Portabici auto: tipologie e montaggio

Il portabici per auto: quale scegliere e come montarlo

Affrontare percorsi immersi nella natura in sella ad una bicicletta è una delle attività preferite da migliaia di italiani, ma per molti di questi sarebbe impossibile raggiungere queste mete senza avere la possibilità di trasportare il proprio mezzo a due ruote su un portabici per auto. In commercio ne esistono di differenti tipologie in grado di assecondare ogni esigenza ed ogni fascia di prezzo.

 INDICE
 Portabici auto posteriore
 Portabici auto tetto
 Il gancio traino
 Prezzi portabici auto/a>
 Come montare il portabici auto

Uno dei modelli più comuni di portabici auto è quello posteriore che viene fissato direttamente sul portellone della vettura e rimane stabile grazie ad una serie di ganci che si inseriscono nelle fessure dello stesso. Con questa tipologia di portabici auto è possibile trasportare sino a 3 biciclette contemporaneamente e grazie alle cinghie fornite in dotazione le due ruote saranno agganciate in modo ancora più saldo al portabici.

Altra tipologia di portabici auto molto apprezzata dagli amanti delle due ruote ed in commercio da parecchio tempo è il portabici da tetto. In questo caso sono presenti due traverse che percorrono tutta la larghezza del tetto dell’auto sulle quali andranno posizionate le biciclette. A seconda del modello prescelto sarà possibile posizionare la bicicletta sul telaio o sulla forcella, ma a prescindere da ciò la stabilità della bici sarà garantita dalle cinghie di ritenzione presenti nella dotazione di serie.

L’ultima tipologia di portabici auto disponibile in commercio è il gancio traino. Questo dispositivo, ovviamente, presuppone la presenza del gancio traino per poter essere adottato altrimenti sarà necessario acquistarlo a parte ed installarlo sulla propria vettura. Come si evince dal nome, questo portabici viene ancorato al gancio di traino, è possibile fissarlo con delle morse al telaio e consente di trasportare fino a 4 biciclette contemporaneamente. In commercio sono presenti modelli dalla semplice installazione ed anche specifici per le bici elettriche.

Abbiamo visto come in commercio esistano differenti tipologie di portabici auto e questa varietà di tecnologie disponibili comporta anche una varietà di prezzi. Il modello più economico è senza dubbio il portabici auto posteriore che viene offerto con prezzi a partire da poco inferiori a 60 euro a salire, mentre in una fascia di prezzo leggermente più alta, da 90 euro in su, troviamo i portabici auto da tetto. Chi non ha problemi di budget può considerare anche i portabici con gancio traino dato che il prezzo di acquisto per questi dispositivi è più impegnativo ed in media parte da 300 euro.

Non esiste un’unica guida con la quale si possa spiegare come montare il portabici auto perché ogni modello richiederà indicazione specifiche che saranno fornite all’interno della confezione del prodotto. Se, tuttavia, le difficoltà nel montaggio dovessero essere importanti si può decidere o di seguire un tutorial su YouTube o di acquistare un modello già assemblato.

GUARDA I NOSTRI VIDEO CON FJONA

Cose da sapere

Come funziona il portabici auto posteriore?

Il portabici posteriore che viene fissato direttamente sul portellone della vettura e rimane stabile grazie ad una serie di ganci che si inseriscono nelle fessure dello stesso. Con questa tipologia di portabici auto è possibile trasportare sino a 3 biciclette contemporaneamente.

Come funziona il portabici auto da tetto?

Il  portabici auto da tetto è composto da due traverse che percorrono tutta la larghezza del tetto dell’auto sulle quali andranno posizionate le biciclette. A seconda del modello prescelto sarà possibile posizionare la bicicletta sul telaio o sulla forcella, ma a prescindere da ciò la stabilità della bici sarà garantita dalle cinghie di ritenzione presenti nella dotazione di serie.

Come funziona il portabici auto con gancio traino?

Il portabici viene ancorato al gancio di traino, è possibile fissarlo con delle morse al telaio e consente di trasportare fino a 4 biciclette contemporaneamente. In commercio sono presenti modelli dalla semplice installazione ed anche specifici per le bici elettriche.

Opel Mokka, presentati i motori benzina e diesel

Opel Mokka, presentati i motori benzina e diesel 1

Ad un paio di mesi di distanza dal lancio della versione elettrica, la nuova generazione della Opel Mokka si mostra al mondo anche nelle varianti ad alimentazione tradizionale benzina e diesel, conservando lo stile lanciato dalla sorella “alla spina”.

Stile tutto nuovo

Il design degli esterni, così come degli interni, non subisce modifiche rispetto a quello portato al debutto a giugno dalla versione elettrica della Mokka. Il nuovo corso stilistico lanciato dal Suv compatto tedesco è fatto di linee tese che donano all’insieme un tocco molto futuristico. Più piccola rispetto alla generazione uscente, oggi la Mokka è lunga 4,15 metri, ovvero 12,5 centimetri in meno, ma guadagnando 2 millimetri nel passo assicura comunque una buona abitabilità interna e un bagagliaio con una capacità di 350 litri.

Opel Mokka, presentati i motori benzina e diesel 2

A proposito degli interni, anche qui i designer hanno lavorato di fino per staccare fortemente con il passato. Ora la plancia è dominata da due schermi affiancati, uno dietro il volante e uno al centro della plancia. Quest’ultimo, ovvero l’interfaccia touch del sistema di infotainment, può avere una diagonale di 7 o 10 pollici a seconda della versione scelta.

Due benzina e un diesel

Al capitolo propulsori, la nuova Opel Mokka risponde (oltre che con l’ormai nota unità elettrica) con due motori benzina e uno diesel. I primi sono due quattro cilindri di 1,2 litri sovralimentati disponibili con potenze di 100 CV in abbinamento al cambio manuale a sei marce, oppure di 130 CV sia con cambio manuale a sei rapporti sia con un automatico a otto marce. L’unico diesel a listino, invece, è rappresentato da un 1.5 da 110 CV abbinato a un manuale a sei marce.

Opel Mokka, presentati i motori benzina e diesel

Buoni i consumi dichiarati dal costruttore per tutte e tre le unità. Il benzina più piccolo assicura percorrenze medie di 4,6 l/100 km, che salgono a valori compresi tra 4,5 e 4,8 l/100 km nel caso della variante da 130 CV. Per chi macina chilometri la scelta migliore è quella di puntare sul diesel, che richiede solo 3,8 litri di carburante per percorrere 100 km.

Skoda Enyaq iV, l’elettrica per tutte le necessità

Skoda Enyaq iV, l'elettrica per tutte le necessità 1

La famiglia delle elettriche sviluppate sulla piattaforma MEB del Gruppo Volkswagen si allarga con l’arrivo di Skoda Enyaq iV. Il nuovo modello a impatto zero del costruttore boemo condivide molte delle componenti in uso sulle Volkswagen ID.3 e ID.4, ma mette in luce un carattere tutto suo a partire dal design.

Carattere forte

I designer Skoda hanno lavorato a fondo per dare alla Enyaq una forte identità propria, in grado di distinguerla dagli altri prodotti del Gruppo che nascono sulla medesima piattaforma, ma nel pieno rispetto del linguaggio stilistico del costruttore di Mlada Boleslav. Il frontale, ad esempio, è dominato dalla grande calandra a listelli verticali che, a richiesta può anche essere retroilluminata.

Skoda Enyaq iV, l'elettrica per tutte le necessità 3

Tanta poi la tecnologia a bordo. All’interno dell’abitacolo a farla da padrona è il sistema di infotainment che sfrutta come interfaccia uno schermo da ben 13 pollici posizionato nella parte centrale della plancia. Pochissimi i tasti fisici presenti a bordo e, inoltre, proprio sulla Skoda Enyaq fa il suo debutto  l’head-up display in realtà aumentata, offerto però solo come optional.

Oltre 500 km di autonomia

Ma l’elemento più importante sulla nuova Skoda Enyaq è rappresentato dalla possibilità che questa offre di scegliere fra diversi tagli di batteria, in modo da poter scegliere quella più confacente alle proprie necessità di spostamento. Si parte con la variante con batteria da 55 kWh e 108 kW di potenza per un’autonomia di 340 km. Subito sopra troviamo la variante 60 con batteria da 62 kWh e 132 kW per 390 km di autonomia. La batteria più grande è montata sulla versione 80. Ha una capacità di 77 kWh e assicura una potenza di 150 kW e un’autonomia di 510 km. Lo stesso taglio di batteria è utilizzato anche sulle versioni 80x e vRS. Sono entrambe dotate di doppio motore, la prima da 194 kW e la seconda da 220 kW, con autonomia in entrambi i casi di 460 km.

Skoda Enyaq iV, l'elettrica per tutte le necessità

La ricarica può avvenire in casa, sfruttando un impianto che va da 3 a 11 kW, mentre alle colonnine la Skoda Enyaq è in grado di arrivare fino a 125 kW, passando dal 5% all’80% della batteria più capiente in 38 minuti. I tecnici Skoda sono però già al lavoro per innalzare la capacità di ricarica, portandola fino a 250 kW.

Peugeot 3008, con il restyling diventa più tecnologica

Peugeot 3008, con il restyling diventa più tecnologica

A quattro anni dal lancio arriva il momento del restyling di metà carriera per la Peugeot 3008, che grazie a questo aggiornamento si arricchisce di nuove soluzioni tecnologiche in grado di rendere la vettura più connessa e “digitale”.

Nuova nello stile e nei contenuti

Ma le novità sono anche estetiche. I designer francesi, infatti, si sono concentrati soprattutto sulla parte frontale della nuova Peugeot 3008 dove ora spicca un’inedita calandra priva di cornice, le cui aperture vanno a “sfumare” verso i lati della vettura, in prossimità dei fari. Questi sono tutti nuovi e dotati di tecnologia Full Led su tutti gli allestimenti. Più contenuti gli interventi nella parte posteriore, dove è stato rivisto il disegno interno dei fari, anche questi ora dotati di tecnologia Led.

Peugeot 3008, con il restyling diventa più tecnologica 1

Novità anche all’interno dell’abitacolo della Peugeot 3008, che nonostante conservi le linee della serie precedente, porta ora al debutto una versione aggiornata dell’i-Cockpit e un nuovo sistema di infotainment con schermo touch da 10 pollici, compatibile con i protocolli di connessione Android Auto ed Apple CarPlay.

Ancora più sicura

Miglioramenti in arrivo anche sul fronte dei sistemi di assistenza alla guida. Tra questi fa il suo debutto il Night Vision (già presente su altri modelli del Gruppo PSA come la DS7 Crossback) ovvero un sistema a infrarossi che rileva i pedoni durante la guida di notte, ad una distanza che arriva fino a 250 metri. A questo poi si sommano naturalmente il cruise control adattivo, il sistema di mantenimento della carreggiata e la frenata automatica d’emergenza.

Peugeot 3008, con il restyling diventa più tecnologica 2

Nessuna novità, invece, sul fronte motori. Oltre alle due varianti ibride plug-in, una a trazione integrale con due motori elettrici da 300 CV e una a trazione anteriore con un motore elettrico da 225 CV, troviamo tra i benzina il 1.2 PureTech da 130 CV e il 1.6 PureTech da 180 CV. L’unico diesel disponibile, invece, è il 1.5 BlueHDi da 130 CV.

Hyundai Kona, con il restyling diventa più matura

Hyundai Kona, con il restyling diventa più matura

A tre anni da lancio la Hyundai Kona si aggiorna. Non una vera e propria nuova generazione, ma un profondo restyling che ha interessato non soltanto il design della crossover coreana, ma anche e soprattutto la gamma motori. Spicca ora infatti la presenza di diverse unità elettrificate e anche del nuovo cambio manuale con frizione elettroattuata.

Ancora più tecnologica

A livello estetico i cambiamenti sono evidenti. Cresciuta in lunghezza di 4 centimetri, la Hyundai Kona propone ora uno stile più moderno e affilato. Nel frontale rimane il sistema di illuminazione su due livelli, che ora però è più snello, mentre il disegno della grande calandra è stato completamente rivisto. Tutta nuova anche la vista posteriore, ora dominata dai fari completamente a Led.

Hyundai Kona, con il restyling diventa più matura 2

Tante le novità anche negli interni dove la leva del freno a mano lascia il posto ad un più moderno comando elettronico e, soprattutto, debutta un nuovo sistema di infotainment con schermo che, a seconda della versione scelta, può arrivare fino a 10,25 pollici, esattamente come avviene sulla nuova i20.

Arriva la NLine

Come dicevamo, le novità più interessanti sono quelle che si nascondono sotto il cofano. Qui trova ora posto un 1.6 diesel mild hybrid da 136 CV, tecnologia opzionabile anche sul benzina 1.0 T-GDI da 120 CV. Quest’ultima unità, inoltre, può essere scelta con la nuova trasmissione manuale iMT caratterizzata dalla frizione a comando elettronico: morbida nell’utilizzo in città e dotata di una funzione veleggio che permette di contenere i consumi. Resta a listino la full hybrid 1.6 GDI da 141 CV e debutta il potente 1.6 T-GDI benzina da 198 CV con cambio automatico doppia frizione sette marce e trazione integrale.

Hyundai Kona, con il restyling diventa più matura 3

L’ultima novità della Hyundai Kona restyling è rappresentata dal debutto dell’inedito allestimento NLine. Disponibile in abbinamento a tutti i motori a listino, dona una connotazione sportiva al modello grazie alle prese d’aria maggiorate, l’estrattore più pronunciato che ingloba il doppio scarico e le modanature dei passaruota in tinta con la carrozzeria.

Seat Ibiza, arriva il 1.5 TSI da 150 CV

seat ibiza esterni

In attesa che il brand Cupra ci metta le mani sopra, la Seat Ibiza amplia la sua gamma motori verso l’alto presentando una nuova unita pensata per chi cerca le prestazioni. Si tratta del 1.5 TSI da 150 CV, che sulla piccola spagnola viene abbinato di serie alla sola trasmissione automatica DSG.

Oltre i 200 all’ora

Il nuovo motore, che già equipaggia altri modelli del Gruppo Volkswagen di cui Seat fa parte, rappresenta per il momento l’unità più potente che è possibile montare sulla Ibiza. Grazie a questo, la piccola spagnola è in grado di toccare una velocità massima di 219 km/h, mentre per il momento il dato di accelerazione non è ancora stato reso noto.

seat ibiza esterni

Nonostante il carattere sportivo del propulsore, i consumi, stando ai dati dichiarati da Seat, restano piuttosto contenuti. Secondo il ciclo Wltp la Seat Ibiza 1.5 TSI da 150 CV ha un consumo medio compreso tra 5,6 e 6,4 l/100 km.

Estetica immutata

Nessuna novità sul fronte estetica e contenuti. Il debutto del nuovo propulsore, infatti, non ha portato con se altre modifiche. Le linee della carrozzeria della Ibiza restano quelle di sempre, fatta di tratti spigolosi che ne enfatizzano la vocazione sportiva.

seat ibiza esterni

 

Anche gli interni si confermano quelli di sempre, con lo schermo del sistema di infotainment a dominare la plancia e il quadro strumenti che, in base all’allestimento scelto può essere completamente digitale e con grafica personalizzabile.

Auto d’epoca: ecco come si valuta un usato

Come fare a stipulare un'assicurazione per l'auto d'epoca?

Se le moderne vetture usate tendono con il tempo a perdere il loro valore residuo, le auto d’epoca vivono (in molti casi) un processo inverso. Chi possiede una vettura che ha raggiunto o sta per raggiungere il 20esimo anno di età, infatti, potrebbe avere tra le mani un vero e proprio gioiellino. Dopo la classica svalutazione durante il loro ciclo vita, queste auto possono lentamente riacquistare valore.

Proprio per questo motivo, la valutazione del valore residuo di un’auto d’epoca deve essere quanto più accurata possibile. Attraverso il servizio di valutazione dell’usato online di automobile.it potete iniziare a farvi un’idea di quanto può valere la vostra storica per poi affinare la quotazione sommando valutazioni specifiche che vanno dallo stato di conservazione della carrozzeria, fino alla presenza o meno dei manuali di uso e manutenzione, giusto per fare un esempio.

Quotazioni auto epoca: fattori rilevanti

Se siamo in possesso di una vettura d’epoca, i fattori più rilevanti che ne determinano la valutazione sono: la storia, le condizioni generali (meccaniche ed estetiche), l’autenticità con la presenza di optional originali e la targa (proviamo a pensare alle vetture dotate ancora di targa nera). Un altro fattore che viene considerato molto importante in questo caso e l’identità del precedente proprietario. Se chi ha posseduto la vettura prima di noi è un personaggio noto, questo può far alzare il valore dell’auto.

Dopo quanti anni un'auto diventa d'epoca?

Attenzione poi ai restauri. Spesso quando si cerca di riportare un modello ai fasti originali, si rischia di commettere qualche piccolo errore che potrebbe comprometterne il valore. I modelli sottoposti a restauri conservativi, per i quali si sono utilizzati unicamente componenti originali, hanno indubbiamente un valore maggiore rispetto a quelli restaurati con pezzi non originali o addirittura non d’epoca.

LEGGI ORA: Guida all’acquisto di auto d’epoca

Come ottenere una valutazione auto epoca

Valutare una macchina d’epoca è un procedimento totalmente diverso da quello utilizzato per le vetture usate. Infatti, le quotazioni non si basano sulle richieste del mercato locale ed è preferibile non affidarsi a valutazioni effettuate da concessionari, privati e rivenditori.

Proprio per questo motivo conviene effettuare una prima quotazione online attraverso servizi come quello offerto da noi di automobile.it, per poi rivolgersi a qualche esperto del settore che analizzando i componenti della macchina e, conoscendone la storia, riuscirà a darvi una valutazione precisa della vostra auto. Ci sono comunque diversi siti italiani e non che raccolgono le valutazioni delle vetture d’epoca, fornendo una valutazione base da cui partire.

Certificato di rilevanza storica

Una tipologia particolare di auto d’epoca sono le cosiddette vetture storiche. Per essere catalogate come storiche, queste vetture devono essere iscritte all’Automotoclub Storico Italiano (ASI) e devono possedere il Certificato di rilevanza storica, un documento che attesta l’autenticità del veicolo. Quest’ultimo è un documento non obbligatorio ma allo stesso tempo indispensabile sia perché permette di effettuare la reimmatricolazione della vettura e la revisione ogni due anni, sia perché permette di ottenere diversi vantaggi a livello fiscale e assicurativo.

Quali sono le cinque gare di auto d'epoca più belle d'Italia?

Per ottenerlo, ad un costo di circa 100 euro, basta rivolgersi ad un centro ASI e compilare la modulistica dedicata e aspettare l’esito della valutazione della Commissione Tecnica. Qui di seguito, riportiamo le diverse sezioni presenti sul Certificato di Rilevanza storica che dal 2010 ha sostituito il certificato delle caratteristiche tecniche.

Informazioni contenute nel Certificato di rilevanza storica

  • Sezione I – dati del proprietario:
  • Sezione II – dati immatricolazione:
  • Sezione III – dati generali
  • Sezione IV – dati identificativi vettura (numero telaio-targhetta identificativa originaria)
  • Sezione V – dati tecnici
  • Sezione VI -sezioni non conformi

Le auto d’epoca più quotate

La regina di questa classifica in Italia è sicuramente la Fiat 500 nell’edizione prodotta tra il 1957 e il 1975. Il valore di mercato per questo modello originale si aggira intorno ai 10.000 euro.

Un’altra vettura d’epoca molto ricercata è la Porsche 911: la famosa sportiva della Casa di Stoccarda è sul mercato dall’ormai lontano 1963. Tra le altre vetture più quotate e ricercate in Italia troviamo l’Alfa Romeo Spider (1966-1994), l’Alfa Romeo Giulia (1962-1977) e l’Alfa Romeo Alfetta (1972-1984).

Una vittoria collettiva per il settore automobilistico italiano, che ha saputo costruire negli anni modelli che hanno fatto la storia e che sono diventati delle icone grazie al loro design unico e una meccanica studiata per esaltare il piacere di guida.