Le migliori auto sportive in base a prestazioni e prezzo

Salone Auto Torino 2019: la nuova Abarth al Parco del Valentino

C’è chi l’automobile la vede come un semplice mezzo di trasporto. Uno strumento con cui spostarsi dal punto A al punto B spendendo magari il meno possibile. E poi c’è chi, invece, l’automobile la vive come pura passione ed emozione. Per questi, non bastano le limitazioni e i blocchi alla circolazione per far svanire la passione per le quattro ruote che arde nelle loro vene. Quindi, proprio a loro è dedicata questa guida, nella quale analizziamo le migliori auto sportive sul mercato, pensate un po’ per tutte le tasche e le necessità.

INDICE
 Auto sportive economiche
 Auto sportive usate
 Auto piccole sportive
 Auto sportive per giovani
 Auto sportive diesel
 Auto sportive elettriche
 Auto sportive di lusso

Auto sportiva non è sempre sinonimo di auto costosa. In commercio, infatti, sono presenti anche auto sportive relativamente economiche in grado di soddisfare anche chi non vuole  o non può spendere un capitale per una nuova auto.

Mazda MX-5

Quando si parla di auto sportive “accessibili” la Mazda MX-5 è tra i primissimi modelli a venire in mente. Un modello ormai iconico entrato di diritto tra le leggende dell’automobilismo. La roadster di casa Mazda ha adottato una formula cara ai costruttori inglesi, ovvero leggerezza e motori piccoli ma brillanti in grado di regalare un grande piacere di guida. Viene proposta in abbinamento a due motorizzazioni. Si parte dal 1.5 che offre una potenza massima di 132 CV a 7.000 giri e una coppia di 152 Nm a 4.500 giri per uno scatto da 0-100 km/h in 8,3 secondi. Per chi cerca il massimo delle performance c’è il 2.0 da 184 CV a 7.500 giri e 205 Nm di coppia a 4.000 giri, che assicurano uno scatto da 0 a 100 km/h in 6,5 secondi. I prezzi partono da 31.800 euro. C’è anche la variante targa denominata RF abbinata al solo motore 2.0 con prezzi a partire da 37.950 euro.

Mazda MX-5
Mazda MX-5

Suzuki Swift Sport Hybrid

Anche la nostra seconda proposta tra le sportive economiche arriva dal giappone. Si tratta della Suzuki Swift Sport Hybrid. La piccola peste di Hamamatsu è stata recentemente aggiornata con l’introduzione di un inedito powertrain elettrificato che abbina il ben noto 1.4 turbo ad un sistema ibrido a 48 Volt, che assicura una potenza massima di sistema di 129 CV e una coppia di 235 Nm già disponibili a 2.000 giri. Il cambio è rigorosamente manuale e grazie al peso contenuto (parliamo di una manciata di chili oltre la tonnellata) le prestazioni sono brillanti: 0-100 in 8,1 secondi e 210 km/h di velocità massima. La nuova Suzuki Swift Sport Hybrid viene proposta in un unico allestimento già molto ricco, che include anche i fari full Led e il navigatore satellitare ad un prezzo di 24.050 euro.

offerte auto coupé
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Abarth 595

Altro modello impossibile da trascurare quando si parla di auto sportive a buon mercato, è la Abarth 595. La piccola dello Scorpione rappresenta ormai un vero e proprio status simbol tra le sportive accessibili. Disponibili in abbinamento al solo propulsore 1.4 turbo, viene però declinata in vari step di potenza. Si parte da 145 CV e si arriva fino a 180 CV, passando per le varianti da 165 CV.  A voler essere precisi, il rapporto prezzo-contenuti non è tra i più favorevoli del mercato. Tuttavia, la 595 Abarth rappresenta un acquisto sicuro in ottica rivendibilità grazie alla sua alta tenuta del valore anche sul mercato dell’usato. I prezzi partono da 21.200 euro e c’è anche la variante Cabrio con prezzi a partire da 28.700 euro.

Chi avesse un budget ridotto ma non volesse ugualmente rinunciare ai brividi al volante può guardare le interessanti offerte provenienti dal mercato delle auto sportive usate.

Renault Clio RS

Se si è alla ricerca di una vettura sportiva di dimensioni compatte in grado di regalare tante emozioni tra le curve, la Renault Clio RS è uno dei modelli da prendere maggiormente in considerazione. Soprattutto la terzultima generazione che, in quanto ultima variante con motore aspirato nella storia del modello, potrebbe anche rappresentare un ottimo investimento in ottica collezionistica. Il suo 2 litri a quattro cilindri erogava 197 CV nella sua prima versione, poi portato a 203 CV con l’ultimo aggiornamento prima del passaggio alla nuova generazione turbo. Occhio però allo stato di conservazione della vettura. Negli interni, ad esempio, i fianchetti dei sedili tendono a sfilacciarsi e anche il rivestimento di volante e pomello del cambio è piuttosto delicato. I prezzi partono da poco più di 8.000 euro per gli esemplari più chilometrati.

Peugeot 208 GTi

La nuova generazione della Peugeot 208 GTi sarà, molto probabilmente, alimentata da un powertrain ibrido. In questo momento, però, si trovano sul mercato diverse proposte di esemplari usati della precedente generazione. Il suo 1.6 turbo da 200 Cv non è cattivo nell’erogazione, ma ha comunque tanta “schiena” e unito ad un assetto preciso, permette di divertirsi non poco tra le curve. Gli interni si distinguono per dettagli sportivi come la pedaliera in alluminio e i sedili avvolgenti oltre che per la presenza dell’infotainment con schermo da 7 pollici. Gli esemplari più economici si trovano sul mercato dell’usato con prezzi che partono da circa 10.000 euro.

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Toyota GT86

Cambio manuale, motore aspirato e trazione posteriore. Gli ingredienti per divertirsi con la Toyota GT86 ci sono tutti. Recentemente uscita dai listini del costruttore giapponese, se ne trovano comunque molti esemplari sul mercato dell’usato con prezzi a partire da poco meno di 20.000 euro. A spingerla provvede un 2 litri aspirato con una potenza massima di 200 CV. Ma ciò che convince più di tutto della coupé giapponese è la sua dinamica di guida, che lascia al conducente la libertà di “giocare” senza freni con il posteriore della vettura.

Il mercato delle auto piccole sportive è decisamente affollato e in grado di offrire numerose scelte per soddisfare i gusti di tutti.

Ford Fiesta ST

Anche in casa Ford c’è una grande tradizione di auto piccole sportive e l’ultima arrivata, la Ford Fiesta ST, è un’ulteriore prova della grande storia dell’ovale blu. La linea riprende l’ultimo restyling della Fiesta, grazie a un frontale in linea con il family feeling della Casa, ma si caratterizza per alcuni dettagli unici, come i cerchi da 18 pollici e l’assetto ribassato. Il pezzo forte è il motore 1.5 tre cilindri da 200 cavalli che, abbinato al cambio manuale a 6 marce ed all’assetto specifico, è in grado di far raggiungere alla Ford Fiesta ST i 227 Km/h di velocità massima. I prezzi partono da 27.900 euro.

Non serve spendere tanti soldi o comprare grandi auto per divertirsi. Sul mercato sono presenti molte soluzioni pensate anche per i più giovani.

Volkswagen UP GTI

La variante tutto pepe della più piccola di casa Volkswagen si caratterizza per lo stile chiaramente ispirato alla più grande Golf GTI. Sotto il cofano scalpita un propulsore da un litro sovralimentato con una potenza di 115 CV che, visto il peso e le dimensioni contenute della piccola UP, permettono al modello di avere prestazioni molto coinvolgenti. Bella poi la messa a punto dell’assetto che lascia il posteriore livero di muoversi rendendo la guida molto divertente. il prezzo di listino della UP GTI è di 21.250 euro.

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Nonostante i motori a gasolio in questi ultimi anni siano stati sempre più demonizzati, c’è ancora qualcuno che punta su questo tipo di alimentazione anche per le varianti sportive di alcuni modelli.

BMW Serie 8 Diesel

Dopo anni di assenza, la casa di Monaco è tornata nel segmento delle Gran Turismo con una vettura davvero affascinante, la BMW Serie 8. La coupé tedesca è oggi una delle pochissime auto sportive alimentate da un motore a gasolio presenti sul mercato. Sotto il cofano trova posto un 6 cilindri da 3.0 litri in grado di erogare 320 CV di potenza. Completano la dotazione la trazione integrale, le sospensioni a controllo elettronico, lo sterzo a rapporto variabile e le quattro ruote sterzanti. Nonostante le prestazioni di cui è capace, la Serie 8 assicura consumi che si assestano sui 6,1 litri per 100 Km. I parti partono da 107.900 euro.

Il mondo dell’auto sta cambiando rapidamente: in questa rivoluzione sono coinvolte anche le auto sportive elettriche.

Tesla Model 3 Performance

Sì, è vero, quando si parla di auto sportive la Tesla Model 3 non è il primo modello a venire in mente. Eppure, nella variante Performance, l’elettrica americana è in grado di garantire performance in grado di far impallidire molte supercar tradizionali. Il tutto, assicurando spazio in abbondanza per cinque passeggeri e relativi bagagli. La Model 3 Performance può contare sulla spinta di due motori per una potenza vicina ai 500 CV, che si traducono in un’accelerazione di poco più di 3 secondi, mentre l’autonomia è di 567 km. I prezzi partono da 60.990 euro.

Tra le migliori auto sportive non può non fare a meno di volgere lo sguardo di fronte alla strepitosa Bugatti Chiron Sport.

Bugatti Chiron Sport

L’erede della Veyron punta tutto su stile, tecnologia e potenza grazie a un design ricercato che richiama il logo della casa francese e, soprattutto, sullo stratosferico motore W16 quadriturbo da 1500 cavalli che consente alla Chiron Sport di toccare l’incredibile velocità di 420 Km/h e di bruciare lo 0/100 Km/h in appena 2,4 secondi. La Chiron Sport nella edizione 110 ans Bugatti, presentata al recente Salone di Ginevra, è frutto dell’affinamento posto in essere dai tecnici Bugatti e presenta dettagli come la finitura della carrozzeria con fibra di carbonio Steel Blue a vista e diversi richiami al tricolore francese. Senza dubbio una vettura non alla portata di tutti. Il prezzo per la versione “base” della Bugatti Chiron Sport è infatti di ben 2,92 milioni di euro, mentre per l’edizione 110 ans Bugatti, costruita in soli 20 esemplari, si raggiunge l’astronomica cifra di 16 milioni di euro!

offerte auto coupé
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Confronto benzina diesel gpl metano: quale alimentazione scegliere per la tua nuova auto

Renault Captur

Mai come adesso i consumatori hanno una imponente varietà di motorizzazioni tra cui scegliere. Auto a benzina, diesel, ibride, elettriche, a metano ed a GPL consentono di poter acquistare una vettura con un propulsore adeguato alle esigenze personali.

INDICE
Quando scegliere un’auto a benzina
Auto diesel: hanno ancora un futuro?
Quando conviene il gpl
Perché scegliere il metano

Buona parte dei listini dei costruttori vede la presenza di vetture con motorizzazioni benzina. I progressi compiuti dalle Case con questi propulsori sono stati notevoli nel corso degli ultimi anni.

La necessità di contenere consumi ed emissioni ha portato ad un downsizing della cilindrata associato al ritorno in auge del turbocompressore. Questa scelta tecnica ha consentito di avere motori brillanti e poco assetati. Vediamo i modelli più interessanti:

  • Ford Fiesta
  • Citroen C4
  • Jeep Renegade
  • Peugeot 208

Ford Fiesta: l’ultima generazione dell’utilitaria della Casa dell’Ovale Blu ha convinto non solo per il look, ma anche per le motorizzazioni 3 cilindri Ecoboost da 95 a 200  CV in grado di esaltare le ottime doti del telaio. I prezzi partono da 20.900 euro.

Citroen C4: l’ultima nata in casa Citroen si caratterizza per uno stile decisamente controcorrente a metà tra un SUV ed una coupé. Sotto il cofano trova spazio il 1.2 benzina PureTech da 131 CV di potenza che si rivela adeguato alla massa della vettura e particolarmente brioso. I prezzi partono da 22.900 euro.

Jeep Renegade: un design muscolare unito a dimensioni compatte sono valse alla Jeep Compass un incredibile successo di mercato. Chi è solito utilizzare l’auto in città può puntare su una duplice scelta di motori benzina. Si parte dal 1.0 tre cilindri da 120 CV per arrivare al 1.3 quattro cilindri da 150 CV. Il prezzo di listino per la versione  Longitude è di 24.250 euro.

Peugeot 208: votata come auto dell’anno 2020, la Peugeot 208 ha colpito subito per uno stile contemporaneo degli esterni e futurista degli interni. Al volante si rivela divertente da guidare grazie ai motori benzina PureTech con potenze da 75 a 131 CV. I prezzi partono da 15.700 euro.

I dati di mercato non mentono. Le quote di vendita delle auto diesel nell’ultimo anno sono crollate miseramente, complici le scelte normative adottate sia a livello comunitario che nazionale che hanno penalizzato questa tipologia di motorizzazioni.

Chi acquista un’auto diesel nuova sa da subito che la svalutazione del mezzo sarà importante dopo pochissimo tempo e che potrà incorrere in blocchi del traffico nonostante si trovi alla guida di una Euro 6.

Ci sarà un futuro per il diesel? Ad oggi sembra che per questi propulsori sia arrivato il momento di cedere il passo a tecnologie meno inquinanti.

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Se si vogliono mantenere i costi di gestione sotto controllo la scelta del GPL sembra l’ideale. Il costo del carburante, infatti, è inferiore di circa la metà rispetto alla benzina, anche se il consumo è superiore. Chi deve percorrere grandi distanze può prendere in considerazione diverse soluzioni, come ad esempio:

  • Dacia Sandero
  • Fiat Panda
  • Renault Captur

Dacia Sandero: la nuova generazione della Dacia Sandero si caratterizza per uno stile molto ricercato e contemporaneo che fa invecchiare di colpo la serie precedente. Sotto il cofano è presente una motorizzazione benzina-GPL da 1.0 litro e 100 CV con prezzi che partono da 12.600 euro.

Fiat Panda: vettura iconica tra le citycar, la Fiat Panda continua a confermarsi nei primi posti della classifica di vendita del nostro Paese grazie ad una meccanica collaudata ed una ampia gamma di motori. La versione alimentata a GPL sfrutta l’eterno Fire 1.2 da 69 CV. I prezzi partono da 15.000 euro.

auto gpl usate
auto gpl usate

Renault Captur: la seconda generazione del crossover compatto ha affinato ulteriormente il proprio stile senza perdere contatto con il design ben riuscito della serie precedente. La motorizzazione GPL utilizza un motore 1.0 TCE da 100 CV adeguato alla massa della vettura. Si parte da 21.650 euro.

L’offerta delle vetture alimentate a metano non è molto ampia sul nostro mercato, così come ridotta è anche la presenza di distributori specializzati. Di sicuro il costo del metano, inferiore di 2/3 rispetto a quello della benzina, è un incentivo sufficiente per far propendere per questa motorizzazione. Ecco alcuni modelli da prendere in considerazione:

  • Seat Arona
  • Audi A3
  • Skoda Scala

Seat Arona: il SUV della Casa spagnola ha rappresentato un ottimo successo di mercato grazie ad un linguaggio stilistico molto convincente ed una ampia offerta di motorizzazioni. La versione dotata di alimentazione a metano sfrutta il propulsore 1.0 TGI da 100 CV. I prezzi partono da 19.900 euro.

auto metano usate
auto metano usate

Audi A3: l’ultima generazione della Audi A3 si caratterizza per un design aggressivo ed affilato in linea con il linguaggio stilistico recentemente visto su altri modelli della Casa. Le versioni a metano puntano sul motore 1.5 G-tron in grado di erogare 131 CV. I prezzi di listino partono da 31.900 euro.

Skoda Scala: ancora una vettura del Gruppo VW presente in questo elenco. La Skoda Scala nasce sulla stessa piattaforma della Polo, ma si differenzia dall’utilitaria tedesca per uno stile particolarmente rigoroso . Il 1.0 G-Tec da 90 CV è il motore prescelto per la doppia alimentazione benzina-metano. I prezzi partono da 22.730 euro.

Cose da sapere

Perché scegliere una macchina a benzina?

La necessità di contenere consumi ed emissioni ha portato ad un downsizing della cilindrata associato al ritorno in auge del turbocompressore. Questa scelta tecnica ha consentito di avere motori brillanti e poco assetati. I modelli più interessanti i commercio sono: Ford Fiesta (da 20.900 euro), Citroen C4 (da 22.900 euro), Jeep Renegade (da 24.250 euro) e Peugeot 208 (da 15.700 euro).

Conviene ancora acquistare un’auto diesel?

Chi acquista un’auto diesel nuova sa da subito che la svalutazione del mezzo sarà importante dopo pochissimo tempo e che potrà incorrere in blocchi del traffico nonostante si trovi alla guida di una Euro 6.

Quando scegliere un’auto GPL?

Se si vogliono mantenere i costi di gestione sotto controllo la scelta del GPL è l’ideale. Il costo del carburante, infatti, è inferiore di circa la metà rispetto alla benzina, anche se il consumo è superiore. Chi deve percorrere grandi distanze può prendere in considerazione diverse soluzioni, come la Dacia Sandero (da 12.600 euro), la Fiat Panda (da 15.000 euro) e la Renault Capture (da 21.650 euro).

Perché scegliere il metano?

L’offerta delle vetture alimentate a metano non è molto ampia sul nostro mercato, così come ridotta è anche la presenza di distributori specializzati. Di sicuro il costo del metano, inferiore di 2/3 rispetto a quello della benzina, è un incentivo sufficiente per far propendere per questa motorizzazione. Tra i modelli migliori sul mercato possiamo citare la Seat Arona (da 19.900 euro), l’Audi A3 (da 31.900 euro) e la Skoda Scala (da 22.730 euro).

Motori diesel: tutto quello che c’è da sapere

I motori diesel più puliti ed efficienti

È arrivata la fine per i motori diesel? Le sempre più stringenti normative comunitarie hanno spinto i costruttori ad abbandonare questa tecnologia considerata eccessivamente inquinante per abbracciare l’elettrico, ma è indubbio che al momento i motori diesel si rivelino la scelta ideale per chi è obbligato a percorrenze chilometriche impegnative. Vediamo quali sono i migliori modelli in commercio.

INDICE
 Funzionamento del motore diesel
 Motore diesel a 2 tempi vs motore diesel a 4 tempi
 Tipologie motori diesel
 Miglior motore diesel
 Motore ibrido diesel
 Motori diesel: il futuro
 Motori diesel euro 6

Il motore diesel ha un funzionamento differente da quello alimentato a benzina. Il concetto di base del funzionamento del motore Diesel è che quando un gas viene compresso, si riscalda. In questo motore viene utilizzata tale proprietà comprimendo all’interno del cilindro la sola aria a valori elevati, tali per cui il combustibile iniettato si accende spontaneamente, in quanto l’aria presente nel cilindro durante la fase della compressione ha una temperatura superiore alla sua temperatura di accensione.

In commercio non esiste una sola tipologia di motore diesel  ma differenti varianti denominate a 2 e 4 tempi.

I motori Diesel a due tempi sono di impiego prevalentemente industriale e navale, sono generalmente più grandi rispetto a quelli a 4 tempi e sviluppano potenze molto maggiori, con regimi di rotazione di massimi di circa qualche centinaia di giri al minuto.

I motori Diesel a quattro tempi sono quelli maggiormente diffusi nel campo automobilistico, ma a differenza dei primi sono caratterizzati da una particolare complessità costruttiva.

Il frazionamento dei motori diesel a 4 tempi può essere vario dato che i problemi ed i vantaggi di una determinata configurazione restano immutati, sia che si tratti di motori a ciclo Otto o di motori a ciclo Diesel. Nelle auto la configurazione più diffusa è quella a quattro cilindri in linea sovralimentati.

Fino ad una decina di anni fa le Case puntavano con decisione sul motore diesel ed anche le più comuni utilitarie erano dotate di questa tipologia di propulsori.

  • Blue HDi: il Gruppo PSA si è distinto per la realizzazione dei BlueHDi, utilizzati sulle vetture firmate Citroen, DS, Peugeot, Opel e prossimamente, con tutta probabilità, anche su Fiat, Alfa Romeo, Lancia e Jeep dopo la recente nascita di Stellantis.
  • Tdi: il Gruppo Volkswagen è certamente uscito con le ossa rotte dallo scandalo dieselgate, ma non si può nascondere l’efficienza dei propulsori marchiati TDi, acronimo di Turbocharged Direct Injection, portati alla luce nel lontano 1989. Questo è uno dei propulsori più diffusi e declinati in termini di cubatura e potenza ed è ancora presente sulle vetture dei marchi Volkswagen, Audi, Seate Skoda.
  • Multijet: il colpo di genio del Gruppo Fiat ha un nome, Multijet. L’idea del reparto ricerca e sviluppo è stata quella di creare il common rail,  un comando che “frazioni” l’iniezione di carburante in “getti” più piccoli. Questa soluzione tecnologica è adesso adottata da tutti i costruttori ed ha aperto la strada a motori diesel efficienti e parsimoniosi nei consumi.

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In commercio sono presenti numerose vetture dotate di motori diesel efficienti. Vediamo le più interessanti:

  • Volkswagen T-Roc
  • Audi A4
  • Alfa Romeo Giulia
  • Peugeot 508
  • Mercedes Classe C

Volkswagen T-Roc. Uno dei più grandi successi commerciali della Casa tedesca è un SUV compatto realizzato sul pianale della Golf e caratterizzato da uno stile ben eseguito. Sotto il cofano si può optare per il 2.0 litri TDi da 116 o 150 CV. I prezzi partono da 28.650 euro.

Audi A4: vera e propria punta di diamante della Casa dei quattro anelli, la A4 è da sempre in lotta con la BMW Serie 3 e la Mercedes Classe C per primeggiare nel settore di riferimento. Tra i diesel spicca il 2.0 litri da 190 CV ed il potente 3.0 litri da ben 286 CV. I prezzi partono da 47.900 euro.

Alfa Romeo Giulia: la berlina per eccellenza che ha fatto tornare la Casa italiana alla trazione posteriore. La sportività insita nel suo DNA ben si sposa con l’anima da Gran Turismo. Il motore diesel da 2.2 litri è disponibile nelle potenze di 160, 190 e 210 CV. Si parte da 45.000 euro.

Peugeot 508: berlina dallo stile affascinante che ha segnato il nuovo corso del linguaggio stilistico della Casa francese, la Peugeot 508 si rivela una ottima vettura per macinare migliaia di chilometri grazie al motore diesel BueHDi da 1.5 litri e 131 CV di potenza. I prezzi partono da 34.500 euro.

Mercedes Classe C: la berlina tedesca è ormai da decenni il punto di riferimento del segmento perché riesce a coniugare alla perfezione sportività ed eleganza. I motori diesel presenti in listino sono il 1.6 ed il 2.0 litri con potenze da 122 a 245 CV.

L’evoluzione tecnologica ha spinto i costruttori a spostarsi sulla strada dell’elettrificazione dei propulsori. Questo ha comportato l’introduzione sul mercato di motori ibridi diesel che si rivelano particolarmente efficienti in termini di consumi andando ad incrementare le già ottime qualità proprie del diesel. La tecnologia ibrida, inoltre, si rivela efficace per poter circolare anche in presenza di blocchi del traffico.

Dopo lo scandalo dieselgate, e complici anche scelte politiche comunitarie spesso prive di fondamento, il futuro dei motori diesel sempre ormai segnato. Le quote di mercato di queste motorizzazioni stanno lentamente crollando a vantaggio soprattutto dell’ibrido. Di sicuro gran parte degli automobilisti sta rimpiangendo questo lento declino dei motori diesel, da sempre ottimi alleati quando si deve trovare il giusto compromesso tra costi di gestione contenuti e percorrenze chilometriche annue impegnative.

Lo standard Euro 6 è ormai proprio di tutte le vetture di recente costruzione, sia benzina che diesel. Per quanto riguarda questa ultima categoria si può notare come queste motorizzazioni siano particolarmente pulite considerando che le emissioni di CO2 sono pari a 0,50 g/Km, quelle di NoX pari a 0,08 g/Km e quelle di PM10 pari a 0,005 g/Km. Valori che farebbero impallidire anche un benzina Euro 4!

Cose da sapere

Come funziona il motore diesel?

Il concetto di base del funzionamento del motore Diesel è che quando un gas viene compresso, si riscalda. In questo motore viene utilizzata tale proprietà comprimendo all’interno del cilindro la sola aria a valori elevati, tali per cui il combustibile iniettato si accende spontaneamente, in quanto l’aria presente nel cilindro durante la fase della compressione ha una temperatura superiore alla sua temperatura di accensione.

Quali sono le tipologie di motori diesel esistenti?

Esistono tre tipologie di motori diesel. Il Blue HDi è utilizzato sulle vetture firmate Citroen, DS, Peugeot, Opel e prossimamente, con tutta probabilità, anche su Fiat, Alfa Romeo, Lancia e Jeep dopo la recente nascita di Stellantis. Il Tdi sono tra i propulsori più diffusi e declinati in termini di cubatura e potenza ed è ancora presente sulle vetture dei marchi Volkswagen, Audi, Seate Skoda. Infine il Multijet è la soluzione tecnologica adesso adottata da tutti i costruttori ed ha aperto la strada a motori diesel efficienti e parsimoniosi nei consumi.

Perché scegliere un motore diesel ibrido?

L’evoluzione tecnologica ha spinto i costruttori a spostarsi sulla strada dell’elettrificazione dei propulsori. Questo ha comportato l’introduzione sul mercato di motori ibridi diesel che si rivelano particolarmente efficienti in termini di consumi andando ad incrementare le già ottime qualità proprie del diesel. La tecnologia ibrida, inoltre, si rivela efficace per poter circolare anche in presenza di blocchi del traffico.

Qual è il futuro dei motori diesel?

Le quote di mercato di queste motorizzazioni stanno lentamente crollando a vantaggio soprattutto dell’ibrido. Di sicuro gran parte degli automobilisti sta rimpiangendo questo lento declino dei motori diesel, da sempre ottimi alleati quando si deve trovare il giusto compromesso tra costi di gestione contenuti e percorrenze chilometriche annue impegnative.

 

FAP: cos’è e a cosa serve il filtro antiparticolato

Alla scoperta del filtro antiparticolato

La lotta alle emissioni ha colpito in maniera particolarmente dura i motori diesel, ma i costruttori sono riusciti a rendere questi propulsori meno inquinanti grazie all’adozione del filtro antiparticolato.

 

INDICE
Cos’è il FAP e come funziona
Rigenerazione FAP: cos’è e a cosa serve
Pulizia filtro antiparticolato
Differenza tra FAP e DPF
Quanto costa pulire o sostituire un filtro antiparticolato?

La sigla FAP è l’acronimo per Filtre à Particules e si tratta di un dispositivo adottato su tutte le vetture diesel di categoria Euro 4 e successive. Grazie al FAP è possibile ottenere una riduzione notevole di tutte le particelle di PM10 diminuendo, di conseguenza, le emissioni inquinanti nell’atmosfera.

Il funzionamento del FAP è possibile grazie alla presenza di un filtrante in carburo di silicio dotato di canali e celle alveolari che hanno il compito di trattenere il particolato.

Analogamente, all’interno del filtro antiparticolato è presente un additivo a base di cerina grazie al quale si favorisce l’aggregazione del PM10 in agglomerati più grandi e, di conseguenza, più facilmente filtrabili.

Per mantenere in perfetta efficienza il filtro antiparticolato è fondamentale effettuare e portare a compimento la rigenerazione. Questa operazione avviene automaticamente grazie ad un software che procede all’autodiagnosi del sistema di filtraggio e che avvia la rigenerazione ogni 400 – 500 km in base alla quantità di particolato presente nel filtro.

La durata dell’operazione è di circa 2 o 3 minuti e durante questo periodo è consigliabile tenere una velocità di circa 60 km/h sino a compimento della rigenerazione.

Al termine della rigenerazione potrebbe essere necessario il ripristino del livello di additivo presente nel filtro, anche se nelle vetture più moderne i filtri sono concepiti e prodotti per operare senza l’utilizzo di additivi e richiedono quindi una manutenzione minore.

Per fare in modo che il FAP sia sempre in perfetta efficienza è fondamentale procedere alla pulizia del filtro antiparticolato rispettando gli intervalli di rigenerazione del FAP.

Il FAP solitamente tende a saturarsi ogni 10-15 ore di funzionamento ed è dotato di un sistema di pulizia automatizzato che elimina il PM10 eseguendo un’ulteriore combustione, grazie all’aiuto di post-iniezioni di gasolio.

Durante questo processo di rigenerazione vengono raggiunte temperature decisamente elevate che consentono di trasformare il PM10 in particelle più piccole e meno inquinanti successivamente espulse insieme agli altri gas di scarico.

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Spesso si tende a fare confusione tra FAP e DPF, ma i due dispositivi sono differenti.

Il xb, acronimo di Diesel Particulate Filter, identifica una tipologia di filtro standard comune alla maggior parte delle automobili, mentre il FAP è un dispositivo presente sulle vetture del gruppo Peugeot-Citroen in grado di funzionare senza l’ausilio di additivi coadiuvanti a temperature comprese fra i 600 e i 650°C.

Il DPF utilizza un additivo a base di cerina capace di abbassare la temperatura di rigenerazione fino a 400°C, mentre il FAP sfrutta temperature più elevate durante la rigenerazione ed offre il vantaggio di generare una minore contro-pressione dei gas di scarico.

Come abbiamo affermato in precedenza, tenere in perfetta efficienza il filtro antiparticolato è fondamentale per evitare noie meccaniche e per non dover affrontare spese importati per la pulizia o la sostituzione.

I costi non sono fissi e variano in base a differenti fattori come la tipologia del FAP e la necessità o meno di ricaricare il serbatoio dell’additovo.

In media un kit fai da te per la pulizia ha un prezzo di circa 500 euro, mentre per la sostituzione si può arrivare a spendere anche 5000 euro per i dispositivi più costosi.

Cose da sapere

Cos’è il filtro antiparticolato?

La sigla FAP è l’acronimo per Filtre à Particules e si tratta di un dispositivo adottato su tutte le vetture diesel di categoria Euro 4 e successive. Grazie al FAP è possibile ottenere una riduzione notevole di tutte le particelle di PM10 diminuendo, di conseguenza, le emissioni inquinanti nell’atmosfera.

Come funziona la rigenerazione FAP?

La rigenerazione FAP avviene automaticamente grazie ad un software che procede all’autodiagnosi del sistema di filtraggio e che avvia la rigenerazione ogni 400 – 500 km in base alla quantità di particolato presente nel filtro. La durata dell’operazione è di circa 2 o 3 minuti e durante questo periodo è consigliabile tenere una velocità di circa 60 km/h sino a compimento della rigenerazione.

Qual è la differenza tra FAP e DPF?

Il DPF, acronimo di Diesel Particulate Filter, identifica una tipologia di filtro standard comune alla maggior parte delle automobili, mentre il FAP è un dispositivo presente sulle vetture del gruppo Peugeot-Citroen in grado di funzionare senza l’ausilio di additivi coadiuvanti a temperature comprese fra i 600 e i 650°C.

Quanto costa la sostituzione o la pulizia del filtro antiparticolato?

I costi non sono fissi e variano in base a differenti fattori come la tipologia del FAP e la necessità o meno di ricaricare il serbatoio dell’additovo.

In media un kit fai da te per la pulizia ha un prezzo di circa 500 euro, mentre per la sostituzione si può arrivare a spendere anche 5000 euro per i dispositivi più costosi.

Colonnine ricarica auto elettriche: come funzionano e dove trovarle

colonnina-ricarica-auto-elettriche

La mobilità elettrica ormai è una realtà. I costruttori stanno investendo risorse ingenti per proporre sul mercato modelli a zero emissioni con autonomia sempre maggiore ed i consumatori stanno rispondendo positivamente a questo cambiamento epocale. Sulle strade, poi, si stanno moltiplicando le colonnine di ricarica elettrica. Scopriamo come funzionano.

 INDICE
 Colonnine ricarica auto elettriche: cosa sono
 Colonnine elettriche pubbliche e private: le differenzea
 Colonnine elettriche: le modalità di ricarica
 Stazioni ricarica auto elettriche
 Colonnine ricarica auto elettriche autostrada
 App per colonnine elettriche
 Abbonamento ricarica auto elettrica: i costi
 Distributori energia elettrica auto

Con la definizione di colonnina di ricarica auto elettriche si definiscono tutti quei dispositivi presenti su strada presso i quali è possibile effettuare il pieno di energia alle batterie della vettura. Non esiste una forma standard per queste colonnine, e la ricerca sta studiando anche sistemi ad induzione che in futuro potranno consentire agli automobilisti di fare a meno del cavo di ricarica.

Esistono due tipologie di colonnine elettriche: pubbliche e private. Le prime sono installate da fornitori di energia e gestori di rete e possono essere posizionate nelle strade pubbliche oppure nei parcheggi pubblici situati presso gli aeroporti o le stazioni ferroviarie, mentre le seconde sono quelle allacciate alla rete locale e presenti presso le abitazioni, i posteggi dei negozi, dei ristoranti, degli hotel e così via.

Al momento la tecnologia prevede quattro differenti modalità di ricarica:

1) Ricarica lenta (6-8 h) a 16 A, (corrente alternata) ammessa solamente in ambiente domestico privato. È possibile utilizzare una semplice presa domestica o una presa industriale fino a 32 A;

2) Ricarica lenta (6-8 h) a 16 A, (corrente alternata) ammessa in ambiente domestico e pubblico. Sul cavo di alimentazione del veicolo è presente un dispositivo denominato Control Box (Sistema di sicurezza PWM) che garantisce la sicurezza delle operazioni durante la ricarica. Le prese utilizzabili sono quelle domestiche o industriali fino a 32 A;

3) Ricarica lenta (6-8 h) a 16 A o mediamente rapida (30 min – 1 h) a 63 A, 400V (Modalità con sistema di sicurezza PWM), ammessa in ambiente domestico e pubblico. La ricarica deve avvenire tramite un apposito sistema di alimentazione dotato di connettori specifici;

4) Ricarica ultra rapida (5-10 min) in corrente continua fino a 200 A, 400 V, ammessa solamente in ambiente pubblico. Con questo sistema è possibile ricaricare i veicoli in alcuni minuti, il caricabatterie è esterno al veicolo

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Conoscere in anticipo dove si trovano le colonnine elettriche per la ricarica è un aspetto fondamentale per un corretto utilizzo della vettura. Solo così, infatti, si potrà programmare correttamente un viaggio senza l’ansia di restare a secco di energia.

Per sapere dove sono posizionate le colonnine di ricarica elettrica si potranno consultare sia i numerosi siti web o le app dedicate così da avere sempre a portata di mano ed in tempo reale tutte le informazioni.

Come abbiamo accennato in precedenza, conoscere in anticipo dove sono posizionate le colonnine elettriche si rivela ad oggi ancora fondamentale per effettuare un viaggio in autostrada.

Al momento lo sviluppo delle colonnine di ricarica sulla rete autostradale sta proseguendo spedito e grazie ad un emendamento alla Legge di Bilancio del 2021 è stato previsto l’obbligo di installazione di colonnine di ricarica veloce ogni 50 Km sulla rete autostradale.

La possibilità di consultare tramite il proprio smartphone dove si trova la colonnina elettrica più vicina è senza dubbio una delle maggiori comodità apprezzate dai possessori di auto elettriche.

Sono numerose le app disponibili sugli store virtuali:

  • JuicePass

L’applicazione di Enel X è una delle migliori app in circolazione sui servizi di ricarica. Disponibile gratuitamente su Apple Store e Play Store, JuicePass permette agli utenti di visualizzare e prenotare le colonnine nella zona oltre a monitorare da remoto il processo di ricarica ed effettuare il pagamento.

  • Plug&Go

L’applicazione Plug&Go di Edison, disponibile gratuitamente sia per iOS sia per Android permette di filtrare le colonnine in base a diversi parametri come il tipo di connettore, la potenza e la disponibilità.

  • e-Moving

L’applicazione del gestore A2A che opera tra Milano e Brescia consente agli utenti di visualizzare sulla mappa le diverse colonnine e il loro stato.

  • Open Charge Map

Open Charge Map permette all’utente di visualizzare le colonnine di tutti i gestori delle stazioni di ricarica di tutto il mondo. Sebbene sia veramente completa da questo punto di vista, questa applicazione, disponibile solo in lingua inglese, non consente di prenotare i punti di ricarica e di effettuare i pagamenti.

  • Nextcharge

Questa applicazione permette di visualizzare sulla mappa le colonnine di diversi gestori di ricarica. Una volta scelta la colonnina, l’utente può prenotarla, sbloccarla e pagare direttamente dall’applicazione dopo aver collegato una carta di credito o un conto Paypal. L’applicazione Nextcharge è disponibile gratis su Play Store e App Store.

  • PlugShare

Scaricabile gratuitamente da App Store e Play Store, Plugshare offre in linea di massima gli stessi servizi di Nextcharge. Gli utenti possono visualizzare più di 300.000 colonnine di ricarica sparse in tutto il mondo.

Dire addio al petrolio ed abbattere notevolmente i costi di gestione è uno dei grandi vantaggi delle auto elettriche. La ricarica di energia, però, non è gratuita ma sono previsti dei costi fissi. Se si opta per la ricarica pubblica è necessario sottoscrivere un abbonamento con un costo mensile di 25 euro che garantisce ricariche illimitate, mentre per la ricarica privata si potrà scegliere se sfruttare la rete domestica oppure sottoscrivere un canone di noleggio per un contatore aggiuntivo del costo medio di 60 euro mensili.

Sono numerosi i distributori di energia elettrica presenti nel nostro Paese. Tra i più importanti abbiamo Enel, presente su tutto il territorio nazionale, A2A, specifica per l’area di Milano e Brescia, Route220 attraverso la piattaforma Evway presente nel nord e centro Italia, Ressolar, Silfi, nel Comune di Firenze, Hera, nei comuni di Modena ed Imola, Class Onlus, in Lombardia, Charge Point, Deval, in Val d’Aosta ed Alperia, in Alto Adige. Vediamoli nel dettaglio:

  • ENEL X

La spin off del colosso italiano dell’energia può contare su più di 10.000 colonnine di ricarica sparse sul territorio europeo, 8.000 delle quali diffuse in Italia. Enel X mette a disposizione dei clienti 4 tipi diversi di colonnine con potenze che vanno dai 22 kW agli oltre 50 kW delle High Power Charger. Sono sempre 4 le tariffe disponibili: due in abbonamento (Flat Small e Flat Large) e due a consumo (Base e Premium). Le prime due hanno un costo rispettivamente di 25 e 45 euro con una soglia di ricarica che va da 60 kWh al mese a 120 kWh al mese. Le tariffe a consumo hanno invece un costo a kWh che varia da 0,40 a 0,79 € in base alla colonnina scelta, Con la Premium, pagando 25 euro di costo fisso aggiuntivo, è possibile prenotare il punto di ricarica desiderato.

  • DUFERCO ENERGIA

La società ligure dispone di oltre 10.000 colonnine sparse sul territorio nazionale. Il contratto Due Energia Flat ha un costo di 25€/mese + IVA (minimo 24 mesi) e permette di caricare un massimo di 300 kWh al mese. A disposizione dei clienti anche la tariffa a consumo Due Energia Ricaricabile che parte da un prezzo di 40€+IVA per 100 kWh fino ad arrivare a 140+IVA per 400 kWh.

  • BECHARGE

Circa 2.000 colonnine distribuite sul territorio nazionale e 3 tipi di tariffe differenti. Il costo a consumo è di 0,45€/kWh mentre, in abbonamento, Be Charge mette a disposizione la tariffa Be 50, 21 €/mese per 50 kWh, e Be Super100, 38€/mese per 100 kWh.

  • HERA

Un’altra delle aziende presenti in Liguria che mette a disposizione per chi ha già un contratto di fornitura domestica di luce e gas con Hera, una trentina di punti di ricarica. La tariffa a consumo costa 0,40 €/kWh + 2€ fissi al mese mentre la tariffa Flat in abbonamento prevede un costo di 20€ al mese con 40 kWh di energia disponibile.

  • A2A

Il gestore lombardo A2A mette a disposizione dei suoi clienti un totale di 75 colonnine di ricarica sparse tra Milano e Brescia. Dopo il costo di attivazione di 30 euro tramite il sito, gli utenti ricevono una e-Moving Card necessaria per la ricarica. Il costo è di 15,10 €/trimestre senza nessuna soglia di kWh.

  • NEOGY

Nata dall’unione tra Alperia e Dolomiti Energia, Neogy opera sia sul territorio nazionale sia su quello europeo grazie a particolari accordi di interoperabilità con altri gestori. La tariffa a consumo prevede il pagamento iniziale di 35 euro e un costo al kWh che varia da 0,45 ai 0,70 € in base alla potenza di ricarica della colonnina (dai 22 kW ai 100 kW). A disposizione dei clienti anche una tariffa a tempo, Direct Payment, che ha un costo di 0,06 €/minuto nelle colonnine da 22 kW e 0,55 €/minuto in quelle da 50 kW o più.

  • EVWAY

La piattaforma Evway permette ai suoi clienti di usufruire delle stazioni di ricarica di diversi gestori, sfruttando l’interoperabilità dei punti di ricarica. La tariffa a consumo per la ricarica in corrente alternata AC è di 0,40 €/kWh che salgono a 0,45 €/kWh nelle stazioni a corrente continua DC per una ricarica più rapida.

  • TESLA

La Casa automobilistica di Palo Alto ha sviluppato una propria rete di ricarica Supercharger che prevede un costo di ricarica di 0,30 €/kWh per i possessori di una Tesla.

  • IONITY

La joint venture nata dall’unione di diverse Case automobilistiche europee e non solo offre una delle più grandi infrastrutture di ricarica europee con punti di ricarica fino a 350 kW di potenza. Le tariffe variano in base alla marca del veicolo che si vuole ricaricare. Da 0,29 a 0,33 €/kWh per i possessori di una Mercedes, Audi e Porsche fino a 0,79 €/kWh per una marca che non rientra nella partnership.

Cose da sapere

Cosa sono le colonnine di ricarica auto elettriche?

Con la definizione di colonnina di ricarica auto elettriche si definiscono tutti quei dispositivi presenti su strada presso i quali è possibile effettuare il pieno di energia alle batterie della vettura. Non esiste una forma standard per queste colonnine, e la ricerca sta studiando anche sistemi ad induzione che in futuro potranno consentire agli automobilisti di fare a meno del cavo di ricarica.

Quali sono le modalità di ricarica delle auto elettriche alle colonnine?

1) Ricarica lenta (6-8 h) a 16 A, (corrente alternata) ammessa solamente in ambiente domestico privato.

2) Ricarica lenta (6-8 h) a 16 A, (corrente alternata) ammessa in ambiente domestico e pubblico. Le prese utilizzabili sono quelle domestiche o industriali fino a 32 A;

3) Ricarica lenta (6-8 h) a 16 A o mediamente rapida (30 min – 1 h) a 63 A, 400V (Modalità con sistema di sicurezza PWM), ammessa in ambiente domestico e pubblico.

4) Ricarica ultra rapida (5-10 min) in corrente continua fino a 200 A, 400 V, ammessa solamente in ambiente pubblico. Con questo sistema è possibile ricaricare i veicoli in alcuni minuti, il caricabatterie è esterno al veicolo.

Ci sono colonnine di ricarica auto elettriche in autostrada?

Al momento lo sviluppo delle colonnine di ricarica sulla rete autostradale sta proseguendo spedito e grazie ad un emendamento alla Legge di Bilancio del 2021 è stato previsto l’obbligo di installazione di colonnine di ricarica veloce ogni 50 Km sulla rete autostradale.

Quanto costa l’abbonamento per la ricarica delle auto elettriche?

Se si opta per la ricarica pubblica è necessario sottoscrivere un abbonamento con un costo mensile di 25 euro che garantisce ricariche illimitate, mentre per la ricarica privata si potrà scegliere se sfruttare la rete domestica oppure sottoscrivere un canone di noleggio per un contatore aggiuntivo del costo medio di 60 euro mensili.

Cambio di residenza patente: come funziona e dove farlo

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Qualora si dovesse cambiare residenza è fondamentale aggiornare tutti i documenti in possesso che riportano questa indicazione. Tra questi c’è anche la patente che dovrà essere aggiornata con il nuovo indirizzo. Scopriamo tutti i passaggi.

 INDICE
 Cambio di residenza: cosa fare
 Cambio di residenza sulla patente
 Motorizzazione e cambio della residenza
 Costo cambio residenza sulla patente
 Numero verde cambio residenza patente

Non capita di rado che si sia costretti a cambiare residenza. In questo caso per poter completare questa pratica ci si dovrà recare all’ufficio anagrafe del Comune presso il quale si intende trasferire la residenza, e comunicare il nuovo indirizzo. Nei giorni successivi si riceverà visita da parte della Polizia Locale che verificherà l’effettiva presenza del richiedente presso l’indirizzo indicato.

Completata la procedura all’anagrafe sarà lo stesso ufficio comunale a procedere all’aggiornamento delle banche dati. Così facendo sarà l’anagrafe del comune a comunicare il nuovo indirizzo di residenza alla Motorizzazione Civile.

In passato, quando la Motorizzazione Civile veniva a conoscenza della comunicazione trasmessa dall’ufficio anagrafe, inviava al titolare della patente un talloncino adesivo indicante il nuovo indirizzo che doveva essere incollato sia sulla patente che sul libretto di circolazione. Oggi, però, la procedura è totalmente cambiata.

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A seguito delle modifiche al Codice della Strada introdotte dal 2013 sulla patente di guida non è più indicata la residenza del titolare del documento, e pertanto in caso di nuova residenza non verrà più inviato alcuna talloncino adesivo.

Si potrà comunque procedere alla richiesta di aggiornamento indirizzo patente successivamente alla domanda di iscrizione anagrafica nel Comune di nuova residenza, oppure di cambio di abitazione nel Comune di residenza.

Per procedere con la richiesta di aggiornamento dei dati di residenza è necessario compilare un modulo in distribuzione negli uffici comunali. Il Comune che accoglie la richiesta comunica la variazione della residenza al Ministero e quest’ultimo, sulla base delle informazioni ricevute dal Comune, aggiorna la residenza dell’interessato negli appositi archivi informatici.

Oltre all’autocertificazione si dovranno compilare una serie di moduli tra cui il modulo DTT 954 I, disponibile sia negli uffici comunali che online. Per il cambio indirizzo patente non è previsto alcun costo.

Compiute le operazioni di cambio residenza presso gli uffici dell’anagrafe comunale si potrà verificare l’aggiornamento dei dati sulla patente di guida sia tramite il portale dell’automobilista, che tramite numero verde. Per avere informazioni sullo stato di aggiornamento della pratica si potrà contattare il numero 800.23.23.23 dell’Ufficio Centrale Operativo del Centro Elaborazione Dati del Ministero dei Trasporti attivo tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 14.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30.

Cose da sapere

Quando si cambia residenza è necessario aggiornare l’indirizzo sulla patente?

A seguito delle modifiche al Codice della Strada introdotte dal 2013 sulla patente di guida non è più indicata la residenza del titolare del documento, e pertanto in caso di nuova residenza non verrà più inviato alcuna talloncino adesivo. Si potrà comunque procedere alla richiesta di aggiornamento indirizzo patente successivamente alla domanda di iscrizione anagrafica nel Comune di nuova residenza, oppure di cambio di abitazione nel Comune di residenza.

A chi bisogna comunicare la variazione di residenza per il cambio sulla patente?

Quando si cambia residenza è necessario recarsi all’ufficio anagrafe del Comune presso il quale si intende trasferire la residenza, e comunicare il nuovo indirizzo. Nei giorni successivi si riceverà visita da parte della Polizia Locale che verificherà l’effettiva presenza del richiedente presso l’indirizzo indicato. Sarà l’anagrafe del comune a comunicare il nuovo indirizzo di residenza alla Motorizzazione Civile.

Quanto costa il cambio residenza sulla patente?

Per il cambio indirizzo patente non è previsto alcun costo.

Ricarica auto elettrica: ecco i costi e i tempi per la carica delle batterie

Ricarica auto elettrica

I costruttori stanno puntando con sempre maggiore convinzione sulle auto elettriche ed il mercato, grazie anche ad incentivi importanti, sta rispondendo con percentuali crescenti anno dopo anno. I consumatori, però, sono spesso dubbiosi in merito ai tempi ed ai costi della ricarica. Scopriamo nel dettaglio tutte le informazioni più importanti.

 INDICE
 Costo ricarica auto elettrica
 Colonnina ricarica auto elettrica: la normativa
 Quanto costa ricaricare un’auto elettrica alla colonnina
 Tempo ricarica auto elettriche
 Come si ricaricano le auto elettriche
 Come ricaricare l’auto elettrica da casa

Abbandonare la dipendenza dal petrolio per non dover più sostenere spese per il pieno di carburante è una delle maggiori attrattive offerte dall’auto elettrica. Tuttavia, nell’affrontare questo cambiamento radicale bisogna valutare il costo di ricarica delle batterie delle auto elettriche.

Se si sfrutta la propria rete domestica il costo sarà di 0,20 euro al kWh, mentre se l’operazione di ricarica sarà effettuata utilizzando una colonnina a corrente alternata da 11 o 22 kW il costo sarà di 0,45 euro al kWh.

Qualora, invece, si opti per una ricarica presso le colonnine fast charge con corrente continua da 50 kW, il costo per ricaricare l’auto elettrica sarà di 0,55 euro kWh.

Grazie al decreto legislativo 257/2016, ed entrato in vigore nel 2018, l’Italia ha recepito la direttiva europea in materia di ricarica auto elettrica .

Stando alla normativa in vigore vi è l’obbligo di predisporre punti di ricarica nei nuovi edifici residenziali con almeno 10 unità abitative, includendo anche edifici a diverso uso con superficie utile superiore a 500 metri quadrati e gli edifici soggetti a ristrutturazione profonda.

Sarà quindi obbligatorio predisporre un numero di punti di ricarica pari al 20% dei posti auto presenti, ed inoltre i distributori di energia elettrica dovranno cooperare su base non discriminatoria con qualsiasi operatore dei punti di ricarica accessibili al pubblico.

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La domanda “Quanto costa ricaricare un auto elettrica alla colonnina?” ha una risposta che potrà far felici tutti coloro che stanno pensando di passare alle auto elettriche.

In generale si può affermare che il costo di ricarica di un’auto elettrica tramite colonnina varia a seconda del fornitore ed oscilla da circa 0,45€ al kW fino ad una potenza di 22 kWh, (ed in questo caso si parla di ricarica lenta), fino a circa 0,50€ per kW per una ricarica veloce.

Uno dei maggior scogli che al momento deve affrontare il mondo delle auto elettriche è quello relativo ai tempi di ricarica.

Sicuramente questa operazione non è immediata come fare il pieno di carburante tradizionale, ma lo sviluppo delle tecnologie sta facendo fare passi da gigante alle Case in questo campo.

Ad oggi per effettuare una ricarica completa sfruttando un impianto tradizionale il tempo per la ricarica di un’auto elettrica è di circa 8 ore. In questo caso l’ideale sarà sfruttare la colonnina di ricarica nel corso della notte così da avere l’auto col pieno la mattina seguente.

La maggior parte dei costruttori, però, promette la possibilità di ricaricare l’80% della batteria in soli 30 minuti così da poter avere una riserva di energia sufficiente per affrontare senza ansia gli spostamenti quotidiani.

Ricaricare l’auto elettrica è un gioco da ragazzi. Ovviamente bisognerà sempre avere a mente la quantità di energia residua e pianificare per tempo la sosta così da programmare tutte le attività da svolgere durante l’operazione.

Una volta individuata la colonnina di ricarica prescelta si dovrà abilitare il pagamento tramite l’app o la scheda di ricarica messa a disposizione dalla compagnia elettrica e successivamente si potrà connettere il cavo con la vettura.

Lo stato di ricarica si potrà controllare anche tramite app così da sapere anche da remoto quando si potrà tornare daccapo alla guida della propria vettura.

È possibile ricaricare un’auto elettrica anche a casa sfruttando una normale presa di corrente. Nella maggior parte dei casi non è necessario richiedere alla propria compagnia elettrica un aumento di kilowatt, ma è una scelta consigliata così da non essere vincolati nell’utilizzo di altri dispositivi mentre la macchina è collegata.

In quest’ultimo caso, se si decide di aumentare la potenza della propria rete domestica, è meglio acquistare o noleggiare una wall box, un dispositivo che viene installato accanto alla presa per ricaricare l’auto in sicurezza.

Cose da sapere

Quanto costa ricaricare un’auto elettrica?

Se si sfrutta la propria rete domestica il costo per la ricarica di un’auto elettrica sarà di 0,20 euro al kWh, mentre se l’operazione di ricarica sarà effettuata utilizzando una colonnina a corrente alternata da 11 o 22 kW il costo sarà di 0,45 euro al kWh.

Qualora, invece, si opti per una ricarica presso le colonnine fast charge con corrente continua da 50 kW, il costo per ricaricare l’auto elettrica sarà di 0,55 euro kWh.

Quanto costa ricaricare l’auto elettrica ad una colonnina?

In generale si può affermare che il costo di ricarica di un’auto elettrica tramite colonnina varia a seconda del fornitore ed oscilla da circa 0,45€ al kW fino a una potenza di 22 kWh, (ed in questo caso si parla di ricarica lenta), fino a circa 0,50€ per kW per una ricarica veloce.

Quanto ci vuole per ricaricare un’auto elettrica?

Ad oggi per effettuare una ricarica completa sfruttando un impianto tradizionale il tempo per la ricarica di un’auto elettrica è di circa 8 ore. In questo caso l’ideale sarà sfruttare la colonnina di ricarica nel corso della notte così da avere l’auto col pieno la mattina seguente.

La maggior parte dei costruttori, però, promette la possibilità di ricaricare l’80% della batteria in soli 30 minuti così da poter avere una riserva di energia sufficiente per affrontare senza ansia gli spostamenti quotidiani.

Si può ricaricare l’auto elettrica a casa?

È possibile ricaricare un’auto elettrica anche a casa sfruttando una normale presa di corrente. Nella maggior parte dei casi non è necessario richiedere alla propria compagnia elettrica un aumento di kilowatt, ma è una scelta consigliata così da non essere vincolati nell’utilizzo di altri dispositivi mentre la macchina è collegata

Cilindrata auto: cos’è e come si calcola

Cilindrata: cos’è e qual è la differenza dai cavalli auto?

Nel parlare della propria auto, ed esaltarne le caratteristiche, spesso si cade nell’errore di confondere la potenza con la cilindrata. Per evitare di fare brutte figure davanti agli amici vediamo di fare chiarezza in questa guida.

 INDICE
 Cos’è la cilindrata
 Cavalli auto e cilindrata: le differenze
 Cosa sono i cavalli
 Potenza motore e cilindrata auto
 Come si calcola la cilindrata
 Acquisto auto: meglio più cavalli o più cilindrata?

Quando si parla di cilindrata si intende la capacità in centimetri cubici del motore ed è il sinonimo della dimensione di un propulsore.

Con la definizione di cilindrata si intende, quindi, il volume d’aria teoricamente aspirato durante un ciclo fisico da una macchina volumetrica.

Nel caso di motori a più cilindri, questa grandezza deve essere moltiplicata per il loro numero. Da questa operazione di evince la cilindrata totale, mentre la cilindrata unitaria è quella che indica il volume riferito ai singoli cilindri.

Spesso si tende a confondere cilindrata e cavalli. La prima è sinonimo della dimensione di un motore, ed è quindi utile a dare l’idea della potenza di un propulsore e fornisce la valutazione delle prestazioni complessive di un’auto, mentre con i secondi viene indicata la quantità di potenza di cui dispone il motore.

Per convenzione l’unità di potenza del propulsore di una vettura viene espressa in CV, ovvero cavalli vapore, oppure in HP, Horse Power, secondo la definizione anglosassone.  La differenza tra le due definizioni è sottile perché 1 CV  equivale a 0,98631 HP. Il fatto che due automobili di pari cilindrata possano avere prestazioni differenti dipende proprio dai cavalli che i motori riescono ad esprimere, anche se la vera differenza per quanto riguarda le prestazioni di un motore è data dalla coppia.

La cilindrata e i cavalli servono entrambi per indicare la potenza di un propulsore. La cilindrata, come abbiamo evidenziato in precedenza, indica la capacità in centimetri cubici del motore, mentre i cavalli indicano l’energia che il motore è in grado di esprimere. I numeri che indicano la cilindrata e i cavalli consentono di capire la potenza di un motore, anche se nella valutazione complessiva si deve tenere conto della tipologia di propulsore, aspirato o turbo, e del tipo di alimentazione oltre che del peso complessivo della vettura.

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Per calcolare la cilindrata di un motore, che universalmente è misurata in cm³, si prende come riferimento la cilindrata del cilindro. Questa indica lo spazio cilindrico di un pistone per la distanza che passa tra il punto morto alto e basso. Moltiplicando questo valore per il numero dei cilindri, si ottiene la cilindrata totale del motore.

Se, ad esempio, una vettura monta un motore quattro cilindri 1.0 di cilindrata il valore di ogni singolo cilindro sarà di 250 cc., mentre se il motore 1.0 è a tre cilindri, il valore di ogni singolo cilindro sarà di 333,3cc.

Nel valutare l’acquisto di una vettura moderna il valore della cilindrata non è l’unico da tenere in considerazione. Un elemento fondamentale, infatti, è il peso del veicolo che spesso supera i 1.000 Kg già sulle più comuni utilitarie.

Ultimamente i costruttori stanno proponendo motori con cilindrate ridotte, come i 3 cilindri, e con potenze specifiche importanti grazie all’ausilio del turbo così da contenere consumi ed emissioni senza penalizzare le prestazioni.

Nel valutare l’acquisto di un’auto è sempre bene, quindi, considerare la massa del mezzo ed optare per un motore che offra un giusto compromesso tra cilindrata e cavalli.

Cose da sapere

Cos’è la cilindrata di un’auto?

Quando si parla di cilindrata si intende la capacità in centimetri cubici del motore ed è il sinonimo della dimensione di un propulsore.

Con la definizione di cilindrata si intende, quindi, il volume d’aria teoricamente aspirato durante un ciclo fisico da una macchina volumetrica.

Cosa sono i cavalli di un motore?

Per convenzione l’unità di potenza del propulsore di una vettura viene espressa in CV, ovvero cavalli vapore, oppure in HP, Horse Power, secondo la definizione anglosassone.  La differenza tra le due definizioni è sottile perché 1 CV  equivale a 0,98631 HP. Il fatto che due automobili di pari cilindrata possano avere prestazioni differenti dipende proprio dai cavalli che i motori riescono ad esprimere, anche se la vera differenza per quanto riguarda le prestazioni di un motore è data dalla coppia.

Come si calcola la cilindrata?

Per calcolare la cilindrata di un motore, che universalmente è misurata in cm³, si prende come riferimento la cilindrata del cilindro. Questa indica lo spazio cilindrico di un pistone per la distanza che passa tra il punto morto alto e basso. Moltiplicando questo valore per il numero dei cilindri, si ottiene la cilindrata totale del motore.

 

Mercato auto 2021: i dati di Gennaio

Fiat 500X: prezzi, dimensioni e caratteristiche 16

Il 2020 è stato un anno difficile per il comparto automotive, a causa delle gravi complicazioni dovute alla crisi Covid-19, come testimoniato dal calo delle immatricolazioni pari al 28%.

In questo articolo andiamo ad analizzare come è cominciato il 2021 per il mercato automobilistico confrontandolo con i valori degli scorsi anni.

Nel nostro report in pdf gratuito puoi trovare tutti i dati sul mercato auto 2020 e il primo mese del 2021.

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INDICE
Mercato auto nuove
Mercato auto usate
Rapporto Usato/Nuovo
Approfondimento auto nuove
Immatricolazioni per alimentazione
Passaggi di proprietà

Nel 2020 abbiamo assistito ad un calo delle immatricolazioni pari al 28% rispetto al 2019, principalmente dovuto alla crisi Covid-19.

Questo calo è stato registrato soprattutto nel periodo primaverile, quando le misure di contenimento del coronavirus sono state più restrittive, mentre nel periodo tra agosto e ottobre si è registrata una crescita dovuta alla ripresa del mercato e agli incentivi, che ha portato ad un allineamento con i dati del 2019.Overview nuovo: 2021 vs 2020 vs 2019

Il 2021 non è partito  nel migliore dei modi: è stato registrato, infatti, un calo delle vendite rispetto a gennaio 2020 pari al 13,8%, dettato soprattutto dalle restrizioni avvenute durante il periodo natalizio che potrebbero aver indotto i consumatori a rimandare i loro acquisti.

Anche il mercato dell’usato ha subito gravi danni nell’ultimo anno: il numero di passaggi di proprietà è, infatti, diminuito del 28% rispetto al 2019.

La ripresa del mercato dell’usato, però, è molto più lenta rispetto alle immatricolazioni del nuovo: mentre per queste ultime durante il periodo estivo si è riusciti a pareggiare i dati del 2019, il mercato dell’usato ha visto una contrazione del mercato pari al 30% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Tale sofferenza è stata confermata anche con il nuovo anno:  a gennaio 2021 il numero di passaggi di proprietà è del 23,5% inferiore rispetto allo stesso mese del 2019.

Un dato che può aiutarci a comprendere meglio l’andamento del mercato automobilistico è il rapporto tra passaggi di proprietà e immatricolazioni di vetture nuove: nel 2020 il valore si è assestato a 2,19, rispetto al 2,18 del 2020, a conferma del fatto che i due mercati nel 2020 hanno subito la stessa contrazione.

Nel corso dell’anno questo valore è stato molto variabile: durante il lockdown è stato infatti molto sopra la media, poiché le uniche vendite erano rappresentate dal mercato dell’usato, mentre nei mesi estivi è tornato a scendere a causa dagli incentivi sulle auto nuove.

(Bozza) Mercato auto 2021: i dati di Gennaio 1

Con il 2021 la situazione risulta differente: cala il market share detenuto dalla vendita di auto usate a favore del nuovo, con un rapporto usato/nuovo che scende a 1,93.

Top 10 Brand 2021

Il grafico sopra mostra l’andamento del mercato a gennaio 2021 rispetto a gennaio 2020. Possiamo notare come rispetto allo scorso anno tutte le cause automobilistiche abbiano subito un calo delle vendite a eccezione di:

  • BMW: + 1,85%
  • Toyota: + 18,09%

I brand che invece hanno risentito maggiormente del calo delle vendite sono:

  • Opel: – 32,74%
  • Volkswagen: -25,78%
  • Fiat: – 21,92%
  • Citroen: – 19,57%

Facendo invece un confronto tra i dati di gennaio 2021 e dicembre 2020 possiamo notare che, mentre lo scorso dicembre c’è stato un calo delle immatricolazioni del 14% rispetto al mese precedente, a gennaio abbiamo assistito a una ripresa del 12% rispetto a dicembre.

Immatricolazioni nuovo gennaio 2021 vs dicembre 2020

A livello di brand la situazione risulta molto diversificata, considerando i TOP 10 vi sono:

  • Marchi che hanno registrato una crescita importante rispetto al mese precedente: Ford, Citroen, BMW e Opel
  • Marchi che hanno consolidato le unità vendute rispetto al mese precedente: Fiat, Toyota e Jeep
  • Marchi che hanno assistito ad un calo importante rispetto al mese precedente: Volkswagen e Renault

La composizione del circolante per alimentazione è ormai destinata a cambiare radicalmente nel corso degli anni: mese dopo mese, infatti, assume sempre più importanza l’immatricolato di vetture elettriche e ibride che ha continuato ad aumentare la sua quota parte nella vendita di auto nuove, grazie anche alla spinta data dagli incentivi varati durante l’estate.

Immatricolazioni nuovo per alimentazione

Rispetto allo scorso anno, a gennaio 2021 si registrano i seguenti valori:

  • Benzina e metano: – 33%;
  • Diesel: – 31%
  • GPL: – 15%
  • Elettriche: + 28%
  • Ibride: + 132%

Passaggi di proprietà 01/2021 vs 01/2020

Il grafico in alto mette a confronto i passaggi di proprietà avvenuti a gennaio 2021 con quelli avvenuti a gennaio 2020: possiamo notare come ci sia un calo di quasi il 25% dei passaggi di proprietà.

Quota di mercato per brand

Nonostante questo calo, appare praticamente immutata la quota di mercato detenuta dai principali brand: quasi il 25% dei passaggi riguarda il brand Fiat che, se considerato a livello di Gruppo FCA, raggiunge il 31% del market share.
Seguono Ford e Volkswagen, mentre il 5% del market share è occupato da un brand premium: Mercedes.

 

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City car a confronto per scegliere quella adatta alle tue esigenze

Nuova Hyundai i10 2020: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7

Nonostante si tratti di una fetta di mercato che si sta sempre più trasformando in una nicchia, le city car continuano a rappresentare comunque un’ottima scelta per tutti coloro che sono alla ricerca di una vettura dalle dimensioni molto contenute e in grado di sistricarsi con agilità nel traffico cittadino. Ecco un’utile guida per orientarvi nella scelta.

 INDICE
 City car a confronto: quale scegliere?
 City Car: tutti i prezzi
 City Car: le più vendute
 Migliore City Car
 City Car economiche

Probabilmente ciò che vi spinge a scegliere le macchine da città è la possibilità di sfruttare gli stretti parcheggi cittadini e dileguarvi più velocemente nel traffico. L’auto segmento A da scegliere dovrà quindi avere un motore brillante che vi consenta di scattare rapidamente ai semafori, ma anche dimensioni contenute e bassi costi di gestione.

Se vi troverete a trascorrere molto tempo all’interno della vostra auto, è bene che la scelta ricada anche su una vettura con un abitacolo confortevole, facile da usare, con un prezzo di acquisto economico e che richieda bassi costi di manutenzione. Se oltre a questi requisiti desiderate avere una vettura dallo stile inconfondibile e con un buon numero di optional, allora la vostra scelta dovrà essere guidata da un’accurata valutazione dell’auto prima dell’acquisto.

offerte city car
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Fiat 500

La Fiat 500 è forse la city car per antonomasia. Lunga poco meno di 3,60 metri racchiude in se stessa tutti gli elementi che la rendono un’ottima vettura da città, sapientemente conditi da uno stile unico che la rendono un’oggetto dal fascino indiscutibile nel suo segmento di appartenenza e non solo. Oggi è disponibile anche in un’inedita variante ibrida che le permettono di accedere ad interessanti agevolazioni. Il prezzo, tuttavia, non è dei più economici.

Si parte da 15.500 euro per la versione base, ma l’allestimento migliore sul quale puntare è il Connect, che può contare su una discreta dotazione tecnologica. Non manca a listino nemmeno la versione alimentata a GPL e per gli amanti della guida a cielo aperto la variante Cabrio a partire da 18.200 euro.

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Renault Twingo

Nata da un progetto comune con Smart, dal quale ha preso vita anche la Forfour, la Renault Twingo si rivela una city car perfetta nel traffico cittadino grazie a dimensioni contenute e motori briosi. L’aspetto simpatico è merito delle linee squadrate e di un frontale compatto dove spiccano due linee di fari, quella superiore grande e quadrangolare e quella inferiore piccola e rotonda. Il posteriore si fa notare per il grande portellone in vetro ben integrato nel design complessivo, mentre le 5 porte rendono agevole anche l’accesso al divanetto posteriore.

Particolarità della Renault Twingo è la disposizione del motore e della trazione, entrambi posteriori. La versione L’unico motore disponibile è il 1.0 SCe da 65 CV. Questo viene abbinato a tre allestimenti: Duel, Duel2 e Intens, con prezzi a partire da 12.950 euro.

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renault twingo usate
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Suzuki Ignis

La Suzuki Ignis spicca tra le city car per il suo look da crossover in miniatura. Se, infatti, le misure del corpo vettura sono compatte, soltanto 3 metri e 70 la lunghezza, le linee alte e squadrate ed i passaruota ben marcati strizzando l’occhio al mondo dell’off road. Il frontale, alto, è reso unico dalla grande mascherina a sviluppo orizzontale e dai fari squadrati, mentre la fiancata presenta linee nette ed un triplice graffio in corrispondenza del montante C che dona un bel dinamismo.

La versione di partenza, denominata Cool viene proposta a partire da 17.100 euro, porta in dote il motore 1.2 da 83 CV ed un equipaggiamento di serie molto ricco che include, tra gli altri, il sistema multimediale con schermo touch 7″, la Radio DAB, il climatizzatore e l’assistenza alla frenata. Interessante la presenza in listino della variante a trazione integrale. Una chicca rara in questo segmento di mercato.

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suzuki ignis usate
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Smart ForFour

La Smart ForFour condivide con la Renault Twingo lo stesso pianale ed identica impostazione meccanica, grazie al motore ed alla trazione posteriore; ma si differenzia dalla cugina francese per uno stile molto personale che riprende a piene mani il look della Smart Fortwo e soprattutto, per la sola disponibilità di un powertrain elettrico.

L’ultima serie della Smart ForFour, infatti, è disponibile unicamente a batteria. Questa ha una capacità di 17,6 kWh, che alimentano un motore elettrico con una potenza di 82 Cv per un’autonomia di 130 km. I prezzi partono da 25.649 euro.

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smart forfour usate
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Ecco una tabella utile per confrontare i prezzi delle principali city car con i prezzi aggiornati al 2021:

Marca e Modello Prezzo
Renault Twingo da 12.950 €
Suzuki Ignis da 17.100 €
Fiat 500 da 15.500 €
Smart ForTwo da 25.027 €
Peugeot 108 da 12.700 €
Volkswagen Up! da 14.450 €
Hyundai i10 da 13.050 €
Toyota Aygo da 13.100 €
Smart ForFour da 25.649  €
Kia Picanto da 12.350 €

offerte city car
offerte city car

Spesso guardare alle auto più vendute per categoria può essere un aiuto alla scelta della prossima auto. Vediamo quindi quali sono state le city car più vendute in Italia a gennaio 2021(Fonte: Unrae – segmento A ‘piccole’):

Marca e Modello vetture immatricolate
Fiat Panda 12.162
Fiat 500 2.728
Toyota Aygo 1.674
Hyundai i10 1.164
Suzuki Ignis 1.160
Citroen C1 1.115
Kia Picanto 992
Peugeot 108 680
Volkswagen Up! 658
Smart ForTwo 419

Ecco una nostra selezione delle migliori utilitarie disponibili sul mercato, in base a prezzo, dimensioni e prestazioni.

Volkswagen Up: la city car anche sportiva

Anche la Volkswagen Up, fa parte di un trio di vetture nate dalla stessa piattaforma. Oltre alla city car tedesca, infatti, dallo stesso pianale sono nate la Seat Mii e la Skoda Citigo. Tutte e tre hanno dimensioni e motori ideali per l’utilizzo in città, ma la tedesca può contare su una carta in più.

Oltre alla tradizionale motorizzazione a benzina, rappresentata da un 1.0 da 65 CV proposto a partire da 14.450 euro e a quella a metano da 68 CV in vendita a 17.000 euro, la Up! puà essere scelta anche nella variante GTI, che fa di lei una delle rare citycar davvero sportive sul mercato. A spingerla provvede il 1.0 TSI da 116 CV che assicura prestazioni brillanti, coadiuvate da un assetto tarato a puntino e un manuale “vecchia scuola”. I prezzi partono da 20.850 euro.

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volkswagen UP usate
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Renault Zoe: la city car elettrica

L’acquisto di city car elettriche è giustificato se queste vetture sono utilizzate in città piuttosto che in un altro tipo di ambienti. Le minori distanze da percorrere sono un vantaggio per la limitata autonomia delle vetture elettriche e il moltiplicarsi di stazioni di ricarica è un ulteriore assist per questa tipologia di vetture. La Renault Zoe, giunta alla seconda generazione, non è soltanto una delle migliori city car elettriche presenti sul mercato, ma anche una delle migliori vetture elettriche in assoluto.

È più piccola rispetto alle altre e questo fa sì che si adatti perfettamente al traffico cittadino, ed è una vettura completa a differenza della Twizy, che ha solo due posti e non ha portiere. È confortevole, facile da guidare e offre un’ottima autonomia che consente di percorrere ben 390 km in condizioni di guida reale e in ciclo misto con motore R135.

Smart Fortwo: la city car per antonomasia

La Smart Fortwo rappresenta una delle city car per eccellenza. Sì, è dotata di due soli posti, ma è proprio in questo che si esprime il suo concetto di mobilità urbana portato all’ennesima potenza. Come la sorella a quattro porte e quattro posti è disponibile soltanto in abbinamento a un motore elettrico.

Questo si basa su una batteria da 17,6 kWh che manda energia ad un motore che eroga 82 CV di potenza massima. L’autonomia dichiarata per il veicolo oscilla tra i 147 e i 159 km con una sola ricarica, calcolati su ciclo NEDC. I prezzi, invece, partono da 25.027 euro.

smart fortwo usate
smart fortwo usate

Hyundai i10: la city car razionale

La piccola Hyundai i10 è tra le city car più pratiche disponibili sul mercato. In appena 3,67 metri offre spazio in abbondanza tanto a chi siede davanti, quanto a chi trova posto dietro, mentre il vano di carico ha una capacità di 252 litri. Tanta poi la tecnologia a bordo che tra infotainment di ultima generazione e sistemi di assistenza alla guida non fa sfigurare la i10 nemmeno nel confronto con vetture di categoria superiore.

In listino è presente unicamente il 1.0 3 cilindri alimentato a benzina e declinato anche nella versione bi-fuel a GPL. La potenza complessiva è di 67 CV (65 in quella a GPL), ma per i più esigenti è presente l’allestimento N che offre sotto il cofano ben 100 CV di potenza tali da rendere molto briosa la i10. I prezzi partono da 13.050 euro.

Qui di seguito una selezione delle City Car più economiche presenti nel mercato, disponibili in differenti allestimenti e motorizzazioni.

Fiat Panda: la city car per la famiglia

Quando si parla di city car non si può non citare la Fiat Panda. La piccola di Torino rappresenta una delle scelte più razionali che si possano fare in questo segmento. Compatta nelle dimensioni ma generosa negli spazi interni si presta ad un uso trasversale, che volendo va ben oltre i confini della città.

Recentemente aggiornata nello stile e nei contenuti, è disponibile in abbinamento a tre propulsori: si parte dal più semplice 0.9 Twinair turbo a benzina da 85 CV, disponibile solo in abbinamento alle versioni a trazione integrale. La medesima unità, ma priva di sovralimentazione, è disponibile anche a metano con una potenza di 75 CV. Completa l’offerta il 1.0 FireFly da 70 CV con tecnologia mild-hybrid.

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Toyota Aygo: la citycar compatta

Uno degli elementi più interessanti della Toyota Aygo è rappresentato dalle sue svariate possibilità di personalizzazione. Si possono infatti scegliere varie tinte per le modanature frontali, laterali e posteriori, così come per alcuni elementi dell’abitacolo. Il tutto permette di vivere un’esperienza di acquista simile a quella che si vivrebbe con vetture di categoria superiore, ma spendendo molto meno.

L’unica motorizzazione disponibile è costituita dal 1.0 VVT-i da 72 CV, mentre si può scegliere fra la carrozzeria a tre o cinque porte. Molti gli allestimenti disponibili a listino, con prezzi a partire da 13.100 euro.

toyota aygo usate
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