Honda HR-V: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Honda HR-V: prezzo, dimensioni e caratteristiche 8

La Honda HR-V si aggiorna e con l’arrivo della nuova generazione compie un importante passo avanti sul fronte dell’elettrificazione. La gamma del costruttore giapponese si appresta a diventare così ancora più green: la nuova HR-V, infatti, sarà commercializzata (a partire dal 2022) unicamente in abbinamento ad un sistema ibrido denominato full hybrid e:HEV, il cui funzionamento ricalca in maniera piuttosto fedele quello attualmente in uso sulla più piccola Jazz.

Ecco la scheda tecnica della Honda HR-V:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio
 Alimentazioni Ibrido
 Classe
 CV/kW (da) 131/96
 Prezzo (da) 30.900 €
INDICE
 Novità 2021
 Dimensioni
 Interni 
 Esterni 
 Motori 
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

La terza generazione di HR-V arriverà sul mercato italiano all’inizio del 2022. Questa Suv media giapponese stacca fortemente col passato, rivoluzionando proporzioni, powertrain e molto altro. Il cofano si allunga, mentre si riduce lo sbalzo anteriore, e la coda diventa più sportiva, regalandogli così un look moderno e dinamico. Presenta molte soluzioni portate al debutto dalla sorella minore Jazz, come il serbatoio della benzina sotto i sedili anteriori e la batteria sotto il vano bagagli: una scelta che permette di puntare sull’ibrido senza sacrificare l’abitabilità.

Rispetto alla precedente generazione, gli ingombri variano leggermente, con l’altezza dal suolo che guadagna 10 mm, soprattutto grazie ai nuovi cerchi da 18 pollici, e l’altezza totale che si riduce di 20 mm. Nonostante le dimensioni simili, aumenta lo spazio interno, che ora offre 35 mm in più di margine per le gambe, così come la visibilità, grazie al posto guida più alto di 10 mm. La nuova HR-V a trazione anteriore introduce poi, come detto, un nuovo powertrain: il full hybrid e:Hev. Questo ibrido si compone di due potenti e compatti motori elettrici, i quali lavorano insieme all’1.5 benzina i-Vtec, per arrivare a sfruttare una potenza di sistema di 131 CV, per una coppia massima di 253 Nm a 4.500 giri/min

Oltre alle tre modalità di guida, Eco, Normal, e Sport, sarà poi possibile selezionare dal cambio il settaggio “B”, così da intensificare l’impiego della frenata rigenerativa per immagazzinare così più energia. Passando al capitolo interni, nella nuova HR-V ci troviamo immersi in un abitacolo luminoso, sportivo e minimale, costruito attorno al cockpit centrale. L’infotainment è accessibile dal touchscreen da 9 pollici, aggiornabile over-the-air. In ultimo, ma non per importanza, troviamo il radicale ampliamento della gamma di aiuti alla guida. Tra i nuovi ingressi, la telecamera frontale ad alta definizione e un rinnovato sistema di frenata automatica d’emergenza. In aggiunta, il nuovo cruise control adattivo (Acc), provvisto di mantenimento della distanza a bassa velocità, rende più sicuri i cambi di corsia e i sorpassi.

La nuova Honda HR-V conserva fondamentalmente tutte le dimensioni della generazione uscente del modello. Le misure ufficiali del nuovo Suv ibrido giapponese non sono ancora state comunicate. Tuttavia si sa che a cambiare è soltanto l’altezza per via della linea maggiormente discendente del tetto, che si abbassa di 20 millimetri rispetto al passato, mentre cresce anche l’altezza da terra di 10 millimetri, soprattutto per via dei nuovi cerchi in lega da 18 pollici.

Gli interni della nuova Honda HR-V parlano un linguaggio minimale e a tratti sportiveggiante. L’impostazione, comunque, è abbastanza classica, con lo schermo del sistema di infotainment da 9 pollici che domina la scena con la sua posizione al centro della plancia. I tasti del sistema di climatizzazione restano fisici, posizionati nella parte bassa della plancia.

Tanto poi lo spazio a bordo. Rispetto alla generazione precedente, chi si accomoda sulla seconda fila di sedili gode di centimetri in più non soltanto per le gambe ma anche per la testa. Buona in fine la dotazione di Adas ben rappresentata dalla presenza di serie del pacchetto Honda Sensing che include un’ampia gamma di sistemi di assistenza alla guida.

Ma è negli esterni che la nuova Honda HR-V stacca davvero con il passato, proponendo un design completamente nuovo, che parla un linguaggio stilistico inedito per lo stesso costruttore giapponese. Le linee sono molto più morbide e tondeggianti e nel frontale le prese d’aria molto piccole e sottili rimandano immediatamente al mondo delle vetture elettriche.

Molto ricercata, invece, la vista posteriore, dove a dominare sono i gruppi ottici dotati di tecnologia Led, che si sviluppano orizzontalmente, correndo da un lato all’altro della vettura senza soluzione di continuità. Nella parte bassa del paraurti, invece, spunta un piccolo skid plate, mentre lo scarico non è a vista, proprio a voler sottolineare ulteriormente la natura green della nuova HR-V.

La nuova Honda HR-V monta per prima la nuova tecnologia ibrida e-HEV . Del resto il pianale è il medesimo. Questo è costituito da due motori elettrici abbinati a un 1.5 benzina i-Vtec: la potenza totale è di 131 CV, mentre la coppia massima raggiunge i 253 Nm ad un regime di rotazione di 4.500 giri.

I consumi dichiarati dalla Casa giapponese per la Honda HR-V indicano un’attenzione marcata all’efficienza da parte degli ingegneri di Honda. La tecnologia ibrida e:HEV, che fa il suo debutto proprio su HR-V, offre emissioni di 122 g/km (misurate ciclo combinato WLTP) e un consumo di benzina pari a 5,4 l/100 km.

Sono tre gli allestimenti disponibili per configurare a piacimento la propria Honda HR-V:

  • Elegance: rappresenta il già molto ricco allestimento di accesso alla gamma.
  • Advance: caratterizzato da interni più confortevoli e più contenuti tech.
  • Advance Style: il top di gamma per qualità ed estetica.

Elegance: luci LED di serie, sedili anteriori riscaldabili, cerchi in lega da 18” e connettività smartphone Honda Sensing, la suite di aiuti alla guida e tecnologie di sicurezza, in aggiunta all’Hill Descent Control, display touch da 9″, Apple CarPlay (via Bluetooth, WiFi o cavo) e Android Auto (via cavo)..

Advance: in aggiunta rispetto ad Elegance portellone posteriore hands-free e chiusura da remoto, volante riscaldabile e interni in ecopelle e tessuto.

Advance Style: in aggiunta rispetto alla Advance impianto audio premium, carrozzeria bicolore e finiture arancioni all’interno dell’abitacolo.

  • Design: lo stile ricercato della Honda HR-V non ti farà passare inosservato.
  • Motori: l’innovativa tecnologia e:HEV promette un’esperienza di guida appassionante e una buona efficienza.
  • Comfort: buona l’organizzazione dell’abitacolo, che risulta spazioso e versatile.

Di seguito ecco indicato il listino prezzi aggiornato a settembre 2021 della Honda HR-V:

Honda HR-V Prezzo
Honda HR-V Elegance 30.900 €
Honda HR-V Advance 33.400 €
Honda HR-V Advance Style 35.900 €

 

Targa prova: ora si può usare anche sulle auto già immatricolate

Targa prov

La targa prova potrà essere usata anche sulle auto usate e già immatricolate. Il via libera arriva dal Decreto Infrastrutture, approvato recentemente dal Consiglio dei ministri che in questo modo ha fatto chiarezza su una questione molto dibattuta nell’ultimo anno.

La targa prova è uno strumento di fondamentale importanza per officine, concessionari, carrozzieri e produttori di pneumatici, che fino al 2020 ha permesso loro di circolare senza problemi su vetture usate, ma non assicurate, per effettuare le prove necessarie per svolgere il proprio lavoro. L’anno scorso la Corte di Cassazione ha stabilito che la targa prova può essere utilizzata soltanto sui veicoli non ancora immatricolati, mettendo in difficoltà i soggetti del settore e i rivenditori, obbligati a stipulare una specifica assicurazione per poter consentire ai potenziali acquirenti di provare un’autovettura.

targa portabile

Vent’anni di dubbi e polemiche

Il Codice della strada, aggiornato con il DPR 474 del 2001, prevede l’uso della targa prova, ma non evita dubbi e controversie. Pochi anni dopo il ministero dei Trasporti prova a fare chiarezza con la nota del 4 aprile 2004, che prevede la possibilità di usare la targa prova anche sulle vetture immatricolate. Nuovo capitolo nel 2018, con la circolare del 30 maggio emessa dal ministero degli Interni che dichiara che la pratica dei concessionari non corrisponde interamente a quanto previsto dal Codice della strada. Ancora una sterzata l’anno scorso, con la sentenza 17665 del 25 agosto 2020 della Cassazione che vieta l’uso della targa prova sulle vetture già immatricolate, creando difficoltà agli operatori del settore. Adesso a fare chiarezza è arrivato il decreto Infrastrutture che aggiornerà il decreto del Presidente della Repubblica del 24 novembre 2001, n. 474.

Il testo del decreto Infrastrutture

L’autorizzazione all’utilizzo della targa di prova di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 2001, n. 474, può essere utilizzata per la circolazione su strada dei veicoli non immatricolati e di quelli già muniti della carta di circolazione di cui agli articoli 93, 110 e 114 o del certificato di circolazione di cui all’articolo 97, anche in deroga agli obblighi previsti dall’articolo 80 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.285, qualora detti veicoli circolino su strada per esigenze connesse a prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti, anche per ragioni di vendita o di allestimento. Ai fini della circolazione di cui al primo periodo, resta comunque fermo l’obbligo di copertura assicurativa da parte del titolare dell’autorizzazione alla circolazione di prova, ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di responsabilità civile verso terzi. Dei danni cagionati dal veicolo in circolazione di prova, anche se munito della carta o del certificato di circolazione, risponde, ove ne ricorrono i presupposti, l’assicuratore dell’autorizzazione alla circolazione di prova. Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, si provvede all’aggiornamento del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 2001, n. 474, anche al fine di stabilire le condizioni e il numero massimo di autorizzazioni alla circolazione di prova rilasciabili ad ogni titolare in ragione del tipo di attività esercitata e del numero di addetti.

Auto per disabili: ecco gli allestimenti e i migliori modelli

auto-per-disabili

Soffrire di una disabilità non deve essere visto come una totale limitazione alla propria mobilità. In commercio, infatti, sono presenti numerosi modelli di auto per disabili, dotate di differenti tecnologie, in grado di consentire la guida in totale sicurezza. Scopriamo i modelli più interessanti.

INDICE
Auto per disabili: le agevolazioni previste
 Auto per disabili prezzi
 Allestimenti auto per disabili
 Auto per guida disabili
 Auto per trasporto disabili
 Auto per disabili usate

Prima di indicare i singoli modelli di auto per disabili presenti nei listini dei vari costruttori è bene specificare come siano presenti delle agevolazioni specifiche per questa tipologia di utenti. Grazie alla Legge 104, infatti, si potrà beneficiare dell’IVA ridotta del 4%, per l’acquisto di vetture benzina fino a 2.0 litri di cilindrata e per vetture diesel fino a 2.8 litri, e della detrazione IRPEF del 19% fino ad un massimo di 18.075,99 euro. Inoltre è prevista anche l’agevolazione dell’esenzione dal pagamento del bollo auto.

Il listino prezzi delle auto per disabili varia a seconda della tipologia di vettura scelta e di motorizzazione. Ovviamente un grande aiuto nel far calare il prezzo di acquisto arriva dalla possibilità di beneficiare dell’IVA ridotta dal 22 al 4%, ma è bene ricordare come per i disabili con capacità motorie ridotte o parziali vi sia l’obbligo di effettuare modifiche alla vettura con dotazioni specifiche.

Sono molte le specifiche che possono essere installate sulle auto per disabili per consentire l’utilizzo della vettura o il trasporto. Tra queste si segnalano, ad esempio, i comandi al volante che consentono di accelerare e frenare grazie a modifiche apportate proprio sulla corona del volante stesso, o ancora gru per agevolare il trasferimento della persona disabile dalla carrozzina al sedile della sua auto, ed infine scivoli per agevolare l’ingresso in carrozzina all’interno della vettura.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Grazie ad alcune modifiche specifiche è possibile per un disabile guidare una vettura in tutta sicurezza. Vediamo alcuni dei modelli più interessanti.

  • Fiat 500X
  • Fiat Tipo
  • Renault Clio

Fiat 500X: il crossover della Casa italiana si conferma uno dei modelli più apprezzati sul mercato e grazie alle opportune modifiche si rivela una delle migliori auto per disabili, complice anche il grande spazio interno. I prezzi partono da 21.000 euro.

fiat 500X usate
fiat 500X usate

Fiat Tipo: la berlina media della Casa italiana è la scelta ideale per chi è alla ricerca di una vettura spaziosa e discretamente rifinita senza dover firmare un assegno importante. Grazie al programma Autonomy di Fiat è possibile usufruire delle agevolazioni previste dalla Legge 104. I prezzi partono da 18.750 euro.

Renault Clio: tra le utilitarie la Clio è senza dubbio una delle vetture più interessanti grazie ad una ampia scelta di motorizzazioni che prevede anche un ibrido derivato dalle competizioni ed un cambio doppia frizione che si rivela ideale per i portatori di disabilità. I prezzi partono da 16.400 euro.

renault clio usate
renault clio usate

Se si è impossibilitati a guidare è possibile comunque usufruire delle agevolazioni fiscali per acquistare vetture idonee per il trasporto disabili. Scopriamo i modelli più interessanti.

  • Opel Combo
  • Dacia Dokker
  • Peugeot Rifter

Opel Combo: la multispazio della Casa tedesca si trasforma da veicolo commerciale ad auto perfetta per il trasporto disabili. Disponibile sia a passo lungo che a passo corto, la Opel Combo si rivela spaziosa ed in grado di ospitare fino a 7 passeggeri. Si parte da 23.355 euro.

Dacia Dokker: vettura che coniuga una capienza importante dell’abitacolo ad un prezzo di acquisto molto competitivo, la Dokker ha dalla sua la peculiarità di utilizzare una rampa a scomparsa che si ripiega su se stessa quando si viaggia senza carrozzina. I prezzi partono da 13.900 euro.

Peugeot Rifter: multispazio dallo stile moderno, il Peugeot Rifter spicca per la presenza di un pianale ribassato che, abbinato alla rampa in alluminio e al sistema di ritenuta per il portatore di handicap, garantisce un ingresso senza complicazioni della carrozzina. I prezzi partono da 22.500 euro.

Anche per l’acquisto di auto per disabili usate si può godere delle agevolazioni previste dalla Legge 104, in particolare dell’esenzione del pagamento del bollo auto. Vediamo alcuni modelli.

  • Fiato Qubo
  • Mercedes Viano
  • Volkswagen Caddy

Fiat Qubo: il multispazio della Casa italiana si pone ai vertici della categoria per l’ampio spazio interno che consente un trasporto disabili confortevole. Grazie alla rampa in alluminio ed al sistema di ritenuta integrato si rivela una delle migliori auto per portatori di handicap.

Mercedes Viano: van decisamente spazioso, il Mercedes Viano si rivela una delle auto per disabili usate più interessanti se equipaggiato con il sistema “Sali e Guida” grazie al quale è possibile accedere all’ampio abitacolo tramite una rampa posizionata in corrispondenza del portellone posteriore.

Volkswagen Caddy: il van della Casa di Wolfsburg offre molto spazio interno e nell’allestimento realizzato da iMobility offre di serie la rampa manuale, il sistema di fermi carrozzina, le cinture per la ritenuta della persona e un pratico sistema di sicurezza.

Cose da sapere

Quali sono le agevolazioni per l’acquisto auto previste per i disabili?

Grazie alla Legge 104, le persone con disabilità possono beneficiare dell’IVA ridotta del 4%, per l’acquisto di vetture benzina fino a 2.0 litri di cilindrata e per vetture diesel fino a 2.8 litri, e della detrazione IRPEF del 19% fino ad un massimo di 18.075,99 euro. Inoltre è prevista anche l’agevolazione dell’esenzione dal pagamento del bollo auto.

Quali allestimenti sono previsti per le auto per disabili?

Sono molte le specifiche che possono essere installate sulle auto per disabili per consentire l’utilizzo della vettura o il trasporto. Tra queste si segnalano i comandi al volante che consentono di accelerare e frenare grazie a modifiche apportate proprio sulla corona del volante stesso, o ancora gru per agevolare il trasferimento della persona disabile dalla carrozzina al sedile della sua auto, ed infine scivoli per agevolare l’ingresso in carrozzina all’interno della vettura.

Quali sono le auto più indicate per la guida di persone disabili?

Grazie ad alcune modifiche specifiche è possibile per un disabile guidare una vettura in tutta sicurezza. Vediamo alcuni dei modelli più interessanti: Fiat 500X (da 21.000 euro), Fiat Tipo (da 18.750 euro), Renault Clio (da 16.400 euro).

Quali sono le migliori auto per i trasporto di persone disabili?

Se si è impossibilitati a guidare è possibile comunque usufruire delle agevolazioni fiscali per acquistare vetture idonee per il trasporto disabili. Scopriamo i modelli più interessanti: Opel Combo (da 23.355 euro), Dacia Dokker (da 13.900 euro) e Peugeot Rifter (da 22.500 euro).

Cambio automatico o manuale? Pro e contro per scegliere

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Quando ci si appresta ad acquistare una vettura una domanda che spesso ci si pone è se sia meglio il cambio manuale o automatico. Il progresso tecnologico ha reso questi ultimi davvero performanti, ma nella scelta tra i due bisogna considerare l’utilizzo prevalente che si farà della propria vettura.

INDICE
Meglio cambio automatico o manuale
 Cambio automatico: pro e contro
 Consumo cambio automatico
 Cambio manuale: vantaggi e svantaggi

Il cambio manuale rappresenta ancora oggi, nella maggior parte dei casi, il dispositivo presente di serie sulle vetture offerte dai costruttori, mentre il cambio automatico è spesso presente come optional. È indubbio, però, che il cambio automatico sia da preferire se si utilizza la propria vettura prevalentemente in città. La comodità garantita dall’assenza del pedale della frizione, infatti, si tramuta in una vantaggio impagabile quando si è costretti a soste continue dovute al traffico urbano.

Qualora si utilizzi l’auto su percorsi misti, e si voglia avere un rapporto analogico e non filtrato col proprio mezzo, il cambio manuale è la scelta da preferire.

auto cambio automatico
auto cambio automatico

Come anticipato, le vetture dotate di cambio automatico rappresentano la scelta ideale per gli spostamenti cittadini perché si presentano senza il pedale della frizione. Il cambio marcia viene così deciso dalla centralina al raggiungimento di un predeterminato numero di giri.

In passato si credeva che le vetture dotate di cambio automatico fossero pensate per i guidatori meno esperti, ma oggi, grazie all’evoluzione tecnologica, questa convinzione è venuta meno ed anche le auto supersportive possono contare su dispositivi in grado di effettuare cambi marcia in pochi millisecondi con risultati inarrivabili per un cambio manuale.

Se questi sono i vantaggi offerti da un cambio automatico, tra gli svantaggi si segnala il maggior costo di una vettura dotata di questo dispositivo. Le comodità, purtroppo, si pagano ed l’incremento di prezzo potrebbe essere di qualche migliaio di euro rispetto ad un analogo modello dotato di cambio manuale.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Un altro punto a svantaggio del cambio automatico è dato dai consumi per le vetture dotate di questo dispositivo. Lasciando l’onere del cambio marcia alla centralina, questa effettuerà questa operazione soltanto al raggiungimento di un regime di giri predeterminato facendo così lievitare i consumi di carburante rispetto ad una vettura dotata di cambio manuale dove sarà il conducente ad adattare la marcia in base al regime di giri.

Le vetture dotate di cambio manuale sono ancora oggi quelle maggiormente diffuse sul nostro mercato e le preferite dai puristi della guida. Per questi ultimi, infatti, le auto con cambio manuale regalano un feedback puro, non filtrato da centraline elettroniche, e consentono al guidatore stesso di avere un pieno controllo sulla vettura.

Tra i vantaggi delle auto dotate di cambio manuale c’è senza dubbio un prezzo del cartellino decisamente inferiore rispetto agli analoghi modelli dotati di cambio automatico, oltre ad una manutenzione decisamente più economica da effettuare. Tra i punti negativi c’è il minor comfort dato da questa tecnologia che richiederà al conducente di dover sempre utilizzare il pedale della frizione per effettuare il cambio marcia comportando così uno sforzo fisico importante in caso di traffico cittadino.

Cose da sapere

Meglio un’auto con cambio automatico o manuale?

Il cambio automatico sia da preferire se si utilizza la propria vettura prevalentemente in città.  Qualora si utilizzi l’auto su percorsi misti, e si voglia avere un rapporto analogico e non filtrato col proprio mezzo, il cambio manuale è la scelta da preferire.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del cambio automatico?

Le auto con cambio automatico rappresentano la scelta ideale per gli spostamenti cittadini perché si presentano senza il pedale della frizione. Grazie all’evoluzione tecnologica, anche le auto supersportive possono contare su dispositivi in grado di effettuare cambi marcia in pochi millisecondi con risultati inarrivabili per un cambio manuale. Tra gli svantaggi si segnala il maggior costo di una vettura dotata di questo dispositivo.

Le auto con cambio automatico consumano di più?

Lasciando l’onere del cambio marcia alla centralina, questa effettuerà questa operazione soltanto al raggiungimento di un regime di giri predeterminato facendo così lievitare i consumi di carburante rispetto ad una vettura dotata di cambio manuale dove sarà il conducente ad adattare la marcia in base al regime di giri.

Quali sono pro e contro del cambio manuale?

Tra i vantaggi delle auto dotate di cambio manuale c’è senza dubbio un prezzo del cartellino decisamente inferiore rispetto agli analoghi modelli dotati di cambio automatico, oltre ad una manutenzione decisamente più economica da effettuare. Tra i punti negativi c’è il minor comfort dato da questa tecnologia che richiederà al conducente di dover sempre utilizzare il pedale della frizione per effettuare il cambio marcia comportando così uno sforzo fisico importante in caso di traffico cittadino.

Ora Cat: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Ora Cat: prezzi, dimensioni e caratteristiche 4

Great Wall, uno delle più grandi case automobilistiche cinesi, è conosciuta nel Vecchio Continente principalmente per i suoi Suv economici, ma le cose stanno per cambiare. Il produttore ha infatti presentato all’IAA di Monaco la sua prima compatta elettrica destinata al mercato europeo, la Ora Cat: la vettura sarà dotata di connettività 5G, sistema V2X, guida assistita e delle ultime tecnologie sviluppate dal marchio, come l’Highway Assistant e l’Automated Reverse Assist. L’auto, di cui per ora mancano i dettagli su prezzi ed equipaggiamenti, è attesa nelle concessionarie tedesche a partire dal prossimo anno.

Ecco di seguito la scheda tecnica della Ora Cat:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 Cv/kW (da) 171/126
 Prezzo (da)

volkswagen usate
volkswagen usate

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi

Come già accennato, con questo modello Great Wall vuole uscire dal mondo dei Suv per entrare in quello delle utilitarie. La Cat, costruita sulla piattaforma Lemon, ha le misure perfette per muoversi in città: la compatta è lunga 4,23 metri, mentre altezza e larghezza si attestano rispettivamente a 160 cm e 182 cm. Mancano per il momento informazioni dettagliate sul bagagliaio.

Dimensioni
Lunghezza 4.230 mm
Larghezza 1.825 mm
Altezza 1.596 mm
Passo 2.650 mm

L’aspetto della nuova Ora Cat è piuttosto originale, se comparato con le elettriche nostrane. Le linee sinuose che movimentano l’auto le danno sì un aspetto retrò, ma al passo coi tempi. Il frontale è piuttosto pulito, con soli due inserti per i gruppi ottici e due nervature sul cofano. Particolare anche la scanalatura orizzontale che sostituisce la griglia del radiatore, che dona alla vettura un tocco di aggressività ricordando le linee delle Tesla.

La fiancata è altrettanto pulita, con una bassa linea di cintura che sale leggermente verso il retro. La sezione posteriore è quella più interessante. I gruppi ottici sono disposti in tre elementi: due in basso, ai lati della targa, e uno che si protende orizzontalmente da una parte all’altra del lunotto. Chiude il disegno il piccolo spoiler sopra al tettuccio.

All’interno, la Cat mostra uno stile abbastanza minimale. Anche se resta qualche pulsante fisico, sul volante multifunzione e sul lato guidatore, il resto della plancia è estremamente pulito, con un unico elemento inserito al centro che racchiude il display per la strumentazione digitale e lo schermo touch per l’infotaiment.

A bordo si trovano anche tutta una serie di tecnologie all’avanguardia e assistenti di guida. Come accennato, la nuova Ora Cat è dotata di connettività 5G, sistema di comunicazione V2X e di guida assistita di secondo livello. Molti sono anche i sensori che facilitano manovre e parcheggi: un radar a onde da 5 mm, 12 radar a ultrasuoni, 4 telecamere per la visuale a 360°, la telecamera frontale in alta definizione e l’assistente di parcheggio.

La nuova Ora Cat debutterà in Europa con un propulsore elettrico da 171 CV che eroga fino a 250 Nm di coppia, cosa che dovrebbe permettere alla vettura di accelerare da 0 a 50 km/h in 3,8 secondi  e in 8,5 secondi da 0 a 100 km/h.

Più che parlare di consumi, possiamo parlare di autonomia. Grazie a un pacco batterie da 63 kWh, la compatta dovrebbe essere in grado di raggiungere i 400 km di autonomia con una sola ricarica. Ancora non ci sono informazioni, invece, sui tempi di ricarica.

Wey Coffee 01: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Wey Coffee 01: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1

Dopo aver cercato negli scorsi anni di inserirsi nel mercato dei Suv europei, Great Wall ci riprova con il Wey Coffee 01. Stavolta però non punta solo sul prezzo ma anche sulla qualità (d’altra parte Wey è il marchio premium del gruppo): il crossover è dotato di guida assistita di secondo livello, connettività 5G e sistema di comunicazione V2X per interagire con l’ambiente circostante. Una sola motorizzazione disponibile, ibrida plug-in da 476 CV.

Ecco di seguito la scheda tecnica della Wey Coffee 01:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 Cv/kW (da) 476/350
 Prezzo (da)

volkswagen usate
volkswagen usate

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi

Le misure della nuova Wey Coffee 01 le donano un aspetto imponente. Grazie a un passo di 291 cm, la lunghezza supera i 4,87 metri. Altezza e larghezza, invece, toccano rispettivamente 169 cm e 196 cm. Dimensioni che le permettono di competere con i crossover del segmento D più in voga del momento.

Dimensioni
Lunghezza 4.870 mm
Larghezza 1.960 mm
Altezza 1.690 mm
Passo 2.910 mm

Il design della Coffee 01 è massiccio e grazie alle tante cromature presenti sulla carrozzeria, esprime a gran voce la sua voglia di inserirsi nel segmento premium del mercato. Il frontale è quasi interamente occupato dalla grande mascherina e dalle grosse prese d’aria laterali. I gruppi ottici, tutti sullo stesso livello, vengono inseriti in dei sottili elementi orizzontali dalle linee affilate.

Sui fianchi, i volumi sono ben scolpiti da nervature sinuose, che convergono verso il passaruota posteriore, mentre i cerchi da 21″ aggiungono un tocco di stile. Il retro si distingue per i fari, distribuiti in ben 5 elementi distinti: due inserti verticali ai lati del paraurti, due orizzontali che si protendono verso il centro del portellone e un ultimo elemento sopra al lunotto, a metà dello spoiler.

L’interno della Wey Coffee 01 è un tripudio di tecnologie e materiali pregiati. Entrando nell’abitacolo si nota subito il grande touchscreen da 14,6″ dell’infotainment, con al di sotto un secondo schermo da 9″ per il climatizzatore. Dietro il volante multifunzione, invece, sparisce la strumentazione analogica in favore di un Head Up Display da 7,5″.

Ma le tecnologie più avanzate a bordo sono quelle che non si vedono: l’auto dispone del sistema “Coffee Intelligence”, che unisce un’intelligenza artificiale al potente chip Qualcomm Snapdragon 8155 (prima automobile ad integrarlo). La connettività 5G con Wi-Fi, il sistema V2X, la guida assistita di secondo livello, i sistemi di riconoscimento facciale, il riconoscimento di oggetti 3D lungo la strada,  gli aggiornamenti over-the-air, le telecamere a 360° sono tutti inclusi di serie.

La motorizzazione ibrida plug-in della Coffee 01 unisce un 2.0 turbobenzina 4 cilindri da 204 CV a un propulsore elettrico posteriore da 184 CV, per una potenza massima complessiva di 476 CV e fino a 847 Nm di coppia. Numeri che dovrebbero consentire al veicolo di raggiungere i 100 km/h in 7 secondi e una velocità massima di 235 km/h.

I dati esatti relativi ai consumi ancora non si conoscono, ma, grazie a una grande batteria da 41,8 kWh, Wey promette un’autonomia in modalità completamente elettrica di 150 km.

Mercedes-Benz EQG: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Mercedes-Benz EQG: prezzi, dimensioni e caratteristiche 2

Tra le tante sorprese della Casa della Stella al Salone di Monaco di quest’anno, ce n’è una che sicuramente farà ancora parlare di sé: la nuova Mercedes-Benz EQG, variante elettrica pura della celebre Classe G. Il fuoristrada a impatto zero mantiene quello stile duro e puro che lo ha contraddistinto fino ad oggi ma con l’elettrificazione guarda al futuro. Per il momento, tuttavia, si tratta solo di una concept, ma presto dovrebbe arrivare anche su strada: molti dati tecnici, a livello di equipaggiamento e motorizzazioni, non sono ancora stati comunicati.

Ecco di seguito la scheda tecnica della Mercedes-Benz EQG:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 Cv/kW (da)
 Prezzo (da)

volkswagen usate
volkswagen usate

INDICE
Dimensioni
Esterni
Motori

Ancora non ci sono dettagli riguardo alle dimensioni della nuova Mercedes-Benz EQG, ma in linea di massima le misure non dovrebbero discostarsi molto da quelle della Classe G. Se così fosse, la lunghezza dovrebbe superare i 4,6 metri senza considerare la ruota di scorta, mentre larghezza e altezza dovrebbero attestarsi entrambe poco sotto ai 2 metri, donando al fuoristrada il classico aspetto “cubico”.

Il design della nuova EQG è l’unico aspetto su cui si abbiano informazioni un po’ più chiare, seppur non definitive trattandosi sempre di una concept. Come già accennato, questa rivoluzione nei motori non ha cancellato i tratti distintivi della Classe G: le linee spigolose, la striscia di protezione esterna che corre per tutta la fiancata, i classici elementi sporgenti per le luci di direzione anteriore. Ma di differenze ce ne sono eccome, a partire dalla griglia Black Panel, che sfoggia un tripudio di Led con tanto di Stella illuminata. Sempre guardando l’auto frontalmente si nota la fascia luminosa sul limite anteriore del portapacchi, presente anche posteriormente ma con luci rosse.

Passando alla fiancata, i dettagli luminosi continuano lungo tutta la protezione esterna, ma a saltare subito all’occhio sono i cerchi in lega da 22″, dall’inedito design squadrato. Si arriva dunque al retro, dove c’è un’altra grande sorpresa: EQG dice addio alla ruota di scorta sul portellone posteriore, per fare spazio a un ulteriore vano portaoggetti (anch’esso dalla forma squadrata), che custodisce il cavo di ricarica del fuoristrada.

Attualmente non ci sono informazioni certe sulla potenza e sulle prestazioni del propulsore che monterà la Mercedes-Benz EQG. Tuttavia, la casa della Stella ha già comunicato che il nuovo fuoristrada monterà 4 motori elettrici controllabili individualmente, uno per ruota, integrati nel classico telaio a longheroni e traverse con sospensioni indipendenti sull’asse anteriore e un assale rigido posteriormente. Inoltre, ci dovrebbe essere la possibilità di attivare le marce ridotte tramite il selettore delle modalità di guida, anche se il produttore tedesco non ha ancora chiarito se si tratterà di una riduzione meccanica o elettronica. ingegnerizzato apposta per la trazione elettrica.

Auto di lusso: ecco le migliori marche di macchine lussuose nuove, usate e sportive

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Molti amanti delle quattro ruote sognano di possedere un giorno un’auto di lusso. Queste sono vetture che raramente si incrociano per strada, dotate di linee mozzafiato, un blasone unico e motorizzazioni degne di prestazioni da urlo. Scopriamo cosa offre il mercato delle auto di lusso.

INDICE
Auto di lusso: marche
 Macchine di lusso: le novità 2021
 Macchine di lusso sportive
 Auto di lusso economiche
 Auto di lusso usate
 Macchine costose: quando si paga il superbollo
 Quando una macchina è considerata auto di lusso?

Sono molte le Case che realizzano auto di lusso. L’Italia è ben rappresentata grazie a costruttori del calibro di Ferrari, Lamborghini, Maserati e Pagani, ma ci sono anche realtà fuori dai nostri confini in grado di far girare la testa. L’Inghilterra, ad esempio, è la patria di Bentley, Rolls Royce, Aston Martin e Lotus, mentre in Germania hanno sede Porsche, BMW, Mercedes ed Audi.

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Nonostante il periodo attuale non sia degli migliori per il settore automotive, molte Case hanno deciso di presentare sul mercato numerose novità nel settore delle macchine di lusso. Vediamo le più interessanti.

  • BMW M4
  • Alfa Romeo Giulia GTA
  • Maserati MC20
  • Lamborghini Huracan STO

BMW M4: la Casa dell’elica ha messo in campo tutta l’esperienza del reparto M per creare la BMW M4 coupé. Nonostante un design che ha lasciato sconcertati per via del doppio rene di proporzioni enormi, le prestazioni hanno messo tutti d’accordo grazie al motore 6 cilindri da 3.0 litri e 480 CV di potenza. I prezzi partono da 96.500 euro.

Alfa Romeo Giulia GTA: una sigla storica torna a fare la sua comparsa in casa Alfa Romeo. La Giulia GTA esprime al meglio tutto il know how tecnico del Biscione grazie ad al V6 da 2.9 litri in grado di erogare la bellezza di 580 CV. Per averla in garage occorre firmare un assegno da 175.000 euro.

Maserati MC20: dopo anni di attesa la Casa del Tridente è tornata a realizzare finalmente una vettura sportiva dura e pura. La MC20 nasce sfruttando le moderne tecnologie e fa ampio uso di fibra di carbonio e aerodinamica. Sotto il cofano trova spazio il motore 3.0 V6 biturbo da 630 CV. I prezzi partono da 216.000 euro.

Lamborghini Huracan STO: l’esperienza delle competizioni della Casa emiliana è stata trasferita su questo modello che rappresenta il canto del cigno per la Huracan. Le appendici aerodinamiche sono immancabilmente vistose e servono a tenere incollata a terra la vettura data la potenza di 639 cavalli sprigionati dal V10 da 5.2 litri. I prezzi? Non alla portata di tutti. Si parte da 304.000 euro.

Spulciando i listini dei costruttori si può notare come sia folta la presenza di macchine sportive di lusso. Vediamo i modelli più iconici.

  • Lamborghini Hurus da 229.000 euro
  • Aston Martin DB11 Volante da 212.000 euro
  • Audi R8 Coupè da 159.000 euro
  • Ferrari F8 da 236.000 euro
  • McLaren 765 LT da 343.000 euro

Lamborghini Hurus: può un SUV essere considerato un’auto sportiva di lusso? Se porta sul cofano lo stemma Lamborghini la risposta è assolutamente sì. La Hurus è il primo SUV dell’era moderna per la Casa del toro, ma nonostante le dimensioni e la stazza riesce a garantire prestazioni da supersportiva grazie ad un assetto perfetto ed a un motore da 4.0 litri e 650 CV.

Aston Martin DB11 Volante: eleganza e sportività coniugate in un’unica vettura. La DB11 Volante si dimostra non solo una ottima Gran Turismo, ma anche una vettura sportiva in grado di regalare sensazioni da brivido grazie ai 510 CV del poderoso 4.0 litri.

Audi R8 Coupé: sfruttare la condivisione di componente con Lamborghini ha consentito all’Audi di creare una macchina di lusso sportiva diventata subito oggetto del desiderio. Il V10 da 5.2 litri è in grado di scaricare a terra fino a 620 CV.

Ferrari F8: lo stato dell’arte per la Casa del Cavallino è la F8. Una macchina di lusso sportiva che riesce a replicare al volante le sensazioni di una Formula 1. Il motore V8 sovralimentato da 3.9 litri sprigiona l’incredibile potenza di 720 CV.

McLaren 765 LT: nome storico nel panorama automobilistico, la McLaren da una decina d’anni ha deciso di trasferire su strada le competenze apprese sui circuiti del Mondiale di F1. La 765 LT è aggressiva ed è la diretta concorrente della Ferrari F8 grazie al V8 da 765 CV.

Parlare di auto di lusso economiche può sembrare un controsenso, ma spulciando le offerte presenti sul mercato dell’usato è possibile entrare in possesso di macchine di lusso al prezzo di una berlina media.

  • Audi A8
  • BMW Serie 7
  • Mercedes Classe S

Audi A8: l’ammiraglia della Casa tedesca non ha nulla da invidiare alle “cugine” tedesche più blasonate e le versioni dotate del poderoso V8 diesel da 4.2 litri si trovano in vendita con prezzi di poco inferiori ai 30.000 euro.

BMW Serie 7: da sempre considerata una delle vetture di rappresentanza per eccellenza, la BMW Serie 7 è presto diventata modello di riferimento nel segmento delle auto di lusso. Per le versioni del 2015 con motore diesel i prezzi si aggirano su 31.000 euro.

Mercedes Classe S: ammiraglia che ha contribuito a far crescere la notorietà mondiale della Casa, la Classe S è un vero e proprio salotto viaggiante. Per esemplari del 2015 con motore benzina i prezzi sono di circa 32.000 euro.

Continuando a spulciare le offerte presenti sul mercato dell’usato è possibile trovare vetture di brand prestigiosi a prezzi decisamente alla portata di molte tasche.

  • Aston Martin Vantage Coupé da 45.000 euro
  • Bentley Continental da 35.000 euro
  • Jaguar XE da 28.000 euro.

Aston Martin Vantage Coupé: una delle vetture più affascinanti mai disegnate continua ancora oggi, a distanza di anni dalla sua presentazione, a far girare le teste. Il V8 da 4.3 litri regala emozioni forti.

Bentley Continental: la GT per eccellenza. Non c’è altro modo per descrivere la Bentley Continental, vettura che ha alzato l’asticella nel settore della auto di lusso grazie alla finiture impeccabili degli interni che consentono di viaggiare a velocità importanti coccolati nel comfort assoluto.

Jaguar XE: il brand Jaguar non ha certamente bisogno di presentazioni e la XE è la berlina di rappresentanza della Casa inglese in grado di far viaggiare nel lusso e nel comfort senza rinunciare alle prestazioni.

Introdotto nel 2011 con il Decreto Salva Italia il superbollo si è trasformato in una vera e propria mazzata per il mercato delle auto di lusso facendo crollare le immatricolazioni di questo segmento.  Con la definizione di superbollo auto si intende una maggiorazione sul bollo auto che il proprietario di un veicolo considerato di lusso deve pagare. Attualmente l’importo da corrispondere è pari a 20 euro per ogni chilowatt di potenza superiore ai 185 kW.

La definizione di auto di lusso, almeno a livello fiscale, non dipende dal brand della vettura ma dalla potenza del motore espressa in Kilowatt. Tutte le vetture che superano la soglia dei 185 KW sono considerato auto di lusso ed i proprietari dovranno pagare un importo di 20 euro per ogni Kilowatt ulteriore.

Cose da sapere

Quali sono le novità sulle auto di lusso nel 2021?

Nonostante il periodo attuale sia interlocutorio per il settore automotive, molte Case hanno deciso di presentare sul mercato numerose novità nel settore delle macchine di lusso. Le più interessanti sono BMW M4, Alfa Romeo Giulia GTA Maserati MC20 e Lamborghini Huracan STO.

Quali sono le migliori auto di lusso sportive?

Spulciando i listini dei costruttori si può notare come sia folta la presenza di macchine sportive di lusso. I modelli più iconici sono:Lamborghini Hurus (da 229.000 euro), Aston Martin DB11 Volante da (212.000 euro),Audi R8 Coupè (da 159.000 euro), Ferrari F8 (da 236.000 euro) e McLaren 765 LT (da 343.000 euro).

Quali sono le migliori auto di lusso economiche?

Parlare di auto di lusso economiche può sembrare un controsenso, ma spulciando le offerte presenti sul mercato dell’usato è possibile entrare in possesso di macchine di lusso al prezzo di una berlina media. Ecco i migliori modelli: Audi A8 (da 30.000 euro), BMW Serie 7 (da 31.000 euro), Mercedes Classe S (32.000 euro).

Ci sono auto di lusso usate?

Continuando a spulciare le offerte presenti sul mercato dell’usato è possibile trovare vetture di brand prestigiosi a prezzi decisamente alla portata di molte tasche, come: Aston Martin Vantage Coupé (da 45.000 euro), Bentley Continental (da 35.000 euro) e Jaguar XE )da 28.000 euro).

I falsi miti del mondo auto

Usato garantito: cos’è e quali vantaggi offre

automobile.it ha disegnato un’infografica per sfatare i luoghi comuni del settore, e nello stesso tempo informare correttamente gli appassionati: no, vi rassicuriamo, le auto rosse non devono pagare un’assicurazione più cara e sì, le donne in stato di attesa dovrebbero sempre portare la cintura (a meno di prescrizioni mediche). Capitolo auto elettriche, i punti di ricarica non sono pochi come si pensa comunemente, in realtà sono in aumento e sono già 20mila in tutta Italia. Per approfondire: c’è un punto di ricarica ogni 7 auto circolanti, 2,7 ogni 100 km. 

Punto sulle auto usate: trainano il mercato delle vendite (nel secondo semestre 2020 sono state acquistate 1.577.873 auto usate, il +3,4% rispetto allo stesso periodo del 2019). Praticamente ogni 100 auto nuove immatricolate ci sono circa 200 passaggi di proprietà 

Tutta una questione di fiducia, sia per capire a cosa credere, sia per acquistare un’auto usata sul web. Il 60% tra i 18 e i 34 anni, secondo una ricerca Censis, acquista online solo se ha fiducia nel brand o nella casa produttrice. Non solo, sulla vendita di auto online ecco altri dati interessanti – e altre dicerie da ribattere nell’altro campo: il 75,3% degli acquirenti online intervistati da automobile.it è contento del suo acquisto, in uno spettro umorale che va da “abbastanza soddisfatto” a “molto soddisfatto”, e il 60,8% ritornerebbe dallo stesso concessionario da cui ha già acquistato un’automobile, confermando dunque di aver ricevuto un ottimo trattamento. 

I falsi miti del mondo auto

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Tesla: i Supercharger aprono anche alle auto elettriche di altri marchi

Tesla: i Supercharger aprono anche alle auto elettriche di altri marchi

Tesla potrebbe concedere i propri Supercharger anche alle auto di altri marchi, partendo dall’Europa già dal mese di ottobre. L’indiscrezione apre nuovi e importanti scenari riguardo il mondo delle auto elettriche: il vecchio continente è stato scelto come test ideale per capire come procedere anche nel resto del mondo.

In Europa le auto a zero emissioni si stanno diffondendo sempre più velocemente, tanto che la rete non ce la fa a tenere il passo e rischia di non riuscire a soddisfare le esigenze dei possessori di auto elettriche. Nei 29 principali mercati europei, il rapporto tra auto elettriche e colonnine di ricarica è passato da 1,6 nel 2015 a 7,2 nel 2020. Per questo motivo l’apertura dei Supercharger a tutte le BEV rappresenta una ventata di aria fresca per tutti gli “EV driver”.

Differenze in Europa

La situazione cambia sensibilmente nelle varie nazioni: in Norvegia le auto elettriche rappresentano la maggioranza, mentre in Italia, che ha un trend al rialzo, ad agosto hanno raggiunto una quota del 5%. L’idea di Elon Musk è aprire i Supercharger a partire dai mercati in cui le elettriche sono più diffuse. La mossa, oltre a dare una mano agli automobilisti, garantirebbe guadagni da capogiro all’azienda americana che riceverebbe fondi governativi per mettere a disposizione la propria rete.

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Pro e contro della nuova strategia

Con l’apertura a tutti dei propri punti di ricarica, come abbiamo detto, Tesla aumenterà i propri guadagni, ma dall’altra parte potrebbe perdere parte del vantaggio sulla concorrenza. Tanti automobilisti hanno scelto di acquistare una vettura prodotta da Elon Musk perché era l’unica a poter offrire una infrastruttura di ricarica così capillare, potente e soprattutto dedicata.

Come funzionerà la ricarica

Connettere le altre auto ai punti di ricarica Tesla dovrebbe essere facilissimo, come ha annunciato lo stesso Elon Musk. Sarà sufficiente scaricare la nuova applicazione Tesla, recarsi al Supercharger, indicare lo stallo in cui ci si trova, collegare l’auto, aprire l’applicazione e chiedere di attivare il caricatore, indicando la quantità di elettricità desiderata. In quei Paesi che presentano problemi di compatibilità dei connettori, sono stati previsti adattatori specifici nelle stazioni di ricarica. Inoltre sarà applicato un sistema di prezzi dinamici basato su traffico e velocità di ricarica, in modo da incoraggiare sessioni più brevi.

Ricarica auto elettrica

I guadagni di Tesla

Goldman Sachs ha fatto una stima dei possibili introiti derivanti dall’apertura dei Supercharger anche alle altre auto. La banca di investimenti parla di oltre 25 miliardi di dollari l’anno, considerando le oltre 3.000 stazioni e i circa 25.000 punti di ricarica totali presenti in tutto il mondo. Bisogna considerare che la rete crescerà negli anni fino a superare i 500.000 stalli complessivi. Il calcolo dei guadagni si basa sul costo medio di ricarica di poco superiore ai 10 dollari, compresi i “rabbocchi” veloci.