Citroën ë-Berlingo: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Citroën ë-Berlingo: prezzi, dimensioni e caratteristiche 2

Citroen e-Berlingo rappresenta il multispazio più piccolo del costruttore francese che, per la prima volta, è ora disponibile unicamente in abbinamento ad una motorizzazione elettrica. Le differenze con le precedenti varianti ad alimentazione sono minime a livello estetico. IL powertrain, invece, può contare su una potenza di 136 CV per 280 km di autonomia.

Di seguito la scheda tecnica di Citroën ë-Berlingo:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5/7
 Bagagliaio 775 – 1.050 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 Cv/kW  136/100
 Prezzo 34.100 €
INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Allestimenti
 Consumi
 Perché comprarla
 Prezzo

 

Citroen e-Berlingo è offerto in due varianti di carrozzeria denominate M e XL. La prima ha una lunghezza di 4,4 metri e un passo di 2,8 metri circa. La seconda è lunga, invece, quasi 4,8 metri ed ha un passo che sfiora i 3,0 metri. Larghezza e altezza, dal canto loro, restano invariate, misurando rispettivamente 2,1 metri e 1,85 metri. Variano, infine, anche le capacità di carico: il bagagliaio M contiene 775 litri, che diventano 3.500 litri con tutti i sedili passeggeri abbattuti; il bagagliaio XL va invece dai 1.050 ai 4.000 litri.

Dimensioni M XL
Lunghezza 4.403 mm 4.753 mm
Larghezza 2.107 mm 2.107 mm
Altezza 1.844 mm 1.849 mm
Passo 2.785 mm 2.975 mm

citroen c3 usate
citroen c3 usate

La monovolume elettrica è praticamente indistinguibile dalla versione a motore termico. Le differenze si concentrano nei dettagli in colore azzurro, nel paraurti anteriore rinfrescato e negli Airbump laterali. Ovviamente, poi, la presa d’aria anteriore è chiusa e sfoggia una piccola “e” sul lato sinistro. Lo sportellino di ricarica, infine, si sostituisce al tappo del serbatoio.

Quanto alle verniciature, Citroen e-Berlingo si articola esteticamente in sette colorazioni: una pastello (Bianco Banquise), cinque metallizzate (Nero Perla, Blu Nuit, Grigio Acier, Grigio Platinium, Metallic Copper) e uno perlata (Sabbia). Fra gli optional, in aggiunta, troviamo il Pack XTR, che dota il multispazio di interni Wild Green, personalizzazione XTR, barre al tetto e retrovisori Nero Onyx, inserti arancione sugli airbump e sui fendinebbia, guarnizioni paraurti anteriori e posteriori e cerchi in lega da 17’’.

Gli interni sono di primaria importanza per chi ha bisogno di tanto spazio per portare al seguito famiglia e bagagli. Nel complesso l’abitacolo della Citroen e-Berlingo presenta poche ma incisive migliorie, mantenendo le solite caratteristiche di derivazione commerciale. Si nota subito il controller ë-Toggle, che svetta sulla console centrale e comanda il cambio nelle modalità Park, Reverse, Neutral, Drive e Brake.

L’infotainment è poi accessibile tramite schermo touch da 8 pollici, dotato di sezione “Energy”. Questa permette di tenere sotto controllo il flusso di energia, di fornire le statistiche di consumo, di attivare la ricarica differita o l’accensione programmata della climatizzazione. Il quadro strumenti, di serie a partire da Feel Pack, è anch’esso digitale e accessibile dallo schermo da 10’’ ad alta definizione posto dietro al volante. Le modalità di guida, infine, gestibili dal selettore presente sulla console centrale, sono tre e intervengono anche sulla potenza stessa del motore: Normal (80 kW/210 Nm) cerca equilibrio fra autonomia e prestazioni, Eco (60 kW/180 Nm) contiene i consumi e Power (100 kW/260 Nm) offre le performance massime, anche quando si viaggia a pieno carico.

Citroen e-Berlingo è offerta in un’unica motorizzazione. Il motore è di tipo sincrono a magneti permanenti, sviluppa fino a 136 CV di potenza massima ed ha una coppia di 260 Nm. Queste caratteristiche permettono di sfiorare la velocità massima di 135 km/h e di completare lo “0-100” in soli 11,2 secondi.

Premettendo che la versione XL è disponibile solamente nella versione Feel Pack, sono quattro gli allestimenti presenti nel listino della Citroen e-Berlingo:

  • Live: la versione base pensata per chi cerca l’essenzialità ad un prezzo contenuto
  • Feel: pensata per chi non vuole rinunciare ad un abitacolo più confortevole
  • Feel Pack: un gradino sopra così da rendere la e-Berlingo più dotata in fatto di tecnologia di bordo
  • Shine: la versione top di gamma con il massimo delle funzionalità

Live: l’equipaggiamento base include ABS + Aiuto alla frenata d‘emergenza (AFU) + Hill Assist Protezioni laterali nere, Airbag conducente, airbag passeggero disattivabile, airbag laterali in prima fila, airbag a tendina nella prima e seconda fila, Cerchi in alluminio 16” con Copricerchio TWIRL; Kit di gonfiaggio pneumatici, Climatizzatore manuale, Coffee break alert, Controllo di stabilità ESC con sistema antipattinamento ASR ed ESP, Copribagagli rigido posteriore, 1 vano chiuso nella parte alta del lato passeggero, 2 porta bicchieri, Portellone posteriore con tergilunotto, spoiler in tinta e lunotto termico fisso, Pack safety: (Active Lane departure warning, speed limit information e intelligent speed assist, tyre monitoring system, Video active safety brake, Regolatore e limitatore di velocità), Panchetta posteriore 2/3 – 1/3 a scomparsa Predisposizione barre al tetto, Retrovisori esterni con regolazione elettrica, Sedile conducente con regolazione in altezza e dell’inclinazione dello schienale, appoggiatesta regolabile in altezza, Sedile passeggero anteriore singolo con regolazione dell’inclinazione dello schienale, appoggiatesta regolabile in altezza, Tergicristalli manuali + Sistema Magic Wash Premium, Vano Capucine portaoggetti sotto il padiglione anteriore con maniglie integrate nella prima fila, Profili guida della porte laterali scorrevoli corti con finitura nera opaca, 1 porta laterale scorrevole con vetri fissi (sinistra/destra) e 2 vetri fissi in terza fila, Radio 5″ Touchscreen con Bluetooth, presa USB e 2 altoparlanti (non a colori/non compatibile con Mirrorscreen), Freno a mano elettrico, Selettore ë-Toggle, Caricatore di bordo 7KW, Cavo di ricarica, 6m, 8 A, presa E/F (NG39) per presa domestica, Cavo di ricarica trifase da 22 kw con astuccio dedicato.

Feel: la dotazione di serie per questo allestimento comprende ABS + Aiuto alla frenata d‘emergenza (AFU) + Hill Assist Airbump® con inserti bianchi, Airbag conducente, airbag passeggero disattivabile, airbag laterali in prima fila, airbag a tendina nella prima e seconda fila, Cerchi in alluminio 16” con Copricerchio TWIRL (finitura black); Kit di gonfiaggio pneumatici, Climatizzatore manuale, Coffee break alert, Comandi integrati al volante, Controllo di stabilità ESC con sistema antipattinamento ASR ed ESP, Copribagagli rigido posteriore, Fari fendinebbia, Portellone posteriore con tergilunotto e lunotto termico fisso, Maniglie interne cromate, Pack safety: (Active Lane departure warning, speed limit information e intelligent speed assist, tyre monitoring system, Video active safety brake, Regolatore e limitatore di velocità), Pack Safety Plus: (Extended Traffic Sign Recognition, Driver Attention Assist, Pack Visibilità + High Beam Assist) Panchetta posteriore 2/3 – 1/3 a scomparsa Predisposizione barre al tetto, Pack Look: maniglie esterne e calotte dei retrovisori in tinta carrozzeria. Paraurti anteriori e posteriori con inserti colorati. Profili guida della porte laterali scorrevoli in tinta carrozzeria Parte inferiore del paraurti in tinta nera con inserti colorati Luci diurne a LED, Freno a mano elettrico, Retrovisori esterni con regolazione elettrica, Sedile passeggero individuale a scomparsa regolabile in altezza + inclinazione dello schienale, appoggiatesta regolabile in altezza, bracciolo rimovibile. Tasche portaoggetti e tavolino estraibili dallo schienale dei sedili anteriori, Sedile conducente “comfort” regolabile in altezza con inclinazione dello schienale. Appoggiatesta regolabile in altezza. Regolazione lombare manuale del sedile conducente. Vano portaoggetti sotto il sedile del conducente, Pack Visibilità: Tergicristalli automatici con accensione automatica di fari + Sistema Magic Wash Premium Sensori di parcheggio posteriori, Spoiler posteriore in tinta carrozzeria, Vano portaoggetti sotto il padiglione anteriore con maniglie integrate nella prima fila, Vano portaoggetti dietro il quadro strumenti, vano chiuso e refrigerato nella parte alta del lato passeggero, Radio 5″ Touchscreen con Bluetooth, presa USB e 2 altoparlanti (non a colori/non compatibile con Mirrorscreen), Doppia porta laterale scorrevole con vetri a compasso e 2 vetri fissi in terza fila, Selettore ë-Toggle, Caricatore di bordo 7KW, Cavo di ricarica, 6m, 8 A, presa E/F (NG39) per presa domestica, Cavo di ricarica trifase da 22 kw con astuccio dedicato.

Feel Pack: in aggiunta rispetto a Feel Barre al tetto longitudinali Nero brillante, Portellone posteriore con tergilunotto e lunotto termico oscurato apribile, Retrovisore interno elettrocromatico, Panchetta posteriore seconda fila a scomparsa con 3 posti individuali e sistema easybreak; comando per ripiegarli dal bagagliaio, 2 porta bicchieri e una presa 12 V nella fila 3 Spoiler posteriore in tinta Black Onyx Volante in pelle con comandi integrati Vetri oscurati in 2 e 3 fila, 2 Alzacristalli elettrici in seconda fila Retrovisori esterni ripiegabili e riscaldabili elettricamente, Versioni XL 5 posti*: Tendina posteriore copribagagli rimuovibile, Digital Cluster 10’’ (GMAZ) Radio DAB 8″ Touchscreen con Mirrorscreen, Bluetooth, 2 USB (frontale/presa di ricarica).

Shine: in aggiunta rispetto a Feel Pack Citroen, Connect Box, Climatizzatore automatico Bizonam, Colour Head Up Display, Top Rear Vision (telecamera posteriore), Cerchi in lega 16” STARLIT (Finitura total black), Pneumatici 205/60 R16 – Kit di gonfiaggio pneumatici”.

Il pacco batterie da 50 kWh di Citroen e-Berlingo, ubicato nel pianale, è capace di offrire un’autonomia che arriva anche a 280 km, misurati su ciclo WLTP. Il caricatore di bordo è da 7 kW, e nella dotazione di serie si trova anche un cavo di ricarica trifase da 22 kW. In soli 30 minuti, nel caso si utilizzino Supercharger pubblici da 100 kW, è possibile ricaricare la batteria da 0 a 80%. Con Wall Box 7.4 kW monofase, è possibile invece ricaricare completamente e-Berlingo in 7 ore e mezza. I tempi si riducono, infine, a 5 ore nel caso si disponga di Wall Box da 11 kW trifase e caricatore OBC opzionale.

  • Versatilità: molteplici le soluzioni per organizzare lo spazio, dai sedili ripiegabili individualmente, ai vani portaoggetti in abbondanza, alle porte posteriori scorrevoli.
  • Comfort: lo spazio non manca sia per i passeggeri che per i bagagli.
  • Motori: la motorizzazione elettrica promette costi di gestione contenuti, emissioni azzerate e una guida silenziosa ma brillante.

Di seguito ecco il listino prezzi della Citroën ë-Berlingo aggiornato a marzo 2022:

Citroën ë-Berlingo elettrica Prezzo
ë-Berlingo 136 CV M Live 34.100 €
ë-Berlingo 136 CV M Feel 36.850 €
ë-Berlingo 136 CV M Feel Pack 38.350 €
ë-Berlingo 136 CV XL Feel Pack 39.850 €
ë-Berlingo 136 CV M Shine 39.100 €

 

Volvo S60: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Volvo S60: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

Presentata nel giugno 2018 negli Stati Uniti, la Volvo S60 è l’arma con la quale la Casa svedese punta ad infastidire i “giganti” tedeschi nel segmento delle berline premium. La sorella berlina della wagon V60 punta su contenuti tecnologici di ultima generazione e su uno stile decisamente affascinante. La tre volumi svedese è costruita sulla piattaforma modulare SPA, integra l’infotainment Sensus ed è offerta in una gamma di motori ibridi turbo da 2 litri, che include mild e plug-in.

Ecco la scheda tecnica della Volvo S60:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 442/1441
 Alimentazioni Mild-Hybrid / Plug-in Hybrid
 Classe Euro 6d-TEMP
 Cv/kW (da) da 177/130
 Prezzo (da) da 43.400 €

volvo s60 usate
volvo s60 usate

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzo

Basata sulla piattaforma SPA, Scalable Platform Architecture, la Volvo S60presenta delle dimensioni importanti da berlina di rappresentanza. La sua lunghezza si avvicina infatti ai 4,8 metri, la larghezza giunge quasi agli 1,9 metri, mentre l’altezza supera gli 1,4 metri. Il passo, infine, è generoso e garantisce una buona abitabilità, sfiorando i 2,9 metri. Di seguito le misure nel dettaglio:

Dimensioni
Lunghezza 4.778 mm
Larghezza 1.850 mm
Altezza 1.431 mm
Passo 2.872 mm

L’abitacolo della Volvo S60 è di grande impatto. La plancia è essenziale e pulita grazie alla riduzione al minimo dei pulsanti e all’adozione del grande schermo da 9 pollici del sistema di infotainment posto al centro della stessa ed incastonato dalle due bocchette di aerazione a sviluppo verticale. L’equipaggiamento base comprende il sistema audio High Performance Sound con comandi al volante, Apple Car Play e Android OS, oltre al sistema Volvo On Call dotato di funzionalità da remoto. Il “clima” è bi-zona ed include filtro ai carboni attivi per pollini e polveri sottili, oltre al sistema Clean Zone avanzato. La strumentazione è digitale e gestita dal Progressive Driver Display di II generazione da 12,3’’.

La qualità percepita è notevole, grazie all’utilizzo di rivestimenti di ottima fattura e inserti decorativi in alluminio ‘Iron Ore’. Rispettando poi le aspettative in fatto di sicurezza e stabilità, Volvo dota la sua S60 di pacchetti aggiornati. Il Safety Assistance di serie si compone del Collision Avoidance & Mitigation by braking and steering, del sistema di fari intelligenti, del cruise control e del Driver Alert Control, ma non solo. Include anche l’assistenza al mantenimento della corsia, il limitatore di velocità, l’assistenza al sorpasso e la lettura dei segnali stradali.

Il linguaggio stilistico adottato dalla Casa svedese negli ultimi anni ha regalato alla Volvo S60 un design piacevole, elegante, sobrio ma nel contempo di grande appeal. Sul frontale spicca la mascherina cromata abbracciata dai fari a led dal disegno moderno, mentre la parte inferiore del paraurti è sapientemente lavorata con tagli netti che separano in maniera egregia la griglia del radiatore dall’alloggiamento dei fendinebbia.

Sinuosa la fiancata, grazie anche ad un gioco di pieni e vuoti che dona grande movimento e ben si sposa con la linea digradante del tetto, mentre il retro ha un aspetto maturo dovuto ai fari a “C” che si integrano molto bene con la coda. Nella dotazione di serie figurano i cerchi in lega 17” a cinque razze a Y Nero Diamond Cut. Come optional, però, potremo sceglierne diversi fino ai 20’’. Le cornici dei vetri laterali, infine, sono impreziosite da una finitura argento lucida.

volvo s60 usate
volvo s60 usate

La novità più interessante per la Volvo S60 è rappresentata dal totale abbandono delle motorizzazioni diesel. Nel listino del costruttore svedese sono presenti tre varianti mild-hybrid e una plug-in. Si parte dal B3 da 177 CV, si passa al B4 da 211 CV, per arrivare al B5 a trazione integrale da 264 CV. Decisamente più potente è il modello T8 Recharge Plug-in Hybrid, anch’esso a trazione integrale, che infattti arriva a sviluppare una potenza complessiva di 455 CV. La trasmissione di serie è automatica.

Volvo S60 ha consumi contenuti sia sulle versioni mild che plug-in. Per le prime partiamo dal B3, che consuma 6,3 l/100km, ed emette 146 g/km di CO2. Il B4 consuma invece 6,4 l/100km emettendo 147 g/km di CO2. Il B5, infine, consuma 7,4 l/100km ed emette 169 g/km. Per quanto riguarda invece la variante ibrida alla spina, i consumi di T8 Recharge arrivano a 0,8 l/100km, con una produzione di CO2 di 19 g/km ed un’autonomia in sola modalità elettrica che sfiora i 90 km.

Il costruttore svedese offre tre allestimenti per la Volvo S60:

  • Core: di accesso alla gamma, ma ha già una dotazione molto ricca.
  • Plus Bright & Dark: offre contenuti che impreziosiscono interni ed esterni, in due varianti di stile.
  • Ultimate Bright & Dark: l’allestimento dalla dotazione più completa, offerto anch’esso in due soluzioni estetiche.

Core: l’allestimento di base offre Digital Services per 4 anni, E-call, impianto audio High Performance Sound con comandi al volante, schermo a colori touch-screen da 9’’ formato ritratto, doppio sintonizzatore, RDS, amplificatore a 6 canali da 220 Watt con 10 altoparlanti, Inserti decorativi in alluminio ‘Iron Ore’, Pomello del cambio in pelle sintetica, Prese 12V nel bagagliaio, Collision Avoidance & Mitigation by braking and steering, Connected Safety, Driver Alert Control, Lane Keeping Aid >, Oncoming Lane Mitigation, Road Sign Information, Run-Off Road Mitigation & Protection, ESC – Electronic Stability Control, con Advance Stability Control e Corner Traction Control, Freno di stazionamento elettrico, Hill Start Assist (ausilio alla partenza in salita), Keyless Drive – Accensione vettura senza chiave/telecomando, Park Assist posteriore con frenata automatica, Progressive Driver Display di II generazione da 12,3’’ a colori ad alta risoluzione personalizzabile nelle informazioni e nelle impostazioni grafiche, Cerchi in lega 17” a cinque razze a Y Nero Diamond Cut (225/50 R17 V2), Cornice vetri laterali con finitura argento lucida, Emblema vettura e motore nel portellone posteriore, Fari anteriori a LED ‘Thor Hammer’ autolivellanti con luci diurne a LED e funzione antiabbagliamento (On/Off), Griglia anteriore nera con cornice in finitura cromata, Griglie anteriori laterali nere, Luci posteriori a LED, Cambio sequenziale automatico a 7 rapporti [B3], Funzione Start/Stop, Servosterzo progressivo in funzione della velocità,Telaio con assetto Dynamic.

Plus: aggiunge rispetto alla versione Core, Illuminazione ‘Top Line’, Inserti decorativi in alluminio ‘Metal Mesh’, Volante a tre razze in pelle con finitura in metallo e pulsanti nero lucido, Park Assist anteriore e posteriore (con frenata automatica per i sensori posteriori), Park Assist Camera posteriore, Sedili anteriori con supporto lombare a regolazione elettrica a 4 vie, Sedili anteriori con parte cuscino anteriore estendibile elettricamente, Sedili Comfort con rivestimento in pelle Moritz Antracite, Sedili anteriori regolabili elettricamente con memorie. Le Varianti Bright includono poi Cerchi in lega da 18” a cinque razze multiple Nero Diamond Cut (235/45 R18 W), Cornice vetri laterali con finitura argento lucida, Griglia anteriore con finitura nero lucido con barre verticali cromate e cornice con finitura cromata, Griglie anteriori laterali nere con finitura cromata, Paraurti posteriore con finitura cromata. Scegliendo invece le Varianti Dark si opterà per Calotte specchietti retrovisori esterni con finitura nero lucido, Cerchi in lega da 18” a cinque razze Nero Diamond Cut (235/45 R18 W), Cornice vetri laterali con finitura nero lucido, Diffusore posteriore in colore coordinato alla carrozzeria e finiture in nero lucido e inserto in colore coordinato alla carrozzeria, Griglia anteriore nero lucida con tratteggi orizzontali e cornice con finitura in nero lucido, Griglie anteriori laterali e griglia inferiore con finitura color nero lucido.

Ultimate: in più rispetto a Plus aggiunge Impianto audio Premium Sound Harman Kardon, Drive Mode, Pilot Assist, Emergency Stop Assist, Driver Awareness, Head-Up Display, VEM, Vehicle Energy Management, AVAS (Audible Vehicle Alert System), Distance Alert, Climatizzatore automatico a controllo elettronico a 4 zone [motorizzazioni Mild hybrid], Riscaldatore elettrico [motorizzazioni Recharge Plug-in hybrid], Cambio sequenziale automatico a 8 rapporti [B5, T8], Trazione integrale a controllo elettronico (AWD – All Wheel Drive) [B5] • Trazione integrale eAWD attiva e passiva [T8], Cerchi in lega 18” a cinque razze doppie Nero Diamond Cut (235/45 R18 W) [motorizzazioni Recharge Plug-in hybrid Dark], Cerchi in lega 18” a cinque razze multiple Nero Diamond Cut (235/45 R18 W) [motorizzazioni Recharge Plug-in hybrid Bright], Fari anteriori Full LED ‘Thor Hammer’ autolivellanti con movimentazione del fascio luminoso (Active Bending Light) e funzione avanzata antiabbagliamento (AHB – Active High Beam di II Generazione), Fari fendinebbia a tecnologia LED [motorizzazioni Mild hybrid]. Includono le Luci di svolta – Cornering Lights, che si attivano automaticamente quando si sterza a velocità inferiori ai 40 Km/h, Lavafari ad alta pressione, Tetto apribile panoramico in cristallo laminato a comando elettrico, Cruscotto rivestito.

  • Abitabilità: con un passo da quasi 2,9 metri, Volvo S60 assicura spazio interno in abbondanza e comfort di alta qualità.
  • Sicurezza: i pacchetti Safety Assistance, Driver Assistance e i supporti alla guida garantiscono al conducente un’esperienza sicura e senza pensieri.
  • Motori: la gamma è totalmente ibrida, con annessi benefici su consumi ed emissioni, e comprende anche una variante plug-in.

Di seguito eccoil listino prezzi della Volvo S60 aggiornato a marzo 2022:

Volvo V60 Benzina Mild-Hybrid Prezzo
B3 Automatico 177 CV Core 43.400 €
B4 Automatico 211 CV Plus 50.100 €
B5 AWD Automatico 264 CV Ultimate 60.950 €
Volvo V60 Benzina Plug-in Hybrid Prezzo
T8 Recharge AWD Automatico 455 CV Ultimate 68.500  €

 

volvo s60 usate
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Shell torna in Italia: non solo carburanti, spazio anche alle auto elettriche

Shell torna in Italia: non solo carburanti, spazio anche alle auto elettriche 1

Shell torna in Italia con un nuovo piano che comprende anche la mobilità elettrica. Il marchio aveva lasciato lo Stivale nel 2014, quando gli 830 distributori vennero griffati Q8. Otto anni dopo, il colosso dei carburanti rientra con stazioni di servizio al passo coi tempi e con una nuova linea di prodotti.

Il ritorno nel nostro Paese si è concretizzato grazie all’accordo con Pad Multienergy, uno dei maggiori operatori italiani nella distribuzione e commercializzazione di carburanti. L’intesa prevede la presenza di più di 500 stazioni di servizio Shell: la prima sarà inaugurata già a marzo, mentre le altre aperture avverranno nei prossimi mesi. Gli automobilisti italiani avranno di nuovo la possibilità di rifornirsi con il carburante premium Shell V-Power e con i lubrificanti della gamma del marchio anglo-olandese. In più ci sono le importanti novità legate alla transizione energetica.

Shell torna in Italia: non solo carburanti, spazio anche alle auto elettriche

Non solo benzina e Diesel

L’accordo tra Shell e Pad prevede il graduale inserimento sul mercato di nuovi carburanti a basse emissioni, come il Gas Naturale Liquefatto e i Biofuel e l’installazione di punti di ricarica per le auto elettriche. Inoltre i clienti business avranno l’opportunità di usare la Shell card per accedere ai vari servizi di mobilità e per ricaricare la batteria in tutte le colonnine del brand.

Il colosso dei carburanti ha investito molto nel settore della ricarica delle auto a batteria. Le nuove stazioni Shell diventeranno hub della mobilità offrendo soluzioni di vario tipo necessarie alla transizione energetica.

Parola ai protagonisti

Giorgio Delpiano, Senior Vice President Shell Fleet Solutions and E-Mobility, esprime tutta la propria soddisfazione per l’accordo raggiunto. “Siamo entusiasti di tornare sul mercato retail in Italia. Il brand Shell è sinonimo di qualità, di servizi e di innovazione e presto offriremo ai nostri clienti nuove soluzioni per i loro viaggi. È un’ulteriore conferma dell’impegno a mantenere la leadership globale nel mercato mobility e della volontà di essere presenti in oltre 90 Paesi entro il 2025”.

Per Federico Petrolini (ad di Pad Multienergy) “la collaborazione con Shell consentirà di introdurre prodotti e servizi innovativi per soddisfare le esigenze di tutti gli automobilisti italiani. La riconosciuta affidabilità e il grande know-how del marchio rappresentano un’importante opportunità per rafforzare la nostra presenza in Italia”.

Auto a 7 posti: i migliori modelli del 2022

Dacia Jogger: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

Sono tante le caratteristiche e gli aspetti che incidono notevolmente sulla scelta della nostra prossima vettura e il numero di posti a sedere disponibili è sicuramente una di queste. Le auto a 7 posti, nonostante non siano così comuni, sono fondamentali per le famiglie più numerose e per chi è alla ricerca di tanto spazio a bordo.

Se fino a qualche anno fa, questa caratteristica era solita nelle monovolume di grandi dimensioni, al giorno d’oggi il segmento più ricco di vetture che offrono i due posti aggiuntivi su una terza fila di sedili è quello dei SUV.

auto familiari usate
auto familiari usate

INDICE
 Auto 7 posti: le migliori del 2022
 Auto 7 posti economiche
 Auto 7 posti elettriche
 Auto 7 posti usate
 Monovolume 7 posti
 SUV 7 posti

Tra le diverse auto a 7 posti presenti a listino abbiamo scelto cinque modelli che spiccano all’interno di questa categoria e sono in grado di soddisfare le esigenze della maggior parte degli automobilisti: dal design al prezzo passando per la qualità degli interni.

  • Hyundai Santa Fe 56.000 euro
  • Ford Explorer 81.000 euro
  • Peugeot 5008  31.900 euro
  • BMW X5 74.000 euro
  • Mercedes GLE 75.860 euro

Hyundai Santa Fe: arrivata alla quarta generazione, l’ammiraglia della Casa coreana porta con sé un look rinnovato e importanti miglioramenti dal punto di vista del comfort e della tecnologia a bordo. La terza fila di sedili permette di ospitare comodamente due bambini e dispone di un portaoggetti e di un porta bicchieri per ogni seduta.

Ford Explorer: Lungo 5,06 metri e largo 2,28 metri, il maxi-SUV della Casa americana viene offerto con un’unica motorizzazione plug-in hybrid che abbina un 3 litri V6 benzina a un’unità elettrica per una potenza totale di sistema di 457 CV e una coppia massima di 825 Nm. Ad alimentare il motore elettrico ci pensa una batteria da 13,6 kWh che consente di percorrere fino a 40 km a zero emissioni.

Peugeot 5008: Con l’ultimo restyling del 2020, la Peugeot 5008 è stata aggiornata a fondo non solo dal punto di vista estetico ma anche dal punto di vista meccanico con l’introduzione dei powertrain ibridi e tecnologico prendendo spunto dalla sorella più piccola, la Peugeot 3008. Il SUV della Casa francese viene proposto anche in versione 7 posti con poltroncine singole grazie all’aggiunta di una terza fila di sedili.

BMW X5: Il SUV di medie/grandi dimensioni della Casa dell’Elica offre un mix perfetto tra spazio a bordo, comfort e tecnologia. Nonostante le dimensioni importanti che consentono di ospitare a bordo fino a 7 persone aggiungendo l’optional della terza fila e le sospensioni pneumatiche su 2 assi, la BMW X5 sorprende per le sue prestazioni dinamiche e non solo. Per chi lo volesse infatti, oltre alle versioni ibride come la xDrive45e, è disponibile anche una una variante supersportiva da 625 CV, la BMW X5 M.

Mercedes GLE: In attesa del restyling della seconda generazione lanciata nel 2018 che dovrebbe arrivare nel corso di quest’anno, la Mercedes GLE rimane uno dei SUV a 7 posti più apprezzati sul mercato. La vettura della Casa tedesca offre tanto spazio a bordo e un livello di tecnologia al top grazie al sistema MBUX con doppio schermo da 12,3 pollici e a diversi sistemi avanzati di assistenza alla guida come il Cruise control adattivo e il Blind Spot Assist.

Nella maggior parte dei casi le auto a 7 posti, viste le loro dimensioni importanti, nascono da modelli di fascia medio alta e proprio per questo motivo hanno prezzi di listino abbastanza elevati. Abbiamo così deciso di fare una lista dei modelli più economici che offrono questa caratteristica.

  • Dacia Jogger 18.600 euro
  • Renault Grand Scenic  24.000 euro
  • Skoda Kodiaq 31.250 euro
  • Nissan X-Trail  34.600 euro
  • Mahindra XUV500 21.200 euro

Dacia Jogger: Realizzata per sostituire sul mercato la precedente Lodgy, la Dacia Jogger porta avanti il piano strategico della Casa rumena che, grazie all’alleanza con Renault e all’utilizzo della piattaforma CMF-B, si discosta sempre più dall’essere un marchio “low cost”. La Jogger, lanciata proprio nel 2022, ha un prezzo di partenza sotto i 20.000 euro ma offre tanto spazio a bordo, una dinamica di guida completamente migliorata e un buon livello di tecnologia.

Renault Grand Scenic: Con il nuovo piano strategico Renaulution, la Casa francese si prepara a dare una nuova vita al modello Scenic che nel 2024 dovrebbe debuttare con carrozzeria crossover e powertrain 100% elettrico. Nel frattempo la sorella a 7 posti Grand Scenic, che difficilmente verrà riproposta, è uno dei modelli più apprezzati sul mercato grazie ad un mix perfetto tra costo d’acquisto, spazio interno extra large e motorizzazioni efficienti e parsimoniose nei consumi.

Skoda Kodiaq: Presente sul mercato dal 2017, il SUV a 7 posti della Casa boema ha subito nel corso del 2021 un profondo restyling che ha portato importanti miglioramenti dal punto di vista estetico, meccanico e tecnologico. All’esterno spuntano i fari full LED di serie su tutti gli allestimenti mentre all’interno sono disponibili come optional nuovi sedili ancora più ergonomici dotati di funzioni di riscaldamento, ventilazione e massaggio e il sistema infotainment MIB3 di Volkswagen. Sotto il cofano troviamo invece una gamma completa di motori con 2 propulsori diesel e 3 benzina.

Nissan X-Trail: Durante lo scorso Salone di Shangai Nissan ha presentato la quarta generazione di X-Trail che dovrebbe arrivare in Europa nel corso del 2022. Nel frattempo il SUV, disponibile anche nella versione a 7 posti con l’aggiunta di una fila di sedili, rimane la giusta vettura per chi è alla ricerca di tanto spazio a bordo e per chi è interessato all’utilizzo in fuoristrada grazie ad una luce a terra di 21 cm e la trazione integrale.

Mahindra XUV500: Il SUV a 7 posti della Casa indiana ha subito nel corso del 2019 un importante restyling che ha portato diverse novità dal punto di vista estetico e meccanico. Per migliorare l’insonorizzazione della vettura i tecnici si sono concentrati sull’implementazione di nuovi supporti per il 2,2 litri diesel da 140 CV e 330 Nm di coppia massima, l’unico motore disponibile.

Con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 e scendere al di sotto dei livelli imposti dalle nuove restrizioni proposte dall’Unione Europea, le Case automobilistiche stanno sviluppando powertrain elettrificati sempre più efficienti. La mobilità del futuro punta sulla sostenibilità e il mercato offre già diverse vetture a 7 posti completamente elettriche che permettono di muoversi nella maniera più pulita possibile.

  • Mercedes EQB 59.100 euro
  • Tesla Model X  120.000 euro
  • Citroen e-Berlingo 39.000 euro
  • Volkswagen ID.Buzz n.d

Mercedes EQB: Dopo il lancio sul mercato della EQC, Mercedes ha dato il via a una vera e propria offensiva elettrica. Tra i modelli completamente elettrici spunta anche la EQB, un SUV compatto che riprende le forme della GLB ad alimentazione tradizionale. Realizzata sulla piattaforma modulare MFA2, la EQB è disponibile nelle versioni 250 e 350 4MATIC. La prima è equipaggiata con un singolo motore da 221 CV mentre la seconda è dotata della trazione integrale grazie a due motori elettrici, uno su ciascun asse, per una potenza totale di 288 CV.

Tesla Model X: Nel segmento delle vetture elettriche a 7 posti non poteva mancare assolutamente un modello della Casa di Palo Alto. La Tesla Model X è un crossover premium lungo oltre 5 metri e alto quasi 1,70 metri. Una delle peculiarità di questa macchina, oltre al livello di digitalizzazione assoluto, è l’apertura delle porte ad ala di gabbiano. Disponibile in diverse versioni, la Tesla Model X Long Range ha una batteria da 100 kWh che garantisce un’autonomia di oltre 500 km.

Citroen e-Berlingo: Parente stretto della Peugeot e-Rifter e dell’Opel Combo-e Life con cui condivide la piattaforma EMP2, il Citroen e-Berlingo offre praticità e versatilità a impatto ambientale zero. Disponibile in versione a 7 posti, il multispazio del Double Chevron è equipaggiato con un powertrain 100% elettrico composto da un motore da 100 kW e una batteria da 50 kWh che gli consente di percorrere fino a 280 km con un pieno di energia.

Volkswagen ID.Buzz: Lo aspettavamo da tanto tempo e finalmente è tornato con una nuova generazione tutta da ammirare. Stiamo parlando del Bulli, l’iconico van e multispazio di Volkswagen che in questa nuova versione 100% elettrica è meglio conosciuto come ID.Buzz. Sostenibile e pratico, il nuovo modello di Volkswagen è equipaggiato con le tecnologie più avanzate disponibili dalle parti di Wolfsburg tra cui il powertrain elettrico già visto sulla ID.3 e sulla ID.4 con batteria da 77 kWh che dovrebbe assicurare un’autonomia di oltre 400 km.

Ci sono tanti modelli che le Case automobilistiche hanno tolto dai propri listini che ancora oggi possono essere una valida alternativa al mondo del nuovo. Abbiamo così scelto alcune vetture usate a 7 posti che possono fare al caso vostro.

  • Lancia Voyager 14.500 euro
  • Kia Carnival 3.000 euro
  • Fiat 500L Living 9.000 euro
  • Bmw Serie 2 Gran Tourer 28.900 euro
  • Opel Zafira 12.000 euro

Lancia Voyager: Introdotta sul mercato nel 2011 per sostituire la Lancia Phedra e realizzata sulla base dell’omonimo modello Chrysler, la Lancia Voyager è una monovolume di grandi dimensioni (lunga oltre 5,2 metri e larga 2 metri) che gode ancora di un buon successo nel mercato dell’usato. Il prezzo in base alla versione scelta e al chilometraggio si aggira intorno ai 14.500 euro.

Kia Carnival: Con la quarta generazione in grado di ospitare a ben 11 persone non ancora disponibile in Europa, la Kia Carnival rimane un punto di riferimento per chi è alla ricerca di un buona vettura a 7 posti usata dal prezzo molto contenuto. Su automobile.it sono disponibili diversi esemplati più o meno recenti con prezzi che vanno da 2000 a 6.500 euro.

Fiat 500L Living: Nel 2013 Fiat lancia sul mercato la 500L Living una versione allungata di 20 cm rispetto alla 500L tradizionale in grado di ospitare due sedili aggiuntivi grazie ad una terza fila di sedili. La 500L Living riprende fedelmente le linee e il design delle versioni normali e viene equipaggiata con gli stessi motori tra cui i diesel Multijet, i benzina Twinair e i benzina/GPL T-Jet.

BMW Serie 2 Gran Tourer: La monovolume della Casa tedesca prodotta dal 2014 come versione a passo allungato della Serie 2 Active Tourer ha ricevuto nel 2018 un importante restyling che l’ha resa ancora di più una vettura di fascia premium. La BMW Serie 2 Gran Tourer, infatti, è caratterizzata da un elevato livello di tecnologia a bordo che comprende sistemi di assistenza alla guida avanzati e la compatibilità con Apple CarPlay.

Opel Zafira: Tra le altre vetture a 7 posti che riscuotono un enorme successo nel mercato dell’usato non potevamo non includere la Opel Zafira, la prima monovolume di taglia media (circa 4,5 metri) ad essere dotata nel lontano 1999 di sette posti a sedere. Gli esemplari tenuti in buono stato e con un chilometraggio medio possono essere portati a casa con circa 12.000 euro.

Fino a qualche anno fa la maggior parte delle vetture ad offrire un abitacolo con 7 posti a sedere erano delle monovolume. Al giorno d’oggi, nonostante i SUV siano diventati i principali modelli a proporre questa caratteristica, ci sono alcune monovolume che meritano di essere considerate in questo approfondimento sulle auto a 7 posti. Scopriamole insieme.

  • Citroen C4 Space Tourer 22.000 euro
  • Ford S-Max 47.000 euro
  • Mercedes EQV 84.700 euro
  • Renault Espace 43.400 euro

Citroen C4 SpaceTourer: Con il termine SpaceTourer la Casa del Double Chevron identifica tutte le monovolume presenti all’interno della gamma dotate di un grande bagagliaio. Tra queste spicca proprio la C4 SpaceTourer, l’erede della precedente C4 Picasso, che in 4,60 metri di lunghezza offre tanto spazio a bordo e una terza fila di sedili che può ospitare altre due persone. La C4 SpaceTourer è disponibile in 3 motorizzazioni: una a benzina da 131 CV e due a gasolio da 130 e 163 CV.

Ford S-Max: La seconda generazione della monovolume di segmento D della Casa americana ha ormai 7 anni ma rimane una delle auto a 7 posti più apprezzate sul mercato. Tutto questo anche grazie ai continui aggiornamenti proposti da Ford come l’introduzione nel 2021 della nuova motorizzazione full-hybrid che affianca ad un motore benzina da 2,5 litri un piccolo motore elettrico alimentato da una batteria agli ioni di litio da 1,1 kWh.

Renault Espace: Lunga 4,86 metri, larga 1,87 e alta 1,68 metri, la quinta generazione della Renault Espace è stata lanciata nel 2015 e ha subito nel 2019 un importante restyling che ha riguardato in prevalenza l’offerta tecnologica a bordo. Prendendo spunto dalle più piccole Clio e Captur, infatti, la Renault Espace è equipaggiata con il nuobo sistema di infotainment con schermo verticale da 9,3”. Disponibile in variante a 5 e 7 posti, la crossover francese può essere acquistata con 3 motorizzazioni differenti: un 1,8 litri a benzina da 225 CV e un 2,0 litri a gasolio da 160 o 200 CV.

Mercedes EQV: Continua l’offensiva elettrificata di Mercedes che nel 2020 ha lanciato sul mercato l’EQV, il van 100% elettrico realizzato sulla base del Classe V. Destinato al trasporto di persone a zero emissioni, l’EQV offre un abitacolo premium con materiali di qualità e tecnologia all’avanguardia con il classico sistema di infotainment MBUX. Sotto il cofano, invece, troviamo un motore elettrico da 150 kW (204 CV) e da 362 Nm di coppia che viene alimentato da una batteria da 90 kWh. L’autonomia è di 400 km mentre la ricarica a 110 kW consente di caricare dal 10all’80% in soli 45 minuti.

Ed eccoci arrivati ad una delle categorie più in voga del momento. Stiamo parlando dei nostri amati SUV che grazie alle loro dimensioni importanti sono diventati i principali veicoli ad offrire 7 posti a bordo. Scopriamo insieme i migliori SUV a 7 posti presenti sul mercato.

  • Audi Q7 76.000 euro
  • Kia Sorento 44.500 euro
  • Lexus RX 86.000 euro
  • Range Rover Sport 75.000 euro
  • Mercedes GLS 86.700 euro

Audi Q7: In attesa del lancio della nuova Audi Q9, il SUV Q7 è l’unico modello della Casa di Ingolstadt ad essere offerto con optional aggiuntivo anche in configurazione a 7 posti. Rinnovata nel 2019, la Audi Q7 si presenta come un SUV premium che fa della qualità degli interni, del comfort e della tecnologia a bordo i suoi punti di forza. Oltre alle versioni a benzina SQ7 da 507 CV, il SUV extra-large della Casa dei Quattro Anelli è disponibile anche con motore a gasolio da 231 o 286 CV e con motore a benzina da 340 CV. Gli ultimi 3 propulsori sono equipaggiati con la tecnologia mild-hybrid che consente di ridurre emissioni e consumi.

Kia Sorento: Più economica rispetto alle avversarie presenti in questa lista, la quarta generazione della Kia Sorento, realizzata sulla piattaforma N3, ha poco da invidiare alle vetture dei marchi premium. Il SUV della Casa coreana leggermente più grande rispetto al modello precedente offre una buona abitabilità interna per 7 persone anche grazie alla possibilità di muovere singolarmente i sedili della seconda fila. A disposizione dei clienti una variante full hybrid da 230 CV a 2 o 4 ruote motrici e una plug-in hybrid 4×4 da 265 CV che consente di percorrere fino a 55 km a zero emissioni.

Lexus RX: Con la nuova generazione in rampa di lancio che porterà importanti aggiornamenti dal punto di vista del design, della tecnologia, della meccanica e delle motorizzazioni, la Lexus Rx rimane uno dei SUV a 7 posti più interessanti sul mercato. Disponibile con il solo V6 da 3,5 litri a cui sono abbinati due motori elettrici per una potenza complessiva di 313 CV, il SUV ibrido sorprende per le capacità dinamiche e per il comfort percepito a bordo.

Range Rover Sport: Più sportiva rispetto alla gemella Range Rover grazie ad una linea più affusolata e un’altezza da terra minore, la Range Rover Sport è lunga poco meno di 5 metri e larga 1,98 metri. Dimensioni importanti che consentono, anche grazie ad un passo di 2,92 metri, di offrire tanto spazio a bordo anche per 7 persone. La Range Rover Sport si distingue per un abitacolo premium grazie a materiali morbidi, finiture curate e sistemi tecnologici all’avanguardia, Ricco nell’equipaggiamento di serie, il SUV della Casa inglese per il momento non offre motorizzazioni ibride a listino.

Mercedes GLS: Mastodontica, enorme e impressionante a prima vista. Il SUV più grande di Mercedes è una vera e propria astronave su ruote e porta con sé la tecnologia e la qualità della sorella berlina di segmento F, la Classe S. La seconda generazione dell’ammiraglia “a ruote alte”, conosciuta con la sigla X166, si distingue per un interno curato nei minimi dettagli in cui spiccano tantissimi schermi anche sugli schienali dei sedili anteriori e posteriori. Il comfort poi è garantito da un isolamento acustico studiato nei minimi dettagli e dalle sospensioni pneumatiche a controllo elettronico che smorzano con dolcezza tutte le asperità dell’asfalto.

Revisione dell’auto: ogni quanto farla, normativa e sanzioni

La normativa sulla revisione auto: ogni quanto farla, costi e sanzioni

La normativa sulla revisione periodica auto ha introdotto un nuovo obbligo: dal 31 marzo 2019, infatti, dopo le varie verifiche alla vettura effettuate dai meccanici autorizzati, dovrà essere consegnato il certificato di revisione, un documento che contiene sia i dati identificativi dell’auto che quelli relativi alle verifiche, compreso anche il chilometraggio. Questo è il documento ufficiale che i centri di revisione, ACI e Motorizzazione dovranno rilasciare ai proprietari delle vetture, una volta terminati tutti i controlli.

Con l’introduzione di questo certificato si vuole cercare di porre un freno alle frodi nazionali ed europee sul chilometraggio delle auto. I dati indicati verranno poi riversati nel Documento unico dell’auto che a sua volta sarà caricato online sul Portale dell’Automobilista. Consultando il sito sarà quindi possibile conoscere il reale chilometraggio di un’auto in vendita.

INDICE
Nuova proroga scadenza revisione auto
Revisione auto: ogni quanto farla?
Revisione: quanto costa?
Prima revisione auto: cosa prevede la normativa
Revisione auto dopo 10 anni: cosa sapere
Verifica storico revisioni auto
Mancata revisione auto: sanzioni e punti patente

Negli anni passati il Governo aveva previsto delle proroghe sulla revisione auto. per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Dopo aver recepito il regolamento UE 2021/267 del 16 febbraio 2021 si è deciso di prorogare la scadenza della revisione auto di 10 mesi per tutti i controlli che ricadevano nel periodo compreso tra il 1° settembre 2020 e il 30 giugno 2021. 

Ormai la maggior parte dei veicoli sono tornati nel regime ordinario: le proroghe per l’emergenza Covid rimaste in vigore sono ormai poche.

Il 31 gennaio scade quella per chi aveva il termine originario fissato a marzo 2021. Entro il 28 febbraio tocca a chi aveva la scadenza normale ad aprile 2021, entro il 31 marzo a chi l’aveva a maggio 2021 ed entro il 30 aprile a chi l’aveva a giugno 2021. Nessuna proroga per chi ha scadenze originarie da luglio 2021 in poi.

La prima revisione di un auto nuova deve sostenuta dopo 4 anni  dall’immatricolazione. Tutte le autovetture immatricolate da più di 4 anni, dovranno effettuare la revisione ogni due anni. In particolare, la normativa del Ministero dei Trasporti stabilisce che la revisione dell’auto debba avvenire entro 24 mesi dall’ultima revisione: quindi, se la vecchia revisione è stata fatta a marzo 2020, la nuova revisione deve avvenire entro marzo 2022.

Bisogna tenere presente che queste scadenze sono applicate a tutte le autovetture, gli autoveicoli indicati come mezzi per trasporto promiscuo, gli autocaravan e infine gli autoveicoli con massa inferiore ai 3.500 kg, adibiti ad usi speciali o per il trasporto di cose. Tale calendario di scadenze deve essere seguito anche da tutti i ciclomotori e i motocicli a partire dal 2003.

Se invece i veicoli da revisionare posseggono un numero di posti maggiore di nove e sono destinati al trasporto di persone, la revisione deve essere effettuata ogni anno. Allo stesso modo, annualmente è necessario revisionare taxi, vetture adibite al noleggio con autista, e tutti i mezzi per il trasporto di cose o per usi speciali con massa superiore ai 3.500 kg (in pieno carico). Oltre a questi mezzi sono inclusi nella revisione annuale anche gli autobus, autocaravan e rimorchi (di peso superiore ai 3.500 kg) ed infine le autoambulanze e le vetture atipiche.

Ogni quanto si fa la revisione auto GPL

Come per tutte le altre autovetture, la prima revisione auto per i veicoli alimentati GPL è prevista 4 anni dopo la prima immatricolazione e, successivamente, ogni biennio. Il termine ultimo per effettuare la revisione per un mezzo GPL è l’ultimo giorno del mese dell’ultima revisione. Inoltre, ogni 10 anni devono essere sostituite le bombole del GPL.

Ogni quanto si fa la revisione auto d’epoca

Secondo la normativa vigente, la revisione periodica auto d’epoca deve essere eseguita ogni due anni. La norma riguarda tutti i veicoli ai quali è stato riconosciuto un interesse collezionistico o storico. Chi possiede un autoveicolo immatricolato dopo il 1° gennaio del 1960, può rivolgersi indistintamente ad un’officina autorizzata o ad un centro revisioni, mentre le vetture immatricolate prima di quella data possono essere sottoposte a revisione solo presso gli uffici della Motorizzazione Civile di pertinenza.

I costi per effettuare la revisione della macchina oscillano fra poco più di 46 euro e poco meno di 79 €. Di fatto chi sceglie di portare il proprio mezzo presso un’officina autorizzata dovrà versare un totale di 78,75 €, di cui 54,95 €  per la revisione, 12,09 € di IVA, 10,20 per i diritti Motorizzazione e 1,51 € per il bollettino PagoPa. Chi preferisce effettuare la revisione periodica auto presso un ufficio della Motorizzazione Civile, dovrà versare invece 45 € per la revisione, più 1,51 € per il versamento. Dovrà, inoltre, sbrigare le pratiche burocratiche, fra cui la compilazione del modello MC 2100.

La normativa è molto chiara su questo punto: la prima revisione di un auto nuova deve essere sostenuta dopo 4 anni dall’immatricolazione, per tutte le vetture. Questo significa che se il veicolo nuovo viene immatricolato a marzo 2022, la prima revisione dovrà avvenire entro e non oltre marzo 2026.

Infatti, l’articolo 80, comma 3, del Codice della Strada dispone “per le autovetture, per gli autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 t e per gli autoveicoli per trasporto promiscuo, la revisione entro quattro anni dalla data di prima immatricolazione e successivamente ogni due anni”.

Nessuna categoria di veicolo prevede la possibilità di revisione ad intervalli di 10 anni. Infatti, raggiunti i 10 anni dall’immatricolazione ogni veicolo sarà stato revisionato 4 volte: la prima volta a 4 anni dalla data di prima immatricolazione e le successive 3 a cadenza biennale. L’unica eccezione sono le bombole per il GPL, che vanno sostituite ogni 10 anni.

Costo della revisione auto, dove conviene farla?

Per verificare quando è stata fatta l’ultima revisione del proprio veicolo è sufficiente andare sul Portale dell’Automobilista, messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile. Qui, nell’apposita sezione, si può conoscere la data di ultima revisione della propria vettura, indicando semplicemente il tipo di veicolo e la targa.

Una volta chiarito ogni quanto si fa la revisione, è bene avere presente cosa si rischia in caso di mancata verifica periodica. Chi circola con un mezzo privo della revisione periodica auto va incontro ad una sanzione amministrativa di una somma variabile fra 173 e 694 €. Se il mezzo risulta possedere a suo carico altre mancate revisioni, tale sanzione può raddoppiare. L’autorità che ha colto in flagrante il conducente alla guida di un mezzo non revisionato annota sul libretto che il veicolo non può circolare, sino a quando la revisione della macchina non sarà stata eseguita. La circolazione del mezzo è consentita solo nel giorno in cui è previsto l’appuntamento presso il centro di revisione o presso la Motorizzazione.

Chi prova a circolare comunque con un mezzo sospeso e viene fermato nuovamente dall’autorità può ricevere un’ulteriore multa, compresa fra 1.998 e 7.993 €. A questo punto il mezzo subisce un fermo di 90 giorni in caso di reiterazione si procede alla confisca del mezzo. Una multa ingente è commutata anche a chi mente, dichiarando di aver effettuato la revisione dell’auto: essa è compresa fra i 430 e i 1.731 €, ed è accompagnata dal ritiro della carta di circolazione.

Cose da sapere

Ogni quanto bisogna fare la revisione?

La prima revisione di un auto nuova deve sostenuta dopo 4 anni  dall’immatricolazione e successivamente ogni due anni.

Quanto costa la revisione auto?

Il prezzo varia a seconda del officina scelta per fare la revisione. Il posto più economico (ma dove più lunga è l’attesa) è sicuramente la Motorizzazione civile, dove la revisione può essere sostenuta per 46,51 €. In tutti gli altri casi (officine autorizzate, delegazioni ACI etc), il costo è di 78,75 €.

Come verificare la data dell’ultima revisione auto?

Per verificare quando è stata fatta l’ultima revisione del proprio veicolo è sufficiente andare sul Portale dell’Automobilista, messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, e nell’apposita sezione indicare tipo di veicolo e numero di targa.

ESP: che cos’è e cosa significa?

L’ESP, o controllo elettronico della stabilità, è uno dei dispositivi più utili e preziosi che possiamo trovare a bordo delle nostre auto. Il suo compito è evitare vari tipi di incidenti e aiutare a mantenere il controllo dell’auto anche in situazioni sfavorevoli, come il terreno bagnato o scivoloso. A seconda del costruttore è indicato anche con altre sigle come ESC, DSC, VDC ecc…

La sua importanza è tale che già nel 2011 l’Unione Europea lo ha reso obbligatorio su tutti i nuovi modelli di automobili e veicoli commerciali leggeri (con massa totale fino a 3,5 t) entrati in produzione da quel momento mentre in altri come Gli Usa e il Giappone lo era già da qualche anno. Ci sono però anche dei casi in cui può essere utile disattivarlo. Ecco come funziona, quando è opportuno escluderlo e cosa fare in caso di guasto.

INDICE
 ESP auto: cos’è e come è fatto
 Spia ESP accesa : cosa fare?
 Controllo elettronico della stabilità: come funziona
ESP auto guasto: cosa fare
 Quando disattivare l’ESP auto?

L’ESP, sigla che sta per Electronic Stability Program, è stato inventato da Bosch a metà degli Anni ’90. Si può dire che rappresenti uno sviluppo ulteriore del sistema antibloccaggio freni, il noto ABS, e del controllo di trazione (TCS o TRC). Forma infatti con questi un unico sistema di sicurezza che agisce attraverso dispositivi che controllano i freni e “dialoga” anche con il motore.

L’Esp da riceve ed elabora i dati provenienti da numerosi sensori, iniziando da quelli che misurano il numero di giri delle ruote per proseguire con quelli che controllano posizione dello sterzo, accelerazione, più importante di tutti, la rotazione dell’auto sul suo asse verticale. Il suo sistema è composto da questi sensori, da una centralina di controllo e dagli attuatori idraulici (gli stessi che “lavorano” anche per l’ABS come abbiamo detto) che permettono di agire separatamente sul freno di ciascuna ruota.

Quando l’ESP entra in funzione, la spia con l’immagine dell’auto che slitta si accende e inizia a lampeggiare, smettendo soltanto alla fine dell’intervento. In questi casi non serve fare nulla se non mantenere la calma e lasciare che L’ESP completi il suo intervento. Se possibile, si può aiutarlo evitando di muovere il volante in modo frenetico o di frenare bruscamente.

Se la spia si accende senza apparente necessità o rimane accesa all’avviamento, è per segnalare un’anomalia. Significa che qualcosa nel sistema non funziona a dovere e l’ESP potrebbe non essere in grado di svolgere il suo compito. Più avanti trovate le indicazioni su come comportarsi in questi casi.

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Grazie al controllo continuo dei sensori, la centralina è in grado di “accorgersi” immediatamente di quando l’auto sta per avere un comportamento anomalo. Basta che accenni a sottosterzare o sovrasterzare, cioè spostarsi di lato in un modo che non corrisponde al movimento del volante, o che le ruote perdano aderenza e inizio a girare troppo velocemente, per allertare il sistema.

Quando succede, l’ESP interviene in poche frazioni di secondo per rimettere l’auto nella corretta traiettoria e restituire il controllo al conducente. Per farlo, aziona anzitutto il freno di una singola ruota (o più di una se occorre) in modo che questa faccia da perno e riporti l’auto nella posizione corretta. Contemporaneamente comanda alla centralina del motore di ridurre i giri e la potenza per far riprendere alle ruote la giusta aderenza e continuare la marcia.

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Se la spia si accende da sola senza che ci sia una situazione di pericolo, significa che qualcosa non funziona come dovrebbe. Su molte auto questo segnale è accompagnato da un messaggio nel display centrale del quadro che conferma il malfunzionamento. Può trattarsi di u odei sensori o della centralina stessa, ma in quel momento l’ESP non garantisce più di poter svolgere il suo compito.

Quando è così, occorre portare l’auto in un’officina specializzata prima possibile per individuare e risolvere il problema. Nel frattempo, il conducente deve guidare con maggiore cautela e prestare ancora più attenzione alla strada perché ha una protezione in meno.

L’ESP è progettato per fornire aiuto in quasi tutte le situazioni, ma ci sono casi in cui la sua azione può essere controproducente. Se si deve superare una rampa innevata o scivolosa, o uscire da una zona di terreno con scarsa aderenza, può essere utile disattivarlo. In queste situazioni, infatti, occorre lasciar pattinare un po’ le ruote per fare in modo che l’auto non perda slancio e riesca ad avanzare, mentre l’intervento dell’ESP non lo permetterebbe.

Per sapere come disattivarlo si consiglia di leggere bene il libretto di uso e manutenzione. Molti modelli hanno un semplice tasto, per altri bisogna farlo attraverso dei menu del computer di bordo a vettura rigorosamente ferma. Le auto più sofisticate hanno programmi per la disattivazione parziale dell’ESP, che si riattiva oltre una certa soglia di sicurezza, quindi per “staccarlo” del tutto ci vuole una pressione prolungata. Le istruzioni vi diranno come fare.

Cose da sapere

Cos’è l’ESP?

L’ESP identifica il controllo elettrico della stabilità ed è una componente fondamentale per la sicurezza dei passeggeri e dell’automobilista. La finalità dell’ESP è quella di stare perennemente in allerta per prevenire e controllare una possibile sbandata durante la guida.

Come funziona l’ESP?

In caso di sbandata, la centralina dell’ESP interviene sulla potenza del motore e sui freni, in modo da generare una forza che contrasti la sbandata e corregga la traiettoria, favorendo così la ripresa del controllo del mezzo da parte dell’automobilista. L’ESP interviene sulle ruote anteriori o posteriori a seconda che ci si imbatta in un sovrasterzo o in un sottosterzo oltre ad agire direttamente sui freni e sul motore per diminuire i giri delle ruote stesse.

Cosa fare in caso di ESP guasto?

In questi casi il problema è spesso dovuto alla rottura, o a un difetto, di uno dei molti sensori che compongono il dispositivo, mentre in eventi più rari il guasto può riguardare la centralina. Considerando l’importanza di avere un controllo elettronico della stabilità perfettamente funzionante, in caso di ESP guasto è bene rivolgersi immediatamente a un’officina specializzata.

Quando si deve disattivare l’ESP auto?

Solitamente il controllo di stabilità dovrebbe sempre essere attivo, ma ci sono alcuni casi nei quali è consigliabile disattivarlo, come ad esempio  se si deve affrontare un tratto stradale in salita ricoperto da uno strato di neve  o un terreno cedevole. Im questi casi è bene disattivare l’ESP poiché a seguito dello slittamento delle ruote motrici il sistema potrebbe intervenire e bloccare l’auto.

Blocco diesel Torino: tutti i limiti alla circolazione dal 2022

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La guerra alle vetture alimentate con motori a gasolio continua senza sosta e, dopo l’entrata in vigore nel mese di febbraio dell’Area B a Milano, anche in Piemonte sono state prese misure drastiche per abbattere il livello di polveri sottili presenti nell’aria.

INDICE
 Blocco diesel Torino: le novità

Nel Comune di Torino il blocco auto è entrato in vigore tramite l’ordinanza n. 67 del 23/10/2018 con la quale è stata imposta una limitazione permanente della circolazione veicolare per i veicoli maggiormente inquinanti su tutto il territorio cittadino, mentre per le vetture di recente omologazione e meno inquinanti i divieti entreranno in vigore in maniera meno decisa e dilazionata nel tempo.

Le principali novità delle ultime limitazioni introdotte è che adesso tutti i veicoli benzina e diesel Euro 2 sono interdetti dalla circolazione all’interno della città, e anche ai veicoli diesel Euro 3 e 4 viene vietata la circolazione dal lunedì al venerdì, dalle 8.00 alle 19.00, nel periodo 15 settembre – 15 aprile.

Ecco tutte le limitazioni traffico Torino  attive a partire dal 24/10/2018:

TIPO VEICOLO ORARI CHI NON CIRCOLA
Persone (M1, M2, M3), Merci (N1, N2, N3) tutto l’anno, tutti i giorni (festivi compresi) con orario 0:00-24:00 Benzina e diesel Euro 0, 1, 2

GPL e Metano Euro 0, 1

Ciclomotori e Motocicli (L1, L2, L3, L4, L5, L6, L7) 15/09-15/04, tutti i giorni (festivi compresi) dalle 0:00 alle 24:00  Euro 0, 1
Persone (M1, M2, M3), Merci (N1, N2, N3) 15/09-15/04, dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00 Diesel con omologazione uguale a Euro 3, Euro 4

fonte: Comune di Torino

Restano esentati da queste limitazioni le persone con disabilità, quelle che si recano in ospedale e che sono dirette verso centri autorizzati per la revisione, per la rottamazione o il retrofit GPL/metano/elettrico.

Circolazione Euro 1 Torino e Euro 2

Come accennato nella tabella qui sopra gli autoveicoli benzina e diesel Euro 0, 1 e 2 non possono più accedere all’interno del territorio del comune di Torino. Questa limitazione, che vale anche per le vetture a doppia alimentazione GPL e metano Euro 1 e 2, resta in vigore tutti i giorni, tutto l’anno, in tutte le fasce orarie, anche in caso di festività.

Per quanto riguarda ciclomotori e motocicli Euro 0 ed Euro 1, il divieto di circolazione è in vigore tutti i giorni, 24 ore su 24, nel periodo che va dal 15 settembre al 15 aprile.

Euro 3 diesel Torino

Gli autoveicoli diesel Euro 3 non possono circolare all’interno della città di Torino dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.00, nel periodo 15 settembre – 15 aprile.

Ma, anche al di fuori di questo periodo, ulteriori limitazioni sopraggiungono se il livello di particolato nell’aria supera il livello di 50 µg/m³ per 3 giorni di fila: in questo caso, il divieto per gli Euro 3 vale anche nei giorni festivi.

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Blocco Euro 4 Torino

Gli autoveicoli diesel Euro 4 non possono circolare all’interno della città di Torino dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.00, nel periodo 15 settembre – 15 aprile.

Come per gli Euro 3, al di fuori di questo periodo, ulteriori limitazioni scattano quando il livello di particolato nell’aria supera il livello di 50 µg/m³ per 3 giorni consecutivi: in questo caso, il divieto per gli Euro 4 vale anche nei giorni festivi e al di fuori del periodo 15 settembre – 15 aprile.

Blocco Euro 5 Torino: fino a quando potranno circolare?

Per il momento i veicoli Euro 5 vengono risparmiati dalle limitazioni più severe al traffico cittadino. Tuttavia, se il livello di particolato nell’aria supera il livello di 50 µg/m³ per 3 giorni consecutivi, allora i veicoli diesel Euro 5 M1, M2, M3 per il trasporto persone vengono interdetti dalla circolazione tutti i giorni, festivi inclusi, dalle 8.00 alle 19.00.

Quando per tre giorni di seguito si supera la soglia di 75 µg/m³, allora anche i veicoli diesel Euro 5 di categoria N1, N2, N3 subiscono la stessa limitazione.

Blocco diesel Torino Euro 6

Attualmente i veicoli diesel Euro 6 sono l’unica categoria di vettura a gasolio che può circolare liberamente per il comune di Torino. Infatti, questi veicoli non sono soggetti a nessuna restrizione, neanche in seguito al superamento dei livelli di inquinamento dell’aria per più giorni consecutivi.

Cose da sapere

Quali sono le categorie di veicoli diesel che non possono circolare a Torino?

Gli autoveicoli benzina e diesel Euro 0, 1 e 2 non possono più accedere all’interno del territorio del comune di Torino. Questa limitazione, che vale anche per le vetture a doppia alimentazione GPL e metano Euro 1 e 2, resta in vigore tutti i giorni, tutto l’anno, in tutte le fasce orarie, anche in caso di festività.

I diesel Euro 3 possono circolare liberamente a Torino?

No, gli autoveicoli diesel Euro 3 non possono circolare a Torino dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.00, nel periodo 15 settembre – 15 aprile. Al di fuori di questo periodo, ulteriori limitazioni sopraggiungono se il livello di particolato nell’aria supera il livello di 50 µg/m³ per 3 giorni di fila: in questo caso, il divieto per gli Euro 3 vale anche nei giorni festivi.

I diesel Euro 6 possono circolare liberamente a Torino?

Sì, attualmente i veicoli diesel Euro 6 sono l’unica categoria di vettura a gasolio che può circolare liberamente per il comune di Torino.

 

Controllo punti patente : come e dove verificare il saldo

patente a punti

Nel 2003 in Italia è stata introdotta la patente a punti. Si tratta di un tipo di patente che comporta la decurtazione di un certo numero di punti in base all’infrazione commessa che ha lo scopo di scoraggiare comportamenti contrari al Codice della Strada. Inizialmente la patente ha un certo numero di punti. Ne può guadagnare e perdere in base a certe logiche.

Ma come si fa a conoscere il saldo dei punti patente? Vediamolo.

INDICE
Punti patente: la normativa
Verifica punti patente
Dove vedere il saldo dei punti patente
Verifica punti patente ACI

Ogni possessore di patente di guida ha un punteggio di partenza pari a 20 punti. Se non si commettono infrazioni, si guadagnano 2 punti ogni 2 anni, fino a un massimo di 30. Se si commettono infrazioni, invece, si subisce un decurtamento di punti proporzionale all’infrazione commessa secondo quanto stabilito all’articolo 126 bis del Codice della Strada.

Se a causa di multe e sanzioni si ha un punteggio della patente inferiore a 20, si torna a 20 dopo 2 anni senza aver commesso infrazioni. Al contrario, se si esauriscono tutti i punti, si deve sostenere l’esame di revisione della patente. Chi commette più infrazioni in una volta sola può perdere fino a un massimo 15 punti, purché l’infrazione non comporti la sospensione o revoca della patente.

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Per sapere quanti punti della patente vengono decurtati in base all’infrazione commessa, vi alleghiamo qui sotto una tabella riassuntiva. Ricordiamo che per conducenti di meno di 21 anni e per i neopatentati (patente da meno di 3 anni), i punti decurtati raddoppiano.

  • Decurtazione di 10 punti patente: avviene quando si superano i limiti di velocità di oltre 60 km/h; quando si circola contromano o si effettua un sorpasso in situazioni gravi e pericolose; quando si trasportano materie pericolose senza le adeguate precauzioni e le dovute autorizzazioni; in caso di manovre pericolose in autostrada; in caso di guida in stato di ebbrezza o di fuga in caso di incidente.
  • Decurtazione di 8 punti patente: avviene in caso di mancato rispetto della distanza di sicurezza che abbia causato un incidente; quando si fanno inversioni di marcia in condizioni pericolose; nel caso in cui si violi l’obbligo di precedenza ai pedoni.
  • Decurtazione di 6 punti patente: quando si superano i limiti di velocità di oltre 40 km/h, ma non di oltre 60 km/h; quando si violano obblighi di fermata, come lo stop, il semaforo rosso o i passaggi a livello.
  • Decurtazione di 5 punti patente: violazione di obblighi e regole di precedenza e sorpasso; mancato allacciamento di casco o cinture di sicurezza; del mancato rispetto del riposo minimo giornaliero per gli autisti di camion e autobus.
  • Decurtazione di 4 punti patente: quando si circola contromano; si omette di occupare la corsia più libera a destra; in caso di trasporto di cose o persone con eccedenza di carico; qualora non si consenta al pedone l’attraversamento di una strada sprovvista di strisce pedonali.
  • Decurtazione di 3 punti patente: nei casi di mancata osservanza delle distanze di sicurezza nei confronti di determinate categorie di veicoli; in caso di uso degli abbaglianti in condizioni vietate; se non si rispettano gli obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti.
  • Decurtazione di 2 punti patente: mancato rispetto della segnaletica; sosta nelle corsie riservate al transito degli autobus o veicoli su rotaia, negli spazi riservati a veicoli per persone invalide o in quelli riservati alla fermata degli autobus o dei taxi; mancata segnalazione con l’apposito triangolo il veicolo fermo sulla carreggiata fuori dei centri abitati; violazione delle prescrizioni per la circolazione sulle autostrade e sulle superstrade.
  • Decurtazione di 1 punto patente: avviene principalmente qualora non si faccia uso dei dispositivi di illuminazione o segnalazione visiva quando è prescritto oppure in caso di uso improprio dei fari.

Per recuperare i punti patente è sufficiente frequentare i corsi dedicati presso le autoscuole e i centri autorizzati dal ministero dei Trasporti. Sostenendo 12 ore di lezione si potranno recuperare fino a 6 punti senza però andare a superare il limite massimo di 20. Non sarà necessario sostenere un esame finale ma sarà sufficiente la presenza al singolo corso.

Una delle domande che spesso si fanno gli automobilisti è quella relativa a come sapere quanti punti si hanno sulla patente. Uno dei modi è quello di consultare gli appositi portali via internet.

  • Portale dell’automobilista
  • iPatente

Portale dell’Automobilista: consultando il sito web creato dal Ministero dei Trasporti sarà sufficiente procedere alla registrazione indicando il proprio codice fiscale, il numero e la data di scadenza della patente per poi cliccare sul link “saldo patente” e conoscere il totale dei punti presenti in modo totalmente gratuito.

iPatente: se non si ha a disposizione un PC e si vuole controllare il saldo dei punti patente direttamente dal proprio smartphone sarà sufficiente scaricare l’app iPatente, disponibile sia su Apple Store che Google Play, e trovare tutte le informazioni necessarie.

Per verificare il saldo dei punti della propria patente si può anche telefonare a un numero 848.782.782 messo a disposizione dall’ACI. Il numero è raggiungibile solo da telefono fisso, digitando successivamente la data di nascita e il numero di patente seguito dal tasto cancelletto. Il numero punti patente è attivo 24 ore su 24 e ha il costo di una chiamata urbana.

Cose da sapere

Quali sono le principali norme sulla patente a punti?

L’articolo 126 bis del Codice della Strada indica tutto il sistema di punteggio con le relative infrazioni così da conoscere in anticipo quanti punti si possono perdere in caso di violazione delle norme di comportamento su strada. Ogni possessore di patente di guida ha un punteggio di partenza pari a 20 punti ed in base alla gravità dell’infrazione commessa questo può essere decurtato.

Come si verifica il saldo punti sulla patente?

Esistono varie vie per conoscere il saldo dei punti sulla patente: collegandosi al Portale dell’automobilista, attraverso l’app iPatente oppure chiamando il numero 848.782.782.

Come si recuperano i punti patente persi?

Per recuperare i punti patente è sufficiente frequentare i corsi dedicati presso le autoscuole e i centri autorizzati dal ministero dei Trasporti. Sostenendo 12 ore di lezione si potranno recuperare fino a 6 punti senza però andare a superare il limite massimo di 20. Non sarà necessario sostenere un esame finale ma sarà sufficiente la presenza al singolo corso.

 

 

Blocco diesel Roma: ecco tutte le novità 2022

Blocco diesel Roma: scatta dal 1 novembre 2019

Tutte le grandi città italiane stanno affrontando seriamente la lotta all’inquinamento nei centri storici ed anche nella capitale i motori a gasolio saranno presto banditi. All’interno della cosiddetta Fascia Verde, che copre buona parte del territorio romano all’interno del GRA, il blocco diesel è già scattato per alcune categorie di veicoli. Scopriamo quali.

INDICE
 Diesel Roma 2024
 Diesel Euro 3 Roma
 Quali Euro possono circolare a Roma

La vecchia Giunta della Sindaco Raggi si è distinta sin dal suo insediamento per la lotta alle vetture dotate di motore a gasolio.  In occasione della conferenza C40 a febbraio 2018, infatti, la Raggi aveva annunciato, destando non poco stupore, il divieto totale di circolazione nella centro della Capitale per le auto diesel a partire dal 2024.

Tuttavia, in attesa della fatidica data, già oggi diverse categorie di veicoli alimentati a gasolio non possono circolare liberamente all’interno del territorio della capitale. Infatti, ad oggi i veicoli diesel Euro 0, 1 e 2 non possono accedere alla Fascia Verde (che si estende per buona parte del territorio romano all’interno del GRA) dal lunedì al venerdì, 24 su 24. Restano esclusi dal divieto i giorni festivi infrasettimanali.

Blocco diesel Roma: ecco le novità 2020

Inoltre, in caso di superamento dei limiti di inquinamento atmosferico per 5 giorni consecutivi, anche i diesel Euro 3 sono interdetti dalla circolazione all’interno della Fascia Verde. Questo divieto resta in vigore dal lunedì al venerdì negli orari 7.30-10.30 e 16.30-20.30.

Infine, in caso di superamento dei limiti di inquinamento atmosferico per 8 giorni consecutivi, la circolazione all’interno della Fascia Verde è vietata anche ai diesel Euro 4, 5 e 6, dal lunedì al venerdì negli orari 7.30-10.30 e 16.30-20.30. 

Come accennavamo sopra, anche i veicoli diesel Euro 3 sono soggetti ad alcune limitazioni alla circolazione nel comune di Roma. A questa categoria è infatti interdetto l’accesso alla ZTL Anello Ferroviario, ovvero la zona a traffico limitato centrale della capitale, dal lunedì al venerdì in tutte le fasce orarie.

I veicoli a gasolio Euro 3 possono invece circolare all’interno della Fascia Verde tutti i giorni della settimana, a meno che non scatti l’allarme di secondo livello dell’inquinamento atmosferico. Questo si raggiunge al 5° giorno consecutivo di superamento dei limiti stabiliti per legge e in questo caso i diesel Euro 3 non possono circolare all’interno della Fascia Verde, dal lunedì al venerdì negli orari 7.30-10.30 e 16.30-20.30.

Per il momento, dunque, i veicoli diesel Euro 4, 5 e 6 non sono soggetti a blocchi del traffico in tutto il territorio della Capitale, sia in Fascia Verde che nella ZTL Anello Ferroviario. Questo a meno che non scattino i divieti stringenti imposti dal terzo livello di allarme, ovvero quando per 8 giorni consecutivi vengono superati i limiti di inquinamento atmosferico stabiliti per legge.

Inoltre, sono previste delle deroghe all’accesso nelle zone a traffico limitato che valgono per i veicoli a doppia alimentazione GPL/diesel o metano/diesel, per le vetture con contrassegno disabili e per i motocicli registrati come veicoli di interesse storico-collezionistico.

Cose da sapere

Quali sono le categorie di veicoli diesel che non possono entrare in Fascia Verde?

Ad oggi i veicoli diesel Euro 0, 1 e 2 non possono accedere alla Fascia Verde (che si estende per buona parte del territorio romano all’interno del GRA) dal lunedì al venerdì, 24 su 24. Restano esclusi dal divieto i giorni festivi infrasettimanali.

I diesel Euro 3 possono circolare liberamente a Roma?

I veicoli diesel Euro 3 non possono circolare nella ZTL Anello Ferroviario, ovvero la zona a traffico limitato centrale della capitale, dal lunedì al venerdì in tutte le fasce orarie. Al 5° giorno consecutivo di superamento dei limiti di inquinamento atmosferico, i diesel Euro 3 non possono circolare all’interno della Fascia Verde, dal lunedì al venerdì negli orari 7.30-10.30 e 16.30-20.30.

Quali veicoli diesel non sono soggetti a limitazioni?

Per il momento, dunque, i veicoli diesel Euro 4, 5 e 6 non sono soggetti a blocchi del traffico, né in Fascia Verde né in ZTL Anello Ferroviario. Questo a meno che non si superino i limiti di inquinamento atmosferico per 8 giorni consecutivi: a quel punto la circolazione all’interno della Fascia Verde è vietata anche ai diesel Euro 4, 5 e 6, dal lunedì al venerdì negli orari 7.30-10.30 e 16.30-20.30. 

Bombola GPL: cosa sapere su revisione, sostituzione e i costi

Serbatoio GPL: cambio bombola e costi per la sostituzione 1

Di modelli a listino con impianto a GPL offerto direttamente dalla Casa ce ne sono sempre meno perché i costruttori hanno deciso di puntare sulle soluzioni elettrificate per abbattere in modo più consistente le emissioni, ma per gli automobilisti il GPL resta un’alternativa interessante per contenere i costi di esercizio delle auto.

Un ulteriore incentivo è rappresentato dalla relativa semplicità della gestione: mantenere un impianto a GPL è infatti relativamente poco oneroso e piuttosto semplice. Ancora di più da quando il Decreto Semplificazioni del 2020 ha facilitato la procedura per la sostituzione periodica delle bombole. Ecco cosa bisogna fare e come.

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 Sostituzione serbatoio GPL
 Cambio bombola GPL
 Costo sostituzione bombola GPL

Circa l’impianto per il GPL la legge non prevede uno specifico obbligo di manutenzione ma impone semplicemente di sostituire ogni 10 anni la bombola o il serbatoio toroidale (la cosiddetta “ciambella” montata spesso nel vano della ruota di scorta). In caso di controllo, se sono trascorsi più di 10 anni dall’installazione o dall’ultima sostituzione, il veicolo sarà considerato non conforme alle norme di sicurezza e potrà essere sottoposto a fermo amministrati a cui si aggiunge una multa che può arrivare a 594 euro.

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La sostituzione della bombola/serbatoio va effettuata da un installatore specializzato e completato con l’aggiornamento del libretto di circolazione. Quest’ultimo passaggio, prima della riforma dell’art. 78 del C.d.S. richiedeva la verifica presso la Motorizzazione Civile mentre ora, grazie al DL semplificazioni ha invece modificato la norma consentendo di evitare visita e prova.

Ora la conformità dell’impianto è garantita dall’installatore stesso, che deve però fornire al cliente le certificazioni sui componenti e sull’installazione. Entro 30 giorni dalla data dell’intervento il proprietario del veicolo deve presentare questi documenti all’ufficio della Motorizzazione del territorio in cui ha sede l’officina con la richiesta di modifica del libretto. Se tutto è in regola, l’ufficio della Motorizzazione stampa quindi un talloncino adesivo da applicare al libretto.

Le caratteristiche delle bombole e degli impianti a Gpl sono regolamentati dalla normativa ECE/ONU 67/01, varata nel 2001, che ha previsto la presenza di una specifica valvola di sicurezza che evita l’uscita del gas in caso di incidente. Ogni bombola da installare deve essere omologata secondo questo regolamento. Le officine abilitate fanno parte di un apposito elenco approvato dalla Motorizzazione Civile rintracciabili sul motore di ricerca del Portale dell’Automobilista.

Un serbatoio per il GPL può costare, a seconda della forma, delle dimensioni e della capienza, da 150 fino a 500 euro, ma salvo esigenze particolari è un onere che si affronta una volta ogni 10 anni. A questo bisogna aggiungere i costi burocratici per l’aggiornamento del libretto, nel dettaglio si tratta di 26,20 euro di cui

  • 10,20 euro alla motorizzazione per i costi d’ufficio
  • 16 euro di imposta di bollo.

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Cose da sapere

Ogni quanto va cambiato il serbatoio GPL?

Il serbatoio della bombola GPL va sostituito ogni dieci anni dall’immatricolazione della vettura, oppure dall’installazione dell’impianto GPL nel caso di installazione successiva.

Quali sono le pratiche burocratiche per la revisione dell’impianto GPL?

Prima di tutto, si deve presentare la domanda per effettuare il collaudo utilizzando il modello TT 2119. Dopodiché bisognerà produrre la dichiarazione di installazione a norma e la documentazione tecnica del nuovo serbatoio GPL con attestazioni dei versamenti effettuati. Una volta sbrigate tutte queste pratiche burocratiche, si potrà prenotare la data in cui sottoporre l’auto al collaudo.

Quanto costa cambiare il serbatoio GPL?

Il costo dei versamenti da effettuare è pari a  57 euro, mentre il costo della bombola in sé è intorno ai 500 euro se si sceglie di acquistare la bombola della casa madre, mentre scende fino a 150 euro se si sceglie di optare per altre marche più economiche.