Libretto di circolazione auto: come leggerlo, le sigle e le indicazioni sui kw

Ci sono documenti che ogni automobilista deve sempre avere con sé quando si trova alla guida della propria vettura. Tra i più importante c’è il libretto di circolazione, una sorta di carta di identità dell’auto all’interno del quale sono racchiuse tutte le informazioni del mezzo oltre alle generalità del proprietario.

La sua forma è regolata da una specifica direttiva europea,  1999/37/CE del 29/4/1999, che ne armonizza aspetto e dimensioni in tutta l’unione. Di seguito è spiegato nel dettaglio come leggere il libretto, capirne le sigle e trovare le indicazioni sui kw del veicolo.

 INDICE
 Libretto auto: che cos’è?
 Come leggere il libretto auto
 Sigle carta circolazione: la legenda
 Smarrimento libretto macchina: cosa fare?
 Dove trovare i kw sul libretto auto

La carta di circolazione è il documento che contiene tutte le informazioni della vettura ed è rilasciata al momento dell’immatricolazione o della reimmatricolazione di un’auto, insieme al numero di targa.

Grazie alla carta di circolazione viene confermata l’idoneità del mezzo alla circolazione su strada grazie alla presenza di tutti quei requisiti richiesti dalla Motorizzazione Civile.

Nella carta di circolazione vengono riportate le informazioni principali della vettura quali marca, modello, anno di immatricolazione, pneumatici omologati, classe di emissione, consumi dichiarati e potenza massima oltre ai dati anagrafici del proprietario del mezzo. Sul suo retro, insieme alla legenda dei vari codici, si trovano poi i trasferimenti di proprietà del veicolo ed i risultati delle revisioni.

Arriva il Documento Unico per la circolazione e la proprietà

La carta di circolazione è composta da quattro quadranti, analizziamo il loro contenuto.

  • Facciata posteriore: questa è riservata alla legenda del libretto di circolazione, all’applicazione dei bollini relativi al superamento della revisione periodica del mezzo e alle annotazioni inerenti gli eventuali passaggi di proprietà.
  • Facciata anteriore, 1° quadrante: vengono riportati i dati che identificano il veicolo e il suo proprietario. In alto è riportata prima la sigla dello Stato membro che ha emesso il documento, ma anche il nome per esteso dello Stato e l’autorità competente. Nella parte inferiore viene indicato il numero del libretto di circolazione, mentre in basso è presente il numero d’immatricolazione con un codice alfanumerico che identifica la registrazione alla Motorizzazione Civile.
  • Facciata anteriore, 2° quadrante: qui vengono riportati i dati relativi alla Casa costruttrice, al nome del modello, il numero di telaio, la massa, la data di immatricolazione, la categoria del veicolo, il numero di omologazione del modello, i dati inerenti del motore, le emissioni ed il colore della carrozzeria.
  • Facciata anteriore, 3° quadrante: nel terzo quadrante, infine, sono riportate varie informazioni come le dimensioni del veicolo, il rapporto potenza/tara, le misure dei pneumatici e per esteso la classe di omologazione Euro, compresa, eventualmente, quella come veicolo ibrido con alimentazione benzina o diesel.

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Leggere il libretto di circolazione non è certamente semplice, ma è sufficiente consultare la legenda posta nella facciata posteriore per capire il significato delle singole lettere presenti. Vediamo le più importanti.

  • A: targa del veicolo
  • B: data della prima immatricolazione del veicolo
  • 2.1: cognome del proprietario del veicolo
  • 2.2: nome e data di nascita del proprietario
  • 2.3: indirizzo del proprietario
  • 1: nome del costruttore
  • 2: tipo di veicolo
  • 3: nome dell’auto
  • E: numero di telaio dell’auto
  • 1: massa massima ammissibile a pieno carico
  • 2: massa massima ammissibile a pieno carico in servizio
  • 3: massa massima ammissibile dell’insieme costituito dal veicolo a pieno carico e dal rimorchio

Legenda libretto auto: gli altri codici

Nel libretto auto poi sono indicati altri codici. Eccoli di seguito:

Codice Significato
G massa del veicolo in circolazione carrozzato e munito del dispositivo di attacco per i veicoli trattori di categoria diversa dalla M1
I data di immatricolazione alla quale si riferisce la carta di circolazione. Se l’auto è stata ritargata, questa datà sarà successiva a quella del paragrafo B.
J Categoria de veicolo, e in particolare:

J: categoria del veicolo

J.1: destinazione ed uso del veicolo

J.2: carrozzeria del veicolo

K numero di omologazione del tipo (se disponibile)
L numero di assi
M interasse
N Ripartizione tra gli assi della massa massima a carico tecnicamente ammissibile per i veicoli con massa totale superiore a 3500 kg. In particolare:

N.1: asse1 (kg)

N.2: asse 2 (kg), se del caso

N.3: asse 3 (kg), se del caso

N.4: asse 4 (kg), se del caso

N.5: asse 5 (kg), se del caso

O O.1: massa massima a rimorchio tecnicamente ammissibile con rimorchio frenato (kg)

O.2: massa massima a rimorchio tecnicamente ammissibile con rimorchio non frenato (kg)

P P.1: cilindrata (cm3)

P.2: potenza netta massima (kW)

P.3: tipo di combustibile o di alimentazione

P.5: numero di identificazione del motore

Q rapporto potenza/massa in kW/kg (solo per i motocicli)
S S.1: numero di posti a sedere, compreso quello del conducente

S.2: numero di posti in piedi (se del caso)

U U.1: livello sonoro a veicolo fermo [dB(A)]

U.2: livello sonoro a regime del motore (giri×min−1)

V V.1: CO (g/km o g/kWh)

V.2: HC (g/km o g/kWh)

V.3: NOx (g/km o g/kWh)

V.5: particolato per i motori diesel (g/km o g/kWh)

V.7: CO2 (g/km)

V.9: indicazione della classe ambientale di omologazione CE

 

In caso di furto o smarrimento del libretto di circolazione si deve seguire scrupolosamente il seguente iter burocratico.

In primo luogo è obbligatorio procedere con la denuncia agli organi di polizia per ottenere un duplicato del documento entro 48 ore dallo smarrimento libretto di circolazione. Al momento della denuncia l’organo di Polizia verifica se il documento è duplicabile direttamente senza richieste ulteriori da parte dell’utente oppure se il duplicato del libretto di circolazione dovrà essere richiesto dall’interessato ad un Ufficio motorizzazione civile. Una volta ricevuta la domanda, quest’ultimo ha precisamente 45 giorni di tempo per completare l’invio.

In entrambi i casi verrà rilasciato un permesso provvisorio fondamentale per circolare con il proprio veicolo. Dal momento del rilascio del permesso provvisorio, la carta di circolazione identificata nella denuncia non è più valida ed in caso di ritrovamento o restituzione deve essere distrutta.

Se al momento della denuncia si potrà duplicare il libretto di circolazione l’organo di polizia invia la richiesta di duplicato al Ministero e rilascia un permesso provvisorio di circolazione del veicolo.

Successivamente il nuovo documento sarà spedito all’indirizzo di residenza dell’intestatario del veicolo con posta assicurata, al costo di € 10,20 più le spese postali da pagare al postino che effettua la consegna.

Se, invece, la carta di circolazione  non potrà essere duplicabile l’interessato dovrà fare la richiesta di duplicato ad un Ufficio motorizzazione civile ed in questo caso sarà necessario presentare la domanda su modello TT 2119, effettuare il versamento di € 10,20 sul c/c 9001 ed allegare la denuncia di smarrimento presentata agli organi di polizia, un documento di riconoscimento in corso di validità ed il permesso provvisorio di circolazione rilasciato all’atto della denuncia.

Se la motorizzazione civile non risponde entro i 45 giorni limite, come già detto, ricordiamo che è possibile rivolgersi al call center. Il numero verde attivo dalle ore 08:00 alle 20:00 dal lunedì al venerdì e dalle ore 08:00 alle ore 14:00 il sabato è il seguente: 800 23 23 23.

Le informazioni sulla carta di circolazione che concernono i kW dell’auto si trovano sotto al codice “P”, accanto al quale troviamo tutto ciò che riguarda il suo motore. Precisamente, si deve cercare nel secondo quadrante della facciata anteriore. Di fianco al codice “P.2”, troveremo la potenza massima espressa in kilowatt.

Cose da sapere

Cos’è il libretto di circolazione?

La carta di circolazione è il documento che contiene tutte le informazioni della vettura ed è rilasciata al momento dell’immatricolazione o della reimmatricolazione di un’auto, insieme al numero di targa.

Come leggere la carta di circolazione?

Il libretto di circolazione è suddiviso in quadranti e ognuno contiene delle informazioni specifiche. Ad esempio, nel quadrante posteriore è riportata  la legenda del libretto di circolazione, l’applicazione dei bollini relativi al superamento della revisione periodica del mezzo e alle annotazioni inerenti gli eventuali passaggi di proprietà. La facciata anteriore può essere suddivisa in tre quadranti: nel primo vengono riportati i dati che identificano il veicolo e il suo proprietario, nel secondo  i dati relativi alla Casa costruttrice e al modello e nel terzo le altre informazioni, come quelle relative a pneumatici e omologazione.

Cosa fare i caso di furto o smarrimento del libretto?

La prima cosa da fare è denunciare il furto o lo smarrimento alle forze di polizia, che procederanno con il rilascio di un permesso provvisorio di circolazione. Successivamente, si riceverà un duplicato del documento direttamente a casa, al costo di € 10,20 più le spese postali da pagare al postino che effettua la consegna.

Neopatentati : limiti per velocità, cavalli, cilindrata e quali auto si possono guidare

patente a punti

Quanti a diciotto anni non hanno atteso con trepidazione il tanto desiderato momento di poter prendere la patente? Sinonimo di libertà e indipendenza, la patente è forse uno degli strumenti più importanti nella vita di una persona. Prima di salire a bordo e partire per la meta prefissata è bene però avere presente cosa dispone il Codice della Strada in materia di regole per neopatentati. Prima di tutto, quindi, cerchiamo di fare chiarezza e capire cosa si intende per neopatentato.

Neopatentato è il soggetto che ha conseguito la patente A2, A, B o B1 da meno di tre anni. Evidenziato questo punto, è giunto ora il momento di capire quali sono quindi i limiti per i neopatentati.

 INDICE
 Le limitazioni per i neopatentati
 Limiti di velocità neopatentati
 Limiti cavalli neopatentati
 Cilindrata per neopatentati
 Punti patente neopatentati
 Limiti alcol neopatentati
 Quali auto può guidare un neopatentato?

Con la legislazione in vigore, gli automobilisti che hanno conseguito la patente da meno di 3 anni sono soggetti a regole aggiuntive rispetto agli altri conducenti. Le categorie di limitazioni includono la tipologia di vetture che si possono guidare, principalmente a seconda della loro potenza riferita alla tara, la velocità sui diversi tipi di strada e il tasso alcolemico alla guida.

Occorre poi ricordare che i neopatentati che infrangono il CdS rischiano la decurtazione del doppio dei punti rispetto agli altri conducenti.

L’articolo 117 comma 2 del Codice della strada definisce quali sono i limiti di velocità che non possono essere superati dai neopatentati.

Per i primi tre anni dal conseguimento della patente di categoria A2, A, B1 e B è vietato:

  • il superamento della velocità di 100 km/h sulle autostrade
  • il superamento della velocità di 90 km/h sulle strade extraurbane principali.

I neopatentati che dovessero superare questi limiti sono soggetti ad una sanzione pecuniaria il cui importo varia da 161 a 647 euro, oltre alla sanzione amministrativa accessoria della sospensione della validità della patente di guida da due a otto mesi.

Ma questo non è tutto perché alla multa appena descritta vanno aggiunte anche le sanzioni generali previste per il superamento dei limiti di velocità, definite nell’articolo 142 comma 7-9bis.

Eccesso di velocità Sanzione
meno di 10km/h da 42 a 168 euro
tra 10km/h e 40 km/h da 168 a 674 euro
più di 40km/h da 527 a 2.108 euro più la sospensione della patente di guida da uno a tre mesi
più di 60km/h  da 821 a 3.287 euro più la sospensione della patente di guida da 6 a 12 mesi

Oltre ai limiti di velocità che i neopatentati devono rigorosamente rispettare nei primi tre anni dal conseguimento della patente, se non vogliono incorrere nelle sanzioni sopra citate, si aggiungono anche quelli relativi alla potenza delle vetture che possono essere guidate.

Ai titolari di patente di guida di categoria B, infatti, per il primo anno dal rilascio non è consentita la guida di autoveicoli aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 55 kW/t. Nel caso di veicoli di categoria M1, si applica un ulteriore limite di potenza massima pari a 70 kW.

Da novembre 2021, però, le limitazioni che riguardano la potenza delle auto non si applicano se il conducente neopatentato è affiancato da una persona nel ruolo di istruttore. Quest’ultima deve essere di età non superiore ai 65 anni, munita di patente valida per la categoria della vettura o superiore, e conseguita da almeno dieci anni. In caso d’infrazione della regola si è soggetti, secondo il comma 5 dell’articolo 117, al pagamento di una somma da 161 a 647 euro più la sospensione della patente da due ad otto mesi.

Questi limiti per neopatentati  non si applicano se l’auto è adibita al trasporto di persone invalide. Al fine di non incorrere in sanzioni, sarà fondamentale che sul veicolo sia esposto il contrassegno di circolazione specifico e che la persona invalida sia presente in auto.

Per sapere se l’auto che si vuole guidare rispetta le indicazioni previste dal Codice della Strada, e comprendere quali sono le macchine che possono guidare i neopatentati, sarà sufficiente leggere quanto riportato sulla carta di circolazione del veicolo. Per i veicoli già immatricolati si può invece usare il sito gratuito del Portale dell’Automobilista, inserendo direttamente la targa. I limiti relativi alla potenza e alla velocità da tenere in autostrada o nelle strade extraurbane principali decorrono dalla data di superamento dell’esame di guida e durano rispettivamente per 1 anno e 3 anni.

Neopatentati: tutte le regole su limiti, multe e punti patente 1

Il limite di potenza  della vettura per i neopatentati previsto dal Codice della Strada consentirà ai soggetti in possesso della licenza di guida da meno di un anno di condurre su strada vetture con potenza massima di 75 CV.

In questo caso le limitazioni patente B valgono soltanto per il primo anno dal superamento dell’esame a differenza dei limiti di velocità specifici che devono essere rispettati per i primi tre anni.

Attenzione: consigliamo di verificare con la propria assicurazione i vincoli assicurativi per i guidatori neopatentati.

Per ogni sanzione notificata che prevede la decurtazione di punti dalla patente, i neopatentati vengono sanzionati con la sottrazione del doppio dei punti secondo l’articolo 126 bis del Codice della Strada. Una punizione severa che però è limitata ad un massimo di 15 punti decurtati alla volta anche se la somma delle infrazioni commesse superasse questo valore.

D’altro canto, è bene ricordare che se un neopatentato non commette alcuna infrazione del CdS, dopo il primo anno riceverà un punto in più, fino a un massimo di tre punti bonus nei tre anni da neopatentato.

Il nostro Codice della Strada è inoltre decisamente, e giustamente, severo per quel che riguarda il tasso alcolemico.

Se per coloro che hanno conseguito la patente da più di tre anni è consentito mettersi alla guida purché non si superi il tasso alcolemico di 0,5 grammi/litro, ben più stringenti sono i limiti di guida per neopatentati.

La tolleranza, infatti, è pari a zero per i soggetti minori di 21 anni e per chi ha conseguito la patente da meno di tre anni. La guida ai neopatentati sarà quindi totalmente vietata nel caso in cui questi abbiano assunto anche una modesta quantità di alcol prima di mettersi al volante.

 

Esistono delle severe sanzioni nel caso in cui si dovesse guidare con un tasso di alcool superiore a zero. Le sanzioni cambiano in base alla concentrazione di alcol etilico nel sangue:

  • Da 0 a 0,5 g/l: sanzione pecuniaria di 624 euro più la decurtazione di 5×2=10 punti dalla patente
  • Da 0,5 a 0,8 g/l: sanzione pecuniaria di 702,67 euro più la decurtazione di 10×2=20 punti dalla patente oltre alla sospensione da 4 a 8 mesi
  • Da 0,8 a 1,5 g/l: sanzione pecuniaria da 1.066,67 a 4.800 euro, sottrazione di 20 punti dalla patente, sospensione della patente da 8 a 18 mesi e fino a 9 mesi di carcere
  • Superiore a 1,5 g/l: sanzione pecuniaria da 2.000 a 9.000 euro, sottrazione di 20 punti dalla patente, sospensione patente da 16 a 36 mesi, da 8 a 18 mesi di carcere e la confisca del veicolo.

auto neopatentati

Come abbiamo visto, è la potenza dell’auto riferita alla tara a determinare quali modelli siano adatti o meno ai neopatentati. Prima di offrire una lista aggiornata al 2022 dei modelli che rispettano il limite dei 55 kW/t, è interessante considerare un paradosso recentemente posto dall’innovazione rappresentata delle auto elettriche.

A causa di un regolamento UE, infatti, sul libretto di circolazione dei veicoli a batteria non troviamo la misura della potenza di picco, ma quella ‘massima sui 30 minuti’. Ed è proprio quest’ultima a contare ai fini della legge per i neopatentati, nonostante le prove al banco ne dimostrino decisamente l’inferiorità rispetto al primo. Di conseguenza, i guidatori freschi di patente potranno condurre una potente Audi Q4 e-tron, la cui potenza di picco raggiunge 170 CV/125 kW. Il suo valore di omologazione è infatti 95 CV/70 kW.

Si consiglia in ogni caso di chiedere al rivenditore, prima dell’acquisto di un’auto, la conferma che questa rispetti i requisiti verificabili sulla carta di circolazione/DU.

Di seguito possiamo ora riportare la lista aggiornata al 2022 delle auto adatte ai neopatentati. L’elenco è diviso per marchio, modello e prezzi di partenza.

– Audi

  • Q4 e-tron: da 45.700 euro
  • Q4 e-tron Sportback: da 47.750 euro.

– Citroen

  • C1: da 10.750 euro
  • C3: da 17.750 euro
  • e-Berlingo: da 34.100 euro
  • e-C4: da 35.400 euro
  • e-SpaceTourer: da 50.150 euro.

– Cupra

  • Born: da 38.900 euro.

– Dacia

  • Duster: da 13.350 euro
  • Lodgy: da 14.450 euro
  • Sandero: da 9.050 euro
  • Spring: da 20.100 euro.

– DS

  • DS3 Crossback: da 26.800 euro.

– EVO

  • Electric: da 32.340 euro.

– Fiat

  • 500: da 16.250 euro
  • 500 C: da 18.750 euro
  • 500 L: da 20.800 euro
  • 500 X: da 22.100 euro
  • 500 elettrica: da 26.550 euro
  • Panda: da 14.300 euro
  • Panda Cross: da 17.500 euro
  • Tipo 4P: da 17.500 euro
  • Tipo 5P: da 19.000 euro
  • Tipo Station: da 20.500 euro.

– Ford

  • EcoSport: da 20.500 euro
  • Fiesta: da 17.050 euro.

– Hyundai

  • i10:  da 12.700 euro
  • Ioniq: da 30.100 euro
  • Ioniq 5: da 44.750 euro
  • Kona: da 22.250 euro.

– Kia

  • e-Soul: da 39.850 euro
  • Picanto: da 16.350 euro
  • Rio: da 22.100 euro
  • Stonic: da 16.750 euro.

– Lancia

  • Ypsilon: da 14.800 euro.

– Mahindra

  • KUV100: da 12.930 euro.

– Mazda

  • Mazda2: da 18.300 euro.

– Mercedes

  • Citan: da 23.315 euro.

– MG

  • Marvel R: da 40.990 euro
  • ZS EV: da 34.350 euro.

– Mini

  • Mini 3p: da 21.850 euro
  • Mini 5p: da 22.650 euro.

– Mitsubishi

  • Space Star: da 12.860 euro.

– Opel

  • Corsa: da 16.800 euro
  • Corsa-e: da 33.100 euro
  • Crossland: da 22.100 euro
  • Mokka-e: da 36.050 euro
  • Zafira e-Life: da 50.410 euro.

– Peugeot

  • 108: da 13.900 euro
  • 208: da 16.350 euro
  • 2008: da 22.700 euro
  • e-Rifter: da 36.150 euro
  • e-Traveler: da 50.150 euro.

– Renault

  • Arkana: da 30.450 euro
  • Captur: da 21.400 euro
  • Clio: da 16.400 euro
  • Kangoo: da 25.000 euro
  • Mégane Station: da 27.700 euro
  • Twingo: da 12.950 euro
  • Twingo Electric: da 22.200 euro
  • Zoe: da 25.900 euro.

– Seat

  • Arona: da 19.500 euro
  • Ibiza:da 16.700 euro
  • Leon: da 23.100 euro
  • Leon Station: da 23.850 euro.

– Skoda

  • Enyaq iV: da 38.000 euro
  • Fabia: da 15.350 euro
  • Kamiq: da 22.900 euro
  • Scala: da 21.850 euro.

– Smart

  • forfour EQ: da 25.832 euro
  • fortwo EQ: da 25.100 euro
  • fortwo EQ cabrio: da 28.577 euro.

– Toyota

  • Aygo: da 13.600 euro
  • Yaris: da 18.300 euro
  • Yaris Cross:  da 25.900 euro.

– Volkswagen

  • e-up!: da 25.850 euro
  • ID.3: da 34.850 euro
  • ID.4: da 43.800 euro
  • Polo: da 18.250 euro
  • up!: da 15.200 euro.

Cose da sapere

Fino a quando si è neopatentati?

Il Codice della Strada definisce come neopatentato il soggetto che ha conseguito la patente A2, A, B o B1 da meno di tre anni.

Quali automobili possono guidare i neopatentati?

Per il primo anno dal conseguimento della patente B non è consentita la guida di veicoli con una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 55 kW/t. Tale limite è elevato a 70kW per i veicoli di categoria M1, e non si applica in caso di trasporto di persone invalide.

Quali sono i limiti di velocità per i neopatentati?

Per i primi tre anni dal conseguimento della patente di categoria A2, A, B1 e B non è consentito il superamento della velocità di 100 km/h sulle autostrade e di 90 km/h sulle strade extraurbane principali, mentre sulle strade urbane e extraurbane secondarie valgono i limiti standard.

Qual è il tasso alcolemico consentito ai neopatentati?

Per i minori di 21 anni e per coloro che hanno conseguito la patente da meno di tre anni il tasso alcolemico consentito per la guida è pari a zero.

Come funziona la scatola nera auto e quando conviene

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Il progresso tecnologico consente di ottenere anche piccoli vantaggi in termini economici. Con l’installazione della scatola nera, infatti, è possibile tenere sotto controllo il prezzo dell’assicurazione auto. Scopriamo i pro e i contro. 

INDICE
Cos’è e come funziona la scatola nera
Scatola nera auto: dove viene montata
Scatola nera: introduzione dell’obbligo
Lettura dati scatola nera auto: cosa viene registrato
La scatola nera auto registra conversazioni?
Scatola nera assicurazione: pro e contro
Scatola nera auto e scarica batteria

Quando si parla di scatola nera si intende un dispositivo elettronico dotato di sistema GPS capace di registrare molti dati come, ad esempio, quelli relativi allo stile di guida del conducente. La scatola nera si rivela fondamentale in caso di incidente per accertare le responsabilità del sinistro perché fornisce tutti i  dati relativi alla geolocalizzazione, accelerazione e decelerazione. Inoltre la scatola nera si rivela preziosa in caso di furto del veicolo perché permette di rintracciarlo tramite il GPS. 

Per installare la scatola nera in auto è necessario rivolgersi ad una officina specializzata convenzionata con la propria compagnia assicurativa. Dopo aver fissato un appuntamento ci si potrà recare alla data e all’orario indicato ed il tecnico provvederà ad installare il dispositivo, solitamente, in uno spazio specifico nella parte inferiore del cruscotto. 

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A partire dal mese di luglio 2022 su tutte le vetture dovrà essere installata obbligatoriamente la scatola nera. L’obbligo deriva dal Regolamento UE 2019/2144 che ha indicato la data del 6 luglio 2022 come quella a partire dalla quale tutti i veicoli potranno ottenere l’omologazione previa installazione della scatola nera, mentre a partire dal 7 luglio 2024 le case automobilistiche dovranno immatricolare e commercializzare unicamente vetture dotate di scatola nera. Ad oggi nulla è stato previsto per quel che riguarda le auto già circolanti. 

Una volta che la scatola nera sarà installata, questa inizierà a registrare i dati relativi alla geolocalizzazione inclusi la data e l’ora. La scatola nera, come anticipato, si rivela preziosa in caso di incidente perché andrà a registrare anche i dati relativi all’accelerazione, alla tipologia di impatto ed alla velocità rilevata prima della decelerazione. Inoltre la scatola nera auto consente di accedere allo storico delle marce inserite nel corso del tempo e quindi dello stile di guida. Tutte queste informazioni vengono inviate ad undatabase che conserverà i dati così da permettere alle compagnie di analizzare il reale comportamento degli assicurati alla guida. 

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Smentiamo subito ogni illazione. La scatola nera auto è un dispositivo utile alle compagnie assicurative per evitare truffe e per ricostruire con estrema precisione le dinamiche degli incidenti, ma non è un sistema di spionaggio e quindi non è assolutamente in grado di registrare le conversazioni degli occupanti del veicolo.  

Come ogni innovazione tecnologica, anche l’installazione in auto della scatola nera comporta sia vantaggi che svantaggi. Tra i pro della scatola nera c’è senza dubbio la possibilità di godere di un piccolo sconto sul premio annuale della polizza e la possibilità di sapere in ogni momento dove si trova l’auto grazie alla geolocalizzazione. Tra gli svantaggi si deve indubbiamente mettere in conto una totale assenza di privacy, dato che la scatola nera registra ogni movimento che compie la vettura, e la scarsa comprensione dei dati analizzati che, in caso di sinistro, potranno spingere la compagni assicuratrice a negare il risarcimento del danno. 

Spesso si tende a credere che la scatola nera vada ad inficiare sui consumi della batteria portando ad un esaurimento precoce del dispositivo. Anche in questo caso si tratta di una leggenda metropolitana, ma nel caso in cui vi ritroviate con la batteria scarica, oltre a procedere alla sostituzione della componente, non dovrete temere per il funzionamento della scatola nera data la presenza di una batteria interna.  

Cose da sapere

Cos’è e come funziona la scatola nera?

La scatola nera è un dispositivo dotato di GPS in grado di registrare numerosi dati relativi alla condotta ed allo stile di guida del conducente, inclusi gli incidenti. I dati analizzati sono relativi alla geolocalizzazione, alla percorrenza, all’accelerazione e decelerazione, alle marce utilizzate, ai chilometri percorsi ed ai sistemi di sicurezza attivati. In caso di furto, grazie alla scatola nera, è possibile rintracciare agevolmente il mezzo.

Quali dati registra la scatola nera auto?

La scatola nera registra non solo la localizzazione geografica, ma si rivela utile soprattutto in caso di incidente poiché rileva la data, l’accelerazione massima, il tipo di impatto, il luogo in cui si è verificato e l’ultima velocità rilevata oltre alle accelerazioni ed alle decelerazioni.  Tutte queste informazioni vengono inviate ad un database che conserverà i dati così da permettere alle compagnie di analizzare il reale comportamento degli assicurati alla guida.

Quali sono i vantaggi dell’istallazione di una scatola nera?

Uno dei vantaggi derivanti dall’installazione della scatola nera riguarda la possibilità di usufruire di sconti sul premio assicurativo annuale. Analogamente poter localizzare il mezzo 24 ore su 24 garantisce una maggior sicurezza contro i furti.

Quali sono i svantaggi dell’istallazione della scatola nera?

Tra i contro dell’installazione della scatola nera c’è senza dubbio la rinuncia alla privacy. Questo dispositivo, infatti, registra ogni movimento della vettura e quindi conoscerà luoghi ed abitudini dell’automobilista. Altro aspetto negativo è la scarsa comprensione dei dati analizzati che, in caso di sinistro, potranno spingere la compagni assicuratrice a negare il risarcimento del danno.

L’installazione della scatola nera è obbligatoria?

A partire dal mese di luglio 2022  tutti i veicoli potranno ottenere l’omologazione previa installazione della scatola nera, mentre a partire dal 7 luglio 2024 le case automobilistiche dovranno immatricolare e commercializzare unicamente vetture dotate di scatola nera. Ad oggi nulla è stato previsto per quel che riguarda le auto già circolanti. 

Tagliando auto: ogni quanto farlo, quanto costa e cosa comprende

Tagliando auto: dove farlo, cosa prevede e quanto costa

Prendersi cura della propria vettura è fondamentale per essere certi di avere un’auto sempre in perfetta efficienza. Il tagliando auto è una pratica da rispettare scrupolosamente alle scadenze programmate. Scopriamo come effettuare i vari controlli. 

INDICE
Cos’è il tagliando auto
Tagliando auto: cosa comprende?
Ogni quanto si fa il tagliando auto 
Costo tagliando auto
Costo tagliando auto diesel
Le Case più economiche
Primo tagliando auto: quando farlo

Quando si parla di tagliando auto si intende una verifica periodica delle componenti di una vettura da effettuare ad intervalli prestabiliti dalla Casa costruttrice e finalizzata a mantenere la massima efficienza meccanica del mezzo in relazione allo stato di usura complessivo. Rispettando gli intervalli di manutenzione previsti dalla Casa si potrà contare su una maggiore affidabilità della propria auto. Questi, però, non sono identici per tutte le vetture, ma variano a seconda dello specifico modello solitamente sono indicati nel suo manuale di uso e manutenzione. 

Sono molteplici i controlli e gli interventi che vengono effettuati nel corso del tagliando auto. In primo luogo viene effettuato un esame visivo per verificare la necessità o meno di sostituire componenti usurate e successivamente si passa alcontrollo dei liquidi, come quello del radiatore, dell’olio motore, dei freni, il liquido lavavetri ed il refrigerante. Altro intervento previsto nella maggior parte dei tagliandi auto è la sostituzione del filtro dell’olio, dell’aria e anche quello dell’abitacolo. Infine l’intervento si concluderà con la verifica dello stato di usura degli pneumatici ed il controllo di trasmissione, climatizzatoremarmitta, ammortizzatori, sospensioni e impianto frenante. 

Come anticipato, non esiste un termine unico di riferimento valido per tutte le vetture per capire quando si deve fare il tagliando auto. Sono le singole Case che prevedono gli intervalli di tempo o chilometrici entro i quali è opportuno recarsi presso le officine per effettuare i controlli. In linea generale, tuttavia, si può affermare come per le auto nuove sia corretto procedere al primo tagliando dopo un anno o 10.000. Le vetture che fanno uso di lubrificanti standard potranno essere sottoposte a tagliando ogni 20.000 Km, mentre quelle che utilizzano lubrificanti “longlife” ogni 30.000/50.000 Km. 

Anche in questo caso è impossibile fornire una cifra ufficiale perché il costo del tagliando auto varia a seconda della marca della vettura, del modello e della tipologia di interventi richiesti. In linea generale si può dire che per una utilitaria moderna il primo tagliando, a meno di interventi imprevisti, si aggira sui 200 euro ed in questa cifra solitamente sono inclusi la sostituzione dell’olio motore e del relativo filtro, la sostituzione filtro dell’aria e dell’abitacolo ed il controllo dei livelli tutti i fluidi. 

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Le auto diesel si rivelano più economiche rispetto ai modelli a benzina per quel che riguarda le spese di carburante, ma i costi relativi al tagliando sono leggermente più elevati per le frequenze maggiori con cui tale controllo è richiesto. In generale il costo del tagliando auto diesel si aggira sui 250 euro se non è necessario sostituire pezzi usurati.  

In tempi come quelli attuali dove in molti fanno attenzione alle spese è importante sapere quali sono i costi medi per il tagliando auto previsti dalle varie Case. Tra i più economici si segnala la Toyota, con una spesa media di 230, la Suzuki, con una spesa media per il tagliando di 240 euro, e marchi generalisti come Dacia, Fiat, Peugeot e Seat che in media richiedono un importo di 250 euro per il costo del tagliando.  

Un momento delicato per chiunque acquisti un’auto nuova è quello relativo al primo tagliando. In questo caso si può spesso cadere in errore nel capire quando debba essere effettuato. Buona pratica è quella di recarsi presso l’officina autorizzata per procedere al primo tagliando auto entro il primo anno dall’immatricolazione indipendentemente dai chilometri percorsi. 

Cose da sapere

Cos’è il tagliando auto?

Il tagliando auto è un controllo periodico cui deve essere sottoposta la vettura ad intervalli previsti dalla Casa costruttrice. Durante il tagliando auto l’officina procederà ad effettuare una serie di verifiche fondamentali per valutare lo stato delle varie componenti ed in caso procederà alla loro sostituzione.

Quali controlli si prevedono durante il tagliando auto?

Il tagliando auto inizia con un esame visivo per verificare la necessità o meno di sostituire alcuni componenti e poi procedere con il controllo dei liquidi e alla sostituzione del filtro dell’olio, dell’aria e anche quello dell’abitacolo. Si passa poi all’analisi degli pneumatici ed alla verifica della trasmissione, del climatizzatore, della marmitta, degli ammortizzatori, delle sospensioni e dell’impianto frenante.

Ogni quanto si deve fare il tagliando auto?

In generale l’intervallo di tempo con cui effettuare il tagliando è di un anno o 10.000/20.000 Km per le vetture che fanno uso di lubrificanti standard o che circolano in condizioni d’utilizzo gravose, mentre per le vetture che utilizzano lubrificanti “longlife” gli intervalli possono anche arrivare a 2 anni o 30.000/50.000 Km. Di regola il primo tagliando per un’auto nuova è di 12 mesi o 10.000 Km, mentre per un’auto usata è sempre bene controllare quanto previsto dalla Casa nel libretto di uso e manutenzione.

Quanto costa il tagliando auto?

Non si può fare una stima esatta del costo del tagliando auto perché sul conto finale andranno ad incidere non solo la marca ed il tipo di vettura, ma anche la quantità di elementi da sostituire e le ore di lavoro da impiegare. Possiamo dire che le spese standard sono quelle relative alla sostituzione  dell’olio motore e del relativo filtro, alle quali bisogna aggiungere il filtro dell’aria e dell’abitacolo. Quasi tutte le officine includono nel costo del tagliando il controllo dei livelli di tutti i fluidi.

Quali sono le case automobilistiche più economiche per il tagliando auto?

Volendo stilare una classifica delle Case più economiche con il tagliando auto troviamo nelle prime posizioni la Toyota con 230 euro di media, seguita da Suzuki con 240 euro e da Dacia, Fiat, Kia, Lancia, Peugeot, Renault e Seat tutte con una media di 250 euro per il tagliando auto.

Costo della revisione auto, dove conviene farla?

Costo della revisione auto, dove conviene farla?

Il costo della revisione auto – che deve essere effettuato ogni due anni e che è regolato da un’apposita normativa – dipende innanzitutto dal luogo in cui si esegue.

La revisione auto è un controllo obbligatorio a cui sottoporre periodicamente la propria auto per verificare che la vettura possa circolare sulla pubblica strada in condizioni di sicurezza, e che le sue emissioni inquinanti e rumorose non superino i livelli stabiliti dalla legge.

Il Governo, con il decreto Cura Italia, aveva stabilito delle proroghe per la revisione auto dei veicoli, ma ormai le proroghe per l’emergenza Covid rimaste in vigore sono poche.

Il 31 gennaio scade quella per chi aveva il termine originario fissato a marzo 2021. Entro il 28 febbraio tocca a chi aveva la scadenza normale ad aprile 2021, entro il 31 marzo a chi l’aveva a maggio 2021 ed entro il 30 aprile a chi l’aveva a giugno 2021. Nessuna proroga per chi ha scadenze originarie da luglio 2021 in poi.

INDICE
Quanto costa?
Costo presso la motorizzazione
Costo presso un’officina
Coronavirus: proroga revisioni

La revisione auto deve essere effettuata a scadenze rigorose: la prima revisione di un’auto deve essere sostenuta dopo 4 anni dalla prima immatricolazione, mentre tutte le autovetture immatricolate da più di 4 anni, dovranno effettuare la revisione auto ogni due anni. Il prezzo revisione auto varia a seconda che questa verifica venga effettuata presso la Motorizzazione Civile piuttosto che presso una officina autorizzata.

Nella tabella di seguito è indicato chiaramente quanto costa fare la revisione auto, a seconda di dove si effettui il controllo:

Costo Revisione Auto 2020 Prezzo
Motorizzazione Civile € 45
Officine Autorizzate € 66,88

Sarà capitato a tutti di revisionare l’auto presso un ufficio della Motorizzazione Civile così come presso una delle officine autorizzate sparse sul territorio italiano. Se avete provato a fare la revisione in entrambi i luoghi saprete che il prezzo revisione auto differisce sensibilmente, così come i tempi d’attesa.

Le Officine Autorizzate ad eseguire la revisione dell’auto, presenti sul territorio italiano, sono circa 5.000 contro le sedi della Motorizzazione Civile che corrispondono agli uffici provinciali.

La differenza in euro fra i due luoghi si concretizza in poco più di 20 euro. Presso i centri autorizzati il costo della revisione dell’auto è pari a 66,88 euro contro quello della Motorizzazione Civile che è pari a 45 euro.

Il costo presso le Officine autorizzate è così suddiviso:

  • € 45 costo revisione
  • € 9,90 costo IVA
  • € 10,20 diritti fissi

A prima vista sembrerebbe che rivolgersi alla Motorizzazione sia il modo migliore per risparmiare. Se quest’affermazione è realistica in termini economici lo è meno in quanto a tempo, vediamo perché.

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Se si sceglie di effettuare il controllo periodico presso gli uffici della Motorizzazione Civile ci si chiede sempre, oltre a quali documenti portare con sé, quanto costi questa operazione. Quando si opta per la revisione della propria autovettura presso l’ufficio più vicino della Motorizzazione Civile, è necessario esser pronti ad eseguire alcune procedure burocratiche. La prima cosa da fare una volta giunti in sede è compilare il modello MC 2100. In realtà è possibile giungere presso la Motorizzazione con il modulo già compilato: basta scaricarlo online, stamparlo ed inserirvi i dati richiesti. Inoltre è indispensabile aver versato 45 euro sul conto corrente 9001 corrispondente al Dipartimento dei Trasporti Terrestri, equivalente al prezzo revisione auto.

Quando ci si presenta presso la sede della motorizzazione, inoltre, è necessario portare con sé il libretto di circolazione: a questo punto l’operatore fornirà il giorno dell’appuntamento per eseguire la revisione. Disbrigo dei pagamenti a parte, chi sceglie quest’opzione è bene che sappia che deve recarsi presso la Motorizzazione con settimane d’anticipo: dal momento in cui si richiede l’appuntamento al giorno in cui esso viene fissato, solitamente trascorrono diversi giorni.

A differenza di quanto avviene rivolgendosi alla Motorizzazione Civile, revisionare l’auto in un centro autorizzato rappresenta un’operazione più veloce. Non ci saranno versamenti da eseguire personalmente, visto che si occuperà di tutto il responsabile dell’officina stessa. Il Per questa revisione auto il costo complessivo è pari a 66,88 euro, in questo caso è così ripartito: 45 euro saranno versate al Dipartimento dei Trasporti Terrestri ai quali si aggiungono 9,90 euro, corrispondenti all’IVA, calcolata al 22%. A questi 54,90 euro si devono sommare altri 10,20 euro di diritti e 1,80 euro del costo del bollettino postale. Visto che si occuperà di tutto l’officina, il titolare non dovrà far altro che recarsi presso il centro con l’auto da revisionare munita di libretto di circolazione: solitamente la revisione viene effettuata in giornata o al massimo nei giorni immediatamente successivi.

La differenza di prezzo revisione auto tra l’operazione compiuta presso la Motorizzazione Civile e quella effettuata presso una officina autorizzata non è eccessiva, ma la cifra spesa in più per la seconda opzione può far avere benefici in termini di tempo. Ricordiamo infine che, secondo la nuova normativa, una volta compiuta la revisione auto dovrà essere consegnato il certificato di revisione contenente sia i dati identificativi dell’auto, inclusi i chilometri percorsi al momento della revisione, che quelli relativi alle verifiche.

L’introduzione di questo certificato si è resa necessaria per arginare la pratica delle vetture di seconda mano vendute con un chilometraggio inferiore a quello reale. Collegandosi al Portale dell’Automobilista, infatti, ed inserendo i dati della vettura oggetto della compravendita, sarà possibile verificare il reale chilometraggio dell’auto.

Se già con il precedente Decreto Cura Italia il governo aveva introdotto la proroga per le revisioni in scadenza entro il 31 luglio 2020, posticipandole al 31 ottobre 2020, con il Decreto Semplificazioni le date slittano ancora di più.

Revisioni in scadenza entro il 31 agosto 2020

  • Il termine ultimo per effettuare la revisione della vettura è sette mesi dopo la scadenza.

Revisione in scadenza tra il 31 agosto e il 30 settembre 2020

  • Il termine ultimo per effettuare la revisione è il 31 dicembre 2020

Revisioni in scadenza tra il 1°ottobre e il 31 dicembre 2020

  • Gli automobilisti avranno tempo fino al 28 febbraio 2021 per mettere in regola le proprie vetture.

Come si controlla la scadenza della revisione dell’auto

Come si controlla la scadenza della revisione dell'auto

Avere la possibilità di controllare quando è stata effettuata la revisione di un veicolo può essere funzionale a diversi scopi. In primis tale verifica rappresenta un promemoria importante per i proprietari di una vettura, grazie al quale è possibile rammentare qual è la data dell’ultima revisione e di conseguenza anche capire la scadenza revisione auto, regolato da un’apposita normativa.

Inoltre, tale controllo risulta significativo anche per tutti coloro i quali sono in procinto di acquistare un’auto usata: esso consente, infatti, di conoscere i chilometri posseduti dal mezzo al momento dell’ultima revisione, dato divenuto oggi ancora più veritiero grazie all’introduzione del nuovo certificato di revisione.

INDICE
Proroga scadenza revisione auto
Controllo revisione auto: a cosa serve?
Calcolo scadenza revisione auto: come fare
Verifica revisione auto: quando fidarsi dei chilometri inseriti

Negli anni passati il Governo aveva previsto delle proroghe sulla revisione auto. per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Dopo aver recepito il regolamento UE 2021/267 del 16 febbraio 2021 si è deciso di prorogare la scadenza della revisione auto di 10 mesi per tutti i controlli che ricadevano nel periodo compreso tra il 1° settembre 2020 e il 30 giugno 2021. 

Ormai la maggior parte dei veicoli sono tornati nel regime ordinario: le proroghe per l’emergenza Covid rimaste in vigore sono ormai poche.

Il 31 gennaio scade quella per chi aveva il termine originario fissato a marzo 2021. Entro il 28 febbraio tocca a chi aveva la scadenza normale ad aprile 2021, entro il 31 marzo a chi l’aveva a maggio 2021 ed entro il 30 aprile a chi l’aveva a giugno 2021. Nessuna proroga per chi ha scadenze originarie da luglio 2021 in poi.

Come molti automobilisti sanno, la revisione dell’auto consiste in un controllo obbligatorio, indispensabile a verificare l’idoneità del mezzo a circolare. Durante tale controllo, il tecnico accerta lo stato della meccanica e della carrozzeria del mezzo, oltre ai suoi livelli di sicurezza durante la marcia.

Controllare la revisione auto online consente di avere un quadro chiaro del mezzo stesso, in quanto ad ogni revisione l’accertatore inserisce i dati, le condizioni del veicolo e i chilometri posseduti.

Dopo le varie verifiche alla vettura effettuate dai meccanici autorizzati, verrà poi consegnato il certificato di revisione, un documento contenente i dati identificativi dell’auto, quelli relativi alle verifiche ed anche il chilometraggio della vettura sottoposta a revisione. Queste informazioni si rivelano molto importanti per chi è in procinto di acquistare un’auto usata: se un acquirente vorrà effettuare la verifica revisione auto da targa basterà inserire la targa di un veicolo per accedere a queste informazioni, finora considerate sensibili.

Per verificare la scadenza revisione auto basterà collegarsi al sito ufficiale del Portale dell’Automobilista. Una volta nella Homepage è necessario raggiungere la sezione dei “Servizi Online” e da qui la funzione di “Verifica Ultima Revisione”. La schermata che si apre richiede la compilazione di pochi campi. Dopo aver inserito la tipologia del mezzo e la targa corrispondente, basta avviare la ricerca. La schermata indicherà il tipo di mezzo, la sua targa, la data dell’ultima revisione, l’esito della revisione ed infine i chilometri posseduti dal veicolo in quel momento.

Per conoscere quindi quando eseguire la nuova revisione non si dovrà far altro che calcolare 2 anni esatti dall’ultimo controllo: la revisione è ritenuta valida entro i limiti di legge se eseguita a due anni dall’ultima e comunque entro l’ultimo giorno del mese corrispondente.

Se ad esempio, l’ultima revisione è stata effettuata l’11 ottobre 2020, la prossima dovrà essere completata entro il 31 ottobre 2022. Generalmente, il costo per la revisione auto va dai 45 e ai 70 euro.

Controllare la revisione auto online, quindi, è una procedura estremamente semplice e veloce che in pochi click consente di conoscere tutti i dati della propria vettura o di quella usata che si vuole acquistare.

Se in passato poteva essere complesso verificare la veridicità dei chilometri percorsi da un’automobile, a partire dal 31 marzo 2019 questo controllo è diventato decisamente più agevole e veritiero. Da questa data, infatti, una volta effettuata la revisione verrà rilasciato il certificato di revisione, un documento che contiene sia i dati identificativi dell’auto che quelli relativi alle verifiche, compreso anche il chilometraggio.

Con l’introduzione di questo certificato, che verrà rilasciato al proprietario della vettura, si vuole ottenere una banca dati veritiera relativa al chilometraggio delle vetture. I dati indicati nel certificato di revisione vengono inseriti nel Documento unico dell’auto che a sua volta sarà caricato online sul Portale dell’Automobilista.

Consultando il sito sarà quindi possibile conoscere non solo il reale chilometraggio di un’auto in vendita, ma anche verificare la scadenza revisione auto.

Portale dell'Automobilista

Revisione auto: ogni quanto farla, scadenza e costi

Qual è la differenza tra leasing e noleggio a lungo termine? 1

Sono numerose le scadenze che ogni automobilista deve ricordare e tra queste la revisione auto è una delle più importanti. Scopriamo ogni quanti anni va effettuata, come si esegue e quanto costa alla luce delle recenti novità. 

INDICE
Revisione auto: ogni quanto?
Revisione auto, cosa controllano
Revisione e tagliando: differenza
Costo revisione auto 2021
Scadenza revisione auto
Proroga revisione auto
Calcolo scadenza revisione auto dalla targa
Prima revisione auto nuova
Dove fare la revisione auto
Il rilascio del bollino blu
Il certificato di revisione
Cosa succede se non si passa la revisione auto?
Multa revisione scaduta: le sanzioni previste
Revisione auto GPL
Revisione Auto Metano

La revisione auto ha scadenze diverse. Chi acquista un’auto nuova da un concessionario sarà obbligato ad effettuare la revisione dopo quattro anni dalla prima immatricolazione, mentre successivamente a questo periodo la revisione auto dovrà essere effettuata ad intervalli di due anni. Se si acquista una vettura usata, invece, la revisione dovrà sempre essere effettuata ogni due anni. 

Tipologia Quando
Prima revisione 4 anni dopo l’immatricolazione
Seconda revisione e successive Ogni 2 anni

Per quanto riguarda la categoria dei veicoli atipici, la revisione delle auto d’epoca o di interesse storico, va effettuata, secondo il decreto del 2009, con scadenza biennale, entro il mese di rilascio della carta di circolazione, o entro il mese corrispondente a quello in cui è stato effettuato l’ultimo controllo di revisione.

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Nel corso della revisione auto viene controllato il perfetto funzionamento di numerosi dispositivi della vettura. Nello specifico le parti sottoposte ad esame sono:

  • Impianto frenante: quindi freno a mano, di servizio, freni, pasticche, dischi;
  • Sterzo: cuscinetti, fissaggio, stato meccanico;
  • Vetri: vetri, specchietti, lavavetri;
  • Impianto elettrico: proiettori, luci, indicatori;
  • Telaio: carrozzeria, porte, serrature, serbatoio
  • Rumori: gas di scarico inquinanti bollino blu;
  • Identificazione del veicolo tramite targa e telaio;
  • Sicurezza dispositivi: Clacson, cinture di sicurezza anteriori e posteriori. 

Non bisogna confondere la revisione auto col tagliando. La prima è imposta dalla legge e deve essere compiuta ad intervalli temporali prestabiliti, mentre il tagliando indica la serie di controlli previsti dalla Casa madre da effettuare ad intervalli di chilometraggio regolari per garantire la perfetta efficienza del mezzo. 

Purtroppo il costo della revisione auto 2021 è aumentato. Dal primo novembre sono entrate in vigore le nuove tariffe che comporteranno un aggravio di spesa per gli automobilisti pari 9,95 euro, al netto di IVA e altre spese. Il costo della revisione passa così da 45 a 54,95 euro qualora questa sia effettuata presso la Motorizzazione Civile, mentre passa da 66,88 a 79,02 euro qualora la revisione auto sia effettuata presso una officina autorizzata. 

Motorizzazione Civile 54,95 euro
Agenzia ACI 72,20 euro
Centri di revisione e Officine Autorizzate 79,02 euro

Come abbiamo anticipato in precedenza, se si è proprietari di una vettura sottoposta a prima immatricolazione, la scadenza revisione auto cadrà al quarto anno, mentre per le revisioni successive alla prima, o in caso di acquisto di auto usata, la revisione dovrà essere effettuata obbligatoriamente ogni due anni. 

Negli anni passati il Governo aveva previsto delle proroghe sulla revisione autoDopo aver recepito il regolamento UE 2021/267 del 16 febbraio 2021 si è deciso di prorogare la scadenza della revisione auto di 10 mesi per tutti i controlli che ricadevano nel periodo compreso tra il 1° settembre 2020 e il 30 giugno 2021. 

Ormai la maggior parte dei veicoli sono tornati nel regime ordinario: le proroghe per l’emergenza Covid rimaste in vigore sono ormai poche.

Il 31 gennaio scade quella per chi aveva il termine originario fissato a marzo 2021. Entro il 28 febbraio tocca a chi aveva la scadenza normale ad aprile 2021, entro il 31 marzo a chi l’aveva a maggio 2021 ed entro il 30 aprile a chi l’aveva a giugno 2021. Nessuna proroga per chi ha scadenze originarie da luglio 2021 in poi.

Se non ci si ricorda quando scade la revisione auto è possibile collegarsi sul “Il Portale dell’Automobilista e verificare quando è stata effettuata l’ultima revisione inserendo il tipo di veicolo e la targa. 

Il portale restituisce:

  • Data ultima revisione
  • Esito delle revisione
  • KM rilevati dall’operatore

Si precisa che che il numero dei chilometri totali percorsi dal veicolo, riportati nella colonna ‘km rilevati dall’operatore’, è un dato che viene rilevato manualmente dalla strumentazione di bordo dall’operatore che esegue la revisione del veicolo.

La successione storica dei dati di revisione viene resa disponibile solo agli utenti registrati e per le operazioni effettuate successivamente al 1° giugno 2018.

Se si acquista un’auto nuova è bene ricordare che la prima revisione dovrà essere effettuato allo scadere dei quattro anni dall’immatricolazione, entro l’ultimo giorno utile del mese del quarto anno. Quindi se la vettura è stato immatricolata, ad esempio, il 15 maggio 2018 la revisione auto dovrà essere effettuata entro e non oltre il 31 maggio 2022. 

Per effettuare la revisione auto si può scegliere di recarsi presso i centri revisione e le officine autorizzate da parte del Ministero dei Trasporti, presso un’agenzia ACI oppure presso la Motorizzazione Civile dell’area di competenza. Ovviamente nel primo caso i costi saranno più alti a differenza della revisione auto effettuata presso la Motorizzazione. 

Superata positivamente la revisione auto verrà consegnato un bollino blu che certifica l’avvenuto controllo periodico dei gas di scarico di un’auto. Tale certificazione viene rilasciata contestualmente alla revisione dell’auto, sia essa a benzina, a diesel, a metano e a GPL. Se il controllo dei gas dovesse far emergere qualche anomalia, il bollino blu potrebbe non essere rilasciato e l’auto dovrà essere sottoposta a manutenzione per poterlo ottenere. 

Al termine della revisione, qualora dia esito positivo, al proprietario della vettura verrà consegnato il certificato di revisione all’interno del quale saranno indicati:

  • Numero di identificazione del veicolo;
  • Targa del veicolo e simbolo dello Stato di immatricolazione;
  • Luogo e data di revisione;
  • Lettura del contachilometri al momento del controllo;
  • Categoria del veicolo;
  • Carenze individuate e livello di gravità;
  • Risultato del controllo tecnico;
  • Data del successivo controllo tecnico o scadenza del certificato di revisione;
  • Dati identificativi dell’ispettore responsabile del controllo;

In caso di mancato superamento della revisione auto possono verificarsi tre ipotesi: 

  • Ripetere la revisione: l’auto non passa una o più prove e deve essere riparata prima di effettuare di nuovo la revisione. Le riparazioni vanno effettuate entro un mese e la revisione deve avvenire nello stesso centro e va pagata nuovamente tutta la procedura.
  • Sospensione dalla circolazione e ripetizione della revisione: le prove hanno evidenziato guasti piuttosto gravi e ritenuti troppo pericolosi per autorizzare la libera circolazione del veicolo. In questo caso bisogna riparare in breve tempo l’auto e pagare una seconda revisione.
  • Sospensione interna: se durante la revisione vengono segnalati guasti di entità minima, la revisione viene sospesa temporaneamente per effettuare le dovute operazioni e tutti gli accertamenti dovuti, riguardo al corretto funzionamento di ogni singola parte meccanica.

Guai a circolare su strada con la revisione scaduta perché si rischiano sanzioni pesanti. La multa varia da 155 fino a 625 euro e si può arrivare anche al fermo amministrativo del veicolo qualora questa l’infrazione venga rilevata su autostrada. Se si circola senza revisione alla guida di un veicolo già sospeso si rischia una multa da 1.842 a 7.369 euro oltre al fermo amministrativo per 90 giorni. In caso di reiterazione si arriva alla confisca della vettura. 

Per quanto riguarda le auto GPL le bombole dell’impianto non sono soggette a revisione secondo la legislazione italiana attualmente vigente perché sono presenti particolari elettrovalvole perfettamente in grado di mettere in sicurezza la vettura. La revisione in questo caso consiste nella sostituzione delle bombole ogni 10 anni.

Il costo per questo tipo di intervento varia dai 300 ai 500€ e prevede un check completo anche di queste altre componenti:

  • Il funzionamento delle tubazioni e raccordi
  • La sostituzione dei filtri GPL qualora vene fosse la necessità
  • Il funzionamento degli iniettori
  • In funzionamento del sistema elettrico
  • La sostituzione del riduttore verso i 100.000 Km

Differente la situazione per la revisione auto a metano. Per queste vetture il controllo è da effettuare ogni 4 o 5 anni tenendo sempre conto dell’immatricolazione del veicolo e in particolare dell’ultima revisione effettuata. 

Se le bombole presenti sono omologate secondo la norma europea (R110 ECE/ONU) si devono calcolare 4 anni dalla prima immatricolazione o dall’installazione dell’impianto; se le bombole sono omologate secondo la norma europea (R110 ECE/ONU) di tipo IV, si devono calcolare 4 anni dalla prima immatricolazione o dall’installazione dell’impianto e successivamente dovrà essere effettuata la revisione auto ogni 2 anni; se, infine, le bombole sono omologate secondo la normativa nazionale (DGM) si devono calcolare 5 anni dalla prima immatricolazione o dall’installazione dell’impianto. 

I costi per questo tipo di revisione variano a seconda di quante bombole sono installate all’interno del veicolo, e si può spendere dai 150€ fino a 400/500€. Evitare di effettuare periodicamente questa tipologia di revisione porterà il conducente del veicolo a subire una multa per mancata revisione auto davvero salata, con immediato ritiro della carta di circolazione.

Cose da sapere

Quanto costa la revisione auto 2021?

Il costo della revisione auto 2021 è aumentato. Dal primo novembre sono entrate in vigore le nuove tariffe che comporteranno un aggravio di spesa per gli automobilisti pari 9,95 euro, al netto di IVA e altre spese. Il costo della revisione passa così da 45 a 54, 95 euro qualora questa sia effettuata presso la Motorizzazione Civile, mentre passa da 66,88 a 79,02 euro qualora la revisione auto sia effettuata presso una officina autorizzata. 

Ogni quanto fare la revisione auto?

Nella maggior parte dei casi la revisione scade ogni 2 anni. Ma, nel caso di un’auto nuova la revisione auto nuova andrà eseguita dopo 4 anni dall’immatricolazione.

Come controllare la scadenza della revisione auto?

Il Portale dell’Automobilista permette di verificare l’ultima revisione, semplicemente inserendo il tipo di veicolo (autoveicolo, motoveicolo o ciclomotore) e la targa.

Come funziona la revisione auto GPL?

Le bombole dell’impianto GPL non sono soggette a revisione secondo la legislazione italiana attualmente vigente perché sono presenti particolari elettrovalvole perfettamente in grado di mettere in sicurezza la vettura. La revisione in questo caso consiste nella sostituzione delle bombole ogni 10 anni ed il controllo di tutta la strumentazione relativa come tubazioni e raccordisostituzione dei filtri, funzionamento degli iniettori e del sistema elettrico. 

Esame patente: ecco come funziona il quiz patente

Esame patente: ecco come funziona il quiz patente

Allo scoccare della fatidica soglia dei 18 anni è finalmente possibile sostenere l’esame patente così da poter circolare liberamente su strada alla guida della propria autovettura. Dal 2013 l’esame patente è stato leggermente modificato per quel che riguarda la prova teorica, mentre la prova pratica, ovvero la guida su strada, è rimasta inalterata. Scopriamo nel dettaglio come si svolge l’esame patente.

INDICE
Proroga termini per l’esame di teoria
Esame patente B
Esame teoria patente
Quiz patente B
Simulazione esame patente B
Esame pratico patente B
Esame patente A
Esame patente AM
Esame patente C

Il Governo ha confermato, per le domande per l’esame teorico effettuate tra il 1 gennaio 2021 e il 31 marzo 2022, di confermare la validità estesa di un anno. Perciò, i candidati avranno a disposizione 365 giorni di tempo dalla data di richiesta per effettuare l’esame.

Detto questo, a seguito del prolungamento dello stato di emergenza Covid la scadenza delle patenti e dei fogli rosa  è prorogata al 29 giugno 2022 su tutto il territorio nazionale.

LEGGI ORA: Patente, revisione, collaudo, RC Auto: tutte le novità del decreto Cura Italia per gli automobilisti

Al compimento dei diciotto anni è possibile sostenere l’esame patente. Per poter conseguire il documento di guida è necessario superare due prove, una teorica ed una pratica. Al superamento di queste sarà possibile ottenere la patente di guida e circolare su strada rispettando nei primi tre anni dal conseguimento della patente alcune limitazioni.

Al momento dell’iscrizione presso una scuola guida o successivamente alla presentazione di apposita istanza alla Motorizzazione Civile, il candidato ha sei mesi di tempo per poter sostenere l’esame patente. Qualora non si dovesse superare l’esame teorico al primo tentativo, entro i citati sei mesi si potrà sostenere una seconda prova.

La prima parte dell’esame patente, ovvero quella teorica, è effettuata tramite un sistema informatizzato. Il candidato, infatti, dovrà accomodarsi in una postazione dotata di un pc touchscreen su quale sono indicati dei tasti definiti da aree quadrate o circolari.

Il candidato dovrà rispondere a 40 quesiti, indicando “V” se ritiene un singolo quesito vero o “F” se lo ritiene invece falso.

Prima di iniziare la prova teorica, al candidato viene consegnata una smartcard da inserire nell’apposito spazio previsto nel pc per accedere al corso che illustra le procedure per compilare correttamente la scheda d’esame.

L’avvio della prova verrà indicato dall’esaminatore al termine della spiegazione relativa allo svolgimento della stessa. La durata dell’esame teoria patente è di 30 minuti ed il candidato, per superare questa prova, non dovrà fornire più di 4 risposte errate.

Gli argomenti sui quali verte la prova teorica dell’esame patente sono:

  • Segnaletica stradale verticale ed orizzontale, segnalazioni, precedenze, limiti di velocità, importanza di un atteggiamento vigile e di un corretto comportamento nei confronti degli altri utenti della strada, osservazione, valutazione e decisione, in particolare tempi di reazione, nonché cambiamenti nel comportamento al volante indotti da alcool, droghe, medicinali, stati d’animo e affaticamento.
  • Principi fondamentali relativi all’osservanza della distanza di sicurezza fra i veicoli, allo spazio di frenata ed alla tenuta di strada nelle diverse condizioni sia atmosferiche sia della strada, fattori di rischio legati alle diverse condizioni della strada, in particolare il loro cambiamento in base alle condizioni atmosferiche e al passaggio dal giorno alla notte, caratteristiche dei diversi tipi di strada e relative norme di comportamento, guida sicura nelle gallerie stradali, fattori di rischio specificatamente legati all’inesperienza degli altri utenti della strada e categorie di utenti particolarmente esposte quali bambini, pedoni, ciclisti e persone con mobilità ridotta, rischi legati alla manovra e alla guida di diversi tipi di veicolo e relativo campo visivo del conducente, formalità amministrative e documenti necessari per la circolazione dei veicoli, regole generali di comportamento in caso di incidente (collocazione dei segnali di pericolo e segnalazione dell’incidente) ed eventuali misure di assistenza agli infortunati.
  • Fattori di sicurezza legati al veicolo, al carico e alle persone trasportate, precauzioni da adottare nello scendere dal veicolo, elementi di meccanica legati alla sicurezza stradale, i candidati devono essere in grado di riconoscere i difetti più ricorrenti, con particolare riguardo a sterzo, sospensioni, freni, pneumatici, luci e indicatori di direzione, catadiottri, specchietti retrovisori, parabrezza e tergicristalli, sistema di scarico, cinture di sicurezza e dispositivi di segnalazione acustica, sistemi di sicurezza dei veicoli, in particolare impiego delle cinture di sicurezza, poggiatesta e dotazioni per la sicurezza dei bambini, regole di utilizzo dei veicoli legate all’ambiente (corretto impiego dei dispositivi di segnalazione acustica, consumo ridotto di carburante, limitazione delle emissioni inquinanti), impiego del casco e di ulteriore abbigliamento protettivo di altro tipo, ove prescritto, percezione del motociclista da parte degli altri utenti della strada, fattori di rischio legati ai vari tipi di strada precedentemente indicati, con particolare attenzione agli elementi potenzialmente scivolosi quali tombini, segnaletica orizzontale e binari,
  • Elementi di meccanica legati alla sicurezza stradale precedentemente indicati, con particolare attenzione all’interruttore di emergenza, ai livelli di olio e alla catena, norme sulla circolazione in autostrada e strade extraurbane principali, trasporto di persone, carico dei veicoli, pannelli sui veicoli, traino dei veicoli e dei veicoli in avaria, responsabilità civile, penale, amministrativa, forme assicurative legate al veicolo diverse dalla RCA, elementi costitutivi del veicolo importanti per la sicurezza, manutenzione ed uso, stabilità e tenuta di strada del veicolo, sistema sanzionatorio, limiti di traino, organi di traino e sistemi di frenatura del rimorchio, conoscenza del comportamento del rimorchio durante la circolazione e limiti di velocità del complesso.

Prima di sostenere l’esame patente teorico è fondamentale esercitarsi per non arrivare impreparati. Seguire le lezioni presso una scuola guida è un passo importante, ma se si vuole approfondire gli argomenti trattati è possibile simulare le domande d’esame tramite il sito del ministero degli interni dedicato all’esame patente.

All’indirizzo http://www.mininterno.net/patente.asp sono disponibili le schede aggiornate tramite le quali simulare le 40 domande proprie dell’esame teorico. Le domande vengono estratte da un archivio suddiviso in 25 argomenti distinti e per superare la prova non devono essere commessi più di 4 errori nel tempo di 30 minuti. Al termine della simulazione verranno indicate le risposte corrette e quelle errate così da approfondire gli argomenti teorici nei quali si è impreparati.

Se avete superato l’esame teoria patente dovete prepararvi all’esame pratico patente B. Questa si articola in tre fasi: verifica della capacità del conducente di prepararsi ad una guida sicura, manovre e comportamento nel traffico. La durata della prova pratica non deve essere inferiore a 25 minuti e la fase relativa al comportamento nel traffico, ove possibile, deve essere svolta su strade extraurbane.

Per non arrivare impreparati all’esame patente, al superamento della prova teorica viene rilasciato il foglio rosa. Questo documento, stampato direttamente dall’autoscuola a partire dal giorno successivo al superamento della prova pratica, ha una durata di sei mesi e consente al candidato di potersi esercitare alla guida su strada di un veicolo purché sia presente un accompagnatore munito di patente B da almeno 10 anni e con età non superiore ai 65 anni.

Così come per i neopatentati, anche per il candidato munito di foglio rosa vigono gli stessi limiti di velocità di 90 km/h sulle strade extraurbane principali e di 100 km/h in autostrada. La vettura condotta da un soggetto munito di foglio rosa deve presentare una “P” affissa nel lunotto posteriore, di forma e colori prestabiliti, così da avvisare gli altri automobilisti della presenza in strada di un guidatore inesperto e dotato di foglio rosa.

La prova pratica di guida non può essere sostenuta prima che sia trascorso in mese dalla data di rilascio del foglio rosa e gli esami possono essere sostenuti previa prenotazione da inoltrarsi non oltre il decimo giorno precedente la data della prova, entro il termine di validità dell’autorizzazione per l’esercitazione di guida.

Nel corso dell’esame pratico patente B gli esaminatori dovranno valutare la padronanza del candidato nel controllare il veicolo e nell’affrontare in piena sicurezza il traffico, l’atteggiamento prudente e lo stile di guida che tenga conto delle condizioni meteorologiche, della strada e del traffico.

L’esame patente è necessario non soltanto per poter circolare su strada alla guida di una autovettura, ma anche per condurre motocicli. In questo caso il candidato dovrà sostenere l’esame patente A. Se la prova teorica è identica a quella prevista per il conseguimento della patente B, diversa è invece la prova pratica che è anche stata recentemente modificata.

Sono infatti stati inseriti due circuiti nuovi. Il primo, consistente in uno slalom tra birilli, serve a verificare l’equilibrio del motociclisti e deve essere affrontato almeno 15 secondi, dimostrando di saper restare in sella nonostante la bassa velocità, con una media di 30 km orari. Il secondo, da svolgersi in un massimo di 25 secondi, richiede di frenare in uno spazio limitato per evitare un ostacolo come ad esempio una buca.

Per quel che riguarda l’esame patente AM la prova pratica può essere svolta, indifferentemente, con ciclomotore a due ruote o a tre ruote o con quadriciclo leggero, purché omologati per il posto di un passeggero oltre al conducente.

Le prove da sostenere saranno: lo slalom, l’otto, il passaggio in corridoio stretto e la frenatura. Superato questa prima prova si potrà sostenere la prova su strada che consisterà, tra le tante, in: partenza da fermo, guida su strada rettilinea, guida in curva e sorpasso/superamento. La durata della prova è di 25 minuti.

Per poter condurre su strada gli autoveicoli per trasporto di cose aventi massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate, anche trainanti un rimorchio leggero, è necessario conseguire la patente C. Per ottenere il documento di guida idoneo è necessario superare, oltre alla prova teorica, anche quella pratica.

Nello specifico, il candidato, nel sostenere l’esame patente, si troverà alla guida di un mezzo con massa limite non superiore a 12 tonnellate, di lunghezza non inferiore agli 8 metri e larghezza non inferiore a 2,4 metri, e capace di sviluppare una velocità di almeno 80 km/h.

L’esaminatore dovrà valutare: preparazione e controllo tecnico del veicolo ai fini della sicurezza stradale, manovre particolari oggetto di prova ai fini della sicurezza stradale ed il comportamento nel traffico.

 

Bollettini rinnovo patente: i documenti necessari e come compilarli

bollettini-rinnovo-patente

Il rinnovo della patente di guida è un obbligo imposto dal Codice della Strada. È finalizzato a garantire la sicurezza, sia del titolare del documento di idoneità che degli altri utenti. Ci si sottopone perciò ad una visita medica, che serve a confermare o meno, la sussistenza dei requisiti psicofisici necessari per poter condurre la propria vettura su strada pubblica.

La documentazione richiesta per compiere questa procedura comporta anche la necessità di riempire dei bollettini per rinnovo patente. Scopriamo come cosa sono e come compilarli.

INDICE
Emergenza Coronavirus: prorogate le patenti in scadenza
Bollettini Motorizzazione
Bollettini da pagare per il rinnovo patente
Bollettini rinnovo patente PDF
Bollettini rinnovo patente causale
Contestare la multa dei vigili urbani
Contestare una multa al prefetto
Contestare una multa al giudice di pace

A seguito del prolungamento dello stato di emergenza Covid la scadenza delle patenti e dei fogli rosa è prorogata al 29 giugno 2022 su tutto il territorio nazionale.

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I termini imposti per il rinnovo della patente di guida dipendono dall’età del titolare del documento e dalla tipologia dello stesso.

Per i possessori di patenti A e B il rinnovo dovrà avvenire ogni 10 anni fino a 50 anni di età, ogni 5 anni per i guidatori con età compresa tra i 50 ed i 70 anni, ogni tre anni per i soggetti tra i 70 e gli 80 anni ed infine ogni due anni per gli ultraottantenni.

Per poter effettuare la visita presso le ASL è necessario portare con sé la ricevuta di pagamento della visita, una foto recente in formato fototessera e i bollettini per rinnovo patente motorizzazione prestampati inerenti il versamento di € 10,20 sul c/c 9001 e di € 16,00 sul c/c 4028.

I bollettini per il rinnovo patente sono fondamentali per poter effettuare la visita presso la ASL competente così da poter confermare che i pagamenti richiesti siano stati effettuati.

Il bollettino postale 9001 da stampare è quello inerente il Dipartimento dei Trasporti Terrestri, mentre quello relativo al conto corrente 4028 è inerente la Motorizzazione Civile.

Giunti presso la ASL di competenza di dovrà portare anche la patente di guida in scadenza o scaduta, la carta d’identità o passaporto, la tessera sanitaria, una fototessera, l’autocertificazione inerente la presenza di eventuali patologie ed infine gli occhiali da vista, nel caso il soggetto chiamato al rinnovo del documento di guida ne faccia abitualmente uso.

Qualora non si abbia tempo per recarsi alla motorizzazione e presso un ufficio postale per prendere i bollettini per rinnovo patente, si avrà un’amara sorpresa nel constatare la totale assenza di bollettini rinnovo patente online.

Sul portale dell’automobilista, sito realizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono infatti presenti file in PDF relativi esclusivamente alla domanda redatta su modello denominato TT 2112, mentre i bollettini rinnovo patente dovranno essere ritirati presso gli uffici postali o la Motorizzazione.

Il pagamento dei bollettini per rinnovo patente, invece, può essere effettuato anche online comodamente da casa ma è necessario registrarsi preventivamente sul Portale dell’Automobilista.

Inoltre, dato che non tutte le banche sono abilitate, è fondamentale consultare l’elenco degli istituti di credito che hanno aderito alla Convenzione con Poste Italiane regolante il servizio di pagamento dei bollettini di conto corrente postale.

Spesso si crede che la compilazione dei bollettini rinnovo patente sia complicata, ma in realtà non è così.

Per quel che riguarda il bollettino relativo al versamento di 10,20 euro sul conto corrente 9001 intestato al Dipartimento dei Trasporti Terrestri si dovranno inserire i propri dati personali negli appositi spazi e l’importo di 10,20 euro. Ed anche per il secondo bollettino, inerente il pagamento di 16 euro sul conto corrente 4028 della Motorizzazione, sarà sufficiente inserire i propri dati e l’importo. Nel codice causale rinnovo patente non va scritto nulla.

Tipi di patente: patente AM, patente A1, patente A2, patente B

Tipi di patente: patente AM, patente A1, patente A2, patente B 5

Tra i vari documenti richiesti obbligatoriamente per poter condurre il proprio veicolo sulle strade pubbliche, oltre alla polizza RCA, ed al libretto di circolazione, ovvero il documento necessario alla circolazione e alla guida su strada pubblica di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, è imprescindibile il possesso della patente di guida.

Quando si parla di patente auto si intende l’autorizzazione amministrativa necessaria alla conduzione su strade pubbliche di veicoli a motore.

Dal 1°luglio 2003 è stato introdotto il meccanismo della patente a punti attraverso il quale ogni automobilista, al quale inizialmente vengono assegnati 20 punti, in caso di infrazione delle norme del codice della strada se ne vede togliere alcuni e dovrà superare nuovamente l’esame di teoria e l’esame di guida qualora dovesse arrivare a perderli tutti. Il numero di punti sottratti dalla patente macchina è stabilito dalla legge e varia a seconda della gravità dell’infrazione. Per recuperarli è sufficiente seguire dei corsi appositi presso un’autoscuola. Questo meccanismo affianca e non sostituisce le sanzioni già previste per le varie infrazioni.

I cittadini italiani che abbiano conseguito la patente di guida a seguito di accertamenti sui requisiti psicofisici, morali e attitudinali ed a seguito del superamento dell’esame, possono circolare in tutta l’Unione Europea senza alcun certificato aggiuntivo specifico.

Il nostro Codice della Strada individua differenti tipi patente ed ogni tipologia permette la circolazione su mezzi limitati alla classe di licenza relativa. In questa guida andremo ad analizzare quindi i diversi tipi di patente esistenti.

Tipi di patente: patente AM, patente A1, patente A2, patente B

EMERGENZA COVID-19

A seguito del prolungamento dello stato di emergenza Covid la scadenza delle patenti e dei fogli rosa  è prorogata al 29 giugno 2022 su tutto il territorio nazionale.

INDICE
Patente AM
Patente A
Patente B
Patente C
Patente D e D1

Tra i vari tipi di patente la prima che prenderemo in considerazione è la patente AM. Questo documento si può conseguire al raggiungimento dei 14 anni di età e consente di guidare:

  • ciclomotori a due ruote con velocità massima di costruzione non superiore a 45 km/h, la cui cilindrata è inferiore o uguale a 50 cm³ se a combustione interna, oppure la cui potenza nominale continua massima è inferiore o uguale a 4 kW per i motori elettrici;
  • veicoli a tre ruote aventi una velocità massima per costruzione non superiore a 45 km/h e caratterizzati da un motore, la cui cilindrata è inferiore o uguale a 50 cm³ se ad accensione comandata, oppure la cui potenza massima netta è inferiore o uguale a 4 kW per gli altri motori a combustione interna, oppure la cui potenza nominale continua massima è inferiore o uguale a 4kW per i motori elettrici;
  • quadricicli leggeri la cui massa in ordine di marcia è inferiore o uguale a 425 kg, e velocità non superiore a 45 km/h; motore termico non superiore a 50 cm3, potenza non superiore a 4 kWe non superiori a 6 kW.

Per poter guidare tutte le tipologie di motocicli è necessario, tra i vari tipi di patente, essere in possesso della patente A.

Questa si può conseguire non prima del compimento dei 24 anni di età o dei 20 anni qualora si sia in possesso della patente A2 da almeno due anni. Per ottenere la patente 125, precedentemente indicato con la denominazione A3, oltre all’esame teorico si dovranno sostenere due prove pratiche: una su strada aperta al pubblico ed una tecnica in percorso con esercizi di guida. Il soggetto che sia già in possesso della patente B non dovrà sostenere la prova teorica ma soltanto l’esame pratico.

Con la patente A si potranno guidare le seguenti tipologie di motocicli:

  • tricicli di potenza superiore a 15 kW, a partire dal compimento dei 21 anni;
  • motocicli, ossia veicoli a due ruote, senza carrozzetta  o con carrozzetta, muniti di un motore con cilindrata superiore a 50 cm³ se a combustione interna e/o aventi una velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h, a partire dal compimento dei 24 anni.

Tre le categorie di patenti A troviamo:
A1: per le moto meno potenti (motocicli fino a 125 cc), e si consegue dai 16 anni di età;
A2: dai 18 anni di età, per moto progressivamente più potenti (fino a 35 kW);
A: si consegue dai 24 anni o dai 20 se si possiede la patente A2 almeno da due anni. La categoria A abilita alla guida di tutte le moto.

Patente A2

Tra i vari tipi di patente A previsti, la patente A2 è quella prevista per guidare motocicli con potenza massima di 35 kW che non superino il rapporto potenza/peso di 0,2 kW/kg. Si può ottenere la patente A2 dopo aver compiuto i 18 anni di età.

Anche in questo caso è necessario superare sia un esame teorico che uno pratico. Il primo è identico a quello previsto sia per il conseguimento della patente A che della patente di guida B e per il superamento è necessario non commettere più di 4 errori nelle 40 domande entro il tempo limite di 30 minuti.

L’esame pratico dovrà essere sostenuto alla guida di una moto con cilindrata non inferiore ai 400 cc e che abbia una potenza compresa tra i 25 e i 35 kW e un rapporto potenza/peso non superiore ai 0.2 kW/kg.

Per i primi tre anni dopo il conseguimento della patente A2 si dovranno rispettare i limiti di velocità di 90 km/h sulle strade extraurbane e 100 km/h in autostrada.

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Tra i differenti tipi di patente indicati dal nostro Codice della Strada, la patente B è senza dubbio quella maggiormente diffusa e più conosciuta perché il suo conseguimento permette la guida delle auto.

Questa tipologia di patente si può ottenere a partire dal compimento dei 18 anni di età ed a seguito del superamento di un esame diviso in una parte teorica ed una pratica di guida su strada. In caso di infrazioni alle disposizione del Codice della Strada si è soggetti alla decurtazione del punteggio.

La validità della patente B è di 10 anni sino al compimento del cinquantesimo anno di età, mentre per i soggetti con un’età compresa tra 50 e 70 anni il rinnovo del documento di guida dovrà essere effettuato ogni 5 anni. Per i soggetti con un’età superiore ai 70 anni il rinnovo deve avvenire ad intervalli di 3 anni.

Spesso ci si pone la domanda: “Cosa posso guidare con la patente B?”.  Ecco la risposta:

  • motoveicoli, ovvero tricicli, quadricicli e motocicli. Per questi ultimi è possibile guidare in strada solo quelli fino a 125 cm3 e 11 kw; i conducenti che hanno conseguito la patente B prima dell’1 gennaio 1986 possono guidare qualsiasi motociclo, mentre chi ha conseguito la patente B tra l’1 gennaio 1986 e il 25 aprile 1988, è autorizzato a guidare qualsiasi moto, ma solo sul territorio italiano (per la guida all’estero occorre invece un ulteriore esame pratico);
  • autoveicoli per trasporto di persone e di cose, quindi anche autocarri e autocaravan, con massimo di nove posti totali compreso il conducente, e aventi massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 tonnellate, anche trainanti un rimorchio leggero fino a 750 kg. Si possono trainare anche rimorchi non leggeri, a condizione che non pesino più della motrice e che tutto il complesso non superi la massa di 3,5 tonnellate:
  • macchine agricole, anche eccezionali;
  • macchine operatrici, eccetto quelle eccezionali;
  • mezzi adibiti a servizio di emergenza, aventi massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 tonnellate.

Tra i vari tipi di patente, la patente C è quella che abilita alla guida dei camion,  ovvero i veicoli adibiti al trasporto cose in conto proprio. Per il trasporto professionale, invece, è necessaria, oltre alla patente C, anche la CQC merci.

Per il conseguimento della patente C  è necessario aver compiuto 21 anni di età, ma questo limite scende a 18 qualora si sostenga anche l’esame per la patente CQC trasporto cose con formazione ordinaria.

I mezzi che possono essere guidati con la patente C sono:

  • tutti i veicoli appartenenti alla categoria B;
  • autoveicoli per trasporto di cose, e non di persone, aventi massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate, anche trainanti un rimorchio leggero.

Con la patente C1 si potranno condurre, oltre ai veicoli appartenenti della categoria B:

  • autoveicoli per trasporto di cose, e non di persone, aventi massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate e fino a 7,5 tonnellate, anche trainanti un rimorchio leggero;
  • macchine operatrici eccezionali.

La patente C e quella C1 devono essere rinnovate ogni 5 anni sino al compimento dei 65 anni di età. Successivamente il rinnovo dovrà avvenire ogni due anni e dovrà essere effettuato presso la Commissione Medica Locale Patenti di appartenenza.

La patente D permette di guidare autoveicoli per trasporto di persone con numero di posti superiori a 9 compreso quello del conducente (autobus), ma solo in uso proprio. Per guidare autobus e scuolabus occorre conseguire la CQC persone. Una volta occorreva possedere la patente B da almeno 12 mesi o la C da 6 mesi, ma per rispettare la Direttive 91/439/CEE tale comma è stato abrogato, anche se rimane obbligatorio ottenere la patente B prima della D.

Da gennaio 2013 esiste anche la patente D1, che è una patente “più piccola” rispetto alla D, ovvero permette di guidare autobus limitati di dimensione, i cosiddetti “minibus” che sono autobus con numero di posti passeggeri superiore a 8 ma inferiore o uguale a 16.

L’età minima per il conseguimento di questa patente è 21 anni per la patente D1 e 24 anni per la patente D (l’età minima scende a 21 anche nel caso della patente D se si consegue insieme la CQC persone).

Con la patente D si possono guidare veicoli della categoria B e autoveicoli per trasporto di persone (autobus e filobus) con numero di posti totali superiore a 9 ad uso proprio, anche trainanti un rimorchio leggero

I veicoli che si possono guidare con la patente D1 sono: veicoli della categoria B e autoveicoli per trasporto di persone (autobus e filobus) con numero di posti totali superiore a 9 e inferiori a 17 (posto del conducente compreso) ad uso proprio, anche trainanti un rimorchio leggero.