Arriva il Documento Unico per la circolazione e la proprietà

Arriva il Documento Unico per la circolazione e la proprietà

Il libretto di circolazione emesso dalla Motorizzazione civile e la certificazione che attesta la proprietà del veicolo rilasciata dall’Aci non saranno più due documenti separati ma un solo certificato: è quanto stabilito dal D.Lgs. n.98 del 2017 e rappresenta un’importante innovazione per auto, moto e rimorchi.

La proposta della Ministra per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione M.A. Madia è stata approvata dal Consiglio dei Ministri nel maggio del 2017. Dal 1° luglio 2018 tutte le nuove automobili, ma anche i nuovi motoveicoli e i rimorchi, sono quindi muniti di una sola carta di circolazione, chiamato anche Foglio Unico di circolazione.

Non sono interessati a queste disposizioni le microcar e i ciclomotori, mezzi per i quali non ci sarà alcun cambiamento. I documenti rilasciati prima che entrassero in vigore le disposizioni e quelli prodotti dall’entrata in vigore del decreto fino al 1° luglio 2018 continueranno, invece, a mantenere la loro validità. Ma cos’è il Documento unico e soprattutto perché è stato istituito?

Nuova carta di circolazione

L’approvazione del Governo per l’adozione del nuovo libretto di circolazione è dovuta a motivi che riguardano l’ottimizzazione dei costi inerenti la produzione, l’archiviazione e il controllo da parte dell’Amministrazione.

La nuova carta di circolazione conterrà sia i dati che riguardano la proprietà sia quelli che riportano le caratteristiche del mezzo: saranno infatti riportati i dati tecnici e la situazione giuridica del veicolo oltre agli estremi relativi alla cessazione della circolazione per demolizione o per esportazione. Sul certificato, inoltre, verranno scritti i fermi giudiziari e amministrativi e le ipoteche.

Documento unico: cos’è

Il Documento unico, sistema già in uso in altri Paesi UE, permetterà allo Stato di risparmiare poiché non dovrà più amministrare due documenti per ogni veicolo. La nuova carta di circolazione, sintesi del vecchio libretto e del certificato di proprietà, è redatta secondo il modello europeo e in base a quanto sancito dalla direttiva 1999/37/CE. Gli step dell’iter burocratico hanno previsto alcuni passaggi tra cui la vigilanza sugli atti del PRA che passa dalla Presidenza del Consiglio al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Libretto di circolazione: cosa succede

I veicoli attualmente circolanti (cioè tutti quelli immatricolati prima del 1° luglio 2018) saranno accompagnati dal foglio di circolazione e dal certificato di proprietà finché non si verificherà un cambio di proprietario o finché non subentreranno modifiche tecniche o giuridiche per le quali sarà necessario ottenere una carta di circolazione aggiornata che verrà rilasciata dalla Motorizzazione Civile. Per avere il Documento unico l’automobilista dovrà presentare la domanda alla Motorizzazione o, in alternativa, allo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA).

 Nuovo libretto di circolazione: quali sono i costi?

In occasione della prima immatricolazione o di un trasferimento di proprietà verrà prodotta una sola istanza di rilascio, ma l’interrogativo che si pongono migliaia di automobilisti è: quanto costa la nuova carta di circolazione?

Il documento prevede, infatti, l’unificazione sia dei compensi dell’imposta di bollo che quello dei compensi del PRA e della Motorizzazione. Grazie all’unificazione si elimineranno i due bolli (per un costo totale di 32 euro) e si ridurrà anche la tariffa PRA (Pubblico Registro Automobilistico) per l’iscrizione o la trascrizione del veicolo all’Aci, che scende da 27 a 20 euro, per un risparmio complessivo di 39 euro.

Qualcosa cambia anche per chi non paga il bollo: l’art. 96 del Codice della Strada prevede che se la tassa automobilistica non è pagata da tre anni, dopo la notifica al proprietario si arriva alla radiazione della vettura. In passato questa procedura prevedeva numerosi passaggi. L’ACI trasmetteva la comunicazione al PRA il quale, a sua volta, provvedeva alla radiazione ed alla comunicazione alla Motorizzazione che, infine, si occupava del ritiro di targhe e libretto. Dal 1° luglio 2018 la prassi diventa più semplice e la radiazione avviene automaticamente con il passaggio della comunicazione dall’ACI alla Motorizzazione Civile.

Cintura di sicurezza in gravidanza: cosa sapere

cintura di sicurezza in gravidanza

L’utilizzo della cintura di sicurezza non è soltanto imposto dalle norme del Codice della Strada, ma è anche una abitudine cui tutti dovrebbero abituarsi. Questo dispositivo, infatti, si rivela prezioso per tutelare l’incolumità degli occupanti del veicolo in caso di incidente. Spesso, però capitare di vedere donne guidare in gravidanza con le cinture non allacciate. Scopriamo se ciò è possibile.

INDICE
 Cintura di sicurezza in gravidanza/a>
 Codice della Strada gravidanza
 Esenzione cinture di sicurezza in gravidanza
 Adattatore cintura di sicurezza in gravidanza
 Fino a che mese di gravidanza si può guidare?

Nonostante il Codice della Strada preveda delle esenzioni, non indossare la cintura di sicurezza in gravidanza è decisamente sconsigliato. In caso di incidente, infatti, la protezione della conducente e del bambino potrebbe essere seriamente compromessa.

Per indossare correttamente la cintura di sicurezza in gravidanza sarà necessario passare la parte inferiore sotto al pancione, sopra le gambe, mentre quella superiore deve passare sopra una spalla e attraversare il petto in diagonale tra i due seni.

Indossando in questo modo la cintura di sicurezza si evitano eventuali lacerazioni alla parete uterina in caso di incidente.

L’utilizzo delle cinture di sicurezza è disciplinato dall’articolo 172 del Codice della strada ed in caso di mancato utilizzo della cintura di sicurezza in gravidanza si può essere soggetti ad una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 80 euro a 323 euro oltre alla decurtazione di cinque punti dalla patente di guida. Qualora l’infrazione al dettato del Codice della Strada sia commessa due volte in due anni si rischia la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi.

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Al comma 8 lettera F dell’articolo 172, tuttavia, viene consentita l’esenzione alle donne in gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture di sicurezza.

In caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, quindi, si dovrà fornire questo certificato per evitare di incorrere in sanzioni.

Se non si vuole rinunciare ad utilizzare la cintura di sicurezza in gravidanza, mi si vuole guidare con una maggiore comodità per evitare la compressione dell’addome, è possibile acquistare un adattatore.

Grazie a questo dispositivo la cintura andrà ad attraversare le cosce della donna in gravidanza anziché il ventre così da non comprimere il ventre. L’adattatore è facile da installare e va posizionato sul sedile dove andrà ad accomodarsi la donna. La cintura di sicurezza andrà allacciata normalmente ed assicurata con dei bottoni sotto una fettuccia posta all’altezza del basso inguine della donna.

Spesso ci si chiede fino a che mese di gravidanza si possa guidare. Stupisce che il nostro Codice della Strada non abbia regolamentato questa materia lasciando piena libertà alle donne incinte. Sarà quindi possibile per una donna in gravidanza guidare anche al nono mese, ma è sempre bene valutare con cognizione di causa il proprio stato di salute per essere certe di guidare senza correre rischi per sé e per il bambino.

Cose da sapere

Le donne in gravidanza possono indossare la cintura di sicurezza?

Non indossare la cintura di sicurezza in gravidanza è decisamente sconsigliato.  Per indossare correttamente la cintura di sicurezza in gravidanza sarà necessario passare la parte inferiore sotto al pancione, sopra le gambe, mentre quella superiore deve passare sopra una spalla e attraversare il petto in diagonale tra i due seni.

Il Codice della Strada cosa prevede per le cinture di sicurezza in gravidanza?

L’utilizzo delle cinture di sicurezza è disciplinato dall’articolo 172 del Codice della strada ed in caso di mancato della cintura di sicurezza in gravidanza si può essere soggetti ad una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 80 euro a 323 euro oltre alla decurtazione di cinque punti dalla patente di guida.

Sono previste esenzioni all’utilizzo della cintura di sicurezza in gravidanza?

Al comma 8 lettera F dell’articolo 172, tuttavia, viene consentita l’esenzione alle donne in gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture di sicurezza. In caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, quindi, si dovrà fornire questo certificato per evitare di incorrere in sanzioni.

Cos’è l’adattatore per cintura di sicurezza?

Grazie all’adattatore la cintura andrà ad attraversare le cosce della donna in gravidanza anziché il ventre così da non comprimere il ventre. L’adattatore è facile da installare e va posizionato sul sedile dove andrà ad accomodarsi la donna. La cintura di sicurezza andrà allacciata normalmente ed assicurata con dei bottoni sotto una fettuccia posta all’altezza del basso inguine della donna

Fino a che mese di può guidare in gravidanza?

Sarà possibile per una donna in gravidanza guidare anche al nono mese, ma è sempre bene valutare con cognizione di causa il proprio stato di salute per essere certe di guidare senza correre rischi per sé e per il bambino.

Cinture di sicurezza posteriori: è obbligatorio utilizzare per legge

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Le cinture di sicurezza posteriori spesso non vengono utilizzate, ignorando le disposizioni di legge che invece ne dispongono l’utilizzo come un obbligo. Facciamo chiarezza su una questione spesso controversa tra gli automobilisti.

Cinture di sicurezza posteriori: obbligo

Le cinture di sicurezza sono ormai presenti obbligatoriamente su tutte le vetture ed hanno una funzione fondamentale nel tutelare l’incolumità degli occupanti del veicolo, in caso di incidente.

Tuttavia, se ormai è diventata prassi utilizzare quelle anteriori, spesso chi siede sul sedili posteriori dimentica, o rifiuta categoricamente, di impiegare le cinture di sicurezza posteriori violando in questo modo il dettato normativo, ed aumentando notevolmente i rischi per la propria incolumità.

L’obbligo di indossare le cinture di sicurezza posteriori è stabilito dal nostro Codice della Strada e chi non rispetta questo vincolo rischia di incorrere in sanzioni amministrative.

Legge cinture di sicurezza

L’articolo 172 del Codice della Strada disciplina l’obbligatorietà dell’utilizzo delle cinture di sicurezza posteriori ed anteriori e dispone testualmente come sia obbligatorio per tutti, conducenti e passeggeri dei veicoli, il loro utilizzo. Mentre per i bambini di statura inferiore ad un metro e cinquanta devono essere adottati sistemi di ritenuta omologati ed adeguati al loro peso.

Se si trasportano passeggeri minori di età sulla propria vettura, e questi non utilizzano le cinture di sicurezza posteriori sarà il conducente a rispondere del mancato utilizzo qualora sull’auto non sia presente il soggetto tenuto alla sorveglianza del minore stesso.

Analogamente, il conducente che permette ai passeggeri, specie se minorenni, di viaggiare senza cinture di sicurezza posteriori o sistemi di ritenuta, può essere considerato responsabile di parte dei danni fisici subiti dagli stessi.

Il mancato rispetto del dettato normativo comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria e la sottrazione di punti dalla patente.

Nello specifico, l’articolo 172 comma 10 stabilisce come chiunque non faccia uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini sia soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 80 euro a 323 euro, oltre alla decurtazione di 5 punti dalla patente di guida.

Qualora il mancato uso riguardasse il minore di età, della violazione risponde il conducente, oppure chi è tenuto alla sorveglianza del minore stesso se è presente sul veicolo al momento del fatto.

Qualora il conducente incorresse, in un periodo di due anni, in una delle violazioni indicate al comma 10 per almeno due volte, all’ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da quindici giorni a due mesi.

Il comma 8 dell’articolo 172 del Codice della Strada prevede, tuttavia, alcune eccezioni.

Con riferimento al trasporto in taxi e auto a noleggio con conducente, i bambini possono viaggiare senza sistemi di ritenuta se collocati sul sedile posteriore purché accompagnati da persona di età non inferiore a 16 anni. Sui veicoli privi di sistemi di ritenuta, i bambini di età fino a tre anni non possono viaggiare; mentre quelli con più di tre anni possono viaggiare su un sedile anteriore solo se di statura superiore a 1,50 metri.

Le forze di polizia, polizia municipale e provinciale, le forze armate, gli addetti ai servizi antincendio e i sanitari in caso di intervento di emergenza, gli istruttori di guida, gli addetti ai servizi di vigilanza privati che effettuano scorte ed i conducenti dei veicoli per la raccolta e il trasporto dei rifiuti, in servizio nei centri abitati, sono esentati dall’obbligo di utilizzo delle cinture di sicurezza.

Cinture dietro obbligatorie

Tre le altre ipotesi di esenzione di utilizzo della cintura di sicurezza dietro, il Codice della Strada individua anche alcuni soggetti affetti da patologie particolari, o che abbiano condizioni fisiche che costituiscono controindicazioni specifica all’uso delle cinture e le donne in stato di gravidanza in condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture.

L’articolo 172, tuttavia non fornisce alcun elenco di patologie o condizioni particolari specifiche per queste esenzioni, ma richiede una certificazione medica, con durata indicata e simbolo previsto dalla direttiva 91/671/CEE.

É quindi chiaro come, ad eccezione dei casi sopra indicati, le cinture di sicurezza dietro siano da utilizzare sempre, non solo per evitare di incorrere in una violazione del dettato normativo ma, soprattutto, per tutelare la propria incolumità quando si circola su strada.

Bonus Malus RCA: tutto quello che dovreste sapere

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Quando si parla di Bonus Malus RCA si intende il meccanismo assicurativo che premia gli automobilisti più attenti alla guida, abbassando l’importo del premio annuale e penalizza – aumentando la classe di merito – coloro che provocano incidenti. Scopriamo come funziona.

INDICE
 Bonus Malus RCA: Assicurazione
 Bonus Malus RCA: come funziona
 Bonus Malus RCA: calcolo
 Calcolo classe di merito online

La formula del Bonus Malus RCA regola la maggior parte delle polizze assicurative di responsabilità civile delle automobili nel nostro territorio. Grazie a questo sistema, il costo del premio assicurativo non sarà mai identico da un anno all’altro, ma andrà a variare a seconda della condotta di guida dell’assicurato. Se, infatti, non si provocheranno incidenti stradali, l’importo del premio assicurativo andrà a diminuire, mentre nel caso inverso questo aumenterà.

Per comprendere il funzionamento del sistema Bonus Malus RCA si deve prendere spunto dalle classi di merito.

Queste classi di merito costituiscono un parametro fondamentale per determinare l’importo annuale del premio assicurativo. Esistono diciotto differenti classi. La diciottesima è quella più alta, e di conseguenza più costosa, mentre la prima è quella più bassa e più economica.

Il sistema assicurativo comporta un avanzamento verso l’alto, cioè verso la classe più cara, più rapido rispetto a quello verso la classe più bassa. Per esemplificare, qualora si dovesse provocare un incidente stradale con piena responsabilità del sinistro, la compagnia assicuratrice provvede a far scendere di due posizioni la vostra classe di merito, portandovi verso quella più cara mentre, qualora si trascorra un intero anno senza causare alcun incidente, la vostra classe di merito salirà soltanto di una posizione verso il livello più economico.

Il sistema del Bonus Malus RCA, quindi, tende a premiare i guidatori più attenti e prudenti alla guida, penalizzando chi è solito provocare sinistri con una percentuale di responsabilità superiore al 50%.

Avendo spiegato il funzionamento del Bonus Malus RCA, e la funzione premiante per gli automobilisti più virtuosi, è giunto adesso il momento di capire come procedere al calcolo della classe di merito.

Per effettuare questa operazione  si devono prendere come riferimento alcuni parametri:

  • l’area geografica,
  • l’età dell’assicurato,
  • gli anni di conseguimento della patente,
  • il tipo di veicolo assicurato,
  • la frequenza degli incidenti.

E’ soprattutto quest’ultimo parametro quello maggiormente incisivo nella definizione della classe di merito poiché, a seconda della quantità o meno di sinistri in cui l’assicurato è coinvolto, si potranno guadagnare o perdere posizioni e, di conseguenza, il premio assicurativo sarà più o meno salato.

L’importo del premio ha un dislivello triplicato tra le singole classi. Se, ad esempio, un soggetto con classe di merito 1 pagherà 100 come tariffa assicurativa annuale, un automobilista nella classe di merito 2 dovrà pagare un importo tre volte superiore.

Le compagnie assicurative, inoltre, non tengono conto dell’intero anno solare, ma di un periodo di osservazione che termina 2 mesi prima della scadenza della polizza. Se l’assicurato è coinvolto in un sinistro dopo la fine di tale periodo, questo verrà incluso nel periodo di osservazione dell’anno successivo e nel Bonus Malus RCA di 2 anni dopo.

Generalmente i soggetti che non hanno una precedente assicurazione vengono inseriti di diritto nella classe di merito 14. Per effettuare il calcolo è fondamentale conoscere cosa sia avvenuto nell’anno di copertura assicurativa, e quindi valutare la presenza di sinistri liquidati e per i quali si è stati ritenuti responsabili in misura superiore al 50%, l’assenza di sinistri nel periodo di riferimento e l’eventuale cessazione della polizza.

Se, invece, si possiede già una polizza assicurativa, si potrà conoscere facilmente la propria classe di merito leggendo l’attestato di rischio inviato, comunicato o richiesto alla propria compagnia assicurativa.

Dal primo luglio 2015 si è proceduto alla digitalizzazione dell’attestato di rischio. Questo documento è fondamentale qualora si vogliano consultare altre compagnie assicurative per avere un preventivo sul costo del premio annuale Bonus Malus RCA.

Per avere la disponibilità di questo documento si può inoltrare richiesta alla propria compagnia assicuratrice che provvederà ad inviarlo via mail entro 30 giorni dalla scadenza della polizza in corso. In alternativa è possibile collegarsi al sito internet della società di assicurazioni e, una volta eseguito l’accesso con le proprie credenziali, ottenere i dati richiesti, consultando l’area personale.

Si può risalire alla propria classe di merito anche direttamente dal numero di targa del veicolo. Sul web sono presenti numerosi portali che forniranno tutte le informazioni attingendo al database comune ANIA aggiornato in tempo reale da tutte le assicurazioni.

 

Laterali e a tendina: tipologie di airbag e loro funzionamento

airbag

La sicurezza nel settore automotive ha fatto passi da gigante nel corso degli anni grazie a dispositivi, attivi e passivi, adottati sulle vetture di ogni fascia di prezzo. Tra questi l’airbag è senza dubbio uno dei sistemi di sicurezza maggiormente utilizzato ed ormai proposto di serie su ogni automobile.

In Europa è stata la Mercedes, negli anni 80, la prima casa ad offrire questo accessorio sulle vetture di maggior pregio della sua gamma. Successivamente gli altri costruttori hanno imitata la scelta della Casa tedesca, proponendo l’airbag sulle rispettive auto.

Airbag: funzionamento

L’airbag è un dispositivo di sicurezza passiva installato all’interno del volante, della plancia o ancora dei sedili o del padiglione di un’automobile per proteggere i passeggeri dagli urti in caso di incidente stradale.

L’airbag è un pallone di forma piatta che si gonfia istantaneamente al momento dell’urto fuoriuscendo dal vano in cui è riposto. La funzione principale è quella di impedire il contatto della testa o e del volto dei passeggeri con il volante e il cruscotto.

Per evitare di ridurre l’efficacia dell’airbag è fondamentale tenere sempre allacciate le cinture di sicurezza.

L’airbag è costituito da un sensore che rileva la decelerazione a seguito dell’impatto, da una centralina che elabora il segnale e lo invia al detonatore il quale, successivamente, accende le sostanze contenute nella capsula esplosiva ed infine dal sacco realizzato in materiale sintetico impermeabile ai gas.

Al momento dell’impatto si realizza un’esplosione che gonfia il sacco in 30/50 millesimi di secondo e  protegge la testa e, parzialmente, il torace di chi è seduto davanti. Subito dopo l’attivazione il sacco comincia a sgonfiarsi attraverso i fori di cui è dotato.

Una volta che l’airbag è uscito dalla propria sede per proteggere gli occupanti dopo l’urto non può più essere riutilizzato ma deve essere sostituito con un nuovo dispositivo.

Spia airbag accesa

Il corretto funzionamento dell’airbag è indicato sul cruscotto da una spia di colore rosso che ritrae un passeggero seduto con la cintura di sicurezza ed un pallone frontale. Questa si accende sempre al momento dell’avvio della vettura per poi spegnersi poco dopo ed indicare così la perfetta funzionalità del sistema di sicurezza.

Può tuttavia capitare che questa spia dell’airbag rimanga accesa o si accenda improvvisamente durante la guida.

In questo caso si può tentare di risolvere questo problema accostando e spegnendo il motore con lo scopo di resettare il sistema. Ma se questo tentativo non porta benefici allora è il caso di rivolgersi ad un’officina specializzata per effettuare una diagnosi della centralina e comprendere le ragioni del problema.

Sensori airbag

Per il funzionamento dell’airbag sono fondamentali i sensori di collisione o di accelerazione montati direttamente nella centralina o come satelliti nella parte frontale o laterale del veicolo.

Questi rilevano la decelerazione improvvisa dovuta all’impatto ed inviano il segnale alla centralina che, a sua volta, provvede all’attivazione del detonatore ed alla conseguente apertura dell’airbag.

I sensori airbag dovranno essere verificati anche a seguito dell’impatto, per accertarsi che non siano stati compromessi nell’urto. Nel caso si dovrà provvedere anche alla loro sostituzione oltre a quella dell’airbag.

Airbag laterali

Gli airbag laterali si sono diffusi rapidamente nel corso degli ultimi anni ed hanno come finalità quella di proteggere gli occupanti del veicolo in caso di impatto laterale ed offrono un’adeguata protezione anche in caso di ribaltamento della vettura.

Airbag a tendina

Tra gli airbag laterali più diffusi ci sono gli airbag a tendina. Questi proteggono la testa dei passeggeri anteriori e posteriori durante un incidente stradale ed in presenza di forze d’urto di tipo trasversale. Una volta esploso, l’airbag si posiziona tra la testa del passeggero ed il finestrino e proteggono anche in caso di ribaltamento del veicolo.

Patente a 17 anni: con la guida accompagnata si può!

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Il sogno di ogni ragazzo che raggiunge la maggiore età è quello di conseguire la patente di guida per poter godere della totale libertà di movimento, al volante della propria vettura. Dal 21 aprile 2012, tuttavia, grazie alla riforma del Codice della Strada, è stata introdotta la cosiddetta patente a 17 anni. che consente di conquistare il titolo di neopatentati in fretta. Scopriamo di cosa si tratta.

Guidare a 17 anni

Quella che genericamente viene indicata con il termine patente a 17 anni in realtà si chiama Guida Accompagnata e consente ai soggetti che hanno compiuto il diciassettesimo anno di età, di potersi esercitare al volante della propria vettura per un anno, purché ricorrano determinate condizioni.

La guida assistita 17 anni è consentita ai soggetti, come detto già diciassettenni, in possesso della patente A1 per le moto e B1 per quadricicli. Inoltre, devono essere indicati tre soggetti accompagnatori con un’età massima di 60 anni, e coloro che abbiano conseguito la patente di guida da almeno dieci anni, senza essere stati sottoposti a sospensione della stessa negli ultimi cinque.

Un’ulteriore pratica burocratica da adempiere per guidare l’auto a 17 anni è quella di recarsi presso la Motorizzazione competente per territorio e presentare un’istanza per l’autorizzazione alla guida accompagnata, firmata anche da un genitore. Si dovrà produrre l’attestazione del versamento di 32 euro su c/c 4028, del versamento di 10,20 euro su c/c 9001, la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, su apposito modello, comprovante la qualità di genitore o di legale rappresentante del minore ed una fotocopia del documento di identità del dichiarante.

Ricevuta l’istanza verrà consegnata una ricevuta con la quale sarà possibile iscriversi ad un corso di formazione, presso una scuola guida. Al completamento dello stesso si riceverà un attestato di frequenza da presentare alla Motorizzazione. Gli uffici competenti rilasceranno un’autorizzazione all’esercitazione sulla quale verranno indicati anche in nomi degli accompagnatori designati. La validità di questa autorizzazione scade al compimento del diciottesimo anno di età. Una volta divenuti maggiorenni, si dovrà fare richiesta del foglio rosa per proseguire con la guida.

Guida 17 anni

Ulteriore requisito da rispettare per conseguire la patente a 17 anni riguarda il rapporto peso potenza della vettura che si andrà a guidare: valgono le stesse limiti dei neopatentati. Questo non deve superare i 55 kW/t e la potenza della vettura non può essere superiore a 70 kW. Quando si condurrà la vettura durante l’esercitazione deve essere esposto un contrassegno di colore nero su fondo giallo retroriflettente, con le lettere “GA”, acronimo di “Guida Accompagnata”. Vi consigliamo di consultare la lista delle auto per neopatentati.

Guida assistita 17 anni: limiti di velocità

Guidare l’auto a 17 anni impone poi il rispetto di limiti di velocità decisamente rigorosi: 100 km/h sulle autostrade e 90 km/h sulle strade extraurbane principali. Nelle autostrade con carreggiate a tre o più corsie è vietato impegnare altre corsie all’infuori delle due più vicine al bordo destro della carreggiata. Durante la Guida Accompagnata non sarà possibile trasportare passeggeri. Prestate molta attenzione al rispetto del Codice della Strada durante la guida assistita a 17 anni poiché in caso di violazioni che comportino la sospensione della patente non ci si potrà più esercitare.

Infine, se il minorenne si trova alla guida senza l’accompagnatore designato, rischia una sanzione amministrativa di 398 euro, il fermo dell’auto per 3 mesi e la revoca dell’autorizzazione alla Guida Accompagnata.

Antifurto auto: guida alla scelta per un acquisto consapevole

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La protezione della propria vettura dai furti è uno dei principali motivi di preoccupazione di ogni automobilista. In commercio esistono numerosi modelli di antifurto auto in grado di soddisfare diverse esigenze, ed in questa guida andremo a capire quali sono i migliori.

Allarme auto

Quando si parla di antifurto auto si intende comunemente un sistema, elettronico o meccanico, in grado di impedire il furto della vettura. I sistemi meccanici bloccano componenti quali i pedali o lo sterzo della vettura, rendendo quasi impossibile la guida della stessa. Mentre gli antifurto auto elettronici, oltre alla sirena che suona in caso di infrazione, consentono anche il blocco elettronico della vettura.

Antifurto auto: come funziona

Le differenti tipologie di antifurto auto presenti in commercio hanno anche un funzionamento differente. L’antifurto meccanico, infatti, blocca fisicamente alcune componenti della vettura, come pedali o volante. Per attivarlo sarà sufficiente posizionare l’antifurto auto nella sede opportuna, ad esempio tra il pedale della frizione e quello del freno, mentre per la rimozione sarà necessario l’utilizzo di una chiave dedicata da inserire nella serratura apposita.

Il vantaggio dell’antifurto auto meccanico è dato dal costo di acquisto, solitamente inferiore ai 100 euro, e dalla facilità di installazione.

Diversa è invece la modalità di funzionamento dell’antifurto auto elettronico. Nel momento del tentativo di intrusione si attiva immediatamente la sirena che così avvisa dell’apertura non autorizzata del veicolo, mentre per evitare l’accensione del motore è presente l’immobilizer che interrompe il flusso dell’elettricità nel propulsore ed impedisce l’accensione dello stesso unendo i cavi elettrici.

Antifurto auto satellitare

Decisamente più evoluti sono gli antifurto auto satellitari. Grazie ad un localizzatore in grado di comunicare con la Global Posizioning System è sempre possibile tracciare la posizione dell’auto. L’impianto è composto dal modulo GPS, da un modulo GSM e da una centralina elettronica in grado di gestire il tutto.

Il modulo GSM funziona tramite una scheda SIM, e provvede a comunicare ad una centrale operativa il tentativo di furto in tempo reale.

Grazie a questa comunicazione le forze dell’ordine potranno disporre dell’esatta posizione del veicolo, della sua direzione e della velocità. Questa tecnologia consente inoltre di attivare a distanza azioni volte ad impedire il furto del veicolo, come ad esempio il blocco totale del motore.

Antifurto auto collegato al cellulare

È anche possibile costruire un antifurto auto utilizzando un semplice smartphone, per avere una tutela simile a quella di un antifurto auto satellitare. Sarà sufficiente prendere nota del codice IMEI del telefono, sottoscrivere un contratto con un operatore telefonico (preferibilmente uno che garantisca una ottima copertura nel luogo dove solitamente posteggiate la vostra vettura), mettere il telefono in modalità silenziosa, abilitare la funzione di risposta automatica e di ricerca automatica della rete, installare il telefono sull’auto in un luogo nascosto e collegare un caricatore da auto alla batteria della vettura per garantire il funzionamento costante dello smartphone.

In caso di furto sarà sufficiente chiamare la polizia e il proprio operatore telefonico, indicando il sistema antifurto auto installato sulla vettura e fornendo il numero del cellulare e il codice IMEI. Per ritrovare l’auto si dovrà rintracciare il telefono basandosi sulla posizione delle celle a cui esso è connesso.

Fondamentale è l’indicazione all’operatore telefonico di non di non bloccare la SIM, procedura standard quando un cellulare viene rubato.

Antifurto più sicuro

I sistemi antifurto auto elencati offrono un buon livello di sicurezza della propria vettura ma non sono esenti da pecche. I sistemi meccanici, infatti, possono essere aggirati da ladri esperti capaci di guidare l’auto anche con i pedali bloccati, mentre il sistema a sirena può essere inibito bloccando il dispositivo, accedendo allo stesso dal vano motore.

Anche l’antifurto auto satellitare può essere disabilitato utilizzando un mobile jammers, ovvero un dispositivo illegale che interferisce con il segnale GPS, ma in questo caso si deve avere la sfortuna di trovare un ladro particolarmente bravo con l’elettronica.

Per capire quindi quale sia l’antifurto più sicuro si devono prendere in considerazione i pro ed i contro dei singoli dispositivi oltre al budget a disposizione.

Antifurto auto: prezzi

Proprio la capacità economica ed il tipo di vettura da proteggere sono due fattori da considerare nella scelta dell’antifurto auto.

Se si vuole spendere poco la soluzione ideale è quella di un antifurto meccanico. In commercio sono presenti dispositivi con prezzi fino a 100 euro decisamente alla portata di tutti, mentre antifurto auto satellitare ricade in una fascia di prezzo che oscilla dai 400 ai 600 euro. Un buon compromesso può essere il sistema elettronico dotato di immobilizer con prezzi di circa 200 euro.

Miglior antifurto auto 2018

Stabilire quale sia il miglior antifurto auto 2018 è difficile poiché la scelta è soggettiva e dipende anche dalla disponibilità economica.

Se si vuole prescindere da questo fattore si può tuttavia indicare il GPS Tracker TK 104 quale miglior antifurto auto 2018, mentre tra i sistemi meccanici si mettono in evidenza il Bullock 146714 Antifurto Auto Universale Defender ed il Bullock 146162 Antifurto Excellence X.

 

Auto usate per neopatentati: dai grandi classici alle citycar

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Il conseguimento della patente è un giorno importante nella vita di ogni automobilista, dato che proprio da quel momento si può finalmente circolare su strada alla guida di una vettura.

Tuttavia, i neopatentati devono rispettare le rigide disposizioni del Codice della Strada. Tra queste, ad esempio, si segnalano dei limiti di velocità per neopatentati differenti, ed inferiori, da quelli validi per chi è già in possesso della patente da molti anni. Inoltre è previsto un particolare rapporto neopatentati cilindrata. Questi, infatti, non mettersi al volante di auto che abbiano un rapporto tra il loro peso e la potenza superiore a 55 kW per tonnellata ed in nessun caso, inoltre, la potenza dell’auto guidata può superare i 70 kW – 95 cavalli. Se non si ha già a disposizione una vettura che risponde a questi requisiti, è il caso di prendere in considerazione alcune auto usate per neopatentati a poco prezzo. Scopri subito la classifica la classifica delle 10 auto più ricercate per neopatentati:

classifica auto neopatentati

Auto usate per neopatentati

Tra le migliori auto consigliate per neopatentati si può in primo luogo prendere in considerazione un grande classico della tradizione tedesca, la Volkswagen Polo.

auto neopatentati
auto neopatentati

Volkswagen Polo

La compatta della Casa di Wolfsburg è la scelta ideale per un neopatentato qualora si scelga il motore diesel da 1.2 litri che garantisce ottime percorrenze, nell’ordine dei 20 KM/l, e consente di rispettare i limiti previsti dal Codice della Strada. Sul mercato dell’usato è possibile trovare alcuni esemplari anche con prezzi intorno ai 5.000 euro.

Fiat Panda

Una delle auto usate per neopatentati, che da sempre rappresenta un punto di riferimento del mercato, è senza dubbio la Fiat Panda. La citycar torinese è l’ideale per chi è alla ricerca di una vettura dai bassi costi di manutenzione che garantisca più sostanza che forma. Con il motore 1.2 Fire a benzina, che consente percorrenze interessanti in città, è possibile trovare alcune Fiat Panda con un discreto chilometraggio e prezzi che si aggirano sui 4.000 euro.

BMW Serie 1 114 d

Chi non avesse eccessivi problemi di budget, e volesse regalarsi una vettura di segmento superiore, può guardare con interesse alla BMW Serie 1 114 d. Il motore da 95 cavalli rende la compatta tedesca una delle auto usate per neopatentati più interessati. Su automobile.it è possibile trovare alcuni esemplari con un buon chilometraggio a partire da 10.000 euro.

auto neopatentati
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Cilindrata neopatentati

Le macchine per neopatentati devono rispettare il dettato dell’articolo 117 del Codice della Strada, ossia avere un rapporto tra peso e potenza non superiore a 55 kW per tonnellata, e non potranno in ogni caso superare i 70 kW, ovvero 95 cavalli.

Come si intuisce, quindi, le macchine per neopatentati non devono rispettare alcun limite di cilindrata. Si potranno acquistare auto usate per neopatentati con motori diesel o benzina di piccola cubatura o di grande cilindrata, l’importante è che il motore non generi più di 95 cavalli.

Oltre al limite di 95 cavalli per i neopatentati, chi consegue la patente da meno di tre anni deve rispettare ulteriori limiti. In primo luogo per i neopatentati è fatto assoluto divieto di assumere bevande alcoliche prima di mettersi alla guida. Non sarà quindi possibile usufruire di alcun margine di tolleranza in caso di controllo. In secondo luogo chi ha conseguito la patente da meno di tre anni deve rispettare degli specifici di limiti di velocità neopatentati. Sulle strade statali ed extraurbane non si potranno superare i 90 Km/h, mentre in autostrada il limite massimo è fissato a 100 km/h.

Tra le auto usate per neopatentati a poco prezzo un’altra valida alternativa che consigliamo è la Alfa Romeo Mito.

Alfa Romeo Mito

L’Alfa Romeo Mito si è fatta apprezzare nel corso della sua carriera sia per un design certamente personale, invecchiato benissimo, sia per l’assetto sportivo tipico delle vetture della casa del Biscione. La Mito è presente anche con motore 1.4 8V con doppia alimentazione benzina – GPL in grado di offrire 78 cavalli e rispettare così il dettato del Codice della Strada. L’Alfa Romeo Mito è una delle auto consigliate per neopatentati e su automobile.it i prezzi per l’usato partono da 5.600 euro.

Citroen C3

Tra le auto usate per neopatentati da consigliare non può certamente mancare un modello di grande successo come la Citroen C3. La citycar francese ha colpito sia per la sua linea controcorrente, squadrata e innovativa che la fa distinguere subito nel traffico cittadino che per la dotazione tecnologica degli interni in grado di renderla sempre connessa. La versione dotata del motore diesel BlueHDi da 75 cavalli la rende una ottima scelta per i neopatentati ed i prezzi nel mercato dell’usato partono da 9.500 euro.

Hyundai i10

Non c’è dubbio che la Hyundai sia un brand che stia vivendo un momento di grande fermento grazie a modelli decisamente ben riusciti. Tra questi, nella nostra selezione di auto consigliate per neopatentati, spicca la Hyundai i10. La compatta coreana presenta un look fresco, adatto ad un pubblico giovane, e dimensioni esterne ridotte che non sacrificano l’abitabilità interna. La versione dotata del motore 1.0 tre cilindri da 67 cavalli e 49 kW è dedicata ai neopatentati e nel mercato dell’usato  i prezzi partono da 6.390 euro.

Mini

Ultimo modello presente in questa lista di auto consigliate per neopatentati è la Mini. La vettura inglese è diventata una vera e propria icona ed è dedicata a chi vuole un’auto dotata di un fascino e di un design unico che richiama la storica antenata degli anni 60. I fari anteriori tondi, i passaruota ben evidenziati, il tetto che sembra galleggiare grazie ai montanti neri, sono soltanto alcuni degli elementi esterni che rendono immediatamente riconoscibile la Mini. La versione dedicata ai neopatentati è dotata del motore benzina 1.5 litri da 75 cavalli e 55 kW. La terza serie è presente nel mercato dell’usato con prezzi che partono da 12.900 euro.

auto neopatentati
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App quiz patente: la simulazione dell’esame a portata di smartphone

app-quiz-patente

La preparazione all’esame per il conseguimento della patente di guida è oggi decisamente più semplice rispetto al passato. Se infatti, fino ad una decina d’anni fa, tutto lo studio teorico avveniva sui libri di testo, l’evoluzione tecnologica ha agevolato il percorso di training per l’esame patente b, grazie a numerose applicazioni disponibili per i vari device tecnologici. Scopriamo insieme quali sono le migliori app quiz patente per iOS e Android.

App patente

Nei vari store online predisposti sia sui dispositivi Apple, che su quelli dotati di sistema operativo Android, sono presenti numerose app quiz patente attraverso le quali ci si può misurare con le domande che si dovranno affrontare nell’esame teorico, così da testare costantemente la propria preparazione.

Quiz patente Ufficiale 2018

Tra le migliori app quiz patente possiamo indicare al primo posto Quiz Patente Ufficiale 2018. Questa app, è fortemente consigliata non solo perché completa, ma anche per le positive recensioni ricevute da tutti gli utenti che l’hanno scaricata.

In questa app patente sono disponibili le simulazioni d’esami ufficiali del Ministero per il conseguimento di qualsiasi tipo di patente. Inoltre, qualora si ricada in errore e si voglia comprendere meglio la teoria, è possibile visualizzare le lezioni per non ripetere lo stesso sbaglio daccapo.

Questa app quiz patente, che include anche il manuale di teoria consultabile dal proprio device, è disponibile sia sul Google Play Store che sull’App Store.

Quiz Patente B 2017-2018

Un’altra app scaricabile su smartphone o tablet per svolgere la simulazione esame patente b è Quiz Patente B 2017-2018.

Questa app patente è la trasposizione del sito quizpatenteonline.it e presenta le stesse funzionalità. Questa applicazione consente di svolgere la simulazione esame patente b utilizzando le domande ufficiali del Ministero, così da verificare il livello della propria preparazione.

Una delle particolarità di questa applicazione riguarda la possibilità di esercitarsi su un argomento specifico sul quale si ritiene di essere meno preparati. Questa app quiz patente è disponibile esclusivamente per device con sistema operativo Android ed è scaricabile dal Google Play Store.

Incroci animati

Uno dei peggiori quiz da affrontare nell’esame patente b è quello relativo agli incroci. Per arrivare preparati a questa vera e propria sfida, e non commettere nemmeno un errore, si può scaricare l’app Incroci animati.

Questa app quiz patente, così come suggerisce palesemente il nome, consente di comprendere come funziona il metodo di precedenza negli incroci e di non commettere errori durante l’esame. Questa app è disponibile esclusivamente su Google Play Store.

Galileo Quiz Patente

Last but not least: il download di Galileo Quiz Patente, disponibile sul proprio smartphone per potersi esercitare sulle domande quiz patente.

Tramite questa app ci si potrà allenare con tutti i quiz ministeriali aggiornati, effettuare le simulazioni d’esame e avere le statistiche di rendimento. Particolarità di questa app: le versioni in lingua tedesca e francese.

Per poter usufruire della versione Plus sarà necessario iscriversi presso un’autoscuola del gruppo “La Nuova Guida” o una qualunque altra che però utilizzi il software Galileo. Il download è disponibile sia dal Google Play Store che dell’App Store.

Queste, quindi, sono le app quiz patente consigliate per prepararsi al superamento dell’esame, ma online sono presenti siti internet altrettanto validi che vi consentiranno di affrontare l’esame patente b in tutta tranquillità.

Auto per neopatentati: la top 10 delle vetture preferite dai giovani

Quali auto possono guidare i neopatentati? 4

 

La patente, finalmente! Ma qual è la vettura migliore da guidare e quale scegliere per il primo acquisto? Saperlo è importante, se stai pensando di acquistare un’auto per neopatentati.

Ti proponiamo quindi un’utile infografica che illustra le 10 auto per neopatentati più amate. Una descrizione chiara e dettagliata dei modelli preferiti dai giovani guidatori. Cilindrata, tipo di alimentazione, prezzo del nuovo e dell’usato, caratteristiche e perché conviene sceglierli, sia per motivi legati al risparmio, sia per la comodità e la sicurezza alla guida.

Quali auto possono guidare i neopatentati? L’articolo 117 del Codice della Strada dispone limitazioni e regole, prevedendo che i neopatentati non possano guidare auto che abbiano un rapporto, tra peso e potenza, superiore a 55 kW per tonnellata. La potenza dell’auto, comunque, non può superare i 70 kW – 95 cavalli.

Per orientarti nella scelta ed effettuare il giusto acquisto, nella nostra infografica troverai la classifica delle 10 migliori auto per neopatentati di cui potrai scoprire tutte le caratteristiche nelle schede seguenti.

Inserisci l’infografica sul tuo sito! Copia e incolla questo codice:


Auto per neopatentati: la top 10 delle vetture preferite dai giovani 2