Auto elettriche: in futuro i motori saranno nelle ruote

Auto elettriche: in futuro i motori saranno nelle ruote

L’auto elettrica del futuro avrà il motore nelle ruote e sarà senza freni? Secondo la start-up tedesca DeepDrive è questa la soluzione per vincere la prossima sfida sul fronte delle auto a zero emissioni: il risparmio di energia. L’azienda con sede a Monaco ha messo a punto una piattaforma skateboard con i motori situati all’interno dei mozzi delle ruote. In questo modo le auto elettriche possono fare completamente a meno dell’impianto frenante e sono in grado di utilizzare il sistema di recupero dell’energia per rallentare e fermarsi.

I vantaggi della nuova tecnologia

L’azienda tedesca sostiene che fino al 30% dell’energia usata sulle auto elettriche si perde e viene dispersa sottoforma di calore. Per fare un esempio, su un’auto di medie dimensioni con batteria da 70 kWh, si registra la perdita di autonomia di oltre 100 km che si somma alla spesa extra di 3.000 euro, più o meno, per l’acquisto di energia durante la vita del veicolo.

Su questi numeri si basa DeepDrive, che attraverso la sua tecnologia assicura un’efficienza del 96%, a cui va sommato un risparmio di circa il 20% dei costi di produzione per via di una migliore gestione delle risorse e dei processi di produzione. In più l’assenza dell’impianto frenante riduce le masse non sospese, con conseguente risparmio di 30 chili rispetto a un pianale equivalente con architettura tradizionale.

Auto elettriche: in futuro i motori saranno nelle ruote 1

Autonomia fino a 800 km

La maggiore efficienza di questo tipo di auto elettriche, secondo DeepDrive, consentirebbe di montare batterie più economiche rispetto a quelle a quelle attualmente in uso. Inoltre la start-up tedesca assicura che, utilizzando celle al litio ferro fosfato o agli ioni di sodio, si può arrivare ai 600 km di autonomia. Utilizzando un pacco batteria tradizionale di 100 kWh di capacità, con densità energetica più alta, l’autonomia media potrebbe raggiungere perfino gli 800 km.

Ricarica auto elettrica

Quattro piattaforme

L’azienda tedesca non vuole limitarsi soltanto a vendere i propri motori elettrici, ma è alla ricerca di partner intenzionati ad acquistare tutta la piattaforma skateboard. L’architettura creata da DeepDrive è completamente piatta e modulare ed è in grado di garantire la massima libertà per quanto riguarda le dimensioni e le forme della carrozzeria. Attualmente la piattaforma è disponibile nei seguenti quattro formati.

  • XS: per quadricicli leggeri e mini-navette, con 350 km di autonomia e potenze fino a 40 CV e velocità massima di 45 o 80 km/h.
  • S: per citycar, utilitarie e piccoli van urbani, con autonomia da 450 km, potenze di 200 CV e velocità massima di 160 km/h.
  • M: per compatte e medie, ma anche per robo-shuttle adatti al trasporto di persone, con autonomia di 600 km, potenza fino a 350 CV e velocità di 160 km/h (autolimitata elettronicamente).
  • L: per veicoli commerciali grandi, con passo fino a 3,4 metri, autonomia di 700 km e identiche prestazioni delle vetture di taglia M (fino a 350 CV e fino a 160 km/h).

Auto elettrica: quanto mi costa?

Auto elettrica: quanto mi costa?

Se il mercato dell’auto fa i conti con un forte calo delle immatricolazioni, il comparto delle auto a batteria ha invece conosciuto una forte crescita. Secondo i dati più recenti forniti da Motus-E, associazione che riunisce i principali stakeholder della mobilità elettrica, il mese di agosto 2021 ha fatto registrare una crescita di oltre l’80% dei Plug-in Electric Vehicle (elettriche batteria e ibride plug-in).

INDICE
Costi Burocratici
Incentivi Allettanti
Il bollo non si paga
Anche l’RC Auto conviene
Consigli prima di firmare (e di rinnovare)
L’elettrico batte tutti
I costi in 16 anni
Gli scenari: nuova e usata
Ricarica sotto casa

Fino a non molto tempo fa eravamo abituati a pensare alle auto elettriche come costose alternative pulite alle auto a benzina o Diesel. Prezzo d’acquisto più elevato, poche colonnine per la ricarica, costi di manutenzione imprevedibili.

Oggi la situazione non è più questa. Un recente studio svolto da Altroconsumo in collaborazione con altre organizzazioni di consumatori a livello europeo, dimostra che i costi da sostenere per possedere un veicolo elettrico sono in realtà inferiori alle alternative.

L’indagine ha tenuto conto di tutte le voci che vanno a comporre il costo finale: dal prezzo dell’auto alla manutenzione, il rifornimento, l’assicurazione e le tasse. È stato tenuto anche conto degli incentivi, rifinanziati tramite il collegato fiscale alla legge di bilancio e quindi ancora validi nel 2021, e dell’eventuale ricavo da una successiva vendita.

Confrontando le singole voci di spesa dei veicoli elettrici con quelle delle auto tradizionali, la convenienza finale delle prime è in parte influenzata dalla presenza dell’Ecobonus del Governo.

Fino al 31 dicembre 2021 restano in vigore diversi incentivi per chi acquista un veicolo elettrico. Lo scopo è rendere più ecologico il parco veicoli circolanti, sostituendo quelli vecchi e inquinanti con altri a motore elettrico, più puliti. Vediamo quali sono gli incentivi e a che condizioni si ottengono.

  • Contributo di 2.000 euro per l’acquisto di un’auto a basse emissioni (meno di 60 g/km di CO2), con un prezzo fino a 50.000 euro, Iva esclusa, solo però a due condizioni: che il venditore conceda a sua volta uno sconto di 2.000 euro e che, contestualmente all’acquisto, venga rottamato un veicolo immatricolato prima del 1° gennaio 2011, di classe inferiore all’Euro 6.
  • Il contributo scende a 1.500 euro se il veicolo acquistato ha emissioni comprese tra 61 e 135 g/km di CO2 e se il suo prezzo di acquisto è inferiore ai 40.000 euro, Iva esclusa. Il venditore deve concedere uno sconto di pari importo.
  • Il contributo scende ancora a 1.000 euro per auto che emettono meno di 60 g/km di CO2 se non si rottama contestualmente l’auto vecchia. Anche in questo caso il venditore deve a sua volta accordare uno sconto di 1.000 euro.
  • Sconto del 40% sul prezzo di vendita di un veicolo elettrico, di potenza inferiore a 150 kW, per nuclei familiari con Isee inferiore a 30.000 euro. Il prezzo dell’auto che si compra o si prende in leasing deve a sua volta essere inferiore a 30.000 euro, Iva esclusa.
  • Vi è poi un’agevolazione per l’acquisto (anche in leasing) di moto e quadricicli elettrici o ibridi che consiste in un contributo del 30% del prezzo, fino a un massimo di 3.000 euro.
  • Il contributo sale al 40% se chi acquista rottama una moto di classe fino all’Euro 3: lo sconto arriva a un massimo di 4.000 euro.

Un’altra buona notizia per chi sta pensando di acquistare un veicolo elettrico è quella che riguarda le tasse.

Su autoveicoli, motocicli e ciclomotori a due, tre o quattro ruote, azionati con motore elettrico, non si pagano tasse automobilistiche per cinque anni dalla data di prima immatricolazione. Alla fine di questo periodo, per gli autoveicoli elettrici si deve versare una tassa pari a un quarto dell’importo previsto per i corrispondenti veicoli a benzina, mentre per motocicli e ciclomotori la tassa va corrisposta per intero.

Queste è la regola generale, ma molte regioni e provincie autonome hanno introdotto ulteriori agevolazioni, per esempio i residenti in Lombardia o Piemonte proprietari di veicoli elettrici sono esentati dal pagamento della tassa automobilistica per sempre: l’auto elettrica non paga letteralmente mai il bollo auto. Altre regioni hanno esteso l’esenzione a un periodo limitato di anni dopo i primi cinque. Il consiglio è di verificare sul sito della propria regione se sono in vigore ulteriori agevolazioni.

Il risparmio della polizza Rcauto di un’auto elettrica rispetto a una a benzina può superare il 50%. Lo rivelano le inchieste che Altroconsumo svolge in continuo in molte città d’Italia. Eccone due esempi.

A Verona, un 50 enne, cu1, guida libera, massimale 50 milioni di euro, auto tenuta in box privato e una percorrenza di 10.000/20.000 km all’anno quando spende per l’assicurazione?

Se ha una Skoda Enyaq iV 60 executive (elettrica), il suo premio annuo è pari a 250 euro, se invece la sua auto è una Skoda Karoq 1.0TSI Executive KW 85 (benzina), il premio annuo è di 580 euro: la differenza corrisponde a circa il 57%.

A Varese, un 40 enne, cu1, guida esperta, massimale 10 milioni di euro, auto in box privato e percorrenza sempre di 10.000/20.000 km/anno, con una Volkswagen ID3 58kWh (elettrica) paga un premio annuo di 151 euro, mentre con una Golf 2.0 benzina 8a serie spende 219 euro l’anno. La differenza è di circa il 31%.

Prima di stipulare la polizza Rc auto è bene prima di tutto aver chiare le proprie necessità (utilizzo della vettura, chilometri medi percorso durante l’anno, dove la tieni di notte, quali sono i guidatori che la potrebbero utilizzare).

Confronta sempre più offerte, non solo il primo anno ma anche quelli successivi. La fedeltà molto spesso non paga. Lo dimostra anche in questo caso un’indagine condotta da Altroconsumo a marzo 2021, per verificare i comportamenti delle assicurazioni nel periodo post lockdown, quando la quasi totalità delle auto era ferma.

È emerso che il 94% degli automobilisti interpellati tra i 25 e i 79 anni rimane fedele alla propria compagnia, ma di questi (in assenza di incidenti) solo il 35% ha pagato un premio inferiore rispetto all’anno precedente, e tra l’altro nella metà dei casi il risparmio ottenuto è stato inferiore ai 25 euro. Il 26% ha invece pagato di più, il 39% ha avuto un premio invariato, mentre al 6% è stato offerto uno sconto su una polizza diversa da quella Rc auto.

Risultati abbastanza deludenti nonostante i mesi di fermo auto e conseguenti risparmi ottenuti dalle compagnie. Guardandosi intorno si può in molti casi trovare un’offerta più conveniente.

L’analisi di Altroconsumo è stata condotta su tre segmenti di auto: piccole, compatte e grandi. Ciò che sorprende dei risultati è che la convenienza dell’elettrico, e in parte delle vetture ibride plug-in, ma solo a condizione di ricaricarle frequentemente, è reale per tutte e tre le categorie.

Comprare e mantenere un’auto rappresenta un costo non indifferente: se ipotizziamo una durata di vita di 16 anni, anche con vari passaggi di mano, si arriva a parecchie decine di migliaia di euro.

Si scopre però che, accorpando tutte le voci di spesa (svalutazione negli anni, rifornimenti/ricariche, tasse, Rcauto, manutenzione ordinaria), l’auto elettrica, con un costo totale di possesso di quasi 74mila euro, è più conveniente dell’auto diesel (oltre 78mila euro) e benzina (85mila).

L’ibrido ricaricabile è la seconda scelta più economica (circa 77mila euro), ma solo se si usa l’energia elettrica molto più della benzina, a patto cioè di ricaricare l’auto con frequenza.

Se questo è vero adesso con tutte le agevolazioni per l’acquisto ancora valide, cosa potrebbe succedere al decadere degli incentivi? In base alle stime sull’andamento del mercato e dei costi di produzione, anche senza Ecobonus, dopo una iniziale perdita di terreno le auto a motore elettrico dovrebbero tornare a essere le più convenienti già a partire dal 2024.

L’indagine svolta dalle organizzazioni di consumatori ha previsto diversi scenari. Il primo è quello dell’auto nuova, comprata nel 2021 e rivenduta dopo 4 anni con 48.000 km. In questo primo caso l’auto elettrica ha il costo più basso di tutti, pari a circa 32.000 euro, grazie agli incentivi.

Chi la acquista di seconda mano nel 2025 e la rivende dopo altri 5 anni e altri 50.000 km, anche senza l’Ecobonus spende per l’elettrico appena più che per un Diesel (quasi 23.000 euro) e meno di tutte le alternative.

Anche nel terzo scenario, quello di chi acquista l’auto di terza mano, dopo 9 anni di uso e 98mila km percorsi e la tiene 7 anni per poi rottamarla, l’auto elettrica, grazie a costi di ricarica e di manutenzione inferiori, è ancora una volta la più conveniente con un costo di 19.000 euro: il più basso in assoluto. Un’auto a benzina alle stesse condizioni gli costerebbe più di 25.000 euro.

Quindi, immettere già oggi nel mercato un maggior numero di auto elettriche, può portare a benefici economici anche per i futuri acquirenti di quelle vetture quando saranno di seconda e terza mano. Oltre, ovviamente, al beneficio in termini di riduzione di emissioni di inquinanti e di CO2.

In Italia a giugno 2021 si contavano quasi 12.000 colonnine su suolo pubblico o privato a uso pubblico per un totale di oltre 23.000 punti di ricarica.

La Lombardia è di gran lunga la regione con più punti (18% del totale), mentre il Sud è assai meno servito. Il numero di postazioni pubbliche è in continuo aumento, ma se stai pensando di comprare o hai già acquistato un’auto elettrica, può essere conveniente far installare un punto di ricarica all’interno del tuo box o in prossimità dei posti auto condominiali oppure, se questi non ci sono, in uno spazio comune condominiale che potrebbe essere reso adatto a quest’uso.

Per chi installa postazioni di ricarica per l’auto elettrica è prevista, fino al 2021, una detrazione fiscale per le spese sostenute. L’incentivo è previsto anche per le spese necessarie per aumentare la potenza del contatore (fino a 7 kW). Si recupera il 50% delle cifre pagate, fino a un massimo di 3.000 euro da ripartire in 10 anni. Conserva le fatture con codice fiscale del beneficiario della detrazione e natura dell’intervento e le ricevute dei pagamenti effettuati con mezzi tracciabili.

Fino al 30 giugno 2022 per i privati e al 31 dicembre 2022 per i condomini, salvo proroghe attualmente in discussione, chi esegue una ristrutturazione con interventi che migliorano l’efficienza energetica, tramite il salto di due classi energetiche, o riducono il rischio sismico del condominio o dell’abitazione singola può contare su una detrazione del 110% delle spese sostenute, che gli verrà restituito in 5 anni.

Se, insieme ai classici interventi come il cappotto termico e la sostituzione della caldaia, si installano anche colonnine o prese per la ricarica delle auto elettriche, anche queste beneficiano della detrazione del 110%. I limiti di spesa variano da un minimo di 1.200 euro a un massimo di 2.000 euro a seconda del numero di colonnine installate e alla tipologia di immobile. In ogni caso, al posto della detrazione puoi usufruire dello sconto in fattura o della cessione del credito.

Guida scientifica alla ricerca dell’auto: l’infografica di automobile.it

Usato garantito: cos’è e quali vantaggi offre

automobile.it ha disegnato un’infografica dal titolo “Guida scientifica alla ricerca dell’auto“, un vero e proprio viaggio tra cose da sapere e consigli, servizi fondamentali e statistiche rilevanti.

Guida scientifica alla ricerca dell’auto: l'infografica di automobile.it

Inserisci l’infografica sul tuo sito! Copia e incolla questo codice:


Come guidare sulla neve in tutta sicurezza

I migliori trucchi per guidare sulla neve in tutta sicurezza 3

Con l’arrivo della stagione invernale può capitare spesso di trovarsi a fare i conti con l’asfalto innevato. Sapere come guidare sulla neve in sicurezza è fondamentale per affrontare situazioni critiche senza alcuna difficoltà. 

INDICE
 Guidare sulla neve
 Come guidare sulla neve: l’obbligo di catene
 Guida sulla neve senza catene
 Come guidare sulla neve con gli pneumatici invernali
 Come guidare sulla neve in discesa
 Come guidare sulla neve con il cambio automatico

Sapere come guidare con la neve è fondamentale per gestire i movimenti dell’auto su un asfalto con scarsa di aderenza. Vediamo quali sono i punti principali per guidare in tutta sicurezza.  

  • Guidare dolcemente  
  • Adottare catene da neve o pneumatici invernali 
  • Anticipare i movimenti dell’auto 
  • Usare il freno motore 
  • Aumentare la distanza di sicurezza 

Guidare dolcemente: evitare movimenti bruschi sul volante sarà fondamentale per mantenere il controllo della vettura. Girare lo sterzo dolcemente, così come utilizzare con delicatezza il pedale del gas, sarà utile per guidare sulla neve in tutta sicurezza. 

Adottare catene da neve o pneumatici invernali: dal 15 novembre entra in vigore l’obbligo di avere a disposizione in auto le catene da neve. Queste devono essere applicate in caso di asfalto innevato per aumentare la presa a terra degli pneumatici e guidare così in tutta sicurezza. 

Anticipare i movimenti dell’auto: in condizioni di asfalto innevato è sempre opportuno ridurre la velocità di percorrenza ed anticipare le manovre di frenata e sterzata rispetto a quello che si farebbe in condizioni di asfalto asciutto. 

Usare il freno motore: una buona pratica per ridurre la velocità dell’auto in condizioni di neve è quella di frenare usando il freno motore. Scalare di marcia dolcemente e non toccare i freni consentirà una maggiore direzionalità dell’auto. 

Aumentare la distanza di sicurezza: date le condizioni di scarsa aderenza sarà sempre fondamentale ricordarsi di tenere una distanza di sicurezza dalle vetture che precedono per evitare di tamponarle in caso di frenata improvvisa.

Nel nostro Paese dal 15 novembre al 15 aprile vige l’obbligo, su determinati tratti stradali, di avere a disposizione le catene da neve. Grazie a queste, infatti, sarà possibile percorrere le strade innevate in totale sicurezza, ma sarà l’automobilista che dovrà valutare quando montare le catene da neve a seconda delle condizioni dell’asfalto. È bene ricordare che violare l’obbligo di catene comporta sanzioni importanti. Se si è fermati dalle forze dell’ordine in un centro abitato dove vige tale obbligo la sanzione varia da un minimo di 41 ad un massimo di 168 Euro, mentre chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo circolando fuori dai centri abitati può incorrere in una sanzione che va da un minimo di 84 sino ad un massimo di 335 Euro.

n alternativa alle catene da neve è possibile guidare anche sfruttando le gomme termiche. Queste garantiscono una buona presa sull’asfalto grazie alla particolare composizione del battistrada dotato di lamelle che, flettendosi e toccandosi tra loro durante il rotolamento sul manto stradale, producono calore aumentando di conseguenza l’aderenza.

Anche nel caso in cui non si adottino le catene da neve ma si decida di utilizzare gli pneumatici invernali valgono gli stessi consigli forniti in precedenza. Sarà fondamentale moderare la velocità, non effettuare frenate brusche, addolcire il proprio stile di guida accelerando con delicatezza così come nel ruotare il volante si dovrà essere particolarmente cauti anticipando di molto i movimenti del mezzo. Infine, se la macchina è dotata del controllo di trazione è meglio disinserirlo, ma solo per la partenza così da agevolarla.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Una situazione particolarmente critica è quella della guida sulla neve in discesa. In questo caso è sempre necessario anticipare le manovre e guidare con particolare prudenza. La velocità dovrà essere per forza di cose moderata gestendo il volante con grande cautela, mentre per le frenate è preferibile rallentare l’auto sfruttando il freno motore così da non perdere direzionalità all’anteriore. 

L’utilizzo del freno motore è una prerogativa delle auto dotate di cambio manuale, ma se si possiede una vettura dotata di cambio automatico come si guida sulla neve? Se si è al volante di una vettura di moderna generazione dotata di cambio automatico si potrà premere il pulsante contraddistinto dal fiocco di neve per far sì che la centralina dell’auto capisca di adattare i cambi marcia e le scalate ad un fondo innevato. Ovviamente, nonostante i dispositivi di assistenza alla guida rendano tutto più semplice, la prudenza al volante deve essere sempre massima e si dovranno seguire i consigli indicati in precedenza validi anche per le auto con cambio automatico. 

Cose da sapere

Quali accorgimenti adottare per guidare sulla neve in sicurezza?

Sapere come guidare con la neve è fondamentale per gestire i movimenti dell’auto su un asfalto povero di aderenza. Vediamo quali sono i punti principali per guidare in tutta sicurezza.  

  • Guidare dolcemente  
  • Adottare catene da neve o pneumatici invernali 
  • Anticipare i movimenti dell’auto 
  • Usare il freno motore 
  • Aumentare la distanza di sicurezza 

Cosa prevede l’obbligo di catene da neve?

Dal 15 novembre al 15 aprile vige l’obbligo, su determinati tratti stradali, di avere a disposizione le catene da neve. Grazie a queste, infatti, sarà possibile percorrere le strade innevate in totale sicurezza, ma sarà l’automobilista che dovrà valutare quando montare le catene da neve a seconda delle condizioni dell’asfalto. 

Come si guida sulla neve con gli pneumatici invernali?

Anche nel caso in cui si decida di utilizzare gli pneumatici invernali sarà fondamentale moderare la velocità, non effettuare frenate brusche, addolcire il proprio stile di guida accelerando con delicatezza così come nel ruotare il volante si dovrà essere particolarmente cauti anticipando di molto i movimenti del mezzo. Infine, se la macchina è dotata del controllo di trazione è meglio disinserirlo, ma solo per la partenza così da agevolarla. 

Come si guida sulla neve in discesa?

Una situazione particolarmente critica è quella della guida sulla neve in discesa. In questo caso è sempre necessario anticipare le manovre e guidare con particolare prudenza. La velocità dovrà essere per forza di cose moderata gestendo il volante con grande cautela, mentre per le frenate è preferibile rallentare l’auto sfruttando il freno motore così da non perdere direzionalità all’anteriore. 

Come si guida sulla neve con un’auto con cambio automatico?

Se si è al volante di una vettura di moderna generazione dotata di cambio automatico si potrà premere il pulsante contraddistinto dal fiocco di neve per far sì che la centralina dell’auto capisca di adattare i cambi marcia e le scalate ad un fondo innevato. Ovviamente, nonostante i dispositivi di assistenza alla guida rendano tutto più semplice, la prudenza al volante deve essere sempre massima e si dovranno seguire i consigli indicati in precedenza validi anche per le auto con cambio automatico. 

L’auto elettrica cambia il modo di guidare e presto il cambio manuale sparirà

L'auto elettrica cambia il modo di guidare e presto il cambio manuale sparirà

Il progressivo passaggio all’elettrico sta letteralmente cambiando il modo stesso di concepire l’automobile. Tanti, infatti, sono i cambiamenti che questo processo sta apportando alle vetture così come le conosciamo. Un esempio su tutti è la sparizione del cambio manuale, che segna di fatto la fine di un’era. Il passaggio alle auto a zero emissioni comporta grandi investimenti da parte di tutte le case produttrici, che si vedranno costrette a tagliare i costi superflui o troppo onerosi.

La trasmissione manuale, volendo, può essere montata anche su un’auto elettrica, ma richiede uno studio molto complesso e per questo motivo Volkswagen già dal 2023 comincerà a fare a meno di leva e frizione su tutta la gamma, a partire da Passat e Tiguan. Gli attuali modelli elettrificati non sono provvisti di trasmissione manuale e lo storico marchio continuerà a concentrarsi sul cambio DSG per le vetture che necessitano di una trasmissione. È il primo passo verso il 2030, anno in cui il marchio tedesco prevede di abbandonare definitivamente la trasmissione manuale e di vendere solamente auto elettriche in Europa, Stati Uniti e Cina.

Nuova Golf 8: i dettagli del nuovo modello 2020

Nuove Golf e Leon soltanto con cambio automatico

Non solo Tiguan e Passat abbandoneranno il cambio manuale. La svolta di Volkswagen si ripercuoterà anche sugli altri brand del gruppo come Seat, Skoda e Audi. La casa dei Quattro Anelli potrebbe decidere di anticipare i tempi, visto che ha intenzione di produrre soltanto modelli elettrici già a partire dal 2026. Non solo, molto probabilmente anche le prossime generazioni di Volkswagen Golf, Skoda Octavia e Seat Leon non avranno più l’opzione del cambio manuale. Anche le sportive del futuro punteranno esclusivamente sul cambio automatico per orchestrare il funzionamento di powertrain elettrificati.

cambio-automatico-o-manuale

 

Taglio ai costi e non solo

Le recenti tecnologie applicate ai cambi DSG superano le vecchie trasmissioni dal punto di vista economico, della velocità di cambiata e anche dell’affidabilità. Ma quando tutta la gamma sarà elettrica, anche il cambio automatico potrebbe sparire del tutto, per allinearsi ai futuri regolamenti Euro 7 e alla riduzione dei costi a carico delle case automobilistiche. Dal momento che per restare entro i nuovi standard, saranno necessari nuovi componenti e nuove centraline, i produttori punteranno a risparmiare dove possibile. Ma non è soltanto una questione di costi. I motori elettrici non hanno bisogno di particolari velocità di rotazione per garantire la massima efficienza e per questo viene meno la necessità di ricorrere ad un cambio. Probabilmente la presenza di una trasmissione anche su un modello elettrico resterà una scelta di nicchia, riservata ai nostalgici e ai puristi della guida. Del resto, già oggi molti modelli ad alimentazione tradizionale vengono scelti per la maggior parte in abbinamento a trasmissioni automatiche, segno che il futuro abbandono del cambio automatico, probabilmente, sarà (almeno per qualcuno) quasi del tutto indolore.

Come scegliere le catene da neve: guida all’acquisto

Tutto quello che c'è da sapere sull'obbligo delle catene da neve 2

Con l’arrivo della stagione invernale è sempre opportuno avere a bordo le catene da neve e su alcuni tratti stradali questo è anche un obbligo che scatta dal 15 novembre. Bisogna però capire come scegliere le catene da neve giuste per la propria auto. Ecco come fare. 

INDICE
Catene da neve: a cosa servono?
Come scegliere le catene da neve
Misure catene da neve
Catene da neve universali
Catene da neve: prezzi
Catene da neve omologate
Esiste un’alternativa alle catene da neve?

Quando si parla di catene neve si intende un particolare dispositivo da collegare sulle ruote motrici dell’auto per aumentare l’aderenza in presenza di tratti ghiacciati o innevati. Grazie alle catene da neve gli pneumatici dove verranno montate avranno una presa maggiore sui tratti di asfalto resi insidiosi dalle precipitazioni nevose o dal ghiaccio e consentiranno di guidare in tutta sicurezza mantenendo il controllo della vettura. 

<

h2>

Per scegliere le catene da neve adatte alla propria auto bisogna conoscere esattamente la larghezza della gomma, il rapporto tra altezza e lunghezza e il diametro del cerchione in pollici. Una volta noti questi tre dati si dovrà poi fare attenzione all’omologazione delle catene da neve. Il Ministero dei Trasporti, infatti, ha stabilito come omologazione valida la CUNA NC 178-01 o la omologazione O-NormUtilizzare queste catene da neve omologate impedirà di essere sottoposti a sanzione in caso di controlli. 

Per sapere con certezza se la vostra auto sia catenabile o meno, date un’occhiata al libretto d’uso e manutenzione oppure chiedete consiglio al vostro meccanico di fiducia.

[sta_anchor id="misure" unsan="Misure catene da neve"]Misure catene da neve

Considerando le differenti tipologie di vetture presenti sul mercato è inevitabile che anche le dimensioni dei cerchi varino a seconda del segmento di appartenenza o dell’allestimento. In linea generale si può affermare come tutte le vetture con ruote di diametro compreso tra 13’’ e 17’’ siano catenabili a differenza di quelle con diametro superiore per via dello spazio ridotto tra parafango e sospensione. In quest’ultimo caso si potrà porre rimedio con catene a spessore ridotto e con un set di catena a fissaggio esterno. Ad ogni modo, prima di acquistare le catene da neve, è sempre opportuno consultare il libretto di uso e manutenzione del veicolo.  

In commercio sono presenti anche catene da neve universali. Queste, messe in vendita a differenti fasce di prezzo, consentono di adattarsi a qualsiasi tipo di pneumatico con spessore 165-285 mm. Ovviamente il consiglio è di non preferire il prezzo a discapito della qualità dei materiali utilizzati per la costruzione della catena da neve. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Sono numerose le tipologie di catene da neve presenti sul mercato, adatte a differenti fasce di mercato e dotate di tecnologie all’avanguardia. I prezzi variano a seconda delle dimensioni, dello spessore, del sistema di pensionamento. Le catene a Y, le più comuni, sono in vendita con prezzi a partire da 30 euro per i modelli più economici, mentre le catene a rombosono da preferire se si viaggia spesso su strade innevate ed il loro costo varia da un minimo di 70 ad un massimo di 100 euro. Le catene a ragno, infine, sono quelle più costose per via del fissaggio diretto sul cerchio e la spesa può raggiungere anche i 500 euro per i modelli top di gamma. 

Come anticipato in precedenza, per essere certi di acquistare catene da neve efficienti ed in grado di assicurare una ottima tenuta è necessario che queste siano omologate. Per le auto ed veicoli commerciali sino a 3,5 tonnellate le catene da neve omologate sono quelle contraddistinte dal simbolo “UNI 11313” o dal simbolo O-Norm V-5117”. Il logo dell’omologazione deve essere presente sulla catena da neve così da facilitare il lavoro delle Forze dell’Ordine in caso di controllo. 

Una valida alternativa alle catene da neve è rappresentata dalle calze da neve. Queste, realizzate in poliestere, avvolgono l’intero pneumatico e si installano con maggiore facilità rispetto alle prime grazie ad un pratico sistema a fascette. È tuttavia opportuno evidenziare come anche queste, per poter circolare su strada, devono essere omologate. Inoltre il limite massimo di velocità raggiungibile con le calze da neve installate è di 50 Km/h. A differenza delle catene da neve, le calze da neve devono essere utilizzate solo in presenza di fondo innevato perché la composizione in poliestere rischia di deteriorarsi rapidamente se utilizzate su asfalto asciutto. 

Cose da sapere

Quali sono le tipologie di catene omologate?

Il Ministero dei Trasporti ha imposto l’uso di catene da neve che rispettino l’omologazione CUNA NC 178-01 o O-Norm.

Su quali veicoli si possono montare le catene da neve?

Tutte le vetture che montano ruote di diametro compreso tra i 13″ ed i 17″ vengono considerate catenabili e quindi compatibili con qualsiasi tipologia di catene da neve. Al contrario, le vetture equipaggiate con cerchi di diametro superiore ai 17″ vengono spesso etichettate come non catenabili direttamente dal produttore.

Quali sono le principali tipologie di catene da neve e quanto costano?

Le principali tipologie di catene da neve sono le Catene a Y, ossia la versione più classica e meno costosa; le Catene a rombo, la variante più diffusa; le Catene a ragno, sono le più versatili e facili da montare.

Dove si acquistano le catene da neve?

Le catene da neve possono essere acquistate negli auto ricambi, ma anche all’interno di centri commerciali e ipermercati. Per trovare offerte interessanti si può optare anche per l’acquisto online.

Come montare le catene da neve: la guida

Come montare le catene da neve in modo corretto

A partire dal 15 novembre, e fino al 15 aprile dell’anno successivo, su determinate tipologie di tratte stradali vige l’obbligo di catene a bordo previsto dal Codice della Strada. Spesso, però, non si sa come si montano le catene da neve e in caso di necessità si può perdere molto tempo. Scopriamo come fare in questa guida.

INDICE
Quando montare le catene da neve
Come montare le catene da neve: tutti i passaggi
Catene da neve facili da montare: come sceglierle
Come si smontano le catena da neve
Su quali ruote si montano le catene da neve?i

Nel periodo intercorrente tra il 15 novembre ed il 15 aprile gli automobilisti devono avere a bordo le catene da neve da montare in determinate occasioni. Premesso che queste non lavorano bene quando le temperature sono superiori ai 14°, è fondamentale evidenziare che il loro utilizzo è previsto dal Codice della Strada nel caso in cui lo strato di neve presente sull’asfalto abbia una altezza tale da toccare il fondo della vettura o quando la presenza di neve e ghiaccio sulla strada possano compromettere la direzionalità del mezzo. Sarà sempre il conducente, quindi, a capire quando è il caso di montare le catene da neve per aumentare la sicurezza alla guida.  

Montare le catene da neve non è una operazione particolarmente complessa e sarà seguire i passaggi seguenti per completare il tutto in pochi minuti:

  1. fermare l’auto su una superficie piana con le ruote allineate alla carrozzeria
  2. procedere a distendere le catene da neve eliminando eventuali nodi o grovigli
  3. prendere una catena, posizionarla dietro la ruota, alzarla e fissarla in cima alla stesso collegando le due estremità del cavo di sostegno in plastica
  4. collegare le varie maglie di colore giallo sfruttando i ganci in dotazione per poi prendere in mano la porzione di catena restante, solitamente di colore rosse, e fissarla alla carrucola o all’occhiello presente sull’altra estremità
  5. stringere la catena intorno alla ruota utilizzando il puntale in dotazione e poi agganciarlo ad una delle maglie esterne così da assicurare la giusta tensione. 

In commercio sono presenti differenti tipologie di catene da neve che garantiscono il montaggio anche in pochi minuti. Ad esempio quelle dotate del sistema a tensione automatica richiedono poca manualità, si installano anche in un minuto, e non necessitano di fermarsi per adattare la tensione poiché il loro sistema adatta automaticamente la tensione appena l’automobile si mette in marcia. Quelle a tensione manuale, invece, sono le catene classiche che richiedono di seguire i passaggi indicati in precedenza per essere montate correttamente.  

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Spiegato come si montano le catene da neve, è giunto ora il momento di capire come smontarle. Anche in questo caso si dovranno seguire dei semplici passaggi. In primo luogo si dovrà arrestare la vettura facendo attenzione che la porzione di catena rossa si trovi nella zona superiore dello pneumatico e poi seguire la procedura indicata in precedenza ma in senso inverso, quindi: allentare la tensione, sganciare la maglia rossa e successivamente le maglie gialle ed infine rimuovere le catene dalle ruote facendole passare dalla parte retrostante . Per fare in modo che le catene da neve durino nel tempo, dopo ogni utilizzo è fondamentale pulirle con acqua tiepida così da rimuovere efficacemente tutti i residui e le tracce di sale. 

Prima di procedere a montare le catene da neve è opportuno sapere dove viene trasmessa la forza motrice. Se questa arriverà alle ruote anteriori, allora le catene da neve dovranno essere installate sull’asse anteriore, viceversa su quello posteriore. In caso di vettura dotata di trazione integrale le catene potranno essere montate sia su tutte e quattro le ruote che sul solo asse che riceve la maggiore forza motrice. Per capire quale soluzione adottare, consultate il libretto d’uso e manutenzione della vostra vettura. 

Cose da sapere

Quando montare le catene da neve?

Nel periodo intercorrente tra il 15 novembre ed il 15 aprile gli automobilisti devono avere a bordo le catene da neve da montare in determinate occasioni. Il loro utilizzo è previsto dal Codice della Strada nel caso in cui lo strato di neve presente sull’asfalto abbia una altezza tale da toccare il fondo della vettura o quando la presenza di neve e ghiaccio sulla strada possano compromettere la direzionalità del mezzo. 

Come si montano le catene da neve?

In primo luogo si dovrà fermare l’auto su una superficie piana con le ruote allineate alla carrozzeria e successivamente si dovrà procedere a distendere le catene da neve eliminando eventuali nodi o grovigli. Compiute queste operazioni di dovrà prendere una catena, posizionarla dietro la ruota, alzarla e fissarla in cima alla stesso collegando le due estremità del cavo di sostegno in plastica. Il passo successivo sarà quello di collegare le varie maglie di colore giallo sfruttando i ganci in dotazione per poi prendere in mano la porzione di catena restante, solitamente di colore rosse, e fissarla alla carrucola o all’occhiello presente sull’altra estremità. Completata questa operazione si dovrà stringere la catena intorno alla ruota utilizzando il puntale in dotazione e poi agganciarlo ad una delle maglie esterne così da assicurare la giusta tensione. 

Esistono catene da neve facili da montare?

In commercio sono presenti differenti tipologie di catene da neve che garantiscono il montaggio anche in pochi minuti. Ad esempio quelle dotate del sistema a tensione automatica richiedono poca manualità, si installano anche in un minuto, e non necessitano di fermarsi per adattare la tensione poiché il loro sistema adatta automaticamente la tensione appena l’automobile si mette in marcia. 

Come si smontano le catene da neve?

 In primo luogo si dovrà arrestare la vettura facendo attenzione che la porzione di catena rossa si trovi nella zona superiore dello pneumatico e poi seguire la procedura indicata in precedenza ma in senso inverso, quindi: allentare la tensione, sganciare la maglia rossa e successivamente le maglie gialle ed infine rimuovere le catene dalle ruote facendole passare dalla parte retrostante 

Su quali ruote si montano le catene da neve?

Prima di procedere a montare le catene da neve è opportuno sapere dove viene trasmessa la forza motrice. Se questa arriverà alle ruote anteriori, allora le catene da neve dovranno essere installate sull’asse anteriore, viceversa su quello posteriore. In caso di vettura dotata di trazione integrale le catene potranno essere montate sia su tutte e quattro le ruote che sul solo asse che riceve la maggiore forza motrice. Per capire quale soluzione adottare, consultate il libretto d’uso e manutenzione della vostra vettura. 

Obbligo catene da neve: tutto quello che devi sapere

Tutto quello che c'è da sapere sull'obbligo delle catene da neve 2

Arriva la stagione invernale e per gli automobilisti questo significa non solo essere alle prese con condizioni meteo spesso imprevedibili, ma anche con l’obbligo di avere a bordo catene da neve. Scopriamo tutti i dettagli. 

INDICE
Obbligo catene a bordo: quando scatta?
Obbligo catene da neve: su quali strade si applica
Obbligo catene autostrada
Obbligo di pneumatici invernali sulle autostrada
Multa per violazione dell’obbligo di catene a bordo
Gomme invernali o catene: le differenze e come scegliere

A partire dal 15 ottobre su alcune determinate tipologie di strade vige l’obbligo di catene a bordo. Il nostro Codice della Strada concede però un mese di tempo, dal 15 ottobre al 15 novembre, per consentire agli automobilisti di dotarsi di questo strumento, o degli pneumatici invernali da utilizzare ove richiesto. Allo scoccare del 15 aprile dell’anno successivo, l’obbligo di catene da neve a bordo cessa, mentre per quanto riguarda gli pneumatici, sarà obbligatorio adottare quelli estivi. 

L’obbligo catene da neve non è valido su tutte le strade ed autostrade del nostro territorio, ma solo su quei tratti stradali ove sia presente un cartello con una ruota catenata. In questo caso, disciplinato dall’articolo 6 del Codice della Strada, l’automobilista dovrà obbligatoriamente avere a bordo catene da neve o aver dotato la propria vettura di pneumatici invernali. È sempre opportuno controllare online se sul tratto di strada che si dovrà percorrere sarà in vigore o meno questo obbligo. 

Come anticipato in precedenza, l’obbligo catene a bordo è valido anche per le tratte autostradali. Nello specifico, a partire dal 15 novembre di ogni anno, sui tratti autostradali maggiormente soggetti al rischio di precipitazioni nevose sarà obbligatorio avere a disposizione le catene da neve da montare al momento opportuno o aver già installato le gomme invernali. Anche in questo caso sul tratto autostradale oggetto dell’obbligo catene da neve sarà presente l’apposita segnaletica presente anche nelle stazioni di ingresso.  

Abbiamo parlato di obbligo di catene da neve a bordo o di pneumatici invernali perché il nostro Codice della Strada equipara entrambe le soluzioni. Gli pneumatici invernali si rivelano, però, più pratici rispetto alle catene perché anche su fondo innevato consentono di guidare con grande sicurezza, mentre le catene dovranno essere montate sul momento con notevole perdita di tempo per il completamento dell’operazione.  

Qualora non si rispetti l’obbligo di catene da neve a bordo si rischiano sanzioni pesanti previste dagli articoli 7 e 14 del Codice della Strada. Nello specifico, se si viene fermati dalle Forze dell’Ordine in un centro abitato dove vige tale obbligo la sanzione varia da un minimo di 41 ad un massimo di 168 Euro, mentre chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo circolando fuori dai centri abitati può incorrere in una sanzione che va da un minimo di 84 sino ad un massimo di 335 Euro. 

La differenza tra gomme invernali e catene da neve è presto detta. Le prime vengono installate nel periodo invernale, entro il 15 novembre, e consentono di avere una ottima aderenza in ogni condizione grazie alla particolare lavorazione e composizione del battistrada, mentre le seconde devono essere installate solo qualora si debbano affrontare tratti innevati o ghiacciati. Ovviamente per scegliere il tipo di pneumatici invernali o di catene da neve si dovrà prestare attenzione a numerosi fattori quali, ad esempio, le dimensioni dei cerchi. Inoltre è sempre bene ricordare che le catene da neve dovranno essere montate solo ed esclusivamente sulle ruote motrici per garantire la massima aderenza alla vettura su fondi con scarso grip. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

 

Cose da sapere

Quando scatta l’obbligo di avere le catene da neve a bordo?

Allo scoccare del 15 novembre di ogni anno, e sino al 15 di aprile dell’anno successivo, vige il periodo di obbligo di catene da neve da avere a bordo del proprio veicolo quando si transita su determinate tipologie di strade.

Quali sono le strade interessate dall’obbligo di catene da neve?

Sui tratti di strada e autostrada preceduti da un cartello con ruota catenata sia obbligatorio usare gli pneumatici invernali, oppure avere a bordo sistemi antisdrucciolevoli adatti alle ruote del veicolo.

È obbligatorio avere le catene da neve in autostrada?

Dal 15 novembre, nei tratti autostradali maggiormente soggetti al rischio di precipitazioni nevose, vi è l’obbligo di montare pneumatici da neve o avere le catene a bordo sulla scorta delle ordinanze che possono essere emesse da Autostrade per l’Italia o dagli Enti proprietari delle strade. L’obbligo delle catene da neve in autostrada è portato a conoscenza degli automobilisti tramite i segnali stradali collocati lungo i tratti autostradali e le stazioni di ingresso.

Quali sanzioni sono previste per chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo?

Se si viene fermati dalle Forze dell’Ordine in un centro abitato dove vige tale obbligo, la sanzione varia dai 41 ai 168 Euro, mentre chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo circolando fuori dai centri abitati può incorrere in una sanzione da un minimo di 84 Euro sino ad un massimo di 335 Euro.

Come funziona un test drive: i consigli prima dell’acquisto

Come funziona un test drive: i consigli prima dell’acquisto

Prima di firmare l’assegno per acquistare l’auto dei propri sogni è sempre opportuno effettuare un test drive. Soltanto provando su strada il modello nella motorizzazione scelta si potrà capire se questo potrà soddisfare le proprie esigenze o se, invece, si dovrà puntare su un altro tipo di vettura. 

 INDICE
Cos’è un test drive
Come funziona un test drive
Come fare un test drive auto
Dove fare la prova su strada
Prova su strada auto nuova o usata: le differenze
Incidente test drive: chi paga

Nonostante la terminologia inglese il test drive non è altro che una prova su strada, solitamente di una ventina di minuti, della vettura che si ha intenzione di acquistare. Il test drive avviene sempre su strada aperta al pubblico e con al proprio fianco il venditore che illustrerà le caratteristiche dell’auto ed indicherà all’acquirente la strada da percorrere durante la prova. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Considerato il periodo attuale è sempre opportuno prenotare con anticipo il test drive per potersi mettere al volante di una vettura opportunamente sanificata. In occasione della prenotazione, inoltre, si dovrà specificare quale auto si vorrà provare e con quale motorizzazione così da valutare su strada il comportamento reale. 

Nel giorno fissato per l’appuntamento ci si potrà recare in concessionaria e procedere al test drive. Al vostro fianco avrete il consulente di vendita che elencherà i pregi della vettura mentre voi sarete impegnati alla guida così da poter valutare con mano non solo le prestazioni del motore, ma anche il comfort e l’ergonomia degli interni e capire se l’auto dei vostri sogni riesce a soddisfare le vostre aspettative. Il consiglio è quello di valutare il funzionamento del sistema di infotainment, la capienza del bagagliaio e l’accessibilità al divanetto posteriore in modo tale da avere una conoscenza approfondita dell’auto che andrete ad acquistare. 

Non avendo la possibilità di noleggiare circuiti privati la concessionaria farà effettuare il test drive su strade aperte al traffico. Questa è una ottima notizia perché si potrà in questo modo valutare il comportamento della vettura nell’utilizzo di tutti i giorni. Proprio nel traffico, infatti, si potrà capire se la ripresa soddisfa, così come i consumi, e se stare a lungo seduti all’interno dell’abitacolo può incidere o meno sul comfort generale. Il nostro consiglio è quello di provare la vettura su strade poco trafficate così da intuire le potenzialità del motore.  

Il test drive di cui abbiamo parlato sino ad ora riguarda le auto nuove ed ovviamente verrà effettuato su una vettura dimostrativa con motorizzazione analoga a quella prescelta. Tuttavia è possibile effettuare un test drive anche per le auto usate, anzi è sempre consigliabile. In questo caso, infatti, soltanto provando su strada la vettura usata si potrà capire se la meccanica e l’elettronica sono in perfetta efficienza o se sono presenti problematiche che potrebbero incidere sul prezzo finale di acquisto. Se si vuole andare sul sicuro si può sfruttare il servizio messo a disposizione da automobile.it in partnership con DEKRA. L’azienda leader in Europa nel settore delle revisioni e perizie auto, infatti, mette a disposizione i propri tecnici per effettuare perizie accurate sulla vettura usata che si vuole acquistare. L’analisi avrà ad oggetto non solo un controllo accurato dello stato esternodel mezzo, ma anche un controllo funzionale accurato delle dotazioni, degli impianti multimedia, dei principali organi di trasmissione, degli organi elettrici ed elettronici, delle sospensioni, dell’impianto frenante e di quello di raffreddamento. Il servizio è disponibile al costo di 99 euro più IVA.

ACQUISTO AUTO USATE: SCARICA LA CHECKLIST

È bene avere presente che il test drive viene effettuato su strada aperta al pubblico ed è quindi possibile restare coinvolti in incidenti. In questo caso non toccherà al guidatore pagare di tasca propria per il risarcimento danni, ma sarà la compagnia assicuratrice della concessionaria. Nella maggior parte dei casi, infatti, le concessionarie sottoscrivono delle polizze specifiche che proteggono tutto l’inventario e pertanto se si verifica un incidente durante il test drive sarà la stessa compagnia di assicurazione a coprire le spese. 

Cose da sapere

Come funziona il test drive?

Il test drive consiste nella prova di una vettura, solitamente della durata di una ventina di minuti, così da consentire ai potenziali acquirenti di provare l’auto di loro interesse, e nella motorizzazione desiderata.

Dove si fa il test drive?

Le concessionarie consentono di provare le vetture sulle comuni strade e qui sarà compito dell’addetto alle vendite indicare il percorso più adatto per mettere alla prova la vettura.

Cosa succede in caso di incidente durante il test drive?

Nella se siete coinvolti in un sinistro durante la prova della vettura, sarà la compagnia assicuratrice della concessionaria a liquidare il danno. Le concessionarie, solitamente, sottoscrivono delle polizze specifiche che proteggono tutto l’inventario.

Si può fare il drive test per l’acquisto di auto usate?

Effettuare il drive test per l’acquisto delle auto usate non solo è possibile, ma anche consigliato. Se si vuole effettuare l’acquisto con maggiore serenità ci si può affidare a società come DEKRA, partner di automobile.it, che mette a disposizione un tecnico specializzato per la perizia dell’auto da acquistare.

Controlli periodici: come fare la manutenzione auto per un veicolo sempre sicuro

I controlli periodici da effettuare per un'auto sicura

Effettuare una manutenzione regolare della propria auto è sempre consigliato perché in questo modo, oltre ad essere certi di avere una vettura in perfetta efficienza e sicura, si potrà prolungare la vita dell’auto nel tempo.  I controlli periodici più importanti, i tagliandi e le revisioni, sono appuntamenti fondamentali per valutare le condizioni dell’auto e per far sì che tutti gli apparati concorrano a garantire le massime performance possibili. Questi appuntamenti non vanno assolutamente trascurati, anche per evitare di incappare in sanzioni o nella perdita del diritto alla garanzia di fabbrica.

INDICE
Manutenzione auto: perché fare controlli periodici
Manutenzione ordinaria auto
Manutenzione freni auto
Messa a punto auto: controllo e sostituzioni filtri
Controllo auto: pressione e consumo degli pneumatici
Costi manutenzione auto
Manutenzione auto elettriche
Manutenzione auto gpl
Manutenzione auto ibride
Manutenzione motore benzina
Manutenzione ordinaria auto diesel

Acquistare una vettura, nuova o usata che sia, comporta anche degli oneri come la regolare manutenzione auto. Spesso ci si dimentica di effettuare controlli banali come il livello dei liquidi o lo stato di usura degli pneumatici e questa sbadataggine può avere ripercussioni perché si può rischiare di danneggiare il motore o mettersi al volante di un’auto con poca aderenza su strada in condizioni di bagnato. Effettuare controlli periodici, quindi, è una pratica da seguire con costanza per la propria sicurezza e per evitare di dover affrontare spese di riparazione ben più onerose. 

Chiarita l’importanza di effettuare una manutenzione periodica per preservare la durata delle componenti meccaniche dell’auto e offrire standard di sicurezza sempre adeguati, è adesso arrivato il momento di capire quali sono i controlli periodici da fare per la manutenzione auto ordinaria: 

  • Livelli dei Liquidi
  • Freni e pasticche
  • Filtri
  • Sospensioni
  • Impianto Luci
  •  Motore e cinghia di trasmissione
  • Scarichi
  • Filtro antipolline e impianto di condizionamento
  • Carrozzeria

Ad intervalli regolari è opportuno controllare lo stato di usura dei freni dell’auto. Questi rappresentano un elemento di fondamentale importanza per la sicurezza e la manutenzione è estremamente importante. Ad intervalli regolari di circa 15.000 Km dovrebbe essere controllato l’impianto frenante per verificare lo stato di usura di dischi e pastiglie, ma se alla guida si avverte uno strano rumore non appena si pesta il pedale del freno è opportuno effettuare immediatamente la manutenzione. 

Altro aspetto da non sottovalutare per una corretta manutenzione auto è il controllo e la sostituzione dei filtri. Sulle vetture diesel, ad esempio un filtro del gasolio in perfetta efficienza è di fondamentale importanza perché protegge da eventuali impurità contenute nel carburante. Solitamente la sostituzione di questi filtri va effettuata ogni 30.000 Km. Non sottovalutate poi il filtro antipolline importantissimo per poter godere di aria pura nell’abitacolo. La sua sostituzione intorno ai 20.000 Km consente di mantenere un’atmosfera confortevole e soprattutto salubre in auto, a beneficio di guidatore e passeggeri. 

Ulteriore elemento da non trascurare è lo stato degli pneumatici. È buona prassi controllare mensilmente la pressione delle gomme così da evitare un consumo anomalo del battistrada. Inoltre è sempre opportuno verificare lo stato di usura degli pneumatici ed eseguire l’incrocio delle gomme posteriori con quelle anteriori ogni 10.000 Km per prolungare la vita degli pneumatici. 

Spesso si tende a rinviare la manutenzione auto perché non si vuole sostenere la spesa necessaria. Così facendo, però, si rischia di dover pagare un conto salato più avanti nel tempo perché la manutenzione ordinaria consente di prevenire eventuali problematiche. Un esempio concreto è quello relativo alla cinghia di distribuzione. Questa deve essere cambiata ad intervalli regolari stabiliti dalla Casa costruttrice. Il costo di questa operazione si aggira sul centinaio di euro, ma se si decidesse di posticipare la sostituzione e la cinghia dovesse rompersi il motore potrebbe essere da buttare completamente con una spesa prevista di parecchie migliaia di euro. 

La sempre maggiore diffusione di veicoli a zero emissioni sulle strade di tutti i giorni ha portato all’attenzione la questione relativa alla manutenzione auto elettricheIl motore elettrico presenta meno componenti rispetto ad uno termico, ed inoltre non sono presenti liquidi da rabboccare. Anche i freni subiscono una usura minore complici i sistemi di recupero dell’energia. La manutenzione auto elettriche, pertanto, è decisamente più economica rispetto a quella prevista per le auto dotate di motore endotermico ed il risparmio può anche superare il 50%. 

Anche le vetture GPL sono molto diffuse sul nostro territorio e per queste auto è prevista una manutenzione specifica. Ogni 15.000 Km è buona norma provvedere alla verifica dell’assenza di perdite dall’impianto, alla sostituzione del filtro in fase gas del Gpl, alla pulizia del filtro GPL in fase liquida e controllare anche gli iniettori, le candele e la sonda lambda. Il costo della manutenzione auto GPL è leggermente più caro rispetto a quello previsto per una vettura dotata di motore a benzina. Il serbatoio GPL, invece, va sostituito ogni 10 anni. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Nonostante la presenza di un motore elettrico associato a quello termico, la manutenzione auto ibride non differisce da quella prevista per una classica vettura dotata di unità endotermica. I controlli periodici da effettuare saranno identici e si potrà anche risparmiare qualcosina dato che l’impianto frenante, utilizzato per la rigenerazione, sarà meno stressato rispetto a quello presente su una classica vettura termica. 

Per le vetture dotate di motore benzina è buona prassi effettuare una manutenzione ordinaria ad intervalli non superiori ai 20.000 Km. In questa occasione sarà necessario procedere alla sostituzione del filtro dell’olio e  l’olio del motore ed alla sostituzione del filtro dell’aria per l’abitacolo. Allo scoccare dei 60.000 Km sarà necessario procedere alla sostituzione del liquido freni, mentre raggiunti i 90.000 Km è opportuno effettuare la sostituzione della cinghia di distribuzione. 

Differenti, invece, sono i controlli e le tempistiche richieste per la manutenzione delle auto diesel. Il filtro carburante andrà sostituito ogni 30.000 Km, mentre il filtro antiparticolato, denominato FAP, deve essere costantemente tenuto in perfetta efficienza per evitare che si intasi. Per questa ragione è sempre opportuno effettuare i cicli di rigenerazione del ciclo quando richiesti dalla vettura e non spegnere mai il motore durante questa operazione. Infine, ogni 25.000 Km, è necessario procedere alla sostituzione del liquido AdBlue. 

Cose da sapere

Quali sono i controlli periodici più importanti per la manutenzione ordinaria dell’auto?

I controlli periodici per l’auto prevedono di controllare ad intervalli regolari: i livelli dei liquidi, freni e pasticche, filtri, sospensioni, impianto luci, motore e cinghia di trasmissione, gli scarichi, il filtro antipolline e l’impianto di condizionamento e la carrozzeria 

Ogni quanto si effettua la manutenzione freni auto?

Ad intervalli regolari di circa 15.000 Km dovrebbe essere controllato l’impianto frenante per verificare lo stato di usura di dischi e pastiglie, ma se alla guida si avverte uno strano rumore non appena si pesta il pedale del freno è opportuno effettuare immediatamente la manutenzione. 

Ogni quanto si effettua il controllo e la sostituzione dei filtri?

Sulle vetture diesel,  un filtro del gasolio in perfetta efficienza è di fondamentale importanza perché protegge da eventuali impurità contenute nel carburante. Solitamente la sostituzione di questi filtri va effettuata ogni 30.000 Km. Non sottovalutate poi il filtro antipolline importantissimo per poter godere di aria pura nell’abitacolo. La sua sostituzione intorno ai 20.000 Km consente di mantenere un’atmosfera confortevole e soprattutto salubre in auto, a beneficio di guidatore e passeggeri. 

Ogni quanto è necessario controllare gli pneumatici?

Ulteriore elemento da non trascurare è lo stato degli pneumatici. È buona prassi controllare mensilmente la pressione delle gomme così da evitare un consumo anomalo del battistrada. Inoltre è sempre opportuno verificare lo stato di usura degli pneumatici ed eseguire l’incrocio delle gomme posteriori con quelle anteriori ogni 10.000 Km per prolungare la vita degli pneumatici. 

Quali sono i controlli periodici da effettuare sulle auto elettriche?

Il motore elettrico presenta meno componenti rispetto ad uno termico, ed inoltre non sono presenti liquidi da rabboccare. Anche i freni subiscono una usura minore complici i sistemi di recupero dell’energia. La manutenzione auto elettriche, pertanto, è decisamente più economica rispetto a quella prevista per le auto dotate di motore endotermico ed il risparmio può anche superare il 50%. 

Quali sono i controlli periodici da effettuare sulle auto GPL?

Ogni 15.000 Km è buona norma provvedere alla verifica dell’assenza di perdite dall’impianto, alla sostituzione del filtro in fase gas del Gpl, alla pulizia del filtro GPL in fase liquida e controllare anche gli iniettori, le candele e la sonda lambda. Il costo della manutenzione auto GPL è leggermente più caro rispetto a quello previsto per una vettura dotata di motore a benzina. Il serbatoio GPL, invece, va sostituito ogni 10 anni.