Concessionarie: tutti i metodi per restare in contatto con i clienti

Lexus elettrica 2020: app

Per un concessionario, restare in contatto con gli acquirenti una volta conclusa la transazione è importante tanto quanto conquistare un nuovo cliente. La tecnologia offre vari strumenti anche per il post vendita e il lockdown ha mostrato come la gente sia sempre più interessata ad un approccio virtuale con i concessionari.

Guida al calcolo del bollo auto: come sapere quanto pagare

Nell’era digitale

Oggi chi acquista un’auto, anche a causa del Covid, tende sempre meno a recarsi fisicamente in concessionaria, affidandosi all’esperienza online e proprio per questo motivo è necessario digitalizzare la maggior parte delle operazioni di relazione con il cliente, dal primo contatto, alla vendita e fino al post vendita. Già l’anno scorso, dopo meno di un mese di pandemia, il 31% degli utenti italiani ha dichiarato che avrebbe acquistato online prodotti che normalmente compra in negozio. L’isolamento a casa e la paura del contagio hanno fatto il resto, portando a una crescita del 60% del traffico internet a marzo 2020, mentre il 72% degli utenti ha passato più tempo sullo smartphone rispetto a prima.

6 step per comprare un’auto nuova da un concessionario

Gli strumenti da usare

I clienti fidelizzati sono un bene preziosissimo per qualsiasi venditore e anche le statistiche parlano chiaro: in media, si fa sette volte più fatica ad acquisire un nuovo cliente che a vendere qualcos’altro a un vecchio compratore. Per questo motivo sperare che il cliente semplicemente si ricordi del nostro marchio non è una strategia efficace e se il rapporto non prosegue anche dopo la vendita, l’utente può diventare più sensibile ai corteggiamenti della concorrenza. Fino a qualche decennio fa i rapporti con i clienti si limitavano a biglietti di auguri per il compleanno, Natale e Pasqua mentre oggi, grazie alla tecnologia, l’esperienza e l’interazione hanno raggiunto un altro livello. Vediamo dunque attraverso quali canali è possibile fidelizzare i clienti e restare in contatto con loro.

  • Sms – I messaggi di testo sul telefonino resistono al passare degli anni e garantiscono ancora oggi ottimi risultati. Tutte le persone hanno un cellulare e la garanzia di lettura di un sms è praticamente pari al 100% – anche se non è possibile ricevere la conferma di lettura o apertura – in più oggi, con gli smartphone, si possono inviare anche link al proprio sito o a un’applicazione.
  • Email – La posta elettronica è lo strumento più comune e più utilizzato da almeno venti anni. Permette di inviare articoli e newsletter, creare liste dei destinatari in base agli interessi e offre precisi sistemi di misurazione: aperture, letture e click. L’aspetto negativo è che, anche se tutti hanno l’email sul cellulare, in realtà la percentuale di chi apre e legge il testo è molto bassa.
  • Whatsapp – L’applicazione di messaggistica è usata in pratica da tutti gli utenti che hanno uno smartphone e per questo garantisce la massima visibilità. È molto facile da usare, permette di allegare immagini, video, audio e file pdf ed è dotata di conferma dell’avvenuta lettura del messaggio inviato.
  • Telegram – È un’altra app di messaggistica in costante ascesa. Le chat e i file multimediali non hanno limiti di dimensione; inoltre Telegram può essere utilizzata da più dispositivi e permette di visualizzare le chat aggiornate in tempo reale. Rispetto a WhatsApp, offre supergruppi, canali, chat segrete e bot. In più il canale Telegram rappresenta una sorta di newsletter 2.0 che, tra l’altro, consente l’iscrizione di un numero illimitato di membri.
  • Social network – I social sono diffusissimi al giorno d’oggi, sono facili da usare e danno libero sfogo alla creatività, ma come per le email, la percentuale di chi realmente legge i post è bassa. Di contro, post e storie danno la possibilità di avere un rapporto quotidiano e più diretto con i clienti.
  • Applicazioni. Consentono interazioni di diverso tipo, spesso personalizzate in base alle singole esigenze. Prevedono un alto livello di personalizzazione, messaggistica, promozione e notifiche push (messaggi istantanei) per richiamare l’attenzione dei clienti, ma l’inconveniente è che non tutti gli utenti sono disposti a scaricare un’app.

Suzuki: nuovo cambio automatico per Vitara Hybrid e S-Cross Hybrid

Suzuki: nuovo cambio automatico per Vitara Hybrid e S-Cross Hybrid 5

Già da tempo Suzuki è una delle maggiori promotrici della trazione ibrida. Adesso, con il lancio delle nuove Vitara Hybrid e S-Cross Hybrid con cambio automatico a sei rapporti, il marchio nipponico completa la sua proposta elettrificata. La casa giapponese arricchisce così non soltanto la sua offerta di in tema di tecnologie ibride, dal mild hybrid al plug-in, ma anche di trasmissioni automatiche, rendendo nuovamente disponibile l’automatico su Vitara ed S-Cross.

Frizione addio

Le principali novità della gamma Suzuki 2021 riguardano quindi il nuovo cambio automatico 6A/T disponibile su Vitara Hybrid e S-Cross Hybrid. La trasmissione automatica a sei rapporti (più retromarcia) è stata messa a punto per gestire al meglio la potenza erogata dal benzina 1.4 Boosterjet che spinge i due crossover.

Si tratta di un cambio a convertitore di coppia pensato per rendere non solo più comodi i trasferimenti su strada, ma anche di affrontare con disinvoltura i tratti offroad. In queste condizioni, infatti, la trasmissione è dotata di un’inedita funzione in gradi di bloccare il cambio in prima per affrontare anche i tratti di strada più impegnativi.

Le nuove Vitara Hybrid e S-Cross Hybrid

La nuova trasmissione automatica di Suzuki sale così a bordo delle rinnovate  Vitara e S-Cross. Entrambe possono contare sul propulsore benzina 1.4 Boosterjet da 129 CV, affiancato dal motore elettrico a 48 V che genera un massimo di 10 kW: in totale le due crossover dispongono di una potenza di sistema di 140 CV e 235 Nm di coppia. Per soddisfare tutte le esigenze, inoltre, le due auto possono essere dotate della trazione integrale 4X4 All Grip, che permette di affrontare qualsiasi tracciato grazie anche a quattro diverse modalità di guida (Auto, Sport, Snow, Lock).

Con la nuova gamma i due modelli hanno anche fatto il pieno di tecnologie per il comfort e la sicurezza a bordo e possono ora contare su un’ottima dotazione di serie. Sia su Vitara Hybrid che su S-Cross Hybrid sono inclusi nel presso il clima automatico (bi-zona su S-Cross), display touchscreen da 7”, fendinebbia, sensori luci e pioggia, videocamera posteriore, infotainment con interfaccia Bluetooth compatibile con Android Auto, Apple CarPlay e MirrorLink, e, solo su S-Coss, fari full LED.

I prezzi

La Suzuki Vitara Hybrid viene offerta a listino a partire da 24.400 € (per la versione con cambio manuale a 6 marce e trazione anteriore), mentre per S-Cross Hybrid si parte dai 23.600 € (sempre con trasmissione manuale a 6 rapporti e due ruote motrici). I modelli con trazione integrale 4X4 All Grip sono venduti con un sovrapprezzo di 2.500 € rispetto alle corrispondenti versioni 2WD, mentre per il cambio automatico bisogna considerare un ulteriore rincaro di 1.500 € sul prezzo degli allestimenti con cambio manuale.

Il futuro delle concessionarie tra internet e realtà aumentata

6 step per comprare un’auto nuova da un concessionario

Le nuove tecnologie impongono cambiamenti nelle abitudini e nella vita di tutti i giorni. Non fa eccezione il mercato dell’auto. Stando alle stime di MotorK, una delle aziende più importanti del digital automotive, tra quattro anni il 18% dei cittadini europei comprerà la macchina online, mentre il 79% opterà per un approccio ibrido usando internet in alcune fasi del processo d’acquisto e la visita in autosalone per la definizione della trattativa. La pandemia da Covid-19 ha dato un ulteriore impulso all’uso dell’auto privata e all’e-commerce: è aumentato del 34% il numero degli italiani che hanno cercato informazioni online sulle quattro ruote, mentre il 50% degli automobilisti dichiara di prendere in considerazione l’idea di acquistare l’auto su internet.

Secondo l’osservatorio MiaCar, a settembre 2020, il volume di vetture comprate online è aumentato del 105% rispetto allo stesso periodo del 2019. Ad oggi, infatti, oltre il 38% dei consumatori italiani è favorevole all’acquisto di una vettura interamente su internet e per il 53% la rete rappresenta un’ottima alternativa al canale fisico tradizionale.

Il futuro delle concessionarie tra internet e realtà aumentata

La svolta web delle case produttrici

Il web rappresenta il presente e il futuro dell’auto, al punto che le stesse case automobilistiche hanno deciso di vendere alcuni modelli solo in rete. La Ford Mustang Mach-E è la prima auto dell’Ovale Blu venduta esclusivamente su internet. I clienti interessati all’acquisto potranno configurare l’auto su Ford.it,  versare una caparra e scegliere in quale FordPartner ritirare la macchina. Anche saldo ed eventuale pratica di finanziamento saranno gestiti centralmente da Ford; mentre i FordPartner avranno il compito di immatricolare e consegnare il veicolo.

Approccio simile è stato scelto anche da Suzuki, che durante il primo lockdown ha dato il via al programma Suzuki Smart Buy, un sistema di prenotazione online semplice che consente di prenotare la vettura da casa. Per effettuare l’operazione bisogna accedere all’area Mysuzuki, selezionare il prodotto desiderato, scegliere la concessionaria presso la quale finalizzare l’acquisto e versare un piccolo acconto tramite PayPal. Suzuki Smart Meet, invece, permette di scegliere l’auto online e acquistarla in concessionaria. Su internet è possibile effettuare una video chiamata con il venditore tramite un’app a scelta fra WhatsApp, Skype, Facebook Messenger, Google Meet o Zoom. La casa giapponese ha anche deciso di vendere due modelli esclusivamente su internet, come la Swace Hybrid Web Edition, che ha segnato l’ingresso di Suzuki nel segmento delle familiari ibride e la Swift Sport Hybrid World Champion Edition.

Il futuro delle concessionarie tra internet e realtà aumentata 1

Realtà virtuale e realtà aumentata

Audi aveva deciso di anticipare i tempi già nove anni fa, quando allestì a Londra Audi City, il primo concessionario virtuale e quindi senza auto in cui è possibile scegliere, personalizzare e acquistare in maniera digitale l’intera gamma del marchio tedesco. Nello spazio di 842 metri quadri, situato nella centralissima Piccadilly Circus, è possibile sfogliare l’intera gamma sui mega schermi multimediali e grazie ai sensori collocati sul pavimento si possono far scorrere immagini, dati e opzioni. Ai sette tavolini, con 72 pollici di schermi, gestiti da 17 computer e tre server, è affidata la configurazione delle vetture; mentre ai clienti che intendono acquistare sono riservate due salette private, con schermi a parete per configurare l’auto su misura tra più di 3 milioni di opzioni.

Con gli showroom virtuali i concessionari possono avere grandi benefici in termini di risparmio: hanno bisogno di meno spazio per ospitare tutti i modelli di autovetture disponibili e possono ridurre le attese con i propri clienti. Per questo Audi sta sempre più digitalizzando le concessionarie: con Audi LiveRoom gli addetti della casa tedesca possono mostrare in diretta streaming un veicolo mentre i clienti possono seguire tutto su smartphone, tablet o PC e intervenire facendo domande e chiedendo chiarimenti restando comodamente a casa.

6 step per comprare un’auto nuova da un concessionario 1

Il futuro è oggi

Insomma, il mondo dell’auto sta progressivamente cambiando e di pari passo lo sta facendo anche il modo di vendere e acquistare una nuova vettura. Fulcro di questa evoluzione è inevitabilmente la tecnologia, che oggi mette a disposizione di concessionari e clienti, strumenti avanzati per visualizzare un nuovo veicolo senza che questo sia fisicamente presente in showroom, attraverso sistemi in realtà aumentata o senza nemmeno doversi muovere da casa videochiamando la concessionaria, fino a finalizzare il proprio acquisto con un semplice click.

 

Rodaggio auto: perché farlo e per quanti chilometri?

rodaggio

Quando si acquista un’auto nuova è buona regola rispettare un periodo di rodaggio nei periodi iniziali così da tutelare le componenti meccaniche e non stressarle prima dell’assestamento. Scopriamo come effettuarlo e quanto dura.

INDICE
 Rodaggio auto: significato
 Rodaggio auto nuova
  Come fare il rodaggio auto
 Rodaggio auto diesel e benzina: le differenze
 Quanto dura il rodaggio auto
 Rodaggio auto moderne: serve ancora?

Con la definizione di rodaggio auto si intende la procedura che solitamente viene effettuata al momento dell’acquisto di una vettura nuova per fare in modo che nei primi 1000 Km di vita del veicolo le componenti meccaniche abbiano modo di assestarsi.

Durante questo periodo, quindi, si dovrà evitare di sforzare l’auto nuova di fabbrica ed evitare di tirare al massimo il motore per far sì che le componenti raggiungano determinate tolleranze di assemblaggio.

La procedura di rodaggio, come detto, deve essere effettuata in caso di acquisto di auto nuova così da preservare a lungo la meccanica. Nei primi 1000 Km di utilizzo si dovrà rispettare particolarmente il mezzo in modo che tutti gli ingranaggi possano assestarsi per poi rendere al meglio quando sarà terminata questa fase.

Per eseguire correttamente il rodaggio auto sarà sufficiente non stressare la propria vettura nuova nei primi mesi di vita. Se si è tentati dal cercare subito il massimo delle prestazioni del motore è bene tenere a freno questi pruriti sportivi ed attendere il compimento dei primi 1000 Km nel corso dei quali si dovrà adottare una particolare cautela rispettando tutte le componenti meccaniche quando si è alla guida. Se, ad esempio, si utilizza il mezzo in autostrada sarà opportuno evitare di superare i 2.500 giri nella fase di rodaggio così da consentire al motore di assestarsi completamente.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Sia che si acquisti un’auto a benzina che diesel il rodaggio deve essere effettuato. La differenza, però, risiede nella durata di questa procedura. Se per i motori a benzina è bene effettuare il rodaggio per i primi mille chilometri di vita del veicolo, per quelli diesel è consigliabile effettuare questa operazione per un periodo pari a 3.000 chilometri. Questa differenza è dovuta da un periodo d’assestamento delle parti in movimento un po’ più prolungato sulle vetture diesel rispetto alle componenti di un motore a benzina.

Non esiste una regola generale circa la durata del rodaggio ma, come abbiamo già indicato in precedenza, per le vetture alimentate a benzina è opportuno non sforzare il motore nei primi 1000 Km di vita dell’auto, mentre per quelle alimentate a gasolio questo procedimento deve essere effettuato nel corso dei primi 3000 Km. La procedura di rodaggio viene solitamente riportata nel libretto di uso e manutenzione di ogni veicolo e una buona prassi è quella di scaldare il motore per qualche minuto all’avvio, così da consentire al lubrificante di entrare in circolo correttamente anche nei punti più critici. Analogamente è consigliabile utilizzare spesso il cambio per viaggiare a regimi intermedi e quindi non mantenere velocità costanti così da differenziare il livello di vibrazioni che interessano le parti meccaniche e le condizioni di lubrificazione.

Si sente spesso dire che il rodaggio non è più necessario con le vetture moderne. In realtà, nonostante il progresso tecnologico, è sempre opportuno rispettare la meccanica dell’auto nei primi chilometri di vita della stessa così da garantire una maggiore durata alle componenti. Anche per le auto moderne, quindi, oltre alle precauzioni nell’utilizzo del motore, sarà importante avere particolare cura sia dell’impianto frenante che di tutte le altre componenti di utilizzo quotidiano come l’impianto di aria condizionata, l’impianto di illuminazione, i sistemi di assistenza alla guida ed ogni altro accessorio presente sulla vettura per verificare l’effettivo funzionamento.

Cose da sapere

Cos’è il rodaggio?

Con la definizione di rodaggio auto si intende la procedura che solitamente viene effettuata al momento dell’acquisto di una vettura nuova per fare in modo che nei primi 1000 Km di vita del veicolo le componenti meccaniche abbiano modo di assestarsi.

Come fare il rodaggio ad un’auto nuova?

La procedura di rodaggio deve essere effettuata in caso di acquisto di auto nuova così da preservare a lungo la meccanica. Nei primi 1000 Km di utilizzo si dovrà rispettare particolarmente il mezzo in modo che tutti gli ingranaggi possano assestarsi per poi rendere al meglio quando sarà terminata questa fase.

Quanto dura il rodaggio?

Per eseguire correttamente il rodaggio auto sarà sufficiente non stressare la propria vettura nuova nei primi mesi di vita.  Se, ad esempio, si utilizza il mezzo in autostrada sarà opportuno evitare di superare i 2.500 giri nella fase di rodaggio così da consentire al motore di assestarsi completamente.

Ci sono differenze tra il rodaggio di un’auto diesel e di un’auto a benzina?

Se per i motori a benzina è bene effettuare il rodaggio per i primi mille chilometri di vita del veicolo, per quelli diesel è consigliabile effettuare questa operazione per un periodo pari a 3.000 chilometri.

Le auto moderne hanno bisogno di rodaggio?

Si sente spesso dire che il rodaggio non è più necessario con le vetture moderne. In realtà, nonostante il progresso tecnologico, è sempre opportuno rispettare la meccanica dell’auto nei primi chilometri di vita della stessa così da garantire una maggiore durata alle componenti.

Radiazione auto: cos’è, quando effettuarla e quanto costa

radiazione-auto

Con il termine radiazione auto si intende la pratica tramite la quale si cancella una vettura dal Pubblico Registro Automobilistico. Scopriamo quando si può effettuare ed i costi che comporta.

INDICE
Radiazione auto: cosa significa?
Radiazione auto per esportazione
Radiazione auto per demolizione
Radiazione auto per distruzione o incendio del mezzo
Costo radiazione auto
Bollo auto e radiazione
Radiazione auto senza demolizione

La radiazione è il procedimento che tramite il quale si ottiene la cancellazione del proprio autoveicolo dal Pubblico Registro Automobilistico. Con questa operazione, quindi, non sarà più consentito utilizzare l’auto e circolare su strada. La radiazione può essere effettuata in differenti casi.

Qualora si debba immatricolare l’auto in un paese estero sarà necessario annotare l’avvenuta radiazione al Pra. Le pratiche dovranno essere effettuate presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista attivo presso gli uffici della Motorizzazione Civile e gli uffici provinciali del PRA.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Qualora si debba demolire l’auto, si dovrà consegnare il mezzo ad un demolitore che rilascerà il certificato di rottamazione al proprietario dell’auto, ed entro trenta giorni dovrà provvedere alla radiazione auto dal PRA.

Se, infine, la vettura è distrutta o incendiata si potrà procedere alla radiazione producendo il certificato di proprietà in originale, la carta di circolazione in originale, le targhe ed il verbale che attesti la completa distruzione o l’impossibilità di recupero del veicolo.

I costi per la radiazione auto sono decisamente contenuti. Si dovrà pagare un importo pari a 13,50 euro come emolumenti ACI, una imposta di bollo da 32,00 euro se si utilizza il certificato di proprietà originale o da 48,00 euro qualora si utilizzi il modulo NP3C, ed infine, ma solo in caso di radiazione per esportazione all’estero nei paesi UE. un importo di 10,20 euro quali diritti da versare alla DTT.

A radiazione avvenuta non si sarà più tenuti a pagare il bollo auto, ma è bene sottolineare che la radiazione deve avvenire entro il termine ultimo per effettuare il pagamento del bollo stesso, fissato il mese successivo rispetto alla data di scadenza, altrimenti si sarà costretti a pagare il bollo auto anche per l’annualità successiva. Alcune regioni, tuttavia, consentono di  richiedere il rimborso dei mesi successivi alla radiazione.

L’unica ipotesi di radiazione auto senza demolizione è quella di immatricolazione del veicolo all’estero. Come anticipato in precedenza, la radiazione  può essere richiesta dall’intestatario o dall’avente titolo ed a seguito della richiesta il PRA rilascia il Certificato di Radiazione in formato digitale, consegnando alla parte una ricevuta contenente un codice d’accesso attraverso il quale è possibile visualizzare la ricevuta e il CDPD. Con l’esportazione definitiva del veicolo, questo cessa di essere iscritto nel Registro Automobilistico. Se sul veicolo da esportare è iscritto un provvedimento di fermo amministrativo occorrerà prima cancellare il fermo amministrativo e successivamente richiedere la cessazione della circolazione per esportazione.

Cose da sapere

Cos’è la radiazione auto?

La radiazione è il procedimento che tramite il quale si ottiene la cancellazione del proprio autoveicolo dal Pubblico Registro Automobilistico. Con questa operazione, quindi, non sarà più consentito utilizzare l’auto e circolare su strada. La radiazione può essere effettuata in differenti casi.

In quali casi è possibile richiedere la radiazione auto al PRA?

La radiazione auto può essere richiesta in caso di esportazione del veicolo, di demolizione o di distruzione o incendio dell’auto.

Quanto costa la radiazione auto dal PRA?

Si dovrà pagare un importo pari a 13,50 euro come emolumenti ACI, una imposta di bollo da 32,00 euro se si utilizza il certificato di proprietà originale o da 48,00 euro qualora si utilizzi il modulo NP3C, ed, in caso di radiazione per esportazione all’estero nei paesi UE. un importo di 10,20 euro quali diritti da versare alla DTT.

Dopo la radiazione auto è necessario pagare il bollo?

A radiazione avvenuta non si sarà più tenuti a pagare il bollo auto, ma è bene sottolineare che la radiazione deve avvenire entro il termine ultimo per effettuare il pagamento del bollo stesso,  altrimenti si sarà costretti a pagare il bollo auto anche per l’annualità successiva.

Anabbaglianti: quando utilizzarli e differenze con gli abbaglianti

Anabbaglianti: quando utilizzarli

Tutte le vetture sono dotate di fari anabbaglianti, dispositivi da utilizzare non solo al calare del sole ma anche in determinate condizioni previste dal nostro Codice della Strada. Scopriamo come utilizzarli correttamente.

INDICE
Cosa sono le luci anabbaglianti
Abbaglianti e anabbaglianti: le differenze
Codice della strada luci anabbaglianti

Quando si parla di luci anabbaglianti si indicano dei dispositivi che devono essere utilizzati in caso di scarsa visibilità. La loro capacità è quella di rendere il proprio veicolo visibile a quelli altrui. Il loro fascio di luce viene proiettato davanti al veicolo ed è rivolto verso il basso e permette alle vetture che si incrociano di non venire disturbate.

Le luci anabbaglianti possono essere realizzate con differenti tecnologie. Se in passato lo standard erano le luci ad incandescenza, oggi, grazie alla ricerca, gli anabbaglianti presenti sulle auto possono essere allo xeno, a LED o anche a laser.

Ogni vettura è sempre dotata di fari abbaglianti ed anabbaglianti. Le luci abbaglianti, definite tecnicamente come proiettori di profondità, possono essere utilizzate fuori dei centri abitati quando l’illuminazione esterna manchi o sia insufficiente o ancora per dare avvertimenti utili al fine di evitare incidenti e per segnalare al veicolo che precede l’intenzione di sorpassare.

A differenza della luce anabbagliante, la luce abbagliante è forte e diffusa e non deve essere utilizzata quando si incrocia un’altra vettura per evitare di creare disturbi a chi si trova alla guida.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Il nostro Codice della Strada disciplina l’uso della luce anabbagliante all’articolo 153. Nello specifico viene indicato come queste debbano essere attivato da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere ed anche di giorno nelle gallerie, in caso di nebbia, di caduta di neve, di forte pioggia e in ogni altro caso di scarsa visibilità.

Inoltre, qualora ci si trovi alla guida in autostrada o in una strada extraurbana, le luci anabbaglianti devono essere sempre utilizzate anche di giorno per aumentare la visibilità dell’auto. La loro funzione, stando al dettato del Codice della Strada, è quindi quella di essere utilizzate in tutte quelle condizioni di scarsa visibilità per fare in modo che il proprio veicolo illumini correttamente la sede stradale e sia visibile in modo chiaro anche agli altri automobilisti e pedoni eventualmente presenti.

Cose da sapere

Cosa sono le luci anabbaglianti?

Quando si parla di luci anabbaglianti si indicano dei dispositivi che devono essere utilizzati in caso di scarsa visibilità. La loro capacità è quella di rendere il proprio veicolo visibile a quelli altrui. Il loro fascio di luce viene proiettato davanti al veicolo ed è rivolto verso il basso e permette alle vetture che si incrociano di non venire disturbate.

Quali tecnologie si utilizzano per le luci anabbaglianti?

Le luci anabbaglianti possono essere realizzate con differenti tecnologie. Se in passato lo standard erano le luci ad incandescenza, oggi, grazie alla ricerca, gli anabbaglianti presenti sulle auto possono essere allo xeno, a LED o anche a laser.

Quali sono le differenze tra luci abbaglianti e anabbaglianti?

Le luci abbaglianti possono essere utilizzate fuori dei centri abitati quando l’illuminazione esterna manchi o sia insufficiente o ancora per dare avvertimenti utili e per segnalare al veicolo che precede l’intenzione di sorpassare. A differenza della luce anabbagliante, la luce abbagliante è forte e diffusa e non deve essere utilizzata quando si incrocia un’altra vettura

Quando devono essere accese le luci anabbaglianti?

Le luci anabbaglianti devono essere accese da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere ed anche di giorno nelle gallerie, in caso di nebbia, di caduta di neve, di forte pioggia e in ogni altro caso di scarsa visibilità. Qualora ci si trovi in autostrada o in una strada extraurbana, le luci anabbaglianti devono essere sempre utilizzate anche di giorno.

Ford-Volkswagen: c’è l’accordo sulle auto elettriche e sui commerciali

Cambiano gli scenari nel mercato dell’auto dopo l’accordo tra Volkswagen e Ford, annunciato due anni fa al salone dell’auto di Detroit e siglato l’anno scorso. Questa collaborazione, che non prevede compartecipazioni azionarie e che quindi vedrà ancora i due marchi farsi concorrenza, nasce con l’obiettivo di ridurre i costi di sviluppo, consentendo una più ampia distribuzione globale di veicoli elettrici e commerciali e di migliorare le posizioni sul mercato di entrambe le Case.

La partnership riguarda principalmente le auto elettriche e i veicoli commerciali, ma prevede una collaborazione anche sulle tecnologie dedicate alla guida autonoma. Volkswagen, in particolare, condividerà con Ford la propria piattaforma MEB per le vetture 100% elettriche (è quella che ha esordito con la ID.3 e su cui prendono vita ID.4, Skoda Enyaq, Cupra Born e Audi Q4 e-tron). La Casa americana la utilizzerà per le vetture a batteria di Segmento A, B e C, Suv inclusi, e nei prossimi sei anni conta di vendere oltre 600mila vetture basate proprio su questa piattaforma. In questo modo i tedeschi, che dal canto loro prevedono di vendere 1,5 milioni di auto elettriche nel 2025, avranno la possibilità di ammortizzare gli ingenti investimenti stanziati per la transizione energetica vendendo a terzi (oltre a Ford, potrebbero esserci altre Case interessate). Restando al tema della collaborazione Ford-Volkswagen, le due Case condivideranno batterie, motori, dispositivi di aiuto attivo alla guida, gruppi sospensioni e centraline di controllo dei sistemi di propulsione a zero emissioni.

VW FORD

La prima Ford su base MEB nel 2023

L’accordo tra i due marchi dovrebbe materializzarsi già nei prossimi anni, quando nelle concessionarie Ford sarà in vendita il primo veicolo realizzato su piattaforma MEB. Sarà prodotto a Colonia, in Germania, e sarà un veicolo compatto dai grandi volumi. Una cosa diversa dalla fresca Mustang Mach-E, prima elettrica di nuova generazione marchiata Ford che è nata al di fuori di questa alleanza. La nuova auto, che aprirà ufficialmente la nuova strategia Ford per il Vecchio Continente, dove punta a vendere solo auto a zero emissioni entro il 2030, sarà probabilmente un crossover di Segmento B che, grazie proprio alla nuova piattaforma, vanterà abitabilità da categoria superiore (Focus o addirittura Mondeo). Per quanto riguarda la batteria, la nuova creatura di Ford dovrebbe offrire tra 400 e i 500 km di autonomia e la ricarica rapida, con la capacità di tornare all’80% in poco più di mezz’ora.

Ford-Volkswagen: c’è l’accordo sulle auto elettriche e sui commerciali 1

Veicoli commerciali leggeri

A fronte di questo, Volkswagen potrà sfruttare tecnologie Ford per i veicoli commerciali. Il primo modello dovrebbe essere un pick-up di medie dimensioni, progettato e prodotto da Ford e venduto anche da Volkswagen a partire dall’anno prossimo in qualità di erede dell’attuale Amarok. A questo si aggiungeranno un furgone per le consegne urbane, basato sul Volkswagen Caddy, e un furgone più grande, da una tonnellata, creato sempre da Ford.

Ford-Volkswagen: c’è l’accordo sulle auto elettriche e sui commerciali

Guida autonoma

La guida autonoma è l’altro punto al centro dell’alleanza. Il primo passo concreto è già stato compiuto con l’ingresso di Volkswagen nel capitale della Argo AI – destinata a diventare la più importante realtà mondiale nel campo della guida autonoma – con un investimento complessivo, da 2,3 miliardi di euro.

Cosa sono le auto km 0 e quali sono le più vendute in Italia?

Che cosa sono le auto Km 0? 6

Oltre al nuovo, quando ci si appresta a comprare una vettura è sempre bene prendere in considerazione anche le auto a Km 0. Queste, infatti, consentono di portare a casa un modello praticamente uscito di fabbrica ma a prezzi decisamente convenienti.

auto km 0 più ricercate

INDICE
Auto a km 0: cosa significa?
Quali sono le auto chilometri zero più vendute
Auto a chilometri zero: quanto si risparmia?
Auto a km 0 vs auto nuove
Acquisto auto km 0: cosa controllare
Acquisto auto km 0 e passaggio di proprietà
Auto aziendali e km 0: la differenza

Con la definizione di auto a Km 0 si intendono tutte quelle vetture già immatricolate dalla concessionaria, magari utilizzate per l’esposizione in showroom, pronte per essere consegnate. Il loro prezzo di acquisto è decisamente inferiore a quello di una vettura nuova perché, teoricamente, vengono valutate come vetture usate, ma in realtà sono auto nuove con meno di 100 Km e solitamente ricche di accessori.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Per orientarvi nella scelta ed effettuare il giusto acquisto, nella nostra infografica troverete la classifica delle 10 auto a Km 0 più vendute, di cui potrete scoprire tutte le caratteristiche nelle schede che seguono. Vediamo i 5 modelli più ricercati.

  • Jeep Renegade (da 24.250 €)
  • Fiat Panda (da 13.900 €)
  • Fiat 500X (da 21.000 €)
  • Jeep Compass (da 29.850 €)
  • Fiat 500L (da 19.950 )

Jeep Renegade: il SUV della Casa americana ha conquistato i consumatori per via di uno stile decisamente convincente e per una ampia gamma di motorizzazioni che di recente si è ampliata con una variante ibrida plug-in.

Fiat Panda: la citycar per eccellenza è giunta alla terza generazione e continua ad attirare le preferenze di migliaia di automobilisti per l’ottimo rapporto qualità-prezzo e per i costi di gestione contenuti. Da poco è disponibile anche una motorizzazione mild-hybrid.

Fiat 500X: basata sulla medesima piattaforma della Renegade, la Fiat 500X si differenzia dalla “cugina” per uno stile che richiama quello vintage presente sulla più piccola 500. A differenza della Jeep, però, i motori disponibili sono solo benzina e diesel.

Jeep Compass: il SUV top di gamma della Casa americana occupa il quarto posto della classifica delle auto a Km 0 più vendute ed adesso è offerto anche con un interessante motore ibrido plug-in in grado di erogare fino a 240 CV di potenza.

Fiat 500L: una monovolume che ancora oggi continua a fare colpo in quella fascia di mercato alla ricerca di praticità e di stile. La Fiat 500L si piazza in quinta posizione tra le auto a Km 0 più vendute ed è offerta con motorizzazioni benzina e diesel.

auto km 0 più ricercate

Indicare a priori il risparmio concreto garantito da un’auto a Km 0 non è facile, ma in media il prezzo di acquisto rispetto ad un analogo modello nuovo è inferiore del 20-25%. Gli sconti, poi, possono aumentare ulteriormente se il modello è da molto tempo fermo in concessionaria o ridursi qualora la richiesta sia elevata e se l’immatricolazione sia inferiore ai 6 mesi.

Che cosa sono le auto Km 0? 7

La differenza principale tra un’auto a Km 0 e una nuova è data dalla possibilità di scelta di allestimenti ed optional. Per le prime ci si dovrà accontentare di quanto presente, mentre per le seconde si potrà creare la vettura praticamente su misura. E’ bene poi avere presente che la garanzia delle auto a Km 0 è di soli 12 mesi, mentre per le auto nuove è di due anni.

offerte auto km 0
offerte auto km 0

Trattandosi di vetture tecnicamente usate, prima di procedere all’acquisto di un’auto a Km 0 è bene effettuare alcune verifiche. Se, ad esempio, il mezzo è stato tenuto all’aperto nel parco auto della concessionaria bisognerà valutare attentamente la condizione della carrozzeria, delle gomme e delle guarnizioni. Analogamente si dovrà controllare scrupolosamente la differenza di prezzo rispetto ad un identico modello nuovo che, in media, sarà inferiore del 20%.

Auto Km 0: quali sono le più ricercate in Italia?

Le auto a km 0 sono equiparate alle auto nuove ed il passaggio di proprietà spetta al concessionario che vende l’auto. Il costo, solitamente, viene incluso all’interno di quello complessivo ma questo non fa venire meno la convenienza di queste vetture rispetto agli omologhi modelli nuovi.

Quando si parla di auto aziendali si intendono vetture già immatricolate intestate a società che le acquistano spesso con la formula del leasing e le utilizzano per un anno o due. Queste sono auto usate a tutti gli effetti, piuttosto accessoriate, ma con all’attivo parecchi chilometri visto l’utilizzo prevalentemente lavorativo cui sono dedicate.

Cose da sapere

Cosa sono le auto a km 0?

Le auto a Km 0 sono quelle vetture già immatricolate dalla concessionaria, magari per l’esposizione in showroom, pronte per la consegna. Il loro prezzo di acquisto è inferiore a quello di una vettura nuova perché sono valutate come auto usate, ma in realtà sono vetture nuove con meno di 100 Km e ricche di accessori.

Quanto si risparmia acquistando un’auto a km 0?

In media il prezzo di acquisto rispetto ad un analogo modello nuovo è inferiore del 20-25%. Gli sconti, poi, possono aumentare ulteriormente se il modello è da molto tempo fermo in concessionaria o ridursi qualora la richiesta sia elevata e se l’immatricolazione sia inferiore ai 6 mesi.

Cosa controllare  quando si acquista un’auto a km 0?

Se il mezzo è stato tenuto all’aperto nel parco auto della concessionaria bisognerà valutare attentamente la condizione della carrozzeria, delle gomme e delle guarnizioni. Analogamente si dovrà controllare scrupolosamente la differenza di prezzo rispetto ad un identico modello nuovo che, in media, sarà inferiore del 20%.

Come funziona il passaggio di proprietà con le auto a km 0?

Le auto a km 0 sono equiparate alle auto nuove ed il passaggio di proprietà spetta al concessionario che vende l’auto. Il costo, solitamente, viene incluso all’interno di quello complessivo ma questo non fa venire meno la convenienza di queste vetture rispetto agli omologhi modelli nuovi.

Qual è la differenza tra auto aziendali e a km 0?

Quando si parla di auto aziendali si intendono vetture già immatricolate intestate a società che le acquistano spesso con la formula del leasing e le utilizzano per un anno o due. Queste sono auto usate a tutti gli effetti, piuttosto accessoriate, ma con all’attivo parecchi chilometri.

Come caricare la batteria auto? Ecco gli step da seguire

Come caricare la batteria della macchina? Ecco i 3 step da seguire

Trovarsi con la batteria auto scarica è un’esperienza che tutti hanno vissuto. La sensazione di impotenza quando si tenta di avviare il motore e non succede nulla è ben nota. Sapere come caricare la batteria dell’auto si rivela fondamentale per evitare di restare bloccati ed essere costretti a chiamare l’assistenza.

INDICE
 Carica batteria auto: come capire se la batteria è scarica
 Come caricare la batteria auto
 Cavi batteria auto: come e quando utilizzarli
 Caricare batteria auto con caricabatterie
 Ricaricare la batteria auto a spinta
 Tempo di ricarica batteria auto
 Quanti km servono per ricaricare batteria auto?
  Ricaricare batteria auto completamente scarica
 La carica batteria auto non funziona: quanto costa comprarne una nuova?

Ci sono alcuni segnali che indicano che la batteria auto è scarica e quello più comune si verifica al momento dell’accensione. Se quando si gira la chiave nel blocchetto si avverte uno strano numero proveniente dal motorino di avviamento, questo è il segnale che la batteria è scarica, mentre se le spie del cruscotto non si accendono assolutamente allora le cause potranno essere o quelle di una batteria che abbia ceduto di colpo o quelle di una batteria scollegata.

Ogni automobilista che si rispetti dovrebbe sapere come caricare la batteria auto così da non trovarsi in difficoltà nell’ipotesi in cui la vettura non si accenda. Si possono provare differenti tecniche che vi indichiamo di seguito.

Caricare la batteria auto con i cavi è il metodo più comune e conosciuto. Si dovranno collegare i cavi prima all’auto dotata di batteria carica e successivamente a quella scarica facendo attenzione a rispettare i poli positivi e negativi. Successivamente si dovrà mettere in moto l’auto con batteria scarica tenendo il motore ad un regime di rotazione di circa 2000 giri per alcuni secondi e successivamente scollegare i cavi lasciando il motore ancora acceso.

Se si ha a disposizione un caricabatterie si potrà procedere all’operazione di ricarica senza la necessità di avere una vettura con batteria carica nelle vicinanze. Si potrà collegare l’auto al caricabatterie facendo sempre attenzione ai poli negativi e positivi. I modelli più recenti di caricabatterie permettono ricariche rapide o d’emergenza e sono quelle indicate nel caso di batteria scarica.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Se non si hanno a disposizione i cavi di ricarica o un caricabatterie si potrà far partire l’auto a spinta. In questo caso sarà necessario trovare un volontario che spinga la vostra vettura mentre voi siete al volante.

Tenete premuta la frizione, inserite la seconda e quando la velocità di spinta sarà sufficiente rilasciate di colpo la frizione per mettere in moto l’auto e recarvi così dal vostro elettrauto di fiducia.

Nel momento in cui si sarà riusciti a mettere in moto la vettura con i metodi indicati in precedenza sarà sufficiente attendere pochi minuti per avere a disposizione una batteria parzialmente ricaricata.

Se, ad esempio, si è effettuata la ricarica con i cavi sarà sufficiente mantenere le due auto collegate con i cavi per una decina di minuti per poi procedere al distacco, partendo dai poli negativi per poi procedere con quelli positivi.

Se non si utilizza con frequenza la propria vettura è comune trovarsi con la batteria auto scarica. Per evitare questo problema è sempre opportuno percorrere almeno 15-20 chilometri per mantenere carica la batteria auto.

Se la batteria risulta completamente scarica si può provare ad eseguire una ricarica lenta per almeno 24 ore e solo al termine di questo periodo provare ad accendere l’auto normalmente con la chiave per vedere se il procedimento ha funzionato o meno.

Se i metodi di ricarica indicati in precedenza non hanno funzionato si sarà costretti ad acquistare  una batteria auto nuova. Il costo varia da 40 a 200 euro a seconda delle caratteristiche del modello, ed a questo prezzo si dovrà aggiungere quello della manodopera dell’elettrauto che procederà alla sostituzione.

Cose da sapere

Come capire se la batteria auto è scarica?

Ci sono alcuni segnali che indicano che la batteria auto è scarica e quello più comune si verifica al momento dell’accensione. Se quando si gira la chiave nel blocchetto si avverte uno strano numero proveniente dal motorino di avviamento, questo è il segnale che la batteria è scarica,

Come ricaricare la batteria dell’auto?

Ogni automobilista dovrebbe sapere come caricare la batteria auto così da non trovarsi in difficoltà nell’ipotesi in cui la vettura non si accenda. Si possono provare differenti tecniche: collegare la batteria alla batteria di un’altra auto con i cavi, utilizzare un caricabatterie e far ripartire l’auto a spinta.

Quanto tempo serve per ricaricare la batteria dell’auto?

Nel momento in cui si sarà riusciti a mettere in moto la vettura con i cavi, il caricabatterie o a spinta, sarà sufficiente attendere pochi minuti per avere a disposizione una batteria parzialmente ricaricata.

Cosa fare se la batteria dell’auto è completamente scarica?

Se la batteria risulta completamente scarica si può provare ad eseguire una ricarica lenta per almeno 24 ore e solo al termine di questo periodo provare ad accendere l’auto normalmente con la chiave per vedere se il procedimento ha funzionato o meno.

Quanto costa una batteria auto nuova?

Il costo di una batteria auto nuova varia da 40 a 200 euro a seconda delle caratteristiche del modello, ed a questo prezzo si dovrà aggiungere quello della manodopera dell’elettrauto che procederà alla sostituzione.

Novità per CartissimaQ8: transizione digitale e tanti servizi personalizzati

Novità per CartissimaQ8: transizione digitale e tanti servizi personalizzati

La famosa carta carburante di Kuwait Petroleum Italia S.p.a. si rinnova, offrendo tanti servizi a elevata comodità d’uso grazie al restyling dell’offerta e della piattaforma di gestione CartissimaWeb. Il filo conduttore di questo cambiamento è l’attenzione alle esigenze dei clienti nella gestione del proprio flusso di lavoro, da soddisfare tramite una spiccata transizione digitale che permette il massimo della personalizzazione e dell’efficienza.

Personalizzazione dei servizi per le flotte

Proprio per andare incontro alle diverse necessità che possono emergere nella gestione delle flotte, al cliente finale vengono proposte quattro differenti opzioni di scelta per la gestione delle carte, in modo da consentire un accurato monitoraggio della situazione dei driver in tempo reale:

  • Light, è il servizio adatto al management di piccole flotte, permette un costante monitoraggio online di carte, pin, transazioni e fatture;
  • Pro, è l’opzione per chi preferisce i pagamenti online: si tratta infatti di un’esperienza completamente digitale, grazie all’innovativo sistema Q8PAY che consente di effettuare pagamenti digitali da App e da portale;
  • Premium, è l’offerta pensata per chi deve gestire flotte medio-grandi, permette una pratica gestione di driver e rifornimenti tramite account dedicati e fornisce la possibilità di un accurato monitoraggio dei pagamenti grazie alle richieste di autorizzazione;
  • Executive, è la soluzione completa dedicata a chi si occupa di flotte grandi, da gestire con flessibilità e sicurezza, attraverso reportistica dettagliata, servizi di personalizzazione del PIN legato alle carte e generazione di PIN USA E GETTA, in modo da essere maggiormente tutelati in caso di pagamenti non autorizzati.

 

Transizione digitale dei servizi

CartissimaQ8 offre la possibilità di scegliere la modalità di gestione più adeguata alla tipologia e alla dimensione dell’attività e di accedere ad un insieme articolato di servizi che rendono agevole ed efficace il monitoraggio dei pagamenti. Per ottenere infatti un controllo intelligente della flotta di driver è sufficiente accedere al portale CartissimaWeb e visionare tutti i dettagli su consumi e transazioni, verificare eventuali anomalie ed impostare alert specifici, con riguardo alla possibilità di monitorare le emissioni delle proprie vetture. Funzionalità utili, che riescono ad unire semplicità di fruizione a un avanzato livello tecnologico, indispensabile per garantire il massimo della sicurezza. Evoluti sistemi antifrode e la possibilità di abilitare o disabilitare da remoto le diverse carte associare ai driver aiutano, inoltre, a sviluppare il proprio business con maggiore tranquillità.

Tutti gli strumenti digitali sono caratterizzati da un’interfaccia grafica chiara e intuitiva, come la comoda App CartissimaQ8, che può essere scaricata gratuitamente sia per iOS che per Android. L’applicazione è stata implementata con numerose funzionalità, come l’innovativa opzione dello sblocco pompa che agevola le operazioni contactless e può evitare l’uso della carta fisica, o la possibilità di individuare facilmente la stazione di servizio Q8 più vicina al driver.

Inoltre, l’app permette di utilizzare un codice temporaneo di pagamento digitale per fare rifornimento, questa attività può avvenire anche grazie alla nuova funzionalità

L’apertura di CartissimaQ8 al digitale si traduce dunque in una gestione autonoma, semplificata e puntuale di flotte di varie dimensioni, all’insegna di sicurezza e praticità.