Si conclude l’era del Maggiolino Volkswagen: una storia a cavallo di due secoli

Si conclude l'era del Maggiolino Volkswagen: una storia a cavallo di due secoli

Il gioco è bello quando dura poco”. A volte, anche i proverbi, anche quelli più popolari vengono messi a dura prova dalla realtà dei fatti. Non sempre, anzi quasi mai – ma quando il destino ci regala la possibilità di contestare addirittura la “proverbiale saggezza popolare”, significa che siamo davanti a qualcosa di davvero speciale. Come l’inizio della storia del Maggiolino; come la sua vita, anno dopo anno; e come la sua fine: oggi. Un’auto che è “speciale”, punto. Indipendentemente dall’angolazione da cui decideremo di guardarla – che sia l’inizio o la fine di questa storia conta poco. La fine è di qualche giorno fa, con la produzione del Maggiolino definitivamente interrotta. Lo sapevamo da parecchio, ma oggi è successo davvero ed è un po’ come quei giorni che non vorresti mai arrivassero. Con l’unica grande certezza che i 21 milioni e più di Maggiolini sparsi per il mondo – sapranno ben consolarci ad ogni avvistamento su qualche strada lontana o vicina del mondo. Una Storia con la “S” maiuscola, che merita sempre di essere raccontata o ricordata e che vogliamo riassumere così. Per chi non la conoscesse; per chi la volesse sentire ancora.

Una storia unica e interessante perché lunga come due i secoli che ha cavalcato, intensa e pulita nonostante lo sporco di chi l’ha commissionata e voluta. Tutto inizia infatti nel 1934 quando Adolf Hitler durante il Salone di Berlino annuncia la propria visione di automobile: fondamentalmente non più appannaggio dei ricchi, ma destinata anche al “popolo”. Una visione che va anche oltre e che sconfina addirittura nell’immaginare le caratteristiche dell’auto ideale. Per metterla in pratica il Fuhrer chiama nientemeno che Ferdinand Porsche, a cui chiede di dar vita ad una “Volks Wagen” – letteralmente traduzione di – “auto del popolo”. Ma non solo, Hitler va oltre e chiede – o meglio “impone” – anche la scheda tecnica che l’auto del popolo avrebbe dovuto avere, compresa la velocità massima, i consumi. Pure il prezzo era indicato dal dittatore tedesco.

Dal 1934 si arriva quindi al ‘36 quando Ferdinand Porsche propone ben tre “concept” tra cui due berline e una convertibile. Approvato quindi il design di quello che si appresta a diventare il Maggiolino, nonché primo modello firmato ufficialmente “Volkswagen” – si è successivamente individuata la miglior area per edificarne la fabbrica. La scelta cadde sulla regione della Bassa Sassonia nei pressi del castello di Wolfsburg del Conte Schulenberg che, tra l’altro, si vide espropriare la terra per far posto a quella destinata a diventare una delle fabbriche più vaste e produttive del mondo: la Volkswagen. La nascita del brand tedesco, quello che oggi conosciamo tutti è quindi legata a doppio filo proprio con il Maggiolino. Con l’avvio della produzione del Maggiolino, il Fuhrer, continua a metter bocca sull’evoluzione del progetto fino al punto di decretarne addirittura il nome. L’acronimo scelto da Hitler per il Maggiolino fu KDF Wagen, letteralmente “Kraft Durch Freude Wagen” – che suonava un po’ come “Auto della forza attraverso la gioia”. Un nome nitidamente brutto e insensato tanto quanto il cervello brutto e insensato (tanto per usare un eufemismo) di chi lo aveva partorito. Anche lo stesso Porsche avanzò i propri “dubbi” sulla scelta del nome, ma va detto come Adolf Hitler sfoggiasse notoriamente metodi “persuasivi” decisamente “efficaci”. L’auto più simpatica di sempre portava quindi con sé anche il nome più brutto di sempre, almeno tra quelli mai affibbiati ad un’automobile.    

La KDF Wagen debuttò quindi nel 1939 in occasione del Salone di Berlino, guadagnandosi con merito il titolo di “Regina del Salone”. Non tanto perché voluta e “messa lì” dallo stesso Hitler, ma proprio per il livello tecnologico e innovativo che quella vetturetta era in grado di esprimere. Il mitico ingegner Ferdinand Porsche aveva lavorato affinché il progetto KDF fosse davvero facile e funzionale. Sotto la lamiera della vettura batteva un cuore Boxer a benzina da 1,2 litri di cilindrata raffreddato ad aria, una vera chicca quest’ultima per quegli anni. Con il motore messo dietro fu lo spazio degli interni a guadagnarci – con un bel bagagliaio sotto il cofano anteriore e un’abitabilità per cinque passeggeri da record, anche in rapporto a molte automobili del giorno d’oggi. 

Ma proprio nell’anno del lancio, nel 1939 iniziava la Seconda Guerra Mondiale, proprio a causa di chi volle dar vita ad un’auto come il Maggiolino. Va da sé che in quei mesi la fabbrica di Wolfsburg fu costretta ad interrompere la produzione del KDF Wagen convertendo la linea di produzione da civile a militare. Uno switch produttivo che nella sfortuna e miseria di quel periodo del secolo scorso fece davvero bene alla vettura teutonica. Il Maggiolino fu infatti ammesso alla più grande prova su strada di tutti i tempi. Questo perché la meccanica del KDF trovò posto su numerosi mezzi militari dislocati dal caldo dell’Africa meridionale al gelo della Russia. Due i veicoli che videro la luce in quel buio periodo storico: lo Schwimmwagen e la Kubelwagen. Molto interessante era sicuramente la prima delle due, capace di galleggiare e muoversi in acqua fino a 5-6 nodi, circa 10 Km/h.

Nel 1945 finalmente finisce la guerra e della fabbrica di Wolfsburg resta in piedi ben poco. Abbastanza però per dar vita ad un piccolo immenso miracolo industriale. A gestire le operazioni è il tedesco Heinz Nordhoff, messo a capo della fabbrica dagli inglesi vittoriosi nell’appena concluso conflitto mondiale. Nordhoff, con l’aiuto degli operai rimasti a disposizione e con i pochi materiali risparmiati dai bombardamenti degli alleati, riesce a far ripartire la linea di produzione del KDF Wagen, che finalmente potrà anche cambiare nome! In Germania sarà Kafer. Poco dopo la metà degli Anni ‘40 sono appena qualche centinaia le unità prodotte, che diventano però quasi 20 mila nel 1948, sfiorando i 50 mila pezzi entro la fine del ‘49. E così, con un crescendo costante nei 25 anni successivi. 

E fu così che anche l’Italia conobbe il Maggiolino, nome scelto dalla pubblicità per la linea originale che ricordava le forme del simpatico insetto. Ma fu ogni Nazione a scegliere il nomignolo con cui chiamare quello che da noi era Maggiolino. In Germania e Austria era il Kafer; in USA e Gran Bretagna, il Beetle; in Spagna, Messico e nel Sud America ispanico avevamo il Vocho; in Brasile diventava Fusca – mentre i francesi lo chiamavano Coccinelle. Mille facce della stessa medaglia a cui tutti gli appassionati di auto devono molto e che oggi esce definitivamente di scena, ma che grazie a quei quasi 22 milioni di pezzi sparsi ai quattro angoli del mondo non smetterà mai di farci girare la testa. Ciao “Maggiolo”, Grazie, siamo certi che questo è solo l’ennesimo Arrivederci

Nuova Twingo: una veste sempre più urban

Nuova Twingo: una veste sempre più urban

La nuova Twingo cambia look, sia all’interno che all’esterno, mostrandosi in una veste sempre più urban. Quest’ultima versione inaugura nuovi motori SCe e TCe, rispettivamente da 65 cv e 95 cv, quest’ultimo anche con trasmissione automatica EDC. Il nuovo motore SCe 65, disponibile con trasmissione manuale a 5 rapporti, è adatto anche ai neopatentati e rende la guida piacevole con un’attenzione per consumi ed emissioni: 4,4 L/100KM con emissioni di 100 g/km.

Grazie alla sua silhouette compatta, 3,6 metri di lunghezza, la nuova Twingo riesce a muoversi con agilità nel traffico cittadino, riuscendo a farsi parcheggiare anche negli spazi più ristretti.

Maggiore connettività a bordo, con il sistema multimediale Renault Easy Link, rinnovato nel sistema operativo, nella grafica e nell’interfaccia utente. Touchscreen da 7’’ ad alta risoluzione al centro della consolle, e compatibilità con Apple CarPlay® e Android Auto®.

Nuovi anche i gruppi ottici con luci diurne a LED e gli indicatori di direzione a forma di “C”, si rinnova la veste grafica della calandra, che contribuisce alla sensazione visiva di un veicolo più largo, grazie alle prese d’aria dinamiche laterali.

Nuovo l’assetto ribassato di 1 cm e i cerchi in lega da 16’’. Due colorazioni inedite sottolineano la personalità della nuova Twingo: il Giallo Mango e il Bianco Quarzo. Tre invece i livelli di allestimento previsti: DUEL e DUEL2, in continuità rispetto al precedente modello, ed INTENS, il nuovo top di gamma.

Puoi trovare la tua Renault Twingo anche fra i numerosi annunci di automobile.it!

Seat Mii: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Seat Mii: esterni

Citycar compatta e sfiziosa, dalle dimensioni ideali per affrontare il traffico urbano, la Seat Mii nasce grazie alla condivisione del pianale e delle componenti con la VW Up! e la Skoda Citigo. Nonostante la stretta parentela con le altre vetture del gruppo Volkswagen, gode di un carattere tutto suo. Scopriamo le caratteristiche.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Seat Mii:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 4
 Bagagliaio 213
 Alimentazioni Benzina / Metano
 Classe Euro 6D – Temp
 Cv/kW (da) 60/44
 Prezzo (da) 11.280 €

seat mii usate
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INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Allestimenti
 Consumi
 Prezzo

Il corpo vettura della Seat Mii presenta una lunghezza di 3 metri e 56 centimetri. Questa misura la rende ideale come citycar. Chi siede sul divanetto posteriore non è costretto a particolari sacrifici, mentre la capienza del bagagliaio di 213 litri è idonea soltanto per la spesa quotidiana.

Dimensioni
Lunghezza 3.600 mm
Larghezza 1.640 mm
Altezza 1.480 mm
Passo 2.420 mm

seat mii usate
seat mii usate

Dove la Seat Mii si differenzia maggiormente dalle sue “cugine” è certamente il design della carrozzeria. Il frontale, infatti, richiama il family feeling della altre vetture della Casa spagnola e presenta una piccola griglia trapezoidale, al cui centro spicca il logo Seat, abbracciata da fari dalle dimensioni generose. Nella fiancata si apprezzano sia il grande spazio dedicato ai finestrini, così da ampliare l’illuminazione naturale dell’abitacolo, che la pulizia generale delle lamiere, mentre il posteriore vede il piccolo portellone cinto dai fanali a sviluppo verticale.

La condivisione delle componenti con la Volkswagen Up! e con la Skoda Citigo si nota soprattutto nell’abitacolo della Seat Mii. Il design degli interni, infatti, non brilla certamente per originalità essendo piuttosto rigoroso, ma i comandi sono tutti a portata di mano e ben studiati. La possibilità di posizionare lo smartphone a sbalzo ed in posizione orizzontale al centro della plancia consente di avere un navigatore portatile a bordo. Nonostante le misure ridotte, quattro passeggeri viaggiano più che comodi.

La gamma motori disponibile nel listino della Seat Mii vede la presenza esclusivamente di un unico motore a benzina. Nella variante con alimentazione a metano, il 1.0 tre cilindri esprime una potenza di 68 cavalli, mentre nella versione “classica” i cavalli disponibili sono soltanto 60.

Nel listino della Seat Mii sono previsti tre distinti allestimenti:

  • Style: la versione di partenza della citycar spagnola offre di serie Climatizzatore manuale, Docking station per supporto smartphone fino a 5,5″ con ingresso USB aggiuntivo, Hill Hold Control, Servosterzo, Alzacristalli elettrici anteriori (lato guida con doppio comando), Cerchi in acciaio con copricerchi 14″ Urban, Correttore assetto fari, Maniglie portiere e retrovisori in tinta carrozzeria, Vetri posteriori oscurati, Cielo abitacolo in tessuto nero, Computer di bordo, Interni in tessuto, Sedile guida e volante regolabili in altezza, Airbag guida, Airbag passeggero, DriveMii App, Impianto radio con schermo a colori, Bluetooth, 2 altoparlanti, ingressi SD/USB.
  • Chic: la versione intermedia presenta di serie Beats Audio Sound System con 6 altoparlanti e subwoofer, Climatronic, Hill Hold Control, Cerchi in lega 15″ machined Atom Grey, Luci diurne, Computer di bordo, Sedile posteriore abbattibile separatamente, ESC (controllo elettronico stabilità), Airbag laterali testa-torace conducente e passeggero, ABS, Controllo elettronico della trazione, Impianto radio con schermo a colori, Bluetooth, 2 altoparlanti, ingressi SD/USB.

FR Line: la versione top di gamma include di serie Beats Audio Sound System con 6 altoparlanti e subwoofer, Climatronic, Cerchi in lega da 16″ machined Design Grey, Colore Bianco / Rosso Tornado, Logo FR Line su griglia frontale e portellone posteriore, Specchietti esterni verniciati in Atom Grey, Stickers laterali e posteriori FR Line black, Tetto in colore di contrasto Nero Assoluto, Vetri posteriori oscurati, Battitacco personalizzato con logo “FR Line”, Dash pad centrale nero lucido con bordature rosse, Leva del cambio in pelle con cuciture rosse, Sedili personalizzati “FR Line”, Volante sportivo in pelle con inserti Nero Lucido e impunture rosse, Impianto radio con schermo a colori, Bluetooth, 2 altoparlanti, ingressi SD/USB.

La massa contenuta della Seat Mii consente alla citycar spagnola di essere decisamente parca nei consumi. Il piccolo 1.0 tre cilindri da 60 cavalli promette percorrenze simili a quelle di un diesel e pari a 23,3 Km/l. Per la versione a metano il dato dichiarato dalla casa è di 5,7 litri per 100 Km.

Di seguito ecco indicato il listino prezzi della Seat Mii aggiornato al 2019:

Seat Mii Prezzo
Mii 1.0 5p. Style 11.280
Mii 1.0 5p. Chic 12.480
Mii 1.0 5p. FR Line 13.430

Se la descrizione della Seat Mii ha scatenato la vostra curiosità è giunto il momento di consultare la sezione dedicata alla vettura spagnola di automobile.it dove troverete centinaia di annunci della piccola citycar spagnola.

seat mii usate
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Mercedes GLC, ecco il restyling 2019

Mercedes GLC, ecco il restyling 2019

di ALESSIO MACALUSO, Giornalista

A quattro anni dal lancio sul mercato, per la Mercedes GLC 2019 è giunto il momento di un meritato restyling. Il SUV di medie dimensioni della casa di Stoccarda si ritrova infatti oggi a metà della propria fortunata carriera e prima di trasformarsi in un modello tutto nuovo tra qualche anno ne approfitta per rifarsi il trucco. Un maquillage che va oltre semplici ritocchi estetici, che comunque gli regalano un’anima ancor più votata al mondo dell’off-road, ma anche un momento in cui “riempirsi la pancia” di una buona dose di sana tecnologia. A beneficiare degli aggiornamenti saranno entrambe le interpretazioni di Mercedes GLC, sia con carrozzeria “normale” che quella Coupé

mercedes glc usate
mercedes glc usate

Mercedes GLC esterni

Il look del restyling della nuova Mercedes GLC 2019 si conferma marcatamente sportivo con superfici tondeggianti e dettagli in cui non mancano le cromature, basti guardare la zona anteriore e posteriore. Tutto nuovo a tal proposito è il disegno dei gruppi ottici – così come cambia la calandra che regala al SUV tedesco un’aria ancor più da fuoristrada. La versione Coupé è invece più votata alla sportività, pur mantenendo un’impronta elegante. Il gioco, lo stesso che avevamo già visto sulla carrozzeria pre-restyling sembra essere riuscito anche stavolta.

Si vanno quindi a combinare gli elementi tipici di una vettura con carrozzeria Coupé con quelli di un SUVLa zona superiore della vettura, ad esempio, scivola in basso verso il posteriore proprio come fanno le Coupé, ma il tutto fa da tetto ad una fiancata alta, dalla silhouette sfacciatamente SUV. Su tutte le Mercedes GLC debuttano poi i nuovi fari con tecnologia a LED High Performance – di serie per tutta la gamma – ad illuminare un gruppo ottico dal disegno inedito, più sottile e di dimensioni ridotte. Il risultato è la firma delle luci diurne a LED dal tratto accentuato e tutto sommato più personale che in passato. La stessa tecnologia d’illuminazione si fa apprezzare per i fari posteriori mentre, mettendo mano al portafogli e attingendo dalla lista degli optional, è possibile installare le luci ancor più preformanti Multibeam LED, di serie sugli allestimenti più ricchi e costosi.

Mercedes GLC interni

Salendo a bordo della rinnovata Mercedes GLC è il solito mix tra tradizione e modernità a dettare legge. Gli interni si fanno notare per la scelta di materiali pregiati come diverse tipologie di legno a “poro aperto”, a far da contenitore alla tecnologia di tasti e funzioni. Tra tutti spicca l’infotainment del sistema MBUX, un must ormai su tutta la gamma delle vetture della casa di Stoccarda. Sempre più raffinato, l’assistente vocale Mercedes stupisce per le sempre rinnovate funzioni di cui è capace, a volte più semplici e intuitive da raggiungere di quanto non si creda.

Basta un “Hey Mercedes, portami a casa” o “regola il clima a X gradi” per essere accontentati. Se questo sembra troppo abbiamo poi il tradizionale sistema touch, ma anche i comandi gestuali, buoni ad esempio per regolare il volume della radio. In più l’MBUX di questa Mercedes GLC si gode anche la funzione di Realtà Aumentata dell’ambiente attorno la vettura che, integrata con il sistema di navigazione, snocciola ulteriori info utili alla navigazione.

mercedes glc usate
mercedes glc usate

Mercedes GLC sicurezza e tecnologia

Ma è passando al capitolo dei sistemi di sicurezza che assistiamo ad un deciso e concreto miglioramento. Si parte con il sistema battezzato Distronic abbinato ovviamente al Cruise Control con l’elettronica che in modo assolutamente non invasivo si occupa non solo di mantenere la distanza di sicurezza dal veicolo che ci precede, ma anche di viaggiare all’interno della corsia di marcia agendo sullo sterzo. Non solo, la velocità con cui ci muoviamo è controllata in modo automatico adeguandosi all’approssimarsi di un incrocio o di una curva. Molto interessante è anche il sistema che “sorveglia” le svolte a destra o sinistra in prossimità degli incroci. E’ infatti l’elettronica a vigilare nel caso non sia il guidatore, frenando la nostra GLC nel caso sopraggiungano veicoli dal senso opposto di marcia. 

Al piacere di guida concorrono poi altre soluzioni, come ad esempio il sistema che gestisce l’assetto con tanto di sospensioni meccaniche Dynamic Body Control e regolazione dell’ammortizzazione. Per farla più facile di quanto non sembri, è la vettura che gestisce singolarmente ogni ruota – in base alle condizioni di guida reali, tenendo conto anche della velocità e delle condizioni della strada. 

Sulla falsa riga di quest’ultimo sistema, anche sulla nuova generazione di Mercedes GLC abbiamo il Dynamic Select che ci consente tramite un apposito tasto di adeguare l’auto al nostro stile di guida. I setup più divertenti ed appaganti sono senz’altro Sport e Sport+ con i quali otteniamo un irrigidimento del telaio e della risposta delle sospensioni. Ma non mancano i classici Comfort che ammorbidisce gli ammortizzatori attenuando le asperità del fondo stradale o Eco che imposta automaticamente una serie di parametri volti al risparmio di carburante. 

Ma considerato il segmento di appartenenza della Mercedes GLC sono chiaramente le soluzioni votate alla vita in off road quelle più accattivanti. Due le modalità previste dai tecnici tedeschi Offroad e Offroad+. Il primo programma si adatta meglio allo sterrato meno compatto come è la sabbia, ma anche la ghiaia o la neve; il secondo, più tecnico – saprà tirarci d’impaccio anche dalle situazioni più impegnative giocando un ruolo fondamentale ad esempio su tratti rocciosi o quando le pendenze guadagnano una percentuale davvero elevata.  

mercedes glc usate
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Mercedes GLC motori

Molto variegata come da sempre ci ha abituati la casa di Stoccarda è infine la gamma delle motorizzazioni che avremo a disposizione sulla nuova GLC 2019. In tutto avremo quindi a che fare con cinque motorizzazioni, due delle quali a benzina e tre a gasolio. Per la prima alimentazione avremo quindi in listino la GLC 200 4Matic e la GLC 300 4Matic con potenze rispettivamente di 197 e 258 CV. Per quello che è il comparto diesel si partirà invece con la GLC 200 d 4Matic da 163 CV per arrivare alla più corposa e rotonda versione targata GLC 300 d 4Matic che di cavalli ne conta 245.

In mezzo, con la motorizzazione che probabilmente incontrerà il favore maggiore del pubblico italiano troveremo invece la Mercedes GLC 220 d 4 Matic da 194 CV di potenza. Proprio questa unità, assieme all’altra diesel più compatta 200 d, è quella che si esibisce nel miglior dato di efficienza con consumi di gasolio in media di 5,2 – 5,4 litri per 100 Km di percorrenza. 

Mercedes GLC prezzo

La vettura è prossima al debutto nelle concessionarie con un listino prezzi già ufficializzato anche per il mercato italiano che viaggerà a cavallo tra i 48.505 e i 57.395 Euro.

mercedes glc usate
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Kia e-Soul: pronto il debutto della Soul elettrica

Kia Soul e-Soul: pronto il debutto della Soul elettrica

di ALESSIO MACALUSO, Giornalista

La Kia Soul elettrica, anche se ufficialmente faremmo meglio a chiamarla con il proprio nome ufficiale, all’anagrafe Kia e-Soul – è una di quelle auto che rappresentano la rivoluzione dei nostri tempi. Il perché è presto detto e sta nella scelta da parte del quartier generale del brand coreano di proprietà Hyundai di commercializzare la nuova Soul esclusivamente nella sua variante elettrificata.

Una mossa coraggiosa se vogliamo, ma che segue le logiche di un trend dal quale, volenti o nolenti, non ci si può più tirare indietro. Una filosofia, quella di piazzare una spina elettrica al posto di un tradizionale serbatoio di benzina o gasolio che a quanto pare sta facendo sempre più breccia nella testa e nelle idee degli automobilisti europei. Molto più – ad esempio – che tra i colleghi americani. Basti sapere che negli USA, la terza generazione della nuova Kia Soul, vedrà la luce equipaggiata anche da tradizionali motori termici. Qui nella vecchia Europa, no. E un motivo, forse più di uno, ci sarà.

A mettere ruota negli show room della casa coreana già nella seconda metà di quest’anno ci penseranno quindi due versioni 100% elettriche: una mid range da 39,2 kWh ed una, più generosa, da 64 kWh in chiave long range. Discreto il lavoro di ottimizzazione portato a casa dai tecnici Kia che con queste due varianti hanno migliorato di circa il 30% l’efficienza energetica della nuova e-Soul rispetto al modello attualmente commercializzato. 

auto elettriche
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Kia e-Soul esterni

Ma vediamo com’è fatta la rinnovata vettura elettrica targata Kia. Con la Soul abbiamo conosciuto il primordiale concetto di crossover formato segmento B, quello che per intenderci viaggia con modelli da 410 cm di lunghezza o poco più. Una fetta di mercato fino a poco tempo fa forse un po’ snobbata dalle case automobilistiche, più concentrate sullo sviluppo di SUV di dimensioni maggiori.

Va però detto che con gli anni il B-SUV o il B crossover è diventato sempre più alla moda e gradito al pubblico, tanto che molti brand hanno scelto di tapparne prestamente il vuoto commerciale, vedi ad esempio il recente debutto della Volkswagen T-Cross, tanto per citare la più nota. Il look della Kia e-Soul 2019 resta quindi fedele alle precedenti generazioni, pur restituendo dettami stilistici chiaramente più attuali e moderni. Un design che ha poco a che fare con i compromessi e che porta l’occhio di chi lo guarda a due uniche conclusioni: o si ama, oppure no.

Sul modello che verrà arrivano quindi più moderni gruppi ottici a LED che si estendono “idealmente” su tutta la zona frontale. I paraurti, sia quelli anteriori che posteriori sono stati completamente rinnovati e hanno il duplice ruolo di essere non solo gradevoli allo sguardo, ma che grazie alla superficie liscia e levigata migliorano l’efficienza e l’aerodinamica.

Spostandoci di lato scopriamo le dimensioni della Kia e-Soul. Per quanto riguarda la lunghezza abbiamo a che fare con 419 cm (più 5,5 cm rispetto al modello finito in cantina); mentre il passo cresce di 3 cm e si porta alla tonda cifra di 260 cm. Ricordiamo che il passo è lo spazio che corre tra la ruota anteriore e quella posteriore e che determina il destino dell’abitabilità di chi siede all’interno della vettura.

La fiancata corre verso la zona posteriore e va chiudersi con un montante a “pinna di squalo”; più in basso le ruote, dotate di nuovi cerchi in lega da 17 pollici a cinque razze. E chiudiamo con la zona posteriore dove a dettare legge – per dimensioni ed impatto estetico – troviamo l’ampio portellone. Attorno ci accolgono finiture in nero lucido, ma anche forme più arrotondate rispetto al passato e – come per quelli anteriori, nuovi fari con tecnologia a LED

Sempre in tema di esterni, la gamma della Kia e-Soul conta su sette colori destinati alla carrozzeria che possono essere ulteriormente combinati con altrettante varianti bi-color destinate a “far staccare” non solo il tetto, ma anche le calotte degli specchietti esterni. Inoltre, per la clientela che ama le personalizzazioni in salsa SUV, Kia ha previsto (a pagamento) un pacchetto ad hoc battezzato SUV Pack che comprende passaruota più marcati, inserti alla base degli sportelli e un “para motore” installato nella zona inferiore del paraurti anteriore. 

kia soul usata
kia soul usata

Kia e-Soul interni

La vivacità proposta fuori non poteva non essere ripresa anche per l’interno della Kia e-Soul. Praticamente infinite sono le personalizzazioni disponibili sia per quanto riguarda gli abbinamenti cromatici che per quel che concerne la scelta dei materiali a disposizione.

Si va quindi da accostamenti ad un colore fino a variazioni sul tema sempre bi-color – il tutto servendosi di rivestimenti che possono essere in tessuto e pelle, sia vera che sintetica. Fra le opzioni più interessanti per coloro che non sanno proprio rinunciare al carattere sportivo della propria automobile, abbiamo anche un Red Pack che combina la pelle nera con cuciture rosse in salsa racing sia sui sedili che sui rivestimenti degli sportelli. Tra i gadget meno utili di sempre, ma proprio per questo accattivante e originale abbiamo (sempre a pagamento) il Sound Mood Lighting che diffonde una luce soffusa sui pannelli delle portiere. Questa può essere fissa, ma anche andare a tempo con la musica che stiamo ascoltando. In tutto possiamo contare su otto colorazioni possibili e sei temi differenti per illuminare l’abitacolo della nostra Soul elettrica.    

Kia e-Soul motore

Ultimo, ma non ultimo parliamo adesso del cuore che muove la nuova Soul elettrica. Come dicevamo all’inizio Kia ha scelto di dotare la nuova e-Soul di due declinazioni di potenza e autonomia, proprio per accontentare un pubblico ancora più vasto. Partiamo con la versione cosiddetta mid range da 39,2 kWh. Per “lei” un motore elettrico da 100 kW, l’equivalente di 136 CV per i nostalgici del termico – e una coppia massima di ben 395 Nn. Di fatto abbiamo a che fare con un incremento di potenza, rispetto ad una Kia Soul elettrica usata, di addirittura il 23%.

Migliora così anche l’autonomia che con una singola ricarica ci consente di viaggiare per non meno di 277 Km. La sorellina maggiore long range da 64 kWk fa ovviamente meglio. A muoverla ci pensa un motore in questo caso da 150 kW (leggi 204 CV di potenza) e la medesima coppia della versione più compatta, mentre l’autonomia supera la soglia psicologica dei 400 Km chiudendo il proprio viaggio a 452 Km. Di lei conosciamo anche il dato sull’accelerazione, accreditato di 7,9 secondi per il tradizionale sprint da 0 a 100 Km/h.

E il capitolo tempistiche di ricarica? Grazie al sistema di ricarica rapido, di serie su entrambe le motorizzazioni, è possibile limitare ad appena 42 minuti il tempo per la rigenerazione della batteria nel passaggio tra il 20 e l’80%. Per farlo è sufficiente avere una colonnina di ricarica rapida da 100 kW.  

Kia e-Soul prezzo

Quanto al prezzo della Kia e-Soul 2019 ancora tutto tace sul fronte dell’ufficialità e dovremo presumibilmente attendere di essere nei pressi del periodo di lancio per conoscere i listini. Un’idea però, guardando all’attuale modello possiamo farcela, indicando una forbice che potrebbe vedere un prezzo di partenza sotto la soglia dei 40 mila Euro.

auto elettriche
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Jaguar SUV: ecco i modelli migliori ed i prezzi 2019

Jaguar I Pace: esterni

Fino a pochi anni fa pensare ad una Jaguar Suv sembrava un’eresia. La Casa inglese, infatti, si è sempre contraddistinta per aver creato vetture che hanno lasciato il segno nel mondo sportivo e berline dal grande fascino e dalle finiture estremamente ricercate. L’ingresso dei costruttori rivali nel mercato degli Sport Utility Veichle ha però spinto la casa inglese a creare delle Jaguar Suv davvero interessanti e dal design tipicamente british. Scopriamo tutti i modelli presenti nel listino del costruttore inglese.

SUV Jaguar: prezzo

Quando si prendono in considerazione le Jaguar Suv, si deve sempre tenere a mente che si tratta di modelli della fascia alta del mercato. Il blasone del marchio inglese, le rifiniture lussuose degli interni e le peculiarità sportive dei motori, specie di quelli benzina, si pagano cari al momento di firmare l’assegno per l’acquisto.

Una vettura come la E-Pace, ovvero il Jaguar Suv compatto, ha un prezzo di partenza di 38.450 euro nella versione dotata di motore 2.0 litri diesel da 150 cavalli, ma si arriva facilmente a superare la soglia dei 60.000 euro per la E-Pace alimentata con il 2.0 litri benzina da 249 cavalli nell’allestimento R-Dynamic HSE. Salendo di livello, e passando alla Jaguar Suv di rappresentanza, ovvero la F-Pace, i prezzi aumentano ulteriormente.

Il Jaguar Suv di fascia alta, infatti, ha un cartellino del prezzo di 48.750 euro, anche in questo caso per la versione dotata di motore diesel 2.0 da 163 cavalli nell’allestimento Pure, ma se si vuole avere il top di gamma, ovvero la F-Pace dotata del benzina 5.0 V8 da 551 cavalli, allora si deve essere pronti a firmare un assegno da ben 104.700 euro.

Chi volesse mettersi alla guida del primo Jaguar Suv elettrico, la I-Pace, sappia che anche in questo caso i prezzi non sono propriamente a buon mercato. La versione di partenza costa 82.460 euro, mentre la top di gamma sfiora quota 97.000 euro.

jaguar suv usate
jaguar suv usate

Suv Jaguar: modelli

Dopo aver parlato dei prezzi dei tre Jaguar Suv presenti nel listino del costruttore britannico, è adesso il momento di scoprire nel dettaglio le peculiarità delle singole vetture.

Jaguar E-Pace

La Jaguar E-Pace è il secondo modello di Jaguar Suv prodotto dalla Casa inglese. La nicchia dei SUV compatti di lusso non poteva essere ignorata dal brand britannico che ha realizzato un modello di grande fascino, caratterizzato dalla impeccabile qualità degli interni, sapientemente rifiniti, e da motori in grado di regalare prestazioni sportive nonostante la massa non indifferente della vettura.

Le dimensioni della Jaguar Suv più piccola della gamma sono pari a 4 metri e 40 centimetri di lunghezza e ben 1 metro e 98 centimetri di larghezza. L’abitacolo ospita comodamente cinque passeggeri, mentre il bagagliaio ha una capienza notevole, se rapportata al corpo vettura, pari a 577 litri.

Gli interni della Jaguar Suv E-Pace sono rifiniti con grande cura. I materiali utilizzati appagano sia la vista che il tatto e gli accoppiamenti tra i vari elementi sono esenti da critiche. La plancia ha un design piuttosto sobrio ma con grande attenzione alla tecnologia. Il virtual cockpit ed il display dedicato all’infotainment fanno bella mostra all’interno dell’abitacolo, mentre la disposizione dei comandi è stata studiata con grande attenzione all’ergonomia.

Le linee esterne sono opera della sapiente matita di Ian Callum. Il designer della Jaguar è riuscito a realizzare un SUV compatto con molti richiami alle altre vetture del brand inglese. Il frontale presenta un muso molto alto al cui centro spicca la classica mascherina quadrangolare. Ai lati di questa sono presenti gruppi ottici dalle linee aggressive che conferiscono grande carattere alla Jaguar Suv, mentre nel paraurti abbondano le griglie di raffreddamento dedicate al motore. La fiancata è piuttosto pulita ed i passaruota importanti sono dotati delle immancabili protezioni in plastica che aumentato alla vista l’altezza da terra della vettura. Il posteriore è forse l’elemento meglio riuscito nel design della Jaguar Suv, ed il merito è di una coda molto snella grazie a tagli sapienti delle lamiere e gruppi ottici sottili e ben inseriti nel disegno complessivo.

La gamma motori della E-Pace è vasta. Tra i benzina si parte dal 2.0 da 200 cavalli abbinato alla trazione integrale per poi salire, restando nella medesima cilindrata, alle versioni con potenze da 249 e 300 cavalli. Chi fosse interessato alle motorizzazioni diesel può trovare ampia scelta nel listino della E-Pace. La versione di partenza è il 2.0 da 150 CV, ma lo stesso propulsore è disponibile anche nella versione da 179 e 241 cavalli. I prezzi della piccola Jaguar Suv partono da 38.450 euro.

jaguar suv usate
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Jaguar F-Pace

La F-Pace ha segnato la storia della Casa inglese per essere diventata la prima Jaguar Suv prodotta del brand d’oltremanica.

Le dimensioni della F-Pace sono importanti. La lunghezza, infatti, misura ben 4 metri e 74 centimetri, mentre la larghezza del Jaguar Suv sfiora i due metri e si ferma a quota 194 cm. Cinque passeggeri viaggiano comodamente e coccolati in un abitacolo decisamente ben rifinito. La plancia presenta una linea piuttosto tradizionale, ma il virtual cockpit, l’ampio monitor dedicato all’infotainment e la disposizione dei tasti nella consolle centrale donano alla F-Pace un look moderno e contemporaneo. La capienza del bagagliaio di ben 650 litri con il divanetto in posizione consente di affrontare weekend fuori porta senza dover risparmiare con le valigie.

Il design della Jaguar Suv è decisamente ben riuscito, soprattutto nel frontale. La matita di Ian Callum è stata in grado di minimizzare l’imponenza del muso grazie a linee affusolate e dinamiche. La grande griglia quadrangolare è abbracciata da sottili fari a LED che donano un aspetto aggressivo all’anteriore, mentre la fiancata, molto pulita, presenta un gioco di pieni e vuoti alla base delle portiere che crea un piacevole movimento delle linee. Il posteriore è altrettanto ben realizzato e vede una coda alta resa tale da un lunotto particolarmente inclinato.

La gamma motori della Jaguar Suv top di gamma riesce a soddisfare anche gli animi più sportivi. Tra i motori benzina si parte dal 2.0 litri declinato nelle versioni da 250 e 300 CV, abbinato alla trazione integrale, per poi arrivare al 5.0 V8 da 550 cavalli destinato alla top di gamma SVR. Tra i diesel, invece, si può scegliere tra il 2.0 litri disponibile nelle varianti di potenza da 163, 180 e 241 CV, anche in questo caso abbinato alla trazione integrale, ed il 3.0 da 300 cavalli. I prezzi della Jaguar F-Pace partono da 48.750 euro.

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Jaguar I-Pace

L’ultimo modello di Jaguar suv presente nel listino della Casa inglese è la I-Pace. Questa vettura ha segnato una ulteriore svolta nella storia della Jaguar poiché si tratta della prima auto del brand britannico 100% elettrica.

Ciò che colpisce al primo sguardo della Jaguar suv elettrica sono le dimensioni. Il corpo vettura della I-Pace, infatti, fa registrare una lunghezza di 4 metri e 68 centimetri, ma grazie ad una larghezza di poco superiore ai 2 metri e ad una altezza ridotta, il suv elettrico risulta essere slanciato e ben equilibrato.

Anche in questo caso i designer della Casa inglese hanno fatto centro con il look. L’anteriore presenta la classica calandra quadrangolare abbracciata da fari a sviluppo orizzontale che puntano decisi verso il centro e donano un carattere aggressivo, mentre la fiancata colpisce sia per il passo di quasi 3 metri, che per le dimensioni ridotte del cofano anteriore. Molto ben eseguito il lavoro di design del lato B della Jaguar suv elettrica grazie ad una coda accennata, che dona slancio all’insieme, ben sottolineata da fari affilati.

L’abitacolo della Jaguar I-Pace stupisce per la grande dotazione tecnologica. Oltre al virtual cockpit, infatti, a centro plancia sono presenti due display dedicati all’infotainment ed all’impianto di aria condizionata.

Il vero punto di forza della Jaguar suv elettrica è il motore, anzi i motori. Sono infatti presenti due motori elettrici, uno sull’asse anteriore ed uno su quello posteriore, che regalano alla I-Pace la trazione integrale ed una potenza complessiva di 234 cavalli. Le batterie agli ioni di litio sono posizionate sotto il pavimento dell’abitacolo e garantiscono una autonomia dichiarata di 430 Km. Per la ricarica completa, qualora venga effettuata da una presa 220 V e con 7 kW, servono 13 ore, mentre se la medesima operazione viene compiuta da una colonnina di ricarica rapida sono sufficienti soltanto 40 minuti per ottenere l’80% di ricarica. Il prezzo della Jaguar I-Pace non è alla portata di tutti, si parte infatti da 82.460 euro.

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Peugeot 3008 a guida autonoma: nuovi test su autostrada

Peugeot 3008 a guida autonoma: nuovi test su autostrada

Il Gruppo PSA prosegue la sperimentazione della Peugeot 3008 a guida autonoma, avviata in Francia nel 2016, in collaborazione con VINCI Autoroutes. Già nel 2017, questo veicolo allestito con una serie di sensori per l’automazione parziale della guida, era riuscito a superare una barriera di pedaggio autostradale in completa autonomia.

Sono stati dunque effettuati dei nuovi test su autostrada, con l’intento di affrontare condizioni più difficili, a fronte di una maggiore sicurezza. Il prototipo Peugeot 3008 utilizzato fa parte della flotta di veicoli a guida autonoma del programma AVA (Autonomous Vehicle for All).

L’infrastruttura autostradale intelligente è un elemento essenziale per lo sviluppo del veicolo a guida autonoma, e attualmente costituisce un terreno di sperimentazione importante delle nuove soluzioni di mobilità.

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Mercedes Classe B Sport Extra: esclusiva versione tecnologica

Mercedes Classe B Sport Extra: esclusiva versione tecnologica

Mercedes Classe B Sport Extra è la nuova serie speciale che offre di serie un’elevata tecnologia in grado di rendere ancora più ricca e sicura la versione Sport Plus, portando a bordo funzionalità di infotainment altamente performanti.

Mercedes Classe B Sport Extra è equipaggiata con il Pacchetto Tech che include il display centrale multimediale ad alta risoluzione da 10,25’’, il sistema di navigazione Mercedes-Benz, il Mirror Pack e l’Active Parking Assist con Parktronic, insieme con il quadro strumenti da 10,25” e la funzione ‘Realtà Aumentata’.

Il look della Sport Extra è decisamente sportivo nel design esterno. Quanto agli interni, spiccano gli inserti in look a spirale, i sedili comfort con rivestimenti in pelle sintetica Artico e tessuto neri, il volante sportivo multifunzione in pelle.

Questa esclusiva versione di Mercedes Classe B è disponibile con motorizzazioni 180 d (85 kW/116 CV, 260 Nm) e 180 (100 kW/136 CV, 200 Nm), sia con cambio manuale a sei marce che con cambio a doppia frizione 7G DCT.

Mercedes Classe B Sport Extra è già disponibile in concessionaria con prezzi a partire da 29.370 euro.

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Nuova Hyundai i10: ecco la prima immagine teaser

Nuova Hyundai i10: ecco la prima immagine teaser

Hyundai è pronta a presentare un nuovo modello per l’Europa: si tratta della nuova Hyundai i10, una versione inedita riservata alla propria gamma europea.

Vi sveliamo la prima immagine teaser di questa nuova vettura della casa automobilistica coreana.

La nuova Hyundai i10 offrirà ai propri clienti un nuovo design esterno, degli interni rinnovati uniti a nuove caratteristiche di connettività e sicurezza.

Quanto ai motori, i rumors parlano di un 1.0 turbobenzina T-GDi che dovrebbe garantire maggiore spinta e migliori performance.

Il nuovo modello farà il suo debutto in anteprima mondiale al Salone di Francoforte 2019, in programma dal 10 al 22 settembre.

La citycar, giunta alla terza generazione, sarà in concessionaria per l’inizio del 2020.

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Renault Megane R.S. Trophy-R: versione di serie estrema

Renault Megane R.S. Trophy-R: versione di serie estrema

Solo 500 esemplari: la Renault Megane R.S. Trophy-R è la versione di serie più performante mai commercializzata dalla casa automobilistica francese.

La nuova Megane R.S. Trophy-R riprende il motore 1.8 l da 300 cv dalla versione Trophy (167 cv/l) e il drastico intervento sulla massa ha permesso di avere una vettura pesante 130 kg in meno rispetto a Mégane R.S. Trophy. Si tratta di una versione estrema, molto simile a un’auto da corsa, ma omologata per la strada, a beneficio di tutti quei clienti che cercano veicoli veloci e performanti.

Collegamenti al suolo completamente rivisti per una maggiore performance, aerodinamica ancora più spinta per una migliore deportanza e circolazione dei flussi, e ulteriore ottimizzazione termica.

Renault Mégane R.S. Trophy-R sarà commercializzata entro la fine del 2019 con una serie limitata di 500 unità numerate.

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