Danneggiamento auto in sosta: ecco come ottenere il risarcimento

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Alzi la mano chi non ha mai trovato la propria auto danneggiata in sosta. Capita spesso, infatti, di posteggiare la propria vettura ed al ritorno trovare graffi ed ammaccature senza conoscere cosa abbia provocato il danno. Vediamo come si può provare ad ottenere un risarcimento in questi casi.

INDICE
Auto in sosta danneggiata da ignoti
Auto danneggiata in parcheggio privato
Denuncia atti vandalici: quando e come farla
Il danneggiamento auto in sosta è reato?
Auto danneggiata in sosta: indennizzo diretto

Il caso di auto danneggiata in sosta più frequente è quello commesso da ignoti. Nella maggior parte dei casi le compagnie assicurative non risarciscono il danno, a meno che non si decida di aggiungere alla polizza RCA anche la tutela contro atti vandalici.

Per poter ottenere il risarcimento si dovrà sporgere denuncia entro 90 giorni dalla scoperta del danno e successivamente inviarne una copia alla propria assicurazione che, nei giorni seguenti, invierà un perito per valutare l’entità del danno e stilerà un preventivo. Si noti, però, come l’assicurazione andrà a risarcire solo i costi oltre una determinata somma indicata espressamente nel contratto.

Situazione differente si verifica se l’auto è danneggiata in un parcheggio privato. Qualora il danneggiamento da parte di ignoti avvenga in un parcheggio a pagamento e custodito, la responsabilità ricade sull’azienda proprietaria del parcheggio che sarà obbligata a  rimborsare il proprietario dell’auto per i danni avvenuti durante la custodia. Se, invece, il parcheggio non è a pagamento e non è custodito è ben più complicato ottenere un risarcimento dalla propria assicurazione, perché dal danneggiamento dovranno derivare anche gravi danni alla persona, con una percentuale di invalidità permanente di almeno il 9%  ed un danno alla vettura di importo superiore a 500 euro.

 

Come anticipato in precedenza, in caso di atti vandalici si dovrà sporgere denuncia presso Carabinieri o Polizia entro il termine perentorio di 90 giorni dall’evento. Nella denuncia dovranno essere indicate:

  • una descrizione dettagliata dei danni subiti;
  • le immagini fotografiche dei danni;
  • le generalità di eventuali testimoni presenti al momento del danneggiamento;
  • l’indicazione della possibile presenza di telecamere esterne sul luogo del danneggiamento.

Se si è coperti da polizza contro gli atti vandalici ci si potrà successivamente rivolgere alla propria compagnia per la richiesta di risarcimento, allegando la denuncia e tutto il materiale che dimostri il danno subito, mentre se non si è coperti da tale polizza si potrà ottenere il risarcimento solo nel caso in cui le forze dell’ordine individuino il responsabile del danneggiamento.

Il danneggiamento auto in sosta è reato?/sta_anchor]

È bene sottolineare come l’atto vandalico compiuto ai danni di un’automobile parcheggiata a bordo strada, ad esempio rigando con una chiave la carrozzeria della vettura, costituisce reato penale perché l’illecito che si configura è quello di danneggiamento aggravato, ancora punito dal Codice Penale a differenza del danneggiamento semplice attualmente depenalizzato.

Auto danneggiata in sosta: indennizzo diretto/sta_anchor]

Tutte le ipotesi che abbiamo analizzato in precedenza prendono in considerazione il caso in cui chi ha commesso il danneggiamento all’auto in sosta sia poi fuggito senza lasciare alcun riferimento. Nel caso in cui, invece, l’autore del danno abbia lasciato un bigliettino con i propri recapiti si potrà ottenere l’indennizzo diretto del danno dall’assicurazione del danneggiante subito dopo aver sottoscritto la constatazione amichevole.

Cose da sapere

Cosa fare in caso di auto in sosta danneggiata da ignoti?

Nella maggior parte dei casi le compagnie assicurative non risarciscono il danno, a meno che non si decida di aggiungere alla polizza RCA anche la tutela contro atti vandalici. Per poter ottenere il risarcimento si dovrà sporgere denuncia entro 90 giorni dalla scoperta del danno e inviarne una copia alla propria assicurazione che invierà un perito per valutare l’entità del danno e stilerà un preventivo.

Se l’auto viene danneggiata in un parcheggio privato si ottiene un risarcimento?

Qualora il danneggiamento da parte di ignoti avvenga in un parcheggio a pagamento e custodito, la responsabilità ricade sull’azienda proprietaria del parcheggio che sarà obbligata a  rimborsare il proprietario dell’auto per i danni avvenuti durante la custodia.

Come e quando fare la denuncia atti vandalici?

In caso di atti vandalici si dovrà sporgere denuncia presso Carabinieri o Polizia entro il termine perentorio di 90 giorni dall’evento. Se si è coperti da polizza contro gli atti vandalici ci si potrà successivamente rivolgere alla propria compagnia per la richiesta di risarcimento, allegando la denuncia e tutto il materiale che dimostri il danno subito.

Danneggiare un’auto in sosta è un reato?

L’atto vandalico compiuto ai danni di un’automobile parcheggiata a bordo strada, ad esempio rigando con una chiave la carrozzeria della vettura, costituisce reato penale perché l’illecito che si configura è quello di danneggiamento aggravato, ancora punito dal Codice Penale a differenza del danneggiamento semplice attualmente depenalizzato.

Autovelox mobili e fissi: cosa sono e come funzionano

Prima o poi è capitato a tutti di ricevere a casa una multa per eccesso di velocità rilevata tramite autovelox. Le strade che percorriamo quotidianamente sono controllate da questi sistemi che possono essere mobili o fissi. Scopriamo come funzionano.

INDICE
Autovelox: cosa sono e a cosa servono
Tipi di autovelox e dove si trovano
Autovelox fisso: come funziona?
Autovelox mobile: come funziona?
Autovelox: come funziona di notte?
Sistema Vergilius: come funziona l’autovelox tutor
Multe autovelox: le sanzioni previste
Tolleranza autovelox

Con la definizione autovelox si intende un sistema che consente di determinare la velocità di un’automobile basato sull’emissione e ricezione di una coppia di raggi laser paralleli e invisibili che attraversano la strada perpendicolarmente.

L’autovelox è dotato anche di una macchina fotografica completa di dispositivo per la sovraimpressione automatica dei dati dell’infrazione posizionata all’altezza del rilevatore di velocità la cui funzione è quella di rilevare la targa del veicolo che viola il limite di velocità. La funzione dell’autovelox è quella di deterrente, così da obbligare i guidatori a rispettare i limiti imposti su ogni determinato tratto stradale.

Le forze dell’ordine possono  utilizzare due tipologie di autovelox: fisso e mobile. Il primo è solitamente  posizionato sia su strade  urbane o extraurbane, che su autostrade, mentre il secondo si trova montato sulle auto-civette delle forze dell’ordine e funziona anche in movimento così da consentire agli agenti di fermare il trasgressore per contestare immediatamente l’infrazione.

L’autovelox fisso, come si deduce dalla definizione, è un sistema di rilevamento della velocità posizionato in modo stabile su determinate sedi stradali ed è collocato all’interno di un box posizionato al lato della carreggiata la cui presenza deve essere segnalata con specifici cartelli. Al superamento del limite di velocità consentito l’autovelox scatta una foto alla targa della vettura. Il funzionamento avviene anche di notte grazie all’ausilio del flash.

L’autovelox mobile, a differenza di quello fisso, funziona grazie alla presenza di una pattuglia di forze dell’ordine. Esistono due tipologie di autovelox mobile: il Videovelox ed il Telelase. Il primo è installato sulle vetture di pattuglia e funziona in maniera praticamente identica all’autovelox fisso, rilevando la velocità istantanea del veicolo e registrando la targa su un supporto video. Il secondo, invece, viene utilizzato nei posti di blocco e funziona tramite una pistola laser che emette un fascio ad alta frequenza nella direzione delle auto di passaggio. Qualora venga rilevata una velocità superiore a quella consentita, la sanzione viene consegnata immediatamente al conducente.

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Come abbiamo anticipato in precedenza, l’autovelox è in grado di funzionare anche di notte con scarsa illuminazione. Le forze dell’ordine sono dotate sia di sistemi con flash che di sistemi ad infrarossi. Nel primo caso, al superamento del limite di velocità, si noterà immediatamente un bagliore, indice che l’autovelox ha scattato la foto, mentre nel secondo l flash non scatta, ma la foto viene comunque realizzata anche se l’automobilista non può notare immediatamente l’infrazione commessa.

Oltre all’autovelox fisso e mobile sulla maggior parte delle nostre autostrade è presente una terza tipologia denominata Vergilius. In questo caso il funzionamento del tutor è differente rispetto ai primi due modelli perché non viene rilevato l’immediato superamento del limite di velocità, ma viene registrata targa e orario di passaggio del veicolo in due punti di rilevamento e calcolata la velocità media nel tratto compreso tra questi due punti. Il sistema Vergilius, inoltre, è in grado di rilevare anche la velocità istantanea di tutti i mezzi. Con questo autovelox si impone all’automobilista il mantenimento costante del limite di velocità previsto sul tratto autostradale.

Il nostro Codice della Strada prevede sanzioni salate per il superamento dei limiti di velocità il cui importo cresce in proporzione alla gravità della violazione. Se si superano i limiti massimi di velocità di non oltre 10 km/h la multa avrà un importo da 42 a 173 euro, mentre se si superano i limiti di velocità oltre 10 km/h e non oltre 40 km/h, la multa varierà da 173 a 695 euro oltre alla decurtazione di 3 punti dalla patente. Se si superano i limiti di oltre 40 km/h e non oltre 60 km/h, la multa sarà compresa tra 544 e 2.174 euro, oltre alla detrazione di 6 punti dalla patente e la sospensione della patente stessa da uno a tre mesi. Infine chi supera i limiti massimi di velocità di oltre 60 km/h si vedrà recapitata una multa da 847 a 3.389 euro, oltre alla sottrazione di 10 punti dalla patente ed alla sospensione della stessa da sei a dodici mesi.

Considerando che il rilevamento delle velocità viene effettuato con autovelox, il nostro legislatore ha previsto un margine di tolleranza trattandosi di dispositivi soggetti ad una certa percentuale di errore. Per velocità fino a 100 Km/h è prevista una riduzione pari a 5 Km/h, mentre al di sopra di tale velocità la tolleranza è del 5% del valore eccedente. Oltre a ciò, esiste anche un arrotondamento realizzato per difetto, quindi in presenza di decimali si opta per il numero intero più basso.

Cose da sapere

Cos’è l’autovelox?

L’autovelox è un sistema che consente di determinare la velocità di un’automobile, basato sull’emissione e ricezione di una coppia di raggi laser paralleli e invisibili che attraversano la strada perpendicolarmente. L’autovelox è dotato anche di una macchina fotografica e di un dispositivo per la sovraimpressione automatica dei dati dell’infrazione.

Come funzionano gli autovelox fissi?

L’autovelox fisso è un sistema di rilevamento della velocità posizionato in modo stabile su determinate sedi stradali ed è collocato all’interno di un box posizionato al lato della carreggiata. Al superamento del limite di velocità consentito l’autovelox scatta una foto alla targa della vettura. Il funzionamento avviene anche di notte grazie all’ausilio del flash.

Come funzionano gli autovelox mobili?

L’autovelox mobile funziona grazie alla presenza di una pattuglia di forze dell’ordine. Il Videovelox  è installato sulle vetture di pattuglia e funziona in maniera praticamente identica all’autovelox fisso, rilevando la velocità istantanea del veicolo e registrando la targa su un supporto video. Il Telelase, invece, viene utilizzato nei posti di blocco e funziona tramite una pistola laser che emette un fascio ad alta frequenza nella direzione delle auto di passaggio.

Gli autovelox funzionano di notte?

L’autovelox è in grado di funzionare anche di notte con scarsa illuminazione. Le forze dell’ordine sono dotate sia di sistemi con flash che di sistemi ad infrarossi.

Cos’è il sistema Vergilius?

Il sistema Vergilius registra targa e orario di passaggio del veicolo in due punti di rilevamento e calcola la velocità media nel tratto compreso tra questi due punti. Il sistema Vergilius è poi in grado di rilevare anche la velocità istantanea di tutti i mezzi. Con questo autovelox si impone all’automobilista il mantenimento costante del limite di velocità previsto sul tratto autostradale.

Compilazione CID in caso di incidente: le istruzioni

È uno degli eventi che nessun automobilista vorrebbe mai vivere, ma in qualche occasione si è sfortunati protagonisti. Stiamo parlando degli incidenti stradali, situazioni nelle quali è opportuno mantenere la lucidità e conoscere tutti i passi per compilare il CID correttamente.

INDICE
Cos’è il CID e dove trovarlo
Com’è fatto il modulo CID
Compilazione CID: cosa fare dopo un incidente
CID assicurazione: a chi consegnare il modulo dopo l’incidente
Perché conviene compilare il modulo di constatazione amichevole di incidente?
CID online: come compilare il modello elettronico

Il modulo CID, oggi conosciuto come CAI, è un modello necessario per denunciare un incidente automobilistico. Questo deve essere compilato dai soggetti coinvolti nell’incidente che hanno così la possibilità di appurare la dinamica del fatto. L’automobilista coinvolto nel sinistro senza colpa otterrà grazie alla constatazione amichevole il risarcimento danni da parte della compagnia assicurativa risparmiando molto tempo. Il modulo è presente nei documenti del contratto assicurativo che devono essere sempre a bordo dell’auto.

Il modulo CID è composto da quattro fogli e soltanto il primo dovrà essere compilato in caso di incidente. Qui sono presenti due colonne di diverso colore separate da una parte in bianco all’interno della quale devono essere riportate le circostanze dell’incidente, una ricostruzione grafica dello stesso e le firme dei due soggetti coinvolti.

Subito dopo l’incidente, qualora siano coinvolte solo due vetture, si potrà procedere alla compilazione del CID. Nella parte superiore del documento dovranno essere indicati data, luogo dell’incidente, presenza o meno di soggetti feriti, i veicoli coinvolti e la presenza di eventuali testimoni del sinistro. Nelle colonne identificate con i colori azzurro e giallo, invece, dovranno essere riportati i dati anagrafici dei soggetti coinvolti, l’indicazione dei veicoli oggetto del sinistro stradale ed i dati delle rispettive compagnie assicuratrici. Nella colonna di mezzo, di colore bianco, dovranno essere sbarrate con una X le circostanze previste nello stesso modulo oltre alla rappresentazione grafica dell’incidente. Lo spazio sottostante dovrà essere firmato dai soggetti coinvolti nel sinistro.

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Terminata la compilazione del modulo CID, questo dovrà essere consegnato alla propria compagnia assicurativa entro 3 giorni dalla data dell’incidente. L’assicurazione, una volta ricostruita la dinamica del sinistro, provvederà al risarcimento danni entro 30 giorni dall’avvenuta denuncia.

La convenienza di compilare il modulo CID è presto detta. Seguendo questa pratica, infatti, si potranno accelerare le pratiche per la liquidazione dei danni subiti nell’incidente. Se nel sinistro non si sono rilevati danni a persone ma soltanto ai mezzi è sempre conveniente compilare il CID così da poter ottenere il risarcimento danni in tempi brevi.

Oltre al modello cartaceo è possibile compilare anche il CID elettronico. In questo caso sarà sufficiente scaricare l’app della propria compagnia assicurativa, effettuare la registrazione, inserire i dati della propria polizza assicurativa ed i recapiti dell’agente e successivamente completare l’invio del modulo CID virtuale in pochi e semplici passi. Il modello elettronico elimina il rischio di scrivere inesattezze come, invece, potrebbe avvenire con il modello cartaceo.

Cose da sapere

Cos’è il CID?

Il modulo CID è un modello necessario per denunciare un incidente automobilistico. Questo deve essere compilato dai soggetti coinvolti nell’incidente che hanno così la possibilità di appurare la dinamica del fatto.  Il modulo è presente nei documenti del contratto assicurativo che devono essere sempre a bordo dell’auto.

Come si compila il CID?

Nella parte superiore del documento dovranno essere indicati data, luogo dell’incidente, presenza o meno di soggetti feriti, i veicoli coinvolti e la presenza di eventuali testimoni del sinistro. Nelle colonne identificate con i colori azzurro e giallo, dovranno essere riportati i dati anagrafici dei soggetti coinvolti, l’indicazione dei veicoli oggetto del sinistro stradale ed i dati delle rispettive compagnie assicuratrici. Nella colonna di mezzo, di colore bianco, dovranno essere sbarrate con una X le circostanze previste nello stesso modulo oltre alla rappresentazione grafica dell’incidente.

Perché conviene compilare il CID dopo un incidente?

Se nel sinistro non si sono rilevati danni a persone ma soltanto ai mezzi è sempre conveniente compilare il CID così da poter ottenere il risarcimento danni in tempi brevi.

A chi si consegnano le copie del CID?

Terminata la compilazione del modulo CID, questo dovrà essere consegnato alla propria compagnia assicurativa entro 3 giorni dalla data dell’incidente. L’assicurazione, una volta ricostruita la dinamica del sinistro, provvederà al risarcimento danni entro 30 giorni dall’avvenuta denuncia.

Come si compila il CID online?

Basta scaricare l’app della propria compagnia assicurativa, effettuare la registrazione, inserire i dati della propria polizza assicurativa ed i recapiti dell’agente e successivamente completare l’invio del modulo CID virtuale in pochi e semplici passi.

Limiti di velocità: quali sono i generali e quelli per neopatentati

Limiti di velocità: quali sono i generali e quelli per neopatentati

Conoscere il Codice della Strada è fondamentale per guidare in sicurezza ed evitare di essere multati. Rispettare i limiti di velocità è uno degli obblighi più importanti per non incorrere in sanzioni che possono essere anche piuttosto salate. Scopriamo tutti i dettagli.

INDICE
 Limiti di velocità in Italia
 Limite di velocità in autostrada
 Limite velocità strade extraurbane
 Limite di velocità nei centri abitati
 Limiti velocità neopatentati
 Multa limiti di velocità
 Tolleranza limite di velocità

Il nostro Codice della Strada disciplina in maniera rigorosa all’articolo 142 i limiti di velocità. Vengono posti dei limiti differenti a seconda che la strada percorsa sia urbana, extraurbana o autostrada, così come differenti sono i limiti previsti per i neopatentati rispetto agli automobilisti più esperti.

Sulle autostrade il limite di velocità attualmente in vigore è pari a 130 Km/h in condizioni di asfalto asciutto e di 110 Km/h in caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura. Per i neopatentati, nei tre anni dal conseguimento della patente di guida, il limite è fissato in 100 Km/h.

Nei centri abitati il limite di velocità, valido anche per i neopatentati, è di 50 Km/h. Tuttavia, nelle strade urbane con caratteristiche costruttive e funzionali particolari, è possibile innalzare il limite di velocità sino ad un massimo di 70 Km/h previa installazione degli appositi segnali.

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Quelli appena descritti sono i limiti di velocità presenti sul territorio Italiano. E’ quindi fondamentale prestare la massima attenzione quando si oltrepassano i confini nazionali per non violare le disposizioni degli altri Paesi in materia di.

Come abbiamo visto per i neopatentati vigono limiti di velocità specifici sia in autostrada che nelle strade extraurbane, rispettivamente pari a 100 e 90 Km/h. La motivazione è data dal fatto che questi soggetti, per i primi tre anni dal conseguimento della patente di guida, non abbiano la stessa esperienza al volante degli automobilisti più navigati e pertanto si impone loro una maggiore cautela alla guida.

auto neopatentati
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In caso di violazione dei limiti di velocità previsti dal Codice della Strada sono previste sanzioni particolarmente pesanti. Nello specifico, se si superano i limiti di velocità di non oltre 10 km/h la multa potrà andare da un minimo di € 42 ad un massimo di € 173, mentre chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto al pagamento di una multa da € 173 a € 694.

Analogamente se si supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti di velocità la multa andrà da un minimo di € 543 ad un massimo di € 2.170 oltre alla sospensione della patente di guida da uno a tre mesi. Se, invece, si supera di oltre 60 km/h i limiti di velocità la sanzione amministrativa andrà da € 845 a € 3.382 oltre alla sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi.

Per tutti gli accertamenti della velocità effettuati con autovelox e simili, al valore rilevato dall’apparecchiatura viene applicata una riduzione pari al 5%, con un minimo di 5 km/h. Pertanto la normativa stabilisce una tolleranza sulle multe per eccesso di velocità pari al 5% della velocità effettiva, e comunque non inferiore alla soglia minima di 5 km/h.

Cose da sapere

Quali sono i limiti di velocità previsti in Italia in autostrada?

Sulle autostrade il limite di velocità attualmente in vigore è pari a 130 Km/h in condizioni di asfalto asciutto e di 110 Km/h in caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura. Per i neopatentati, nei tre anni dal conseguimento della patente di guida, il limite è fissato in 100 Km/h.

Quali sono i limiti di velocità previsti sulle strada extraurbane?

Sulle strade extraurbane l’articolo 142 del Codice della Strada prevede un limite di velocità di 110 Km/h, ma anche in questo caso, qualora vi siano precipitazioni atmosferiche, lo stesso viene automaticamente calato a 90 Km/h. Per i neopatentati il limite su queste strade è di 90 Km/h.

Quali sono i limiti di velocità nei centri abitati?

Nei centri abitati il limite di velocità, valido anche per i neopatentati, è di 50 Km/h. Tuttavia, nelle strade urbane con caratteristiche costruttive e funzionali particolari, è possibile innalzare il limite di velocità sino ad un massimo di 70 Km/h previa installazione degli appositi segnali.

Quali sono i limiti di velocità per i neopatentati?

Per i neopatentati vigono limiti di velocità specifici sia in autostrada che nelle strade extraurbane, rispettivamente pari a 100 e 90 Km/h. La motivazione è data dal fatto che questi soggetti, per i primi tre anni dal conseguimento della patente di guida, non abbiano la stessa esperienza al volante degli automobilisti più navigati.

Quali sono le sanzioni previste se si superano i limiti di velocità?

Se si superano i limiti di velocità di non oltre 10 km/h la multa potrà andare da da €42 a € 173, mentre chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto al pagamento di una multa da € 173 a € 694. Se si superano i limiti di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h  la multa andrà da € 543 a € 2.170 oltre alla sospensione della patente da uno a tre mesi. Se, invece, si superano di oltre 60 km/h i limiti di velocità la sanzione amministrativa andrà da € 845 a € 3.382 oltre alla sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi.

Accessoti auto: ecco gli indispensabili e i più particolari

I 10 accessori più richiesti in un'automobile

Scegliere gli accessori per la propria auto è un momento fondamentale dell’acquisto di una vettura nuova perché si andrà a personalizzare la macchina in base alle proprie esigenze. Essere consapevoli che spendere qualcosa in più all’acquisto per poi non pentirsi di non aver scelto quell’accessorio è da sempre una delle regole principali che accompagna tutti gli automobilisti.

 

 

INDICE
 Accessori utili per auto: i gadget indispensabili
 Accessori invernali auto
 Accessori auto per neve
 Accessori auto particolari: ecco i gadget più strani
 Accessori auto donna: gadget al femminile
 Accessori auto da viaggio
 Accessori hi tech per auto
 Accessori per la pulizia dell’auto

Ormai tutte le vetture di moderna concezione offrono come accessori, ed in molti casi anche di serie, gli ADAS. Gli ausili alla guida come la frenata assistita, il mantenimento di corsia o il controllo adattivo della velocità sono diventati ormai accessori auto indispensabili perché semplificano notevolmente la vita a bordo del conducente.

Anche sistemi come i sensori di parcheggio, l’accensione automatica di fari e tergicristalli o l’indicatore di perdita di pressione degli pneumatici sono tra gli accessori per auto divenuti ormai irrinunciabili.

Prendersi cura della propria vettura nel periodo invernale è una pratica che dovrebbe essere sempre rispettata. Tra gli accessori auto dedicati alla stagione più rigida il più importante è il telo antighiaccio, utile quando non si possegga un box auto e non si voglia perdere tempo ogni mattina per raschiare via dal parabrezza il ghiaccio.

Il raschietto è un altro accessorio invernale dell’auto indispensabile per chi vive in località dove le temperature diventano particolarmente rigide nel corso dell’inverno, così come analogamente indispensabile è il liquido antigelo fondamentale per preservare le componenti del motore.

Nei mesi invernali è sempre opportuno non farsi trovare impreparati dalle condizioni atmosferiche avverse. Per questo motivo, tra gli accessori auto immancabili a bordo, è fondamentale avere a disposizione le catene da neve. Grazie a queste, infatti, si potrà circolare anche su un manto stradale coperto da una coltre bianca senza il rischio di non avere trazione.

Ugualmente fondamentale, poi, è la presenza di una pala pieghevole, utile per spalare la neve presente vicina alle ruote della vettura ed avere così la possibilità di liberare il veicolo e ripartire senza pensieri.

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Volendo è possibile sbizzarrirsi nella ricerca di accessori auto strani ed esclusivi. Molte case di personalizzazione si rivolgono ad un target di mercato senza problemi di spesa per proporre accessori come il kit per il drink, dedicato a tutti coloro che vogliono sempre avere a disposizione bicchieri e bottiglie personalizzate da utilizzare in un picnic esclusivo o l’umidificatore per sigari, accessorio indispensabile per i fortunati proprietari di una Rolls Royce.

Anche il mondo degli accessori auto dedicati al pubblico femminile è sempre più vasto. Si va dalle cover per le cinture di sicurezza, così da rendere ricercato l’abbinamento di colori del dispositivo, a quelle per il volante, anche se in questo caso è fondamentale non cercare colori troppo azzardati per non cadere nel kitsch. Infine sono sempre più diffuse le ballerine pieghevoli, utilissime per potersi mettere alla guida dopo aver messo da parte le ben più scomode scarpe coi tacchi.

Affrontare un viaggio in auto è sempre una esperienza piacevole, ma per evitare che le ore trascorse nell’abitacolo si trasformino in una sofferenza è indispensabile avere a disposizione degli accessori fondamentali come la borsa termica o il cuscino da viaggio, utilissimo per consentire ai passeggeri di poter schiacciare un pisolino coccolati nella comodità dei sedili. In caso di viaggi lunghi, può essere molto utile un frigorifero da viaggio ricaricabile via USB o con pannello solare.

Tutte le vetture moderne sono ormai ricche di gadget tecnologici, ma ciò non significa che non si debbano aver a bordo degli accessori auto hi tech. Il cavetto USB per la ricarica del telefono è ormai diventato indispensabile, così come lo è il supporto per smartphone, utilissimo per avere il proprio dispositivo sempre a vista. Per le vetture più anziane è poi possibile acquistare un ricevitore Bluetooth da collegare alla presa jack dell’autoradio per poter ascoltare in streaming dal telefono la propria musica preferita.

Tenere in ordine e puliti gli interni dell’auto così come la carrozzeria è una pratica che molti automobilisti spesso sottovalutano. Tra gli accessori auto utili per la pulizia della vettura non possono assolutamente mancare i panni o i guanti in microfibra, necessari per evitare graffi sulla carrozzeria, o ancora kit di pulizia esterni fondamentali per rimuovere grasso, sporco e moscerini e far tornare a brillare la vettura. Ultimo accessorio auto da tenere sempre a portata di mano è un tubetto di pasta abrasiva, necessario per rimuovere in pochi istanti i piccoli graffi all’ordine del giorno.

Cose da sapere

Quali sono gli accessori auto che non possono mancare su un veicolo?

Tutte le vetture di moderna concezione offrono come accessori, ed in molti casi di serie, gli ADAS come la frenata assistita, il mantenimento di corsia o il controllo adattivo della velocità. Anche sistemi come i sensori di parcheggio, l’accensione automatica di fari e tergicristalli o l’indicatore di perdita di pressione degli pneumatici sono tra gli accessori per auto divenuti irrinunciabili.

Quali sono gli accessori auto indispensabili di inverno?

Tra gli accessori auto dedicati alla stagione più rigida il più importante è il telo antighiaccio, utile quando non si possegga un box auto. Il raschietto è un altro accessorio invernale dell’auto indispensabile per chi vive in località dove le temperature diventano particolarmente rigide nel corso dell’inverno, così come analogamente indispensabile è il liquido antigelo fondamentale per preservare le componenti del motore.

Quali sono gli accessori auto più utili per le donne?

Anche il mondo degli accessori auto dedicati al pubblico femminile è sempre più vasto. Si va dalle cover per le cinture di sicurezza, così da rendere ricercato l’abbinamento di colori del dispositivo, a quelle per il volante. Sono sempre più diffuse le ballerine pieghevoli, utilissime per potersi mettere alla guida dopo aver messo da parte le ben più scomode scarpe coi tacchi.

Quali sono gli accessori auto indispensabili in viaggio?

Affrontare un viaggio in auto è sempre una esperienza piacevole, ma per evitare che le ore trascorse nell’abitacolo si trasformino in una sofferenza è indispensabile avere a disposizione degli accessori fondamentali come la borsa termica o il cuscino da viaggio. In caso di viaggi lunghi, può essere molto utile un frigorifero da viaggio ricaricabile via USB o con pannello solare.

Quali sono gli accessori hi-tech più diffusi per l’auto?

Il cavetto USB per la ricarica del telefono è ormai diventato indispensabile, così come lo è il supporto per smartphone. Per le vetture più anziane è poi possibile acquistare un ricevitore Bluetooth da collegare alla presa jack dell’autoradio per poter ascoltare in streaming dal telefono la propria musica preferita.

 

 

 

Radiazione auto: cos’è, quando effettuarla e quanto costa

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Con il termine radiazione auto si intende la pratica tramite la quale si cancella una vettura dal Pubblico Registro Automobilistico. Scopriamo quando si può effettuare ed i costi che comporta.

INDICE
Radiazione auto: cosa significa?
Radiazione auto per esportazione
Radiazione auto per demolizione
Radiazione auto per distruzione o incendio del mezzo
Costo radiazione auto
Bollo auto e radiazione
Radiazione auto senza demolizione

La radiazione è il procedimento che tramite il quale si ottiene la cancellazione del proprio autoveicolo dal Pubblico Registro Automobilistico. Con questa operazione, quindi, non sarà più consentito utilizzare l’auto e circolare su strada. La radiazione può essere effettuata in differenti casi.

Qualora si debba immatricolare l’auto in un paese estero sarà necessario annotare l’avvenuta radiazione al Pra. Le pratiche dovranno essere effettuate presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista attivo presso gli uffici della Motorizzazione Civile e gli uffici provinciali del PRA.

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Qualora si debba demolire l’auto, si dovrà consegnare il mezzo ad un demolitore che rilascerà il certificato di rottamazione al proprietario dell’auto, ed entro trenta giorni dovrà provvedere alla radiazione auto dal PRA.

Se, infine, la vettura è distrutta o incendiata si potrà procedere alla radiazione producendo il certificato di proprietà in originale, la carta di circolazione in originale, le targhe ed il verbale che attesti la completa distruzione o l’impossibilità di recupero del veicolo.

I costi per la radiazione auto sono decisamente contenuti. Si dovrà pagare un importo pari a 13,50 euro come emolumenti ACI, una imposta di bollo da 32,00 euro se si utilizza il certificato di proprietà originale o da 48,00 euro qualora si utilizzi il modulo NP3C, ed infine, ma solo in caso di radiazione per esportazione all’estero nei paesi UE. un importo di 10,20 euro quali diritti da versare alla DTT.

A radiazione avvenuta non si sarà più tenuti a pagare il bollo auto, ma è bene sottolineare che la radiazione deve avvenire entro il termine ultimo per effettuare il pagamento del bollo stesso, fissato il mese successivo rispetto alla data di scadenza, altrimenti si sarà costretti a pagare il bollo auto anche per l’annualità successiva. Alcune regioni, tuttavia, consentono di  richiedere il rimborso dei mesi successivi alla radiazione.

L’unica ipotesi di radiazione auto senza demolizione è quella di immatricolazione del veicolo all’estero. Come anticipato in precedenza, la radiazione  può essere richiesta dall’intestatario o dall’avente titolo ed a seguito della richiesta il PRA rilascia il Certificato di Radiazione in formato digitale, consegnando alla parte una ricevuta contenente un codice d’accesso attraverso il quale è possibile visualizzare la ricevuta e il CDPD. Con l’esportazione definitiva del veicolo, questo cessa di essere iscritto nel Registro Automobilistico. Se sul veicolo da esportare è iscritto un provvedimento di fermo amministrativo occorrerà prima cancellare il fermo amministrativo e successivamente richiedere la cessazione della circolazione per esportazione.

Cose da sapere

Cos’è la radiazione auto?

La radiazione è il procedimento che tramite il quale si ottiene la cancellazione del proprio autoveicolo dal Pubblico Registro Automobilistico. Con questa operazione, quindi, non sarà più consentito utilizzare l’auto e circolare su strada. La radiazione può essere effettuata in differenti casi.

In quali casi è possibile richiedere la radiazione auto al PRA?

La radiazione auto può essere richiesta in caso di esportazione del veicolo, di demolizione o di distruzione o incendio dell’auto.

Quanto costa la radiazione auto dal PRA?

Si dovrà pagare un importo pari a 13,50 euro come emolumenti ACI, una imposta di bollo da 32,00 euro se si utilizza il certificato di proprietà originale o da 48,00 euro qualora si utilizzi il modulo NP3C, ed, in caso di radiazione per esportazione all’estero nei paesi UE. un importo di 10,20 euro quali diritti da versare alla DTT.

Dopo la radiazione auto è necessario pagare il bollo?

A radiazione avvenuta non si sarà più tenuti a pagare il bollo auto, ma è bene sottolineare che la radiazione deve avvenire entro il termine ultimo per effettuare il pagamento del bollo stesso,  altrimenti si sarà costretti a pagare il bollo auto anche per l’annualità successiva.

Cos’è l’IPT auto: quanto costa e come si calcola

Cos’è l’IPT auto: quanto costa e come si calcola 2

Al momento dell’acquisto di un’auto devono essere prese in considerazione alcune imposte che andranno inevitabilmente a far lievitare il prezzo di acquisto. L’IPT, acronimo di Imposta Provinciale di Trascrizione, è una tassa che grava sugli autoveicoli immatricolati nella Repubblica Italiana e viene applicata per l’iscrizione, trascrizione, e annotazione dei veicoli sul Pubblico Registro Automobilistico.

INDICE
Cos’è l’IPT auto
Calcolo IPT auto, come funziona
Costo IPT auto
IPT auto nuova: cos’è e quanto costa
Tabella IPT: i costi aggiornati
Esenzione IPT auto storiche;

Con la sigla IPT auto si intende una tassa da corrispondere alla Provincia nella quale viene immatricolato il veicolo, sia nuovo che usato, al momento dell’acquisto ed il valore può essere determinato in misura pari al 30% dell’importo totale.

Sapere quanto si dovrà corrispondere per l’IPT auto è una operazione semplice e simile a quella prevista per il bollo perché l’importo viene calcolato sulla base dei Kilowatt della vettura. Per un’auto con potenza fino a 53 kW l’importo da corrispondere sarà pari a 151 euro, mentre per ogni Kilowatt supplementare si aggiungono 3,51 euro. A questa cifra, poi si dovrà aggiungere la maggiorazione provinciale che potrà essere applicata sino al 30% dell’importo totale.

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Il pagamento dell’IPT è da corrispondere obbligatoriamente sia in caso di acquisto di un’auto che nuova che usata. Il costo, come abbiamo visto, viene determinato dalla potenza espressa in Kilowatt e dalla maggiorazione provinciale. Se, ad esempio, si acquista una vettura con potenza di 110 kW si dovrà corrispondere un importo di 350,88 euro come imposta base oltre alla maggiorazione provinciale. Se quest’ultima è del 30%, l’importo finale sarà pari a 411 euro.

L’imposta Provinciale di Trascrizione è quindi una tassa obbligatoria che deve essere pagata su tutti i veicoli immatricolati nel territorio Italiano. Questa tassa si divide in due modalità: nazionale e maggiorazione provinciale. La legge concede piena autonomia alle Provincie di aumentare l’importo da applicare. Per il costo dell’IPT si dovranno considerare sempre i Kilowatt dell’auto oltre alla maggiorazione applicata dalla Provincia.

La facoltà concessa dalla legge alle Province di aumentare l’importo da applicare ha fatto sì che ben 89 Provincie su 107 abbiano applicato la maggiorazione del 30% se i KW della vettura superano quota 53. Le Province di Trento, Bolzano e Aosta applicano la maggiorazione di base pari a 3,51 euro, mentre la Provincia di Matera applica una maggiorazione del 10% pari a 3,86 euro.

La Provincia di Ragusa, invece, applica una maggiorazione del 15% pari a 4,04 euro, mentre le Province di Udine, Trieste, Benevento, Bari, Avellino, Arezzo, Lecce, Latina, Grosseto, Reggio Emilia, Pordenone, Siracusa, Pescara, Carbonia Iglesias, Vicenza applicano una maggiorazione del 20% pari a 4,21 euro se la vettura vettura supera i 53 kW.

Infine le Province di Sondrio, Ferrara e Crotone applicano una maggiorazione del 25% pari a 4,39 euro, mentre tutte le altre applicano la maggiorazione massima del 30% pari a 4,56 euro.

L’IPT deve essere corrisposta anche in caso di acquisto di auto storiche, ma si dovrà effettuare un pagamento in misura ridotta pari a 51,65 euro. Per auto storiche si intendono tutte quelle costruite da oltre trent’anni e non adibite a uso professionale né utilizzate nell’esercizio di attività di impresa, arti o professioni. I proprietari dovranno richiedere la riduzione presentando tutta la documentazione necessaria al Pubblico Registro Automobilistico, citando la legge 342 del 2000 articolo 63 comma 4.

Cose da sapere

Cos’è l’IPT auto?

L’IPT auto è la tassa da corrispondere alla Provincia nella quale viene immatricolato il veicolo, sia nuovo che usato, al momento dell’acquisto ed il valore può essere determinato in misura pari al 30% dell’importo totale.

Come si calcola il costo dell’IPT auto?

Per un’auto con potenza fino a 53 kW l’importo da corrispondere sarà pari a 151 euro, mentre per ogni Kilowatt supplementare si aggiungono 3,51 euro. A questa cifra, poi si dovrà aggiungere la maggiorazione provinciale che potrà essere applicata sino al 30% dell’importo totale.

Cos’è la tabella IPT auto?

La tabella IPT auto serve a determinare il costo di questa tassa, che viene determinato dalla potenza espressa in Kilowatt e dalla maggiorazione provinciale. La maggior parte delle province italiane applicano la maggiorazione massima, pari al 30%.

Le auto storiche devono pagare l’IPT auto?

L’IPT deve essere corrisposta anche in caso di acquisto di auto storiche, ma si dovrà effettuare un pagamento in misura ridotta pari a 51,65 euro. I proprietari dovranno richiedere la riduzione presentando tutta la documentazione necessaria al Pubblico Registro Automobilistico, citando la legge 342 del 2000 articolo 63 comma 4.

Visura auto, anche online: come richiederla e quanto costa

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La visura auto è il documento che si può ottenere e che racconta la storia della vettura poiché riporta non solo i dati tecnici del mezzo, ma anche quelli di tutti i proprietari e le eventuali annotazioni giuridiche. Scopriamo come si richiede.

INDICE
Visura auto: a cosa serve?
Visura al PRA: come richiederla
Visura PRA online
Visura PRA gratis
Visura storica PRA
Visura ACI: come si richiede
Visura ACI online
Visura ACI gratis

Grazie alla visura auto è possibile conoscere tutte le informazioni giuridico patrimoniali relative al veicolo risultanti al momento della richiesta. Si potrà quindi verificare che sul veicolo oggetto della richiesta non risultino iscritte ipoteche, controllare che sul veicolo non vi siano sequestri, pignoramenti, fallimenti, fermi amministrativi, ed inoltre verificare che l’auto non sia stata cancellata dal PRA.

Per richiedere la visura auto si dovrà proporre istanza al PRA, il Pubblico Registro Automobilistico, e si potrà procedere sia presentando la richiesta presso l’ufficio provinciale ACI che tramite il servizio di visura auto online.

Per ottenere una visura online sarà necessario collegarsi al sito www.aci.it, cliccare sul link “Visure Pra” e successivamente compilare sia i campi relativi ai dati anagrafici del richiedente la visura auto  (nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo mail e recapito telefonico, nonché i dati utili alla fatturazione del pagamento per la richiesta) che i dati del veicolo per il quale si chiede la visura, quindi tipologia e targa.
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Spesso si è portati a cercare strade alternative per non essere costretti a pagare le spese per ottenere la visura. Numerosi siti web promettono di effettuare una visura auto totalmente gratuita, ma i servizi offerti sono decisamente limitati e permettono di verificare pochi dati quali la regione di appartenenza, la cilindrata o il tipo di alimentazione.

L’importo complessivo sarà pari a 8,83 euro di cui 6,00 quale costo della visura e 2,23 + IVA al 22% quale costo del servizio telematico.

Se, invece, si opta per richiedere la visura auto presso le Unità Territoriali ACI PRA si dovrà versare l’importo di legge che varia da 15 a 20 euro.

Esistono due tipologie di visure, quella nominativa attuale e quella storica. Con quest’ultima la ricerca è riferita a tutti i veicoli che sono stati intestati nel tempo al soggetto (persona fisica o persona giuridica) ma che alla data della consultazione non sono più in possesso dello stesso a seguito di vendita o perdita di possesso.

Identica procedura è richiesta per la visura ACI. Ci si dovrà recare all’Ufficio provinciale dell’ACI, compilare l’apposito modulo per richiedere la visura e pagare l’importo di 8 euro. E’ possibile, come alternativa, richiedere all’ACI la visura anche online.

In questo caso, dopo aver digitato l’indirizzo del sito ACI, si dovrà compilare il form dedicato con i dati personali, il numero di targa e la descrizione del veicolo sulla scorta delle indicazioni presenti. Successivamente si dovrà digitare il codice di sicurezza ed effettuare il pagamento richiesto pari ad 8,83 euro.

Come già affermato in precedenza, sono presenti numerosi siti che offrono la possibilità di effettuare una visura targa gratis, ma nella realtà i costi sono mascherati sotto forma di spese di gestione. Il nostro consiglio è quello di affrontare sempre i costi irrisori chiesti dal sito dell’ACI pre procedere alla visura.

Cose da sapere

A cosa serve la visura auto?

Grazie alla visura auto è possibile conoscere tutte le informazioni giuridico patrimoniali relative al veicolo risultanti al momento della richiesta. Si potrà quindi verificare che sul veicolo oggetto della richiesta non risultino iscritte ipoteche, controllare che sul veicolo non vi siano sequestri, pignoramenti, fallimenti, fermi amministrativi, ed inoltre verificare che l’auto non sia stata cancellata dal PRA.

Come si richiede la visura auto?

Per richiedere la visura auto si dovrà proporre istanza al PRA, il Pubblico Registro Automobilistico, e si potrà procedere sia presentando la richiesta presso l’ufficio provinciale ACI che tramite il servizio di visura auto online.

Come si chiede la visura auto online?

Per ottenere una visura online sarà necessario collegarsi al sito www.aci.it, cliccare sul link “Visure Pra” e successivamente compilare sia i campi relativi ai dati anagrafici del richiedente la visura auto  (nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo mail e recapito telefonico, nonché i dati utili alla fatturazione del pagamento per la richiesta) che i dati del veicolo per il quale si chiede la visura, quindi tipologia e targa.

Quanto costa richiedere una visura auto?

Il costo complessivo della visura sarà pari a 8,83 euro di cui 6,00 quale costo della visura e 2,23 + IVA al 22% quale costo del servizio.

Revoca patente: quando si rischia e cosa fare per riaverla

Quando si rischia la revoca della patente e come fare per riaverla?

Violare le disposizioni previste dal Codice della Strada può comportare non soltanto il pagamento di una sanzione amministrativa, ma anche sanzioni accessorie come la sospensione o la revoca della patente di guida. Scopriamo come comportarsi in quest’ultimo caso.

INDICE
Revoca patente: cosa comporta
Quando avviene la revoca della patente di guida
Revoca patente dopo la sospensione
Chi può disporre la revoca della patente di guida?
Patente revocata: cosa fare per riaverla
Impugnare la revoca patente: come fare ricorso

Quando si parla di revoca della patente si intende il provvedimento amministrativo tramite il quale si procede alla cancellazione del documento  qualora il titolare perda definitivamente i requisiti psicofisici prescritti, oppure si trovi alla guida e provochi incidenti in stato di forte  o sotto stupefacenti ed infine nel caso di recidiva di una precedente violazione.

Sono previste ipotesi specifiche per la revoca della patente. Un primo caso si verifica qualora il titolare della licenza perda i requisiti psicofisici in maniera permanente, oppure per motivi di pericolosità sociale e, infine, quando il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero.

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Un altro caso che può comportare la revoca della patente si verifica quando il titolare circoli durante il periodo di sospensione della patente, oppure percorra contromano autostrade o strade extraurbane.

Particolare severità è prevista in caso di recidiva qualora si superino di oltre 60 km/h i limiti di velocità, o qualora si guidi in stato di ebbrezza con tasso alcolemico di 1,5 g/l o superiore o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

La revoca della patente di guida è disposta dal Prefetto. Quest’ultimo riceve comunicazione dall’agente delle forze di polizia entro cinque giorni dall’accertamento della violazione alle norme del Codice della Strada.

Qualora la revoca sia dipesa dalla perdita dei requisiti psicofisici il provvedimento sarà definitivo ed accertato dall’unità sanitaria locale territorialmente competente e disposto dal Dipartimento per i trasporti terrestri.

Bisogna distinguere due ipotesi per poter ottenere nuovamente la patente di guida. In caso di perdita dei requisiti psicofisici temporanea il soggetto interessato potrà sottoporsi a una nuova visita psicofisica per ottenere di nuovo il documento di guida nel momento in cui l’impedimento che ha determinato la revoca della patente è cessato.

In caso di revoca a seguito di violazione al Codice della Strada si dovrà attendere la scadenza del provvedimento prefettizio che varia dai due ai tre anni.

È possibile impugnare il provvedimento di revoca proponendo ricorso al Ministero dei Trasporti. Il soggetto interessato dovrà proporre ricorso entro 20 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza di revoca, ed il Ministero si pronuncerà nei 60 giorni successivi.

Se il ricorso sarà accolto, il provvedimento verrà revocato e la patente restituita all’interessato. La restituzione sarà anche comunicata al competente ufficio della Direzione generale della M.C.T.C.

Cose da sapere

Cosa comporta la revoca della patente di guida?

Quando si parla di revoca della patente si intende il provvedimento amministrativo tramite il quale si procede alla cancellazione del documento qualora il titolare perda definitivamente i requisiti psicofisici prescritti, oppure si trovi alla guida e provochi incidenti in stato di forte  o sotto stupefacenti ed infine nel caso di recidiva di una precedente violazione.

Quando può essere revocata la patente?

Sono previste ipotesi specifiche per la revoca della patente. Un primo caso si verifica qualora il titolare della licenza perda i requisiti psicofisici in maniera permanente, oppure per motivi di pericolosità sociale oppure quando il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero.  Un altro caso che può comportare la revoca della patente si verifica quando il titolare circoli durante il periodo di sospensione della patente, oppure percorra contromano autostrade o strade extraurbane. Particolare severità è prevista in caso di recidiva qualora si superino di oltre 60 km/h i limiti di velocità, o qualora si guidi in stato di ebbrezza con tasso alcolemico di 1,5 g/l o superiore o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Chi dispone la revoca della patente?

La revoca della patente di guida è disposta dal Prefetto. Quest’ultimo riceve comunicazione dall’agente delle forze di polizia entro cinque giorni dall’accertamento della violazione alle norme del Codice della Strada. Qualora la revoca sia dipesa dalla perdita dei requisiti psicofisici il provvedimento sarà definitivo ed accertato dall’unità sanitaria locale territorialmente competente e disposto dal Dipartimento per i trasporti terrestri.

Cosa fare per riavere una patente revocata?

In caso di perdita dei requisiti psicofisici temporanea il soggetto interessato potrà sottoporsi a una nuova visita psicofisica per ottenere di nuovo il documento di guida nel momento in cui l’impedimento che ha determinato la revoca della patente è cessato. In caso di revoca a seguito di violazione al Codice della Strada si dovrà attendere la scadenza del provvedimento prefettizio che varia dai due ai tre anni.

Come si impugna la revoca della patente?

È possibile impugnare il provvedimento di revoca proponendo ricorso al Ministero dei Trasporti. Il soggetto interessato dovrà proporre ricorso entro 20 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza di revoca, ed il Ministero si pronuncerà nei 60 giorni successivi.

Garanzia auto usate: cosa vuol dire e come funziona

Garanzia auto usate: cosa vuol dire e come funziona

L’acquisto di un’auto di seconda mano è una pratica in costante crescita nel nostro Paese. La possibilità di trovare veicoli con un chilometraggio limitato ad un prezzo conveniente spesso si dimostra vincente, ma al momento di firmare il contratto è bene avere presente tutte le tutele riservate all’acquirente. Tra queste si segnala la garanzia auto usate. Scopriamo cos’è.

INDICE
Garanzia auto usate: cos’è e come funziona
Garanzia veicoli usati: la legge
Garanzia auto usate privati
Garanzia auto usate da concessionari
Garanzia auto usate oltre 10 anni

Non solo le auto nuove sono coperte da garanzia, ma anche quelle usate. Il nostro Codice Civile ha infatti previsto anche per questi veicoli la tutela per 12 o 24 mesi relativamente ai danni che possono colpire le parti meccaniche, le componenti elettriche e quella della carrozzeria.

La garanzia su auto usate, invece, non si estende a tutti quegli elementi sottoposti ad usura ordinaria come pasticche dei freni, lampadine, spazzole tergicristallo, candele, filtri, frizione, pneumatici e batteria, né ai danni provocati per uso improprio del mezzo.

Il riferimento normativo in materia di garanzia su auto usate è previsto dagli articoli 1490 e seguenti del Codice Civile. In questo caso è prevista una garanzia di un anno a carico del venditore a fronte di vizi che rendano il bene inidoneo all’uso o ne diminuiscano il valore, ma per evitare di cadere in errore è bene distinguere l’ipotesi in cui l’acquisto dell’auto avvenga presso un concessionario da quello concordato da privati.

Nell’ipotesi in cui l’acquisto di un’auto usata avvenga privatamente la garanzia non è obbligatoria, ma lo diventa qualora sia intervenuto un mediatore, come ad esempio chi espone la vettura nei propri locali. In questo caso sarà quest’ultimo ad offrire la garanzia anche se il passaggio di proprietà avviene tra privati.

Qualora non sia presente un mediatore, per poter far valere le proprie ragioni si dovrà adire l’autorità giudiziaria citando il venditore per i vizi del mezzo.

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Ben diversa è la situazione se l’acquisto della vettura avviene presso un concessionario. In questo caso si potrà godere di una garanzia di legge della durata di 24 mesi, ma le parti potranno concordare di ridurre questo termine sino a 12 mesi, ma questa indicazione deve essere espressamente riportata sul contratto di acquisto.

Tutti quei difetti che si manifestano entro i primi sei mesi dall’acquisto dell’auto si presume che esistano già al momento della vendita.

L’acquirente ha quindi due mesi di tempo dalla scoperta del vizio per denunciare il difetto al venditore e tale comunicazione dovrà essere inviata a mezzo raccomandata a.r. presso la sede della concessionaria ove è avvenuto l’acquisto e dovrà essere provata la data in cui è stata consegnata la vettura, magari allegando copia del contratto, così da prevenire eventuali contestazioni in merito alla scadenza della garanzia.

COSA CONTROLLARE PRIMA DI ACQUISTARE UN’AUTO USATA

La garanzia su auto usate non viene meno se la vettura ha parecchi anni di vita. Anche per le vetture con oltre 10 anni è previsto il termine di 12 mesi entro cui il veicolo ricade in garanzia, sempre per i difetti di cui abbiamo parlato in precedenza.

Cose da sapere

Quanto dura e come funziona la garanzia auto usate?

Il Codice Civile ha previsto anche per i veicoli usati la tutela per 12 o 24 mesi relativamente ai danni che possono colpire le parti meccaniche, le componenti elettriche e quella della carrozzeria.

In caso di acquisti tra privati, la garanzia auto usate è obbligatoria?

Nell’ipotesi in cui l’acquisto di un’auto usata avvenga privatamente la garanzia non è obbligatoria, ma lo diventa qualora sia intervenuto un mediatore, come ad esempio chi espone la vettura nei propri locali. In questo caso sarà quest’ultimo ad offrire la garanzia anche se il passaggio di proprietà avviene tra privati.

Coe funziona la garanzia auto usate in caso di acquisto da concessionario?

In caso di acquisto dal concessionario si potrà godere di una garanzia di legge della durata di 24 mesi, ma le parti potranno concordare di ridurre questo termine sino a 12 mesi, ma questa indicazione deve essere espressamente riportata sul contratto di acquisto.