Renault Espace, con il restyling arrivano nuovi fari e più sicurezza

Renault Espace, con il restyling arrivano nuovi fari e più sicurezza

Ha inventato la categoria delle monovolume nel lontano 1984 e, da allora, si è evoluta in 5 generazioni. L’ultima, arrivata sul mercato nel 2015, ha rappresentato un bel salto per il modello. L’ultima Renault Espace, infatti, ha assunto un aspetto più da crossover. Come molti altri modelli della Casa francese.

Nuovi fari a matrice di Led

Oggi, a distanza di circa 4 anni dalla presentazione, la Renault Espace si concede il classico restyling di mezza vita, che arriverà in concessionaria a primavera. Esteticamente l’auto si riconoscerà per i nuovi paraurti e per la griglia anteriore dalla diversa finitura. In più, sulla Espace 2020 sarà disponibile la nuova tinta Rosso Vintage, i nuovi cerchi da 20″ e una serie di cromature aggiuntive. la novità più consistente, a livello esterno, è rappresentato dai nuovi fari Matrix LED, con abbaglianti automatici, che variano direzione e intensità del fascio in base alle condizioni di luce e al traffico.

Renault Espace, con il restyling arrivano nuovi fari e più sicurezza 1

Più pratica e più sicura

La nuova Renault Espace cambia anche dentro. Arriva un nuovo touchscreen centrale per l’infotainment, da 10″2. Sul tunnel centrale, inoltre, arriva un inedito quanto capiente portaoggetti con copertura scorrevole. Con il restyling arriva anche una dotazione di sicurezza più ricca.  Nello specifico, ora sono disponibili un sistema di frenata d’emergenza con riconoscimento pedoni, il mantenimento attivo della carreggiata, il monitoraggio dell’angolo cieco, il controllo della stanchezza del conducente, il cruise control attivo fino a 60 km/h e il dispositivo di parcheggio automatico.

Non sono previste novità a livello di motorizzazioni. la nuova Renault Espace sarà ancora a listino con il 1.8 TCe a benzina da 225 CV, con il 2.0 Blue dCi da 160 CV e con lo stesso turbodiesel nella variante più potente, da 200 CV.

BMW Serie 2 Gran Coupé, la berlina dal sapore sportivo

BMW Serie 2 Gran Coupé, la berlina dal sapore sportivo

La famiglia dei modelli Gran Coupé di BMW si allarga con l’ingresso a listino della Serie 2 Gran Coupé, il modello più piccolo ad essere declinato in questa particolare variante di carrozzeria. Dopo Serie 8, Serie 6 e Serie 4, anche la più piccola Serie 2 fonde le linee proprie di una coupé con le proporzioni tipiche di una berlina compatta, rivolgendosi a una clientela che, pur cercando una vettura a tre volumi, non vuole rinunciare a uno stile dai tratti sportivi. Ora, dopo la presentazione a novembre al Salone di Los Angeles, la  Serie 2 Gran Coupé arriva in Italia a partire da 32.000 euro.

Sulla base della Serie 1

La Serie 2 Gran Coupé è sviluppata sulla base tecnica della Serie 1 della quale ricalca anche il disegno del frontale; grande comunanza anche per gli allestimenti interni e le dotazioni tecnologiche. Cambiano naturalmente le dimensioni, Serie 2 Gran Coupé arriva a 4,52 metri di lunghezza con 1,80 di larghezza e 1,42 di altezza mentre il passo è 2,67 metri.

BMW Serie 2 Gran Coupé, la berlina dal sapore sportivo 1

 

Linee e proporzioni indiscutibilmente sportive, che però non rappresentano un limite in termini di praticità. Il vano di carico, infatti, assicura una capacità di 430 litri.

Infotainment da 10,25 pollici

Anche negli interni la parentela con la Serie 2 standard e con la Serie 1 è molto forte. L’andamento della plancia è il medesimo , così come il sistema di infotainment con schermo da 10,25 pollici che trova posto proprio nella parte centrale della plancia. Le differenze principali rispetto alle altre Serie 2 a listino si concentrano nella parte posteriore, dove grazie al passo più corto, i passeggeri possono godere di centimetri in più per le gambe.

Più spazio a bordo

Ma è negli esterni che si concentrano le principali novità. Se la parte frontale ricalca fedelmente le forme delle altre Serie 2, la vista laterale, così come quella posteriore risulta profondamente rinnovata. A dare slancio al profilo laterale provvedono i finestrini privi di cornice e la terza luce laterale fissa che riduce le dimensioni del montante posteriore, per un disegno complessivo filante e dinamico.

BMW Serie 2 Gran Coupé, la berlina dal sapore sportivo 2

Al posteriore spiccano le luci a Led, con un andamento fortemente orizzontale che aumentano la presenza su strada del modello. Particolare, poi, l’appendice aerodinamica sulla corta coda che, insieme agli sfoghi per l’aria, donano un tocco di aggressività in più alla Serie 2 Gran Coupé.

Trazione anteriore oppure integrale

Essendo sviluppata sulla medesima base tecnica di Serie 1 e Serie 2, anche la Serie 2 Gran Coupé viene proposta con la trazione anteriore o con il sistema integrale xDrive, riservato alla sola versione di punta M235i. Alla base della gamma la 218i a benzina col tre cilindri da 1,5 litri di cilindrata e 140 CV di potenza.

BMW Serie 2 Gran Coupé, la berlina dal sapore sportivo 3

Per chi predilige i diesel, invece, BMW propone la 220d col due litri da 190 CV. Al vertice, come già detto, il due litri a benzina twin scroll turbo da 306 CV della M235i. Il cambio manuale è previsto soltanto sulla 218i, tutte le altre adottano lo Steptronic a otto rapporti.

Renault Megane, con il restyling arriva l’ibrido

Per l’ultima generazione della Renault Megane è arrivato il momento del restyling di metà carriera. Il leggero aggiornamento realizzato sulla sua media dal brand francese arriverà sul mercato in estate. Oltre a piccoli ritocchi estetici, l’elemento più importante di questo restyling è il debutto di un’inedita variante ibrida. Ancora nessuna informazione, invece, riguardo i prezzi.

Adas di Livello 2

Le modifiche apportate da Renault sulla Megane non cambiano la sostanza della compatta francese. Negli interni si aggiorna il sistema di infotainment.  A centro plancia troviamo lo schermo verticale da 9,3 pollici per l’intrattenimento e la navigazione Easy Link, che già abbiamo visto su Clio, che ha comportato una rivisitazione anche dei comandi della climatizzazione.

Tutto nuovo poi è il quadro strumenti ora interamente digitale con schermo da 10,2 pollici, dalla grafica personalizzabile. Novità anche sul fronte dei sistemi di assistenza alla guida. Sulla scia di quanto fatto da altri costruttori, ora anche la Megane assicura un complesso di sistemi che garantiscono la guida autonoma di Livello 2 grazie al pacchetto Motorway and Traffic Assistant che lavora fino a una velocità massima di 160 km/h.

Piccole novità all’esterno

La Renault Megane restyling non mostra grandi cambiamenti nelle linee esterne, le modifiche si concentrano sulla nuova calandra cromata, sul disegno dei paraurti e nei gruppi ottici che ora adottano più moderne luci Led.

La medesima tecnologia è stata scelta anche per le luci posteriori, che ora mostrano nuovi indicatori di direzione dinamici. Fra le novità per gli esterni ci sono anche le nuove colorazioni disponibili: Solar Copper, Baltic Grey e Highland Grey.

Arriva l’ibrido

Se le modifiche agli interni e agli esterni non sono di assoluto rilievo, non si può dire altrettanto per il comparto motori: per la prima volta Megane adotta un sistema di propulsione ibrido, per la precisione un ibrido plug-in, per rispondere all’esigenza sempre più stringente di auto dalle emissioni inferiori e dai bassi consumi. La Renault Megane E-TECH, così è denominata la versione ibrida, adotta lo schema che ha debuttato su Captur che prevede un motore benzina da 1,6 litri di cilindrata aspirato, affiancato da due motori elettrici per raggiungere una potenza complessiva di 160 CV (118 kW).

Le unità elettriche sono alimentate da una batteria agli ioni di litio da 9,8 kWh, che permette di percorrere fino a 50 km in elettrico a una velocità massima non superiore ai 135 km/h; l’autonomia prevista sempre secondo il ciclo WLTP in ambito urbano aumenta fino a raggiungere i 65 km. Nella prima fase di commercializzazione la versione E-TECH sarà disponibile soltanto sulla carrozzeria station wagon, solo successivamente arriverà anche sulla berlina.

Gli altri motori

Accanto alla motorizzazione ibrida, Renault propone diverse soluzioni benzina e Diesel anche per la rinnovata Megane. Nel primo caso troviamo il 1.3 a quattro cilindri TCe nelle potenze 115 CV, 140 CV, 160 CV, previsto poi anche un nuovo 100 CV Eco. Alle unità a benizna si aggiungerà in un secondo momento anche il 1.0 a tre cilindri TCe da 120 CV con cambio manuale.

Tra i Diesel, invece, il 1.5 Blue dCi declinato in due potenze: 95 CV con cambio manuale e 115 CV con cambio automatico EDC. Per gli amanti della guida sportiva Renault conferma la Megane R.S. con il 1.8 da 300 CV disponibile col cambio manuale a sei rapporti oppure col doppia frizione EDC.

FIAT 500L Metano: prezzo, dimensioni e caratteristiche

FIAT 500L Metano

La Fiat 500 L twinair si propone come una vettura adatta a chi non vuole cedere alla moda dei SUV e dei crossover ma necessita ugualmente di un’auto spaziosa e sfiziosa. Lo stile richiama la “sorellina” 500, mentre la gamma motori prevede una economica versione a metano ideale per tenere sotto controllo i costi di gestione.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Fiat 500 L:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 412/1480
 Alimentazioni Benzina/Diesel
 Classe Euro 6D Temp
 Cv/kW (da) da 95/70
 Prezzo (da) da 6.900 Euro (USATO)

auto metano usate

auto metano usate

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motorizzazione
Configuratore
Consumi
Prezzo
Opinioni

Grazie ai suoi 4 metri e 24 centimetri di lunghezza la Fiat 500L a metano si dimostra una vettura ideale sia nella guida cittadina che nei tragitti autostradali. Il passo di 2612 mm regala una buona abitabilità interna anche ai passeggeri posteriori.

Dimensioni
Lunghezza 4.240 mm
Larghezza 1.780 mm
Altezza 1.660 mm
Passo 2.612 mm

auto metano usate

auto metano usate

La Fiat 500 L a metano presenta un look tipicamente 500 ma elaborato nelle dimensioni. Il frontale, infatti, richiama quanto già visto sulla citycar grazie alla presenza della doppia fanaleria tondeggiante che regala un aspetto simpatico alla vettura, mentre la fiancata si discosta dalla sorella minore grazie alla presenza delle portiere posteriori e di passaruota squadrati e ben evidenziati. L’ampio portellone posteriore, infine, è abbracciato da fari dal design quadrangolare che “invadono” anche la fiancata.

Gli interni della Fiat 500 L metano si caratterizzano per la fascia in plastica della plancia in tinta con la carrozzeria. Il cruscotto è diviso in tre elementi circolari, con quello centrale riservato al computer di bordo, mentre al centro della plancia è presente il monitor riservato al sistema di infotainment UConnet compatibile con Apple CarPlay ed Android Auto.

La Fiat 500L Mirror 0.9 TwinAir Turbo 80cv Natural Power, spinta dal bicilindrico Twinair da 0,9 litri (875 cc.) turbo, propone la doppia alimentazione Metano-Benzina che consente di viaggiare comodi in cinque senza inquinare troppo e anche risparmiando sul pieno.

La guida è piacevole e il cambio a 6 rapporti consente una guida briosa sia nel concitato traffico cittadino che negli spostamenti in autostrada dove si apprezzano molto le marce lunghe. La ripresa è buona anche con il rapporto alto.

La Fiat 500 L Twinair non è più disponibile nel listino del nuovo, mentre numerose offerte possono essere trovate sul mercato dell’usato.

La versione da noi utilizzata aveva anche una ricca dotazione opzionale come il Pack City che comprende gli specchi retrovisori richiudibili elettricamente, i sensori di parcheggio e la sempre utilissima telecamera posteriore. Il Pack sedili Anteriori, poi, ci ha permesso la regolazione lombare sia per il guidatore che per il passeggero, e la regolazione in altezza anche per il passeggero. Fari automatici e sensore pioggia; alzacristalli elettrici posteriori con funzione antipizzicamento; Organizer vano di carico (Cargo Magic Space); specchietto di sorveglianza bambini e il climatizzatore automatico.

sta_anchor id=”fiat-500l-metano-consumi” unsan=”fiat-500l-metano-consumi”]Fiat 500 L metano: Consumi[/sta_anchor]

La potenza di 80 cavalli sprigionata dal TwinAir turbo permette alla versione Mirror a sei marce da noi testata di raggiungere una velocità massima di 163 chilometri orari con un consumo medio di 5,9 litri per 100 chilometri e con emissioni di CO2 che dai 137 Gr/Km nell’utilizzo della benzina scendono a 105 se è il Metano a farlo funzionare.

sta_anchor id=”fiat-500l-metano-prezzi” unsan=”fiat-500l-metano-prezzo”]Fiat 500 L metano: Prezzo[/sta_anchor]

Come anticipato, la Fiat 500 L a metano non è più presente nei listini della Casa. Chi fosse ugualmente interessato all’acquisto della vettura può comunque consultare le numerose offerte presenti su automobile.it. I prezzi per la Fiat 500 L metano usata partono da 6.900 euro, mentre cercando tra le Km 0 i prezzi partono da 17.400 euro.

fiat 500L usate
fiat 500L usate

sta_anchor id=”fiat-500l-metano-opinioni” unsan=”fiat-500l-metano-opinioni”]Fiat 500 L metano: Opinioni[/sta_anchor]

Le Fiat 500 L a metano prodotte nel mese di luglio 2013 sono state oggetto di una campagna di richiamo per verificare il corretto serraggio della tubazione di raccordo del riduttore di pressione ed evitare il pericolo di fughe di metano. I proprietari hanno comunque apprezzato i consumi contenuti ed il motore adeguato alla massa della vettura, anche se l’autonomia a metano di poco superiore ai 300 Km non ha pienamente soddisfatto chi è costretto a percorrere parecchia strada.

Comprare un’auto a metano può rivelarsi una scelta davvero ecosotenibile e, conveniente, sopratutto se si guarda all’usato. Per guidarti al meglio nell’acquisto,  abbiamo realizzato una classifica delle 10 auto a metano usate più cercate dagli Italiani.

Meglio GPL o metano? Differenze e vantaggi delle due alimentazioni 3

 

Opel insignia: con il restyling arrivano anche i fari IntelliLux Led Pixel

Opel insignia: con il restyling arrivano anche i fari IntelliLux Led Pixel 6

La seconda generazione della Opel Insignia ha debuttato nel 2017. Oggi, a distanza di circa tre anni, l’ammiraglia della Casa della Folgore si concede il classico aggiornamento di metà carriera. La prima uscita ufficiale del restyling è avvenuta questo gennaio al Salone di Bruxelles.

Opel insignia: con il restyling arrivano anche i fari IntelliLux Led Pixel 1

Esternamente l’auto cambia principalmente davanti. Berlina e station wagon accolgono infatti una mascherina dal design diverso. È più larga, con cornice cromata più spessa, e trama a dot argentati che mettono in risalto il baffo orizzontale che incastona lo stemma.

Opel insignia: con il restyling arrivano anche i fari IntelliLux Led Pixel 4

Illuminazione ideale con i fari a matrice di Led

L’operazione restyling sulla Opel Insignia è stata sfruttata dai tecnici di Russelsheim per aggiornare il modello anche sotto il profilo della tecnologia. Come dimostra l’adozione dei nuovi fari IntelliLux Led Pixel, che adottano 84 Led ciascuno.

Opel insignia: con il restyling arrivano anche i fari IntelliLux Led Pixel 12

Attraverso la telecamera frontale e due telecamere più piccole presenti all’interno dei due proiettori (il tutto comandato da una centralina elettronica) gestiscono l’accensione delle singole lampadine. Queste, disposte su tre file, garantiscono la massima illuminazione nella guida in condizioni di luce scarsa senza abbagliare i veicoli presenti nei dintorni. I nuovi fari permettono di modificare l’ampiezza e l’intensità del raggio luminoso anche in base alla velocità e al tipo di percorso che si sta affrontando, lavorando in relazione all’angolo di sterzo.

Più sicurezza con il Rear Cross Traffic Alert

Con il restyling 2020 la Opel Insignia introduce anche il Rear Cross Traffic Alert. Si tratta di un dispositivo di sicurezza attiva che attraverso i radar posteriori può monitorare l’area dietro al veicolo con un angolo di 180° e può frenare l’auto in modo completamente automatico se scorge l’arrivo di un’auto mentre si arretra, magari in uscita da un parcheggio o in manovra.

Opel insignia: con il restyling arrivano anche i fari IntelliLux Led Pixel 8

Il Rear Cross Traffic Alert si aggiunge alla già ricca dotazione di sicurezza presente sul modello. Comprende monitoraggio dell’angolo cieco, avviso di superamento involontario della carreggiata, riconoscimento della segnaletica verticale, il rilevamento dei pedoni, assistenza al parcheggio, head-up display e cruise control adattivo.

Come riutilizzare vecchi pneumatici?

Come riutilizzare vecchi pneumatici?

Dalla strada alla discarica: la vita degli pneumatici sembra risolversi così per la maggior parte dei consumatori, dopo che hanno capito che è neccessario sostituire le gomme delle loro auto, e questo sembra esser ancor più vero se si pensa che sono oltre 2 milioni gli pneumatici che ogni anno vengono gettati via come comuni rifiuti. Il danno all’ambiente è evidente, ma è possibile rimediare.

Tra i trend del 2020, data la dirompenza del messaggio di Greta Thunberg e il successo dei FridayForFuture, c’è sicuramente l’attenzione per l’ambiente. In tutti i settori l’eco sostenibilità è diventata un aspetto con cui fare i conti: fra questi vi sono anche il settore dei pneumatici. Vediamo quindi come riutilizzare vecchi pneumatici ispirandoci ad alcune idee creative. Se non avete ancora comprato gli pneumatici nuovi, potete trovarli su ebay.it/pneumatici-per-auto.

Come fare fioriere con pneumatici o vasi pensili

Uno dei modi più semplici per riutilizzare gli vecchi pneumatici usurati è quello di trasformarli in fioriere. Il primo consiglio utile per raggiungere il vostro scopo è quello di lavarli accuratamente. Ovviamente, a seconda dei colori che contraddistinguono il vostro spazio all’aperto, potrete decidere anche di verniciarli. Se avete intenzione di costruire un vaso pensile, allora non dovrete far altro che fissare un chiodo al muro per appendervi la gomma.

A questo punto create dei buchi sulla parte bassa dello pneumatico, indispensabili a drenare l’acqua, e riempite l’incavo in basso con il terriccio più idoneo alla tipologia di piante che volete piantare. Nel caso in cui vi state chiedendo come fare fioriere con pneumatici usati da posare in giardino, allora dopo aver lavato e verniciato la gomma, inchiodate su un lato un foglio di compensato. La fioriera è pronta non resta che riempirla di terra.

Fioriere con pneumatici

Come riciclare pneumatici usati: trasformateli in pouf o tavoli d’appoggio

Gli pneumatici usati possono trasformarsi in bellissimi pouf. Per la costruzione di un pouf avrete bisogno di due gomme. Posizionate i due pneumatici uno sull’altro e con un trapano fate dei buchi utili a fissare delle lunghe viti: bloccateli con dei dadi per rendere la struttura più solida. Verniciate poi la gomma: questo farà sì che il pouf sia in linea con lo stile del resto della casa.

Completate la struttura fissando un cuscino in gommapiuma ad un cerchio di compensato, e foderate il tutto con la stoffa che preferite. Il cuscino realizzato andrà incollato ad un cerchio di compensato più grande: questo passaggio lo renderà più stabile. Infine fissate con della colla bioadesiva la struttura del cuscino alle gomme.

Se desiderate invece dar vita ad un tavolino, realizzate con gli pneumatici la medesima struttura prodotta per il pouf: sostituite però il cuscino con una lastra di vetro, una lamina di legno o anche uno specchio. Incollate, infine, il pianale alla struttura delle gomme.

Come riutilizzare i vecchi pneumatici: trasformateli in una cuccia

Se avete un cane o un gatto, potete trasformare i pneumatici in un comodo giaciglio. La struttura è semplice: basta avere una gomma, lavata e verniciata a vostro piacimento. Per costruire la cuccia ideale, chiudete un lato della gomma con un foglio di compensato. Ora avete un contenitore che basterà riempire con calde coperte per coccolare il vostro cucciolo.

Fare esercizi con gli pneumatici

Col il progressivo diffondersi degli allenamenti funzionali, capita sempre più spesso di vedere utilizzati vecchi pneumatici durante nelle sale fitness o all’aria aperta. Allenarsi con gli pneumatici – pratica che prende il nome di “Tire Training” – serve in particolare per incrementare la forza resistente e la potenza. Dal semplice ribaltamento della ruota al salto dentro e fuori dal buco della gomma, gli esercizi con gli pneumatici possono anche essere divertenti!

Esercizi con pneumatici

BMW ibrida: ecco tutti i modelli

BMW ibrida

L’elettrificazione del mondo automotive prosegue ormai senza sosta, ma in attesa che tutti i marchi abbiano in listino almeno un modello a zero emissioni è possibile scovare numerose auto ibride. Tra i costruttori che propongono modelli dotati di motore termico unito a quello elettrico c’è anche la BMW. Scopriamo qual è la migliore BMW ibrida presente in commercio.

INDICE
BMW ibride
BMW X1 ibrida
BMW X2 ibrida
BMW X3 ibrida
BMW ibrida: prezzo

La Casa tedesca aveva anticipato i tempi e già nel 2015 aveva messo in commercio la prima BMW ibrida, la i8.

Con quest’auto il costruttore di Monaco ha voluto dimostrare tutte le sue capacità ingegneristiche nel campo delle supercar dotando la vettura di scocca in fibra di carbonio per diminuire il peso complessivo ed aumentare la rigidità strutturale, e di un inedito motore tre cilindri turbo accoppiato ad una unità elettrica.

La vettura, infatti, è una vera e propria BMW ibrida grazie alla presenza di un motore elettrico sincrono dalla potenza di 131 CV con 250 Nm di coppia abbinato ad un propulsore tre cilindri da 1.5 litri ad iniezione diretta dalla potenza di 231 CV e 320 Nm di coppia.

La BMW i8 esprime così un totale di 362 CV e 570 Nm ed è in grado di raggiungere i 250 Km/h autolimitati e di bruciare lo 0-100 Km/h in appena 4,4 secondi.

Grazie alla presenza di una  batteria al litio da 7,2 kWh, la BMW ibrida può percorrere una distanza di 37 km in modalità puramente elettrica, mentre con il motore termico attivo l’autonomia dichiarata è di ben 500 km.

E’ uno dei modelli più apprezzati della Casa tedesca ed in occasione del restyling del 2019 è stata annunciata la nuova motorizzazione che l’ha resa anche una vera e propria BMW ibrida. Stiamo parlando della BMW X1, il SUV compatto che nel corso del 2020 sarà in vendita anche con motorizzazione plug-in.

La BMW X1 ibrida non subisce mutazioni nel design. Il frontale rimane muscoloso grazie ad un ampio doppio rene cinto da fai a led dal design decisamente aggressivo e ad un paraurti particolarmente elaborato, mentre altrettanto aggressivo è anche il design del posteriore che sottolinea la vocazione sportiva della vettura.

La vera novità della BMW X1 è data dalla motorizzazione ibrida plug-in. Il motore termico utilizzato è il 1.5 litri 3 cilindri turbo da 125 CV, mentre l’unità elettrica, posizionata sull’asse posteriore, sviluppa una potenza complessiva di 95 cavalli.

La presenza del motore elettrico sull’asse posteriore consente alla BMW ibrida di poter utilizzare la trazione integrale senza la necessità di sfruttare un albero di trasmissione ma affidando tutte le decisioni all’elettronica della vettura.

La potenza complessiva della BMW X1 ibrida è di ben 220 CV ed i consumi dichiarati sono davvero contenuti, 2,1 litri per 100 Km. In modalità elettrica la BMW ibrida percorre circa 57 Km.

La BMW X2 condivide la meccanica con la X1, ma rispetto alla sorella maggiore presenta delle dimensioni leggermente ridotte che le conferiscono un’immagine più sportiva. L’altezza, infatti, si riduce di 7 centimetri, mentre la lunghezza diminuisce di 8.

Così come per la BMW X1, anche per la BMW X2 il 2020 sarà l’anno dell’elettrificazione. Il crossover tedesco, infatti, potrà fregiarsi della denominazione di BMW ibrida grazie al suo propulsore termico da 1.5 litri abbinato ad una unità elettrica da 95 CV.

La potenza della BMW X2 ibrida è la stessa prevista per la X1, 220 CV, così come identica è l’autonomia dichiarata dalla Casa tedesca in modalità 100% elettrica, 57 Km.

Per quel che riguarda i tempi di ricarica, questi variano da 3 ore, utilizzando il Wallbox BMW i, a quasi 5 ore collegando l’auto alla presa domestica da 230 Volt.

Anche un cavallo di battaglia della Casa tedesca come la BMW X3 vedrà la propria gamma elettrificata. Il SUV tedesco, infatti, sarà proposto anche in versione ibrida.

Prodotta negli stabilimenti statunitensi, la BMW X3 ibrida non si differenzia nelle linee rispetto alla versione dotata di motore tradizionale. E’ invece sotto il cofano che cambia tutto. Il motore benzina 4 cilindri da 2.0 litri viene infatti supportato da una unità elettrica da 109 CV per una potenza complessiva di 292 cavalli.

La velocità complessiva dellaBMW ibrida è di 210 Km/h, mentre lo 0-100 viene coperto in appena 6,1 secondi. Se si sceglie di viaggiare in modalità 100 % elettrica l’autonomia dichiarata dalla Casa è di 46 Km, mentre i consumi medi previsti sono di 2,4 litri di carburante per 100 Km.

La BMW X3 ibrida è l’unica al momento presente nel listino del costruttore tedesco ed il prezzo di partenza della BMW ibrida xDrive30e è di 58.900 euro per l’allestimento base per poi arrivare a 67.400 euro per la versione nell’allestimento MSport.

Nessuna comunicazione, invece, in merito a prezzi della BMW X1 ibridae della BMW X2 ibrida che saranno inserite nel listino nel corso del 2020.

 

Hummer, la seconda vita è a zero emissioni

Hummer, la seconda vita è a zero emissioni

Negli anni Novanta e ancor più nei primi anni del nuovo millennio, l’Hummer è stato uno dei veicoli simbolo del “Made in USA”. Il fuoristrada per eccellenza a Stelle e Strisce che, sull’onda del fallimento di General Motors, nel 2009 è sparito dal mercato. Ma certi miti sono destinati a non morire mai e così, il brand americano ha annunciato che, proprio nel corso del 2020, l’Hummer tornerà in scena, ma rompendo con la tradizione. La nuova generazione del “gigante” americano, infatti, sarà alimentato unicamente da un powertrain elettrico.

Potenza a 1.000 CV

Via i vecchi e grandi propulsori V8, dentro un motore elettrico. Così l’Hummer 2.0 si appresta a tornare su strada. Al momento, però, le informazioni tecniche sul modello sono ancora molto poche. Ciò che si sa per certo è che il fuoristrada americano sarà proposto con carrozzeria pick-up e che a spingerlo provvederà un powertrain elettrico accreditato di una potenza massima di ben 1.000 CV, sufficienti a spingere il modello da 0 a 60 miglia orarie, ovvero poco meno di 100 km/h, in soli 3 secondi.

Hummer, la seconda vita è a zero emissioni 1

Ma il dato più impressionante è quello sulla coppia. Il produttore dichiara ben 15.590 Nm. Prima di rimanere a bocca aperta, però, bisogna tenere in considerazione che non è stato specificato se questo dato si riferisce alla misura alla ruota oppure no. Detto questo, le potenze in gioco e la scelta di puntare su una carrozzeria pick-up, fanno del nuovo Hummer un potenziale rivale del Tesla Cybertruck. Insomma, una sfida tutta americana.

Stile massiccio

Anche sul design del nuovo Hummer restano molti dubbi. Dal fugace teaser rilasciato fino a questo momento è possibile fare alcune ipotesi unicamente sulla sezione frontale del modello. Stando a questo, pare che i designer americani abbiano lavorato sulla “continuità”, cercando di reinterpretare in chiave moderna gli elementi stilistici tipici del modello. Tra questi la mascherina anteriore nella quale una firma luminosa tra i due fari crea la scritta Hummer.

Produzione a Detroit

Il debutto del nuovo Hummer dovrebbe avvenire nel mese di maggio, mentre la commercializzazione comincerà, molto probabilmente, nel corso del 2022. La produzione avverrà all’interno del rinnovato stabilimento di Hamtramck di Detroit, dando così una seconda vita al sito produttivo americano.

Peugeot 508 Hybrid, ammiraglia “alla spina”

Peugeot 508,Hybrid, ammiraglia “alla spina” 3

Continua il percorso di elettrificazione della gamma Peugeot. Dopo aver presentato le varianti completamente elettriche delle nuove 208 e 2008, ora il marchio del Leone punta sul plug-in proponendo una variante “alla spina” della sua ammiraglia. Stiamo parlando della 508 Hybrid, disponibile sia con carrozzeria berlina, sia station wagon, che sfruttando un motore elettrico montato sull’asse anteriore, accanto all’unità endotermica, è in grado di percorrere fino a 54 km in modalità completamente elettrica, usufruendo, inoltre, di tutti i vantaggi in termini fiscali e di mobilità assicurati ai modelli ibridi.

Due motori, una batteria

Ma vediamo come è fatta la nuova Peugeot 508 Hybrid. Ad alimentare l’ammiraglia francese provvede un propulsore a benzina 1.6 PureTech (il ben noto quattro cilindri turbo del Gruppo PSA), accreditato di una potenza massima di 180 CV. L’Unità è abbinata a un motore elettrico, montato anch’esso tra le ruote anteriori, capace di sviluppare una potenza massima di 110 CV. Questo è alimentato da una batteria agli ioni di litio con una capacità di 11,8 kWh che, una volta completamente carica, permette alla 508 plug-in di percorrere fino a 54 km a zero emissioni.

 

L’unione dei due propulsori assicura una potenza di sistema di 225 CV, che permettono all’ibrida francese di raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo in 7”9 (che diventano 8” se si sceglie la variante station wagon) e di raggiungere una velocità massima di 240 km/h. A proposito di velocità massima, se si viaggia in modalità 100% elettrica la velocità di punta scende a 135 km/h. In ultimo parliamo del cambio. La Peugeot 508 Hybrid viene proposta di serie con il cambio automatico e-EAT8.

Per conservare la carica

A proposito della batteria della 508 Hybrid, questa può essere caricata attraverso una normalissima presa di corrente domestica. In questo caso, però, per raggiungere il 100% della carica bisognerà attendere fino a circa 7 ore. Per abbattere i tempi, meglio quindi utilizzare una colonnina fast, che permette di raggiungere la massima capacità di carica dell’accumulatore in circa 2 ore.

Peugeot 508,Hybrid, ammiraglia “alla spina” 4

Sempre in tema batteria, è particolarmente interessante la modalità di guida e-save, che permette di scegliere quanta autonomia mantenere per, eventualmente, sfruttarla nel momento in cui si raggiunge un centro abitato. Si può scegliere se conservare 10 o 20 km, oppure l’intera capacità della batteria.

Spazio in abbondanza

Nonostante la presenza del motore elettrico e della batteria, lo spazio a bordo della 508 ibrida non cambia rispetto alle varianti ad alimentazione “tradizionale”. La batteria, infatti, è montata sotto la panca posteriore, lasciando quindi invariato lo spazio a disposizione di passeggeri e bagagli. Il vano di carico, infatti, conserva una capacità minima di 487 litri sulla berlina e di 530 litri sulla SW.

Peugeot 508,Hybrid, ammiraglia “alla spina” 2

La nuova Peugeot 508 Hybrid è già in vendita a un prezzo di partenza di 46.880 euro per la variante di carrozzeria berlina e 47.880 euro per quella familiare. In entrambi i casi, si ha accesso agli incentivi statali sull’acquisto di auto a basso impatto ambientale che, nel caso della 508 plug-in arrivano fino a 2.500 euro.

Cambio sequenziale: ecco come funziona e tutte le caratteristiche

Cambio sequenziale

L’evoluzione tecnologica che ha investito il mondo automotive ha riguardato non solo l’ingresso sulle vetture di componenti in grado di rendere le auto perennemente connesse, vedi i sistemi di infotainment, ma, soprattutto, di sistemi in grado di alleviare lo stress alla guida come il cambio sequenziale. Scopriamo come funziona e su quali vetture è presente.

INDICE
Come funziona il cambio sequenziale
Cambio sequenziale Smart
Cambio sequenziale Renault
Cambio sequenziale BMW
Cambio sequenziale Ford
Differenza tra sequenziale e automatico

L’evoluzione del cambio automatico ha portato i vari costruttori a dotare alcuni modelli presenti in gamma del cambio sequenziale. Questa terminologia indica una particolare modalità di funzionamento del cambio automatico, ossia quella che consente al guidatore di decidere quando cambiare marcia.

A differenza che con un tradizionale cambio automatico, in presenza di un cambio sequenzialeil guidatore non dovrà premere alcun pedale della frizione per effettuare il passaggio di rapporto, ma sarà sufficiente spostare la leva posta sul tunnel centrale, o azionare i paddle dietro il volante, per compiere il cambio marcia.

Sulla maggior parte dei modelli spostando la leva del cambio verso l’alto si sale di rapporto, mentre tirando la leva verso il basso si effettua una scalata. Se, invece, l’auto è dotata di cambio sequenziale con paddle al volante sarà sufficiente tirare verso di sé la levetta di destra per salire di marcia oppure quella di sinistra per scalare rapporto.

La Smart è una delle vetture più popolari dotata di cambio sequenziale. Sarà sufficiente utilizzare la leva posta sul tunnel centrale per decidere in quale momenti effettuare il cambio marcia, ma se si vuole demandare questo compito all’elettronica di bordo sarà possibile inserire il funzionamento del cambio automatico e godersi una guida in totale relax.

Uno dei vantaggi dell’utilizzo del cambio sequenziale è dato dalla possibilità di decidere autonomamente quando effettuare il passaggio di marcia evitando così l’intervento della centralina di bordo.

La Renault ha voluto offrire su tutta la propria gamma il cambio automatico EDC, proponendo così una alternativa valida al cambio manuale.

Il cambio EDC a doppia frizione è un fiore all’occhiello del costruttore transalpino. Secondo la Renault, infatti, questo dispositivo riesce unire tutto il relax di un classico automatico all’efficienza di un cambio manuale.

I ricordi passati di consumi elevati per le auto dotate di cambio automatico sono ormai un ricordo. Inoltre il sistema EDC ha anche la possibilità di essere utilizzato come cambio sequenziale con paddle al volante seppure nelle versioni più sportive della gamma, ovvero le RS.

Il cambio sequenziale, come detto, consente al guidatore di decidere quando effettuare il passaggio di marcia ed è quindi il dispositivo ideale per tutte quelle vetture che fanno della sportività il proprio marchio di fabbrica.

Cambio sequenziale BMW

Tra le Case in grado di creare vetture decisamente sportive c’è senza ombra di dubbio la BMW. Il costruttore tedesco ha affascinato milioni di automobilisti con le sue auto dotate di motori 6 cilindri in linea e trazione posteriore, e negli ultimi anni ha proposto sul mercato lo Steptronic.

Con questa denominazione è indicato il cambio sequenziale made in BMW dotato di convertitore di coppia. Il guidatore avrà la possibilità di scegliere se far fare tutto alla propria vettura, e quindi utilizzare il cambio automatico, oppure decidere lui quando effettuare il cambio marcia, e utilizzare i paddle posti dietro le razze del volante, per estrarre il massimo delle performance dal propulsore grazie alle 8 marce disponibili.

La Casa americana ha introdotto nei listini, come alternativa al cambio manuale, un dispositivo automatico denominato Powershift.

Questo è dotato di due frizioni a secco che innescano due cambi manuali accoppiati e robotizzati ed hanno compiti separati: la prima serve i rapporti dispari, mentre la seconda i rapporti pari.

Entrambe sono regolate da una centralina robotizzata che alterna automaticamente le marce analizzando la velocità del veicolo e la pressione sull’acceleratore: se la velocità aumenta, la marce salgono, viceversa, quando la velocità diminuisce, le marce scalano automaticamente.

Anche il sistema Powershift può essere utilizzato come cambio sequenzialelasciando scegliere al guidatore quando effettuare il passaggio di marcia, ma la rapidità di cambiata garantita dal doppia frizione potrebbe far propendere per un utilizzo prettamente automatico.

Le auto con cambio sequenziale sono ormai una presenza costante nei listini dei costruttori e non è più raro trovare per strada vetture dotate di questa tecnologia.

Spesso, tuttavia, si confonde la funzione di cambio sequenziale con quella propria del cambio automatico. In realtà la differenza tra le due modalità di funzionamento è netta e semplice da comprendere.

Le auto dotate di cambio automatico sono tutte quelle macchine nelle quali la funzione di passaggio di marcia è affidata esclusivamente al’elettronica, mentre nelle auto dotate di cambio sequenziale, nonostante la possibilità di sfruttare il cambio automatico, sarà il conducente che potrà decidere di attivare il cambio sequenziale a prendere lui il comando quando si tratterà di salire di rapporto o scalare di marcia neutralizzando così l’intervento della centralina della vettura.

Con entrambi i dispositivi, quindi, non sarà presente il pedale della frizione, ma in una vettura dotata di cambio sequenziale sarà il guidatore a scegliere a quale regime di rotazione del motore effettuare il cambio marcia ottimale.