Land Rover Discovery ed Evoque P300e Phev: le inglesi diventano ibride

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Continua il processo di elettrificazione all’interno della gamma Land Rover. Gli ultimi modelli ad “attaccarsi alla spina” sono le nuove generazioni della Evoque e della Discovery, che con la sigla P300e Phev portano al debutto un nuovo powertrain ibrido plug-in. A livello estetico Evoque e Discovery plug-in sono del tutto identicche alle rispettive varianti ad alimentazione tradizionale. Per scoprirne le differenze bisogna guardare sotto il cofano.

Due modelli, un motore

Ad alimentare le nuove Land Rover Evoque e Discovery plug-in, infatti, provvede il medesimo schema propulsivo costituito da un motore endotermico turbo a tre cilindri di 1,5 litri. Questo è capace di sviluppare una potenza i 200 CV e lavora insieme a un motore elettrico da 109 CV, per una potenza complessiva di sistema di 309 CV e 540 Nm di coppia.

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A dare energia al motore elettrico provvede una batteria agli ioni di litio con una capacità di 15 kWh, che assicura un’autonomia in modalità completamente elettrica che va da 62 a 66 km. A tal proposito, se si viaggia sfruttando unicamente la spinta dell’unità elettrica la velocità massima è di 135 km/h.

Integrale on-demand

In Land Rover hanno scelto di posizionare il motore elettrico sull’asse posteriore della Evoque e Discovery plug-in. Questo permette ai due modelli di poter contare sulla trazione integrale, senza però dover ricorrere al tradizionale albero di trasmissione. Il motore elettrico, infatti, trasmette in maniera diretta la potenza alle ruote posteriori, mentre quello endotermico muove quelle anteriori.

Land Rover Discovery ed Evoque P300e Phev: le inglesi diventano ibride

A proposito della ricarica, infine, sfruttando le colonnine a ricarica rapida, in 32 minuti si raggiunge l’80% della capacità dell’accumulatore, mentre se si sfrutta una tradizionale wallbox a 7 kW è necessaria circa un’ora e mezza.

Optional: ecco quelli ai quali è impossibile rinunciare

Acquistare un’auto nuova oggigiorno è tutt’altro che semplice. Non basta più scegliere semplicemente motorizzazione e colore della carrozzeria. A questi due elementi che rappresentano la base della scelta al momento dell’acquisto si sommano una serie infinita di elementi che rientrano nella (in alcuni casi) lunghissima lista degli optional che ormai tutti i produttori, indipendentemente dal segmento di appartenenza della vettura, offrono per ogni loro auto a listino.

Insieme a Fjona abbiamo quindi spulciato tra i cataloghi dei vari brand per scovare tutti quegli optional ai quali non bisognerebbe proprio fare a meno.

Sistemi avanzati di assistenza alla guida

Partiamo da quelli forse più importanti in quanto legati alla sicurezza, gli ADAS. Negli ultimi anni la tecnologia in fatto di guida assistita ha fatto passi da gigante, portando su strada soluzioni in grado di affiancare chi siede al volante nella guida di tutti i giorni. Tra questi sistemi troviamo ad esempio, il mantenitore di corsia. Questo è studiato per avvisare il conducente nel caso in cui si superino involontariamente le linee di demarcazione della corsia.

Il sistema, inoltre, può anche essere di tipo attivo e quindi non limitarsi solo ad avvisare chi guida del pericolo tramite un segnale visivo e sonoro, ma intervenendo attivamente per riportare la vettura in carreggiata.

Più sicuri grazie al Rear Traffic Alert con Blind Spot Monitor

A questo si somma anche il sensore per l’angolo cieco. Molto utile soprattutto in autostrada, avvisa chi guida del sopraggiungere di un’automobile da dietro, mentre si sta per affrontare una svolta o un sorpasso. Ma anche in città, mentre si esce da un parcheggio. Se si parla di sicurezza, poi, è impossibile non citare il sistema di frenata automatica che, per dovere di cronaca, proprio da quest’anno è in realtà obbligatorio su tutti i modelli di nuova produzione.

Tra comfort e sicurezza

A cavallo tra sicurezza e comfort troviamo tutta una serie di accessori studiati non solo per rendere più rilassata la vita a bordo, ma anche più sicura. Tra questi troviamo il cruise control. Questo sistema permette di impostare una velocità di avanzamento che l’auto manterrà in maniera costante senza la necessità di intervenire sul pedale del gas.

Per i più esigenti poi, c’è anche il cruise control adattivo, che oltre a mantenere la velocità impostata, è anche in grado di adeguarla alle condizioni del traffico, rallentando e accelerando in base ai movimenti della vettura che precede.

Tutto quello che c'è da sapere sul cruise control 3

Sempre all’insegna del binomio tra comfort e sicurezza troviamo anche l’head-up display. Questo altro non è che un sistema in grado di riportare le informazioni del quadro strumenti come velocità e giri motore, direttamente sul parabrezza o su un piccolo schermo posizionato sopra il cruscotto. Ma non è tutto. L’head-up display, infatti, è in grado di proiettare anche le informazioni di navigazione e quelle sui media in riproduzione. Il tutto senza mai dover distogliere lo sguardo dalla strada.

nuova-maserati-levante-sedili

L’ultimo optional che vi consigliamo in questa categoria, anche se più attinente alla sfera del comfort, sono i sedili riscaldati. Questi, oltre a regalare un piacevole tepore al corpo nei mesi più freddi dell’anno, sono anche in grado di aumentare l’efficienza energetica della vettura. Elemento questo’ultimo particolarmente importante soprattutto se si parla di auto elettriche o ibride.

Questo perché il sistema di riscaldamento dei sedili impiega molta meno energia rispetto al riscaldamento dell’abitacolo, un vantaggio che si traduce in una maggiore autonomia della vettura.

Per vedere meglio

Quando ci si trova in auto la visibilità è tutto. Ecco perché tra gli optional che proprio non possono mancare sulla vostra nuova auto proprio non possono mancare i fari Full Led. Rispetto ai fari allo xeno e ancor più ai tradizionali fari alogeni, quelli a Led sono in grado di aumentare notevolmente la visibilità nelle ore notturne.

Se li si sceglie a matrice di led, inoltre, questi sono in grado di modificare il fascio di luce in base alle condizioni del traffico, permettendo di viaggiare con gli abbaglianti sempre accesi, senza correre il rischio di infastidire gli altri automobilisti. Si tratta di una tecnologia in costante diffusione e oggi disponibile anche su modelli compatti come Opel Corsa o Seat Ibiza.

Opel insignia: con il restyling arrivano anche i fari IntelliLux Led Pixel 12

Ma vedere bene è importante anche quando si fa retromarcia. Per questo tra gli optional che non possono mancare vi suggeriamo anche la telecamera posteriore, molto utile in abbinamento ai sensori di parcheggio quando ci si muove in retromarcia magari per entrare in un parcheggio.

Sempre connessi

Non potevamo chiudere questa carrellata sugli optional più interessanti disponibili per le moderne vetture, senza citare un paio di soluzioni tecnologiche. La prima è sicuramente rappresentata dai protocolli di connessione Apple CarPlay e Android Auto. Questi permettono di collegare il proprio smartphone al sistema di infotainment della vettura, replicando molte funzioni del cellulare sullo schermo dell’auto, permettendo così a chi è al volante di accedere a moltissimi contenuti, senza dover tenere in mano il telefono mentre si è alla guida.

In conclusione, vi segnaliamo il sistema keyless. Questo sostituisce la tradizionale chiave della macchina con una chiave elettronica che, senza che questa venga mai sfilata dalla tasca, permette di aprire e chiudere la vettura e anche di metterla in moto. Una comodità non da poco.

Le 10 automobili più famose nelle serie tv italiane

Porsche 911

Gomorra, Romanzo Criminale, 1992, L’amica geniale: negli ultimi anni le serie tv italiane hanno conquistato milioni di spettatori e fatto parlare di sé per la grande qualità delle storie e delle ambientazioni.

I più attenti avranno notato, accanto ai protagonisti delle storie che ci hanno tenuti incollati allo schermo, delle compagne silenziose, ma altrettanto importanti: le automobili che accompagnano i personaggi.

Ecco quindi una lista delle 10 auto più belle delle serie tv italiane: e tu, quante ne hai riconosciute?

LEGGI ORA: Le 10 auto più belle delle serie tv straniere

INDICE
Suburra: la Jeep Wrangler di Aureliano
Suburra: la Lamborghini di Spadino
Romanzo criminale: la Porsche 911 del Libanese
Romanzo criminale: la Lancia Fulvia di Dandi
Le automobili di Gomorra 
La Fiat Tipo del commissario Montalbano
La Fiat 1500S Cabriolet in L’amica geniale
La Porsche Carrera Cabrio 911 in 1992

Suburra è la prima serie televisiva italiana originale distribuita da Netflix: ispirata all’omonimo film del 2015 e al romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, la serie è ambientata a Roma e vede Chiesa, politici corrotti e criminalità organizzata scontrarsi in una violenta lotta per il controllo del litorale di Ostia. Tra i protagonisti c’è Aureliano Adami, interpretato da Alessandro Borghi, secondogenito della famiglia criminale Adami: sempre in contrasto con il padre, è un mix di ambizione, violenza e rabbia.

Nella prima stagione della serie, Aureliano guida una nera Jeep Wrangler Unlimited, l’auto che più di tutte incarna l’emblema del fuoristrada duro e puro. Un’auto che, dal suo debutto nel 1941, ha saputo mantenere inalterato il suo fascino, rinnovandosi di generazione in generazione con un design spigoloso e virile che si adatta perfettamente al carattere di Aureliano.

Jeep Wrangler

Decisamente diversa l’auto guidata dall’altro protagonista di Suburra, Alberto “Spadino” Anacleti, intrepretato da Giacomo Ferrara. Spadino appartiene alla famiglia Anacleti, di etnia sinti, dedita allo strozzinaggio. Fratello minore del boss del clan, Manfredi, Spadino è oppresso dalla famiglia, alla quale nasconde la propria omosessualità, rifiutando di sottomettersi ad alcune tradizioni.

Nella prima stagione, vediamo spesso Spadino a bordo di una Lamborghini Murcielago Roadster: si tratta dell’auto protagonista dell’incontro con Teo, altro ragazzo omosessuale che Spadino sarà costretto ad uccidere per evitare che riveli il suo segreto al clan.

Lamborghini Murcielago Roadste

L’auto sportiva della casa italiana, già utilizzata nel film Batman Begins (e non è un caso, visto le somiglianze tra il personaggio di Spadino e quello di Pinguino), promette prestazioni invidiabili: la potenza massima di 580 Cv lancia la Murcielago Roasdter a quasi 320 km/h e fino ai 100 orari in 3,8 secondi.

Come Suburra, anche la serie Romanzo criminale è basata sull’omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo: si tratta del secondo adattamento del libro, dopo il film diretto da Michele Placido, che ha collaborato anche alle serie come consulente artistico.

La serie è ambientata nella Roma degli anni 70 e racconta le vicende di un gruppo di criminali che, dal 1977 al 1992, ha quasi dominato la Capitale. Tra amori, affari, faide e rancori si ripercorre in parte la vera storia della banda della Magliana e dei suoi protagonisti: tre giovani malavitosi che si accordano per formare una banda criminale che in poco tempo assume il controllo assoluto del traffico di droga. Il Libanese, il Freddo e il Dandi sono i protagonisti di questa storia, raccontata in modo inedito dai cattivi, dagli sbandati: i protagonisti sono gli anti eroi per eccellenza.

Personaggio affascinante, istintivo e determinato, il Libanese è il capo e il fondatore della banda della Magliana. Nella serie è interpretato da Francesco Montanari: è lui il vero motore e leader della banda, quello con un sogno e una visione a lungo termine, capace di raccogliere sotto a sé gli uomini migliori.

Il Libanese guida diverse auto, sempre più costose man mano che la banda prosegue nella sua scalata al potere, ma non possiamo non ricordare la sua Porsche 911 Cabrio, che rappresenta una delle poche imprecisioni storiche in una serie altrimenti quasi perfetta: la Porsche 911 guidata dal Libano infatti non uscirà prima del 1983, mentre le vicende narrate si svolgono quasi tutte prima del 1980.

Porsche 911

La Porsche 911 presentava standard di sicurezza elevatissimi per l’epoca e un design d’avanguardia caratterizzato dall’originale tetto asportabile e ripiegabile, che poteva essere riposto nel bagagliaio anteriore. Inoltre, i motori della Porsche 911 potevano essere alimentati con benzina a ridotto numero di ottani ed erano quindi meno inquinanti, pur mantenendo la notevole potenza di 130 cv.

Un altro dei protagonisti indiscussi di Romanzo Criminale è il Dandi, interpretato da Alessandro Roja. Miglior amico di infanzia del Libanese, avrà un ruolo fondamentale nell’intreccio. Ambizioso, egoista, vanesio e spietato, il Dandi ama il lusso: è il membro della banda che possiede più automobili in assoluto.

Il suo amore per il lusso si riflette magnificamente nella Lancia Fulvia HF Coupè azzurra, un’auto allo stesso tempo elegante e sportiva che ha goduto di un grande successo commerciale, sia per la bellezza delle sue linee che per le numerose vittorie rally di cui è stata protagonista. Una vera e propria berlinetta sportiva, dall’aspetto raffinato, a due posti più due e con finiture curatissime, come la plancia rivestita in vero legno.

Fulvia Coupé

Gomorra è una serie tv italiana distribuita da Sky Italia e liberamente ispirata al libro omonimo di Roberto Saviano. Ambientata nella periferia di Napoli, la serie racconta le vicende di camorristi e spacciatori di droga in un contesto dominato dalle organizzazioni criminali, che spesso si ramificano nel mondo degli affari e della politica.

La vita del camorrista è vorticosa e violenta: le automobili devono essere di lusso, ma senza dare troppo nell’occhio. Devono essere grandi, ma anche veloci, per dileguarsi ogni volta che serva.

Ecco quindi che nel primo episodio della prima stagione Ciro Di Marzo, uno dei protagonisti della serie interpretato da Marco D’Amore, guida una Volkswagen Tuareg di prima generazione, mentre insieme al compagno De Rosa si reca a casa della madre di Salvatore Conte per una spedizione punitiva.

Sempre nella prima stagione, Genny Savastano, altro protagonista interpretato da Salvatore Esposito, guida una Alfa Romeo 156 quando viene coinvolto per la prima volta negli affari loschi del padre Pietro Savastano. Il boss camorrista guida invece una Mercedes classe E, auto in cui viene sorpreso dalla polizia e quindi arrestato per detenzione di stupefacenti.

In Gomorra anche le due ruote meritano però una menzione speciale: ogni ragazzo ha uno scooter di bassa cilindrata ma sogna le grandi moto da corsa, come la Yamaha R6 guidata da Genny o la Triumph Speed Triple di Ciro.

Finora abbiamo visto serie tv in cui i protagonisti erano i criminali: spietati, violenti, alla guida di auto spesso di lusso.

Con Montalbano cambiamo completamente punto di vista: il protagonista questa volta è dalla parte della legalità. La serie, trasmessa dalla Rai e tratta dai romanzi di Andrea Camilleri, racconta le vicende del commissario Salvo Montalbano nell’immaginaria cittadina siciliana di Vigata: in ogni episodio Montalbano, interpretato da Luca Zingaretti, è alle prese con crimini di mafia, omicidi e rapimenti, che riesce a risolvere grazie ad uno spiccato acume investigativo e un profondo intuito.

Salvo Montalbano è un personaggio amato e potente, perché è facile per lo spettatore immedesimarsi nei suoi vizi e nelle sue debolezze, al suo essere al contempo schivo e appassionato, burbero e generoso, allergico alle gerarchie e fedele servitore dello Stato. Un uomo in fin dei conti normale, al quale Camilleri ha affidato un’automobile scelta da milioni di italiani e che è entrata di diritto nell’iconografia del nostro Paese: la Fiat Tipo.

Fiat Tipo

Montalbano guida infatti una Tipo DGTprima serie grigia, prodotta tra il 1988 e il 1991: è l’auto con la quale Fiat rispose alla Volkswagen Golf, dotandola di una strumentazione digitale notevole, composta da contagiri, chiusura centralizzata, vetri elettrici anteriori e pannello di controllo. Altra caratteristica fondamentale della Fiat Tipo sono le sospensioni a ruote indipendenti, fondamentali per muoversi nelle contrade che circondano Vigata e nelle dissestate strade di campagna siciliane.

Dall’assolata Sicilia torniamo nella caotica Napoli con L’amica geniale, serie televisiva italo-statunitense tratta dall’omonima quadrilogia di Elena Ferrante. La serie racconta lo speciale legame di amicizia, ma anche rivalità, che unisce Elena Greco e Raffaela Cerullo, Lenù e Lila, due bambine che crescono negli anni Cinquanta in un rione di Napoli. La storia seguirà le due protagoniste dall’infanzia fino all’età adulta, e ripercorre la storia d’Italia, il dopo guerra, gli anni 60 del Boom, attraverso gli occhi di chi è stato quasi sempre in seconda fila, spesso spettatore: le donne.

Lenù e Lila vivono la loro infanzia e adolescenza nel rione Luzzatti, alla periferia est di Napoli: in questo microcosmo si condensa l’Italia intera, a partire dalle differenze sociali e di reddito tra gli abitanti dello stesso quartiere. Da una parte povertà, dall’altra ricchezza, spesso ostentata. E il simbolo della ricchezza e del potere sono spesso le automobili: la Fiat 1500 S Cabriolet guidata da Stefano Carracci, rampollo di una delle famiglie più importanti e temute del rione, è un esempio perfetto.

Fiat 1500

La Fiat 1500S Cabriolet è un’auto dal gusto elegante ed europeo, caratterizzata da una carrozzeria molto classica raffinata disegnata da Pininfarina e un motore bialbero OSCA capace di erogare fino a 80 cv e freni anteriori a disco.

Nata da un’idea di Stefano Accorsi, che ritroviamo anche tra i protagonisti della serie, 1992 racconta l’Italia a cavallo tra la prima e la seconda Repubblica, il Paese delle tangenti sulle prime pagine dei giornali e di Mani Pulite: al centro della storia c’è la vicenda nota come Tangentopoli, narrata da sei diversi personaggi, le cui storie di intrecciano tra loro e con altri volti noti dell’Italia dell’epoca.

Gli anni Novanta, però, non sono solo Tangentopoli: sono gli anni di Non è la Rai, degli zaini Invicta, dei walkman, del Commodore 64, ma anche di automobili che sono entrare definitivamente nel nostro immaginario.

Una di queste è la Porsche Carrera Cabrio guidata da Leonardo Notte, il personaggio interpretato da Stefano Accorsi, un’auto sportiva prodotta da Porsche a partire dal 1963 e ancora in produzione, seppur con notevoli cambiamenti nel corso degli anni. Un’auto dal design senza tempo e una tecnologia ispirata alle grandi vittorie in gara, sempre un passo avanti.

Porsche Carrera

La Porsche guidata da Leonardo Notte è una 911 serie 964, lanciata a giugno 1989 con numerosi aggiornamenti derivati dalla Porsche 959 versione Carrera 4, a trazione integrale permanente sulle quattro ruote. Dotata di un motore con doppia accensione e 250 CV, la Porsche 911 scritturata per 1992ha un’estetica caratterizzata da un design più moderno, con l’innovativo alettone posteriore a completa scomparsa e comando elettronico.

Le 10 auto più belle nelle serie tv straniere

Chevrolet Blazer K5

Dopo aver parlato delle auto più famose e (secondo noi) più belle nelle serie tv italiane, usciamo metaforicamente dai confini nazionali per guardare alle serie tv straniere, e in particolare a quelle inglesi e statunitensi.

Serie tv come Breaking Bad, Stranger Things, Narcos e House of Cardshanno conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo, e noi italiani non siamo stati da meno: ma quanti hanno notato le auto che accompagnavano i protagonisti di queste storie?

Dalle auto vintage di Stranger Things e The Crown a quelle futuristiche di Westworld, scopri con noi le 10 auto più belle delle serie tv straniere!

LEGGI ORA: Le 10 auto più belle delle serie tv italiane del momento

INDICE
Breaking Bad: la Pontiac Aztec di Walter White
Le automobili vintage di Stranger Things
Narcos: la Porsche 935 di Pablo Escobar
Le Land Rover in the Crown
House of Cards: la Chevrolet Tahoe di Frank Underwood
Westworld: la Audi Aicon
Chernobyl: GAs 21 e 24 Volga

Tra le serie tv più amate di sempre, Breaking Bad è una produzione statunitense creata da Vince Gilligan (famoso soprattutto per aver lavorato ad X-Files). Il protagonista della serie è Walter White (Bryan Cranston), insegnante di chimica sottopagato che, alla soglia dei cinquanta anni, scopre di avere un cancro terminale ai polmoni. Preoccupato per il futuro della sua famiglia, composta dalla moglie incinta e da un figlio che soffre di paralisi celebrale, e incapace di accettare questa terribile notizia, il professor White decide di sfruttare le sue competenze di chimica per iniziare a produrre metamfetamina insieme a Jesse, un suo ex studente già coinvolto in un giro di spaccio.

Walter White guida un’auto che il Daily Telegraph ha definito, senza giri di parole, “la più brutta di tutti i tempi”: una Pontiac Aztec, un crossover di media grandezza prodotto tra il 2001 e il 2005. Il modello fu lanciato dalla casa madre con lo slogan di “veicolo più versatile del pianeta”, ma ricevette critiche impietose nonostante fosse uno dei primi modelli ad adottare strumenti informatici di rapida visualizzazione come l’head up display.

Pontiac Aztec

Ma perché il professor White guida proprio una Pontiac Aztec? L’auto incarna perfettamente questo personaggio: si tratta di un veicolo che non ha mai avuto successo, un perdente nel mondo del’automotive. Creato come un crossover multifunzionale, in realtà non era né una berlina né un minivan, ma semplicemente un pessimo SUV. E Walter White è indubbiamente, almeno all’inizio delle serie, una persona con poco successo. La Aztec lo rispecchia completamente: un’auto così funzionale da essere brutta, non appariscente, economica e banale. Insomma, La Aztec è Walter White, ma con le ruote.

Stranger Things è una serie tv statunitense di fantascienza, ideata da Matt e Ross Duffer e distrubuita da Netflix.  In soli tre anni la serie è diventata un vero e proprio cult per gli appassionati del genere fantascientifico, ma anche sci-fi e horror.

Ambientata proprio negli anni Ottanta, ad Hawkins, cittadina di fantasia dell’Indiana, Stranger Things racconta la storia di un gruppo di quattro ragazzini nerd e delle loro famiglie, la cui vite sono sconvolte da strani fenomeni, che porteranno alla sparizione di un ragazzo del gruppo, Will Byers. La scomparsa di Will non è l’unico evento inspiegabile: l’arrivo in città di una ragazzina con i capelli rasati, Dodici, fuggita da un laboratorio segreto, è un ulteriore elemento misterioso.

L’enorme successo della serie è dovuto anche ai tanti richiami alla cultura degli anni Ottanta: dai riferimenti al cinema di fantascienza alla musica, fino alle automobili, vere e proprio auto d’epoca tra i classici americani.

Un esempio perfetto è la Ford Pinto guidata dalla mamma dello scomparso Will, Joyce, interpretata dalla famosissima Winona Ryder. L’auto è passata alla storia come “auto assassina”, poiché, per un difetto di progettazione, se tamponata vi era un alto tasso di probabilità che si incendiasse; inoltre il telaio molto debole tendeva a deformarsi anche in caso di impatti a bassa velocità, rendendo impossibile la fuga dell’auto. Fortunatamente, in Stranger Things, nessuno è stato soggetto ad incidenti questo tipo (ma ad eventi ben più bizzarri!).

Lo sceriffo Hopper (interpretato da David Harbour) guida invece una Chevrolet Blazer K5, nota anche come GMC Jimmy K5. Quello che potrebbe sembrare un fuoristrada americano come tanti, è in realtà la prima auto a montare un motore 6.2 V8 a gasolio, usato dai mezzi militari Humvee e Hummer H1. Si tratta di un’auto robusta e affidabile, perfettamente adatta al lavoro del suo conducente.

In Stranger Things non troviamo però solo auto americane, ma anche qualche incursione europea, come la BMW 733 i guidata da Steve Harrington (Joe Kerry), il ragazzo con cui inizia ad uscire Nancy, sorella maggiore di uno dei quattro giovani protagonisti. La BMW 733 i è un classico della casa tedesca e vero e proprio emblema degli anni 80.

Infine, nella prima stagione della serie comprare anche una Volkswagen Cabrio, guidata da Barb (Shannon Purser), migliore amica di Nancy che sarà coinvolta in prima persona negli eventi soprannaturali che sconvolgono Hawkings.

Narcos è una serie tv statunitense-colombiana creata da Chris Brancato, Carlo Bernard e Doug Miro per Netflix. Narcos ripercorre la storia dell’evoluzione e della diffusione in tutto il modo dei cartelli della droga, e degli sforzi messi in campo dalle forze dell’ordine per contrastare il brutale conflitto per il predominio del traffico di stupefacenti.

Protagonista assoluto delle prime due stagioni è Pablo Escobar (interpretato da Wagner Moura), il boss della cocaina più noto e pericoloso dell’Argentina, capo del cartello di Medellin. Escobar è stato il trafficante di droga più famoso mai esistito: Forbes ha stimato che, nel momento della massima espansione del suo impero criminale, che controllava l’80% del traffico di cocaina mondiale, Escobar fosse il settimo uomo più ricco del mondo, con un patrimonio che all’inizio degli anni 90 ammontava a circa 30 miliardi di dollari.

Oltre a possedere case, ville e numerosi animali esotici, Escobar era un grande appassionato di auto. Non un vero e proprio collezionista, perché Escobar ha acquistato auto di ogni tipo, dalle utilitarie alle supercar. La sua scuderia è stata quasi totalmente distrutta da un incendio, ma tra le auto più belle possedute dal narcotrafficante ricordiamo la Porsche 935V, un’auto da corsa che Escobar arrivò a personalizzare con il suo nome. Un’auto che si adatta perfettamente alla natura competitiva del suo proprietario, che partecipò anche a numerose gare automobilistiche.

Porsche 935

The Crown è una serie tv drammatica create da Peter Morgan, con Olivia Colman e Tobias Menzies, e racconta la storia della famiglia reale britannica e degli eventi, nazionali e internazionali, che hanno coinvolto la corona e la politica inglese dalla seconda metà del Ventesimo secolo.

Protagonista della serie è ovviamente la regina Elisabetta II, interpretata per le prime due stagioni da Claire Foy e poi da Olivia Colman, che seguiamo dal 1947, anno del suo matrimonio con Filippo di Edimburgo, fino ai giorni nostri.

In una serie dalla forte vocazione storica come The Crown non potevano mancare le auto d’epoca, come le magnifiche Land Rover 80e 86 che compaiono nella prima stagione. In particolare, è a bordo della Land Rover 86 che Elizabetta e Filippo si muovono durante la loro visita in Kenya, tappa del tradizionale tour del Commonwealth che la principessa intraprende per sostituire il padre, troppo debole e malato per intraprendere il viaggio.

Land Rover 80

Si tratta di auto della prima serie Land Rover, prodotte tra il 1948 e il 1958, quando alla Rover, solitamente impegnata nella produzione di auto di lusso, fu imposto di costruire auto più economiche per rendere più semplici le esportazioni nei difficili anni del Dopoguerra.

House of Cards è una serie tv statunitense diretta da David Fincher e tratta dall’omonimo romanzo di Micheal Dobbs. Ambientata a Washington D.C., la serie segue le vicende di Frank Underwood, interpretato magistralmente da Kevin Spacey, politico spregiudicato che grazie ad una serie di intrighi riesce a raggiungere i vertici del potere americano, aiutato dalla moglie Claire (Robin Wright). Tradimento, manipolazione, potere e spietato pragmatismo sono i temi principali della serie, che ci porta fino al cuore della Casa Bianca.

Frank Underwood si muove spesso a bordo una Chevrolet Tahoe (ovviamente con autista), uno dei SUV full size più venduto negli Stati Uniti. Sofisticata e affidabile, la Chevrolet ha ricevuto numerosi premi, tra cui il “Buyers Most Wanted Large SUV” conferito da Edmunds.com nel 2019 e nel 2018, e l’“Highest Ranked Large SUV in Initial Quality” assegnato nel 2019 dalla società di ricerca J.D. Power.

Chevrolet Tahoe – House of Cards

Un’auto che offre comfort, lusso e tecnologia ai vertici della categoria. Il parabrezza e le portiere della Chevrolet Tahoe sono dotati di tecnologie studiate per garantire il più alto isolamento acustico possibile, mentre la connessione internet è più veloce che mai. Le performance non sono da meno: con il motore EcoTec3 da 355 CV e 519 Nm di coppia massima è il più efficiente tra i grandi SUV americani.

Infine, un accenno alla sicurezza, fondamentale in un’auto che ospita il futuro presidente degli Stati Uniti: Chevrolet Tahoe offre dotazioni di sicurezza avanzate per aiutare nella prevenzione di situazioni potenzialmente pericolose e per proteggere tutti gli occupanti in caso d’incidente.

Westworld è una serie di fantastascienza western, basata sull’omonimo film del 1973, diretto da Micheal Crichton e meglio conosciuto in Italia con il titolo “Il mondo dei robot”.

Westworld ci porta in un futuro prossimo, all’interno del rivoluzionario e avveniristico parco divertimenti Westworld, che ricrea l’atmosfera del vecchio west ed è popolato da figurati androidi, quasi irriconoscibili rispetto agli umani. Il parco divertimenti è frequentato da miliardari, che al suo interno possono soddisfare ogni loro desiderio senza conseguenze legali o fisiche (i robot sono programmati per non nuocere agli umani).

I robot sono forniti di linee narrative standard da seguire, ma hanno un relativo spazio di autonomia per adattarsi alle richieste e ai desideri degli ospiti. Inoltre, per umanizzare i robot, le linee narrative sono arricchite da input chiamati “ricordanze”, che fanno vivere loro dei veri e propri sogni ad occhi aperti. Al termine di ogni giornata, la loro memoria viene cancellata, così da eliminare ogni traccia delle esperienze vissute.

Ad un certo punto, però, qualcosa va storto: Dolores (Evan Rachel Wood), una delle umanoidi più antiche del parco, prende consapevolezza di sé, ed insieme ad un altro gruppo di robot sovversivi, trova il modo di conservare i propri ricordi: ha così inizio la vendetta dei robot di Westword.

Nel mondo avveniristico di Westworld le auto non possono che essere futuristiche: è il caso dell’Audi Aicon che vediamo nella terza stagione della serie. Non è la prima volta che un’auto Audi si trova davanti alla macchina da presa: si tratta del brand preferito di Tony Stark, meglio noto come Iron Man, nei film Marvel.

Audi Aicon

L’auto compare sin dal trailer, dove è impegnata a sfuggire ad un pericoloso inseguimento: non sappiamo chi è a bordo della vettura, che, potenzialmente, potrebbe non avere nessuno al volante.

La concept car Audi infatti ha un livello di autonomia massimo, che ci porta direttamente nel futuro dell’automobile. Basta accomodarsi al suo interno, ed è tutto, letteralmente, nelle mani dell’auto: basta pensare che all’interno non troviamo né volante né pedaliera, ma un vero e proprio salotto con quattro poltrone.

Chernobyl è una miniserie tv statunitense e britannica che, in appena cinque episodi, racconta la storia del peggior incidente nucleare della storia. Più di 30 anni dopo, la serie racconta quanto accaduto, seguendo le vicende di chi quella tragedia l’ha vissuta in prima persona: chi lavorava alla centrale, chi ci viveva vicino, chi è stato chiamato per cercare di arginare i danni, chi prendeva le decisioni che hanno cambiato le sorti un un’intera generazione.

Tutta la serie ruota intorno ad un’unica domanda: qual è il costo delle bugie? Perché quello che poi sarà riconosciuto come il peggior incidente nucleare della storia, inizialmente è stato definito un banale incendio e le istituzioni fecero di tutto per contenere le fuga di notizie ed evitare lo scandalo.

La serie ripercorre i giorni e le settimane seguenti all’accaduto ed esamina tutti i fattori, che nel loro insieme, hanno portato al disastro. Il primo tra tutti: le verità negate.

La ricostruzione storica in Chernobyl è davvero accurata e dettagliata. Sono state utilizzate le auto che circolavano al tempo in Unione Sovietica e perfino le targhe sono state ricostruite in maniera precisa.

Ne sono un esempio le Volga GAZ 21e GAZ 24, due auto che fecero innamorare milioni di sovietici. Nel 1956 la Gaz 21 era un’auto d’avanguardia: prima al mondo con un motore completamente in alluminio, vinse il Gran Prix dell’esposizione internazionale di Bruxelles e venne esportata in 75 paesi. Un’auto che rappresenta il corrispettivo sovietico alle vetture americane degli anni 50, con le quali compete sul piano della tecnologia, delle prestazioni e del comfort.

GAZ 21 Volga

Il sedile reclinabile anteriore, la radio a tre bande, l’impianto di riscaldamento, il lavavetri, l’accendisigari: dotazioni che nel 1956 erano rivoluzionarie e che testimoniano la capacità di ripresa dell’economia Russia nel dopoguerra.

La Gaz 24 Volga non era da meno: un’auto spaziosa e confortevole, caratterizzata dal sedile anteriore unificato (poi modificato nel tempo, per introdurre le cinture di sicurezza). Progettata proprio per sostituire la GAZ 21, ne migliora diversi aspetti, come il comfort dello spazio interno, che poteva ospitare fino a 6 passeggeri.

GAZ 24 Volga - Chernobyl

Batteria auto: durata e prezzi per un controllo della vettura al top

batteria-auto

Tra gli elementi da mantenere sotto controllo per il corretto funzionamento della propria vettura, la batteria auto è uno dei più importanti perché consente non solo l’accensione del propulsore, ma anche il funzionamento dei servizi di bordo e l’illuminazione dell’abitacolo a vettura ferma.

Carica batteria auto

Quando parliamo di batteria auto intendiamo un dispositivo che consente l’accumulo di energia elettrica tramite un processo chimico. Sono presenti due elettrodi, uno positivo ed uno negativo, immersi in un elettrolita la cui funzionalità è quella di accumulare energia elettrica e rilasciarla sotto forma di corrente continua.

La batteria auto mantiene la carica sfruttando la potenza in eccesso del motore ed eroga una breve scarica di potenza della durata di alcuni secondi, per consentire l’accensione del motorino di avviamento.

Nei casi in cui si debba procedere alla carica della batteria auto, si deve preliminarmente conoscere il modello adottato sulla propria vettura. Questa informazione può essere reperita controllando direttamente la batteria auto, oppure consultando il sito internet della casa costruttrice della vettura.

Le batterie maggiormente presenti in commercio sono quelle al piombo-acido con elettrolita liquido, mentre le batterie AGM, completamente sigillate, sono meno presenti a meno che non vengano montate come pezzo personalizzato dopo l’acquisto della vettura.

Per poter procedere alla carica batteria auto sarà necessario dotarsi dei cavetti da utilizzare collegandoli ad una batteria funzionante. Si dovrà procedere collegando il cavetto rosso, con i morsetti sui poli positivi, prima alla batteria scarica e poi a quella carica, per poi collegare il cavetto nero, relativo ai poli negativi, sempre collegandolo prima alla batteria scarica e solo successivamente a quella carica.

La batteria auto carica trasmetterà l’energia a quella scarica e vi consentirà di mettere in moto la vostra auto per potervi poi recare presso un’officina e sostituire la batteria auto.

Batteria auto scarica

Se la batteria auto è scarica sarà impossibile accendere il motore della propria vettura girando semplicemente la chiave. In questo caso si potrà tentare o la partenza a spinta o utilizzare il metodo di carica della batteria tramite cavetti, come descritto sopra. L’impossibilità di accensione del motore non è l’unico segnale di batteria auto scarica.

Durata batteria auto

La batteria auto di una vettura appena acquistata ha una durata più lunga perché appena uscita di fabbrica. Solitamente la durata della batteria auto è di 4 o 5 anni, ma qualora si accusassero dei malfunzionamenti prima di questo periodo sarà necessario procedere alla sostituzione anticipata.

Batteria auto: prezzi

Non esiste un prezzo fisso per la batteria auto poiché molto dipende dalle prestazioni, come la portata. In media si parte da un minimo di 40 euro per arrivare sino a 200 euro. Al momento dell’acquisto della batteria auto sarà fondamentale sceglierne una di portata almeno pari a quella presente nel primo equipaggiamento.

Batteria auto: garanzia

Se la batteria auto acquistata dovesse rivelarsi difettosa, si ha diritto alla sostituzione del prodotto entro due anni e questo grazie al D.lgs n.24 del 2004 secondo cui: “Tutti i prodotti godono di 24 mesi di garanzia legale, sia si tratti di vizi o di difetti di conformità o mancanza di qualità promesse”

Se l’acquisto è effettuato da una impresa o da un soggetto possessore di partita IVA, che richiede la fattura, il termine della garanzia della batteria auto scende ad un anno dall’acquisto.

Sostituire batteria auto

I passi da seguire per sostituire la batteria auto sono i seguenti:

  • spegnere il motore dell’auto e disinserire la chiave;
  • togliere le coperture e allentare il morsetto negativo, contrassegnato dal colore nero, e successivamente compiere la stessa operazione con il morsetto positivo di colore rosso;
  • svitare le due viti del supporto della batteria e rimuoverlo;
  • rimuovere la batteria auto scarica ed inserire quella nuova;
  • collegare nuovamente i morsetti partendo prima da quello positivo per poi passare a quello negativo;
  • riposizionare le coperture ed avvitare il supporto della batteria.

Tutti i consigli per lavare gli esterni dell’auto

5 consigli per lavare gli esterni dell'auto

Vi siete mai chiesti come mantenere pulita l’auto come se fosse nuova? La prima cosa da sapere è che un lavaggio auto periodico è importante per evitare che lo sporco si incrosti, cosa che accade facilmente lasciando l’auto sporca sotto il sole nei mesi estivi.

Pulizia esterni auto: i primi passi

Prima di tutto, per effettuare un lavaggio auto accurato e a livelli professionali è necessario distinguere i vari tipi di sporco presenti sulla superficie dell’auto. In caso di sporco ostinato, si consiglia di rivolgersi ad un operatore professionista o all’autolavaggio.

L’auto si sporca normalmente in base al modo in cui viene utilizzata, alla stagione e al luogo in cui viene parcheggiata. Inoltre, i vari lati della vettura raccolgono diversi tipi di sporco. La parte frontale, ad esempio, è di solito la più sporca e viene intaccata da insetti e da altri oggetti che involontariamente si travolgono mentre l’auto è in moto. Per effettuare una corretta toilettatura dell’auto è necessario quindi utilizzare prodotti e tecniche specifici a seconda dello sporco.

Inoltre, In questo periodo di emergenza sanitaria a causa della diffusione del COVID-19 sono tante le precauzioni prese per cercare di contenere il contagio. In questo, la corretta pulizia dell’abitacolo della propria auto gioca un ruolo di primaria importanza. Per questo abbiamo raccolto alcuni consigli per la sanificazione dell’auto.

Lavaggio dell’auto a mano: si può fare?

Attenzione perché l’Articolo 15 del Codice della Strada stabilisce che lavare l’auto con l’uso dell’acqua in strada o in spazi privati è vietato per via dello scarico di sostanze inquinanti che possono inquinare l’ambiente. Questo quello che dice il codice: “Art. 15. Atti vietati. Su tutte le strade e loro pertinenze è vietato: (…) h) scaricare, senza regolare concessione, nei fossi e nelle cunette materiali o cose di qualsiasi genere o incanalare in essi acque di qualunque natura;”. Viceversa è consentito il lavaggio a secco con specifici prodotti.

Il discorso è diverso se si abita in campagna. Lavare spesso l’auto a mano aiuta a conservare meglio la carrozzeria nel tempo. C’è da considerare inoltre che una superficie liscia e pulita fa sì che lo sporco si attacchi con più difficoltà, poiché scivola via. Il primo step per ottenere un buon lavaggio dell’auto a mano consiste nell’ammorbidire tutto lo sporco trattandolo con un detergente neutro.

Una volta ammorbidito, lo sporco va tolto dall’auto con un’apposita spugna pulita, sciacquandola spesso e partendo sempre dalla parte alta della vettura verso il basso.

Al termine del lavaggio è opportuno utilizzare abbondante acqua, meglio se depurata, in modo da eliminare qualsiasi residuo di shampoo o agenti chimici dalla carrozzeria.

Come lucidare l’auto

Una lucidatura eseguita in modo professionale ha inizio con la protezione, tramite nastro di carta adesivo, di tutte le parti in plastica non verniciate e le guarnizioni, in modo da non sporcarle con la pasta abrasiva. La lucidatura può essere effettuata a mano o con l’utilizzo di una lucidatrice su cui viene montato un apposito tampone in gomma morbida.

Si utilizza inizialmente una pasta abrasiva per la rimozione dei graffi superficiali e di tutti i segni e difetti eliminabili. Il secondo passaggio consiste nella lucidatura vera e propria, che si effettua passando in modo energico un polish o una cera lucidante su tutte le superfici verniciate, sia con la lucidatrice che con del cotone idrofilo nuovo, se si esegue a mano. Il polish, una volta essiccato, va necessariamente rimosso con cotone idrofilo a mano.

Lucidare l'auto

Come lucidare i fari dell’auto

Oltre ad essere poco gradevole a livello estetico, l’invecchiamento delle plastiche dei fanali anteriori compromette la funzionalità del gruppo ottico stesso. Quando un fanale è invecchiato non deve necessariamente essere sostituito. È possibile infatti lucidarlo, come si fa con la vernice, avendo cura di proteggere le zone attorno al fanale con il nastro adesivo.

Un risultato ottimale si ottiene con una pasta abrasiva a grana grossa e con una a grana più fine per la finitura, avendo cura di raffreddare spesso la superficie con una spugna e dell’acqua fredda.

Lucidare i fari dell'auto

Come togliere la resina dall’auto

Il modo più tradizionale per eliminare la resina dalla vernice è utilizzare dell’acqua molto calda e una spugna, avendo la pazienza di effettuare più applicazioni in modo da sciogliere la resina con il calore per poi eliminarla con la spugna. Sul mercato esistono inoltre prodotti formulati per sciogliere incrostazioni e resine, da utilizzare con attenzione e seguendo scrupolosamente le indicazioni fornite sulla confezione.

Se dopo aver lavato gli esterni della vostra auto, volete passare agli interni, leggete il nostro approfondimento su come lavare gli interni dell’auto.

Puoi trovare tutti gli accessori per la pulizia e la manutenzione dell’auto su ebay.it.

Consigli utili per pulire gli interni della propria auto

Consigli utili per pulire gli interni della propria auto

Dopo aver lavato con cura gli esterni dell’auto, come si fa a pulire bene gli interni dell’auto? La pulizia dell’auto, soprattutto degli interni, non sempre è facile. Bastano però alcuni pratici e semplici accorgimenti per ottenere risultati ottimali, scacciare i cattivi odori e igienizzare a fondo l’abitacolo.

Inoltre, In questo periodo di emergenza sanitaria a causa della diffusione del COVID-19 sono tante le precauzioni prese per cercare di contenere il contagio. In questo, la corretta pulizia dell’abitacolo della propria auto gioca un ruolo di primaria importanza. Per questo abbiamo raccolto alcuni consigli per la sanificazione dell’auto.

Il primo strumento? L’aspirapolvere

L’aspirapolvere è l’accessorio ideale per iniziare a pulire gli interni, poiché consente di eliminare lo sporco superficiale in pochi secondi. Prima di utilizzarla, tuttavia, è fondamentale eliminare eventuali rifiuti presenti, quali sassi, rametti, foglie e quant’altro potrebbe bloccarsi all’interno del tubo. Un trucco per rendere la pulizia ancora più efficace consiste nel cospargere i tappetini, e i sedili, di bicarbonato. Lasciarlo agire per circa 30 minuti e, solo successivamente, passare l’aspirapolvere sulle parti interessate.

Un punto difficile da pulire è la zona posta sotto i sedili che, tra l’altro, è destinata a raccogliere innumerevoli briciole e una quantità elevata di polvere. Rimuovendo i tappetini, portando avanti i sedili e ribaltandoli, si godrà di maggiore spazio di manovra. Per quanto riguarda le “guide”, è sufficiente ricorrere ad un pennello a setole dure, ideale per rimuovere briciole e piccoli detriti, da aspirare successivamente con l’aspirapolvere.

Cosa utilizzare per la pulizia dei tappetini?

Passando alla pulizia dei tappetini, e al lavaggio della tappezzeria dell’auto, è possibile scegliere tra un detersivo spray generico per tappeti e una soluzione “fai da te”. Per la preparazione di un detergente fatto in casa è sufficiente versare in un catino 250 ml di acqua, un paio di cucchiai di bicarbonato, alcune gocce di sapone per i piatti e un bicchiere di aceto di mele. Ovviamente, i tappetini dovranno essere rimossi dall’auto prima di procedere. Una volta passata la soluzione strofinate con una spazzola con setole dure. Proseguite con il risciacquo e concludete appendendo i tappetini per l’asciugatura.

Nel caso in cui sulla superficie siano presenti macchie “pesanti” (ad esempio quelle d’olio), meglio optare per un prodotto specifico. Contro la formazione di muffa cercate di non esagerare con le quantità.

Lavere vetri

Pulire i sedili auto

Se per i sedili è sufficiente il detersivo fatto in casa, suggerito nelle righe precedenti, una maggiore attenzione è richiesta quando i sedili stessi sono rivestiti in pelle. In tal caso, la soluzione più indicata è rappresentata da un detergente apposito per questo delicato rivestimento. La tappezzeria in pelle, infatti, non gradisce i detersivi tradizionali, che potrebbero rivelarsi troppo aggressivi, rovinandola irrimediabilmente. Come alternativa è consigliato un panno in microfibra inumidito.

Parabrezza, finestrini e specchietti: come pulirli

Anche in questo caso un detersivo fai da te può rappresentare un rimedio efficace contro lo sporco. In un secchio occorrerà miscelare 3 litri d’acqua, due tazze colme d’alcol e una di bicarbonato. Dopo aver immerso uno straccio in questa soluzione, strizzarlo e passarlo sui vetri, cercando di compiere movimenti verticali (o orizzontali), e controllando di non lasciare aloni. Quando l’abitacolo avrà raggiunto il grado di pulizia desiderato ricordatevi di inserire del bicarbonato nel vano posacenere; così facendo verranno assorbiti in poche ore eventuali cattivi odori.

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Lavere vetri

Lavaggio auto: meglio quello a mano o presso un autolavaggio?

Lavaggio auto: meglio quello a mano o presso un autolavaggio?

Per avere cura della propria autovettura non è sufficiente soltanto procedere alla manutenzione delle componenti meccaniche del veicolo, ma è anche fondamentale effettuare il lavaggio auto con regolarità, così da preservare la carrozzeria ed curare gli interni e avere una macchina dall’aspetto brillante.

Sono numerose le modalità con le quali è possibile effettuare il lavaggio auto e la scelta dipende sia dal tempo che si può e vuole dedicare a questa operazione, che dal costo della stessa.

Prima di andare avanti con i diversi consigli sul lavaggio auto, è importante una precisazione: si può lavare l’auto in quarantena? Sicuramente sì, ma bisogna utilizzare alcune accortezze: ad esempio, lavare l’auto in strada è illegale. Vediamo quindi tutto quello che devi sapere per dedicarti alla pulizia della tua macchina senza incorrere in denunce o sanzioni.

INDICE
Autolavaggio a mano
Autolavaggio in strada
Autolavaggio e Coronavirus
Autolavaggio self-service
Lavaggio auto a secco
Lavaggio auto a vapore
Lavaggio auto automatico
App per il lavaggio 

Il lavaggio auto a mano è senza dubbio la scelta più economica perché sarete voi stessi ad occuparvi della pulizia della carrozzeria e dell’abitacolo. Sarà sufficiente dotarsi di acqua, spugna, sapone liquido, detergente per vetri, un’aspirapolvere ed un panno in microfibra, per compiere questa operazione.

Procedete al lavaggio in una zona ombreggiata per evitare che il rapido asciugarsi del sapone lasci aloni e, una volta effettuato il risciacquo, procedete ad asciugare la carrozzeria con un panno in microfibra, evitando di lasciare residui di acqua.

Lavaggio auto: meglio quello a mano o presso un autolavaggio? 1

Completato l’esterno potete passare alla pulizia dell’abitacolo, utilizzando un normale aspirapolvere dotato anche di una punta sottile per rimuovere le impurità dagli spazi più angusti. Successivamente, provvedete a detergere il lato interno dei vetri, così da ottenere una visibilità impeccabile.

In questo periodo di emergenza sanitaria a causa della diffusione del COVID-19 sono tante le precauzioni prese per cercare di contenere il contagio. In questo, la corretta pulizia dell’abitacolo della propria auto gioca un ruolo di primaria importanza. Per questo abbiamo raccolto alcuni consigli per la sanificazione dell’auto.

LEGGI ORA: Patente, revisione, collaudo, RC Auto: tutte le novità del decreto Cura Italia per gli automobilisti

Ma dove lavare la macchina? Forse non tutti sanno che l’articolo 15 del Codice della Strada stabilisce che lavare l’auto in strada, ma anche in spazi privati, è illegale: questo perché si riverserebbero inevitabilmente nella rete fognaria numerose sostanze inquinanti (come saponi e le polveri che si depositano sulle parti meccaniche dell’auto). In caso di controlli si rischiano sanzioni fino a 92 euro.

Attenzione poi se si vive in un condominio: numerosi regolamenti condominiali, infatti, vietano l’utilizzo dell’acqua e degli spazi comuni per lavare la propria auto.

Il lavaggio auto a mano è senza dubbio il modo più economico di pulire la propria vettura, ma anche quello più faticoso. Chi volesse evitare di stancarsi nel compiere questa operazione, può portare la propria auto presso un autolavaggio.

Gli autolavaggi, secondo quanto stabilito dalle misure del Governo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, sono inseriti tra le attività produttive necessarie ad offrire un servizio a chi deve spostarsi per lavoro o altre necessità. Ecco perché gli autolavaggi, inclusi quelli self service e quelli dei benzinai, possono rimanere aperti in questo periodo di lockdown. Ovviamente ogni gestore può decidere in piena autonomia se tenere aperta o meno la propria attività.

Chi si sposta per attività lavorative dimostrabili, quindi, può recarsi all’autolavaggio per la pulizia del proprio veicolo: parliamo ad esempio di tassisti, autisti NCC ed operatori sanitari.

Per tutti gli altri automobilisti, lavare la macchina non rappresenta una necessità inderogabile: in caso di controllo delle Forse dell’Ordine, quindi, si rischia una multa dai 400 ai 3.000 euro, più la maggiorazione di un terzo prevista per chi è alla guida di un’auto senza un reale motivo di necessità.

L’autolavaggio self service è una via di mezzo tra il lavaggio auto a mano e l’autolavaggio. Sono numerosi, infatti, i punti dove è possibile usufruire di tutto l’occorrente per pulire rapidamente la propria vettura, spendendo davvero poco. Nell’autolavaggio self service sarà sufficiente comprare i gettoni necessari per compiere tutte le operazioni di pulizia, quali prelavaggio, risciacquo, pulizia cerchi etc…, risparmiando tempo e fatica rispetto ad una operazione compiuta esclusivamente a mano.

Lavaggio auto: meglio quello a mano o presso un autolavaggio? 2

Il lavaggio auto è sempre stato inteso come quel procedimento di pulizia della vettura che necessità di acqua per compiere tale operazione. In realtà è possibile effettuare questa procedura senza l’ausilio dell’acqua. In questo caso si parla di lavaggio auto a secco.

Questa tipologia di lavaggio auto è possibile grazie ad alcuni prodotti di recente commercializzazione che non necessitano di risciacquo e contengono al loro interno dei polimeri che aggrediscono lo sporco. Questi prodotti sono a base d’acqua e non danneggiano la carrozzeria poiché contengono cere emulsionate, ed inoltre non lasciano alcun tipo di alone. Per effettuare il lavaggio auto a secco sarà sufficiente spruzzare il prodotto sulla carrozzeria e stenderlo con un panno in microfibra, per poi passare nuovamente il panno ed ottenere una pulizia ancora più approfondita.

Secondo quanto dispone il Codice della Strada, il lavaggio a secco dell’automobile è consentito in casa, purché si utilizzino prodotti specifici.

Lavaggio auto: meglio quello a mano o presso un autolavaggio?

Altra metodologia di lavaggio auto che consente un notevole risparmio di acqua è il lavaggio auto a vapore. Con questo sistema si pulirà in modo brillante la carrozzeria della vettura, senza danneggiarla e senza utilizzo di saponi o altri detersivi chimici. Ulteriore vantaggio è la diminuzione dei tempi di pulizia di circa il 30% rispetto al lavaggio auto tradizionale e la netta diminuzione dei tempi di asciugatura.

Ultima alternativa presente è il lavaggio auto automatico. Il sistema di pulizia tramite rulli è utilizzato da decenni ma spesso è guardato con diffidenza per paura che i rulli possano graffiare la carrozzeria della propria vettura. Per evitare brutte sorprese affidatevi ad un lavaggio auto che abbia rulli con fibre sintetiche in grado di rimuovere lo sporco senza aggredire la carrozzeria, e che utilizzi detergenti di qualità.

Per chi invece vuole semplicemente un’auto lavata risparmiando tempo e sforzi, ecco una speciale lista di App per aiutare anche l’automobilista inesperto o un po’ pigro a occuparsi di questo compito. Si possono infatti trovare servizi che permettono di lavare l’auto a domicilio agendo nel contempo nel rispetto dell’ambiente grazie a prodotti eco sostenibili.

Wash Out

Wash Out è un servizio di lavaggio auto e moto a domicilio. Il lavaggio è eseguito a mano con prodotti 100% ecologici che permette di prenotare dove e quando richiederlo. Il costo del lavaggio varia in base alle dimensioni del veicolo ed è possibile selezionare un lavaggio interno, esterno o completo. Disponibile attualmente a Milano, Roma, Torino e Firenze.

Data la situazione sanitaria, Wash Out ha momentaneamente sospeso la propria attività, per garantire la sicurezza dei propri dipendenti e clienti.

Mister Lavaggio

Mister Lavaggio è il primo sistema di lavaggio auto a domicilio che si prenota tramite applicazione mobile. Con Mister Lavaggio è possibile richiedere la pulizia della propria auto senza spostarla neanche di un metro, ovunque ci si trovi. Il sistema, infatti, non prevede l’utilizzo di acqua o energia elettrica, ma viene effettuato con l’ausilio di un prodotto innovativo, esclusivo, certificato ed ecosostenibile, che garantisce il massimo risultato.

Lavygo

Lavygo, l’app disponibile per Google Play e iTunes Store, è attiva solo a Roma e permette di prenotare facilmente un lavaggio specificando giorno, fascia oraria e una posizione indicativa del veicolo che rimane anche aggiornabile successivamente. Una volta che il lavaggio viene accettato dall’operatore, l’app informa l’utente in tempo reale durante tutte le fasi del servizio e propone anche un notiziario meteo utile nei mesi invernali per pianificare al meglio il giorno del lavaggio.

Washora

L’app consente, in modo semplice e veloce, di richiedere un lavaggio auto dove si desidera: basta scaricare l’app e scorrere l’elenco delle strutture convenzionate. Il lavaggio manuale, realizzato da washer professionisti, viene effettuato senz’acqua e senza lasciare residui, e garantendo risultati migliori rispetto al lavaggio tradizionale. Washora permette di ricevere fattura e ha convenzioni con aziende e hotel.

Lavaggio auto: meglio quello a mano o presso un autolavaggio? 3

Quali sono le auto diesel che consumano meno?

Citroën C3

Il mondo automotive sta affrontando un cambiamento epocale con i costruttori impegnati nell’ampliare la loro offerta di veicoli elettrificati, ma nell’attesa che le vetture a zero emissioni diventino una vera e propria alternativa di mobilità, le auto diesel si dimostrano ancora la scelta ideale per chi percorre parecchi chilometri l’anno. Quali sono le auto che consumano meno? Vediamo allora quali sono le auto diesel che consumano meno attualmente in commercio.

INDICE
Scegliere un’auto diesel oggi
Classifica auto diesel che consumano meno
Qual è l’auto diesel italiana che consuma meno?

Nonostante ci si trovi in un periodo storico nel quale le auto diesel vengono considerate il male assoluto, è altrettanto vero che la ricerca tecnologica effettuata dai costruttori ha consentito di avere motori a gasolio con bassi livelli di emissioni in grado di far impallidire le vetture a benzina di qualche anno fa.

La scelta di una vettura alimentata a gasolio è da sempre la preferita per tutti quei soggetti costretti a percorrere numerosi chilometri l’anno e, di conseguenza, impegnati a tenere a bada i costi di gestione.

I costruttori, tuttavia, si stanno lentamente allontanando da questa tipologia di propulsori a seguito delle sempre più stringenti normative in materia di emissioni, mentre i proprietari di auto diesel, anche di recente costruzione, si trovano spesso ad affrontare blocchi del traffico privi di logica. Nonostante questa piega presa dal mondo automotive, abbiamo deciso di analizzare le migliori auto diesel che consumano meno.

E’ possibile stilare una classifica delle auto diesel che consumano meno? Certamente! Basta controllare i dati dichiarati dai vari costruttori per farsi un’idea.

Al primo posto spicca la Citroen C3. La vettura francese, giunta alla sua terza generazione e proposta adesso sul mercato con un leggero restyling, è offerta con l’ottimo 1.5 BlueHDi da 100 CV che le consente di percorrere 29,41 km/l, per un consumo medio di 3,4 litri ogni 100 chilometri.

Segue a ruota un’altra vettura francese decisamente piena di fascino, la Peugeot 208. La citycar transalpina può fregiarsi del recente titolo di Auto dell’Anno conquistato grazie ai numerosi contenuti tecnologici e ad una linea particolarmente riuscita. Il motore 1.5 BlueHDi da 100 CV promette una percorrenza media di 28,57 km/l, pari ad un consumo di 3,5 litri ogni 100 chilometri.

Terzo gradino del podio delle auto diesel che consumano meno per una delle vetture maggiormente apprezzate dal mercato italiano, la Dacia Sandero. L’utilitaria low cost proposta dalla Casa rumena controllata dalla Renault ha colpito nel segno non solo per il prezzo contenuto, ma anche grazie al suo motore 1.5 BluedCi da 75 CV in grado di assicurare una percorrenza media di 27,7 km/l pari a 3,6 litri per 100 Km.

Sfiora il podio per pochissimo un’altra vettura francese, la Citroen C4 Cactus. La Casa del Double Chevron ha proposto sul mercato una berlina controcorrente, figlia di un design audace e ricercato e dotata di un comfort in linea con le grandi ammiraglie del passato. La Citroen C4 Cactus è una delle migliori auto diesel che consuma meno grazie al suo motore 1.5 BlueHDi in grado di promettere un percorrenza di 20,7 Km/l, pari a 3,7 litri ogni 100 Km.

La top five delle auto diesel che consumano meno vede la presenza della Ford Fiesta al quinto posto. La best seller della Casa dell’Ovale Blu si è rinnovata nello stile, proponendosi adesso con una silhouette contemporanea ed aggressiva, e si conferma una delle vetture diesel più parche grazie al motore EcoBlue da 85 CV in grado di assicurare percorrenze nell’ordine dei 3 litri per 100 Km.

La classifica della tuo diesel che consumano meno appena stilata vede la Citroen C3 al vertice grazie a percorrenze che sfiorano i 30 Km/l, ma chi volesse acquistare una vettura tricolore può rivolgere le proprie attenzioni alla Fiat 500L.

La monovolume di casa FCA declina su un corpo vettura importante lo stile vintage della 500 ed offre ampio spazio e versatilità. I motori MJT sono da sempre un fiore all’occhiello della Casa sia per affidabilità che per consumi e proprio quest’ultimi  sono da tenere in stretta considerazione se si percorrono molti chilometri.

Il listino della Fiat 500L vede la presenza sia di un 1.3 da 95 CV che di un 1.6 da 120, ma se siete alla ricerca di un’auto diesel che consuma meno orientatevi verso la prima proposta grazie ad un valore pari a 4,3 litri per 100 Km.

Manutenzione auto: come farla ripartire dopo lo stop da Coronavirus

Come caricare la batteria della macchina? Ecco i 3 step da seguire

Tempo di quarantena e di pausa forzata. Almeno per la stragrande maggioranza degli italiani, costretti a casa e lontano dalla propria auto, ferma anch’essa in garage o parcheggiata in strada. Ma cosa conviene fare per ritrovare la macchina in buona salute una volta finito il periodo di emergenza sanitaria? Ecco alcuni consigli utili.

LEGGI ORA: Patente, revisione, collaudo, RC Auto: tutte le novità del decreto Cura Italia per gli automobilisti

I consigli per fare ripartire l’auto dopo un lungo periodo di fermo

Se l’auto rimante ferma a lungo, può capitare di riscontrare qualche problema al momento dell’accensione, sopratutto se il veicolo è un po’ avanti negli anni. Ecco che cosa consigliamo di fare:

  • Caricare la batteria se scarica
  • Controllare la pressione
  • Fare un pieno di benzina/diesel “premium”
  • Lavare l’auto

Scopriamo i dettagli.

Il sintomo principale della batteria scarica è la mancata accensione dell’auto . Qualora la messa in moto richieda più tempo del normale o, ancora, se le spie di anomalia presenti nel cruscotto rimangono, significa che è giunto il momento di cambiarla. Se ci si trova con la batteria auto scarica si può cercare di ricaricare il dispositivo per poter tornare alla guida della propria vettura.

La prima cosa da fare nel momento in cui ci si appresterà a rimettere in moto l’auto è controllare la pressione delle gomme. Questo perché una lunga sosta, inevitabilmente, comporta una variazione a livello di gonfiaggio pneumatici, che oltre a diminuire il comfort di marcia, può incidere anche sulla sicurezza, andando a modificare in modo significativo l’aderenza. Le pressioni corrette si trovano indicate nel libretto di uso e manutenzione dell’auto.

Altra cosa da fare: un bel pieno di carburante “premium”: 100 ottani o gasolio “costoso” per i turbodiesel. Questo perché in questo modo si ha una combustione migliore, che aiuta a smaltire eventuali sporcizie o residui accumulati durante il periodo di stop forzato.

Infine, sarebbe buona cosa dare una bella lavata alla vostra vettura, dentro e fuori.  Il lavaggio auto a mano è senza dubbio la scelta più economica perché sarete voi stessi ad occuparvi della pulizia della carrozzeria e dell’abitacolo. Sarà sufficiente dotarsi di acqua, spugna, sapone liquido, detergente per vetri, un’aspirapolvere ed un panno in microfibra, per compiere questa operazione.

Procedete al lavaggio auto in una zona ombreggiata per evitare che il rapido asciugarsi del sapone lasci aloni e, una volta effettuato il risciacquo, procedete ad asciugare la carrozzeria con un panno in microfibra, evitando di lasciare residui di acqua. Attenzione però: vi ricordiamo che l’autolavaggio in strada come negli spazi privati è proibito dall’articolo 15 del Codice della Strada.

In questo periodo di emergenza sanitaria a causa della diffusione del COVID-19 sono tante le precauzioni prese per cercare di contenere il contagio. In questo, la corretta pulizia dell’abitacolo della propria auto gioca un ruolo di primaria importanza. Per questo abbiamo raccolto alcuni consigli per la sanificazione dell’auto.

I consigli per tenere l’auto ferma per un lungo periodo

Se siete obbligati a lasciare l’auto ferma per un lungo periodo di tempo, è bene prendere qualche accorgimento prima per evitare poi brutte sorprese. Questi i nostri consigli:

  • Parcheggiare lontano dagli alberi
  • Se avete parcheggiato in piano, non tirare il freno a mano
  • Non staccate la batteria
  • Proteggete plancia e sedili con parasole

Vediamoli nel dettaglio.

Se avete un box privato o una rimessa al coperto è presto detto: non avete di che preoccuparvi. Se invece dovete lasciare l’auto sulle strisce (anche blu, visto che la sosta a pagamento è stata sospesa in quasi tutte le città italiane), abbiate l’accortezza di non piazzarvi sotto gli alberi o molto vicino alle rotaie del tram. Foglie, resina e regalini da parte di pennuti rinvigoriti dalla primavera da una parte e polvere dei freni dei mezzi pubblici dall’altra potrebbero causare non pochi inconvenienti a carrozzeria e superfici vetrate. Attenzione perché i danni potrebbero essere anche permanenti, soprattutto su certe vernici particolarmente delicate. Meglio andare un po’ più lontano da casa e fare due passi ma lasciare l’auto in un posto meno rischioso.

Sempre sul tema, ricordate poi di parcheggiare in piano, lasciando inserita una marcia bassa – meglio la prima o la retro – ma senza tirare il freno a mano. Questo, infatti, agendo meccanicamente su dischi o tamburi, lasciato in funzione per molto tempo potrebbe bloccarsi, restando attaccato anche una volta abbassata la leva e rovinando il sistema frenante una volta che si deciderà di ripartire. È lo stesso rischio che si corre quando si incappa in temperature molto rigide ma… non è il periodo.

Staccare la batteria? Ci sono diverse scuole di pensiero. Il nostro suggerimento è quello di non staccarla, soprattutto se l’auto è recente, potrebbe infatti causare danni alla centralina. Se la vostra vettura ha più di 5/10 anni e decidete di staccare la batteria, però, ricordatevi due cose. Prima di tutto, recuperate prima il codice dell’autoradio, in modo da non ritrovarsi con il sistema resettato. E poi, valutate il rischio di disinserire (staccando la batteria questo accade) sia le centraline (che comandano chiusura centralizzata, finestrini elettrici, apertura a pulsante) sia l’antifurto.

Al contrario: per evitare che la luce diretta del sole rovini plancia e sedili, meglio usare il caro vecchio parasole. Se manca e non potete procurarvelo, un lenzuolo piegato, un vecchio asciugamano da mare possono essere validi sostituti.