L’abbiamo detto tante volte: l’autonomia è la vera e propria chiave del successo di un’auto elettrica. Tutto sulle auto a batteria ruota intorno al concetto di efficienza e ogni elemento, non solo del powertrain, viene studiato e sviluppato per raggiungere il massimo livello di performance possibile in termini di contenimento dei consumi. Basti pensare che le gomme da sole, possono incidere fino all’8% sull’autonomia di un’auto elettrica. Del resto, a consumare non sono soltanto i motori, ma anche i servizi, come il riscaldamento.
Sfruttare la colonnina
Riscaldare l’abitacolo di un’auto elettrica durante i mesi invernali comporta un notevole consumo di energia che viene utilizzata, ovviamente, a discapito dell’autonomia. Ma un modo per ovviare a questo problema c’è: quello più semplice è rappresentato da avviare il preriscaldamento dell’abitacolo mentre la vettura è in carica. In questo modo l’energia necessaria per far funzionare il sistema di riscaldamento viene presa dalla colonnina e non dalla batteria. Oppure, scegliere un modello dotato di pompa di calore.
Come funziona
Questo sistema è infatti in grado di utilizzare lo stesso calore generato dall’automobile nel suo funzionamento, per riscaldare l’abitacolo. Così facendo, il sistema è in grado di riscaldare gli occupanti, senza andare ad inficiare sull’autonomia della vettura. La pompa di calore è costituita da tre elementi: un compressore, un evaporatore e un condensatore. Il sistema è in grado di “raccogliere” il calore generato non soltanto dalla batteria e dai motori elettrici, ma anche dal caricatore di bordo e l’inverter. Il calore viene quindi utilizzato per scaldare il liquido refrigerante e portarlo allo stato gassoso. Il gas così ottenuto viene gestito dal condensatore che lo riporta nuovamente allo stato liquido. In questa fase, il refrigerante genera energia termica che viene raccolta dalla pompa di calore che la usa infine per scaldare l’abitacolo su richiesta.
Quando si parla della regina delle berline il pensiero non può non ricadere sulla Fiat Panda, la berlina più venduta in Italia. La piccola della Casa torinese, giunta alla sua terza generazione, è stata ora sottoposta ad un restyling che non ne ha cambiato tanto l’aspetto quanto i contenuti. Debuttano ora nuovi allestimenti e negli interni fa un grande passo avanti l’infotainment. Ecco come è fatta.
Di seguito ecco la scheda tecnica della Fiat Panda:
Dopo l’aggiornamento della gamma dello scorso anno, con l’arrivo a listino delle versioni Sport e City Life, nel 2022 la famiglia della Fiat Panda si amplia accogliendo il nuovo allestimento Red. Come su altri modelli del costruttore torinese, questo speciale allestimento si riconosce per l’estetica derivata dalle versioni cross e per la carrozzeria di colore rosso e per la presenza del filtro dell’aria ad alta efficacia per l’abitacolo e del trattamento antimicrobico di tutti gli arredi interni.
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Grazie alla partnership con Garmin, il listino di Fiat Panda si arricchisce di una nuova variante con caratterizzazione estetica dedicata, abbinabile al propulsore hybrid 1.0 da 70 CV, che dà in omaggio anche lo smartwatch Garmin. Salta subito all’occhio la livrea metallizzata verde Foresta, offerta esclusivamente con questo allestimento, abbinata ad elementi colore arancio e finiture specifiche sia all’interno che all’esterno. Sono arancioni le cuciture dei rivestimenti dei sedili, il liner sopra i paracolpi laterali, la firma “Panda” al centro dei cerchi da 15’’ neri opachi e la targhetta “Garmin” apposta sul montante centrale.
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Come optional, sempre in tinta arancio, è possibile aggiungere il doppio gancio-traino anteriore, mentre la piastra paramotore e le calotte specchietti sono grigie. La dotazione in fatto di interni si completa con il clima automatico, i poggia testa posteriori, la radio Dab con schermo touch da 7 pollici e la connettività con Apple CarPlay e Android Auto. Le altre colorazioni disponibili sono tre: bianco Gelato, grigio Maestro e nero Cinema. Già da maggio 2022 è possibile ordinare Panda Garmin in concessionaria.
Fiat Panda: dimensioni
Uno degli assi nella manica della Fiat Panda è dato dalle dimensioni contenute che la rendono la vettura ideale per la guida cittadina. Le dimensioni compatte influiscono però sulla capacità del bagagliaio, ferma a quota 225 litri, ma abbattendo il divanetto posteriore si riesce ad ottenere un valore di tutto rispetto, pari a 870 litri.
Dimensioni
Lunghezza
3.650 mm
Larghezza
1.640 mm
Altezza
1.580 mm
Passo
2.300 mm
Fiat Panda: interni
Decisamene semplici e pratici gli interni della Fiat Panda dove spiccano gli elementi quadrangolari del cruscotto che racchiudono contachilometri e contagiri, un disegno identico viene riproposto per i comandi del climatizzatore.
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L’elemento di novità portato dall’ultimo restyling della Panda è rappresentato dal debutto del sistema di infotainment con schermo da 7 pollici disponibile a richiesta, oppure di serie su allestimenti Cross e superiori. Questo assicura la compatibilità con i protocolli Apple CarPlay e Android Auto.
Fiat Panda: esterni
Fuori i cambiamenti sono minori, L’estetica della Panda è rimasta praticamente quella di sempre. Cambiano gli allestimenti e con essi la personalizzazione estetica del modello. Sulla Sport il look generale è più sportiveggiante, mentre sulla Cross, ad esempio, il tutto rimanda al mondo dell’offroad. In generale, comunque, la parte anteriore della Fiat Panda si caratterizza per il disegno squadrato dei gruppi ottici e per la presenza di una striscia di luci posta a metà altezza del paraurti. La presa d’aria del radiatore è ben grande ed incorpora anche il porta targa, mentre il logo Fiat è incastonato tra due “baffi”.
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La zona posteriore della Fiat Panda si contraddistingue per la fanaleria a sviluppo verticale e le luci della retromarcia e del fendinebbia posteriore, inserite a parte ai lati del paraurti. Decisamente lineare il disegno del portellone dove, l’unico elemento di spicco, è lo spazio riservato alla targa.
Fiat Panda: motori
Sono tre i motori disponibili per la Fiat Panda. Al top dell’offerta si posiziona lo 0.9 Twinair turbo a benzina da 85CV, disponibile solo in abbinamento alle versioni a trazione integrale. Per chi predilige il GPL c’è il 1.2 Fire da 69CV . Completa l’offerta il 1.0 FireFly da 70 CV con tecnologia mild-hybrid.
Fiat Panda: consumi
Da vera cittadina i consumi della rinnovata Fiat Panda. all’ibrida bastano 4,8litri di benzina per percorrere 100 km, mentre per la variante a benzina siamo intorno ai 6,9 l/100 km. Per quanto riguarda la variante a GPL, per percorrere 100 km servono 7,4 kg di gas e 6,5 l/100km di benzina.
Fiat Panda: allestimenti
Sono sei gli allestimenti in cui è possibile scegliere la Panda:
Panda: quello di accesso alla gama, denominato semplicemente con il nome del modello.
City Life: una delle due novità del MY2021, caratterizzata da un’estetica che rimanda alla variante 4×4.
City Cross: pensata per chi vuole l’aspetto di un SUV ma non vuole rinunciare alla trazione anteriore
Cross: Quella per chi la Panda la usa anche lontano dall’asfalto.
Red: la serie legata all’omonimo progetto di beneficenza Fiat.
Garmin: la serie speciale nata dalla collaborazione con la società statunitense che produce GPS
Panda: Telecomando, Predisposizione radio no dab, Luce vano bagagli, Clima manuale, Airbag frontali/laterali protezione testa, Appoggiatesta anteriori anticolpo di frusta, ESC con Hill Holder, volante guida regolabile, Servosterzo elettrico DualDrive, Alzacristalli anteriori elettrici, Chiusura centralizzata, Paraurti in tinta, Sensore temperatura esterna, Sensore pressione pneumatici, Look specifico (paraurti, codolini e minigonne).
City Life: in più rispetto a Panda Cerchi in lamiera da 15” monocolore u Fasce laterali, Retrovisori in tinta carrozzeria, Barre portatutto longitudinali, Radio DAB 5″, Retrovisori in tinta carrozzeria.
City Cross: in più rispetto a City Life Esterni Cross look (skid plate in tinta) Cerchi Style da 15” bicolore Fendinebbia, Luci diurne LED, Retrovisori in tinta carrozzeria Predisposizione radio no dab Radio DAB 5″, Fasce laterali, Barre portatutto longitudinali. Scegliendo la 4×4 si aggiunge Mobiletto attrezzato tunnel centrale,Trazione 4×4 [ESC + ASR/MSR,HBA + HILL HOLDER+ ELD (Blocco differenziale)], Drive Mode Selector (Hill descent control).
Cross: in più rispetto a City Cross Interni specifici (Plancia “Woody” e Sellerie in ecofilato) Cerchi Style da 15” neri, Climatizzatore automatico, Radio 7″ Touchscreen con A/CarPlay e A/AutoTM Comandi al volante, Appogiatesta posteriori, Fasce laterali, Barre portatutto longitudinali Sensori Pioggia e Crepuscolare. Scegliendo la 4×4 si aggiunge Mobiletto attrezzato tunnel centrale, Trazione 4×4 [ESC + ASR/MSR,HBA + HILL HOLDER + ELD (Blocco differenziale)], Drive Mode Selector (Hill descent control).
Red: in più rispetto a Cross, Cover chiave RED, Gel dispenser, Sovratappeti dedicati, Filtro aria abitacolo + Trattamento antimicrobico u Badge Red, Calotte specchietti ROSSE, Volante in soft touch, Sedili dedicati in Seaqual Yarn con finiture rosse, monogramma FIAT, in meno i Sensori Pioggia e Crepuscolare e i Cerchi Style da 15” neri.
Garmin: in più rispetto a Cross Garmin Smartwatch, Esterni Specifici (Dettagli silver opaco skid plate e modanatura laterali, Dettagli arancione: sticker laterale e logo su Coprimozzo), Badge Garmin, Calotte specchietti Silver opaco, Sedili dedicati con logo Garmin e dettagli arancioni, in meno i Sensori Pioggia e Crepuscolare.
Fiat Panda: perché comprarla
Dimensioni: con meno di 4 metri, la Panda è ideale per muoversi in città.
Abitabilità: nonostante le dimensioni compatte, dentro c’è spazio in abbondanza.
Ibrido: ottima la possibilità di scegliere una motorizzazione ibrida.
Fiat Panda: prezzi
Ecco i prezzi della Fiat Panda aggiornati a maggio 2022.
Il mercato dell’usato rimane vivace anche nei momenti di crisi. Proprio quando i prezzi diventano proibitivi sul listino del nuovo, gli automobilisti tendono maggiormente ad optare per l’acquisto un’auto usata che spesso può essere conveniente comprare da un privato. Per evitare spiacevoli sorprese, occorre però fare attenzione ai vantaggi e agli svantaggi delle diverse tipologie di pagamento. Vediamo quali sono.
Su automobile.it sono presenti centinaia di annunci di auto usate messe in vendita da privati. La convenienza, in questo caso, è data tutta dalla possibilità di trattare sul prezzo e portarsi a casa la vettura desiderata alle migliori condizioni possibili. Dal sito sarà possibile contattare il venditore, iniziare la trattativa e programmare un’incontro per valutare lo stato della vettura.
Effettivamente, nella compravendita di un’auto tra privati non c’è obbligo di redazione del contratto per finalizzare l’acquisto. Tuttavia, la redazione di questo documento si rivela fondamentale quando ci si trovi a far valere le proprie ragioni in caso di inadempienza di una delle parti. Non sarà necessario un avvocato, ad ogni modo, per la redazione del contratto: basta rivolgersi ad un’agenzia di disbrigo pratiche e scaricare il modello presente sul web.
Acquisto auto da privati: quali sono i rischi?
Nel caso di acquisto auto da privato il rischio maggiore è rappresentato dall’incertezza su alcune fondamentali informazioni sulla condizione dell’auto. Di conseguenza, è sempre opportuno valutare in maniera accurata la meccanica della vettura e la documentazione allegata, nonché le condizioni delle varie funzionalità in dotazione.
La presenza di tutte le ricevute dei tagliandi e delle riparazioni effettuate in officina può, d’altra parte, rappresentare un vantaggio contrattuale il venditore. Potrà evitare di scendere sul prezzo e offrire una garanzia ulteriore all’acquirente.
Acconto per acquisto auto usata
Qualora si sia trovata la giusta auto usata, ma non si abbia nell’immediato la disponibilità della somma richiesta, si potrà concordare col venditore il versamento di un acconto. Così facendo si eviterà che il mezzo venga venduto ad un altro soggetto. Al momento del versamento dell’acconto è fondamentale registrare la somma corrisposta nel contratto di vendita tra privati, o in una scrittura privata.
Metodi di pagamento più sicuri: pagamento
Arriviamo al momento più importante dell’acquisto auto da privato: il pagamento. In questo caso è sempre buona regola diffidare da chi pretende forme di pagamento poco trasparenti. Si potrà corrispondere l’importo pattuito tramite contanti, bonifico o assegno. Ma attenzione, le ultime due modalità sono quelle che garantiscono di fatto una maggiore sicurezza.
Allo stesso modo, i pagamenti elettronici rappresentano una soluzione altrettanto sicura per comprare un’auto usata da privato. Tramite Paypal, ad esempio, potrai effettuare transazioni tramite il tuo smartphone o altro device mobile. Così, non dovrai portare con te una ingente somma di denaro, e potrai allo stesso tempo tracciare facilmente il pagamento. Precauzione utile in caso dovesse sorgere una controversia dopo qualche tempo.
Inoltre i servizi di pagamento elettronico offrono spesso una garanzia per il pagamento acquisto auto usata. Il provider del sito potrà infatti aiutarti ad ottenere rapidamente indietro i tuoi soldi qualora tu voglia cancellare la transazione per frode o appropriazione indebita.
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Comprare l’auto in contanti
Si può pagare un’auto usata in contanti, ma il valore della stessa non deve essere superiore a 2.000 euro. Le normative antiriciclaggio attualmente in vigore nel nostro Paese, infatti, fanno divieto il pagamento in contanti di somme superiori a tale soglia. Inoltre, è sempre fondamentale che il pagamento venga registrato nel contratto o in altra scrittura privata. Così facendo si eviteranno controversie riguardanti l’effettiva corresponsione dell’importo già versato.
Compravendita auto tra privati: pagamento con bonifico
Probabilmente il sistema più sicuro per procedere all’acquisto auto tra privati è quello di pagare tramite bonifico. Il vantaggio è in questo caso rappresentato dalla tracciabilità del versamento effettuato. Solo aspettando i tempi tecnici per l’accredito sul conto del venditore, ci si potrà mettere al volante della vettura usata.
Acquisto auto con assegno circolare
Usare un assegno circolare è un ulteriore modo per pagare l’auto usata. In questo caso, prima di potersi mettere al volante del mezzo acquistato, si dovrà attendere che l’acquirente si rechi presso la banca che lo ha emesso per versare l’assegno, così da assicurarsi della presenza del denaro richiesto. L’assegno circolare trova ancora utilizzo nel campo del mercato automobilistico per via della sua maggiore sicurezza. La banca, infatti, si impegna a pagare al portatore una cifra già presente presso l’istituto.
Cose da sapere
Nel caso di compravendita auto tra privati, è necessario stilare un contratto?
Nella compravendita di un’auto tra privati non c’è obbligo di redazione del contratto per finalizzare l’acquisto, ma la redazione di questo documento si rivela importante per far valere le proprie ragioni qualora una delle due parti si riveli inadempiente.
Si può lasciare l’acconto per l’acquisto auto da privati?
Qualora si sia trovata l’auto usata di proprio gradimento, ma non si abbia al momento la disponibilità della somma richiesta, si potrà concordare col venditore il versamento di un acconto così da evitare che il mezzo venga venduto ad un altro soggetto. In tal caso è fondamentale indicare la somma corrisposta nel contratto di vendita tra privati o in una scrittura privata.
Si può pagare un’auto usata in contanti?
È possibile pagare un’auto usata in contanti, ma il valore della stessa non deve essere superiore a 2.000 euro. In ogni caso è sempre fondamentale che il pagamento venga indicato nel contratto o in altra scrittura privata per evitare che il venditore possa vantare la mancata corresponsione dell’importo già versato.
Qual è il metodo più sicuro per pagare un’auto usata da un privato?
Il sistema più sicuro per finalizzare l’acquisto auto tra privati è quello di pagare il prezzo pattuito tramite bonifico. In questo caso resterà traccia del versamento effettuato ed una volta trascorsi i tempi tecnici per l’accredito sul conto del venditore ci si potrà mettere al volante della vettura usata.
È possibile comprare un’auto usata pagando con assegno circolare?
Si, ma prima di potersi mettere al volante del mezzo acquistato, si dovrà attendere che l’acquirente si rechi presso la banca che lo ha emesso per versare l’assegno ed assicurarsi così della presenza del denaro richiesto.
Nel vasto panorama di vetture del segmento B sul mercato, la Hyundai i20 vuole giocare un ruolo di primo piano, puntando tutto su una qualità lontana anni luce dai precedenti modelli coreani importati in Europa, e su uno stile gradevole e senza tempo. Con l’ultima generazione, poi, crescono i contenuti e il listino si è ampliato per includere varianti benzina, mild-hybrid e GPL.
La Hyundai i20 si rinnova con un restyling che apporta miglioramenti significativi soprattutto in termini di tecnologia e sicurezza. La compatta coreana presenta poche novità dal punto di vista stilistico, focalizzandosi invece sul potenziamento delle dotazioni e delle opzioni di personalizzazione. La gamma motori conferma la presenza del motore 1.0 T-GDI mild hybrid da 100 e 120 CV, disponibile sia con cambio automatico doppia frizione 7Dct che con cambio manuale iMT. Al momento, non sono state fornite informazioni riguardo al futuro del motore 1.2 aspirato montato sulla versione base e del potente 1.6 T-GDI della i20 N. La i20 si presenta con un look più sportivo, caratterizzato da paraurti ridisegnati che accentuano il suo stile dinamico. I nuovi cerchi in lega da 16 e 17 pollici contribuiscono ulteriormente a enfatizzare l’aspetto sportivo.
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All’interno, la plancia mantiene la stessa configurazione, ma dal punto di vista tecnologico, la i20 si aggiorna introducendo la connettività 4G con eCall di seconda generazione e gli aggiornamenti over-the-air delle mappe di navigazione. La strumentazione di serie è analogica con un display da 4,2 pollici, ma è possibile richiedere un quadro strumenti digitale da 10,25 pollici che si affianca al touch screen dell’infotainment BlueLink, anch’esso con dimensioni di 10,25 pollici. Tra gli optional, sono disponibili l’illuminazione interna a LED e l’impianto audio Bose. La sicurezza è stata potenziata nella i20 aggiornata grazie all’implementazione del pacchetto di sistemi di assistenza alla guida Hyundai Smart Sense. Il Forward Collision-Avoidance Assist è stato evoluto per riconoscere anche i ciclisti e è stato integrato il Lane Following Assist. Inoltre, sono disponibili su richiesta il Rear Cross-traffic Collision Assist, il Blind-spot Collision-avoidance Assist e lo Smart Cruise Control, che utilizza le mappe di navigazione per regolare automaticamente la velocità di crociera. Questi aggiornamenti contribuiscono a rendere la i20 ancora più sicura e affidabile sulla strada
Hyundai i20: dimensioni
La Hyundai i20 può contare su dimensioni ideali per muoversi in città. La lunghezza, infatti, è di poco superiore ai 4 metri, mentre larghezza ed altezza misurano 177 e 145 centimetri. Ottima la capacità del bagagliaio, pari a 352 litri, che diventano 1.165 litri con il divanetto posteriore ribaltato.
Dimensioni
Lunghezza
4.040 mm (4.075 mm per N Line)
Larghezza
1.775 mm
Altezza
1.450 mm
Passo
2.580 mm
Hyundai i20: esterni
L’ultima generazione di Hyundai i20 ha un aspetto decisamente accattivante e moderno, che stacca con decisione dalle linee della serie precedente. Il frontale è dominato dalla grande mascherina esagonale dal disegno a nido d’ape, i fari sono piuttosto sottili e spigolosi e posti alle estremità. Nella parte bassa del paraurti, invece, spiccano le nuove prese d’aria triangolari che inglobano i fendinebbia.
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Hyundai i20
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Hyundai i20: prezzo, dimensioni e caratteristiche
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Nella vista laterale spiccano i cerchi in lega disponibili da 16 oppure 17 pollici. Il tema delle linee tese e spigolose è naturalmente ripetuto anche al posteriore, sottolineato soprattutto dai gruppi ottici LED che richiamano una zeta e resi particolari dalla fascia luminosa che li unisce.
Hyundai i20: interni
Tecnologici e moderni gli interni della nuova i20, in cui la plancia è caratterizzata da linee tese che disegnano una plancia su più livelli, inglobando anche le bocchette dell’aria. I comandi della climatizzazione si trovano al centro in basso. Tutti i materiali utilizzati sono di buona qualità. Al centro della plancia spicca il grande schermo del sistema infotainmentda 8″ o 10,25″, con connettività Apple CarPlay e Android Auto.
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Per l’allestimento più ricco Bose è previsto anche il navigatore satellitare. Davanti al guidatore il cluster digitale da 10,25″ con tutte le informazioni anche personalizzabili. Piuttosto completa per la categoria la dotazione di sistemi di assistenza alla guida con anti collisione frontale, abbaglianti automatici, mantenimento corsia, riconoscimento limiti velocità, rilevamento stanchezza conducente.
Hyundai i20: motori
Per l’ultima generazione di Hyundai i20 la casa punta tutto sui motori a benzina, che possono poi essere accompagnati da impianti mild-hybrid o GPL. Alla base dell’offerta troviamo un benzina quattro cilindri da 1,2 litri da 84 CV. Ma per chi cercasse più potenza è disponibile anche un efficiente 1,0 litri 3 cilindri, declinato in una versione da 100 CV e in due varianti mild-hybrid con impianto a 48 V, da 100 CV e da 120 CV. Queste ultime due possono essere anche abbinate al cambio automatico. Infine, il Hyundai propone la i20 anche con alimentazione GPL, dotata di un 1,2 litri 4 cilindri da 82 CV.
Hyundai i20: consumi
La Hyundai i20 non ha consumi eccessivi, sia per la motorizzazione aspirata e sia per i mild-hybrid. L’1,2 litri da 84 CV su ciclo combinato WLTP dichiara 5,2-5,6 litri per 100 chilometri. I propulsori mild-hybrid promettono percorrenze nell’ordine dei 5,0-5,6 litri ogni 100 km, anche nel caso del motore da on 120 CV. Molto efficiente anche la variante a GPL, i cui consumi si attestano intorno ai 5,1-5,6 litri di benzina e 6,6-6,9 litri di GPL ogni 100 km.
Hyundai i20: prova su strada
Per i suoi clienti più sportivi, Hyundai ha messo a punto la versione N anche della sua piccola i20. Secondo modello appartenente alla divisione sportiva del marchio coreano, la i20 N si inserisce in una fetta di mercato, quello delle Segmento B ad alte prestazioni, lasciato ormai orfano da molti costruttori e lo fa in un modo tutto suo. Niente elettrificazione e niente downsizing. Sotto il cofano della Hyundai i20N scalpita un tradizionale propulsore a benzina a quattro cilindri di 1,6 litri sovralimentato tramite un turbocompressore, capace di sviluppare una potenza massima di 204 CV, per una coppia di 275 Nm. L’unità è poi abbinata di serie ad un cambio rigorosamente manuale a sei marce e ad un differenziale autobloccante meccanico.
Tutto questo, si traduce una volta su strada in una dinamica di guida che sa molto di “vecchia scuola”. Nonostante la tanta elettronica presente a bordo, che permette di variare il funzionamento di diversi parametri della vettura come sterzo, intervento dell’Esp e risposta del motore giusto per fare un esempio, al volante la sensazione è molto Analogica. Il merito va sicuramente al motore: il piccolo 1.6 ha carattere da vendere. Spinge con decisione fin dai bassi regimi, ma è quando si superano i 4.000 giri che arriva la “schiena” vera. Ottima poi l’accoppiata con il cambio manuale, che è dotato di sistema di doppietta automatica in scalata, che porta i giri motore al regime ottimale quando si scala. Tanto coinvolgente poi anche l’assetto, che pur non essendo estremo come quello della sorella maggiore i30 N, riesce comunque a garantire una precisione notevole. In inserimento si apprezza la tendenza appena accennata del posteriore ad allargare la traiettoria, mentre in uscita il lavoro del differenziale autobloccante aiuta a scaricare a terra tutta la potenza di cui è capace il quattro cilindri. Nonostante le prestazioni da vera sportiva, la piccola i20 N non risulta mai eccessivamente assetata di benzina. Nel corso del nostro test siamo riusciti a registrare una media di circa 12 km/l. A tutte queste caratteristiche tecniche, ovviamente, la piccola tutto pepe di Hyundai abbina un’estetica dedicata, fatta di spoiler, minigonne, cerchi da 18″ e sedili a guscio. Il tutto per un prezzo di partenza di 28.550 euro.
Hyundai i20: allestimenti
Per la Hyundai i20 sono disponibili tre allestimenti:
Connect Line: rappresenta l’accesso alla gamma ma è comunque dotato di tanti contenuti digitali.
Bose: è il top della gamma ed è un passo avanti al Connect Line soprattutto dal punto di vista dell’infotainment.
N Line: l’allestimento top di gamma, dallo stile sportiveggiante.
Connect Line: include di serie Cerchi in lega da 16” con pneumatici 195/55 R16, Luci diurne e di posizione a LED, Cluster Supervision da 10.25″, Multimedia System con Touchscreen da 8” e connettività wireless Apple CarPlay/Android Auto, Altoparlanti anteriori e posteriori, Bluetooth con riconoscimento vocale, Comandi audio al volante, Retrocamera, USB per la ricarica, Climatizzatore manuale, Cruise control, ABS, TPMS, HAC, 6 airbag, Rear Sear Alert, Sistema di avviso ripartenza, Sistema di assistenza anti-collisione frontale per veicoli pedoni e ciclisti, Sistema di gestione automatica dei fari abbaglianti, Sistema di mantenimento attivo della corsia, Sistema di riconoscimento limiti velocità, Sistema di rilevamento della stanchezza del conducente, Sensore crepuscolare, Sensori di parcheggio posteriori, Antifurto con radiocomando a distanza e Immobilizer, Kit gonfiaggio pneumatici, Indicatori di direzione integrati negli specchietti, Specchietti retrovisori regolabili e riscaldabili elettricamente, Alzacristalli elettrici anteriori e posteriori, Sedile guidatore regolabile in altezza, Sedile posteriore abbattibile con modulo 60:40, Sedili rivestiti in tessuto, Volante e pomello del cambio rivestiti in pelle, Volante regolabile in altezza e profondità
Bose: Aggiunge Cerchi in lega da 17” con pneumatici 215/45 R17, Sistema di navigazione con display touch da 10,25”, Servizi telematici Bluelink, Premium Sound System BOSE, Specchietti retrovisori ripiegabili elettricamente, Linea di cintura cromata, Interni premium bicolore grigio/nero, Luci d’ambiente.
N Line: aggiunge Cerchi in lega con design dedicato N Line da 17” con pneumatici 215/45 R17, Design sportivo N Line, Luci posteriori a Led, Bracciolo anteriore scorrevole, Interni N Line con cuciture rosse, Paddle al volante, Pedaliera con rifiniture in metallo, Volante sportivo a tre razze e pomello del cambio rivestiti in pelle.
Hyundai i20: perché comprarla
Qualità: rispetto alle generazioni precedenti, la nuova i20 ha compiuto un passo avanti notevole sul fronte della qualità. Soprattutto negli interni.
Motori: la gamma motori non è delle più ampie oggi disponibili, tuttavia tutte le unità a listino spiccano per la loro efficienza.
Prezzi: il rapporto qualità/prezzo della piccola coreana è ottimo. Un buon valore aggiunto questo.
Hyundai i20: prezzi
Di seguito i prezzi della Hyundai i20 aggiornati a maggio 2023:
La legge italiana impone che la rottamazione auto avvenga in centri di raccolta autorizzati. In alternativa, nel caso in cui il veicolo sia ceduto per acquistarne un altro, è possibile rivolgersi al concessionario, automercato o succursale della relativa casa costruttrice.
Cosa serve per rottamare un’auto? Ecco la procedura da seguire e i costi da sostenere.
La rottamazione di un’auto spesso precede l’acquisto di un veicolo nuovo. A prescindere dalla presenza degli incentivi messi in campo dal governo o dalle Case, il proprietario della vettura da rottamare dovrà recarsi in concessionaria con il veicolo ed affidarlo all’operatore, insieme a tutti i documenti necessari.
Quest’ultimo si occuperà di tutte le pratiche burocratiche richieste per il completamento dell’operazione, di rilasciare il certificato di rottamazione e di registrare presso il PRA la cessata circolazione dell’auto.
Se, invece, la rottamazione non avviene contemporaneamente all’acquisto di una nuova vettura, il proprietario è obbligato per legge a recarsi presso un demolitore autorizzato. Anche in questo caso, al termine della demolizione, verrà rilasciato il certificato di rottamazione dell’auto.
Costo rottamazione auto
La demolizione di una vettura non è priva di spese. Il costo rottamazione auto comporta il pagamento dell’imposta di bollo di circa 32 euro.
La spesa complessiva, poi, sale a 48 euro se si utilizza il modello NP3B ed inoltre bisogna versare all’ACI un emolumento di 13,50 euro all’incirca.
Prima di procedere alla rottamazione è sempre opportuno procedere ad una visura per verificare la presenza o meno di un fermo amministrativo. In questo caso il costo è decisamente irrisorio, appena 7 euro
Costo rottamazione auto: gli incentivi in caso di affitto
Al fine di svecchiare il parco auto circolante, e fornire una ripresa ad un settore fortemente colpito dalla pandemia, il nostro governo ha previsto anche per il 2021 degli incentivi alla rottamazione di importo variabile.
Se si acquista una vettura con emissioni di CO2 da 0 a 20 g/Km si potrà ottenere uno sconto sul prezzo di acquisto pari a 10.000 euro, mentre l’importo scende a 6.500 euro per le vetture con emissioni da 21 a 60 g/Km di CO2 e 3.500 per quelle da 61 a 135 g/Km di Co2.
La spinta, quindi, è quella di invogliare il mercato verso le vetture più “green” con una forte scoutistica applicata alle auto elettriche e ibride.
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Documenti rottamazione auto
Quando si consegna la vettura per procedere alla rottamazione si deve consegnare anche la carta di circolazione ed il certificato di proprietà. Se l’automobilista non è il proprietario della vettura, tra i documenti della rottamazione auto dev’essere presente anche un titolo idoneo come, ad esempio, l’accettazione dell’eredità, o, in alternativa la dichiarazione sostitutiva di atto notorio firmata dal proprietario.
Ricevuti i documenti, l’operatore del centro demolizioni svolge la pratica presso gli uffici del PRA e quindi affida all’interessato la ricevuta dell’avvenuta comunicazione. Questa sarà completa di codice di accesso che consente di visualizzare il Certificato di Demolizione Digitale.
Rottamare un’auto non di proprietà
Come abbiamo visto in precedenza, la rottamazione di un’auto non di proprietà è possibile purché prima si proceda all’accettazione di eredità, qualora si entri in possesso mortis causa, o di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio firmata dal proprietario.
Se si vuole usufruire degli incentivi per acquistare un’auto nuova le Case non impediscono di rottamare un’auto non di proprietà, ma è sempre bene informarsi con i singoli concessionari per capire quali limiti vengano applicati al caso concreto.
Demolizione auto a costo zero: è possibile?
Sì, è possibile rottamare l’auto gratis, a costo zero, ovvero senza pagare né emolumenti ACI né imposta di bollo.
Questa possibilità, tuttavia, è riservata solo ad auto che siano complete di elementi essenziali quali carrozzeria, motore, centraline e catalizzatore. Ad ogni modo, un costo da pagare per la rottamazione resta, ovvero quello dovuto per la cancellazione dal PRA e per le spese di trasporto.
Alcuni autodemolitori, infine, propongono la rottamazione gratis. Possono guadagnare infatti vendendo i pezzi di una vettura in stato decente a prezzo vantaggioso..
Certificato di rottamazione: cos’è e a cosa serve
Al momento della rottamazione dell’auto deve essere rilasciato al proprietario il certificato di rottamazione. Questo documento, infatti, solleva il proprietario da ogni responsabilità civile, penale e amministrativa connessa alla proprietà del veicolo.
A partire dalla data di consegna del veicolo, registrata nel certificato viene a cessare l’obbligo del pagamento del bollo auto. Inoltre, grazie a questo certificato, è possibile interrompere o trasferire l’assicurazione ad un altro veicolo.
È fondamentale, infine, conservare il Certificato di Rottamazione, perché, in caso di notifica di eventuali multe prese dalla data di presa in carico in avanti, permette di dimostrare che non si era più intestatari del veicolo.
Cose da sapere
Come si rottama un’auto?
In caso di acquisto di un veicolo nuovo, il proprietario della vettura da rottamare dovrà recarsi in concessionaria con il veicolo ed affidare lo stesso con tutti i documenti del caso all’operatore, che si occuperà di effettuare tutte le pratiche burocratiche. Se, invece, la rottamazione non avviene in caso di acquisto di una nuova vettura, il proprietario dovrà recarsi presso un demolitore autorizzato che procederà all’operazione rispettando le norme vigenti.
Quanto costa rottamare un’auto?
Il costo rottamazione auto comporta il pagamento dell’imposta di bollo di circa 32 euro.La spesa complessiva, poi, sale a 48 euro se si utilizza il modello NP3B ed inoltre bisogna versare all’ACI un emolumento di 13,50 euro all’incirca.
Quali sono gli incentivi sulla rottamazione in caso di acquisto?
Se si acquista una vettura con emissioni di CO2 da 0 a 20 g/Km si potrà ottenere uno sconto sul prezzo di acquisto pari a 10.000 euro, mentre l’importo scende a 6.500 euro per le vetture con emissioni da 21 a 60 g/Km di CO2 e 3.500 per quelle da 61 a 135 g/Km di Co2.
Quali documenti sono necessari per rottamare un’auto?
Nel momento in cui si consegna la vettura per procedere alla rottamazione si dovrà consegnare anche la carta di circolazione ed il certificato di proprietà. Se l’automobilista non è il proprietario della vettura, tra i documenti della rottamazione auto dovrà essere presente anche un titolo idoneo come, ad esempio, l’accettazione dell’eredità oppure una dichiarazione sostitutiva di atto notorio firmata dal proprietario.
Nata nel 2015 negli stabilimenti turchi di Bursa e disegnata a Torino presso il Centro Stile Fiat, la Tipo è una classica berlina 4 porte, adatta alle famiglie che cercano una vettura spaziosa. Dopo 5 anni di onorato servizio, l’auto si rifà il look. La Tipo 2020 vanta nuove tecnologie diversi cambiamenti estetici, e adesso anche una motorizzazione full hybrid . Ma la novità più interessante è rappresentata dall’arrivo della versione Cross, pensata per gli amanti dell’offroad, ora disponibile anche in variante familiare, alla quale si somma il recente arrivo della motorizzazione ibrida.
Di seguito ecco la scheda tecnica della Fiat Tipo:
La novità del 2022 riguarda la gamma motori, che si amplia con l’arrivo di una variante elettrificata. Anche Fiat Tipo è infatti disponibile con il nuovo 1.5 Hybrid da 130 CV, dotato di sistema a 48V, con unità elettrica da 20,4 CV. Quest’ultima permette di percorrere una manciata di chilometri in modalità completamente elettrica, con chiari impatti sui consumi, che infatti si fermano a 4,7 l/100km. Tipo Hybrid è infine offerta in abbinamento al cambio automatico doppia frizione a sette rapporti.
Fiat Tipo: prezzo, dimensioni e caratteristiche 20
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La gamma di allestimenti di Fiat Tipo si amplia, inoltre, nel 2022, grazie alla collaborazione fra la Casa torinese e Garmin, famosa società statunitense che produce tecnologie GPS. La serie speciale Garmin si caratterizza soprattutto per piccola aggiunte estetiche, che combinano alla livrea esclusiva metalizzata verde Foresta una serie di dettagli arancioni e finiture dedicate sia dentro, sia fuori. Troviamo infatti uno sticker laterale, diversi inserti che creano un triangolo colorato sulla griglia e il badge “Garmin”. Sono neri opaco invece le maniglie delle porte e le barre sul tetto, mentre in grigio fanno da contrasto le calotte degli specchietti, lo skid plate, le cornici dei fendinebbia, le minigonne ed entrambi i paraurti. Ritornano poi gli elementi arancioni sui cerchi di lega da 17 pollici neri e sui rivestimenti interni.
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La dotazione di serie si compone inoltre dello smartwatch Garmin, di UConnect 5 con touch screen da 10,25 pollici e compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto, del clima automatico nonché di Adas come cruise control, l’Attention Assist, il Traffic Sign Recognition, lo Speed Assist e il Lane Control. Le altre tinte disponibili sono bianco Gelato, grigio Maestro e nero Cinema, sia per berlina che per station wagon. L’allestimento Garmin, infine, è offerto sia in abbinamento al diesel 1.6 da 130 CV e al nuovo 1.5 benzina T4 Hybrid.
Fiat Tipo: dimensioni
Due le varianti di carrozzeria disponibili per la nuova Tipo. La due volumi ha una lunghezza di 4 metri e 37 centimetri e un passo di 2 metri e 64 centimetri, il che rende la Fiat Tipo una berlina di dimensioni generose, certamente adatta ad ospitare comodamente cinque persone. La larghezza si attesta invece sui 154 cm, mentre l’altezza si ferma a 149 centimetri. Il bagagliaio risulta comunque spazioso, con una capacità minima di 440 litri. La variante wagon, invece, si spinge fino ad una lunghezza di 4,57 metri.
Dimensioni
Lunghezza
4.370 mm (wagon 4.570 mm)
Larghezza
1.540 mm
Altezza
1.490 mm
Passo
2.640 mm
Fiat Tipo: esterni
Dal 2020, la Fiat Tipo prevede diversi elementi estetici innovativi, che saltano immediatamente all’occhio guardando gli esterni. Il frontale mantiene come tratto distintivo la grande griglia con listelli cromati (di cui però cambia il disegno) dove spicca al centro il nuovo stemma Fiat. I fari sono disposti su due livelli: una parte dei gruppi ottici si posiziona alle estremità della griglia, con un disegno delle luci LED rinnovato; il resto delle luci viene posto più in basso, come nel modello precedente, ma nella riedizione queste si integrano alle prese d’aria, messe in evidenza da una banda orizzontale cromata.
Fiat Tipo, si aggiorna nello stile e diventa anche Cross 1
Fiat Tipo, si aggiorna nello stile e diventa anche Cross
La fiancata presenta delle differenze meno incisive rispetto al modello precedente: resta una linea di cintura alta sottolineata da un taglio netto che percorre la Fiat Tipo in tutta la sua lunghezza, mentre i passaruota sono ben marcati e contribuiscono a regalare un’aria solida alla berlina made in Fiat. Con il restyling di metà carriera arriva la variante Cross, che a livello estetico si caratterizza per la presenza dei fascioni paracolpi in plastica nera che corrono tutt’intorno alla vettura e per la maggiore altezza da terra. Pensata per muoversi anche lontano dall’asfalto, è disponibile in entrambe le varianti di carrozzeria: due volumi e familiare.
Fiat Tipo: interni
All’interno dell’abitacolo della nuova Fiat Tipo le plastiche sono piacevoli al tatto ed il design della plancia è semplice e pulito. Spicca al centro della stessa lo schermo dell’infotainment che, nelle versioni maggiormente accessoriate, arriva ora a 10,25 pollici.
Fiat Tipo, si aggiorna nello stile e diventa anche Cross 2
Fiat Tipo: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2
Fiat Tipo: prezzo, dimensioni e caratteristiche 3
Fiat Tipo: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1
Grande novità per il modello il cluster TFT da 7 pollici nel quadro strumenti: questo schermo integra quel che resta della strumentazione analogica, riportando tutte le informazioni e gli avvisi utili alla guida (non presente nell’allestimento di base). Su ogni versione sono invece offerti di serie il climatizzatore automatico, gli alzacristalli elettrici posteriori e sei airbag.
Fiat Tipo: motorizzazioni
Sono quattro le motorizzazioni disponibili per la nuova Fiat Tipo, uguali per berlina e station wagon. Il motore benzina è un 1.0 litri da 100 CV a 5 marce, mentre sono due le possibilità per chi opta per il diesel: un 1.3 MJT da 95 CV a con cambio 5 rapporti e un 1.6 MJT da 130 CV a 6 marce, entrambi dotati di sistema Start & Stop. La nuova motorizzazione ibrida si compone infine di un quattro cilindri 1.5 turbobenzina FireFly da 130 CV e 240 Nm e di un’unità elettrica da 20,4 CV integrata nel cambio automatico doppia frizione a sette rapporti.
Fiat Tipo: consumi
Interessanti i consumi dichiarati per la Fiat Tipo. Il propulsore a benzina permette di percorrere 100 km consumando 5,7 litri di carburante, mentre le versioni a diesel usano dai 4,5 ai 4,7 litri, a seconda della potenza, per percorrere la stessa distanza. Tipo Hybrid presenta infine un consumo medio dichiarato di 4,7 l/100 km.
Fiat Tipo: configuratore
Sono sei gli allestimenti tra cui scegliere presenti nel listino della Fiat Tipo:
Tipo: ovvero quello di accesso alla gamma.
City Life: che permette di avere tra le dotazioni anche il sistema di infotainment da 7 pollici.
City Cross: disponibile solo sulla berlina, è quella con il look più fuoristradistico.
Garmin: la serie speciale nata dalla collaborazione con la società statunitense di GPS.
Cross: come la City Cross, ma con più accessori.
Red: la versione dedicata all’omonimo progetto di beneficenza contro virus ed epidemie in Africa.
Tipo: la versione di partenza offre di serie Cerchi Styled da 16’’, Radio Uconnect Tablet 7”, CarPlay / Andorid Auto, Cruise Control, Auto A/C, DRL Led, Alzacristalli elettrici posteriori, 6 airbag (frontali, laterali, tendina), Lane Control, Intelligent Speed Assist e Traffic Sign Recognition, Attention Asssist, Active Grill Shutter
City Life: salendo di livello vengono aggiunti alla dotazione precedente Cerchi in lega da 16’’, Radio Uconnect Tablet 10”, Specchietti in tinta carrozzeria, Display TFT 7″, Full LED, Fendinebbia, Bracciolo anteriore.
City Cross: in più rispetto a Tipo, Cross-look, Cerchi Styled Cross da 16’’, Specchietti in tinta carrozzeria, Barre sul tetto.
Garmin: in più rispetto a Tipo,Cerchi in lega da 17”, Nuovi interni dedicati, Smartwatch Garmin, Dettagli esterni specifici.
Cross: in aggiunta alla versione City Cross , questo allestimento propone di serie Cerchi in lega da 17’’, Vetri Privacy, Radio Uconnect Tablet 10”, Display TFT 7″, Full LED, Fendinebbia, Sensori pioggia e crepusolare • Specchietto elettrocromico, Retrocamera, Adaptive Cruise control, Bracciolo anteriore.
Red: in aggiunta alla versione Cross , questo allestimento offre di serie Finiture estetiche esterni, Badge RED, Kit RED, Sedili dedicati in Seaqual Yarn, Sovratappeto, Filtro abitacolo + Trattamento anallergico.
Fiat Tipo: prezzo
Di seguito ecco il listino prezzi della Fiat Tipo aggiornato a maggio 2022:
Effettuare una regolare manutenzione della propria vettura è fondamentale per trovarsi sempre alla guida di un’auto in perfette condizioni. Una delle operazioni più importanti per evitare ingenti danni al motore, da effettuare a cadenza regolare, è il controllo del liquido refrigerante. In questa piccola guida trovate tutte le informazioni necessarie a svolgere quest’operazione nei tempi e nei modi previsti.
Quando si parla di liquido del radiatore, o liquido di raffreddamento motore, si intende una miscela di acqua e glicole etilenico (un idrocarburo piuttosto semplice) che, quando scatta la valvola termostatica, viene immessa nel sistema di propulsione per regolarne la temperatura. Questa miscela serve quindi ad evitare sia il surriscaldamento sia, in caso di temperature particolarmente rigide, il raffreddamento eccessivo.
Il liquido refrigerante auto ha quindi la funzione di raffreddare gli ingranaggi per garantirne il corretto funzionamento. La sua particolare composizione, inoltre, evita la formazione di ruggine e per questa ragione sulle moderne vetture è sconsigliato il rabbocco con della semplice acqua.
Liquido raffreddamento motore: quando cambiarlo
Come accennato, per mantenere la propria vettura in perfetto stato è necessario anche controllare regolarmente il livello del liquido di raffreddamento, un’operazione che può essere svolta autonomamente. Basta aprire il cofano per verificare: il contenitore del liquido è trasparente e permette di vedere subito se la quantità è adatta, cioè se il liquido raggiunge la tacchetta di livello presente sul contenitore stesso.
In caso di livello basso del refrigerante è sufficiente procedere al rabbocco, rispettando l’indicazione della quantità massima, così da evitare eventuali danneggiamenti al propulsore in caso del raggiungimento di temperature di esercizio elevate.
Liquido refrigerante rosso: quando utilizzarlo
I liquidi refrigeranti sono tutti colorati per aiutare ad individuare eventuali perdite e distinguere prodotti che non vanno mescolati tra loro. Il liquido radiatore rosso è composto esclusivamente da fluidi organici ed è ideale per motori ad alte prestazioni, sia a benzina che a gasolio. Questo perché, a differenza di altri tipi di liquidi refrigeranti, questo contiene solo additivi organici. Infatti, questo tipo di liquido radiatore è identificato con la sigla OAT, ovvero Organic Additive Technology, ossia tecnologia con additivi organici.
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Liquido refrigerante blu
Il liquido refrigerante blu, invece, non è più utilizzato sulle moderne vetture. Si tratta di un liquido sempre a base di glicole etilenico che utilizza come additivi delle sostanze anticorrosive inorganiche, come sali di fosfato, nitriti, silice e borato, tutti composti estremamente tossici ed inquinanti.
Questa tipologia di liquido refrigerante viene quindi utilizzata solo sulle auto di vecchia generazione che hanno bisogno di mantenere un determinato valore del PH per far fronte alla corrosione causata dal glicole in decomposizione.
È possibile mischiare il liquido radiatore rosso e blu?
La differente colorazione dei liquidi refrigeranti ha anche la funzione di avvisare chi si accinge ad effettuare il rabbocco. È infatti sconsigliato mescolare liquidi di colori diversi, perché i diversi agenti fluidificanti e gli additivi anticorrosione potrebbero reagire producendo un composto gelatinoso, che andrebbe ad intasare il circuito dell’auto e costringerebbe a una totale pulitura dello stesso.
Si può mischiare acqua e liquido refrigerante?
Non solo è possibile mischiare acqua e liquido refrigerante, ma anzi è un’operazione consigliata dalle Case. Sulla confezione del liquido vengono solitamente indicate le percentuali esatte di concentrazione, ma normalmente il liquido refrigerante deve essere diluito con acqua in una proporzione50-50. La miscela così ottenuta può quindi essere usata per rabboccare il liquido radiatore nel caso il livello non fosse adatto.
In ogni caso, però, si sconsiglia fortemente il rabbocco con la sola acqua, dato che potrebbe alterare la miscela ottimale con il refrigerante. Infatti, se l’acqua è presente in concentrazioni troppo alte la miscela può ghiacciarsi, in caso di temperature rigide, o iniziare a bollire (il circuito di raffreddamento del motore funziona ad una temperatura di 90°-100°), creando bolle d’aria che invece di raffreddare il motore avranno l’effetto di surriscaldarlo.
Cose da sapere
Cos’è il liquido refrigerante?
Il liquido refrigerante è una miscela di acqua e glicole etilenico che viene immessa nel sistema quando scatta la valvola termostatica, ed evita così il surriscaldamento, o quando la temperatura ambientale è particolarmente rigida.
Come si controlla il livello di liquido refrigerante?
Il controllo del livello del liquido di raffreddamento è una operazione che può essere svolta autonomamente. Basta aprire il cofano motore e verificare che il liquido raggiunga l’apposita tacchetta di livello sul contenitore. In caso di livello del refrigerante basso sarà sufficiente procedere al rabbocco rispettando l’indicazione del massimo così da evitare eventuali danneggiamenti al propulsore in caso del raggiungimento di temperature di esercizio elevate.
Qual è la differenza tra liquido refrigerante rosso e blu?
Il liquido radiatore rosso è composto esclusivamente da fluidi organici ed è ideale per motori ad alte prestazioni, sia a benzina che a gasolio. A differenza dei liquidi blu/verde e giallo, questo contiene solo additivi organici ed è identificato con la sigla OAT, ovvero Organic Additive Technology, ossia tecnologia con additivi organici. Il liquido blu non è più utilizzato sulle moderne vetture. Si tratta di un liquido sempre a base di glicole etilenico che utilizza come additivi anticorrosivi inorganici come sali di fosfato, nitriti, silice e borato, estremamente tossici ed inquinanti.
Si possono mischiare liquido rosso e blu?
È sconsigliato mescolare liquidi di colori diversi perché gli agenti fluidificanti e anticorrosione potrebbero reagire producendo un composto gelatinoso che andrebbe ad intasare il circuito dell’auto ed obbligherebbe alla pulitura dello stesso.
Si può mischiare acqua e liquido refrigerante?
Mischiare acqua e liquido refrigerante è un’operazione consigliata dalle Case. Nelle indicazioni presenti sulla confezione del liquido vengono indicate le percentuali di rabbocco solitamente previste in 50% liquido e 50% acqua. È sconsigliabile effettuare il rabbocco con la sola acqua perché alterando la composizione della miscela si rischia che questa ghiacci, in caso di freddo intenso, o inizi a bollire, causando un ulteriore aumento della temperatura del propulsore.
Il mondo dell’auto sta attraversando un momento storico. Per cento anni siamo stati abituati a guidare automobili alimentate a benzina o diesel, ma ora, l’importante processo di elettrificazione che ha travolto l’automobile, ci sta portando già oggi a guidare veicoli con alimentazioni diverse. L’elettrico è ormai senza dubbio il nostro presente. Tutti i brand stanno puntando su questo tipo di alimentazione, ma cosa c’è nel futuro dell’automobile? Secondo molti l’elettrico potrebbe essere solo un momento di passaggio verso una nuova e ancora più efficiente tecnologia che, per molti, potrebbe essere l’idrogeno. Scopriamo come funzionano.
Le auto a idrogeno immagazzinano questo gas in bombole ad alta pressione e lo immettono poi in una pila a combustibile denominata fuel cell, il cuore delle auto a idrogeno perché in questa avviene una reazione elettrochimica che genera elettricità ed emette della semplice acqua. Le celle a combustibile ricevono due flussi in entrata: dal polo negativo l’idrogeno e dal polo positivo l’ossigeno. Il catalizzatore contenuto nel motore a idrogeno provoca la separazione degli elettroni dal nucleo e questa reazione a sua volta sprigiona energia elettrica.
Gli elettroni si spostano verso il polo positivo e si uniscono agli atomi di ossigeno, che ricevono una carica negativa. L’unione dell’idrogeno con l’ossigeno dà vita ad una reazione chimica il cui prodotto finale è acqua ed è proprio vapore acqueo quello che viene immesso nell’atmosfera dalle auto a idrogeno.
È possibile convertire un’auto a idrogeno?
Sul web sono presenti parecchi annunci di kit di conversione per l’auto a idrogeno, ma occhio a non cadere in trappola. Se da un lato è ormai comune convertire un’auto per installare un impianto GPL o metano, dall’altro è una mera illusione effettuare la stessa operazione con l’idrogeno.
Auto a idrogeno: pro e contro
I lati positivi delle auto a idrogeno sono tutti legati alla totale assenza di emissioni di Co2 dato che dal tubo di scarico verrà emesso unicamente vapore acqueo. Inoltre, grazie all’energia elettrica proveniente dalle celle a combustibile, si possono ricaricare le batterie del motore elettrico in maniera più rapida rispetto ad una vettura elettrica pura, ed infine il tempo necessario per effettuare un rifornimento varia dai 3 ai 5 minuti.
I lati negativi delle auto a idrogeno sono, ad oggi, il prezzo di acquisto decisamente elevato e la quasi totale assenza sul nostro territorio di stazioni di rifornimento dedicate.
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Auto a idrogeno in Italia: quanto sono diffuse?
Dal 2019 le auto a idrogeno possono essere vendute anche nel nostro Paese grazie all’intervento del Governo che ha deciso di far rientrare l’idrogeno nel piano per le infrastrutture dei carburanti alternativi. Il Dafi, decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE, prevede 25 stazioni di rifornimento e la legge è stata modificata per consentire un impiego più efficiente dell’idrogeno.
Nonostante questo intervento la diffusione delle auto a idrogeno in Italia è praticamente nulla data la quasi totale assenza di stazioni di rifornimento dedicate che rende pressoché impossibile utilizzare queste vetture.
Auto a idrogeno: prezzo
Nota dolente per le poche auto a idrogeno al momento in commercio è data dal prezzo di acquisto decisamente elevato che, in media si aggira sui 70.000 euro, il doppio di un’auto elettrica o ibrida con caratteristiche analoghe. Questo prezzo è dovuto non solo al numero ridotto di veicoli in circolazione e al livello di industrializzazione ancora arretrato nella produzione, ma anche alla necessità di utilizzare il platino in questa tecnologia come catalizzatore per generare corrente. La quantità di platino necessaria per le celle a combustibile delle auto, tuttavia, è già stata notevolmente ridotta.
Auto a idrogeno in commercio
Come detto, non sono molte le auto a idrogeno in commercio e sono soprattutto le Case orientali a farla da padrona in questa lista.
Auto a idrogeno
Prezzi (da)
Toyota Mirai
66.000 €
Hyundai Nexo
77.200 €
Honda Clarity
70.000 €
Toyota Mirai: la Casa giapponese ha puntato con decisione sulla tecnologia a idrogeno e crede fortemente nella Mirai. Lo stile è influenzato dall’aerodinamica ma allo stesso tempo gradevole, mentre i tre allestimenti consentono di personalizzare a piacimento la vettura.
Hyundai Nexo: crossover che nello stile richiama molto la Tucson, la Hyundai Nexo si differenzia per quello che nasconde sotto pelle. I tre serbatoi, ognuno da 52,2 litri, promettono un’autonomia di oltre 650 km e grazie ai 120 kW del suo motore elettrico scatta da 0 a 100 km/h in meno di 10″.
Honda Clarity: il design non è certamente il punto di forza della vettura giapponese, ma è la filosofia che rappresenta a renderla affascinante. L’autonomia promessa è di ben 700 Km mentre i cavalli disponibili sono 176, decisamente adeguati alla massa dell’auto.
Toyota sta lavorando ad un nuovo sistema che non sfrutta le fuell cell, bensì sfrutta l’idrogeno per alimentare direttamente il motore. Spieghiamoci meglio: L’idrogeno viene stipato sempre all’interno di bombole ad alta pressione, ma in questo caso non viene utilizzato per generare energia elettrica per alimentare il motore, ma viene mandato direttamente al motore per alimentarlo in maniera diretta la posto della benzina. Il concept presentato da Toyota è basato sulla GR Yaris e il propulsore, infatti, è il medesimo della versione a benzina, solo che qui è alimentato a idrogeno. Rispetto a un motore a benzina, l’idrogeno brucia a una velocità maggiore, con conseguente buona reattività e prestazioni ambientali di gran lunga migliori.
Cose da sapere
Come funziona il motore ad idrogeno?
Le auto a idrogeno immagazzinano questo gas in bombole ad alta pressione e lo immettono poi in una pila a combustibile denominata fuel cell, nella quale avviene una reazione elettrochimica che genera elettricità ed emette della semplice acqua.
Quali sono i pro e i contro delle auto ad idrogeno?
I lati positivi delle auto a idrogeno sono tutti legati alla totale assenza di emissioni di Co2 . Inoltre si possono ricaricare le batterie del motore elettrico in maniera più rapida rispetto ad una vettura elettrica pura, ed il tempo necessario per effettuare un rifornimento varia dai 3 ai 5 minuti. I contro delle auto a idrogeno sono il prezzo di acquisto elevato e la quasi totale assenza sul nostro territorio di stazioni di rifornimento dedicate.
Quanto sono diffuse le auto ad idrogeno in Italia?
La diffusione delle auto a idrogeno in Italia è praticamente nulla data la quasi totale assenza di stazioni di rifornimento dedicate che rende pressoché impossibile utilizzare queste vetture.
Quanto costano le auto ad idrogeno?
Al momento il prezzo di acquisto di un’auto a idrogeno è decisamente elevato: in media si aggira sui 70.000 euro, il doppio di un’auto elettrica o ibrida con caratteristiche analoghe.
Quali sono le auto ad idrogeno in commercio?
Le auto ad idrogeno in commercio sono poche e quasi tutti orientali: la Toyota Mirai (da 66.000 euro), la Hyundai Nexo (da 70.000 euro) e la Honda Clarity (da 70.000 euro).
La carrozzeria della vettura può anche essere solida e resistente, ma resta delicata per quanto riguarda il rischio di graffi. Salvaguardare la verniciatura non è difficile, ma servono attenzioni particolari per non dover correre ai ripari quando è troppo tardi. In commercio, in ogni caso, esistono prodotti in grado di far sparire abrasioni e rigature varie senza spendere una fortuna. Scopriamo allora come eliminare i graffi auto.
Spesso sono disattenzioni imputabili agli altri automobilisti ad arrecare i graffi sulla propria auto. Basta la semplice apertura di uno sportello in maniera inavvertita per ritrovarsi la carrozzeria graffiata e rovinata. Oppure, anche in maniera più banale, basta del semplice pietrisco raccolto mentre si è alla guida, o strisciare per sbaglio l’orologio contro la vettura. Sono tutti normali rischi quotidiani che possono causare graffi. Si può procedere con il fai da te per la rimozione, ma dipende dalla loro profondità.
Lavare sempre l’auto prima di eliminare i graffi auto
La prima cosa da fare se si vogliono rimuovere i graffi auto è cominciare da un accurato lavaggio della vettura. Così facendo si evidenzieranno al massimo i graffi presenti e si potranno utilizzare i prodotti specifici senza il rischio di rovinare ulteriormente la carrozzeria.
Rimuovere graffi auto: è possibile?
Rimuovere i graffi dalla propria auto e riportarla alle condizioni iniziali non è impossibile, ma il successo delle soluzioni fai da te dipende soprattutto dalla profondità delle rigature e dalla loro estensione. Esistono prodotti dedicati che possono evitare di doversi avvalere di uno specialista, ma è bene sempre porre una serie di cure particolari prima di provare da soli a riparare i danni.
Come valutare la profondità dei graffi auto
Dopo il lavaggio della vettura, basterà passare la mano sulla parte della carrozzeria graffiata per valutare la profondità dello stesso. Se questo sarà a livello superficiale si potrà procedere col fai da te con i prodotti dedicati. In caso contrario ci si dovrà rivolgere ad uno specialista con costi decisamente superiori.
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Pasta abrasiva: per quali tipi di graffi usarla?
Solamente in caso di graffio poco profondo sarà possibile rimediare utilizzando la pasta abrasiva. Prima di applicare il prodotto sulla parte interessata, ricordatevi sempre di lavare la carrozzeria, così da rimuovere sporco e detriti. Stendendola con movimenti circolari, passate la pasta abrasiva sul punto interessato, fino a quando il graffio non sarà sparito. Infine, basterà un panno in microfibra per assicurarsi di aver rimosso gli ultimi residui. Il risultato sarà quello di una carrozzeria praticamente nuova.
Polish graffi: quando usarlo e come funziona
Recentemente è possibile trovare in commercio al dettaglio anche il polish auto. Un prodotto che unisce le proprietà della pasta abrasiva e della cera lucidante. Per l’applicazione si dovranno seguire le regole già spiegata: pulire l’auto, applicare il polish graffi su un batuffolo di cotone e passare il prodotto sulla parte interessata con delicatezza e in maniera uniforme. Completata l’operazione, per ridonare brillantezza alla carrozzeria, è possibile utilizzare un apposito polish lucidante.
Lucidatura auto fai da te
Anche nel caso si utilizzi la semplice pasta abrasiva per rimuovere i graffi, è sempre opportuno procedere alla lucidatura della carrozzeria. Così facendo si rimuoveranno gli eventuali aloni lasciati dal prodotto e il colore della superficie trattata sarà più uniforme.
Funziona togliere graffi auto con dentifricio?
Sfatiamo subito questa leggenda metropolitana. Non è consigliabile rimuovere i graffi utilizzando il dentifricio perché, qualora siano presenti cristalli grossolani di sale si rischierebbe di aggravare il danno sulla carrozzeria. Meglio spendere qualche euro in più ed acquistare prodotti per graffi auto specifici.
Togliere graffi auto profondi: come fare?
Se il graffio sulla vettura sarà profondo, e non si potrà procedere con la semplice pasta abrasiva, si dovrà mettere in conto tempistiche più lunghe ed abilità più particolari. La parte di carrozzeria danneggiata, infatti, deve essere carteggiata completamente, il graffio stuccato e poi carteggiato per rendere la riparazione invisibile. In ultimo, per finire il lavoro, è necessario applicare la stessa esatta tipologia di vernice già presente sugli altri pennelli. Ben si capisce come rivolgersi a uno specialista, di conseguenza, sia la scelta più sicura per evitare danni ulteriori e collaterali.
Cose da sapere
Quali possono essere le cause dei graffi auto?
Lamiere o i paraurti si possono danneggiare durante un parcheggio oppure si può trovare il proprio veicolo graffiato da una manovra errata di un altro guidatore. Altre cause dei graffi auto possono essere disattenzioni quali un contatto tra l’orologio e le lamiere, oppure un sassolino che impatta contro la carrozzeria durante la marcia. Ultima causa sono gli atti vandalici.
Come si valuta la profondità del graffio auto?
Dopo aver pulito la carrozzeria ed eliminato ogni residuo di sporco si dovrà provvedere a passare la mano sulla parte dove insiste il graffio per valutarne la profondità. Se questo sarà a livello superficiale, sarà possibile effettuare la rimozione del graffio in autonomia con prodotti quali la pasta abrasiva, mentre se il danno avrà intaccato la carrozzeria in profondità sarà necessario rivolgersi ad uno specialista.
Come si usa la pasta abrasiva?
Prima di tutto bisogna pulire la superficie interessata dal danno e poi applicare la pasta abrasiva su un panno morbido, o anche su del cotone, e passare il prodotto con movimenti concentrici e delicati per qualche istante. Successivamente si dovrà rimuovere la pasta abrasiva con un panno pulito ed infine utilizzare una pezza umida per ripulire definitivamente la superficie interessata.
Come si usa il polish graffi?
Il polish graffi è un ibrido tra la classica pasta abrasiva e la cera lucidante: sarà fondamentale applicarlo su un batuffolo di cotone e passare il prodotto delicatamente sulla superficie interessate. Per completare il lavoro a regola d’arte è consigliabile utilizzare dopo questo trattamento un polish lucidante.
Si può usare il dentifricio per rimuovere i graffi?
Sfatiamo subito questa leggenda metropolitana. Non è consigliabile rimuovere i graffi utilizzando il dentifricio perché, qualora siano presenti cristalli grossolani di sale si rischierebbe di ampliare il danno sulla carrozzeria. Meglio spendere qualche euro in più ed acquistare prodotti specifici.
Dopo anni di onorato servizio, arriva per la Fiat Tipo il momento di concedersi un meritato restyling. A cambiare sono le linee, soprattutto quelle del frontale, e parte degli equipaggiamenti. Ma la novità più importante è rappresentata dal debutto dell’inedita variante Ibrida, che strizza l’occhio a chi vuole contenere consumi ed emissioni.
Con il nuovo anno arriva per la Fiat Tipo il momento di concedersi qualche interessante novità. la più importante è rappresentata dall’ampliamento della gamma Cross, che ora affianca alla due volumi la variante familiare. Questa variante di carrozzeria risponde alle necessità di una clientela che, oltre a cercare un’auto capace di muoversi anche lontano dall’asfalto, non vogliono rinunciare alla capacità di carico e l’abitabilità che solo le station wagon sanno garantire.
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Più lunga della sorella hatchback, la Fiat Tipo Station Wagon Cross eredita dalla due volumi l’estetica dallo stile fuoristradistico e l’altezza da terra maggiorata, mentre all’interno il vano di carico arriva a 550 litri, che diventano 1.600 abbattendo gli schienali della seconda fila di sedili.
Un’altra novità del 2022 concerne invece l’offerta motori. Anche Fiat Tipo Cross è infatti ora acquistabile in versione ibrida con il nuovo 1.5 da 130 CV, dotato di sistema a 48V, con unità elettrica da 20,4 CV. Quest’ultima permette di fare a meno della propulsione a benzina per una manciata di chilometri, con vantaggi importanti sui consumi, che infatti si fermano a 4,7 l/100km. La trasmissione di Tipo Cross Hybrid è automatica doppia frizione a sette rapporti. Oltre a questa, nell’equipaggiamento Cross troviamo anche cerchi da 17″, cruise control adattivo e videocamera di retromarcia.
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Inoltre, grazie alla collaborazione fra Garmin e la Casa torinese le possibilità di personalizzare Tipo aumentano. Proprio a partire dalla variante Cross, infatti, la nuova serie speciale Garmin aggiunge una caratterizzazione estetica esclusiva che combina la nuova tinta metallizzata verde Foresta a diversi dettagli arancioni e a finiture che impreziosiscono sia gli esterni che l’abitacolo. Sulla griglia troviamo elementi arancio a forma di triangolo. Dello stesso colore anche lo sticker laterale, il badge della partnership, gli elementi arancioni sulle ruote e le cuciture dei sedili. Fanno da contrasto, invece, il nero dei cerchi in lega da 17 pollici, opaco sulle maniglie delle porte e sulle barre sul tetto, nonché il grigio delle calotte degli specchietti, dello skid plate, delle cornici dei fendinebbia, delle minigonne e dei paraurti anteriore e posteriore.
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La dotazione di serie include, infine, non solo aiuti alla guida come l’Attention Assist, il Traffic Sign Recognition, lo Speed Assist e il Lane Control, ma anche tecnologie come lo UConnect 5 su display touch da 10,25 pollici, la connessione senza fili per Apple CarPlay e Android Auto, il clima automatico e il cruise control. In più, smartwatch Garmin è incluso nel prezzo. Già da maggio 2022 è possibile ordinare in concessionaria Tipo Garmin con motore diesel 1.6 da 130 CV o con il nuovo 1.5 benzina T4 Hybrid. Se verde Foresta non piace, sono comunque presenti le alternative bianco Gelato, grigio Maestro e nero Cinema.
Fiat Tipo Cross: dimensioni
Disponibile nella sola variante di carrozzeria a cinque porte, la Tipo Cross condivide le dimensioni con le altre versioni a listino, ma si differenzia per una luce libera dal suolo maggiore di quattro centimetri. La due volumi ha una lunghezza di 4 metri e 37 centimetri e un passo di 2 metri e 64 centimetri, il che rende la Fiat Tipo una berlina di dimensioni generose, certamente adatta ad ospitare comodamente cinque persone. La larghezza si attesta invece sui 154 cm, mentre l’altezza si ferma a 149 centimetri. Il bagagliaio risulta spazioso, con una capacità minima di 440 litri. La familiare, invece, potendo contare su una lunghezza superiore di circa 20 cm, assicura circa 550 litri di bagagliaio in configurazione standard.
Dimensioni
Lunghezza
4.370 mm
Larghezza
1.540 mm
Altezza
1.490 mm
Passo
2.640 mm
Fiat Tipo Cross: esterni
Con l’ultimo aggiornamento arrivano nuove linee per la parte frontale della Tipo, caratterizzate da una mascherina dal disegno diverso e che ora al centro ospita il nuovo logo di casa Fiat. Nello specifico, poi, la versione Cross si distingue dal resto della gamma per una serie di elementi che richiamano il mondo dei fuoristrada.
Fiat Tipo, si aggiorna nello stile e diventa anche Cross 1
Fiat Tipo, si aggiorna nello stile e diventa anche Cross
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Tutt’intorno alla carrozzeria corrono dei fascioni in plastica nera preposti a proteggere la carrozzeria appunto, da piccoli urti o graffi. Non mancano poi delle skid plate nella parte frontale e in quella posteriore, anche questo un chiaro rimando ai fuoristrada duri e puri. Non mancano poi le barre sul tetto e, inediti per la cross, sono i cerchi in lega dal disegno specifico, con gomme dalla spalla maggiorata.
Fiat Tipo Cross: interni
Gli interni della Fiat Tipo Cross sono gli stessi delle altre versioni a listino. Anche questi leggermente rivisti con l’ultimo restyling, si caratterizzano per la presenza al centro della plancia del nuovo schermo del sistema di infotainment che, nelle versioni maggiormente accessoriate, arriva ad avere una diagonale di 10,25 pollici.
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Grande novità a partire dal model year 2021 del modello, oltretutto, è il cluster TFT da 7 pollici del quadro strumenti: questo schermo integra quel che resta della strumentazione analogica, riportando tutte le informazioni e gli avvisi utili alla guida. Su tutte le versioni troviamo infine il climatizzatore automatico, gli alzacristalli elettrici posteriori e sei airbag.
Fiat Tipo Cross: motorizzazioni
Sono solo quattro le motorizzazioni disponibili per la nuova Fiat Tipo Cross. Per chi predilige il benzina, l’unica scelta disponibile è rappresentata dal 1.0 da 100 CV abbinata ad un cambio manuale a 5 marce, mentre sono due le possibilità per chi opta per il diesel: il 1.3 MJT da 95 CV con cambio 5 rapporti e il 1.6 MJT da 130 CV con trasmissione manuale 6 marce, entrambi dotati di sistema Start & Stop. Tipo Cross Hybrid, infine, monta un 1.5 turbobenzina FireFly da 130 CV e 240 Nm, abbinato ad un’unità elettrica da 20,4 CV, integrata nel cambio automatico doppia frizione a sette rapporti. Il sistema a 48 volt è funziona grazie a una batteria da 0,8 kWh che rende possibile il recupero dell’energia in frenata e l’aumento dell’autonomia in modalità solo elettrica.
Fiat Tipo Cross: consumi
I dati sui consumi di carburante della Fiat Tipo Cross sono allineati a quelli del resto della gamma. Il propulsore a benzina permette di percorrere 100 km consumando 5,7 litri di carburante, mentre le versioni a diesel richiedono dai 4,5 ai 4,7 litri di gasolio per percorrere la stessa distanza a seconda che si scelga il 1.3 o il più prestante 1.6. La versione ibrida consuma in media anch’essa 4,7 l/100km.
Fiat Tipo Cross: allestimenti
La Fiat Tipo Cross viene commercializzata in un unico allestimento denominato, appunto, Cross.
Cross: l’unico allestimento a listino per la versione “a ruote alte” della Tipo propone di serie Cerchi in lega da 17’’, Vetri Privacy, Radio Uconnect Tablet 10”, Display TFT 7″, Full LED, Fendinebbia, Sensori pioggia e crepusolare, Specchietto elettrocromico, Retrocamera, Adaptive Cruise control, Bracciolo anteriore.
Fiat Tipo Cross: perché comprarla
Stile: i fascioni in plastica e la maggiore altezza da terra strizzano l’occhio agli amanti dell’offroad.
Dinamica di guida: grazie ai 4 centimetri in più in altezza ci si muove senza patemi anche sullo sconnesso.
Dotazione: l’unico allestimento disponibile è molto ricco.
Fiat Tipo Cross: perché prezzi
Considerando 1.500 € aggiuntivi per accedere alla versione station wagon, di seguito si trova il listino prezzi della Fiat Tipo Cross, aggiornato a maggio 2022: