MG 5 Electric: prezzi, dimensioni e caratteristiche

MG 5 Electric: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1

Dopo l’acquisto da parte della cinese di SAIC, il processo di transizione all’elettrico di MG procede velocemente. Con la nuova MG 5, il cui arrivo è programmato per gli inizi del 2022, il marchio prova a sfondare in un territorio per ora inesplorato, ovvero quello delle station-wagon elettriche. L’auto sarà disponibile in due versioni, che si distinguono per potenza e autonomia e il prezzo di partenza non dovrebbe superare i 30.000 €.

Ecco la scheda tecnica della MG 5:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio (min/max) 479/1.376 litri
 Alimentazioni elettrica
 Classe
 CV/kW (da) 180/132
 Prezzo (da)

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motorizzazioni
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzo

Le dimensioni della nuova MG 5 sono paragonabili a quelle di una familiare di media taglia. La lunghezza sfiora i 4 metri e 60 cm, mentre altezza e larghezza si attestano rispettivamente a 154 cm e 182 cm. Buona la capienza del bagagliaio, che con i sedili in posizione ha una capacità di 479 litri (1.376 litri con sedili abbattuti).

Dimensioni 
Lunghezza 4.600 mm
Larghezza 1.818 mm
Altezza 1.543 mm
Passo 2.665 mm

La nuova MG 5, pur essendo la prima station wagon elettrica del marchio, non si discosta molto dagli stilemi della sua categoria e mostra una linea bassa e filante. Sul frontale i gruppi ottici LED vengono inseriti in elementi appuntiti ai lati del cofano, collegati tra loro da un inserto nero che attraversa il muso e sottolinea il marchio MG.

Sui fianchi prosegue la linea disegnata dai fari sul frontale, mentre i volumi vengono ulteriormente scolpiti da una bassa e decisa nervatura che corre tra i passaruota. Immancabili per una familiare, le barre sul tetto, su cui caricare eventuali bagagli extra. Sul retro, infine, troviamo un interessante gioco della fanaleria: ai due elementi principali in cui sono inseriti i gruppi ottici, posti alle estremità del portellone, si integra una firma LED che attraversa il posteriore da parte a parte.

Se dall’esterno la nuova MG 5 può confondersi con una tradizionale station wagon, all’interno emerge quel binomio fatto di tecnologia e minimalismo che caratterizza tutte le elettriche. Nell’abitacolo saltano subito all’occhio il touchscreen da 10,25″ dedicato all’infotainment e lo schermo che lo accompagna dietro al volante multifunzione, un display da 7″ per la strumentazione digitale.

Ma la vettura è dotata anche di tanti dispositivi che non si vedono ma fanno la differenza, come il sistema di connnettività MG iSMART Lite, che consente di impostare da remoto la ricarica del veicolo. A bordo troviamo anche un buon numero di ADAS e dispositivi di sicurezza, inclusi di serie nel pacchetto MG Pilot: tra i tanti, l’assistente al mantenimento della corsia, la frenata automatica di emergenza e il sistema di rilevazione della stanchezza del conducente.

Il listino della MG 5 dovrebbe includere due motorizzazioni, ciascuna dedicata a un particolare allestimento. Il modello di accesso alla gamma, soprannominato Comfort,  sarà dotato di batteria da 50,3 kWh, per una potenza massima di 156 CV. La versione Luxury sfrutterà invece una batteria da 61,1 kWh, co una potenza di 180 CV.

Trattandosi di una vettura esclusivamente elettrica, più che di consumi è utile soffermarsi sull’autonomia. La MG 5 Comfort, con batteria da 50,3 kWh, promette di percorrere  320 km con una sola ricarica (calcolato su ciclo combinato WLTP), mentre il modello Luxury con batteria da 61,1 kWh dovrebbe raggiungere i 400 km di autonomia. Buoni anche i tempi di ricarica della batteria, che con caricatore DC ultraveloce dovrebbe raggiungere l’80% in  circa 40 minuti.

La nuova MG 5 viene offerta in due allestimenti:

  • Comfort: l’allestimento di accesso alla gamma, con una buona dotazione di base e tetto panoramico di serie.
  • Luxury: versione top di gamma, con un equipaggiamento migliore e la batteria da 61,1 kWh.

Comfort: l’allestimento di serie include cerchi in lega da 16″, Touchscreen IPS HD 10,25″ con sistema di infotainment, MG iSmart Lite (controllo da remoto, ricarica programmata, navigazione con previsione di autonomia), display IPS 7″, Radio DAB con 6 altoparlanti, selettore delle modalità di guida, clima manuale con filtro antiparticolato, telecamera posteriore, sedili in tessuto, MG Pilot (frenata di emergenza, mantenimento della corsia, rilevatore stanchezza del conducente), fari LED, alzacristalli elettrici.

Luxury: rispetto a Comfort aggiunge cerchi in lega da 17″, Telecamera 360°, Sedili in ecopelle, Climatizzatore, Specchi esterni ripiegabili, Autoblocco, Sensore pioggia, Specchietto interno con oscuramento automatico.

  • Elettrica: la motorizzazione a impatto zero consente di acquistare un’auto spaziosa ma che può facilmente circolare in un contesto urbano.
  • Station Wagon: è la prima familiare elettrica disponibile sul mercato.
  • Tecnologia: l’MG 5 è dotata di dispositivi tecnologici all’avanguardia, che migliorano l’esperienza di guida.

Il listino ufficiale della nuova MG 5 non è ancora stato comunicato, ma secondo le prime indiscrezioni per accedere alla gamma dovrebbero bastare meno di 30.000 €.

Lexus NX: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Lexus NX: prezzi, dimensioni e caratteristiche 23

Arriva la nuova generazione di Lexus NX, la risposta della casa giapponese alle esigenze del settore premium, dove i SUV medi sono sempre più apprezzati. La vettura, che si caratterizza per il lusso e lo stile tipici del marchio nipponico uniti a linee avvenieristiche e sportive, è stata rinnovata nello stile e nella sostanza: al debutto la motorizzazione ibrida plug-in.

Ecco la scheda tecnica della Lexus NX:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 555 litri
 Alimentazioni ibrida/plug-in
 Classe Euro 6d
 CV/kW (da) 244/179
 Prezzo (da) 58.000 €

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motorizzazioni
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzo

Le dimensioni della Lexus NX sono quelle tipiche di un Suv medio, perfette per entrare in competizione con i veicoli dei più famosi marchi premium tedeschi.  Nonostante il passaggio alla nuova piattaforma GA-K, le misure della vettura sono simili a quelle della scorsa generazione: la lunghezza si ferma a 466 cm mentre l’altezza raggiunge i 166 cm. Quest’ultima, unita al passo da 2 metri e 69 cm, regala tutto lo spazio necessario a bordo, come testimoniato dal bagagliaio da 555 litri.

Dimensioni 
Lunghezza 4.660 mm
Larghezza 1.865 mm
Altezza 1.660 mm
Passo 2.690 mm

La nuova Lexus NX mantiene il design sportiveggiante e aggressivo già mostrato con la vecchia generazione. Sul frontale, che si rinnova solo marginalmente, si fa notare l’iconica griglia a clessidra con al centro lo stemma del marchio. I gruppi ottici vengono inseriti in due inserti appuntiti ai lati, sottolineati da due firme Led disposte ad uncino.

I volumi vengono scolpiti dalla bassa linea di cintura laterale e da una nervatura che corre all’altezza delle maniglie, e che si apre verso il fondo movimentando la figura della vettura. Sul retro spicca il nuovo disegno dei gruppi ottici Led, che sulla nuova generazione vengono raccolti in un elemento orizzontale che attraversa il portellone da parte a parte.

Entrando nell’abitacolo della Lexus NX si apprezzano subito i rivestimenti di qualità, i dettagli curati e lo stile lussuoso tipico della casa nipponica. Accanto al volante multifunzione si scorge il nuovo sistema di infotainment Lexus Link Pro con touchscreen ad alta definizione da 14 pollici, per la prima volta con comandi vocali. Al di sotto trovano spazio i comandi del clima, la leva del cambio e il selettore delle modalità di guida.

A bordo si trova anche una dotazione completa di ADAS e sistemi di sicurezza. Inclusi nel prezzo il Lexus Safety System+ di terza generazione (con sistema Pre Crash Safety & Cruise Control, riconoscimento segnaletica stradale basato su telecamera, avviso mantenimento di corsia), il sistema di rilevamento degli angoli ciechi e i sensori di parcheggio.

Come accennato, la nuova generazione porta al debutto la motorizzazione plug-in NX 450h+, che abbina al motore endogeno da 184 CV due propulsori elettrici, uno per asse, per una potenza massima totale di 309 CV. A listino anche la motorizzazione ibrida NX 350h, che rispetto al passato aumenta la potenza e riduce le emissioni: il sistema Premium Hybrid Lexus di quarta generazione, disponibile esclusivamente in versione AWD, eroga fino a 244 CV, combinando il 2.5 litri da 190 CV con due motori elettrici.

La motorizzazione ibrida permette alla Lexus NX di guadagnare in efficienza: il consumo medio su ciclo combinato WLTP si ferma a 0,9-1,1 litri ogni 100 km per la versione plug-in NX 450h+, mentre sale a 5,9-6,4 litri ogni 100 km per il modello NX 350h (comunque in calo rispetto al precedente modello HEV). La Lexus NX plug-in promette inoltre un’autonomia di 76 km su ciclo misto in modalità solo elettrica.

La Lexus NX viene offerta in tre allestimenti:

  • Premium: l’allestimento di accesso alla gamma, con una dotazione di serie completa e lussuosa.
  • F Sport: versione dal look sportivo, che si distingue per i cerchi in lega da 20″, fari Tri-LED e Head Up DIsplay.
  • Luxury: allestimento top di gamma, con tutto il meglio dell’offerta Lexus.

Premium: di serie i cerchi in lega di 18”, il nuovo Lexus Safety System + di terza generazione con sistema di pre-collisione (PCS), Adaptive Cruise Control (ACC), Lane Departure (LDA), il nuovo multimedia Lexus Link Pro con schermo da 14” HD,  fari Bi-LED con AHB, privacy glass, rivestimento dei sedili in pelle “Tahara” con supporto lombare a 2 vie, sedili anteriori riscaldabili, single ambient light, smart entry con apertura e chiusura del portellone, smartphone wireless charger e il nuovo sistema di apertura delle portiere e-latch.

F Sport: la versione sportiva aggiunge cerchi sportivi da 20” in colore black, Lexus Safety System + versione Extended (con assistenza al cambio corsia), Fari Tri-LED con AHB e lavafari, sospensioni sportive adattive (AVS), sedili posteriori riscaldabili, head up Display da 10”, multicolor Ambient light, Drive mode select e panoramic view monitor, caratterizzazioni estetiche FSport: badge, griglia anteriore in piano black FSport, roof rail di colore black e underrun anteriore e posteriore di colore metallico, sedili con profilo sportivo in pelle Smooth, volante sportivo, leva del cambio, pedaliera dedicata e battitacco dedicati con logo FSport.

Luxury: aggiunge cerchi in lega da 20” disegno Luxury, interni in pelle Smooth, sedili ventilati e regolabili elettronicamente con memoria guidatore, supporto lombare a 4 vie, smart entry di tipo card, portellone automatico, sensore di apertura e chiusura con il piede e parcheggio avanzato con remote parking disponibile dal 2022 tramite un aggiornamento del software via etere.

 

  • Ibrida: il motore ibrido promette ottime prestazioni ed efficienza.
  • Equipaggiamento: la dotazione di serie è molto ricca, con elementi di design e rivestimenti di qualità per una vettura di gran classe.
  • Prezzi: pur rientrando a pieno titolo nel settore delle vetture premium, la Lexus NX ha dei prezzi decisamente competitivi.

Di seguito ecco il listino prezzi della Lexus NX aggiornato a ottobre 2021:

Lexus NX ibrida Prezzi
NX 350h Premium 58.000 €
NX 350h Luxury 65.000 €
Lexus NX plug-in Prezzi
NX 450h+ Premium 65.000 €
NX 450h+ Luxury 72.000 €

Cosa controllare prima di acquistare un’auto usata: la checklist

Cosa controllare prima di acquistare un'auto usata: la checklist

Acquistare un’auto usata spesso è la soluzione ideale per trovare la vettura dei sogni a prezzi contenuti. Prima di firmare l’assegno, però, è sempre opportuno effettuare alcuni scrupolosi controlli per evitare brutte sorprese dopo l’acquisto. 

INDICE
Cosa controllare prima di acquistare un’auto usata
Verifica km su auto usata
Diagnosi auto usata: come verificare lo stato del veicolo
Cronologia revisioni auto
Controllo auto incidentate da targa
Accertamenti meccanici e visivi

Nel momento in cui si trova l’auto usata dei propri sogni è sempre opportuno effettuare alcuni controlli preliminari. Ovviamente non si può non partire dallo stato della carrozzeria e degli interni, perché eventuali danneggiamenti andrebbero ad incidere sul prezzo finale di acquisto, ma anche le condizioni della meccanica devono essere valutate e questo può avvenire solo tramite una prova su strada. Infine è fondamentale farsi consegnare tutta la documentazione che possa certificare la regolarità di tagliandi e revisioni. 

Ecco quindi la lista dei controlli da fare prima di acquistare un’auto usata:

  • Verificare l’effettivo numero di chilometri percorsi
  • Verificare lo stato del veicolo
  • Controllare tutta la documentazione
  • Verificare il prezzo di mercato

SCARICA LA CHECKLIST

Uno dei dubbi principali che ci si pone prima dell’acquisto di un’auto usata riguarda la veridicità dei chilometri indicati.  Per evitare di incorrere in truffe legate al numero di km dichiarati, è utile sfruttare il servizio Diogene offerto da automobile.it: si tratta di uno strumento in grado di leggere il chilometraggio reale di un veicolo, evidenziando eventuali alterazioni del contachilometri. Con Diogene si potrà effettuare una verifica km reali auto gratis semplicemente contattando la concessionaria partner di automobile.it che leggerà i km tramite la centralina e rilascerà un documento attestante il chilometraggio del veicolo. 

Come abbiamo indicato in precedenza, prima di procedere all’acquisto di un’auto usata è fondamentale effettuare una diagnosi del mezzo.

È fondamentale effettuare una verifica visiva del mezzo, così da valutare la presenza di eventuali danni alla carrozzeria o agli interni, ed un test su strada per conoscere eventuali problematiche meccaniche, elettroniche o di funzionamento degli accessori di bordo.  

Se si vogliono evitare sorprese in questa fase può essere utile sfruttare il servizio messo a disposizione da automobile.it in collaborazione con DEKRA. L’azienda leader in Europa nel settore delle revisioni e perizie auto mette a disposizione di chiunque la professionalità e l’esperienza dei suoi tecnici che procederanno all’ispezione ed alla perizia dell’auto per garantirne le condizioni e trattare con le assicurazioni e i concessionari. Il servizio DEKRA si può richiedere direttamente sul sito di automobile.it, ed una volta individuato l’annuncio dell’auto usata che si desidera acquistare si verrà indirizzati direttamente sul sito di DEKRA dove si potrà completare l’acquisto del servizio al costo esclusivo di 99€ più IVA. Entro cinque giorni dall’acquisto, un tecnico DEKRA si recherà sul posto ed effettuerà la perizia sull’auto scelta per poi mettere a disposizione dell’acquirente il documento di analisi nell’area riservata dove verranno indicati tutti i dettagli relativi al veicolo. 

Il nostro Codice della Strada dispone che la revisione auto venga effettuata ad intervalli periodici. Per le vetture nuove questa deve essere effettuata la prima volta dopo 4 anni dall’acquisto e poi ad intervalli di due anni. Così facendo si garantisce la piena conformità dell’auto per circolare in tutta sicurezza. Al momento dell’acquisto è necessario che il venditore metta a disposizione i certificati di revisione, ossia i documenti contenenti i dati identificativi dell’auto, quelli relativi alle verifiche ed al chilometraggio della vettura sottoposta a revisione.

È necessario controllare anche il certificato di proprietà per essere certi che la vettura sia di proprietà del venditore e che non siano presenti ipoteche.

Anche in questo caso, se si vuole andare sul sicuro, si può utilizzare il servizio messo a disposizione da automobile.it in partnership con CARFAXsocietà leader mondiale quando si parla di documentazione relativa alle auto. Per accedere al servizio è richiesto un prezzo irrisorio di soli 18 euro e successivamente sarà sufficiente digitare il numero di targa o di telaio dell’auto sul sito di CARFAX per ottenere in pochi minuti un report completcon tutte le informazioni relative alla storia dell’auto, eventuali possibili incidenti nascosti e molto altro ancora. 

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Grazie al servizio messo a disposizione da Carfax, ed al vasto archivio presente sul sito della società leader mondiale per la documentazione auto, sarà possibile verificare se la vettura usata che si vuole acquistare ha subìto un incidente in precedenza. Così facendo si potrà conoscere l’effettiva storia dell’auto ed evitare spiacevoli sorprese dopo l’acquisto. 

Se tutti i controlli preliminari sono stati soddisfacenti arriva poi il momento di contrattare sul prezzo. Il venditore cercherà di strappare il prezzo maggiore sottolineando le qualità della vettura, mentre l’acquirente proverà ad evidenziare i difetti, anche minimi, presenti. Per sapere se il prezzo richiesto è corretto è sempre utile controllare i listini dell’usato che tengono conto dell’anno di produzione, della motorizzazione e dell’allestimento della vettura oltre che delle condizioni generali. Sulla scorta di queste indicazioni si potrà intavolare la trattativa. 

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Cose da sapere

Cosa bisogna controllare prima di acquistare un’auto usata?

Prima di acquistare un’auto usata è opportuno controllare l’esito dell’ultima revisione, verificare online che il prezzo di base sia corretto, controllare la correttezza di tutti i documenti e infine effettuare alcuni controlli. Leggi l’articolo per scaricare la guida con l’elenco di tutti i controlli.

Dove posso verificare che il prezzo dell’auto usata sia corretto?

Si possono consultare numerosi listini presenti sia sul web che in formato cartaceo, che tengono conto dell’anno di produzione, della motorizzazione e dell’allestimento della vettura oltre che delle condizioni generali.

Quali documenti bisogna controllare prima di acquistare un’auto usata?

I documenti fondamentali per completare l’acquisto di un’auto usata sono il certificato di proprietà, la carta di circolazione, l’assicurazione e il libretto dei tagliandi. Scopri la lista completa.

Quali sono gli accertamenti visivi da fare prima di comprare un’auto usata?

Per quanto riguarda le condizioni della carrozzeria,  sarà necessario verificare che non vi siano graffi o ammaccature tali da incidere sul prezzo finale di acquisto.

Quali sono gli accertamenti meccanici da fare prima di comprare un’auto usata?

Effettuare un test su strada è sempre consigliabile, così da verificare che i freni funzionino correttamente, che il motore non presenti problemi ai vari giri, non perda liquidi e le marce si inseriscano correttamente, che lo sterzo non vibri e sia allineato ed infine controllare sempre lo stato di usura delle gomme.

Zona ZTL: cos’è, come funziona e quali sono le sanzioni per chi non la rispetta

ZTL: cos’è e come funziona la Zona a Traffico Limitato

Per combattere il traffico veicolare e cercare di tutelare le zone del centro cittadino numerose amministrazioni hanno introdotto nel corso degli anni le ZTL. Le zone a traffico limitato sono state create per ridurre i livelli di inquinamento e rendere maggiormente fruibili i centri città ai pedoni.  

INDICE
 Zona ZTL: cos’è
 ZTL: come funziona e in quali città si applica
 Zona ZTL Roma
 Zona ZTL Milano
 Zona ZTL Torino
 Zona ZTL Palermo
 Multa ZTL
 Multa ZTL: punti patente
 ZTL cartello: varco attivo e varco non attivo

L’acronimo ZTL indica le zone a traffico limitato, aree cittadine all’interno delle quali è possibile accedere con le vetture soltanto in determinati orari e dietro pagamento di un ticket. Per alcune tipologie di vetture più inquinanti, inoltre, l’ingresso nelle ZTL  è addirittura vietato. Le finalità delle ZTL sono degne di nota, in quanto mirano a rendere maggiormente fruibili ai pedoni i centri storici, ma c’è anche da segnalare come il pagamento di un ticket di ingresso sia anche una fonte di guadagno per le sempre esigue casse comunali. 

L’accesso ad una zona  ZTL è delimitato dai varchi dove sono posizionate sbarre che si sollevano solo dietro l’esibizione di un apposito pass oppure di uno speciale permesso elettronico. In ogni varco, sia in ingresso che in uscita, è presente un sistema di telecamere a circuito chiuso che registrano le targhe di ogni veicolo e trasmettono automaticamente al locale comando dei vigili urbani le eventuali trasgressioni da parte di mezzi non autorizzati all’ingresso. In città come Milano, Roma, Torino e Palermo le ZTL sono ormai presenti da tempo.  

Nella Capitale sono presenti 3 ZTL diurne e 5 notturne. Le prime sono quella del Centro Storicoattiva dal lunedì al venerdì dalle 6,30 alle 18 e il sabato dalle 14 alle 18, quella di Trastevere, attiva dal lunedì al sabato dalle 6,30 alle 10 e quella ricadente nell’area ricompresa nei dintorni delle tre strade che si irradiano da Piazza del Popolo – Via di Ripetta, Via del Corso e Via del Babuino, in funzione dal lunedì al venerdì dalle 6,30 alle 19, il sabato dalle 10 alle 19. Le ZTL notturne di Roma sono quelle presenti a Trastevere e San Lorenzo, entrambe attive il venerdì e il sabato dalle 21,30 alle 3, e quella nel rione Monti e a Testaccio, attive il venerdì e il sabato dalle 23 alle 3. 

Il Comune di Milano ha introdotto due distinte ZTL denominate Area B e Area C. La prima coincide con gran parte del territorio di Milano ed è previsto il divieto di accesso e circolazione per i veicoli più inquinanti dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 19:30, festivi esclusi. L’Area C, invece, è un’area del centro storico di Milano che coincide con la Ztl della Cerchia dei Bastioni. Questa ZTL è attiva dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30, ma per alcune tipologie di veicoli l’accesso è libero e gratuito, mentre per altre categorie maggiormente inquinanti è possibile accedere pagando un ticket di ingresso a validità giornaliera. 

Il Comune di Torino ha previsto due ZTL: la Centrale, che contiene al suo interno la ZTL Area Romana, la ZTL Trasporto Pubblico e la ZTL Pedonale, e la ZTL Valentino, situata all’interno dell’omonimo parco. La ZTL Centrale è distinta i tre ulteriori ZTL con divieti di transito specifici: la ZTL Area Romana è chiusa al transito e alla sosta dalle 21:00 alle 7:30 del giorno successivo di tutti i giorni, compresi i festivi; la ZTL Trasporto Pubblico è invece chiusa al transito e alla sosta dalle 0:00 alle 20.00 di tutti i giorni, compresi i festivi; La ZTL Pedonale è sempre chiusa al transito anche nei festivi, così come la ZTL Valentino. Complice l’emergenza COVID la giunta comunale ha disposto la sospensione della ZTL Centrale fino al 5 novembre. 

Anche la città di Palermo ha previsto la ZTL. Nello specifico questa copre buona parte del centro storico e quando è in vigore l’accesso è consentito soltanto ad alcune particolari categorie di veicoli e ai possessori di pass. La ZTL diurna è attiva esclusivamente nei giorni feriali dal lunedì al venerdì dalle 8,00 alle 20,00, mentre la ZTL notturna rispetta il seguente calendario: dal 1 novembre al 30 aprile il venerdì e il sabato dalle ore 23 alle 6; dal 1 maggio al 31 ottobre il venerdì e il sabato dalle 20 fino alle 6 del mattino.

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In caso di accesso in ZTL senza autorizzazione si incorre nella violazione dell’articolo 7 del Codice della Strada e si rischia una multa da un minimo di 84 euro ad un massimo di 335 euro. La multa verrà notificata dopo che gli uffici preposti avranno controllato le immagini delle telecamere poste nei varchi e verificato il numero di targa della vettura. 

L’accesso in una ZTL senza autorizzazione non comporta alcuna perdita dei punti della patente. Pertanto, in caso di multa, si sarà soggetti esclusivamente al pagamento della sanzione pecuniaria. 

Sino al 2019 per sapere se fosse possibile transitare in una ZTL si doveva fare riferimento alle scritte sui segnali luminosi. L’indicazione varco attivo indicava il divieto di transito, mentre quella di varco non attivo indicava la possibilità di accedere alla ZTL. Dal 2019 questa denominazione è stata modificata perché molti automobilisti hanno spesso frainteso il senso credendo che con varco attivo si potesse transitare e con varco non attivo fosse in vigore il divieto. Le nuove diciture sono adesso ZTL attiva, per indicare il divieto di transito, e ZTL non attiva per indicare la possibilità di accesso alla zona a traffico limitato. 

Cose da sapere

Cosa sono le ZTL?

L’acronimo ZTL indica le zone a traffico limitato, aree cittadine all’interno delle quali è possibile accedere con le vetture soltanto in determinati orari e dietro pagamento di un ticket. Per alcune tipologie di vetture più inquinanti, inoltre, l’ingresso nelle ZTL è addirittura vietato. 

Come funzionano le ZTL?

L’accesso ad una zona ZTL è delimitato dai varchi dove sono posizionate sbarre che si sollevano solo dietro l’esibizione di un apposito pas oppure di uno speciale permesso elettronico. In ogni varco, sia in ingresso che in uscita, è presente un sistema di telecamere a circuito chiuso che registrano le targhe di ogni veicolo e trasmettono automaticamente al locale comando dei vigili urbani le eventuali trasgressioni da parte di mezzi non autorizzati all’ingresso. 

Quali sono le multe previste per chi accede ad una ZTL?

In caso di accesso in ZTL senza autorizzazione si incorre nella violazione dell’articolo 7 del Codice della Strada e si rischia una multa da un minimo di 84 euro ad un massimo di 335 euro. La multa verrà notificata dopo che gli uffici preposti avranno controllato le immagini delle telecamere poste nei varchi e verificato il numero di targa della vettura. 

Cosa significa varco attivo e non attivo?

Sino al 2019 l’indicazione varco attivo indicava il divieto di transito, mentre quella di varco non attivo indicava la possibilità di accedere alla ZTL. Dal 2019 questa denominazione è stata modificata perché molti automobilisti hanno spesso frainteso il senso credendo che con varco attivo si potesse transitare e con varco non attivo fosse in vigore il divieto. Le nuove diciture sono adesso ZTL attiva, per indicare il divieto di transito, e ZTL non attiva per indicare la possibilità di accesso alla zona a traffico limitato. 

B-suv: ecco i modelli migliori sul mercato

I 5 B-SUV in listino che consumano meno

Ormai è un dato di fatto: i SUV sono le vetture preferite dagli automobilisti. Da una decina d’anni a questa parte questa tipologia di auto ha preso piede e la sempre maggiore richiesta da parte del mercato ha obbligato le Case a realizzare SUV adatti ad ogni esigenza. I B-SUV hanno ormai soppiantato le comuni utilitarie. Scopriamo i modelli migliori. 

INDICE
 Cosa sono i B-SUV
 B-suv 2021: le novità sul mercato
 B-suv 2020: i modelli più venduti
 Suv che consumano meno
 Alfa Romeo B-suv
 Fiat B-suv
 Jeep B-suv
 Toyota B-suv

Con il termine B-SUV si intende quella categoria di vetture a ruote alte ma dalle dimensioni compatte simili a quelle di una utilitaria o di una berlina media. Solitamente i B-SUV si contraddistinguono per una lunghezza del corpo vettura entro i 4 metri e 30 e con queste misure consentono un utilizzo gradevole anche nel traffico cittadino. 

Anche nel 2021 il segmento dei B-SUV continua a fare la voce grossa sul mercato. Le Case stanno investendo in questo settore grazie ad una richiesta dei consumatori che non accenna a diminuire. Vediamo le novità più interessanti. 

  • Opel Mokka 
  • Dacia Spring 
  • Hyundai Bayon 
  • Citroen C4 

Opel Mokka: rinnovata completamente nel design, adesso più vicino a quello delle ultime creazioni della Casa tedesca, l’ultima generazione della Opel Mokka sfrutta al meglio la condivisione di componenti con il Gruppo PSA ed offre una ampia gamma motori con una interessante proposta elettrica. I prezzi partono da 22.500 euro. 

Dacia Spring: la Casa rumena vuole rivoluzionare anche il mercato delle elettriche e per farlo ha deciso di puntare sulla Spring. La B-SUV offre un design in linea con le ultime proposte del marchio ed una batteria con autonomia di poco superiore ai 220 Km. A stupire, però, è il prezzo inferiore a 20.000 euro incentivi esclusi. 

Hyundai Bayon: l’ultima nata in Casa Hyundai colpisce immediatamente con uno stile di rottura che divide le opinioni. Le dimensioni sono quelle tipiche di un B-SUV e la lunghezza non supera i 4 metri e 18. I motori disponibili sono esclusivamente benzina e ibridi, mentre i prezzi partono da 19.400 euro. 

Citroen C4: completamente rinnovata nel design, l’ultima generazione della Citroen C4 si pone a metà strada tra un SUV e un coupè senza esagerare con le dimensioni. Lo stile è molto particolare, e divide immediatamente, mentre gli interni, come da tradizione della Casa, offrono comfort e dettagli curati. I prezzi partono da 23.150 euro. 

Nel 2020 la categoria dei B-SUV ha continuato ad ottenere un notevole riscontro sul mercato nonostante la crisi dettata dalla pandemia. Vediamo la classifica dei modelli più venduti. 

 

 

Modello Prezzo
Dacia Duster 12.950
Renault Captur 21.400
Volkswagen T-Roc 25.500
Ford Ecosport 20.500

Dacia Duster: il B-SUV della Casa rumena ha conquistato subito una nutrita fetta di mercato grazie all’ottimo rapporto qualità-prezzo. Pensata per chi bada più alla sostanza che all’apparenza, la Duster è offerta con motori benzina, diesel e GPL. 

Renault Captur: la seconda generazione del B-SUV francese è stata modificata appena nelle linee esterne, che restano molto gradevoli, mentre ha subìto un maggior intervento negli interni che adesso appaiono ben più rifiniti. In listino non sono presenti motorizzazioni diesel ma solo benzina, GPL e ibride. 

Volkswagen T-Roc: la Casa tedesca ha fatto centro con il suo B-SUV. Il design rigoroso si sposa bene con le dimensioni compatte della vettura e la personalità su strada è molta. Gradevoli anche gli interni, anche se qualche plastica economica di troppo fa storcere il naso. I motori sono solo benzina e diesel. 

Ford Ecosport: ormai sul mercato da qualche anno il B-SUV della Ford continua ad essere apprezzato da chi è alla ricerca di una vettura a ruote alte ma di dimensioni compatte. Gli interni sono confortevoli e dotati dell’ottimo sistema di infotainment Sync3, mentre sotto il cofano trova spazio solo il benzina Ecoboost da 125 CV. 

Uno dei punti negativi dei SUV è il loro peso che, inevitabilmente, incide sui consumi. Sul mercato, però, sono presenti modelli con motorizzazioni interessanti in grado di incidere poco sulle spese di gestione. 

  • Mercedes GLA 
  • Peugeot 2008 HDi 
  • Nissan Qashqai 
  • Seat Arona 

B-SUV diesel

Mercedes GLA: la seconda generazione della GLA si presenta con uno stile decisamente fluido e gradevole ed interni che lasciano a bocca aperta grazie al sistema di infotainment MBux. I consumi contenuti sono assicurati dalla motorizzazione diesel da 2.0 litri e 136 CV in grado di garantire percorrenze nell’ordine dei 4,5 l/100 Km. I prezzi partono da 35.600 euro. 

Peugeot 2008 HDi: nato sulla medesima piattaforma della ottima 208, il B-SUV transalpino si fa notare per uno stile contemporaneo recentemente rinnovato da un restyling che ha portato maggiore freschezza al frontale. Il motore diesel da 1.5 litri e 110 CV è adeguato alla massa della vettura e promette consumi nell’ordine dei 3,7 l/100 Km. Si parte da 24.200 euro. 

B-SUV benzina

Nissan Qashqai: l’ultima generazione del B-SUV giapponese si è rinnovato completamente nello stile e nei contenuti ed adesso segue il family feeling già introdotto con i modelli più recenti. La motorizzazione mild-hybrid benzina da 1.3 litri garantisce consumi nell’ordine dei 5,4 l/100 Km. Si parte da 25.500 euro. 

Seat Arona: la Casa spagnola ha proposto il proprio B-SUV sul mercato già da qualche anno ed il riscontro è stato positivo grazie ad un design fluido ed al contempo aggressivo. La motorizzazione da preferire è il 1.5 TSI da 150 CV che promette percorrenze nell’ordine dei 5 l/100 Km. I prezzi partono da 19.100 euro.

In Casa Alfa Romeo non c’è ancora un vero e proprio B-SUV, ma soltanto la Stelvio. L’attesa, però, è tutta per la Tonale che dovrebbe debuttare il prossimo anno. Le dimensioni dovrebbero essere quelle tipiche di un B-SUV, con lunghezze contenute entro i 4.30 metri, mentre sotto il cofano dovrebbe debuttare per la prima volta nella storia della Casa un motore ibrido. 

La Casa italiana può vantare ben due B-SUV nei propri listini: 

  • Fiat Panda 4×4 
  • Fiat 500X 

Fiat Panda 4X4: inarrestabile. Non si può definire in altro modo il B-SUV di Casa Fiat. Grazie alle dimensioni contenute, così come il peso, ed alla trazione integrale la Panda 4×4 è in grado di affrontare ogni tipo di terreno. I prezzi partono da 19.400 euro. 

Fiat 500X: vero e proprio successo commerciale, la Fiat 500X deve gran parte della sua fama ad uno stile che strizza l’occhio alla più piccola 500 e punta tutto sul vintage. Presenti solo motori benzina e diesel, con questi ultimi adeguati per chi deve percorrere parecchi chilometri. Si parte da 21.750 euro. 

Anche la Casa americana offre due B-SUV nei propri listini, indicati per differenti tipologie di mercato: 

  • Jeep Renegade 
  • Jeep Wrangler 

Jeep Renegade: vero e proprio B-SUV cittadino, la Renegade ha fatto centro con uno stile duro e puro che non è passato inosservato. Le dimensioni compatte la rendono ideale per l’utilizzo cittadino così come la nuova motorizzazione plug-in hybrid in grado di assicurare 50 Km in modalità elettrica. Si parte da 24.900 euro. 

Jeep Wrangler: nome storico per la Casa statunitense, la Wrangler è più una vera e propria fuoristrada che un B-SUV ma grazie alle dimensioni contenute può rientrare in questa categoria. Lo stile è inconfondibile e si evolve da anni, mentre la gamma motori è stata rinnovata ed adesso può anche godere di una interessante alternativa ibrida. I prezzi partono da 53.500 euro. 

 

Anche per la Casa giapponese sono due i B-SUV presenti in listino: 

  • Toyota Yaris Cross 
  • Toyota CH-R 

Toyota Yaris Cross: la Casa giapponese ha deciso di allargare la famiglia Yaris proponendo sul mercato la Yaris Cross. Il B-SUV si presenta con uno stile personale, nettamente distinto dall’utilitaria, che si allontana nettamente dal family feeling della Casa. I motori sono esclusivamente 1.5 ibridi. I prezzi partono da 25.400 euro. 

Toyota CH-R: il B-SUV della Casa giapponese ha subito fatto centro grazie ad uno stile futuristico che non è passato inosservato e che anche a distanza di anni si dimostra fresco e attuale. Il motore ibrido benzina da 1.8 litri consente di utilizzare 3,8 litri di carburante per percorrere 100 Km. I prezzi partono da 30.500 euro. 

Cose da sapere

Cosa sono i B-SUV?

Con B-SUV si indica categoria di vetture a ruote alte ma dalle dimensioni compatte simili a quelle di una utilitaria o di una berlina media. Solitamente i B-SUV si contraddistinguono per una lunghezza del corpo vettura entro i 4 metri e 30 e con queste misure consentono un utilizzo gradevole anche nel traffico cittadino. 

Quali sono le novità 2021 dei B-SUV?

Anche nel 2021 il segmento dei B-SUV continua a fare la voce grossa sul mercato.  Vediamo le novità più interessanti: Opel Mokka da 22.500 euro, Dacia Spring ( prezzo inferiore a 20.000 euro incentivi esclusi), Hyundai Bayon da 19.400 euro e Citroen C4da 23.150 euro.

Quali sono stati i B-SUV più venduti nel 2020?

Nel 2020 la categoria dei B-SUV ha continuato ad ottenere un notevole riscontro sul mercato nonostante la crisi dettata dalla pandemia. Vediamo la classifica dei modelli più venduti: Dacia Duster da 12.950 euro, Renault Captur da 21.400 euro , Volkswagen T-Roc da 25.500 euro  e Ford Ecosport da 20.500 euro.

Quali sono i B-SUV che consumano meno?

Uno dei punti negativi dei SUV è il loro peso che, inevitabilmente, incide sui consumi. Sul mercato, però, sono presenti modelli con motorizzazioni interessanti in grado di incidere poco sulle spese di gestione, come Mercedes GLA da 35.600 euro, Peugeot 2008 HDi da 24.200 euro, Nissan Qashqai da 25.500 euro e Seat Arona da 19.100 euro.

Quanto costa il Telepass e come si richiede: la guida

Quanto costa il Telepass e come funziona

Quando si è costretti a viaggiare quotidianamente in autostrada una delle maggiori preoccupazioni è rappresentata dalle file ai caselli. Utilizzando il Telepass, invece, si può transitare senza attese risparmiando tempo a fronte di un canone mensile irrisorio. 

INDICE
Cos’è il Telepass
Come funziona il Telepass
Telepass: costi
Costo Telepass Family
Telepass Pay costi
Come richiedere il Telepass
Punto Blu Telepass
Richiesta Telepass online
Punto Blu Telepass
Telepass Poste Italiane
Telepass senza conto corrente
Attivazione Telepass
Dove posizionare il Telepass

Con la definizione di Telepass si intende un sistema di riscossione automatica del pedaggio autostradale presente in tutti i caselli autostradali d’Italia. Il dispositivo ha la forma di una scatolina di colore grigio e non appena l’auto passa nella corsia riservata un impianto ottico riconosce il veicolo e manda un segnale che viene captato dal trasponder facendo così alzare la sbarra e consentendo il transito. 

Il funzionamento del Telepass è semplice. Grazie al transponder il Telepass comunica via radio con le varie antenne in tre passaggi: il primo registra l’avvicinamento del veicolo al casello autostradale, e lo prepara alla transazione, il secondo rileva il veicolo, attiva la transazione e fa alzare la sbarra ed il terzo registra l’avvenuto passaggio e pagamento e chiude la sbarra. 

Utilizzare il Telepass si rivela davvero conveniente anche per via dei costi mensili decisamente ridotti. Il canone di abbonamento, infatti, è pari a soli 1,26 euro al mese e la fattura viene inviata con cadenza trimestrale. Ovviamente al costo del canone debbono essere aggiunti i costi dei pedaggi e dei vari servizi come parcheggi, Area C e traghetti. 

Se si vuole utilizzare il Telepass su due vetture differenti si può richiedere il contratto Telepass family. Il costo è sempre di 1.26 euro mensili in formula trimestrale, ma se si supera il tetto massimo di 258.23 euro il pagamento diventa mensile con aggiunta di una quota associativa pari a 3.72 euro. 

Altra offerta molto vantaggiosa è rappresentata dal Telepass Pay. Sottoscrivendo questo contratto con un  canone mensile di 2,5 euro si avrà anche la possibilità di pagare sosta nelle strisce blu, il taxi e il carburante utilizzando un’app dedicata.  

Può sembrare un’operazione complicata quella relativa alla richiesta del Telepass, ma in realtà questa può essere effettuata in numerosi modi: online, alla posta, presso un Punto Blu o anche in banca. 

La via più tradizionale per richiedere il Telepass è quella di recarsi personalmente presso un Punto Blu. In questi sportelli dedicati si potrà sottoscrivere il contratto e, dopo aver indicato il conto corrente dove addebitare gli importi, si riceverà immediatamente il dispositivo Telepass. 

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Se non si ha voglia o tempo per recarsi presso un Punto Blu si potrà richiedere il Telepass online semplicemente collegandosi al sito www.telepass.it. Completata la registrazione si dovrà poi fornire il numero di targa della vettura sulla quale verrà utilizzato il dispositivo, l’IBAN del proprio conto corrente, la fotocopia di un documento di identità ed inviare il contratto firmato. Per il pagamento degli importi si potrà decidere di canalizzare la spesa sul proprio conto oppure utilizzare la carta di credito. 

Altra possibilità per richiedere il Telepass è quella di recarsi presso un ufficio postale, ma è bene sottolineare che la richiesta potrà essere effettuata soltanto da chi è titolare di un Conto Banco Posta. Questa, infatti, è condizione necessaria per richiedere l’addebito dei costi direttamente sul proprio conto corrente. Anche in questo caso, una volta compilati tutti i documenti e sottoscritto il contratto verrà consegnato il Telepass e si potrà utilizzare il dispositivo da subito. 

Se non si vuole associare il Telepass ad un conto corrente, ma si vuole ugualmente usufruire della comodità del dispositivo, si potrà acquistare il Telepass ricaricabile al prezzo di 49,90 euroIl Telepass ricaricabile non prevede alcun canone e non richiede conto corrente perché il pagamento avviene in modo e automatico scalando l’importo del pedaggio del credito disponibile. 

Nel momento in cui si è sottoscritto il contratto, indicato l’IBAN del proprio conto corrente ed indicato il numero di targa da associare al dispositivo il Telepass è immediatamente pronto per essere utilizzato e non si dovrà attendere un secondo di più. 

Per un corretto funzionamento del dispositivo, ed evitare che la sbarra del casello non si alzi durante il transito, è sempre opportuno posizionare il Telepass in alto nel parabrezza in posizione centrale sfruttando l’adesivo con velcro fornito in dotazione al momento del ritiro del Telepass. 

Cose da sapere

Cos’è il Telepass?

Il Telepass è un sistema di riscossione automatica del pedaggio autostradale presente in tutti i caselli autostradali d’Italia. Il dispositivo ha la forma di una scatolina di colore grigio e non appena l’auto passa nella corsia riservata un impianto ottico riconosce il veicolo e manda un segnale che viene captato dal trasponder facendo così alzare la sbarra e consentendo il transito. 

Come funziona il Telepass?

 Grazie al transponder il Telepass comunica via radio con le varie antenne in tre passaggi: il primo registra l’avvicinamento del veicolo al casello autostradale, e lo prepara alla transazione, il secondo rileva il veicolo, attiva la transazione e fa alzare la sbarra ed il terzo registra l’avvenuto passaggio e pagamento e chiude la sbarra. 

Quanto costa il Telepass?

 Il canone di abbonamento Telepass è pari a soli 1,26 euro al mese e la fattura viene inviata con cadenza trimestrale. Ovviamente al costo del canone debbono essere aggiunti i costi dei pedaggi e dei vari servizi come parcheggi, Area C e traghetti. 

Come si richiede il Telepass?

Il Telepass può essere richiesto in diversi modi: online, alla posta, presso un Punto Blu o anche in banca. 

Dove posizionare il Telepass in auto?

Per un corretto funzionamento del dispositivo, ed evitare che la sbarra del casello non si alzi durante il transito, è sempre opportuno posizionare il Telepass in alto nel parabrezza in posizione centrale sfruttando l’adesivo con velcro fornito in dotazione al momento del ritiro del Telepass. 

Disco orario: tutto quello che c’è da sapere

Disco orario: come funziona

Sembra ormai un oggetto legato al passato, ma in realtà il disco orario in alcuni casi deve essere esposto obbligatoriamente per evitare una multa. Scopriamo come funziona.

INDICE
 Cos’è il disco orario
Come funziona il disco orario?
Dove comprare un disco orario
Dove si usa il disco orario auto
Multa disco orario/a>
Disco orario fai da te
Disco orario automatico
Disco orario elettronico

Con la definizione disco orario si intende un oggetto realizzato in cartoncino e di forma rettangolare ove è presente una di una finestrella all’interno della quale sono indicate le 12 ore. Per modificare l’ora di arrivo sarà necessario far ruotare manualmente il dischetto bianco che si muove all’interno del cartoncino blu, grazie ad un perno. 

Quando si posteggia la propria vettura negli spazi delimitati dalle strisce bianche orizzontali accompagnate da segnali stradali verticali con il simbolo del disco e l’indicazione del tempo massimo di stazionamento, ildisco orario deve essere esposto sul cruscotto indicando l’ora in cui ci si è fermati. In questo modo si potrà agevolare il controllo della sosta agli agenti in servizio. 

Se non si è in possesso di un disco orario questo si può acquistare presso numerose attività commerciali. Le edicole ed i tabaccai solitamente lo mettono in vendita ad un prezzo di 3 euro, mentre benzinai e compagnie assicurative spesso lo regalano come gadget con il della società.

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Spesso si fa confusione quando si cerca di capire dove si deve utilizzare il disco orario, ma in realtà la spiegazione è semplice. Il disco orario deve essere esposto nelle aree dove la sosta a tempo è gratuita, generalmente delimitate da strisce bianche orizzontali accompagnate da segnali stradali verticali con il simbolo del disco e l’indicazione del tempo massimo di stazionamento. Se, invece, si posteggia nelle strisce blu la sosta sarà a pagamento e dovrà essere esposto sul cruscotto il ticket dedicato. 

Il comma 6 dell’articolo 157 del Codice della Strada disciplina l’utilizzo del disco orario nei luoghi dove la sosta è permessa per un tempo limitato. Qualora non si esponga il disco orario sul cruscotto della vettura si potrà incorrere in una multa da 42 a 173 euro, mentre se si parcheggia la vettura per un tempo superiore al consentito la multa andrà da un minimo di 26 ad un massimo di 102 euro. 

Se si è particolarmente portati con i lavori manuali e dotati di grande fantasia si può realizzare un disco orario fai da te. In rete sono presenti numerosi modelli pronti da stampare su cartoncino per creare oggetti dalle forme più disparate, ma volendo si può anche creare un disco orario fai da te unico avendo l’accortezza di creare la finestrella per l’indicazione dell’ora e di posizionare il perno per il movimento delle ore. 

Il disco orario di cui abbiamo parlato sino ad ora è il modello classico realizzato in cartoncino che richiede all’utilizzatore di indicare manualmente l’ora di inizio sosta. In commercio è possibile trovare anche il disco orario automatico dotato di un meccanismo che si alimenta a batteria e che consente, una volta finita la sosta, di ripristinare automaticamente l’ora desiderata. È bene sottolineare, però, che l’utilizzo di questo dispositivo non è legale 

A differenza del disco orario automatico, quello elettronico è perfettamente legale ed il suo utilizzo è consentito dal Codice della Strada. Anche questo funziona a batterie e si attiva automaticamente poco dopo la sosta. Il disco orario elettronico garantisce la precisione dell’ora grazie ad un radio segnale internazionale e durante la guida funge da normale orologio digitale. Il dispositivo, attivandosi automaticamente, impedisce di essere sanzionati qualora non ci si ricordi di indicare l’ora di arrivo. 

Cose da sapere

Cos’è il disco orario?

Il disco orario è  un oggetto realizzato in cartoncino e di forma rettangolare ove è presente una di una finestrella all’interno della quale sono indicate le 12 ore. Per modificare l’ora di arrivo sarà necessario far ruotare manualmente il dischetto bianco che si muove all’interno del cartoncino blu, grazie ad un perno. 

Come funziona il disco orario?

Quando si posteggia la propria vettura negli spazi delimitati dalle strisce bianche orizzontali accompagnate da segnali stradali verticali con il simbolo del disco e l’indicazione del tempo massimo di stazionamento, il disco orario deve essere esposto sul cruscotto indicando l’ora in cui ci si è fermati. In questo modo si potrà agevolare il controllo della sosta agli agenti in servizio. 

Dove si usa il disco orario?

 Il disco orario deve essere esposto nelle aree dove la sosta a tempo è gratuita, generalmente delimitate da strisce bianche orizzontali accompagnate da segnali stradali verticali con il simbolo del disco e l’indicazione del tempo massimo di stazionamento.

Si può usare il disco orario elettronico?

A differenza del disco orario automatico, quello elettronico è perfettamente legale ed il suo utilizzo è consentito dal Codice della Strada. Il disco orario elettronico garantisce la precisione dell’ora grazie ad un radio segnale internazionale e durante la guida funge da normale orologio digitale. Il dispositivo, attivandosi automaticamente, impedisce di essere sanzionati qualora non ci si ricordi di indicare l’ora di arrivo. 

Hyundai: per abbattere le emissioni bisogna puntare sui materiali riciclati

Ioniq 5, la prima della specie 3

I motori a zero emissioni da soli non sono sufficienti per la svolta green nel mondo dell’auto e a puntare così ad un futuro carbon free. Un’auto si può definire davvero green solo se si considera la sua intera filiera produttiva, compresi scarti, rifiuti ed energie rinnovabili utilizzate per la produzione.

Obiettivo 100% rinnovabili entro il 2050

L’intero gruppo Hyundai, di cui fanno parte Hyundai Motor e Kia, ha annunciato l’adesione al RE100, il progetto creato nel 2014 da The Climate Group e CDP (Carbon Disclosure Project) per promuovere l’utilizzo da parte delle aziende di elettricità “verde” per il proprio fabbisogno giornaliero. Hyundai andrà così a unirsi a 300 società globali, con l’obiettivo di arrivare al 100% di utilizzo di energia rinnovabile entro il 2050, ma con la possibilità di centrare il risultato nel 2040. Il gruppo coreano sta prendendo in considerazione varie strategie di approvvigionamento di energia sostenibile: accordi di acquisto con produttori di energia eolica e solare, acquisti tramite il programma “Green Premium” di Korea Electric Power Corporation e, ovviamente, l’autoproduzione attraverso pannelli solari.

Ioniq 5, la prima della specie 5

Stabilimenti sempre più “puliti”

Già nel 2013 Hyundai ha installato impianti di energia solare a tetto nello stabilimento di Asan, in Corea, in grado di produrre 13.000 MWh all’anno. Nel 2020 lo stesso impianto è stato montato anche nella fabbrica di Ulsan, grazie a Korea Hydro & Nuclear Power Company, con 12.500 MWh di energia elettrica prodotta. Kia non è da meno: l’impianto di produzione a Zilina, in Slovacchia, dal 2019 si sta convertendo all’energia rinnovabile, mentre gli stabilimenti coreani di Gwangmyeong, Hwaseong e Gwangju hanno ottenuto le certificazioni ISO50001. Stesso discorso per Hyundai Mobis, la divisione di ricambi per veicoli, che è passata a fonti di energia rinnovabile per i propri siti produttivi in Slovacchia e in Svezia e ha fondato il Global Mobis Energy Management System (GMEMS) in Corea per ridurre il consumo di energia.

I rifiuti si recuperano dal mare

Il recupero dei rifiuti marini che possono essere riciclati dando vita a nuovi materiali, secondo un modello di economia circolare, ricopre un ruolo fondamentale per raggiungere una maggiore sostenibilità nel ciclo produttivo. Hyundai ha deciso di collaborare da inizio 2021 con l’associazione olandese Healthy Seas: insieme hanno ripulito le acque in un allevamento abbandonato a Itaca, in Grecia. L’operazione di raccolta rifiuti ha impiegato 40 volontari che in otto giorni sono riusciti a rimuovere 76 tonnellate di scarti dal mare, dalla costa e dalle spiagge. L’allevamento ittico, abbandonato nel 2012, era stato colpito nel 2020 da una tempesta che ha riversato in mare rifiuti industriali come tubi di plastica, reti da pesca, corde di nylon, boe di plastica, blocchi di cemento, detriti metallici e altro.

Groupe PSA presenta il suo programma "La Fabbrica del Futuro"

Econyl per gli interni

I rifiuti sono stati smistati in un punto di raccolta vicino ad Atene per essere riciclati in nuovi materiali dall’organizzazione Aquafil. Le reti da pesca in nylon, con altri scarti simili, saranno convertiti in Econyl, che può essere riavviato alla produzione all’infinito. Questo materiale nuovo può essere utilizzato anche per i rivestimenti interni dei veicoli: la nuova Hyundai Ioniq 5, ad esempio, può essere ordinata in Europa con tappetini in nylon Econyl. Non solo, nella nuova gamma di auto elettriche, la casa coreana ha deciso di ridurre l’utilizzo di plastica del 20%: per gli interni sarà impiegata plastica riciclata, mischiata con polvere di legno e pietre vulcaniche.

Non solo Hyundai

Ma Hyundai non è l’unico produttore a puntare su soluzioni a basso impatto ambientale per la produzione dei propri modelli. Sempre più costruttori, infatti, stanno modificando i propri processi produttivi e scegliendo materiali ecocompatibili per varie componenti dei loro modelli.

  • BMW i3 : i tedeschi sono stati tra i primi a puntare su auto “green”, con veicoli totalmente elettrici e con interni 100% ecologici, come la i3 del 2013. Oggi la nuova i3 è dotata di interni composti principalmente di kenaf, un materiale leggero derivato dalla pianta di malva: i sedili sono di legno sostenibile, mentre il pannello di controllo è rifinito in eucalipto.

 

  • Lancia Ypsilon: i sedili della nuova Lancia Ypsilon Ecochic sono in tessuto Seaqual Yarin, materiale innovativo e sostenibile derivato dalla plastica raccolta nel Mediterraneo. Si tratta di un filato in poliestere che, durante la tessitura, viene mixato con altre fibre ecologiche riciclate o recuperate.

 

  • Renault Zoe: l’abitacolo della Renault Zoe è composto da materiali derivati da cinture di sicurezza riciclate, scarti di tessuto e bottiglie di plastica recuperate.

 

  • Ford Eco Sport: l’ultima generazione della Ford Eco Sport si caratterizza per l’abitacolo costituito da molte componenti in plastica riciclata e per i tappetini realizzati riutilizzando vecchie bottigliette.

 

  • Polestar 2: il marchio spin-off di Volvo utilizza materiali riciclati nella produzione della nuova Model 2. L’abitacolo è composto solo da fibre naturali: i sedili sono fatti partendo da bottiglie di plastica riciclate, i tappetini dal riciclo di reti da pesca, mentre il resto degli interni da scarti di plastica della produzione di sughero.

Divieto di sorpasso: tutte le regole da conoscere e rispettare

Divieto di sorpasso: ecco quali regole rispettare

Rispettare le regole stabilite dal nostro Codice della Strada significa non solo essere certi di guidare in modo sicuro, ma anche prevenire la possibilità di vedersi notificate multe salate. Tra le varie disposizioni del Codice quella del divieto di sorpasso è una delle più importanti da seguire.  

INDICE
 Il divieto di sorpasso nel Codice della strada
Quando è vietato il sorpasso?
Il sorpasso è vietato di notte?
Si può sorpassare in curva?
Sorpasso in prossimità di un dosso
Cosa indica il segnale di divieto di sorpasso
Multa sorpasso linea continua

Il sorpasso è disciplinato dall’articolo 148 del Codice della Strada e viene definito come la manovra mediante la quale un veicolo supera un altro veicolo, un animale o un pedone in movimento o fermi sulla corsia o sulla parte della carreggiata destinata normalmente alla circolazione. Per compiere questa manovra in tutta sicurezza ci si deve accertare che la visibilità sia ottimale, che chi precede non voglia a propria volta effettuare un sorpasso e che il tratto di strada sia libero. Lo stesso art. 148 CdS, poi, disciplina anche i casi di divieto di sorpasso, cioè tutte quelle situazioni in cui tale manovra può comportare dei rischi per la sicurezza dei passeggeri delle vetture. 

L’art. 148 CdS stabilisce i casi in cui è possibile o meno effettuare il sorpasso. Al comma 10 è previsto il divieto di sorpasso in prossimità o in corrispondenza delle curve o dei dossi e in ogni altro caso di scarsa visibilità, mentre il comma 11 dispone il divieto di sorpasso di un veicolo già impegnato nella manovra di sorpasso ed il comma 13 il sorpasso in prossimità o in corrispondenza dei passaggi a livello senza barriere. Importante, poi, la disposizione prevista al comma 15 dove viene vietato il sorpasso a destra salvo determinate ipotesi. 

Sfatiamo un mito. Non esiste un orario in cui sia consentito o meno effettuare un sorpasso, ma tutto dipende dalle condizioni di visibilità della strada. Se queste sono ottimali allora il sorpasso sarà consentito anche di notte purché la visibilità sia tale da consentire la manovra e che la stessa possa compiersi senza costituire pericolo o intralcio. 

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In questo caso è bene fare chiarezza. L’art 148 CdS comma 10 disciplina il divieto di sorpasso in curva, ma consente questa manovra soltanto nel caso in cui la strada è a due carreggiate separate o a carreggiata a senso unico o con almeno due corsie con lo stesso senso di marcia e vi sia tracciata apposita segnaletica orizzontale. 

Identica disciplina vale per il sorpasso in prossimità di un dosso. Anche in questo caso vide il divieto di sorpasso tranne nell’ipotesi in cui la strada sia a due carreggiate separate o a carreggiata a senso unico o con almeno due corsie con lo stesso senso di marcia e vi sia tracciata apposita segnaletica orizzontale. 

Riconoscere il segnale di divieto di sorpasso è semplice. Questo è imposto non solo in presenza della linea continua o della doppia linea continua sull’asfalto, ma anche in presenza dell’apposito cartello stradale con forma circolare, bordo rosso e sfondo bianco con al centro disegnate due autovetture. In presenza del segnale di divieto di sorpasso  si possono superare esclusivamente i veicoli senza motore, i motocicli ed i ciclomotori purché la manovra venga compiuta entro la carreggiata senza oltrepassare la striscia continua. 

Il divieto di sorpasso è previsto anche in presenza della sola segnaletica sull’asfalto rappresentata dalla linea continua o dalla doppia linea continua. Spesso si tende a non osservare questo divieto e ad effettuare ugualmente il sorpasso. È bene sapere che in questo caso la multa prevista dall’articolo 146 del Codice della Strada varia da un minimo di 42 sino ad un massimo di 173 euro oltre alla decurtazione di due punti dalla patente. 

Cose da sapere

Cosa prevede il Codice della Strada in merito al sorpasso?

Il sorpasso è disciplinato dall’articolo 148 del Codice della Strada. Per compiere questa manovra in tutta sicurezza ci si deve accertare che la visibilità sia ottimale, che chi precede non voglia a propria volta effettuare un sorpasso e che il tratto di strada sia libero. Lo stesso art. 148 CdS disciplina anche i casi di divieto di sorpasso, cioè tutte quelle situazioni in cui tale manovra può comportare dei rischi per la sicurezza dei passeggeri delle vetture. 

Quando vige il decreto di sorpasso?

L’art. 148 CdS stabilisce i casi in cui è possibile o meno effettuare il sorpasso. Al comma 10 è previsto il divieto di sorpasso in prossimità o in corrispondenza delle curve o dei dossi e in ogni altro caso di scarsa visibilità, mentre il comma 11 dispone il divieto di sorpasso di un veicolo già impegnato nella manovra di sorpasso ed il comma 13 il sorpasso in prossimità o in corrispondenza dei passaggi a livello senza barriere. Importante, poi, la disposizione prevista al comma 15 dove viene vietato il sorpasso a destra salvo determinate ipotesi. 

Cosa indica il segnale di decreto di sorpasso?

Il segnale di divieto di sorpasso è semplice è imposto non solo in presenza della linea continua o della doppia linea continua sull’asfalto, ma anche in presenza dell’apposito cartello stradale con forma circolare, bordo rosso e sfondo bianco con al centro disegnate due autovetture. In presenza del segnale di divieto di sorpasso  si possono superare esclusivamente i veicoli senza motore, i motocicli ed i ciclomotori purché la manovra venga compiuta entro la carreggiata senza oltrepassare la striscia continua. 

Quali sono le sanzioni per chi infrange il divieto di sorpasso?

Il divieto di sorpasso è previsto anche in presenza della sola segnaletica sull’asfalto rappresentata dalla linea continua o dalla doppia linea continua. Spesso si tende a non osservare questo divieto e ad effettuare ugualmente il sorpasso. È bene sapere che in questo caso la multa prevista dall’articolo 146 del Codice della Strada varia da un minimo di 42 sino ad un massimo di 173 euro oltre alla decurtazione di due punti dalla patente. 

Valutazione auto usata da targa: ecco cosa puoi scoprire

Qual è il miglior metodo di pagamento per comprare un’auto usata?

Essere in grado di effettuare un valutazione di un’auto usata o della propria vettura non è da tutti, e questo può rappresentare un ostacolo qualora si voglia avere una stima indicativa in caso di acquisto o vendita. La valutazione auto tramite la targa è un modo facile e veloce per risolvere il dubbio. Scopriamo come funziona. 

INDICE
Valutazione auto usata da targa: perché fare questa verifica?
Valutazione auto con targa: ecco quali dati puoi scoprire
Anno immatricolazione da targa
Scoprire allestimento auto da targa
Valutazione auto usata da targa gratis: esiste davvero?
Valutazione auto usata da targa: perché affidarsi a dei professionisti
Valutazione auto da targa: le differenze tra Carfax e Aci

Acquistare un’auto usata comporta alcuni accorgimenti. Oltre a dover individuare il veicolo più adatto alle proprie esigenze si dovrà anche individuare il valore corretto di mercato dell’auto individuata. Effettuare una valutazione auto in base alla targa consente di conoscere una stima orientativa così da poter capire se il prezzo richiesto è in linea con quelli di mercato. 

Nel corso degli anni si sono moltiplicati i servizi online in grado di effettuare una valutazione auto semplicemente fornendo il numero di targa della vettura. Tramite questo servizio si potrà risalire ad una interessante quantità di informazioni quali: 

  • Marca 
  • Modello 
  • Anno di immatricolazione 

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Tramite la targa auto si può risalire all’anno di immatricolazione della vettura. Questo è uno degli elementi fondamentali nella valutazione del valore di una macchina perché una macchina con parecchi anni sulle spalle, a meno che non sia d’epoca o storica, avrà una quotazione inferiore rispetto ad una con meno anni. 

Con il solo numero di targa non è possibile risalire anche all’allestimento, perché sarebbe necessario conoscere anche il numero di telaio. Ad ogni modo si potrà risalire all’anno di produzione e verificare quali allestimenti erano disponibili a listino in quel determinato periodo storico. 

Nonostante i molti siti presenti promettano una valutazione auto gratis, sono pochi quelli che effettivamente mantengono la parola e consentano di ottenere una valutazione quanto più vicina al valore reale del modello. In molti casi infatti si tratta di valutazioni approssimative e per avere una valutazione realistica è necessario effettuare un pagamento.

Come abbiamo anticipato in precedenza, sul web sono numerosi i siti in grado di promettere valutazioni auto gratuite. Tuttavia è sempre bene affidarsi a dei professionisti per avere la sicurezza di conoscere il valore effettivo della propria vettura. Il servizio offerto da automobile.it e CARFAX garantisce la sicurezza di una valutazione corretta. A fronte di un costo irrisorio pari a 18 euro si potrà accedere ad una banca dati internazionale e in continuo aggiornamento dove si potranno trovare tutte le informazioni dettagliate sull’auto a differenza dei servizi offerti gratuitamente in rete. 

Il servizio CARFAX offre una garanzia sia a chi acquista, perché potrà conoscere nel dettaglio la storia della vettura di suo interesse, sia di chi vende, perché potrà dimostrare di non avere nulla da nascondere in merito alle effettive condizioni del mezzo. A fronte del prezzo leggermente superiore ad una visura effettuata presso l’ACI, il servizio CARFAX consente di conoscere i dati relativi al chilometraggio e eventuali danni o incidenti subiti dal veicoloo ancora quelli relativi alle revisioni e ai tagliandi effettuati. Infine, mentre con una visura ACI è possibile conoscere il prezzo dell’auto in base all’importo dell’ultima compravendita ottenuta, con CARFAX il prezzo è sempre aggiornato ai trend del mercato. 

Cose da sapere

Quali informazioni si possono scoprire attraverso la targa di un’automobile?

Attraverso il numero di targa è possibile risalire alla marca, modello ed anno di immatricolazione di un’auto. Inserendo il numero di telaio è possibile anche risalire al tipo di allestimento.

Come si può scoprire l’anno di immatricolazione di un’auto dalla targa?

Basta andare su uno dei portali dedicati alla valutazione auto, come automobile.it, e inserire il numero di targa per risalire all’anno di immatricolazione dell’auto e stabilire il valore del veicolo.

Perché utilizzare CARFAX per la valutazione auto usate?

A fronte del prezzo leggermente superiore ad una visura effettuata presso l’ACI, il servizio CARFAX, disponibile sul sito automobile.it, consente di conoscere i dati relativi al chilometraggio e eventuali danni o incidenti subiti dal veicoloo ancora quelli relativi alle revisioni e ai tagliandi effettuati. Infine, con CARFAX il prezzo è sempre aggiornato ai trend del mercato.