E’ arrivato il momento del restyling di metà carriera per la Mini Countryman, il modello più grande di casa Mini. Negli ultimi anni le vendite, in tutte le sue varianti, sono cresciute in modo esponenziale e oggi la Countryman incide sui volumi del marchio per il 30%. Di conseguenza, per il restyling è stato scelto il filone della continuità, per non perdere quelle caratteristiche che fino ad oggi hanno contribuito al successo del modello.
Piccoli interventi estetici
I ritocchi hanno interessato un po’ tutta la vettura, senza però stravolgere le proporzioni originali. Davanti cambia il disegno dei gruppi ottici a Led e le prese d’aria si fanno più pronunciate, dando all’insieme un carattere più deciso. Dietro, invece, si aggiorna il design dei fari, che ora sfoggiano la trama della bandiera inglese. Nuovo anche il paraurti, con elementi verticali che riprendono le forme delle prese d’aria anteriori.
Piccoli interventi hanno interessato anche gli interni. Qui la novità più importante è rappresentata dal debutto del quadro strumenti digitale, offerto come optional. Si tratta dello stesso modello utilizzato sulla Cooper elettrica e sulla potente John Cooper Works GP, ma qui ha una grafica dedicata.
Benzina, Diesel o plug-in
Piccoli aggiornamenti arrivano anche dal fronte propulsori. Ora tutti i motori sono stati aggiornati per rispettare la vigente omologazione Euro 6 d-Temp. Per questo motivo, tutte le unità a benzina sfruttano ora il filtro antiparticolato, mentre i Diesel adottano l’Scr con AdBlue. La gamma dei benzina è attualmente composta dalla One da 102 CV, la Cooper da 136 CV e la Cooper S da 178 CV. Per chi preferisce i motori a gasolio troviamo invece la One D da 116 CV, la Cooper D da 150 CV e la Cooper SD da 190 CV.
Al top dell’offerta si posiziona la Mini Cooper SE Countryman ALL4, ovvero la variante plug-in da 220 CV, che grazie alla batteria da 9,6 kWh è in grado di percorrere fino a 61 km in modalità completamente elettrica.
Guidare rispettando il dettato del Codice della Strada deve essere sempre il primo principio cui ispirarsi quando si ci trova al volante della propria vettura. Tuttavia ci sono occasioni nelle quali si esagera, anche inconsapevolmente, con la velocità e si rischia di ricevere una multa anche salata. Per cercare di prevenire queste situazioni è possibile installare le app autovelox in grado di indicare in anticipo la presenza dei dispositivi fissi o mobili.
Lo smartphone è diventato ormai un compagno di viaggio inseparabile per ciascuno di noi, e tra le varie app, presenti sia nello store Apple che in quello Android, sono disponibili anche molte app autovelox totalmente gratuite.
Molte di queste sono incluse nelle app dedicate alla navigazione satellitare ed offrono una comodità ulteriore perché consentono non solo di seguire le indicazioni stradali, ma anche di venire a conoscenza con avvisi sonori e visivi della presenza di autovelox.
Migliore app autovelox
Riuscire ad indicare quale sia la migliore app autovelox non è semplice data la corposa offerta presente sul mercato, ma è comunque possibile indicarne alcune tra le più valide presenti sugli store dei vari dispositivi.
Waze è senza dubbio una delle app autovelox più apprezzate dagli utenti sia per la sua precisione nel calcolare il percorso meno trafficato, sia per la grande condivisione di informazioni proprio da parte degli utilizzatori che consente di essere sempre aggiornati sulla eventuale presenza di autovelox.
Altra app autovelox molto utilizzata, e presente praticamente di default su tutti gli smartphone android, è Google Maps. Il navigatore del colosso statunitense è utilizzabile anche per muoversi a piedi o con i mezzi pubblici, ma chi lo sfrutta come navigatore per l’auto ha potuto apprezzare non solo i continui aggiornamenti ma anche le indicazioni sulla presenza di autovelox e T-Red.
L’offerta di app autovelox non si esaurisce qui. Negli store Apple e Android sono infatti presenti altre app autovelox gratis valide.
Tra queste si segnala TomTom Navigatore GPS – Traffico e Autovelox. Questa app, oltre ad essere una delle più apprezzate come navigatore satellitare, è anche utilissima per individuare la presenza di autovelox. L’app segnala inoltre l’eventuale superamento limite di velocità su un determinato tratto di strada e funziona anche in background.
Ultima, ma non per importanza, è Autovelox fissi e mobili. Il nome dice già tutto e la app è dotata di una interfaccia semplice ed una grafica in grado di fornire informazioni chiare e precise. Anche questa app autovelox è in grado di avvisare l’utente anche se sta lavorando in background, così come già visto con Waze, le segnalazioni della presenza dei dispositivi è costantemente aggiornata tramite la community degli utenti.
Tutte le app di cui abbiamo parlato sino ad ora, ed elencato in base alla popolarità, sono anche delle ottime app autovelox autostrada.
App autovelox fissi e mobili gratis
Non sono soltanto le quattro elencate sopra le più interessanti app autovelox presenti online. Negli store dei vari dispositivi si possono infatti scovare altri programmi molto scaricati come Radarbot.
Questa app autovelox avvisa immediatamente il guidatore della presenza di autovelox fissi, mobili, rilevatori di galleria, postazioni tutor e semafori controllati da fotocamere oltre a fornire indicazioni sempre aggiornate sul traffico.
Il tachimetro registra e visualizza i diversi limiti di velocità a cui attenersi e permette di stabilire un proprio limite e di impostare manualmente un avviso acustico che si attiva ogni volta che il limite di velocità impostato viene superato.
App autovelox autostrada
Le app autovelox di cui abbiamo parlato sino ad ora sono utili non solo per essere avvisati della presenza di questi dispositivi sulle strade cittadine, ma anche sulle autostrade.
Inoltre, proprio chi percorre con una certa frequenza i tratti autostradali può beneficiare dell’installazione delle app autovelox e tutor così da evitare di rischiare di pagare multe anche salate e perdere punti patente.
Ricordiamo, infine, che le app indicate in precedenza sono compatibili con la maggior parte dei dispositivi in commercio in quanto gli sviluppatori hanno creato sia app autovelox per android auto che app autovelox iphone.
L’Italia dell’auto e dei motori si sta faticosamente buttando alle spalle i difficili mesi di lockdown. Marzo e aprile, a causa della chiusura di stabilimenti produttivi e concessionarie, hanno fatto registrare numeri da profondo rosso con le immatricolazioni che sono scese rispettivamente dell’85 e del 98%.
Ma come ripartire? Noi di automobile.it ce lo chiediamo in un convegno virtuale aperto al pubblico, chiamato AutomotiveLab, che vedrà la partecipazione di Davide Archetti, General Manager di automobile.it. L’iniziativa, che si terrà il 18 giugno, è stata organizzata dalla rivista Auto in collaborazione con Corriere dello Sport – Stadio, Tuttosport e automobile.it e si pone l’obiettivo di esplorare criticità ed opportunità del rilancio del settore.
Iscriviti gratuitamente e partecipa all’evento, troverai numerose stanze per approfondire le tematiche, ascoltare dibattiti, partecipare a workshop.
Alla giornata interverranno numerosi addetti ai lavori. Oltre al già citato Davide Archetti, anche responsabili di associazioni di categoria, manager dell’automotive, rappresentanti delle istituzioni, docenti universitari e illustri esponenti del mondo della finanza e dell’economia.
Temi concreti e interazione con il pubblico
Tra conferenze e workshop tematici si affronteranno questioni concrete, dal futuro dei concessionari alla necessità di apportare modifiche alla viabilità urbana, dalla diffusione delle infrastrutture a sostegno della mobilità elettrica ai vantaggi offerti dalle nuove tecnologie. Al convegno, i cui dettagli su date e modalità di accesso saranno resi noti a breve, il pubblico potrà avere anche un ruolo attivo. Una serie di moderatori, infatti, selezionerà ledomande poste dall’audience e le sottoporrà agli esperti.
Le proposte dell’Unrae
Quello dell’automotive è un comparto trainante per l’economia italiana. Tra produttori, filiera e indotto, si calcola che valga tra il 9 e il 10% del Pil: per questo motivo sostenere il settore significa dare vero slancio alla ripresa post-Coronavirus. Le proposte non mancano. L’Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Veicoli esteri) chiede che si intervenga su tre fronti, aumentando il fondo previsto per l’Ecobonus e allargando le agevolazioni anche ad una terza fascia di veicoli con emissioni di CO2 comprese tra i 61 e il 95 g/km, allineando il peso fiscale sulle auto aziendali a quello di altri paesi europei e eliminando per tutto il 2020 l’ecomalus.
L’ACI chiede incentivi alla rottamazione
All’Unrae fa eco l’Automobile Club d’Italia, che in linea con quanto sostenuto all’associazione dei costruttori stranieri ritiene che un incentivo alla rottamazione di vetture e veicoli commerciali con immatricolazione Euro 0, 1, 2 e 3 permetta di accelerare il rinnovamento del parco circolante con un duplice beneficio, economico e ambientale. Senza dimenticare che le auto nuove sono anche più sicure e che una misura di questo tipo porterebbe benefici anche a livello sociale, con meno sinistri e conseguenze meno gravi in caso di incidente.
Le Case concordano
A sostegno di Aci e Unrae arrivano anche i manager delle Case, che vedono nella serie di misure richieste l’unica via di uscita da una crisi che bisogna mettersi alle spalle al più presto. Numerose sono le voci che sperano che con il Decreto Rilancio e iniziative successive il governo ponga maggiore interesse al comparto nel suo complesso. Non resta che partecipare ad AutomotiveLab per scoprire tutti i dettagli.
Quando ci si mette alla guida della propria auto, è fondamentale che tutti i dispositivi presenti siano sempre efficienti in modo da garantire una totale sicurezza a chi si trova alla guida. Tra i vari elementi da controllare, per avere costantemente una visibilità ottimale, non si devono mai sottovalutare le spazzole tergicristallo. Se, infatti, le spazzole tergicristallo sono particolarmente usurate, al momento del loro utilizzo in caso di pioggia il parabrezza, ed anche il lunotto posteriore, non verranno puliti adeguatamente e, di conseguenza, la visibilità risulterà compromessa. Questa guida vuole quindi aiutare l’automobilista a capire come cambiare i tergicristalli in modo semplice e rapido.
Prima di procedere all’acquisto delle nuove spazzole sarà fondamentale avere ben chiare le misure delle spazzole tergicristallo. Questi elementi, infatti, variano in base alla differente tipologia di auto e alle differenti ampiezze del parabrezza. Bisogna inoltre ricordare come la dimensione della spazzola lato guida differisce di qualche centimetro da quella riservata al lato passeggero.
Le misure delle spazzole tergicristallo potranno essere prese sia manualmente, sia tramite una veloce ricerca sui vari siti web. Una volta individuate, si potranno acquistare i nuovi elementi e procedere al cambio tergicristalli.
Come cambiare le spazzole tergicristallo
Effettuato l’acquisto, è giunto il momento di cambiare le spazzole tergicristallo. Cambiare i tergicristalli è una operazione che può essere compiuta dal rivenditore presso cui si sono acquistate le spazzole, ma data la semplicità della stessa il tutto si può effettuare anche da soli.
In questo caso bisogna alzare entrambi i braccetti dei tergicristalli, mantenendoli fermi in posizione verticale. Successivamente si deve poi cercare il punto in cui la spazzola si collega al braccetto. Trovato questo elemento, con una mano si dovrà tenere fermo il braccetto mentre con l’altra si potrà procedere a smontare il tergicristallo.
Come smontare le spazzole tergicristallo e montare le nuove
Una volta che le spazzole tergicristallo ormai usurate saranno state tolte dal braccetto, si potrà procedere al montaggio dei nuovi elementi. Anche in questo caso l’operazione è semplice da effettuare. Bisognerà soltanto far scorrere le nuove spazzole nel braccetto, compiendo in questo caso una operazione opposta allo smontaggio, e successivamente procedere ad una leggera rotazione sino a quando non si sentirà uno scatto che indicherà che il cambio tergicristalli è stato effettuato correttamente.
Come cambiare la spazzola tergicristallo posteriore
Spesso si sottovaluta l’importanza della visibilità dal lunotto posteriore e si procede unicamente alla sostituzione delle spazzole tergicristallo anteriori tralasciando, invece, la sostituzione del tergicristallo posteriore. Per evitare di compiere questo errore, in questa guida verrà spiegato anche come cambiare la spazzola tergicristallo posteriore.
Anche in questo caso bisognerà prendere con precisione le misure della spazzola. Se questa è intercambiabile, l’operazione durerà pochi secondi. Bisognerà infatti sollevare il braccetto per poi sganciare la spazzola e inserire il nuovo prodotto, mentre se la spazzola non è intercambiabile si dovrà comprare l’intero braccetto, svitare il vecchio dal supporto, e avvitare infine il nuovo elemento.
Quando cambiare le spazzole tergicristallo
Le spazzole tergicristallo sono elementi realizzati in gomma e quindi sono soggetti all’usura dovuta agli elementi esterni. Uno dei principali nemici delle spazzole è il sole. L’azione dei raggi UV, infatti, è il nemico principale delle spazzole tergicristallo, ma non il solo. Anche l’acidità della pioggia e lo smog contribuiscono a deteriore le spazzole.
Per capire quando i tergicristalli, si dovrà quindi prestare attenzione ai segnali provenienti dalle stesse. Se, infatti, al momento del loro utilizzo in caso di pioggia, il parabrezza o il lunotto posteriore non saranno puliti a dovere e verranno lasciati dei segni sugli stessi, significa che le spazzole tergicristallo sono ormai usurate e devono essere sostituite.
C’è aria di novità in casa Alfa Romeo, che dopo aver lanciato il Model Year 2020 su Giulia e Stelvio, annuncia un’altra importante novità per i suoi due modelli di punta. Si tratta del nuovo propulsore 2.0 turbo benzina da 250 CV. Una potenza “intelligente” che rappresenta uno scalino intermedio fra le già disponibili varianti da 200 e 280 CV. Il suo punto di forza? I consti di gestione più contenuti, rientrando nella potenza limite del superbollo.
Meno potente, ma più economica
Con 30 CV in meno alla variante più potente del 2.0 disponibile sia per la Giulia, sia per la Stelvio, la nuova variante da 250 CV assicura un risparmio annuo superiore ai 400 euro sui costi di gestione. L’unità viene offerta nel solo allestimento Veloce su entrambi modelli.
Questo si caratterizza per i cerchi in lega da 19 pollici, l’estrattore posteriore più pronunciato e i sedili sportivi negli interni. Il 2.0 da 250 CV, inoltre, sulla Giulia viene abbinato alla sola trazioneposteriore, mentre sulla Stelvio alla sola trazione integrale Q4.
Dotazioni e prezzi
Dall’ultimo Model Year 2020 inoltre, le nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio 2.0 da 250 CV ereditano la rinnovata dotazione di sicurezza, che può contare sulla presenza del Cruise Control Adattivo, del sistema di mantenimento della corsia e naturalmente sulla frenata automatica d’emergenza.
I prezzi restano allineati a quelli della variante da 280 CV. Per la Giulia il listino si apre da 57.900euro, mentre per la Stelvio da 65.200euro.
Contenuto realizzato in collaborazione con Auto No Problem
Auto No Problem lancia la campagna di prevenzione “Driver in Sicurezza” in modo da permettere a tutti gli utilizzatori di un’auto di poter viaggiare durante la Fase 2 in totale sicurezza.
Il progetto nasce per supportare i clienti che utilizzano un veicolo a Noleggio a Lungo Termine nella fase del post lockdown in modo che durante la ripartenza possano essere ridotti al minimo i rischi di contagio a causa di una non corretta prevenzione durante l’utilizzo di un veicolo.
Un kit da tenere sempre in auto
Ne abbiamo parlato con Tommaso De Bortoli – CEO di Auto No Problem – per capire come è nata l’esigenza e la volontà di creare un kit per la prevenzione dei Driver che si trovano costretti a uscire dagli uffici per questioni legate alla vendita o alla rappresentanza della propria azienda.
“In un momento storico dove il mercato auto (di cui fa parte anche il Noleggio a Lungo Termine) ha fatto registrare una flessione di oltre il 90% abbiamo pensato che dovevamo fare qualcosa che potesse essere veramente utile e permettesse alle aziende di far ripartire la mobilità delle proprie risorse viaggianti senza perdere troppo tempo.
Il Kit è componibile da una selezioni di prodotti per sanificare la vettura e per igienizzare le mani che sono sempre a contatto con elementi potenzialmente compromettenti in termini di contagio:
Bomboletta spray contro virus e batteri da aprire in auto per sanificare sia l’ambiente sia il sistema di ricircolo dell’aria
Gel igienizzante da 100 ml
Salviette igienizzanti ALX per pulire le zone di contatto esterne del veicolo
Gel igienizzante da 500 ml o uno spray igienizzante da 200 ml
Grazie a questo kit le aziende che hanno dei veicoli – non necessariamente a Noleggio a Lungo Termine con Auto No Problem – possono ripartire nella Fase 2 del Covid-19 con la giusta prevenzione dimostrando grande attenzione alla salute di tutta la forza lavoro che lavora in mobilità.
Dopo solo 15 giorni dal lancio di questa campagna, commenta De Bortoli, abbiamo ottenuto dei risultati molto interessanti, molti dei nostri clienti hanno subito aderito, inoltre, abbiamo avuto un ordine di 1000 kit da un’azienda che era non nel nostro portafoglio clienti.
Vogliamo essere un esempio nel settore del Noleggio a Lungo Termine, infatti, Auto No Problem donerà parte del ricavato alla Fondazione Ospedale Pediatrico Mayer per sostenere il difficile momento che le strutture sanitarie si trovano ad affrontare in questo periodo storico.
Rilanciare il settore automotive con il Noleggio a Lungo Termine
Anche se non ci siamo quasi mai fermati in questo momento la richiesta di auto è ancora molto distante dal numero di richieste di inizio anno, mentre, la nostra divisione Furgone No Problem (specializzata nel Noleggio a Lungo Termine su Furgoni e Veicoli Allestiti) sta ricevendo molte richieste di contatto soprattutto su veicoli frigo o coibentati e ciò dimostra che il food delivery ha potenzialmente tutte le caratteristiche per affermarsi come soluzione di successo anche fuori dalle grandi città che lo utilizzano ormai da qualche anno, conclude De Bortoli.
In un mercato dell’auto che negli ultimi mesi ha fatto segnare una contrazione decisa, c’è un settore che non sembra soffrire alcuna crisi, quello dei crossover. Questa particolare tipologia di vetture ha ripreso il meglio dei SUV, ovvero la carrozzeria in stile station wagon basata su assetto rialzato ma, a differenza di questa categoria, le dimensioni sono decisamente più compatte ed adatte anche nel traffico cittadino.
Le motorizzazioni disponibili per questo segmento di auto è vario, ma oltre ai modelli alimentati a benzina e diesel, nel corso degli anni si sono fatti strada con molta forza anche i crossover gpl. Grazie a questa doppia alimentazione, infatti, è possibile usufruire di costi di gestione irrisori, dovuti al costo del carburante, e non dover sottostare ad eventuali blocchi del traffico nei centri cittadini spesso riservati alle vetture diesel.
In questa guida andremo a scoprire nel dettaglio alcuni tra i migliori nuovi crossover gpl presenti in commercio, analizzando sia le caratteristiche tecniche che i prezzi di listino.
Tra i crossover economici gpl di maggior successo sul mercato non può mancare in questo elenco la Dacia Duster gpl. La vettura rumena ha riscosso un grande successo tra quella ampia fetta di automobilisti che bada più alla sostanza che all’apparenza e che pone il prezzo di acquisto quale fattore determinante nella scelta di un’auto.
La crossover GPL del marchio Dacia si presenta con dimensioni tipiche del segmento. La lunghezza, infatti, sfiora i 4 metri e 40, mentre l’altezza di 180 centimetri la rende imponente alla vista. Decisamente capiente il bagagliaio che vanta, con il divanetto posteriore in posizione, una capacità di carico di ben 445 litri.
L’abitacolo è semplice ma non economico. Il disegno degli interni è essenziale, le plastiche utilizzate sono rigide e resistenti, ma non manca un tocco di modernità conferito dal monitor dell’infotainment ben integrato a centro plancia.
Gli esterni hanno una aspetto massiccio e gradevole. Il muso presenta una ampia mascherina dal design articolato e fari squadrati perfettamente integrati, mentre i passaruota ben marcati sottolineano la vocazione da crossover gpl della vettura.
La versione con doppia alimentazione benzina – gpl si basa sul 1.0 TCe in grado di erogare 101 cavalli. Abbinato esclusivamente alla trazione anteriore, questo propulsore si rivela adeguato alla massa della vettura rumena.
Quattro gli allestimenti disponibili, Essential, Comfort, Prestige ed il nuovo Techroad, mentre i prezzi si rivelano decisamente concorrenziali. La versione base parte da 14.050 euro, e questo dato ne fa uno dei miglior crossover GPL, mentre la top di gamma è offerta a 17.550 euro.
Nissan Juke GPL
La Nissan Juke GPL è stata una scommessa vinta da parte della casa giapponese. Il crossover, infatti, si è presentato sul mercato nel 2010 con uno stile decisamente controcorrente che ha fatto subito breccia tra quegli automobilisti alla ricerca di una vettura dal look stravagante e dalle dimensioni compatte ed ideali soprattutto in città.
Nonostante la parentela con la sorella maggiore Qashqai, la Nissan Juke gpl si mostra con un corpo vettura compatto. La lunghezza complessiva, infatti, è leggermente superiore a quella di una berlina del segmento B, 4 metri e quattordici centimetri, mentre il look da crossover è garantito dall’altezza di 177 centimetri.
Il design ardito degli esterni, ed un passo di soli tre centimetri superiore ai due metri e mezzo, impongono qualche sacrificio ai passeggeri posteriori, mentre la capacità del bagagliaio di 354 litri è ottimale anche per le gite fuori porta.
Gli interni dellaNissan Juke gpl sono freschi e giovanili e richiamano l’eccentricità degli esterni. La plancia presenta linee morbide ed avvolgenti. Il cruscotto, ben leggibile da dietro il volante, presenta due elementi circolari al cui interno sono racchiusi contachilometri e contagiri, mentre tra questi due è inserito il computer di bordo. Al centro della stessa spicca il piccolo monitor dell’infotainment al di sotto del quale trovano spazio i comandi del climatizzatore. Le plastiche delle portiere, delle bocchette di aerazione e del tunnel centrale possono essere scelte in tinta con la carrozzeria per donare maggiore personalità agli interni.
L’esterno della Nissan Juke crossover a GPL è senza dubbio molto personale. Il frontale presenta una doppia linea di fari. Quella superiore, affilata e sottile, è posizionata sopra i passaruota, mentre quella inferiore, tonda, è posta ai lati del paraurti ed aumenta il senso di imponenza del muso. La fiancata è altrettanto originale. La zona riservata all’abitacolo sembra separata dal corpo vettura ed il merito di questo effetto è da attribuire al disegno dei passaruota decisamente marcato. Anche il retro del crossover gpl non lascia indifferenti grazie ai piccoli fari a boomerang ed al portellone sporgente.
La gamma motori della Nissan Juke prevede oltre alle classiche scelte benzina e diesel, anche la possibilità di optare per la doppia alimentazione benzina – gpl. In questo caso l’unico motore disponibile è il 1.6 da 116 cavalli. Questo propulsore è fluido anche se la ripresa non mette i brividi, come nella maggior parte delle auto alimentate a gpl.
Chi sceglie la Nissan Juke gpl opta per questo modello non solo per lo stile, ma anche per i costi di gestione più bassi rispetto agli analoghi modelli dotati di motori benzina o diesel. I consumi dichiarati dal costruttore giapponese sono di 11,5 Km/l nei tragitti urbani, di 10,4 Km/l in quelli extraurbani e 12,2 Km/l come valore medio.
La nuova generazione della Nissan Juke è proposta solo con motori benzina, quindi chi fosse interessato alla vettura giapponese dovrà guardare il mercato del crossover gpl usato o il mercato dei crossover gpl Km 0.
Sono tre gli allestimenti presenti in listino per uno dei miglioricrossover gpl. La versione di partenza, denominata Visia, offre di serie aria condizionata e cerchi in lega, mentre la top di gamma, Business, include anche il navigatore satellitare, i sensori di parcheggio, i vetri oscurati e la telecamera.
Nissan Micra GPL
Fuori dal segmento dei crossover gpl, ma validissima alternativa per chi volesse una vettura del segmento B dal grande fascino, troviamo la Nissan Micra gpl.
La berlina giapponese ha rinunciato alle forme tondeggianti che hanno caratterizzato le ultime generazioni per passare ad un design fatto di linee nette ed affilate decisamente più apprezzato dal pubblico europeo.
I 4 metri di lunghezza fanno rientrare la Micra a pieno titolo tra le migliori auto del segmento B, ed il passo di poco superiore ai 2 metri e mezzo regala una buona abitabilità anche ai passeggeri posteriori.
L’abitacolo è davvero ben realizzato con plastiche e rivestimenti che appagano sia la vista che il tatto. Positiva la possibilità di personalizzare la plancia ed altri elementi interni con materiali che richiamo il colore della carrozzeria.
Gli esterni si fanno subito notare per un design molto aggressivo. Il frontale è caratterizzato dal muso dove spicca la nuova calandra a “V” e dai fari dal taglio cattivo, mentre la fiancata è molto movimentata grazie ad una linea di cintura che, specialmente all’anteriore, crea un bel gioco di contrasti in corrispondenza del passaruota per poi risalire verso la coda e conferire ulteriore carattere.
L’ampia gamma di motori vede la possibilità di scegliere anche per l’alimentazione a GPL, riservata esclusivamente al mercato italiano. In questo caso il propulsore utilizzato è il 0.9 tre cilindri turbo in grado di regalare una potenza di 87 cavalli che si rivela adeguato alla vettura e regala un brio inaspettato alla guida.
I prezzi partono da 16.450 euro per la versione nell’allestimento Start, per poi salire a 17.550 euro nella versione Plus, sino a toccare quota 18.800 euro per la top di gamma denominata Max.
Kia Picanto GPL
La Kia Picanto non può rientrare nella categoria dei crossover gpl, ma si conferma una scelta eccellente, nella versione con doppia alimentazione, per chi è alla ricerca di una vettura agile, scattante, spaziosa ed adatta alla guida cittadina.
Le dimensioni della Kia Picanto gpl sono decisamente ridotte. La lunghezza misura soltanto tre metri e sessanta, ma lo spazio interno è stato sfruttato sino all’ultimo millimetro dagli ingegneri della casa ed il passo di 2 metri e 40 centimetri regala una buona abitabilità anche ai passeggeri posteriori.
Gli interni sono decisamente moderni. Il disegno della plancia è piacevole, così come le plastiche utilizzate per il rivestimento, ed al centro della stessa spicca un ampio monitor da 7’’ dedicato all’infotainment, mentre il look degli esterni è altrettanto contemporaneo ed aggressivo.
Il frontale vede la presenza della classica mascherina rettangolare sviluppata a tutta larghezza ed abbracciata da grandi fari dal disegno “cattivo”, mentre la zona del paraurti è occupata dalla grande bocca dedicata al radiatore. Molto pulita la fiancata, anche se i passaruota sono ben evidenziati così da sottolineare la grinta della piccola coreana, mentre il posteriore è altrettanto piacevole grazie al disegno a “C” rovesciata dei fari che ben si integra con il portellone.
La versione con doppia alimentazione benzina – gpl si basa sul motore 1.0 litri aspirato in grado di regalare 65 cavalli ed adeguato alla massa contenuta della vettura.
Tre gli allestimenti disponibili in listino. La versione di partenza, City, offre di serie l’aria condizionata, mentre la top di gamma, Cool, include nel prezzo di partenza anche i cerchi in lega, il cruise control, i sensori di parcheggio, la telecamera e l’integrazione per gli smartphone Apple e Android.
I prezzi per la Kia Picanto gpl partono da 13.000 euro, per poi passare a 13.900 euro per la versione Urban, ed arrivare a 15.750 euro per l’allestimento XLine.
Kia Sportage GPL
Tra i crossover a GPL maggiormente apprezzati sul mercato non può non citarsi la Kia Sportage. La vettura della Casa coreana si è rivelata un autentico successo commerciale, ed il merito è in gran parte da addebitare al centro stile Kia che è riuscire a vestire la Sportage con un abito elegante ed allo stesso tempo aggressivo.
Le proporzioni, infatti, sono ben bilanciate ed anche il recente restyling cui è stata sottoposta la crossover GPL della Casa coreana non ha intaccato il fascino.
Tra le varie alimentazioni disponibili, quella a GPL rappresenta il giusto mix tra costi di gestione contenuti e praticità di utilizzo. Il crossover a GPL è infatti disponibile con il propulsore 1.6 Ecogpl in grado di erogare 126 cavalli di potenza ed associato alla trazione anteriore.
Tre gli allestimenti disponibili: Urban, Business Class e Style. I prezzi partono da 26.750 euro per arrivare ai 29.750 della versione top di gamma.
Mitsubishi ASX GPL
Altro crossover a GPL decisamente interessante presente sul mercato è la Mitsubishi ASX. La vettura giapponese si è profondamente rinnovata nel look ed adesso si presenta con un design squadrato ed imponente che fa subito comprendere l’influenza orientale del centro stile.
Ciò che colpisce al primo sguardo è senza dubbio il muso della vettura. I sottili fari a LED sono integrati sapientemente nel disegno della mascherina, mentre una seconda linea di proiettori, dal design quadrato e divisi in quattro elementi, è inserita in un alloggiamento dedicato ai lati del paraurti.
La Mitsubishi ASX si fa notare anche perché è uno dei pochi crossover 4×4 GPL presenti sul mercato.
Spulciano il listino del costruttore giapponese, infatti, si nota come sia presente un unico propulsore, il 2.0 litri da 150 CV, ma questo può essere abbinato sia alla trazione anteriore che a quella integrale.
I prezzi della Mitsubishi ASX partono da 24.300 euro sino ad arrivare a quota 32.900 per l’allestimento Instyle 4×4.
Renault Captur GPL
Una delle proposte più interessanti nel panorama dei crossover a GPL è senza dubbio la Renault Captur.
La vettura francese, basata sulla medesima piattaforma della Renault Clio, è giunta alla seconda generazione ed ha mantenuto praticamente inalterato il fascino della prima serie.
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Renault Captur
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Renault Captur Ibrida: esterni
Renault Captur Ibrida: interni
I designer della Casa transalpina, infatti, non hanno voluto stravolgere delle linee particolarmente ben riuscite ed hanno optato per pochi ritocchi che hanno riguardato la fanaleria anteriore e posteriore adesso più affilata ed in linea con il design complessivo.
Nel listino della Renault Captur la versione alimentata a GPL si basa sull’ottimo 1.0 benzina 3 cilindri in grado di erogare una potenza di 101 CV.
Gli allestimenti disponibili sono 4: Life, Zen, Intens e la novità Business. I prezzi partono da 18.500 euro, mentre per la versione top di gamma si parte da 22.500 euro.