Sistema di infotainment auto: cos’è e qual è il migliore

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Se una volta nell’acquisto di un’auto si guardava alle prestazioni, allo spazio o all’aspetto esteriore, oggi, sempre di più, si prende in considerazione anche il pacchetto di tecnologia che offre. I sistemi di infotainment, così, stanno assumendo un ruolo primario anche nella scelta della vettura. E l’impegno delle Case nello sviluppo di apparecchi sempre più moderni e ricchi lo dimostra chiaramente.

Se fino a qualche anno fa, l’aggiornamento delle funzioni dei sistemi di infotainment, come la navigazione, poteva essere effettuato portando la vettura nel centro d’assistenza ufficiale della Casa automobilistica, oggi, alcuni brand offrono gli aggiornamenti OTA (Over-the-Air) che permettono di aggiornare da remoto tutte le centraline all’interno della vettura (dalla navigazione al powertrain passando per le centraline che gestiscono le sospensioni adattive).

INDICE
 Infotainment auto: cos’è?
 Sistemi di infotainment Apple e Android
 Come funziona Android Auto?
 App compatibili Apple CarPlay
 Meglio Android Auto o Apple CarPlay? Le differenze
 Infotainment: sistemi nativi preinstallati

Quando parliamo di infotainment auto, intendiamo la possibilità di comandare comodamente dall’abitacolo della propria vettura tutti quei sistemi come il navigatore satellitare, la radio, i dispositivi per la riproduzione di DVD e anche il proprio smartphone tramite comandi semplici e intuitivi. Con i sistemi di infotainment è quindi possibile svolgere una molteplicità di operazioni senza distrarsi dalla guida.

Grazie ai comandi vocali si possono inviare messaggi o mail, ricevere ed effettuare telefonate evitando di incorrere in infrazioni al Codice della Strada. Oltre a queste operazioni, effettuabili grazie alla connessione internet del sistema infotainment, è anche possibile tenere sotto controllo lo stato della propria auto per quel che riguarda, ad esempio, la pressione delle gomme.

Ma quali sono le tecnologie che rendono possibile effettuare questa molteplicità di operazioni? Esistono diverse opzioni possibili, da quelle preinstallate nelle auto di ultima generazione – i sistemi nativi di infotainment – ai sistemi Apple CarPlay e Android Auto.

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La corsa alla dotazione dei sistemi di infotainment ha spinto anche produttori fuori dal mondo automotive, come Apple e Android, ad investire in questo mercato. I due principali produttori di sistemi operativi per smartphone hanno sfruttato le loro conoscenze per rendere i propri device sempre connessi con le vetture.

La Casa della mela ha sviluppato il sistema denominato Apple CarPlay, mentre Android Auto è quello sviluppato dalla società concorrente. Una volta connesso il proprio smartphone con uno dei due sistemi è possibile visualizzare sul monitor dell’infotainment della propria auto la maggior parte delle app installate nel telefono.

Vengono quindi visualizzate le icone per le chiamate, per i sistemi di messaggistica, per la musica, Google Maps, quelle riservate al navigatore satellitare, Spotify o Waze – nel caso in cui queste ultime siano presenti sul proprio smartphone.

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Capire come funziona Android Auto è decisamente semplice. Il possessore di un telefono con sistema operativo Android può connettere il proprio smartphone all’infotainment della propria vettura grazie alla tecnologia realizzata da Google nel 2015. Questa consente di comunicare tramite comandi vocali, effettuare e ricevere chiamate, inviare e ricevere messaggi e anche navigare con Google Maps.

Per poter fare tutto ciò è necessario avere un telefono Android 5.0 o successivo, un cavo USB e il sistema Android Auto installato nel proprio infotainment. Basta poi scaricare l’app Android Auto da Google Play e collegare lo smartphone al sistema infotainment con il cavo USB per effettuare la prima configurazione, e successivamente utilizzare al massimo tutte le app disponibili.

Per i possessori di iPhone è possibile far dialogare il proprio smartphone con l’infotainment dell’auto tramite CarPlay. Per poter utilizzare CarPlay è necessario avere un iPhone con il sistema operativo iOS 7.1 o successivi. Bisogna poi connettere lo smartphone all’infotainment tramite cavo USB o wireless e iniziare la prima configurazione del sistema. Effettuata questa operazione apparirà l’assistente vocale iPhone, Siri, sullo schermo centrale, dove sarà proiettata la schermata del telefono. Anche in questo caso, così come per Android Auto, è possibile chiamare e ricevere telefonate, inviare e ricevere messaggi, utilizzare le funzioni di navigazione e ascoltare musica tramite iTunes.

La domanda tra quale dei due sistemi sia il migliore divide da sempre i sostenitori delle due aziende. Android Auto ha tra le proprie peculiarità quella di una connessione dello smartphone al sistema di infotainment molto veloce e intuitiva. Basta infatti collegare il telefono alla vettura con il cavetto USB e in pochi secondi la schermata home dello smartphone viene riprodotta sullo schermo dell’infotainment.

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Identica procedura e facilità di connessione è quella prevista per il sistema Apple CarPlay, ma sfruttando questo sistema si ha un vantaggio in più: poter godere di icone delle app di dimensioni maggiori, e quindi più facilmente leggibili rispetto a quelle di Android Auto.

Per uscire da Apple CarPlay o da Android Auto e tornare alla schermata del sistema di infotainment prodotto dalla casa automobilistica è sufficiente cliccare sull’icona con il logo del costruttore. L’unica differenza è che per Android Auto, sotto all’icona del logo, è presente la scritta “esci”, mentre Apple CarPlay riporta il nome della casa costruttrice.

Se si è in procinto di cambiare vettura e si vuole sapere se questa sarà dotata di connettività Apple CarPlay o Android Auto, è sufficiente visitare i siti web delle due compagnie e consultare l’elenco di vetture omologate per questa connessione.

A questo punto sorge spontanea una domanda: “Qual è il sistema migliore tra Apple CarPlay e Android Auto?”. La risposta è del tutto soggettiva: la motivazione che può far propendere per l’uno piuttosto che per l’altro sistema è la stessa che avrà spinto ad acquistare uno smartphone dotato di sistema operativo Android piuttosto che per uno con iOS.

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Le vetture più moderne sono dotate di sistemi di infotainment preinstallati tramite i quali gestire numerose funzioni come radio, navigatore e climatizzatore. L’evoluzione di questi sistemi è stata decisamente rapida e, se all’inizio erano presenti tasti fisici per comandare l’infotainment di bordo, adesso questi sono spariti per far spazio ai comandi gestuali, vocali e al touch screen.

Gli schermi dei sistemi di infotainment moderni presentano dimensioni decisamente maggiori rispetto al passato e grafiche molto più dettagliate. Le informazioni consultabili tramite questi sistemi, inoltre, sono aumentante notevolmente e adesso è possibile avere notizie in tempo reale sia sul traffico che sul meteo.

 1. Sistema di infotainment Tesla IVI

A svettare in cima è il sistema di infotainment di una vettura che ha fatto dell’innovazione il proprio cavallo di battaglia, la Tesla. Il sistema IVI della Tesla ha ottenuto l’86% di pareri favorevoli da parte dei proprietari della vettura americana. L’enorme monitor touch screen da 15 pollici presente a centro plancia è il vero e proprio centro di comando della berlina.

Sono assenti del tutto i tasti fisici, cosa che potrebbe disorientare in un primo momento, ma la loro mancanza è sopperita da un sistema di comandi vocali davvero ben realizzato e da un ottimo feedback del touchscreen.

Tesla Model 3 interni

2. Sistema di infotainment BMW iDrive

La seconda posizione della classifica vede la presenza dell’iDrive della BMW. L’infotainment delle vetture tedesche ha ricevuto l’80% dei consensi e di recente è stato aggiornato alla versione 7.0. Il nuovo sistema è utilizzabile tramite comandi vocali e grazie alla presenza del BMW Intelligent Personal Assistant la vettura è in grado di riconoscere automaticamente le preferenze del guidatore relative a impostazioni di guida, luci interne, temperatura dell’aria e tragitti maggiormente frequentati.

L’X5 e l’X7 del 2019 introducono una nuova versione di Drive (chiamata versione 7.0) con uno schermo touchscreen da 12,3 pollici e un quadro strumenti di uguali dimensioni. La Serie 3 2019, la Serie 8 2019 e la 24 2019 hanno iDrive 7.0 anche se con uno schermo da 10,25 pollici. BMW sta inoltre introducendo una nuova funzionalità simile ad Alexa chiamata Intelligent Personal Assistant. Disponibile nelle serie 3 e 8, oltre a Z4 e X7, la tecnologia di riconoscimento vocale è in grado di soddisfare molte richieste effettuate dai passeggeri. La Casa dell’Elica ha anche implementato gli aggiornamenti OTA da remoto per tutte le centraline presenti nella vettura.

BMW Serie 3 Touring: dal 2020 anche ibrida plug-in

3. Sistema di infotainment Genesis Display

Il terzo posto nella classifica è occupato dal Genesis Display, sistema di infotainment adottato dalle vetture del gruppo Genesis in Italia presente con Hyundai che ha soddisfatto il 77% dei possessori. La versione top di gamma presenta un sistema di navigazione con schermo touch da 8 pollici che integra tutte le funzioni di navigazione e infotainment, inclusi Apple CarPlay e Android Auto. Tramite il sistema di infotainment è possibile accedere alle opzioni LIVE Services: alle informazioni aggiornate in tempo reale su meteo, traffico, autovelox e ricerche online per luoghi d’interesse e parcheggi disponibili.

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4. Sistema infotainment Sync3 Ford

Alla quarta posizione della classifica Consumer Reports è presente il sistema Sync3 di Ford, che controlla tutte le modalità relative all’intrattenimento oltre al navigatore. L’infotainment auto è comandato da un monitor touchscreen da 8 pollici ad alta risoluzione e capacitivo con funzione pinch & swipe. È possibile comandare il proprio smartphone sia attraverso il controllo vocale delle app del catalogo AppLink, sia grazie al supporto per i sistemi Apple CarPlay e AndroidAuto, con i quali si può telefonare, navigare online, inviare e ricevere messaggi, ascoltare musica e ottenere indicazioni stradali in base al traffico.

ford ka interni

5. Sistema di infotainment Fiat UConnect

Al quinto posto della classifica spicca il sistema di infotainment di Casa Fiat chiamato UConnect. La quarta generazione è stata apprezzata dal 72% dei proprietari che hanno elogiato sia la facilità di utilizzo tramite tasti fisici, che la comodità di accedere alle funzioni principali, quali audio e ventilazione, senza particolari complessità. La versione top di gamma dell’infotainment UConnect presenta uno schermo da 8’’ con grafica rinnovata, comandi multi touch e possibilità di connettere il proprio smartphone sia tramite Android Auto che Apple CarPlay.

Fiat 500X interni

6. Sistema di infotainment Alfa Connect

Il restyling MY2020 di Giulia e Stelvio ha portato con sé importanti aggiornamenti a livello di infotainment. I display da 6,5 e 8 pollici, gestibili solamente tramite un controller rotativo sulla console centrale, offrono adesso la compatibilità con le funzioni Apple CarPlay e Android Auto, mentre la navigazione rimane optional su entrambi i sistemi.

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7. Sistema infotainment Audi MMI Touch Response

La maggior parte dei modelli meno recenti della Casa dei Quattro Anelli utilizza un sistema di infotainment chiamato MMI, che presenta una manopola con pulsanti di scelta rapida necessaria per accedere a tutte le informazioni sul display. I nuovi modelli proposti da Audi, soprattutto negli allestimenti più costosi, consentono anche ai conducenti di interagire con il sistema di infotainment tramite Virtual Cockpit, un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici che si può gestire dai comandi sul volante.

Questa nuova tecnologia permette al guidatore di tenere sotto controllo molte informazioni, dalla navigazione ai dati sulla guida, senza distogliere lo sguardo dalla strada in uno schermo con grafica nitida e luminosa. Questa soluzione è stata adottata di serie in vetture sportive incentrate sul guidatore, come la TT e la R8, che non hanno uno schermo centrale nella plancia centrale ma forniscono tutte le informazioni tramite il cruscotto digitale.

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A6, A7, A8, Q3 ed e-tron sono solo alcuni dei modelli che utilizzano il sistema di infotainment MMI Touch Response, con feedback tattile sui due schermi nella plancia centrale. Il display principale è 10,1 pollici e viene utilizzato per la navigazione, il sistema multimediale e i supporti di Apple CarPlay e Android Auto mentre quello inferiore da 8,6 pollici serve per controllare il clima e inserire informazioni come gli indirizzi di navigazione. A disposizione dei clienti Audi anche la possibilità di collegare il sistema di infotainment della propria vettura con l’account Amazon per sfruttare le funzionalità di Alexa.

8. Sistema infotainment Mercedes MBUX

I modelli della Casa di Stoccarda vengono equipaggiati con il nuovo sistema di infotainment chiamato MBUX. A seconda del modello in cui è implementato, questo sistema viene dotato di schermi touchscreen di dimensioni differenti dai 7 ai 12,3 pollici e supporta le funzioni Apple CarPlay e Android Auto. A questo si aggiungono comandi vocali per attivare il servizio “Hey, Mercedes” che riesce a soddisfare le richieste dell’utente.

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Volkswagen Nivus: tutto pronto per il lancio nel nuovo suv compatto

Volkswagen Nivus: tutto pronto per il lancio nel nuovo suv compatto 1

I SUV sono ormai il fenomeno del momento. Non solo sul nostro mercato, ma anche fuori dai confini europei. Anche in Sudamerica i modelli a “ruote alte” stanno incontrando un notevole successo e presto tra i modelli compatti appartenenti a questa categoria arriverà anche la nuova Volkswagen Nivus.

La piattaforma è la Mqb

Si tratta di un SUV di dimensioni compatte sviluppato sulla piattaforma Mqb del Gruppo Volkswagen, che dopo una prima fase ci commercializzazione in Sudamerica potrebbe arrivare anche in Europa. Di lei, al momento, si sa ancora poco, ma pare molto probabile l’utilizzo del più piccolo dei motori della famiglia TSI, il 1.0, abbinato alla sola trazione anteriore.

Volkswagen Nivus: tutto pronto per il lancio nel nuovo suv compatto

Dal teaser al momento disponibile è possibile intuire le linee che caratterizzeranno il nuovo Volkswagen Nivus. Si tratterà di un modello di dimensioni compatte, con la carrozzeria che strizza l’occhio ai modelli coupé. Davanti il family feeling stilistico con altri modelli di casa Volkswagen è evidente, pur non trovando una parentela diretta con le linee di alcun modello attualmente in produzione.

Anni ’50: 5 auto che hanno fatto la storia

Anni '50: le auto che hanno fatto la storia

La conquista delle libertà negli anni ’50 passa attraverso l’automobile. Gli sfarzi di due decenni prima sono un ricordo tra le macerie appena sgomberate dell’ultima guerra, ma sia nei paesi più toccati tra cui l’ltalia, sia in quelli dove il conflitto ha lasciato meno devastazione, la gente ha voglia di benessere.

Proprio l’auto non è vista come una semplice necessità, da soddisfare senza troppa attenzione a forma e contenuti, c’è infatti voglia di oggetti piacevoli, gratificanti per gli occhi e per il gusto del possesso che accompagna la ricostruzione sulla strada verso il miracolo economico.

E non vale solo per il pubblico più abbiente, anche per quello con meno possibilità ma comunque desideroso di qualcosa in grado di appagarlo, un’ambizione che proprio a metà degli anni 50 inizia ad essere finalmente soddisfatto.

Ecco allora 5 auto che secondo noi hanno fatto la storia degli anni Cinquanta.

INDICE
 Mercedes 300 SL
 Alfa Romeo Giulietta
 Citroen DS
 Fiat 500
 Mini

Il 1954 è l’anno della Mercedes 300 SL. Basta guardarla per accorgersi che non è un’auto come le altre. Le portiere che si aprono verticalmente, dall’inconfondibile andamento che le vale il soprannome Gullwing, “ala di gabbiano”, derivano da un’esigenza tecnica, quella di rivestire un telaio a traliccio tubolare derivato da quello delle SLR da corsa.

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Anche il motore a 6 cilindri in linea da 3 litri è destinato a fare la storia: deriva da quello utilizzato sull’ammiraglia 300, ma con in più l’iniezione diretta, usata per la prima volta su un’auto stradale, che gli permette di sprigionare 215 CV, ed è montato nel cofano leggermente ruotato per contribuire a tenere bassa la linea del cofano.

Le prestazioni sono notevoli, così come è notevole la possibilità di determinarle scegliendo il rapporto al ponte tra 5 differenti coppie coniche, altra caratteristica che l’accomuna ad un’auto da corsa. La velocità massima può quindi andare dai 220 km/h per chi sceglie la soluzione più “corta “ e reattiva, e fino a 250 km/h per chi invece privilegia l’allungo.

I punti deboli sono principalmente due, un retrotreno un po’ scorbutico malgrado il differenziale autobloccante ZF,  e un accesso all’abitacolo piuttosto complicato specie per il pubblico non giovanissimo che può permettersi di spendere i circa 30-32.000 marchi (poco meno del doppio della più tranquilla ma già esclusiva 190 SL introdotta nel ‘55) necessari ad acquistarla. A entrambi i difetti si pone rimedio nel ’57 trasformando la 300 SL in Roadster con porte convenzionali e telaio modificato e dotando il ponte posteriore a semiassi oscillanti di una molla centrale.

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Nella primavera del 1955 in Italia esordisce l’attesa Alfa Romeo Giulietta, una berlina che contrariamente alle abitudine, causa qualche ritardo nello sviluppo si è fatta precedere dalla riuscitissima Coupé Sprint. Il che non rappresenta un limite al suo successo, anzi: lunga appena 4 metri e con un peso di soli 900 kg, la Giulietta è la prima berlina compatta Alfa, spinta da un vivace 1.3 da 50 CV destinati ad aumentare nelle evoluzioni successive fino a toccare i 74 con l’ultima TI, capace di raggiungere i 155 km/h.

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La carrozzeria, pur sportiva, non tralascia gli elementi più alla moda come le cromature e le pinne posteriori, inizialmente appena accennate e poi enfatizzate sulla seconda serie del ’59. La Giulietta concretizza i sogni di molti italiani, offrendo una vettura agile e veloce ma con quattro porte, un abitacolo comodo, un bagagliaio spazioso e, ciliegina sula torta, un prezzo relativamente accessibile per chi ha negli occhi e nelle orecchie le glorie delle Alfa d’anteguerra.

Pochi mesi dopo, al Salone di Parigi del  ’55 la scena è tutta per la Citroen DS: se il suo destino è diventare un’icona, capace di apparire come un’oggetto fuori dal tempo anche molti decenni dopo, è merito di chi l’ha disegnata: l’estro di Flaminio Bertoni, artista puro prestato al mondo dell’auto e capace di concepire la forma senza preoccuparsi troppo dei vincoli tecnici, ha determinato una linea quasi aeronautica.

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A farla entrare nella storia sarà però anche la genialità di alcune soluzioni tecniche sviluppate al solo scopo di posizionarla tra le vetture di prestigio, diversamente dalla 2CV, uscita nel ’48 con una missione più popolare. Il più celebre è la sospensione idropneumatica, che la rende confortevole sugli ostacoli dandole anche stabilità, tenuta di strada e la possibilità di variare l’altezza da terra. Un telaio talmente versatile da consentire l’impiego di questa vettura anche nelle competizioni tra le quali è annoverata anche una storica partecipazione al rally di Montecarlo del ’56 con vittoria di classe.

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Il suo punto debole, oltre ad un dondolio non gradito a tutti, è il motore: non perché il 1.9 a 4 cilindri dell’esordio, ereditato dalla Traction Avant, sia inadeguato, ma perché appare l’unico elemento convenzionale in una vettura innovativa sotto tutti gli aspetti, un gap causato da problemi di sviluppo del 6 cilindri boxer inizialmente previsto.

E se è vero che la 600 a partire dal ’55 ha motorizzato l’Italia, si più dire che la Fiat 500, lanciata appena due anni dopo, debba riuscire nell’intento di motorizzare gli italiani, soprattutto i più giovani. Con lei, grazie all’inventiva di Dante Giacosa, si realizza il sogno di una vetturetta “minima” a cui i dirigenti Fiat pensavano già da parecchio.

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Lunga appena tre metri, spinta da un piccolo ma inesauribile motore due cilindri da 499 cc raffreddato ad aria con 13 CV, diventerà per moltissimi italiani “la macchina”, in grado di accogliere intere famiglie con bagagli e percorrere pazientemente l’Italia intera negli esodi vacanzieri, diventando anche un’arma nella competizioni su strada e pista grazie alle elaborazioni di specialisti come Abarth e Giannini.

Anni '50: le auto che hanno fatto la storia

Eppure, subito non entusiasma: per il prezzo di 490.000 lire, l’equivalente di un anno di stipendio di un operaio tredicesima compresa, è giudicata troppo spartana, con accessori, e comandi ridotti al minimo, poco rifinita e poco potente (tocca a malapena gli 85 km/h), tanto che la casa deve prendere provvedimenti pochi mesi dopo il lancio, abbassando il prezzo, rinvigorendo il motore fino a 15 CV e proponendo una variante meglio accessoriata a cui seguiranno nel decennio successivo le popolarissime F ed L.

Negli Anni ’90, a 15 anni dall’uscita, sarà onorata da una prima erede anche se molto differente, mentre il revival vero e proprio arriverà nel 2007.

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La risposta inglese alla 500 si chiama Mini ed è frutto della matita di Alec Issigonis, un altro ingegnere capace di coniugare innovazione ed economia con un talento per l’economia.

A volere a tutti i costi un’auto piccole ma “vera” in questi anni è nientemeno che i presidente della BMC, infastidito dalla moltitudine di microcar e bubble car che popolano l’Inghilterra dopo il conflitto, e la vetturetta che arriva nel ’59, oltre ad essere a tutti gli effetti un’auto pratica e persino spaziosa, presenta anche la novità della trazione anteriore, soluzione ancora in gran parte inedita. Issigonis la adopera per ottimizzare lo spazio e semplificare la meccanica, che prevede anche un’unica coppa per motore (un 4 cilindri di 848 cc e circa 35 CV) e cambio che sono lubrificati dal medesimo olio.

Anni '50: 5 auto che hanno fatto la storia

La Mini debutta con due marchi e due nomi, venduta come Austin Seven e Morris Mini Minor, e diventa l’utilitaria preferita dalle signore inglesi. Almeno fino a che un certo John Cooper non inizierà a metterci le mani sopra, realizzando le celeberrime versioni elaborate 1.0, 1.1 e 1.3 S, quest’ultima capace di vincere ben quattro Rally di Montecarlo, uno dei quali (quello del ’66) revocato per colpa dei fari supplementari non omologati…

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La sua carriera proseguirà praticamente senza interruzioni, con il passaggio di Mini a vero e proprio brande una dinastia moderna sviluppata sotto BMW che prenderà il posto della classica all’inizio del nuovo millennio.

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Oltre all’aiuto economico, automobile.it ha individuato un’ulteriore attività per intrattenere le persone e, insieme a Fjona Cakalli ha ideato e prodotto una web series intitolata “Le auto che hanno appassionato gli Italiani”, rigorosamente dal divano di casa dell’influencer del mondo tech e automotive, composta da sei puntate che saranno pubblicate sul canale YouTube di automobile.it.

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Il contenuto di entertainment è un’iniziativa intrapresa sull’onda dell’impegno che cantanti, attori e personaggi famosi, stanno offrendo per rilanciare la campagna ministeriale #iorestoacasa.

Il soggetto dei sei appuntamenti è quello della auto che hanno fatto la storia dell’Italia, dagli anni Cinquanta ai più vicini anni Duemila. In ogni episodio Fjona guiderà, con il suo stile fresco e simpatico, in un tuffo nel passato alla scoperta delle icone delle nostre strade. Scopri tutte le puntate:

Subaru BRZ: l’ultima è la Final Edition

Subaru BRZ: l'ultima è la Final Edition 1

Insieme alla Toyota GT86, la Subaru BRZ ha rappresentato l’alternativa più pura e abbordabile per tutti gli amanti della guida. Gli ingredienti erano semplici: motore boxer rigorosamente aspirato, cambio manuale e trazione posteriore. Tuttavia, dopo otto anni di onorata carriera. la sportiva delle Pleiadi si appresta ad uscire di produzione. Non prima però, di mostrarsi in un’ultima edizione speciale: la Final Edition.

Più ricca e curata

La Subaru BRZ Final Edition verrà prodotti in soli 100 esemplari, venduti in Germania a un prezzo di 40.270 euro. Ancora nessuna conferma, per il momento, sulla disponibilità di alcuni esemplari anche per il nostro mercato.

Subaru BRZ: l'ultima è la Final Edition

La Final Edition si caratterizza per la tinta della carrozzeria Silice Crystal Black, ma per 100 euro la si può avere nel più classico WR Blue Pearl. Inediti poi, sono i cerchi a 10 razze da 17 pollici che nascondono pinze a quattro pompanti firmate Brembo, mentre l’assetto può contare su ammortizzatori Sachs. Dentro, invece, l’abitacolo è impreziosito dalla presenza delle cuciture blu, dai rivestimenti in pelle e Alcantara per i sedili e dal sistema di infotainment con schermo da 7 pollici.

 

Audi e-tron Sportback: la gamma si amplia con la Edition One

Audi e-tron Sportback: la gamma si amplia con la Edition One

A poca distanza dal lancio commerciale, la gamma della nuova Audi e-tron Sportback, variante con carrozzeria coupé del SUV elettrico tedesco, si amplia con l’ingresso a listino della serie speciale Edition One. SI tratta di una serie numerata in meno di 500 esemplari in consegna nel corso del secondo trimestre dell’anno e in vendita a un prezzo di partenza di 117.500 euro.

La più ricca di tutte

Realizzata sulla base tecnica della versione 55 quattro, la Audi e-tron Sportback Edition One si caratterizza per la presenza di serie di molti accessori solitamente in vendita come optional sugli altri allestimenti della gamma. Tra questi troviamo il pacchetto Audi Innovative Virtual, che include il cruscotto digitale, i gruppi ottici Matrix Led e soprattutto gli specchietti con virtuali dotati di retrocamere. A questo si sommano anche i pacchetti Tour e City, che grazie ai vari sistemi di assistenza alla guida permettono alla e-tron Sportback Edition One di poter contare sulla guida autonoma di livello 2.

Audi e-tron Sportback: la gamma si amplia con la Edition One 2

A completare il quadro delle dotazioni ci sono poi la vernice Blu plasma metallizzato con dettagli in grigio Manhattan, le sospensioni pneumatiche e i cerchi da 21 pollici con finitura specifica. A tutto questo si sommano poi tutti gli elementi del pacchetto S line, oltre alla grafica dedicata per le luci di cortesia sotto la portiera.

446 km di autonomia

A livello tecnico, l’Audi e-tron Sportback Edition One ricalca fedelmente lo schema della 55 quattro. Il powertrain è costituito da una batteria agli ioni di litio da 95 kWh posizionata sotto il pianale, che alimenta due motori elettrici che assicurano una potenza di sistema di 408 CV e 668 Nm di coppia, per un’autonomia di 446 km.

Audi e-tron Sportback: la gamma si amplia con la Edition One 1

Di rilievo le prestazioni, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 5″7. Per quanto riguarda la ricarica, infine, la e-tron Sportback Edition One può essere collegata a colonnine con potenza fino a 150 kW, in questo modo in meno di 30 minuti si recupera l’80% dell’autonomia della batteria.

DS 7 Crossback: arriva l’Advanced Traction Control

DS 7 Crossback: arriva l'Advanced Traction Control 1

Piccoli aggiornamenti tecnici in vista per il SUV di punta della gamma DS. Stiamo parlando della DS 7 Crossback, che con l’ultimo aggiornamento porta al debutto sul modello qualche interessante novità tecnica per i modelli a trazione anteriore.

Anteriore per tutti i terreni

Il costruttore francese ha infatti aggiornato i motori benzina Puretech da 180 CV e Diesel BlueHDi da 130 CV e 180 CV. Ma la vera novità è ora rappresentata dalla possibilità di montare come optional su queste motorizzazioni il sistema Advanced Grip Control.

DS 7 Crossback: arriva l'Advanced Traction Control

Si tratta di un sistema appositamente pensato per le versioni a trazione anteriore della DS 7 Crossback, in grado di aumentare il grip della vettura su fondi a scarsa aderenza. Questa tecnologia lavora in accordo con il controllo della trazione e in base alla modalità di guida selezionata modifica la soglia di intervento dell’ESP per limitare quanto più possibile il pattinamento delle ruote. Tre le modalità di guida disponibili: Neve, in cui il sistema è attivo fino a 80 km/h, Fango attivo fino a 50 km/h e Sabbia attivo fino a 120 km/h. Il prezzo dell’Advanced Traction Control va dai 150 ai 400 euro in base all’allestimento scelto.

 

Hyundai i20 restyling, si aggiorna e diventa ibrida

Hyundai i20 restyling, si aggiorna e diventa ibrida 3

Accanto alla nuova i30, Hyundai ora presenta la versione aggiornata anche della più piccola i20, che con il restyling di metà carriera non si limita a rifarsi il look, ma si aggiorna profondamente anche nei contenuti e nella tecnologia. Migliora la qualità degli interni e aumentano le soluzioni legate all’infotainment e alla sicurezza. Ma l’elemento di maggiore interesse è rappresentato dall’arrivo di una versione mild-hybrid.

Benzina e ibrida

Partiamo dunque proprio dalla gamma motori per descrivere la nuova Hyundai i20. Al momento del lancio saranno disponibili due motorizzazioni benzina. La prima è un 1.2 aspirato da 84 CV alla quale si affianca il tre cilindri 1.0 T-GDI da 100 e 120 CV che, proprio nella sua variante più potente, viene proposto in abbinamento a un sistema mild-hybrid a 48 Volt.

Hyundai i20 restyling, si aggiorna e diventa ibrida 1

Questo sistema, inoltre, può essere richiesto come optional e montato anche sulla variante da 100 CV del 1.0 T-GDI. su entrambi i livelli di potenza, poi, è disponibile oltre al cambio manuale a sei marce, anche un automatico a sette rapporti, mentre il motore di accesso alla gamma, il 1.2, è disponibile unicamente con il manuale a cinque marce.

Più grande e spaziosa

A cambiare, poi, è anche l’estetica della nuova Hyundai i20, che abbandona completamente le vecchie linee del modello, seguendo il nuovo corso stilistico inaugurato dal costruttore di Seul. Crescono nelle dimensioni le prese d’aria e ora i fari anteriori si uniscono alla grande calandra dalla trama a nido d’ape. Dietro, invece, i gruppi ottici sono collegati da una sottile striscia che aumenta la percezione di larghezza della vettura.

Hyundai i20 restyling, si aggiorna e diventa ibrida

Rispetto alla serie precedente cambiano anche le dimensioni. La nuova i20 è cresciuta di 5 mm portando la lunghezza totale a 4,04 metri. A fronte di ciò, però, il passo è aumentato di 10 mm, mentre l’altezza è scesa di 20 mm e la larghezza è cresciuta di 30 mm. più grande anche il bagagliaio che ora ha una capacità di 351 litri.

A tutta tecnologia

In ultimo c’è la tecnologia. Sulla nuova Hyundai i20 debutta un nuovo sistema di infotainment con schermo da 10,25 pollicci, abbinato al sistema di ricarica wireless per i cellulari e alla compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto senza cavo. Accanto a questo, c’è un altro schermo delle stesse dimensioni, che funge da quadro strumenti.

Hyundai i20 restyling, si aggiorna e diventa ibrida 4

Migliora anche la dotazione di sicurezza, che ora può fare affidamento su la presenza del pacchetto SmartSense che include, tra gli altri, anche lo Smart Cruise Control collegato con le mappe del sistema di navigazione, il Lane Following Assist e  il Forward Collision-Avoidance Assist con riconoscimento di pedoni e ciclisti.

Peugeot 208: arriva la Allure Navi Pack

Peugeot 208: arriva la Allure Navi Pack 2

La nuova Peugeot 208 piace e i numeri di vendita lo dimostrano. Per questo motivo la filiale italiana della Casa del Leone ha deciso di allargare la gamma di allestimenti del modello presentando l’Allure Navi Pack. Si tratta di una versione inedita pensata unicamente per il mercato italiano che punta tutto sui contenuti tecnologici, offrendo di serie molti elementi solitamente disponibili come optional.

Tanta tecnologia

Per rendere la Peugeot 208 Allure Navi Pack quanto più appetibile possibile l’anno dotata di serie di tutti gli accessori che fino a questo momento sono andati per la maggiore tra chi ha acquistato la vettura.

Peugeot 208: arriva la Allure Navi Pack

Di serie, infatti, oltre a auanto già offerto dall’allestimento Allure, la Navi Pack aggiunge i fari anteriori EcoLedl’infotainment 3D Connected con display da 7 pollici e il sistema di navigazione TomTom Traffic, proposto in abbinamento alla strumentazione analogica.

Benzina o Diesel

Il nuovo allestimento per la Peugeot 208 è disponibile in abbinamento ai due propulsori Diesel e benzina più potenti a listino. Parliamo nel primo caso del BlueHDi 100 da 100 CV, mentre per quanto riguarda il benzina il PureTech 100, con la medesima potenza dell’unità a gasolio. Entrambe le motorizzazioni sono disponibili con il cambio manuale a sei marce con con l’automatico a otto rapporti EAT8.

Peugeot 208: arriva la Allure Navi Pack 1

Il prezzo della Peugeot 208 Allure Navi Pack va dai 19.950 ai 21.450 euro in base che si scelga la versione Diesel o benzina, con cambio manuale o automatico.

 

Volkswagen ID.4: arriva il SUV elettrico

Volkswagen ID.4: arriva il SUV elettrico

La famiglia dei modelli elettrici della gamma ID di Volkswagen è pronta ad allargarsi con l’arrivo della nuova ID.4. Si tratta del primo SUV completamente elettrico del costruttore tedesco, pensato per dare ulteriore slancio al processo di elettrificazione che il brand di Wolkfsbourg e di azzeramento delle emissioni inquinanti nel processo produttivo entro il 2050.

Aerodinamica al top

Esattamente come la sorella ID.3, anche la nuova Volkswagen ID.4 nasce sulla piattaforma MEB, appositamente sviluppata dal Gruppo Volkswagen per i modelli 100% elettrici. Anche in questo caso, quindi, la caratteristica principale della vettura è rappresentata dagli sbalzi anteriori e posteriori molto contenuti e da un passo invece molto generoso. Questo non soltanto per poter ospitare le batterie sotto il pianale, ma anche per poter garantire un miglior bilanciamento dei pesi e maggiore spazio a disposizione dei passeggeri.

Volkswagen ID.4: arriva il SUV elettrico 1

Un grande lavoro, poi, è stato svolto a livello aerodinamico. I tecnici tedeschi hanno modellato la carrozzerie per ridurre quanto più possibile il coefficiente aerodinamico della Volkswagen ID.4, al fine di poter raggiungere un’autonomia con una carica completa nell’ordine dei 500 km.

In vendita entro fine anno

La nuova Volkswagen ID.4 entrerà in commercio entro la fine dell’anno. Nella prima fase di commercializzazione sarà disponibile unicamente in abbinamento alla trazione posteriore, ma non si esclude l’arrivo anche di varianti a trazione integrale, magari con lo stesso sistema di batterie modulari della più piccola ID.3.