Mini Countryman Plug-In Hybrid: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Mini Cooper Countryman Plug-In Hybrid: prezzi, dimensioni e caratteristiche 13

La Mini Countryman Plug-In Hybrid SE All4, è stato il primo modello dell’iconico marchio britannico ad essere equipaggiato con un motore ibrido plug-in.  Oggi, il Suv inglese si aggiorna nello stile e nei contenuti, divenendo ancora più efficiente e rifacendosi il trucco di quel tanto che basta per rimanere al passo con i tempi, in attesa di passare alla nuova generazione. Comod e spaziosa, si muove con disinvoltura tanto tra le vie delle città, quanto sui percorsi extraurbani e grazie alla trazione integrale anche le gite lontano dall’asfalto non rappresentano un problema. Il tutto condito dalle tante agevolazioni fiscali alle quali questo tipo di alimentazione da accesso.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Mini Countryman Plug-in Hybrid:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 405/1.275 litri
 Alimentazioni Ibrida
 Classe 6D
 Cv/kW (da) 220/162
 Prezzo (da) 40.600 €

mini cooper countryman ibrida usate
mini cooper countryman ibrida usate

INDICE
Novità 2021
Dimensioni
Esterni
Interni
Motorizzazione
Configuratore
Consumi
Perché comprarla
Prezzo

Il restyling di metà carriera presentato a metà 2020 ha apportato diverse novità all’intera gamma della Mini Countryman. Nello specifico, oltre agli aggiornamenti estetici di rito, sulla versione ibrida plug-in è stato rivisto il powertrain sacrificando leggermente la potenza del motore endotermico a benzina, in favore di un’aumento della potenza di quello elettrico. Dopo questo restyling, la nuova generazione del Suv inglese dovrebbe arrivare su strada soltanto nel 2023.

La lunghezza di 4 metri e 30 centimetri rende la Mini Countryman Hybrid una vettura ideale sia per gli spostamenti cittadini che per i viaggi autostradali e consente a 4 passeggeri di viaggiare comodamente. Buon anche la capacità del bagagliaio, che in configurazione standard assicura una capienza di 405 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.300 mm
Larghezza 1.820 mm
Altezza 1.560 mm
Passo 2.495 mm

mini cooper countryman ibrida usate
mini cooper countryman ibrida usate

Anche con il recente restyling la Mini Countryman Plug-in Hybrid mantiene inalterato tutto il fascino tipico delle Mini. Negli esterni, la versione aggiornata del modello si riconosce in primis per i nuovi paraurti dal disegno rivisto, che ora nella parte anteriore propongono nuove prese d’aria di dimensioni leggermente più grandi e a sviluppo verticale. Nuovi anche i gruppi ottici che ora possono contare sulla moderna tecnologia full-Led e che in quelli posteriori ripropongono la trama della Union Jack.

Leggermente diverse sono anche le modanature in plastica nera che corrono tutt’intorno alla carrozzeria, mentre il disegno dei cerchi in lega è stato profondamente rivisto. Ora le misure disponibili vanno da 16 a 19 pollici. Inoltre, è possibile richiedere la finitura Piano Black per alcuni particolari esterni.

Molto leggeri anche gli interventi che hanno interessato l’abitacolo della Mini Countryman Plug-in. A spiccare su tutto è il sistema di infotainment con schermo da 8 pollici posizionato al centro della plancia, circondato dal grande Led Ring tipico del costruttore inglese. Nuovi sono anche i materiali tra i quali è possibile scegliere per i vari rivestimenti e inserti.

Tra i contenuti “tech” a debuttare con questo restyling troviamo anche il nuovo quadro strumenti che ora è completamente digitale. Viene proposto soltanto come optional ed è stato ereditato direttamente dalla versione elettrica della Mini Cooper. Tra i vari sistemi di assistenza alla guida sempre proposto in opzione, molto apprezzabile è l’Head-Up Display sul quale viene proiettata la velocità e anche tutte le informazioni ad esempio sulle chiamate in entrata che possono essere gestite con i comandi al volante.

 

Come dicevamo, il restyling ha apportato qualche leggera modifica anche al poweretrain della Mini Countryman ibrida. Per rispettare la vigente normativa Euro 6,  il tre cilindri turbo di 1.5 litri è passato da 136 a 125 CV, mentre è salita da 88 a 95 CV la potenza dell’unità elettrica. Questa è montata sull’assale posteriore garantendo così il funzionamento della trazione integrale. La potenza di sistema è così scesa da 224 a 220 CV, mentre la coppia massima è arrivata a 385 Nm. Ad alimentare la parte elettrica della Countryman plug-in, infine, provvede una batteria agli ioni di litio da 10 kWh in luogo di quella precedente da 7,6 kWh.

mini cooper countryman usate
mini cooper countryman usate

Sono tre gli allestimenti indicati nel listino della Mini Countryman Plug-in Hybrid:

  • Base: allestimento di accesso alla gamma, può comunque contare su una discreta dotazione di serie.
  • Hype: aggiunge una serie di dotazioni tecnologiche.
  • Business Phev: è la top di gamma, riconoscibile per i cerchi di gradi dimensioni e il maggior numero di sistemi di assistenza alla guida presenti di serie.

Base: la versione di partenza offre di serie Climatizzatore manuale, Interfaccia Bluetooth, Park Distance Control (PDC) posteriore, Radio MINI , interfaccia iPod, interfaccia USB e ingresso Aux, Cerchi in lega 17″ – Argento Imprint Spoke, Paraurti posteriore specifico Cooper S E, Bracciolo centrale anteriore, Display a colori da 6,5’’, Volante sportivo in pelle regolabile in altezza e profondità, ABS + EBD + CBC+ DSC III.

Hype: salendo di livello troviamo di serie Climatizzatore automatico bizona, Radio MINI Visual Boost, Barre al tetto e listelli minigonne color alluminio, Color Line Carbon Black, Selleria in stoffa Firework Carbon Black / Carbon Black – Sedili standard, Volante sportivo in pelle regolabile in altezza e profondità, Fari Bi-LED adattativi con funzione Cornering, Cerchi in lega 18″ argento Pair Spoke, Portellone posteriore automatico.

Business Phev: nella versione top di gamma sono inclusi nel prezzo di partenza Controllo automatico velocità, Cerchi in lega 17″ – Argento Imprint Spoke, Sensore pioggia,Cavo di ricarica pubblica max 7,4 kW, lunghezza 5m, Modanatura plancia e ellissi porte in Piano Black, Display touchscreen da 6,5″,Real Time Traffic Information, Prevenzione investimento pedoni,Prevenzione tamponamento con preattivazione freni, Riconoscimento segnaletica stradale, Fari Bi-LED adattativi con funzione Cornering, Interfaccia Bluetooth con ricarica Wireless, Active Cruise Control.

L’unione tra il motore termico da 1.5 litri e l’unità elettrica consente alla Mini Cooper Countryman Plug-in Hybrid di ottenere consumi particolarmente contenuti. Stando ai dati comunicati dalla casa sono sufficienti appena 1,9 litri di carburante per percorrere 100 Km, mentre l’autonomia in modalità completamente elettrica oscilla tra 55 e 61 km.

  • Stile: come tutte le Mini, anche la Countryman pone particolare attenzione al degn, tanto negli esterni quanto nell’abitacolo.
  • Trazione: grazie alle quattro ruote motrici ci si muove senza problemi anche sui terreni accidentati.
  • Ecologia: il powertrain plug-in del modello permette di contenere notevolmente il proprio impatto ambientale quando si viaggia.

Di seguito ecco il listino prezzi della Mini Cooper Countryman Plug-in Hybrid aggiornato al 2021:

Mini Countryman Plug-in Hybrid Prezzi
Mini Countryman SE ALL4 40.600 €
Mini Countryman SE ALL4 Hype 43.500 €
Mini Countrym SE ALL4 Business Phev 44.600 €

auto ibride usate
auto ibride usate

Novità Fiat 2021: tutti i modelli e le nuove uscite

Quando si parla di Fiat l’argomento scalda sempre il cuore degli automobilisti. La Casa torinese, ormai parte del Gruppo FCA, continua a rimanere leader nel mercato italiano grazie a successi commerciali come la Panda e la Punto, ma i sostenitori del marchio invocano a gran voce l’arrivo delle novità Fiat 2021 che possano raccogliere il testimone da vetture che sentono, inevitabilmente, il peso degli anni.

Vediamo quindi quali sono i nuovi modelli Fiat 2021, quelli più attesi, del nuovo anno.

INDICE
Novità Fiat 2021
Fiat Panda 2021
Fiat 500 2021
Fiat Tipo 2021
Migliori modelli Fiat 2021
Novità Lancia 2021

Dopo la fusione tra il Gruppo PSA e FCA tutti gli amanti del marchio italiano attendono con ansia l’arrivo di nuove Fiat in grado di ampliare una gamma che ormai sente il peso degli anni. Ecco le novità più attese per il 2021:

  • Fiat Panda 2021;
  • Fiat 500 3+1;
  • Nuove versioni di 500,500X e 500L;
  • Fiat Tipo 2021

La Fiat Panda  è stata sottoposta ad un leggero restyling per gli esterni e ad un profondo intervento di rinnovamento per gli interni che adesso vede la presenza di un monitor da 7’’ dedicato all’infotainment posto a centro plancia.

Tra i motori è stato annunciato l’ibrido benzina 3 cilindri 1.0 FireFly Hybrid da 70 CV, ma la gamma verrà presto ampliata con le alimentazioni metano e GPL. I prezzi partono da 13.900 euro.

La prima elettrica di casa Fiat è stata svelata anche in una inedita 500 versione 3+1 dove spicca la presenza di una piccola porta posteriore, presente solo dal lato passeggero, che si apre controvento per agevolare l’accesso al divanetto. Il powertrain elettrico da 118 CV promette percorrenze nell’ordine dei 360 Km. I prezzi partono da 31.900 euro.

Novità previste anche per la 500 con motore termico, che si è rinnovata nei primi giorni del 2021 con le versioni Cult e Connect.

La Cult rappresenta il nuovo entry-level della gamma 500, che prevede in dotazione di serie il climatizzatore manuale e il sistema UConnect, con radio Dab, Bluetooth e comandi al volante, il tutto a partire da un prezzo di listino di 15.500 euro.

Per la versione Connect spiccano invece alcuni accorgimenti estetici di serie come paraurti e minigonne presi in prestito dalla versione Sport, cerchi di lega e fendinebbia, mentre all’interno spiccano Radio DAB Uconnect da 7” con CarPlay™/Android Auto™ e Cruise Control. Il tutto a partire da 17.000 euro.

Disponibile in versione Cult anche la 500X, mentre sono disponibili in versione cross sono disponibili la 500L e 500X.

Il restyling ha donato alla Fiat Tipo un nuovo sguardo decisamente più grintoso rispetto al modello attuale e luci a LED. Tra i motori debutta il 1.0 3 cilindri Firefly da 100 CV e si conferma la presenza del diesel da 1.6 e 1.3 litri Multijet. I prezzi partono da 18.500 euro.

Interessante l’inedita versione Cross che amplia la gamma con un modello crossover, che strizza l’occhio agli amanti dello stile off road.

A livello estetico spiccano intorno alla carrozzeria fascioni in plastica nera preposti a proteggere la carrozzeria appunto, da piccoli urti o graffi. Non mancano poi delle skid plate nella parte frontale e in quella posteriore, oltre che le barre sul tetto e i cerchi in lega dal disegno specifico, con gomme dalla spalla maggiorata.

Gli interni della Fiat Tipo Cross sono gli stessi delle altre versioni a listino. Anche questi leggermente rivisti con l’ultimo restyling, si caratterizzano per la presenza al centro della plancia del nuovo schermo del sistema di infotainment che, nelle versioni maggiormente accessoriate, arriva ad avere una diagonale di 10,25 pollici.

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Fiat Tipo Cross-Fronte
Fiat Tipo Cross-Fronte

Non si può dire che nell’ultimo anno la gamma Fiat si sia ampliata a dismisura, ma il mercato ha sempre premiato il marchio italiano confermando una fedeltà costante soprattutto nel settore delle citycar e delle utilitarie. I modelli più venduti negli ultimi due anni sono stati:

  • Fiat Panda
  • Fiat Tipo
  • Fiat 500X

Il segmento C è senza dubbio uno dei più affollati del mercato, ma Fiat è riuscita a ritagliarsi un proprio spazio grazie alla Tipo. Declinata in 3 differenti versioni si rivela la scelta ideale per chi vuole una vettura spaziosa al giusto prezzo. I motori diesel Multijet sono ideali per chi deve effettuare grandi percorrenze. I prezzi partono da 17.750 euro.

Il settore dei crossover urbani continua invece a trainare il mercato e la Fiat 500X è uno dei modelli più apprezzati grazie all’ottimo mix tra linee vintage ed aspetto off-road. I motori disponibili in listino sono benzina, con potenze da 120 a 151 CV, e diesel da 1.6 litri. I prezzi partono da 21.000 euro.

Purtroppo gli amanti della Casa dovranno pazientare ancora prima di vedere dei nuovi modelli in listino. La fusione tra FCA e PSA potrebbe consentire al marchio Lancia di sfruttare le piattaforme già create dal colosso transalpino per presentare nuove vetture da affiancare alla Lancia Ypsilon. Le indiscrezioni più recenti parlano dell’arrivo di un B-SUV che potrebbe finalmente rilanciare il marchio, mentre per la Ypsilon è plausibile un restyling profondo mirato a ringiovanire un successo di mercato senza età.

 

 

Mercedes EQA, elettrica premium ma democratica

Mercedes EQA 10

Continua il processo di elettrificazione della gamma Mercedes e dopo la EQC la gamma di modelli completamente elettrici della Stella si amplia con l’arrivo della più piccola EQA. Realizzata sulla medesima piattaforma della GLA alimentata da propulsori “tradizionali” la EQA ha l’importante compito di ampliare verso il basso il bacino di utenza della elettriche Mercedes e per farlo punta su un prezzo di attacco di 50.190 euro iva inclusa, che le permettono di accedere agli incentivi statali e regionali in atto.

INDICE
 Il design
 Il powertrain
 La ricarica
 Prezzi e allestimenti

Sviluppata sulla medesima piattaforma modulare della GLA, la nuova Mercedes EQA ripropone le medesime proporzioni della sorella ad alimentazione tradizionale. Lunga 4,46 metri, larga 1,83 e alta 1,62 metri, propone uno stile in linea con il linguaggio stilistico della gamma EQ portato al debutto dalla più grande EQC. Nel frontale spicca la nuova calandra di grandi dimensioni dalla finitura nera lucida che ingloba anche i gruppi ottici con tecnologia Led. Struttura simile anche per la parte posteriore dove la scena è dominata dalla lunga striscia luminosa a Led che collega i due gruppi ottici.

Più tradizionali gli interni, che ricalcano fedelmente quelli della GLA, caratterizzati dal doppio schermo del sistema di infotainment MBUX. L’unica nota inedita è rappresentata dalla trama dedicata dei sedili, così come la finitura della porzione di plancia davanti al passeggero.

A spingere la nuova Mercedes EQA provvede un motore elettrico posizionato tra le ruote anteriori accreditato di una potenza di 190 CV e 375 Nm di coppia massima, a sua volta alimentato da una batteria agli ioni di litio dalla capacità di 66,5 kWh, che arriva a garantire un’autonomia massima di 426 km. Numeri che permettono alla EQA di scattare da 0 a 100 km/h in 8,9 secondi, mentre la velocità massima è autolimitata a 160 km/h.

Mercedes EQA 8

Come buona parte delle elettriche oggi in commercio, anche la Mercedes EQA può essere ricaricata sia in corrente alternata, sia in corrente continua. Nel primo caso si arriva fino a 11 kW, sfruttando una wallbox e in questo caso per una ricarica completa sono necessarie circa 6 ore. Se invece si sfrutta una colonnina si può caricare fino a 100 kW, e in appena 30 minuti è possibile raggiungere l’80% della capacità totale dell’accumulatore. La EQA, inoltre, è dotata di un sistema di recupero dell’energia in rilascio e frenata, la cui forza di intervento può essere regolata manualmente dal conducente agendo sui paddle dietro il volante.

La nuova Mercedes EQA viene proposta in sei allestimenti: Sport, Sport Plus e Sport Plus, ai quali si affiancano Premium, Premium Plus e Premium Pro, con una dotazione molto ricca fin dall’allestimento di accesso alla gamma. Gli ordini della nuova elettrica della Stella si apriranno il 4 febbraio e per dodici mesi sarà disponibile anche l’allestimento Edition 1, che si caratterizza per le finiture specifiche e una dotazione ancora più ricca. Il prezzo di partenza della EQA è di 50.190 euro. In un secondo momento rispetto a questa prima fase di commercializzazione, inoltre, arriverà anche una variante a quattro ruote motrici dotata di due motori elettrici.

 

 

Mild Hybrid: tutte le novità in arrivo nel 2021

Nissan Qashqai esterni

Ormai è una realtà conclamata. Non esiste costruttore che non stia puntando sull’elettrificazione della gamma e con questo termine indichiamo non soltanto l’offerta di veicoli 100% elettrici, ma anche ibridi.

La tecnologia adottata è ormai alla portata di tutti e le auto mild hybrid hanno letteralmente invaso i listini diventando la scelta preferita da quegli automobilisti alla ricerca di una giusto compromesso tra prestazioni e consumi.

INDICE
Mild Hybrid: come funziona
Auto Mild Hybrid 2021
Auto Mild Hybrid 2020
Mild Hybrid diesel
Mild Hybrid benzina

auto ibride usate
auto ibride usate

In commercio sono presenti differenti tipologie di motori ibridi, ma il mild hybrid è senza dubbio quello meno complesso da un punto di vista ingegneristico.

Questa tecnologia sfrutta un motore elettrico di piccole dimensioni che funge da alternatore/starter, motogeneratore e da supporto al propulsore termico nelle fasi di accelerazione. Durante le fasi di veleggiamento e frenata, il motore ad alimentazione tradizionale fa girare il motogeneratore, ricaricando così il pacco batteria di piccole dimensioni.

Grazie alla tecnologia mild hybrid, stando ai dati pubblicati dalle varie Case, è possibile ridurre di un 15% i consumi rispetto ad un modello analogo alimentato con un “tradizionale” motore a benzina o diesel.

ibride funzionamento
ibride funzionamento

Le Case non vogliono rinunciare assolutamente alla sempre più importante fetta di mercato rappresentata dalle motorizzazioni mild hybrid e per questa ragione stanno sfornando modelli nuovi o aggiornamenti dotati di questa tecnologia. Scopriamo le novità più attese del 2021.

  • Nissan Qashqai
  • Kia Stonic
  • Seat Ibiza

Nissan Qashqai: ormai manca poco alla presentazione ufficiale della nuova, attesissima, generazione del Nissan Qashqai. Il SUV giapponese, vero e proprio leader del segmento, sarà realizzato sulla piattaforma CMF-C già utilizzata da Renault ed in grado di far risparmiare chili preziosi, mentre sotto il cofano farà il debutto un inedito motore 1.3 benzina con  tecnologia Mild Hybrid da 12 V.

Kia Stonic: per il crossover coreano arriva il momento del restyling di metà carriera, ma visto il successo commerciale non dovrebbero essere presenti stravolgimenti importanti nella linea quanto tra i motori dove arriverà una unità mild hybrid composta dal motore benzina 1.0 Smartstream associato al sistema a 48 Volt.

Seat Ibiza: anche per la iconica utilitaria spagnola il 2021 segnerà l’anno del restyling. La Seat Ibiza verrà modificata soprattutto nel frontale e nella coda, seguendo il family feeling già visto su Leon e Ateca, mentre sotto il cofano troveranno spazio motorizzazioni mild hybrid come il 1.0 eTSI già presente sulla Leon.

Il 2020 ha rappresentato un anno complesso per il mondo automotive ma non per questo la domanda di vetture mild hybrid si è arrestata. Questa tipologia di vetture ha raggiunto una quota di mercato del 26% confermandosi come solida realtà. Vediamo i modelli più interessanti.

  • Fiat Panda
  • Fiat 500
  • Suzuki Ignis
  • Suzuki Swift
  • Lancia Ypsilon
  • Ford Puma
  • Audi A5
  • Kia XCeed
  • Ford Kuga
  • Mazda 3

Fiat Panda: un classico che si rinnova. La Fiat Panda rimane ormai la preferita dagli italiani consolidando il suo primato di vettura più venduta nel 2020 e grazie all’introduzione di nuovi motori mild-hybrid da 70 CV può godere di particolari esenzioni oltre ad assicurare consumi contenuti.

Ford Puma: il crossover sportivo della Casa dell’Ovale Blu si è rivelato immediatamente un successo per Ford. Le ottime doti del telaio, condiviso con la Fiesta, ed uno stile molto aggressivo sono soltanto la ciliegina sulla torta delle versioni dotate di motorizzazioni mild-hybrid Ecoboost.

Mazda 3: la Casa giapponese ha realizzato senza dubbio una delle più affascinanti vetture di segmento C presenti sul mercato, ma oltre allo stile la Mazda 3 ha anche tanti contenuti. Sotto il cofano, infatti, spicca un 2.0 litri benzina associato ad una unità elettrica in grado di fornire 122 CV di potenza.

Chi pensa che la tecnologia mild hybrid sia esclusivamente associata ai motori benzina si sbaglia. Alcuni costruttori, infatti, hanno deciso di adottare questa soluzione anche con i motori a gasolio così da ottenere una notevole riduzione di emissione di CO2 oltre a consumi ancora più contenuti.

  • Hyundai Tucson
  • Audi S5
  • Kia Sportage

Hyundai Tucson: l’ultima nata in Casa Hyundai si caratterizza non solo per uno stile di rottura, ma anche per una inedita motorizzazione diesel mild hybrid. La Tucson stupisce per un look molto aggressivo del frontale con i fari mimetizzati all’interno della enorme mascherina, mentre sotto il cofano il 1.6 diesel è in grado di erogare 150 CV di potenza. I prezzi partono da 29.400 euro.

Audi S5: la coupè cinque porte della Casa tedesca è giunta alla sua seconda generazione ed adesso è una vettura ancora più matura nello stile e ricca di contenuti tecnologici. I tecnici Audi hanno deciso di dotare la top di gamma, la S5, di un potente V6 diesel da 3.0 litri abbinato ad una unità mild-hybrid in grado di scaricare a terra la bellezza di 341 CV e 700 Nm di coppia. 81.300 euro è il prezzo di partenza.

Kia Sportage: il SUV coreano è stato recentemente rinnovato nel design senza stravolgerne le linee che rimangono ancora oggi molto equilibrate e pulite. Per cercare di coniugare prestazioni e consumi è presente una interessante motorizzazione diesel mild-hybrid da 1.6 litri in grado di erogare 136 CV di potenza. I prezzi per la Kia Sportage ibrida partono da 28.500 euro.

Ben più ampia è la presenza di vetture mild-hybrid a benzina nei listini dei costruttori. La scelta dell’ibrido leggero si rivela la più sensata se si cerca un giusto compromesso tra prestazioni godibili e consumi contenuti senza essere vincolati alla ricarica alla spina delle plug-in.

  • Lancia Ypsilon
  • Ford Fiesta
  • Hyundai i30

Lancia Ypsilon: nonostante sia sul mercato ormai da parecchi anni, la terza generazione della Lancia Ypsilon non sembra subire il peso dell’età. Lo stile degli esterni è rimasto pressoché immutato, mentre le novità maggiori sono arrivate nella gamma motori con l’introduzione del mild-hybrid da 70 CV in grado di assicurare prestazioni adeguate all’utilizzo cittadino. I prezzi partono da 13.950 euro.

Ford Fiesta: l’utilitaria della Casa americana ha conquistato subito per uno stile rinnovato e decisamente piacevole oltre che per un telaio sapientemente messo a punto dai tecnici ed in grado di sposarsi alla perfezione con la nuova motorizzazione 1.0 Ecoboost mild-hybrid da 125. I prezzi partono da 19.550 euro.

Hyundai i30: l’ultima generazione della Hyundai i30 è stata completamente rivisitata nello stile e nei contenuti. Il design del corpo vettura adesso è ancora più estremo ed audace, fatto di linee nette e tese, mentre sotto il cofano trovano spazio un 1.0 o un 1.5 mild-hybrid in grado di esprimere fino a 159 CV. I prezzi partono da 25.950 euro.

Cose da sapere

Quali sono i nuovi modelli di auto mild hybrid 2021?

Le Case non vogliono rinunciare assolutamente alla sempre più importante fetta di mercato rappresentata dalle motorizzazioni mild hybrid e per questa ragione stanno sfornando modelli nuovi o aggiornamenti dotati di questa tecnologia. Le novità più attese del 2021 sono la Nissan Qashqai, la Kia Stonic e la Seat Ibiza.

Quali sono state le auto mild hybrid più vendute nel 2020?

Il 2020 ha rappresentato un anno complesso per il mondo automotive ma non per questo la domanda di vetture mild hybrid si è arrestata. Questa tipologia di vetture ha raggiunto una quota di mercato del 26% confermandosi come solida realtà. Tra i modelli più venduti, i più interessanti sono la Fiat Panda, la Ford Puma e la Mazda 3.

Esistono delle auto mild hybrid diesel?

Alcuni costruttori hanno deciso di adottare la tecnologia mild hybrid con i motori a gasolio così da ottenere una notevole riduzione di emissione di CO2 oltre a consumi ancora più contenuti. Tra i modelli più interessanti citiamo la Hyundai Tucson (da 29.400 euro), l’Audi S5 (da 81.300 euro ) e la Kia Sportage (da 28.500 euro).

Quali sono le migliori auto mild hybrid benzina?

La scelta dell’ibrido leggero si rivela la più sensata se si cerca un giusto compromesso tra prestazioni godibili e consumi contenuti senza essere vincolati alla ricarica alla spina delle plug-in. Tra le auto mild hybrid benzina citiamo la Lancia Ypsilon, la Ford Fiesta e la Hyundai i30.

 

Ecotassa 2021: tutte le novità e le auto penalizzate

Ecotassa 2019: le novità previste e le auto penalizzate

Anche per il 2021 il governo ha deciso di confermare l’ecotassa, cioè un balzello che colpisce le vetture maggiormente inquinanti per disincentivare l’acquisto di questa tipologia di veicoli.

L’ecotassa auto è stata introdotta nel 2019 e per quest’anno si è deciso di applicare questa tassazione sulla scorta delle riviste fasce di emissioni di CO2 valutate in base ai cicli di omologazione WLTP.

INDICE
 Ecotassa 2021: le novità 
 Ecotassa 201 e ecotassa 2020: cosa cambia
 Quando si deve pagare l’ecotassa
 Ecotassa auto 2021: le auto penalizzate
 Ecotassa auto usate

A partire dal 1 gennaio 2021 tutte le auto nuove immatricolate da questa data potranno essere soggette all’ecotassa qualora i limiti di emissioni di CO2 rientrino nelle nuove fasce previste dal governo.

Le novità dell’ecotassa auto 2021 riguardano i valori di emissioni perché da quest’anno, per tutti i veicoli nuovi, si andrà a calcolare l’importo dovuto non più sulla base dei valori di omologazione rilevati col ciclo NEDC ma sulla base di quelli emersi dall’omologazione WLTP.

Per conoscere i valori di emissione sarà sufficiente consultare il libretto di circolazione dove verranno indicati i riferimenti relativi.

Dato il nuovo riferimento sono state riviste le fasce dell’ecotassa auto. Le vetture con emissioni da 191 a 210 g/km saranno soggette ad un’ecotassa pari a 1.100 euro, mentre quelle con valori da 211 a 240 g/Km verranno tassate con una imposta pari a 1.600 euro.

Ancora più pesante il tributo da versare per le vetture maggiormente inquinanti. Quelle con valori da 241 a 290 g/Km saranno penalizzate con un importo pari a 2.000 euro, mentre chi acquisterà un’auto con emissioni di CO2 da 291 g/Km in su dovrà versare ben 2.500 euro.

auto ibride usate
auto ibride usate

A differenza di quanto visto sino allo scorso anno, a far data dal primo gennaio 2021 sulle vetture di nuova immatricolazione verrà riportato nel libretto di circolazione esclusivamente il ciclo di omologazione WLTP.

Per questa ragione l’ecotassa auto è stata calcolata su questo nuovo valore e non più sulla scorta dei dati emersi dal ciclo NEDC.

Di conseguenza sono state modificate le fasce di imposizione escludendo dal pagamento dell’ecotassa tutte quelle vetture con emissioni da 161 a 190 g/Km, mentre sino al 2020 le auto con emissioni da 161 a 175 g/Km erano soggette ad una ecotassa di 1.000 euro e quelle rientranti nella fascia da 176 a 200 g/Km ad una imposizione pari a 1.600 euro.

L’unica magra consolazione relativa all’ecotassa è relativa al suo pagamento. Questo, infatti, non deve essere ripetuto nel tempo ma deve essere effettuato una tantum al momento dell’acquisto.

L’ecotassa deve essere pagata direttamente dall’acquirente della vettura utilizzando il modello F24 Elide inserendo il codice tributo 3500 denominato ‘Ecotassa – imposta per l’acquisto e l’immatricolazione in Italia di veicoli di categoria M1 con emissioni eccedenti la soglia di 190 Co2 g/km’ (articolo 1 comma 1042 della legge n. 145 del 2018, poi modificato dalla legge n. 178 del 2020 mediante l’aggiunta del comma 1042-bis).

Nonostante l’esclusione delle vetture con valori di emissione di CO2 da 161 a 190 g/Km, sono ancora molte le auto penalizzate dall’ecotassa. Ecco l’elenco completo:

 

 Marca Modelli colpiti 
 Alfa Romeo Giulia, Stelvio
 Aston Martin DB11 Coupé, DB11 Volante, DBS Superleggera, DBX, Vantage
 Audi A8, Q7, Q8, R8 Coupé e Spyder, RS3 Sedan, RS4 Avant, RS5 Coupé e Sportback, RS6 Avant, RS7 Sportback, RS Q3 Coupé e Sportback, RS Q8, S8, SQ7, SQ8
 Bentley Bentayga, Mulsanne
 BMW M2 Coupé, M3 Berlina, M4 Coupé, M5 Berlina, M8 Cabrio, Coupé e Gran Coupé, Serie 5, Serie 7, Serie 8 Cabrio, Coupé e Gran Coupé, X3 M, X4 M, X5 M, X6, X6 M, X7;
 Cadillac XT4
 Ferrari 812 GTS e Superfast, GTC4 Lusso, Portofino
 Ford Mustang Coupé e Convertible
 Honda NSX
 Jaguar E-Pace, F-Pace, F-Type Coupé e Convertible, XJ
 Jeep Grand Cherokee, Wrangler, Wrangler Unlimited
 KIA Stinger
 Lada 4x4M
 Lamborghini Aventador, Huracán
 Land Rover Defender 90, Defender 110, Discovery, Range Rover, Range Rover Sport e Range Rover Velar
 Lexus LC Hybrid, RC Hybrid
 LOTUS Evora, Exige
 Mahindra XUV500
 Maserati Ghibli, Levante, Quattroporte
 McLaren 540C, 570GT, 570S e 570S Spider, 720S
 Mercedes AMG GT e AMG GT Roadster, AMG GT4 Coupé, Classe C Berlina, Cabrio, Coupé e Station Wagon, Classe E Berlina, Cabrio, Coupé e Station Wagon, Classe G SUV, CLS Coupé, GLA, GLC e GLC Coupé, GLE Coupé e SUV, GLS SUV
Morgan Plus 8, Roadster
Nissan GT-R
Porsche 718 Boxster e Cayman, 911 Coupé, Cabrio, Speedster e Targa, Cayenne e Cayenne Coupé, Macan, Panamera e Panamera Sport Turismo
Rolls Royce Cullinan, Dawn, Phantom, Wraith
Ssangyong Rexton e Rexton Sports
Subaru BRZ
Tata Aria
Volkswagen Touareg

Così come avvenuto negli scorsi anni, anche per il 2021 l’ecotassa si applicherà esclusivamente alle vetture di nuova immatricolazione e non a quelle usate o a Km zero. Bisogna tuttavia fare attenzione perché in caso di importazione di una vettura dall’estero al momento della registrazione in Italia si dovrà procedere al pagamento dell’ecotassa qualora i valori di emissioni riportati nell’omologazione rientrino nelle fasce indicate dal governo.

auto ecologiche usate
auto ecologiche usate

 

Cose da sapere

Come cambia l’ecotassa nel 2021?

Le novità dell’ecotassa auto 2021 riguardano i valori di emissioni perché da quest’anno, per tutti i veicoli nuovi, si andrà a calcolare l’importo dovuto non più sulla base dei valori di omologazione rilevati col ciclo NEDC ma sulla base di quelli emersi dall’omologazione WLTP. Per conoscere i valori di emissione sarà sufficiente consultare il libretto di circolazione dove verranno indicati i riferimenti relativi.

Quali sono le vetture che pagano l’ecotassa?

Le vetture con emissioni da 191 a 210 g/km saranno soggette ad un’ecotassa pari a 1.100 euro, mentre quelle con valori da 211 a 240 g/Km verranno tassate con una imposta pari a 1.600 euro. Ancora più pesante il tributo da versare per le vetture maggiormente inquinanti. Quelle con valori da 241 a 290 g/Km saranno penalizzate con un importo pari a 2.000 euro, mentre chi acquisterà un’auto con emissioni di CO2 da 291 g/Km in su dovrà versare ben 2.500 euro.

Quando si deve pagare l’ecotassa?

L’ecotassa si paga la momento dell’acquisto dell’auto utilizzando il modello F24 e inserendo il codice tributo 3500.

L’ecotassa si paga anche sulle auto usate o a km0?

Anche per il 2021 l’ecotassa si applicherà esclusivamente alle vetture di nuova immatricolazione e non a quelle usate o a Km zero. Tuttavia in caso di importazione di una vettura dall’estero, al momento della registrazione in Italia si dovrà procedere al pagamento dell’ecotassa qualora i valori di emissioni riportati nell’omologazione rientrino nelle fasce indicate dal governo.

Subaru XV: prezzo, dimensioni, caratteristiche

Nuova Subaru XV 2019, anche ibrida 8

In un mercato dominato da Suv e crossover Subaru viaggia controcorrente proponendo un modello a “ruote alte” derivato da una normale due volumi, la XV. Ma a differenza di molti altri Suv, la XV sa offrire vere capacità fuoristradistiche, in grado di renderla la compagna ideale anche per le scampagnate lontano dall’asfalto. La seconda generazione della vettura nasce sulla nuova piattaforma SGP (Subaru Global Platform) ed è ora disponibile sia con motorizzazione benzina che mild-hybrid.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Subaru XV:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
Bagagliaio 340/1.310 litri
 Alimentazioni Benzina / Ibrida
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 114/84
 Prezzo (da) 24.950 €

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motorizzazioni
 Consumi
 Configuratore
Perché comprarla
 Prezzi

Le dimensioni della nuova Subaru XV sono perfette per competere nel mercato dei Suv compatti: la lunghezza sfiora i 4,5 metri, con 180 centimetri di larghezza e 161 centimetri abbondanti di altezza. Queste misure, unite al passo da 267 cm, rendono l’auto perfetta per ospitare cinque persone. Ottime anche le dimensioni del bagagliaio, che può superare i 1.300 litri abbattendo i sedili posteriori (circa 380 litri con configurazione normale).

Dimensioni
Lunghezza 4.470 mm
Larghezza 1.800 mm
Altezza 1.620 mm
Passo 2.670 mm

Il design degli interni si caratterizza per le linee tese e per l’attenta scelta dei materiali. Dietro il volante multifunzione a tre razze si trova il cruscotto con strumentazione analogica, supportata da un piccolo display centrale. Al centro della plancia si trova lo schermo dell’infotaiment, sovrastato da un terzo display multifunzione in cui vengono mostra informazioni utili alla guida e alla navigazione. L’aspetto generale non è dei più “tech” oggi disponibili, ma in generale il livello di qualità percepita è alto e il comfort sempre ottimo

Ricca anche la dotazione di dispositivi di sicurezza e sistemi di assistenza alla guida che rientrano nel sistema Subaru Eyesight: l’allestimento base include infatti cruise control adattivo, Brake Assist System, freno di stazionamento elettronico e Hill Descent Control. Di serie anche numerosi comfort, come i sedili anteriori riscaldabili e il climatizzatore automatico con filtro antipolline.

Il design della nuova Subaru XV è muscoloso e sportivo. Sul frontale risalta la mascherina centrale trapezoidale, che viene attraversata da un elemento cromato orizzontale dove brilla lo stemma della Casa delle Pleiadi. Il disegno creato dalla cromatura si assottiglia verso l’esterno portando l’attenzione verso i gruppi ottici LED. La generosa altezza da terra, unita ai passaruota in plastica nera e alle barre sul tetto, donano alla XV un aspetto da vera fuoristrada.

La fiancata è ben scolpita da una linea di cintura bassa e dai parafango bombati. Il retro è invece caratterizzato da un grande lunotto, sopra il quale si nota un piccolo spoiler centrale. I fari posteriori sono disposti sui due lati in un disegno che si integra nel portellone, evidenziandone il logo Subaru al centro.

La Subaru XV viene proposta in due diverse motorizzazioni. Il classico Boxer 1.6 benzina con trazione integrale AWD e cambio automatico CVT Lineartronic, che eroga un massimo di 114 CV e il nuovo mild-hybrid e-Boxer che combina un 2.0 benzina con un secondo motore elettrico da 16,7 CV (12,3 kW), per una potenza complessiva di 150 CV. Anche la versione ibrida è dotata di cambio automatico e quattro ruote motrici.

Quanto a prestazioni, la versione da 114 CV ha una velocità massima di 175 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 13,9 secondi. Il mild-hybrid da 150 CV raggiunge invece i 193 km/h di velocità, con uno scatto 0-100 km/h in 10,7 secondi

Nella media i consumi della Subaru XV. Il propulsore 1.6 benzina riesce a percorrere 100 km con circa 8 litri di carburante (calcolati su ciclo misto WLTP), con delle emissioni di CO2 che si attestano sui 180 g/km. Leggermente più efficiente l’e-Boxer mild hybrid: grazie al motore elettrico i consumi si abbassano di un decimale, attestandosi sui 7,9 litri ogni 100 km, e questo nonostante la potenza maggiore del propulsore benzina da 2.0 litri. Invariate invece le emissioni di CO2 rispetto alla prima motorizzazione.

Sono quattro gli allestimenti disponibili per la nuova Subaru XV:

  • PURE: l’allestimento di base, non disponibile per la versione ibrida.
  • STYLE: ha una maggiore dotazione tecnologica.
  • STYLE NAVI: si distingue per i fari Full-Led.
  • PREMIUM: rappresenta il vertice della gamma in termini di dotazione.

PURE: l’equipaggiamento di base include cruise control adattivo, Brake Assist System, cerchi in lega di alluminio da 17”, climatizzatore automatico con filtro antipolline, freno di stazionamento elettronico, Hill Descent Control, X-MODE, sedili anteriori riscaldabili, sistema audio DAB+ con display da 6,5”, con 4 altoparlanti, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto.

STYLE: in aggiunta a PURE barre al tetto, cerchi in lega di alluminio da 18” (solo per e-BOXER), clima automatico bi-zona con filtro antipolline, fari a LED autolivellanti, privacy glass oscurati, sistema audio DAB+ con display da 8” con 6 altoparlanti, telecamera posteriore.

STYLE NAVI: rispetto a STYLE aggiunge sistema di navigazione, HBA (High Beam Assist), Reverse Automatic Breaking (RAB), sistema di accesso senza chiave e avviamento a pulsante, specchietto retrovisore fotocromatico, SRVD (Subaru Rear Vehicle Detection).

PREMIUM: l’allestimento top di gamma aggiunge rispetto a STYLE NAVI sedile di guida a regolazione elettrica 8 posizioni, sedili in pelle con cuciture arancioni, tetto apribile elettricamente in cristallo con funzioni di scorrimento e inclinazione.

  • Design: le linee sono ricercate e dal forte sapore di offroad
  • Sicurezza: tanti i dispositivi di sicurezza di serie sulla Subaru XV.
  • Equipaggiamento: buono l’equipaggiamento di serie anche sulla versione base.

Di seguito i prezzi della Subaru XV aggiornato al 2021:

Subaru XV Prezzo
BOXER 1.6i 24.950 €
e-BOXER 2.0i 32.950 €

 

Esenzione bollo auto: ecco tutti i soggetti e le vetture incluse

esenzione bollo auto

Il bollo auto è senza dubbio una delle tasse meno amate dagli automobilisti che, annualmente, devono versare il relativo importo alle casse regionali. In alcuni casi, però, si ha diritto allesenzione. Scopriamo quali. 

BOLLO AUTO 2022: SCARICA LA GUIDA

INDICE
Esenzione bollo auto: tutte le casistiche
Esenzione bollo auto Legge 104
Modulo esenzione bollo auto
Invalidità 67 esenzione bollo auto
Esenzione bollo Regioni
Esenzione bollo auto GPL
Esenzione bollo auto storiche

Sul nostro territorio il bollo auto deve essere versato ogni anno dai proprietari di un’autovettura, e questo a prescindere dall’effettivo utilizzo del mezzo. In alcuni casi, però, sono previste delle esenzioni. I soggetti portatori di handicap beneficiari della Legge 104, ad esempio, sono esentati perennemente dal pagamento, così come esenti dal pagamento sono anche i proprietari di veicoli ecologici anche se per un periodo di tempo determinato. Infine l’esenzione bollo auto riguarda anche le vetture ultratrentennali. 

Come abbiamo anticipato in precedenza, tra i soggetti che possono usufruire dell’esenzione bollo auto perenne ci sono i portatori di handicap beneficiari della Legge 104. Questi sono: 

  • i disabili non vedenti o sordi come risultante dalle certificazioni rilasciate da Commissioni mediche pubbliche di accertamento; 
  • i disabili pluriamputati o con gravi limitazioni della capacità di deambulare, affetti da handicap grave di cui al comma 3, dell’art. 3 della legge n. 104 del 1992, come risulta dalla certificazione rilasciata dalla Commissione medica ASL; 
  • disabili psichici o mentali (di gravità tale da fruire dell’indennità di accompagnamento) affetti da handicap grave di cui al comma 3, dell’art. 3 della legge n. 104 del 1992, come risulta dalla certificazione rilasciata dalla Commissione medica ASL. 

L’esenzione bollo autoLegge 104  è quindi applicabile alle vetture a benzina fino a 2.0 litri di cilindrata ed alle vetture diesel sino a 2.8 00 centimetri cubici e può essere richiesta soltanto per uno dei veicoli di proprietà del portatore di handicap. 

Per poter usufruire dellesenzione bollo auto Legge 104 è obbligatorio compilare il modulo di esenzione. La richiesta può essere prodotta anche dai familiari del portatore di handicap purché questo risulti fiscalmente a carico ed il reddito complessivo annuo non superi 2.840,51 euro. Sarà fondamentale presentare all’ufficio tributi della propria regione tutta la documentazione richiesta entro 90 giorni dal termine ultimo per il pagamento del bollo auto. 

Per godere dellesenzione bollo auto il disabile dovrà sottoporsi a visita medica al termine della quale la commissione redigerà apposito verbale ed indicherà la percentuale di invalidità. Una volta in possesso di questo verbale si potranno richiedere le agevolazioni concesse dalla Legge 104 in materia di auto che includono anche lIVA agevolata al momento dellacquisto ridotta al 4%, la detraibilità in sede di denuncia dei redditi del 19% della spesa sostenuta e l’esenzione del pagamento delle tasse di trascrizione. 

Come abbiamo anticipato in precedenza, il bollo auto è una tassa di competenza esclusivamente regionale e per questa ragione sono le stesse Regioni a decidere singolarmente le specifiche esenzioni. La Regione Lombardia, ad esempio, ha previsto lesenzione triennale dal pagamento del bollo auto in caso di acquisto di auto Euro 6, e trascorso questo termine limporto del bollo auto sarà ridotto del 50% per i due anni successivi, mentre per i veicoli green”, ovvero quelli elettrici, è prevista lesenzione totale. In Piemonteinvece, è prevista lesenzione bollo auto quinquennale per le auto ibride. Per conoscere nel dettaglio tutte le esenzioni previste è opportuno controllare il sito della propria regione di riferimento. 

Bollo auto Regione per Regione

In alcune regioni si cerca di spingere verso vetture meno inquinanti promettendo lesenzione bollo auto in presenza di alimentazioni specifiche. In Lombardia, ad esempio, è stata prevista lesenzione triennale del bollo auto per le vetture alimentate a GPL, mentre in Piemonte lesenzione è quinquennale. In Emilia Romagna è prevista lesenzione bollo auto per i primi 5 anni e trascorso questo termine i proprietari dovranno versare un importo pari a 1/4 del bollo previsto per i corrispondenti veicoli a benzina. Anche in questo caso ogni regione legifera in maniera indipendente, quindi sarà fondamentale controllare le prescrizioni previste nella propria regione di residenza. 

Si è voluto tutelare il patrimonio automobilistico del nostro Paese pensando ad una misura specifica per le auto storiche. Con questa definizione si intendono tutte quelle vetture costruite da oltre 30 anni e non adibite ad uso professionale o utilizzate nell’esercizio di attività di impresa, arti o professioni. Queste vetture godono dellesenzione totale del bollo auto e per poterne usufruire non è necessario presentare alcuna istanza. Nel caso in cui il veicolo ultratrentennale circoli su strade pubbliche, però, si dovrà corrispondere annualmente una tassa di circolazione forfettaria pari a 28,40 euro. 

Cose da sapere

Chi ha diritto all’esenzione del bollo auto?

I soggetti portatori di handicap beneficiari della Legge 104 sono esentati perennemente dal pagamento, così come esenti dal pagamento sono anche i proprietari di veicoli ecologici anche se per un periodo di tempo determinato. Infine l’esenzione bollo auto riguarda anche le vetture ultratrentennali. 

Come funziona l’esenzione bollo auto per i beneficiari della legge 104?

I soggetti che possono usufruire dell’esenzione bollo auto perenne sono i portatori di handicap beneficiari della Legge 104, e in particolare i disabili non vedenti o sordi,  i disabili pluriamputati o con gravi limitazioni della capacità di deambulare e i disabili psichici o mentali. L’esenzione bollo autoLegge 104  è applicabile alle vetture a benzina fino a 2.0 litri di cilindrata ed alle vetture diesel sino a 2.8 00 centimetri cubici e può essere richiesta soltanto per uno dei veicoli di proprietà del portatore di handicap. 

Quali sono le regioni che prevedono esenzioni particolari sul bollo auto?

La Regione Lombardia ha previsto lesenzione triennale dal pagamento del bollo auto in caso di acquisto di auto Euro 6, e trascorso questo termine limporto del bollo auto sarà ridotto del 50% per i due anni successivi, mentre per i veicoli green”, ovvero quelli elettrici, è prevista lesenzione totale. In Piemonte è prevista lesenzione bollo auto quinquennale per le auto ibride. Per conoscere nel dettaglio tutte le esenzioni previste è opportuno controllare il sito della propria regione di riferimento. 

Le auto GPL sono esenti dal bollo auto?

 In Lombardia è stata prevista lesenzione triennale del bollo auto per le vetture alimentate a GPL, mentre in Piemonte lesenzione è quinquennale. In Emilia Romagna è prevista lesenzione bollo auto per i primi 5 anni e trascorso questo termine i proprietari dovranno versare un importo pari a 1/4 del bollo previsto per i corrispondenti veicoli a benzina. 

I possessori di auto storiche sono esenti dal bollo auto?

Le vetture costruite da oltre 30 anni e non adibite ad uso professionale o utilizzate nell’esercizio di attività di impresa, arti o professioni godono dellesenzione totale del bollo auto e per poterne usufruire non è necessario presentare alcuna istanza. Nel caso in cui il veicolo ultratrentennale circoli su strade pubbliche, però, si dovrà corrispondere annualmente una tassa di circolazione forfettaria pari a 28,40 euro. 

Meglio GPL o metano? Differenze e vantaggi delle due alimentazioni

Meglio GPL o metano? Differenze e vantaggi delle due alimentazioni 5

Con i prezzi dei carburanti sempre più alti, la scelta di una nuova automobile al giorno d’oggi viene influenzata anche dalla scelta dell’alimentazione. I costruttori, infatti, propongono nei loro listini non solo vetture dotate di motori benzina o diesel, ma anche propulsori ibridi, elettrici o con doppia alimentazione, benzina e GPL o metano.

Proprio queste ultime due soluzioni sono particolarmente indicate per chi percorre molti chilometri e non vuole vedere il proprio portafoglio prosciugarsi ogni volta che si ferma a fare rifornimento.

Obiettivo di questa guida è quello di mettere a confronto le due alimentazioni a gas per capire se sia preferibile scegliere una vettura a GPL o metano.

INDICE
 GPL o metano?
 Tutti i pro e contro
 I costi di manutenzione
 Quale conviene?

Quando si parla di auto a GPL o metano, spesso non si hanno ben chiare le differenze tra le due forme di alimentazione.

La sigla GPL è l’acronimo di “Gas di Petrolio Liquefatti”, cioè una miscela di idrocarburi derivati dal petrolio costituita principalmente da gas propano in forma liquida e butano.

Quando si parla di metano, invece, si indica un gas volatile estratto da pozzi naturali che rilascia una minima quantità di gas serra e che può essere usato subito come carburante senza bisogno di raffinazione.

Proprio il minore impatto inquinante delle auto a GPL o a metano è un altro fattore da tenere in considerazione al momento della scelta della nuova vettura. Le automobili con questo tipo di alimentazione:

  • non sono soggette ai blocchi della circolazione;
  • in alcune regioni godono della esenzione dal pagamento del bollo per i primi tre anni;
  • hanno notevoli vantaggi ecologici

Le prime hanno valori inferiori del 50% rispetto a quelle a benzina, mentre le seconde emettono il il 20% in meno di CO2 e la concentrazione di ossidi di azoto è inferiore del 95% rispetto al gasolio.

Oltre agli aspetti “green” già descritti per i due tipi di alimentazione, è giusto anche parlare dei pregi delle auto GPL o metano anche per quanto riguarda le spese di rifornimento dato il basso costo del carburante.

I prezzi al distributore sono decisamente più convenienti rispetto alla benzina o al diesel. Il GPL costa circa 0,67 Euro al litro, mentre il prezzo del metano si aggira sugli 0,84 Euro al litro, quindi il maggior costo di acquisto di un’auto GPL o metano può essere rapidamente ammortizzato con la minore spesa per i rifornimenti. Tuttavia, non è tutto oro quel che luccica: quando si tratta di scegliere un’auto GPL o metano si devono anche valutare i difetti di queste due alimentazioni.

Per quel che riguarda le auto GPL, la resa energetica non è delle migliori e viaggiando utilizzando il GPL si  hanno consumi maggiori rispetto all’alimentazione a benzina. Ad ogni modo, l’autonomia di 500 km ed una rete di distributori capillare possono far preferire questo carburante rispetto al metano.

Quest’ultimo, infatti, oltre a garantire un’autonomia quasi dimezzata rispetto al GPL e ad avere meno distributori sparsi nelle strade nazionali, penalizza notevolmente le prestazioni della vettura soprattutto per quel che riguarda la ripresa.

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Tra gli altri fattori da prendere in considerazione quando si deve scegliere tra un’auto GPL o metano, è bene tenere in considerazione anche la manutenzione richiesta da queste due alimentazioni. Chi sceglierà un’auto alimentata a metano deve sapere che le bombole di gas per l’alimentazione devono essere revisionate ogni 4-5 anni, mentre il controllo di un’auto a GPL va effettuato ogni 10 anni, anche se i filtri devono essere costantemente cambiati ma ad un costo minimo.

Altro aspetto da tenere in considerazione nella scelta di un’auto a GPL – qui trovate le migliori auto a GPL –  riguarda le possibilità di posteggiare la vettura in un parcheggio sotterraneo. Essendo il GPL un gas altamente infiammabile, le auto costruite prima del 2002 non possono essere parcheggiate in garage sotterranei e viaggiare nelle navi.

Tuttavia, con la nuova normativa ECE/ONU 67/01, le auto con impianto GPL sono più sicure ma comunque non possono essere parcheggiate oltre il primo piano sottoterra.

Giunti al termine di questa guida è quindi naturale porsi la domanda su cosa conviene tra GPL o metano (qui invece trovate le migliori auto a metano). La risposta a questo quesito dipende dall’utilizzo che si dovrà fare della propria vettura.

Se, infatti, l’auto verrà utilizzata per percorrere molti chilometri all’anno, allora la scelta consigliata è quella di optare per un’auto a metano. Qualora si dovessero percorrere almeno 30.000 km annui, la spesa per il rifornimento di metano sarà pari a circa 2.500 euro l’anno a fronte di una spesa, a parità di chilometri, di 3.300 euro per rifornire la propria vettura di GPL.

Le differenze tra GPL o metano possono orientare l’acquirente tra una scelta o l’altra. Come detto, una vettura alimentata a GPL garantisce prestazioni migliori rispetto ad una a metano. Inoltre la rete di distribuzione del metano non è particolarmente capillare in Italia a differenza di quanto avviene con il GPL, ma con le moderne app presenti sugli smartphone e sui sistemi di infotainment delle vetture sarà possibile localizzare tramite GPS i punti di rifornimento più vicini.

Se siete interessati ad acquistare un’auto a metano, date un’occhiata alla nostra classifica delle 10 auto a metano più ricercate in Italia!

Meglio GPL o metano? Differenze e vantaggi delle due alimentazioni 3

Se siete interessati ad acquistare un’auto ecologica, a metano, a GPL, Ibrida o elettrica, date un’occhiata ai nostri annunci di auto green:

auto ecologiche usate
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Cose da sapere

Qual è la differenza tra GPL e metano?

Il GPL è una miscela di idrocarburi derivati dal petrolio costituita principalmente da gas propano in forma liquida e butano, mentre il metano  è un gas volatile estratto da pozzi naturali.

Quali sono i pregi di GPL e metano?

Sicuramente tra i pregi di questo tipo di vetture abbiamo un minore impatto ambientale rispetto agli altri carburanti, oltre che un notevole risparmio sui costi di rifornimento della vettura.

Quali sono i contro di GPL e metano?

Uno dei principali problemi di queste motorizzazioni è dato dalla minore resa energetica rispetto ai tradizionali carburanti. Per quanto riguarda il metano è da prendere in considerazione anche la mancanza di una rete capillare di distributori.

Cosa conviene tra GPL e metano?

La risposta a questo quesito dipende dall’utilizzo che si dovrà fare della propria vettura: se percorrete molti chilometri all’anno, la scelta migliore è optare per un’auto a metano, nonostante la mancanza di una capillare rete di distributori, che può essere superata grazie alle moderne app che permettono di localizzare i distributori più vicini.

Come e quando contestare una multa: tutti gli step

Uno dei momenti peggiori per ogni automobilista è quello in cui si riceve una multa per non aver rispettato le disposizioni del Codice della Strada. In questi casi spesso è la rabbia il sentimento iniziale che prevale, ma a mente fredda si deve ragionare sul perché la multa è stata elevata e se ci sono le condizioni per contestarla.

In questa guida andremo ad affrontare i singoli passaggi per capire come contestare una multa.

INDICE
Come contestare una multa?
Contestare una multa autovelox
Contestare una multa ZTL
Multa già pagata: cosa fare
Contestare la multa dei vigili urbani
Contestare una multa al prefetto
Contestare una multa al giudice di pace

 

Quando si riceve una multa si è obbligati al pagamento di una sanzione pecuniaria e in alcuni casi anche a sanzioni accessorie come la sottrazione dei punti patente. La sanzione pecuniaria deve essere pagata entro un termine o di  60 giorni dalla notifica, o di 5 giorni dalla stessa se si vuole usufruire di una riduzione del 30% dell’importo richiesto.

Trascorso questo termine, la multa verrà iscritta a ruolo e diventerà titolo esecutivo per un importo pari alla metà del massimo previsto. Per capire come proporre un ricorso multa è innanzitutto necessario leggere il verbale di contestazione per rilevare eventuali vizi di forma.

Se, ad esempio, è errata l’indicazione del modello del veicolo o della targa sarà possibile chiedere l’annullamento in autotutela all’Ente che ha imposto la sanzione per vedersi cancellata la multa.

In altri casi, come ad esempio la notifica della multa oltre i 90 giorni dall’accertamento dell’infrazione o la presenza di un verbale incompleto, illeggibile o redatto da un agente esterno al territorio di competenza, sarà necessario fare ricorso per una multa presso il Prefetto o il Giudice di Pace territorialmente competente.

Bisogna prestare massima attenzione anche a quando contestare una multa. Il nostro Codice della Strada prevede infatti termini ristretti. La presentazione del ricorso multe davanti al Giudice di Pace è possibile entro 30 giorni dalla notifica o dall’accertamento, mentre si potrà ricorrere al Prefetto entro 60 giorni.

Tra le varie ipotesi di sanzione una delle più frequenti è quella dell’accertamento del superamento dei limiti di velocità.Si può contestare una multa per eccesso di velocità, ed anche in questo caso è possibile percorrere due strade:

  1. presentare ricorso al Giudice di Pace;
  2. rivolgersi al Prefetto.

Per capire come contestare una multa autovelox bisognerà seguire questi passaggi. In primo luogo bisognerà capire se l’eccesso di velocità è stato rilevato con autovelox fisso o mobile.

Nel primo caso i sistemi di rilevamento della velocità potranno essere posizionati solo su determinate tipologie di strade e devono essere segnalati preventivamente.

Nel secondo caso la presenza della pattuglia in prossimità dell’autovelox deve essere indicata tramite segnaletica posizionata a distanza di 80 metri sulle strade urbane e di 150 metri sulle strade extraurbane secondarie o urbane ad alto scorrimento.

Altra alternativa per capire come contestare una multa autovelox è quella di leggere nel verbale di contestazione gli estremi dell’omologazione e della taratura periodica dell’apparecchiatura, ma la Giurisprudenza spesso non ritiene questa motivazione valida per l’accoglimento del ricorso.

Per capire come procedere per proporre ricorso al prefetto per multa autovelox continuate a leggere questa guida.

Altra ipotesi di multa è quella del transito in una zona a traffico limitato. Queste zone sono ormai presenti in molte città italiane, e per comprendere come comportarsi in caso di sanzione prendiamo ad esempio una città come Milano. Anche in questo caso, per capire come proporre ricorso multa a Milano in ZTL, bisogna seguire alcuni passaggi.

Prima di tutto bisogna sapere che questa tipologia di multe viene elevata quando si transita con la propria vettura in varchi sorvegliati da videocamere. Se la targa appartiene a un veicolo non autorizzato al transito viene immediatamente riscontrata l’infrazione e notificata la multa.

Anche in questo caso per capire come contestare una multa ZTL è necessario leggere con attenzione il verbale e rilevare eventuali errori  relativi al giorno, ora, luogo e località dell’infrazione, oppure se sono errati il tipo di veicolo o la targa.

Inoltre, bisognerà verificare se siano riportati con esattezza gli articoli del Codice della Strada violati e le modalità per presentare il ricorso. Qualora siano presenti questi vizi sarà possibile proporre la contestazione verbale multa presso il Prefetto o presso il Giudice di Pace territorialmente competente.

In alcune occasioni può accadere di aver pagato in passato una multa e vedersi notificata presso la propria residenza una nuova richiesta di pagamento. In questo caso per capire come contestare una multa già pagata si deve seguire un iter più semplice.

Se si è certi di aver effettuato il pagamento e si ha con sé la copia della ricevuta dello stesso, sarà sufficiente proporre istanza di annullamento in autotutela presso l’Ente che ha erogato la nuova sanzione. I termini per la presentazione del ricorso non saranno interrotti dalla istanza di annullamento in autotutela, ma l’Ente avrà tutta la convenienza ad annullare l’ingiusta sanzione per evitare, in caso di ricorso al Giudice di Pace, la condanna al pagamento delle spese legali.

Anche per capire come contestare una multa dei vigili urbani i passi da seguire sono gli stessi indicati prima. Verificata l’eventuale presenza di vizi che possano inficiare la multa, si può optare per l’annullamento in autotutela o, in alternativa, il ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace avendo sempre ben presenti i termini di prescrizione per esercitare il proprio diritto.

Abbiamo già parlato in precedenza della possibilità di contestare una multa al Prefetto o al Giudice di Pace territorialmente competente. È giunto adesso il momento di spiegare nel dettaglio i vari step da seguire nel primo caso. Chi decide di proporre ricorso multa al Prefetto piuttosto che davanti al Giudice di Pace non dovrà pagare alcuna somma per marche da bollo e contributo unificato e non avrà bisogno dell’assistenza di un avvocato.

Questo tipo di ricorso consiste in un controllo formale a seguito dell’invio dell’atto all’organo accertatore o al Prefetto senza la necessità di partecipare a udienze o inviare memorie.

Fondamentale, per proporre il ricorso al Prefetto per la multa, sarà il rispetto del termine di decadenza di 60 giorni dalla notifica della multa. Decorso tale termine non sarà più possibile proporre ricorso al Prefetto.

Il ricorso multa potrà essere inviato in due modi:

  • via PEC 
  • via raccomandata A/R

Il  Prefetto dovrà dare risposta entro 210 giorni dalla spedizione, qualora il ricorso sia spedito direttamente al Prefetto, mentre entro il termine di 180 se questo viene inviato all’Ente accertatore.

Se il Prefetto non decide nei termini indicati si applica il principio del silenzio assenso e il ricorso si considera accolto. Fate tuttavia attenzione nello scegliere questa modalità di ricorso. In caso di rigetto, infatti, il Prefetto vi obbligherà al pagamento della sanzione raddoppiata rispetto a quella indicata nel verbale. In caso di rigetto, in ogni caso, sarà possibile entro trenta giorni proporre ricorso al Giudice di Pace.

Il Giudice di pace ha competenza esclusiva in materia di sanzioni per violazioni al Codice della Strada. A differenza delle modalità indicate per la contestazione davanti al Prefetto, per capire come contestare una multa al Giudice di Pace bisognerà ricordare che i termini per la proposizione del ricorso sono di 30 giorni dalla notifica. 

Il ricorso potrà essere presentato:

  • personalmente presso la cancelleria degli uffici del Giudice di Pace;
  • tramite l’assistenza di un avvocato.

Bisogna comunque evidenziare che in questo caso, oltre alle spese legali, si dovranno pagare anche le spese vive del ricorso consistenti nel contributo unificato del valore di 43 euro (per i ricorsi il cui valore è fino a 1.100 euro) e nella marca da bollo di 27 euro.

I documenti per il ricorso al Giudice di Pace per la multa saranno:

  • un originale e due fotocopie del ricorso;
  • un originale e due fotocopie della cartella esattoriale o del verbale di contestazione o dell’ordinanza prefettizia;
  • una fotocopia degli eventuali documenti che si intendono allegare;
  • copia di un documento di riconoscimento valido del ricorrente.

Il Giudice di Pace avrà varie possibilità:

  • dichiarare inammissibile il ricorso;
  • convalidare la multa con ordinanza;
  • annullare in tutto o in parte la multa se accoglie l’opposizione del ricorrente;
  • rigettare il ricorso determinando a carico del ricorrente una sanzione di importo ricompreso tra il minimo e il massimo stabilito dalla legge per la violazione accertata.

In caso di rigetto sarà possibile proporre appello presso il Tribunale Civile. Dati i costi del ricorso davanti al Giudice di Pace sarà necessario verificare l’importo della sanzione elevata e l’eventuale presenza di sanzioni accessorie che giustifichino questo intervento.

Cose da sapere

Come contestare una multa?

In caso di vizi di forma del verbale di contestazione  sarà possibile chiedere l’annullamento in autotutela all’Ente che ha imposto la sanzione. In altri casi, sarà necessario fare ricorso per una multa presso il Prefetto o il Giudice di Pace territorialmente competente.

Come si contesta una multa già pagata?

Se si è certi di aver effettuato il pagamento e si ha con sé la copia della ricevuta dello stesso, sarà sufficiente proporre istanza di annullamento in autotutela presso l’Ente che ha erogato la sanzione.

Entro quando va contestata una multa?

La presentazione del ricorso multe davanti al Giudice di Pace è possibile entro 30 giorni dalla notifica o dall’accertamento, mentre si potrà ricorrere al Prefetto entro 60 giorni.