in sicurezza la vettura. La revisione in questo caso consiste nella sostituzione delle bombole ogni 10 anni ed il controllo di tutta la strumentazione relativa come tubazioni e raccordisostituzione dei filtri, funzionamento degli iniettori e del sistema elettrico. 

Bollettini rinnovo patente: i documenti necessari e come compilarli

bollettini-rinnovo-patente

Il rinnovo della patente di guida è un obbligo imposto dal Codice della Strada. È finalizzato a garantire la sicurezza, sia del titolare del documento di idoneità che degli altri utenti. Ci si sottopone perciò ad una visita medica, che serve a confermare o meno, la sussistenza dei requisiti psicofisici necessari per poter condurre la propria vettura su strada pubblica.

La documentazione richiesta per compiere questa procedura comporta anche la necessità di riempire dei bollettini per rinnovo patente. Scopriamo come cosa sono e come compilarli.

INDICE
Emergenza Coronavirus: prorogate le patenti in scadenza
Bollettini Motorizzazione
Bollettini da pagare per il rinnovo patente
Bollettini rinnovo patente PDF
Bollettini rinnovo patente causale
Contestare la multa dei vigili urbani
Contestare una multa al prefetto
Contestare una multa al giudice di pace

A seguito del prolungamento dello stato di emergenza Covid la scadenza delle patenti e dei fogli rosa è prorogata al 29 giugno 2022 su tutto il territorio nazionale.

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I termini imposti per il rinnovo della patente di guida dipendono dall’età del titolare del documento e dalla tipologia dello stesso.

Per i possessori di patenti A e B il rinnovo dovrà avvenire ogni 10 anni fino a 50 anni di età, ogni 5 anni per i guidatori con età compresa tra i 50 ed i 70 anni, ogni tre anni per i soggetti tra i 70 e gli 80 anni ed infine ogni due anni per gli ultraottantenni.

Per poter effettuare la visita presso le ASL è necessario portare con sé la ricevuta di pagamento della visita, una foto recente in formato fototessera e i bollettini per rinnovo patente motorizzazione prestampati inerenti il versamento di € 10,20 sul c/c 9001 e di € 16,00 sul c/c 4028.

I bollettini per il rinnovo patente sono fondamentali per poter effettuare la visita presso la ASL competente così da poter confermare che i pagamenti richiesti siano stati effettuati.

Il bollettino postale 9001 da stampare è quello inerente il Dipartimento dei Trasporti Terrestri, mentre quello relativo al conto corrente 4028 è inerente la Motorizzazione Civile.

Giunti presso la ASL di competenza di dovrà portare anche la patente di guida in scadenza o scaduta, la carta d’identità o passaporto, la tessera sanitaria, una fototessera, l’autocertificazione inerente la presenza di eventuali patologie ed infine gli occhiali da vista, nel caso il soggetto chiamato al rinnovo del documento di guida ne faccia abitualmente uso.

Qualora non si abbia tempo per recarsi alla motorizzazione e presso un ufficio postale per prendere i bollettini per rinnovo patente, si avrà un’amara sorpresa nel constatare la totale assenza di bollettini rinnovo patente online.

Sul portale dell’automobilista, sito realizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono infatti presenti file in PDF relativi esclusivamente alla domanda redatta su modello denominato TT 2112, mentre i bollettini rinnovo patente dovranno essere ritirati presso gli uffici postali o la Motorizzazione.

Il pagamento dei bollettini per rinnovo patente, invece, può essere effettuato anche online comodamente da casa ma è necessario registrarsi preventivamente sul Portale dell’Automobilista.

Inoltre, dato che non tutte le banche sono abilitate, è fondamentale consultare l’elenco degli istituti di credito che hanno aderito alla Convenzione con Poste Italiane regolante il servizio di pagamento dei bollettini di conto corrente postale.

Spesso si crede che la compilazione dei bollettini rinnovo patente sia complicata, ma in realtà non è così.

Per quel che riguarda il bollettino relativo al versamento di 10,20 euro sul conto corrente 9001 intestato al Dipartimento dei Trasporti Terrestri si dovranno inserire i propri dati personali negli appositi spazi e l’importo di 10,20 euro. Ed anche per il secondo bollettino, inerente il pagamento di 16 euro sul conto corrente 4028 della Motorizzazione, sarà sufficiente inserire i propri dati e l’importo. Nel codice causale rinnovo patente non va scritto nulla.

Tipi di patente: patente AM, patente A1, patente A2, patente B

Tipi di patente: patente AM, patente A1, patente A2, patente B 5

Tra i vari documenti richiesti obbligatoriamente per poter condurre il proprio veicolo sulle strade pubbliche, oltre alla polizza RCA, ed al libretto di circolazione, ovvero il documento necessario alla circolazione e alla guida su strada pubblica di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, è imprescindibile il possesso della patente di guida.

Quando si parla di patente auto si intende l’autorizzazione amministrativa necessaria alla conduzione su strade pubbliche di veicoli a motore.

Dal 1°luglio 2003 è stato introdotto il meccanismo della patente a punti attraverso il quale ogni automobilista, al quale inizialmente vengono assegnati 20 punti, in caso di infrazione delle norme del codice della strada se ne vede togliere alcuni e dovrà superare nuovamente l’esame di teoria e l’esame di guida qualora dovesse arrivare a perderli tutti. Il numero di punti sottratti dalla patente macchina è stabilito dalla legge e varia a seconda della gravità dell’infrazione. Per recuperarli è sufficiente seguire dei corsi appositi presso un’autoscuola. Questo meccanismo affianca e non sostituisce le sanzioni già previste per le varie infrazioni.

I cittadini italiani che abbiano conseguito la patente di guida a seguito di accertamenti sui requisiti psicofisici, morali e attitudinali ed a seguito del superamento dell’esame, possono circolare in tutta l’Unione Europea senza alcun certificato aggiuntivo specifico.

Il nostro Codice della Strada individua differenti tipi patente ed ogni tipologia permette la circolazione su mezzi limitati alla classe di licenza relativa. In questa guida andremo ad analizzare quindi i diversi tipi di patente esistenti.

Tipi di patente: patente AM, patente A1, patente A2, patente B

EMERGENZA COVID-19

A seguito del prolungamento dello stato di emergenza Covid la scadenza delle patenti e dei fogli rosa  è prorogata al 29 giugno 2022 su tutto il territorio nazionale.

INDICE
Patente AM
Patente A
Patente B
Patente C
Patente D e D1

Tra i vari tipi di patente la prima che prenderemo in considerazione è la patente AM. Questo documento si può conseguire al raggiungimento dei 14 anni di età e consente di guidare:

  • ciclomotori a due ruote con velocità massima di costruzione non superiore a 45 km/h, la cui cilindrata è inferiore o uguale a 50 cm³ se a combustione interna, oppure la cui potenza nominale continua massima è inferiore o uguale a 4 kW per i motori elettrici;
  • veicoli a tre ruote aventi una velocità massima per costruzione non superiore a 45 km/h e caratterizzati da un motore, la cui cilindrata è inferiore o uguale a 50 cm³ se ad accensione comandata, oppure la cui potenza massima netta è inferiore o uguale a 4 kW per gli altri motori a combustione interna, oppure la cui potenza nominale continua massima è inferiore o uguale a 4kW per i motori elettrici;
  • quadricicli leggeri la cui massa in ordine di marcia è inferiore o uguale a 425 kg, e velocità non superiore a 45 km/h; motore termico non superiore a 50 cm3, potenza non superiore a 4 kWe non superiori a 6 kW.

Per poter guidare tutte le tipologie di motocicli è necessario, tra i vari tipi di patente, essere in possesso della patente A.

Questa si può conseguire non prima del compimento dei 24 anni di età o dei 20 anni qualora si sia in possesso della patente A2 da almeno due anni. Per ottenere la patente 125, precedentemente indicato con la denominazione A3, oltre all’esame teorico si dovranno sostenere due prove pratiche: una su strada aperta al pubblico ed una tecnica in percorso con esercizi di guida. Il soggetto che sia già in possesso della patente B non dovrà sostenere la prova teorica ma soltanto l’esame pratico.

Con la patente A si potranno guidare le seguenti tipologie di motocicli:

  • tricicli di potenza superiore a 15 kW, a partire dal compimento dei 21 anni;
  • motocicli, ossia veicoli a due ruote, senza carrozzetta  o con carrozzetta, muniti di un motore con cilindrata superiore a 50 cm³ se a combustione interna e/o aventi una velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h, a partire dal compimento dei 24 anni.

Tre le categorie di patenti A troviamo:
A1: per le moto meno potenti (motocicli fino a 125 cc), e si consegue dai 16 anni di età;
A2: dai 18 anni di età, per moto progressivamente più potenti (fino a 35 kW);
A: si consegue dai 24 anni o dai 20 se si possiede la patente A2 almeno da due anni. La categoria A abilita alla guida di tutte le moto.

Patente A2

Tra i vari tipi di patente A previsti, la patente A2 è quella prevista per guidare motocicli con potenza massima di 35 kW che non superino il rapporto potenza/peso di 0,2 kW/kg. Si può ottenere la patente A2 dopo aver compiuto i 18 anni di età.

Anche in questo caso è necessario superare sia un esame teorico che uno pratico. Il primo è identico a quello previsto sia per il conseguimento della patente A che della patente di guida B e per il superamento è necessario non commettere più di 4 errori nelle 40 domande entro il tempo limite di 30 minuti.

L’esame pratico dovrà essere sostenuto alla guida di una moto con cilindrata non inferiore ai 400 cc e che abbia una potenza compresa tra i 25 e i 35 kW e un rapporto potenza/peso non superiore ai 0.2 kW/kg.

Per i primi tre anni dopo il conseguimento della patente A2 si dovranno rispettare i limiti di velocità di 90 km/h sulle strade extraurbane e 100 km/h in autostrada.

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Tra i differenti tipi di patente indicati dal nostro Codice della Strada, la patente B è senza dubbio quella maggiormente diffusa e più conosciuta perché il suo conseguimento permette la guida delle auto.

Questa tipologia di patente si può ottenere a partire dal compimento dei 18 anni di età ed a seguito del superamento di un esame diviso in una parte teorica ed una pratica di guida su strada. In caso di infrazioni alle disposizione del Codice della Strada si è soggetti alla decurtazione del punteggio.

La validità della patente B è di 10 anni sino al compimento del cinquantesimo anno di età, mentre per i soggetti con un’età compresa tra 50 e 70 anni il rinnovo del documento di guida dovrà essere effettuato ogni 5 anni. Per i soggetti con un’età superiore ai 70 anni il rinnovo deve avvenire ad intervalli di 3 anni.

Spesso ci si pone la domanda: “Cosa posso guidare con la patente B?”.  Ecco la risposta:

  • motoveicoli, ovvero tricicli, quadricicli e motocicli. Per questi ultimi è possibile guidare in strada solo quelli fino a 125 cm3 e 11 kw; i conducenti che hanno conseguito la patente B prima dell’1 gennaio 1986 possono guidare qualsiasi motociclo, mentre chi ha conseguito la patente B tra l’1 gennaio 1986 e il 25 aprile 1988, è autorizzato a guidare qualsiasi moto, ma solo sul territorio italiano (per la guida all’estero occorre invece un ulteriore esame pratico);
  • autoveicoli per trasporto di persone e di cose, quindi anche autocarri e autocaravan, con massimo di nove posti totali compreso il conducente, e aventi massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 tonnellate, anche trainanti un rimorchio leggero fino a 750 kg. Si possono trainare anche rimorchi non leggeri, a condizione che non pesino più della motrice e che tutto il complesso non superi la massa di 3,5 tonnellate:
  • macchine agricole, anche eccezionali;
  • macchine operatrici, eccetto quelle eccezionali;
  • mezzi adibiti a servizio di emergenza, aventi massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 tonnellate.

Tra i vari tipi di patente, la patente C è quella che abilita alla guida dei camion,  ovvero i veicoli adibiti al trasporto cose in conto proprio. Per il trasporto professionale, invece, è necessaria, oltre alla patente C, anche la CQC merci.

Per il conseguimento della patente C  è necessario aver compiuto 21 anni di età, ma questo limite scende a 18 qualora si sostenga anche l’esame per la patente CQC trasporto cose con formazione ordinaria.

I mezzi che possono essere guidati con la patente C sono:

  • tutti i veicoli appartenenti alla categoria B;
  • autoveicoli per trasporto di cose, e non di persone, aventi massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate, anche trainanti un rimorchio leggero.

Con la patente C1 si potranno condurre, oltre ai veicoli appartenenti della categoria B:

  • autoveicoli per trasporto di cose, e non di persone, aventi massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate e fino a 7,5 tonnellate, anche trainanti un rimorchio leggero;
  • macchine operatrici eccezionali.

La patente C e quella C1 devono essere rinnovate ogni 5 anni sino al compimento dei 65 anni di età. Successivamente il rinnovo dovrà avvenire ogni due anni e dovrà essere effettuato presso la Commissione Medica Locale Patenti di appartenenza.

La patente D permette di guidare autoveicoli per trasporto di persone con numero di posti superiori a 9 compreso quello del conducente (autobus), ma solo in uso proprio. Per guidare autobus e scuolabus occorre conseguire la CQC persone. Una volta occorreva possedere la patente B da almeno 12 mesi o la C da 6 mesi, ma per rispettare la Direttive 91/439/CEE tale comma è stato abrogato, anche se rimane obbligatorio ottenere la patente B prima della D.

Da gennaio 2013 esiste anche la patente D1, che è una patente “più piccola” rispetto alla D, ovvero permette di guidare autobus limitati di dimensione, i cosiddetti “minibus” che sono autobus con numero di posti passeggeri superiore a 8 ma inferiore o uguale a 16.

L’età minima per il conseguimento di questa patente è 21 anni per la patente D1 e 24 anni per la patente D (l’età minima scende a 21 anche nel caso della patente D se si consegue insieme la CQC persone).

Con la patente D si possono guidare veicoli della categoria B e autoveicoli per trasporto di persone (autobus e filobus) con numero di posti totali superiore a 9 ad uso proprio, anche trainanti un rimorchio leggero

I veicoli che si possono guidare con la patente D1 sono: veicoli della categoria B e autoveicoli per trasporto di persone (autobus e filobus) con numero di posti totali superiore a 9 e inferiori a 17 (posto del conducente compreso) ad uso proprio, anche trainanti un rimorchio leggero.

Rinnovo patente: quanto costa e come funziona

Alle prese con il rinnovo della patente? Ecco come fare 1

Una delle scadenze difficili da ricordare che devono affrontare tutti gli automobilisti riguarda il rinnovo patente. Spesso, infatti, ci si dimentica di rinnovare un documento fondamentale per poter circolare su strada e le conseguenze possono essere spiacevoli, ma grazie a questa guida non ci saranno più dubbi sul rinnovo della patente B.

LEGGI ORA: Incentivi auto 2021, ecco come funzionano

INDICE
Rinnovo patente Covid
Rinnovo patente: le diverse tipologie
Quando costa rinnovare la patente
Rinnovo patente asl
Aci rinnovo patente
Documenti per rinnovo patente
Rinnovo patente: ogni quanti anni?
Rinnovo patente dopo 80 anni
Visita rinnovo patente, come funziona?

Con il prolungamento dello stato di emergenza Covid sono state previste nuove scadenze per il rinnovo della patente. Nello specifico le patenti di guida scadute tra il 31 gennaio 2020 ed il 31 maggio 2022 sono valide fino al 29 giugno 2022. 

Per quanto riguarda la circolazione negli altri Paesi membri dell’UE con patenti di guida rilasciate in Italia, l’unica proroga ancora valida riguarda i i 10 mesi a disposizione di chi ha un documento con scadenza nel periodo 1° aprile-giugno 2021. È però consigliabile informarsi prima di partire, perché i singoli Stati possono emanare disposizioni diverse.

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Quella di cui abbiamo parlato sino ad ora è la patente più diffusa, la B, necessaria per condurre le autovetture, ma il rinnovo patente varia a seconda della tipologia della stessa con limiti più stringenti per quanto riguarda gli autotrasportati sottoposti a rinnovi con intervalli di tempo inferiori rispetto agli automobilisti. I possessori di patente C o D, ad esempio, dovranno effettuare il rinnovo ogni 5 anni, e non ogni 10, sino al compimento dei 65 anni di età. 

Tipo di patente
RINNOVO PATENTE A ogni 10 anni (fino ai 50 anni di età)
ogni 5 anni (tra i 50 e i 70 anni)
ogni 3 anni (dai 70 anni in poi)
RINNOVO PATENTE B ogni 10 anni (fino ai 50 anni di età)
ogni 5 anni (tra i 50 e i 70 anni)
ogni 3 anni (dai 70 anni in poi)
RINNOVO PATENTE C ogni 5 anni (fino ai 65 anni di età)
ogni 2 anni (dopo i 65 anni di età)
RINNOVO PATENTE D ogni 5 anni (fino ai 60 anni di età)
ogni anno (dopo i 60 anni di età)

Il costo per il rinnovo della patente non è eccessivo. In genere la spesa oscilla tra i 100 ed i 130 euro ed in questa somma sono compresi i costi per la visita medica, oscillanti tra 60 e 90 euro, nonché 16 euro necessari per l’applicazione della marca da bollo10,20 euro di diritti di Motorizzazione ed infine 6,8 euro di spese di spedizione della patente tramite posta assicurata. 

Il rinnovo della patente può essere effettuato presso la ASL di competenzaQui si verrà sottoposti ad una visita medica il cui scopo è quello di verificare che l’automobilista non sia affetto da malattie che possano comportare un rischio per la guida. Il medico dovrà quindi accertare la presenza dei requisiti psicofisici necessari per mettersi al volante. 

Se non si vogliono attendere i tempi necessari per sostenere la visita presso la ASL, è possibile effettuare il rinnovo patente presso l’ACI. Qui si verrà sottoposti ad una identica visita medica che avrà il compito di accertare lo stato psicofisico dell’automobilista e sarà la stessa ACI e gestire tutte le pratiche inerenti la documentazione necessaria. Il costo di questa scelta, però, è leggermente superiore al rinnovo patente effettuato autonomamente presso l’ASL. 

Prima di procedere al rinnovo patente è necessario avere presente quali documenti siano necessari prima della visita medica. Si dovranno avere con sé:

  • i bollettini inerenti i versamenti effettuati al Ministero dei Trasporti e per l’imposta di bollo
  • la patente in scadenza
  • un documento di identità in corso di validità
  • il codice fiscale
  • due foto tessere
  • le eventuali certificazioni che indichino la presenza di patologie o l’obbligo di indossare occhiali da vista.  

Se si vuole scoprire quando scade la patente è sufficiente controllare la parte frontale del documento di guida. Al punto 4a è infatti indicata la data di rilascio della patente, mentre al punto 4b è indicata la prima scadenza dello stesso. Per i soggetti fino a 50 anni di età il rinnovo deve essere effettuato ogni 10 anni, mentre per i soggetti tra 50 e 70 anni questo deve essere effettuato ogni 5. Per i guidatori con età compresa tra 70 e 80 anni il rinnovo va effettuato ogni 3 anni.

Per i guidatori over 80 il rinnovo della patente dovrà essere effettuato ad intervalli ristretti. Nello specifico ci si dovrà sottoporre a visita medica ogni due anni così da verificare il mantenimento delle capacità psicofisiche fondamentali per mettersi alla guida in sicurezza. 

Una volta che si è ottenuto dal proprio medico di famiglia il certificato anamnestico dove vengono indicate le eventuali patologie, il medico della ASL sottoporrà il paziente alla visita oculistica e a quella dell’udito. Il candidato dovrà dimostrare di possedere un’acutezza visiva per i due occhi di almeno sette decimi con almeno due decimi per l’occhio più debole e di percepire il senso di una conversazione a non meno di due metri. Vengono anche effettuati controlli sui valori della pressione del sangue e sul battito cardiaco nonché domande di carattere psicologico. Se la visita dà esito positivo verrà rilascia immediatamente il certificato che attesta il possesso dei requisiti psicofisici minimi richiesti per il conseguimento della patente di guida. 

Cose da sapere

Quanto costa il rinnovo della patente?

Il costo totale per il rinnovo della patente si aggira tra i € 100 e i € 130. I costi fissi sono: € 16 per la marca da bollo, € 10,20 per i diritti della Motorizzazione e € 6,8 per la spedizione della patente. A questi va aggiunto il costo della visita medica tra i € 60 e i € 90.

Dove si rinnova la patente scaduta?

La visita per il rinnovo patente può essere effettuata presso una ASL, presso la Motorizzazione Civile o presso un’autoscuola.

Ogni quanti anni si deve rinnovare la patente?

La nostra legislazione prevede un rinnovo della patente di guida ogni 10 anni fino al raggiungimento dei 50 anni di età, mentre per chi ha un’età compresa tra i 50 e i 70 anni, il rinnovo va effettuato ogni 5 anni.

COVID-19: sono previste proroghe per le patenti scadute?

Con il prolungamento dello stato di emergenza Covid sono state previste nuove scadenze per il rinnovo della patente. Le patenti di guida scadute tra il 31 gennaio 2020 ed il 31 maggio 2021 sono valide fino al 31 marzo 2022, quelle scaduta tra l’1 giugno 2021 ed il 30 giugno 2021 sono valide fino a 10 mesi dopo la scadenza normale, quelle con scadenza tra l’1 luglio 2021 ed il 31 dicembre 2021 sono valide fino al 31 marzo 2022. 

Bollo auto 2022: tutto quello che c’è da sapere

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Una delle tasse meno amate dagli automobilisti, ma che deve essere regolarmente versata ogni anno a prescindere dallutilizzo effettivo della vettura, è il bollo auto. Scopriamo quali sono le novità previste per il 2022. 

LEGGI ORA: Incentivi auto 2022, le novità nella Legge di Bilancio

BOLLO AUTO 2021: SCARICA LA GUIDA

INDICE
Bollo auto 2022: le novità
Proroga bollo auto per Covid
Pagamento bollo auto 2022
Come pagare il bollo auto
Aci pagamento bollo
PagoPA bollo auto
Pagamento bollo auto online
Bollo auto e cashback
Quando scade il bollo auto 2022
Esenzione bollo auto?
Bollo auto non pagato: le conseguenze
Abolizione bollo auto

Anche quest’anno tutti gli automobilisti si troveranno a dover pagare il bollo auto. Negli scorsi mesi erano circolate indiscrezioni relative ad una possibile abolizione di questa tassa, ma dal governo centrale non è arrivato alcun orientamento in tal senso. Inoltre è stato respinto anche un emendamento con il quale veniva chiesta l’abolizione del superbollo, un balzello aggiuntivo che deve essere corrisposto dai proprietari di vetture con potenze superiori ai 185 Kw. L’unica novità riguarda la rottamazione delle cartelle esattoriali per il bollo auto non pagato relativo al periodo 2000 – 2010 con importi non superiori ai 5.000 euro. Già dallo scorso mese di novembre questi debiti sono stati cancellati automaticamente. 

BOLLO AUTO REGIONE PER REGIONE:

Complice le difficoltà economiche derivanti dalla pandemia da COVID-19 negli scorsi anni i vari governi hanno adottato misure a tutela degli automobilisti. Con specifico riferimento al bollo auto i vari decreti emanati avevano disposto il rinvio del pagamento del bollo auto, mentre alcune regioni avevano addirittura previsto misure specifiche come il rimborso dell’importo per taxi, NCC ed autobus turistici dato il periodo di lockdown e l’impossibilità di circolare liberamente sul territorio.

Tutti i proprietari di un veicolo non soggetti ad esenzione  devono pagare il bollo auto. Questo tributo è di competenza regionale e non nazionale ed il pagamento segue regole diverse a seconda che si tratti del primo versamento o di un rinnovo, poiché in questo secondo caso la corresponsione dell’importo è prevista secondo un calendario prestabilito e può essere effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del bollo precedente. 

Sono numerose le possibilità offerte per pagare il bollo auto 2022. Si potrà infatti effettuare questa operazione comodamente da casa tramite i servizi di home banking, oppure recarsi in tabaccheria o ancora presso uno sportello ACI. Vediamo le modalità più comuni di pagamento. 

Ecco tutte le modalità per pagare il bollo auto 2022, sia online che fisicamente:

  • Home Banking (online)
  • punti vendita Sisal e Lottomatica
  • Poste Italiane (online o tramite gli uffici postali)
  • domiciliazione bancaria con sconto 15% (valida solo per alcune regioni)
  • presso gli sportelli ATM abilitati
  • sul sito dell’ACI mediante il servizio pagoBollo
  • da IO, l’app dei servizi pubblici
  • tramite Satispay
  • sul sito dell’Agenzia delle Entrate
  • Presso le Agenzie di pratiche auto, tramite il sistema PagoPa

Per effettuare la verifica del pagamento bollo auto degli anni precedenti, si possono percorrere due vie. La prima è quella di collegarsi al sito internet dell’Agenzia delle Entrate, mentre la seconda è quella di accedere al portale dell’ACI.

Per fare il calcolo del bollo auto in anticipo si deve prendere come riferimento non solo la potenza del veicolo espressa in kilowatt, ma anche la classe ambientale di appartenenza. Per conoscere la potenza in Kw e la classe ambientale della propria vettura sarà sufficiente consultare il libretto di circolazione. Alla voce P.2 è espressa la potenza in Kilowatt, mentre alla voce V.9 è indicata la classe ambientale.

Se si è poco pratici con la tecnologia ci si potrà recare presso uno degli sportelli ACI presenti sul territorio e, una volta forniti i dati relativi al veicolo di proprietà, effettuare il pagamento del bollo auto richiesto ed anche degli eventuali arretrati non saldati. 

Con la nuova normativa è possibilepagare il bollo auto attraverso il sistema PagoPa. Questo ha l’obiettivo di rendere le modalità di pagamento più semplici e veloci e di fare in modo di diminuire drasticamente gli evasori che non pagano. 

Metodo decisamente più comodo per il pagamento del bollo auto è quello online. In questo caso si potrà effettuare questa operazione direttamente da casa collegandosi al sito bollo.aci.it purché si sia in possesso di SPID o CIE. In alternativa  è possibile pagare il bollo auto utilizzando il proprio home banking. 

È possibile ottenere un piccolo sconto sul pagamento del bollo auto, pari al 10%, utilizzando il cashback di stato. Fino al 30 giugno 2022, infatti, effettuando il versamento dell’importo tramite carte di credito, debito, bancomat o con specifiche app presso punti vendita come Sisal o Lottomatica e tramite gli sportelli postali o agenzie ACI, sarà possibile ottenere uno sconto massimo pari a 15 euro per importi non superiori a 150 euro. 

Non esistono termini univoci per la scadenza del bollo auto 2022. I proprietari di un veicolo dovranno pagare questo tributo a partire dal primo al 31 gennaio 2022 se questo scade il 31 dicembre del mese precedente, mentre il pagamento dovrà essere effettuato dal primo al 28 febbraio 2022 se il termine ultimo è fissato al 31 gennaio del mese precedente ed ancora il termine per il pagamento decorrerà dal primo al 31 marzo 2022 se la scadenza è il 28 febbraio precedente e così via. Gli automobilisti lombardi e piemontesi, invece, dovranno effettuare il  pagamento del bollo auto entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione. 

Ecco uno specchietto riepilogativo delle scadenze bollo auto 2022:

  • bollo scaduto a dicembre 2021: pagamento dall’1 al 31 gennaio 2022;
  • bollo scaduto a gennaio 2022: pagamento dall’1 al 28 febbraio 2022;
  • bollo scaduto ad aprile 2022: pagamento dall’1 maggio al 31 maggio 2022;
  • bollo scaduto a maggio 2022: pagamento dall’1 giugno al 30 giugno 2022;
  • bollo scaduto a luglio 2022: pagamento dall’1 agosto all’1 settembre 2022;
  • bollo scaduto a agosto 2022: pagamento dall’1 al 30 settembre 2022;
  • bollo scaduto a settembre 2022: pagamento dall’1 al 31 ottobre 2022;
  • bollo scaduto a dicembre 2022: pagamento dall’1 al 31 gennaio 2023.

Primo bollo per auto appena immatricolata? LEGGI ORA: Primo bollo auto

In alcuni casi è possibile essere esentati dal pagamento del bollo auto. Chi usufruisce della Legge 104, ed ha acquistato un veicolo nuovo con le agevolazioni previste, non sarà soggetto al pagamento del bollo. Analogamente chi acquista una vettura elettrica potrà godere di una esenzione per i primi 5 anni, mentre le auto storiche con almeno 30 anni non saranno soggette al pagamento del bollo auto. 

In caso di mancato pagamento del bollo auto si rischia di pagare somme importanti sino ad arrivare al fermo amministrativo del veicolo. La procedura prevede l’invio all’automobilista moroso di una cartella esattoriale con l’importo richiesto maggiorato di sanzioni ed interessi. In caso si ignori anche questa richiesta verrà applicato il fermo amministrativo con tutte le problematiche pratiche che questo comporta sino ad arrivare alla cancellazione d’ufficio del veicolo dagli archivi del Pubblico registro automobilistico nella Regione di appartenenza. 

In tanti ci hanno sperato, e negli scorsi mesi la voce ha iniziato a circolare con insistenza, ma l’abolizione del bollo auto sembra oggettivamente irrealizzabile. Il tributo è regionale e nessuna amministrazione ha interesse a veder diminuite le proprie entrate, specie in un periodo di crisi come quella attuale provocata dall’ondata pandemica. Si era anche parlato dall’abolizione del superbollo, che mira a penalizzare il mercato delle vetture di fascia alta, ma anche in questo caso il governo nazionale non ha voluto procedere ad eliminare un balzello oggettivamente odioso e penalizzate per questo settore di mercato. 

Cose da sapere

Che cos’è il bollo auto?

Il bollo auto è la tassa legata al possesso di un’autovettura regolarmente iscritta al Pubblico Registro Automobilistico che deve essere corrisposta ogni anno, a prescindere dall’utilizzo o meno del proprio veicolo.

Quando pagare il bollo auto 2022?

Ad eccezione della Lombardia e del Piemonte, gli automobilisti devono provvedere al pagamento entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione.

Dove si può pagare il bollo auto?

Sono ormai numerose le soluzioni possibile per pagare il bollo auto, le più comode sono: l’Home Banking della propria banca, i punti vendita Sisal e Lottomatica, l’app IO, Satispay e il sito PagoPA.

Come pagare il bollo auto?

Il bollo auto si può pagare sia online presso l’Home Banking della propria banca o sul sito dell’ACI che fisicamente presso gli Uffici Postali o in uno dei punti vendita Sisal o Lottomatica.

Come verificare il pagamento del bollo auto?

Per verificare il pagamento del bollo auto ci si può collegare al sito internet dell’Agenzia delle Entrate o accedere al portale ACI. Leggi l’approfondimento qui.

Nuovo Codice della Strada: ecco tutte le novità da sapere

Nuovo codice della strada 2021

Mettersi al volante della propria vettura comporta il rispetto di una serie di regole dettate dal Codice della Strada utili per salvaguardare la propria e l’altrui incolumità.

Sono state recentemente introdotte una serie di novità per il Codice della Strada 2021Il legislatore ha deciso di inasprire le sanzioni nei confronti di quei comportamenti pericolosi diventati abitudinari per molti automobilisti. Scopriamo tutte le ultime novità. 

INDICE
Codice della Strada 2021
La precedenza ai pedoni
Il cellulare alla guida
Le novità sui monopattini/a>
Il foglio rosa
Parcheggi disabili e auto elettriche
Riforma codice della strada: le altre novità
Quando entra in vigore il nuovo Codice della strada?

Lo scorso 10 novembre è entrato in vigore il nuovo Codice della Strada e sono state molte le novità introdotte dal legislatore: 

  • Multa per guida col telefono 
  • Posteggio disabili 
  • Strisce pedonali 
  • Bonus patente 
  • Telecamere nei passaggi a livello 
  • Divieto di gettare rifiuti dall’auto 
  • Guida col monopattino 
  • Foglio rosa

Vediamo le principali novità introdotte.

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Il legislatore, nel predisporre le nuove norme del Codice della Strada, ha prestato particolare attenzione ai pedoni, tra i soggetti vulnerabili più esposti ai rischi su strada. Nello specifico è stato disposto che in prossimità delle strisce pedonali gli automobilisti dovranno dare la precedenza non solo ai pedoni che stiano attraversando, ma anche a quelli che risultino in procinto di farlo. 

L’attenzione nei confronti dei pedoni era stata importante anche nelle modifiche al Codice della Strada introdotte a gennaio 2021, nel quale si  predisponeva che gli attraversamenti pedonali possano essere rialzati a filo del marciapiede e lo stesso attraversamento potrà anche essere tinteggiato così da aumentarne la visibilità.

Una delle peggiori abitudini degli automobilisti è quella di utilizzare il telefono mentre si guida, sia per chiamare che per inviare messaggi. Il nuovo Codice della Strada ha esteso il divieto di utilizzo non solo agli smartphone, ma anche a computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi che comportino anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante.  

Nel Codice della Strada 2021 è stata poi regolamentata anche la circolazione dei monopattini. Nello specifico sarà obbligatorio l’utilizzo delle frecce e l’assicurazione per i monopattini a noleggio, e la velocità massima prevista per questi mezzi scenderà da 25 a 20 km/h. Non è stato invece previsto l’obbligo di utilizzo del casco. 

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Novità anche per quel che riguarda il Foglio Rosa. La validità del documento è stata estesa da 6 a 12 mesi, mentre l’esame per il conseguimento della patente B potrà essere ripetuto tre volte. Chi si esercita alla guida senza istruttore rischia sanzioni da un minimo di 430 euro a un massimo di 1.731 euro, nonché il fermo amministrativo del veicolo per 3 mesi. I neopatentati potranno inoltre guidare un mezzo fino a 95 Cv di potenza a condizione che sia presente persona di età non superiore a 65 anni con una patente conseguita da almeno 10 anni. 

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Sanzioni inasprite nel nuovo Codice della Strada per chi occupa i posteggi riservati ai disabili senza averne diritto. Le sanzioni vanno da 168 a 672 euro e i punti decurtati saranno 6. Regolamentata anche la sosta delle auto elettriche nelle stalli con colonnine di ricarica. In questo caso si potrà occupare il posteggio soltanto per il periodo necessario per ricaricare le batterie. Trascorsa un’ora scatta il divieto di sosta. Esclusa da questo divieto la fascia oraria tra le 23 e le 7 del mattino. 

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Tra le altre novità previste dal Codice della Strada è stato inserito il bonus patente, riservato agli under 35 e ai soggetti che percepiscano il reddito di cittadinanza o ammortizzatori sociali che vogliano prendere la patente e/o l’abilitazione CQC e lavorare come autotrasportatori; il divieto di pubblicità sessiste o dal contenuto violento, pena la rimozione del cartellone pubblicitario; l’installazione di telecamere in prossimità dei passaggi a livello, in modo tale da regolamentare il transito e rilevare automaticamente le infrazioni. 

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La riforma del Codice della Strada contenuta nella legge 156/2021 approvata dal Senato il 4 novembre e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 9 novembre ha comportato l’entrata in vigore del Codice della Strada 2021 il 10 novembre 2021. Sono state previste modifiche ed aggiornamenti a 40 articoli che valgono per buona parte di utenti della strada compresi i conducenti di monopattini. 

Cose da sapere

Quali sono le principali novità del Codice della Strada 2021?

Le principali novità del Codice della Strada per il 2021 riguardano i pedoni, che vengono maggiormente tutelati nella fase di attraversamento sulle strisce, l’introduzione del divieto di utilizzo di qualsiasi dispositivo elettronico alla guida, la regolamentazione dell’utilizzo dei monopattini e nuove norme sui parcheggi per i disabili e le auto elettriche.

Cosa prevede il nuovo Codice della Strada sull’attraversamento dei pedoni?

Nel nuovo Codice della Strada è stato disposto che in prossimità delle strisce pedonali gli automobilisti dovranno dare la precedenza non solo ai pedoni che stiano attraversando, ma anche a quelli che risultino in procinto di farlo. 

Cosa prevedono le nuove regole sull’uso del cellulare alla guida?

Il nuovo Codice della Strada ha esteso il divieto di utilizzo non solo agli smartphone, ma anche a computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi che comportino anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante.  

Cosa prevede il Codice della Strada sull’utilizzo dei monopattini?

Sarà obbligatorio l’utilizzo delle frecce e l’assicurazione per i monopattini a noleggio, e la velocità massima prevista per questi mezzi scenderà da 25 a 20 km/h. Non è stato invece previsto l’obbligo di utilizzo del casco. 

Quali sono le nuove sanzioni previste per chi parcheggia su posti riservati ai disabili?

Le sanzioni per chi occupa i posti dei disabili senza averne diritto sono state inasprite e vanno da 168 a 672 euro, mentre i punti decurtati saranno 6.

Obbligo catene da neve: tutto quello che devi sapere

Tutto quello che c'è da sapere sull'obbligo delle catene da neve 2

Arriva la stagione invernale e per gli automobilisti questo significa non solo essere alle prese con condizioni meteo spesso imprevedibili, ma anche con l’obbligo di avere a bordo catene da neve. Scopriamo tutti i dettagli. 

INDICE
Obbligo catene a bordo: quando scatta?
Obbligo catene da neve: su quali strade si applica
Obbligo catene autostrada
Obbligo di pneumatici invernali sulle autostrada
Multa per violazione dell’obbligo di catene a bordo
Gomme invernali o catene: le differenze e come scegliere

A partire dal 15 ottobre su alcune determinate tipologie di strade vige l’obbligo di catene a bordo. Il nostro Codice della Strada concede però un mese di tempo, dal 15 ottobre al 15 novembre, per consentire agli automobilisti di dotarsi di questo strumento, o degli pneumatici invernali da utilizzare ove richiesto. Allo scoccare del 15 aprile dell’anno successivo, l’obbligo di catene da neve a bordo cessa, mentre per quanto riguarda gli pneumatici, sarà obbligatorio adottare quelli estivi. 

L’obbligo catene da neve non è valido su tutte le strade ed autostrade del nostro territorio, ma solo su quei tratti stradali ove sia presente un cartello con una ruota catenata. In questo caso, disciplinato dall’articolo 6 del Codice della Strada, l’automobilista dovrà obbligatoriamente avere a bordo catene da neve o aver dotato la propria vettura di pneumatici invernali. È sempre opportuno controllare online se sul tratto di strada che si dovrà percorrere sarà in vigore o meno questo obbligo. 

Come anticipato in precedenza, l’obbligo catene a bordo è valido anche per le tratte autostradali. Nello specifico, a partire dal 15 novembre di ogni anno, sui tratti autostradali maggiormente soggetti al rischio di precipitazioni nevose sarà obbligatorio avere a disposizione le catene da neve da montare al momento opportuno o aver già installato le gomme invernali. Anche in questo caso sul tratto autostradale oggetto dell’obbligo catene da neve sarà presente l’apposita segnaletica presente anche nelle stazioni di ingresso.  

Abbiamo parlato di obbligo di catene da neve a bordo o di pneumatici invernali perché il nostro Codice della Strada equipara entrambe le soluzioni. Gli pneumatici invernali si rivelano, però, più pratici rispetto alle catene perché anche su fondo innevato consentono di guidare con grande sicurezza, mentre le catene dovranno essere montate sul momento con notevole perdita di tempo per il completamento dell’operazione.  

Qualora non si rispetti l’obbligo di catene da neve a bordo si rischiano sanzioni pesanti previste dagli articoli 7 e 14 del Codice della Strada. Nello specifico, se si viene fermati dalle Forze dell’Ordine in un centro abitato dove vige tale obbligo la sanzione varia da un minimo di 41 ad un massimo di 168 Euro, mentre chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo circolando fuori dai centri abitati può incorrere in una sanzione che va da un minimo di 84 sino ad un massimo di 335 Euro. 

La differenza tra gomme invernali e catene da neve è presto detta. Le prime vengono installate nel periodo invernale, entro il 15 novembre, e consentono di avere una ottima aderenza in ogni condizione grazie alla particolare lavorazione e composizione del battistrada, mentre le seconde devono essere installate solo qualora si debbano affrontare tratti innevati o ghiacciati. Ovviamente per scegliere il tipo di pneumatici invernali o di catene da neve si dovrà prestare attenzione a numerosi fattori quali, ad esempio, le dimensioni dei cerchi. Inoltre è sempre bene ricordare che le catene da neve dovranno essere montate solo ed esclusivamente sulle ruote motrici per garantire la massima aderenza alla vettura su fondi con scarso grip. 

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Cose da sapere

Quando scatta l’obbligo di avere le catene da neve a bordo?

Allo scoccare del 15 novembre di ogni anno, e sino al 15 di aprile dell’anno successivo, vige il periodo di obbligo di catene da neve da avere a bordo del proprio veicolo quando si transita su determinate tipologie di strade.

Quali sono le strade interessate dall’obbligo di catene da neve?

Sui tratti di strada e autostrada preceduti da un cartello con ruota catenata sia obbligatorio usare gli pneumatici invernali, oppure avere a bordo sistemi antisdrucciolevoli adatti alle ruote del veicolo.

È obbligatorio avere le catene da neve in autostrada?

Dal 15 novembre, nei tratti autostradali maggiormente soggetti al rischio di precipitazioni nevose, vi è l’obbligo di montare pneumatici da neve o avere le catene a bordo sulla scorta delle ordinanze che possono essere emesse da Autostrade per l’Italia o dagli Enti proprietari delle strade. L’obbligo delle catene da neve in autostrada è portato a conoscenza degli automobilisti tramite i segnali stradali collocati lungo i tratti autostradali e le stazioni di ingresso.

Quali sanzioni sono previste per chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo?

Se si viene fermati dalle Forze dell’Ordine in un centro abitato dove vige tale obbligo, la sanzione varia dai 41 ai 168 Euro, mentre chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo circolando fuori dai centri abitati può incorrere in una sanzione da un minimo di 84 Euro sino ad un massimo di 335 Euro.

Tutor autostrada: come funziona, dove sono e cosa fare in caso di multa

tutor-autostrada

Rispettare i limiti di velocità è da sempre una delle regole fondamentali da seguire per viaggiare in sicurezza. Il nostro Codice della Strada impone dei limiti rigorosi e su alcune tratte autostradali sono attivi i Tutor, dispositivi che rilevano la velocità media. Scopriamo come funzionano.

INDICE
Come funziona il tutor autostrada
 Tutor attivi in autostrada
 Mappa tutor autostradale
 Multa tutor autostrada: cosa fare

A differenza del classico autovelox, che rileva la velocità al momento del passaggio davanti la fotocamera, il sistema tutor rileva la velocità media su un determinato tratto autostradale.

Il sensore del portale d’ingresso rileva la categoria del veicolo e attiva le telecamere che scattano la fotografia, registrando data e ora di passaggio e la stessa operazione viene effettuata dal sensore del portale successivo.  Un sistema centrale effettua gli abbinamenti tra i dati registrati dalle telecamere dei due portali, calcolando i tempi di percorrenza di ciascun veicolo.

In caso di superamento dei limiti di velocità il sistema interroga in automatico gli archivi della Motorizzazione e gli archivi degli autonoleggi per risalire rispettivamente all’intestatario e al conducente del veicolo. Le violazioni sono poi accertate dalla Polizia Stradale e il sistema provvede alla compilazione e alla stampa del verbale, inoltrando in via informatica i dati per la procedura di notifica al trasgressore.

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Come detto, i tutor sono posizionati esclusivamente sulle tratte autostradali, ma non sono attivi 24 ore su 24. La loro presenza funge da deterrente nei confronti di chi ha il piede pesante ed è poco propenso al rispetto dei limiti di velocità imposti. I tutor autostrada funzionano con ogni condizione atmosferica o di visibilità e la loro presenza deve essere segnalata da appositi cartelli e segnalazioni elettroniche posti a un minimo di 250 metri fino a un massimo di 4 chilometri dai portali.

Una delle domande che si pongono spesso gli automobilisti è: “Dove sono i tutor autostrada attivi?”. Per avere conoscenza della presenza di questi dispositivi si può consultare il sito di Autostrade per l’Italia o della Polizia di Stato dove è presente l’elenco dei tutor aggiornato con tanto di indicazione di inizio e fine tratta.

Nel caso venga notificata una multa per superamento dei limiti di velocità si potrà proporre ricorso presso l’ufficio del Giudice di Pace territorialmente competente. È fondamentale, però, valutare se ci siano i motivi di diritto per agire in via legale.

Si potrà contestare, ad esempio, la tardività della notifica. l’errata lettura del veicolo oppure la mancata segnalazione preventiva. È bene ricordare che, dal momento della notifica della multa, si avranno trenta giorni di tempo per procedere alla proposizione del ricorso presso il Giudice di Pace. Trascorso questo termine, non sarà più possibile.

Cose da sapere

Come funzionano i tutor in autostrada?

Il sistema tutor rileva la velocità media su un determinato tratto autostradale. Il sensore del portale d’ingresso rileva la categoria del veicolo e attiva le telecamere che scattano la fotografia, registrando data e ora di passaggio e la stessa operazione viene effettuata dal sensore del portale successivo. Un sistema centrale effettua gli abbinamenti tra i dati registrati dalle telecamere dei due portali, calcolando i tempi di percorrenza di ciascun veicolo.

I tutor in autostrada sono sempre attivi?

I tutor sono posizionati esclusivamente sulle tratte autostradali, ma non sono attivi 24 ore su 24. La loro presenza funge da deterrente nei confronti di chi ha il piede pesante ed è poco propenso al rispetto dei limiti di velocità imposti.

Dove si trova la mappa dei tutor in autostrada?

Per avere conoscenza della presenza di questi dispositivi si può consultare il sito di Autostrade per l’Italia o della Polizia di Stato dove è presente l’elenco dei tutor aggiornato con tanto di indicazione di inizio e fine tratta.

Cosa fare se si riceve una multa con il tutor autostradale?

Nel caso venga notificata una multa per superamento dei limiti di velocità si potrà proporre ricorso presso l’ufficio del Giudice di Pace territorialmente competente.  Si potrà contestare  la tardività della notifica, l’errata lettura del veicolo oppure la mancata segnalazione preventiva. Dal momento della notifica della multa, si avranno trenta giorni di tempo per procedere alla proposizione del ricorso presso il Giudice di Pace.