Incentivi auto 2022: le novità della Legge di Bilancio

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Il governo ha approvato i nuovi incentivi 2022 per le auto a basse emissioni, che permettono di risparmiare sull’acquisto di un nuovo veicolo ecologico soprattutto se contemporaneamente si rottama un vecchio mezzo inquinante (Euro 0-5).  A differenza degli anni scorsi, però, quest’anno non sono previsti contributi per l’acquisto di auto usate, indipendentemente dalla classe emissiva. Continuano, invece, i sussidi per chi sceglie di installare una colonnina elettrica o per eseguire il retrofit elettrico.

INDICE
Nuovi incentivi auto: cosa dice la Legge di Bilancio 2022
 Incentivi colonnine elettriche 2022
 Il bonus fiscale per l’installazione di motori elettrici
Incentivi auto 2021: gli ecobonus dello scorso anno
 Incentivi rottamazione auto 2021
 Che fine ha fatto l’ecotassa?
 Incentivi auto elettriche

L’ultimo DPCM stanzia i fondi necessari a coprire gli incentivi per l’acquisto di auto a basse emissioni per tutto il triennio 2022-2024, legando in alcuni casi il contributo alla rottamazione di un veicolo inquinanteIl governo ha previsto tre differenti fasce di emissioni per differenziare i contributi: 0/20 g/Km di CO2, 21/60 g/kM di CO2 e 61/135 g/Km di C02. 

Chi acquista un veicolo di prima fascia, che emette da 0 a 20 g/km di CO2, ha diritto a un contributo di 3.000 €, somma che sale a 5.000 € in caso di rottamazione di un’auto inquinante (Euro 0-5). In questa categoria emissiva rientrano i veicoli elettrici puri e le più efficienti vetture ibride plug-in.

Per l’acquisto di un veicolo della seconda fascia emissiva, che comprende principalmente vetture plug-in con emissioni di CO2 comprese tra 21 e 60 g/km, è previsto un incentivo di 4.000 € se con auto da rottamare. Il contributo, però, scende a 2.000 € se non si possiede una vecchia auto inquinante da sostituire.

Infine, per la terza fascia, che include quelle vetture che emettono da 61 a 135 g/km di CO2, è previsto un contributo esclusivamente in caso di rottamazione di un veicolo maggiormente inquinante, per un ammontare di 2.000 €. In questa categoria rientrano auto di tutte le motorizzazioni: ibride, benzina, diesel, metano, GPL.

Sono previsti anche dei tetti di spesa: il prezzo del veicolo non può superare i 35.000 € se di prima o di terza fascia, mentre il tetto si alza a 45.000 € in caso di mezzo di seconda fascia. Questi limiti sono calcolati escludendo IVA, IPT e messa su strada.

g/km CO2 Motorizzazione Incentivo 2022
Tetto di spesa
  con rottamazione senza rottamazione escluso IVA, IPT e messa su strada
0-20 elettrica, plug-in 5.000 € 3.000 € 35.000 €
21-60 plug-in 4.000 € 2.000 € 45.000 €
61-135 ibride, benzina, diesel, metano, GPL 2.000 € 35.000 €

Infine, nel decreto il governo ha stanziato delle risorse anche per incentivi ai veicoli commerciali di categoria N1 e N2, con contributi che vanno dai 4 ai 12 mila euro a seconda della categoria e della classe emissiva.

Ben diversa, invece, è la questione in merito agli incentivi per l’installazione di colonnine elettriche poiché la legge di Bilancio ha prorogato fino al 2024 il bonus con un incentivo pari al 40% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di colonnine e infrastrutture di ricarica per auto elettriche. L’80% dei fondi è destinato agli interventi delle imprese, con valore complessivo inferiore a 375 mila euro, mentre alle installazioni richiedenti cifre superiori è destinato il 10%. Per le persone fisiche, invece, i fondi a disposizione sono pari a 9 milioni di euro. 

Inoltre, l’installazione delle colonnine elettriche nella propria residenza viene anche coperta dal Bonus 110%: nel caso si acceda il bonus eseguendo uno degli interventi trainanti necessari (come il cappotto termico dell’edificio), si può inserire nel progetto anche l’installazione di una stazione di ricarica, ottenendo un rimborso di importo maggiore della spesa.

Altra misura confermata, e prorogata fino al 31 dicembre 2022, è quella relativa al retrofit elettrico. Con questo termine si intende l’installazione di un motore elettrico al posto di uno termico, diesel o benzina. Il bonus fiscale previsto è pari al 60% della spesa totale per un contributo massimo di 3.500 €. Inoltre è previsto anche un contributo pari al 60% delle spese relative all’imposta di bollo per l’iscrizione al Pubblico registro automobilistico, all’imposta di bollo e all’imposta provinciale di trascrizione. 

Sino allo scorso anno, oltre agli incentivi previsti per l’acquisto di auto nuove a basse emissioni, si poteva usufruire di ecobonus per l’acquisto di vetture usate poco inquinanti. Lo scopo del legislatore è stato quello di svecchiare il parco auto circolante nel nostro Paese e spingere gli automobilisti verso vetture meno inquinanti.

Quest’anno, tuttavia, le vetture usate non rientrano più tra i veicoli coperti dagli incentivi per le auto ecologiche. Inoltre, i contributi previsti per quest’anno hanno dei massimali più bassi dello scorso anno, a causa dei minori fondi stanziati.

Nello specifico, nel 2021 per l’acquisto di una vettura con emissioni da 0 a 20 g/Km, e contestuale rottamazione, era previsto un incentivo pari a 10.000 euro, mentre l’importo calava a 6.000 euro senza rottamazione, Per le vetture con emissioni da 21 a 60 g/Km l’incentivo variava da 6.500 euro con rottamazione sino a 4.500 senza rottamazione, mentre per l’ultima categoria di auto, con emissioni da 61 a 135 g/Km, l’unico incentivo possibile era quello di 3.500 euro esclusivamente con rottamazione. 

Per l’acquisto di auto usate rientranti nella classe di emissioni da 0 a 60 g/km, in caso di rottamazione, l’incentivo disponibile era pari a 2.000 euro, mentre calava rispettivamente a 1.000 e 750 euro per l’acquisto di auto usate rientranti nella classe di emissione 61-90 g/Km e 91-160 g/Km. In entrambi casi è necessaria la rottamazione.  

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Nella nuova legge di Bilancio 2022 non è stata inclusa la cosiddetta ecotassa. Questa rappresentava un balzello da pagare una tantum al momento dell’acquisto che andava a colpire le vetture maggiormente inquinanti costringendo il proprietario a versare un importo da 1.100 euro a 2.500 euro. L’esclusione dell’ecotassa dalla legge di Bilancio non ha però impedito che questa misura potesse essere riproposta. In effetti, una specie di ecotassa è presente anche nel nuovo Decreto Energia approvato a fine marzo, ma non se ne conoscono ancora i dettagli.

LEGGI ORA:  Tutti gli incentivi auto regionali e comunali

L’acquisto di auto elettriche viene incentivato anche quest’anno grazie ai finanziamenti governativi. I veicoli a impatto zero rientrano nella prima fascia emissiva, che permette di accedere a un contributo di importo variabile tra i 3.000 € e, in caso di rottamazione di un vecchio mezzo inquinante, i 5.000 €. Per accedere a questo contributo, tuttavia, la spesa per il nuovo veicolo non deve superare i 35.000 € (IVA, IPT e messa su strada escluse). L’importo dell’incentivo è più basso rispetto ai precedenti pacchetti di sussidi per l’acquisto di auto elettriche, ma è comunque piuttosto sostanzioso.

Cose da sapere

Sono previsti incentivi auto per il 2022?

Nella Legge di Bilancio 2022 sono stati previsti nuovi incentivi per l’acquisto di auto elettriche, ibride, plug-in ed Euro 6 di nuova generazione. Previsti anche gli incentivi relativi all’installazione di colonnine elettriche e una proroga dei termini per usufruire dell’incentivo al retrofit elettrico. Spariscono, invece, i finanziamenti per l’acquisto di veicoli usati a basse emissioni.

Cosa prevedono gli incentivi sulle colonnine elettriche?

La legge di Bilancio ha prorogato fino al 2024 il bonus con un incentivo pari al 40% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di colonnine e infrastrutture di ricarica per auto elettriche. Per le persone fisiche, invece, i fondi a disposizione sono pari a 9 milioni di euro. Inoltre, l’installazione di colonnine elettriche è anche uno degli interventi coperti dal Bonus 110%.

Cosa prevedono gli incentivi sull’installazione di motori elettrici?

Gli incentivi fiscali relativi al cosiddetto retrofit sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2022. Con questo termine si intende l’installazione di un motore elettrico al posto di uno termico. Il bonus fiscale previsto è pari al 60% per una spesa massima ammissibile di 3.500 euro

Renault: i piani per il futuro

Renault: ora punta tutto su piattaforme e batterie

Il futuro della Renault si chiama elettrificazione, come annunciato dal ceo del brand francese, Luca De Meo, che ha parlato di “Renaulution”, la rivoluzione con svolta green del marchio.

Già lo scorso anno i transalpini avevano rivelato che la loro strategia avrebbe poggiato su tre punti cardine: carbon neutrality, sicurezza e inclusione per giungere alla neutralità climatica in Europa entro il 2040 e a quella globale entro il 2050.

Grandi investimenti per l’elettrificazione

Gli obiettivi sono ambiziosi e, per centrarli, Renault ha annunciato notevoli sforzi economici. Nei prossimi cinque anni l’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi investirà 23 miliardi di euro, che si vanno a sommare ai 10 miliardi già stanziati negli ultimi dieci anni.

Il piano prevede la nascita di cinque nuove piattaforme in grado di coprire tutti i segmenti di mercato e la creazione, entro il 2030, di una gamma di auto per l’Europa completamente a zero emissioni. La transizione energetica del gruppo francese prevede anche altre novità che affiancheranno i nuovi veicoli.

  • RE-Trofit: retrofitting di modelli del passato;
  • RE-Energy: sviluppo di applicazioni per la seconda vita di batterie e nuove energie;
  • RE-Cycle: riciclaggio e riutilizzo di parti e materiali e infine
  • RE-Start: innovazione e centro di formazione che riunisce tre entità, un centro di innovazione dedicato all’industria 4.0, un campus di formazione e un incubatore dedicato alla ricerca e all’innovazione nell’economia circolare.

Renault: ora punta tutto su piattaforme e batterie 1

I numeri del marchio

Nel 2021 il gruppo ha fatto registrare 46,213 miliardi di euro di fatturato, il 6,3% in più rispetto al 2020. In particolare, il fatturato del settore automobilistico si attesta a 40,404 miliardi di euro, facendo segnare un aumento del 7,1% sul 2020.

Inoltre Renault ha ottenuto un margine operativo positivo di 1.663 milioni di euro (3,6% del fatturato; 4,4% considerando solo il secondo semestre 2021). Nel 2020 si era arrestata a -337 milioni di euro. Il ramo auto, sul margine operativo, ha registrato un aumento, passando da 1.710 a 260 milioni di euro (0,6% del fatturato). Se prendiamo in considerazione tutti gli altri proventi e gli oneri di gestione, il risultato operativo 2021 si è attestato a 1.398 milioni di euro, in calo in confronto ai 1.999 milioni di euro nel 2020.

Renault Mégane E-Tech: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1

La crisi delle materie prime

Il 2021 è stato un anno complicato. Renault è riuscita a compensare l’effetto negativo dovuto all’aumento dei prezzi delle materie prime, ma questo fatto ha pesato sui conti per 468 milioni di euro. E le difficoltà non sembrano essere finite. L’intero settore automotive deve fare i conti con la crisi di chip e semiconduttori che influenzerà negativamente l’attività anche nel 2022, rallentando la produzione, principalmente nel primo semestre. Malgrado questi problemi, Renault per il 2022 prevede di ottenere un margine operativo pari o superiore al 4% (in aumento rispetto al 2021) e un free cash-flow operativo del settore automobilistico pari o superiore al miliardo di euro (nel 2021 era stato di 1,217 miliardi di euro).

Renault Mégane E-Tech: prezzi, dimensioni e prova su strada

Toyota Aygo X: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Dopo il primo capitolo rappresentato dalla più piccola Zoe, con la nuova Mégane E-Tech, Renault apre un nuovo importante capitolo nel suo processo di elettrificazione, puntando su un modello che, dalla sua famosa cugina endotermica, riprende più che altro solo il nome. La nuova elettrica francese è già ordinabile e le prime consegne cominceranno a luglio 2022.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Renault Mégane E-Tech:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 440 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe
 Cv/kW (da) 130/96
 Prezzo (da)

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
Allestimenti
Prova su strada
Perché comprarla
Prezzi

Le misure di Renault Mégane E-Tech la rendono perfetta per competere nel segmento dei Suv di medie dimensioni e la nuova piattaforma CMF-EV rende possibile un’organizzazione intelligente e confortevole dell’abitacolo. Il modello ha infatti una lunghezza di 4,21 metri, che unita a buone misure in larghezza e altezza, rispettivamente pari a 178 e 150 centimetri, regala un’ottima abitabilità interna. Anche la dimensione del passo, lungo 2,7 metri, garantisce un buon livello di comfort a bordo.

Dimensioni
Lunghezza 4.210 mm
Larghezza 1.780 mm
Altezza 1.500 mm
Passo 2.700 mm

Gli interni della nuova Renault Mégane E-Tech prendono fortemente le distanze dall’attuale linguaggio stilistico dei modelli della Losanga. La nuova plancia denominata OpenR ha infatti un’estetica peculiare:  due grandi schermi, il quadro strumenti digitale da 12,3’’ e il touchscreen verticale da 12’’, vengono inseriti in un elemento a forma di L rovesciata, che da dietro il volante finisce al centro della plancia. A bordo sono disponibili servizi d’infotainment OpenR Link compatibile con Android Auto e AppleCar e che include, negli allestimenti Techno e Iconic, l’assistente virtuale di Google, un elementio quest’ultimo, che facilita notevolmente la vita a bordo e l’interazione tra l’uomo e la vettura. Disponibile anche l’update del Firmware Over The Air gratuito per i primi cinque anni.

La nuova elettrica di Renault presenta poi una certa cura nei materiali utilizzati, soprattutto all’interno. Fra le varie opzioni troviamo tessuto, pelle, Alcantara e inserti in Nuo (legno lavorato al laser), capaci di avvolgere ogni passeggero in un ambiente confortevole e accogliente. Una simile attenzione ai dettagli si può apprezzare anche guardando all’illuminazione interna, con luci che cercano idealmente di seguire l’orologio biologico, per questo chiamate Living Lights. A bordo sono presenti anche tanti assistenti di ultima generazione. Degno di nota l’Active Driver Assist, il pacchetto di Adas di Livello 2 avanzato che comprende il Cruise Control Adattivo con Stop & Go e il Lane Keep Assist, così come il limitatore (disinseribile) che adegua la velocità massima dell’auto al tipo di strada percorso, senza spingersi in ogni caso oltre i 160 km/h.

Anche l’aspetto esterno della nuova Renault Mégane E-Tech si caratterizza per originalità e innovazione. Ai tratti stilistici tipici della Casa francese, questa nuova elettrica aggiunge linee e soluzioni estetiche inedite, che traghettano il marchio verso un nuovo linguaggio stilistico. Lo si nota innanzitutto dal taglio dei gruppi ottici Full Led anteriori e Led 3D posteriori.

L’estetica della Megane elettrica non manca poi di una certa sportività, grazie ai grandi cerchi da 20 pollici, in alternativa a quelli da 18, di serie, ma soprattutto grazie alle grandi prese d’aria sui paraurti e ai passaruota bombati. Tutti elementi che, di fatto, assolvono anche a particolari funzioni aerodinamiche, per rendere la vettura quanto più efficiente possibile. La dinamicità che guadagna grazie alla linea curva del tettuccio, sullo falsa riga di una coupé, ha però il suo costo in termini di visibilità dal lunotto, alla quale si rimedia grazie alla presenza dello specchietto posteriore virtuale, dalla grafica sempre chiara e precisa. Inoltre, la Megane E-Tech è anche la prima a sfoggiare il nuovo logo di Renault.

Per il momento Renault ha annunciato due diversi powertrain per la Mégane E-Tech, dotati di motore sincrono singolo, con due livelli di potenza. Il primo, chiamato EV40, può sviluppare fino a 130 CV di potenza e 250 Nm di coppia. Il secondo e più potente EV60 arriva invece a 220 CV e 300 Nm, riuscendo così a coprire lo 0-100 in soli 7,4 secondi. Le batterie LG abbinate sono da 40 kWh nel primo caso e da 60 kWh nel secondo e godono di una maggiore densità energetica rispetto agli altri modelli elettrici di Renault, garantendo una buona efficienza e versatilità.

Grazie ai due tagli di batteria, la nuova Renault Mégane E-Tech promette una buona autonomia, riuscendo infatti a percorrere fino a 450 km con una sola carica, nel caso in cui si scelga la variante con la batteria più grande da 60 kWh. Buoni anche i tempi di ricarica: bastano 30 minuti con colonnina da 130 kW per ricaricare l’equivalente di 300 km di autonomia. Disponibili in aggiunta anche quattro diversi livelli per regolare l’intensità della frenata rigenerativa.

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La nuova Megane elettrica rappresenta un importantissimo punto di svolta per il costruttore francese. Non è il primo modello elettrico per il brand, ma rappresenta quello chiamato a traghettare il marchio in una nuova era a zero emissioni. Abbiamo quindi scelto di metterci al volante della variante più potente della nuova Megane E-tech, ovvero quella che molto probabilmente la farà da padrona nelle vendite nel nostro Paese. A spingerla provvede un motore da 220 CV, alimentato da una batteria agli ioni di litio da 60 kWh, che si dimostra sin da subito molto brillante nell’erogazione. Il merito però non è soltanto dell’unità elettrica, ma anche del profondo lavoro svolto dai tecnici Renault sul fronte del contenimento del peso. L’ago della bilancia, infatti, si ferma ad appena 1.700 kg, un ottimo risultato per un’auto elettrica, che si traduce non solo in ottime prestazioni, ma anche in un’ottimizzazione dei consumi, a tutto vantaggio dell’autonomia.

Toyota Aygo X: prezzo, dimensioni e caratteristiche 10

Convince anche la dinamica di guida che, grazie anche allo schema sospensivo piuttosto ricercato per la categoria costituito da un MacPherson all’anteriore e da un  multilink al posteriore, permette di muoversi tra una curva e l’altra con una buona disinvoltura. A tal proposito, una gommatura più generosa avrebbe aiutato la Megane elettrica a scaricare più facilmente tutta la potenza di cui dispone a terra soprattutto in uscita di curva. Ma i tecnici francesi hanno preferito privilegiare l’efficienza energetica, dotando il modello di ruote piuttosto strette, che limitano di conseguenza l’impronta a terra delle gomme. Ottimo lo sterzo, che con un rapporto di 12:1 non costringe a grandi movimenti nemmeno in manovra. Ma dove la Megane E-Tech eccelle è nel comfort acustico: i tecnici della Losanga hanno messo a punto un inedito sistema fonoassorbente per isolare l’abitacolo dalla batteria sottostante, con il risultato che all’interno della Megane elettrica si viaggia sempre in assoluta souplesse. Non male nemmeno i consumi: nel corso del nostro primo contatto con la vettura, durante il quale abbiamo potuto percorrere circa 200 km tra città, extraurbane e anche un po’ di autostrada, avviamo registrato un consumo medio di circa 17 kWh/100 km.

Sono tre gli allestimenti in cui è possibile scegliere la nuova Renault Megane E-Tech:

  • Equilibre: l’allestimento di accesso alla gamma.
  • Techno: scelta intermedia caratterizzata da una buona dotazione di serie.
  • Iconic: dotato di tutti i più recenti contenuti tecnologici firmati Renault.

Equilibre: il primo, più economico, prevede un interessante equipaggiamento di serie. ABS, AFU e ESP, sette airbag, alzacristalli elettrici impulsionali, assistenza alla partenza in salita, Automatic Emergency Braking System, cambio e-Shifter al volante, cavo di ricarica Modo 3 con presa Tipo 2 cerchi in lega da 18 “ OSTON, climatizzazione manuale, controllo pressione pneumatici, Cruise Control, Dashboard OpenR con Driver Display digitale da 12,3 “ HD e display multimediale 9”, Distance Warning, Driver Attention Alert, E-call, Emergency Lane Keep Assist, Fari full LED anteriori e posteriori con firma luminosa elettrica e indicatori di direzione dinamici anteriori, fireman access, frenata rigenerativa a quattro livelli con palette al volante, freno distanziamento elettrico con funzione Auto-Hold, Hands-free card per apertura-chiusura porte, avviamento motore, animazione, benvenuto e arrivederci, Lane Departure Warning, Lane Keep Assist, Luci diurne a LED, maniglie porte esterne elettriche a scomparsa, paraurti anteriore e posteriore con lama F1 tinta carrozzeria, parking camera posteriore, plancia con rivestimento in tessuto riciclato, due prese USB-C anteriori (ricarica e dati), retrovisori esterni elettrici riscaldabili, retrovisori esterni tinta carrozzeria, sedile conducente regolabile in altezza, sedili posteriori ripiegabili in 1/3-2/3, sensori di parcheggio posteriori, sistema multimediale openR link con display da 9 “, Classic Arkamis Sound System (quattro altoparlanti) con radio DAB, compatibile con Android Auto e AppleCarPlay, Traffic Sign Recognition, volante multifunzione in TEP soft touch, volante regolabile in altezza e profondità.

Techno: la versione Techno amplia l’equipaggiamento: previsti accensione automatica fari e tergicristalli con sensore pioggia, ambient lighting con living lights (48 colori), caricatore smartphone wireless, cerchi in lega da 20 SOREN, climatizzatore automatico bizona, commutazione automatica abbaglianti/anabbaglianti, console centrale alta con vano portaoggetti e bracciolo scorrevole in TEP, cornice finestrini cromata, dashboard openR con Driver Display digitale da 12,3 ” HD e display multimediale 12 “, fari full LED Adaptative vision con funzione fendinebbia integrata, fari posteriori full LED ad effetto 3D filigranato, con indicatori di direzione dinamici, montanti porte esterne nero lucido (shiny black), multi-sense a quattro modalità con comandi vocali e al volante, over speed prevention, plancia e pannelli porte con inserti in alcantara, due prese USB-C posteriori, privacy glass, retrovisore interno elettrocromico, retrovisori esterni tinta tetto, retrovisori esterni elettrici riscaldabili e ripiegabili elettricamente con Puddle Lamp, sedile conducente con regolazione lombare, sedili anteriori riscaldabili, sellerie miste in TEP/tessuto riciclato, shark antenna, sistema multimediale openR link con display da 12 “, Auditorium Arkamis Sound System (sei altoparlanti) con radio DAB, navigazione, servizi Google, compatibile con Android Auto ed Apple Car, vano aperto sotto il display centrale con rivestimento in TEP e doppia impuntura, volante multifunzione in pelle, volante riscaldabile.

Iconic: la versione Iconic, la più cara di tutte, si prsenta anche come la più ricca. Equipaggiamento di serie (da aggiungere o sostituire a quello Techno): cerchi in lega da 20 ” diamantati ENOS, paraurti anteriore e posteriore con lama F1 dorata warm titanium, plancia e pannelli porte con inserti in legno Nuo, sedili anteriori con regolazione elettrica lombare e funzione massaggio, sellerie in pelle enra titanio con impunture warm titanium, sensori di parcheggio anteriori e laterali, sistema multimediale openR link con display da 12 “, Premium Harman Kardon Sound System (otto altoparlanti + un subwoofer) con radio DAB, navigazione, servizi Google, compatibile con Android Auto e Apple CarPlay, tinta bitono (tetto, montante tetto e retrovisori)

  • Qualità dei materiali: l’abitacolo di Mégane E-Tech è particolarmente ecosostenibile grazie all’impiego di diversi materiali riciclati, per i rivestimenti e per la plancia. Anche per questo, a fine vita, il 95% dell’auto sarà riciclabile.
  • Sicurezza: la suite di Adas che equipaggia questa media francese è davvero ampia e aggiornata.
  • Immagine: il design è accattivante e originale. Ha le carte in regola per diventare un modello di stile per le future elettriche di Renault.

Di seguito il listino prezzi della Renault Megane E-Tech aggiornato ad aprile 2022.

Renault Megane E-Tech Prezzo
EV40 130 CV Equilibre 37.100 euro
EV 60 220 CV Equilibre 41.700 euro

 

Incentivi auto 2022: al via con un fondo da 650 milioni di euro

Ecobonus

Dopo tanta attesa arriva finalmente l’ok del governo agli incentivi per l’acquisto di auto nuove con un bonus che, ancora una volta, viene assegnato sulla base del livello di emissioni del veicolo e della presenza o meno di una vettura da rottamare.

Sono stati stanziati ben 650 milioni di euro per far fronte ai nuovi incentivi, che da metà maggio circa potranno essere applicati a qualsiasi tipo di automobile, indipendentemente dal tipo di alimentazione. Quindi, non rientrano soltanto i modelli completamente elettrici o ibridi, ma anche quelli benzina e diesel.

I contenuti del Dpcm

Anche per questa nuova tornata di incentivi, il bonus viene calcolato sulla base del livello di emissioni del veicolo che si intende acquistare. Questo, infatti, viene erogato unicamente per modelli con livelli di emissioni comprese tra 0 e 135 g/km di CO2. Ma non è tutto: per poter accedere agli incentivi, l’auto che si intende acquistare non deve avere un prezzo superiore a 35.000 euro IVA esclusa per modelli con emissioni comprese tra 0 e 20 g/km e tra 61 e 135 g/km e di 45.000 euro sempre IVA esclusa per vetture con emissioni comprese tra 21 e 60 g/km. L’ulteriore sconto previsto se si rottama un’auto usata, invece, si ha nel caso in cui si intenda rottamare un’auto di proprietà da almeno 12 mesi e rientrante nella fascia di omologazione da Euro 0 a Euro 5.

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Fiat 500 elettrica: prezzo, dimensioni e caratteristiche 18

Fascia 0-20 g/km

I modelli che con più facilità rientrano nei nuovi incentivi 2022 sono naturalmente quelli elettrici e plug-in, quelli cioè che rientrano nella fascia di emissioni 0-20 g/km. Per le prime è stato stanziato un fondo di 220 milioni, mentre per le seconde di 225 milioni. Queste vetture hanno accesso ad un bonus di 5.000 euro in caso di rottamazione, che scende a 3.000 euro in caso non si abbia un veicolo usato da rottamare. Il tutto però, con un tetto massimo di spesa di 35.000 euro IVA esclusa.

Top 3 dei modelli che è possibile acquistare nella fascia 0-20 g/km

Cupra Formentor: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

Fascia 21-60 g/km

Il secondo scaglione degli incentivi 2022 è quello rappresentato ad ogni unicamente da alcuni modelli plug-in, in grado di rientrare nella fascia 21-60 g/km di CO2. Per queste vetture lo sconto in caso di rottamazione è di 4.000 euro che scende a 2.000 euro senza rottamazione. Il tutto a fronte di una spesa massima di 45.000 euro IVA esclusa.

Top 3 dei modelli che è possibile acquistare nella fascia 21-60 g/km

Ford Puma ibrida

Fascia 61-135 g/km

Per l’ultimo scaglione, quello con emissioni comprese fra 61 e 135 g/km di CO2, sono stati stanziati 170 milioni di euro. In questa fascia rientrano moltissime vetture con un livello di elettrificazione più leggero, ma anche tanti modelli benzina, diesel, GPL e metano. In questo caso l’incentivo ammonta a 2.000 euro ma solo in caso di rottamazione. Il tutto a fronte di una spesa massima di 35.000 euro IVA esclusa.

Top 3 dei modelli che è possibile acquistare nella fascia 61-135 g/km

Tabella riassuntiva

Ecco lo schema degli incentivi auto 2022.

Emissioni 0-20 g/km 21-60 g/km  61-135 g/km
Limite di spesa 35.000 euro IVA esclusa 45.000 euro IVA esclusa 35.000 euro IVA esclusa
Bonus senza rottamazione 3.000 euro 2.000 euro
Bonus con rottamazione 5.000 euro 4.000 euro 2.000 euro

Toyota GR Corolla: prezzo, dimensioni e caratteristiche

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Ancora fuori, per il momento, dal mercato europeo, Toyota GR Corolla è la versione più prestazionale dell’utilitaria nipponica. Si tratta di un modello pensato per gli appassionati più puri, che non ha ceduto al moderno concetto di elettrificazione puntando su uno scoppiettante motore a benzina da 304 cavalli.

Ecco la scheda tecnica del nuovo Toyota GR Corolla:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio
 Alimentazioni benzina
 Classe
 CV/kW (da) 304/224
 Prezzo (da)

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motorizzazioni
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzo

La GR Corolla è costruita a partire dalla variante a cinque porte presente anche in Italia. Supera i 4,4 metri di lunghezza e si attesta poco sotto gli 1,5 metri di altezza totale, antenna inclusa. La larghezza che sfiora gli 1,9 metri e il passo che supera i 2,6 metri permettono invece una buona abitabilità interna. La nuova sportiva di Toyota può infatti ospitare fino a cinque passeggeri. Dove la GR cambia rispetto alla Corolla normale è nella larghezza, cresciuta di 6 centimetri davanti e 8,5 centimetri dietro per fare spazio alle nuove carreggiate. Di seguito le misure nel dettaglio:

Dimensioni
Lunghezza 4.410 mm
Larghezza 1.850 mm
Altezza 1.455 mm
Passo 2.640 mm

La grinta e la sportività dell’auto sono espresse inequivocabilmente nella carrozzeria, dotata di elementi tipici e caratterizzata da linee nette e decise. Rispetto alla variante a cinque porte commercializzata in Italia, GR Corolla ha paraurti modificati, parafanghi specifici e sfoghi d’aria sui passaruota anteriori. Inoltre, la carreggiata anteriore e posteriore sono state allargate, rispettivamente, di 6 e 8,5 centimetri. Il frontale spicca per il cofano motore specifico in alluminio, mentre il posteriore è dominato dal frande alettone e da tre terminali di scarico.

Il tetto della Circuit Edition è in fibra di carbonio forgiata e contribuisce ad ad abbassare il baricentro della vettura, contenendone il peso. Di profilo, invece, risaltano i cerchi di lega da 18” con pneumatici 235/40. L’assetto sportivo è poi completamente rinnovato grazie alle molle, agli ammortizzatori, alle barre e ai supporti specifici. Le sospensioni posteriori, inoltre, seguono uno schema multilink, mentre l’impianto frenante si compone di dischi anteriori da 355 mm con pinze a quattro pistoncini, e di dischi posteriori da 279 mm dotati di pinze a due pistoncini.

Gli interni della Toyota GR Corolla riflettono quel design sportiveggiante che già si osserva dall’esterno. Aprendo le portiere, ciò che subito salta all’occhio è la leva del cambio a corsa corta, che occupa una posizione ottima per effettuare cambi di marcia rapidi. Il freno di stazionamento è rigorosamente manuale. I sedili, invece, sono decisamente avvolgenti, in pieno stile racing.

Al centro della plancia spicca il display touch da 8″ dedicato all’infotainment Toyota Touch. La sua connettività via smartphone è garantita da Apple CarPlay e da AndroidAuto. Dietro al volante troviamo invece la nuova strumentazione digitale TFT da 12,3”, anch’essa con grafica ispirata alle auto da corsa. Tramite questa è possibile accedere a info specifiche in tempo reale sulla ripartizione della coppia, sulla pressione di sovralimentazione del turbo e sulla marcia inserita.

La Toyota GR Corolla è spinta dal nuovo 3 cilindri turbobenzina da 1.6 litri, potenziato per sviluppare fino a 304 CV e 370 Nm di coppia motrice. Cifre che fanno intuire le ottime prestazioni della vettura, nonostante i dettagli dello scatto da 0 a 100, probabilmente intorno ai 5 secondi, non siano ancora stati ufficializzati. Come la sorella minore, la GR Yaris, la Corolla GR adotta il cambio manuale a sei marce e la trazione integrale GR-Four a ripartizione variabile su triplo schema: 50:50, 60:40 e 70:30.

Per Totota GR Corolla sono disponibili due allestimenti.

  • Core: rappresenta l’allestimento di base, il primo a debuttare.
  • Circuit: arriverà nel 2023 in edizione limitata.

Core: offerta nelle tinte White, Black e Supersonic Red con interni neri e cuciture argento, Toyota Safety Sense, display touch da 8″ Toyota Touch, AndroidAuto, Apple CarPlay, strumentazione digitale TFT da 12,3 pollici, cerchi di lega da 18’’.

Circuit: in più rispetto a Core aggiunge tinta Heavy Metal, il tetto di carbonio forgiato, lo spoiler nero in coda, i sedili sportivi elettrici di pelle sintetica e microfibra Brin Naub con cuciture rosse, il pomello del cambio Morizo, i differenziali anteriori e posteriori Torsen, le pinze dei freni rosse con badge GR, l’impianto audio JBL, i fendinebbia Led e la finitura nero lucido su elementi dei paraurti e dell’alettone posteriore.

    • Prestazioni: il tre cilindri che arriva addirittura a 304 CV, l’assetto tarato a puntino e la trazione integrale con differenziali autobloccanti promettono tanto divertimento.
    • Sicurezza: la nuova GR Corolla garantisce una guida senza pensieri grazie agli Adas del pacchetto Toyota Safety Sense.
    • Equipaggiamento: entrambi gli allestimenti hanno una dotazione ricca e funzionale, sia sul fronte della performance che su quello tecnologico.

Il listino prezzi della Toyota GR Corolla non è ancora disponibile. Ancora non si sa, infatti, se la vettura sarà commercializzata anche in Europa, oltre che in Giappone e Nordamerica.

Certificato di proprietà auto: cos’è e cosa fare se viene smarrito

certificato-di-proprieta

Chi possiede un’auto lo sa benissimo: i documenti da conservare con cura sono numerosi. Tra i più importanti troviamo il certificato di proprietà che, riportando i dati del proprietario del veicolo e attestandone lo stato giuridico, riveste un ruolo primario. Però, fortunatamente, la tecnologia sta venendo in nostro soccorso nel ridurre il numero di “scartoffie” che dobbiamo portare in auto con noi: dal 2015 si è infatti passati al formato digitale di questo documento, che ora non deve più neanche essere conservato a bordo del mezzo.

INDICE
Certificato di proprietà auto: cos’è?
Foglio complementare auto
Certificato di proprietà digitale
Certificato di proprietà cartaceo
Certificato di proprietà online: come richiederlo
Certificato di proprietà auto smarrito: cosa fare?
Certificato di proprietà auto usata

Il certificato di proprietà è un documento rilasciato che riporta il nominativo del conducente dell’autoveicolo e attesta lo stato giuridico attuale del veicolo; viene rilasciato dalle unità territoriali dell’ACI – Pubblico Registro Automobilistico. Ormai dal 2015 questo certificato non è più in formato cartaceo ma digitale. Per questo motivo la sua presenza in vettura non è necessaria per la circolazione su strada. Ad ogni modo deve essere conservato con particolare attenzione dal proprietario del veicolo poiché è fondamentale la sua presentazione in caso di eventuali richieste al Pubblico Registro Automobilistico.

Arriva il Documento Unico per la circolazione e la proprietà

Il foglio complementare auto era il documento che, fino al 1994, attestava  il possesso di un dato veicolo da parte di una persona e ne riportava tutte le informazioni principali. Dal 1994 è stato sostituito dal certificato di proprietà, pertanto è presente soltanto sulle vetture con più di venti anni di età.

La digitalizzazione dei documenti ha coinvolto anche il mondo dell’auto e dal 2015 il certificato di proprietà non è più cartaceo ma digitale. Al momento dell’acquisto di un’auto nuova o usata, verrà rilasciata una ricevuta dell’avvenuta registrazione presso il PRA che conterrà anche il codice di accesso personalizzato con il quale visualizzare online il documento.

Grazie al certificato di proprietà digitale non si corre più il rischio di smarrire il documento e viene garantita una maggiore sicurezza in caso di contraffazione. Inoltre, con il nuovo CdP digitale non è necessario conservare il documento a bordo del veicolo, poiché questo può essere consultato online.Nel caso in cui la ricevuta con il codice d’accesso venga smarrita è possibile chiedere una ristampa gratuita rivolgendosi direttamente allo Sportello Telematico dell’Automobilista che l’ha rilasciata precedentemente.

Tutte le vetture immatricolate dal 1994 sino al mese di ottobre 2015 sono accompagnate dal certificato di proprietà cartaceo. Questo documento, diviso in tre sezioni, riporta i dati relativi al proprietario dell’auto (nome, cognome, codice fiscale, data di nascita e indirizzo di residenza), al veicolo (classe d’uso, tipo d’auto, data di immatricolazione, potenza ed alimentazione) ed eventuali informazioni su fermi amministrativi o gravami fiscali.

Il certificato di proprietà digitale è conservato negli archivi informatici dell’ACI. Pertanto, nel caso in cui se ne volesse scaricare una copia, sarà possibile farlo online grazie all’apposita ricevuta rilasciata al momento dell’acquisto del veicolo.
Ci sono tre modi per richiedere una copia del CdP digitale. Il primo e il più facile è quello di inquadrare il QR code presente sulla ricevuta: in questo modo verrà il documento verrà automaticamente aperto sul telefono. In alternativa, ci si può collegare al sito web indicato sempre nella ricevuta di acquisto e, inserendo il codice fornito, scaricare il documento. Infine, è possibile visionare il proprio CdP digitale tramite il portale ACI, grazie al servizio “consulta il certificato di proprietà digitale”.

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Se si dovesse smarrire la ricevuta del CdP digitale si potrà chiederne la ristampa gratuita allo Sportello Telematico dell’Automobilista che in precedenza ha rilasciato la ricevuta. Se lo smarrimento ha invece ad oggetto il certificato di proprietà cartaceo si potrà richiedere il rilascio del duplicato all’unità territoriale dell’ACI – Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

Per ottenere il duplicato del CdP cartaceo si dovrà presentare: la denuncia di furto, smarrimento o distruzione del certificato di proprietà resa alle autorità di Polizia o dichiarazione sostitutiva di resa denuncia; il modello NP3C, in doppio originale, compilato e sottoscritto dall’intestatario; la fotocopia di un documento di identità dell’intestatario. I costi per ottenere il duplicato presso gli uffici della Motorizzazione Civile si aggirano sui 40 euro, a cui viene aggiunta una tariffa nel caso ci si rivolga ad un’agenzia auto privata.

In caso di acquisto di un’auto usata si potrà entrare in possesso del certificato di proprietà digitale soltanto dopo l’autentica della firma del venditore sull’atto di vendita e la successiva registrazione del passaggio di proprietà presso il PRA. Prima dell’acquisto è sempre opportuno verificare il certificato di proprietà per riscontrare la corrispondenza dei dati anagrafici e delle specifiche tecniche con quelli relativi al venditore ed all’auto, nonché accertarsi dell’assenza di gravami fiscali.

LEGGI ORA: Patente, revisione, collaudo, RC Auto: tutte le novità del decreto Cura Italia per gli automobilisti

Cose da sapere

Cos’è il certificato di proprietà auto?

Il certificato di proprietà è il documento che attesta lo stato giuridico attuale del veicolo ed è rilasciato dalle unità territoriali dell’ACI – Pubblico Registro Automobilistico.

Ormai dal 2015 non è più cartaceo ma digitale e la sua presenza in vettura non è necessaria per la circolazione su strada.

Come avere il certificato di proprietà auto digitale?

La digitalizzazione dei documenti ha coinvolto anche il mondo dell’auto e dal 2015 il certificato di proprietà non è più cartaceo ma digitale. Al momento dell’acquisto di un’auto nuova o usata, verrà rilasciata una ricevuta dell’avvenuta registrazione che conterrà anche il codice di accesso personalizzato con il quale visualizzare online il documento.

Cosa fare se si smarrisce il certificato di proprietà auto?

Se, si dovesse smarrire il certificato di proprietà cartaceo si potrà richiedere il rilascio del duplicato all’unità territoriale dell’ACI – Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Se lo smarrimento ha invece ad oggetto la ricevuta del CdP digitale si potrà chiedere la ristampa allo Sportello Telematico dell’Automobilista che in precedenza ha rilasciato la ricevuta.

Per ottenere il duplicato si dovrà presentare: la denuncia di furto, smarrimento o distruzione del certificato di proprietà cartaceo resa alle autorità di Polizia o dichiarazione sostitutiva di resa denuncia; il modello NP3C, in doppio originale, compilato e sottoscritto dall’intestatario; la fotocopia di un documento di identità dell’intestatario. I costi per ottenere il duplicato del certificato di proprietà sono di circa 40 euro, con variazioni in base a chi ci si rivolge.

 

 

Sospensione della patente: i motivi e come fare per riaverla

sospensione patente

Entrare in possesso della patente è un momento che segna un traguardo di autonomia ed indipendenza: per questo è bene ricordarsi sempre di rispettare scrupolosamente le norme del Codice della Strada. Infatti, la violazione di alcune norme prevede non solo una multa, ma anche la sospensione e, in casi più gravi, il ritiro del documento di guida.

INDICE
Che cosa significa sospensione della patente?
Sospensione delle patente, quali sono i motivi?
Cause sospensione della patente: velocità eccessiva
Ritiro patente per incidente
Sospensione patente per stato di ebbrezza
Sospensione patente per recidiva
Sospensione patente neopatentati
Durata sospensione patente
Come riavere la patente dopo la sospensione
Ricorso sospensione patente
Restituzione patente dopo sospensione

La sospensione della patente è una misura che può essere disposta a seguito della violazione del Codice della Strada o in seguito alla perdita dei requisiti psicofisici necessari alla guida. Quando la patente viene sospesa non ci si può mettere alla guida o si rischiano multe salate, la revoca del documento e il fermo del veicolo. Oltre a ciò, se si guida con la patente sospesa e questa viene revocata, bisogna aspettare due anni per richiederne una nuova.

Come abbiamo accennato, la sospensione della patente di verifica in due casi:

  • Quando la violazione di una norma del Codice della Strada comporta, oltre alla multa, la sanzione accessoria della sospensione della patente per un periodo di tempo determinato.
  • Quando viene attestata la perdita dei requisiti psicofisici richiesti per la guida; in questo caso la sospensione perdura fino a quando l’interessato non produce la certificazione della commissione medica locale che certifica il recupero dei citati requisiti.

Di seguito potete trovare nel dettaglio i casi nei quali una violazione del Codice della Strada comporta anche la sospensione della patente di guida.

Il nostro Codice della Strada prevede la sospensione patente da 1 a 3 mesi  per chi supera il limite di velocità di 40-60 km/h; la sanzione accessoria è aumentata per i neopatentati per i quali la sospensione va dai 3 ai 6 mesi. Nell’ipotesi di superamento del limite di velocità di oltre 60 km/h è prevista la sospensione per un periodo che va dai 6 ai 12 mesi. Qualora si compia una recidiva di quest’ultima infrazione sarà disposta la revoca della patente.

Anche in caso di incidenti reiterati, specialmente nel caso comportino lesioni per altre persone, si può incorrere nella sospensione della patente. Qualora un conducente abbia provocato per la seconda volta nel giro di due anni un incidente con gravi danni ai veicoli per non aver mantenuto la distanza di sicurezza, è prevista la sospensione della patente per incidente da 1 a 3 mesi.

Invece, la durata della sospensione è diversa se dal sinistro derivano lesioni personali colpose: in questo caso, si va da 15 giorni a 2 anni. Ancora più pesante la sanzione se nell’incidente si commette un omicidio colposo: la sospensione può arrivare a 4 anni.

Mettersi alla guida dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo non è mai una buona idea e se si viene fermati per in stato di ebbrezza viene disposta la sanzione accessoria della sospensione patente.

La durata della sospensione va dai 3 ai 6 mesi qualora il tasso alcolemico sia compreso tra 0,5 e 0,8 g/l. Se un conducente con questi valori del tasso alcolemico provoca un incidente, allora la sospensione della patente durerà 2 anni.

Più aspre le sanzioni se i valori sono superiori a 0,8 e inferiori a 1,5 g/l: in questo caso è prevista la sospensione patente da 6 mesi a 1 anno. Infine, se il tasso alcolemico è superiore a 1,5 g/l è prevista la sospensione della patente di guida da 1 a 2 anni.

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Un’ipotesi particolare di sospensione della patente si verifica in caso di recidiva, ovvero quando il conducente commette due violazioni uguali nel corso di un biennio: in questo caso la durata della sanzione varia a seconda della norma violata due volte.

Ad esempio, nell’ipotesi di recidiva nel superamento dei limiti di velocità tra 40 e 60 Km/h è prevista la sospensione della patente di guida per un periodo che va dagli 8 ai 18 mesi, mentre se la recidiva avviene per aver superato di oltre 60 Km/h i limiti di velocità sarà prevista la revoca e non la sospensione della patente.

Sanzioni ben più severe sono previste per i neopatentati, ovvero coloro che siano in possesso della patente di guida da meno di 3 anni, che violino il dettato del Codice della Strada. In caso di superamento dei limiti di velocità, per questa categoria è prevista la sospensione della patente dai 3 ai 6 mesi; in caso di recidiva, inoltre, la sospensione della patente di guida dura per un periodo andrà da 8 a 18 mesi.

Vale poi il criterio della tolleranza zero per quanto riguarda la guida in stato di ebbrezza ed anche un valore dello 0,1% del tasso alcolemico comporterà la sospensione della patente, con una durata della sanzione variabile a seconda dei valori del tasso alcolemico. Anche in questo caso, però, con valori oltre a 1,5 g/l si incorre nella revoca del documento di guida. Inoltre, i neopatentati con tasso alcolemico che supera gli 0,81 g/l compiono anche un reato penale, per il quale è previsto l’arresto fino a 6 mesi.

Non esiste un termine unico per la durata della sospensione della patente, ma questo viene stabilito dal nostro Codice della Strada a seconda dell’infrazione commessa. Qui trovate una piccola sintesi di quanto dura la sospensione a seconda delle principali infrazioni:

Superamento del limite di velocità di più di 40 Km/h Da 1 a 3 mesi (da 3 a 6 per neopatentati)
Superamento del limite di velocità di più di 60 Km/h Da 6 a 12 mesi
Guida in stato di ebbrezza Da 3 a 6 mesi con tasso alcolemico fra 0,5 e 0,8 g/l

Da 6 mesi a 1 anno con tasso alcolemico fra 0,8 e 1,5 g/l

Da 1 a 2 anni con tasso alcolemico maggiore di 1,5 g/l

Non dare precedenza o circolare contromano Da 1 a 3 mesi
Guida in caso di assunzione stupefacenti Da 1 a 2 anni
Guida in stato di ebbrezza e si provoca un incidente 2 anni
Guida senza patente o documenti validi Da 3 a 12 mesi
Passaggio con semaforo rosso Da 1 a 3 mesi
Non fermarsi dopo aver provocato incidente Da 15 giorni a 5 anni a seconda della gravità

Per ottenere la patente dopo la sospensione, al termine del periodo indicato, si potrà contattare l’ufficio preposto per sapere se la patente di guida è disponibile per il ritiro. Se, invece, si ritiene che la sanzione accessoria non sia stata applicata correttamente si può scegliere di presentare ricorso.

Si può presentare ricorso contro la sospensione della patente presso  il Prefetto o presso il Giudice di Pace. Nel primo caso il ricorso dovrà essere presentato entro sessanta giorni dalla notifica della sospensione patente, mentre nel secondo i termini sono ridotti alla metà e sono di 30 giorni dalla notifica. In caso di sospensione della patente l’agente accertatore sarà obbligato ad inviare entro 5 giorni il documento di guida al prefetto allegando anche il verbale. Dal momento in cui il prefetto riceve la documentazione la notifica della sospensione deve avvenire entro i 15 giorni successivi.

In caso di ricezione della notifica sospensione patente dopo 20 giorni il provvedimento non sarà valido e ci si potrà appellare al prefetto per la restituzione del documento di guida o rivolgersi al Giudice di Pace.

Al termine del periodo di sospensione fissato, la patente viene restituita da parte dell’organo incaricato della notifica del provvedimento sanzionatorio. Sul sito prefettura.it, utilizzando la procedura ” Dov’è la mia patente “, sarà possibile ottenere informazioni su dove e quando poterne rientrare in possesso.

La patente può essere ritirata dal titolare o da un delegato munito di delega scritta e fotocopia del documento di identità del delegante.

Cose da sapere

Cosa significa sospensione della patente?

La sospensione della patente può essere sia una sanzione accessoria a seguito di una violazione del Codice della Strada (oltre alla multa), oppure può verificarsi in concomitanza con la perdita dei requisiti psicofisici richiesti per la guida.

Quali sono le motivazioni per le quali la patente può essere sospesa?

I casi specifici per i quali può essere disposta la sospensione della patente sono: guida in strato di ebbrezza, superamento dei limiti di velocità, recidiva di una violazione del Codice della Strada, aver provocato per la seconda volta nel giro di due anni un incidente con gravi danni ai veicoli per non aver mantenuto la distanza di sicurezza.

Quanto dura la sospensione della patente?

Non esiste un termine unico per la sospensione della patente, ma questo viene stabilito dal nostro Codice della Strada a seconda dell’infrazione commessa.

Come si fa ricorso contro la sospensione della patente?

Il ricorso contro la sospensione della patente può essere rivolto al Prefetto, entro 60 giorni dalla notifica di sospensione, oppure al Giudice di Pace, entro 30 giorni dalla notifica.

Come si può riavere la patente dopo il periodo di sospensione?

Al termine del periodo di sospensione fissato, la patente viene restituita da parte dell’organo incaricato della notifica del provvedimento sanzionatorio.

Come superare l’esame della patente: tutti i consigli e trucchi

Consigli quiz patente

Prepararsi per l’esame di teoria per la patente crea sempre una certa apprensione. Si può essere degli ottimi conducenti dotati di grandi doti di guida, ma se non si conoscono le norme che regolamentano la guida su strada rimarrà una chimera poter conseguire la patente. Esistono però dei trucchi per il quiz patente, o per meglio dire dei consigli, da seguire per superare senza stress l’esame.

INDICE
Esame della patente ed emergenza Covid-19
Trucchi quiz patente: le parole rivelatrici
Come superare l’esame di guida teorico: i trabocchetti da riconoscere
Come superare l’esame teorico della patente: attenzione ai sinonimi
Trucchi quiz patente per riconoscere i segnali
Come superare l’esame di guida: consigli pratici per la preparazione

L’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia da COVID-19 ha avuto un impatto anche sui termini previsti originariamente per sostenere l’esame di teoria. A causa di “ingorghi burocratici” causati dalla chiusura temporanea degli uffici della Motorizzazione Civile e dall’impossibilità di lavorare in presenza, è stato prorogato il termine per superare l’esame di teoria della patente.

In particolare, chi ha presentato la domanda per sostenere l’esame di teoria tra il primo gennaio 2021 e il 31 marzo 2022 ha tempo un anno, invece dei soliti 6 mesi, per sostenere l’esame, a decorrere dalla data di accettazione della domanda. Per le domande presentate dopo la fine di marzo 2022, vista la conclusione dello stato di emergenza sanitaria, si ritorna invece alle normali scadenze: si hanno 180 giorni per sostenere l’esame a decorrere dalla data di presentazione e accettazione della domanda.

C’è anche un’altra novità comportata dalla fine dello stato di emergenza: a partire dal 1° aprile 2022 non è più necessario il green pass per accedere ai pubblici uffici. Quindi, trattandosi gli esami teorici della patente di guida di atti pubblici, anche per questi decade l’obbligo di pass vaccinale.

Per essere certi di superare senza intoppi l’esame di teoria esistono dei trucchi da tenere sempre a mente, che possono guidare nella soluzione del quiz.

Ad esempio, se nel testo sono presenti domande contenenti le parole “mai”, “sempre”, “solo”, “comunque”, “in ogni caso”, allora nella maggior parte dei casi la risposta sarà falsa. Quando invece vi trovate davanti le parole “reato”, “sostituisce” e “segnale complementare” le domande saranno tendenzialmente vere, così come nel caso in cui nel quesito siano presenti due negazioni.

Ancora, se nella domanda sono presenti le parole “spinterogeno”, “luci d’ingombro”, “cerchi”, “cerchioni”, “provincia”, “albero di trasmissione”, “coppa”, “denso”, “fluido”, la risposta giusta sarà probabilmente “falso”.

Nell’esame della patente sono frequenti le domande trabocchetto. Oltre alle parole indicate sopra, da tenere a mente per andare a colpo sicuro con la risposta corretta, si dovrà fare attenzione non soltanto all’utilizzo del plurale e del singolare nel quesito, ma anche all’utilizzo di sinonimi che possono far cadere in errore.

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Come accennato, al momento di sostenere il quiz dell’esame di guida teorico è fondamentale ricordarsi di alcuni termini presenti nelle domande che possono sembrare simili ma che non sono sinonimi tra loro. Esempi eccellenti sono, ad esempio, le parole “carreggiata” e “corsia“, ma anche termini come “attraversamento ferroviario” e “attraversamento tranviario”, “attraversamento pedonale (o ciclabile)” e “passaggio pedonale (o ciclabile)”, “freno a mano” e “freno di servizio“.

Ricordate poi che qualora nella domanda sia presente la parola “ovvero” questa è sempre intesa nel suo significato avversativo, quindi nel senso di  “oppure” e non “cioè”.

I segnali stradali sono centinaia, ma esistono alcuni piccoli suggerimenti che consentiranno di memorizzarli senza difficoltà. In particolare, può essere utile catalogare i segnali in base alla loro forma.

Quelli di forma circolare possono indicare un divieto o un obbligo: se hanno il bordo rosso, lo sfondo bianco e il simbolo nero allora ci troviamo davanti a segnali di divieto, se sono bianchi su sfondo blu indicano invece obbligo. I segnali di forma triangolare, invece, indicano pericolo: infatti, i segnali di precedenza sono normalmente triangolari. Esistono però delle eccezioni a quest’ultima regola: esempio emblematico è il segnale di stop, dalla caratteristica forma ottagonale per distinguerlo da tutti gli altri.

quiz patente

A prescindere dai trucchi che abbiamo indicato in precedenza per superare l’esame teorico della patente, che possono rivelarsi utili in situazioni di dubbio o difficoltà, il consiglio migliore che possiamo fornire è quello di esercitarsi senza sosta così da arrivare pronti e preparati il giorno dell’esame.

Online sono presenti numerosi siti che consentono di simulare il quiz della prova teorica, ma è anche possibile acquistare e consultare manuali cartacei così da avere sempre a disposizione un ottimo alleato per prepararsi.

Cose da sapere

Quali sono le parole da riconoscere nelle domande della patente per non sbagliare risposta?

Se nel testo della domanda sono presenti le parole “mai”, “sempre”, “solo”, “comunque”, “in ogni caso”, nella maggior parte dei casi la risposta sarà falsa, mentre se sono presenti le parole “reato”, “sostituisce” e “segnale complementare” le domande saranno vere così come se nella domanda saranno presenti due negazioni. Ancora, se nella domanda sono presenti le parole “spinterogeno”, “luci d’ingombro”, “cerchi”, “cerchioni”, “provincia”, “albero di trasmissione”, “coppa”, “denso”, “fluido”, la risposta corretta sarà falsa.

Quali sono i sinonimi ai quali prestare attenzione nei quiz della patente?

Tra i trucchi quiz patente da tenere a mente è fondamentale ricordarsi di alcuni termini presenti nelle domande che possono sembrare simili ma che non sono sinonimi come, ad esempio, carreggiata e corsia; attraversamento ferroviario e attraversamento tranviario, attraversamento pedonale (o ciclabile) e passaggio pedonale (o ciclabile), freno a mano e freno di servizio. Ricordate poi che qualora nella domanda sia presente la parola “ovvero” questa significa oppure e non cioè, così come il “carrello appendice” non è mai la risposta esatta.

Quali sono i trucchi per riconoscere i segnali nei quiz della patente?

I segnali stradali sono centinaia, ma esistono alcuni piccoli suggerimenti che consentiranno di memorizzarli senza difficoltà. I segnali di forma triangolare indicano pericolo; quelli di forma circolare indicano un divieto o un obbligo, a seconda se abbiano il bordo rosso, lo sfondo bianco e il simbolo nero (segnali di divieto) oppure siano bianchi su sfondo blu (obbligo), mentre i segnali di precedenza sono normalmente triangolari, anche se non tutti: esempio emblematico è il segnale di stop, addirittura ottagonale.

Impianto GPL: costi, durata e manutenzione

impianto gpl

Il prezzo dei carburanti al distributore può cambiare in fretta, e di molto. Tuttavia, uno dei carburanti che, ad oggi, sembra meno soggetto alle fluttuazioni del mercato è il GPL, quindi, l’acquisto di un’auto a GPL si rivela spesso la soluzione ideale per contenere i costi alla pompa. Nonostante un pieno di gas convenga rispetto a un rifornimento di benzina o diesel, tuttavia, bisogna pensare anche alle spese di manutenzione. Questo articolo spiega come farlo.

INDICE
Impianto GPL: come funziona
Installazione impianto GPL
Costo impianto GPL
Impianto GPL: a chi conviene?
Impianto gpl auto diesel
Manutenzione auto GPL e revisione: info e costi
Quando dura l’impianto gas auto?

Le vetture alimentate a GPL sono dotate di una bombola con funzione di serbatoio. All’interno di questo è contenuto il gas che viene vaporizzato allo stato liquido tramite un vaporizzatore: la sigla sta appunto per Gas di Petrolio Liquefatto. Il GPL, quindi, viene inviato a degli ugelli posti a monte del collettore di aspirazione del sistema di regolazione dell’acceleratore che provvede alla regolazione della quantità di miscela GPL-aria in entrata.

Per installare un impianto GPL ci si dovrà rivolgere necessariamente ai centri specializzati presenti su tutto il territorio nazionale. Questi si accerteranno del corretto funzionamento dell’impianto elettrico e dell’accensione prima di procedere all’operazione.  Il serbatoio del GPL andrà posizionato nel vano bagagli, ma qualora questo abbia forma toroidale è possibile piazzarlo nel vano dedicato alla ruota di scorta così da non sottrarre capacità di carico.

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L’installazione di un impianto GPL può essere effettuata su tutte le vetture a benzina. I costi variano a secondo della tipologia di motore, del marchio dell’auto e dell’omologazione del propulsore.  La forbice di prezzo va da un minimo di 800 euro sino ad un massimo di 1.800 euro. Scopriamo in dettagli:

  •  800 € per un’auto a carburatore o iniezione Euro 0 o  1;
  • 1.200 € per un’auto a iniezione con controllo della carburazione Euro 0 o 1;
  • 1.700 € per un’auto catalizzata con sistema a iniezione gassosa;
  • 2.000 € per un’auto catalizzata con impianto a iniezione sequenziale.

Questi prezzi non comprendono extra per il serbatoio toroidale, pari a circa 100 €, per l’indicatore di livello (50 €), e per il collaudo (130 €). Inoltre, dal momento che l’installazione richiederà, in un’officina specializzata, circa 3 giorni, occorre considerare il costo di un’auto a noleggio per la sostituzione in caso di necessità.

auto gpl usate
auto gpl usate

Impianto GPL a 450 €: è possibile?

450€ rappresenta solitamente il costo della sostituzione decennale della bombola GPL. E’ possibile invece installare un impianto nuovo allo stesso prezzo? Come abbiamo visto, il prezzo dell’installazione va dagli 800€ ai 2.000€. Nel caso in cui si possegga un automobile con sistema di iniezione Euro 0 o Euro 1 e si abbia il tempo e la pazienza di ricercare occasioni sulla rete, accettando anche impianti di seconda mano, 450€ diventa un prezzo difficile, ma raggiungibile.

A fronte di una spesa comunque importante per l’installazione, l’impianto GPL si rivela particolarmente indicato per tutti quegli automobilisti che devono percorrere decine di migliaia di Km l’anno e vogliono tenere sotto controllo i costi del carburante. Se non si dà troppa importanza alle prestazioni dell’auto, e si hanno punti di rifornimento comodi, è decisamente una scelta da tenere in conto.

Considerando come le vetture possono circolare anche nei centri storici in caso di blocco del traffico, l’installazione dell’impianto GPL si rivela una scelta vincente anche nei confronti delle vetture dotate di motore diesel.

Infine, il GPL può convenire anche all’ambiente. Dal momento che è un carburante povero di zolfo, produce meno residui di combustione, riducendo così l’impatto sull’inquinamento atmosferico.

È possibile procedere all’installazione di un impianto GPL anche su vetture diesel, specie quando si tratta di autobus o camion. D’altronde, questa è una scelta davvero poco diffusa fra gli automobilisti, dato che con questa tipologia di alimentazione solamente il 20/30% del carburante è costituito da GPL, mentre il restante è gasolio. I consumi, di conseguenza, saranno sempre contenuti, ma non come quelli previsti per la classica alimentazione a benzina.

La manutenzione dell’impianto GPL è fondamentale per fare in modo che il sistema funzioni sempre correttamente senza compromettere le prestazioni della vettura. Si dovranno quindi sempre tenere puliti gli iniettori e la loro pulizia potrà avvenire sia smontandoli manualmente che tramite additivi chimici che elimineranno lacche, depositi solforosi, ammoniaca, inquinanti e altri residui incombusti legati alla scarsa qualità del GPL utilizzato.

Per l’impianto GPL non è prevista revisione, ma le bombole devono essere sostituite dopo 10 anni di utilizzo dalla data del collaudo in caso di installazione successiva alla prima immatricolazione, mentre dopo 10 anni dalla prima immatricolazione in caso di allestimento originario e previsto sulla carta di omologazione.

Non esiste una durata prestabilita per l’impianto GPL auto, mentre l’unica scadenza che possiamo fornire è quella relativa alla sostituzione delle bombole che, come detto in precedenza, deve avvenire ogni 10 anni. Ad ogni modo una manutenzione accurata consentirà di poter prolungare l’utilizzo dell’impianto per molto tempo.

auto gpl usate
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Cose da sapere

Come installare un impianto GPL auto?

Per installare un impianto GPL ci si dovrà rivolgere necessariamente ai centri specializzati presenti su tutto il territorio nazionale. Questi si accerteranno del corretto funzionamento dell’impianto elettrico e dell’accensione prima di procedere all’operazione.

Quanto costa installare un impianto GPL auto?

L’installazione di un impianto GPL può essere effettuata su tutte le vetture a benzina. I costi variano a secondo della tipologia di motore e vanno da un minimo di 800 euro sino ad un massimo di 2.000 euro.

A chi conviene installare l’impianto GPL auto?

L’impianto GPL si rivela particolarmente indicato per tutti quegli automobilisti che devono percorrere decine di migliaia di Km l’anno e vogliono tenere sotto controllo i costi del carburante.

Si può installare un impianto GPL su un auto diesel?

È possibile procedere all’installazione di un impianto GPL anche su vetture diesel, ma questa è una scelta davvero poco diffusa dato che con questa tipologia di alimentazione solamente il 20/30% del carburante è costituito da GPL, mentre il restante è gasolio.

Come funziona la manutenzione di un impianto GPL auto?

Si dovranno sempre tenere puliti gli iniettori e la loro pulizia potrà avvenire sia smontandoli manualmente che tramite additivi chimici che elimineranno lacche, depositi solforosi, ammoniaca, inquinanti e altri residui incombusti legati alla scarsa qualità del GPL utilizzato.

Vendita auto tra privati: come fare e i documenti necessari

Vendere un’auto usata: tutti i passaggi da seguire

Per vendere un’auto usata ad un privato è importante seguire alcuni passi fondamentali, per evitare di commettere errori e incorrere in diversi problemi. In questa piccola guida, vi spieghiamo punto per punto tutto quello che bisogna fare per concludere la vendita nel modo migliore.

In particolare, abbiamo dettagliato tutto il percorso che va dallo stabilire il prezzo del veicolo che si vuole vendere, fino alle pratiche necessarie per concludere l’affare, passando per i possibili metodi di pagamento e le operazioni di autentica delle firme.

INDICE
 Vendere un’auto usata: stabilire il giusto prezzo
Atto di vendita auto: che cos’è?
 Vendita auto da privato a privato: il pagamento
 Vendita auto tra privati: l’autentica delle firme
  I documenti per vendere l’auto e le pratiche necessarie

Per evitare di mettere in vendita la propria vettura ad un prezzo troppo alto, o troppo basso, è sempre importante effettuare una corretta valutazione dell’auto. Per questa ragione è sempre opportuno compiere un confronto il proprio veicolo con gli annunci presenti sui vari siti dedicati facendo particolare attenzione non solo all’anno di produzione, ma anche alla motorizzazione, ai chilometri percorsi ed agli optional. Ricordate, infine, che una documentazione completa relativa agli interventi di manutenzione potrà essere una carta in più da giocare per alzare il prezzo nella trattativa.

L’atto di vendita è il documento che attesta l’avvenuta vendita del mezzo e che riporta gli estremi di identificazione del venditore e dell’acquirente e la somma versata per l’acquisto dell’auto. Acquirente e venditore, alla conclusione della compravendita, devono obbligatoriamente redarre quest’atto in una delle seguenti forme:

  • una dichiarazione unilaterale di vendita con firma autenticata del venditore, in bollo, redatta sul retro del Certificato di Proprietà cartaceo o digitale;
  • atto di vendita in bollo redatto in forma bilaterale, con firma autenticata sia del venditore sia dell’acquirente;
  • atto pubblico, o sentenza in copia conforme all’originale, in bollo.

ACQUISTARE UN’AUTO USATA: SCARICA LA CHECKLIST

Momento fondamentale per concludere la trattativa è quello del pagamento. Possono essere proposte dall’acquirente differenti soluzioni, ma quella preferibile è sempre l’assegno circolare. Una volta incassato potrete consegnare chiavi e documenti all’acquirente e concludere così la trattativa senza preoccupazioni.

Per tutelare degli interessi del compratore, affinché l’atto di vendita risulti valido è necessario che venga fatta l’autentica della firma del venditore.

Questa operazione può essere effettuata recandosi allo Sportello Telematico dell’Automobilista presente presso le unità territoriali ACI oppure rivolgendosi a notai, funzionari della Motorizzazione Civile, funzionari degli uffici comunali o titolari degli studi di consulenza automobilistica aderenti allo sportello telematico.

A seconda della modalità scelta per autenticare le firme si possono pagare prezzi diversi per l’operazione: la soluzione più economica è solitamente quella di rivolgersi al proprio comune, dove è necessario pagare solo i diritti di segreteria per pochi centesimi.

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I documenti per vendere l’auto e le pratiche necessarie/sta_anchor]

Al fine di completare correttamente la vendita dell’auto è fondamentale che siano presenti tutti i documenti richiesti: certificato di proprietà dell’auto in formato cartaceo o digitale, carta di circolazione o fotocopia, atto di vendita, documento di identità dell’acquirente e codice fiscale, permesso di soggiorno valido se chi compra è un cittadino extracomunitario ed eventuale delega se la procedura viene svolta da personale incaricato.

Tutti questi documenti dovranno essere presentati presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista insieme al modulo NP3C per la nota di presentazione al PRA, ed al modulo TT2119 per la richiesta di aggiornamento della carta di circolazione.

Cose da sapere

Come si vende un’auto usata?

Per vendere un’auto usata in modo facile e veloce basta seguire alcuni semplici passaggi: stabilire il prezzo, fotografare l’auto per inserire le foto nell’annuncio,  accordarsi per la forma di pagamento, procedere con atto di vendita e autentica delle firme e infine procedere con il passaggio di proprietà.

Come si stabilisce il prezzo di un’auto usata?

Per stabilire il prezzo corretto di un’auto usata è opportuno fare un confronto con i centinaia di siti dedicati dove poter controllare i prezzi di mercato in base all’anno di immatricolazione, i chilometri percorsi e le condizioni generali. Sarà possibile chiedere un prezzo maggiore qualora sia presente una documentazione impeccabile.

Dove si autenticano le firme per l’atto di vendita?

Questa pratica può essere espletata presso i funzionari degli Uffici Provinciali dell’ACI che gestisce il P.R.A., oppure presso notai, funzionari della Motorizzazione Civile, funzionari degli uffici comunali o titolari degli studi di consulenza automobilistica aderenti allo sportello telematico.

Come si registra il passaggio di proprietà dell’auto?

il passaggio di proprietà si effettua presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista così da ottenere immediatamente il rilascio dei documenti e l’aggiornamento automatico degli archivi del Pubblico Registro Automobilistico e della Motorizzazione Civile.