La corsa più antica del mondo. La Targa Florio, ideata nel 1906 da VincenzoFlorio, percorre le strade più belle lungo le Madonie, nella provinciadiPalermo. Strade che hanno fatto la storia dell’automobilismo sportivo, dai tempi eroici ai giorni nostri, in cui nomi come Ferrari, Alfa Romeo, Porsche erano grandi protagonisti. Lungo i 72chilometri del cosiddetto “piccolo circuito” tante località interessanti da poter visitare, per rivivere ad un’andatura turistica le emozioni e assaporare il gusto delle prelibatezze culinarie di queste zone e vivere la cortesia e la disponibilità della gente del posto.
Percorrendo la A19 Palermo-Catania, in direzione del capoluogo etneo, uscendo allo svincolo dell’agglomerato industriale di Termini Imerese, dopo 51 Km, prendendo la direzione verso il paese di Cerda, dopo 4,1 Km sulla SS113, ci troveremo alla nostra sinistra Floriopoli, ovvero la costruzione in muratura che ospitava box, uffici e direzione della mitica “Cursa“, come la chiamavano da queste parti. Un’immagine suggestiva – soprattutto per gli amanti del motorsport – che con l’immaginazione si riempirà di vociare di gente, rombo di motori, livree di auto scintillanti, meccanici e piloti pronti a darsi battaglia per arrivare primi al traguardo.
Visioni che possono trasformarsi in realtà se, lasciata Floriopoli, ci dirigiamo verso uno dei paesi resi celebri dalla Targa: Collesano. Dopo 27,7 Km sempre lungo la SS113, ci troveremo in Corso Vittorio Emanuele, dove ha sede il Museo della Targa Florio (Telefono: 0921 664684). Qui è possibile ammirare memorabilies uniche. Il Museo, fondato il 27 giugno 2004 da Giacinto Gargano che ne fu’ il Primo Conservatore, oggi è guidato dal figlio, Michele Gargano, che ha progettato un piano strategico di rilancio per la promozione Sportiva Turistico Culturale del territorio.
Dopo essersi riempiti gli occhi è tempo anche di gustare le prelibatezze della cucina di queste zone. Celebri i piatti a base di carciofi o con le verdure di montagna. Sono molti i ristoranti, trattorie e agriturismo che li inseriscono nei propri menu. Come l’Agriturismo Casale Drinzi, situato ad un chilometro dal centro abitato di Collesano. Immersi nella natura del Parco della Madonie è possibile gustare il sapore unico delle verdure di montagne insieme alle carni e la selvaggina sempre di primissima qualità. Ottima anche la pizza. Più distante dal paese (4,8 Km), in ContradaArduino, sulla provinciale 9bis, c’è l’agriturismo TenuteLa Rocca. Location accogliente, elegante e raffinata. Per chi vuole invece solo sostare per farsi solleticare il palato, c’è la TrattoriaCarricaturiDiBarranco, in pieno centro a Collesano (ViaGiuseppeMazzini), con un’ambiente familiare e piatti tipici della zona. Da provare le tagliatelle con i funghi porcini.
Itinerario turistico Targa Florio
Adatto a tutti, da svolgere in un’unica giornata
A19 Palermo-Catania direzione Catania: 51 Km da Palermo a Agglomerato Industriale Termini Imerese
Cosa visitare
Floriopoli, sede dei box e della direzione corsa: dallo svincolo A19 sulla SS113 percorso di 4.2 Km
Museo Targa Florio a Collesano, da Floriopoli percorso di 27,7 Km su SS113
Ristorazione e pernottamenti
Agriturismo Casale Drinzi, SP9 1,1 Km da Collesano
Agriturismo Tenute La Rocca, Contrada Arduino, SP9bis 4,8 Km da Collesano
Trattoria Carricaturi Di Barranco di via Mazzini a Collesano
Cosa assaggiare
Tagliatelle fresce con funghi porcini
Piatti a base di carne con contorno di erbe di montagna
Cosa acquistare
Prodotti tipici delle Madonie, formaggi di produzione locale (La Dispensa del Nonno, viale Vincenzo Florio)
Ceramiche Iachetta – Corso Vittorio Emanuele, Collesano
14 febbraio, San Valentino: le idee per rendere indimenticabile il giorno dedicato agli innamorati, di cui tutte le coppie approfittano per estraniarsi dalla quotidianità e concedersi un momento di intimità, a volte… scarseggiano! È proprio per questo motivo che abbiamo pensato di suggerirvi in questa guida le migliori idee regalo per San Valentino per stupire il vostro partner. Mettete da parte la banale scatola di cioccolatini o il classico mazzo di fiori: aprite la vostra mente a qualcosa di ben più affascinante come un viaggioromantico, l’ideale per rendere indimenticabile il giorno di San Valentino.
San Valentino: weekend romantico alle terme
Se avete la possibilità di ritagliarvi un fine settimana libero e siete disposti a ritardare i festeggiamenti di qualche giorno, concedetevi un weekend romantico di San Valentino andando alle terme. Avrete così la possibilità di isolarvi dallo stress quotidiano trascorrendo alcuni giorni di totale relax con il vostro partner. Numerose sono le strutture termali dove poter andare per immergervi in un contesto di puro benessere psicofisico. Se volete unire l’assoluto relax che solo le terme possono assicurare al piacere della guida in auto, la vostra scelta per un’idea di viaggio per San Valentino non potrà non ricadere sulla Toscana, una regione ricca di centri termali e di paesaggi unici e romantici, capaci di rigenerare al solo essere contemplati. Dalle suggestive terme di San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena ma non lontane dal Lazio, a quelle di Saturnia, in provincia di Grosseto, immerse nella Maremma: attraversare la campagna toscana in auto vi farà apprezzare gli stupendi paesaggi di questa regione e, una volta giunti a destinazione, avrete la certezza di potervi rilassare con la vostra dolce metà.
San Valentino, viaggio romantico a Venezia
L’assoluto relax non è esattamente quello che state cercando? Nessun problema, in questa guida alle idee viaggio per San Valentino troverete la meta ideale per il vostro weekend romantico. Perché non impostare il navigatore della vostra auto con destinazioneVenezia? La città lagunare è il luogo ideale per un viaggio romantico di San Valentino. Mettetevi alla guida e, una volta giunti a destinazione, abbandonate la vostra auto per viaggiare tra i canali sulle classiche gondole e godervi così la vista degli affascinanti palazzi e dei caratteristici “campi” densi di storia, testimoni del passato nobile e radioso di questa città.
Viaggio di San Valentino alla scoperta di Roma
Roma, la città eterna, il cui nome, letto al contrario, è “Amor”. Quale idea di viaggio migliore per San Valentino? Il detto dice che “tutte le strade portano a Roma”, e allora perché non unire l’utile al dilettevole e mettervi alla guida per raggiungere la capitale, per poi perdervi a piedi tra i suggestivi vicoli dei suoi quartieri più centrali, pieni di scorci romantici? Quando la stanchezza prenderà il sopravvento, tornate in auto e dirigetevi fuori porta, al nord o al sud della città, nella campagna laziale, per dedicarvi una cena speciale in uno dei ristoranti tipici che animano i numerosi, pittoreschi paesini che circondano la capitale.
Un romantico weekend di San Valentino sulla neve
Venezia o Roma vi sembrano troppo banali? E allora perché non affrontare un viaggio per un San Valentino romantico alla volta di una delle affascinanti località montane dell’Alto Adige o di altre regioni del nord Italia? Le Alpi riservano panorami mozzafiato, la neve ha quel suo fascino tranquillo e intimo, e le baite di montagna sono l’ideale per un weekend romantico all’insegna della tranquillità e del benessere. Sempre più spesso baite e chalet sono attrezzati con centri benessere e spa con vista sul paesaggio: luoghi perfetti per dimenticare la frenesia della vita quotidiana e perdersi per qualche attimo in un’atmosfera unica, in compagnia del vostro partner, ammirando le suggestive valli innevate che si distendono di fronte ai vostri occhi.
Siete ancora indecisi su cosa fare per stupire la vostra dolce metà? Cosa aspettate, lasciatevi ispirare da una delle nostre idee viaggio per San Valentino!
La Porsche 911, con la sua lunga storia, è senza ombra di dubbio una delle sportive diventate ormai una icona nel mondo automobilistico. Le sue linee, rimaste pressoché immutate dall’ormai lontano 1963, sono diventate un vero e proprio marchio di fabbrica della casa di Stoccarda, e il suo comportamento su strada ha conquistato i cuori di tutti gli amanti dei motori. La storia della Porsche 911 è affascinante e ricca di curiosità. Proprio il nome della vettura, ormai un simbolo universale, avrebbe dovuto essere diverso. Quando, infatti, la Porsche presentò la sua ultima creatura al Salone di Francoforte del 1963, questa venne battezzata 901, ma solo pochi mesi dopo i vertici della Porsche furono costretti a modificare il nome in 911, poiché Peugeot aveva già registrato tutte le sigle con lo “zero” in mezzo.
La più antica Porsche 911 conservata al Porsche Museum di Stoccarda: si tratta della Porsche n. 57 assembrata nell’ottobre del 1964.
Porsche 911: una storia fatta di tecnica e design
Corretto il nome di battesimo, la Porsche 911 entrò nella storia. Il design della coupé fu opera di Ferry Porsche, che volle creare una vettura sportiva ma con quattro posti. In realtà la seduta posteriore non è mai stata un simbolo di comodità, e per questo motivo la Porsche 911 venne presto definita una 2+2. Non è stato solo il design della vettura e decretarne il successo, ma anche le soluzioni tecniche adottate. La storia della Porsche 911, infatti, è saldamente legata alla scelta di adottare un motore divenuto una vera e propria icona per la casa tedesca, ovvero il 6 cilindri boxer raffreddato ad aria e montato a sbalzo sull’asse posteriore dalla cilindrata di 2 litri.
Altre soluzioni tecniche d’avanguardia furono le sospensioni a quattro ruote indipendenti con barra di torsione, i freni a disco, il cambio a quattro marce, con la quinta optional, e un peso leggermente superiore ai 1000 kg per una potenza di ben 130 cavalli. La Porsche 911 ha fatto storia anche per l’impegno richiesto nella guida al limite. Proprio la disposizione a sbalzo del motore montato posteriormente rendeva l’anteriore troppo leggero, e la leggenda narra che i proprietari erano soliti inserire nel bagagliaio dei sacchi di sabbia per ottenere una migliore stabilità.
Dalla Porsche 911 S alla Porsche 911 Targa: storia di un mito
Il successo della Porsche 911 è immediato e dopo soli 3 anni dal lancio, nel 1966, la casa di Stoccarda fa debuttare sul mercato la 911 S, che si distingue dalla primogenita per un aumento di potenza del motore sino a 160 cavalli. L’anno successivo viene realizzata la Porsche 911 R, prodotta in appena 20 esemplari e caratterizzata non solo da un propulsore twin spark dotato di ben 210 cavalli, ma anche dalla notevole riduzione di peso dovuta all’adozione delle portiere in alluminio e del carter in magnesio. La Porsche 911 è entrata nella storia anche grazie alla versione Targa. Presentata al mondo nel 1965, questa versione si caratterizzava per la presenza del roll bar fisso che consentiva di rimuovere agevolmente il tettuccio per poter viaggiare con il vento tra i capelli.
Porsche 911 Carrera 4S Coupé e Porsche 911 2.0 Coupé 1964)
Questa configurazione si diffuse rapidamente negli USA negli anni ‘60 soprattutto per questioni economiche. Con l’adozione delle scocche autoportanti, infatti, il tetto era ormai divenuto un elemento strutturale della vettura e, per evitare di diminuire la rigidità torsionale della stessa e ridurre così i costi di produzione di un pianale dedicato, si scelse di adottare un traverso superiore al quale collegare il tettuccio rimovibile. Una curiosità: la denominazione “Targa” fu adottata dalla Porsche per omaggiare la vittoria di Umberto Maglioli al volante della Porsche 550 Spyder alla Targa Florio, che segnò il primo successo della casa di Stoccarda in una gara internazionale valida per il Campionato Mondiale Vetture Sport.
Porsche 911 S 2.7 Coupé del 1974
Porsche 911 Turbo: la storia continua
Nel raccontare la storia della Porsche 911, non si può non parlare della gloriosa 911 Turbo. Presentata al mondo nel 1975, la vettura di Stoccarda entra nella leggenda per essere la prima Porsche dotata di motore sovralimentato. Il design della Porsche 911 Turbo è aggressivo, al pari delle sue prestazioni. I passaruota, infatti, vennero ridisegnati per ospitare pneumatici di dimensioni maggiorate, mentre per garantire una migliore stabilità i tecnici tedeschi adottarono un enorme spoiler posteriore ed uno splitter anteriore più ampio. Il cuore pulsante della Porsche 911 Turbo era il 3 litri sovralimentato con turbocompressore dotato di basamento in alluminio, cilindri in Nikasil ed iniezione meccanica. Le prestazioni erano di tutto rispetto, visto che per raggiungere i 100 Km/h bastavano appena 6,5 secondi e la velocità massima era di 251 Km/h. La presenza del turbocompressore era all’origine dell’improvvisa e furiosa esplosione di potenza che richiedeva un grande manico a chi si trovava alla guida della vettura. La Porsche 911 Turbo venne aggiornata nel 1978, quando fu adottato un motore di 3.3 litri di cilindrata dotato di iniezione elettronica che garantiva una potenza di 300 cavalli, e che si contraddistingueva per il particolare disegno dell’alettone posteriore maggiorato per consentire l’inserimento dell’intercooler.
Porsche 911 Turbo
Porsche 911 SC: la storia della SuperCarrera
La storia della Porsche 911 si conclude con un altro modello che ha segnato il percorso della casa di Stoccarda, la 911 SC. La vettura fu presentata nel 1977 e le due lettere SC indicavano la dicitura SuperCarrera. La Porsche 911 SC fu introdotta come modello entry level nella gamma della casa tedesca e andava a sostituire tutte le vetture non dotate di motore turbo, ovvero la standard, la S e la Carrera. Nonostante si trattasse del modello di ingresso, le prestazioni della Porsche 911 SC non erano affatto sbiadite. Il motore di 3 litri garantiva una velocità massima di 233 Km/h e i 100 Km/h si raggiungevano in appena 6,3 secondi.
La Porsche decise di introdurre la 911 SC in vista dell’ingresso in listino della 928. Secondo i vertici di Stoccarda la 928 avrebbe dovuto rimpiazzare la 911, ma le prestazioni e il carattere della Porsche 911 erano ormai talmente impresse nella mente e nel cuore degli appassionati, mentre le vendite non accennavano a diminuire, che il management tedesco fu costretto a ricredersi e decise di proseguire la produzione della 911. In seguito, numerosi furono gli aggiornamenti del modello diventato ormai simbolo della casa di Stoccarda. La Porsche 911 SC del 1981 vide aumentare la potenza del motore a 204 cavalli, mentre nel 1984 debuttò sul mercato la Porsche 911 Carrera 3.2 caratterizzata dalla cilindrata di 3164 cm³, dall’alimentazione a iniezione elettronica e da una potenza di 231 CV.
Porsche 911 SC 3.0 (1978-79)
Serie 964-991: la storia della Porsche 911 continua
Cinque anni dopo, il mondo vide l’arrivo della Porsche 911serie 964, caratterizzata da un design profondamente rivisto specie nella fanaleria posteriore, che avvolgeva con una fascia di colore rosso il retrotreno della vettura, e nella presenza di un innovativo alettone a scomparsa a comando elettrico integrato nel cofano posteriore. Nel 1993 la Porsche realizzò l’ultima 911 caratterizzata dal motore raffreddato ad aria, la serie 993, oltre che dal disegno dei fanali anteriori più inclinato e da un nuovo cinematismo delle sospensioni che garantiva una fantastica aderenza su strada. Anche in questo caso, il boxer della Porsche 911 ricevette un aggiornamento importante. Il 6 cilindri tedesco di 3,6 litri era infatti capace di erogare sulle ruote posteriori una potenza di 272 cavalli che garantiva il raggiungimento della velocità massima di ben 296Km/h.
Porsche 911 Carrera 4 (1989-93
La storia della Porsche 911 vede poi un passaggio fondamentale nel 1997, quando fu svelata al mondo la serie 996, prima Porsche 911 dotata di motore raffreddato ad acqua. La 996 era spinta da un propulsore sei cilindri boxer di 3,4 litri con 4 valvole per cilindro e 296 cavalli di potenza. I puristi del marchio, tuttavia, non amarono mai del tutto il nuovo modello, complice non tanto l’abbandono del motore raffreddato ad aria, quanto i pesanti interventi estetici all’anteriore che avevano stravolto l’originale disegno tondo dei fanali per introdurre un design ad ogiva mai del tutto digerito.
Le critiche degli aficionados del marchio furono recepite a Stoccarda, e nel 2005 la 996 lasciò il posto alla Porsche 911 serie 997, caratterizzata dal ritorno ad un disegno maggiormente in linea con la tradizione della casa tedesca e dal ritorno ai fari tondi, elemento caratterizzante della Porsche 911. Il successo della nuova vettura fu immediato e il modello del 2005 è stato successivamente sostituito nel 2011 dalla nuova Porsche 911 serie 991 dotata di propulsore da 3.4 litri e da 350 CV, nella versione Carrera, e di 3.8 litri e 400 CV, nella versione Carrera S. Il modello 991 è entrato a far parte della storia della Porsche 911 per l’adozione, per la prima volta su una vettura di serie, di un cambio manuale a sette marce.