Certificato di proprietà auto: cos’è e cosa fare se viene smarrito

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Chi possiede un’auto lo sa benissimo: i documenti da conservare con cura sono numerosi. Tra i più importanti troviamo il certificato di proprietà che, riportando i dati del proprietario del veicolo e attestandone lo stato giuridico, riveste un ruolo primario. Però, fortunatamente, la tecnologia sta venendo in nostro soccorso nel ridurre il numero di “scartoffie” che dobbiamo portare in auto con noi: dal 2015 si è infatti passati al formato digitale di questo documento, che ora non deve più neanche essere conservato a bordo del mezzo.

INDICE
Certificato di proprietà auto: cos’è?
Foglio complementare auto
Certificato di proprietà digitale
Certificato di proprietà cartaceo
Certificato di proprietà online: come richiederlo
Certificato di proprietà auto smarrito: cosa fare?
Certificato di proprietà auto usata

Il certificato di proprietà è un documento rilasciato che riporta il nominativo del conducente dell’autoveicolo e attesta lo stato giuridico attuale del veicolo; viene rilasciato dalle unità territoriali dell’ACI – Pubblico Registro Automobilistico. Ormai dal 2015 questo certificato non è più in formato cartaceo ma digitale. Per questo motivo la sua presenza in vettura non è necessaria per la circolazione su strada. Ad ogni modo deve essere conservato con particolare attenzione dal proprietario del veicolo poiché è fondamentale la sua presentazione in caso di eventuali richieste al Pubblico Registro Automobilistico.

Arriva il Documento Unico per la circolazione e la proprietà

Il foglio complementare auto era il documento che, fino al 1994, attestava  il possesso di un dato veicolo da parte di una persona e ne riportava tutte le informazioni principali. Dal 1994 è stato sostituito dal certificato di proprietà, pertanto è presente soltanto sulle vetture con più di venti anni di età.

La digitalizzazione dei documenti ha coinvolto anche il mondo dell’auto e dal 2015 il certificato di proprietà non è più cartaceo ma digitale. Al momento dell’acquisto di un’auto nuova o usata, verrà rilasciata una ricevuta dell’avvenuta registrazione presso il PRA che conterrà anche il codice di accesso personalizzato con il quale visualizzare online il documento.

Grazie al certificato di proprietà digitale non si corre più il rischio di smarrire il documento e viene garantita una maggiore sicurezza in caso di contraffazione. Inoltre, con il nuovo CdP digitale non è necessario conservare il documento a bordo del veicolo, poiché questo può essere consultato online.Nel caso in cui la ricevuta con il codice d’accesso venga smarrita è possibile chiedere una ristampa gratuita rivolgendosi direttamente allo Sportello Telematico dell’Automobilista che l’ha rilasciata precedentemente.

Tutte le vetture immatricolate dal 1994 sino al mese di ottobre 2015 sono accompagnate dal certificato di proprietà cartaceo. Questo documento, diviso in tre sezioni, riporta i dati relativi al proprietario dell’auto (nome, cognome, codice fiscale, data di nascita e indirizzo di residenza), al veicolo (classe d’uso, tipo d’auto, data di immatricolazione, potenza ed alimentazione) ed eventuali informazioni su fermi amministrativi o gravami fiscali.

Il certificato di proprietà digitale è conservato negli archivi informatici dell’ACI. Pertanto, nel caso in cui se ne volesse scaricare una copia, sarà possibile farlo online grazie all’apposita ricevuta rilasciata al momento dell’acquisto del veicolo.
Ci sono tre modi per richiedere una copia del CdP digitale. Il primo e il più facile è quello di inquadrare il QR code presente sulla ricevuta: in questo modo verrà il documento verrà automaticamente aperto sul telefono. In alternativa, ci si può collegare al sito web indicato sempre nella ricevuta di acquisto e, inserendo il codice fornito, scaricare il documento. Infine, è possibile visionare il proprio CdP digitale tramite il portale ACI, grazie al servizio “consulta il certificato di proprietà digitale”.

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Se si dovesse smarrire la ricevuta del CdP digitale si potrà chiederne la ristampa gratuita allo Sportello Telematico dell’Automobilista che in precedenza ha rilasciato la ricevuta. Se lo smarrimento ha invece ad oggetto il certificato di proprietà cartaceo si potrà richiedere il rilascio del duplicato all’unità territoriale dell’ACI – Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

Per ottenere il duplicato del CdP cartaceo si dovrà presentare: la denuncia di furto, smarrimento o distruzione del certificato di proprietà resa alle autorità di Polizia o dichiarazione sostitutiva di resa denuncia; il modello NP3C, in doppio originale, compilato e sottoscritto dall’intestatario; la fotocopia di un documento di identità dell’intestatario. I costi per ottenere il duplicato presso gli uffici della Motorizzazione Civile si aggirano sui 40 euro, a cui viene aggiunta una tariffa nel caso ci si rivolga ad un’agenzia auto privata.

In caso di acquisto di un’auto usata si potrà entrare in possesso del certificato di proprietà digitale soltanto dopo l’autentica della firma del venditore sull’atto di vendita e la successiva registrazione del passaggio di proprietà presso il PRA. Prima dell’acquisto è sempre opportuno verificare il certificato di proprietà per riscontrare la corrispondenza dei dati anagrafici e delle specifiche tecniche con quelli relativi al venditore ed all’auto, nonché accertarsi dell’assenza di gravami fiscali.

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Cose da sapere

Cos’è il certificato di proprietà auto?

Il certificato di proprietà è il documento che attesta lo stato giuridico attuale del veicolo ed è rilasciato dalle unità territoriali dell’ACI – Pubblico Registro Automobilistico.

Ormai dal 2015 non è più cartaceo ma digitale e la sua presenza in vettura non è necessaria per la circolazione su strada.

Come avere il certificato di proprietà auto digitale?

La digitalizzazione dei documenti ha coinvolto anche il mondo dell’auto e dal 2015 il certificato di proprietà non è più cartaceo ma digitale. Al momento dell’acquisto di un’auto nuova o usata, verrà rilasciata una ricevuta dell’avvenuta registrazione che conterrà anche il codice di accesso personalizzato con il quale visualizzare online il documento.

Cosa fare se si smarrisce il certificato di proprietà auto?

Se, si dovesse smarrire il certificato di proprietà cartaceo si potrà richiedere il rilascio del duplicato all’unità territoriale dell’ACI – Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Se lo smarrimento ha invece ad oggetto la ricevuta del CdP digitale si potrà chiedere la ristampa allo Sportello Telematico dell’Automobilista che in precedenza ha rilasciato la ricevuta.

Per ottenere il duplicato si dovrà presentare: la denuncia di furto, smarrimento o distruzione del certificato di proprietà cartaceo resa alle autorità di Polizia o dichiarazione sostitutiva di resa denuncia; il modello NP3C, in doppio originale, compilato e sottoscritto dall’intestatario; la fotocopia di un documento di identità dell’intestatario. I costi per ottenere il duplicato del certificato di proprietà sono di circa 40 euro, con variazioni in base a chi ci si rivolge.

 

 

Sospensione della patente: i motivi e come fare per riaverla

sospensione patente

Entrare in possesso della patente è un momento che segna un traguardo di autonomia ed indipendenza: per questo è bene ricordarsi sempre di rispettare scrupolosamente le norme del Codice della Strada. Infatti, la violazione di alcune norme prevede non solo una multa, ma anche la sospensione e, in casi più gravi, il ritiro del documento di guida.

INDICE
Che cosa significa sospensione della patente?
Sospensione delle patente, quali sono i motivi?
Cause sospensione della patente: velocità eccessiva
Ritiro patente per incidente
Sospensione patente per stato di ebbrezza
Sospensione patente per recidiva
Sospensione patente neopatentati
Durata sospensione patente
Come riavere la patente dopo la sospensione
Ricorso sospensione patente
Restituzione patente dopo sospensione

La sospensione della patente è una misura che può essere disposta a seguito della violazione del Codice della Strada o in seguito alla perdita dei requisiti psicofisici necessari alla guida. Quando la patente viene sospesa non ci si può mettere alla guida o si rischiano multe salate, la revoca del documento e il fermo del veicolo. Oltre a ciò, se si guida con la patente sospesa e questa viene revocata, bisogna aspettare due anni per richiederne una nuova.

Come abbiamo accennato, la sospensione della patente di verifica in due casi:

  • Quando la violazione di una norma del Codice della Strada comporta, oltre alla multa, la sanzione accessoria della sospensione della patente per un periodo di tempo determinato.
  • Quando viene attestata la perdita dei requisiti psicofisici richiesti per la guida; in questo caso la sospensione perdura fino a quando l’interessato non produce la certificazione della commissione medica locale che certifica il recupero dei citati requisiti.

Di seguito potete trovare nel dettaglio i casi nei quali una violazione del Codice della Strada comporta anche la sospensione della patente di guida.

Il nostro Codice della Strada prevede la sospensione patente da 1 a 3 mesi  per chi supera il limite di velocità di 40-60 km/h; la sanzione accessoria è aumentata per i neopatentati per i quali la sospensione va dai 3 ai 6 mesi. Nell’ipotesi di superamento del limite di velocità di oltre 60 km/h è prevista la sospensione per un periodo che va dai 6 ai 12 mesi. Qualora si compia una recidiva di quest’ultima infrazione sarà disposta la revoca della patente.

Anche in caso di incidenti reiterati, specialmente nel caso comportino lesioni per altre persone, si può incorrere nella sospensione della patente. Qualora un conducente abbia provocato per la seconda volta nel giro di due anni un incidente con gravi danni ai veicoli per non aver mantenuto la distanza di sicurezza, è prevista la sospensione della patente per incidente da 1 a 3 mesi.

Invece, la durata della sospensione è diversa se dal sinistro derivano lesioni personali colpose: in questo caso, si va da 15 giorni a 2 anni. Ancora più pesante la sanzione se nell’incidente si commette un omicidio colposo: la sospensione può arrivare a 4 anni.

Mettersi alla guida dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo non è mai una buona idea e se si viene fermati per in stato di ebbrezza viene disposta la sanzione accessoria della sospensione patente.

La durata della sospensione va dai 3 ai 6 mesi qualora il tasso alcolemico sia compreso tra 0,5 e 0,8 g/l. Se un conducente con questi valori del tasso alcolemico provoca un incidente, allora la sospensione della patente durerà 2 anni.

Più aspre le sanzioni se i valori sono superiori a 0,8 e inferiori a 1,5 g/l: in questo caso è prevista la sospensione patente da 6 mesi a 1 anno. Infine, se il tasso alcolemico è superiore a 1,5 g/l è prevista la sospensione della patente di guida da 1 a 2 anni.

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Un’ipotesi particolare di sospensione della patente si verifica in caso di recidiva, ovvero quando il conducente commette due violazioni uguali nel corso di un biennio: in questo caso la durata della sanzione varia a seconda della norma violata due volte.

Ad esempio, nell’ipotesi di recidiva nel superamento dei limiti di velocità tra 40 e 60 Km/h è prevista la sospensione della patente di guida per un periodo che va dagli 8 ai 18 mesi, mentre se la recidiva avviene per aver superato di oltre 60 Km/h i limiti di velocità sarà prevista la revoca e non la sospensione della patente.

Sanzioni ben più severe sono previste per i neopatentati, ovvero coloro che siano in possesso della patente di guida da meno di 3 anni, che violino il dettato del Codice della Strada. In caso di superamento dei limiti di velocità, per questa categoria è prevista la sospensione della patente dai 3 ai 6 mesi; in caso di recidiva, inoltre, la sospensione della patente di guida dura per un periodo andrà da 8 a 18 mesi.

Vale poi il criterio della tolleranza zero per quanto riguarda la guida in stato di ebbrezza ed anche un valore dello 0,1% del tasso alcolemico comporterà la sospensione della patente, con una durata della sanzione variabile a seconda dei valori del tasso alcolemico. Anche in questo caso, però, con valori oltre a 1,5 g/l si incorre nella revoca del documento di guida. Inoltre, i neopatentati con tasso alcolemico che supera gli 0,81 g/l compiono anche un reato penale, per il quale è previsto l’arresto fino a 6 mesi.

Non esiste un termine unico per la durata della sospensione della patente, ma questo viene stabilito dal nostro Codice della Strada a seconda dell’infrazione commessa. Qui trovate una piccola sintesi di quanto dura la sospensione a seconda delle principali infrazioni:

Superamento del limite di velocità di più di 40 Km/h Da 1 a 3 mesi (da 3 a 6 per neopatentati)
Superamento del limite di velocità di più di 60 Km/h Da 6 a 12 mesi
Guida in stato di ebbrezza Da 3 a 6 mesi con tasso alcolemico fra 0,5 e 0,8 g/l

Da 6 mesi a 1 anno con tasso alcolemico fra 0,8 e 1,5 g/l

Da 1 a 2 anni con tasso alcolemico maggiore di 1,5 g/l

Non dare precedenza o circolare contromano Da 1 a 3 mesi
Guida in caso di assunzione stupefacenti Da 1 a 2 anni
Guida in stato di ebbrezza e si provoca un incidente 2 anni
Guida senza patente o documenti validi Da 3 a 12 mesi
Passaggio con semaforo rosso Da 1 a 3 mesi
Non fermarsi dopo aver provocato incidente Da 15 giorni a 5 anni a seconda della gravità

Per ottenere la patente dopo la sospensione, al termine del periodo indicato, si potrà contattare l’ufficio preposto per sapere se la patente di guida è disponibile per il ritiro. Se, invece, si ritiene che la sanzione accessoria non sia stata applicata correttamente si può scegliere di presentare ricorso.

Si può presentare ricorso contro la sospensione della patente presso  il Prefetto o presso il Giudice di Pace. Nel primo caso il ricorso dovrà essere presentato entro sessanta giorni dalla notifica della sospensione patente, mentre nel secondo i termini sono ridotti alla metà e sono di 30 giorni dalla notifica. In caso di sospensione della patente l’agente accertatore sarà obbligato ad inviare entro 5 giorni il documento di guida al prefetto allegando anche il verbale. Dal momento in cui il prefetto riceve la documentazione la notifica della sospensione deve avvenire entro i 15 giorni successivi.

In caso di ricezione della notifica sospensione patente dopo 20 giorni il provvedimento non sarà valido e ci si potrà appellare al prefetto per la restituzione del documento di guida o rivolgersi al Giudice di Pace.

Al termine del periodo di sospensione fissato, la patente viene restituita da parte dell’organo incaricato della notifica del provvedimento sanzionatorio. Sul sito prefettura.it, utilizzando la procedura ” Dov’è la mia patente “, sarà possibile ottenere informazioni su dove e quando poterne rientrare in possesso.

La patente può essere ritirata dal titolare o da un delegato munito di delega scritta e fotocopia del documento di identità del delegante.

Cose da sapere

Cosa significa sospensione della patente?

La sospensione della patente può essere sia una sanzione accessoria a seguito di una violazione del Codice della Strada (oltre alla multa), oppure può verificarsi in concomitanza con la perdita dei requisiti psicofisici richiesti per la guida.

Quali sono le motivazioni per le quali la patente può essere sospesa?

I casi specifici per i quali può essere disposta la sospensione della patente sono: guida in strato di ebbrezza, superamento dei limiti di velocità, recidiva di una violazione del Codice della Strada, aver provocato per la seconda volta nel giro di due anni un incidente con gravi danni ai veicoli per non aver mantenuto la distanza di sicurezza.

Quanto dura la sospensione della patente?

Non esiste un termine unico per la sospensione della patente, ma questo viene stabilito dal nostro Codice della Strada a seconda dell’infrazione commessa.

Come si fa ricorso contro la sospensione della patente?

Il ricorso contro la sospensione della patente può essere rivolto al Prefetto, entro 60 giorni dalla notifica di sospensione, oppure al Giudice di Pace, entro 30 giorni dalla notifica.

Come si può riavere la patente dopo il periodo di sospensione?

Al termine del periodo di sospensione fissato, la patente viene restituita da parte dell’organo incaricato della notifica del provvedimento sanzionatorio.

Come superare l’esame della patente: tutti i consigli e trucchi

Consigli quiz patente

Prepararsi per l’esame di teoria per la patente crea sempre una certa apprensione. Si può essere degli ottimi conducenti dotati di grandi doti di guida, ma se non si conoscono le norme che regolamentano la guida su strada rimarrà una chimera poter conseguire la patente. Esistono però dei trucchi per il quiz patente, o per meglio dire dei consigli, da seguire per superare senza stress l’esame.

INDICE
Esame della patente ed emergenza Covid-19
Trucchi quiz patente: le parole rivelatrici
Come superare l’esame di guida teorico: i trabocchetti da riconoscere
Come superare l’esame teorico della patente: attenzione ai sinonimi
Trucchi quiz patente per riconoscere i segnali
Come superare l’esame di guida: consigli pratici per la preparazione

L’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia da COVID-19 ha avuto un impatto anche sui termini previsti originariamente per sostenere l’esame di teoria. A causa di “ingorghi burocratici” causati dalla chiusura temporanea degli uffici della Motorizzazione Civile e dall’impossibilità di lavorare in presenza, è stato prorogato il termine per superare l’esame di teoria della patente.

In particolare, chi ha presentato la domanda per sostenere l’esame di teoria tra il primo gennaio 2021 e il 31 marzo 2022 ha tempo un anno, invece dei soliti 6 mesi, per sostenere l’esame, a decorrere dalla data di accettazione della domanda. Per le domande presentate dopo la fine di marzo 2022, vista la conclusione dello stato di emergenza sanitaria, si ritorna invece alle normali scadenze: si hanno 180 giorni per sostenere l’esame a decorrere dalla data di presentazione e accettazione della domanda.

C’è anche un’altra novità comportata dalla fine dello stato di emergenza: a partire dal 1° aprile 2022 non è più necessario il green pass per accedere ai pubblici uffici. Quindi, trattandosi gli esami teorici della patente di guida di atti pubblici, anche per questi decade l’obbligo di pass vaccinale.

Per essere certi di superare senza intoppi l’esame di teoria esistono dei trucchi da tenere sempre a mente, che possono guidare nella soluzione del quiz.

Ad esempio, se nel testo sono presenti domande contenenti le parole “mai”, “sempre”, “solo”, “comunque”, “in ogni caso”, allora nella maggior parte dei casi la risposta sarà falsa. Quando invece vi trovate davanti le parole “reato”, “sostituisce” e “segnale complementare” le domande saranno tendenzialmente vere, così come nel caso in cui nel quesito siano presenti due negazioni.

Ancora, se nella domanda sono presenti le parole “spinterogeno”, “luci d’ingombro”, “cerchi”, “cerchioni”, “provincia”, “albero di trasmissione”, “coppa”, “denso”, “fluido”, la risposta giusta sarà probabilmente “falso”.

Nell’esame della patente sono frequenti le domande trabocchetto. Oltre alle parole indicate sopra, da tenere a mente per andare a colpo sicuro con la risposta corretta, si dovrà fare attenzione non soltanto all’utilizzo del plurale e del singolare nel quesito, ma anche all’utilizzo di sinonimi che possono far cadere in errore.

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Come accennato, al momento di sostenere il quiz dell’esame di guida teorico è fondamentale ricordarsi di alcuni termini presenti nelle domande che possono sembrare simili ma che non sono sinonimi tra loro. Esempi eccellenti sono, ad esempio, le parole “carreggiata” e “corsia“, ma anche termini come “attraversamento ferroviario” e “attraversamento tranviario”, “attraversamento pedonale (o ciclabile)” e “passaggio pedonale (o ciclabile)”, “freno a mano” e “freno di servizio“.

Ricordate poi che qualora nella domanda sia presente la parola “ovvero” questa è sempre intesa nel suo significato avversativo, quindi nel senso di  “oppure” e non “cioè”.

I segnali stradali sono centinaia, ma esistono alcuni piccoli suggerimenti che consentiranno di memorizzarli senza difficoltà. In particolare, può essere utile catalogare i segnali in base alla loro forma.

Quelli di forma circolare possono indicare un divieto o un obbligo: se hanno il bordo rosso, lo sfondo bianco e il simbolo nero allora ci troviamo davanti a segnali di divieto, se sono bianchi su sfondo blu indicano invece obbligo. I segnali di forma triangolare, invece, indicano pericolo: infatti, i segnali di precedenza sono normalmente triangolari. Esistono però delle eccezioni a quest’ultima regola: esempio emblematico è il segnale di stop, dalla caratteristica forma ottagonale per distinguerlo da tutti gli altri.

quiz patente

A prescindere dai trucchi che abbiamo indicato in precedenza per superare l’esame teorico della patente, che possono rivelarsi utili in situazioni di dubbio o difficoltà, il consiglio migliore che possiamo fornire è quello di esercitarsi senza sosta così da arrivare pronti e preparati il giorno dell’esame.

Online sono presenti numerosi siti che consentono di simulare il quiz della prova teorica, ma è anche possibile acquistare e consultare manuali cartacei così da avere sempre a disposizione un ottimo alleato per prepararsi.

Cose da sapere

Quali sono le parole da riconoscere nelle domande della patente per non sbagliare risposta?

Se nel testo della domanda sono presenti le parole “mai”, “sempre”, “solo”, “comunque”, “in ogni caso”, nella maggior parte dei casi la risposta sarà falsa, mentre se sono presenti le parole “reato”, “sostituisce” e “segnale complementare” le domande saranno vere così come se nella domanda saranno presenti due negazioni. Ancora, se nella domanda sono presenti le parole “spinterogeno”, “luci d’ingombro”, “cerchi”, “cerchioni”, “provincia”, “albero di trasmissione”, “coppa”, “denso”, “fluido”, la risposta corretta sarà falsa.

Quali sono i sinonimi ai quali prestare attenzione nei quiz della patente?

Tra i trucchi quiz patente da tenere a mente è fondamentale ricordarsi di alcuni termini presenti nelle domande che possono sembrare simili ma che non sono sinonimi come, ad esempio, carreggiata e corsia; attraversamento ferroviario e attraversamento tranviario, attraversamento pedonale (o ciclabile) e passaggio pedonale (o ciclabile), freno a mano e freno di servizio. Ricordate poi che qualora nella domanda sia presente la parola “ovvero” questa significa oppure e non cioè, così come il “carrello appendice” non è mai la risposta esatta.

Quali sono i trucchi per riconoscere i segnali nei quiz della patente?

I segnali stradali sono centinaia, ma esistono alcuni piccoli suggerimenti che consentiranno di memorizzarli senza difficoltà. I segnali di forma triangolare indicano pericolo; quelli di forma circolare indicano un divieto o un obbligo, a seconda se abbiano il bordo rosso, lo sfondo bianco e il simbolo nero (segnali di divieto) oppure siano bianchi su sfondo blu (obbligo), mentre i segnali di precedenza sono normalmente triangolari, anche se non tutti: esempio emblematico è il segnale di stop, addirittura ottagonale.

Revisione dell’auto: ogni quanto farla, normativa e sanzioni

La normativa sulla revisione auto: ogni quanto farla, costi e sanzioni

La normativa sulla revisione periodica auto ha introdotto un nuovo obbligo: dal 31 marzo 2019, infatti, dopo le varie verifiche alla vettura effettuate dai meccanici autorizzati, dovrà essere consegnato il certificato di revisione, un documento che contiene sia i dati identificativi dell’auto che quelli relativi alle verifiche, compreso anche il chilometraggio. Questo è il documento ufficiale che i centri di revisione, ACI e Motorizzazione dovranno rilasciare ai proprietari delle vetture, una volta terminati tutti i controlli.

Con l’introduzione di questo certificato si vuole cercare di porre un freno alle frodi nazionali ed europee sul chilometraggio delle auto. I dati indicati verranno poi riversati nel Documento unico dell’auto che a sua volta sarà caricato online sul Portale dell’Automobilista. Consultando il sito sarà quindi possibile conoscere il reale chilometraggio di un’auto in vendita.

INDICE
Nuova proroga scadenza revisione auto
Revisione auto: ogni quanto farla?
Revisione: quanto costa?
Prima revisione auto: cosa prevede la normativa
Revisione auto dopo 10 anni: cosa sapere
Verifica storico revisioni auto
Mancata revisione auto: sanzioni e punti patente

Negli anni passati il Governo aveva previsto delle proroghe sulla revisione auto. per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Dopo aver recepito il regolamento UE 2021/267 del 16 febbraio 2021 si è deciso di prorogare la scadenza della revisione auto di 10 mesi per tutti i controlli che ricadevano nel periodo compreso tra il 1° settembre 2020 e il 30 giugno 2021. 

Ormai la maggior parte dei veicoli sono tornati nel regime ordinario: le proroghe per l’emergenza Covid rimaste in vigore sono ormai poche.

Il 31 gennaio scade quella per chi aveva il termine originario fissato a marzo 2021. Entro il 28 febbraio tocca a chi aveva la scadenza normale ad aprile 2021, entro il 31 marzo a chi l’aveva a maggio 2021 ed entro il 30 aprile a chi l’aveva a giugno 2021. Nessuna proroga per chi ha scadenze originarie da luglio 2021 in poi.

La prima revisione di un auto nuova deve sostenuta dopo 4 anni  dall’immatricolazione. Tutte le autovetture immatricolate da più di 4 anni, dovranno effettuare la revisione ogni due anni. In particolare, la normativa del Ministero dei Trasporti stabilisce che la revisione dell’auto debba avvenire entro 24 mesi dall’ultima revisione: quindi, se la vecchia revisione è stata fatta a marzo 2020, la nuova revisione deve avvenire entro marzo 2022.

Bisogna tenere presente che queste scadenze sono applicate a tutte le autovetture, gli autoveicoli indicati come mezzi per trasporto promiscuo, gli autocaravan e infine gli autoveicoli con massa inferiore ai 3.500 kg, adibiti ad usi speciali o per il trasporto di cose. Tale calendario di scadenze deve essere seguito anche da tutti i ciclomotori e i motocicli a partire dal 2003.

Se invece i veicoli da revisionare posseggono un numero di posti maggiore di nove e sono destinati al trasporto di persone, la revisione deve essere effettuata ogni anno. Allo stesso modo, annualmente è necessario revisionare taxi, vetture adibite al noleggio con autista, e tutti i mezzi per il trasporto di cose o per usi speciali con massa superiore ai 3.500 kg (in pieno carico). Oltre a questi mezzi sono inclusi nella revisione annuale anche gli autobus, autocaravan e rimorchi (di peso superiore ai 3.500 kg) ed infine le autoambulanze e le vetture atipiche.

Ogni quanto si fa la revisione auto GPL

Come per tutte le altre autovetture, la prima revisione auto per i veicoli alimentati GPL è prevista 4 anni dopo la prima immatricolazione e, successivamente, ogni biennio. Il termine ultimo per effettuare la revisione per un mezzo GPL è l’ultimo giorno del mese dell’ultima revisione. Inoltre, ogni 10 anni devono essere sostituite le bombole del GPL.

Ogni quanto si fa la revisione auto d’epoca

Secondo la normativa vigente, la revisione periodica auto d’epoca deve essere eseguita ogni due anni. La norma riguarda tutti i veicoli ai quali è stato riconosciuto un interesse collezionistico o storico. Chi possiede un autoveicolo immatricolato dopo il 1° gennaio del 1960, può rivolgersi indistintamente ad un’officina autorizzata o ad un centro revisioni, mentre le vetture immatricolate prima di quella data possono essere sottoposte a revisione solo presso gli uffici della Motorizzazione Civile di pertinenza.

I costi per effettuare la revisione della macchina oscillano fra poco più di 46 euro e poco meno di 79 €. Di fatto chi sceglie di portare il proprio mezzo presso un’officina autorizzata dovrà versare un totale di 78,75 €, di cui 54,95 €  per la revisione, 12,09 € di IVA, 10,20 per i diritti Motorizzazione e 1,51 € per il bollettino PagoPa. Chi preferisce effettuare la revisione periodica auto presso un ufficio della Motorizzazione Civile, dovrà versare invece 45 € per la revisione, più 1,51 € per il versamento. Dovrà, inoltre, sbrigare le pratiche burocratiche, fra cui la compilazione del modello MC 2100.

La normativa è molto chiara su questo punto: la prima revisione di un auto nuova deve essere sostenuta dopo 4 anni dall’immatricolazione, per tutte le vetture. Questo significa che se il veicolo nuovo viene immatricolato a marzo 2022, la prima revisione dovrà avvenire entro e non oltre marzo 2026.

Infatti, l’articolo 80, comma 3, del Codice della Strada dispone “per le autovetture, per gli autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 t e per gli autoveicoli per trasporto promiscuo, la revisione entro quattro anni dalla data di prima immatricolazione e successivamente ogni due anni”.

Nessuna categoria di veicolo prevede la possibilità di revisione ad intervalli di 10 anni. Infatti, raggiunti i 10 anni dall’immatricolazione ogni veicolo sarà stato revisionato 4 volte: la prima volta a 4 anni dalla data di prima immatricolazione e le successive 3 a cadenza biennale. L’unica eccezione sono le bombole per il GPL, che vanno sostituite ogni 10 anni.

Costo della revisione auto, dove conviene farla?

Per verificare quando è stata fatta l’ultima revisione del proprio veicolo è sufficiente andare sul Portale dell’Automobilista, messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile. Qui, nell’apposita sezione, si può conoscere la data di ultima revisione della propria vettura, indicando semplicemente il tipo di veicolo e la targa.

Una volta chiarito ogni quanto si fa la revisione, è bene avere presente cosa si rischia in caso di mancata verifica periodica. Chi circola con un mezzo privo della revisione periodica auto va incontro ad una sanzione amministrativa di una somma variabile fra 173 e 694 €. Se il mezzo risulta possedere a suo carico altre mancate revisioni, tale sanzione può raddoppiare. L’autorità che ha colto in flagrante il conducente alla guida di un mezzo non revisionato annota sul libretto che il veicolo non può circolare, sino a quando la revisione della macchina non sarà stata eseguita. La circolazione del mezzo è consentita solo nel giorno in cui è previsto l’appuntamento presso il centro di revisione o presso la Motorizzazione.

Chi prova a circolare comunque con un mezzo sospeso e viene fermato nuovamente dall’autorità può ricevere un’ulteriore multa, compresa fra 1.998 e 7.993 €. A questo punto il mezzo subisce un fermo di 90 giorni in caso di reiterazione si procede alla confisca del mezzo. Una multa ingente è commutata anche a chi mente, dichiarando di aver effettuato la revisione dell’auto: essa è compresa fra i 430 e i 1.731 €, ed è accompagnata dal ritiro della carta di circolazione.

Cose da sapere

Ogni quanto bisogna fare la revisione?

La prima revisione di un auto nuova deve sostenuta dopo 4 anni  dall’immatricolazione e successivamente ogni due anni.

Quanto costa la revisione auto?

Il prezzo varia a seconda del officina scelta per fare la revisione. Il posto più economico (ma dove più lunga è l’attesa) è sicuramente la Motorizzazione civile, dove la revisione può essere sostenuta per 46,51 €. In tutti gli altri casi (officine autorizzate, delegazioni ACI etc), il costo è di 78,75 €.

Come verificare la data dell’ultima revisione auto?

Per verificare quando è stata fatta l’ultima revisione del proprio veicolo è sufficiente andare sul Portale dell’Automobilista, messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, e nell’apposita sezione indicare tipo di veicolo e numero di targa.

Controllo punti patente : come e dove verificare il saldo

patente a punti

Nel 2003 in Italia è stata introdotta la patente a punti. Si tratta di un tipo di patente che comporta la decurtazione di un certo numero di punti in base all’infrazione commessa che ha lo scopo di scoraggiare comportamenti contrari al Codice della Strada. Inizialmente la patente ha un certo numero di punti. Ne può guadagnare e perdere in base a certe logiche.

Ma come si fa a conoscere il saldo dei punti patente? Vediamolo.

INDICE
Punti patente: la normativa
Verifica punti patente
Dove vedere il saldo dei punti patente
Verifica punti patente ACI

Ogni possessore di patente di guida ha un punteggio di partenza pari a 20 punti. Se non si commettono infrazioni, si guadagnano 2 punti ogni 2 anni, fino a un massimo di 30. Se si commettono infrazioni, invece, si subisce un decurtamento di punti proporzionale all’infrazione commessa secondo quanto stabilito all’articolo 126 bis del Codice della Strada.

Se a causa di multe e sanzioni si ha un punteggio della patente inferiore a 20, si torna a 20 dopo 2 anni senza aver commesso infrazioni. Al contrario, se si esauriscono tutti i punti, si deve sostenere l’esame di revisione della patente. Chi commette più infrazioni in una volta sola può perdere fino a un massimo 15 punti, purché l’infrazione non comporti la sospensione o revoca della patente.

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Per sapere quanti punti della patente vengono decurtati in base all’infrazione commessa, vi alleghiamo qui sotto una tabella riassuntiva. Ricordiamo che per conducenti di meno di 21 anni e per i neopatentati (patente da meno di 3 anni), i punti decurtati raddoppiano.

  • Decurtazione di 10 punti patente: avviene quando si superano i limiti di velocità di oltre 60 km/h; quando si circola contromano o si effettua un sorpasso in situazioni gravi e pericolose; quando si trasportano materie pericolose senza le adeguate precauzioni e le dovute autorizzazioni; in caso di manovre pericolose in autostrada; in caso di guida in stato di ebbrezza o di fuga in caso di incidente.
  • Decurtazione di 8 punti patente: avviene in caso di mancato rispetto della distanza di sicurezza che abbia causato un incidente; quando si fanno inversioni di marcia in condizioni pericolose; nel caso in cui si violi l’obbligo di precedenza ai pedoni.
  • Decurtazione di 6 punti patente: quando si superano i limiti di velocità di oltre 40 km/h, ma non di oltre 60 km/h; quando si violano obblighi di fermata, come lo stop, il semaforo rosso o i passaggi a livello.
  • Decurtazione di 5 punti patente: violazione di obblighi e regole di precedenza e sorpasso; mancato allacciamento di casco o cinture di sicurezza; del mancato rispetto del riposo minimo giornaliero per gli autisti di camion e autobus.
  • Decurtazione di 4 punti patente: quando si circola contromano; si omette di occupare la corsia più libera a destra; in caso di trasporto di cose o persone con eccedenza di carico; qualora non si consenta al pedone l’attraversamento di una strada sprovvista di strisce pedonali.
  • Decurtazione di 3 punti patente: nei casi di mancata osservanza delle distanze di sicurezza nei confronti di determinate categorie di veicoli; in caso di uso degli abbaglianti in condizioni vietate; se non si rispettano gli obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti.
  • Decurtazione di 2 punti patente: mancato rispetto della segnaletica; sosta nelle corsie riservate al transito degli autobus o veicoli su rotaia, negli spazi riservati a veicoli per persone invalide o in quelli riservati alla fermata degli autobus o dei taxi; mancata segnalazione con l’apposito triangolo il veicolo fermo sulla carreggiata fuori dei centri abitati; violazione delle prescrizioni per la circolazione sulle autostrade e sulle superstrade.
  • Decurtazione di 1 punto patente: avviene principalmente qualora non si faccia uso dei dispositivi di illuminazione o segnalazione visiva quando è prescritto oppure in caso di uso improprio dei fari.

Per recuperare i punti patente è sufficiente frequentare i corsi dedicati presso le autoscuole e i centri autorizzati dal ministero dei Trasporti. Sostenendo 12 ore di lezione si potranno recuperare fino a 6 punti senza però andare a superare il limite massimo di 20. Non sarà necessario sostenere un esame finale ma sarà sufficiente la presenza al singolo corso.

Una delle domande che spesso si fanno gli automobilisti è quella relativa a come sapere quanti punti si hanno sulla patente. Uno dei modi è quello di consultare gli appositi portali via internet.

  • Portale dell’automobilista
  • iPatente

Portale dell’Automobilista: consultando il sito web creato dal Ministero dei Trasporti sarà sufficiente procedere alla registrazione indicando il proprio codice fiscale, il numero e la data di scadenza della patente per poi cliccare sul link “saldo patente” e conoscere il totale dei punti presenti in modo totalmente gratuito.

iPatente: se non si ha a disposizione un PC e si vuole controllare il saldo dei punti patente direttamente dal proprio smartphone sarà sufficiente scaricare l’app iPatente, disponibile sia su Apple Store che Google Play, e trovare tutte le informazioni necessarie.

Per verificare il saldo dei punti della propria patente si può anche telefonare a un numero 848.782.782 messo a disposizione dall’ACI. Il numero è raggiungibile solo da telefono fisso, digitando successivamente la data di nascita e il numero di patente seguito dal tasto cancelletto. Il numero punti patente è attivo 24 ore su 24 e ha il costo di una chiamata urbana.

Cose da sapere

Quali sono le principali norme sulla patente a punti?

L’articolo 126 bis del Codice della Strada indica tutto il sistema di punteggio con le relative infrazioni così da conoscere in anticipo quanti punti si possono perdere in caso di violazione delle norme di comportamento su strada. Ogni possessore di patente di guida ha un punteggio di partenza pari a 20 punti ed in base alla gravità dell’infrazione commessa questo può essere decurtato.

Come si verifica il saldo punti sulla patente?

Esistono varie vie per conoscere il saldo dei punti sulla patente: collegandosi al Portale dell’automobilista, attraverso l’app iPatente oppure chiamando il numero 848.782.782.

Come si recuperano i punti patente persi?

Per recuperare i punti patente è sufficiente frequentare i corsi dedicati presso le autoscuole e i centri autorizzati dal ministero dei Trasporti. Sostenendo 12 ore di lezione si potranno recuperare fino a 6 punti senza però andare a superare il limite massimo di 20. Non sarà necessario sostenere un esame finale ma sarà sufficiente la presenza al singolo corso.

 

 

Smarrimento patente: dalla denuncia al duplicato, ecco cosa fare

smarrimento-patente

Lo smarrimento della patente è una di quelle cose che vorremmo non capitasse mai. L’auto, infatti, resta per molti di noi un mezzo di trasporto che viene usato quotidianamente e non poterne più usufruire può comportare scomodità da non sottovalutare.

Fortunatamente, se si perde la patente, o se se ne subisce il furto, la procedura da seguire per ottenerne un duplicato è snella e relativamente poco costosa. In più, grazie al rilascio di un attestato provvisorio, si può tornare subito al volante della nostra auto nell’attesa dell’arrivo del documento definitivo.

INDICE
 Smarrimento patente: cosa fare
 Denuncia smarrimento patente
 Duplicato patente: dove richiederlo
 Costo duplicato patente
Patente rubata: cosa fare?

Se si smarrisce la patente si deve seguire un iter preciso per avere in breve tempo un documento provvisorio che consenta di tornare alla guida di un veicolo nell’attesa del duplicato della patente di guida.

L’iter si compone di due step:

  • Denuncia smarrimento patente;
  • Richiesta duplicato patente.

Nel momento in cui ci si accorge di aver smarrito la propria patente di guida sarà necessario recarsi presso una caserma dei Carabinieri per procedere con la denuncia di smarrimento. Questo procedimento deve essere compiuto entro 48 ore dalla scoperta dello smarrimento e sarà fondamentale portare con sé un documento di identità valido e due fototessere per poter successivamente procedere alla richiesta di duplicato.

Completata la denuncia, e presentato il documento di identità e le foto tessere richieste, verrà rilasciato un permesso provvisorio di guida con validità 90 giorni con il quale sarà possibile circolare in attesa del duplicato.

Completata la procedura di denuncia di smarrimento patente, ed entrati in possesso del permesso di guida provvisorio, si potrà procedere con la richiesta di duplicato patente smarrita all’Ufficio Centrale Operativo del Ministero dei Trasporti.

Per poter procedere con questa istanza sarà necessario essere in possesso dei documenti richiesti ed effettuare il pagamento dell’operazione. Il Ministero dei Trasporti provvederà all’invio del duplicato entro 45 giorni dalla denuncia.

La richiesta potrà essere presentata:

  • dal diretto interessato, previa esibizione di un documento d’identità in corso di validità;
  • da una persona delegata, che dovrà portare con sé il documento d’identità valido, una delega su carta semplice sottoscritta dal titolare ed una fotocopia del documento d’identità valido del delegante;
  • da uno studio di disbrigo pratiche automobilistiche o da un’autoscuola;
  • Se la patente smarrita è meccanizzata, cioè censita nell’archivio nazionale dei cittadini italiani abilitati alla guida ed è duplicabile, saranno i carabinieri o la polizia ad inoltrare la richiesta per il duplicato.

L’interessato dovrà consegnare due fotografie formato tessera ed apporre una firma nell’apposito riquadro presente sul permesso provvisorio di guida. Saranno poi le autorità di pubblica sicurezza a provvedere agli adempimenti per il duplicato trasmettendo tutta la documentazione ai competenti uffici della motorizzazione civile. La foto e la firma saranno scansionate e riportate sulla nuova patente.

Se la patente smarrita è non meccanizzata, sarà il titolare del documento a doversi recare alla motorizzazione civile per richiedere il duplicato della patente smarrita. L’iter da seguire è questo: compilare e presentare il modello TT 2112 per la richiesta del duplicato, fornire la copia di un documento di riconoscimento in corso di validità, l’attestazione del versamento postale, due fototessere, la denuncia di smarrimento ed il permesso provvisorio di guida.

Qualora la patente di guida smarrita sia di un cittadino extracomunitario sarà fondamentale esibire anche il permesso di soggiorno o la carta di soggiorno.

Duplicato patente online

Qualora non si abbia la possibilità di recarsi presso i Carabinieri o un ufficio di Polizia e un altro ufficio di polizia locale, si potrà procedere alla denuncia anche online tramite il sito extranet.carabinieri.it/DenunciaViaWeb/.

Una volta compilato il form con tutti i dati richiesti si dovrà stampare la denuncia per poi procedere alla stessa presso una stazione dei Carabinieri. Questo permetterà di risparmiare tempo, potendo usufruire di una corsia preferenziale. Una volta giunti presso la Stazione o Tenenza del Carabinieri, si dovranno comunque presentare il documento di identità e le foto tessere richieste. Verrà così rilasciato un permesso provvisorio di guida con validità 90 giorni con il quale sarà possibile circolare in attesa del duplicato.

Nel caso in cui il duplicato non arrivi entro 45 giorni è possibile contattare il numero verde 800232323. Il numero è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 e il sabato dalle 8 alle 14.

patente-digitalizzazione

In caso di smarrimento, i costi per ottenere il duplicato della patente sono tutto sommato contenuti ed ammontano a poco meno di 19 euro. Sono così composti:

  • Diritti DDT: 10,20 €
  • Spese postali: 6,86 €
  • Commissioni: 1,70 €

In caso di deterioramento della patente, invece, i costi cambiano leggermente. Se si ha avuto poca cura nel conservare il documento fino a renderlo illeggibile in alcune parti, si dovrà mettere in conto un costo maggiore, di poco superiore ai 40 euro.

  • Versamento sul c/c 9001: 10,20 €
  • Versamento sul c/c 4028: 32 €

Nel caso in cui la patente sia rubata, magari a seguito del furto del portafoglio o della borsa all’interno della quale veniva custodita, l’iter da seguire per ottenerne un duplicato è identico a quello suggerito in caso di smarrimento.

Non ci sono differenze né di procedura né di costi. Ci si reca preso una stazione dei Carabinieri o della Polizia e si procede alla denuncia. Anche in questo caso, per snellire l’iter, si può procedere a una prima compilazione dei moduli online, sempre collegandosi al sito extranet.carabinieri.it/DenunciaViaWeb/.

Cose da sapere

Cosa fare in caso di smarrimento della patente?

In caso di smarrimento della patente si deve innanzitutto procedere con la denuncia entro 48 ore alla polizia o ai carabinieri, e poi alla richiesta del duplicato.

Dove si sporge denuncia per lo smarrimento della patente?

La denuncia di smarrimento patente può essere effettuata presso una caserma dei carabinieri o presso la polizia,  portando con sé un documento di identità valido e due fototessere per poter successivamente procedere alla richiesta di duplicato.  Si può sporgere denuncia anche online, tramite il sito https://extranet.carabinieri.it/DenunciaViaWeb/ ed un volta compilato il form con tutti i dati richiesti si dovrà stampare la denuncia.

Come si richiede il duplicato patente smarrita?

Il duplicato della patente può essere richiesto all’Ufficio Centrale Operativo del Ministero dei Trasporti. Per poter procedere con questa istanza sarà necessario essere in possesso dei documenti richiesti ed effettuare il pagamento dell’operazione. Il Ministero dei Trasporti provvederà all’invio del duplicato entro 45 giorni dalla denuncia.

Quanto costa il duplicato della patente?

Il costo del duplicato della patente è di circa 17 euro.

Targa auto : le verifiche e come ottenere tutte le informazioni e risalire al proprietario

Targa auto: le ricerche da effettuare e i costi da sostenere 2

L’automobile è un bene mobile registrato. Questa definizione comporta un inquadramento particolare di questo “oggetto”, che ha la particolarità di non essere collocato in un luogo preciso, come una casa o, più generale, un immobile, ma essere soggetto a una registrazione che ne certifica la proprietà e che comporta una serie di altri obblighi.

Proprio per questa sua natura, l’automobile è dotata di una targa di riconoscimento. Questa targa permette di risalire velocemente a tutta una serie di dati e informazioni. Scendiamo più nel dettaglio.

INDICE
Informazioni della targa
Come risalire al proprietario dalla targa
Storia delle targhe italiane

Come detto, conoscendo la targa di un’auto sono molte le informazioni a cui si può avere accesso. Prima di tutto, se si vuole risalire al solo importo da pagare per il bollo auto, sarà sufficiente sfruttare le apposite sezioni del sito dell’Agenzia delle Entrate o dell’ACI.

Se invece si vuole accedere a informazioni più dettagliate, si può chiedere una visura. La si ottiene in due modi:

  • Recandosi presso uno sportello ACI, sostenendo un costo pari a 6€;
  • Richiedendola tramite il sito internet ACI, pagando oltre i 6,9 €.

Un altro sito da tenere in considerazione per risalire ai dati tecnici di un determinato veicolo è Sevim. Tramite questo portale, inserendo il numero di targa auto, si potrà conoscere la cilindrata, la classe Euro di appartenenza, il peso, il numero di posti e tutte le altre caratteristiche tecniche della vettura. Attenzione: questo tipo di operazione trova targa non è effettuabile con le targhe auto di tutti i veicoli della Comunità Europea.

targa portabile

Qualora abbiate la necessità di risalire al proprietario di una vettura potrete conoscere i dati del soggetto tramite la targa auto. In questo caso, per scoprire i dati personali targa auto, l’operazione sarà a pagamento, ma potrà rivelarsi necessaria in caso di coinvolgimento in un sinistro stradale, o in caso stiate acquistando un veicolo usato e vogliate conoscere l’esistenza di eventuali pignoramenti o fermi amministrativi.

Anche in questo caso le vie da percorrere sono due:

  • Recarsi presso un ufficio provinciale ACI per chiedere una visura al Pubblico Registro Automobilistico.
  • Effettuare la richiesta dei dati auto da targa tramite il sito internet dell’ACI.

La prima soluzione è utile poiché nel Pubblico Registro Automobilistico sono effettuate le iscrizioni, le trascrizioni e le annotazioni relative agli autoveicoli, ai motoveicoli e ai rimorchi. Se si sceglie la seconda soluzione, sarà sufficiente effettuare il pagamento online tramite il sistema PagoPA, che consente a cittadini e imprese di effettuare qualsiasi pagamento verso le pubbliche amministrazioni in modalità elettronica, e dopo aver versato un importo di 8,50 €, si potrà ottenere la visura in formato PDF.

Le prime due alternative hanno un costo abbordabile, ma se si vuole delegare a terzi l’onore di effettuare questa operazione, mettendo in conto un costo più elevato, ci si potrà rivolgere ad un’agenzia di disbrigo pratiche.

Negli anni le targhe italiane hanno subito alcune modifiche. Essendo create con una combinazione di lettere e numeri, lo stato si è visto costretto a cambiare metodo di composizione per evitare che si esaurissero le combinazioni possibili. Ecco i principali metodi adottati:

Anno Caratteristiche
1901-1905 si adotta una targa bianca con numero seriale a una, due e poi tre cifre anticipato dalla provincia di appartenenza scritta per intero. Ad esempio: “TORINO 19”.
1905-1927 si opta per una prima cifra scritta in rosso che equivale alla provincia seguita da un numero seriale in nero.
1927-1932 si passa al fondo nero, con numero seriale prima e sigla della provincia dopo, entrambe in bianco. Ad esempio: “966 AO”.
1932-1976 le targhe posteriori diventano “quadrate”, con sigla della provincia e numero seriale in bianco su fondo nero disposti su due righe.
1976-1984 si mantiene la formula della sigla della provincia e del numero seriale a 5 o 6 cifre. La sigla della provincia è scritta in arancione, i numeri restano bianchi.
1985-1994 si passa ai caratteri neri su sfondo bianco. Il codice numerico è preceduto dalla provincia di immatricolazione della vettura.
1994-1999 combinazione di sette caratteri alfanumerici costituiti da lettere nelle prime due e nelle ultime due posizioni e cifre nelle tre posizioni centrali.
1999-oggi si basa sulla tipologia adottata fino al 1999, ma ha due fasce blu ai lati: in quella sinistra sono presenti le 12 stelle dell’Unione europea e in colore bianco la lettera “I” dell’Italia, mentre sulla destra possono essere indicati, su richiesta del proprietario, l’anno della prima immatricolazione e la sigla della provincia o città metropolitana di residenza dell’intestatario.

Quali informazioni si possono ottenere dai dati personali targa auto?

Con i dati personali targa auto, sfruttando vari siti web, è possibile verificare  il modello di vettura, i dati tecnici, il calcolo del bollo auto ed altre utili informazioni.

Come posso ottenere le informazioni di una vettura tramite la sua targa?

Per ottenere queste informazioni ci può recare presso uno sportello ACI per chiedere una visura, o utilizzare il sito internet ACI.

Quanto costa ottenere queste informazioni?

Il costo cambia a seconda del modo in cui le informazioni vengono richieste, se ci si reca presso uno sportello ACI sarà di 6 €, per via telematica bisognerà pagare un supplemento di 2,83 €.

È possibile risalire al proprietario di un veicolo tramite la targa?

Sì, l’operazione è a pagamento e può essere svolta presso uno sportello ACI o tramite il sito internet dell’ACI.

Ritiro patente: quali sono i motivi e come riaverla

Ogni automobilista ha l’obbligo di rispettare le disposizioni del Codice della Strada per tutelare la propria e l’altrui incolumità. Questo assunto deve essere sempre ben impresso nella mente di chiunque si metta alla guida di una vettura, consapevole che, in caso di infrazioni, si potranno subire sanzioni sempre più importanti, sino ad arrivare alla sospensione della patente o al ritiro patente. Quali ragioni possono portare le Forze dell’Ordine a sospendere l’abilitazione alla guida? Eccole di seguito analizzate nel dettaglio.

INDICE
Ritiro della patente: quali sono i motivi?
Ritiro della patente per alcol
Ritiro patente per guida con cellulare
Guida con patente scaduta
Ritiro patente per superamento dei limiti di velocità
Sospensione della patente
Per quanto tempo può essere sospesa o ritirata la patente?
Ritiro patente: come riaverla 

Come detto, il nostro Codice della Strada prevede una serie di sanzioni crescenti in rapporto alla violazione commessa, e il ritiro patente si pone quale sanzione accessoria al pagamento della multa imposta in caso di violazione delle norme del Codice.

Quando parliamo di ritiro della patente intendiamo la materiale sottrazione del documento da parte degli agenti del traffico a seguito della specifica infrazione commessa. Il ritiro può poi comportare:

  • la successiva sospensione o revoca,
  • la restituzione dello stesso documento.

Di seguito indichiamo quando avviene il ritiro della patente elencando le specifiche ipotesi previste dal Codice della Strada.

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Una delle ipotesi in cui è previsto il ritiro patente è la guida in stato di ebbrezza. Il nostro Codice della Strada ha affrontato il tema del ritiro patente per alcol in maniera giustamente severa stabilendo, agli articoli 186 e 186 bis, sanzioni economiche e accessorie che puniscono in modo importante chi si mette alla guida dopo aver alzato eccessivamente il gomito.

Il  valore limite legale del tasso alcolemico è pari a 0,5 g/litro, un limite decisamente basso ma fondamentale per garantire la sicurezza degli utenti della strada. Chi venga fermato, sottoposto ad alcoltest e trovato con un valore superiore a questo, può subire diverse sanzioni.

Limite Sanzione
da 0,5 a 0,8 g/litro Sanzione amministrativa da 532 a 2.127 euro, più sanzione accessoria di sospensione della patente da 3 a 6 mesi
da 0,8 a 1,5 g/litro La violazione diventa reato, è prevista una sanzione amministrativa da 800 a 3.200 euro, più la sanzione accessoria della sospensione della patente da 6 mesi a un anno,  e si potrà rischiare l’arresto fino a un massimo di 6 mesi 
superiore a 1,5 g/litro La sanzione amministrativa varia da 1.500 sino a 6.000 euro, è prevista una  sanzione accessoria della sospensione della patente da uno a due anni oltre a rischiare l’arresto da 6 mesi a un anno. In caso di recidiva, la patente viene revocata qualora l’infrazione sia commessa in un arco temporale di due anni.

In caso di rifiuto dell’alcoltest si applicano le pene massime e l’eventuale confisca del veicolo. Per quel che riguarda la restituzione patente dopo sospensione per guida stato di ebbrezza, è possibile tornare in possesso del documento di guida solo se è trascorso il periodo di sospensione della patente e si è ottenuta l’idoneità dalla Commissione medica locale. In caso contrario, la patente rimane sospesa fino all’esibizione della certificazione medica.

Altra cattiva abitudine che può portare al ritiro patente è la guida con il cellulare.

Molti automobilisti, infatti, continuano a sottovalutare la pericolosità di questa condotta che distrae in maniera eccessivamente rischiosa dalla guida.

Il nostro Codice della Strada disciplina questo comportamento all’articolo 173, recentemente inasprito nel 2017 e prevede:

  • una sanzione amministrativa da 161 a 647 euro (sia che si stia telefonando sia che si stia inviando un messaggio)
  • sospensione della patente in caso di recidiva entro i due anni successivi e, in questo caso, il ritiro oscilla da 1 a 3 mesi.

Altro caso in cui la patente può essere ritirata è quello della guida con patente scaduta. Il documento che consente la circolazione su strada, infatti, deve essere rinnovato:

  • ogni 10 anni sino al compimento dei 50 anni di età,
  • ogni 5 anni per gli automobilisti di età compresa tra 50 e 70 anni,
  • ogni 3 anni per gli automobilisti tra 70 e 80 anni di età,
  • ogni 2 anni per gli ultraottantenni.

Chi viene fermato con la patente scaduta rischia una sanzione amministrativa che varia da 160 sino a 644 euro, mentre la sanzione accessoria sarà proprio il ritiro della patente scaduta.

Entro dieci giorni dal ritiro patente l’automobilista avrà la possibilità di effettuare la visita medica obbligatoria e sbrigare tutte le pratiche burocratiche per tornare in possesso del documento ritirato, mentre, qualora sia decorso questo termine, per poter tornare in possesso della patente ci si dovrà recare presso la prefettura muniti del certificato medico che accerti l’idoneità alla guida e il rinnovo del documento scaduto.

LEGGI ORA: Tutto sul rinnovo della patente

Uno dei casi più comuni di ritiro della patente è il superamento dei limiti di velocità. Il nostro Codice della Strada disciplina due ipotesi in cui può avvenire questa sanzione accessoria.

Primo caso, il superamento del limite di velocità tra i 40 e i 60 km/h prevede:

  • una multa compresa tra i 527 e 2.108 euro,
  • la decurtazione di 6 punti
  • la sospensione della patente per un periodo che va da uno a tre mesi che possono variare da otto a diciotto in caso di recidiva in un biennio

Secondo caso, il superamento di oltre 60 km/h del limite di velocità prevede:

  • sanzione amministrativa che varia da un minimo di 821 ad un massimo di 3.287 euro
  • la decurtazione di 10 punti
  • la sospensione della patente di guida per un periodo che va da sei mesi a un anno (in caso di recidiva in un biennio è prevista la revoca della patente)

La sospensione può precedere in alcuni casi il ritiro della patente, ma i due provvedimenti non sono equivalenti. Dobbiamo infatti precisare una distinzione importante: la sospensione è una sanzione accessoria comminata dal Prefetto o comunque dall’Autorità giudiziaria nei casi più gravi, che rende temporaneamente illecito condurre i veicoli per i quali quella patente è stata conseguita.

Il ritiro invece non è una sanzione, ma un provvedimento di tipo amministrativo. Può arrivare in seguito ad una sospensione, oppure ad opera delle Forze dell’Ordine quando queste ritengano – ad esempio per la perdita di requisiti psicofisici – di dover limitare il rischio che deriva da permettere al conducente di continuare a guidare.

Per intenderci, succede che venga disposta in alcuni casi una sospensione della patente senza ritiro immediato. In quel caso, infatti, il provvedimento è notificato successivamente, nei giorni che seguono l’infrazione.

Il tempo in cui la patente può essere sospesa o ritirata varia in base alle cause e alla gravità dell’infrazione del Codice della Strada.

Innanzitutto, la sospensione della patente per eccesso di velocità prevede una durata diversa a seconda che il limite venga sforato per 40 o 60 km/h. Nel primo caso, va da 1 a 3 mesi. Nel secondo caso, si va da un minimo di 6 a un massimo di 12 mesi.

Da 1 a 3 mesi il periodo di sospensione, in caso di recidiva nei 24 mesi, per passaggio con semaforo rosso. Lo stesso che occorre nel caso di recidiva, stavolta biennale, per guida con cellulare.

Infine, la lunghezza della sospensione può raggiungere anche i diversi anni nei casi più gravi. Nell’eventualità in cui l’infrazione sia rappresentata da un incidente che comporta il reato di omicidio, la sospensione può arrivare fino a 4 anni, con l’aggiunta della revoca in seguito alla condanna.

A seguito di una multa per ritiro patente, sarà possibile ottenere nuovamente il documento seguendo iter diversi a seconda dell’infrazione commessa. L’iter per la restituzione patente dopo sospensione non è univoco.

In caso di ritiro per scadenza della patente di guida, sarà sufficiente sostenere gli esami medici previsti per tornare in possesso del documento.

Nelle altre ipotesi di ritiro patente, come ad esempio in caso di tasso alcolemico elevato, sarà necessario sostenere un colloquio presso la sede del Dipartimento della prevenzione – medicina legale.

La commissione inviterà il soggetto della sanzione allo svolgimento di un programma terapeutico composto da un colloquio di accoglienza, una visita medica, esami clinici e quattro sedute di counselling.  In caso di esito positivo la patente sarà restituita.

Nei casi più gravi, infine, quando la patente è direttamente revocata, occorre attendere minimo 2 anni prima di poter rifare l’abilitazione di guida. Quando la ragione della revoca è legata a requisiti psicofisici, un incidente grave con feriti o l’assenza di revisione valida del documento di guida, è d’obbligo ottenere un certificato da visita medica o superare di nuovo gli esami di teoria e pratica.

Cose da sapere

Cosa intendiamo con ritiro della patente?

Quando parliamo di ritiro della patente intendiamo la materiale sottrazione del documento da parte degli agenti del traffico a seguito della specifica infrazione commessa. Il ritiro può poi comportare o la successiva sospensione o revoca, oppure la restituzione dello stesso documento

In quali casi è previsto il ritiro della patente?

Il ritiro della patente può avvenire nei seguenti casi: tasso alcolemico superiore a 0,5 g/litro, uso del cellulare durante la guida, guida con patente scaduta e superamento dei limiti di velocità.

Come posso riavere la mia patente?

In caso di ritiro per patente scaduta sarà sufficiente sostenere gli esami medici previsti; nelle altre ipotesi di ritiro patente, sarà necessario sostenere un colloquio presso la sede del Dipartimento della prevenzione  medicina legale.

 

Passaggio di proprietà auto: calcolo, costi e i documenti necessari nel 2022

Come risparmiare per il passaggio di proprietà dell'auto

L’automobile è un bene mobile (appunto) e registrato. Questo significa che quando la si acquista si ottiene anche il relativo certificato di proprietà. E quando la si acquista usata, si deve adempiere al relativo passaggio di proprietà che certifica il fatto che un precedente proprietario ha ceduto la vettura a un proprietario nuovo.

Quando il veicolo di seconda mano è acquistato presso una concessionaria la faccenda è semplice, perché sarà il venditore stesso ad accompagnare il cliente durante tutta la procedura per adempiere agli obblighi di legge e sciogliere i nodi burocratici.

Ma se la compravendita di un’auto di seconda mano avviene tra privati cittadini, allora ci sono due strade. Ci si può affidare a un’agenzia di pratiche auto o ci si può muovere in autonomia. Nel primo caso, come accade in concessionaria, sarà l’agenzia a occuparsi di tutto. Nel secondo caso si dovrà chiaramente provvedere da soli. La procedura per effettuare il passaggio di proprietà non è così complicata, ma è bene sapere alcune cose che possono semplificare la vita.

Prima di tutto, ci si deve ricordare che, dal momento della sottoscrizione del contratto, c’è un periodo di 60 giorni entro i quali si deve procedere alla modifica del libretto di circolazione, che deve essere aggiornato con l’inserimento dei dati del proprietario subentrante. Ma andiamo nel dettaglio.

INDICE
Cosa serve?
Costo passaggio di proprietà auto
Come calcolare il passaggio di proprietà?
Dove costa meno?
Il documento unico di circolazione
Dove fare il passaggio di proprietà?
Tutti i documenti necessari
Mini passaggio di proprietà

La prima cosa da sapere per affrontare la procedura del passaggio di proprietà riguarda i documenti necessari per le pratiche. Non sono molti. Bastano:

  • Carta d’identità dell’acquirente (o altro documento);
  • Marca da bollo da 16 euro.

Una volta muniti di documento di riconoscimento e marca da bollo ci si deve recare presso un ufficio della motorizzazione o, in alternativa, al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e compilare due moduli. Volendo, si possono anche scaricare online e compilarli a casa. I due moduli sono:

  • Documento con richiesta di passaggio di proprietà;
  • Documento per l’aggiornamento dei dati riportati sul libretto di circolazione.

La cosa importante da tenere a mente è che entrambi i documenti devono riportare obbligatoriamente sia la firma dell’acquirente sia quella del venditore. Si può quindi decidere di recarsi presso gli uffici dove si vogliono depositare i documenti insieme. In alternativa, la pratica può essere portata avanti soltanto dall’acquirente, che in questo caso dovrà munirsi di firma autenticata del venditore. Anche per questa operazione è richiesto il pagamento di una marca da bollo da 16 euro.

Una volta consegnata tutta la documentazione allo sportello dell’ufficio di competenza, il gioco è fatto. La finalizzazione del passaggio avviene nel giro di qualche giorno lavorativo, con la consegna del Certificato di Proprietà aggiornato.

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Per capire quanto costa il passaggio di proprietà auto, si dovrà tenere presente che per la trascrizione è necessario versare:

  • Bollo per aggiornamento Carta di Circolazione: 16 euro
  • Bollo per trascrizione al PRA: da 32 euro
  • Emolumenti al PRA: 27 euro
  • Diritti di motorizzazione: 10,2 euro
  • IPT (Tassa Provinciale di Trascrizione): viene calcolata in base alla potenza dell’auto e varia in base alla provincia di residenza, che può avere un costo compreso tra 3,51 e 4,56 euro al kW.

Quanto detto finora si applica nel caso la vettura che viene acquistata sia dotata di Certificato di Proprietà tradizionale (cartaceo). Diverso è il caso invece del Certificato di Proprietà Digitale, che è stato introdotto nel 2015, che richiede una procedura simile sia nelle operazioni da compiere sia nei costi finali, ma che necessita della cosiddetta “materializzazione”, che fortunatamente è gratuita.

Come detto, il passaggio di proprietà richiede il pagamento di una parte di costi fissi e una parte di costi variabili. Per la questione dei costi variabili, che sono legati alla potenza della vettura che si acquista, ci sono una serie di aspetti da tenere presenti.

  • Per vetture con potenza fino a 53 kW, il costo fisso dell’IPT è di 150,81 euro.
  • Per vetture con potenze superiori ai 53 kW, per ogni kW in più si paga un sovraprezzo pari a 3,5119 euro che però può essere aumentato fino a un massimo del 30% su disposizione della Provincia, arrivando a un massimo di 4,56 euro.

Vendere un’auto usata: tutti i passaggi da seguire

Quanto costa, quindi, il passaggio di proprietà? I costi fissi, tra marche da bollo, competenze e tributi, ammontano a 85,2 euro. A questo si aggiungono i 150,81 di IPT, che rappresentano la quota minima che si può spendere per la tassa provinciale di trascrizione senza maggiorazioni legate a potenza o aumenti decisi dalle singole Province. Da un rapido calcolo, quindi, si capisce che l’importo minimo ammonta a 236,01 euro.

Questo agendo in autonomia, metodo che permette di risparmiare al massimo ma che richiede un po’ di attenzione su procedure e pagamenti. In alternativa ci si può rivolgere a quale agenzia di consulenza automobilistica, che chiaramente chiederà il proprio contributo per il servizio.

Dal primo gennaio 2020, con l’entrata in vigore del Decreto legislativo n. 98/2017, è stata avviata la progressiva introduzione del Documento Unico di Circolazione e di Proprietà del veicolo (DU), in sostituzione della Carta di Circolazione e del Certificato di Proprietà del veicolo (CDP cartaceo o CDPD digitale). Il DU è costituito dall’attuale modello di Carta di Circolazione nel quale sono annotati anche i dati relativi alla situazione giuridico patrimoniale del veicolo presenti nel Pubblico Registro Automobilistico. Il DU viene rilasciato dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS).

Come per la carta di circolazione, il DU è il documento necessario per la circolazione del veicolo che il conducente deve sempre portare a bordo del mezzo per poter circolare. Dal 1° ottobre 2021, data di entrata a regime dei nuovi processi del DU, per tutte le operazioni che comportano il rilascio dei documenti di circolazione verrà sempre rilasciato il DU al posto della Carta di Circolazione e del CDPD.

Per i veicoli iscritti al PRA precedentemente al 1° ottobre 2021 e non ancora dotati di DU, il DU verrà rilasciato in occasione della prima operazione effettuata per la quale è previsto il rilascio di un nuovo DU:

  • trasferimento di proprietà
  • reimmatricolazione
  • rinnovo di iscrizione
  • rilascio DU a seguito di carta di circolazione e/o CdP smarrito, deteriorato o rubato.

Per i veicoli iscritti al PRA prima del 1° ottobre 2021, la Carta di Circolazione e il Certificato di Proprietà continueranno ad essere validi fino a quando non verrà rilasciato un nuovo DU.

Il passaggio di proprietà “Fai da te” può essere fatto in Comune, in Motorizzazione o presso l’ACI

  • Per il passaggio di proprietà auto in Comune sarà necessario che il venditore si rechi presso uno degli uffici preposti alla autenticazione della firma. In questo caso sarà necessario pagare un importo pari a 16 euro necessari per l’applicazione della relativa marca da bollo. Effettuata questa operazione, l’acquirente avrà 60 giorni di tempo per chiedere il nuovo certificato di proprietà al PRA e aggiornare la carta di circolazione presso la Motorizzazione Civile.
  • Per il passaggio di proprietà presso la Motorizzazione, lo stesso passaggio dovrà avvenire contestualmente all’autentica così da garantire l’aggiornamento dei dati del nuovo proprietario dell’auto.
  • Per il passaggio di proprietà auto presso l’ACI, dopo l’autenticazione della firma, sarà necessario provvedere, entro 60 giorni, alla registrazione del passaggio di proprietà presso l’unità territoriale ACI – Pubblico Registro Automobilistico (PRA), che rilascerà il certificato di proprietà digitale aggiornato e, successivamente, richiedere l’aggiornamento della carta di circolazione all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile. Se l’autentica della firma avviene presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista, sarà obbligatorio richiedere la immediata registrazione del passaggio di proprietà.

Ecco, infine, un utile prospetto dei documenti necessari per il passaggio di proprietà auto:

  • Certificato di proprietà originale del veicolo;
  • Fotocopia e originale del documento di identità e del codice fiscale dell’acquirente e del venditore;
  • Fotocopia e originale della carta di circolazione;
  • Eventuale dichiarazione sostitutiva con cui l’acquirente dichiara la residenza, se diversa da quella indicata nel documento di identità;
  • Eventuali deleghe, necessarie qualora l’acquirente nomini un delegato per effettuare il passaggio di proprietà della sua auto.

Il mini passaggio di proprietà, conosciuto anche come minivoltura, si fa quando si vende la propria auto a una concessionaria. Il mini passaggio di proprietà consente al venditore di risultare esente da ogni responsabilità nei confronti del veicolo. La pratica è necessaria vista lo stato temporaneo in cui si viene a trovare l’auto, che passa di mano alla concessionaria per un periodo limitato prima di essere venduta a un successivo acquirente.

Il mini passaggio di proprietà risulta conveniente anche perché non prevede il versamento dell’Imposta Provinciale di Trascrizione e dimezza gli emolumenti ACI.

Da un punto di vista pratico, per effettuare il mini passaggio di proprietà si deve presentare la stessa documentazione necessaria a un passaggio di proprietà tradizionale. Ci si recherà quindi allo Sportello Telematico dell’Automobilista con i seguenti documenti:

  • Certificato di proprietà
  • Nota di presentazione al PRA
  • Fotocopia di un documento di identità
  • Carta di circolazione (o fotocopia)
  • Atto unilaterale di vendita comprensivo della marca da bollo del valore di 16 euro con firma autenticata del venditore oppure atto bilaterale, con apposte le firme autenticate di venditore e acquirente

Cose da sapere

Quanto costa il passaggio di proprietà?

Ha un costo base di 224,41 € che deriva dalla somma delle marche da bollo, competenze, tributi e quant’altro pari a circa 74 € e dell’imposta di registro variabile non inferiore a 150,41 €.

Dove costa meno il passaggio di proprietà?

Per risparmiare si può optare per il fai da te sbrigando la pratica in totale autonomia senza rivolgersi alle agenzie di consulenza automobilistica.

Come fare il passaggio di proprietà?

Generalmente il passaggio di proprietà auto si può fare o in Comune o presso la Motorizzazione Civile. n alternativa, si potrà effettuare il passaggio di proprietà auto presso l’ACI.

Che cos’è il documento unico di circolazione?

È un solo certificato che contiene sia il libretto di circolazione emesso dalla Motorizzazione civile sia la certificazione che attesta la proprietà del veicolo rilasciata dall’ACI.

Guida senza patente: ecco tutte le sanzioni previste

Neopatentati: tutte le regole su limiti, multe e punti patente

Diciamoci la verità, a chi non è mai capitato di uscire di casa senza documenti? Se questo inconveniente capita per una passeggiata poco male, ma se ci si mette al volante della propria vettura e si guida senza patente si può incorrere in pesanti sanzioni. La gravità dell’infrazione dipende però dalla motivazione. La semplice dimenticanza è infatti punita in maniera meno importante rispetto alla violazione nel caso in cui la patente non sia mai stata conseguita, oppure sia stata ritirata, scaduta, sospesa o revocata. Vediamo le sanzioni nel dettaglio.

INDICE
Guida senza patente: cosa dice il CdS
Sanzioni per guida senza patente
Cosa succede se ti fermano senza patente
Guida con patente sospesa
Patente dimenticata
Guida senza patente perché smarrita
Guida senza patente recidiva
Guidare senza aver mai conseguito la patente

Il nostro Codice della Strada prevede all’articolo 116 comma 1 l’obbligatorietà della patente di guida per poter condurre un veicolo su strade aperte. Il dettato normativo dispone che:

  • “Non si possono guidare ciclomotori, motocicli, tricicli, quadricicli e autoveicoli senza aver conseguito la patente di guida ed, ove richieste, le abilitazioni professionali”.

Le sanzioni per la guida senza patente sono invece disciplinate dall’articolo 180 comma 7 del Codice della strada ai sensi del quale:

  • “Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 42 a € 173”.

Dal 2016 la guida senza patente è stata depenalizzata ed in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine sarà applicata esclusivamente una sanzione amministrativa. L’importo della multa è stato ritoccato di pochi euro ed adesso varia da un minimo di 42 ad un massimo di 173 euro.

E’ bene poi sottolineare che qualora ci si rifiuti, senza giustificato motivo, di presentarsi presso gli uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti si sarà soggetti ad una ulteriore multa con importi da 430 a 1.731 euro.

Malgrado la progressiva e recente dematerializzazione dei documenti, non è ancora lecito mostrare semplicemente una copia della patente, seppure sia autenticata o in versione digitale. Come abbiamo visto, in caso di guida senza patente le forze dell’ordine provvederanno ad elevare una sanzione amministrativa ed inviteranno la persona interessata a recarsi in un giorno prestabilito presso il comando di polizia per fornire il documento richiesto.

Quest’ultimo adempimento non è però obbligatorio nel caso in cui, in assenza di impedimenti tecnici, le forze dell’ordine possano effettivamente consultare le banche dati e gli archivi pubblici al momento del controllo. In questo modo si accerterà immediatamente l’esistenza e la validità della patente.

Quando si rischia la revoca della patente e come fare per riaverla? 1

Nell’ipotesi in cui si sia smarrita la patente di guida, il titolare del documento ha l’obbligo di presentarsi agli organi di Polizia entro 48 ore per sporgere la denuncia di smarrimento. Oltre a questo, si dovrà fare richiesta di una nuova patente di guida e a quel punto l’ufficio fornirà all’automobilista un permesso di circolazione della durata di 90 giorni con il quale potrà continuare a guidare senza incorrere in sanzioni. Entro 45 giorni dalla presentazione dell’istanza, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti invierà la nuova patente.

Bisogna poi evidenziare l’ipotesi in cui si circoli senza patente non perché dimenticata, ma perché sospesa. In questo caso, qualora si venga fermati per un controllo, le multe sono decisamente salate e sono previste dall’art. 218 del Codice della Strada. L’importo della multa varia da un minimo di 2.046 euro sino ad un massimo di ben 8.186 euro. A questa misura si somma poi la revoca della patente e il fermo amministrativo della vettura per 3 mesi. In caso di recidiva, il veicolo sarà confiscato.

Recentemente, la sentenza n. 1417/2021 della Corte di Cassazione ha equiparato la guida successiva al ritiro materiale della patente, seppur precedente alla sospensione formale, alla guida con patente sospesa. In entrambi i casi, quindi, si applica il comma 6 dell’art. 218 e le sanzioni appena descritte.

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Meno grave è l’ipotesi prevista dal nostro Codice della Strada in caso di patente dimenticata. In questo caso, infatti, la sanzione amministrativa massima sarà pari a 173 euro, decisamente più abbordabile rispetto a quanto visto nel caso precedente.

Qualora, invece, si venga trovati alla guida di una vettura senza patente perché smarrita si avrà l’obbligo di presentarsi agli organi di Polizia entro 48 ore per sporgere la denuncia di smarrimento e, contestualmente, presentare richiesta per una nuova patente di guida.

Come dicevamo nel capitolo dedicato, compiute queste operazioni l’ufficio fornirà all’automobilista un permesso di circolazione provvisorio della durata di 90 giorni con il quale potrà continuare a guidare senza incorrere in sanzioni. Entro 45 giorni dalla presentazione dell’istanza, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti invierà la nuova patente.

Abbiamo sottolineato in precedenza come dal 2016 la guida senza patente sia stata depenalizzata ed adesso si incorre soltanto in una sanzione amministrativa. C’è da evidenziare, però, che in caso di recidiva si potrà essere sottoposti ad una misura penale.

  • Chi è colto due volte in un biennio al volante con una patente revocata, mai conseguita o non rinnovata per mancanza di requisiti fisici sarà punito con l’arresto fino ad un anno e la confisca amministrativa del veicolo.
  • Nel caso, poi, in cui il soggetto che guida senza patente, sia essa sospesa o revocata, fosse già sottoposto a una misura di prevenzione personale con provvedimento definitivo, la pena aumenta e l’arresto può andare dai sei mesi ai tre anni.

Guidare un veicolo per cui non si è mai conseguita la corrispettiva patente è un fatto ben più grave, nonostante sia stato depenalizzato nel 2016 dall’art. 1 del D. Lgs. n. 8 del 15 gennaio. Oggi, infatti, seppure la fattispecie configuri solamente un illecito amministrativo, la multa è decisamente salata: si va dai 5.000 ai 30.000 euro, a cui si aggiunge il fermo amministrativo del veicolo per tre mesi.

La stessa sanzione si applica nel caso di patente revocata, quando al soggetto in questione sia già stato notificato l’atto, o nel caso in cui il conducente sia stato ritenuto permanentemente inidoneo alla guida dalla Commissione Medica Locale.

Cose da sapere

Cosa succede se si viene fermati alla guida senza patente?

Dal 2016 la guida senza patente è stata depenalizzata ed in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine sarà applicata esclusivamente una sanzione amministrativa. L’importo della multa è stato ritoccato di pochi euro ed adesso varia da un minimo di 42 ad un massimo di 173 euro. Qualora ci si rifiuti, senza giustificato motivo, di presentarsi presso gli uffici di polizia per fornire informazioni o esibire documenti sarà soggetto ad una ulteriore multa con importi da 430 a 1.731 euro.

Guida senza patente perché smarrita, cosa succede?

Qualora si venga trovati alla guida di una vettura senza patente perché smarrita, e le forze dell’ordine non possano consultare le banche dati durante il controllo, si avrà l’obbligo di presentarsi agli organi di Polizia entro 48 ore per sporgere la denuncia di smarrimento e, contestualmente, presentare richiesta per una nuova patente di guida. Compiute queste operazioni l’ufficio fornirà all’automobilista un permesso di circolazione provvisorio della durata di 90 giorni con il quale potrà continuare a guidare senza incorrere in sanzioni. Entro 45 giorni dalla presentazione dell’istanza, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti invierà la nuova patente.

Cosa succede in caso di guida con patente sospesa?

In questo caso, qualora si venga fermati per un controllo, le multe sono decisamente salate e sono previste dall’art. 218 del Codice della Strada. L’importo della multa varia da un minimo di 2.046 euro sino ad un massimo di ben 8.186 euro.

Guida senza patente perché dimenticata, cosa succede?

Si tratta dell’ipotesi prevista dal nostro Codice della Strada: la sanzione amministrativa massima sarà pari a 173 euro.

Guida senza patente recidiva, quali sono le conseguenze?

Se si viene fermati due volti in un biennio alla guida con una patente revocata, mai conseguita o non rinnovata per mancanza di requisiti fisici incorre in una misura penale e rischia l’arresto fino ad un anno e la confisca amministrativa del veicolo.